Febbraio 2016

A seguito dell'arresto del presidente della commissione sanità Fabio Rizzi per tangenti, Maroni ha deciso di istituire l'Arac, l'Autorità Regionale Anti Corruzione, in votazione domani durante la seduta di Consiglio Regionale. Il M5S Lombardia voterà contro, perché si tratta di una scatola vuota, un documento inutile che nei fatti non cambierà nulla e non alzerà nessun muro di difesa contro il cancro delle tangenti. Una mera operazione di marketing che dimostra inoltre anche una palese incompetenza di Maroni, che per combattere il fenomeno diffuso della corruzione avrebbe già a disposizione i 37 articoli della recente Legge Regionale Antimafia, voluta fortemente dal M5S Lombardia e approvata dal Consiglio Regionale lo scorso giugno. La legge antimafia istituisce due enti di controllo, il Comitato regionale per la legalità e la trasparenza dei contratti pubblici e il Comitato tecnico scientifico, che già contengono ed esauriscono tutti gli articoli del Pdl Arac in arrivo domani in aula. E non finisce qui, perché in questo nuovo provvedimento sono stati eliminati alcuni punti chiave ed essenziali per la trasparenza e il corretto funzionamento di un organo come l'Arac, come ad esempio l'inaccessibilità e l'esclusione per i condannati, condizione invece presente per i membri dei comitati previsti dalla legge antimafia. Anche il tentativo di intervenire con 1 milione di euro a sostegno dell'Arac appare come una sonora presa in giro di fronte ai tagli continuativi che la giunta ha perpetuato nelle iniziative di contrasto all'illegalità in questi tre anni di legislatura.
Questo vi da la misura di quanto sia inconsistente la lotta alla corruzione della Lega Nord, che già durante la discussione della legge antimafia aveva dato prova di tale leggerezza tentando di bloccare il Codice di autoregolamentazione dei gruppi consiliari, che prevede tra le altre cose che "il ruolo di consigliere non può essere ricoperto da "coloro i quali siano stati condannati anche con sentenza non definitiva". Quello che manca alla Lega è una cultura della legalità, e la sua (non) attività legislativa è il frutto di questo vuoto. Lavorano sempre in emergenza per mettere le pezze al buco della corruzione che intanto prolifera e continua risucchiare risorse pubbliche. Ora che il problema delle tangenti nella sanità lombarda è emerso in tutta la sua enorme gravità il presidente della regione prova a correre ai ripari proponendo un meccanismo anticorruzione che di fatto assomiglia più a uno spot pubblicitario. Domani in aula voteremo fermamente contro questo progetto di legge, nello stesso giorno in cui voteremo altrettanto fermamente a favore della mozione di sfiducia, come già annunciato durante lo sfiducia-day organizzato domenica scorsa davanti al Pirellone. E' necessario riportare nelle istituzioni la cultura della legalità, solo così si potranno formare i veri anticorpi contro la corruzione. Anche la giunta Maroni dopo quella di Formigoni su questo tema ha fallito, per questo i lombardi ora devono tornare al voto.

Silvana Carcano, Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani, Portavoce del M5S Lombardi e membri della Commissione Antimafia

ombrelliDomenica 28 febbraio, per lo "Sfiducia day" organizzato dal Movimento 5 Stelle Lombardia a Milano, di fronte a Palazzo Pirelli ,si è riunita tutta la Lombardia sana che chiede una terapia d'urto per la Lombardia. Le mummie della seconda repubblica che hanno trascinato l'istituzione in una stagione continua di tangenti e scandali devono andare a casa! Gli anticorpi alla corruzione ci sono e sono queste centinaia di persone che sono venute a contestare il peggior presidente regionale di sempre. Maroni ha usato le scope solo per nascondere la polvere della corruzione sotto il tappeto mentre i suoi mettevano le mazzette nei freezer.

Il Movimento 5 Stelle che non ha bisogno di scope: trasparenza e legalità sono il nostro dna e possiamo garantire una sana amministrazione alla regione. I lombardi devono tornare ad essere orgogliosi delle loro istituzioni e di chi le rappresenta.

TruccazzanoSMicheleDa inizio mandato abbiamo presentato  sulla questione numerose segnalazioni, interrogazioni, mozioni, proposte, accessi agli atti e abbiamo anche organizzato un forum cittadino sul tema affinchè l'Amministrazione comunale prendesse tutti i provvedimenti necessari per accertare le responsabilità e chiedere il risarcimento danni a chi ha lasciato Truccazzano in macerie.

Abbiamo anche illustrato alla giunta e alla cittadinanza intera, durante il forum cittadino di settembre, la soluzione per uscire da questa situazione, ma ancora il Sindaco e la giunta hanno fatto finta di nulla e intanto altri 5 mesi sono trascorsi.

Purtroppo, l'Amministrazione comunale è rimasta sorda a tutto questo, tutelando più gli interessi dei lottizzanti che dei cittadini truccazzanesi.
Una vicenda complessa, quella del centro storico, fra fideiussioni false, mancati controlli, condotte omissive che l'Amministrazione comunale ha sempre tenuto nascosto senza chiedere alcun risarcimento danni ai lottizzanti o intraprendere alcuna azione legale.

A quel punto, non potevamo che esporre tutti i fatti all'Autorità giudiziaria per l'accertamento dei danni e delle responsabilità.

Come abbiamo più volte dichiarato, il Sindaco Moretti, continua a discapito dell'interesse pubblico a coprire le spalle alle amministrazioni precedenti delle quali dal 1995 fino alle scorse elezioni ne faceva parte come assessore e consigliere di maggioranza. Non ci stupiscono neanche i recenti "salti della quaglia" di alcuni gruppi di minoranza verso la maggioranza.

IN UN COACERVO DI CLIENTELE,  CONSOCIATIVISMO, PERSONALISMI, SILENZI, MENZOGNE, PICCOLI INTERESSI, L'AMMINISTRAZIONE MORETTI , PER SALVARSI LA POLTRONA, STA PORTANDO ALLA ROVINA UN PAESE CHE, PER PRIMI, CRITICATI DA TUTTI, ABBIAMO AVUTO IL CORAGGIO DI DESCRIVERE PER QUELLO CHE E': UN PAESE IN MACERIE DA RICOSTRUIRE.

Per il bene del paese, auspichiamo infine che l'intervento dell'Autorità giudiziaria chiarisca danni e responsabilità.

Sulla vicenda vi terremo aggiornati.

brasile def

Da chi e a che titolo era stato incaricato Valentino Longo  a rappresentare Regione Lombardia  per la trasferta in Brasile riguardante trattative per l'apertura di un ospedale pediatrico in collaborazione tra il Governo della regione di Goias e la Regione Lombardia" a questa domanda, contenuta in un'articolata interrogazione a risposta immediata del M5S Lombardia, dovrà rispondere il Presidente della Regione Lombardia e Assessore alla Sanità Roberto Maroni nel consiglio regionale di martedì prossimo.

Dario Violi spiega: "Al di là dell'inchiesta per le mazzette nella Sanità lombarda che farà il suo corso, è necessario fare chiarezza su eventuali altre responsabilità politiche in regione. Uno degli arrestati Longo che era un assistente del leghista Rizzo risulta, sulla stampa brasiliana, ed era  accreditato a tenere i contatti con le autorità locali. Non passa giorno che Maroni prometta una nuova stagione di trasparenza e legalità. Sono promesse da mercante, ma se è in buona fede ci dica chiaramente chi ha incaricato Longo a rappresentare la Lombardia, chi e quanto pagava quei viaggi e con quale delegazione si recava in Brasile".

Oggetto delle attenzioni del Movimento 5 Stelle anche le dichiarazioni dell'ex presidente della Commissione Sanità Rizzi su di un protocollo tra la regione Lombardia e il Governo della regione di Goias (Brasile). Il M5S chiede di rendere pubblici i contenuti del documento.

Violi conclude: "Sotto il naso di Maroni i suoi amici di partito facevano affari millantando progetti umanitari per la cura dei bambini delle favelas brasiliane. Quanto accaduto in Lombardia, al di là dei danni ai cittadini e delle liste d'attesa della sanità gonfiate è moralmente aberrante e Maroni deve vergognarsi dimettersi".

Dario Violi - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

microcredito

Finalmente il fondo Microcredito 5 Stelle ha dato i suoi frutti anche in provincia di Mantova, dove due nuovi imprenditori hanno potuto iniziare l'attività grazie a un prestito di 15mila euro. Un esercente e un'attività di artigianato hanno potuto prendere vita grazie al microcredito erogato dalla filiale di via Grazioli della BPER. Altro che soldi assegnati alle aziende dei genitori di Renzi e non restituiti contribuendo al fallimento di banca Etruria e di tanti cittadini! Il fondo è nato grazie a un emendamento del M5S approvato in Commissione Bilancio-Affari Costituzionali al Senato il 5 agosto 2013, che ha modificato la legge 662 del 1996, e ha visto una lenta attuazione fino ad arrivare al maggio 2015 con l'inizio delle pratiche online sul sito del Ministero delle Finanze. Tra i finanziatori del microcredito ci sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno versato oltre 15 milioni di euro dalle eccedenze del loro stipendio. In regione Lombardia i consiglieri M5S hanno restituito in totale più di 800mila euro. Di questa somma oltre 88mila sono stati versati dal consigliere regionale mantovano Andrea Fiasconaro. I parlamentari Alberto Zolezzi e Luigi Gaetti hanno versato in tutto oltre 189mila euro su tale fondo (dei quali poco più di 80mila restituiti dal senatore Gaetti ed oltre 109mila dal deputato Zolezzi). Ad oggi sono quasi 1000 le micro-imprese che hanno attinto a questo fondo che non richiede garanzie reali. Gli eletti del Movimento di Beppe Grillo hanno versato in poco più di un anno oltre 15 milioni di euro, detratti dai loro emolumenti. Un'iniziativa che ha permesso a mille giovani imprenditori di realizzare i loro sogni. Ora altre banche stanno aderendo a tale modalità creditizia, le informazioni sono sul sito www.microcredito5stelle.it

TERZA ITR Risposta 26-02-2016

Dopo due mesi dalla presentazione della terza interrogazione del M5S Lombardia che chiede, ancora una volta, il rigetto dell'impianto di pirolisi a Retorbido (PV), evidenziando nuove criticità del progetto, è arrivata la risposta (scarica qui) dell'Assessore Regionale all'ambiente.

 

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione, dichiara: "Ancora una volta l'Assessore Terzi chiude, non uno, ma entrambi gli occhi, sull'ennesima rilevante criticità che ho segnalato nell'interrogazione depositata poco prima di Natale, in cui avevo eccepito la natura "sperimentale" e non "innovativa" di questo impianto che, di conseguenza, dovrebbe essere assoggettato a un iter autorizzativo ben diverso da quello in corso."

"Nella sua risposta "pilatesca"- continua Nanni - l'Assessore si lava le mani di fronte a tale rilevante criticità, appellandosi ad una lacuna nell'ordinamento nazionale sulla base della quale Regione classifica detto impianto come "innovativo". A nostro avviso, invece, una lacuna nel diritto nazionale non può giustificare un atteggiamento politico rinunciatario, perché in ultima istanza il rischio è quello di consentire una sostanziale elusione della normativa ambientale e sanitaria appigliandosi a una lacuna formale, quando al contrario sarebbe possibile, proprio sulla base del principio di tutela della salute, applicare in modo più rigoroso la normativa esistente, proprio come noi chiedevamo nell'interrogazione."

 "Secondo la normativa nazionale infatti un impianto può - e sottolineo può - non essere considerato sperimentale se ha una potenzialità superiore alle 5 tonnellate al giorno. Qui sta la lacuna normativa, perché anche un bambino capirebbe che, per aggirare la normativa sugli impianti sperimentali, a un'azienda basterebbe proporre un progetto con potenzialità superiori alle 5 tonnellate. Ma la giurisprudenza ci insegna che in casi come questo, cioè di fronte a una lacuna normativa, gli Enti pubblici hanno facoltà di applicare secondo criteri estensivi e più rigorosi le norme esistenti, cosa che Regione Lombardia, nel caso in questione, non ha fatto, neppure dopo il sollecito della mia interrogazione. Questo è molto grave e desta preoccupazione sulla effettiva volontà politica di Regione Lombardia di voler contrastare un progetto che avrebbe un impatto sanitario e ambientale devastante per il nostro territorio."

