Dicembre 2015

 

Campo Base Expo (foto Edilsider)-2

Il 29 dicembre i portavoce M5S Silvana Carcano, consigliere regionale, e Bruno Marton, senatore, già da tempo impegnati nel controllo di tutte le attività riguardanti Expo e post-Expo, hanno incontrato il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni per esporre le proprie preoccupazioni a riguardo la chiusura del sistema di sicurezza informatico antimafia di Expo.


"L'incontro di ieri dal Prefetto - dichiara la portavoce pentastellata in Regione - verteva su due temi: sulla richiesta da noi espressa in consiglio regionale, e approvata all'unanimità, che Arexpo firmasse il prima possibile il protocollo legalità, e sulla chiusura dei sistemi informativi antimafia Siprex e Sigexpo, avvenuta, come si legge sulla stampa, con una lettera del dott. Sala al Comune e alla Prefettura. L'incontro ha evidenziato, ancora una volta, che i temi della gestione dell'Expo e del Dopo Expo sono stati trattati in maniera separata come fossero due momenti distinti tra loro e non parti di un unico processo.
Facciamo un passo indietro per far chiarezza sulla questione. Tra il 2012 e il 2013 le società appaltanti gravitanti intorno al "mondo Expo", tra cui Expo stessa, Metro 5 Spa, CAL e Infrastrutture Lombarde Spa, sottoscrivono il Protocollo Legalità (a titolo d'esempio, Expo Spa firma il 13 febbraio 2012, a luglio 2012 la TEM Spa, a dicembre 2013 la tratta Zara-Expo, e via dicendo). Per rendere concreti i protocolli legalità, e rispondere a quanto previsto dalle Linee Guida, la Prefettura di Milano e le 9 stazioni appaltanti promuovono la realizzazione di piattaforme informatiche che assicurino la raccolta di ogni informazione utile per i controlli antimafia, per il corretto tracciamento dei flussi finanziari di ogni azienda attiva intorno al "mondo Expo" e, al contempo, per il monitoraggio dei diversi cantieri, al fine di realizzare la massima trasparenza della fase esecutiva degli appalti, la più delicata, e di conferire la massima efficacia agli interventi di accesso nei cantieri da parte del Gruppo Interforze Centrale (GICEX). Expo realizza, per il sito espositivo e per le Vie d'acqua, il sistema Sigexpo.
Nove piattaforme diverse per le 9 stazioni appaltanti. Che rendevano complesso e articolato il lavoro della Prefettura milanese, nodo centrale dei controlli. Arriva, dunque, in soccorso, il progetto Siprex, per la realizzazione di una piattaforma integrata che raccoglie e uniforma i nove sistemi informativi e che diventa il sistema di gestione unico in capo alla Prefettura per tutti i cantieri Expo di tutte le informazioni operative, economico finanziarie e di gestione delle diverse stazioni appaltanti.
Nello stesso Piano d'azione Mafia Free, all'articolo 4, in capo ad Expo, si legge l'impegno, tra gli altri, di coordinare l'implementazione della piattaforma Siprex per renderla fruibile da parte della Prefettura di Milano, come strumento per svolgere un controllo coordinato sulle opere connesse all'evento, appaltate anche da soggetti diversi dalla società Expo Spa.
Nessun riferimento ad una scadenza temporale del progetto Siprex. Se non, immaginiamo, al termine della società Expo Spa, prevista per giugno 2016.
E invece scopriamo con nostra sorpresa che i due sistemi informatici hanno scadenza il 31/12/2015. E con una lettera di fine novembre, il dott. Sala chiarisce che dal primo gennaio 2016 entrambi i sistemi informatici cesseranno di funzionare: Expo non inserirà più nessuna nuova informazione nel sistema informativo Sigexpo, nonostante l'area di Expo sia tornata ad essere un cantiere attivo per le attività di smantellamento del sito, e Siprex, sviluppato dalla società Expo, non farà più quell'attività di raccordo di tutte le piattaforme per tutte le stazioni appaltanti.
Chiariamo: il patrimonio informativo dei dati raccolti sin d'ora viene mantenuto e trasmesso alla Prefettura, ma ora non è più possibile aggiungere in Sigexpo informazioni su nuove aziende che opereranno nel cantiere. Così come non è più possibile far convogliare i dati di tutte le nove stazioni appaltanti in un unico database integrato presso la Prefettura.
Quindi?
Expo ha risolto il problema Sigexpo "customizzando" il sistema APEM, realizzato dalla società Aster e utilizzato per monitorare gli accessi nel sito espositivo durante i 6 mesi della manifestazione, trovando più conveniente questa personalizzazione rispetto ad un prolungamento di Sigexpo fino a fine giugno 2016, aggiungendo in APEM anche quei dati che serviranno alla Prefettura per i controlli antimafia.
Rimane il peggioramento in capo alla Prefettura milanese che non potrà più avere quella semplificazione con un unico contenitore al posto di nove. L'attività di controllo sarà più faticosa, non meno puntuale, e ha obbligato la stessa Prefettura a rimediare a questa carenza con le forze interne. A titolo d'esempio, anziché convogliare le informazioni alle Forze dell'ordine attraverso Siprex, la prefettura effettuerà quest'attività con un sistema di PEC, di catalogazione e protocollazione per l'assegnazione precisa e puntuale agli uffici delle Forze dell'ordine di competenza. Sforzi decisamente maggiori. Che ci interrogano su come sia possibile che i controlli antimafia non siano mai prioritari per un Governo o una Regione sempre pronti a stanziare soldi per Fondazioni private o progetti Fast Post Expo di dubbia importanza, e che non valutano con la stessa prontezza l'ipotesi di investire dei soldi per prolungare i controlli antimafia fino al termine del giugno 2016.
A fronte, quindi, di un aggravio dell'attività di controllo in capo alla Prefettura, ci interroghiamo poi sul motivo per cui nel Piano d'azione Mafia Free non sia stata inclusa anche Arexpo, che, come ormai noto, svolgerà una parte consistente delle attività di smantellamento del sito. Perchè abbiamo dovuto chiedere noi, con atti di indirizzo politico in aula, che Arexpo sottoscrivesse il Protocollo legalità? Perchè abbiamo dovuto chiedere l'applicazione concreta di quella mozione, sollecitando il Prefetto a far firmare quel Protocollo il prima possibile, visto che ancora nulla si è mosso? Perchè dobbiamo inseguire la modalità con cui Arexpo inserirà le informazioni che Expo inseriva in Sigexpo e ora in APEM? Arexpo realizzerà un nuovo sitema informatico o comprerà APEM da Expo? Come proseguiranno nel dismantling in capo ad Arexpo i controlli antimafia e la tracciabilità delle attività di cantiere avvenuti nella fase del cantiere Expo?
Ancora una volta, il punto su cui ci siamo impantanati è il dopo Expo. Perchè nessuno ha coordinato sin dall'origine Expo e dopo Expo come un progetto unico, suddiviso in fasi, includendo sin dall'inizio anche la società Arexpo?
Purtroppo le conseguenze di questa miopia delle istituzioni, che hanno pensato solo ed esclusivamente alla fase Expo, ha conseguenze e costi che ricadono su tutti. O siamo solo noi quelli che "pensano male"?Eppure è di ieri la notizia che Regione Lombardia ha assegnato ad Arexpo ben 50 milioni di euro per gestire la fase transitoria dei cantieri. Tutti pronti a finanziare Arexpo, ma tutti attenti a non disturbarla nei suoi doveri?
Subito dopo le Feste natalizie, torneremo a ribadire con forza queste domande, nella speranza che Arexpo non sia più una società sempre tenuta nascosta (e per quale motivo poi?) ma che la responsabilità di ciò che le spetta inizi ad essere rispettata. A noi piace la trasparenza... siamo fatti così."

Silvana Carcano - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Besozzi2

La mozione urgente che abbiamo presentato oggi in consiglio regionale è stata rimandata perché considerata non abbastanza urgente.

Chiedevamo che si intervenisse al più presto per sanare il conflitto di interessi, già sollevato - di fatto - dall'Autorità Anticorruzione, insito nel doppio incarico di Paolo Besozzi, contemporaneamente Presidente di Ilspa (Infrastrutture Lombarde) e Amministratore Delegato di Cal (Concessioni Autostradali Lombarde). In pratica una società "controllore" dell'altra.

Evidentemente, ripristinare la legalità intervenendo su una questione di così stretta attualità politica non è una priorità del consiglio regionale. Ne prendiamo atto, ma non desistiamo.

Chiediamo a Maroni di intervenire al più presto per sanare l'incompatibilità di questi incarichi affidati a una sola persona, rispettando i principi che stanno alla base della prevenzione della corruzione.

Maroni non sente l'urgenza di far rispettare la legge in Lombardia?

controlli-+-prefetto

Domani, 29 dicembre, i portavoce M5S Silvana Carcano, consigliere regionale, e Bruno Marton, senatore, già da tempo impegnati nel controllo di tutte le attività riguardanti Expo e post-Expo, incontreranno il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni per esporre le proprie preoccupazioni a riguardo.

In particolare i rappresentanti del Movimento 5 Stelle intendono approfondire il tema antimafia, avendo appreso, come riportato dalla stampa, che il sistema di sicurezza informatico antimafia di Expo non è più in funzione. Il rischio è che dal primo dicembre nessuna nuova azienda che acceda agli spazi dell'esposizione venga più controllata per mezzo della piattaforma che ne avrebbe analizzato la "pulizia" e certificato l'estraneità a eventuali organizzazioni criminali.

"Lo smantellamento dell'area Expo prevederà l'impiego di aziende di smontaggio e movimento terra, settori che sappiamo essere più di altri a rischio infiltrazioni" affermano i portavoce M5S "per questo, come nostra abitudine, vorremmo verificare lo stato attuale dei fatti e capire se il peggioramento dei controlli antimafia sia imputabile al commissario Sala o ad altri."

Besozzi

Il 24 dicembre scorso alcuni organi di stampa hanno dato notizia dell'intervento del Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, dottor Raffaele Cantone, in merito alla natura giuridica di Cal (Concessioni Autostradali Lombarde), da considerarsi ente privato in controllo pubblico da parte di Regione Lombardia, con conseguente manifestazione di incompatibilità - in base alla legge Severino - delle cariche ricoperte dal dott. Paolo Besozzi, che riveste contemporaneamente la carica di Presidente di Ilspa (Infrastrutture Lombarde) e Amministratore Delegato di Cal.

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione urgente per chiedere al Presidente Maroni di sanare l'incompatibilità e ripristinare il pieno rispetto della legge.

Per Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia: "E' del tutto evidente l'insanabile conflitto di interessi di Besozzi, che ricopre un ruolo di vertice di due enti controllati dalla regione, uno che vigila sull'operato dell'altro. Come nella sanità, anche in tutto il sistema delle partecipate regionali Maroni applica la logica delle spartizioni delle poltrone per appartenenza politica; che però almeno rispetti la legge sull'incompatibilità tra gli incarichi che affida! Non è tollerabile che non vengano considerati i principi basilari per la prevenzione della corruzione. Per questo motivo domani in consiglio regionale presenteremo una mozione urgente per sanare questa incompatibilità e ripristinare al più presto il pieno rispetto della legge. Besozzi deve essere rimosso".

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A maggio del 2015 avevamo denunciato la scandalosa parentopoli che era diventata FNM (Ferrovie Nord Milano), l'azienda del trasporto pubblico ferroviario lombardo controllata dalla Regione Lombardia (58%) e partecipata dalle Ferrovie dello Stato (14%) oltre che dai Gavio. Dopo la nostra segnalazione iniziarono a cadere le teste e nemmeno un mese dopo, indagato dalla magistratura per truffa e peculato, il presidente Norberto Achille diede le dimissioni, e con lui il Presidente del Collegio Sindacale Belloni. All'apice dello scandalo partecipammo all'assemblea dei soci di fine maggio insieme a Beppe Grillo chiedendo un'azione di responsabilità verso il management, un audit sull'operato, le spese ed i benefit dell'intero collegio sindacale, la restituzione dei premi ricevuti dai manager dell'azienda, che non fosse data nessuna buonuscita ad Achille e, in generale, un inversione di marcia nella gestione di una partecipata che era diventata un il bancomat di manager indegni e ufficio di collocamento per la politica. Invece, come riporta un articolo di denuncia di Lettera 43, di cui di seguito vi riportiamo un estratto, dopo lo scandalo, quando le luci dei riflettori si sono spente, il vizio di assumere parenti rimane e la vecchia guardia, che era stata cacciata dalla finestra, è rientrata dalla porta principale!

"IL RITORNO DEL BRACCIO DESTRO DI BIESUZ. Qualche giorno fa in un Ordine di servizio interno è stato rinominato capo della pianificazione e controllo il ciellino Enrico Bellavita, ex numero due di Trenord in era Biesuz, il manager senza laurea, travolto dal crac Urban Screen.
Factotum e uomo di fiducia proprio di Biesuz, Bellavita - che gestì per anni i conti della società e soprattutto gli acquisti - fu mandato in Nord Cargo (sempre società del Gruppo Ferrovie Nord ora diventata Db Schenker Rail) da un altro ex amministratore delegato, ovvero Luigi Legnani. Ma dopo due anni, appunto, è ritornato. Alle spalle ha la responsabilità - dal momento che era il capo dei sistemi - del 'naufragio del progetto Goal Rail' di Trenord, che nel dicembre 2012 lasciò a piedi per settimane migliaia di cittadini.

