Gennaio 2016

riscaldamento

Con due interrogazioni a firma Gianmarco Corbetta, il M5S Lombardia chiede alla giunta di fare chiarezza sulle nuove regole e sulla tassazione riguardanti gli impianti termici delle nostre abitazioni.

Con la prima interrogazione abbiamo sollevato il problema della tassa regionale sulle caldaie, che oggi tiene in considerazione solo la potenza dell'impianto. In pratica una nuova ed efficiente caldaia a metano viene tassata di più rispetto ad  vecchia e inquinante caldaia a gasolio, se quest'ultima ha una potenza inferiore alla prima. A nostro parere invece la tassazione dovrebbe considerare anche il rendimento della macchina e il combustibile utilizzato: anche in questo modo si incentiva la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio, tra le principali fonti di inquinamento nelle nostre città, con caldaie di nuova generazione, ben più efficienti e rispettose dell'ambiente.

Con la seconda interrogazione abbiamo affrontato il tema della termoregolazione e contabilizzazione del calore nel condominio. Come noto la  legge prevede che a partire dall'inizio del prossimo anno i condomini dovranno installare dispositivi specifici per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, ovvero ciò che serve a misurare e pagare in bolletta l'effettivo consumo per ogni singolo utente. Si tratta di un provvedimento utile per favorire un utilizzo corretto del riscaldamento nei nostri edifici, disincentivando sprechi di calore, razionalizzando i costi e diminuendo l'inquinamento prodotto dalle caldaie.

Su questo tema la Regione è intervenuta con l'intento di semplificare il procedimento burocratico ma in realtà rischia di creare una falla notevole.  Difatti con una delibera ha stabilito che l'installazione di questi sistemi  può   avvenire   senza   la   preventiva   predisposizione   di   un progetto da parte di un professionista.

Ma l'installazione dei dispositivi per ripartire il costo del riscaldamento degli impianti centralizzati in funzione dell'effettivo consumo è normata in modo molto puntuale da leggi, decreti e norme tecniche cheimpongono l'obbligo di progettazione di tali sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. Il motivo è semplice: solo un professionista può valutare in modo affidabile una serie di caratteristiche tecniche dello stabile, come l'orientamento e le diverse esposizioni delle unità abitative alle condizioni climatiche, la coibentazione, le dispersioni di calore nelle parti comuni e altro ancora,  che vanno tenute in considerazione per equilibrare al meglio l'impianto e stabilire la corretta ripartizione dei consumi.

Insomma, per fare le cose per bene occorre necessariamente fare una serie di calcoli termotecnici, definire le tabelle millesimali e la percentuale di quota fissa e quota variabile dei consumi. E questo lavoro se non lo fa un professionista chi lo può fare? Certamente questa attività ha un costo, ma è necessario per una affidabile e imparziale ripartizione delle spese tra i condomini!

Se l'intento di Maroni è quello di semplificare le procedure e diminuire i costi per i cittadini siamo naturalmente dalla sua parte, ma in questo caso specifico il rischio concreto è che l'installazione di questi sistemi comporti ripartizioni di costi non correte, generando una serie infinita di costosi contenziosi tra condomini!

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

pirellone-off

"Il Movimento 5 Stelle Lombardia protesta contro l'utilizzo del Palazzo sede del Consiglio Regionale effettuato dal Presidente Roberto Maroni e dalla Giunta Regionale per propri fini propagandistici e senza richiedere permesso ed approvazione all'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale. Il comportamento del Presidente Maroni e della Giunta è stato prepotente ed arrogante violando prerogative del Consiglio Regionale sancite oltre che da leggi ordinarie anche dalla Costituzione e dallo Statuto di Autonomia di Regione Lombardia. Lei si immagina cosa succederebbe, Presidente Maroni, se il Presidente del Consiglio Renzi decidesse di illuminare di sua iniziativa Montecitorio e Palazzo Madama con qualsiasi frase senza consultare le Camere e quindi i rispettivi Uffici di Presidenza? Qui infatti non si discute del merito dell'iniziativa ma del metodo. Qualsiasi iniziativa analoga a ciò che è successo rispetto al "Family Day", sul quale non ci interessa in questa sede entrare, che investa Palazzo Pirelli deve essere prerogativa del Consiglio Regionale attraverso l'Ufficio di Presidenza. Il Movimento 5 Stelle Lombardia perciò chiede di sospendere immediatamente la suddetta iniziativa a favore del "Family Day", nel rispetto del Consiglio Regionale che più rappresenta la comunità di tutti i cittadini lombardi, richiedendo all'Ufficio di Presidenza di esprimersi in merito."

Eugenio Casalino - Portavoce Regionale del M5S e membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale

 

 

pdl voto elettronico_generale

"Ogni volta che si parla di dare la parola ai cittadini con il referendum il PD alza le barricate. Non ci sorprende, sia a Roma che sui territori si sono ampiamente dimostrati allergici alla democrazia. Abbiamo proposto di accorpare il referendum regionale con le amministrative o con quello costituzionale. Il fatto che il referendum  non si possa accorpare è una chiara scelta politica del PD e non una questione tecnica.

Sono loro che si stanno assumendo l'onere di far aumentare i costi della consultazione. In  ogni caso ogni euro speso per far esprimere i cittadini non è mai sprecato soprattutto sul tema dell'autonomia su cui non si fa un passo avanti da trent'anni", così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, a margine della seduta della Commissione II che ha approvato il regolamento regionale per lo svolgimento del referendum consultivo.

"Sala non ha aggiunto informazioni a quelle che già circolavano da giorni, rendendo inutile la seduta odierna di commissione. E preoccupa la sua incertezza a chi domandava se i conti presentassero un utile o una perdita; chissà quando realmente sapremo se i conti Expo sono in ordine. Ci auguriamo vivamente che non sia un tentativo di nascondere una brutta notizia per i milanesi per preservare il suo consenso elettorale. E' vergognosa l'ipocrisia degli altri candidati PD che si stanno occupando della trasparenza dei bilanci di Expo solo per attaccare Sala in ottica elettorale, quando sappiamo benissimo che, una volta terminate le primarie, la trasparenza e il modo di utilizzo dei soldi pubblici rimarranno argomenti di attualità solo grazie al lavoro del M5S", Silvana Carcano sull'audizione di Sala a Palazzo Marino.

Lo scorso Aprile 2014 l'allora gestore della Piscina Comunale di Garbagnate Milanese minacciò la chiusura dell'impianto per gravi carenze a livello strutturale e di sicurezza.

Chiedemmo da subito la convocazione di una Commissione urgente per verificare il reale stato dei fatti e le azioni che la giunta intendeva compiere per salvaguardare il servizio e tenere aperta la piscina.

Dopo tale commissione a fine Aprile un comunicato congiunto tra il Comune e il Gestore dell'impianto confermò la continuazione dei servizi in essere con il proseguimento e l'ampliamento degli interventi necessari alla sistemazione delle criticità segnalate.

Da allora abbiamo presentato due interrogazioni, alle quali il Sindaco rispose tranquillizzando sia su tempi che sui modi dell'intervento di riqualificazione, si sono inoltre svolte due Commissioni nelle quali (come risulta da verbali) l'Assessore in carica comunicò che l'idea era quella di avviare i lavori al 1° Settembre 2015 e il nuovo contratto di gestione da Gennaio 2016.

Come tutti sappiamo dallo scorso 31 Agosto 2015 la Piscina Comunale di Garbagnate Milanese è chiusa, ma dei lavori di ristrutturazione neanche l'ombra.

Il Sindaco a Settembre sugli organi di stampa, a chi ipotizzava che la piscina sarebbe stata chiusa un anno, diceva che erano fuori strada e che contava di essere già a buon punto con i lavori a fine Dicembre!

La situazione come sappiamo e ben diversa, siamo a fine Gennaio 2016 e non c'è traccia di alcun lavoro di ristrutturazione ne tanto meno del bando per l'assegnazione dei lavori e della futura gestione della struttura.

Di fatto a Garbagnate è stato chiuso un altro servizio che serviva 2000 persone e per il quale non si ha alcuna previsione di riapertura.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini interessati affinché Garbagnate possa tornare ad avere una piscina degna di questo nome a partecipare e dimostrare al Sindaco e a questa Amministrazione che siamo stanchi di promesse a vuoto e mancanza di trasparenza.

L'appuntamento è per un Flash-mob per Sabato 30 Gennaio dalle ore 15:30 davanti al Centro Sportivo di Garbagnate Milanese.

Segui l'evento su Facebook:FLASH MOB #RIAPRIAMOPISCINAGARBEN

#RIAPRIAMOPISCINAGARBEN

 

MOVIMENTO 5 STELLE - GARBAGNATE MILANESE

Accade in Regione Lombardia che il Governatore Maroni e l'Assessore Regionale ai Trasporti abbiano stanziato 7 milioni di euro pubblici per un piano di sicurezza sui treni (il c.d. "Security Team"), organizzato di concerto con TRENORD, che, in realtà, era un mero servizio di "customer service", cioè servizio di cortesia ed assistenza ai clienti. Spieghiamo meglio: non più tardi di giugno scorso, il Governatore Maroni e l'Assessore Sorte presentavano il Progetto "Security Team" che avrebbe dovuto potenziare la sicurezza sui treni e nelle stazioni lombarde, attraverso l'assunzione di circa 200vigilantes TRENORD, mentre invece questi operatori sono stati assunti senza titolo o credenziale alcuna per fare sicurezza, ma come semplici assistenti alla clientela-servizio di cortesia al cliente.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, che sul caso aveva già interrogato l'Assessore Sorte, dichiara: "Da ogni punto di vista la si guardi - continua Nanni - tutta la vicenda che ruota attorno ai cosiddetti "Vigilantes" TRENORD (così chiamati da Maroni e Sorte in svariati incontri pubblici) appare tutta una grave forma di "pubblicità ingannevole" e di bassa propaganda politica, con utilizzo di fondi pubblici, ai danni dei cittadini lombardi. Noi eravamo già intervenuti a a giugno 2015, denunciando lo spreco di danaro pubblico che invece si sarebbe potuto utilizzare per la manutenzione dei treni e il potenziamento dei servizi ferroviari."