Whistle-blowing

"Il procuratore Regionale della Corte dei Conti della Lombardia ci da ragione il "whistle blowing" va sostenuto e esteso a tutto il sistema regionale. Maroni non riesce nemmeno a controllare quelli che lui stesso definisce i suoi amici: non può più permettersi di promettere trasparenza e controlli. Il suo tempo è scaduto e se ne deve andare a casa. In Lombardia è necessario ricostituire la fiducia dei cittadini con una gestione pulita dei conti pubblici", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per l'apertura dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.

trezzo2

"Sosteniamo la proposta di referendum, ma la Lega si metta d'accordo con se stessa. Come sempre predica bene e razzola male. La Regione ha appena prolungato l'autorizzazione integrata ambientale dell'inceneritore di Trezzo d'Adda per ben 16 anni, aumentando da 168 a 198 mila tonnellate all'anno i rifiuti da bruciare. Proprio un bel modo per contrastare lo Sblocca Italia di Renzi e chiudere le porte ai rifiuti da fuori regione. Renzi e Maroni sono le due facce della stessa medaglia, quando c'è da fare un inchino alle lobby degli inceneritori non si tirano mai indietro", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia, commenta la richiesta di referendum per l'abrogazione dell'articolo 35 dello Sblocca Italia, in materia di smaltimento dei Rifiuti presentata dal Gruppo regionale lombardo della Lega Nord.

Osp-Lovere

Dopo gli arresti di settimana scorsa nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti nella sanità lombarda è stato sollevato dall'incarico il direttore sanitario dell'ospedale di Piario e di Lovere (Bergamo), Giacomo Corica. Anche se non indagato, Corica dalle carte emerge in stretti contatti con la figura chiave dell'indagine: l'imprenditrice brianzola Maria Paola Canegrati. A chiedere che Corica fosse sollevato dall'incarico era stato il Movimento 5 Stelle con un'interrogazione del Consigliere regionale del M5S Lombardia Dario Violi.

"Sollevare dall'attuale posizione dirigenziale il dottor Giacomo Corica considerata la delicatezza della posizione lavorativa" era questa in sintesi la richiesta di un'interrogazione del Consigliere regionale pentastellato, in cui si legge che, stando alla documentazione legata alle indagini sulla tangentopoli nella sanità lombarda,  sarebbero emerse circostanze in cui l'azienda ospedaliera "era costretta a corrispondere denaro non previsto, questa volta in ragione di prescrizioni di materiale protesico odontoiatrico in realtà non necessario" e "la sua «sudditanza psicologica» (i carabinieri la definiscono così) sarebbe dipesa dalla moglie, Cesarina Bertoni, dipendete della cooperativa sociale Pangea tra il 17 giugno e dicembre 2013 e dal 2014 della Servicedent", entrambe riconducibili a Maria Paola Canegrati, l'imprenditrice agli arresti per lo scandalo sanitopoli in Lombardia. Corica, che non risulta indagato, "nella sua posizione dirigenziale sullo scandalo delle morte sospette all'Ospedale di Piario non ha avuto la sensibilità di convocare i dipendenti" mentre "ha indetto ben due assemblee" per spiegare i fatti che lo vedrebbero coinvolto.

Per Dario Violi: "Corica ha usato due pesi e due misure: non ha mosso un dito per difendere la professionalità del personale e della struttura coinvolta nel caso delle morti sospette e ha organizzato a tempo record ben due assemblee per chiarire le sue vicende prettamente personali emerse dalle intercettazioni. Come richiesto dal M5S il provvedimento preso è assolutamente necessario per tutelare l'immagine delle strutture di Piario e Lovere che sono già state colpite negli anni da altre vicende che hanno gettato ombre e cattiva luce sulle strutture stesse e sui professionisti che vi lavorano. Sono ospedali validi con personale di tutto rispetto. E' compito della dirigenza garantire piena operatività ai presidi: i residenti di quelle zone devono riacquistare la fiducia nell'offerta sanitaria locale. Vorrei anche capire se l'ATS di Bergamo ha mai fatto controlli appropriati sui volumi, sulla appropriatezza e sulla qualità delle prestazioni fornite dalle strutture ospedaliere di Pario e Lovere".

 

 

 

Immaginate di avere nel vostro cellulare un sistema capace di segnalarvi in tempo reale un'effrazione illegale, un tentato furto o anche solo una attività sospetta nel vostro quartiere di residenza. Immaginate se poteste essere voi stessi a segnalarli ai vostri vicini di casa e alle forze dell'ordine. Immaginate una città in cui tutti i cittadini siano dotati di questo sistema e siano connessi tra loro, immaginate forza deterrente che potrebbe avere nei confronti dei criminali.

Ok, adesso smettete d'immaginare, perché questo sistema esiste e si chiama Sorveglianza Di Quartiere.  E' una rete di gruppi Whatsapp attraverso la quale i cittadini osservano, controllano e segnalano. Insieme. Ma, ancor più importante, è la dimostrazione pratica  di come una comunità di persone sia capace di aiutarsi reciprocamente per il bene comune. Questa attività è praticata in alcuni comuni nell'hinterland milanese, nella sola Buccinasco sono già quasi più di 600 cittadini che partecipano a questo progetto ma il nostro desiderio è quello di allargare il raggio d'azione, sensibilizzando la popolazione e esortarla a mettersi in gioco in prima persona per la propria sicurezza e quella dei propri concittadini.

Per spiegare i dettagli di come funziona SdQ e di quali obiettivi e risultati può raggiungere, abbiamo organizzato un incontro regionale sull'evoluzione di questo progetto sabato 5 Marzo alle ore 10:00 presso Palazzo Pirelli  (Via Fabio Filzi, 20124 Milano, sala Gonfalone).

Siete tutti invitati a partecipare. Vi Aspettiamo

locandina sorveglianza quartiere

 

postPostExpo

"Sul dopo Expo, a sei mesi dall'evento, Renzi se le dice e se le canta da solo. Per ora di sicuro c'è il rosso nei bilanci di Expo S.p.A., il fuggi fuggi dei suoi manager e il solito generatore governativo automatico di annunci. Il progetto Renzi è calato. Non a caso per il Capo di Governo a fare gli onori di casa a Rho Pero  ci dovrà essere l'IIT di Genova, un  Istituto Italiano di Tecnologia che produce brevetti e pubblicazioni scientifiche, nato nel 2003 per volontà di Giulio Tremonti e di Letizia Moratti. E' certamente un'eccellenza, ma è pur sempre una fondazione privata. Perché un privato dovrebbe ricevere una marea di finanziamenti, entrando da protagonista nella partita Expo, mentre la ricerca scientifica pubblica agonizza in una mancanza strutturale di risorse?
Al momento, di certo c'è soltanto che nemmeno Renzi ha il coraggio di chiedere i soldi delle bonifiche ai proprietari originari e che è sorprendente come, nonostante le rassicurazioni del dottor Sala, si sia giunti al punto di aver dovuto concedere il termine di 90 giorni al neo consiglio di amministrazione per adempiere ai suoi obblighi di cui all'art 2277 del codice civile. Vogliamo vederci chiaro", così Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, commenta la presentazione di Human Tecnhopole, il progetto per il post Expo del premier.

Fuori-dai-maroni-okDomenica 28 febbraio alle 14:30 in Piazza Duca d'Aosta, di fronte al Pirellone, il MoVimento 5 Stelle ha organizzato lo sfiducia-day per mandare #FuoriDaiMaroni il governatore di una Regione infangata e travolta dallo scandalo della corruzione e delle tangenti nella sanità, una Regione che ha il suo ex-assessore alla sanità Mario Mantovani agli arresti domiciliari e il presidente della commissione sanità dietro le sbarre. Maroni non ha esercitato nessun tipo di controllo, e il risultato è stato il proliferare di un meccanismo perverso che gonfiava le liste di attesa e ingrassava il privato sulle spalle del pubblico, che indirizzava lauti appalti agli amici degli amici, con il leghista Fabio Rizzi, braccio destro e padre della recente riforma della sanità, che nascondeva i quattrini sporchi nel suo congelatore. Come facciamo a sapere che la riforma è stata fatta nell'interesse pubblico e non dei privati? Ora è necessario riportare nelle istituzioni quella cultura della legalità che politici attaccati da troppo tempo alle loro poltrone, abituati a gestire un giro d'affari enorme come quello della sanità lombarda, hanno smarrito. Solo così si potranno formare i veri anticorpi contro la corruzione. Anche la giunta Maroni, dopo quella di Formigoni, ha fallito. Le scope con cui aveva promesso di ripulire il sistema in campagna elettorale hanno fallito. I lombardi ora meritano di poter tornare al voto: per questo vi aspettiamo numerosi domenica pomeriggio per gridare insieme FUORI DAI MARONI!

I portavoce del M5S Lombardia

antimoschee-consulta

La Corte Costituzionale ha bocciato la vergognosa legge regionale cosiddetta "anti moschee" di un anno fa voluta fortemente da Maroni e dalla Lega come presunta soluzione di sicurezza. Non ci voleva un esperto per capire che quel testo violava in più punti la Costituzione Italiana sul diritto di culto, come ricordato in ben tre pareri dell'ufficio legislativo del consiglio regionale ed ignorato dalla maggioranza, così come la voce di ANCI Lombardia e delle undici confessioni religiose audite, compresa quella cattolica. Insomma archiviamo finalmente una legge idiota e propagandistica che avrebbe prodotto solo problemi.

Eugenio Casalino - Consigliere del M5S Lomabardia

"Come anticipato durante l'ultimo consiglio comunale di Garbagnate ci siamo attivati perché riteniamo che il vecchio Ospedale Salvini vada valorizzato e che la struttura possa essere sfruttato per ospitare la nuova sede della RSA Pertini come proposto dal Comitato dei cittadini che sul tema ha raccolto centinaia di firme nel nostro territorio. Potremmo inoltre utilizzare le restanti aree per garantire i servizi riabilitativi post acuti valorizzando il collegamento diretto dei sotterranei tra la nuova struttura ospedaliera e la vecchia. Anche la loro vicinanza permetterebbe una miglior gestione della struttura. Questa sarebbe reale valorizzazione della struttura a differenza delle azioni sporadiche fino ad oggi attuate da Milano che vorrebbe limitare il presidio ad una struttura di accoglienza per homeless e, probabilmente, ai profughi che attualmente ospita Milano. Questa non è un'opzione coerente, è solo una boutade fine a se stessa e per salvare l'ex Salvini ribadiamo la necessità di convocare immediatamente un tavolo di confronto tra il Comune di Milano proprietario dell'area e i rappresentanti delle realtà territoriali interessate", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia e Matteo Afker consigliere comunale M5S di Garbagnate Milanese che hanno incontrato ieri la Direzione Generale della Sanità di Regione Lombardia alla presenza del DG dell'Azienda Ospedaliera Salvini Dott.ssa Ramponi per discutere la destinazione del vecchio ospedale.
Stefano Buffagni e Matteo Afker aggiungono: "La disponibilità della regione c'è. Portare la RSA Pertini nelle strutture dell'ex-Ospedale Salvini e farla funzionare a pieno regime sarebbe lo sviluppo naturale per il territorio, oggi sono utilizzati solo 220 letti invece dei 300 accreditati. Si potrebbero inoltre accogliere a Garbagnate i più di 120 utenti che il Comune di Milano ha dovuto dirottare in Piemonte garantendo di conseguenza accoglienza a più di 400 lombardi. Proprio per questo Milano si deve sedere al tavolo. Per il territorio garbagnatese è urgente salvare l'Ospedale e non relegare le strutture a risolvere le problematiche di Milano".

Nel 2015 la media giornaliera è stata di 30-35.000 veicoli in ambo le direzioni, per un'autostrada che è costata 2,4 miliardi di euro e pensata con una capacità di 120.000 veicoli al giorno. A oggi non si raggiunge nemmeno la cifra prevista l'anno scorso di 60.000 veicoli. Questi i dati imbarazzanti diffusi oggi da Legambiente sul traffico dell'autostrada Brebemi.

"Il fallimento annunciato di Brebemi lo dovranno pagare i privati, i costruttori e le banche. L'autostrada deserta, che doveva essere a zero finanziamento pubblico, ha già ottenuto circa 270 milioni di euro dal Governo e 60 dalla Regione Lombardia. Brebemi è l'emblema di un disastro economico e ambientale voluto da privati e dalla connivenza con amministratori complici del potente di turno. Intanto 10 milioni di lombardi attendono un trasporto pubblico realmente efficiente. Che Renzi per una volta nella sua vita vada contro banche e costruttori che stanno costando tantissimo alle tasche dei lombardi restituendo ai cittadini quello che hanno già ampiamente pagato", così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Maugeri squali 2015

Ieri la Fondazione Maugeri e il Fondo di private equity TRILANTIC Capital Partners Europe hanno siglato un accordo che prevede un investimento iniziale di TRILANTIC Europe di 66 milioni di Euro. Trilantic deterrà quindi un pacchetto iniziale di azioni pari a circa il 30% (ampliabile percentualmente nel tempo) della costituenda società per azioni (spa) alla quale verrà conferito il comparto sanitario di Fondazione Maugeri.

La Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni - scesa in campo oltre un anno fa, sin dall'inizio della vertenza - dichiara: "Oltre un anno fa, avevamo già previsto e denunciato la speculazione finanziaria in atto sulla pelle dei lavoratori della Fondazione Maugeri e dei pazienti. Ora, le nostre previsioni possono purtroppo dirsi avverate. Si ha un bel dire a definire quest'operazione un "investimento", lo è solo a parole, di fatto Fondazione Maugeri verrà progressivamente ristrutturata in ottica di profitto e sempre più a discapito della tutela dei diritti dei lavoratori e, di conseguenza, dei pazienti. Oltre un anno fa, nei numerosi incontri pubblici e di confronto, ho portato dati, stime e analisi finanziarie per dimostrare la forte attrattività e redditività della Fondazione, realtà solida del comparto sanitario lombardo e nazionale, proponendo ai suoi vertici un piano di risanamento pluriennale basato sostanzialmente sulla riforma della governance e sul recupero di risorse dagli enormi sprechi di questo ente. Dall'altra parte, i vertici di Fondazione non facevano che sminuirne la redditività per focalizzare l'attenzione solo sullo squilibrio finanziario, giustificando così una manovra speculativa che oggi ha, di fatto, cambiato faccia alla Fondazione".

Iolanda Nanni continua: "Improvvisamente oggi, a vendita siglata, i vertici della Maugeri dichiarano urbi et orbi che la Fondazione è un'eccellenza destinata a crescere. Evidentemente, quando si tratta di vendere azioni e fare speculazione finanziaria, Fondazione Maugeri viene considerata un'eccellenza su cui investire, mentre quando si trattava di raggiungere accordi al ribasso per tagliare i salari dei lavoratori, la stessa Fondazione veniva rappresentata sull'orlo del fallimento."

 "Ciò dimostra - continua Nanni - che quello che noi abbiamo sempre sostenuto e denunciato sin dall'inizio si è avverato: questa è una delle più grandi speculazioni finanziarie in campo sanitario mai avvenute  in Italia. La solidità e l'attrattività della Fondazione è stata nascosta per renderla appetibile ai Fondi internazionali in un momento di congiuntura economica talmente negativo che ciò non potrà che portare un altissimo rischio sull'intera tenuta della Fondazione nel tempo. Ed è di questo che sono seriamente preoccupata. La nuova società per azioni sarà infatti una società a scopo di lucro, mentre il M5S ha sempre sostenuto e sostiene che la sanità debba essere sottratta a logiche di profitto perché non si specula sulla salute dei cittadini. Non solo: una quota rilevante dei profitti che verranno estratti dall'attività sanitaria andrà a un fondo finanziario straniero nato da una costola di Lehman Brothers di cui i più avveduti, ben ricorderanno le disastrose vicende."

"Questo è il peggior momento storico possibile per intraprendere speculazioni finanziarie di questo tipo. Se siamo a priori contrari alla speculazione nel settore sanitario, ancor di più lo siamo ora che si rischia di ricadere in una crisi finanziaria simile se non addirittura peggiore di quella del 2008.Come M5S rimarremo sempre al fianco dei lavoratori FSM, che sono l'anima della Maugeri, e continueremo a seguire gli sviluppi di questa scandalosa operazione finanziaria".

 

stocco

Nel mese di dicembre il collegio sindacale dell'Asl di Monza e Brianza ha inviato una segnalazione alla Corte dei Conti per la vicenda - resa pubblica dal MoVimento 5 Stelle lombardo - dell'incarico conferito ad Angelo Bianchi, arrestato nell'ottobre scorso insieme a Mario Mantovani.

Perché l'ASL di Monza e Brianza non ha chiuso il contratto del Dottor Matteo Stocco, già direttore della stessa ASL e neo direttore dell'Asst di Monza, nonostante varie segnalazioni susseguitesi nel tempo da parte del Collegio Sindacale abbiano evidenziato gravi carenze di gestione? E' questa, in sintesi, la richiesta contenuta in un'interrogazione del M5S Lombardia alla Giunta regionale.

L'attività di Stocco era già stata oggetto dell'attenzione del M5S nell'ottobre 2015 per un appalto per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) da 23.910,73 euro affidato, su invito della stessa ASL diretta da Stocco, a Angelo Bianchi.

Bianchi arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'ex Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani risultava già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d'asta e non avrebbe avuto i requisiti per partecipare e vincere il bando. Per Gianmarco Corbetta, il consigliere regionale del M5S Lombardia che ha depositato l'interrogazione, "chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga (e non invitato) a gare e relativi incassi di denaro pubblico".

Ma dopo i dubbi del M5S, a dicembre il Collegio Sindacale dell'Asl ha affrontato il caso sollevando ulteriori criticità nell'attività di Stocco tanto da produrre un esposto alla Corte di Conti. Bianchi di fatti, secondo il collegio sindacale, non aveva i requisiti di legge per ricevere l'incarico.

L'interrogazione chiede "i motivi per i quali è stato consentito alla ASL di Monza e Brianza di affidare ripetutamente incarichi attraverso un'erronea applicazione delle norme e nonostante le segnalazioni del Collegio Sindacale" e "perché la Direzione dell'ASL ha proceduto all'affidamento di un incarico all'Ingegnere Angelo Bianchi nonostante le carenze documentali e procedurali evidenziate dal Collegio Sindacale".

Per Corbetta: "In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell'operato del dottor Stocco: dall'ingaggio di un'agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l'ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l'Asl,ad alcune assunzione di dubbia legittimità, fino ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia nella nostra provincia. Anche su questa vicenda del conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani, ci avevamo visto giusto e ora è il Collegio Sindacale della stessa Asl a confermarlo. Ora che il neo direttore generale del San Gerardo andrà di fronte alla Corte dei Conti, è assolutamente necessario che anche la Regione prenda posizione sul caso e dica cosa intende fare".

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La nuova proposta di Maroni per fermare la corruzione nella sanità lombarda, l'istituzione dell'Arac (Autorità Regionale Anticorruzione), una sorta di Anac a livello regionale, è solo una trovata "pubblicitaria". E' la stessa strategia che usano le aziende in crisi che stanno affondando e si affidano alla comunicazione per ripulire un'immagine sporca, infangata. E vi spieghiamo il perché. In primo luogo non avrebbe i poteri di commissariamento dell'Anac di Cantone. Secondo, esiste già un organo di controllo dedicato a combattere i fenomeni di corruzione, il Comitato regionale per la trasparenza sugli appalti, che Maroni non ha mai considerato e che il M5S in ha chiesto di rendere immediatamente operativo. Infine, la ragione più importante, è che questo governo non possiede una cultura e un'attitudine alla legalità, e di fronte a questo vuoto non c'è Arac che possa salvare le sorti di una sistema marcio come quello della sanità lombarda. Per spiegarvelo vi facciamo un riassunto tutte le denunce e le proposte del M5S che Maroni e la sua giunta non hanno ascoltato e hanno bocciato in questi due anni di legislatura. La corruzione (e le mafie) sono infiltrate nel nostro sistema sanitario lombardo da decenni. Qualsiasi politico regionale sa bene come funzionano le cose in un settore soprannominato "il bancomat lombardo". Per questo infinite volte abbiamo ricordato a Maroni, a partire dal primo giorno d'aula, per proseguire con le sedute delle commissioni sanità, antimafia, bilancio, affari istituzionali, quali fossero i rischi di una sanità business che consegna potere e risorse al privato, penalizzando il pubblico e lasciando terreno fertile a corruzione e tangenti. Esattamente quanto emerso poi nell'inchiesta" Smile" che ha portato all'arresto del presidente della commissione sanità Fabio Rizzi, nonché braccio destro del Governatore, e nell'inchiesta che portò all'arresto dell'ex assessore alla sanità Mantovani.  Per questo lo scorso dicembre abbiamo proposto al Prefetto di Milano di "far nascere", di fianco alle interdittive antimafia, anche le interdittive anticorruzione.
Come non citare poi la nostra proposta di legge che avrebbe imposto alle nomine dei vertici nelle strutture della sanità lombarda rigore, trasparenza, merito e professionalità. Ovviamente la maggioranza preferì bocciarla e lasciare tutto com'era, ovvero mantenere vitale la lottizzazione e la spartizione politica delle poltrone. Anche durante l'anno di lavoro in commissione antimafia sulla discussione delle legge regionale (INFOGRAFICA) il centro-destra bocciò una serie di proposte del M5S tese a garantire la legalità. E ancora, furono bocciate anche le nostre mozioni per riformare la competenza regionale degli appalti che avrebbero portato maggiore trasparenza nelle procedure e nei bandi. Quante volte poi abbiamo chiesto di applicare a tutti gli enti del SIREG (Sistema Regionale) le raccomandazioni ignorate dell'ANAC? Quante volte abbiamo inviato relazioni in giunta che chiedevano di intervenire sulle anomalie segnalate dal Comitato Trasparenza appalti pubblici? Quante volte abbiamo denunciato la mancanza di trasparenza e controlli nelle partecipate, nelle vecchie ASL e negli ospedali, o le nomine di alto livello incompatibili, inopportune o addirittura vergognose.

"Siete giustizialisti", "non siamo nell'aula di un tribunale" o "state esagerando". Sono tutte di questo tenore le risposte che abbiamo ricevuto da Maroni e dalla sua maggioranza. E ora che il problema delle tangenti nella sanità lombarda è emerso in tutta la sua enorme gravità il presidente della regione prova a correre ai ripari proponendo meccanismi anticorruzione, quando fino ad oggi se ne è altamente fregato. La medicina non funziona perché è il medico ad essere sbagliato. Se Maroni avesse voluto curare la malattia avrebbe potuto ascoltare tutte le ragionevoli proposte del M5S. Ma ormai il tempo è scaduto, per lui a e la sua giunta. Ora è necessario riportare nelle istituzioni quella cultura della legalità che politici attaccati da troppo tempo alle loro poltrone, abituati a gestire un giro d'affari enorme come quello della nostra sanità, hanno smarrito. Solo così si potranno formare i veri anticorpi contro la corruzione. Anche la giunta Maroni, dopo quella di Formigoni, su questo tema ha fallito: i lombardi ora devono tornare al voto.

 

M5S Lombardia

"Il piano anticorruzione di Maroni arriva fuori tempo massimo, il presidente deve fare le valigie e i lombardi devono tornare a votare. Negli ultimi due anni abbiamo ampiamente denunciato le falle del sistema sanitario e il presidente non ha mosso un dito mentre nel suo partito si incassavano mazzette. Se non si fosse mossa la Magistratura non saremmo qui a parlare di anticorruzione. Evidentemente Maroni vuole vincere il premio come politico meno tempestivo della legislatura: i buoi sono già scappati. Esiste già il comitato trasparenza sugli appalti che andrebbe potenziato e nominato quale presidente la dottoressa  Ceribelli", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta l'annuncio del presidente della Lombardia Roberto Maroni di un piano anti corruzione nella sanità lombarda.

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sfrattiamo maroniSi è tenuto questa mattina il flash mob "Sfrattiamo Maroni" organizzato dal M5S ha davanti a Palazzo Pirelli (in Piazza Duca D'Aosta), per chiedere al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni di dimettersi e ridare la voce ai cittadini. I  parlamentari lombardi Paola Carinelli, Bruno Marton, Danilo Toninelli, Massimo De Rosa, Daniele Pesco, i consiglieri regionali Stefano Buffagni, Iolanda Nanni, Eugenio Casalino, Gianmarco Corbetta, Silvana Carcano, Dario Violi, Andrea Fiasconaro, Paola Macchi e Giampietro Maccabiani, insieme alla candidata sindaco di Milano, Patrizia Bedori, sono arrivati all'ingresso di Palazzo Pirelli con un furgone con la scritta "Traslochi M5S" e hanno distribuito fac-simili banconote da 500 euro (quelle che il consigliere leghista Rizzi nascondeva nel suo congelatore) con la foto del presidente Maroni e la scritta "Saniteuro". Sul retro delle banconote le scritte: "Sanità pubblica impoverita", "Sempre più risorse e potere alla Sanità Privata accreditata", "Controlli non pervenuti" e "Solito giro di poltrone". Il capogruppo M5S in Regione, Stefano Buffagni, ha dichiarato: "Maroni si è dimenticato degli annunci fatti in campagna elettorale: le scope con cui aveva promesso di ripulire il sistema hanno fallito, quindi riteniamo assolutamente necessario tornare al voto in Lombardia. Dopo l'inchiesta Mantovani questa di Rizzi è gravissima: è il padre della riforma sanitaria tanto millantata da Maroni. Come facciamo a sapere che la riforma è stata fatta nell'interesse pubblico e non dei privati? Perché Maroni non ha mai reso operativo il Comitato regionale per la trasparenza sugli appalti?  Il M5S chiede che venga messo immediatamente in funzione in modo che diventi un'autority regionale anticorruzione, che sia indipendente e abbia una struttura adeguata. Infine la presidenza va affidata senza indugi a Giovanna Ceribelli, la commercialista che ha scoperchiato il caso delle mazzette leghiste. Per la seconda legislatura consecutiva i cittadini lombardi sono stati traditi, ora meritano onestà."