IL NIPOTE DEL VECCHIO CAPO DEL PERSONALE. Insomma, più che la svolta la restaurazione, suggeriscono tra i corridoi di piazzale Cadorna.
Non solo. Allo stesso tempo si è approfittato dell'occasione per nominare dirigente un altro "della prima ora". Matteo Quaretti, già nelle risorse umane del gruppo, è diventato capo della gestione del personale di Ferrovie Nord Milano.
Nulla di male se Quaretti non fosse nipote di quel Felice Orsi, già direttore del personale di Fnm dieci anni fa e direttore del personale di Nord Cargo.

L'ADDIO DI CHI DENUNCIÒ LE SPESE PAZZE DI ACHILLE. Insomma, il gioco dei quattro cantoni coi soliti nomi. Nel 2016 certe cariche sono ancora ereditarie, con buona pace della trasparenza, della legge 231 e delle nomine di partenti e amici che tanto hanno nuociuto alla un tempo gloriosa società lombarda e che hanno portato alla fine dell'era Achille. Se questa è la svolta impressa da Gibelli e soci allora - ci si domanda in piazzale Cadorna - cosa sarebbe stata la continuità?
È proprio di questi giorni la notizia, data dal Sole24Ore, del trasferimento di Andrea Franzoso, l'ex ufficiale dei carabinieri e componente della struttura di internal audit di Fnm che denunciò la vicenda spese pazze di Achille, con l'utilizzo improrio di carte di credito e automobili per 600 mila euro. Fu quello che fece scoppiare l'inchiesta della procura di Milano. Ora non potrà più farlo."

 

 

E' stato approvato in Consiglio Regionale  l'odg del M5S al Bilancio 2016 presentato dal portavoce Andrea Fiasconaro che chiede alla giunta di investire sul miglioramento della linea ferroviaria Mantova - Milano, che troppo spesso vede i pendolari viaggiare in condizioni pessime, al freddo d'inverno e al caldo torrido d'estate.

E' stato approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale l'ordine del giorno del M5S che chiedeva alla giunta risorse da implementare al milione di euro che i portavoce del MoVimento 5 Stelle raggiungeranno il prossimo aprile con le restituzioni dei loro extrastipendi (quei privilegi a cui gli altri partiti non vorranno mai rinunciare!) per l'istituzione di un fondo regionale per il microcredito.

"Questo significa lavora per i cittadini. La politica deve e può fare di più, è questa ne è la dimostrazione. Con questo provvedimento grazie ai fondi e alla pressione politica del M5S dal 2016 le start up e tutte le piccole attività potranno contare su un fondo regionale per sostenere i loro investimenti."

Stefano Buffagni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

10 regioni italiane, tra cui la Lombardia, hanno deliberato una proposta di referendum per permettere ai cittadini di esprimersi sul decreto Sblocca Italia del governo, che prevede pericolose e dannose attività di trivellazione e stoccaggio gas nelle regioni interessate.

Con il nostro ordine del giorno al bilancio, il M5S ha ottenuto dalla giunta l'impegno a promuovere nei territori il referendum in modo da informare nel migliore dei modi i cittadini!

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia ha votato contro il bilancio regionale dei tagli e degli sprechi. Le risorse per l'ambiente, la qualità dell'aria, il rischio idrogeologico e le aree verdi sono insignificanti. Sono insufficienti i finanziamenti al trasporto pubblico locale, alle strutture sanitarie e gli investimenti per garantire innovazione nella sanità pubblica. Questo bilancio difende persino la mala gestione di ALER Milano con una proroga del piano di risanamento che costringe gli inquilini a vivere nel degrado", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia.

"Certo nel bilancio ci sono, come abbiamo preteso - continua Buffagni -  le risorse per il reddito di cittadinanza. Anche qui però non è abbastanza: andava ampliata la quota finanziata e la piattaforma dei beneficiari, troppe famiglie non arrivano a fine mese mentre Maroni pensa solo a buttare soldi in inutili infrastrutture".

"E' stata una due giorni di discussione di livello imbarazzante, tra propaganda contro i profughi e telefoni verdi antigender. Abbiamo presentato diversi emendamenti  e ordini del giorno e contestato, con mascherine antismog, le politiche regionali inesistenti per la riduzione dell'inquinamento. Con il nostro lavoro abbiamo almeno limitato i danni di un bilancio che peggiorerà la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo, per esempio, ottenuto il pieno finanziamento del Piano di interventi per la qualità dell'aria (PRIA) e approvata la costituzione del fondo per il microcredito, fondo nel quale abbiamo già versato il nostro extra stipendio, obiettivi che riteniamo strategici. La Lombardia, grazie alle nostre sollecitazioni, si orienterà a sostenere la campagna referendaria nazionale contro le trivelle. Arriveranno poi fondi a Bergamo, Mantova e Pavia per le infrastrutture e i trasporti, la tangenziale sud di Verdello, l'efficientamento della linea ferroviaria Mantova-Milano e il Ponte delle Barche.  La Regione Lombardia finanzierà finalmente la nuova sala operatoria alla Mangiagalli e avvierà la sperimentazione di un servizio di baby sitter condivisa", conclude il capogruppo del M5S Lombardi

AMBROSOLI DEF

Umberto Ambrosoli, leader del centro-sinistra in Regione Lombardia, ha twittato alle ore 19: "Nella squadra di Beppe Sala per la Milano di domani. #Milano2016 #NoiMilano".

Il politico, al contempo risulta presente ai lavori del Consiglio regionale che sta discutendo il Bilancio 2016. Ora! E siamo ancora in aula!
"Evidentemente ha il dono dell'ubiquità, riesce  a essere sia a fianco del candidato del PD Sala per la campagna elettorale che in Consiglio regionale. Eppure, al momento in Consiglio regionale non c'è. Ci risulta che abbia fatto in giornata una comparsata per dettare al PD la linea sull'agenzia dei controlli della sanità per poi dedicarsi alla campagna elettorale di Sala", così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia.
"Da Ambrosoli ci saremmo attesi più rispetto per la carica per cui è stato votato. E chi lo ha sostenuto merita spiegazioni per questo atteggiamento da politico della prima repubblica.", conclude.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato un ordine del giorno di Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che ha chiesto alla Giunta di impegnarsi ad appostare ed erogare in tempi stretti le risorse necessarie per la riqualifica e messa in sicurezza del Ponte delle Barche di Bereguardo.

Nanni dichiara: "Nel 2014 presentai una risoluzione che fu approvata dal Consiglio Regionale all'unanimità con l'impegno di stanziare fondi per la riqualifica del Ponte in Barche. A oggi, l'impegno è stato onorato solo parzialmente.

Grazie al nostro ordine del giorno, approvato oggi in seduta di bilancio, la Giunta si è impegnata a erogare la parte restante del finanziamento e ad individuare specifici finanziamenti per l'attivazione di misure efficaci di controllo e monitoraggio del Ponte per impedire l'accesso e la circolazione sul ponte di veicoli pesanti. Proprio in questi giorni, il Ponte ha subito gravissimi danni a causa del passaggio sconsiderato di mezzi pesanti che non hanno alcun rispetto del bene comune. Onde evitare di vanificare tutto il lavoro fatto sinora, l'Assessore al bilancio ha assicurato investimenti certi in videosorveglianza e misure di controllo adeguate. Non mancheremo di vigilare affinché questo nuovo impegno regionale sia tradotto in fatti. Certo è che il nostro pressing in Regione ha ottenuto un altro risultato a favore del miglioramento della viabilità sul territorio pavese"

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"E' stato insabbiato dalla stessa maggioranza l'infame emendamento della Lega Nord che sprecava 50 mila euro pubblici per attivare un call center a scopo sostanzialmente delatorio che fomenterebbe pregiudizi e l'omofobia. Fortunatamente, dopo gli spottoni leghisti di questi giorni sui giornali,  il familismo integralista lombardo non ha portato a casa nessun risultato. Evidente che su questi temi la Lega stessa al suo interno è spaccata. Oltre 10 leghisti erano pronti a votare contro. Il capogruppo Romeo oggi in Aula ha dovuto ritirarsi in buon ordine dopo l'espresso invito dell' Assessore Garavaglia a cancellare l'emendamento. La Lega ha venduto ai giornali la pelle dell'orso, prima di portarla a casa, trovandosi in mano un pugno di mosche. E' stato imbarazzante l'intervento dell'Assessore Cappellini che ha dichiarato che questo call center sarà attivato a gennaio, peccato che non sia stato appostato alcuno stanziamento in bilancio. Bugie su bugie, incoerenza e scarsa serietà. La Lega continua a rendersi ridicola, nemmeno il Presidente Maroni ha il coraggio di avallare certe iniziative così palesemente ignobili e incostituzionali" così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia.

 

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"Il PD Lombardia è falso come Renzi, ha sempre chiuso gli occhi sugli scandali nella sanità formigoniana, dalla Clinica Santa Rita, alla Maugeri al San Raffaele, e ora mette le mani sull'agenzia dei controlli che esiste solo grazie al Movimento 5 Stelle. Avevamo l'opportunità di avere in Lombardia un ente di controllo terzo e indipendente dalle logiche politiche.

Il PD si dimostra il miglior alleato di Maroni estromettendo l'unica opposizione, cioè il Movimento 5 Stelle, dalla stessa agenzia che ha voluto ed ottenuto con l'ostruzionismo alla riforma sanitaria. Evidentemente hanno paura di chi ha le mani libere e può controllare davvero.

Il PD non é evidentemente riuscito a digerire che grazie al nostro pressing ha dovuto rinunciare a nominare degli impresentabili legati al sistema formigoniano ed a Forza Italia. Evidentemente respingono la coerenza, la trasparenza e la nostra forza di  non farci comprare dal sistema: noi lavoriamo solo nell'interesse dei cittadini e non dei partiti. Il Pd predica bene e razzola malissimo; condanna chi ragiona con logiche di "spartizione" per poi comportarsi peggio.

Dopo aver mentito agli elettori anche sugli stipendi che si tengono lautamente, si dimostrano degni apostoli del sistema Renzi. Da oggi in poi, qualsiasi scandalo nella sanità Lombarda sarà colpa e responsabilità del PD considerato che con queste nomine il Partito Democratico è il miglior scudiero di Maroni", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, sulle nomine nell'agenzia dei controlli della Sanità.

"Siamo molto soddisfatti dell'impegno che abbiamo strappato alla giunta Maroni: verranno garantite le risorse per la ristrutturazione della sala parto della Mangiagalli, l'ospedale che ha fatto nascere generazioni di milanesi e che potrà continuare a farlo al meglio grazie al M5S" così, Stefano Buffagni, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia, ai margini della discussione sul bilancio regionale 2016.

mangiagalli

Il M5S Lombardia ha votato contro il collegato 2016 al bilancio: una legge, quest'ultima, tutta basata su deroghe alla legge e proroghe di piani e concessioni effettuati dalla Giunta in modo unilaterale, senza consultare le Commissioni consiliari competenti. Nessuna assunzione di responsabilità da parte della Giunta, che - con questo collegato al bilancio - ha fatto ricadere sul cittadino i costi di scelte politiche fallimentari. In particolare, abbiamo denunciato tre macroscopiche criticità che Giunta e maggioranza hanno approvato e che avranno gravi ripercussioni sui cittadini lombardi:

- estensione della concessione della gestione dell'infrastruttura ferroviaria a FerrovieNord, concessione che passa da 20ennale a 60ennale! Con un battito d'ali, si consente a un'azienda ben poco trasparente e piuttosto restia ai controlli da parte dei consiglieri regionali, di continuare a gestire l'infrastruttura ferroviaria nonostante in questi anni non sia stata in grado di soddisfare le esigenze dell'utenza lombarda;

- possibilità per gli enti locali o le aziende TPL di aumentare le tariffe in deroga al regolamento regionale n.4 del 10 giugno 2014: anche questo è un abile escamotage per far ricadere sull'utenza i costi di una gestione spesso inadeguata del trasporto pubblico locale, facendone pagare le spese a chi usa i mezzi pubblici;

- proroga del Piano di Risanamento di ALER Milano che, da tre, passa a cinque anni con proroga del piano straordinario delle vendite e slittamento dei tempi di restituzione da parte di ALER MIlano dei 30Mln di euro erogati da Regione Lombardia. Questo piano di risanamento fa acqua da tutte le parti, sarà destinato a future proroghe e costanti iniezioni di danaro pubblico che ALER Milano non sarà MAI in grado di restituire. La nostra ricetta prevedeva la riorganizzazione totale del management e un rigido sistema di controlli: ma niente di tutto ciò è stato effettuato.

Iolanda Nanni - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

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Il M5S Lombardia ha depositato oggi 21 dicembre la terza interrogazione (scarica qui), a prima firma della Consigliera Regionale Iolanda Nanni, che chiede alla Giunta di adoperarsi affinché il progetto dell'inceneritore di Retorbido venga bocciato.

