Marzo 2016

Botta e risposta su Facebook (https://www.facebook.com/AleSorte1984/?fref=ts) tra il Consigliere regionale del M5S Dario Violi e l'Assessore regionale ai trasporti e alla mobilità Alessandro Sorte in merito alla questione sicurezza sui treni, dopo l'aggressione subita da due guardie giurate mercoledì sera, ennesimo episodio di criminalità avvenuto a dieci giorni dalla violenta aggressione subita da una ragazza sul vagone di un treno regionale.

Sorte scrive: "L'esecrabile aggressione, alla stazione ferroviaria di ‪#‎Bergamo, delle due guardie giurate di Trenord, da parte di un gruppo di cittadini‪#‎extracomunitari in preda ai fumi dell'alcool, ha messo a nudo, da un lato, il bisogno di ‪#‎sicurezza della città e dall'altro, la totale irresponsabilità del Movimento 5 Stelle che ha fatto di tutto per impedire alla Regione di reagire contro il rischio che i cittadini corrono anche sul trasporto pubblico locale. E' come se il M5S fosse colpito dall'ansia da ‪#‎prestazione: critiche gratuite alla Regione e totale disprezzo della sicurezza dei cittadini. L'episodio di mercoledì sera - con l'aggressione da parte di alcuni marocchini di due guardie giurate di Trenord - porta allo scoperto anche la totale inerzia del Governo che, benchè la Lombardia avesse chiesto a più riprese di rafforzare il contingente Polfer nelle stazioni ferroviarie, non ha voluto dare risposte concrete. E' anche per questo che la Lombardia si è vista costretta a provvedere direttamente - anche se la sicurezza non è tra le competenze regionali - istituendo con Trenord un servizio di vigilanza destinato a garantire agibilità e sicurezza nelle stazioni e sui treni. Siamo stati obbligati, dal nostro senso di responsabilità, ad agire e certo non ce pentiamo, anzi, lavoreremo per rafforzare il contingente di guardie giurate destinate alla sicurezza dei passeggeri. Un doveroso ringraziamento e un gesto solidale alle due guardie giurate aggredite mentre svolgevano il loro lavoro alla stazione di Bergamo".

Violi replica: "Quello che impedisce la garanzia di sicurezza ai cittadini sono le vostre trovate propagandistiche che, come da noi ampiamente denunciato, si dimostrano totalmente inutili ad ogni occasione. Settimana scorsa una ragazza aggredita sul treno, ieri sera due guardie giurate picchiate in stazione: è la dimostrazione che il Security Team della Lega è mera propaganda e quando dovrebbe servire non c'è mai. Anzi, la cronaca ci dice che gli episodi di violenza sui nostri treni sono in costante aumento.
Non fare il furbo dicendo mezze verità. La verità è una sola, Regione Lombardia ha speso 7 milioni per un'operazione di facciata chiamando Security Team un gruppo di persone che non possono svolgere mansioni legate alla sicurezza.
Se vuoi possiamo discutere anche sull'inadempienza del governo e della mancanza di personale di Polfer, ma tu inizia a prenderti le tue responsabilità, dato che sei l'assessore ai trasporti di Regione Lombardia e la tua politica sulla sicurezza si è dimostrata totalmente fallimentare".

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L'azienda ospedaliera Bolognini di Seriate (ora Asst Bergamo Est) ha sospeso il procedimento disciplinare nei confronti dell'infermiera accusata di aver sedato con dosi di Valium e provocato la morte di diversi pazienti nell'ospedale di Piario (Bergamo) che potrebbe tornare al lavoro. Il M5S ha predisposto un'interrogazione a Roberto Maroni per chiedere chiarimenti sul reintegro e di assumere tutte le iniziative possibili per tutelare l'ASST.

Per Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, "Chiediamo a Maroni chiarimenti sul perché della sospensione del provvedimento disciplinare e se non si ritenga di dover assumere iniziative per evitare il reintegro in azienda finché non ci sarà certezza su quanto accaduto. Va evitato il rischio di gettare ulteriore discredito sul presidio ospedaliero di Piario e sulle professionalità che ci lavorano. E' una questione anche di immagine e i cittadini devono tornare a fidarsi del presidio: è certo che il reintegro, in un momento di incertezza come questo, non aiuta".

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Oggi in Commissione Territorio è tornata in discussione la mozione del M5S Lombardia che chiede di "Eliminare definitivamente dal Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti ogni riferimento alla TOEM (Tangenziale Ovest Esterna Milano), diverso dal potenziamento e dalla riqualifica delle direttrici esistenti".

"La seduta si è conclusa con un ennesimo rinvio, al 14 aprile, della votazione di una mozione che sta mettendo in difficoltà le forze politiche di maggioranza, che in caso di un voto contrario dovrebbero rendere conto della loro scelta ai cittadini sul territorio. Il consigliere di Forza Italia Altitonante, per salvare capra e cavoli, è arrivato addirittura a proporci lo stralcio di TOEM solo dalla cartografia. Forse pensano di prenderci in giro. Ma noi, dato che non abbiamo altri interessi da tutelare se non quelli dei cittadini, abbiamo rifiutato la proposta indecente di Forza Italia, insistendo e ottenendo una data certa in cui votare questa sacrosanta mozione tesa a salvaguardare il nostro territorio dall'ennesima colata di cemento di questo governo regionale. Vogliamo leggere e far leggere ai cittadini, nero su bianco, i nomi di chi, votando contro la nostra mozione, avallerà la costruzione di una nuova inutile tangenziale." Questo il commento della portavoce del M5S e prima firmataria della mozione anti-TOEM Silvana Carcano.

Il progetto della TOEM infatti impatterà con un'enorme colata di asfalto nel Parco Agricolo Sud Milano. E' un progetto scellerato: la costruzione della TOEM significherebbe la distruzione di un territorio a forte vocazione agricola. Significherebbe dividere con un muro invalicabile di asfalto i fondi agricoli. Significherebbe compromettere per sempre un reticolo irriguo secolare. Significherebbe annientare un'agricoltura innovativa con lo sguardo rivolto al futuro, un'agricoltura multifunzionale orientata al biologico, alla promozione dei gas e alla vendita diretta, con un buon impatto anche sulle dinamiche occupazionali.

Abbiamo davanti agli occhi gli esempi lampanti di TEEM e BREBEMI, che non hanno rispettato le previsioni di traffico. Hanno consumato il nostro suolo e non hanno generato, dati alla mano, un miglioramento sulla qualità della vita dei lombardi.

Per il Movimento il suolo va difeso e protetto ed è necessario imboccare senza indugi la strada della riqualificazione delle infrastrutture esistenti: tra il 1999 e il 2012 nel solo territorio lombardo sono stati consumati circa 47 mila ettari di suoli liberi e la perdita di aree agricole è stata pari a circa 53 mila ettari.

Recentemente la società Lomellina Energia srl, proprietaria dell'inceneritore di Parona, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo nei confronti di 27 lavoratori dipendenti (su 87). Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (SCARICA QUI), a prima firma della consigliera regionale Iolanda Nanni, chiedendo a Regione Lombardia di intervenire per promuovere la riconversione dell'impianto da inceneritore a impianto di riciclo rifiuti.

Iolanda Nanni spiega: "Il M5S, con questa interrogazione, chiede a gran voce la riconversione dell'impianto di Parona da inceneritore a impianto di trattamento biologico-meccanico. Questa proposta, avanzata anche dal WWF Lomellina e da diversi Comitati ambientalisti, consentirebbe di attivare un nuovo ciclo economico, non più basato sulla tecnica dell'incenerimento, bensì su quella del riuso, riciclo e recupero dei rifiuti. Attraverso questa trasformazione, si attiverebbe un ciclo virtuoso anche sotto il profilo economico, in grado di mantenere i livelli occupazionali, in quanto il nuovo ciclo, in linea con gli orientamenti del diritto comunitario e nazionale, sarebbe meno dispendioso dell'incenerimento, in grado di creare molti più posti di lavoro e capace di produrre significativi risparmi sulle tasse sui rifiuti per i cittadini e le famiglie che fanno la raccolta differenziata."

"Con questa interrogazione -  conclude Nanni - il M5S offre alla Giunta lombarda l'opportunità di attivarsi per risolvere la crisi dell'impianto di Parona. La Regione ha infatti competenza diretta sulla gestione dei rifiuti e, grazie a una nostra risoluzione approvata a fine 2013, si è impegnata al "decommissioning" degli inceneritori lombardi, vale a dire alla progressiva dismissione dei 13 inceneritori lombardi. In provincia di Pavia, ne abbiamo ben due: partiamo quindi da quello in crisi di Parona e riconvertiamolo a impianto di riciclo, recupero e riuso dei rifiuti. Come sosteniamo da anni, ed è oggi evidente agli occhi di tutti, dati i licenziamenti in corso, l'incenerimento non solo non garantisce posti di lavoro, ma mette a rischio la salute e l'ambiente dei cittadini. L'unica via sostenibile da adottare per l'impianto di Parona, sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo ambientale e sanitario, è quella di trasformarlo in impianto di riciclo e riuso dei rifiuti trasformandolo nel centro principale di riciclo per il bacino dei Comuni lomellini. Tale soluzione consentirebbe di evitare i licenziamenti, di creare nuovi posti di lavoro nonché nuove opportunità per le piccole e medie imprese ed inoltre porterebbe benefici ai cittadini tramite riduzioni delle tasse sui rifiuti".

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

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"Ormai Maroni si felicita pure che le sue leggi vengano bocciate dalla Corte Costituzionale. Secondo noi una vergogna per questa istituzione, per di più su una questione molto delicata politicamente ed eticamente come il diritto di culto. Ricordiamo a Maroni che la sua legge regionale era già stata bocciata anche da ANCI Lombardia, perché invasiva delle competenze comunali in materia, e da tutte le undici confessioni religiose presenti in Lombardia, compresa quella cattolica, perché quella normativa ostacolerà la costruzione di tutte le strutture religiose, non solo quelle islamiche. L'unico obiettivo di questa legge regionale è quello propagandistico della Lega Nord che vuole impedire la costruzione di moschee quando forze dell'ordine, magistratura e servizi segreti sono concordi sul fatto che avere luoghi ufficiali di culto per i musulmani favorisce il contrasto al terrorismo islamico e non il contrario come la Lega continua a ripetere ingannando i cittadini." Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Eugenio Casalino in risposta alle dichiarazioni di Roberto Maroni.

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Il M5S Lombardia si è astenuto sia in UdP sia in commissione Affari Istituzionali sulla richiesta di indagine conoscitiva sulla gestione di Expo 2015 presentata dalla maggioranza di centrodestra.

"Noi - dichiara il consigliere regionale pentastellato e membro dell'Ufficio di Presidenza Eugenio Casalino - avremmo voluto una commissione di inchiesta che non avesse come solo orizzonte le elezioni milanesi ma che prendesse in considerazione tutti i conti della manifestazione, compresi tutti i rilevantissimi investimenti pubblici che sono stati impiegati per la riuscita della manifestazione. Ma Maroni ha ancora due anni abbondanti di governo da portare avanti, e la commissione d'inchiesta richiesta dal M5S sarebbe stata troppo pericolosa perché avrebbe portato a galla anche responsabilità di Regione Lombardia."

"Invece a Milano la questione è una bomba a orologeria pronta a esplodere nella coalizione di centro-sinistra. Ricordiamo a Sala - conclude Casalino - che sei consiglieri della maggioranza che sostiene Pisapia in Comune hanno appoggiato la commissione di inchiesta a seguito dei pesanti dubbi e la scarsa trasparenza sul suo operato mostrata finora dal candidato sindaco del PD."

Eugenio Casalino - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Venerdì 8 aprile il M5S Lombardia ha organizzato la proiezione del documentario "Cowspiracy" sull'impatto ambientale dell'allevamento di animali. Dalle ore 15:00 presso la sala gonfalone e la sala pirelli al 1° piano di palazzo Pirelli, via f. filzi 22 milano.

Seguirà tavola rotonda introdotta da:

Paola macchi (consigliere regionale M5S Lombardia) a cui parteciperanno:

Carlo martelli (senatore M5S)
Paolo Bernini (deputato M5S)
Eleonora Evi (eurodeputato M5S)
Maurizio Pallante (Presidente onorario del movimento per la decrescita felice)
Giampietro maccabiani (consigliere regionale M5S Lombardia)

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti
Si invita a confermare la partecipazione contattando la segreteria organizzativa: 02-6748.2623 o scrivendo a: cinzia.moraldo@consiglio.regione.lombardia.it

Cowspiracy è un innovativo lungometraggio (di cui il post produttore è Leonardo Di Caprio) nel quale l'intrepido regista Kip Andersen, svela l'industria più distruttiva ed impattante del mondo contemporaneo, indagando a fondo i motivi per cui le principali organizzazioni ambientaliste mondiali hanno paura di parlarne.
Questo scioccante e allo stesso tempo ironico documentario, rivela il devastante impatto ambientale che l'allevamento di animali ha sul nostro Pianeta.

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Dopo il nostro esposto all'ANAC sulle criticità rilevate nelle procedure per il restauro di un patrimonio della città di Bergamo come il Teatro Donizetti , il sindaco Gori e la sua Giunta sono stati costretti a correre ai ripari, rivedendo completamente la scelta di affidare i lavori tramite gara ad invito:  gli invitati li avevano scelti loro, e i vincitori sono stati i soliti noti. Dopo aver ostentato sicurezza per mesi  riguardo la regolarità della procedura scelta, Gori ora motiva il cambio di rotta sostenendo che "è necessario essere davvero trasparenti nei confronti dei cittadini, per il rispetto della legalità e della correttezza". In sostanza un'ammissione di colpa. Ora, dopo l'intervento del M5S, non avendo altre possibilità, il sindaco punterà a trasformare la Fondazione Donizetti da ente di diritto privato ad ente pubblico, per scongiurare ogni ricorso in merito all'affidamento diretto della gestione del teatro.

Abbiamo obbligato Gori a rispettare la legge, ad indire una gara europea per gestire la ristrutturazione del Donizetti da opera pubblica qual è. Se ci avessero ascoltato a tempo debito, avremmo evitato lo slittamento dei lavori di almeno un anno, ora inevitabili,  lo spreco di risorse pubbliche per i pareri legali e le doppie procedure di gara, oltre al danno d'immagine per il Comune e il teatro cittadino. Dopo i numerosi annunci di opere pubbliche in città, al primo banco di prova Gori ha fallito, dimostrando tutta la sua inadeguatezza. Dall'opposizione il M5S è riuscito a salvare un patrimonio dei bergamaschi. Se fossimo stati al governo della città non avremmo mai permesso che un bene pubblico fosse gestito come fosse "cosa privata".

Dario Violi - Portavoce del M5S Lombardia

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Cem Ambiente mi stava simpatica fino a qualche tempo fa. La sua attività di raccolta differenziata dei rifiuti nella Brianza est e nel milanese tutto sommato non è malvagia. Non ha raggiunto gli standard di eccellenza che pretende il M5S, ma, nel panorama del settore, il suo lavoro lo fa in modo sufficientemente positivo.

Ma da quando Cem si è prestata al gioco sporco del Pd brianzolo di fondersi con una società che gestisce un inceneritore a fine vita, con l'unico obiettivo di tenerlo in piedi per altri 15 anni, per me la musica è cambiata. Non mi stanno più molto simpatici, mettiamola così...

Prima o poi qualche sindaco dei comuni soci Cem una risposta seria a questa semplicissima domanda la dovrà pur dare:

Che cosa ci guadagna un Comune socio Cem a fondersi con una società che ha in pancia un vecchio ed inutile forno inceneritore con gravi problemi di gestione ambientale (anche nel recente passato), che presto o tardi andrà chiuso con tutto ciò che ne consegue in termini di costi di dismissione e bonifica dei terreni e con in essere delle gare milionarie sotto la lente di ingrandimento dell'Anticorruzione di Cantone?

Vorremmo una risposta seria, di grazia, se non è chiedere troppo; quindi non valgono le solite supercazzole sul sacro ciclo integrato dei rifiuti o le operazioni di puro marketing come il nome Differentia (operazione, per altro, davvero geniale... quel "tutto cambia" rimanda d'istinto al motto gattopardesco che si adatta perfettamente alla reale finalità dell'operazione).

Fatte queste premesse, abbiamo deciso di effettuare un controllo rigoroso della correttezza di tutti gli atti più importanti adottati nell'ultimo periodo, passando ai raggi X tutta la documentazione relativa alle operazioni precedenti la fusione. E come nel caso di Bea, ne sono venute fuori delle belle! Mettetevi comodi che la storia è lunga...