M5S Lombardia

 

 

Il M5S Lombardia propone a tutte le forze presenti in Consiglio regionale una commissione d'inchiesta sulle liste di attesa nella Sanità Lombarda e sulla correlata esternalizzazione dei servizi dal pubblico al privato.

L'iniziativa del M5S Lombardia nasce dall'inchiesta che ha coinvolto il Presidente della Commissione Sanità della Lega Nord Fabio Rizzi in un giro di tangenti. Lo scopo della Commissione è un'analisi puntuale del nodo irrisolto delle liste d'attesa nella sanità lombarda. La Commissione dovrà verificare come e quanto lo squilibrio tra offerta sanitaria pubblica e privata potrebbe aver favorito, con l'esternalizzazione dei servizi, fenomeni corruttivi e tangentistici con susseguenti danni ai cittadini lombardi.

Per Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del M5S Lombardia e commissari della sanità: "Non è una sanità eccellente quella che offre una mammografia tra dodici mesi. Le mazzette della Lega hanno fatto emergere tutti i gravi difetti della Sanità lombarda generati dello spostamento del suo baricentro dal servizio pubblico a quello privato sulla pelle dei malati. Nel caso dell'odontoiatria le liste d'attesa erano gonfiate volontariamente per garantire maggiori incassi ad alcune strutture private. La corsa all'esternalizzazione dei servizi ai privati, insieme a imprenditori senza scrupoli che hanno foraggiato la politica, ha generato le liste d'attesa infinite. La commissione andrà al cuore del problema e può ridurre drasticamente le liste d'attesa create ad arte per favorire gli imprenditori amici e arraffoni. Siamo convinti che quanto emerso sia solo la punta dell'iceberg e non possiamo accettare che non si faccia nulla. Per quanto ci compete dobbiamo fare tutto il possibile per rilevare possibili collusioni tra politica e imprese private nel settore dell'odontoiatria e nel settore sanitario in genere. Non possiamo tollerare di trovarci nella stessa situazione tra qualche mese o qualche anno. Facciamo appello alle altre forze politiche perché ci sostengano in questa richiesta; troviamo sia indispensabile che proprio la Commissione che era presieduta da un consigliere arrestato con accuse così pesanti si faccia promotrice di una verifica approfondita su una delle maggiori problematiche della Sanità lombarda. Siamo nelle mani di una Giunta che chiude la stalla quando i buoi sono scappati; vogliamo trasparenza, controlli reali e non fatti soltanto quando Maroni si sente traballare la poltrona".

 

La maggioranza ha rovinato con un articolo ideologico alla legge sul turismo un lavoro e una percorso condiviso da tutte le forze in consiglio regionale, intervenendo politicamente e creando danni collaterali a tutto il comparto.

Grazie alla Lega si è passati da una legge a favore del turismo lombardo a una legge-porcata, fatta per limitare l'erogazione dei contributi alle strutture alberghiere che hanno percepito fondi dal ministero per l'ospitalità dei richiedenti asilo. Ma con la scusa ideologica, per una manciata di voti in più, penalizzeranno anche chi ha ospitato le forze dell'ordine in trasferta, come nel caso dei grandi eventi, o gli sfollati lombardi, come nel caso del terremoto di Mantova di qualche anno fa.

Il turismo è un settore che noi vogliamo supportare perché possa diventare un traino per tutta l'economia del nostro territorio, non tagliargli le gambe come hanno fatto Lega Nord, Ncd e Forza Italia, che con la loro assurda proposta hanno reso una barzelletta il nuovo testo di legge sul turismo passato nell'ultima seduta di Consiglio Regionale con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.

Dario Violi - Portavoce del M5S Lombardia e membro della Commissione Attività produttive e occupazione

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"Abbiamo incontrato questo pomeriggio a Montecitorio il sottosegretario ai trasporti Umberto Del Basso De Caro per consegnargli lo studio sul miglioramento della linea ferroviaria Mantova-Milano, che qualche mese fa avevamo commissionato al Politecnico di Milano. Il sottosegretario si è detto interessato allo studio e al basso impatto economico delle proposte che include, all'approccio, che si è soffermato sulla domanda esistente, per poter così concretizzare un'offerta migliore per gli utenti. Si è poi dimostrato interessato a comprendere le potenzialità della linea, che trasporta circa 10.000 persone ogni giorno, pur essendo mono-binario, raro caso in Lombardia. L'obiettivo è quello di ridurre l'inquinamento da polveri sottili offrendo una valida alternativa all'utilizzo dell' auto, potenziando il trasporto pubblico locale. L'incontro è stato poi l'occasione per ricordare il protocollo d'intesa tra Trenord, Rfi e Regione Lombardia, in cui si evidenziano gli interventi da mettere in atto: principalmente il raddoppio dei binari e il superamento dei passaggi a livello, da finanziare con adeguate risorse. Per quanto riguarda gli investimenti è stato interessante l'impegno assunto dal sottosegretario di coinvolgere anche il presidente di Rfi e di organizzare un incontro a Roma prossimamente per coinvolgere anche loro. Sarà mia cura attivarmi per dare seguito all' incontro annunciato, coinvolgendo tutti i soggetti interessati: sindaci, amministratori, pendolari, sindacati, assessore regionale ai trasporti e Trenord. La mia intenzione, come ho ribadito oggi, è quella di coinvolgere tutti coloro che si stanno impegnando per il miglioramento di questa linea. La consegna dello studio è stata funzionale ad attenzionare il sottosegretario ad una tematica delicata, le cui soluzioni sono certamente migliorabili ma siamo convinti che questo sia stato comunque un tassello fondamentale per la discussione. Noi ci siamo".

Lo dichiara Andrea Fiasconaro, Consigliere M5S Lombardia, che questo pomeriggio a Montecitorio ha incontrato, insieme al deputato Alberto Zolezzi, il sottosegretario ai trasporti Umberto Del Basso De Caro.

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"E' inutile che Maroni invochi ogni volta che arrestano uno dei suoi Cantone per le verifiche sugli appalti in Lombardia. Abbiamo già il Comitato regionale per la trasparenza sugli appalti: va reso operativo in modo che diventi un'autority regionale anticorruzione. Il Comitato deve essere indipendente e avere una struttura adeguata. La presidenza va affidata senza indugi a Giovanna Ceribelli, la commercialista che ha scoperchiato il caso delle mazzette leghiste. Alla Ceribelli va anche dato un riconoscimento: la società ha bisogno di esempi virtuosi da seguire", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia.

"Il Comitato, ha le mani legate da sempre abbiamo chiesto venisse potenziato. Il controllo su ogni singolo appalto regionale deve essere puntuale. Maroni ha giocato con l'Agenzia di controllo che al momento lui stesso sta lasciando quale scatola vuota. La Sanità Lombarda per essere ripulita ha bisogno di una task force anticorruzione. È evidente che Maroni non può più garantire la legalità ed è il caso che vada a casa.", conclude Buffagni.

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"Salvini, dopo Belsito, Cota, Lancini e l'elenco potrebbe diventare molto lungo, difende l'indifendibile. Forse non si è reso conto che la magistratura è intervenuta arrestando Rizzi prima dello stop della Lega.Lombardia ladrona è cosa loro: i leghisti hanno trascinato la sanità lombarda nel fango. Sono passati dalle scope alle dentiere senza riuscire dare nessuna discontinuità dall'amministrazione Formigoni. Non basta punire un tangentista per fermare l'epidemia. Salvini deve cacciare anche Maroni, ha sbagliato a fidarsi di Rizzi. La Lega delle mazzette ha ampiamente dimostrato di non essere differente a PD e Forza Italia", così Stefano Buffagni, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

 

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"Ancora una volta la Brianza al centro dello scandalo, con dirigenti dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate pesantemente coinvolti. Inquieta il ritorno di personaggi con frequentazioni ndranghetiste che si sperava appartenessero definitivamente al passato di questa terra. La storia è sempre la stessa, tra mazzette ai politici (quelli che dovevano fare pulizia), appalti truccati, strutture private illecitamente favorite a discapito della sanità pubblica, figure vicine alla malavita organizzata. E' un fallimento di sistema, il fallimento di Maroni che, nonostante le mille promesse, incarna il vecchio modo di fare politica. E' ora di un taglio netto, è ora di una Lombardia a 5 Stelle!", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia sullo scandalo tangenti che ha coinvolto la Regione Lombardia

I portavoce  cominali del M5S Sara Montrasio e Francesco Sartini aggiungono: "E' un sistema malato, dove però basta un elemento estraneo, un onesto, per portare a galla il marcio. Occorre quindi ringraziare il membro del collegio sindacale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate che, semplicemente tenendo la schiena dritta e facendo bene il suo lavoro, ha permesso scoprire un losco giro d'affari da 400 milioni di euro. Basterebbero più persone oneste per evitare tanti scandali, è chiedere troppo?".

Per l'onorevole Davide Tripiedi e i senatori Bruno Marton Giovanna Mangili "La vicenda di Rizzi non ci stupisce. Fa parte di un film già visto troppe volte: quello della politica che si mischia agli affari. Solo per la sanità lombarda, una torta molto ricca dove sono andati ad attingere in maniera illegale faccendieri che con la politica non hanno nulla a che vedere, tra i nomi di spicco l'anno scorso è stato arrestato Mantovani, ieri Rizzi, tutti molto vicini a Maroni. Lo stesso Maroni che, ogni qualvolta viene beccato uno dei suoi, si presenta con la pompa dei vigili del fuoco buttando acqua sull'incendio di casa sua, preferendola alle scope con cui si era presentato per promettere pulizia. Il Presidente della Regione Lombardia, farebbe bene ad usare la scopa per spazzarsi via da solo. Gli unici che rimangono lontani e combattono le commistioni tra politica ed affari, siamo da sempre noi del M5S. Per questo, da sempre, rappresentiamo l'unica soluzione reale per risollevare questa Regione e questo Paese".

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"Maroni deve andare a casa, via il dente via il dolore. Le nostre nove firme per le sue dimissioni sono pronte da tre anni. Ha affidato la riforma della sanità a un uomo che è stato arrestato per tangenti proprio nell'ambito della sanità. Non ha esercitato alcun controllo sul meccanismo perverso di gonfiare le liste di attesa, che ingrassava il privato sulle spalle del pubblico. I lombardi devono essere risarciti con un Governo a  cinque stelle", questa la dichiarazione del capogruppo del MoVimento 5 Stelle Lombardia Stefano Buffagni dopo l'arresto del presidente della Commissione sanità Fabio Rizzi.

Pagare meno, anzi, pagare nulla. Ammontano, infatti, a 204 milioni di euro i crediti non riscossi dal Comune di Milano per la locazione degli immobili di sua proprietà. Una cifra che quasi doppia l'affittopoli romana e che presenta, però, altre caratteristiche. Scorrendo l'elenco dei morosi troviamo un noto ristorante del centro che dopo aver lasciato un 'buco' da 500mila euro, ha chiuso i battenti e riaperto, in un altro immobile sempre del Comune dove ha lasciato un altro debito da 200mila euro di canoni non riscossi dal Comune. Come sia possibile che una cifra così macroscopica sia passata sotto il naso degli amministratori e di chi era chiamato a controllare, senza che nessuno se ne accorgesse, è un mistero se non si vuol pensar male. Nella lista non poteva non mancare la sede di un partito di maggioranza che ha affitto locali di proprietà del Comune lasciando un 'buco' di 20mila euro. All'interno del dossier spicca il caso di un inquilino di un alloggio Erp con 2 milioni di euro in banca tra depositi e titoli di stato.

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Ma non sono solo i locali commerciali a essere concessi, praticamente, gratis a commercianti e imprenditori - visto che molti crediti sono ormai diventati inesigibili - nell'attribuzione delle cosiddette 'case popolari' ci sono diseguaglianze tanto macroscopiche quanto gli affitti non riscossi. Fra gli assegnatari delle case popolari ci sono persone con un Isee da quasi 80mila euro e un patrimonio dichiarata da 2milioni di euro fra titoli e depositi bancari. Non certo un bisognoso.

Questo è il risultato della ricerca del gruppo M5S di Milano, gli unici a raccogliere le segnalazioni dei dipendenti comunali stanchi di vedere sperperi e sprechi di tale portata. I partiti gli hanno chiuso le porte in faccia, il M5S gliele ha spalancate.

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DEL M5S (16/2/2016)

Quattro mesi dopo il terremoto che colpì la sanità lombarda, con l'arresto del vicepresidente della Lombardia ed ex Assessore alla Sanità Mario Mantovani, oggi negli uffici del Pirellone le forze dell'ordine hanno eseguito l'arresto per corruzione negli appalti del comparto odontoiatrico di Fabio Rizzi, braccio destro di Maroni e presidente di quella commissione sanità che ha portato avanti con orgoglio nei mesi scorsi la nuova riforma della sanità lombarda, presenta tata dallo stesso governatore come "una riforma epocale, che anticipa il futuro." Si, un futuro di arresti e inchieste! Perché solo questa classe politica vecchia fondata sul principio del sistema ciellino clientelare (io faccio qualcosa per te, tu mi dai i tuoi voti e io mi  tengo stretta la poltrona) non poteva non capire che una sanità che eroga palate di soldi (pubblici) ai privati avrebbe portato a questi inevitabili epiloghi, come infinite volte i gufi del M5S avevano denunciato. E invece l'immagine dell'istituzione regionale viene ancora infangata dai farabutti in giacca e cravatta. Ora sulla vicenda attendiamo anche le reazioni di Salvini, che a questo punto sarà costretto a inventare nuovi modi per insultare la magistratura.