Leggi qui:

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2015/06/la-sicurezza-sui-treni-non-si-garantisce-con-le-parole-interrogazione-m5s-lombardia.html

http://www.lombardia5stelle.it/2015/09/09/trenord-vigilantes-i-conti-non-tornano/

"Nella nostra interrogazione di giugno - continua Nanni - avevamo chiesto a Sorte quali fossero i reali requisiti dei c.d. "vigilantes" e se TRENORD aveva provveduto a indire una gara d'appalto per il servizio "Security Team", come la legge prescrive. L'Assessore a settembre 2015 ci ha confermato che i "vigilantes" erano in realtà solo operatori di customer service, cioè servizio di cortesia e assistenza alla clientela, non essendo qualificati come Guardie Giurate, e nessuna risposta aveva dato in merito all'esistenza di un bando di gara".

"Perciò siamo ritornati a fare chiarezza sul caso con una nuova interrogazione (SCARICA QUI) che, grazie alle segnalazioni pervenuteci dal SAVIP, Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, rivelano nuovi e inquietanti profili di illegittimità su tutta la gestione dell'operazione "Security Team". Appare infatti che vi siano potenziali violazioni della legge sugli appalti. Infatti, il SIVAP denuncia che TRENORD avrebbe affidato il servizio con procedura negoziata senza indizione di bando di gara alla società GF Protection, riconducibile a tal Guarneri Adriele, candidato alla Camera dei Deputati, alle politiche 2008, per "La Destra-Fiamma Tricolore", nella lista della Santanchè. Ma non è finita qui. Appare infatti che agli operatori assunti dalla GF Protection, sia stato fatto un corso di formazione onerosa di un solo giorno, a cura della società G Action Group, sempre riconducibile alla stessa persona: Guarnieri Adriele. I corsi di formazione erano a carico degli operatori (per l'importo di circa 240euro che veniva trattenuto loro dalla società GF Protection). Appare inoltre che la società che ha erogato la formazione onerosa, non sia neanche iscritta nell'Albo Regionale degli operatori accreditati per i Servizi di Istruzione e Formazione professionale della Regione Lombardia."

"Di fronte a una situazione tanto opaca con profili di violazione di legge che investono la società TRENORD e, di rimbalzo, Regione Lombardia che ha finanziato tutta l'operazione con 7 milioni di euro e della quale - ricordiamo - TRENORD è una partecipata indiretta, abbiamo presentato una nuova interrogazione in cui chiediamo all'Assessore di esplicitare se il bando di gara c'è stato o meno e come si è deciso di reclutare queste società riconducibili alla stessa persona. Parliamo dell'assunzione di 150 operatori (in servizio dal 1 settembre 2015) ai quali se ne sarebbero aggiunti, entro fine settembre 2015, altri 60 portando il numero totale di questi operatori di customer service a 210."

Iolanda Nanni, Consigliere Regionale del M5S Lombardia

corso-fondi

Il Movimento 5 Stelle ti invita a due giorni di informazione per i portavoce nei consigli comunali e per tutti i cittadini che vogliono approfondire la conoscenza e la normativa sui fondi europei.
L'iniziativa è promossa dagli eurodeputati  M5S Marco Valli, Eleonora Evi e Marco Zanni con il supporto del  gruppo regionale lombardo, essendo i fondi erogati da Europa e regioni.
Gli incontri avranno luogo sabato e domenica 27 e 28 Febbraio a Milano, in viale Piave (fermata metro 1 -  Porta Venezia), dalle ore 9.00 alle 18.00 circa.

La partecipazione agli incontri è gratuita.
Posti disponibili: 150
Modulo di iscrizione: https://goo.gl/vajPKq.

L'iscrizione verrà confermata una settimana prima della data dell'iniziativa. 

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Programma degli incontri


  • Sabato 27/2


Fondi strutturali e di investimento 2014-2020 e sinergie tra i fondi diretti di cui al QSC (Common Strategic Framework): come costruire progetti di sviluppo integrati a livello locale 

Obiettivo: Il corso ha per obiettivo costruire le conoscenze di base imprescindibili sulla partita dei fondi strutturali e di investimento 2014-2020 ed in particolare sui fondi di coesione (FESR, FSE, FEASR), e sulle sinergie con i fondi diretti rinetranti nel quadro della strategia comune al fine di favorire un approccio startegico alla progettazione degli interventi alla scala locale.

Risultato: aumentare la capacità degli amministratori locali e dei quadri di costruire proposte integrate anticipando o laddove previsto identificando gli spazi negoziali con le AdG, nell'ambito dei nuovi PON e POR;

Destinatari principali: Amministratori locali, Segrertari, dirigenti e quadri

Modulo I (7ore - dalle 10,00 alle 13,30 e dalle 14,30 18,00 )

Argomenti principali

- Nascita ed evoluzione delle politiche regionali e dei fondi strutturali;la riforma  e le nuove prospettive delle attuali politiche 2014-2020
-  La programmazione 2014-2020 con particolare riguardo al QSC e qundi alle sinergie tra fondi (Horizon. EaSI, Connect europe);
- La startegia nazionale e le allocazioni del FSC e per le aree interne
- La dimensione urbana ed in particolari le azioni urbane integrate innovative (art. 7 Reg FESR) e le AUI (art 8 Reg. FESR)
- cenni sugli strumenti finanziari innovativi nella nuova programmazione 2014-2020 e sugli "special support instruments" con particolare riguardo alla sostenibilità urbana (es JESSICA).

 


  • Domenica 28/2


La cooperazione territoriale europea con particolare riguardo al programma Urbact III di interesse per comuni anche piccoli

Obiettivo: Il corso ha per obiettivo costruire le conoscenze di base sulla cooperazione territoriale europea ed in particolare sul programma Urbact III strettamente collegato alla partita dei fondi che favoriscano la dimensione urana (Art. 7 e 8 FESR);

Risultato: aumentare la capacità degli amministratori locali e dei quadri di costruire lavorare ad una programmazione e progettazione integrata, allo scambio di buone prassi a livello europeo ed a proposte collegate in particolare alla dimensione urbana

Destinatari principali: Amministratori locali, Segretari, dirigenti e quadri

Modulo I (6ore - dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 17,00 )

Argomenti principali

- Le politche macroregionali alla base degli Interreg;
- I tre stand della cooperazione territoriale (interregional, transregional and cross border)
- Il programma Interreg Europa
- Il programma Urbact III

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Lo denunciamo da un anno e mezzo, siamo stati i primi a muoverci in Regione e in Parlamento, ma ora purtroppo siamo arrivati al dunque! Tra pochi giorni verrà approvato definitivamente il decreto attuativo dello Sblocca Italia, che prevede l'arrivo di oltre 500 mila tonnellate di rifiuti da bruciare negli inceneritori della nostra regione, provenienti dalle altre regioni del nord Italia.

E' un danno gravissimo all'ambiente e alla salute dei cittadini lombardi e un danno economico altrettanto grave per le comunità da cui verrebbero presi i rifiuti, che pagherebbero per l'incapacità delle loro classi politiche locali di mettere in piedi un sistema di gestione virtuosa dei rifiuti. Il Governo Renzi, come sempre prontissimo a fare gli interessi della lobby degli inceneritori, ha adottato una soluzione semplicistica e sbagliata a fronte di un problema complesso che richiederebbe maggiore attenzione e competenza, esautorando le funzioni delle Regioni e violentando i territori con una imposizione barbara e autoritaria.

A farne le spese i cittadini lombardi, che come ricompensa per aver incrementato la raccolta differenziata e il riciclo, si vedono recapitare una fornitura pressoché illimitata di rifiuti da tutto il nord Italia, a garanzia di lunga vita per i cancrovalorizzatori dietro casa. Come se l'inquinamento prodotto dal traffico, dal riscaldamento degli edifici e dalle industrie non bastasse.

Ma anche la Regione ha le sue colpe! Ha detto no al decreto attuativo dello Sblocca Italia ma nei fatti  è rimasta inerme, nonostante i mille solleciti da parte del MoVimento 5 Stelle. Anche il ricorso alla Corte Costituzionale intrapreso dalla Regione fino ad oggi a nulla è servito (la Corte non si pronuncerà ancora per molto tempo). Maroni non ha fatto nulla per attuare il piano di dismissione degli inceneritori lombardi, proposto dal M5S e approvato da tutte le forze politiche nell'autunno del 2013. Ha rinunciato alla programmazione degli impianti di gestione dei rifiuti, che gli spetta per legge, ancor prima che arrivasse Renzi ad imporre i rifiuti da fuori regione. Nel giro di pochi mesi si è passati dalle dichiarazioni bellicose dell'Assessore al Bilancio Garavaglia ("Noi non accetteremo che arrivino rifiuti da altre regioni. Piuttosto boicottiamo gli impianti.") ad una rassegnata e passiva accettazione del diktat renziano. La Lombardia sta per diventare la terra dei fumi grazie alle imposizioni di Renzi e all'inerzia di Maroni.

macca

Con la sentenza 108/2016 del TAR di Milano viene dichiarato illegittimo il parametro che Regione Lombardia aveva istituito nel 2014 per limitare l'apertura di nuove discariche nelle zone con già numerosi impianti. La motivazione sostanzialmente è che lo Stato ha competenza esclusiva in materia ambientale e spetta ad esso indicare "gli standard di tutela in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale..". Mancando nella normativa nazionale un criterio che consenta alle regioni di introdurre un limite di localizzazione delle discariche, regione Lombardia non poteva istituire quel parametro. La Regione sta valutando il ricorso al Consiglio di Stato. Nella sentenza viene quindi anche annullato il diniego della Provincia di Brescia all'ampliamento della discarica Edilquattro s.r.l a Montichiari, perché basato esclusivamente "sul presupposto del superamento del predetto fattore di pressione"

Ci sono da dire alcune cose: ad oggi il fattore di pressione regionale per le discariche è servito praticamente a niente. Secondo i dati che ad ora ci ha fornito la Giunta ed arrivati dalle province (mancano ancora ad esempio quelli della provincia di Brescia), solo 12 comuni in tutta la regione hanno superato il parametro (160.000 metri cubi di rifiuti smaltiti su km quadrato), e quindi sarebbero salvi da nuove discariche. E' evidente che il valore è eccessivo, e da solo permetterebbe a tutti i comuni lombardi di diventare come Montichiari, quindi renderebbe la Lombardia una unica grande discarica. Secondo le tempistiche del Piano Regionale rifiuti del 2014, siamo già in ritardo sulla formulazione di un nuovo valore più "adeguato" e protettivo.