Il valore di CEM è in aumento: dopo l'ingresso di Macherio e Vedano al Lambro, a fine 2015 l'assemblea dei soci di CEM ha approvato un ulteriore AUMENTO DI CAPITALE pari a quasi 3 milioni e 300 mila euro riservato a 8 comuni che hanno acquistato le azioni mediante il conferimento di beni in natura (tra cui il comune di Vizzolo Predabissi), ramo d'azienda (il caso di Cernusco sul Naviglio) e, in parte, in denaro. La delibera è stata approvata dalla maggioranza dei comuni ma non da tutti: ci sono stati per fortuna alcuni Comuni che si sono opposti, dopo un serio esame critico delle operazioni da parte dei Segretari Generali e dei Responsabili Settore Affari Generali che hanno rilevato molti problemi.

1.Documentazione insufficiente e oltre i termini

"La documentazione a corredo delle bozze di delibera citate non è idonea a supportare il processo decisionale del Consiglio Comunale in quanto non è chiara per alcuni aspetti e non esaustiva. Tale documentazione è stata messa a disposizione dei soci a più riprese, oltre i termini previsti dall'art. 9 del vigente Statuto di CEM"


  1. Carenza di informazioni riguardo l'ingresso in CEM del Comune di Cernusco sul Naviglio.


"Non è chiaro come il ramo di azienda di Cernusco Verde riguardante i servizi di igiene urbana [...] confluirà in CEM Ambiente Spa in esito alla scissione dei diversi rami d'azienda della società ed il conferimento in natura delle azioni della stessa."

  1. Rischio di costi "a sorpresa" legati all'ingresso dei nuovi soci


"Dalla perizia di stima della piattaforma per la raccolta differenziata del Comune di Cernusco sul Naviglio si rileva che nella determinazione dei valori sono stati considerati gli elementi di penalizzazione più rilevanti [...]

Pertanto, l'operazione di ingresso del Comune di Cernusco potrebbe comportare nuovi oneri per i Comuni Soci, sia per gli interventi inerenti l'impianto conferito, sia per la, non meglio chiarita, operazione di cessione del ramo di azienda di Cernusco Verde Srl [...]."

"Le perizie di stima relative alle piattaforme dei Comuni interessati riportano la necessità di interventi manutentivi e rilevano il mediocre stato di conservazione delle piattaforme stesse. Pertanto la gestione degli impianti potrebbe comportare ulteriori oneri per manutenzioni straordinarie nel corso dei prossimi anni, non quantificate da CEM nel piano industriale."

Insomma sembra proprio che i comuni siano stati messi di fronte alla classica operazione imposta frettolosamente dall'alto, da approvare a scatola chiusa, con l'obiettivo di andare avanti a qualsiasi costo e senza una valutazione approfondita di tutte le conseguenze.


  1. Vizzolo Predabissi: quota azionaria maggiore di quanto spettante


"Si evidenzia che il suddetto comune acquisterà, stante il valore della piattaforma ecologica oggetto di conferimento, una partecipazione più alta di quella spettante in applicazione del principio di proporzionalità al numero degli abitanti assunto dall'assemblea."

Basta fare un semplice confronto: Carpiano che ha una popolazione quasi equivalente a quella di Vizzolo, ma il valore delle azioni acquisite da Vizzolo Predabissi è addirittura triplo rispetto a quelle di Carpiano!

Carpiano 4116 abitanti Euro 198.299

Vizzolo Predabissi 3900 abitanti Euro 596.589

Questo significa che il peso di Vizzolo Predabissi, in assemblea dei soci, sarà il triplo del dovuto; significa anche che il valore eccedente (circa 400 mila euro) non ha alcuna giustificazione.

Forse è si è colta un'occasione per incrementare ulteriormente il valore di CEM Ambiente in vista della fusione? Infatti a livello di patrimonio CEM è partita svantaggiata rispetto a BEA - che poteva contare sulla proprietà degli impianti di Desio - ma sta velocemente recuperando terreno. E' chiaro che aumentando il proprio valore, al momento della fusione CEM potrà contare almeno quanto BEA se non di più.


  1. Rivalutazione degli immobili? Cem compie un miracolo e fa sparire la crisi del settore.


E' molto sorprendente il metodo di rivalutazione immobiliare che è stato utilizzato nell' "Aggiornamento della relazione di stima del Patrimonio di CEM Ambiente SpA alla data del 30 giugno 2015" : agli immobili non è stato attribuito un valore di mercato ma semplicemente il costo storico rivalutato in base all'indice ISTAT. In questo modo si è ottenuta una rivalutazione complessiva di oltre 5 milioni di euro che non tiene minimamente in considerazione la pesante svalutazione degli immobili degli ultimi anni, particolarmente gravosa per gli immobili non residenziali! Insomma, per Cem la crisi del settore immobiliare non è mai esistita!

E' vero che alcuni immobili di CEM potrebbero essere troppo "specialistici" per poterne stabilire il valore commerciale, ma proprio per questo sarebbe stato opportuno distinguere le diverse situazioni. Invece si è preferito buttare tutto nel calderone della rivalutazione ISTAT con il risultato che il patrimonio, sulla carta, è cresciuto di oltre 5 milioni, ma nella sostanza la scelta appare molto discutibile.

La questione non è di poco conto: oltre all'evidente necessità di avere una stima corretta per non rischiare di annacquare il capitale sociale (eventualità che sarebbe contraria alla legge), bisogna tenere presente che il valore unitario delle azioni acquistate dai nuovi soci è proporzionale al patrimonio complessivo della società e, in base alla stima, risulta pari a euro 2,753. Qualora il valore del patrimonio fosse stato inferiore, anche il valore unitario delle azioni sarebbe stato minore, pertanto i comuni in ingresso avrebbero potuto acquistare le stesse azioni a un prezzo inferiore!

Il parere dei tecnici di alcune amministrazioni comunali prosegue elencando una serie di criticità riguardanti il PIANO INDUSTRIALE:

Difatti il Piano Industriale


  1. "non prende in considerazione il processo di fusione CEM BEA [...] che comporterà un consistente aumento dei costi del personale;"



  1. "non è preceduto dalla delibera "Atto di indirizzo" dei Consigli Comunali per il contenimento delle spese del personale ai sensi del DL 112/2008;"



  1. "manca una valutazione relativamente a quanto l'aumento del personale inciderà sul costo dei servizi e la correlazione dell'aumento del personale rispetto alle effettive necessità richieste per lo svolgimento dei servizi;"



  1. "la società non ha definito le misure di razionalizzazione tra le quali avrebbe dovuto rientrare la valutazione del mantenimento o meno di CEM Servizi che, ora viene invece confermata per la prevista internalizzazione di alcuni servizi;"



  1. "non vi è un raffronto tra i costi dei servizi che la società intende gestire all'interno, rispetto alla gestione degli stessi mediante imprese del libero mercato (gestione esterna) al fine di verificarne la convenienza; anzi viene riportato un incremento di circa il 3% dei costi dei servizi mediante la gestione interna;"



  1. "alle pagine 52 e 53 del Piano industriale viene riportata la necessità di finanziare da parte dei Soci l'importo di € 6.615.000 preventivato per la gestione dei servizi ma non si dice con quali modalità e come tali costi graveranno sui Comuni soci;"



  1. "gli oneri relativi alla gestione della discarica di Cavenago Brianza sono posti a carico dei soli comuni "soci storici" e non anche degli altri Comuni;"


E' evidente che anche in relazione al Piano Industriale ci troviamo di fronte ad alcuni problemi non indifferenti e non si capisce proprio come l'Assemblea abbia potuto approvare un tale piano, se non ipotizzando, per l'appunto, una brutale volontà politica imposta dall'alto piuttosto che una obiettiva valutazione del piano stesso, propedeutico alla fusione. Insomma, per il Pd brianzolo la fusione Bea/Cem s'ha da fare, costi quel che costi.

  1. La legge impone la riduzione del personale: CEM lo aumenta!


Sono previste assunzioni per la società Cem Ambiente (n. 3 dipendenti tra il 2016-2019) e per la società Cem Servizi s.r.l. (89 dipendenti nel 2017) e 23 dipendenti da incorporare nel 2016 attraverso l'operazione di fusione con la società Cernuscoincem srl (ex Cernusco Verde Srl).

Questo aumento del personale contraddice in pieno i piani di razionalizzazione delle società partecipate approvati dalle amministrazioni comunali secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2015 (legge n. 244/2014 art. 3 commi 611 e ss.).

Secondo le disposizioni di legge, i Comuni hanno approvato e comunicato a CEM il piano di razionalizzazione prevedendo per la società CEM Ambiente s.p.a. il contenimento delle spese di personale che non devono superare la percentuale dell'80% del valore medio del triennio 2012-2013-2014. Tra l'altro, sull'attuazione di tali misure è prevista una rendicontazione alla Corte dei Conti entro marzo 2016: cosa rendiconteranno i Comuni che hanno approvato il Piano Industriale?

La legge (art. 18 comma 2 bis d.l. n. 112/2008) ha anche stabilito che le società a partecipazione pubblica locale totale come CEM devono attenersi al principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale. Questi obiettivi devono essere assicurati dagli enti controllanti, cioè i Comuni: pertanto, prima dell'approvazione del Piano Industriale i singoli comuni avrebbero dovuto rivedere i propri indirizzi per poter - eventualmente - consentire a Cem Ambiente s.p.a. di aumentare il personale, prevedendo in ogni caso un contenimento proporzionale alle attività e ai costi complessivi aziendali.

Insomma, un po' come accade in BEA anche in CEM Ambiente il rapporto con i Soci pare invertito: invece di conformarsi agli indirizzi dei Comuni, la società impone ai soci determinate operazioni a prescindere dalla loro correttezza e coerenza con gli atti già approvati dai Comuni! Le assemblee dei soci, dove i sindaci dovrebbero far valere le prerogative degli enti che rappresentano, sembrano finalizzate unicamente alla pedissequa ratifica di decisioni prese altrove.


  1. Efficienza ed economicità: a parole son bravi tutti!


CEM Ambiente, come tutte le Società partecipate dagli Enti pubblici, deve comunque concorrere al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica attraverso il conseguimento di elementi di efficienza e di economicità della gestione. Non si capisce quali siano le ragioni e soprattutto le motivazioni economiche alla base dell'operazione di potenziamento della società Cem Servizi attraverso la progressiva internalizzazione di alcuni servizi in precedenza gestiti in appalto dalla società Cem Ambiente. Leggendo la documentazione si apprende che l'internalizzazione è finalizzata ad aumentare il livello qualitativo dei servizi, ma non si comprende concretamente in cosa consista questo aumento qualitativo, che tuttavia richiede grossi investimenti in personale (89 nuovi dipendenti nel 2017) e macchinari. Manca completamente una valutazione di confronto tra i costi dell'internalizzazione e i costi attuali degli appalti! Anche qui, sulla base di cosa i Soci hanno ritenuto di approvare?

  1. Cernuscoincem: chi ci guadagna?


Un'altra operazione molto dubbia, in termini di opportunità e convenienza concreta per i comuni "soci storici", è quella riguardante il Comune di Cernusco sul Naviglio, l'unico che è entrato in CEM conferendo una società partecipata (ex Cernusco Verde Srl) di cui, sulla base degli atti ricevuti, i Comuni non hanno saputo praticamente nulla. Chissà sulla base di quali elementi avranno deciso di approvare!

  1. Il parere obbligatorio del Comitato per il Controllo Analogo? Non pervenuto!


Da notare come tra la documentazione inviata ai Comuni non sia presente il parere obbligatorio da parte del Comitato per il Controllo Analogo previsto per le operazioni straordinarie ai sensi dell'art. 21-ter dello Statuto di CEM AMBIENTE SpA pertanto l'Assemblea dei Soci non avrebbe potuto deliberare.

Tra l'altro, da quanto mi risulta, non è raro che tale Comitato si riunisca senza avere il numero legale e le sedute siano validate a posteriori mediante apposite dichiarazioni sottoscritte dai membri assenti. Questa procedura non trova alcun riscontro nello statuto del Comitato, pertanto le sedute prive del numero legale dovrebbero essere ufficialmente nulle! E' vero che lo statuto prevede la possibilità che i membri assenti facciano preventivamente avere al comitato le loro considerazioni, di cui il Comitato deve tener conto, ma questo non significa che il Comitato possa considerarsi validamente riunito senza il numero legale. Mi pare un andazzo inaccettabile per una società pubblica, oltre a generare un imbarazzante paradosso: quale autorevole controllo può svolgere il Comitato per il Controllo Analogo se non è nemmeno in grado di garantire la correttezza del proprio funzionamento?

Insomma alla fine di questa carrellata di criticità, viene in mente il famoso proverbio, "Dio li fa e poi li accoppia"... in questo caso li fonde e non si tratta di Dio ma del Partito cosidetto Democratico. CEM e BEA e le relative amministrazioni comunali sono aziende ed enti pubblici in mano ad un unico partito, che fa il bello e il cattivo tempo, imponendo scelte sulla testa dei sindaci e dei cittadini senza nessuna remora, pur di raggiungere il suo obiettivo: realizzare una politica industriale anacronistica di conservazione di un cancrovalorizzatore che non serve a niente e a nessuno.

La stessa Presidente di BEA, nella risposta inviata ad ANAC a fine dicembre, ha letteralmente ammesso che la gara a doppio oggetto per i lavori di ammodernamento - tra cui la sostituzione della turbina - è stata fatta per evitare il fallimento della società! Ovviamente i lavori hanno senso solo se c'è la garanzia che ci sarà abbondanza di rifiuti da bruciare per almeno 15 anni: dunque la fusione con CEM è la grande opportunità, per BEA, di poter incamerare rifiuti sicuri e abbondanti evitando così di competere sul mercato contro A2A e altri colossi. Insomma o ci si fonde con Cem o si muore... saranno contenti i soci Cem, stanno facendo un affarone!

Speriamo davvero che alle elezioni comunali di Vimercate, comune di riferimento per tutta l'area Cem, vinca il nostro grande Francesco Sartini. Solo così cambierà l'andazzo da quelle parti!

Ma intanto questi vanno avanti come i carroarmati con la fusione... siamo in attesa delle stime sul valore delle due società da parte dei periti. Ma con quale coraggio i periti firmeranno le loro stime, visti i pasticci che hanno combinato sia in Bea che in Cem?

Per parte nostra siamo pronti a dare battaglia in tutti i consigli dei comuni Cem dove siamo presenti e stiamo inoltre valutando di procedere con un esposto alla Corte dei Conti per le gravi responsabilità amministrative emerse e il relativo danno erariale; senza escludere il ricorso al Tar qualora le delibere di fusione dovessero essere approvate.

Gianmarco Corbetta - Portavoce del M5S Lombardia

oltrepo-centrale

Il 22 febbraio 2016, Regione Lombardia ha emesso una delibera proponendo l'istituzione di una riserva naturale in Oltrepo' pavese localizzata sul territorio del Comune di Brallo di Pregola (PV) presso Le Torraie Monte Lesima.

A tutela dell'ecosistema faunistico e paesaggistico, all'interno di tali riserve naturali è fatto divieto di costruire infrastrutture (esz canali, elettrodotti, strutture telefoniche, gasdotti, metanodotti, acquedotti, ecc). Tuttavia, per questa riserva naturale, la delibera regionale prevede un'eccezione a questo divieto, senza peraltro motivarla, che renderebbe questa riserva naturale "monca".

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, spiega perché: "Siamo favorevoli all'istituzione di una riserva naturale in Oltrepo' pavese, peraltro in un'area compresa fra la Valle Staffora e la Val Trebbia, a particolare vocazione turistico-paesaggistica e meta di molti turisti. Tuttavia, la delibera regionale contiene una grave "falla". Stabilisce cioè che le regole e tutele a beneficio della riserva naturale non si applicherebbero in quella parte della riserva in cui è prevista la costruzione di una centrale idroelettrica."

"Questa centrale - prosegue Nanni -  del tutto inopportuna su questo territorio, è in fase di autorizzazione da parte della Provincia di Pavia che ha già dato la concessione alla società Brallo Energia S.r.l. per ilsostanziale prosciugamento del torrente Avagnone. L'Avagnone è un affluente del fiume Trebbia che rischierà di sparire del tutto dal momento in cui la società comincerà a deviare nella centrale idroelettrica addirittura fino al 90% del suo volume d'acqua, con gravissime conseguenze e ricadute sull'ecosistema e sul fiume Trebbia."

"Il M5S ha quindi chiamato in causa Regione Lombardia con un'interrogazione (SCARICA QUI), a mia prima firma, in cui cerchiamo di arginare i danni provocati da una scelta miope della Provincia di Pavia che si rivelerà letale per il territorio. La centrale idroelettrica, infatti, andrebbe ad insediarsi proprio all'interno della riserva naturale, in località Ravaiolo del Comune di Brallo di Pergola e, per il suo funzionamento, si alimenterebbe al torrente Avagnone, prosciugandolo con danni irreparabili all'ecosistema. La Provincia di Pavia, nel dare con tanta superficialità questa concessione alla società Brallo Energia S.r.l., si è dimostrata insensibile alla tutela delle Valli del nostro Oltrepo' dalla Staffora alla Val Trebbia, nonchè alla vocazione turistico-paesaggistica di quest'area pavese".