Le scope di Maroni hanno fallito, ora è il momento di una Lombardia a 5 Stelle. Ancora una volta è stata la magistratura a tentar di fare pulizie in una sanità marcia, e non le scope che Maroni aveva simbolicamente usato in campagna elettorale! La Lega per il secondo mandato consecutivo ha tradito i suoi elettori,  una terza chance non è prevista. E' arrivata l'ora di andare a casa. Andate a casa e lasciate spazio a chi ha regole che riducono drasticamente la possibilità di "sporcarsi" con la politica, soprattutto con il principio del limite dei due mandati. Perché il nostro impegno proprio è quello di migliorare quel mondo dove saremo costretti a far ritorno. Questa è la differenza abissale tra noi e loro.

I portavoce del M5S Lombardia

ferrovie_nord

Già a dicembre, il M5S aveva scoperto e denunciato l'emendamento in bilancio previsionale in cui si estendeva a 60 anni la concessione della Rete Ferroviaria Regionale a FerrovieNord (società controllata al 100% dalla holding FNM, di cui Regione Lombardia è azionista di maggioranza), chiedendone lo stralcio. Regione Lombardia, invece, ha affidato in-house la clamorosa concessione 60ennale senza battere ciglio ad un'azienda che, in questi anni, non si è certo distinta per investimenti efficaci sulle infrastruttura ferroviaria, né per capillarità della manutenzione ordinaria e straordinaria della rete o di un suo significativo potenziamento, non dando prova di meritarsi una fiducia illimitata nel tempo. Con ciò si è impedita la possibilità ad aprire una gara internazionale per la gestione dell'infrastruttura, magari con aziende più trasparenti ed efficienti della stessa FerrovieNord", così Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S.

"Per quanto riguarda gli stanziamenti per l'acquisto di nuovi treni - continua Nanni -  l'Assessore Sorte gioca coi numeri, ma la minestra è sempre la stessa. Non più tardi di ottobre scorso, annunciava uno stanziamento di 68 milioni di euro per 8 nuovi treni che verranno rilasciati nel 2017. Mentre dei 200 milioni di investimenti in carico a TRENORD per il rinnovo della flotta, non si è visto ancora nulla. I 168 milioni di euro di cui parla Sorte sono numeri tirati a caso su vecchi stanziamenti per l'acquisto di nuovi treni che stiamo ancora aspettando".

bebè"Maroni ha le idee molto confuse sulla tutela e la promozione della famiglia. Fa scritte pro Family Day sul Pirellone e poi discrimina le famiglie di lombardi che decidono di adottare bambini. E' solo buonsenso garantire il bonus bebè anche alle famiglie che adottano, anzi la regione dovrebbe sostenere le famiglie che decidono di adottare un bambino per non avendo redditi alti. L'adozione è una scelta coraggiosa che aiuta bambini in estrema difficoltà e riteniamo che le famiglie che la fanno debbano essere sostenute dalla nostra regione. La Lombardia si deve impegnare per sostenere anche questa scelta.", così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Lombardia.

 

dul

In tanti ci hanno chiesto informazioni in merito alla procedura per la richiesta della DUL, la Dote Unica Lavoro, per questo riportiamo di seguito un'informativa chiara pubblicata da www.ticonsiglio.com.

Regione ha recentemente pubblicato il Bando 2016 relativo al progetto Dote Unica Lavoro - DUL (per documentazione e ulteriori info clicca in questa pagina) con cui si intende favorire l'inserimento e il reinserimento lavorativo di soggetti disoccupati e occupati, attraverso l'attivazione di specifici servizi personalizzati e integrati di accompagnamento, orientamento e formazione da parte di soggetti accreditati all'erogazione degli stessi. Per sostenere il programma sono stati stanziati ben 60 milioni di Euro, di cui 30 milioni con competenza finanziaria sull'esercizio finanziario 2016 e 30 milioni con competenza finanziaria sull'esercizio finanziario 2017.

DESTINATARI

Possono partecipare al Bando Dote Unica Lavoro Lombardia le seguenti categorie di candidati:


  1. giovani disoccupati, in possesso dei seguenti requisiti:
    - età compresa tra i 15e i29 anni compiuti;
    - residenza o domicilio in Lombardia;
    - aver precedentemente concluso o rinunciato ad una dote attivata a valere sull'Avviso Garanzia Giovani in Lombardia (per documentazione e ulteriori info clicca in questa pagina)...;


N.B. Quindi, Dote Unica Lavoro e Garanzia Giovani sono due percorsi distinti, nel senso che l'uno esclude l'altro (due bandi)

  1. disoccupati, di età non inferiore ai 30 anni compiuti, in possesso di uno dei seguenti requisiti:
    - provenire da unità produttive / operative ubicate in Lombardia ed essere soggetti in mobilità in deroga alla normativa vigente o che hanno presentato domanda all'INPS, o iscritti o in attesa d'iscrizione nelle liste di mobilità ordinaria ex l. 223/91;
    - essere residenti o domiciliati nella Regione Lombardia, iscritti nelle liste di mobilità ordinaria ex l.236/93 licenziati al 30.12.2012, o percettori di disoccupazione (NASPI, ASpI, MINI Aspi, DISCOLL), o percettori di altre indennità o non percettori d'indennità;

  2. occupati, di età non inferiore ai 16 anni compiuti, che si trovano in una delle seguenti condizioni:
    - lavoratori sospesi da aziende ubicate in Lombardia percettori di cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente (CIGD) e cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS);
    - iscrizione ad un Master universitario di I° e II° livello (possono partecipare esclusivamente ad una Dote in fascia 4 dedicata a singoli moduli di Master universitario di I° e II° livello);
    - essere militari congedandi previsti dal protocollo d'Intesa sottoscritto tra la Regione ed il Comando Militare Esercito Lombardia in data 23 ottobre 2012;
    - far parte del personale delle Forze dell'ordine operante sul territorio lombardo e facente capo ai relativi Comandi Regionali o analoghe strutture di riferimento di livello regionale o, nel caso della Polizia di Stato, alle relative Questure, o, nel caso della Polizia Penitenziaria, al relativo Provveditorato regionale.


Per i disoccupati non percettori e percettori di sostegno al reddito, e per gli occupati sospesi ai sensi dell'art.22 del d.lgs 150/2015, si richiede, ai fini dell'attivazione della Dote Unica Lavoro, di aver rilasciato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro ed aver stipulato un Patto di Servizio Personalizzato.

COME FUNZIONA?

I soggetti in possesso dei requisiti previsti dal Bando possono rivolgersi agli operatori accreditati per i servizi per il lavoro dalla Regione Lombardia, agli operatori accreditati alla formazione o alle Università del sistema universitario lombardo legalmente riconosciute, che prendono in carico i richiedenti e provvedono all'erogazione dei servizi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, in base alle caratteristiche specifiche di ciascun soggetto. I destinatari delle azioni previste, infatti, vengono distinti, in base a caratteristiche quali stato occupazionale / distanza dal mercato del lavoro, titolo di studio, genere, età, ISEE, nelle seguenti fasce di intensità d'aiuto:
Fascia 1 - bassa intensità di aiuto, rivolta a persone in grado di ricollocarsi nel mercato del lavoro in autonomia o che richiedono un supporto minimo;
Fascia 2 - media intensità di aiuto, rivolta a soggetti che necessitano di servizi intensivi per la collocazione o ricollocazione nel mercato del lavoro; 
Fascia 3 - alta intensità di aiuto, rivolta a persone che necessitano di servizi intensivi per un periodo medio / lungo e di forte sostegno individuale;
Fascia 3 Plus - alta intensità d'aiuto - svantaggio, rivolta a soggetti particolarmente deboli rispetto al mercato del lavoro, che hanno necessità di servizi di politica attiva intensivi, anche tramite brevi esperienze lavorative e / o formative;
Fascia 4 - altro aiuto, rivolta a soggetti che necessitano di servizi finalizzati alla riqualificazione professionale e all'occupabilità.

Ciascun destinatario beneficia, sulla base della fascia di intensità d'aiuto a cui accede, di una dote, vale a dire di un budget assegnato in base al quale concorda con l'operatore di riferimento i servizi funzionali di cui usufruire. L'elenco degli operatori accreditati al lavoro è consultabile dalla pagina dedicata alla banca dati degli operatori sul portale web della Regione Lombardia.

COME FARE DOMANDA?

I soggetti che intendono beneficiare della Dote Unica Lavoro, per finalizzare la richiesta, devono firmare la domanda di partecipazione e il PIP - Piano di Intervento Personalizzato, che viene sottoscritto anche dall'operatore di riferimento. Quest'ultimo si occupa poi di inviare la domanda di Dote alla Regione Lombardia.

A partire dal 15 gennaio 2016 sarà disponibile il sistema informativo per l'attivazione delle doti SIAGE - Sistema Agevolazioni, la profilazione e la sottoscrizione del PIP, un servizio web che permette a cittadini, imprese ed enti pubblici e privati di presentare on line richieste di contributo e di finanziamento a valere sui fondi promossi dalla Regione Lombardia e dalla Comunità Europea.

INFORMAZIONI

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi agli Sportelli SpazioRegione, i cui riferimenti sono consultabili qui, o rivolgersi al Call Center, al numero 800 318 318, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00.

Inoltre, il nuovo reddito di autonomia può essere erogato anche in abbinamento all'attivazione della Dote Unica Lavoro.

Fra le misure rientranti nel c.d. "reddito di autonomia" in favore dei disoccupati, Regione ha attivato (con decorrenza dal 15 ottobre 2015) il  "Progetto di inserimento lavorativo - PIL (per documentazione e ulteriori info clicca in questa paginaossia un contributo economico di 300 euro al mese (fino ad un massimo di 1.800 euro in 6 mesi), in favore di disoccupati residenti o domiciliati in Lombardia che attivino Dote Unica Lavoro e che abbiano i seguenti requisiti:

- sono disoccupati da più di 36 mesi;

- non percepiscono alcuna integrazione al reddito (ad es. cassa integrazione, indennità di disoccupazione - NASPI, ASDI, DISCOLL);

- hanno un ISEE fino a 18.000 euro. I giovani con età inferiore a 30 anni possono partecipare dopo aver completato il percorso di Garanzia Giovani.

N.B. Quindi, il PIL presuppone i requisiti della DUL e prevede ulteriori requisiti più stringenti, poiché per accedere a tale contributo le persone dovranno partecipare a Dote Unica Lavoro e possedere inoltre i tre requisiti richiesti. Alla fine del percorso di Dote Unica Lavoro, il disoccupato riceverà un contributo corrispondente alle ore di attività di orientamento e formazione svolte con l'operatore, fino ad un massimo di 1.800 euro in 6 mesi. È quindi necessario rivolgersi - a partire dal 15 ottobre - all'operatore accreditato che prenderà in carico il disoccupato per l'attivazione di Dote Unica Lavoro.

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Il M5S Lombardia ha depositato un progetto di legge, di modifica della riforma della sanità voluta dal Presidente Roberto Maroni, perché l'ex distretto Asl di Sesto Calende, che per l'attuale riforma fa parte dall'Asst dei Sette Laghi e quindi è amministrato da Varese, ritorni con il suo ospedale di riferimento, quello di Angera, sotto l'Asst della Valle Olona, cioè Busto Arsizio.

Per Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Il territorio va unito al suo ospedale di riferimento, la riforma della sanità parla chiaramente di integrazione fra territorio ed ospedali, la massima criticità che abbiamo potuto tutti riscontrare nella riforma formigoniana. Non abbiamo mai compreso quindi perche nell'allegato 1 si sia fatta questa scelta in palese contraddizione con quanto contenuto nella legge di riferimento, di conseguenza portiamo avanti da mesi questa battaglia, su cui c'è  accordo sia della cittadinanza che dell'amministrazione locale , tanto che è nato anche un Comitato di cittadini. La persona e le sue necessità specifiche devono essere il centro del sistema socio-sanitario nell'ottica del miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni effettuate, con una concreta presa  in carico dei cittadini che ne hanno necessità durante tutto il loro percorso di cura ; e' quindi fondamentale che sia un'unica ASST ad occuparsi di tutto un territorio e dei presidi ospedalieri che su di esso si collocano".