Iolanda Nanni dichiara: "Premesso che non esistono impianti industriali incentrati sulla tecnologia della pirolisi, e che quelli esistenti in passato, in Europa, sono stati tutti chiusi in quanto potenzialmente dannosi per la salute umana, nella nostra nuova interrogazione ho posto l'attenzione sulla natura sperimentale del progetto di Retorbido che deve essere assoggettato all'iter autorizzativo previsto dalla legge per impianti sperimentali, ben diverso e distinto da quello attualmente in corso che, pertanto, è inficiato da un grave vizio di forma. Il carattere sperimentale è avallato dal fatto che la IET, società proponente, dovrà importare interamente la tecnologia dal Giappone dove, unico al mondo, esiste un impianto di pirolisi all'interno di un'acciaieria grande cinque volte l'ILVA e di cui non abbiamo dati e rilevazioni sull'impatto sulla salute e l'ambiente. La "sperimentalità" è data inoltre dal fatto che l'impianto che si vorrebbe costruire a Retorbido differisce persino da quello giapponese, quindi costituirebbe un unicum a livello mondiale!"

Per casi come questo, la legge italiana, proprio a tutela della salute e dell'ambiente, prevede un iter autorizzativo ben diverso e sostanzialmente differente rispetto a quello che incautamente sta applicando Regione Lombardia. E' necessario prima creare un piccolo impianto sperimentale da monitorare per almeno due anni, e solo dopo averne accuratamente vagliato gli effetti su salute e ambiente, sarà possibile valutare la possibilità di realizzarne un impianto industriale di grandi dimensioni. Invece Regione Lombardia ha aperto un iter autorizzativo alla cieca, in barba alla normativa sugli impianti sperimentali: questo a nostro parere costituisce un gravissimo vizio di forma che inficia di per sè l'intero iter. Il paradosso è che Regione Lombardia, da una parte, avvia un iter ordinario per impianti industriali di pirolisi, con ciò avallando il proprio favore a detta tecnologia, senza aver previamente effettuato alcuna prova sperimentale in piccola scala degli effetti di tali tipi di impianto, dall'altra, contestualmente, ammette la propria ignoranza sulla pirolisi,  nominando - proprio a seguito della nostra seconda interrogazione -  cinque "esperti" che dovrebbero studiarne sulla carta gli effetti, senza aver alcun dato empirico su cui basare le proprie valutazioni. Regione Lombardia non sta tenendo affatto in considerazione la salute dei cittadini e lo scempio ambientale che si produrrebbe sul territorio dell'Oltrepo' Pavese, vocato alla viti-vinicoltura, all'agricoltura e al turismo, con ricadute gravissime anche sull'economia e sul comparto immobiliare."

falk sondrio

L'approvazione del progetto di insediamento produttivo nell'area ex Falck da parte della Provincia di Sondrio e della Comunità Montana di Valchiavenna era prevedibile, è anche conseguenza della nuova legge sulla Province, approvata dall'attuale governo, in cui presidente e consiglieri non sono eletti da nessun cittadino e non devono rendere conto delle proprie scelte direttamente ai cittadini. Nessun sussulto, neppure dalle minoranze e così il progetto, fortemente voluto dalla Lega Nord, ha avuto il via libera dagli enti intermedi.

Ora non resta che confidare nella responsabilità dei consiglieri comunali di Novate Mezzola, loro sì eletti direttamente dai cittadini, affinché rispettino le aspettative dei cittadini. Confidiamo anche nel Sindaco che, come responsabile delle condizioni di salute dei propri cittadini, non può rinnegare le proprie scelte di pianificazione fatte solo pochi anni fa.

Domani sarà discusso in Consiglio Regionale l'ordine del giorno del M5S al bilancio di previsione di Regione Lombardia, che , se applicato dalla Giunta, permetterebbe di recuperare da subito 10 milioni di euro, derivanti dal canone aggiuntivo dovuto per le proroghe della prosecuzione temporanea di 5 concessioni idroelettriche di A2A ed Edison, scadute già dal 2010. La proposta prevede di destinare interamente tali fondi per la bonifica dell'area ex-Falck, senza incidere in alcun modo sul bilancio della Regione e degli Enti locali. Tali fondi dovevano essere incassati in questi 5 anni, in base a ben precise leggi regionali, ma è incredibile come le Giunte Formigoni e Maroni abbiano potuto concedere queste proroghe, vincolandole al pagamento di canoni aggiuntivi, senza mai determinarne l'importo e riscuoterlo e concedendo così un grosso favore a queste società.

Inoltre, la situazione delle concessioni idroelettriche in provincia è tale da poter facilmente preventivare ulteriori entrate annue, derivanti da questi canoni aggiuntivi, sia per altre concessioni già scadute e in regime di prosecuzione temporanea, sia per le concessioni in scadenza nei prossimi anni. A regime avremmo 6 milioni di € annui da destinare alla bonifica dell'area ex-Falck, fondi che si sommeranno agli arretrati da riscuotere subito. Queste entrate, in attesa che le autorità fissino i criteri per l'assegnazione degli impianti mediante gara, garantiscono senza ombra di dubbio la fattibilità economica della bonifica integrale dell'area ex-Falck di Novate Mezzola, con le migliori e più efficaci tecnologie a disposizione, mai applicate in Lombardia e che il M5S sta studiando da altre Regioni dove sono state applicate.

Ecco perché, adesso che sono stati reperiti i fondi necessari, chiediamo che non sia apportata alcuna variante al PGT comunale di Novate Mezzola: la destinazione d'uso di quell'area che si affaccia sul lago deve rimanere verde e turistico-ricettiva. Sarebbe davvero una beffa bonificare un'area di quelle dimensioni e con quel potenziale attrattivo-turistico, per poi condannarla ad un nuovo insediamento produttivo, sottraendola alla collettività.

Eugenio Casalino - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

il segreto

"I conti di Expo sono un ultrasegreto. E le cifre diffuse ieri dal candidato sindaco del PD Sala eludono il tema dei biglietti venduti. Sono cifre che non dicono nulla su come sia andata realmente un'esposizione che hanno pagato i cittadini di tasca propria", così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia. "Non ci sorprende che il PD allenato a nascondere nelle tenebre la realtà, mandi avanti un candidato con questo curriculum . E se questo è il buongiorno che ne sarà dei conti e dei problemi di Milano con un sindaco di questa risma? Sala ha il dovere di rendere trasparenti i bilanci di Expo. Non vorremmo scoprire buchi e voragini che impatteranno sullo sviluppo di Milano e della Lombardia nei prossimi decenni", conclude Carcano.

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Questa mattina i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia si sono presentati nell'aula del Consiglio regionale indossando una mascherina antismog con sopra disegnato un teschio ed esposto cartelli per contestare l'assenza di politiche regionali, e risorse nel bilancio in discussione oggi e domani, per la riduzione delle emissioni inquinanti.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "E' in atto una strage silenziosa, 10800 lombardi muoiono ogni anno per il PM2,5. E' un problema gravissimo e che dovrebbe essere prioritario nell'agenda politica di tutte le istituzioni, ma che non viene mai considerato se non nei casi di emergenza  e per pochi giorni. La nostra protesta vuole sottolineare l'inerzia di regione Lombardia che sta facendo troppo poco e non investe quanto serve per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo. Serve urgentemente, per esempio, un piano pluriennale di investimenti e politiche strutturali durature regionali e sovra regionali. Il fallimento delle politiche antismog in Lombardia è il fallimento delle politiche di mobilità efficiente. Manca da trent'anni un piano strategico di mobilità, si insiste solo sulla costruzione di autostrade inutili. Occorre che il trasporto pubblico diventi la scelta più conveniente e rapida per i cittadini e non sia una soluzione di serie B rispetto alle auto. Serve anche intervenire massicciamente sulla mobilità elettrica e sull'efficientamento energetico degli edifici, anche sostituendo le vecchie caldaie. Tutti devo capire che d'inquinamento la gente muore e non possiamo occuparcene solo nei momenti di emergenza".

La regione ha un Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell'Aria (PRIA) che, oltre a prevedere misure insufficienti, non viene nemmeno finanziato per intero. Per questo motivo, nel bilancio di previsione in discussione oggi in Consiglio Regionale, presenteremo un ordine del giorno per reperire almeno i fondi per le misure già previste dal Pria e mai realizzate", conclude Gianmarco Corbetta.

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Ci sono tantissime persone che vivono in difficoltà e sotto la soglia di povertà, persone che non riescono ad arrivare a fine mese. In televisione Salvini è sempre pronto ad annunciare grandi interventi per aiutarle e poi puntualmente sparisce, come nel caso di Anna Bolzoni.

Come riporta la sua stessa testimonianza, gli unici che si sono messi realmente a disposizione di Anna sono i ragazzi del MoVimento 5 Stelle che, senza incarichi, fuori dai palazzi dell'istituzione, hanno preso a cuore il problema dimostrando cosa vuol dire essere una comunità.

Salvini è ora che la finisca di andare in televisione a raccontare frottole, a gettare fumo negli occhi di cittadini già feriti dalle loro drammatiche situazioni. Perché le bugie hanno le gambe corte, e questa ne è l'ennesima dimostrazione.

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"Grazie alla presenza di una vera opposizione in Consiglio regionale si cominciano a vedere i primi risultati, anche se insufficienti. Il nostro ostruzionismo ha consentito la mancata nomina di qualche impresentabile alla direzione delle strutture sanitarie. La Sanità lombarda avrebbe bisogno di un taglio netto col passato, invece sono state fatte scelta nel solco formigoniano che non danno garanzie per una gestione totalmente nell'interesse dei lombardi. È evidente la continuità con il passato anche nella lottizzazione politica delle poltrone apicali con una significativa variazione: gli uomini del Celeste si sono solo tinti di verde Lega con CL.", così Stefano Buffagni, Paola Macchie Dario Violi, consiglieri regionali del M5S Lombardia, sulle nomine dei nuovi direttori della Sanità.

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Finalmente!
E' il caso di affermare con soddisfazione e respirando, alla buon'ora a pieni polmoni, la "cava di prestito" TEEM è dismessa. Una vittoria dei cittadini, una vittoria per l'ambiente delle città di Melzo e Truccazzano.

Facciamo ordine. Per la realizzazione del manufatto di TEEM (Tangenziale Est Esterna Milano) tra i comuni di Melzo e Truccazzano è sorta una "cava di prestito". Un impianto per la produzione del bitume necessario alla costruzione dell'opera. Sin dai primi giorni di cantiere i cittadini più esposti delle due realtà locali hanno dovuto sopportare i frutti nefasti e le emissioni odorose di tale impianto.

Miasmi e cattivo odore sin dalle prime ore del giorno e una poco rassicurante colonna di fumo dalla ciminiera, ben visibile anche a considerevole distanza. Per mesi sono fioccate centinaia di segnalazioni sia dai cittadini dei quartieri più coinvolti di Melzo e Truccazzano, dagli studenti delle scuole medie di via Mascagni e dai lavoratori della zona industriale di Truccazzano.

Insieme agli attivisti di Melzo si muove anche il consigliere comunale di Truccazzano del Movimento 5 Stelle Pier Paolo Motta che ha fornito un costante supporto sulla questione con interrogazioni al consiglio comunale e un'attività di informazione e raccolta segnalazioni presso la cittadinanza di Truccazzano.
Sollecitati dai cittadini, gli attivisti 5 Stelle di Melzo hanno sottoposto in Regione il caso al Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta.

Il Consigliere Corbetta si è attivato presso ARPA e ASL chiedendo una verifica delle esalazioni. Corbetta ha inoltre più volte sollecitato inutilmente l'intervento diretto del Sindaco di Melzo Antonio Bruschi per la tutela della salute dei cittadini.

Passano i mesi, l'impianto lavora a pieno regime, odori e fumi insistono sull'ambiente, già compromesso dalla nuova opera stradale. Le istituzioni latitano, solo un'autocertificazione dell'impresa proprietaria garantisce la salubrità delle esalazioni. Dopo l'incontro in data 5 giugno presso gli uffici ASL di Cernusco Sul Naviglio tra gli attivisti del Movimento di Melzo Stefano Palilla, Carmelo Ceccio, il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta e il direttore dell'ASL Carlo Mobilia, si arriva finalmente alla promessa di chiusura dell'impianto al termine del cantiere TEEM entro il 31 ottobre.

ASL Milano 2 aveva infatti confermato come reale il problema di superamento della soglia olfattiva. Secondo rilevazioni ARPA si sono superate di 100 volte le soglie olfattive dei fumi emessi dall'impianto (calcolo scientifico come da letteratura in base alla presenza di ossidi di zolfo e azoto nei fumi ) e tale dato è stato rilevato empiricamente anche dagli ispettori ASL recatisi sul posto in seguito alle lamentele dei cittadini di Melzo e Truccazzano. Purtroppo per gli sventurati cittadini melzesi le maleodoranti sorprese non sono finite con l'avvento dell'autunno. La colonna di fumo e l'olezzo sono continuate in novembre e in buona parte di dicembre.

E sono ancora gli attivisti 5 Stelle di Melzo, col sostegno del Consigliere Regionale Corbetta, sono tornati ad alzare la voce e a segnalare il problema sui media locali e sui social network.

Batti e ribatti, social network e lavoro sul territorio, finalmente il 17 dicembre inizia la smantellamento dell'impianto.
Si ma Sindaco e Consiglieri Comunali, dove hanno vissuto ?

Ancora una vittoria dei cittadini, ancora una volta, dal territorio, la scossa giusta.

Movimento 5 Stelle Melzo

urlSono tre gli ordini del giorno depositati dal Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia Gianmarco Corbetta per assicurare risorse al territorio di Monza e Brianza.

Con il primo si chiedono alla Regione Lombardia stanziamenti finalizzati ad effettuare monitoraggi ed analisi sullo stato dei teloni che ricoprono le vasche in cui è stata confinata al diossina derivante dall'incidente Icmesa di Seveso.
Con il secondo Corbetta propone la riqualificazione dell'edificio di proprietà del Comune di Desio da destinare a nuova sede dell'ASL tramite una programmazione negoziata (Regione Lombardia, ASL Monza e Brianza e Comune di Desio), dopo l' emendamento alla Legge di Stabilità che di fatto ha sbloccato l'uso del suddetto edificio. L'importo è pari a circa un milione di euro.
Infine coni l terzo ordine del giorno si chiede di inserire nel bilancio di previsione della regione un importo di 4 milioni di euro, per la ristrutturazione dell'ex ospedale di Vimercate da mettere a disposizione dell'ASL.

Per Corbetta: "Quelli individuati sono interventi prioritari. L'analisi dello stato delle vasche del Bosco delle Querce a Seveso a oltre trent'anni dalla loro realizzazione è necessaria per accertarsi che la diossina non sia penetrata nel terreno e minacci di inquinare la falda acquifera provocando danni alla salute dei cittadini. Si tratta di una richiesta avanzata recentemente dalla dirigenza del Bosco delle Querce, che facciamo nostra. Affrontiamo poi i nodi irrisolti della sanità locale. Vanno infatti riqualificati sia l'edificio di Desio sia il vecchio ospedale di Vimercate da adibire entrambi a nuove sedi dell'Asl. Ci auguriamo che il Consiglio regionale sia, per una volta, attento alle esigenze che vengono dai territori e dalle comunità locali".

000sanmatteo"L'IRCSS San Matteo, da eccellenza sanitaria lombarda e nazionale acquisita grazie alla professionalità e competenza dei suoi dipendenti, è stato spolpato e messo in ginocchio da un sistema di nomine nei CDA, basato su logiche di spartizione delle poltrone, che hanno solo prodotto conti in rosso e una decadenza progressiva dell'ente verso un default di cui gli organi apicali devono assumersi piena responsabilità. Il Movimento 5 Stelle chiede l'immediato azzeramento del CdA. In Regione Lombardia lottiamo da anni per fare della trasparenza, del merito e della competenza, gli unici criteri alla base del sistema delle nomine, criteri che oggi, grazie a una politica partitica autoreferenziale e sorda agli interessi dei cittadini, sono invece ancora basati su nomine lottizzate. Nomine utilizzate dalle lobby partitiche a scopo puramente affaristico, orientato a creare grandi bacini di voto e lucrare sugli appalti. Poi non ci sorprenda di apprendere di gare truccate e d'indagati fra primari degli enti ospedalieri", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia sui conti in rosso del San Matteo.
"Dopo lo scandalo Maugeri, Pavia assiste all'inesorabile declino, per colpa di un manipolo d'incapaci, del suo polo sanitario "d'eccellenza" che avrebbe dovuto costituire il grande motore propulsivo per l'occupazione e il lavoro sui nostri territori e di un'offerta sanitaria all'avanguardia che ora rischia pesanti ricadute anche sulla qualità dei servizi sanitari. Quella del San Matteo è un'altra, ennesima, ferita inferta al territorio pavese e ai lavoratori dell'ente, il cui sacrificio, impegno e professionalità, viene sotterrato e frustrato da chi invece avrebbe il dovere di valorizzarlo e investirne i risultati a beneficio della collettività." conclude Nanni.

odg-certificati"Con una media di 50 euro a certificato, la Lombardia ha il record del costo più alto in Italia del certificato di buona salute per le attività sportive non agonistiche come palestra o piscina. La discrezionalità di costi va abolita e una somma così elevata rappresenta una barriera in entrata allo sport non agonistico. L'attività fisica è vantaggiosa per il mantenimento della salute e per la prevenzione di rischi e fattori di rischio, sborsare 50 euro per accedere a una palestra è assurdo", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia che ha presentato un ordine del giorno che sarà discusso la settimana prossima nel corso del Consiglio regionale sul bilancio.

Nell'ordine del giorno si chiede alla Giunta Maron che "i certificati legittimamente richiesti per i minori di anni 18 siano in ogni caso gratuiti" e di "adoperarsi con l'Ordine dei Medici affinché si possa andare nell'immediato a un adeguamento delle tariffe nazionali uguale in ogni regione, per indirizzarsi - poi - verso una totale gratuità della certificazione per tutti i cittadini di ogni fascia di età".

"Ci auguriamo che a grande maggioranza si voti per abolire il far west dei certificati di buona salute in Lombardia", conclude Macchi.

beaPer Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia: "La fusione Bea/Cem è nata male, con lo scambio di azioni naufragato giusto un anno fa all'ultimo minuto, in quanto violava la legge, e rischia di finire peggio.
E' un progetto profondamente sbagliato dal punto di vista concettuale: le società che fanno la raccolta differenziata (come Cem) hanno un interesse opposto e configgente rispetto alle società che fanno smaltimento (come Bea). Lo capirebbe anche un bambino delle elementari, ma il presidente della Provincia Ponti e i sindaci brianzoli insistono con questa fusione che ha come unico scopo quello di salvare dal suo naturale destino (la chiusura) il vecchio forno di Desio, garantendogli da bruciare i rifiuti dei comuni serviti da Cem; il tutto a discapito dei cittadini brianzoli che vedrebbero vanificati gli sforzi per migliorare la raccolta differenziata.
Ma il progetto non sta in piedi nemmeno dal punto di vista giuridico: Bea Gestioni è una società partecipata anche da un privato (il 10% delle azioni sono di Comef s.r.l.) quindi l'idea di creare dalla fusione una nuova società interamente pubblica che gestisca il servizio in house per tutta la provincia è semplicemente irrealizzabile.
Anche dal punto di vista economico i conti non tornano: vogliono fare una fusione "alla pari" tra una società patrimonialmente ricca come Bea (avendo un impianto) e una con un patrimonio modesto come Cem (essendo solo una stazione appaltante o poco più).
Non vorrei che ci fosse in atto qualche "manovra strana" per ridurre le distanze tra i due patrimoni, con l'obiettivo di arrivare ad un fusione equilibrata tra le due società. Vigileremo sul rigoroso rispetto della legge, se qualcuno pensa di portare avanti la fusione ad ogni costo si sbaglia di grosso. Il Movimento 5 Stelle glielo impedirà. Abbiamo già dimostrato con l'esposto all'Anac sul bando per la turbina del'inceneritore di Desio che siamo pronti a percorrere tute le strade perché la legge sia rispettata".

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Oggi il nostro legale ci ha comunicato che a soli sette giorni dalla presentazione del nostro esposto nella sede romana dell'Anac, il Presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone si è subito attivato inviando una lettera particolarmente circostanziata a Bea.

Nella comunicazione il Presidente Cantone chiede a Bea un puntuale riscontro alle illegittimità che abbiamo più volte sollevato, che riguardano la procedura di gara a doppio oggetto per la fornitura di una turbina per l'inceneritore di Desio (per un valore di 7 milioni e mezzo di euro) quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:


  • la previsione nel disciplinare di gara di requisiti di partecipazione non corrispondenti all'oggetto dell'affidamento;

  • la non corrispondenza dell'offerta presentata dall'aggiudicatario Comef alle previsioni dei documenti di gara;

  • il mancato possesso di alcune attestazioni da parte di Comef;

  • la mancata attribuzione dei punteggi all'offerta presentata;

  • il conflitto di interessi del direttore generale di Bea Alberto Cambiaghi (che è contemporaneamente Responsabile Unico del Procedimento, Membro della Commissione di Gara e Responsabile Anticorruzione della società);

  • l'indizione di una nuova gara dal valore di 360 mila euro afferente a servizi già inclusi nel precedente bando;

  • la mancata richiesta della documentazione antimafia relativa all'aggiudicatario prima dell'intervenuta stipula del contratto.


Il Presidente Cantone ha concesso a Bea 20 giorni di tempo per inviare, oltre a tutta la documentazione di gara, una relazione dettagliata di chiarimento di tutte le criticità che noi già da tempo avevamo denunciato. Dopo aver ricevuto gli opportuni riscontri, l'Anac valuterà se aprire un procedimento a carico di Bea e dei suoi organi amministrativi.

Sono davvero contento del fatto che il dottor Cantone si sia mosso subito dopo la nostra segnalazione, in tempi così rapidi! Ora che l'Anac si è attivata, credo che non dovremo aspettare molto per capire davvero come sono andate le cose e chiarire definitivamente le responsabilità. Invito il Presidente della Provincia e i sindaci soci a smettere di difendere l'indifendibile, rimuovendo i vertici di Bea e annullando in autotutela una gara che ha troppi lati oscuri! Ne va del buon nome dei Comuni che amministrano.

Noi comunque non ci fermiamo e lo abbiamo dimostrato con i fatti.

https://youtu.be/v5zM1Pv3Hh8

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"L'accordo di programma sulla riqualificazione delle aree dell'Ex Falck non risolve i nodi di un progetto insostenibile e inutile. Che fine faranno gli edifici che ospitano l'Istituto dei Tumori e il Besta? La Città della Salute s'insedierà su di un'area che sarà bonificata solo in parte e il progetto è la solita speculazione travestita da intervento di riqualificazione per l'interesse pubblico. Ribadiamo il nostro no alla cementificazione selvaggia e allo spreco di denaro pubblico ", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia sull'accordo di Programma per la 'Riqualificazione delle ex aree Falck' di Sesto San Giovanni, stilato oggi da Regione Lombardia (assessore Francesca Brianza) e Comune di Sesto San Giovanni (sindaco Monica Chittò) con l'adesione di Milanosesto Spa (amministratore delegato Davide Bizzi).

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"Chiediamo a Maroni di essere coerente con quanto ha dichiarato pochi giorni fa e non ripescare Direttori Generali della sanità tra i bocciati al quizzone. Troppo facile fare dichiarazioni puriste prima e poi avere ripensamenti tesi in modo evidente solo al mantenimento dei fragili equilibri politici della sua maggioranza in Regione.

I cittadini sono esasperati dall'ipocrisia della classe politica, se è stata fatta una selezione devono essere rispettati i risultati che ha dato, anche se per qualcuno sono scomodi.

La sanità lombarda, infangata ampiamente da scandali che coinvolgono figure dirigenziali nominate politicamente, ha bisogno di un cambiamento, il cui primo passo potrebbe essere proprio quello di prendere atto di questa selezione, sbandierata ai quattro venti come concreta presa di posizione di Maroni riguardo nomine puramente politiche. Forse non gli bastano ì 100 manager che hanno passato il quizzone fra cui scegliere?

Se Maroni ricadrà, come è prevedibile, nelle nomine per vicinanza di partito dimostrerà, ancora una volta, di essere ostaggio degli appetiti della sua litigiosa maggioranza.

Ci auguriamo che i nomi di Armando Gozzini, forzista ed ex medico sociale del Milan, circolato nelle ultime ore per una Irccs prestigiosa come l'Istituto dei Tumori e del leghista Alessandro Visconti per l'altrettanto prestigioso Istituto Besta , non compaiano veramente tra i nominati, sarebbe un'ennesima presa in giro per tutti", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulle nomine dei nuovi direttori della sanità.

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"Il bollettino degli inquinanti nell'aria dell'Arpa è ogni giorno più allarmante. La Lombardia è una camera a gas e le iniziative regionali per migliorare l'aria che respiriamo sono del tutto inadeguate rispetto alla gravità della situazione. La regione ha un Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell'Aria (PRIA) che, oltre a prevedere misure insufficienti, non viene nemmeno finanziato per intero. Per questo motivo, nel bilancio di previsione in discussione martedì prossimo, presenteremo un ordine del giorno per reperire almeno i fondi per le misure già previste dal Pria e mai realizzate", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Vogliamo ricordare a Maroni - continua Corbetta - che a causa dell'inquinamento dell'aria la gente muore. Per questo dovrebbe essere una priorità assoluta della Regione, troppo attenta a costruire inutili autostrade. E' troppo timida l'azione per il sostegno alla mobilità elettrica, così come è ben poca cosa l'impegno per il potenziamento del trasporto pubblico locale e la mobilità dolce. Anche sul fronte dello stop ai veicoli inquinanti si deve fare di più: il divieto di circolazione dei veicoli euro 3 è una farsa, l'Assessore Terzi l'ha prima annunciato e poi cancellato".

"Per evitare i morti, servono impegni precisi a medio e lungo termine e soprattutto finanziamenti consistenti per attuarli concretamente. Non bastano nemmeno le parole e, visto che il Consiglio regionale in occasione della Conferenza sul clima di Parigi ha fatto propri gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti è ora urgente tradurre quegli impegni in realtà", conclude il Consigliere regionale.

Sabato 26 dicembre si terrà la prima edizione del MoViFest Rock a 5 Stelle al Palazzetto dello sport di BorgoVirgilio. Una serata all'insegna della musica, dell'informazione e del divertimento organizzata dal Movimento 5 Stelle provinciale. Dalle 18  alle  24 sul palco si alterneranno quattro gruppi musicali a tutto Rock: gli Anghelium, i Darkyngs, i Rockage's e gli Overdose 74. Tra un concerto e l'altro vi saranno brevi momenti dedicati all'informazione con proiezione di filmati  e un Info-Point a disposizione. L'ingresso è libero e gratuito: panineria e servizio bar per tutta la serata. Per avere maggiori informazioni e programma dettagliato basterà consultare la pagina Facebook dedicata: Organizzazione MoVifest Rock a 5 Stelle.

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Una verifica sui fondi pubblici erogati ad ARFEA, società che gestice il TPL locale della sottorete Oltrepo', da Regione Lombardia e dalla Provincia di Pavia pari a 2 MILIONI DI EURO: a chiederla è la consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, con un'interrogazione all'Assessore ai Trasporti Alessandro Sorte (SCARICA QUI).

Oggetto delle attenzioni della Consigliera è il finanziamento pubblico pari a 2 milioni di euro, erogati da Regione Lombardia (un milione di euro) e dalla Provincia di Pavia (un milione di euro), ad ARFEA, nell'ambito del progetto "Centro di Mobilità Sostenibile". Il progetto prevedeva la realizzazione di un servizio di trasporto a chiamata, l'introduzione delle c.d. "paline intelligenti" alle fermate, il servizio bike sharing e di videosorveglianza a bordo dei mezzi, nonché la conta dei passeggeri.

"Le relazioni della Provincia di Pavia che avrebbero dovuto rendicontare puntualmente alla Regione quanto realizzato da ARFEA sono lacunose e carenti. Al loro interno infatti non si evince se l'azienda ARFEA abbia adempiuto correttamente all'attivazione dei servizi oggetto del finanziamento.", dichiara Iolanda Nanni.

"Anche nel rapporto finale di collaudo - aggiunge Iolanda Nanni - ci sono gravi carenze. Dall'esame, emerge che il sistema di trasporto a chiamata sarebbe installato su 12 autobus, già appartenenti alla flotta di ARFEA, al costo esorbitante di circa 170 mila euro per ogni autobus che è un importo abnorme, soprattutto se paragonato, ad esempio, all'acquisto di nuovi autobus da parte di aziende come ATM al costo di 228.00 euro ciascuno.  Il servizio di bike sharing, attivato per un totale di sole 11 biciclette, è costato 285.600 euro, anche qui una cifra abnorme, pari a circa 25.000 euro per ciascuna bicicletta. Ed inoltre è impossibile risalire sia al numero di "paline intelligenti" installate, sia alla loro dislocazione a fronte di un costo di 364.800 euro. Molti utenti ci segnalano infatti che queste "paline intelligenti" non esistono".

 "Ironia della sorte il sistema di bus a chiamata avrebbe dovuto ridurre il numero di corse "a vuoto". Non ci risulta però che dall'attivazione del servizio, i corrispettivi per le percorrenze sborsati dalla Provincia siano diminuiti. Occorre dunque attivare un'operazione trasparenza sull'utilizzo di questi due milioni di euro: la Regione deve fare una verifica sulle spese effettive, sulla strumentazione acquistata e sui servizi effettivamente erogati, chiedendo conto alla Provincia di Pavia che, a sua volta, ha trasmesso alla Regione relazioni lacunose. Peraltro, dato che proprio le scorse settimane è stata emanata una delibera regionale che assegnerebbe ad ARFEA altri 450 mila euro per le maggiori percorrenze di tpl causate dalla chiusura del ponte della Becca, abbiamo chiesto all'Assessore Sorte se non ritenga opportuno congelare tale nuova somma, fintanto che Regione non abbia verificato come ARFEA ha effettivamente utilizzato i finanziamenti pubblici precedentemente ricevuti. E in caso si dovesse verificare che ARFEA non abbia correttamente adempiuto a quanto previsto, si chiede all'Assessore Regionale di compensare i 450mila euro dovuti per le maggiori percorrenze con i due milioni di euro precedentemente erogati."

La vicenda che ha distrutto i risparmi di 130 mila famiglie, ha tracciato un solco che avrebbe dovuto costringere Bankitalia e Governo ad agire in tutela dei cittadini, letteralmente frodati dallo Stato. Tuttavia, proprio in questi giorni, la discussione in Commissione della Legge di Stabilità 2016 va in netto contrasto con i proclami di affidabilità e fiducia dichiarati dall'esecutivo di Renzi.

Il Movimento 5 Stelle ha dunque organizzato un incontro pubblico proprio per rispondere ai nuovi timori dei risparmiatori ed alle necessità di reale trasparenza su quanto sta accadendo nelle aule di Montecitorio.

Due gli argomenti principali che verranno affrontati: l'emendamento Salvabanche e la nuova legge di Stabilità 2016.

Obbiettivo della prima parte è informare i cittadini sui reali rischi che si corrono sottoscrivendo prodotti finanziari pericolosi e cosa prevedono le nuove linee normative descritte da Bankitalia. Inoltre, si vuole dare una fotografia dell territorio Bresciano che è costellato di istituti bancari grandi e piccoli di cui, la maggior parte dei cittadini, non hanno informazioni circa lo stato di salute e la presenza o meno di tossicità finanziarie.

La seconda parte sarà dedicata agli elementi della legge di Stabilità che impatteranno, il prossimo anno, sui cittadini bresciani.
Si toccheranno gli elementi più critici, quelli che andranno a destabilizzare ulteriormente imprese e famiglie già provate dalla crisi economica degli ultimi quattro anni.

I Portavoce M5S Giorgio Sorial (Commissione Bilancio) e Ferdinando Alberti (Commissione Finanze), insieme a operatori del settore finanziario, saranno i relatori di questo incontro relazionando ma anche ascoltando e rispondendo ai quesiti dei cittadini bresciani.

L'incontro si terrà venerdì 18 Dicembre, dalle ore 18:00 alle 20:00 presso la sala comunale di via Pasquali, 5 a Brescia.
 

 

MoVimento 5 Stelle Brescia

Il 27 novembre 2015, la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni ha partecipato al Consiglio Provinciale pavese dove è intervenuta a proposito dell'iter autorizzativo in corso sull'impianto di pirolisi di Retorbido.

Nei giorni successivi, facendo espresso riferimento a quanto denunciato da Iolanda Nanni sull'esistenza di vincoli ostativi chiari e certi all'autorizzazione di un progetto di portata devastante per il territorio, la IET (società proponente) ha diramato il seguente comunicato stampa che potete leggere qui: http://www.impianto-pirolisi-retorbido.it/blog/differenze-tra-casalino-e-retorbido-facciamo-chiarezza.html

E qui la risposta alla IET dI Iolanda Nanni: "Innanzitutto, ribadisco che la Provincia di Novara ha rigetto il progetto dell'impianto di pirolisi a Casalino con le motivazioni che non era conforme all'ordinamento nazionale (e non si parla di ordinamento regionale, ma nazionale, cui soggiacciono sia il Piemonte che la Lombardia) in materia di tutela della salute e dell'ambiente. In particolare il riferimento è al D.Lgs. 133/2005 (relativo all'incenerimento rifiuti). Ora la IET, proprio nei giorni successivi al mio intervento pubblico, risponde con un comunicato in cui dichiara che il progetto di Retorbido è diverso da quello di Casalino. Questo è vero, poiché la Sintesi non Tecnica e lo Studio di impatto ambientale fanno emergere chiaramente che molte criticità sollevate dalla Provincia di Novara sono state"sanate" nel nuovo progetto di Retorbido.

Tuttavia, c'è un tuttavia. A leggere bene il verbale della Conferenza dei Servizi di Novara, esso dice espressamente: "La Conferenza dopo breve discussione ritiene all'unanimità che l'impianto proposto possa essere causa di peggioramento della qualità ambientale e che non ne possa essere autorizzata la costruzione e l'attività di gestione rifiuti in quanto non corrispondente a quanto previsto dal D.lgs 133/2005. Tali conclusioni non dipendono solo dalla poca chiarezza della documentazione tecnica, che potrebbe eventualmente essere integrata, ma dalla tecnologia impiantistica proposta che non consente attualmente il rispetto della normativa ambientale vigente".

Cosa significa questo? Significa che le criticità sollevate dalla Provincia di Novara non riguardano solo aspetti sanabili con integrazioni (che sono state fatte, anche se non tutte), ma il fatto che la"tecnologia impiantistica" stessa (cioè la pirolisi industriale) è incompatibile con l'ordinamento nazionale sotto il profilo ambientale e sanitario. E non c'è integrazione al progetto che tenga. In questo senso, l'impianto di pirolisi di Casalino (NO) è uguale a quello di Retorbido. Cioè si basano entrambi su una tecnologia devastante e deleteria per la salute umana e per l'ambiente.

E sempre il verbale della Conferenza dei servizi scrive esplicitamente che tale criticità "non consente attualmente il rispetto della normativa ambientale vigente", e quindi non è sanabile da integrazioni o varianti progettuali. Se fosse stata sanabile da integrazioni, IET avrebbe chiesto di proseguire l'ITER di Casalino e la Provincia di Novara e la Provincia di Novara, a integrazioni effettuate, l'avrebbe approvato. Invece, ha rigettato la richiesta e IET ha riaperto un nuovo iter in altra Regione sperando forse di farla franca contando su una politica locale incapace, inadeguata e disinformata. Il progetto di Retorbido va rigettato senza se e senza ma!"

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Ricordate lo scandalo del macello Italcarni di Ghedi? Pochi giorni fa il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha disposto controlli per verificare la corretta applicazione, da parte delle autorità sanitarie competenti, delle procedure di vigilanza all'interno dei macelli bresciani.
È il momento in cui "arrivano i nostri". Meglio tardi che mai.

I veterinari dell'ASL nei macelli sono quindi sotto osservazione. E sotto accusa finiscono i vertici dell'ASL di Brescia, in particolare il direttore generale Carmelo Scarcella.
L'operazione del Ministero è di fatto un commissariamento dei servizi di controllo veterinari dell'ASL di Brescia: un provvedimento forte, che si dispone nei casi più gravi, e che dimostra l'inadeguatezza della gestione Scarcella.

Tanto basterebbe al presidente della regione Maroni per evitare il conferimento di incarichi a Carmelo Scarcella nelle nuove strutture sanitarie. La sua eventuale nomina si dimostra ogni giorno di più inadeguata ed inopportuna. Vedremo se nel governo regionale è rimasta un po' di decenza.

Giampietro Maccabiani - M5S Lombardia

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Disegna scenari inquietanti il direttore dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata della Statale Nando Dalla Chiesa, che ha relazionato giovedì 10 dicembre alla commissione antimafia del Pirellone su una presunta e massiccia infiltrazione della mafia sull'attività medica, con professionisti inclini a fare certificati "di cortesia" o false perizie di invalidità.

"Le mafie, la 'ndrangheta su tutte, allevano i loro medici, magari tramite infiltrati in amministrazione che fanno figurare esami mai sostenuti, e nelle università lombarde, meno sospettabili e più blasonate. Perché un medico alla Famiglia serve sempre: per acquisire prestigio e controllo sociale, per firmare una perizia psichiatrica e tenere un boss fuori di galera, consentendogli di mostrare a tutti il proprio potere con l'impunità. Una falsa perizia d'invalidità, sul mercato elettorale, vale almeno venti voti: la famiglia allargata che beneficia della pensione. Cinque perizie all'anno, per cinque anni, fanno 500 voti, che in certi Comuni possono fare un assessore." Reti di relazioni sociali, bacini elettorali, reti di dipendenze personali per controllare i posti di lavoro, posti di lavoro che significano consenso. "L'obiettivo finale non sono i soldi, ma il potere."

E al quadro vanno aggiunti anche i favori illegali, come nel  caso di Francesco Pelle detto Ciccio Pakistan, arrestato nel 2008 alla clinica Maugeri di Pavia dov'era ricoverato sotto il nome di un altro invalido. Dalla Chiesa si basa sulle cronache giudiziarie ma anche su colloqui con investigatori e testimonianze ascoltate in anonimato, «da persone non disposte a rivolgersi alle autorità ». Segnalazioni, ad esempio, «di tentativi di entrare nel sistema delle farmacie».

Eppure la consigliera del gruppo Fuxia People Maria Teresa Baldini ha definito le dichiarazione di Dalla Chiesa "vergognose, inaccettabili e che determinano allarmismo".

"Vergognose? Allarmismo? E' assurdo che un rappresentante politico che non era nemmeno in Commissione Antimafia, e che spesso è assente ai lavori, si permetta di respingere un allarme specifico, contestualizzato e basato su dati certi come quello del professor Dalla Chiesa. Sottovalutare l'allarme mafia in Lombardia è tradire i valori dell'antimafia. Non è tollerabile che un rappresentante pubblico scambi una denuncia circostanziata per allarmismo sociale. La mentalità mafiosa va studiata e approfondita per conoscerla e combatterla. Certo, non aiuta difendere il proprio orticello e la propria categoria negando per partito preso l'infiltrazione mafiosa nell'attività medica lombarda", le risponde così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia "Come ha detto Dalla Chiesa per prevenire le infiltrazioni bisogna sapere quali sono i varchi nel sistema, e pensare come pensano loro. Come con l'Isis, altrimenti non li sconfiggi". Certamente non è con la reazione scomposta e fuori luogo della Baldini che questo processo può avere inizio" - conclude la portavoce regionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella giornata di ieri mi sono recato a Roma presso la sede dell'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, per presentare un esposto sulle vicende della gara a doppio oggetto, dal valore di 7 milioni e mezzo di denaro pubblico, per la fornitura della turbina dell'inceneritore di Desio, gestito dalla società pubblica Bea Brianza Energia Ambiente.

Lo #scandalobea è emerso in tutta la sua gravità grazie al meticoloso studio di tutte le carte del bando svolto dal MoVimento 5 Stelle. Solo grazie alla nostra operazione trasparenza l'opinione pubblica ha potuto comprendere la gravità della situazione.

Sono difatti una decina le "stranezze" che abbiamo reso noto nelle settimane scorse e che devono a nostro giudizio portare all'annullamento della gara: da un piano finanziario che prevede un esborso ingiustificato di ben 1 milione e 700 mila euro ad alcuni servizi di ingegneria pagati due volte (per un ulteriore esborso di 360 mila euro), dalla modifica sospetta di alcune specifiche tecniche nei documenti di gara, allo stravolgimento dei contenuti dello schema di convenzione allegato al bando di gara in fase di sottoscrizione del contratto, fino al palese conflitto di interessi del direttore generale di Bea, Alberto Cambiaghi, che riveste contemporaneamente la figura del Responsabile Unico del Procedimento, del Commissario di Gara e del Responsabile Anticorruzione della società.

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Ho depositato un dettagliato esposto di ben 27 pagine (e un migliaio di pagine di documentazione allegata), che è stato sottoscritto, oltre che da me, anche dai Senatori Giovanna Mangili e Bruno Marton, dal Deputato Davide Tripiedi e dai Consiglieri Comunali Sergio Mazzini e Walter Mio (Cesano Maderno), Sara Montrasio (Desio), Stefano Pedata (Bovisio Masciago), Nicola Roncelli (Solaro) e Angelo Saragozza (Muggiò).

Io e Bruno Marton ci siamo recati presso la sede romana dell'Anac, dove abbiamo consegnato il documento direttamente a due dei massimi dirigenti della struttura. E' stata l'occasione per rappresentare a voce tutte le nostre perplessità sul modo in cui è stata condotta la gara. Abbiamo trovato degli interlocutori particolarmente attenti e disponibili, con cui abbiamo avuto un primissimo scambio di idee su tutti i rilievi da noi evidenziati. Ci hanno assicurato che studieranno il caso nel più breve tempo possibile. Attendiamo con fiducia gli sviluppi.

Avevamo chiesto ai sindaci soci di annullare la gara in autotutela e di sfiduciare i vertici della società, ma dai primi riscontri avuti presso i consigli comunali, è chiaro che intendono erigere il solito muro di gomma. A questo punto non ci è restato che rivolgerci ad un'autorità super partes come l'Anac.

Alla fine di tutta questa brutta vicenda, vedremo chi ha agito nell'interesse dei cittadini e chi no. Il tempo è galantuomo.

Schermata 2015-12-10 alle 16.27.13Il M5S Lombardia si è astenuto nel voto sul piano di tutela delle acque. "Il documento è condivisibile", spiega Giampietro Maccabiani,  "ma se non adeguatamente finanziato resta puramente teorico. Regione non stanzia soldi a bilancio per la tutela delle acque, vi sono solo dei fondi statali per la riqualificazione fluviale ma non basta di certo. Da affrontare vi sono i problemi di qualità delle acque (gli obiettivi non stati raggiunti) e i cambiamenti climatici porteranno a situazioni di deficit idrico. Gran parte delle acque dei fiumi lombardi sono destinate a derivazioni idroelelettriche e irrigue: è necessaria pertanto una maggiore integrazione tra pianificazione delle acque, pianificazione energetica e del rischio idrogeologico e maggior efficienza nell'uso irriguo".

Nel corso della discussione in aula è stata votata inoltre una proposta di risoluzione con ulteriori raccomandazioni per il PTUA. M5Sulla risoluzione ha votato favorevolmente perché contiene alcuni temi proposti dal gruppo in Commissione come la richiesta di maggiore integrazione tra pianificazioni settoriali regionali ed un maggior coordinamento tra i soggetti deputati allo sviluppo e all'attuazione delle pianificazioni.

"La Regione Lombardia si adegua in ritardo alla legge nazionale? Questo il senso dell'annuncio di oggi di Maroni sul cosiddetto regolamento anti burqua negli edifici pubblici regionali. Come al solito tanto rumore, o meglio tanta propaganda per nulla da parte della Lega Nord. Tanta preoccupazione per qualche donna a capo coperto in giro per la regione da il senso della percezione dei problemi che vivono i cittadini da parte di questa classe politica al governo della Regione Lombardia", così Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'iniziativa della Giunta Maroni di modificare un regolamento per vietare l'ingresso nelle strutture regionali, compresi gli ospedali, di persone a volto coperto.

sanitàIl Consiglio Regionale ha bocciato un ordine del giorno del M5S Lombardia che chiedeva di di rivedere gli accorpamenti delle ASST della Brianza.

Per Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S, "E' un'occasione persa per riaffermare la centralità decisionale dei territori. La Conferenza dei Sindaci di Monza e Brianza ha chiesto di rivedere gli accorpamenti delle ASST della Brianza ed è stata ignorata dalla Regione. Avevamo fatto nostra la proposta dei sindaci senza badare ai campanilismi che muovono i partiti, per fare gli interessi di tutti i cittadini e fornire risposte adeguate ai bisogni sanitari della collettività brianzola. Al solito i servizi ai cittadini sono l'ultimo pensiero dei partiti".

Questa mattina un gruppo di Vigili del Fuoco, dopo la manifestazione di protesta sotto Palazzo Pirelli, è stato accompagnato dal M5S Lombardia a incontrare Roberto Maroni per sottoporgli le numerose difficoltà che vive il corpo a causa dei tagli alla spesa pubblica.

"Abbiamo 100 vigili del fuoco in una città che ogni giorno ospita almeno 3 milioni di persone. In caso di calamità, di atto terroristico, per problemi al passante ferroviario sotterraneo o alla metropolitana, o di fronte a qualsiasi grave situazione, questi ragazzi non possono fare miracoli. Dobbiamo assolutamente stanziare nella legge di stabilità le risorse in grado di garantire il pagamento degli stipendi, di garantire il rinnovo del contratto fermo al 2009, di garantire il rinnovo dei mezzi e delle strumentazioni" ha dichiarato Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia."

"Probabilmente il corpo dei vigili del fuoco non "garantisce" abbastanza voti, al contrario delle banche o dei carrozzoni che il governo continuamente salva con i suoi decreti, perché davvero non è concepibile che chi lavora per la nostra sicurezza sia messo in ginocchio dallo stesso stato che deve proteggere. Abbiamo chiesto a Maroni di fare la nostra parte come Regione ma è chiaro che il segnale forte deve arrivare da Roma, e speriamo non sia un intervento "spot" in nome del Giubileo, così come avvenuto per l'Expo. Tutti dovremmo ringraziare gli uomini che compongono il corpo dei Vigili del Fuoco che, nonostante le difficoltà, non hanno mai fatto uno sciopero. Ma evidentemente un atto di responsabilità per il Governo è diventato un invito ad approfittarsene. Maroni ha garantito il sue interessamento sugli gli infortuni sui lavoro e sullo stato fatiscente di molte strutture delle loro caserme, spesso di proprietà delle Province, che non hanno soldi per la manutenzione".

Stefano Buffagni - Capogruppo del M5S Lombardia

Discarica-Pirossina
"Raccogliendo la mobilitazione del territorio e le legittime preoccupazioni dei Sindaci, dei Consiglieri provinciali e dei cittadini, mi sono permesso di interessare direttamente l'Assessore Terzi della questione.
L'Assessore, con molta disponibilità, ha organizzato un incontro tecnico con i funzionari di Regione Lombardia a cui ho partecipato questa mattina.
L'esito dell'incontro è stato ragionevolmente positivo. E' stato chiarito che al momento, finché la regione non approverà con apposita delibera la relazione di dettaglio della Provincia di Mantova, rimane in vigore il vecchio piano provinciale dei rifiuti: quindi l'area ex cava Pirossina rimane escludente. Nel momento in cui però la regione si troverà ad approvare la relazione di dettaglio della provincia sul Piano Regionale Rifiuti, in cui viene richiesto da Palazzo di Bagno di mantenere il criterio escludente per le zone di ricarica degli acquiferi profondi, come si comporterà? Chiederà certo degli approfondimenti, ma la richiesta formulata dalla provincia - è stato affermato stamattina all'incontro - è coerente. Soprattutto perché supportata dal PTCP di Mantova in cui è  confermato il criterio escludente per nuove discariche nelle zone di ricarica degli acquiferi profondi. Insomma, tecnicamente c'è coerenza nelle richieste e nelle panificazioni. Tutto questo ci può spingere ad essere ottimisti con realismo.
L'attenzione non deve certo calare, ma possiamo dire che lo spettro della discarica che aleggia sull'area ormai da decenni, si sta allontanando. A tutela di una zona molto delicata dal punto di vista ambientale e fondamentale per la qualità delle acque di falda, come attestato anche da studi tecnici, dell'area che interessa un bacino di oltre 100.000 persone. Area nella quale già ora si trovano zone inquinate e sono in corso progetti di monitoraggio ambientale. Sicuramente, ed anche questo è stato chiarito nell'incontro di oggi, sarà importante continuare a ragionare per un progetto di recupero dell'area per non "lasciare il buco" ancora per molti anni.
In ultimo ritengo che il fronte unico politico che si è costruito contrario alla discarica aiutato e possa continuare ad aiutare molto, per questo voterò la mozione che il consigliere Carra presenterà nel prossimo consiglio".
Andrea Fiasconaro - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Entro fine mese la Giunta Maroni dovrà nominare i direttori generali delle nuove strutture sanitarie: in lizza ci sono anche Carmelo Scarcella e Francesco Vassallo.
I due sono ai vertici dell'ASL di Brescia da ormai tanti anni, troppi. Nel corso del loro mandato hanno gravi responsabilità verso i cittadino bresciani.

Come, ad esempio, il continuo "negazionismo" della gravità del caso "Caffaro", con prese di posizione che sminuiscono la portata dell'inquinamento e gli effetti sulla salute dei bresciani. Lo scorso anno lo studio "Sentieri" li ha smentiti, dimostrando la correlazione fra inquinamento da PCB e diossine e incidenza tumorale nel SIN. La mancata bonifica dell'area è figlia anche degli atteggiamenti irresponsabili dei vertici ASL.
A novembre 2013 alcuni cittadini bresciani hanno depositato in Procura un esposto contro i vertici dell'ASL per inadempienze nei controlli sulle aree attorno all'inceneritore. La città di Brescia è oggi una delle più inquinate al mondo, con dati in peggioramento relativi ad aria, acqua e suolo. In questi anni Scarcella e Vassallo hanno costantemente minimizzato dati ed effetti sulla salute.
Dal giugno scorso sono indagati per abuso di ufficio nell'ambito di una indagine relativa a presunti rimborsi
gonfiati da associazioni di volontariato che si occupavano di trasporto di dializzati.
Lo scandalo del macello Italcarni di Ghedi ha dimostrato come Scarcella e Vassallo non vogliano prendere provvedimenti disciplinari contro loro dipendenti che non svolgono il loro dovere, adducendo pubblicamente inesistenti motivazioni regolamentari e legislative. A causa loro i due veterinari sui quali cui pende una richiesta di rinvio a giudizio continuano a lavorare all'interno dell'ASL di Brescia: qualcuno si fiderebbe di loro? Scarcella e Vassallo sì!
Le prossime nomine regionali sono una occasione per presentare finalmente personalità autorevoli, che mettano al primo posto l'interesse per la salute pubblica e che siano slegate dalla politica
A nostro parere Scarcella e Vassallo non appartengono a questa categoria di persone e li riteniamo inadeguati per i ruoli di dirigenza in ambito sanitario pubblico.

avv. Laura Gamba
Portavoce M5S per il Comune di Brescia
Giampietro Maccabiani
Portavoce M5S in Regione Lombardia
Ferdinando Alberti
Portavoce M5S alla Camera
Claudio Cominardi
Portavoce M5S alla Camera
Giorgio Sorial
Portavoce Capogruppo M5S alla Camera
Vito Crimi
Portavoce M5S al Senato

ROMA, 7 dicembre.  Il recepimento della direttiva BRR (Bank Recovery and Resolution) e la creazione del Fondo di Risoluzione Unico Europeo (SRF) sono uno dei mezzi attraverso cui la BCE di Mario Draghi, supportata dal governo Governo Monti prima e da Renzi adesso, stanno cercando di ridurre il numero di istituti di credito italiani considerati "eccessivi per numero".

Come M5S comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni di tutte le BCC - ricordiamo come esempio che le Bcc bresciane dovranno versare 10,5 milioni di euro per un fondo che probabilmente non utilizzeranno mai (fonte Corsera) - che operano sul territorio, amministrando con rigore i propri conti , contribuendo a far crescere il sistema economico delle PMI e sostenendo i consumi delle famiglie anche durante la pesante crisi mondiale.

Contestiamo sia la scelta di devastare il tessuto creditizio composto dalle piccole banche ben radicate sul territorio sia il metodo osceno con cui vengono di fatto cannibalizzate i piccoli istituti. Di fatto, il caso delle 4 banche appena polverizzate dal governo è emblematico, nessuno sforzo è stato fatto per salvarle e peggio ancora a pagare il conto più salato sono stati i risparmiatori, sottoposti ad un vero e proprio sciacallaggio a norma di legge.

Vogliamo  una nuova governance di Banca d'Italia e la sua ripubblicizzazione, maggiore trasparenza verso il parlamento, chiediamo una separazione delle banche commerciali da quelle d'investimento e meccanismi di risoluzione delle crisi bancarie che non facciano ricorso allo scandaloso BAIL-IN.

avv. Laura Gamba
Portavoce M5S per il Comune di Brescia
Giampietro Maccabiani
Portavoce M5S in Regione Lombardia
Ferdinando Alberti
Portavoce M5S alla Camera
Claudio Cominardi
Portavoce M5S alla Camera
Giorgio Sorial
Portavoce Capogruppo M5S alla Camera
Vito Crimi
Portavoce M5S al Senato

sanità

Il 10 dicembre la nuova legge sanitaria della Lombardia torna in aula del Consiglio Regionale. In seguito alle osservazioni sulla costituzionalità inviate dal Governo, il Consiglio è chiamato a votare ulteriori modifiche.

"Per questo" dichiara il consigliere M5S Gianmarco Corbetta "abbiamo deciso di cogliere anche questa occasione, l'ultima a disposizione, per riaffermare la necessità, espressa anche dalla Conferenza dei Sindaci di Monza e Brianza nel recente passato, di rivedere gli accorpamenti delle ASST della Brianza, che al momento dell'approvazione della legge avevano sollevato molte critiche.

In aula porteremo quindi nuovamente un Ordine del Giorno per chiedere la definizione di due ASST:

- Monza allargata ai comuni limitrofi di Lissone, Vedano, Biassono, Macherio, Sovico, Muggiò e Concorezzo costituendo un'area ampia con 289.629 abitanti;

- Vimercate/Desio/Seregno/ Carate con 573.005 abitanti e con i comuni di Carate nord: Carate, Verano, Albiate, Triuggio, Briosco, Veduggio e Colzano, Besana Brianza, Renate.

La prima versione degli accorpamenti voluta dalla Lega penalizzava il Vimercatese; la seconda versione, quella approvata ad agosto, voluta fortemente dal capogruppo del Pd, il vimercatese Brambilla, penalizza l'ospedale di Desio e la Brianza Ovest. Noi facciamo nostra la proposta della Conferenza dei Sindaci della Brianza, senza badare ai campanilismi che muovono i partiti, per fare gli interessi di tutti i cittadini e fornire risposte adeguate ai bisogni sanitari della collettività brianzola."

 

retorbido-inciucio

Dopo che il M5S Lombardia ha svelato l'inciucio LEGA-PD sull'inceneritore di Retorbido, la risposta bipartisan del Presidente della Provincia di Pavia, in quota PD, e dell'Assessore Regionale all'Ambiente, in quota LEGA, non ha tardato ad arrivare. Leggi qui: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2015/12/03/news/lega-e-pd-non-c-e-inciucio-sulla-pirolisi-1.12557328

Entrambi negano l'inciucio, ma i fatti parlano chiaro. Ecco la replica della consigliera regionale M5S Iolanda Nanni:

"L'inciucio c'è eccome, dimostrazione ne è che Bosone e la Terzi continuano a rispondere mantenendo la stessa linea politica: e cioè che per rigettare il progetto di inceneritore a Retorbido, occorrerebbero nuove norme regionali, sapendo benissimo che le nuove norme - quand'anche fossero approvate in tempo utile alla chiusura della Conferenza dei Servizi in corso - non si applicherebbero al caso in esame, poiché non sono retroattive. Certo diventa sottolie il confine fra l'incompetenza di certi rappresentanti istituzionali e la loro volontà di accordarsi per depistare agli occhi dei cittadini, le reciproche responsabilità politiche. E comunque la si giri, il loro comportamento politico è grave e se ne assumeranno la responsabilità di fronte ai cittadini.

Se avessero letto tutte le carte e la documentazione, avrebbero già da tempo dovuto portare avanti la nostra tesi, e cioè che le norme ed i vincoli di legge ci sono, basta avere la volontà politica di applicarli. Lo dimostra il fatto che in Piemonte lo stesso impianto, proposto dalla stessa società, fu rigettato in meno di un anno per contrarietà all'ordinamento nazionale. Bosone asserisce che siccome il Piemonte e la Lombardia hanno normative regionali diverse, lo stesso impianto proposto dalla stessa società, subisce un iter diverso e ciò implicherebbe un paradosso, e cioè che un impianto "fuori legge" in Piemonte, potrebbe benissimo essere approvato in Lombardia, in barba a un fonte primaria del diritto, qual è appunto l'ordinamento nazionale che entrambe le regioni sono tenute a rispettare.

Bosone asserisce che l'impianto lombardo, rispetto al piemontese, sarebbe "innovativo" anche questo è falso perché i due progetti sono identici. Entrambi i progetti propongono la tecnologia della pirolisi messa al bando in tutta Europa con un unico impianto esistente al mondo situato in Giappone, in un'acciaieria grande cinque volte l'ILVA. Si tratterebbe quindi di un impianto sperimentale, definito impropriamente "innovativo" e, come tale, il progetto non presenta manco i requisiti richiesti per legge per gli impianti sperimentali. Questo tema sarà oggetto di una prossima interrogazione, la terza sul tema.

Bosone solleva quindi obiezioni totalmente infondate e lo fa di comune accordo con la Terzi adducendo come soluzione quella di fare una nuova legge regionale. E qui casca l'asino perché nessuno dei due dice che le norme non sono retroattive, quindi quand'anche si facesse una nuova legge regionale, le norme non si applicherebbero ai progetti in corso e quindi neanche a quello di Retorbido. La stessa Terzi precisa inoltre che "l'impegno c'è, secondo i tempi del consiglio regionale", il che significa anni, e i fatti attestano che, a tutt'oggi, nessuno dei due partiti ha neanche depositato un testo di legge. E intanto le lancette dell'orologio della Conferenza dei Servizi corrono e non aspettano certo una legge regionale che non potrebbe applicarsi in nessun modo agli iter autorizzativi in corso.

I fatti parlano chiaro: in Provincia di Novara, lo stesso impianto fu rigettato in meno di un anno e con 1.700 firme contrarie, sul nostro territorio pavese, nonostante la contrarietà di tutti i Sindaci, compresi alcuni dell'area alessandrina, 17.000 firme raccolte dal Comitato, l'espressione contraria a parole di Provincia e Regione, Bosone e la Terzi continuano a menare il can per l'aia propinando soluzioni fantasiose e irrealizzabili e completamente inutili ai fini del rigetto dell'inceneritore di Retorbido. E' chiaro che di fronte a ciò, l'unica giustificazione che può darsi un cittadino è che i due partiti LEGA-PD si siano alleati per prenderli in giro."

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Avevamo denunciato il caso pochi giorni fa, sottolineando la nostra preoccupazione per la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli che si rivolgono all'Asl di Monza dopo lo strano ingaggio di una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come "di controllo".

ferrarioUn comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell'operazione, a partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando ("procedura di cottimo fiduciario") è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei era stata invitata a parteciparvi. Ma le "anomalie" non finiscono qui. Perché dalle notizie di stampa apprendiamo che la società in questione è di proprietà del giovane politico della scena milanese Marzio Ferrario che, come si legge nell'articolo pubblicato dal Giornale di Monza, è un fedelissimo di Guido Podestà, ex Presidente della Provincia di Milano, e nel curriculum vanta una carica di assessore alla sicurezza della Provincia di Milano.

Ora, alla dubbia trasparenza dell'operato dell'Asl di Monza, si somma anche il sospetto del favore all'amico.  "Se l'ombra del favore al politico di turno fosse confermata, sarebbe davvero gravissimo - spiega il portavoce penta stellato in Regione. Maroni ora deve rispondere celermente alla nostra interrogazione e fare chiarezza. A maggior ragione considerando le dichiarazioni alla stampa del direttore generale dell'Asl Matteo Stocco, secondo il quale l'ingaggio della società di investigazioni private si sarebbe reso necessario in quanto l'Asl avrebbe subito diverse violazioni notturne delle postazioni di lavoro e dei documenti aziendali. In tutta questa strana storia voglio vederci chiaro. Ho già chiesto copia delle relazioni dei Sistemi Informativi aziendali sugli eventi accaduti, copia delle richieste di verifica dei livelli di protezione ed esposizione al rischio di violazione degli archivi informatici aziendali inoltrate a Lombardia Informatica e copia dei verbali rilasciati delle Forze dell'Ordine a seguito della denuncia dell'Asl. Non molleremo finché non verrà fatta definitivamente chiarezza su tutta la vicenda. Con i dati sensibili dei cittadini non si scherza."

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

 

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Stop del Consiglio regionale all'adesione all'Accordo di Programma per la realizzazione di un centro commerciale promosso dal Comune di Cerro Maggiore e Rescaldina. Il Consiglio regionale di oggi 1 dicembre 2015 ha approvato la mozione del M5S Lombardia nonostante il parere contrario dell'Assessore al Bilancio Garavaglia che ha negato l'esistenza di un accordo di programma.

Stefano Buffagni, capogruppo di M5S Lombardia: "Finalmente l'indirizzo regionale è chiaro, grazie al Movimento 5 Stelle si va verso la tutela del piccolo commercio di vicinato piuttosto che la promozione della grande distribuzione. La scelta di astensione del PD dimostra l'inconsistenza della loro visione politica sul futuro del nostro territorio. Difendere i negozi di vicinato e il verde non è tra le loro priorità". Per Massimo Oggioni, consigliere comunale di Rescaldina: "Quella di oggi è una vittoria dei cittadini onesti che si sono attivati e che il movimento ha rappresentato grazie alla sua presenza nelle istituzioni. Siamo nelle istituzioni per riprenderci il nostro territorio. E questo è solo il primo capitolo, vigileremo perché la decisione sia rispettata. L'Amministrazione di Rescaldina a livello locale ha comunque fatto la sua parte uscendo dall'accordo di programma a marzo. La decisione del Consiglio regionale di oggi rafforza  la posizione locale".

Il M5S Lombardia denuncia l'INCIUCIO LEGA-PD sull'impianto di pirolisi a Retorbido, inciucio siglato con una mozione (scarica qui), approvata il 1° dicembre 2015 in Aula del Consiglio Regionale e sottoscritta bipartisan da Villani (PD), Anelli (Lega), Marsico (Forza Italia) ed altri tre consiglieri PD. La mozione, frutto di un INCIUCIO LEGA-PD, maturato dopo l'arrivo al Pirellone, in data 24 novembre 2015, dei 40 Sindaci dall'Assessore Regionale Terzi, rappresenta solo una misera marchetta al territorio da propinare ai cittadini più sprovveduti per far credere che si sia stia facendo qualcosa di concreto per arginare sul nostro territorio impianti di portata devastante per la salute e per l'ambiente che vengono autorizzati da anni, con la più assoluta superficialità, dalla Provincia di Pavia e da Regione Lombardia, spesso facendo scaricabarile sui tecnici ed abilmente nascondendosi alle loro spalle.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Siccome non vogliamo che, anche per il progetto di pirolisi a Retorbido, si inneschi la solita pantomima fra partiti che, con assoluta INCOERENZA, dichiarano la contrarietà per poi allearsi sotto banco per "far digerire" l'approvazione di progetti devastanti ai cittadini, ho ritenuto doveroso ieri in Aula rimarcare che il M5S non si presta a questi giochi e non intende prendere in giro i cittadini come LEGA e PD continuano a fare, da un anno a questa parte, sulla questione dell'inceneritore di Retorbido.

Deve essere noto a tutti che la mozione portata ieri in Aula del Consiglio Regionale da PD, LEGA, FORZA ITALIA è solo una marchetta al territorio pavese che nulla cambia lo stato di fatto dell'iter dell'inceneritore di Retorbido. La mozione infatti è del tutto prona ai voleri della Giunta Regionale al quale chiede il "permesso" di valutare genericamente la possibilità di aggiornare un Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvato l'anno scorso e di valorizzare al VIS (valutazione di impatto sanitaria), strumento già previsto per legge. La cosa paradossale è che, nell'ultima parte, la mozione chiede alla Giunta di attivare un tavolo interdisciplinare di confronto presso la Commissione VI (Ambiente), cosa che è già possibile fare senza chiedere un impegno alla Giunta, grazie all'autonomo potere della Commissione stessa, cosa che però ad oggi, nessuno dei componenti della Commissione Ambiente firmatari di questa mozione, beninteso, ha mai formalmente richiesto: né il Presidente Marsico (Forza Italia), né il consigliere leghista Anelli (PD), né il consigliere primo firmatario Villani (PD), che sono tutti membri di questa Commissione.

Ritengo quindi che i cittadini, per avere un quadro chiaro di come stanno operando i partiti nelle Istituzioni, debbano conoscere queste cose. Debbano sapere che la mozione è stata protocollata il 25 novembre 2015 e NON sottoposta al vaglio preventivo della Commissione Ambiente, come il consigliere leghista ha dichiarato in Aula. Prova ne è che a nessuno dei tre membri M5S di Commissione Ambiente, a far data dal 26 novembre (giorno della seduta di Commissione), è stata sottoposta detta mozione che quindi è frutto di un inciucio bipartisan di LEGA-PD-FORZA ITALIA.

La mozione inoltre, pur adducendo - nelle intenzioni - la volontà di rendere concreta la partecipazione dei cittadini, Associazioni e Comitati ai processi autorizzativi di impianti con impatto ambientale, si guarda bene dal citare una legge di Stato già esistente - la legge italiana n. 108 del 16 marzo 2001 - che ha ratificato la Convenzione di Aarhus e quindi già prevede la possibilità per i cittadini di partecipare agli iter autorizzativi. Perché la legge italiana non sia citata e si adombri un vuoto legislativo è presto detto: MANCA LA VOLONTA' POLITICA di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini ai processi autorizzativi.

Va infine evidenziato - conclude Nanni - che  questa mozione non inciderà per nulla sugli iter autorizzativi in corso relativi a numerosi impianti smaltimento rifiuti sul territorio pavese. Per esempio, non cambierà nulla sull'inceneritore di Retorbido. Anche qui non è difficile spiegarvi il perchè: le nuove norme (qualora venissero approvate, processo sempre lungo e farraginoso) non sarebbero retroattive e quindi non si applicherebbero alle procedure autorizzative in corso. Invitiamo invece i cittadini dell'Oltrepo' Pavese a riflettere su questo punto: nei recenti incontri istituzionali tenutisi in Regione con l'Assessore Terzi, il 24/11/2015 e al Consiglio Provinciale aperto tenutosi a Retorbido il 27 novembre, NON E' UN CASO che improvvisamente sia la Terzi, in quota LEGA, sia il Presidente della Provincia Bosone, in quota PD, dichiarino che occorra varare nuove norme regionali perché le attuali non sarebbero sufficienti a garantire il rigetto del progetto di impianto di pirolisi. Ma questo, come ho già evidenziato al Consiglio Provinciale e in tutte le sedi pubbliche, non corrisponde al vero. Le norme ci sono, i vincoli pure. Ciò che manca è la volontà politica di applicarle.

Domandatevi come mai a Casalino, in Provincia di Novara, lo stesso impianto di pirolisi proposto dalla stessa società che lo sta propinando a Retorbido, è stato RIGETTATO sulla base della sua CONTRARIETA' all'ordinamento nazionale in materia di salute ed ambiente, mentre qui in Lombardia i partiti stanno ancora temporeggiando al punto che, dopo un anno, questo rigetto non è ancora arrivato. La domanda sorge spontanea: come mai in Piemonte lo stesso impianto è contrario alle leggi statali, mentre in Lombardia questo "piccolo dettaglio"  non viene tenuto in considerazione da nessuno di loro? con l'aggravante che a Retorbido questo impianto sarebbe inserito all'interno di una Rete Ecologica e quindi doppiamente da rigettare senza alcuna esitazione.

Francesco Vassallo, direttore sanitario dell'ASL di Brescia, nel corso della puntata di "L'Arena" di domenica scorsa 29 novembre (ha detto testualmente : "... noi nei confronti di questi due veterinari abbiamo ricevuto la comunicazione di richiesta di rinvio a giudizio. Che era quello che noi aspettavamo per regolamento aziendale per avviare i procedimenti disciplinari, poi è ovvio che il procedimento disciplinare automaticamente viene sospeso, ma questo lo prevede la legge, in attesa dell'esito delle indagini e della magistratura.."

Questo non è vero!

La legge non dice che un procedimento disciplinare è automaticamente sospeso, anzi, proprio il contrario! ("Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziaria, è proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale" comma 1 art. 55-ter del D. lgs 165 del 2001). E poi specifica che l'amministrazione in questione PUO' sospendere il procedimento disciplinare nei casi particolarmente difficili, fatta salva comunque la possibilità di prendere misure cautelari nei confronti dei dipendenti coinvolti.
Quindi l'ASL di Brescia poteva a tutti gli effetti avviare i procedimenti disciplinari nei confronti dei due veterinari, poteva concluderli e poteva prendere misure contro di loro. Invece non ha mosso un dito, tanto è vero che questi dipendenti dell'ASL, seppure indagati per fatti gravissimi continuano a lavorare all'interno della struttura pubblica, ed ha delegato tutto all'autorità giudiziaria. Ponzio Pilato nei confronti della dirigenza dell'ASL di Brescia, era un dilettante!
E Vassallo a quale regolamento aziendale fa riferimento?? Sul sito dell'ASL di Brescia il "Regolamento e Codice Disciplinare del personale del comparto dell'Azienda Sanitaria Locale di Brescia" approvato nel dicembre 2011 non dice nulla dell'obbligo di aspettare la richiesta di rinvio a giudizio per avviare i procedimenti disciplinari ma, anzi, ricalca in più parti fedelmente la legge nazionale.
Riteniamo che sia gravissimo che la dirigenza dell'ASL di Brescia permetta ancora ai due veterinari di lavorare all'interno dell'azienda e non sia stata in grado di prendere alcun provvedimento interno serio (spostarli di impianto o distretto come "punizione" fa ridere), mentre ci sono gli operai del macello a casa. Forse la dirigenza ASL di Brescia si dimentica che ASL è una struttura sanitaria pubblica che come primo dovere ha quello di tutelare i cittadini, non far finta di nulla verso i propri dipendenti accusati di gravi reati.

Qui l'estratto dell'intervista a Vassallo da L'Arena" del 29 novembre.

"La risoluzione approvata è sostanzialmente condivisibile ma l'impegno della Regione Lombardia per contrastare il cambiamento climatico deve essere meno timido:  non ci possiamo permettere titubanze o timidezze, ne va del benessere dei figli e dei nipoti dei lombardi di oggi", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Per questo - continua - abbiamo presentato numerosi emendamenti, tutti approvati, che rafforzano molto il documento e rendono ben più incisiva la posizione di Regione Lombardia nel dibattito di Parigi. In particolare abbiamo chiesto e ottenuto investimenti economici superiori rispetto al passato e l'impegno di chiedere al Governo di escludere dal Patto di Stabilità tutte le spese legate alla misure di riduzione delle emissioni. La Regione si è inoltre impegnata ad introdurre nel dibattito internazionale l'abbandono del paradigma della crescita economica infinita, misurata con il PIL e che al suo posto vengano adottatiindicatori di sostenibilità ambientale come il BES (benessere equo e sostenibile).  Stesso discorso per la Carbon Tax, cioè l'inserimento del costo del disinquinamento all'interno del prezzo dei prodotti climalteranti al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle".

"Ora grazie a queste migliorie i problemi e le soluzioni sono inquadrati in modo chiaro e incisivo; peccato però che fino ad oggi siano state stanziate risorse finanziarie inadeguate. Per esempio, nel bilancio che andremo a discutere, tra le principali spese per investimento 2016-2018 non vengono menzionati investimenti per il controllo emissioni climalteranti, per i piani d'azione per la qualità dell'aria e per tutela delle risorse idriche. Insomma il cambiamento climatico non deve essere combattuto solo a parole, su questo continueremo ad essere una spina nel fianco per Maroni", conclude Corbetta

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Negli ultimi 15 anni il numero degli adolescenti morti per AIDS è triplicato divenendo la seconda causa di morte fra i giovani a livello globale. L'emergenza legata all'HIV e AIDS non è passata, anzi, ha bisogno di ritornare a essere una priorità. In questo senso le istituzioni hanno il ruolo più importante nel mettere in campo le più complete attività di prevenzione e sensibilizzazione. Un'azione che deve essere messa in pratica costantemente, ogni giorno, accanto e oltre l'importantissima Giornata Mondiale contro l'AIDS  di oggi 1 dicembre, dove tante sono le iniziative in programma, dall'acquisto dei fiocchi rossi per contribuire alla ricerca a tutti gli eventi realizzati da Lila Onlus, che ha in programma numerosi appuntamenti con i test gratuiti.


Ma insieme ai dati sulla diffusione della malattia ci sono anche alcuni numeri che fanno ben sperare. Sono 15,8 milioni le persone che nel 2015 hanno  avuto accesso alle terapie antiretrovirali contro i 2.2 milioni del 2004. La lotta all'AIDS è una battaglia che si può vincere ma le istituzioni devono fare molto di più. Questa  malattia necessita di essere combattuta tanto con la ricerca quanto con l'informazione, la prima arma di prevenzione. Per questo come M5S Lombardia abbiamo chiesto alla Regione di Ricostruire la Commissione regionale per la Prevenzione e il Controllo dell'infezione da HIV , incontrando purtroppo la reticenza della giunta, e fatto approvare poi una mozione che chiedeva il sostegno della Regione Lombardia a iniziative di lotta all'aids tra cui il finanziamento a progetti di associazioni e giornate di dibattito nelle scuole. Ma ancora non basta. Il numero di persone contagiate in Italia è il più alto in Europa (il 15-25% dei sieropositivi non sa di esserlo). La Lombardia è la Regione italiana col più alto tasso di incidenza infezioni HIV e AIDS. Quello che ci auspichiamo è che Regione Lombardia cambi passo su questo importantissimo fronte perché ancora troppo deboli sono le politiche di prevenzione e quasi inesistenti quelle di promozione dell'uso del condom e del femidom, e nella promozione del test HIV.

 

 

 

 

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L'Asl di Monza ha ingaggiato una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come "di controllo". Secondo il portavoce regionale del M5S LombardiaGianmarco Corbetta "ci troviamo di fronte a un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell'operazione". A partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando ("procedura di cottimo fiduciario") è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei è stata invitata a parteciparvi.

Ma la cosa che più ci preoccupa è la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli utenti dell'ASL. Tant'è che anche le organizzazioni sindacali sono già in allerta e hanno chiesto al Direttore Generale dell'ASL Monza e Brianza, Matteo Stocco, vista  la delicatezza della materia trattata, di conoscere quali attività dovrà svolgere la Phersei e più precisamente se dovrà accedere a dati sensibili riguardanti i cittadini, i dipendenti e la posta elettronica degli stessi.

Il M5S Lombardia ha quindi depositato un'interrogazione a Maroni e alla sua giunta per sapere perché l'ASL ha affidato un incarico così delicato ad una agenzia di investigazioni privata. Qual è lo scopo? E le modalità seguite per l'affidamento dell'incarico rispettano la legge? perché alla procedura del bando è stata invitata la sola Phersei? Perché questa procedura è rimasta aperta un solo giorno, senza che fosse visibile a tutti gli utenti della piattaforma informatica preposta? Come mai non risulta nessun coinvolgimento di Lombardia Informatica  che, nel merito dei controlli e in materia di tutela della privacy,  ha emanato nel tempo protocolli procedurali a tutela e garanzia del corretto trattamento dei dati personali degli utenti e del personale aziendale? Sono state adottate le misure di sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o trattamento dei dati come previsto Codice della Privacy?

Queste sono le domande a cui la giunta deve risponderci. Vogliamo avere garanzie che l'azione della dirigenza dell'ASL di Monza non metta a rischio la sicurezza delle informazioni personali dei cittadini!

Il Sottosegretario regionale all'Attuazione del programma, ai rapporti istituzionali nazionali e alle relazioni internazionali Alessandro Fermi ha dichiarato di essere impossibilitato a rispondere a una interrogazione del Movimento 5 Stelle della Lombardia sul numero ufficiale di visitatori di Expo suddivisi per tipologia di biglietto: "la struttura ha fatto domanda alla società Expo ma questi dati non sono ancora arrivati. Sarà premura della struttura richiederli. Ad oggi non è possibile dare riscontro alla semplice domanda con una semplice risposta". La società Expo, azienda di proprietà pubblica non ha fornito i dati alla Regione Lombardia che detiene il 34,67% del capitale.
Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "Sono allibita, i dati sui biglietti venduti di Expo sono ormai uno dei segreti di Fatima. Si parla di 21 milioni di accessi ma non è dato sapere il numero di biglietti venduti per tipologia, giusto per capire se economicamente l'esposizione è rientrata dei costi. Evidentemente il candidato sindaco di Milano in pectore del PD Sala ha un'idea di trasparenza distante anni luce da quella del M5S. Oltretutto, il consigliere di Regione in CdA di Expo, l'avvocato Aiello, dovrebbe occuparsi di più degli interessi della Regione piuttosto che delle questioni penali del Presidente o degli scioperi che, guarda caso, avvengono proprio quando si doveva aprire l'udienza contro il Presidente stesso. Certo non mancheremo di insistere perché chi ha pagato Expo, e cioè i cittadini, possa sapere come è andata davvero."