"Il torrente Avagnone - conclude Nanni - è collocato all'interno della Rete ecologica regionale, ragione ulteriore per tutelare quel territorio da progetti invasivi. Il Comitato per il territorio delle Quattro Province, che ringraziamo per averci segnalato questa vicenda, si è già mobilitato per difendere e tutelare quest'area che deve essere destinata integralmente a riserva naturale, senza eccezione alcuna. Il M5S, al fianco del Comitato, si oppone fermamente all'insediamento di una centrale elettrica in Val Trebbia e chiede che la Regione si attivi per istituire la riserva naturale senza alcuna eccezione al divieto di costruire nuove infrastrutture, in modo da evitare insediamenti impattanti all'interno della riserva."

La maggioranza oggi si è spaccata sul voto alla Risoluzione N. 55, concernente il programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2016 e le politiche dell'Unione europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo, che non è passata in Consiglio Regionale.

"La maggioranza non c'è più, il governo regionale affonda nella palude. Ironia della sorte l'accozzaglia di leghisti, ciellini, e forzisti è crollata sulle sue bandierine ideologiche e propagandistiche. Ora non vengano a dire ai milanesi che la coalizione di centro destra c'è ed è solida. Milano non deve finire in mano a una guerra di bande di partito. Come a Roma firmino le carte per il divorzio. In Lombardia hanno dimostrato oltre ogni limite la loro incapacità, risparmino la stessa pena ai milanesi", così il capogruppo del M5S Lombardia, Stefano Buffagni sul voto contrario alla risoluzione sulle politiche europee.

VINCA

E' stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle a firma Silvana Carcano e  Giampietro Maccabiani alla Legge Europea Regionale 2016, in discussione oggi in Consiglio Regionale, che chiedeva la definizione di una durata massima di validità, nei siti di Rete Natura 2000, del decreto di Valutazione d'Incidenza Ambientale in 5 anni. Viene così accolta, grazie al M5S una raccomandazione della Comunità Europea finalizzata a non incorrere in una procedura di infrazione. E' infatti aperta una procedura nei confronti dell'Italia che non rispetta pienamente la direttiva europea sulla valutazione d'incidenza (direttiva habitat, luoghi appartenenti alla rete natura 2000: Siti di Importanza Comunitaria, SIC, Zone speciali di conservazione ZCS e Zone di Protezione Speciale ZPS).

Tuttavia Regione Lombardia con questa legge poteva fare molto di più per scongiurare il pericolo di una procedura di infrazione, per questo il M5S Lombardia si è astenuto sul provvedimento. Sono stai respinti infatti gli emendamenti che, come già sottolineato in commissione, puntavano ad avere misure più stringenti di controllo, un ruolo più forte degli enti gestori dei siti natura 2000, maggiori dettagli nei piani di gestione e l'obbligo della VINCA anche per le varianti di piani e progetti. In particolare, è stato respinto un nostro ordine del giorno riguardante i capanni di caccia (caccia da appostamento fisso) ubicati nei pressi della Riserva Naturale "Torbiere del Sebino" autorizzati dalla Provincia di Brescia senza che fossero sottoposti alla Valutazione d'incidenza. L'anomalia fu già segnalata alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. Secondo il M5S, oltre al potenziale danno alla fauna selvatica presente sul territorio della riserva, la mancanza della Valutaizone d'Incidenza può concorrere all'apertura della procedura di Infrazione, con conseguente multa per lo stato. I cittadini si troverebbero quindi a dover pagare, seppure indirettamente, la negligenza di amministrazioni pubbliche che pensano solo a fare favori ai cacciatori, in barba alle leggi europee.

Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani - Consiglieri regionali del M5S Lombardia

 

 

italcementi-2

I gruppi regionali M5S e PD hanno depositato congiuntamente una interpellanza urgente con risposta in Commissione relativa alle "iniziative di Regione Lombardia conseguenti all'acquisizione delle quote azionarie Italcementi da parte del gruppo tedesco Heidelberg".

L'interrogazione (in allegato) chiede di "garantire la permanenza in Lombardia del patrimonio e del know how oggi presenti in Italcementi e il mantenimento dei livelli occupazionali" e di "comprendere le azioni e le misure per incentivare gli investimenti del nuovo gruppo in Lombardia, anche attraverso l'utilizzo degli strumenti previsti dalla l.r. 11/14 a sostegno della competitività del territorio lombardo".

Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "chiediamo a Maroni di contattare il ministro Guidi e il Ceo di Heildeberg immediatamente. Non abbiamo più di dieci giorni per  cercare di salvare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo permetterci di perdere altre centinaia di posti di lavoro che danno da vivere a centinaia di famiglie bergamasche. Se Maroni non muoverà un dito sarà anche sua la responsabilità per la perdita di un pezzo di economia locale. In campagna elettorale aveva promesso sviluppo e occupazione: si dia una mossa".

Mario Barboni, consigliere regionale del Partito Democratico, dichiara: "Mi auguro che il presidente Maroni e la Giunta che si erano già assunti un impegno 4 mesi fa attraverso la delibera 4317 del 16 novembre 2015, facciano anche l'impossibile affinché si possa arrivare a mantenere in Lombardia e in Italia non solo i siti produttivi, che occupano quasi 1000 addetti solo nella nostra regione, ma anche il centro di ricerca di Italcementi a Bergamo, Km rosso. Non possiamo infatti permetterci di perdere anni di studi e applicazioni che i ricercatori hanno ottenuto portando questo centro di ricerca a livello mondiale".

 

bruxelles

"Esprimo profondo cordoglio per le vittime degli attentati di Bruxelles. Il terrorismo è ignobile e va condannato, combattuto e respinto con ogni mezzo. Dopo l'azione militare e i morti di Parigi questo vile attentato scuote la coscienza di tutti noi e ci costringe a vivere in un clima d'intollerabile insicurezza. Ma non basta il cordoglio, è necessario lavorare seriamente per dare una risposta politica coerente a questo attacco che mette a repentaglio le nostre esistenze e il nostro futuro. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e chiediamo ai mezzi d'informazione di far circolare i numeri di emergenza utili (0032027537300 è il numero che le autorità belghe hanno messo a disposizione per chiedere informazione su amici e parenti che si sarebbero dovuti trovare nell'area aeroportuale)", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta gli attacchi terroristici che hanno sconvolto Bruxelles e l'Europa.

 

 

comm-inchiesta

Regione Lombardia è socia di Expo e non può permettersi di lasciare zone d'ombra sui conti dell'esposizione che hanno pagato i cittadini. Evidentemente la maggioranza leghista teme un lavoro serio d'inchiesta a guida 5 stelle perché incontrollabile e realmente indipendente. Un'indagine conoscitiva coprirà solo in maniera equa le responsabilità di Maroni da un lato e di Pisapia e Renzi dall'altro. La realtà è che nessuno, dal PD che ha candidato Sala, alla Lega e a Forza Italia vuole vederci chiaro sui conti della società e sulle valutazioni delle sue poste di bilancio. Eppure chi Governa la Lombardia è in opposizione in Comune di Milano e aveva chiesto, senza trovare i voti, una commissione d'inchiesta a Palazzo Marino. È evidentemente la solita farsa, su Expo ci hanno mangiato tutti e il M5S è l'unica forza politica che chiede i dati veri per non far pagare il conto come al solito ai cittadini.", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia commenta la decisione della Maggioranza, approvata oggi dall'Ufficio di Presidenza, di istituire un'indagine conoscitiva su Expo piuttosto di una Commissione d'Inchiesta come richiesto  nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle.

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Quello che è successo sabato scorso su un treno regionale Bergamo-Milano fa rabbrividire. Una ragazza di 22 anni alle ore nove di sera è stata aggredita ferocementeper 15 euro e uno smartphone. Questo è il bottino per cui il malvivente, che si aggirava liberamente sul treno, ha quasi rischiato di ammazzare una ragazza, che ora è ricoverata al San Raffaele dove sarà operata alla testa per ridurre la frattura e curata alla mano usata per proteggersi faccia e testa dalle martellate. La Lega Nord ha venduto l'operazione "Security Team" di Trenord come la panacea al problema della sicurezza, ma il fallimento è totale. Servono azioni concrete e non operazioni di mera facciata a fine propagandistico. E' importante sottolineare, oggi più che mai, che quelli che il governatore Maroni aveva spacciato come "vigilantes" sono semplici "assistenti alla clientela" assunti senza alcun titolo per prevenire ed intervenire in caso di aggressioni e rapine sui treni. Come dimostrato da questa triste vicenda non solo la copertura di questo personale è insufficiente ma, anche se fossero stati presenti, non avrebbero potuto fare niente per fermare l'imboscata. Sono i dati che danno torto a Maroni, non il M5S. Perché l'"operazione vigilantes" non è servita in alcun modo ad arginare i fenomeni di micromilinalità sui treni lombardi, bensì gli indici sugli episodi di violenza sono in costante incremento. Un'operazione fallimentare, costata ai cittadini lombardi ben 7 milioni di euro,  con cui si potevano assumere guardie giurate, abilitate ad intervenire in flagranza di episodi di aggressione ed attivando un piano di prevenzione. Il problema della sicurezza sui treni è da affrontare in modo serio e non con gli annunci. I lombardi non possono affidare la loro sicurezza al pressapochismo leghista che ha ottenuto fin qui meno controlli, meno sicurezza, meno espulsioni, più costi e burocrazia a spese di tutti noi. E' osceno che l'aggressore di origini romene, già conosciuto alle forze dell'ordine e espulso, potesse circolare liberamente nel nostro Paese. Questo delinquente poteva togliere la vita a una ragazza italiana innocente. Le responsabilità sono di Renzi, che si occupa solo di sicurezza delle banche e mai di quella dei cittadini, e del suo ministro degli interni che assomiglia sempre più ad un fantoccio. Tra il flop delle espulsioni e il bluff del reato di clandestinità è chiaro che la sicurezza non è nell'agenda di chi governa la Lombardia e l'Italia.

Iolanda Nanni - Consigliere del M5S Lombardia e membro della Commissione Trasporti
Stefano Buffagni - Capogruppo del M5S Lombardia

Lunedì 21 Marzo ore 15, in Sala Gonfalone, Palazzo Pirelli, Via Fabio Filzi 22 a Milano, si terrà il convegno "Ogni violenza lascia un segno" organizzato dal M5S Lombardia. L'incontro, rivolto a insegnanti, educatori, psicologi, operatori sanitari e genitori, discuterà il tema dell'identificazione dei comportamenti che segnalano gli abusi su minori, donne, anziani e tutte le categorie più fragili.

Interverranno: Raffaella Damonte, Medico chirurgo, specialista in chirurgia pediatrica; Anna Laghi, Responsabile scientifico formazione professionale aziende e presidi ospedalieri sul riconoscimento maltrattamenti, Counselor e mediatrice familiare; Sara Racalbuto, Psicologa, psicoteraputa, Ambulatorio Bambi - Sc Pediatria d'urgenza - AO Regina Margherita Torino; Matteo Fabris, Dottore in Psicologia Clinica - Università di Torino - Collabora con Ambulatorio Bambi; Cristina Cattaneo, Anatomopatologa forense, medico legale SVSeD (Soccorso Violenza Sessuale e Domestica) della Clinica Mangiagalli e membro SBAM (Sportello Bambini Maltrattati e Abusati) presso la Clinica De Marchi. Modererà l'incontro: Paola Macchi Consigliere Regionale M5S Lombardia

Durante l'evento sarà proiettato il video: IO CI METTO LA FACCIA della Dott.ssa Grazia Biondi e nella sede del convegno saranno esposte le foto della rassegna PAROLE E IMMAGINI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE del Comune di Cervia.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Locandina-Convegno-abusi-M5S

interramento-seveso2

I nuovi elementi sull'interramento della ferrovia di Seveso, emersi nelle settimane scorse nel dibattito locale, sono stati portati dal M5S Lombardia all'attenzione dell'Assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte che si è dichiarato disponibile a valutare un possibile cambio di strategia. La giunta regionale nel novembre scorso aveva stanziato 62 milioni di euro per una soluzione parziale delle interferenze nel tratto ferroviario Seveso-Meda/Cambiago con la realizzazione di due sottopassi (rimarrebbero gli altri 5 passaggi a livello a tagliare in due la città).

Il Movimento ha depositato un'interrogazione, a prima firma il consigliere Gianmarco Corbetta, sostenendo le ragioni dell'interramento della linea ferroviaria con l'obiettivo di dare efficienza all'infrastruttura di trasporto pubblico e risolvere definitivamente le criticità. In occasione della discussione dell'interrogazione con l'Assessore Sorte in Commissione Trasporti, si è portato a conoscenza dell'Assessore l'esistenza di nuove tecniche costruttive in grado di abbattere i tempi e i costi di realizzazione dell'opera, riducendo al minimo il disagio agli utenti della ferrovia.

Per Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Siamo giunti ad un passaggio fondamentale dell'annosa vicenda dell'interramento della linea ferroviaria. La Regione, con l'avvallo del Comune, ha stanziato 62 milioni di euro che non risolvono il problema in modo ottimale e definitivo. Grazie al contributo del gruppo M5S locale e della Lista Sevesoviva, che ha sollevato il caso in consiglio comunale, abbiamo convinto l'assessore regionale a valutare una nuova tecnica costruttiva per l'interramento che richiede 70 milioni di euro, 2 anni e mezzo di lavori e solo tre settimane di interruzione del servizio ferroviario.  Sembrava una partita ormai chiusa, ma siamo riusciti a riaprire uno spiraglio. Ora però è fondamentale che l'amministrazione comunale si dia una mossa e si faccia viva presso la Regione, come aveva promesso di fare, chiedendo anch'essa di valutare con attenzione questa nuova tecnologia, prima di spendere decine di milioni di euro di denaro pubblico in modo davvero poco lungimirante. Ogni soluzione temporanea o parziale non va nella direzione di dare ai cittadini di Seveso una vivibilità della città veramente degna di questo nome.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lomabardia

MATCH CON SORTE 17-03-2016

Oggi, in seduta di Commissione Infrastrutture e Trasporti, l'Assessore Regionale ai Trasporti ha dato risposta a tre interrogazioni del M5S sulle seguenti linee ferroviarie pavesi:

-          Dir. 22 Voghera-Pavia-Milano

-          Dir. 23 Stradella-Milano

-          Dir. 24, 27, 28 Codogno-Pavia, Alessandria-Torrebetti-Pavia, Vercelli-Mortara-Pavia

-          Dir. 25 Alessandria-Mortara-Milano

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Abbiamo ottenuto risposte estremamente deludenti dall'Assessore Regionale ai Trasporti alle nostre interrogazioni sulle linee ferroviarie pavesi all'interno delle quali abbiamo chiesto di avere un quadro preciso della programmazione degli investimenti sull'infrastruttura, il materiale rotabile e le stazioni. I risultati si possono sintetizzare in due parole: investimenti insufficienti ed inadeguati a rispondere alle esigenze dei pendolari: al territorio pavese vanno solo le briciole"

"Partiamo - continua la Nanni - dalla direttrice 22 Voghera-Pavia-Milano, la cui utenza si attesta sui 36.189 viaggiatori al giorno e numerosi problemi relativi ai guasti all'infrastruttura ed al materiale rotabile: sulla puntualità c'è un miglioramento di 7 punti, ma la direttrice non arriva neanche all'80% di puntualità. Sulle soppressioni il dato è sorprendente: su 1065 soppressioni di treni nel 2014, ce ne sono ben 726 nel 2015. Non è prevista alcuna introduzione di nuove corse né di nuovo materiale rotabile per il 2016.  Per le stazioni sono stati previsti lievi interventi solo per Certosa di Paiva (tinteggiatura WC) e Pieve Emanuele (apertura di un bar e della sala d'attesa) e Villamaggiore (lavori di tinteggiatura per coprirei graffiti). Mentre nulla è previsto per le stazioni di Locate Triulzi, Lungavilla, S.Martino Siccomario-Cava Manara, Voghera. Abbiamo chiesto maggiori informazioni rispetto agli interventi in corso nella stazioni di Pavia e ci è stata confermata l'attivazione degli ascensori a servizio dei 6 binari per l'anno 2016 e il nuovo ACC di Pavia per marzo 2017 che sostituirà il vecchio apparato risalente al 1937 con uno nuovo computerizzato che consentirà maggiore flessibilità negli itinerari di stazione e una più rapida gestione delle anormalità, nonché accentramento del coordinamento della gestione della circolazione. E' anche prevista la sostituzione delle batterie stazioni e PGA sulla Voghera-Piacenza ed il rifacimento delle connessioni tra casse induttive e rotaie tra Voghera e Tortona, nonché la soppressione dei passaggi a livello sulla tratta Milano-Pavia-Voghera."