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"La Star è un marchio italiano acquistato da spagnoli, va assolutamente mantenuto sul territorio per preservare i posti di lavori e il know-how. Vogliamo capire anche se la Regione ha fatto davvero la sua parte per preservare la continuità aziendale o lo ha solo annunciato", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, sul possibile licenziamento di 65 lavoratori dell'azienda Star di Agrate Brianza

 

bit

Il turismo è un settore che noi vogliamo supportare perché possa diventare un traino per tutta l'economia del nostro territorio, non tagliargli le gambe come fanno Lega Nord, Ncd e Forza Italia, che con le loro assurde proposte ideologiche stanno rendendo una barzelletta il nuovo testo di legge sul turismo in discussione in commissione (il Pd come al solito rimane non pervenuto). La Lega ha apparecchiato una legge-porcata fatta per limitare l'erogazione dei contributi alle strutture alberghiere che hanno percepito fondi dal ministero per l'ospitalità dei richiedenti asilo. Ma con la scusa ideologica, per una manciata di voti in più, penalizzeranno anche chi ha ospitato le forze dell'ordine e gli sfollati italiani, una fetta non indifferente di tutto il settore. Il M5S si batterà fino in fondo per correggere questo testo di legge e difendere il nostro turismo. Questo è quello che abbiamo detto a gran voce agli operatori del settore oggi alla BIT di Milano - così i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio Regionale Dario Violi e Stefano Buffagni.

suzzara-disabili

"Recentemente, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono venuto a conoscenza dei disagi subiti dalle persone con disabilità per l'accesso ai treni della linea ferroviaria Mantova-Modena, in particolare presso la stazione ferroviaria di Suzzara. Dal sito RFI (Sala Blu di Bologna) risulta infatti che per la stazione di Suzzara è prevista l'assistenza per i passeggeri a ridotta mobilità (PRM), ma tale servizio è limitato ai viaggiatori che non necessitano di carrello elevatore o di sedia a ruote. Inoltre ci risulta anche che le carrozze dei convogli della linea Mantova-Modena non dispongono dello spazio utile affinché sia garantito l'accesso e il libero movimento di una persona in carrozzina, costringendo quindi il personale a spostare la persona disabile sulla poltrona per poi chiudere la carrozzina. La segnalazione dei cittadini mi ha portato celermente a scrivere una lettera all'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia Alessandro Sorte e, per conoscenza, anche alla direzione regionale dell'Emilia Romagna e ai suoi principali responsabili. Qualora sulla linea in oggetto siano in programma interventi per migliorarne l'accessibilità gradiremmo saperlo in modo tale da comunicarlo immediatamente ai diretti interessati. In caso contrario abbiamo chiesto di cercare intervenire celermente affinché vengano affrontate e risolte le criticità descritte, per quanto mi riguarda sono disponibile a metter in  atto tutte le azioni possibili per agevolare tali interventi. La lettera stessa vuole avere uno spirito collaborativo, nel tentativo di cercare di risolvere il problema".

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

tramtrain-bg

"Il tramtrain per Seriate è solo l'ennesimo spot della politica bergamasca. Quand'è che i politici bergamaschi la smetteranno di promettere opere pubbliche di per tutti, che poi, puntualmente, non realizzano mai? Ricordiamoci che il trasporto pubblico locale ha subito forti tagli la scorsa estate a causa dei mancati trasferimenti statali e regionali e, se come previsto non arriveranno altre risorse prima della prossima estate, dovremo aspettarci nuovi tagli alle corse dei mezzi pubblici nella bergamasca entro la prossima estate. Non sono stati capaci di reperire poche qualche milione di euro per garantire il trasporto pubblico locale, eppure sono settimane che si fanno pubblicità sui giornali con progetti da decine di milioni di euro come l'Autostrada Bergamo-Treviglio, il treno per Orio, l'interporto da un milione di mq su terreno agricolo a Caravaggio, il tram-train per l'ospedale Bolognini, la TEB fino a Clusone e, per concludere, con la Teb2 per la Valbrembana. Pochi giorni fa il Ministro Delrio è intervenuto mettendo la parola fine all'estensione della Pedemontana fino ad Osio, confermando così ciò che noi dicevamo da anni. L'incapacità di questa classe politica è riscontrabile anche dalla situazione della TEB, che per colpa di Comune e provincia di Bergamo, ha bilanci in rosso ormai da diversi anni, nonostante il servizio sia molto utilizzato dai cittadini. Diciamocelo con chiarezza: queste opere sono solo propaganda e non si faranno mai. Se fossi nei parlamentari del PD inizierei invece a lavorare per migliorare i servizi ridotti al minimo piuttosto che raccontare favole. Nel centro sinistra una buona iniezione di serietà e rispetto per i bergamaschi non farebbe male", così Dario Violi, consigliere del Movimento 5 Stelle Lombardia.

Cava-Manara-9-2-2016

Nella seduta del 20 gennaio 2016, la Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) di Regione Lombardia ha approvato il preavviso di diniego relativo al progetto di una discarica di amianto nel Comune di Cava Manara.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Abbiamo preso atto, con soddisfazione, del preavviso di rigetto della Commissione Regionale di VIA al progetto di una discarica di amianto nel Comune di Cava Manara (PV) contro la quale il M5S si batte da anni. All'interno del provvedimento regionale, è elencata una serie infinita di criticità ed irregolarità del progetto che noi avevamo già evidenziato all'interno di un'interrogazione del 10 luglio 2014 (Leggi qui: http://www.lombardia5stelle.it/2014/07/10/cava-manara-irregolarita-nel-progetto/ )."
"Si tratta di un progetto -  continua Nanni -  che si trascina dal 2010 e che, sin da subito, ha presentato elementi di elevata criticità in termini di alto impatto sanitario ed ambientale sui nostri territori, nonché di inutile consumo di suolo agricolo e risicolo che deve invece essere tutelato e preservato da logiche speculative. Per evitare ulteriori dispendi di tempo e risorse in capo alla collettività, abbiamo scritto all'Assessore Regionale all'Ambiente (SCARICA QUI) affinchè NON sia concessa alcuna proroga alla società proponente che, per legge, può presentare le proprie osservazioni entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento del preavviso di diniego.E' ora di mettere una pietra tombale su progetti di questo tipo che comporterebbero solo devastazione dei nostri territori e pericolo per la salute pubblica e per l'ambiente. Più volte abbiamo richiesto a Regione Lombardia di procedere con una mappatura delle area morfologicamente e geologicamente compatibili con l'insediamento di discariche di questo tipo, ma non c'è alcuna volontà politica di procedere in questo senso. Non si può andare avanti a permettere che siano le società a decidere dove proporre progetti simili, senza alcuna logica e criterio con un conseguente impatto ambientale, economico e sanitario su territori inadatti ad ospitare tali discariche."

 

sarmi grafica

Il manager di una società partecipata che viene nominato all'interno di uno dei principali gruppi privati di costruzioni, che proprio da quella società ha ricevuto importanti appalti pubblici: un evidente conflitto di interesse. Al centro della vicenda Massimo Sarmi, già numero uno di Poste Italiane, presidente di Pedemontana e amministratore delegato di Milano Serravalle. E' stato lui l'uomo ad essere nominato, e poi revocato in tutta fretta per evitare ulteriori imbarazzi, a capo di Gif, Grandi Lavori Fincosit.

"Sarmi colleziona poltrone anche in palese conflitto di interesse. Per il M5S è inopportuna la nomina di Sarmi a Presidente di Grandi Lavori Fincosit: è già Amministratore delegato di Milano Serravalle e presidente di Pedemontana. Fincosit, che è una società privata, ha vinto un importante appalto collegato a Serravalle. Scriveremo all'ANAC perché  faccia chiarezza. A nostro avviso esistono profili di incompatibilità molto dannosi per gli interessi pubblici. Già nel recente passato abbiamo sollevato dubbi su Sarmi: percepisce una delle cosiddette "pensioni d'oro" e di conseguenza, per il "decreto Madia", non può ricevere emolumenti da aziende a partecipazione pubblica, cosa che invece riceve, ed anche di ingenti importi. Possibile che Sarmi sia l'amministratore buono per ogni carica? Non esistono in Italia altri manager capaci?" Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardi.

Va' a laura Marùn

dialetti

E' stato presentato ufficialmente al Pirellone il progetto di legge "per la tutela della lingua lombarda", depositato nelle scorse settimane dalla Lega. Tra le iniziative della proposta l'istituzione di un osservatorio regionale e di un registro per associazioni e studiosi che si occupano della tutela dei dialetti; l'utilizzo del 'bilinguismo' su cartelli stradali e di toponomastica, ma anche sui siti internet della Regione.

"Io conosco il bergamasco, il bresciano, il milanese, il pavese, il lodigiano, ecc... decine di dialetti territoriali, anche molto diversi tra loro. La proposta della Lega quindi non ha alcun senso perché vuole tutelare qualcosa che non esiste. Il dialetto, l'identità e le culture locali sono un patrimonio da valorizzare, non da strumentalizzate a fini elettorali. La Lega la smetta con queste pagliacciate del dialetto unico nei cartelli stradali o nei siti internet della pubblica amministrazione. Con quei soldi piuttosto sistemiamo le scuole dei nostri figli che cadono a pezzi!" questo il commento del portavoce regionale del M5S Dario Violi alla strampalata proposta della Lega Nord.

CAP-lettera

I portavoce nei comuni soci Cap (compreso il nostro sindaco di Sedriano) hanno sottoscritto una lettera comune ai vertici della società del servizio idrico, facendo seguito all'inchiesta sui derivati portata avanti dal portavoce regionale del M5S Gianmarco Corbetta, per chiedere "che nei criteri per l'assegnazione della consulenza sia tenuta in considerazione la necessità di garantire un adeguato livello di indipendenza del vincitore dal sistema finanziario, al fine di evitare conflitti di interessi o posizioni di subalternità nei confronti dello stesso. Sarebbe a nostro giudizio auspicabile, ad esempio, che il soggetto vincitore non abbia svolto consulenze e non abbia ricoperto incarichi dirigenziali o di rappresentanza presso istituti di credito o finanziari negli ultimi 10 anni."

 

Vi riportiamo di seguito la lettera per intero.

Egregio Dott. Russo,

Egregio Avv. Falcone,

facendo seguito ai rapporti intercorsi con il nostro portavoce regionale Gianmarco Corbetta, abbiamo appreso con soddisfazione che Cap Holding ha accolto positivamente il nostro invito a valutare la possibilità di rivalersi nei confronti delle banche che in passato avevano venduto derivati i cui contratti presenterebbero costi impliciti e non dichiarati e non rispetterebbero il dovere di trasparenza e adeguata informazione nei confronti della società che rappresentate.

Riteniamo difatti che tramite un'adeguata azione risarcitoria nei confronti delle banche possano rientrare nelle casse di Cap Holding svariati milioni di euro, a tutto vantaggio dei cittadini dei comuni soci.

Siamo lieti di apprendere che avete deciso di pubblicare un bando di gara per assegnare una consulenza finalizzata a studiare a fondo la questione e verificare se sussistano i presupposti per intraprendere tale azione risarcitoria.

A nostro giudizio la pubblicazione di questo bando rappresenta un passaggio molto importante. Con la presente siamo a formularvi il nostro auspicio che nei criteri per l'assegnazione della consulenza sia tenuta in considerazione la necessità di garantire un adeguato livello di indipendenza del vincitore dal sistema finanziario, al fine di evitare conflitti di interessi o posizioni di subalternità nei confronti dello stesso. Sarebbe a nostro giudizio auspicabile, ad esempio, che il soggetto vincitore non abbia svolto consulenze e non abbia ricoperto incarichi dirigenziali o di rappresentanza presso istituti di credito o finanziari negli ultimi 10 anni.

Certi di un vostro riscontro positivo, vi ringraziamo per l'attenzione e porgiamo i nostri più cordiali  saluti.