Inoltre il no definitivo della Regione alla discarica "Bosco Stella" (Castegnato) ed i preavvisi di compatibilità ambientale negativa dati per le discariche "Castella" (Rezzato), Padana Green (Montichiari), e per il progetto "Portamb" (Mazzano) sono dovuti, come si legge, in minima parte o quasi nulla al fattore di pressione o a "presunti" nuovi criteri di localizzazione (modificati pochissimo rispetto alla precedente normativa), ma a ben altre motivazioni.

Tutte le Valutazioni Ambientali regionali chiuse in questa legislatura riferite agli impianti del settore "Trattamento, recupero e smaltimento rifiuti" sono terminate con esito positivo (con prescrizioni o condizioni), a parte quelle nella provincia di Brescia. Per non parlare delle province, che hanno dato tutti pareri positivi alle richieste di loro competenza.... Ancora un via libera generalizzato allo smaltimento dei rifiuti!

Questo significa che: a livello regionale non hanno praticamente effetto i parametri del nuovo piano rifiuti e che la Provincia di Brescia è ormai una zona dove ogni limite è stato superato, è ormai un immenso disastro ambientale, un terreno ormai saturo di discariche legali e illegali, come già detto da molti, peggio della "Terra dei Fuochi" in Campania, in cui è inimmaginabile solo pensare a fare nuove discariche! Perfino regione Lombardia, perfino quelli che in questi 20 anni ci hanno ridotto così, sono "costretti" a dare dei "NO"!
Gli strumenti per bloccare il business delle discariche in tutta la Lombardia ci sono già e c'erano anche prima, basta volerli usare! E una sola cosa dobbiamo fare: iniziare a bonificare il nostro territorio!



Gianpietro Maccabiani - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

E' da più di un anno che Pd e Lega discutono in Regione della possibilità di fare un provvedimento condiviso affinché la Regione assuma il personale già assunto dai gruppi politici dato il rischio di vedersi azzerati i fondi con la riforma centralista di Renzi. E ora vogliono accelerare perché si avvicina il referendum sulle riforme costituzionali che prevede la cancellazione dei fondi ai gruppi regionali (art. 34).

"Mentre a Roma il PD di Renzi distrugge la nostra Costituzione, il PD lombardo pianifica di stabilizzare a spese dei cittadini il personale politico dei gruppi consiliari, con l'avvallo della Lega di Maroni. Come si può essere così incoerenti? E' inaccettabile procedere all'assunzione del personale politico in un ente pubblico senza prevedere concorsi pubblici. E' una proposta incostituzionale per sanare le "schiforme" dell'accentratore Renzi. Non è così che si cancella un passato fatto di sprechi e spese pazze e si difende l'immagine della Regione che noi vogliamo tutelare. Noi pensiamo che il personale dei gruppi sia fondamentale per espletare al meglio il mandato politico in un ente legislativo; in più i budget sono già stati ridotti da quando siamo nelle istituzioni, ma queste "furbate" per noi sono intollerabili. Perché il PD non ha il coraggio di opporsi al suo leader-padrone che sta distruggendo sia la Costituzione più bella del mondo che gli enti territoriali e la Lombardia? Noi ci opporremo in tutti i modi per difendere le nostre istituzioni, ma non a spese dei cittadini lombardi!".

 Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia

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La nuova smisurata passione di Maroni per il lighting design (nei giorni scorsi ha dichiarato di voler illuminare questo venerdì la facciata del Pirellone con la scritta "Family Day") non può e non deve essere sviluppata sulla facciata del palazzo del Consiglio Regionale, casa di tutti i Lombardi, e non di quattro omofobi, e Istituzione che dovrebbe rappresentarsi come laica. Per parte nostra oltre a spegnere le luci del nostro piano nel caso di un coinvolgimento né desiderato né auspicato in una battaglia di minoranza contro la parità di tutte le famiglie affiancheremo con banchetti le manifestazioni di sabato 23 gennaio. Saremo in piazza per ribadire il valore dell'uguaglianza e la dignità di ogni forma familiare.

Il M5S Lombardia e il M5S Milano saranno presenti nelle piazze lombarde alla mobilitazione nazionale di sabato 23 gennaio 2016 per chiedere diritti per tutte le famiglie, uguaglianza e laicità. In particolare a Milano, il M5S Milano e il gruppo LGBT M5S di Milano hanno organizzato per sabato 23 dalle ore 12 un gazebo (Corso Buenos Aires angolo Via Broggi). Sarà presente, dalle 16, Patrizia Bedori, candidata sindaco di Milano del movimento. Per Bedori: "Il Movimento 5 Stelle è da sempre impegnato, a tutti i livelli istituzionali, a garantire piena cittadinanza a tutti e tutte, a prescindere dall'orientamento sessuale e per promuovere il contrasto ad ogni forma di odio contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Presenzieremo alla manifestazione per ribadire anche a Milano che è inaccettabile ogni compromesso al ribasso su di un tema che riguarda l'uguaglianza e che impatta sulla vita di migliaia di famiglie milanesi". A Varese, insieme alla Consigliera regionale Paola Macchi e il consigliere comunale Francesco Cammarata, saranno in piazza gli attivisti del movimento: "Se vuoi difendere i tuoi diritti - spiegano - devi difendere anche quelli degli altri soprattutto di coloro che se li vedono negati per mero calcolo di partito, la giustizia sociale è buon senso". A Pavia sarà in piazza la Consigliera regionale Iolanda Nanni. A Mantova i portavoce Andrea Fiasconaro e Luigi Gaetti. A Bergamo il portavoce regionale Dario Violi.

 

 

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"Abbiamo depositato questa mattina in regione la mozione per richiedere che anche in Lombardia sia istituita un'area di crisi industriale complessa. Il fine ultimo è quello di agevolare, in questo momento di fermento per il futuro della chimica che coinvolge profondamente l'area del polo chimico mantovano, rapporti industriali e interazioni tra Eni/Versalis e altre realtà importanti del polo chimico quali Ies o Progest e i relativi progetti di reindustrializzazione e rilancio industriale. Vogliamo favorire, in questo momento delicato, la creazione di un sistema che nel concreto potrebbe portare ad usufruire di finanziamenti nazionali straordinari per intervenire sui fabbisogni anche infrastrutturali, riqualificare le aree interessate, riconvertire le aree industriali dismesse, rioccupare gli addetti in esubero per far si che si possa portare nuova propulsione all'economia mantovana coinvolgendo tutti i soggetti del mercato del lavoro locale. Fare rete, al momento, è l'unica soluzione immaginabile per tradurre in fatti le numerose promesse spese. Con questo spirito rilanciamo anche la proposta, che formalizzeremo a breve, di creazione di un tavolo istituzionale che in sedute pubbliche ragioni di occupazione e ambiente sia per la città di Mantova, sia, con il nuovo assetto istituzionale, per la provincia: stimolando azioni per i piani di risparmio energetico e mobilità sostenibile."

Lo dichiarano Andrea Fiasconaro, Consigliere M5S Lombardia e Alberto Zolezzi, deputato M5S.

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"La relazione degli uffici tecnici non ha chiarito per nulla le finalità dell'agenzia di promozione della Sanità lombarda voluta dalla Maggioranza. Restano i nostri dubbi sull'uso di fondi pubblici per sponsorizzare e pubblicizzare all'estero strutture private accreditate. Non sappiamo poi come l'agenzia potrà sostenersi con le sue gambe. Per i primi due anni sarà a libro paga della Lombardia ma non esiste alcuna garanzia che tra due anni riuscirà a svincolarsi dai bilanci della Sanità. Non ci convincono nemmeno i costi per gli incarichi dirigenziali, e il parere degli uffici legislativi, non offre sufficienti garanzie sulla mission dell'agenzia. Terremo gli occhi ben aperti sull'attività dell'agenzia e su coloro che saranno nominati a guidarla. La Lombardia non ha bisogno dell'ennesimo contenitore per sistemare politici o ex manager legati ai partiti che non hanno trovato ancora una collocazione", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, motiva il voto contrario al parere sulla delibera di Giunta che istituisce l'Agenzia di promozione della Sanità lombarda.

Sabato 23 gennaio 2016, il gruppo Attivisti M5S di Varese sosterrà e parteciperà alla manifestazione "È ora di essere civili", organizzata dagli studenti universitari del gruppo Insubria LGBT, tappa cittadina della mobilitazione nazionale per il riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, che avrà luogo alle ore 15.00 in piazza Monte Grappa a Varese.

Vale la pena ricordare, innanzitutto, che già nell'ottobre 2014 tutti gli iscritti al M5S nazionale sono stati chiamati a decidere la linea dei portavoce in Parlamento sul tema delle Unioni Civili, sancendo ufficialmente a schiacciante maggioranza la linea dell'equirapazione dei diritti civili, che è quindi da quel momento diventata parte integrante della piattaforma programmatica del Movimento 5 Stelle per i portavoce ad ogni livello.

Moltissime sono state le iniziative del Movimento 5 Stelle in ogni parte d'Italia per la tutela dei diritti LGBT, e per il contrasto all'Omofobia e alla Transfobia.

A Varese, per esempio, il gruppo attivisti M5S è stato tra i primi a sostenere, assieme ai portavoce Paola Macchi e Francesco Cammarata, e con il supporto di tutto il gruppo M5S Lombardia, la manifestazione di maggio 2015 dal titolo "I Cattivi in Piazza per difendere Varese dall'omofobia", con il risultato di svegliare qualche competitor dal torpore in cui si era adagiato sul tema della lotta alle discriminazioni.

Convinti che "Se vuoi difendere i tuoi diritti devi difendere quelli degli altri, la giustizia sociale è puro buon senso", continueremo ad essere vigili e presenti sulle tematiche di civiltà, rispetto ed uguaglianza.

A pochi giorni dal voto sul così detto "DDL Cirinnà", la posizione del Movimento 5 Stelle nazionale è chiara e inequivocabile : "Il provvedimento è solo un primo passo in tema di tutela dei diritti, i compromessi cui abbiamo assistito sono stati incredibili, non accetteremo alcuno sconto, va approvato così come è, senza alcuna modifica nè ulteriori passi indietro in tema di parità dei diritti".

La posizione del M5S è chiara, e ricalca esattamente lo slogan della manifestazione di sabato : "Fai il primo passo verso l'uguaglianza", e contro le discriminazioni.

Il Movimento 5 Stelle è da sempre impegnato, a tutti i livelli istituzionali, per garantire pari diritti a tutti i cittadini, a prescindere dall'orientamento sessuale, e per promuovere il contrasto ad ogni forma di odio contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Il nostro impegno è garantito non solo in Senato ma in ogni sede istituzionale in cui siamo presenti.

I compromessi al ribasso per obblighi politici, in tema di diritti civili, li lasciamo agli altri.

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Dopo la mia prima interrogazione del marzo 2014, torno sull'annoso problema dell'interramento delle Ferrovie Nord a Seveso. La linea ferroviaria taglia esattamente in due il centro del Comune e interrompe le strade che costituiscono gli assi portanti della vita sociale ed economica della città, creando enormi disagi alla popolazione residente, tanto che c'è addirittura chi ha cominciato lo sciopero della fame per protestare contro questa situazione .

In passato tutti i sindaci della Città di Seveso hanno formulato continue, e ad oggi inascoltate, richieste di interramento della linea ferroviaria.

Sono enormi le criticità che l'attuale situazione della ferrovia comporta per cittadini. A Seveso passano 160 treni al giorno e nelle ore di punta è molto difficoltoso attraversare il centro città: le sbarre dei passaggi a livello sono abbassate anche per 40 minuti all'ora, con ingenti disagi per la collettività, certificati anche da una puntuale analisi costi/benefici dell'interramento rispetto alla realizzazione dei sottopassi, svolta dal Comune: nei 30 anni di valutazione, lo "scenario sottopassi" presenta un Valore Attuale Netto (VAN) negativo per 8,4 milioni di euro mentre lo "scenario interramento" presenta un VAN positivo per 47,8 milioni di euro; l'inerzia delle istituzione nel risolvere il problema dei passaggi a livello sottopone la collettività a costi per circa 6 milioni ogni anno per tempi di attesa e carburanti, senza contare i costi ambientali e sanitari conseguenti al maggiore inquinamento.

Nella scorsa legislatura il Consiglio Regionale si era espresso a favore dell'interramento - stanziando anche dei fondi per lo studio di fattibilità - ma, al solito, ci si è arenati nel passaggiodalle parole ai fatti, visto che fino ad oggi in Regione nessuno ha più considerato questa importante opera.

Lo studio, commissionato a Ferrovienord, aveva accertato la fattibilità dell'opera indicando in circa 90 milioni di euro il costo di abbassamento del piano del ferro con eliminazione dei 7 passaggi a livello che spaccano in due la città e la realizzazione di una moderna stazione a 4 binari con ampie aree di interscambio ferro/gomma.

Alla fine dello scorso anno però la Giunta Maroni ha approvato uno stanziamento di 62 milioni di euro per il miglioramento dell'infrastruttura ferroviaria nella tratta Seveso-Meda/Camnago, di cui 37 milioni per realizzare due sottopassi e ammodernamenti vari della linea.

Le risorse stanziate non sono comunque sufficienti alla soppressione dei restanti cinque passaggi a livello ubicati sul territorio di Seveso, per cui in futuro dovranno essere comunque programmate altre opere per risolvere tali interferenze.

A questo punto, chiedo a Maroni con una nuova interrogazione, se non è meglio puntare senza ulteriori esitazioni sull'interramento! l'interramento persegue l'obiettivo di dare efficienza all'infrastruttura di trasporto pubblico, evitando la creazione di ulteriori barriere architettoniche per i disabili, riducendo quelle attuali, superando anacronistiche intersezioni strada-ferrovia come i passaggi a livello, causa di notevoli sprechi energetici e dannose emissioni inquinanti prodotte dai veicoli costretti a lunghe soste ed evitando, infine, percorsi di aggiramento lunghi, in forte pendenza e quindi gravidi di ulteriori emissioni inquinanti nonché di nuove cementificazioni di aree verdi.

L'interramento costa di più ma risolve definitivamente il problema che si trascina da decenni e che fa perdere tempo e denaro a tanti cittadini, mentre i due sottopassi finanziati da Maroni affrontano in maniera molto parziale la situazione.

Il Movimento 5 Stelle è assolutamente a favore del trasporto su ferro e del suo potenziamento in tutta la nostra regione, ma oltre alle sacrosante esigenze dei pendolari (chedifendiamo tutti i giorni), occorre tenere in debita considerazione anche il diritto dei cittadini di Seveso ad avere una città vivibile. E solo l'interramento può conciliare i diritti e le aspettative di tutti.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

stampanti-trezzano

Con la restituzione del propri gettoni di presenza per il lavoro in Consiglio comunale e alle Commissioni consiliari, i consiglieri comunali del M5S di Trezzano sul Naviglio hanno donato 2 stampanti a colori per grandi formati a ciascuno dei 2 Istituti Comprensivi scolastici di Trezzano, Franceschi e Gobetti, corredate dai relativi materiali accessori.
Il Movimento 5 Stelle Trezzano sul Naviglio ha deciso di dare esecutività a quanto proposto nella sua mozione "Rinuncia al gettone di presenza e a parte dell'indennità di funzione", presentata e respinta in Consiglio comunale il 12 febbraio 2015. Ha così proceduto alla restituzione alla cittadinanza di Trezzano sul Naviglio dell'importo dei cedolini 2015 e parte 2016 relativi ai gettoni di presenza ai Consigli comunali ed alle Commissioni consiliari percepiti dal Consigliere comunale Guido Nani a partire dalla data del Consiglio menzionato (febbraio 2015).
Nel corso delle riunioni settimanali sono state vagliate dagli attivisti del Movimento varie proposte: dalla discussione conseguente è emersa la volontà di accogliere la proposta di devolvere l'importo dei cedolini ad ognuno dei 2 Istituti Comprensivi scolastici, Franceschi e Gobetti, impegnando la somma nell'acquisto di 2 stampanti per grandi formati A3+A4 a colori e dei relativi materiali accessori elencati in calce.
L'acquisto è stato effettuato via Internet per usufruire dei risparmi che la Rete comporta. Questa operazione è coerente con i principi del Movimento, secondo i quali i costi della Politica devono essere contenuti, rispondendo comunque alla professionalità degli Amministratori. Si è ritenuto che la cifra di 19,99 euro lordi (gettone di presenza per ogni Consiglio comunale e Commissione consiliare cui si è partecipato), lungi dal rappresentare una cifra esprimente le reali competenze di Consiglieri, Sindaco, vice-Sindaco, Presidente del Consiglio e Assessori, costituisce solo un rimborso simbolico dell'attività espletata.
In tale ottica si è voluto affermare che tale simbolo sarebbe stato maggiormente rappresentativo per la politica trezzanese e meglio impiegato se fosse stato restituito concretamente alla Cittadinanza. Essendo stata bocciata la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle sotto forma di mozione al Consiglio comunale, il gruppo di attivisti trezzanesi ha deciso di procedere da solo per dare seguito a detta proposta.
Rimane la speranza che altri gruppi consiliari si aggiungano presto al nostro, recependo lo spirito che ha animato e continuerà ad animare questa iniziativa e quelle future!

Besozzi

"Avevamo portato il caso Besozzi in aula settimana scorsa con una question time, a cui la giunta aveva risposto in modo del tutto insoddisfacente. Le dimissioni confermano che la semplice remissione delle deleghe operative non poteva bastare per risolvere il conflitto di interessi venutosi a creare, come avevamo sottolineato in aula. Bene così. Anche grazie al nostro rapido intervento, è stato ripristinato il principio di legalità", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulle dimissioni di Paolo Besozzi.

violi aula

"E' una riforma costituzionale imbarazzante, approvata da un Parlamento illegittimo, è inaccettabile e vergognosa perché va in nella direzione di cancellare le autonomie locali, tagliare i servizi essenziali ai cittadini e depotenziare le regioni. Il consiglio regionale lombardo si riunisce per la sesta volta per parlare di questo tema su di un ordine del giorno che propone a Maroni di fare quello che sta già facendo. Questa assemblea vede calpestata la sua dignità e autonomia: ratifica ormai solo scelte prese dall'alto e ignora istanze che vengono dal basso, dai territori, vere vittime della furia accentratrice di Renzi. Non voteremo questo ordine del giorno e ci riserveremo, qualora sia costruito un percorso comune serio sul governo dei territori, di partecipare al lavoro solo se funzionale a costruire un reale governo del territorio e non a creare nuove occasioni per qualche appaltino da dare agli amici", così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso del dibattito sulle riforme costituzionali che si è tenuto nel Consiglio regionale lombardo di oggi.

La Regione pensa di inviare il gonfalone con la rosa camuna al Family day organizzato sabato 30 a Roma dal comitato "Difendiamo i nostri figli" e di illuminare lo stesso giorno il Pirellone con la scritta "Family day"

"Il gonfalone lombardo al Family Day non rappresenta certo tutti i lombardi, ma solo una parte di crociati lumbard che sulla difesa della presunta famiglia tradizionale da minacce inesistenti sta costruendo una campagna d'odio, pregiudizio e divisione.

E' una scelta unilaterale che mette la Lombardia al pari di quei paesi che negano i più elementari diritti civili. Diversi sondaggi mostrano che la maggioranza degli italiani è a favore dell'uguaglianza per tutte le famiglie. Ognuno di noi, anche se leghista, ha amici, colleghi, parenti omosessuali che hanno diritto alla piena parità. Quel gonfalone, e l'adesione di Maroni a una manifestazione contro i diritti, sono un marchio infamante per la Lombardia", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Negli scorsi mesi vi abbiamo raccontato di una società partecipata da Regione Lombardia, Fnm (Ferrovie Nord Milano), che si era trasformata in una scandalosa parentopoli, nel bancomat personale di manager indegni e ufficio di collocamento per la politica. Una vicenda che vide il M5S schierato in prima in linea per denunciare lo scandalo prima, e per esortare una doverosa inversione di tendenza poi, con la partecipazione all'assemblea dei soci di fine maggio scorso insieme a Beppe Grillo. Il caso era scoppiato grazie al coraggio di un dipendente, Andrea Franzoso, che aveva svelato le spese folli del presidente Achille. Un coraggio pagato a caro prezzo. Perché a riflettori spenti il ragazzo ha denunciato di essere stato rimosso dal suo incarico e, come si legge nel ricorso presentato in tribunale, "costretto a trascorrere la giornata lavorativa nella più completa inattività e con progressivo isolamento", con i colleghi restii ad avvicinarsi per timore di ritorsioni della società anche nei loro confronti. Oggi abbiamo chiesto alla giunta Maroni spiegazioni su questa avvilente vicenda che fa perdere ancor di più la fiducia nelle istituzioni e nei suoi enti, ma abbiamo sbattuto su un muro di gomma. Abbiamo chiesto cosa intende fare Regione Lombardia in concreto per tutelare quei dipendenti che hanno assunto la posizione di whistleblower, esattamente come ha fatto Andrea, denunciando le irregolarità dall'interno e collaborando nella prevenzione dei fenomeni di corruzione e illegalità, ma Maroni ha preferito voltare lo sguardo dall'altra parte, e in un certo modo giustificare con la sua inerzia l'operato della sua partecipata. Ma noi non molliamo. Chiediamo a tutti i dipendenti delle partecipate, di fronte alle stesse situazioni, di prendere esempio da Andrea! Il MoVimento 5 Stelle sarà sempre al vostro fianco. La protezione e la valorizzazione di chi denuncia è uno dei nostri obiettivi più importanti. Per questo motivo continuiamo a sostenere la necessità di approvare in parlamento la proposta di legge del M5S a tutela del whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo."

Stefano Buffagni - Capogruppo del M5S Lombardia

 

Il Movimento 5 Stelle Trezzano sul Naviglio ha deciso di dare esecutività a quanto proposto nella sua mozione "Rinuncia al gettone di presenza e a parte dell'indennità di funzione", presentata e respinta in Consiglio comunale il 12 febbraio 2015. Ha così proceduto alla restituzione alla cittadinanza di Trezzano sul Naviglio dell'importo dei cedolini 2015 e parte 2016 relativi ai gettoni di presenza ai Consigli comunali ed alle Commissioni consiliari percepiti dal Consigliere comunale Guido Nani a partire dalla data del Consiglio menzionato (febbraio 2015).
Nel corso delle riunioni settimanali sono state vagliate dagli attivisti del Movimento varie proposte: dalla discussione conseguente è emersa la volontà di accogliere la proposta di devolvere l'importo dei cedolini ad ognuno dei 2 Istituti Comprensivi scolastici, Franceschi e Gobetti, impegnando la somma nell'acquisto di 2 stampanti per grandi formati A3+A4 a colori e dei relativi materiali accessori elencati in calce.
L'acquisto è stato effettuato via Internet per usufruire dei risparmi che la Rete comporta. Questa operazione è coerente con i principi del Movimento, secondo i quali i costi della Politica devono essere contenuti, rispondendo comunque alla professionalità degli Amministratori. Si è ritenuto che la cifra di 19,99 euro lordi (gettone di presenza per ogni Consiglio comunale e Commissione consiliare cui si è partecipato), lungi dal rappresentare una cifra esprimente le reali competenze di Consiglieri, Sindaco, vice-Sindaco, Presidente del Consiglio e Assessori, costituisce solo un rimborso simbolico dell'attività espletata.
In tale ottica si è voluto affermare che tale simbolo sarebbe stato maggiormente rappresentativo per la Politica trezzanese e meglio impiegato se fosse stato restituito concretamente alla Cittadinanza. Essendo stata bocciata la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle sotto forma di mozione al Consiglio comunale, il gruppo di attivisti trezzanesi ha deciso di procedere da solo per dare seguito a detta proposta.
Rimane la speranza che altri gruppi consiliari si aggiungano presto al nostro, recependo lo spirito che ha animato e continuerà ad animare questa iniziativa e quelle future! La consegna avrà luogo sabato 16 gennaio:
• per l'Istituto Comprensivo R. Franceschi presso la scuola secondaria di primo grado "Cecco Cuciniello" in via Concordia 2/4 alle ore 11:00;
• per l'Istituto Comprensivo P. Gobetti presso la scuola secondaria di primo grado "Pietro Gobetti " in via Tintoretto 9 alle ore 12.
Movimento 5 Stelle - Trezzano sul Naviglio

Giorgio Sorial, Claudio Cominardi e Ferdinando Alberti, il prossimo venerdì,  invitano gli imprenditori bresciani della Val Trompia per una tavola rotonda di confronto sulle attuali iniziativa legislative per sostenere le PMI.

"Le piccole e medie imprese sono il vero patrimonio del nostro paese, ma che cosa ha fatto la politica negli ultimi decenni per tutelarle?
I risultati del malgoverno sono visibili a tutti e il MoVimento Cinque Stelle è entrato nelle istituzioni con l'impegno di risolvere questa drammatica situazione, proponendo soluzioni che si possono adottare e attuare immediatamente.

Obbiettivo dell'incontro  è stabilire un contatto diretto tra imprenditori e  Portavoce del M5S nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento e in Europa.
Un'occasione per realizzare insieme iniziative per il futuro delle PMI in Italia e per far valere la loro voce nelle istituzioni. La Piccola e Media Impresa deve ritornare ad essere il motore del Paese."
Tra i temi che verranno affrontati ci sono la fiscalità, la riduzione della burocrazia, l'accesso al credito (Fondo di Garanzia per le PMI; Fondo per il microcredito e banche), la tutela del Made in Italy, l'innovazione e la lotta alla corruzione.

Ospite e relatori saranno:
Douglas Sivieri, (Presidente di Apindustria Brescia)
Eugenio Massetti (Presidente di Confartigianato Lombardia)
Bortolo Agliardi (Presidente Associazione Artigiano Brescia)

Per informazioni e locandina dell'evento:
mail: m5s.valtrompia@gmail.com
https://goo.gl/TaLNmF

Evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/455423124648472/

L'incontro si terrà venerdì 22 Gennaio alle ore 20:30
c/o
Sala Convegni Volontari della Croce Bianca
Via Madre Lucia  Seneci, 34
Lumezzane (BS)

L'incontro è aperto a tutti.

MoVimento 5 Stelle Brescia

I portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia Silvana Carcano, Paola Macchi e Dario Violi, insieme ai parlamentari Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Cosimo Petraroli, Manlio Di Stefano e i candidati sindaco del M5S di Milano Patrizia Bedori e di Varese Alberto Staidl hanno manifestato questa mattina davanti al municipio di Brenta per chiedere le dimissioni del sindaco Gianpietro Ballardin, iscritto al Pd ed eletto con una lista civica vicina al centrosinistra e attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di falso commesso da pubblico ufficiale. Per il MoVimento 5 Stelle chiunque ricopra una carica istituzionale, se si ritrova indagato o condannato, non può continuare ad assolvere la funzione pubblica.

Con noi c'era simbolicamente anche Pina Picierno, che non ha perso un minuto per andare a Quarto a fare un sit-in contro Rosa Capuozzo, ma non ha mai mosso un dito per nessuno degli 83 indagati Pd che ancora siedono sulle loro comode poltrone. Ma si sa che onorabilità e rispetto per gli elettori sono principi che il "Partito Doppia morale", capitanato da un falso rottamatore più garantista del miglior Berlusconi, non conosce. Questo è solo il primo comune in cui andremo a chiedere le dimissioni delle cariche istituzionali indagate e condannate. Andremo a stanarli e a metterli davanti alle loro responsabilità, anche se, visto la diffusione del fenomeno, questo dovesse significare fare un vero e proprio giro d'Italia.

I portavoce del M5S Lombardia

 

 

 

Pdl-animali

Negli ultimi decenni, gli animali definiti "d'affezione" hanno assunto sempre maggiore rilievo nella nostra società e sono sempre più integrati nel nucleo familiare. Per questo, attraverso questa proposta di legge, il MoVimento 5 Stelle chiede a Regione Lombardia di promuovere un reale cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita degli animali da affezione, attraverso modifiche sostanziali alla legge già in vigore, sia per gli animali ospitati nelle strutture di accoglienza, sia per quelli che vivono "in famiglia", educando e disciplinando il comportamento di proprietari, enti pubblici e operatori. Tra gli articoli del testo a prima firma Paola Macchi, portavoce del M5S al Pirellone, emergono nuovi aspetti importanti riguardo i  luoghi di ricovero , che dovranno essere strutturati in modo tale da rispettare esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali; essere areati, luminosi e illuminati; offrire all'animale adeguato riparo da sole, intemperie e da temperature particolarmente fredde e calde; garantire all'animale spazi di movimento e condizioni di tranquillità necessarie al rispetto di un adeguato ciclo di "sonno-veglia". E' necessario inoltre vietare categoricamente spettacoli, feste, gare, manifestazioni, giochi, lotterie, sottoscrizioni a premi ed esposizioni private e pubbliche, comprese quelle di tipo circense, che comportino per gli animali maltrattamenti, coercizione, richieste di performance innaturali per la loro specie specifica, costrizione o detenzione inadeguata in strutture anguste. Riteniamo poi essenziale che Regione Lombardia istituisca, accanto a quella canina, anche un'anagrafe felina, oltre a incrementare da parte i controlli pre e post affido. Su questo tema, chiediamo che sia vietato a norma di legge l'affido di animali a persone condannate per maltrattamento. Per un approfondimento completo di tutti gli articoli, vi invitiamo a dare un'occhiata al testo di legge del M5S Lombardia, che potete leggere o scaricare a questo link: PDL 5 STELLE_TUTELA DEGLI ANIMALI DA AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO

 

 

 

 

 

 

 

Ci ha scritto il signor Matteo Quaretti chiedendo di pubblicare alcune precisazioni, che riportiamo di seguito, relative a un articolo di Lettera43 che abbiamo citato in un post su questo sito confidando nella veridicità delle informazioni riportate.

Gentili signori,

vi diffido da utilizzare nuovamente il mio nome scrivendo falsità sul mio conto per le vostre finalità politiche, che nel mio caso si fondano su ricostruzioni che prescindono totalmente dalla verità e per le quali non vorrei citarvi in altre sedi.

Faccio riferimento all'articolo apparso su lettera 43 a firma del "giornalista" Alessandro Da Rold in data 22/12/2015 e da voi pubblicato in data 26/12/2015 dal titolo" Nipoti e vecchi manager in FNM".

Evidentemente avete degli informatori poco informati o che sono a caccia di scheletri negli armadi degli altri, volendo nascondere i propri.

Vi segnalo quanto segue.

A 24 anni mi sono laureato in Economia e Commercio presso l'Università Cattolica di Milano con un tesi in Diritto del Lavoro.

A maggio 1998, dopo regolare selezione, sono stato assunto in FNM come impiegato con contratto di formazione e lavoro. Durante questi anni mi sono sempre occupato di risorse umane  e, dopo una certa "gavetta", a partire dal 2005 ho acquisito crescenti responsabilità fino alla nomina a dirigente di questi giorni da voi "contestata".

La mia assunzione e la mia carriera lavorativa non derivano da alcuna raccomandazione né tantomeno da alcun rapporto di parentela come da voi denunciato.

Il dott. Orsi è stato per 20 anni, fino al 2008 quando è andato in pensione, lo stimato direttore Risorse Umane dell'azienda, e quindi per 10 anni anche il mio Direttore. Con lui vi è solo stato un normale rapporto umano e professionale come avviene in tante esperienze di lavoro. Di certo questo rapporto è stato improntato a stima e considerazione reciproca, che ha permesso al sottoscritto di acquisire diverse competenze professionali e di essere valorizzato nell'avvio della mia carriera lavorativa in FNM.

Ho conosciuto Orsi quando sono entrato in azienda senza avere con lui nessun rapporto di parentela o affinità e nemmeno nessuna conoscenza diretta o indiretta precedente alla mia assunzione in FNM.

Tutto questo per ripristinare la verità delle cose nel rispetto di chi scrive ed anche del dott. Orsi, la cui riconosciuta "libertà" di giudizio ha permesso anche ad uno come me,  privo di raccomandazioni e senza "padrini" politici, di potere avere un interessante percorso professionale solo sulla base delle proprie competenze e dell'apprezzamento dei propri responsabili  vecchi e nuovi. il tutto anche nel rispetto dell'attuale FNM e di chi la governa, dove non tutto avviene solo per logiche perverse o clientelari come cercate di far credere usando argomenti anche falsi, come nel mio caso.

Invito voi a non diventare i "padrini" politici da chi si diverte a diffamare gratuitamente le persone, magari solo per i fini personali, non tanto nobili, di chi vi informa. Sarebbe quindi opportuna una minima verifica sulla verità delle notizie che pubblicate per non incorrere in errori grossolani come nel mo caso.

Certo che non avrete il coraggio di pubblicare questa mia smentita vi saluto.

Matteo Quaretti

Una Regione Lombardia divisa in 8 "cantoni" al posto delle attuali 12 province e l'eliminazione dei livelli di governo intermedio. È questa una possibile applicazione della riforma costituzionale in Lombardia. L'ha tratteggiata Roberto Maroni, al termine della riunione di Giunta di oggi, annunciando l'istituzione di un comitato con il compito di stabilire i criteri attuativi della riforma, per la Lombardia, da presentare a governo e parlamento.

"A Roma la Lega fa finta opposizione a Renzi sulle riforme costituzionali mentre a Milano Maroni è già pronto a istituire altri baracconi che vorrebbe chiamare cantoni. Non sappiamo se le province saranno davvero cancellate che già sentiamo parlare la solita politica incapace di sbarazzarsi dalla logica dei carrozzoni amministrativi. Siamo sempre stati contrari alle province e non abbiamo bisogno di cambiare dei nomi per fare finta semplificazione. Insomma PD e Lega fingono, ancora una volta, di cambiare tutto per non cambiare niente regalando l'ennesima cantonata ai cittadini", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, sulle dichiarazioni di Roberto Maroni sulla nascita di un comitato sulle riforme.

Roberto Maroni, neo presidente della regione Lombardia durante la prima seduta del nuovo consiglio regionale, Milano, 27 marzo 2013. ANSA/MATTEO BAZZI

(Foto Ansa)

nutria

"Siamo con la Regione nell'affrontare il contenimento delle nutrie, ma in merito alla comunicazione odierna dell'assessore Fava, che ha annunciato che la Regione mette a disposizione del contenimento delle nutrie 150mila euro, viene da chiedersi se si tratti degli stessi fondi di cui già si era al corrente o se si tratti di una somma ulteriore. E' importante essere chiari perché intoppi burocratici e capogiri legislativi ad oggi hanno fatto solo una gran confusione e, di certo, non hanno contenuto in alcun modo la situazione. In merito poi alla richiesta al Ministero di utilizzare per le nutrie 1 milione di euro dei fondi vincolati per la lotta al randagismo, è importante capire per quali azioni di contenimento si potranno spendere (al momento vengono utilizzati, tra le altre cose, per la sterilizzazione dei randagi) per evitare di fermarci poi in corso d'opera compromettendo tutte le azioni di contenimento messe in atto fino a quel momento". Così Andrea Fiasconaro, consigliere M5S Lombardia.

corsia-ospedale

Dopo l'intervento di Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, in Commissione Sanità è  stato rimandato alla settimana prossima per ulteriori approfondimenti con gli uffici legali il parere sulla delibera sull'Agenzia di promozione del Servizio Sanitario Lombardo.

Per Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, "non è ammissibile che si utilizzino fondi pubblici per promuovere all'estero le aziende private della sanità lombarda con un'agenzia di cui non si sentiva francamente alcun bisogno.

Ho sollevato la questione in Commissione, facendo presente che esiste la possibilità che venga considerato un danno erariale. La delibera non chiarisce come si farà a quantificare la resa effettiva di questa Agenzia che rischia di diventare un costo e non un mezzo per ottenere soldi per la ricerca. Il problema è a monte; come mai per pubblicizzare la millantata eccellenza lombarda all'estero ci siamo dotati di un'agenzia ci costerà 530 mila euro all'anno per due anni di start up? Il direttore generale dell'agenzia percepirà 240 mila euro all'anno, un dirigente 80 mila e tre dipendenti 40 mila. In questa vicenda c'è puzza di politica delle poltrone, di favori ai privati, di ennesimo carrozzone inutile e di spreco di fondi pubblici: insomma la vecchia politica di Maroni che avanza".

euro3

"Meglio tardi che mai, ma non è sufficiente", è questo il commento di Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, alla decisione della Regione Lombardia di limitare la circolazione, da ottobre 2016 ad aprile 2017, per i veicoli diesel Euro 3.

"Certo, non dimentichiamo che nel Piano Aria della Regione il divieto di circolazione dei veicoli Euro 3 era previsto da tempo, sarebbe stato meglio applicarlo già da questo inverno. A questo nuovo provvedimento anti-smog vanno affiancate iniziative di medio e lungo termine e finanziamenti consistenti. Sono un investimento, se pensiamo ai risparmi sulla spesa sanitaria che ne deriverebbero.

Tra le priorità, per esempio, chiediamo un piano speciale e incentivi per sostituire gli impianti di riscaldamento a gasolio. Con un'interrogazione ho sollevato il problema della tassa regionale sulle caldaie che oggi tiene in considerazione solo la potenza dell'impianto. La tassazione dovrebbe invece considerare anche il rendimento della macchina e il combustibile utilizzato: anche in questo modo si incentiva la sostituzione delle vecchie caldaie inquinanti a gasolio con le nuove a metano, ben più efficienti. Ci auguriamo che, anche considerata l'emergenza, la Giunta ci ascolti subito, altrimenti anche per gli anni a venire ci troveremo a fronteggiare delle "emergenze" che in realtà sono ben prevedibili", conclude Corbetta.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha chiesto di riportare in Commissione Territorio la mozione del M5S Lombardia, a firma della consigliera Silvana Carcano, che chiedeva di "Eliminare definitivamente dal Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti ogni riferimento alla TOEM (Tangenziale Ovest Esterna Milano), diverso dal potenziamento e dalla riqualifica delle direttrici esistenti".

Silvana Carcano, prima firmataria della mozione commenta: "parlarne finalmente in commissione è un passo in avanti, ma l'approfondimento va fatto in tempi rapidissimi. Il progetto della TOEM impatterà con un'enorme colata di asfalto nel Parco Agricolo Sud Milano e cancellerà altro suolo agricolo. E' un progetto scellerato: per il Movimento il suolo va difeso e protetto ed è necessario imboccare senza indugi la strada della riqualificazione delle infrastrutture esistenti: tra il 1999 e il 2012 nel solo territorio lombardo sono stati consumati circa 47 mila ettari di suoli liberi e la perdita di aree agricole è stata pari a circa 53 mila ettari".

"E' una questione di buon senso - continua la portavoce penta stellata al Pirellone. Ormai abbiamo perso il numero delle volte in cui nelle varie commissioni e in Consiglio Regionale abbiamo sottolineato l'importanza di dare una svolta alle politiche regionali sul tema del consumo di suolo, strettamente interconnesso con l'agricoltura e le infrastrutture autostradali. Quest'aula non può deliberare un progetto di legge sul diritto al cibo come quello dello scorso ottobre, che andava verso la protezione del suolo e dei suoi prodotti, e poi continuare a parlare di TOEM nel Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti. Non può applaudire la conferenza di Parigi, convergendo sulla riduzione dei fattori climalteranti, e poi progettare autostrade impattanti.

"La costruzione della TOEM significherebbe la distruzione di un territorio a forte vocazione agricola. Significherebbe dividere con un muro invalicabile di asfalto i fondi agricoli. Significherebbe compromettere per sempre un reticolo irriguo secolare. Significherebbe annientare un agricoltura innovativa con lo sguardo rivolto al futuro, un agricoltura multifunzionale orientata al biologico, alla promozione dei gas e alla vendita diretta, con un buon impatto anche sulle dinamiche occupazionali. Abbiamo davanti agli occhi gli esempi lampanti di TEEM e BREBEMI, che non hanno rispettato le previsioni di traffico. Hanno consumato il nostro suolo e non hanno generato, dati alla mano, un miglioramento sulla qualità della vita dei lombardi. Allora davvero vogliamo barattare il nostro futuro con il cemento? Noi no, e ci batteremo in Commissione Territorio per far ragionare le forze politiche e abbandonare definitivamente un progetto obsoleto come quello della TOEM".

Silvana Carcano -  Consigliere Regionale del M5S Lombardia

ballardinarrestato

"Il PD,  detto "partito doppiamorale"  registra oggi un nuovo arresto. Questa volta si tratta del sindaco di Brenta (Varese) Gianpietro Ballardin arrestato dalla Guardia di Finanza per falso commesso da pubblico ufficiale nelle vesti di presidente del Consorzio del Medio Verbano. Ci attendiamo una manifestazione del PD al grido di "dimissioni" e "elezioni subito", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Gli amministratori locali del Pd sono una sciagura per i comuni italiani. Ieri la notizia dell'iscrizione al registro degli indagati del sindaco di Como, oggi arrestano il sindaco Pd di Brenta Gianpietro Ballardin. Si dimetterà o amministrerà la città dai domiciliari? Il garantismo deve essere nei confronti dei cittadini: devono avere la garanzia assoluta che chi li governa non è un corrotto e non li deruba. Con il Pd questa garanzia non c'è, è al contrario: hai la certezza che non sarà così.#BallardinDimettiti e poi elezioni subito!

Un arrestato al giorno toglie il Pd di torno. Domani a chi tocca? Sono aperte le scommesse.

paratie

Per il M5S l'opera di protezione del lago di Como con paratie, iniziata nel 2008, ancora incompiuta e sulla quale è in corso un'inchiesta, va commissariata.

Per Stefano Buffagni, capogruppo di M5S Lombardia, e Luca Ceruti, consigliere comunale M5S di Como, "le paratie sono la dimostrazione che la politica di destra e sinistra ha fallito. Nemmeno un bambino che costruisce con i Lego riuscirebbe a dimostrare l'incapacità di cui hanno dato prova i politici comaschi. Sul progetto c'è stata un'approssimazione da dilettanti allo sbaraglio. Ora ci prova pure Maroni a mettere l'opera sotto l'ala protettiva della regione. E' la stessa Lega che era nella Giunta di Como quando si è dato il via a questo pasticcio.

L'opera deve essere commissariata, e i cittadini devono decidere quale progetto possa mettere fine allo scempio per poi affidarla a professionisti seri. Stando ai fatti varrebbe poi la pena dare il coordinamento dei lavori e la loro supervisione a degli "umarells", pensionati che sorvegliano volontariamente i lavori in corso, per non ricadere negli errori del passato. Avrebbero sicuramente più a cuore loro, piuttosto che i politici locali, le sorti del lungolago. Resta la nostra richiesta di dimissioni per il sindaco che aveva promesso di risolvere il problema e ha fallito".

donna incinta

Roberto Maroni ha ammesso che, sul caso di morte per parte di Brescia, gli ispettori del Ministero hanno rilevato "una qualche non perfetta aderenza alle procedure nella vicenda". Per il M5S è necessario fare immediata chiarezza.

"Sul caso Brescia va fatta immediatamente chiarezza e aiuterebbe rendere pubblico il rapporto degli ispettori del Ministero della Salute, che abbiamo richiesto con un accesso agli atti. Tutti i cinque casi occorsi in Italia riguardano grandi e medie strutture ospedaliere. Non condividiamo quindi la scelta della Lombardia di chiudere i punti nascita che non superano i 500 parti all'anno. Il punto nascita è un servizio irrinunciabile per quei cittadini che vivono in periferia o in provincia, spesso in località non sufficientemente servite. Ogni nuovo taglio i servizi ai territori è intollerabile. In questo caso oltre al danno, la beffa: per tagliare i punti nascita ci hanno spiegato che le aziende ospedaliere grandi sono più sicure. La realtà è un'altra e il problema delle morti per parto va affrontato anche garantendo una turnazione del personale tra grandi e piccole strutture e un piano di nuove assunzioni. Gli ospedali sono in carenza di personale e chi fa turni infiniti è più suscettibile di errore. I tagli nefasti alla sanità del Governo Renzi e l'incapacità di Maroni di garantire risorse alla Sanità togliendole a inutili infrastrutture sono il corollario di una politica sanitaria scellerata", così Dario Violi, Giampietro Maccabiani e Paola Macchi, consiglieri regionali del M5S Lombardia.

"Implementare un portale web dedicato in via esclusiva ai fondi europei POR FSE e FESR, orientato alla massima pubblicità e trasparenza delle azioni di sostegno e delle procedure di accesso, delle attività burocratiche e amministrative, della finalizzazione dei fondi e dei risultati pratici ottenuti, anche tramite open data opportunamente aggregati, caratterizzati e integrati al portale", era questa la richiesta contenuta in una mozione del M5S Lombardia presentata dal consigliere regionale Eugenio Casalino e approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia.

La mozione chiedeva di fare piena trasparenza (intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni) sull'uso dei fondi europei, due miliardi di euro a disposizione della Lombardia dal 2014 al 2020.

"Considerata l'entità della somma - ha spiegato Casalino - è oltremodo necessario un impegno superiore della Lombardia in termini di trasparenza dei processi amministrativi anche per meglio veicolare le opportunità di accesso ai fondi per una equa distribuzione nel tessuto economico e sociale regionale. Il voto favorevole del Consiglio regionale è un primo passo verso la realizzazione di una reale trasparenza delle spesa pubblica, che resta ancora un obiettivo molto lontano da raggiungere. E' un fatto che sia il M5S a chiedere e ottenere più trasparenza, tema ancora troppo lontano dalle agende dei politici e dai partiti di governo".

Il Consiglio regionale ha discusso e approvato una mozione del M5S Lombardia sul caso del servizio di mensa scolastica presso il comune di Corsico. Il 7 gennaio scorso il sindaco ha infatti sospeso il servizio mensa per quei bambini i cui genitori non hanno pagato la retta.

La mozione invita la Giunta regionale  a sollecitare gli organi Istituzionali competenti per "dare la possibilità alle famiglie degli studenti lombardi di scegliere se usufruire del servizio mensa oppure permettere di portare il pasto da casa, dando linee guida per la corretta alimentazione e facendone quindi un momento di reale educazione alimentare anche per le famiglie".

Per Paola Macchi, consigliere del M5S Lombardia  e prima firmataria dell'atto: "Il problema è sistemico,  molti Comuni lombardi,  non solo Corsico, hanno accumulato debiti per i mancati pagamenti per il servizio della mensa scolasticaa causa dei costi delle mense in Lombardia insostenibili per molte famiglie ; talvolta arrivano a superare anche i 7 euro a pasto e sia le quote che le fasce Isee relative cambiano da comune a comune . Ambrosoli ha proposto alla regione di sostenere il comune nella riscossione delle quote; una pezza ad un grave problema, di cui si discute da anni, che va affrontato a monte. Al momento è necessario garantire che i bambini possano pranzare a scuola, che non esistano discriminazioni tra chi usa la mensa e chi non può permettersela ma che sia permesso alle famiglie di scegliere autonomamente quale opzione corrisponda meglio alle sue condizioni economiche ed etiche. L'idea di agire perché gli studenti possano scegliere se portare il pasto da casa o usufruire della mensa oltre che accettabile e concreta risulta di gran lunga più economica. In più nessun bambino rischierebbe più di rimanere a digiuno quando il menù proposto dalla mensa scolastica non è gradito. Nella maggior parte degli altri paesi europei questa è la normalità, vissuta con serenità da famiglie e studenti che si vedono riconosciuto il principio della sovranità alimentare personale".

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Il sottosegretario ai rapporti con il Consiglio regionale Ugo Parolo ha risposto a un'interrogazione del Movimento 5 Stelle Lombardia sul conflitto di interesse e incompatibilità di incarichi di Paolo Besozzi, che riveste contemporaneamente la carica di Presidente di Ilspa (Infrastrutture Lombarde) e Amministratore Delegato di Cal (Concessioni Autostradali Lombarde). Il M5S, anche alla luce del recente intervento del Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha chiesto tempi certi per sanare la violazione.

Parolo ha risposto che la Giunta ha chiesto a Besozzi di "chiarire la sua posizione" e che lo stesso Besozzi avrebbe rimesso le deleghe operative in Infrastrutture Lombarde per eliminare lo stato di incompatibilità.

Per il consigliere regionale del M5S Gianmarco Corbetta: "Maroni si arrampica sugli specchi. L'incompatibilità è palese. Che senso ha chiedere a Besozzi di chiarire la propria posizione sugli incarichi che la Regione stessa gli ha conferito? E anche la remissione delle deleghe operative in Ilspa non cambia di una virgola la situazione, l'incompatibilità sta negli incarichi, non nelle deleghe, la legge parla chiaro.

Prendo atto che chi guida la Regione non vuole sanare una palese violazione della legge nazionale, la Severino. Non si tiene conto del principio basilare della prevenzione della corruzione per cui la stessa figura è controllore e controllato allo stesso tempo. Che una Regione come la Lombardia non intervenga con forza per sanare un'illegalità è un insulto bello e buono per tutti i cittadini onesti".

paratie

Il sindaco di Como, Mario Lucini (Pd), e il suo predecessore, Stefano Bruni (Fi), risultano indagati per presunte irregolarità negli appalti per la realizzazione delle paratie di protezione sul lungolago. Il M5S chiede al sindaco un passo indietro.

Per Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia: "Il PD dia per una volta il buon esempio e il sindaco faccia un passo indietro. Le paratie rappresentano un vergognoso spreco di soldi pubblici e un intollerabile esempio di superficialità nella progettazione e nella pianificazione. Sono una ferita aperta per la città, una vera e propria Salerno-Reggio Calabria in salsa comasca. Abbiamo buttato anni e soldi in un progetto inutile, i lavori non sono conclusi e il sindaco risulta indagato".

Per Luca Ceruti, consigliere comunale del M5S Como: "Il sindaco si è preso sulle proprie spalle la responsabilità sul cantiere e da candidato aveva promesso che avrebbe risolto il problema delle paratie. Il progetto doveva essere cancellato a Como non serviva nessun muro. Questo sindaco evidentemente ha fallito, faccia un atto di responsabilità e si dimetta. Il nostro lago e la nostra città meritano di più".

explora

Ai vertici di Explora, la società a partecipazione pubblica che si è occupata di promuovere il turismo durante il semestre di Expo, è stato nominato, nel dicembre 2015, in qualità di direttore generale Giorgio Kindinis.

Per il M5S Lombardia il manager non offre sufficienti garanzie per poter proficuamente dirigere l'ente. Kindinis infatti risulta avere ricoperto il ruolo di amministratore delegato e/o Direttore generale e/o procuratore di diverse imprese operanti nel settore turistico che sono state dichiarate poi fallite e o che si trovano in procedure concorsuali e/o in stato di liquidazione.

L'attuale Direttore Generale di Explora Giorgio Kindinis compare tra i soci fondatori di hall41 (ex bradipo group srl) controllante di numerose società operanti nel settore del turismo tutte dichiarate fallite e o sottoposte a procedure concorsuali (a titolo esemplificativo e non esaustivo: Blal- Hapauvic srl- S9 srl, S9Hs srl- Bradipo travel designer spa - Bradibo srl- Ginnico celeste srl- Camelot srl- ). Anche la società da lui fondata e amministrata Travel Configurator srl e operante anch'essa nel settore del turismo è stata posta in liquidazione, mentre la Blal-Hapauvic srl dove oltre che proprietario è stato consigliere di amministrazione con deleghe è risultata fallita, così come fallita risulta essere anche la B Treviso srl, anch'essa operante nel settore del turismo e anch'essa di proprietà e amministrata dal Kindinis.

Sul caso il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (in allegato) che chiede alla Giunta Regionale le ragioni e l'opportunità della nomina.

Stefano Buffagni e Dario Violi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiarano: "Explora va chiusa immediatamente è l'ennesimo carrozzone che oltre a non aver attratto turisti in Expo, ha lasciato un mare di debiti che la regione ha dovuto coprire con fondi pubblici. Non ci sono risorse e le poche che ci sono le buttiamo in enti che hanno ampiamente dato prova della loro inutilità.

Ma non basta, Maroni e i suoi hanno deciso di acquisire il 60 per cento dell'ente per renderlo un'agenzia turistica in-house del Pirellone e l'Assessore Parolini ne ha promesso un grande rilancio per fare del turismo lombardo un nuovo asset strategico con investimenti per 60 milioni di euro  (tra fondi regionali e europei) nei prossimi tre anni. Attrarre turisti in Lombardia evidentemente è determinante anche nell'ottica della crescita economica, ma davvero si pensa di poterlo fare con un carrozzone e con un manager che ha già fallito persino in società di sua proprietà?

La scelta di nominare un direttore generale con un curriculum che parla da solo non fa che confermare quello che ripetiamo da tempo: Explora è mantenuta in vita dalla politica solo per distribuire poltrone. Per noi la società va chiusa, ma con la scelta fatta temiamo l'obiettivo possa essere il crack gestionale o il fallimento! La meritocrazia e la competenza tanto auspicate dal M5S sono evidentemente disperse. La rimozione dal l'incarico ci sembra il minimo da fare immediatamente. Attendiamo spiegazioni chiare e esaurienti.."

"Il reato di clandestinità è inutile e ingolfa il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine. La cancellazione infatti è stata chiesta dalla magistratura stessa. Maroni e Lega la smettano di combattere contro i mulini a vento e di affrontare un problema delicato come quello dell'immigrazione solo per il proprio tornaconto elettorale" - così Eugenio Casalino, Consigliere Regionale del M5S Lombardia

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"Doveva essere la rivoluzione della sanità lombarda che avrebbe ridotto la lottizzazione politica dei nostri ospedali e premiato il merito, invece è stato solo un grande bluff. Maroni l'illusionista non solo è riuscito nell'impresa di inserire il 99% di nuovi manager riconducibili ai partiti che compongono la maggioranza con un quiz farsa, ma, a riflettori spenti, ha fatto rientrare dalla finestra i bocciati eccellenti con lo stesso stipendio e meno responsabilità. Altro che cambiamento! La sanità in Lombardia è ferma all'era di Formigoni e dei partiti, e a farne le spese saranno ancora una volta i servizi ai cittadini e le casse pubbliche" - così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri M5S della commissione sanità al Pirellone.

sanità

 

 

Bea-Arpa

Il Movimento 5 Stelle Lombardia è venuto in possesso, tramite una richiesta di accesso agli atti ad Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), di tutta la documentazione relativa ai controlli ambientali effettuati negli ultimi 10 anni sull'inceneritore di Desio da cui sono emerse decine di contestazioni e addirittura 6 segnalazioni alla Procura Penale della Repubblica per ipotesi di reato, di cui l'ultima nel 2014.

Tra le varie contestazioni di Arpa, si trovano: l'inosservanza dei limiti, il mancato rispetto delle prescrizioni autorizzative, la scarsa attenzione alle procedure di controllo delle emissioni, le mancate verifiche periodiche dei un sistema di monitoraggio, l'omessa vigilanza sulla gestione dei parametri della combustione con conseguenti picchi di emissioni, l'insufficiente attenzione agli andamenti emissivi, il mancato blocco del carico dei rifiuti, le mancate verifiche delle cause del persistente superamento dei limiti, la violazione del numero massimo di sforamenti ammessi, il monitoraggio non ottimale per alcuni inquinanti, alcune manchevolezze legate al sistema di gestione, l'errata interpretazione del valore limite per un inquinante con conseguente sforamento, l'invalidamento dei dati senza spiegazioni plausibili, i superamenti dei limiti emissivi non comunicati alle autorità competenti, lo spegnimento indebito di un sistema di monitoraggio ed altro ancora.

"E' stato un lungo lavoro di analisi e alla fine ne è uscito un quadro a dir poco allarmante con tantissime contestazioni che non riguardano banali irregolarità formali, ma gravi problemi legati alla corretta gestione operativa del forno. E lo dimostra il fatto che da queste contestazioni sono scaturite ben 6 segnalazioni in Procura Penale della Repubblica per ipotesi di reato. Sei segnalazioni in Procura nell'arco di 10 anni sono un'enormità, ci rendiamo conto della gravità dei fatti?" - così il portavoce regionale del M5S al Pirellone Gianmarco Corbetta.

"Il tutto - continua Corbetta - è avvenuto nel silenzio assordante dei soci (Comuni e Provincia). Erano al corrente di quello che succedeva in Bea? Perché non hanno informato la cittadinanza? E' mancato del tutto il controllo pubblico. Di fronte a questa situazione diventa più che mai urgente avviare un'indagine epidemiologica sulla popolazione residente nei pressi del forno; se ne parla da anni, costerebbe poche migliaia di euro ma non c'è mai stata la volontà politica per realizzarla. Quali effetti ha l'inceneritore sulla salute dei cittadini? Per la politica certe cose è meglio non saperle perché si rischia di mettere in serio pericolo la fusione Bea/Cem, fortemente voluta dal PD brianzolo per tenere in vita per altri 15 anni un inceneritore vecchio, inquinante e del tutto inutile come quello di Desio, in quanto non serve per i fabbisogni di smaltimento della nostra regione. L'impianto andrebbe chiuso subito!"

Dalla documentazione analizzata emerge un ulteriore elemento: per l'anno 2014 Arpa, oltre ad inviare una segnalazione in Procura, ha anche proposto a Regione Lombardia di emettere una diffida nei confronti di Bea per il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione ambientale rilasciata dalla Regione stessa (nello specifico Bea non ha convalidato alcuni dati sulle emissioni di acido cloridico che avrebbero comportato le sforamento dei limiti di legge). Regione Lombardia però non ha emesso alcun provvedimento.

"Per un caso simile riguardo l'inceneritore locale, il mese scorso a Cremona si è scatenato il putiferio e la Regione è intervenuta prontamente con la diffida; in Brianza invece è passato tutto sotto silenzio. Perché? - prosegue Corbetta - E' inaccettabile che la Regione consideri alcuni cittadini di seria A e altri di serie B. Ho già depositato un'interrogazione all'assessore regionale all'ambiente Claudia Terzi per chiedere conto di questa vergognosa disparità di trattamento. Tra i sindaci soci impegnati solo a prolungare la vita di un inutile forno inceneritore che andrebbe chiuso e l'assessorato regionale non pervenuto, il quadro è davvero deprimente ma io non mi arrendo! "

PS- per un'analisi di dettaglio della documentazione Arpa:

http://gianmarcocorbetta.it/2016/01/emissioni-inceneritore-desio-m5s-scopre-decine-di-contestazioni-dellarpa-ipotesi-di-reato-e-mancate-diffide-subito-unindagine-epidemiologica/