"Per la direttrice 23 STRADELLA-MILANO, la cui utenza si attesta su 7.332 viaggiatori al giorno, abbiamo chiesto all'Assessore i dati 2015 su ritardi e soppressioni. L'Assessore ha dichiarato che si è registrato nel 2015 un miglioramento della puntualità di +8% rispetto al 2014 ma non si riesce ad arrivare neanche all'80% di puntualità, nonché attesta una diminuzione delle soppressioni di circa il 30% rispetto al 2014. Sui guasti all'infrastruttura, c'è una diminuzione del 30%: 346 guasti nel 2014 contro i 242 guasti del 2015, tuttavia con un incremento di guasti sul nodo di Milano rispetto al 2014. Numeri dunque ancora molto lontani dagli obiettivi di puntualità e affidabilità del servizio su questa linea. Abbiamo chiesto se per il 2016 si prevede l'inserimento di nuove corse e nuovo materiabile su questa linea, la risposta è stata negativa. Per quanto riguarda le stazioni sulla linea, abbiamo chiesto se sono previsti interventi di riqualifica nelle stazioni di Stradella, Broni, Barbianello, Pinarolo Po, Bressana Bottarone e Bressana Argine, e anche qui la risposta è stata negativa. Per la stazione di Bressana Argine addirittura è prevista la chiusura della sala d'attesa da parte di RFI per il ripetersi di atti vandalici."

"Per quanto riguarda - prosegue Nanni - le tre direttrici pavesi non elettrificate, cioè la Codogno-Pavia, la Pavia-Torreberetti-Alessandria e la Pavia-Mortara-Vercelli, a metà gennaio sono stati introdotti tre nuovi treni ATR Stadler acquistati dalla Regione per il territorio pavese. Peccato che - osserva Nanni - gli stessi siano stati messi K.O. cinque giorni dopo da atti vandalici e sulle linee viaggino oggi sempre le solite littorine diesel di vecchia generazione. A seguito di ciò, Regione Lombardia ha formalmente richiesto a TRENORD di disporre di ulteriori 2 ATR per queste linee. Sui guasti all'infrastruttura la situazione non è purtroppo migliorata. Rfi tuttavia mi ha confermato di aver provveduto alla sostituzione del 100% delle casse di manovra dei passaggi a livello con un nuovo modello e la progressiva sostituzione dei cavi di relazione che sono stati appena ultimati sulla Vercelli-Mortara-Pavia. Alla mia domanda relativa agli interventi sulle stazioni di queste linee, la risposta è stata che non ne sono previsti, tranne che per la stazione Lambrinia, dove nel 2016, sarà "valutata" l'installazione di una piccola tettoia in plexiglass per la protezione dalla pioggia dei viaggiatori, come richiesto dal Comune. Per la stazione di MIRADOLO TERME si prevede la muratura delle porte WC e la tinteggiatura della sala d'attesa. Si sta valutando la chiusura del servizio viaggiatori per la stazione di Motta San Damiano. Per la stazione di Casalpusterlengo, è previsto entro aprile 2016 l'incremento dei cestini porta rifiuti ed è programmata la tinteggiatura dell'atrio della sala d'attesa. Infine, per Codogno, è prevista l'integrazione di cestini per rifiuti, delle panche esterne e si prevede la tinteggiatura dell'atrio della sala d'attesa e la riparazione del WC."

Iolanda Nanni prosegue con l'illustrazione delle novità per la direttrice 25 ALESSANDRIA-MORTARA-MILANO: "Sulla puntualità dei treni, l'Assessore registra un aumento delle performance dell'8% rispetto al 2014 che si riduce al 4ì% sul tratto S9. Sulle soppressioni treni che, nel 2014, erano 412, si registra un calo nel 2015 a 268, ma non sul tratto S9 (Albairate-Milano) dove i dati sono spaventosi: 2079 soppressioni nel 2014 contro le 1398 del 2015 che sono comunque tantissime e sintomo di gravi criticità sulla linea. Proprio questi dati allarmanti relativi ai treni soppressi, fanno si che si stia valutando di inserire questa direttrice ferroviaria fra le c.d. "linee critiche del 2016", quelle che godono di una particolare attenzione e monitoraggio per migliorare le performance. Anche sul problema dell'affollamento delle corse di punta, TRENORD dichiara di star valutando un adeguamento della composizione treni, ma solo dopo un ennesimo monitoraggio della situazione a cura dell'azienda. Per gli interventi sulla linea, previsti per il 2016, RFI sta programmando un ennesimo piano di manutenzione straordinaria. Nel 2016, si programma rinnovi di binario nella tratta Mortara-Parona e Parona-Vigevano oltre che il rinnovo di una campata di binario tra le stazioni di Gaggiano ed Albairate caratterizzata da riflussi argilossi. Verrà infine completato il livellamento dell'armamento finalizzato al miglioramento degli indicidi di qualità nella tratta Albairate-Vigevano. Nella tratta Alessandria-Mortara, a partire da marzo 2016, avranno inizio i lavori di risanamento in galleria di Valenza, volti ad eliminare il rallentamento esistente".  Non è infine previsto l'innesto di nuovo materiale rotabile sulla linea per l'anno 2016."

 

comm-inchiesta

Un'indagine conoscitiva sui conti di Expo e non una Commissione d'inchiesta. Sembrerebbe questo l'orientamento della Maggioranza, sollecitata nei giorni scorsi dalla richiesta alla Presidenza del Consiglio regionale da parte del Movimento 5 Stelle d'istituzione di una Commissione a presidenza pentastellata per fare luce sui veri conti dell'Expo. Un passo indietro quindi, nonostante le rassicurazioni del Capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo che aveva dichiarato: "E' importante capire quali siano i conti di Expo, anche alla luce dei passaggi societari che stanno riguardando il futuro delle aree. Siamo favorevoli all'istituzione di una Commissione d'inchiesta e presenteremo una proposta di maggioranza per evitare qualsiasi strumentalizzazione in salsa grillina".

Lo strumento dell'indagine conoscitiva è sostanzialmente diverso rispetto alla Commissione d'inchiesta. La prima è pubblica, coinvolge i consiglieri regionali, e ha l'obiettivo di raccogliere informazioni generiche (notizie, documenti, audizioni) che possono fornire elementi utili all'indagine nell'interesse delle attività del Consiglio regionale.

La seconda ha un presidente scelto tra i gruppi di opposizione, per garantire reale efficacia allo strumento. I suoi lavori, anche a porte chiuse, consentono un lavoro dettagliato di verifica di documenti e testimonianze e si concludono con la presentazione in Consiglio regionale di una relazione sulla quale si pronuncia l'assemblea.

Gli ottimi risultati della commissione di inchiesta sull'Aler degli scorsi anni, che portarono alla luce il buco da più di mezzo milione di euro che la società di gestione delle case popolari milanesi aveva, rispetto alla fallimentare indagine conoscitiva sul caso Stamina sono l'evidenza del reale funzionamento ed efficacia delle due diverse strade.

Per Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia: "Regione Lombardia è socia di Expo e non può permettersi di lasciare zone d'ombra sui conti dell'esposizione che hanno pagato i cittadini. Evidentemente la maggioranza leghista teme un lavoro serio a guida 5 stelle perché incontrollabile e realmente indipendente rispetto ad una indagine conoscitiva guidata da quell'NCD capace di coprire in maniera equa le responsabilità di Maroni da un lato e di Pisapia e Renzi dall'altro. Chi oggi chiede una banale indagine vuole confondere le acque. La realtà è che nessuno, dal PD che ha candidato Sala, alla Lega e a Forza Italia vuole vederci chiaro sui conti della società e sulle valutazioni delle sue poste di bilancio. Eppure chi Governa la Lombardia è in opposizione in Comune di Milano e aveva chiesto, senza trovare i voti, una commissione d'inchiesta a Palazzo Marino. È evidentemente la solita farsa, su Expo ci hanno mangiato tutti e il M5S è l'unica forza politica che chiede i dati veri per non far pagare il conto come al solito ai cittadini".

Stefano Buffagni - Portavoce del M5S Lombardia

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miniatura post sito 150x150Le elezioni amministrative si stanno avvicinando, e in tanti comuni lombardi molti di voi sono pronti a fare la loro parte come sindaci e consiglieri a 5 stelle. Il M5S è rete: condividere le conoscenze acquisite in questi anni è un momento fondamentale per gestire al meglio un comune a 5 stelle. E' fondamentale capire cosa fa un comune, partendo da come si struttura un bilancio fino ai piani di governo del territorio, passando dall'organizzazione dei servizi di trasporto pubblico fino a quella dei servizi sociali, senza mai dimenticare da dove veniamo e quali sono i principi cardine del Movimento 5 Stelle! Ad aiutarci in questo percorso saranno i nostri portavoce nei comuni lombardi, in maggioranza e all'opposizione, a partire dal sindaco di Sedriano! Ci confronteremo per capire come contrastare concretamente la corruzione, parleremo di multiutility e di come migliorare la gestione delle società controllate dal comune. Vi aspettiamo al primo Lombarday 5 stelle, il 2 aprile, dalle 10 alle 18 all'Auditorium Pertini di Cinisello Balsamo. Sarà una giornata d'incontro, di confronto e di partecipazione, in cui ciascuno si metterà a disposizione degli altri per rafforzare la rete a 5 stelle.  Vogliamo che la Lombardia diventi un mosaico di comuni efficienti, produttivi e dove nessuno rimane indietro. Ci vediamo al primo Lombarday 5 stelle. Non mancate. ➤ IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

I portavoce del M5S Lombardia

 

PUNTO NASCITA 15-03-2016

In Regione Lombardia, nell'anno 2015, sono presenti 71 Punti Nascita di cui 9 con un numero di parti inferiore ai 500 all'anno e, di conseguenza, a "rischio chiusura" fra i quali anche quello dell'Ospedale Civile di Vigevano. Con DGR X/4873 del 29 febbraio 2016, la Giunta Regionale lombarda ha sostanzialmente decretato la chiusura dell'Ostetricia dell'Ospedale di Vigevano, che è l'unico dei 9 Punti Nascita "a rischio" a presentare la caratteristica indicata per la chiusura, cioè «Presidio in area Urbana con presenza di altri Punti Nascita alternativi».

E' importante sapere che la riorganizzazione della rete dei Punti Nascita nasce in seguito all'Accordo Stato-Regioni 16 dicembre 2010, recante «Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo». Tale Accordo impegna tutte le Regioni, comprese quelle in Piano di rientro dal deficit sanitario, ad attuare 10 linee di azioni per la ridefinizione del percorso nascita. La prima di tali linee prevede la chiusura dei Punti Nascita con un volume di attività inferiore a 500 parti/anno, in quanto non in grado di garantire la sicurezza per la madre e il neonato, prevedendo l'adozione di stringenti criteri per la riorganizzazione della rete assistenziale e fissando il numero di almeno 1000 parti/anno quale parametro a cui tendere. L'Accordo, inoltre, identifica i livelli di complessità assistenziale delle UU.OO. di ostetricia/ginecologia e di neonatologia e terapia intensiva neonatale/pediatria, e definisce gli standard operativi, di sicurezza e tecnologici a cui le Regioni devono conformarsi nel percorso di ridefinizione dei punti nascita. Detti standard sono richiamati nel decreto del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, del 2 aprile 2015, n. 70, contenente il «Regolamento recante definizione sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera», pubblicato in G.U. in data 4 giugno 2015.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Il M5S Lombardia ha presentato un'interrogazione (SCARICA QUI) alla Giunta Regionale per salvare l'Ostetricia dell'Ospedale Civile di Vigevano che è un Punto Nascita indispensabile e irrinunciabile per tutta la Lomellina, area logisticamente penalizzata da scarse infrastrutture viarie sia per il collegamento verso Pavia sia verso Milano, caratterizzata da alta frammentarietà e da numerosi paesi che storicamente e logisticamente fanno riferimento proprio all'Ospedale di Vigevano come "hub" della Lomellina. Riteniamo che la Giunta Regionale non debba limitarsi a effettuare una mera valutazione numerico/quantitativa dei parti annui, ma debba invece tener conto che questo Punto Nascita - che ha all'attivo oltre 450 parti l'anno - da anni, versa in carenza di organico e in assenza di primariato. Se si facesse fronte a questa problematica con politiche orientate al suo potenziamento, l'Ostetricia dell'Ospedale Civile di Vigevano, a organico pieno e istituzione di primariato, sarebbe strutturata per accogliere anche 1.000 parti l'anno."

"Nella nostra interrogazione - continua Nanni - abbiamo evidenziato come la Lomellina sia già stata gravemente penalizzata dalla chiusura di altri Punti Nascita a Mortara, Mede e Casorate. Ora, la paventata ipotesi di chiusura dell'Ostetricia dell'ospedale di Vigevano darebbe un'ulteriore mazzata al territorio in quanto l'Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano, a cui la Giunta Regionale vorrebbe che si facesse riferimento in alternativa, non sarebbe adeguato ad una programmazione di quasi 1000 parti all'anno ed inoltre non è dotato di strutture sanitarie strategiche quali la Rianimazione ed un reparto di Pediatria con Pronto soccorso pediatrico in servizio 24 ore su 24, strutture che invece l'Ostetricia dell'ospedale possiede."

"La nostra azione regionale - conclude Nanni - va di pari passo con quella del nostro portavoce consigliere comunale M5S Luca Mazzola a Vigevano dove il M5S si è attivato immediatamente per portare la questione all'attenzione del Sindaco e per appoggiare le iniziative dal basso di cittadini e Comitati per salvare l'ostetricia. I Punti Nascita costituiscono servizi irrinunciabili per i territori la cui chiusura va preliminarmente ponderata con valutazioni relative alla sicurezza, qualità, capacità di soddisfare le esigenze del bacino di riferimento, nonché la georeferenziazione. Chiediamo dunque alla Giunta Regionale di fare chiarezza sulla paventata chiusura, di riconoscere l'irrinunciabilità per il territorio lomellino del Punto Nascita dell'Ospedale di Vigevano, avviando il percorso di deroga, secondo le modalità previste per tutti i Punti Nascita strategici per i territori. Chiediamo infine di sollecitare la Direzione Generale dell'ASST pavese a risolvere le questioni relative alle carenze di organico e dell'assenza di primariato."

PAT

Dirigente dell'ASST di Melegnano e Martesana revocato per incompatibilità a seguito al mio intervento. Anche questa volta nessuno, a parte noi, si era accorto di niente!

Il 28 Gennaio 2016 l'arch. Giovanni Iamele veniva riconfermato per un ulteriore anno e contemporaneamente veniva trasferito dal Fatebenefratelli all'ASST di Melegnano e Martesana.

Il 1 Febbraio, a solamente 4 giorni dal rinnovo del contratto, arrivò anche una condanna ad 8 mesi per una presunta truffa relativa alla svendita di immobili di lusso di proprietà del Trivulzio avvenuta nel 2008, di cui Iamele all'epoca era direttore del dipartimento tecnico.

Di fronte all'immobilismo dell'ASST, l'11 Febbraio scrissi per chiedere quali provvedimenti avevano intenzione di intraprendere, e il 16 Febbraio l'azienda sanitaria ha deliberato la revoca immediata dell'architetto Iamele.


Anche questa volta senza di noi avremmo un condannato in più a gestire la cosa pubblica, in palese violazione della legge. Ma è mai possibile che nessuno si accorga mai di nulla?

Le leggi ci sono, ciò che manca è la volontà di rispettarle.

Dario Violi - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

macca ok

Il M5S Lombardia si è astenuto oggi nel voto sull'adeguamento normativo delle leggi di riordino delle competenze provinciali e regionali in materia di caccia e agricoltura, il progetto di legge 276.

Per Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "L'astensione è motivata dai numerosi passaggi critici nelle nuove norme approvate che non si limitano ai soli adeguamenti normativi ma cambiano il panorama legislativo. Per esempio la nuova disposizione sugli appostamenti fissi da caccia potrebbe permettere ad alcuni di bypassare l'attuale normativa e quindi favorire i cacciatori a discapito della conservazione della fauna selvatica; potrebbe inoltre portare all'apertura di una procedura di infrazione con l'UE. In commissione sono stati respinti numerosi emendamenti del M5S che riguardavano una maggior tutela della biodiversità in Lombardia. Sono stati tutti bocciati da una maggioranza che è verde solo per un colore di partito e non per le politiche ambientali che dovrebbe mettere in campo" .

La Maggioranza non ha approvato una legge anti corruzione, ma un'operazione di distrazione di massa utile solo a Maroni e ai suoi a cercare di ripulirsi l'immagine dopo gli arresti in regione. Se il presidente volesse davvero fare anticorruzione si presenterebbe immediatamente ai processi che lo vedono coinvolto e non usare il legittimo impedimento come Berlusconi. La legalità non è di casa in Regione Lombardia da quando sono arrivate le scope leghiste. E' una legge pagliacciata che istituisce un ente vuoto, l'ARAC, che non sta in piedi e sarà solo una ridicola e inutile sperimentazione.  Sia gli uffici legislativi del Consiglio che l'Anac hanno dichiarato che il progetto di legge sull'Arac non regge. Lo stesso Cantone ha invitato Maroni a trovare alternative, altri organi di controllo che siano nelle competenze di Regione. Come, ad esempio, quelli  già previsti dalla nostra legge 17 (link), una legge che fa realmente prevenzione alla corruzione e non è solo un'operazione di marketing per coprire l'eco dell'arresto di Fabio Rizzi. Basterebbe solo farla funzionare. Inoltre, l'emendamento presentato oggi in aula da Maroni sulla "fase di sperimentazione" di Arac è ridicolo, conferma che anche lo stesso Maroni non è più convinto di questa sua finta, e la nasconde dietro ad una sperimentazione i cui esiti verranno valutati a fine legislatura, meta che pertanto potrà raggiungere con serenità senza essere messo alla prova su questa legge di cui vi confutiamo di seguito alcuni passaggi, alcune palesi prese in giro:

-  "Esercita il controllo" (compito già compreso nella legge 190);
-  "Analizza le causa dei fattori corruttivi" (lo fa già il comitato tecnico scientifico previsto dalla legge 17)
-  "Coordina l'attività regionale per il piano regionale anticorruzione triennale" (è un obbligo di legge)
-  "Esprime pareri (può farlo solo l'ANAC per legge)
-  "Art. 6 sulla trasparenza" (esiste già il decreto legislativo 33 che obbliga gli enti regionali alla trasparenza)

Se Maroni volesse davvero fare qualcosa di concreto contro la corruzione dovrebbe andare a casa insieme a tutto il carrozzone leghista che continua a trascinare la Lombardia negli scandali. Non è con nuove leggi, per di più vuote, che si elimina la corruzione, ma serve una volontà politica e una cultura della legalità che questa classe dirigente ha dimostrato di non possedere.

Silvana Carcano, Consigliere Regionale del M5S Lombardia

 

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In previsione della seduta del Consiglio regionale di domani sull'ARAC, una scatola vuota proposta  da Maroni per fingere di lottare contro la corruzione, il M5S Lombardia ha predisposto un emendamento interamente sostitutivo del progetto di legge di Maroni e una pregiudiziale di incostituzionalità.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Maroni deve smetterla di prendere in giro i Lombardi con non proposte, non leggi e non authority. Le sue scope sono spuntate e non può proporre l'ennesimo carrozzone inutile per ripristinare in Lombardia la legalità estinta grazie al suo partito.  E' credibile come Renzi che promette di abbassare le tasse. Abbiamo depositato un emendamento che abroga interamente il pastrocchio ARAC di Maroni. Il Presidente deve avere ben chiaro che la regione ha già gli strumenti per contrastare la corruzione, con la legge 17 del giugno scorso, e che non abbiamo bisogno di una nuova foglia di fico anticorruzione che non è altro che un doppione di un'authority nazionale.

Abbiamo anche depositato una pregiudiziale d'incostituzionalità. L'ente farlocco di Maroni creerebbe sovrapposizioni e interferenze, fino a possibili conflitti di attribuzione, con una materia che ha esclusiva competenza statale ed è riservata all'ANAC. Se Maroni vuole davvero ripristinare la legalità in Lombardia se ne torni a casa".

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La collaborazione tra il senatore del M5S Luigi Gaetti e il Consigliere regionale Dario Violi, ha portato alla presentazione di un'interrogazione a risposta scritta ai Ministri della salute e dell'Economia e delle finanze per far luce sulla responsabilità dei componenti dei collegi sindacali  coinvolti nello scandalo della sanità lombarda perché siano valutate eventuali responsabilità oggettive, come il mancato controllo, da parte dei membri dei collegi.

Per Dario Violi e Luigi Gaetti: "Il collegio sindacale è un organo indipendente che ha il compito di vigilare sull'attività degli amministratori nonché di controllare che la gestione e l'amministrazione di una società si svolga nel rispetto della legge. In caso di danno alla società risponde in solido con gli amministratori qualora il danno si sarebbe potuto evitare attraverso l'azione di vigilanza prevista dalla legge. L'indagine, soprannominata operazione "Smile", che ha visto coinvolte 21 persone (tra le quali il consigliere regionale Fabio Rizzi) con accuse di vario titolo, è infatti partita dalla segnalazione di Giovanna Ceribelli, componente del collegio sindacale dell'azienda ospedaliera di Desio e Vimercate. Il collegio sindacale in questione, costituitosi nell'ottobre 2012 con un costo di circa 117.000 euro all'anno, è composto da 5 membri. Due di questi, il dottor Oreste Malatesta, presidente del collegio, e il dottor Nicola Palmieri, sono stati designati rispettivamente dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero della salute. Sarebbe opportuno conoscere chi siano, in relazione alle notizie di stampa citate e alla gravità dei fatti che ne sono conseguiti, i componenti del collegio sindacale che non hanno firmato la relazione finale presentata dalla Ceribelli, quali siano le "resistenze" riscontrate in seno all'organo di vigilanza e se siano state rilevate responsabilità oggettive, come il mancato controllo, da parte dei membri del collegio".

Per i due portavoce del M5S: "Viene da chiedersi, a questo punto, a quanto ammonti il danno causato e se ci siano altri collegi che abbiano sollevato perplessità sulla natura degli appalti sottoscritti da altre strutture sanitarie con le società private riconducibili alla Canegrati. Infine ci si domanda se abbiano provveduto alla sospensione o all'interdizione dagli elenchi dei revisori contabili di tutti i membri del collegio che, non avendo ottemperato al proprio dovere di vigilanza neppure di fronte alle criticità sollevate a più riprese dalla Ceribelli, abbiano comportato in questo modo un grave danno ai cittadini, nonché uno spreco di soldi pubblici. Non dimentichiamo, poi, tutti i collegi sindacali delle strutture sanitarie coinvolte dallo scandalo pare non abbiano ravvisato nessuna infrazione. Insomma, quali iniziative saranno adottate per evitare che fatti come quelli descritti si ripetano in futuro?".

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"A parole il PD e il Ministro Martina sono per sostenere gli agricoltori e la produzione italiana, nei fatti siglano un accordo scellerato con la Tunisia. Martina è incapace di difendere gli agricoltori italiani e lombardi: 9 volte su 13 ha disertato il Consiglio europeo, perché sa che a Strasburgo vale come il due di picche.

L'essere bergamasco avrebbe dovuto insegnargli qualcosa dei veri bisogni dei nostri agricoltori, invece con i fatti dimostra il contrario. è curioso anche vedere come il Patito Democratico, con la scusa della lotta la terrorismo, abbia preferito difendere gli interessi del Primo Ministro Tunisino Habib Essid, uno dei maggiori produttori di olio del Paese, invece che tutelare i produttori nostrani.

Il Pd predica bene e razzola male, e a farne le spese questa volta sono i produttori italiani di olio di oliva, il vero petrolio italiano. I loro eurodeputati hanno votato a favore di quel provvedimento al parlamento europeo, l'alto commissario Mogherini, anch'essa del PD, ha gestito in prima persona questo provvedimento e oggi Martina piange lacrime di coccodrillo e si dice fermamente contrario all'inondazione dei mercati italiani ed europei di olio tunisino. Credo che con questa vicenda abbia dimostrato tutta la propria inadeguatezza, faccia l'unica cosa che può fare per salvare almeno la faccia: si dimetta", così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia commenta il via libera europeo all'ingresso di 35.000 tonnellate di olio d'oliva dalla Tunisia.

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Il GUP stamattina ha escluso la mia costituzione di parte civile nel processo a carico dell'Assessore all'Economia Massimo Garavaglia (per quella relativa al processo Mantovani dovremo aspettare il prossimo 8 giugno) che avevo avanzato perché, come scritto nell'atto ufficiale, "comportamenti come quelli resi oggetto dei capi d'imputazione comportano inevitabilmente una grave lesione dell'immagine pubblica non solo dell'Istituzione in sé e per sé, ma anche di tutti coloro che della medesima fanno parte giacché quelle condotte veicolano il messaggio di un'amministrazione formata da politici e funzionari corrotti, abituati al più becero mercimonio della propria funzione per scopi egoistici di arricchimento. Ciò che conduce, inoltre, la generalità dei cittadini a ritenere che i dirigenti pubblici ed i politici in particolare siano tutti "della stessa pasta".

 Il Giudice ha ritenuto che "essere tutti della stessa pasta" non rappresenti effetto diretto dei reati ascritti agli imputati ma di un sistema d'informazione non oggettivo che non fa i dovuti distinguo. Questo il ragionamento alla base dell'esclusione, che rispettiamo pienamente, ma sottolineano  ancora una volta la condizione drammatica in cui versa l'informazione italiana, causa del degrado sociale, politico e morale del paese (non per altro l'Italia è al 73esimo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa). Preso atto di questa prima decisione non ci arrendiamo e avanzeremo, com'è nostro diritto, nuovamente atto di costituzione di parte civile nel processo all'inizio dell'eventuale dibattimento. Perché vogliamo continuare a distinguerci da Regione Lombardia che di fronte ad uno scandalo di tali dimensioni che coinvolge due assessori accusati di corruzione e turbativa d'asta, è riuscita solo ad essere presente all'udienza preliminare quale persona offesa dal reato senza tuttavia costituirsi parte civile per il risarcimento del danno, della seria cane non mangia cane".

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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NUOVO ESPOSTO ANAC SU BANDO GARA REVAMPING DA 8,5 MILIONI DI EURO
Prosegue la nostra azione di verifica della correttezza e imparzialità dell'azione amministrativa di Bea, dopo lo studio della gara per la turbina, che ci ha portato ad produrre un primo esposto all'Anac, con gli esiti ormai noti a tutti.
La nostra consigliere comunale di Desio, Sara Montrasio, ha terminato l'analisi del bando di gara per i lavori del revamping (manutenzione straordinaria del forno) da oltre 8 milioni e 600 mila euro. Questi lavori erano originariamente compresi nella ormai famigerata gara a doppio oggetto del Piano Industriale del 2012, precisamente il lotto 3. Essendo il lotto andato deserto, nel luglio del 2014 Bea decise di indire una nuova gara a se stante.
Peccato che anche in questo caso, le cose non sono state fatte come si doveva. Da qui la decisione della nostra portavoce Sara Montrasio di mandare un nuovo esposto all'Anticorruzione di Cantone, che verrà formalmente protocollato nei prossimi giorni.
Le irregolarità, anche questa volta, riguardano la composizione della Commissione di Gara. Come nel bando per la turbina, anche in questo caso il dottor Alberto Cambiaghi (Direttore Generale e Responsabile Anticorruzione di Bea Brianza Energia Ambiente SpA e Amministratore Delegato di Bea Gestioni S.p.A.) ha ricoperto la duplice carica di Responsabile Unico del Procedimento e di membro della Commissione di gara così espressamente contravvenendo quanto prevede la legge a presidio dell'imparzialità dell'azione amministrativa nello specifico settore degli affidamenti.
Stesso problema per un altro membro della commissione, il professor Michele Giugliano, che all'epoca ricopriva anche l'incarico di membro effettivo dell'Organismo di Vigilanza di Bea, determinando quindi una situazione di incompatibilità.
Ce ne è abbastanza per interpellare nuovamente il dottor Cantone affinché valuti la legittimità della gara ed eventualmente prenda provvedimenti.
Altro elemento degno di nota: ad uno dei due lotti in cui è stata divisa la nuova gara ha partecipato Comef, la società che si è aggiudicata il famigerato bando della turbina. Ebbene anche qui, come nel caso della turbina, ci troviamo di fronte all'ennesimo cosiddetto "refuso". Comef riporta nella sua offerta un valore di riferimento per la pressione (26 bar) diverso dal valore previsto nel disciplinare di gara (25 bar). L'azienda si è giustificata parlando di un errore di battitura... è mai possibile che un'azienda che partecipa ad una gara milionaria riesca a fare errori di battitura proprio nei numeri essenziali per la valutazione dell'offerta? Avrebbero potuto dimenticare una virgola, un punto, una maiuscola, sbagliare un congiuntivo o una concordanza di genere o numero... invece no, sbagliano proprio uno dei quattro numeri fondamentali.... davvero sfortunati i signori di Comef! (per la cronaca alla fine poi Comef non ha vinto perché un'altra azienda ha presentato un'offerta più economica).

 

GARA TURBINA: INIZIATIVE IN TUTTI I COMUNI SOCI E IN PROVINCIA e ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE
La prime dichiarazioni a caldo della Presidente Bea Mazucconi sono gravissime e allucinanti: ha difatti dichiarato che non intende seguire le indicazioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione e portare avanti la gara perché annullarla "costa troppo".
In realtà quello che dichiara la Mazucconi ci importa un fico secco. A noi interessa sapere cosa vogliono fare i soci. Davvero i sindaci e il presidente della provincia Ponti intendono calpestare una deliberazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione? Davvero se ne infischiano del principio di legalità e di tutela dell'interesse pubblico? Davvero intendono disonorare la società facendola finire nella black list di Anac, condannandola, per altro, a pagare una sanzione pecuniaria pur di andare avanti con i lavori?
In una parola, davvero intendono sottoscrivere il loro suicidio politico?
Pretendiamo da loro una risposta ufficiale. Per questo motivo tutti i Sindaci soci saranno chiamati a rispondere formalmente, tramite ordini del giorno nei consigli dove il M5S ha dei portavoce, e tramite richieste formali da parte di semplici cittadini dove il M5S non ha ancora una rappresentanza formale (Meda, Limbiate, Seveso e Lentate sul Seveso). E nel caso del socio principale, il Presidente della Provincia Gigi Ponti, l'istanza formale l'ho fatta io in qualità di cittadino. Ora, da Statuto della Provincia, mi deve una risposta.
Intanto annunciamo che stiamo valutando il danno economico di tutta questa vicenda. E' in fase di preparazione un esposto alla Corte di Conti per verificare la sussistenza di responsabilità amministrativa e conseguente danno erariale in capo agli organi apicali di Bea. I responsabili di questo disastro devono pagare.

GESTIONE AMBIENTALE DEL FORNO: GRAZIE AL M5S E' ARRIVATA LA DIFFIDA DA PARTE DELLA REGIONE
Nel dicembre scorso avevo sollevato il caso dei controlli sulla gestione ambientale del forno da pare di Arpa, che negli ultimi dieci anni ha inviato ben sei segnalazioni di ipotesi di reato alla Procura della Repubblica di Monza. Nella sua relazione del 2014, Arpa, in aggiunta alla segnalazione in Procura, chiedeva alla Regione di emettere diffida nei confronti di Bea, ma la Regione fino a dicembre 2015 non aveva mosso un dito. Avevo quindi depositato un'interrogazione regionale per chiedere conto del comportamento della giunta regionale.
Ora è arrivata la risposta all'interrogazione. La Regione ha emesso la diffida! Quasi 5 mila euro di sanzione pecuniaria, una puntuale verifica sulla rete delle acque meteoriche e un richiamo per l'adeguamento alla normativa sul meccanismo di certificazione dei dati sulle emissioni giornaliere. E' questo il contenuto, in sintesi, della diffida emessa da Regione Lombardia nei confronti di Bea.
Ma l'aspetto curioso, mettiamola così, è la tempistica: dopo solo 4 giorni esatti dalla mia interrogazione, è stata emessa la diffida, nonostante i problemi all'inceneritore sollevati da Arpa fossero gravi, circostanziati e la loro scoperta risalisse all'anno precedente. Insomma, per un anno intero la Regione ha dormito sonni placidi e probabilmente avrebbe continuato a farlo se non fosse arrivato un nostro atto formale.

Il quadro è davvero sconfortante... ma noi non molliamo!

ITR CLICK-DAY 10-03-2016

A seguito di numerose segnalazioni da parte degli enti locali che lamentano una violazione del diritto di accesso ai bandi regionali, il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (scarica qui) evidenziato le criticità provocate metodo del c.d. "click day" e per chiedere una revisione di questa metodologia.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione, dichiara: "Il processo di innovazione e informatizzazione della P.A. non può sacrificare, i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo, di piena concorrenzialità, apertura al mercato e parità di trattamento dei soggetti interessati. Questo rischio è maggiore quando l'accesso ai contributi e finanziamenti pubblici, attraverso bandi pubblici, avviene per il tramite di procedure "a sportello", il cui funzionamento non sempre è in grado di garantire la trasparenza, l'imparzialità e l'efficacia dell'azione amministrativa."

"Il click-day -  continua Nanni - cioè l'inoltro telematico della domanda di partecipazione con accesso in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse disponibili è un metodo ormai diffuso nei bandi pubblici (non solo regionali) che sta penalizzando di fatto molti enti locali che si vedono esclusi dall'accesso al bando regionale, dopo aver speso tempo e risorse per redigere i progetti. In particolare, nella nostra interrogazione regionale abbiamo messo a nudo le anomalie legate alla metodologia del "CLICK DAY" rilevate con riferimento a un recente bando regionale che ha stanziato delle risorse per la riqualificazione energetica degli edifici di proprietà di Comuni sino a 1000 abitanti ed di altri piccoli enti locali. Questo bando ha visto circa 400 comuni lombardi interessati e muniti di credenziali di accesso al sistema, ma cionostante, a causa del malfunzionamento del sistema di inoltro telematico della richiesta di contributo ("SIAGE"), molti Comuni non hanno potuto accedere al sistema facendo domanda di partecipazione. Dalle prime informazioni ricevute dall'Ufficio responsabile dell'istruttoria, risultano aver completato in tempo utile la procedura solo 35 Comuni a fronte di circa 400 richieste, saturando subito le risorse disponibili pari a 7 milioni di euro. Molti Comuni ci hanno segnalato che la principale anomalia è stata quella relativa all'eccessiva lentezza e inefficienza del sistema telematico per la presentazione della domanda di accesso al contributo, che, nel giro di soli trenta minuti - un tempo oggettivamente troppo stringente per effettuare il caricamento delle domande e della cospicua documentazione da allegare alla stesse - ha reso impossibile a molti Comuni il completamento e l'invio delle domande di contributo"

 "Il CLICK-DAY - continua Nanni - non sembra aver adeguatamente garantito il diritto degli Enti interessati di partecipazione al procedimento amministrativo, di piena concorrenzialità e apertura al mercato a parità di condizioni, minando la trasparenza, l'imparzialità e l'efficacia della stessa azione amministrativa. Abbiamo verificato che, in un caso analogo, il TAR Lazio dichiarò l'illegittimità dell'avviso pubblico e chiediamo, pertanto, che anche per il recente bando regionale, chiediamo che sia sospesa l'istruttoria in atto, al fine di garantire la piena concorrenzialità e parità di trattamento ai Comuni, aventi i requisiti, che, a causa del malfunzionamento del sistema "SIAGE", si sono visti automaticamente esclusi dalla possibilità di concorrere per l'accesso al beneficio, non avendo potuto presentare a monte domanda di partecipazione. Inoltre, abbiamo richiesto di costituire un tavolo tecnico per individuare modalità procedurali alternative rispetto a quelle del "click day", con la previsione di tempistiche e criteri che non rendano eccessivamente gravoso l'inoltro telematico delle domande di partecipazione a tutti quei bandi che prevedano contributi e finanziamenti regionali, anche rafforzando il sistema dei controlli sulla trasparenza e sulla funzionalità delle procedure informatizzate."

cantone

"Martedì proporremo in aula in abbinamento alla legge-pagliacciata di Maroni sull'ARAC l'AMAC, Agenzia Maroni A Casa per manifesta incapacità di contrastare la corruzione. Sarebbe l'unico provvedimento utile da assumere in questa legislatura. Cantone dice che l'ARAC è tutta da rifare, Maroni sostiene che quello di Cantone è un via libera. Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Come abbiamo anticipato in Commissione infinite volte i compiti dell'ARAC esistono già per legge e sono già quelli dell'ANAC, la competenza è nazionale. Maroni ha preso per i fondelli i Lombardi con una legge assurda che chiede soltanto che venga rispettata la legge. Chiediamo per l'ennesima volta che il progetto di ARAC sia ritirato immediatamente", così Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

MOZIONE MANTOVA
Il M5S Viadana vuole tutelare la salute della popolazione dagli inquinanti emessi dalle aziende del pannello truciolare, come indicato dall'ASL di Mantova nelle conclusioni generali dell'indagine epidemiologica "Viadana II", in cui raccomandò "di ridurre per quanto possibile le emissioni di inquinanti, in particolare di formaldeide, NOx e degli altri inquinanti atmosferici emessi dalle aziende del comparto". La ricerca scientifica del 2012 evidenziò " una relazione di causalità tra esposizione agli inquinanti emessi dalle aziende del pannello truciolare ed effetti sulla salute della popolazione pediatrica che vive in prossimità degli impianti" in particolare con casi di infiammazioni respiratore nell' 80 % di bambini residenti nel raggio di 2 Km di questi impianti.
Come M5S abbiamo depositato una mozione (prot.generale 0005430 del 3/03/2016 )per il prossimo consiglio comunale a tutela della salute dei cittadini , in quanto la ditta Chimica Pomponesco spa in data 12/02/2016, ha presentato alla Provincia di Mantova la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (la cosiddetta VIA) relativa al Progetto di ampliamento del reparto di polimeri acrilici con installazione di due nuove linee produttive che utilizzeranno come solvente una miscela di cicloesano/acetato di etile. L'ampliamento del suddetto impianto dista circa 1 Km dal confine del Comune di Viadana (quindi rientra nello stesso contesto ambientale e territoriale ai sensi del DM 30/03/2015) nel quale sono presenti impianti similari e che per tale motivo non si possono escludere impatti ambientali e/o sanitari sulla popolazione viadanese.
La legge (art. 24 c. 4 del d.lgs 152/06) prevede che chiunque abbia interesse possa presentare in forma scritta osservazioni sull'opera da realizzare entro 60 giorni alla Provincia di Mantova . Abbiamo riscontrato che nello Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Chimica Pomponesco spa, in cui sono allegate le valutazione di incidenza sanitaria VIS (prevista ai sensi della DGR. n. X/4792 del 08/02/2016), non vengono presi in considerazione i risultati dell'Indagine epidemiologica "Viadana II ".
In tal senso sollecitammo già l''amministrazione viadanese nel consiglio comunale del 29/09/2015, infatti l'assessore all'Ambiente Alessandro Cavallari , in risposta alla nostra interrogazione (del 18/09/2015 Prot. Generale N°0027148) , assicurò che nel caso la suddetta ditta avesse presentato la VIA, l'amministrazione comunale avrebbe provveduto a predisporre idonee osservazioni.
Perciò chiediamo con determinazione al Sindaco (che per Statuto Comunale è il primo responsabile della salute dei cittadini), di presentare entro la data ultima del 11 Aprile, le osservazioni che riterrà opportune, evidenziando in particolare la grave assenza dei dati dell' indagine epidemiologica Viadana "Fase II ", al fine di tutelare la salute della popolazione viadanese e nella fattispecie quella pediatrica . Rimaniamo a totale disposizione dell'amministrazione qualora avesse bisogno di supporto per redigere un documento con esperti del settore e con dati a sostegno delle osservazioni che presenteranno.

[caption id="attachment_10619" align="alignnone" width="600"]Silvana Carcano firma la rendicontazione delle spese del M5S per il 2015 Silvana Carcano firma la rendicontazione delle spese del M5S per il 2015[/caption]

Anche quest'anno nessun rilevo per il MoVimento 5 Stelle da parte della Corte di Conti, che ieri ha notificato gli esiti delle rendicontazioni presentate dai gruppi consiliari relativamente al 2015. I nostri conti sono tutti in ordine, non possono dire lo stesso gli altri gruppi. Come riporta stamattina un articolo di Repubblica la Corte di Conti avrebbe richiesto chiarimenti in merito alla documentazione delle spese effettuate presentate da Fratelli d'Italia, Ncd, Forza Italia e Patto Civico Ambrosoli, per una cifra complessiva di circa 134.000 euro. Si tratta - continua Repubblica - per la maggior parte di spese per le attività promozionali, di rappresentanza, convegni o attività di aggiornamento. Nella documentazione inviata, a quanto pare, mancherebbero alcuni dati importanti quali motivazioni e autorizzazioni dei capogruppo a supporto di fatture consistenti.

M5S Lombardia

Il M5S Lombardia, in prima linea sul problema dello spandimento dei fanghi in agricoltura lancia un'iniziativa a tutti i consiglieri comunali lombardi al fine di fare rete per arginare il fenomeno dello spandimento dei fanghi in agricoltura e vietarne lo spandimento in una fascia di rispetto di 500metri dalle abitazioni.

Iolanda Nanni e Andrea Fiasconaro, consiglieri regionali M5S e promotori dell'iniziativa in Lombardia, dichiarano: "Abbiamo predisposto una MOZIONE (scarica qui) che mettiamo a disposizione di tutti i consiglieri comunali lombardi affinchè possa essere discussa ed approvata in tutti i Comuni interessati dallo spandimento fanghi. In particolare, ci rivolgiamo ad una vasta area del Sud della Lombardia che comprende, in particolare, le provincie di Pavia, Lodi, Cremona, Mantova e una parte del bresciano."

"A livello parlamentare - continuano Nanni e Fiasconaro - il M5S ha da poco presentato una risoluzione, a prima firma del deputato M5S Alberto Zolezzi, che chiede al Governo di assumere iniziative per definire criteri di tutela dei suoli e delle falde. A livello regionale, in Lombardia, in data 6 novembre 2015, abbiamo depositato un'interrogazione che solleva le criticità legate allo spandimento fanghi e chiede alla Giunta regionale una revisione della Legge regionale in materia, nonché un cambio di rotta nelle politiche di gestione rifiuti, con la finalità di creare una rete regionale di piccoli impianti di riciclo/riuso dei rifiuti."

"Ora intendiamo coinvolgere tutti i Comuni interessati a cui mettiamo a disposizione la nostra mozione affinchè sia approvata al fine di limitare sempre più lo spandimento indiscriminato dei fanghi. Anche i Comuni, infatti, hanno potestà in materia. Ci siamo infatti basati su una recente sentenza del Consiglio di Stato, pronunciata il 16/06/2015, che ha confermato la legittima potestà dei Comuni in materia di inserimento nel PGT di limiti all'attività di spandimento fanghi, stabilendo le aree in cui tale attività è consentita e di converso le aree in cui invece è vietata. Secondo il Consiglio di Stato, il Comune di Gambolò istituendo il divieto allo spandimento fanghi in una fascia di rispetto di 500 m. dalle abitazioni non ha "regolamentato" lo spandimento fanghi, bensì si è limitato ad esercitare la sua legittima potestà programmatoria, individuando le zone in cui è consentito o non consentito lo spandimento fanghi."

"Nella mozione - proseguono Nanni e Fiasconaro - chiediamo anche ai Comuni di dotarsi di un regolamento sull'impiego dei fertilizzanti sui suoli del territorio comunale, contenente anche disposizioni sanzionatorie come già hanno fatto alcuni Comuni lombardi, come ad es. il Comune di Rodigo Zappavigna (MN) ed alcune nostre Province."

In Lombardia si producono annualmente (fonte dati 2010) circa 791.888 tonnellate di fanghi, il 45,1% dei quali proveniente dalla depurazione degli scarichi civili, il 28,1% dalla depurazione di acque industriali, il 26,8% da aziende agricole. Da questo totale di fanghi prodotti, 193.073 tonnellate vengono inviate a impianti in altre Regioni, mentre 655.075 tonnellate vengono inviate in impianti lombardi. La quantità totale di tonnellate annualmente avviate a trattamento in impianti lombardi per utilizzo in agricoltura è pari a 748.402, di cui oltre la metà (405.598 tonnellate annue) vengono importate da altre Regioni.  La quota annua di fanghi non destinati all'agricoltura, viene trasferita in appositi impianti di trattamento.

Numerosi studi e ricerche, molte delle quali incoraggiate e pubblicate dalla stessa Comunità Europea, evidenziano il rischio che lo spandimento di fanghi (rifiuti) in agricoltura, anche là dove questo avvenga nel rispetto dei limiti di legge, possa dare origine a fenomeni di accumulo negli anni di sostanze inquinanti e pericolose per la salute, in particolare di metalli pesanti,diossine e inquinanti organici tra cui i principi attivi dei medicinali di uso quotidiano nonché altri prodotti utilizzati per la cura e l'igiene personale. I fanghi di depurazione, infatti, non contengono solamente sostanze nutritive per le piante, come il fosforo e l'azoto, ma anche tutta una serie di inquinanti e di agenti patogeni, sostanze chimiche e farmaceutiche, derivanti dalle attività industriali e artigianali e dagli scarichi domestici. Per questo il settore agricolo tende oggi sempre più a respingere l'utilizzazione di tali fanghi come concimi.

"Ci siamo basati - continuano Nanni e Fiasconaro - sulle buone pratiche che in materia di spandimento fanghi stanno adottando molti Paesi europei, storicamente e culturalmente vicini al nostro Paese, fra i quali la Svizzera e molti Land tedeschi. Il Consiglio della Federazione Svizzera, a partire dal 2003, ha vietato lo spandimento dei fanghi sui terreni. In Germania, alla luce dell'accordo di coalizione  che sostiene il Governo Merkel, il Ministero dell'Ambiente Federale ha allargato la già esistente bozza di lavoro per includere prescrizioni concrete per il recupero di fosforo e la cessazione dell'utilizzo dei fanghi sui campi. Rispetto alla normativa comunitaria, alcuni paesi europei (Austria, Francia, Germania, Svezia, Danimarca) hanno fissato ulteriori valori limite per alcune sostanze pericolose presenti nei fanghi da utilizzare in agricoltura quali: composti organici alogenati totali (AOX), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorobifenili (PCB), diossine e furani"

"In Italia, in questa materia -  concludono Nanni e Fiasconaro - siamo ancora molto indietro ed occorre adoperarsi, a tutti i livelli istituzionali, per fare rete. Anche i Comuni hanno il dovere di fare la loro parte. Il M5S continuerà ad operare affinchè si arrivi presto a una legge statale che metta vincoli più stringenti allo spandimento dei fanghi in agricoltura. Il M5S, con questa iniziativa, intende preservare il nostro suolo agricolo da un danneggiamento irreversibile, evitare l'insorgenza di rischi per la salute ed evitare che sia compromessa la qualità dei nostri prodotti agricoli locali e, quindi, la catena alimentare."

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Approvata dal Consiglio regionale della Lombardia una proposta di risoluzione del M5S Lombardia tesa a facilitare la possibilità per gli studenti delle scuole superiori di fare una reale esperienza lavorativa presso un'azienda come previsto dalla legge sulla "buona scuola" di Renzi.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Ancora una volta in Italia si fanno le leggi senza pensare a quelli che possono essere i problemi concreti di attuazione.  Sono gli stessi presidi a lamentare una grossa difficoltà nel garantire l'alternanza scuola lavoro ai ragazzi dei licei a causa delle pochissime aziende che si iscrivono al registro e si offrono di ospitare e seguire i ragazzi. Abbiamo potuto ascoltare in un'audizione in Commissione Istruzione e Cultura un rappresentante dell'Unioncamere che, facendo presente che in Lombardia su circa 800 mila imprese presenti più di 500 mila sono costituite solo dal titolare oppure dal titolare più un addetto, ha spiegato che la difficoltà sta nella complicata procedura burocratica per l'iscrizione a questo registro e nei costi relativi. La nostra risoluzione chiede d'intervenire presso il Governo per semplificare l'iter di iscrizione al registro e ridurre o addirittura azzerare i costi di iscrizione. Proponiamo anche che Regione Lombardia e gli enti collegati si iscrivano al registro, invitando anche le amministrazioni locali a farlo, in modo che i ragazzi possano fare una reale esperienza lavorativa nelle amministrazioni pubbliche, nei musei e nelle biblioteche".

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E' iniziato oggi il processo per l'ex assessore alla sanità Mario Mantovani, accusato di corruzione e turbativa d'asta. La nostra portavoce Silvana Carcano, presente all'udienza per costituirsi parte civile per danno all'immagine e alla reputazione dell'ente regionale, dichiara: "il GUP ha raccolto tutti gli atti di costituzione parte civile. Mario Mantovani, imputato numero uno nell'inchiesta Entourage, ha rinunciato alla garanzia dell'udienza preliminare, quindi ad oggi la mia richiesta di costituirmi parte civile è valida solo nei confronti degli altri imputati Bianchi, Scivoletto, Garavaglia (Assessore regionale all'economia), Erricchiello e Battaglia. Mentre la mia richiesta contro l'ex assessore alla sanità Mantovani è rimandata al prossimo 8 giugno. La cosa più assurda e vergognosa in questa vicenda è che Regione Lombardia, l'istituzione che rappresenta tutti quei cittadini truffati da questi politici, non si è costituita parte civile, ma solo parte offesa, della serie Cane non mangia cane! Mentre il MoVimento 5 Stelle, con coraggio, è stato l'unica forza politica rappresentante di questa Regione a schierarsi contro chi ha infangato e leso la credibilità del nostro ente e chiedere giustizia. Il GUP ha ascoltato tutte le istanze di coloro che si sono costituiti parte civile e tutte le eccezioni alle parti civili. Contro di me, ma c'era da immaginarselo, tutti gli avvocati dell'assessore Garavaglia e del Provveditore opere pubbliche. Sapremo se il Gup ammetterà la mia richiesta di costituirmi parte civile giovedì alle 10.  Vi terremo aggiornati.

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

Schermata 2016-03-08 alle 16.40.27Istituire una commissione regionale d'inchiesta sui conti di Expo con presidenza a 5 Stelle. A ufficializzare la richiesta oggi, il M5S Lombardia che nel corso di una conferenza stampa ha invitato i gruppi regionali di maggioranza e opposizione a firmare la richiesta all'ufficio di presidenza.

La Commissione avrà il compito di verificare i risultati economici, le valutazioni delle poste in bilancio nonché la gestione degli appalti, degli incarichi e dei contratti, insieme alle entrate e le uscite della manifestazione.

Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: "Fuori i conti, le bugie di Sala hanno le gambe corte. E' assurdo che a oltre quattro mesi dall'evento non si sappia ancora nulla: l'esposizione è stata pagata dai cittadini".

"Chi sta all'opposizione in Comune a Milano governa in Regione Lombardia - argomenta Buffagni -  che è socia di Expo. In regione abbiamo tutto il tempo e i numeri per fare un doveroso approfondimento. Maroni ha sollecitato tiepidamente verifiche in consiglio di amministrazione, ma non basta. Su Expo è necessario un lavoro accurato di controllo e verifica. Quando si parla di numeri Sala si cuce la bocca. Se è vero che c'è un buco di decine di milioni di euro è necessario agire da subito per evitare che a pagare il conto siano ancora i cittadini. La nostra richiesta d'istituzione di una Commissione regionale d'inchiesta a guida 5 Stelle è pronta, aspettiamo le firme degli altri gruppi regionali".

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"Il PD Lombardo garantisce la sua presenza solo quando c'è da spartirsi le poltrone nella sanità facendo accordi con Maroni. Poi quando c'è da lavorare per migliorare le condizioni di vita dei cittadini preferisce sfilarsi come un sindacalista qualunque della Reggia di Caserta. E' arrivato l'ordine di scuderia di Renzi che alla dignità del reddito di cittadinanza preferisce la carità elettorale degli ottanta euro. Mentre il PD gioca alla finta opposizione noi lavoriamo nell'interesse dei cittadini. Né Maroni né il PD sono in grado di darci lezioni di morale, sono vent'anni che scandali, corruzione e amministrazione gli passano sotto il naso. Nostro compito è vigilare, e i risultati si vedono. Il reddito di cittadinanza è un provvedimento prioritario per i lombardi. Se il PD vuole fare una proposta di legge in Commissione basta che copi la nostra che è depositata da due anni", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia commenta la decisione dei gruppi del centrosinistra (Pd e Patto civico) in Regione Lombardia di abbandonare il gruppo di lavoro composto dalle diverse forze politiche che da mesi in Consiglio regionale sta lavorando al progetto di legge per il reddito di autonomia, riservandosi di presentare una propria proposta.

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Domani i Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle non parteciperanno ai lavori della Commissione congiunta Affari istituzionali e Speciale Antimafia che discuterà del progetto di legge della Giunta regionale per l'istituzione dell'Agenzia regionale anti corruzione.

Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, dichiara: "Non partecipiamo all'ennesima farsa di Maroni. ARAC così come immaginata è uno specchietto per le allodole che serve solo al presidente e ai suoi per fingere di contrastare la corruzione che il suo partito ha portato nella Sanità Lombarda. Ci attendevamo un nuovo progetto di legge che non è mai arrivato. L'iter di ARAC è al limite del regolamento e la fretta non farà guadagnare alla Lombardia una buona legge, ma solo un altro carrozzone inutile. Le leggi anticorruzione ci sono già, basterebbe farle rispettare".

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La giunta comunale ha approvato il progetto di restauro del teatro Donizetti. Un vecchio piano, pronto da quattro anni e affidato allo Studio Berlucchi di Brescia. Il via libera di sindaco e assessori è il segnale che il Comune sta muovendo i passi amministrativi per arrivare all'apertura del cantiere. Nella direzione opposta rispetto a quella dell'iter scelto da Gori si muovono però i problemi. A partire dalla segnalazione della vicenda dei lavori sul Donizetti all'Anticorruzione (Anac) da parte del Movimento 5 Stelle. Come aveva annunciato pochi giorni fa, il consigliere regionale Dario Violi ha preso carta e penna per segnalare a Raffaele Cantone, presidente dell'authority, quelle che per lui sono «alcune criticità» sull'affidamento dei lavori di restauro del teatro da parte del Comune e della Fondazione Donizetti. L'Anticorruzione dovrà così rispondere al M5S che gli ha chiesto di «fugare ogni dubbio sul piano della correttezza e della trasparenza nella gestione di un progetto finanziato con milioni di soldi pubblici». In mezzo, tra l'amministrazione e l'Anac, c'è l'avvocatura comunale, a cui il sindaco Giorgio Gori ha chiesto di analizzare tutti i passaggi dell'iter scelto da Palazzo Frizzoni. «Il lavoro dell'avvocatura non è ancora concluso -- dice Gori --. In base a quanto emergerà e ai conseguenti passaggi, decideremo se chiedere la consulenza all'Anac. Il fatto che i cinquestelle abbiano scritto a Cantone non ci condiziona in alcun modo».

Nell'attesa, l'iter procede. Come dimostra la delibera con cui la giunta ha approvato il restauro da 18 milioni del teatro. Una cifra che comprende 2,1 milioni per le opere di completamento, come le poltrone della platea, palchetti e gallerie, la revisione delle luci, l'adeguamento della macchina scenica e la realizzazione del ristorante terrazza. Nel documento approvato dalla giunta viene descritto il volto futuro del Donizetti, dove verranno rimessi a nuovo la sala teatrale, il foyer e l'ingresso. Tra gli interventi più importanti, la ridistribuzione funzionale dei locali: la nuova biglietteria e il bar saranno affacciati su piazza Cavour. Lo spostamento punta anche alla riqualificazione di questo angolo della città. Verranno pure riorganizzati gli spazi tecnici al piano interrato e messo un nuovo ristorante nell'ampliamento volumetrico sopra la terrazza del ridotto. E saranno realizzate nuove scale di sicurezza sui due lati dell'edificio.

 Sui tempi dei lavori pesa però il parere dell'avvocatura comunale e dell'Anac. Una risposta negativa complicherebbe il percorso verso il restauro del teatro, che potrebbe slittare al 2017. «Noi -- dice Violi, che ha condiviso la lettera con i consiglieri comunali del M5S -- ci aspettiamo presto un riscontro da parte di Cantone, in modo che i lavori possano iniziare nel modo corretto». Nella lettera, Violi segnala a Cantone la possibilità che ci siano «gravi situazioni di conflitto di interesse». Si riferisce al coinvolgimento nei lavori della Termigas, di cui il vicepresidente della Fondazione Donizetti, Domenico Bosatelli, è azionista indiretto. Violi segnala «irregolarità amministrative della procedura di gara adottata dalla Fondazione Donizetti per l'affidamento dei lavori». Secondo il M5S, «la Fondazione avrebbe dovuto procedere ricorrendo a una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto della concorrenzialità e trasparenza».

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"Il contenuto dell'agenzia regionale anticorruzione di Maroni è ancora zero. La Commissione ha chiesto di riscrivere la legge, sono arrivati oggi cinque emendamenti ridicoli. Nessuno di questi definisce i compiti di ARAC; Maroni quindi istituisce un nuovo e finto ente che non ha compiti solo per vestirsi a nuovo. Eppure ai cittadini è chiaro che non serve solo cambiare vestito per apparire onesti, bisogna cambiare le persone! Maroni prende in giro il Consiglio regionale e i lombardi che si attendono un giro di vite sulla corruzione, sulle mazzette e sulla malasanità in Lombardia.

Quanto contenuto nella proposta farlocca di ARAC esiste già in leggi nazionali e regionali e approvare una nuova legge per dire di rispettare la legge è ridicolo da parte di un presidente che, come Berlusconi, nemmeno si presenta ai processi che lo vedono imputato. Maroni cominci a rispettare la legge, ad allontanare dal suo cerchio magico corrotti e corruttori e molli la poltrona. Alla sua autorità regionale anticorruzione e alle sue chiacchiere sulla legalità e la trasparenza non crede più nessuno", così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia sulla nuova proposta di legge della Giunta per istituire un'autority regionale anticorruzione.

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"In questo disastro la responsabilità politica del PD brianzolo è devastante: hanno portato sul baratro una società pubblica e i suoi lavoratori, piazzando politici mal riciclati nei Consigli di Amministrazione, difendendo ad oltranza manager incapaci anche quando bastava leggere le carte per rendersi conto di quanto succedeva, perseguendo una politica industriale fallimentare, senza capire che il mondo in cui i rifiuti si dovevano bruciate è finito. Il Presidente della Provincia Gigi Ponti vada a casa, se ha un minimo di decenza", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'accoglimento di ANAC dell'esposto del M5S Lombardia sul bando relativo alla nuova turbina.

Sono infatti innumerevoli i rilievi emersi dall'istruttorie dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, in merito all'esposto di dicembre del M5S riguardo alle irregolarità sulla gara a doppio oggetto, dal valore di 7,5 milioni di euro, indetta da Bea per la sostituzione della turbina dell'inceneritore di Desio.

Tra questi "la gara è stata aggiudicata per un importo superiore rispetto a quello indicato nel bando", "la stazione appaltante ha aggiudicato per un importo superiore a quello messo a gara per ottenere una prestazione tecnicamente inferiore a quella potenzialmente richiesta", "clausole discordanti nella documentazione di gara".

Per ANAC la gara è da rifare: "Sarebbe stato dunque necessario in ipotesi di gara deserta o di assenza di offerte appropriante, rivolgersi nuovamente al mercato, aprendo un nuovo confronto competitivo. Circostanza, peraltro, che nel caso di specie sarebbe stata quantomai opportuna, in considerazione del fatto che le numerose criticità rilevate nella gara in oggetto inducono a concludere che l'offerta di Comef s.r.l. non potesse ritenersi 'appropriata' " e Bea S.p.A. ha 20  giorni di tempo per "manifestare la volontà di conformarsi alle indicazioni dell'Autorità".

Corbetta aggiunge: "Se la situazione non fosse gravissima, verrebbe da dire che la commedia è finita. Anac ha letteralmente demolito le tesi difensive di Bea, confermando le gravi inadempienze e criticità segnalate dal Movimento 5 Stelle e ravvisando la necessità che a tutela dell'interesse pubblico la gara sia annullata! Abbiamo fatto un enorme lavoro di studio e analisi, durato mesi, su tutta la documentazione del bando:  troppe le anomalie, troppe le stranezze... e ora l'Anac non solo conferma i nostri dubbi ma va oltre nell'indagine.

Ci hanno minacciato di querela per aver leso l'immagine e il buon nome della società. Ci hanno accusato di fare polemiche strumentali, di buttarla in politica. Ora mi aspetto le scuse del Presidente di Bea. Se vogliono cercare qualcuno che ha infangato la società si guardino allo specchio.

Vista l'incompetenza e l'incapacità dimostrate (le definisco così, in attesa che la Procura della Repubblica si pronunci sulle responsabilità penali), do per scontate le dimissioni dei Consigli di Amministrazione di Bea e Bea Gestioni e del Direttore Generale di Bea. Per mesi hanno continuato a difendere l'indifendibile stravolgendo la realtà dei fatti.

Anche l'attuale Presidente di Bea, Mazzuconi, ha enormi responsabilità. C'è stata perfetta continuità tra l'operato delll'ex presidente Boselli e quello di Mazzuconi: non solo perché la gara per i servizi di ingegneria è stata indetta sotto la sua presidenza, ma anche perché nel rispondere alla prima sollecitazione di Anac del dicembre scorso, Mazzuconi ha sposato e sottoscritto le discutibili argomentazioni già utilizzate da Boselli e Cambiaghi per giustificare le irregolarità di una gara da setti milioni e mezzo di denaro pubblico.

Ma le risultanze istruttorie dell'Anac hanno un peso devastante anche e soprattutto sul piano politico. Con l'intervento di Cantone svaniscono i sogni del PD di potenziamento del forno e di fusione con Cem.

Di fronte alle macerie della gara a doppio oggetto e del piano industriale che la prevede, Gigi Ponti abbia la decenza e il pudore di dimettersi da presidente della Provincia, l'ente azionista di maggioranza relativa in Bea.

L'auspicio è che si colga l'occasione di questa disfatta per cambiare definitivamente rotta. L'incenerimento è una strada senza futuro, il mondo va da un'altra parte. Il Movimento 5 Stelle è disponibile a collaborare per salvare Bea e i suoi lavoratori dal futuro incerto che si profila, delineando una nuova politica industriale fondata sul riciclo, il recupero di materia, lo sviluppo occupazionale e la convenienza economica per i cittadini. La capiranno questa volta?".

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Nelle ultime settimane abbiamo raccolto testimonianze sulle pessime condizioni di lavoro di assistenti bagnanti e istruttori di nuoto, molti dei quali sono vittime di un vero e proprio sfruttamento legalizzato. La loro condizione contrattuale, a fronte del ruolo educativo che svolgono nei confronti dei natanti, combinata alla loro dell'elevatissima responsabilità, anche penale in caso di incidenti, è a dir poco scandalosa. Contratti anticostituzionali senza malattia né contributi, trattenute oltre il 23% che arrivano a determinare una paga netta oraria anche di 4 euro, nessuno stipendio nei mesi in cui la piscina chiude, nessun sindacato a cui appellarsi. "Non si riesce a mantenere una famiglia", "Non possiamo prendere in affitto né comprare una casa", "I costi del rinnovo del brevetto e degli aggiornamenti sono tutti a carico nostro", le testimonianze che abbiamo raccolto e che potete ascoltare nel video raccontano tutta la drammaticità e la frustrazione di lavoratori che si sentono totalmente abbandonati dalle istituzioni, che lavorano anche 50 ore alla settimana con responsabilità elevate e nessuna tutela, mettendo anche a rischio la propria salute a causa delle sostanze disinfettanti disciolte nell'acqua della piscina che dissolte nell'aria provocano spesso problemi respiratori.

Chi ha stabilito che venissero applicati questo genere di contratti con questi compensi da fame? Il MoVimento 5 Stelle vuole accendere i riflettori su questa categoria di professionisti dimenticata che merita l'attenzione delle istituzioni, e agirà sia a livello regionale che a livello nazionale per chiedere al presidente Maroni e al Governo centrale la regolarizzazione del contratto degli assistenti bagnanti e degli istruttori di nuoto, a cui devono essere riconosciuti retribuzione e contributi adeguati. Questi lavoratori si occupano di vigilare sulle vite dei cittadini, molti dei quali bambini e disabili, che frequentano ogni giorno le piscine delle nostre città e devono essere tutelati come gli spetta di diritto e messi nella condizione di svolgere la loro professione nel modo migliore e più sicuro possibile.

Dario Violi, consigliere Regionale M5S
Davide Tripiedi, deputato M5S, Commissione Lavoro Camera dei Deputati

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A seguito della denuncia effettuata dal M5S Lombardia con interrogazione regionale a fine novembre 2015 (leggi qui: http://www.lombardia5stelle.it/2015/11/30/allarme-manganese-nellacqua-potabile-di-pavia-interrogazione-m5s-lombardia/) relativa alla presenza di alte concentrazioni di manganese, oltre il 100% rispetto al limite di legge, nell'acqua potabile di PAVIA proveniente da due pozzi della città di Pavia (Borgo Ticino e Centro Storico), è finalmente arrivata la risposta, a firma del Governatore Maroni, (SCARICA QUI) che decreta l'impegno e l'avvio di misure risolutive, da parte di Pavia Acque ed ASM Pavia (gestore dell'acquedotto), a dotare - entro giugno 2016 - i pozzi in questione di filtri in batteria idonei a garantire l'erogazione di acqua ad uso potabile con tenori di manganese entro le concentrazioni ritenute ottimali di legge."

"Tale intervento - dichiara la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria dell'interrogazione  - ci soddisfa solo in parte, in quanto sarà di carattere temporaneo e rassicura solo temporaneamente la cittadinanza: infatti, la soluzione definitiva al problema del manganese nell'acqua di Borgo Ticino e Centro Storico a Pavia dipenderà dalla realizzazione di una terza Centrale di trattamento a servizio della zona Sud della città" dotata di "trattamento di abbattimento ferro e manganese".

"Ricordo infatti - continua Iolanda Nanni - che i risultati dei principali valori delle analisi effettuate da ASM Pavia sull'acqua potabile in uscita dal pozzo di Borgo Ticino, quartiere Borgo Ticino di Pavia (data prelievo 05/10/15) indicano una concentrazione di manganese nell'acqua pari a 110 µg/L (microgrammi), quindi superiore di oltre il 100% rispetto alla soglia di legge quantificata in 50 µg/L (ai sensi della D.Lgs n. 31 del 2 Febbraio 2001). E che analoga situazione si verifica nel pozzo denominato Libertà ubicato nel quartiere Centro storico di Pavia dove le analisi ASM indicano una concentrazione di manganese nell'acqua pari a 128 µg/L."

"Naturalmente, resteremo vigili affinchè a giugno, ASM provveda ad adempiere l'apposizione dei filtri per il manganese, chiederò infatti di poter personalmente assistere all'intervento. Tuttavia, insisteremo affinchè si adotti una soluzione strutturale definitiva, attraverso la realizzazione di un nuovo pozzo e relativa Centrale di trattamento dell'acqua e servizio per la zona Sud di Pavia. Peraltro, già nei primi anni 2000, ASM Pavia aveva predisposto uno studio per la costruzione di una terza centrale di potabilizzazione nella zona Sud della città di Pavia per la zona Borgo Ticino e Libertà. Tuttavia, questo studio da oltre un decennio è finito in un cassetto a prender polvere, dato che Pavia Acque, responsabile per la manutenzione straordinaria della rete idrica, non ha inserito questo intervento per il quadrienno 2016-2019, non reputandolo prioritario. Questo è grave, poichè gli sforamenti del manganese sussistono a tutt'oggi ed è acclarato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che l'esposizione ad alta concentrazione costituisce fattore oggettivo di rischio neurologico per la popolazione".

"Trovo imbarazzante - continua Nanni - che, all'interno della sua risposta, il Governatore Maroni sminuisca il pericolo per la salute umana e addirittura gli esiti del rapporto dell'OMS, facendo intendere che l'assunzione quotidiana di alta concentrazione di manganese nell'acqua, oltre la soglia di legge, comporti solo "sapore metallico" e una "colorazione anomala dell'acqua". L'OMS al contrario afferma che l'eccessiva esposizione al manganese prolungata nel tempo, pur non sussistendo un accertato legame causa-effetto, costituisce un fattore di rischio e può causare danni neurologici quali l'insorgere di patologie neurologiche, incluso il morbo di Parkinson, patologie peraltro in aumento, sulla base dei dati ASL, sul territorio pavese. Per un principio di precauzione, quindi, le Istituzioni avrebbero il dovere di intervenire per adottare soluzioni definitive che riportino i valori di manganese sotto la soglia di legge."

 "Una bella tirata d'orecchie - conclude Nanni - va fatta anche al Sindaco e al Comune di Pavia che, su questa questione, avrebbero dovuto intervenire sia informando la popolazione, sia sollecitando le autorità competenti ad approntare misure risolutive. Se la legge stabilisce dei parametri per l'acqua potabile, lo fa a tutela della salute dei cittadini, e questi parametri vanno rispettati, intraprendendo azioni immediate a tutela della popolazione pavese, come appunto il M5S ha tempestivamente richiesto, denunciando il problema e ottenendo un primo impegno per la sua risoluzione."

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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La prima udienza del processo a carico del governatore Roberto Maroni, accusato di induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente riguardo due contratti di collaborazione su progetti per Expo, avrebbe dovuto tenersi oggi ma è stato subito rinviato al 5 maggio perché, a quanto pare, il legale del governatore Domenico Aiello era impegnato in un'altra udienza.

Per il capogruppo del M5S Lombardia Stefano Buffagni "Maroni ha evidentemente intenzione di portare il suo processo al 2074. Sembra un film già scritto, sta ripercorrendo la strada del suo mentore, amico e compagno di governo Silvio Berlusconi. Oltre che il Milan li unisce la passione per il gioco a nascondino con i giudici. Ha spergiurato la sua innocenza ma continua a sottrarsi al processo. La sua credibilità è ormai pari a quella dell'ex Cavaliere"

Stefano Buffagni - Capogruppo del M5S in Regione Lombardia


 Fonte: Il Giorno

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La proposta di legge di Maroni d'istituire l'ARAC, un'autorità regionale anticorruzione, nonostante la procedura d'urgenza, non ha resistito a una riunione di Commissione. L'ufficio legislativo della giunta fornirà venerdì prossimo ai commissari regionali un nuovo testo completamente rivisto sull'agenzia che il presidente ha pubblicizzato per giorni come la soluzione agli scandali mazzette che hanno travolto la Lombardia.

L'ARAC subisce la prima battuta d'arresto: è la prova provata dell'incompetenza abissale della sua giunta di dilettanti allo sbaraglio che, travolta dagli scandali, si è inventata l'ennesima scatola vuota dei controlli anti corruzione. Tutte le competenze dell'ente millantato da Maroni esistono già nella legislazione nazionale o regionale. La fretta di Maroni risponde solo al suo bisogno di allontanare la sua immagine dalle mazzette. La volontà politica di cambiare il sistema non c'è.

Durante la seduta di commissione il nervosismo del presidente Malvezzi ha dimostrato le difficoltà della stessa maggioranza a sostenere politicamente il "progetto di marketing" di Maroni. Infatti, nonostante gli uffici legislativi della giunta, a seguito delle osservazioni delle opposizioni al testo del progetto di legge, abbiano deciso di prendere tempo fino a venerdì per effettuare le sostanziali modifiche al testo, Malvezzi pretendeva che i consiglieri lo emendassero comunque, pur consapevole che questo sarebbe stato revisionato. Una totale assurdità! Gli uffici legislativi hanno chiesto inoltre di accorpare sotto Arac gli organi di controllo già esistenti e previsti dalle precedenti leggi, esattamente la stessa proposta che il M5S fece durante la discussione della legge antimafia e che gli stessi consiglieri di maggioranza bocciarono.

Questo vi da la misura di quanto sia inconsistente la lotta alla illegalità della Lega Nord, che finché rimarrà al governo di questa istituzione, con la sua incompetenza legislativa e l'assenza di una sana cultura della legalità, non sarà mai in grado di formare i veri anticorpi contro la corruzione.

Silvana Carcano - Consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia

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La delibera sui finanziamenti per la Dote scuola appena approvata dalla Giunta Maroni (in allegato) è uno schiaffo alle famiglie degli studenti che frequentano le scuole statali dell'obbligo. Ancora una volta l'Assessore Aprea, Maroni e tutta la giunta hanno ha deciso di aiutare il 10 % di studenti delle scuole paritarie, piuttosto che destinare i soldi delle tasse dei cittadini lombardi per aiutare la stragrande maggioranza degli studenti che frequenta invece la scuola pubblica statale.. Sono tante le famiglie che non solo non possono permettersi di scegliere a quale scuola mandare i figli, ma spesso non possono proprio permettersi nemmeno di pagare libri, materiale di cancelleria, contributi in teoria 'volontari' e mense solo in teoria non obbligatorie.

La consigliera Paola Macchi dichiara: "Ogni anno è sempre peggio per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie degli studenti delle statali da parte di Regione Lombardia; di nuovo siamo di fronte ad una vera e propria discriminazione sociale con un evidente disparità di trattamento tra i ragazzi che frequentano una scuola paritaria e quelli che frequentano una scuola statale.L'assessore Aprea, non paga di dare aiuti alle famiglie di studenti delle paritarie con Isee fino a 38.000 euro quest'anno ha introdotto la possibilità di aiutare anche quelle con isee fino a 42.000 euro, dimenticandosi completamente però di aumentare i miseri contributi che vengono dati agli studenti delle statali, che per gli ultimi tre anni delle superiori sono addirittura azzerati. Se il senso di giustizia e la volontà di inclusione sociale di questa Giunta è quello di dare contributi annui fino a 2000 € a famiglie con redditi fino a 42.00 euro con figli alle paritarie e un massimo di 240 euro alle famiglie con redditi massimi di 15.495 euro ci chiediamo quale sia il reale rispetto per i cittadini lombardi più in difficoltà , per i loro figli e per il diritto di mantenere viva una scuola pubblica e laica. Di nuovo un'azione vergognosa e iniqua di questa Giunta, ci auguriamo che tutte le famiglie penalizzate da questa delibera si uniscano alla nostra protesta.".

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"Le iniziative assunte dalla Lega Nord sulle quote latte sono superficiali. E' infatti necessario intervenire per realizzare un nuovo e più moderno sistema di definizione del prezzo del latte tra produttori e industriali. Fondamentale è partire da un presupposto: che il prezzo del latte deve essere superiore al costo di produzione, e poi da lì aggiornarlo con vari indici che tengano conto di fattori economici che possono variare nel tempo. La regione per parte sua deve vigilare in maniera credibile sulla tracciabilità delle produzioni e trasformazioni, in modo da accertarne l'integrale italianità del latte all'origine. Sosteniamo anche l'ipotesi di una campagna di educazione alimentare sull'acquisto e il consumo consapevole dei prodotti lattiero caseari e rivolta ai consumatori lombardi. Per sollevare il comparto ci vuole un marchio unico nazionale e si deve sapere che il latte che si compra è italiano. Da questo punto di vista va anche sostenuta l'ipotesi di usare latte italiano tracciato per tutti i formaggi italiani e non solo per quelli DOP", così Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia, motiva il voto di astensione del M5S Lombardia alla mozione della Lega Nord sulle quote latte.

fiasco "La mozione riguardante l' istituzione di un' area di crisi complessa (riferimento normativo Decreto MISE 24 marzo 2010) nella  zona del polo chimico di Mantova, scritta da noi con la collaborazione del deputato Alberto Zolezzi, sarà inviata alla discussione in Commissione attività produttive di Regione Lombardia. Questo è stato deciso oggi durante il Consiglio. Si tratta di una proposta importante, basti pensare che a Venezia (Porto Marghera) l'istituzione di area di crisi complessa ha contribuito a dare impulso ad investimenti pubblici per circa 250 milioni di euro. La decisione dell'invio della discussione scaturisce dall'esigenza di dare più solidità alla richiesta e di coinvolgere, convocandoli in Commissione, tutti gli attori interessati dalla richiesta: comune di Mantova, sindacati, aziende del polo chimico e la direzione di Porto Marghera. Tutto ciò va bene a patto, però, che avvenga in tempi brevi. Oltre a questo si potrebbe agevolare la riqualificazione delle aree interessate, la riconversione delle aree industriali dismesse, la bonifica delle aree del sito d'interesse nazionale e, non ultimo, i rapporti tra le varie realtà industriali presenti nel polo chimico. Vedo quindi in questa proposta una concreta possibilità di affrontare in modo integrato la questione Versalis, la reindustrializzazione di Ies (4 progetti di cui si attendono dettagli del piano industriale) e il progetto di rilancio della cartiera ex-Burgo in cui, per esempio, i rapporti con Enipower e il turbogas esistente potrebbero essere valutate. Diamo sostanza a questa proposta, e portiamola avanti insieme".

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"E' singolare il Presidente del Consiglio Regionale Cattaneo che dopo aver calpestato più volte il regolamento in aula, contestato da tutte le opposizioni, parla di "atteggiamento squadrista" del M5S che ha semplicemente indossato una felpa con scritto "Fuori dai Maroni" e gridato "Onestà" in aula, fischiando poi brevemente il relatore di un provvedimento che si stava trattando. Si ripassi la storia d'Italia per capire cosa sono stati veramente gli squadristi fascisti i cui eredi politici oggi siedono nella sua maggioranza. Non accettiamo lezioni da Cattaneo, a sua volta parte di un gruppo politico, l'NCD, ormai scomparso dalla scena politica italiana e lombarda. Cattaneo e il centrodestra non rappresentano più la maggioranza dei cittadini lombardi e dovrebbero andarsene a casa al più presto", così Eugenio Casalino, consigliere regionale e segretario alla Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia del Movimento 5 Stelle.

"La protesta in aula del M5S Lombardia è stata legittima e doverosa: abbiamo portato in Aula la voce dei cittadini che da troppi anni è inascoltata per colpa di quattro partiti che decidono tutto a tavolino e nel proprio interesse. E' imbarazzante sentirsi la predica da chi calpesta i valori dell'aula consiliare. Rispediamo le accuse al mittente: squadrista è il comportamento della maggioranza in Aula che avalla supinamente le direttive impartite da un Presidente del Consiglio che oggi ha dato ennesima dimostrazione di non essere in grado di svolgere il suo ruolo di garanzia, interpretando discrezionalmente e a convenienza di parte il regolamento che stabilisce le regole democratiche dell'Aula. La nostra protesta nasce proprio dalla violazione continua delle regole basilari della democrazia. Cattaneo ed il suo partito hanno più eletti che elettori, sono il salvagente di Maroni ed evidentemente l'ipotesti di mollare la poltrona e rispettare il valore della democrazia li terrorizza. Ribadiamo il pieno rispetto per l'istituzione del Movimento 5 Stelle Lombardia e l'indisponibilità  a farci calpestare dal Don Rodrigo della situazione che si serve dei consiglieri di maggioranza come fossero i suoi bravi", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, ha replicato al presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo.

Oggi in Consiglio Regionale abbiamo indossando felpe bianche con la scritta "Fuori dai Maroni" per protestare contro l'indecente fiducia che la maggioranza ha votato al Presidente della regione delle tangenti nella sanità. Una protesta che ha portato alla nostra espulsione dall'aula, ma di questo siamo orgogliosi, perché non si può restare in silenzio di fronte a chi ha promesso discontinuità col passato, legalità e trasparenza e poi ha fallito miseramente. Maroni si è presentato con le scope, ora è attaccato alla poltrona con le dentiere. Se alle parole non fanno seguito i fatti la credibilità è pari a zero, e dato che i cittadini lombardi lo hanno ampiamente capito, Maroni ha paura di tornare al voto. I consiglieri regionali di Lega, Ncd e Forza Italia sono corresponsabili del Presidente e del  fango che annega la Lombardia. L'assicurazione sulla vita di Maroni si chiama NCD che ha più eletti che elettori: se si andasse a elezioni sparirebbero nel nulla. Noi siamo oggettivamente diversi e siamo pronti a cambiare la Lombardia: la sanità deve tornare a mettere al centro il servizio al cittadino e non il business. Le mazzette di Rizzi nel congelatore sono solo la punta dell'iceberg. Servono controlli veri e non proposte spot e inutili come l'Arac, abbiamo bisogno di persone oneste come Giovanna Ceribelli negli organi di controllo altrimenti il legame Lega-Ndrangheta, radicato sul territorio come certificato dalla magistratura, ci riserverà nuovi inevitabili scandali. Maroni si salva oggi per il rotto della cuffia, ma prima se ne va meglio è per i lombardi che meritano una regione pulita. Per noi chi prende tangenti sui malati deve vergognarsi ed andare a casa.

I portavoce del M5S Lombardia

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I consiglieri del M5S Lombardia, alla proclamazione del voto di fiducia al Presidente Roberto Maroni, hanno inscenato una protesta nell'aula del Consiglio regionale della Lombardia indossando felpe bianche con la scritta rossa "Fuori dai Maroni" e usato fischietti. La seduta del consiglio regionale è stata sospesa. I Consiglieri regionali del M5S Lombardia sono stati espulsi dall'aula.

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Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: "Il voto di fiducia a Maroni è indecente. Ha promesso discontinuità, legalità e trasparenza: ha fallito miseramente. Si è presentato con le scope, ora è attaccato alla poltrona con le dentiere. Se alle parole non fanno seguito i fatti la credibilità è pari a zero. I consiglieri regionali di Lega, Ncd e Forza Italia sono corresponsabili del Presidente, il fango che annega la Lombardia è cosa loro. L'assicurazione sulla vita di Maroni si chiama NCD che ha più eletti che elettori: se si tornasse al voto sparirebbero. Noi siamo oggettivamente diversi e siamo pronti a cambiare la Lombardia: la sanità deve tornare a mettere al centro il servizio al cittadino e non il business, i controlli veri e ci vogliono persone pulite come la Ceribelli a scandagliare i numeri. Gli scandali che coinvolgono la Lombardia sono solo all'inizio, ci sono irregolarità palesi che verranno a galla e il legame Lega-Calabria-Ndrangheta sullo sfondo. Maroni si salva oggi per il rotto della cuffia, ma prima se ne va meglio è per i lombardi onesti che meritano una regione pulita. Per noi chi prende tangenti sui malati deve vergognarsi ed andare a casa".