Il Sindaco e i portavoce del MoVimento 5 Stelle nei Consigli Comunali dei comuni soci

Loris Balsamo - Arese

Lidia Ronchi - Agrate Brianza

Maurizio Lo Presti - Assago

Simone Ligorio - Bareggio

Marco Maria Corbella - Besana in Brianza 

Ilenia Lovato - Bollate

Massimiliano Mantovani - Bollate

Andrea Monachino - Brugherio

Alessandro Mura - Caponago

Giancarlo Insinsola - Cesano Boscone

Walter Mio - Cesano Maderno

Mauro Aimi - Cernusco Sul Naviglio

Alessandra Riccardi - Cinisello Balsamo

Giancarlo Della Costa - Cinisello Balsamo

Cologno Monzese - Monica Motta

Manuela Santalucia - Corsico

Benedetto Pallotti - Cusano Milanino

Marco Fais - Cusano Milanino

Matteo Afker  - Garbagnate Milanese

Alfredo Gentili - Lachiarella

Barbara Menegazzo - Lainate

Marinella Saitta - Legnano

Riccardo Olgiati - Legnano

Barbara Sordini - Novate Milanese

Gregorio Mammi - Pieve Emanuele

Massimo Zappa - Pozzo d'Adda

Gianluca Palmieri - Rozzano

Patrizia Mura - Rozzano

Roberto Andò - Rozzano

Innocente Curci - S. Donato Milanese

Angelo Cipriani - Sindaco di Sedriano

Diego Di Malta - Segrate

Serena Franciosi - Sesto San Giovanni

Salvatore Procopio - Settimo Milanese

Nicola Roncelli - Solaro

Guido Nani - Trezzano sul Naviglio

PierPaolo Motta - Truccazzano

cannabinoidi

"Prendiamo atto con soddisfazione che la proposta di legge regionale d'iniziativa popolare sull'uso gratuito e senza restrizioni della cannabis terapeutica sarà discussa dal Consiglio regionale. Invieremo una lettera al presidente della Commissione Sanità per chiedere che la proposta sia abbinata al nostro progetto di legge già depositato nel 2013 sulle modalità di erogazione e somministrazione di farmaci e preparazioni a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche. Ci auguriamo che si raggiunga rapidamente una sintesi anche perché il Consiglio regionale si è già espresso favorevolmente, ad agosto, su un nostro ordine del giorno che invitava  la Giunta Maroni a riconoscere l'uso dei farmaci a base di cannabis a fini terapeutici e ad avviare una sperimentazione per il trattamento di malattie come Sla e sclerosi multipla.

La letteratura medica è chiarissima: i cannabinoidi hanno un elevatissimo potere antidolorifico e riducono gli effetti collaterali della chemioterapia. E' assurdo che il Ministero della Salute sia così tiepido su questi medicinali. Ci auguriamo che la Lombardia faccia da apripista.", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia e prima firmataria del  PDL 122 "MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI FARMACI E DELLE PREPARAZIONI A BASE DI CANNABINOIDI PER FINALITÀ TERAPEUTICHE".

 

pedemontana

Pedemontana va completata. È un'opera strategica, lascio le polemiche a chi vuole farle. Il nostro impegno è completare l'infrastruttura nei tempi previsti. Ho letto le dichiarazioni del ministro Delrio e mi hanno molto sorpreso. Avevo parlato con lui e, oltre ad annunciarmi che sarebbe venuto in Lombardia entro metà febbraio per fare il punto, mi aveva anche detto che proprio Pedemontana sarebbe entrata nel 'piano Juncker'". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine di un convegno di Federfarma.

Queste le dichiarazioni di Maroni dopo l'incontro di giovedì scorso del M5S con il Ministro Delrio per chiedere lo stop definitivo al mostro d'asfalato Pedemontana. Ma la risposta del portavoce pentastella Gianmarco Corbetta non si è fatta attendere.

"Al di là della babele di dichiarazioni di questi giorni, restano i fatti. La revisione del piano economico finanziario di Pedemontana è bloccata al Ministero da 8 mesi; l'autostrada ad oggi non fa parte della lista di opere italiane inserite nel Piano Junker; il Governo ha snobbato le richieste di Maroni di abbassare i pedaggi e caricare sulle casse pubbliche il mancato introito; all'Anac di Cantone è aperto un dossier sugli appalti delle ultime tratte di Pedemontana; il piano di caratterizzazione dei terreni contaminati dalla diossina dell'Icmesa di Seveso è fermo al palo. Ora Maroni può fare tutte le dichiarazioni che vuole ma i fatti parlano chiaro. Capisco che il fallimento di Pedemontana è il fallimento di Maroni e quindi non lo vuole ammettere, ma questa grande opera inutile risponde ad un modello di mobilità vecchio di 50 anni, oggi è fuori da qualsiasi idea di mobilità moderna e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che finanziario", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia in replica alle dichiarazioni di Maroni

 

Giovedì una delegazione del MoVimento 5 Stelle composta dai portavoce nazionali e regionali Davide Tripiedi, Gianmarco Corbetta e Bruno Marton si è recata in visita a Graziano Delrio. Abbiamo rappresentato al Ministro tutte le drammatiche criticità che Pedemontana sta portando in Brianza, per chiedere l'abbandono del progetto e lo stanziamento di risorse per il potenziamento del trasporto pubblico locale.

La condizioni di mobilità dei cittadini nel Nord Milano e in Brianza sono indubbiamente critiche, ma un collegamento autostradale non serve a risolvere la situazione. Infatti le tipologie di spostamento sono sostanzialmente due: gli spostamenti dei pendolari verso e da Milano, e gli spostamenti di breve e medio raggio di artigiani e piccole medie imprese, che si muovono con i loro furgoni per movimentare merci e semilavorati da e verso clienti e fornitori. E in entrambi i casi non serve un'autostrada Varese-Bergamo, bensì trasporti pubblici efficienti e il potenziamento della rete stradale ordinaria.

Abbiamo chiesto al Ministro di intervenire e fermare il delirio di cementificazione dell'amministrazione lombarda e di destinare risorse per potenziare il trasporto pubblico, rafforzare il sistema ordinario di viabilità che non comporti consumo di suolo, e mettere in sicurezza la Milano-Meda che da anni versa in un vergognoso stato di abbandono e degrado.

Difatti è fondamentale per il nostro territorio sbloccare definitivamente la metrotranvia Milano-Limbiate, prolungare la metrò verde fino a Vimercate e la linea Lilla fino a Monza centro, nonché potenziare le linee ferroviarie esistenti. Ora più che mai è urgente fermare l'opera anche per altri motivi. Dalle notizie emerse fino ad oggi, il numero di veicoli che transitano sui tratti aperti è un terzo di quello atteso. Pedemontana va ad allungare le fila delle grandi opere inutili che hanno devastato la Lombardia (Brebemi e Teem).

L'innesto sulla Milano-Meda ha comunque portato ad un aumento del traffico che sta paralizzando un'arteria già di per sé al limite del collasso e, nel caso questa divenisse a pagamento con la trasformazione in tratta b2 della Pedemontana, verrebbe abbandonata dagli automobilisti che paralizzerebbero il traffico sulla viabilità ordinaria della zona. Inoltre il prezzo pagato dal territorio per il proseguimento dell'opera sarebbe enorme in termini di devastazione e consumo di suolo, basti pensare al faraonico svincolo di Desio e alla movimentazione dei terreni ancora oggi contaminati dalla diossina dell'incidente Icmesa di Seveso del 1976.

Ma ciò che rende ridicolo il solo pensiero di proseguire con la realizzazione di Pedemontana è l'assoluta mancanza di liquidità nelle casse della stessa! I tre miliardi di euro che servono per andare avanti non ci sono. Dovevano metterli i privati e le banche ma si sono ben guardati dal farlo! Non bisogna quindi inserire Pedemontana nel Piano Juncker o coinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti o il Fondo Strategico Italiano nel piano di finanziamento dell'opera. In definitiva, occorre stralciare Pedemontana dall'elenco delle opere ritenute prioritarie dal Governo. Altrimenti si finisce come sempre con soluzioni "all'italiana", con tutti i costi a carico del pubblico e i profitti ai privati!

Abbiamo trovato il ministro piuttosto sfuggente di fronte alle responsabilità di questo governo rispetto al proseguimento dell'opera, ma è chiaro che il progetto Pedemontana non lo entusiasma e che non intende metterci un euro in più di soldi pubblici rispetto a quanto già previsto e speso. La crisi finanziaria di Pedemontana resta dunque irrisolta: i privati non credono più nell'opera e il Governo si rifiuta di coprire il buco da 3 miliardi. Senza contare il dossier in mano a Cantone relativo agli appalti sulle ultime tratte, che il Ministro Delrio ha dimostrato di tenere ben in considerazione. Insomma Pedemontana è un mostro d'asfalto senza futuro.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

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"Si faccia chiarezza, si tranquillizzino i pazienti e si tutelino le professionalità che lavorano nell'ospedale Locatelli di Piario", a chiederlo, con un'interrogazione depositata oggi, il consigliere regionale Dario Violi (M5S).

Per Violi: "Al momento sono 11 le persone coinvolte nell'inchiesta del pm Carmen Pugliese che sta cercando di fare luce sulle morti sospette. L'indagine ha suscitato grande preoccupazione ed è necessario rendere pubbliche e trasparenti le decisioni eventualmente emanate relative al personale coinvolto nell'inchiesta. Chiediamo poi alla regione di prevenire casi come questo. In questa triste vicenda, che va rapidamente chiarita dal punto di vista giudiziario, sembrerebbero essere mancati i controlli a monte come, per esempio, rilevazioni sulla mortalità nel presidio con gli indici statistici del numero di decessi".

"Mi auguro che il Presidente Maroni prenda personalmente in mano la questione. Deve dare risposte agli utenti dell'ospedale e evitare che questa inchiesta costringa i cittadini dell'alta Valseriana a scegliere altri presidi ospedalieri. Vanno poi tutelate le professionalità del Locatelli che hanno sempre operato correttamente per offrire un servizio d'eccellenza", conclude Violi.

stoppedemontana

Una delegazione del M5S Lombardia composta dal consigliere Regionale Gianmarco Corbetta e i parlamentari Bruno Marton e Davide Tripiedi ha incontrato oggi il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio per chiedere l'abbandono del progetto Pedemontana e il trasferimento delle risorse previste per il completamento dell'opera sul trasporto pubblico locale.

"La condizioni di mobilità dei cittadini nel Nord Milano e in Brianza sono indubbiamente critiche, ma un collegamento autostradale non serve a risolvere la situazione. Infatti le tipologie di spostamento sono sostanzialmente due: gli spostamenti dei pendolari verso e da Milano, e gli spostamenti di breve e medio raggio di artigiani e piccole medie imprese, che si muovono con i loro furgoni per movimentare merci e semilavorati da e verso clienti e fornitori. E in entrambi i casi non serve un'autostrada Varese-Bergamo, bensì trasporti pubblici efficienti e il potenziamento della rete stradale ordinaria. Per questo chiediamo al Ministro Delrio di intervenire e fermare il delirio di cementificazione dell'amministrazione lombarda e di destinare le risorse per potenziare il trasporto pubblico da e verso Milano per i pendolari, di sbloccare definitivamente la metrotranvia Milano-Limbiate, il prolungamento della metrò verde fino a Vimercate, il prolungamento della linea Lilla fino a Monza centro, il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti e, parallelamente, un rafforzamento del sistema ordinario di viabilità che non comporti consumo di suolo, oltre allo stanziamento di risorse per la messa in sicurezza della Milano-Meda che da anni versa in un vergognoso stato di abbandono e degrado."

Gianamarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

rosa-camuna2016
Anche quest'anno il Premio Rosa Camuna di Regione Lombardia viene assegnato a tutti coloro che si distinguono nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia e che sono riconosciuti pubblicamente per l'impegno, l'operosità, la creatività.

Aiutateci a trovare persone e realtà meritevoli che hanno dato valore alla nostra regione: non permettiamo che a ricevere questi premi siano sempre gli amici degli amici, cambiamo le regole del gioco e premiamo il merito!

Potete mandare le vostre segnalazioni compilanto e inviando questo modulo di partecipazione, con relativi riferimenti e descrizione, a rosacamunam5s@gmail.com

Stefano Buffagni -  Portavoce M5S Lombardia

PD e Lega continuano la loro battaglia in Consiglio Regionale sul tema della stabilizzazione del personale dei gruppi consiliari, ovvero quei dipendenti che, essendo assunti direttamente dai gruppi eletti per supportare il lavoro dei consiglieri regionali, quindi senza un concorso, hanno un contratto a tempo determinato legato alla durata della legislatura in corso. L'obiettivo di Lega Nord e Pd è quello di fare un provvedimento condiviso affinché la Regione assuma a tempo indeterminato il personale già assunto dai gruppi politici. Il motivo? Evitare di ritrovarsi senza personale se dovesse andare in porto la riforma centralista di Renzi, che con il referendum sulle riforme costituzionali prevede la cancellazione dei fondi ai gruppi regionali (art 34). Dato il rischio concreto di vedersi azzerati i fondi, e con il referendum di Renzi sempre più vicino, Pd e Lega hanno iniziato a forzare la mano, nel palazzo e a livello mediatico. Il MoVimento 5 Stelle è fermamente contrario a questa scorciatoia. Mentre a Roma il PD di Renzi distrugge la nostra Costituzione, il PD lombardo pianifica di stabilizzare a spese dei cittadini il personale politico dei gruppi consiliari con l'avvallo della Lega di Maroni. Come si può essere così incoerenti allo stesso tempo? E' inaccettabile procedere all'assunzione del personale politico senza prevedere concorsi pubblici. La toppa è peggio del buco: una proposta incostituzionale per sanare le "schiforme" dell'accentratore Renzi.
Siamo consapevoli e crediamo che il personale dei gruppi è fondamentale per espletare il mandato al meglio in un ente legislativo, e anche che i budget sono già stati ridotti da quando siamo nelle istituzioni, ma queste "furbate" per noi sono intollerabili. Perché invece il PD non trova un po' di coraggio per dire al suo leader padrone che sta distruggendo la Costituzione più bella del mondo e contestualmente affossando gli enti locali, gli unici che possono dare risposte concrete ai cittadini sul territorio che altrimenti si perderebbero nel tritacarne burocratico che è Roma? Il M5S farà di tutto per difendere le nostre istituzioni e le professionalità che ci aiutano a fare un buon lavoro per i cittadini sul territorio, essenziali  in una regione così grande, importante e diversificata come la Lombardia, ma non a spese dei cittadini lombardi. Noi vogliamo tutelare gli interessi dei lombardi, non della politica!

I portavoce del M5S Lombardia

frontalieri

Il M5S Lombardia ha depositato , questa mattina in Consiglio regionale, una mozione urgente per discutere le problematiche riguardanti l'accesso al sistema sanitario nazionale dei frontalieri. La Presidenza del Consiglio ha ritenuto che la mozione non avesse i requisiti di urgenza ma abbiamo comunque ottenuto dall'Assessore Brianza l'impegno di portare la discussione in una riunione congiunta delle commissioni Rapporti con la Confederazione Svizzera e Sanità, richiedendo la presenza di una rappresentanza della direzione dell'assessorato alla salute e di una dei frontalieri.

Per Paola Macchi, consigliere del M5S Lombardia: "Riteniamo indispensabile intervenire in tempi brevissimi su quello che rischia di diventare un grosso problema per molti frontalieri per i prossimi 2 anni. Una circolare del Ministero della Salute sta creando confusione, disagio e disparità di trattamento e di diritti a di cittadini italiani che vivono in un territorio in cui molte imprese si sono trasferite oltre frontiera e che conta circa 60.000 frontalieri che giornalmente vanno a lavorare in Svizzera. Questi lavoratori rivendicano il loro diritto di accedere gratuitamente al sistema sanitario nazionale visto che pagano comunque le tasse all'Italia in modo indiretto con i ristorni trasferiti dalla Svizzera, ristorni che vengono utilizzati , come altri gettiti fiscali, per costruire strade, scuole , ospedali. Ci eravamo presi l'impegno di presentare la mozione urgente durante il Frontaday di sabato scorso e l'abbiamo fatto puntualmente, ora chiediamo che venga convocata al più presto la commissione congiunta per dare risposte certe ed eque a migliaia di cittadini lombardi."

pirellone-off-mozione

Il Consiglio regionale ha approvato a voto segreto una mozione del M5S Lombardia che chiedeva di regolamentare l'uso di Palazzo Pirelli, sede istituzionale del Consiglio Regionale, per iniziative pubbliche, anche alla luce dell'apparizione della scritta "Family Day" sulla facciata del palazzo. La mozione impegna la Giunta regionale a "definire tutti gli strumenti legislativi ed organizzativi affinché la proprietà di Palazzo Pirelli sia lasciata nella piena disponibilità del Consiglio Regionale della Lombardia ed in particolare dell'Ufficio di Presidenza" e a "concordare con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale qualsiasi iniziativa pubblica che coinvolga nel frattempo le strutture e gli uffici di Palazzo Pirelli". Il Sottosegretario Ugo Parolo ha chiesto di riscrivere la mozione per impegnare la Giunta "a definire in accordo con l'ufficio di presidenza del Consiglio Regionale ulteriori modalità d'uso di Palazzo Pirelli". Eugenio Casalino, consigliere segretario alla Presidenza del Consiglio Regionale del M5S Lombardia, ha rifiutato la riscrittura della mozione. Per Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia: "La Maggioranza non c'è. Maroni dovrebbe ringraziare se stesso e le sue iniziative spot che hanno reso ridicola la Lombardia. Certo sull'uso di Palazzo Pirelli ci aspettavamo un gesto forte del Presidente del Consiglio regionale Cattaneo che è stato scavalcato dalla Giunta e ci aspettavamo da lui un gesto forte per difendere l'Istituzione. Cattaneo se ne sta bello attaccato alla poltrona e non ha mosso un dito per difendere la dignità della Lombardia". Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia, aggiunge: "Questo voto difende la dignità e l'autonomia del Consiglio regionale. E' assolutamente grave e prepotente che Maroni decida di proiettare qualsiasi cosa sulla facciata di Palazzo Pirelli. La Giunta ha deciso autonomamente un'iniziativa senza consultare il Consiglio, un'iniziativa grave e lesiva delle prerogative del Consiglio regionale. Questo consiglio merita un'autonomia degna di questo nome nella gestione dei propri spazi. Il Consiglio regionale si deve riappropriare della potestà piena sulla propria sede. Non è necessaria una legge, sarebbe stato sufficiente un intervento organizzativo. Questa maggioranza con il voto segreto ha tolto a Maroni l'uso e l'abuso di Palazzo Pirelli".

Il Consiglio regionale della Lombardia ha risposto a un question time del Movimento 5 Stelle e approvato una mozione per difendere lo strumento del fattore di pressione delle discariche quale criterio per la realizzazione o meno di nuovi siti sul territorio lombardo.

Per il M5S è un bene che la regione Lombardia difenda lo strumento del fattore di pressione, individuato all'interno del piano rifiuti, al fine di determinare un ulteriore criterio escludente e non interpretabile per la realizzazione di nuove discariche sul territorio lombardo. L'esclusione di nuove localizzazioni o di ampliamenti di impianti esistenti, ove tale indicatore superi la soglia indicata dal piano rifiuti, aumenta il grado di tutela della salute della popolazione in aree in cui le pressioni ambientali sono già eccessivamente elevate.

Purtroppo però il valore ad oggi individuato dalla regione non è sufficiente a garantire il grado di tutela ambientale necessario, poiché secondo i dati - arrivati dalle province - solo 12 comuni in tutta la regione hanno superato il parametro (160.000 m3 di rifiuti smaltiti/km2) individuato come fattore escludente, e sono dunque esclusi dalla eventuale costruzione di nuove discariche.

Stando al piano rifiuti, la Regione, infatti, dovrebbe determinare un nuovo valore del fattore di pressione, basandosi sui dati inviati dalle province, che però sono ancora incompleti.

Per Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia: "è necessario che la regione solleciti le province ad inviare i dati sulle discariche presenti sul territorio e che individui al più presto un fattore di pressione più stringente che permetta una seria salvaguardia dei territori, primo fra tutti la provincia di Brescia, davvero saturi e martoriati dalla presenza di impianti di smaltimento rifiuti. Il territorio bresciano ha superato infatti, per presenza di rifiuti, la famigerata "Terra dei Fuochi" in Campania.

La strada intrapresa è corretta ma ricordiamoci che gli strumenti di difesa del territorio ci sono già e nell'attesa dell'esito dell'appello al Consiglio di Stato Regione Lombardia ha già a disposizione tutti gli strumenti per dire basta a nuovi impianti di smaltimento".

"Le fatture di rimborso sono state saldate entro il 31 dicembre e sono state anche liquidate le spettanze del personale di AREU. Eventuali competenze accessorie saranno liquidate entro il mese di febbraio", così il Sottosegretario regionale all'Attuazione del programma, ai rapporti istituzionali nazionali e alle relazioni internazionali Alessandro Fermi in risposta a un question time del Movimento 5 Stelle della Lombardia che chiedeva se il Personale sanitario per l'evento EXPO fosse stato regolarmente retribuito nel 2015.

Per Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Più di 3 milioni e mezzo di euro sono stati stanziati alle aziende ospedaliere per far fronte alla maggior richiesta di primo soccorso o pronto soccorso per Expo. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sulla mancata liquidazione delle prestazioni. Bene quindi che entro febbraio saranno pagate tutte le prestazioni, ma è tardi: Expo ha chiuso i battenti il 31 ottobre e alcuni di coloro che hanno lavorato per garantire la continuità del soccorso hanno dovuto aspettare quattro mesi per essere pagati".

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Nulla dovrebbe essere lasciato al caso nella gestione di Expo e del post-Expo, eppure tutto rimane confuso. Come è possibile non pensar male a questo punto? A settembre il dott. Sala si era impegnato per spingere Arexpo, la società che si occuperà di quasi tutto l'iter di dismalting del sito, affinchè firmasse il protocollo legalità e  lasciasse bonificati e in regola tutti i terreni. Ma ormai il dott. Sala, com'è noto a tutti, lascerà Expo per dedicarsi alla corsa a sindaco di Milano. Allora chi porterà avanti questi impegni? Il possibile sostituto si è già defilato, prima ancora di essere nominato (avrà visto lungo?). Nel frattempo, sono mesi che cerchiamo di capire di cosa si occupa in concreto la Cabina di Regia, istituita a settembre per affrontare le tematiche e i piani d'azione del post Expo, e cosa stanno programmando su quell'area, ma Arexpo è il solito muro di gomma. Lo denunciammo poche settimane fa nel video "si sono accorti che Expo è terminato?", ricordate?

Intanto da giorni è iniziato il valzer delle dimissioni. Il presidente di Arexpo Luciano Pilotti si è dimesso, l'AD Giuseppe Sala si è dimesso, la Presidente di Expo Diana Bracco si è dimessa, il presidente del consiglio di sorveglianza di Expo dott. Massimiliano Nova si è dimesso. Oggi si è dimessa la dott.sa Alessandra Dal Verme, un altro membro del CdA. Parallelamente, il Governo è da mesi che cerca di capire come entrare nella compagine societaria, nonostante lo stesso Pilotti a ottobre avesse dichiarato che sarebbe stato tutto fermo fino almeno a febbraio, se non addirittura aprile.

Per non parlare della querelle sui dati degli introiti della manifestazione universale, che finalmente hanno smosso anche altre forze politiche. Ora, anche secondo gli avversari del dott. Sala (prima dormivano?) Expo non avrebbe generato l'introito che tutti i politici, escluso il M5S, avevano avventatamente auspicato, diretto e indiretto. Come al solito ci avevano etichettato come "gufi", ma chissà come mai alla fine della fiera (in senso letterale in questo caso!) le abbiamo sempre imbroccate tutte, alla faccia di tutti gli ipocriti che prima elogiavano Expo e lo stesso Sala e oggi si lamentano dei risultati e attaccano un avversario che fino a ieri era il salvatore della patria. In ogni caso è indubbio che qualunque sia la verità sul bilancio di Expo saremo di fronte a una sonora sconfitta. Se avremo una perdita in bilancio avremmo perso soldi dei cittadini, se avremo il pareggio di bilancio dichiarato dal dott. Sala avremmo fatto un investimento poco redditizio con i soldi dei cittadini. Soldi che potevano essere usati per le scuole pubbliche, per l'agricoltura, per il riassesto idrogeologico, ad esempio, per il Seveso, per la mobilità sostenibile, per il piano sulla riqualifica dell'aria. Insomma, soldi che potevano essere usati per generare benessere e valore aggiunto.

Poi c'è il capitolo riservato a Fondazione Fiera, su cui sarebbero dovuti ricadere i costi delle bonifiche dei terreni e che invece non sono ancora stati pagati, lasciando per ora tali costi sul groppone dei cittadini (alla fine sono sempre loro a pagare il conto!). Ci viene da pensare che questa situazione ora sia legata a doppio filo con il giro di poltrone, con Maroni che cerca di piazzare Bonomi (uomo della Lega) in Arexpo. Secondo voi un leghista, una volta in Arexpo, andrà mai a sollecitare un altro uomo nominato da Maroni, alias Benedini, presidente di Fondazione Fiera, per spingerlo a pagare?

E come dimenticarsi della piastra che avrebbe dovuto rivalorizzare l'area, per la quale Arexpo deve 75 milioni ad Expo Spa, e che invece potrebbe essere dichiarata NON riutilizzabile!

Ora, con i dati sul numero dei biglietti venduti per categoria ancora dispersi nelle nebbie, senza ancora nessuna certezza di bilancio, con il "fuggi fuggi" da Expo Spa e l'incertezza sul fronte Arexpo e Governo, stiamo davvero facendo una figura barbina di fronte ai milanesi, ai lombardi e a tutti gli italiani! Abbiamo chiesto un audit e mandato una lettera a Maroni per chiedergli di relazionarci martedì in aula sul tema dei biglietti. Lo farà? O è utile per Maroni che la bagarre rimanga solo sui giornali, dove si possono fare grandi "sparate" a scopi propagandistici senza poi far corrispondere nulla di concreto nelle istituzioni?

Quel che è certo è che nel caos di Expo e del post manifestazione finora hanno pagato solo i cittadini. Ma dove è finita la vera politica? A guardare tutta l'odissea Expo, sembra nascosta in conflitti di interesse, dietro a speculazioni e a favoritismi politici, candidature, nomine politiche e chissà se è nascosta anche dietro corruzione e illegalità, come spesso ci hanno abituato in questi anni. Expo doveva essere l'occasione del rilancio del paese, e invece siamo rimasti la solita "italietta" che sa gestire solo gli interessi di pochi privilegiati, dimenticandosi che dovrebbe essere attenta ai bisogni e alle tasche di TUTTI.

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia