Ottobre 2015

Terminal-MXP

Norberto Achille, ex numero uno di Ferrovie Nord travolto pochi mesi fa dallo scandalo sulle spese pazze, definiva l'appalto per la linea ferroviaria che dovrebbe collegare il Terminal 1 con il Terminal 2 dell'aeroporto di Malpensa "fondamentale". Fondamentale per cosa? Per far arrivare soldi pubblici nelle tasche di qualche azienda amica? Questo ancora non possiamo dirlo, certo è che la procura con le sue indagini sta gettando sull'opera parecchie e preoccupanti ombre. Le accuse ipotizzate sono quelle di frode fiscale, false fatture e omessa dichiarazione dei redditi, e nel mirino degli inquirenti ci sono un manager della società che ha vinto l'appalto e un manager della società a cui è stato subappaltato il lavoro. Parliamo di un appalto coperto da contributi pubblici, dove Regione Lombardia partecipa con 31 milioni di euro, che partiva già con il piede sbagliato avendo ottenuto una corsia preferenziale dal commissario Expo Giuseppe Sala con l'obiettivo utopico che l'opera fosse realizzata in tempo per l'inizio della manifestazione universale.

Il collegamento era considerato tanto necessario per Expo da spingere il 3 marzo 2014 il commissario Sala a emettere il provvedimento n. 16 per velocizzare l'iter degli appalti (una decisione mai passata per il commissario Cantone, perché arrivata prima del suo insediamento, il 24 giugno).  Ma che l'opera non potesse essere pronta per Expo fu messo nero su bianco dalle stesse Ferrovie Nord Milano e Sea solo poche settimane dopo aver ottenuto la deroga da Sala. Sea infatti, scrive nel suo bando da 38 milioni, che il cantiere dovrà terminare entro 522 giorni dall'aggiudicazione, avvenuta il 7 luglio 2014. Cioè gennaio 2016. Fnm (appalto da 77 milioni) prevede tempi ancora più lunghi. Il punto è che quando Sala diede l'ok alla richiesta di Fnm e Sea, era stata prospettata una chiusura dei cantieri in tempo per Expo, ma poche settimane dopo il bando emesso avrebbe invece riportato come limite marzo 2016. Com'è possibile che Regione, finanziatrice dell'opera non se ne sia accorta? E' troppo facile dare la "colpa" al commissario generale di Expo. Che Regione Lombardia abbia "usato" la deroga di Sala per far partire i lavori e tutta la serie di appalti e subappalti che sappiamo generare business e facili guadagni?

Ancora una volta si è agito in deroga alle norme e qual è stato il risultato? Lasciare spazio d'azione ai furbetti. Per questo motivo il 15 ottobre del 2014 avevamo chiesto alla Giunta di fornirci documentazione ufficiale (arrivata solo due mesi dopo!) per fare totale chiarezza sulla legalità della deroga che ha reso un'opera urgente per Expo e rispetto agli altri ulteriori punti oscuri. A vincere il bando infatti fu Itinera (una delle due società coinvolte oggi nell'inchiesta) del Gruppo Gavio, lo stesso gruppo è proprietario di una percentuale di FNM, una delle due stazioni appaltanti. Anche Regione Lombardia è proprietaria di una quota di FNM. Insomma una stazione appaltante apre un bando, uno dei proprietari della stazione vince il bando e l'altro proprietario della stazione chiede ad Expo la deroga per una priorità che non esiste e non può essere rispettata con il cronoprogramma? Ci sembrava tutto poco logico e trasparente, e ora i nodi stanno venendo al pettine.

M5S Lombardia

 

 

 

Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, Massimo De Rosa parlamentare del M5S e gli attivisti del M5S Pioltello dichiarano: "Vogliamo vengano chiarite le valutazioni per le quali è stato stimato a 17 milioni il valore da riconoscere per l'area ex Sisas.

È necessario avere aggiornamento sul reale stato di avanzamento delle bonifiche prima di procedere a qualsiasi iniziativa.

Per il futuro dell'area vogliamo invece che la decisione sia condivisa con le istituzioni coinvolte ed i cittadini del territorio anche per pianificare il recupero dell'area con uno sviluppo sostenibile e lontano da ogni speculazione.
In questa vicenda la collettività ha già pagato gravi errori di politici incapaci di avere una visione futura per l'uso dell'area mettendo al primo posto gli interessi di pochi, della corruzione e del malaffare rispetto a quelli dei cittadini. Diamo un futuro eco sostenibile all'area".

"L'audizione con il presidente e l'amministratore delegato di Pedemontana, Sarmi e Besozzi, è stata molto deludente. Sono venuti a vendere fumo, ma i nodi irrisolti rimangono tali. Non hanno detto nulla sulle compensazioni ambientali che sono in grandissimo ritardo e non hanno potuto far altro che confermare quanto noi sapevamo e cioè che non esistono certezze sul closing finanziario dell'opera. Non si azzardino ad aprire i cantieri della B2 senza aver reperito i due miliardi di euro che mancano: la Brianza non può permettersi di essere attraversata da una Salerno Reggio Calabria per i prossimi trent'anni.

E' risultata poi surreale l'audizione con i sindaci della Brianza che sono stati a parlare di fronte a tre consiglieri regionali, tra cui il sottoscritto. L'Assessore Sorte non si è degnato di farsi vedere confermando che di fronte ai problemi reali dei cittadini la regione non sa dare alcuna risposta", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta le audizioni di oggi in Commissione regionale territorio su Pedemontana.

"E' intollerabile il reiterato silenzio di Maroni di fronte ai 2.700 lavoratori in difficoltà di Italcementi. Per questo ho presentato un'interrogazione a risposta immediata che sarà discussa in aula il prossimo martedì e che obbligherà Maroni e la giunta a prendere una posizione in merito - dichiara Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Sono mesi che Regione tace! Nonostante una situazione palesemente allarmante non partecipa agli incontri istituzionali che si stanno susseguendo con le parti sociali, i rappresentanti della politica e dei ministeri. Inoltre non ha mai risposto alla mia prima interrogazione sul caso, ignorando anche la lettera che lo sollecitava a prendere parte ai tavoli di confronto per la salvaguardia dei posti di lavoro con tutti i soggetti coinvolti."

"A questo punto, se Maroni non deciderà di sostenere le ragioni dei lavoratori, prima ancora che sulla coscienza se li ritroverà sotto palazzo Lombardia. Perché è troppo facile promettere soluzioni alla disoccupazione in campagna elettorale per poi nascondersi di fronte al grave problema del futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Non sono disposto a tollerare un presidente che volta lo sguardo da un'altra parte - conclude il portavoce del M5S al Pirellone Dario Violi.

Carpiano-controlli 28-10-2015

L'Assessore all'Ambiente di Regione Lombardia ha finalmente dato risposta alla prima interrogazione presentata il 14/09/2015 dal M5S Lombardia sul caso Carpiano, informandoci che, proprio grazie alla nostra interrogazione ed alla nostra "premura manifestata", premura - per inciso - che dovrebbe avere anche l'Assessore, ha dato disposizioni all'ASL Milano 2 - Dipartimento veterinario affinchè fosse effettuato un sopralluogo presso i terreni contaminati nell'area del Comune di Carpiano, oggetto della nostra denuncia.

Dopo ben 8 anni, e solo dopo la denuncia del M5S Lombardia (qui video: https://www.youtube.com/watch?v=0K1ZeyFjsYI ), ASL finalmente è uscita e a fare un sopralluogo sui terreni in data 28/09/2015, prelevando due campioni di latte - attualmente ancora in fase di analisi - per riscontrare l'eventuale contaminazione da diossine, metalli pesanti, PCB.

La relazione presentata dall'ASL Milano 2 dà esplicitamente atto che il sopralluogo è stato effettuato grazie alla nostra interrogazione, tal che il verbale ASL riporta: "Vista la summenzionata interrogazione, in data 28/09/2015 veniva effettuato un sopralluogo presso la Società Agricola in oggetto".

La relazione di ASL Milano 2 attesta anche che i terreni sono a tutt'oggi coltivati a mais e da atto che "risulta che l'area sia coltivata a mais destinato interamente ad alimentazione zootecnica all'interno dell'azienda" nella quale insiste un allevamento con oltre 354 capi adulti, fra cui 281 capi da lattazione: "A far data dal 2007 gli 11 ettari, oggetto dell'interrogazione, sono stati coltivati a mais. Tutto il mais prodotto viene utilizzato in ambito aziendale".

Circa la relazione ASL Milano 2 e il campionamento del latte, la Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni dichiara:

"Evidentemente il nostro intervento istituzionale in Regione con ben due interrogazioni ha smosso le acque, dopo 8 anni di silenzio da parte delle Istituzioni. Come ci attesta l'ASL stessa, i controlli sono partiti grazie all'interrogazione a mia prima firma. Restiamo in attesa degli esiti degli esami sui due campioni di latte, che - ci scrivono - arriveranno fra "alcune settimane". Nel frattempo è mio dovere informare i cittadini che al di là degli esami sanitari ASL, la compromissione dei terreni è già attestata da due rapporti del Centro Comune di Ricerca di Ispra, ente estremamente autorevole che da anni chiede venga posto un divieto di utilizzo agronomico sui terreni contaminati in attesa della bonifica. E invece, come riporta la relazione ASL, i terreni contaminati continuano ad essere coltivati a mais che poi viene fra l'altro somministrato come foraggio ai capi d'allevamento, con tutto ciò che tale situazione può comportare sotto il profilo sanitario. Sarebbe pertanto necessario avviare controlli non solo su campioni di latte ma anche sulle carni o quanto meno esserne conosciuta la loro destinazione, cosa che dalla relazione di ASL Milano 2 non si evince. Qual è ad esempio la destinazione dei vitelli maschi? Se, ad es, il tasso vitello/vacca è 0,91 su 354 vacche abbiamo 322 vitelli che nascono ogni anno. Circa la metà mediamente sono maschi. Finiscono all'ingrasso per finire sulle nostre tavole? Non sarebbero pochi... Occorre che tutto ciò sia appurato.  La relazione di ASL, inoltre, non spiega le cause di mortalità degli animali nell'anno 2014, dove si riscontra un picco del 100% (la media è di 20 all'anno, ma nel 2014 ne sono morti 40, un numero cospicuo per la popolazione dell'allevamento."

"E' bene ricordare - continua Nanni - che i rapporti del Centro comune di ricerche di Ispra attestano uno "stato di compromissione del suolo e della stessa vita degli organismi vegetali e animali che sono presenti nel suolo". Che le centinaia di capi di allevamento presenti nell'azienda siano stati foraggiati anche con il mais proveniente da questi terreni è una circostanza estremamente inquietante della quale i cittadini hanno diritto di essere informati. Questi terreni erano e sono coltivati e vi vengono allevati capi di bestiame a fini agro-alimentari, c'è pertanto un rischio che tali sostanze possano essere entrate nella catena alimentare rappresentando un serissimo pericolo per gli animali e per l'uomo."

"Grazie alle azioni del M5S, che ha sollevato il caso in Regione Lombardia, finalmente è stata convocata anche la seduta della Conferenza dei Servizi che si terrà il prossimo 12 novembre. Sull'iter di bonifica, ho già depositato una nuova interrogazione in cui chiedo che Regione si attivi per garantire la bonifica di tutti e 12 gli ettari contaminati oggetto dei monitoraggi scientifici del Centro comune di ricerche di Ispra, questo in quanto ad oggi le precedenti Conferenze dei servizi hanno ristretto la bonifica a soli 2 ettari su 12, sulla base della perizia di parte, commissionata dalla proprietà, e senza convocare i ricercatori del Centro comune di ricerche per sottoporre a contraddittorio la relazione di parte, già definita da ARPA non soddisfacente, né esaustiva"

"Abbiamo anche appreso che finalmente il Sindaco di Carpiano ha convocato un Consiglio Comunale aperto per il prossimo 9 novembre, al quale sarò senz'altro presente con tutta la documentazione in mio possesso su questo incredibile caso.".

 

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"Gioco sporco in Commissione Sanità sugli accorpamenti degli ospedali: è stato impossibile discuterli grazie 'al canguro' del presidente Rizzi che con un emendamento ha fatto decadere tutti gli emendamenti da noi presentati. Ancora una volta si è evidenziata la volontà  della Maggioranza di calare dall'alto le scelte ignorando completamente amministratori locali e cittadini che chiedevano modifiche sostanziali agli accorpamenti imposti dalla riforma.

Eppure abbiamo ascoltato medici, pazienti e amministratori che ci hanno chiesto una sanità attenta alle caratteristiche specifiche del territorio e dell'utenza. Maroni parla tanto di autonomia da Roma, ma in Lombardia fa il Renzi di turno che decide ignorando le richieste degli enti locali.

A nulla sono servite audizioni e lettere spedite a Maroni dagli stessi amministratori; la maggioranza ha finto di essere disponibile a ridiscutere gli accorpamenti mentre invece era già tutto deciso, in barba al volere dei territori. Siamo stanchi di decisioni prese da politici chiusi nei palazzi a studiare alchimie spartitorie di poltrone mascherate da finta democrazia", così Dario Violi, Paola Macchi e Gianmarco Corbetta, consiglieri regionali del M5S Lombardia.

"Come avevamo predetto è stato fatto e vinto un ricorso al TAR sul pagamento della fecondazione eterologa completamente a carico delle coppie infertili deciso in Regione Lombardia. Era prevedibile quel pagamento fosse chiaramente discriminatorio verso aspiranti genitori con poche risorse economiche. Regione Lombardia continua a dichiararsi eccellente e invece insiste nel prendere decisioni retrograde e bigotte. Ci auguriamo che dopo questo pronunciamento del TAR si abbia anche in Lombardia finalmente il coraggio di allinearsi alle regioni che hanno riconosciuto con autentica democrazia e laicità il diritto alla genitorialità per tutti", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

cantone"Il nostro obiettivo non è livellarci ai fallimenti italiani ma competere con le migliori città internazionali. Solo qualche settimana fa a  Milano hanno arrestato 4 funzionari per corruzione: smettiamo di incensarci, la nostra metropoli non è corruzione free. In Lombardia poi, la Sanità ha tanti elementi positivi ma è assolutamente necessario migliorare l'apparato di controllo. Per questo, con la riforma regionale abbiamo imposto la creazione di una agenzia dei controlli il cui compito sarà eliminare le storture del sistema. Su Pedemontana, Cantone più che perplesso dovrebbe essere allarmato. I costi di un'opera che non verrà mai completata al momento sono più che raddoppiati", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le dichiarazioni di Raffaele Cantone, presidente di ANAC.

pedemontana corbeGianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'iniziativa di Pedemontana di sette sindaci Brianza che hanno annunciato una causa legale contro Pedemontana, che il prossimo 5 novembre dovrebbe aprire al traffico la tratta B2 senza aver eseguito le opere di compensazione previste: "E' un'iniziativa "leggermente" tardiva, visto che arriva a solo una settimana dall'apertura della tratta B1! Molti di questi sindaci hanno sempre sostenuto Pedemontana, hanno creduto alle frottole che gli venivano propinate fino a che non hanno sbattuto il muso contro la dura realtà dei fatti. Bastava ascoltare le voci (come la nostra e quella di Legambiente) che da anni avvisavano che i conti non tornavano (dal punto di vista finanziario, delle compensazioni ambientali, della reale utilità dell'opera, della devastazione del territorio). Se lo avessero fatto, avrebbero potuto chiedere ai loro partiti di intervenire, invece per troppo tempo il Movimento 5 Stelle ha combattuto da solo in Regione e in Parlamento contro questa ennesima grande opera inutile e dannosa.

Oggi che non ci sono i soldi per proseguire l'opera, Pedemontana non si azzardi ad aprire i cantieri della tratta B2! La Brianza non si può permettere una Salerno-Reggio Calabria per i prossimi 30 anni".

Il M5S Lombardia non si stupisce dei dati pubblicati dai giornali in questi giorni che rilevano che la provincia di Pavia è al secondo posto in Italia, battuta solo da Milano, per decessi causati dall'inquinamento dell'aria. Ciò è solo l'ovvio risultato di politiche dissennate evidentemente non orientate a tutelare la salute umana, l'ambiente e lo sviluppo sostenibile dei nostri territori.

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese del M5S, dichiara: "Sin dalla nascita del M5S, noi siamo sempre stati in prima linea per le battaglie ambientali ed in particolare, da inizio legislatura, ci occupiamo di numerosissime questioni ambientali che investono direttamente la Provincia di Pavia.

Ci siamo occupati di un elenco interminabile di impianti devastanti che puntellano tutto il nostro territorio pavese e di una serie di progetti in corso che aggraverebbero ancor più una situazione - dati alla mano - già gravemente compromessa: a partire dai due inceneritori pavesi (su 13 inceneritori lombardi) di Parona Lomellina e di Corteolona, quest'ultimo triplicato di recente con l'approvazione di Regione Lombardia; dei nuovi inceneritori che vorrebbero insediare a Retorbido e Garlasco, dai progetti di discariche di cemento amianto a Ferrera Erbognone e a Cava Manara, al sito di interesse nazionale ex Fibronit a Broni, da impianti industriali tritainerti di proporzioni gigantesche come quello proposto a Landriano, ala marea di logistiche, disseminate come cattedrali nel deserto, agli impianti fanghi (a Vellezzo e Mortara), ai progetti di autostrada Broni-Mortara e Vigevano-Malpensa, agli impianti ad alto rischio di incidente rilevante, come la Bitolea a Landirano, fino ad arrivare all'ultimo caso da me denunciato sui 12 ettari di terreni, attualmente coltivati, ed altamente contaminati fra Carpiano e Landriano. E questo è solo un elenco parziale, si può comprendere quindi come mai non solo non sono stupita di leggere sui giornali che la Provincia di Pavia è al secondo posto in Italia per decessi causati all'inquinamento dell'aria, né ho remore nel denunciare agli incontri pubblici cui partecipo che esiste un disegno criminoso che vorrebbe ridurre la nostra Provincia a discarica dell'Italia. I dati sulla qualità dell'aria e sui decessi per inquinamento sono solo il risultato di politiche di governo del territorio fallimentari e sconclusionate portate avanti da amministrazioni locali e regionali inadeguate e incompetenti. E si capisce come mai la nostra Provincia sia fanalino di coda in Lombardia per la raccolta differenziata, come pure sia fanalino di coda per l'occupazione, cosa quest'ultima che dimostra ampiamente quanto impianti di questo tipo non portino occupazione, ma solo devastazione.

A ciò si aggiunga una classe politica pavese inadeguata e incapace e omertosa che ha aperto le porte a speculatori senza scrupoli, rilasciando facili autorizzazioni per ogni genere di impianto e ciò senza informare la popolazione sulle conseguenze e sull'impatto sulla salute umana e sull'ambiente."

"E' necessario dare una svolta radicale a questa politica distruttiva per il nostro territorio, la cui vocazione risicola, vitivinicola, agricola e turistica è stata totalmente stravolta e snaturata da scelte politiche dissennate, provocando uno stato di arretratezza, mancanza di occupazione e zero sviluppo sostenibile. Non è così che vogliamo il nostro territorio! Per questo stiamo lavorando alacremente, dall'opposizione, per arginare i danni ulteriori che potranno derivare da nuove autorizzazioni scellerate di altri impianti. Lavoriamo al fianco di Comitati, Associazioni e cittadini con i quali manteniamo sempre un contatto diretto e grazie al lavoro dei quali, sul territorio, possiamo far sentire la loro voce nelle Istituzioni".

richiami viviLa maggioranza oggi ha modificato la normativa attuale riguardante il censimento degli uccelli utilizzati come richiami vivi di cattura e di allevamento nella banca dati regionale. Per un cacciatore ora sarà più facile falsare il dato dei richiami vivi di allevamento posseduti, dichiarandone ad esempio molti meno. Il risultato sarà un esile controllo del patrimonio di richiami vivi cui conseguirà una finta carenza di esemplari di allevamento e la creazione quindi di una "finta" necessità di proseguire e giustificare in deroga la necessità di cattura dei richiami vivi (che dovrebbe cessare nel 2017), per poterne soddisfare il fabbisogno.

Abbiamo cercato di porre rimedio presentando emendamenti che andavano ad abrogare queste norme, ma sono stati bocciati.

Regione Lombardia aveva istituito di recente la banca dati dei richiami vivi, per la quale i cacciatori avrebbero dovuto inanellare e denunciare gli uccelli utilizzati come richiami vivi, sia di cattura che di allevamento, specificando per ogni esemplare il numero di anello. Questo anche al fine di stimare il numero totale di richiami vivi, tra esemplari di cattura e di allevamento.

Cosa cambia ora con l'entrate in vigore del Pdl 252 di semplificazione? In sostanza un cacciatore oggi, per i richiami vivi di allevamento, deve dichiarare nella banca dati regionale dei richiami vivi solo il numero di uccelli che possiede, diviso per specie, non indicando più il codice identificativo dell'anellino che ogni richiamo deve avere. Questo impedisce una quantificazione certa di quelli di allevamento posseduti, condizione indispensabile per il calcolo del fabbisogno preordinato all'eventuale attivazione delle procedure di deroga.

Inoltre l'assenza della dichiarazione del codice identificativo permetterebbe di poter scambiare più facilmente volatili catturati illegalmente per richiami di allevamento, favorendo in questo modo il bracconaggio, già fortissimo soprattutto nelle valli bresciane.

Giampiero Maccabiani - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Voto contrario del M5S Lombardia alle "Nuove norme per la cooperazione in Lombardia".

Schermata 2015-10-27 alle 15.42.22Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha spiegato: "Abbiamo espresso un voto contrario alla legge sulla falsa cooperazione perché crea un disequilibrio tra associazionismo e universo cooperativo al di fuori dell'associazionismo. La legge esclude il coinvolgimento dei lavoratori nella consulta regionale della cooperazione non prevedendo la partecipazione delle organizzazioni sindacali. Ancora si prevedono delle riserve di affidamenti di beni e servizi in favore di cooperative sociali escludendo altri settori del mondo cooperativo con il rischio di concorrenza sleale. Abbinato al progetto di legge c'era anche una proposta di legge al Parlamento sul contrasto alla falsa cooperazione.  E' un documento che viene dal mondo dell'associazionismo ed è stato presentato in fretta senza tener conto che sarebbe necessario discutere di misure più incisive per la lotta alla falsa cooperazione. Condividiamo la logica di fondo del provvedimento, ma il nostro voto è stato contrario perché così come è rischia di non produrre effetti concreti".

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Sabato 7 novembre 2015 il M5S Lombardia ha organizzato, dalle 9.30 alle 13 in Sala Gaber presso Palazzo Pirelli (Piazza Duca d'Aosta, 3 - Milano), una tavola rotonda dal titolo: Possibilità di scelta tra la mensa scolastica e la "schiscetta".
Introduce e modera Paola Macchi, Consigliere Regionale M5S Lombardia.
Saranno presenti: Maria Grava, insegnante - Sonia Coter, insegnante - Elisabetta Macorsini, nutrizionista - Sara Montrasio, genitore - Laura Cirillo, genitore - Paola Bevilacqua, Assessore all'Istruzione Comune di Magenta - Marco Zullo, Eurodeputato M5S - Edgardo Valerio, Direttore Dipartimento di Prevenzione Medica ASL Milano 1 - Franco Gallo, Dirigente Tecnico Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia - Ivana Rusconi, redattrice CiaoComo Radio.

"La nostra iniziativa - spiega la portavoce del M5S Lombardia Paola Macchi - tesa a sondare la volontà dei genitori lombardi di poter scegliere se portare il pasto da casa in alternativa a quello offerto dal servizio di ristorazione scolastica ha aperto un dibattito molto ampio e articolato tra favorevoli e contrari alla così detta 'schiscetta' a scuola. Sono emerse anche numerose criticità per i servizi di ristorazione scolastica e spazi di miglioramento. Con questa tavola rotonda approfondiremo sia il punto di vista dei favorevoli che quello dei contrari per arrivare a soluzioni concrete per migliorare la qualità dell'offerta. Il problema delle mense scolastiche è molto sentito dai genitori e ogni proposta di innovazione e miglioramento deve essere valutata con attenzione dall'istituzione regionale".

diritto-al-ciboSì all'unanimità del Consiglio regionale alla legge per il diritto al cibo. Nel corso della discussione sono stati approvati anche due ordini del giorno del M5S Lombardia sul tema della lotta alle ecomafie, in particolare alla contraffazione alimentare, e della riduzione dello spreco nella ristorazione scolastica e collettiva.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Sul tema del diritto e l'accesso al cibo, M5S è riuscito ad inserire nel testo della legge il riferimento ai sistemi agroalimentari locali e sostenibili, che pongono al centro la biodiversità. Si è aperto il tema della ricerca e dello sviluppo di nuovi modelli a cui tendere perché lo scenario è cambiato: l'era dell'abbondanza e dello spreco è finita, nei prossimi decenni bisognerà produrre meno e meglio, e a bassissimo impatto ambientale e sociale. L'errore che ha portato alla situazione attuale è stato quello di trattare l'agricoltura come un'industria. Cibo, è acqua, non possono essere gestite all'interno del mercato, in cui il prezzo è definito dall'incontro della domanda con l'offerta. Oggi la scommessa Fame Zero deve rivoluzionare l'agricoltura perché non sia più trattata solo in nome del profitto. M5S chiede una rivoluzione copernicana: l'uomo non al centro della terra ma all'interno del sistema. Proprio per questo abbiamo presentato emendamenti, accolti, per il sostegno alla ricerca e a favore della prevenzione dello spreco in maniera integrata in tutte le politiche pubbliche, con l'obiettivo dell'azzeramento delle eccedenze. Questa legge è un passo avanti nella giusta direzione e due ordini del giorno del M5S sulla lotta alle ecomafie e per la riduzione dello spreco nella ristorazione scolastica e collettiva ne ampliano la visione".

corsia-ospedaleIl gruppo consiliare Movimento 5 Stelle ha presentato, fra gli altri, un emendamento, che sarà discusso nella seduta della Commissione Sanità di mercoledì prossimo, che chiede che l'attuale distretto Asl di Sesto Calende, che per l'attuale riforma del Sistema sanitario dovrebbe andare sotto l'Asst dei Sette Laghi cioè Varese, rimanga con il suo ospedale di riferimento, quello di Angera, sotto l'Asst della Valle olona, cioe' Busto Arsizio.

La consigliera Paola Macchi, prima firmataria dell'emendamento, dichiara: "abbiamo vagliato attentamente i dati con i flussi delle provenienze dei ricoverati nelle varie strutture territoriali e abbiamo verificato che solo il 21% dei cittadini del distretto di Sesto Calende si rivolge all'ospedale di Varese, mentre un altro 21,5% si rivolge a Gallarate, quindi solo il 42,5% e non i 4/5 della popolazione come affermato dal Presidente Rizzi. Come si sa la maggior parte della migrazione è la conseguenza della mancanza di decine di specialità negli ospedali piccoli, così obbligatoriamente diversi pazienti devono trovare una risposta nei centri ospedalieri maggiori. Ma i dati sono analoghi anche per ospedali come Tradate, che, per fortuna è stato mantenuto unito al territorio.
Ci chiediamo perché il Presidente Rizzi non voglia dare ascolto, (infatti ha più volte dichiarato ai giornali che questa decisione non si cambia) né alle motivazioni scritte dai 13 sindaci del Distretto, che hanno inviato a lui e Maroni una lettera già a fine settembre in cui chiedevano appunto di rimanere con il loro storico ospedale di riferimento, né a un'evidenza di dati . Tra l'altro il principio basilare della legge sulla Riforma sanitaria appena approvata è proprio quello di mettere insieme ospedali e territorio per ottimizzare i servizi ai cittadini. Che senso ha staccare un ospedale dal proprio territorio? Solo un mero riequilibrio di numeri? Sarebbe questo l'ascolto del territorio e il prendersi cura della persona che è stato tanto sbandierato?"

Sono due gli ordini del giorno presentati dal M5S Lombardia sul provvedimento "Legge di riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo" in discussione domani nel Consiglio regionale della Lombardia.

Il primo, a firma della portavoce regionale del M5S Silvana Carcano, chiede che la Regione Lombardia si faccia "promotrice presso il Governo e la Commissione europea, affinché vengano introdotte norme stringenti e puntuali sull'etichettatura trasparente dei prodotti alimentari" e che adotti "tutte le misure possibili, anche in collaborazione con il Governo e l'ANAC, al fine di contrastare il fenomeno delle "eco/agro-mafie"". Per Carcano: "Regione Lombardia ha il dovere di collaborare con il Governo e l'ANAC per la lotta alla corruzione nel settore delle eco agro mafie nonché di promuovere iniziative, anche legislative, al fine di contrastare il fenomeno a tutela dei consumatori e al fine di perseguire l'obiettivo del diritto al cibo".

Il secondo, a firma della portavoce regionale del M5S Paola Macchi, chiede che il tema delle mense scolastiche e della ristorazione collettiva sia trattato all'interno della Consulta regionale che verrà istituita all'approvazione della legge sul diritto al cibo. Per Macchi: "Recentemente l'ASL Milano 2 ha fatto un'indagine nei Comuni di propria competenza relativa allo spreco alimentare nelle mense scolastiche. Secondo l'indagine lo spreco è pari al 18,33% per anno scolastico e il cibo buttato nei 43 comuni considerati è pari a  5.678.905 di euro. Quello dello spreco è un problema enorme che va affrontato al più presto e da qui l'ordine del giorno. Che anticipa una tavola rotonda in programma il 7 novembre prossimo presso la sala Gaber di Palazzo Pirelli con cittadini, insegnanti, genitori ed esperti del settore sulle criticità, e possibili soluzioni, all'offerta dei servizi di ristorazione scolastica".

Il M5S Lombardia ha depositato un emendamento all'Allegato 1 alla Riforma della Sanità, che sarà discusso mercoledì nella Commissione regionale, che chiede di modificare l'assetto delle nuove strutture sanitarie, le AST, in Brianza. Il M5S chiede la costituzione di due AST:

1) MONZA  allargata ai comuni limitrofi di Lissone, Vedano, Biassono, Macherio, Sovico, Muggiò e Concorezzo con 289.629 abitanti;

2) Vimercate/Desio/Seregno/Carate con 573.055 abitanti (comuni di Carate nord: Carate, Vedano, Albiate, Triuggio, Briosco,  Veduggio con Colzano, Besana Brianza, Renate)

Per Gianmarco Corbetta, consigliere del M5S Lombardia, "E' dall'approvazione della riforma che chiediamo, e la nostra richiesta è oggi sostenuta da tutti i sindaci della Brianza, che le ipotesi di accorpamento della sanità della Brianza rispettino le effettive esigenze dei cittadini. Per la Brianza, la proposta iniziale della Maggioranza e quella successiva voluta fortemente dal capogruppo del PD Brambilla (approvata in consiglio regionale) peggiorano l'offerta sanitaria con il rischio concreto di declassamento degli ospedali. La nostra proposta è equilibrata: è necessario mantenere l'attuale impostazione con Desio e Vimercate insieme e il San Gerardo deve continuare a operare da solo. Gli accorpamenti vanno fatti con criterio, la sanità brianzola è della collettività e deve essere tutelata".

"La Giunta Maroni è come la Salerno-Reggio Calabria, non è mai completa, è sempre bloccata ed è costantemente oggetto delle attenzioni della Magistratura. Sarebbe un miracolo vederla pronta per il 2018, a fine legislatura", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia.

"Maroni non governa la Lombardia perché è ostaggio della sua Maggioranza esattamente come Pisapia a Milano. Tutti affamati di poltrone, con percentuali elettorali vicine allo zero e mai in grado di portare a casa risultati politici concreti. Il balletto di poltrone di oggi è il terzo giro di valzer per gli assessorati lombardi. Nemmeno stavolta garantirà il buon governo della Lombardia che ha bisogno di una 'cura a 5 Stelle'", conclude.

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E' poi molto ferma contrarietà del M5S Lombardia alla nomina di Fabrizio Sala a Vicepresidente della Regione.

Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Sala nel gennaio 2014 ha fatto assumere come collaboratore in Lombardia, in base ad un rapporto fiduciario, Oronzo Raho, ex presidente di Brianzacque, poi inquisito per le ipotesi di reato di turbativa d'asta, corruzione, concussione nelle indagini relative agli appalti per lo smaltimento rifiuti e lo scandalo Clean City a MonzaUna nomina di questo genere dovrebbe avvenire per merito e puntando su personaggi che vantano un curriculum di tutto rispetto dal punto di vista dell'etica, capiamo che sia difficile trovare nomi come questi in Forza Italia"

Rincara la dose il Consigliere regionale del M5S Gianmarco Corbetta: "Fabrizio Sala già da tempo è un "cliente" del M5S. Di lui mi sono già occupato nei mesi scorsi, quando è stato interessato da una inchiesta de L'Espresso  in cui si riportavano conversazioni telefoniche del 2010 tra lo stesso Sala e Angelo Narducci, imprenditore edile condannato a gennaio in primo grado ad un anno e quattro mesi per false bonifiche.  Può un assessore che viene definito "uomo serio" da un criminale come Frigerio, che lo indica a un altro criminale come interlocutore giusto per intrecciare rapporti con la politica; un assessore che assume in Regione un collaboratore che poi viene  arrestato per corruzione; un assessore che viola le leggi delle campagne elettorali; un assessore il cui nome viene usato da un politico quando va a estorcere denaro ad un imprenditore; un assessore che quando si occupa di bonifiche in provincia di Monza e Brianza scambia favori, ride, scherza e viene trattato da amico da parte di un imprenditore edile condannato per false bonifiche essere considerato un politico affidabile nella gestione della cosa pubblica ed essere promosso a Vice Presidente della Regione? Pensavo fosse una domanda retorica, ma evidentemente non lo è per Maroni!".

buff capogruppoStefano Buffagni è il nuovo capogruppo del M5S in Consiglio regionale della Lombardia. Buffagni prende il posto di Dario Violi che ha guidato il gruppo negli ultimi sei mesi.

L'avvicendamento dei portavoce alla guida del gruppo consiliare, esattamente come avviene a Camera e Senato, vuole dimostrare la cifra democratica del Movimento 5 Stelle della Lombardia ed è un segnale contro la personalizzazione e la professionalizzazione della politica.

Buffagni ha 32 anni, è Dottore Commercialista, si è Laureato in Economia e Gestione Aziendale presso l'Università Cattolica di Milano e ha conseguito successivamente la Laurea Magistrale in Economia e Management per l'Impresa (curriculum qui).

 



Fenomenali quelli del Cittadino di Monza e Brianza! Riescono nell'impresa eccezionale di pubblicare la replica del direttore generale dell'Asl, Matteo Stocco, ad una mia denuncia, senza dare la notizia della denuncia stessa e senza nemmeno citare il mio nome o quello del MoVimento 5 Stelle!

Mi domando cosa possa capire della vicenda una persona che si informa comprando il Cittadino cartaceo, visto che può trovare solo la replica a non si sa bene cosa. Insomma, siamo di fronte a un grande esempio di giornalismo imparziale e indipendente!

Stocco sul Cittadino

(Va un pochino meglio sull'edizione on line, dove qui almeno un accenno alla questione lo danno).

Entrando nel merito della replica, l'autocertificazione riguardo i requisiti di ordine generale previsti dall'art. 38 del Dlgs 163/2006 è obbligatoria sulla piattaforma Sintel ma l'autocertificazione non basta. Una volta aggiudicato il servizio, il direttore generale avrebbe dovuto procedere ad effettuare i controlli di cui all'art. 38. Lo ha fatto?

E se è vero che per legge si deve escludere un'azienda dalla gara solo in presenza di un condanna definitiva, è altrettanto vero che, a fronte di un soggetto con un procedimento penale in corso per reati contro la pubblica amministrazione, il direttore generale aveva la facoltà di revocare l'affidamento del servizio, tramite una "valutazione di rilevanza", cioè un giudizio di opportunità preventivo con il quale valutare la gravità dei reati al fine di ritenerlo soggetto idoneo a contrarre con la pubblica amministrazione .

Insomma, se Stocco avesse fatto gli opportuni controlli, si sarebbe accorto che Bianchi aveva problemi con la giustizia e avrebbe potuto revocargli l'affidamento del lavoro, ma non lo ha fatto.

E la facoltà di revocare il servizio è confermata dallo stesso Stocco, quando comunica di aver tolto il lavoro a Bianchi quando è stato arrestato settimana scorsa... un po' troppo facile farlo quando il caso è già scoppiato!

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale M5S Lombardia

Fabrizio Sala, Fabio Altitonante e Giulio Gallera sono nomi impresentabili per l'Assessorato alla Sanità Lombarda. Il loro curriculum politico parla da solo.

Fabrizio Sala, già Assessore a Expo 2015, oltre alle imbarazzanti conversazioni telefoniche del 2010 riportata dal'Espresso tra lo stesso Sala e un imprenditore edile condannato a gennaio in primo grado a un anno e quattro mesi per false bonifiche, nel gennaio 2014 ha fatto assumere come collaboratore in Lombardia, in base ad un rapporto fiduciario, Oronzo Raho, ex presidente di Brianzacque, successivamente inquisito per le ipotesi di reato di turbativa d'asta, corruzione, concussione nelle indagini relative agli appalti per lo smaltimento rifiuti e lo scandalo Clean City a Monza. Sala, nel maggio del 2014, stando alle carte delle indagini sulla cupola degli appalti Expo, sarebbe uno dei personaggi politici su cui ha scommesso Gianstefano Frigerio, capo della cupola stessa. Frigerio, secondo i magistrati, «mantiene da lungo tempo contatti con Sala, che ha tra l'altro anche attivamente sostenuto nella corsa post-elettorale al ruolo di Sottosegretario presso la Regione Lombardia con delega all'Expo».

Fabio Altitonante ha destato l'interesse della Magistratura nel 2010 per le testimonianze di Alfredo Iorio, arrestato in un'inchiesta sulla mafia in Lombardia, che nei verbali ammette le mazzette e rivela i suoi rapporti con i politici di Regione e Provincia: "Io aiutavo Maullu e Altitonante. E una volta c'era anche il premier Berlusconi".

Il nome di Giulio Gallera compare nell'ordinanza antimafia "Parco sud" che tra il 2009 e il 2010 ha portato in galera il consigliere comunale Michele Iannuzzi (Pdl) e Alfredo Iorio, presidente di una società risalente al clan Papalia-Barbaro della 'ndrangheta calabrese al nord.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Dopo l'arresto di Mantovani Maroni dovrebbe comprendere che alla Sanità devono essere fatte nomine di assoluta pulizia e trasparenza. Un'eventuale loro nomina sarebbe uno sfregio per un'istituzione già infangata da scandali e processi. Una nomina di questo genere dovrebbe avvenire per merito e puntando su personaggi che vantano un curriculum di tutto rispetto dal punto di vista dell'etica, capiamo che sia difficile trovare nomi come questi in Forza Italia".

casa di cura pioIl M5S Lombardia depositerà nelle prossime ore un'interrogazione a Maroni sul caso della donna incinta deceduta dopo essere stata dimessa dalla clinica San Pio X.

Dario Violi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "Sul caso della donna incinta deceduta dopo essere stata dimessa dalla clinica privata San Pio X abbiamo presentato un'interrogazione a Maroni che deve fare chiarezza e offrire al Consiglio regionale una valutazione sul sistema di accreditamento anche perché casi come questi non si ripetano. Quanto accaduto deve aprire una discussione sulle reali condizioni dell'eccellenza sanitaria lombarda. Non è possibile che nel 2015 si muoia in Lombardia per complicazioni relative alla gravidanza dopo essersi rivolti a un pronto soccorso".

 



 

cert energetica

Gianmarco Corbetta, portavoce M5S e membro della Commissione Ambiente di Regione Lombardia, ha ricevuto diverse segnalazioni da molti ingegneri professionisti arrabbiati in merito alle certificazioni energetiche degli edifici in Lombardia che sono sottoposte a procedure informatiche lente e macchinose comportando sovrapprezzi al costo delle certificazioni per via del maggior tempo impiegato nella redazione dei documenti, con conseguente aggravio di oneri a carico dei cittadini, cosa che non avviene con i sistemi adottati in altre regioni.

Di seguito la lettera che Corbetta ha scritto all'Assessore all'Ambiente Claudia Terzi affinché prenda provvedimenti!

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Gentile Assessore,

la presente per porre alla Sua attenzione alcune questioni relative alla DGR 3868/2015 "Disposizioni in merito alla disciplina per l'efficienza energetica degli edifici ed al relativo attestato di prestazione energetica a seguito dell'approvazione dei decreti ministeriali per l'attuazione del d.lgs. 192/2005, come modificato con l. 90/2013" che stabilisce l'entrata in vigore del sistema relativo alla nuova procedura di calcolo della prestazione energetica e del relativo Attestato degli edifici esistenti, nello stato di fatto in cui si trovano, dal primo ottobre 2015 e che tutti gli edifici e le unità immobiliari soggette all'obbligo di certificazione energetica devono essere certificate utilizzando la metodologia approvata con Decreto del Dirigente competente e l'utilizzo del software Cened+2.0.

Ingegneri professionisti hanno inviato segnalazioni al Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle riguardo i ritardi nel rilascio della versione definitiva del software e le problematiche derivanti dall'utilizzo dello stesso. Secondo i professionisti, infatti, il software presenta difficoltà funzionali rilevanti; esso sarebbe macchinoso e lento e renderebbe l'obbligo di utilizzo della nuova procedura di calcolo una criticità operativa non trascurabile.

Inoltre l'obbligo di utilizzare questo software, poco funzionale alle esigenze dei professionisti, comporterebbe sovrapprezzi al costo delle certificazioni per via del maggior tempo impiegato nella redazione dei documenti, con conseguente aggravio di oneri a carico dei cittadini (cosa che non avverrebbe con il sistema adottato in altre regioni come il Veneto).

Tra le richieste formulateci dagli Ingegneri, vi sono quella di poter rinviare l'applicazione delle nuove procedure di calcolo al primo gennaio 2016 o, in subordine, quella di prevedere la possibilità di utilizzare fino al 31 dicembre 2015, sia la versione 1.2 che la versione 2.0 del software Cened.

Certo che i disagi che si stanno creando relativi alla nuova procedura di calcolo della prestazione energetica non La lascino indifferente, con la presente Le chiedo cortesemente di considerare attentamente le istanze dei professionisti e di valutare ogni soluzione possibile affinché i disagi creatisi possano risolversi prontamente.

Grato per l'attenzione che vorrete riservare alla presente, porgo i miei migliori saluti.

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale M5S Lombardia

 

COME È POSSIBILE CHE IN UNO DEI DISASTRI AMBIENTALI PIÙ GRAVI AL MONDO I SISTEMI DI FILTRAGGIO DELL'ACQUA SIANO "FUORI USO"? E COME È POSSIBILE CHE IL COMMISSARIO SIA "FIDUCIOSO"?

Come è possibile che nel sito Caffaro di Brescia - milioni di metri cubi di terra impregnati di pcb e diossine e milioni di metri cubi di acqua prelevati ogni anno dalla falda acquifera affinché la contaminazione non si estenda - il pozzo che filtra il mercurio dall'acqua di falda sia fuori uso?

E come può il commissario straordinario Moreni dirsi "fiducioso" per «un quadro non così allarmante», a fronte di una tale grave carenza? In giornata depositeremo un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente per far luce sulle eventuali responsabilità e negligenze.

È questa l'attenzione che si vuole dedicare ad un dramma ambientale senza precedenti, che dovrebbe essere una priorità della città? Dalla giunta Corsini fino ad oggi, la superficialità con la quale si è affrontato il tumore che la città ha in grembo da decenni è imbarazzante, come l'inettitudine e la continua sottovalutazione dimostrate dell'Asl di Brescia. E il silenzio che ha accompagnato la fuga dei responsabili è vergognoso.

Dopo mezzo secolo di inquinamento della Caffaro e a 14 anni dallo scandalo che quasi ci portò all'evacuazione della città, scopriamo che l'inquinamento si diffonde ancora. E ci ritroviamo con le briciole in mano: 11 milioni e 300mila euro stanziati per mettere mano al sito e alla bonifica, quando ne servirebbero a centinaia.

Anziché sprecare tempo e soldi per comprare nuovi giocattoli milionari al presidente del Consiglio - vedi l'Air Force Renzi - e per imbastire conferenze, convegni, osservatori e scenografie dalle quali snocciolare dati e cifre per far finta che tutto sia sotto controllo, che tutto proceda bene, che possiamo stare tutti più tranquilli, le amministrazioni comunali, regionali e nazionali investano le poche risorse a disposizione direttamente sui siti d'interesse nazionale, come Caffaro.

Investiamo nei FATTI, non nelle parole.
Altro che decreti "salva-Ilva", qui servono decreti "salva-cittadini"!

Il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione del M5S Lombardia che chiede che la Regione Lombardia solleciti Arexpo a firmare il Protocollo di Legalità.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia: "La Lombardia, grazie a una risoluzione che abbiamo portato all'approvazione del Consiglio regionale, solleciterà Arexpo a firmare urgentemente il Protocollo di Legalità. Anche per il Dopo expo i controlli sugli appalti dovranno essere sottoposti a verifiche antimafia puntuali e a un costante monitoraggio durante l'esecuzione dei lavori.

Arexpo nasce sotto una cattiva stella, la sua prima dirigente generale, Cecilia Felicetti,  venne infatti destituita dalla carica perché coinvolta nell'indagine in cui venne arrestato Rognoni di Infrastrutture Lombarda, per aver predeterminato l'assegnazione di future gare. E la compagine societaria di Fondazione Fiera soffre già di un conflitto d'interessi. Ecco perché dell'urgenza della sottoscrizione.  La Lombardia fa ancora troppo poco nell'ambito del contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata tema sul quale non si deve mai abbassare la guardia. Esiste una zona grigia che va continuamente verificata e a cui va imposta totale trasparenza e il Protocollo della Legalità può davvero aiutare. Oggi la corruzione avviene soprattutto negli appalti pubblici anche grazie alla possibilità di bypassare i sistemi di controllo. E più controlli significano meno mafie e meno corruzione".

SANITALEAKS

Lombardia Informatica non ha garantito le misure minime di sicurezza sul sistema informativo di gestione della spesa farmaceutica della Lombardia? Dati sensibili di 10 milioni di cittadini lombardi sono finiti nelle mani di qualche malintenzionato? Questo il senso di una segnalazione al Garante della Privacy (disponibile qui: LISPA - segnalazione Garante) che ho appena inviato. Di seguito i fatti.

A giugno di quest'anno esce un articolo su Il Fatto Quotidiano (disponibile qui: http://bit.ly/1NJhMCN) nel quale si parla di un documento di audit interno di LISPA che evidenzia 56 non conformità complessivamente gravi riguardanti la sicurezza del sistema di gestione della spesa farmaceutica regionale, tali da esporre potenzialmente dati sensibili sanitari dei residenti di Regione Lombardia alla mercè di attacchi e furti, nel periodo da giugno 2012 a giugno 2014.

Chiedo il documento a LISPA che mi risponde che non può fornirmelo per procedure interne di riservatezza. Peccato che il documento sia comunque finito nelle mani del Fatto Quotidiano e che io sia un consigliere regionale e che LISPA sia una società al 100% di Regione Lombardia. LISPA si rende comunque disponibile ad una mia lettura del documento presso la loro sede, cosa che effettuo lo scorso settembre. Nella documentazione che ho potuto leggere il problema sembra essersi risolto dopo due mesi, a fine luglio 2014, in una modalità adeguata. Otto giorni dopo mi perviene in anonimo nella mia email privata il documento che LISPA non mi ha voluto consegnare (disponibile qui: LISPA - Verbale Santer pt1 e Verbale Santer pt2 ). Complimenti ancora alle procedure aziendali di riservatezza di LISPA!

Abbiamo analizzato quella documentazione con esperti di sicurezza e privacy e legali ed abbiamo ritenuto doveroso inviare una segnalazione al Garante della Privacy che si occuperà di approfondire il caso e far emergere eventuali responsabilità in capo ai dirigenti di Lombardia Informatica e/o Regione Lombardia per ciò che è successo tra giugno 2012 e giugno 2014.

Eugenio Casalino - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Flash Mob del M5S Lombardia questa mattina al Pirellone. In occasione della discussione della mozione di sfiducia a Maroni i portavoce del Movimento, insieme ad alcuni attivisti, si sono presentati alla sede del Consiglio regionale con scope di saggina e uno striscione con la scritta "Onestà".

foto presidio

Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: "Sono giorni di passione, giorni di dolore, giorni di rabbia per l'umiliazione che ha subito la Lombardia considerata ormai una regione di corrotti, di tangentisti e di delinquenti. Sono momenti di dolore per milioni di lombardi onesti che non si meritano tutto questo! In poco più di due anni questa Giunta ha raggranellato più attenzione dai tribunali che provvedimenti utili ai cittadini. Il fallimento di questa Maggioranza, oltre che etico e morale, è politico. In Lombardia bisogna fare le pulizie e devono andare tutti a casa, l'inquisito, l'arrestato e l'imputato non rappresentano l'eccellenza Lombarda, sono rappresentanti dell'indecenza politica Lombarda. Maroni si dimetta prima che sia troppo tardi, non ci vorremmo veder costretti a portare altre arance, anche se fuori stagione. L'onestà deve tornare di moda e solo il M5S può riportare smalto, trasparenza e legalità in Lombardia"

Il discorso del capogruppo del M5S Dario Violi in aula durante la discussione della mozione di sfiducia a Roberto Maroni dopo l'arresto del vicepresidente Mantovani:

Sono giorni di passione, giorni di dolore, giorni di rabbia per l'umiliazione che ha subito la Lombardia considerata ormai una regione di corrotti, di tangentisti e di delinquenti. Sono momenti di dolore per milioni di lombardi onesti che non si meritano tutto questoQuesto, anche se sto parafrasandoera il discorso di Maroni con cui il 4 aprile 2012  sbandierava l'orgoglio leghista di fronte allo scandalo dei finanziamenti occulti a BelsitoOggi invece siete orgogliosi di una Regione già deturpata dalle Minetti, dai Trota e dai Formigoni, dalle piadine fino al matrimonio della figlia dell'ex presidente di questa assemblea?

Ora come allora, la Magistratura ha trasferito i suoi uffici a Palazzo LombardiaL'istituzione che guidate e che rappresenta 10 milioni di lombardi è continuamente umiliata da episodi di malaffare, non passano sei mesi senza un nuovo scandalo, una nuova tangente. Settimana scorsa noi lombardi siamo stati sbattuti sulle prime pagine dei giornali come una terra di criminali, di corrotti, un covo di malaffare. Eppure in campagna elettorale avevate usato le scope di saggina per illudere i lombardi che avreste fatto pulizia...

In poco più di due anni questa Giunta ha raggranellato più attenzione dai tribunali che provvedimenti per i cittadini. Ecco un album di ricordi per rinfrescarvi la memoria, anzi la fedina penale della Lombardia, che è il manifesto del vostro impossibile rapporto con l'onestà, del vostro fallimento!

Roberto Maroni, governatore della Lombardia, imputato per induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. 

Andrea Gibelli, ex segretario generale della Regione, che dopo aver ricevuto avviso di garanzia nella stessa inchiesta è stato premiato con la dirigenza FNM. Senza parlare dei collaboratori personali coinvolti a diverso titolo nelle inchieste in corso, tra cui il suo capo di segreteria Giacomo Ciriello.

Massimo GaravagliaAssessore al Bilancio, accusato di turbativa d'asta.

Alberto Brugnoli, ex dirigente generale di Eupolis accusato di turbativa d'asta, ha patteggiato una pena di otto mesi con la condizionale.

Antonio Rognoni, Ex dirigente generale di Infrastrutture Lombarde, imputato per turbativa d'asta e truffa.

mantovani-arresto_pulitoAbbiamo lasciato per ultimo Mario Mantovani, l'asso pigliatutto ex assessore alla sanità, ex vicepresidente di regione lombardia, consigliere regionale (si dimetterà mai?) e ex senatore, ex eurodeputato e ex sindaco di ArconateOggi è a San Vittore per tangenti, corruzione e turbativa d'asta. Come dimenticare il suo invito agli arconatesi a mandargli curriculum per essere assunti... ehm volevo dire segnalati nella Sanità Lombarda? Grazie a loro era stato eletto e così ricambiava il favore! Ma per voi era tutto normale. Come dimenticare il suo eterno valzer tra la poltrona di sindaco e quella di Assessore che non voleva mollare nonostante la legge sui doppi incarichi? Ma anche qui per voi tutto normale. Come dimenticare i suoi interessi (privati) nel settore della Sanità lombarda? Farlo assessore è stato come mettere la volpe nel pollaio. Tanto poi gli spennati siamo sempre e solo noi cittadini! E poi un assessore di Forza Italia? Suvvia cosa potevate aspettarvi da un membro di punta del partito più inquisito della recente storia italiana

Ma lasciamo perdere i tribunali e le inchieste, sono solo il coronamento di questa penosa legislatura. Il vostro fallimento, oltre che etico e morale, è politicoVi siete fatti eleggere promettendo di tenere il 75% delle tasse dei lombardi in Lombardia. Stando alla cronaca di questi due anni e mezzo, una parte dei soldi dei lombardi finisce nelle tasche dei politici o ad amici e parenti, Expo e Brebemi sono solo due esempi molto chiari. Il resto rimane a disposizione di Roma del Governo dei tagli di Renzi. Lo stesso Governo che con i vostri scandali legittimate nella sua opera di accentramento(parlare dei molti incontri su autonomia e dignità delle regioni). È la vostra classe politica che non disdegna la corruttela e che sta cancellando le regioni e le autonomie locali. Siete voi che desertificate le urne elettorali allontanando i cittadini dalla politica che è ormai percepita come un lavoro sporco.

E in quest'opera vergognosa vi sostiene il Partito Democratico che qui vi fa la morale e poi elegge i De Luca, qui vi invita ad andare a casa e da mesi tiene in piedi i Crocetta. E' lo stesso che difende i Marino la sua Giunta finché non diventa fastidioso per il burattinaio Renzi. E' lo stesso PD che vota contro gli arresti in parlamento dei Genovese o dell'NCD AzzoliniE' lo stesso PD che qui vi fa la morale su immigrazione e razzismo, che sui valori si dice indisponibile a negoziare e lo stesso giorno a Roma salva il vostro Calderoli da un processo per gli insulti razzisti a Cécile Kyenge, in cambio del ritiro di qualche emendamento. La verità è che se non fosse per il M5S all'opposizione, centro-destra e centro-sinistra continuerebbero a spartirsi quel che resta del Paese.

Ma torniamo a voi, e prendiamo in mano il vostro Piano di governo per la legislatura. C'è un bel paragrafo, tra le priorità, che dice di contrastare la criminalità organizzata e ogni forma di illegalità. C'è scritto anche che avreste garantito la trasparenza. Convegno sulla trasparenza di settimana scorsa e mozione tre nord dell'ultimo consiglio bocciata.tanto  L'unico modo che avete per realizzarlo è quello di dimettervi tutti: la legalità, la trasparenza e la lotta alla corruzione possono tornare in Lombardia soltanto se ve ne andate via voi.

Ma andiamo avanti: che ne è della vostra Macroregione? Che ne è dell'autonomia? Se non ci fosse stato il Movimento 5 Stelle (116 coma 3) sareste ancora a straparlare di statuto speciale, nemmeno i regolamenti e la Costituzione conoscete e pretendete di Governare ancora? Non c'è nessuna traccia nelle vostre attività dell'abolizione del bollo auto, del fondo regionale per la previdenza integrativa, dell'agenzia regionale per l'economia, della cancellazione dei ticket sanitari. Non vi basta questo per fare un passo indietro?

Fin qui avete mascherato il vostro vuoto politico cosmico con sceneggiate e campagne mediatiche anti-immigrati e contro l'inesistente genderLa vostra propaganda non risolve i problemi, dovete farvi da parte. L'unica cosa in cui siete stati impegnatissimi è cementificare, fare grandi opere inutili, su tutte brebemi, Teem e Pedemontana, inventarvi nuovi appalti e nuove gare per dare soldi ai soliti giri, costruttori, cooperative e aziende note alle procure. A sì, fate anche altro: coprite i buchi delle amministrazioni leghiste non virtuose, vedi il caso di Cologno al Serio, che in primavera va al voto.

Si può parlare poi dei 3 rimpasti di giunta in meno di due anni, abbiamo cambiato più assessori in 2 anni che nelle ultime 4 legislature, segno che non siete stati capaci di scegliere secondo competenza e professionalità, ma che il manuale cancelli è ancora vivo e che i vostri interessi non collimano con quelli dei cittadini e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Dovete andare tutti a casa, l'inquisito, l'arrestato e l'imputato non rappresentano l'eccellenza Lombarda, sono rappresentanti dell'indecenza politica Lombarda. Dimettetevi prima che sia troppo tardi, non ci vorremmo veder costretti a portare altre arance, anche se fuori stagione. Dimettetevi tuttifatela finita con l' accanimento terapeutico ad un'amministrazione regionale che annega negli scandali giudiziari e che vanta un bilancio politico da film di Dario Argento: profondo rosso.

Autovotarvi la sfiducia sarebbe l'unico atto in linea con il vostro programma elettoraleE le vostre dimissioni non le chiede solo il Movimento 5 Stelle, le chiede la gente, le chiede un ritorno all'etica politica, lo chiede il rispetto della legalità, lo chiede l'onore e il buon nome dell'Istituzione. Per molto meno vi ricordo che avete sfiduciato Formigoni. Presidente, se ne vada. Confezioni la prima azione coerente con il suo mandato, iniziato, glielo ricordo, promettendo 0 indagati in giunta

L'onestà deve tornare di moda.

ASL-Desio
Dopo la lettera al Ministro della Giustizia il M5S ha depositato un'interrogazione alla Camera dei Deputati sul problema delle barriere architettoniche della ASL di Desio, che da anni impediscono ai diversamente abili e a genitori e ad accompagnatori di carrozzine e passeggini, di accedere con semplicità alla struttura.
"Sia nella lettera che nell'atto parlamentare, abbiamo chiesto al Ministro, responsabile di rilasciare l'autorizzazione per l'utilizzo dell'ex Tribunale di Desio alla ASL, quali siano le sue intenzioni in merito" - riferisce il deputato desiano M5S Davide Tripiedi, primo firmatario dell'interrogazione
L'interrogazione e la lettera inviate, sono il risultato, come spesso accade, del lavoro di squadra che ha visto coinvolto il gruppo del M5S a tutti i livelli istituzionali.
La Consigliere comunale di Desio, Sara Montrasio, il Consigliere Regionale, Gianmarco Corbetta, il Deputato Davide Tripiedi e il Senatore Bruno Marton, si sono mossi in prima persona e promettono di continuare a farlo su tutti i fronti e con tutte le armi a loro disposizione, affinché si trovi una soluzione al problema.
Il "lasciapassare" del Ministro della Giustizia, risulta essere fondamentale per eliminare i disagi delle persone che, con molte difficoltà, accedono da anni a una struttura per loro  estremamente necessaria. Ci riterremo soddisfatti solo quando la situazione di disagio verrà definitivamente risolta  e i cittadini, tutti e senza distinzione alcuna, potranno usufruire senza problemi di un servizio per loro indispensabile.
M5S Lombardia

Come è ormai noto e alla ribalta della cronaca regionale e nazionale, Mario Mantovani - vicepresidente Regione Lombardia, ex assessore sanità ed ex senatore sottosegretario alle Infrastrutture, ex sindaco di Arconate, insomma un politico tutto fare - è stato arrestato per corruzione ed altri reati.

Insieme a lui è stato arrestato l'ingegnere Angelo Bianchi, già arrestato nell'ottobre 2008 quando era funzionario del Provveditorato alle opere pubbliche lombarde, per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina, e nel dicembre 2012 era stato rinviato a giudizio. Sono quindi finite sotto l'occhio degli inquirenti anche le scuole don Milani e don Minzoni di Paderno Dugnano, progetti che hanno appunto la firma dello stesso ingegnere.

I finanziamenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sono stati ottenuti durante il precedente mandato del Sindaco Alparone e portano la firma di Mario Mantovani con il quale il nostro sindaco è legato da un forte sodalizio politico.

Il M5S di Paderno Dugnano continuerà a seguire la vicenda. Abbiamo già fatto gli accessi agli atti e visionato i progetti in questione.

I nostri figli meritato edifici scolastici a norma e sicuri, ma c'è un ma: se dovesse emergere che questo finanziamento pubblico è arrivato grazie a delle manovre politiche che "appaiono" buone, mentre celano reati importanti, l'amarezza e lo sconcerto sarebbero enormi. Per questo continueremo a vigilare. Meritiamo finanziamenti puliti per le nostre scuole, i nostri figli, il nostro futuro. Come sono pulite le ore di lavoro e le tasse che paghiamo per avere i servizi di base.

Purtroppo la notizia dell'arresto di Mantovani non ci ha colti di sorpresa. Stiamo parlando di una forza politica nata dal sodalizio fra dell'Utri, Mangano e Berlusconi. Stiamo parlando di una forza politica che governa la Lombardia con la Lega Nord che vanta tra le sue fila l'assessore all'Economia della Regione Lombardia Maurizio Garavaglia (indagato). E purtroppo se ci giriamo verso il Centro Sinistra la scia di politici indagati e condannati non abbassa di certo la media (Mafia Capitale docet).

Tutto cambia, nulla cambia. A livello locale, a Paderno come in ogni altra città, gruppi di persone, spesso oneste ma poco consapevoli, fanno liste civiche non per smarcarsi MA per allearsi con questo sistema partitico e ciò che rappresenta.

Non siete stanchi di tutto questo marcio che invade e si infiltra in ogni anfratto della politica italiana? Il M5S é un'alternativa vera a questo sistema. Migliorabile da ogni cittadino che vorrà unirsi a noi in questa rivoluzione culturale.

Noi ci siamo. Tu?

M5S Paderno Dugnano

Caso Mantovani, uno dei tre arrestati lavorava anche per l'ASL di Monza e Brianza

Un appalto da 23910,73 euro per l'Asl Monza e BrianzaAngelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato alle Opere pubbliche per la Lombardia, arrestato nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere il numero due di Regione Lombardia Mario Mantovani, lavorava anche in Brianza e il 25 maggio 2015 si è aggiudicato un bando dell'Asl di Monza per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) legati all'individuazione di un immobile da destinare a nuova sede dell'Asl di Monza e Brianza.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: "Certo tutto si è svolto regolarmente: l'Asl ha avviato una "indagine di mercato" il 16 aprile 2015 (con chiusura il 3 maggio), invitando alla procedura tre aziende.  Di queste, solo la società "Ingegneria Civile di Angelo Bianchi" ha presentato un'offerta sei giorni dopo l'avvio della procedura... Angelo Bianchi era già stato indagato dalla Procura di Sondrio nel 2008  per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina e rinviato a giudizio nel dicembre 2012".
Per il consigliere "E' sicuramente un caso che uno dei tre arrestati nel caso Mantovani, considerato un suo "fedelissimo", sia stato l'unico a fare un'offerta per un lavoro nell'ASL di Monza e Brianza diretta da Matteo Stocco, anch'egli considerato vicino a Mantovani... Mi domando se fosse proprio indispensabile invitare a partecipare alla procedura un soggetto già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d'asta. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga e non invitato a gare e relativi incassi di denaro pubblico!".

 

ITR CARPIANO-BIS 15-10-2015

A un mese esatto dalla denuncia, con una nuova interrogazione, a prima firma della consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, il M5S Lombardia torna di nuovo ad occuparsi del caso CARPIANO, ovvero i 12 ettari di terreni agricoli coltivati e gravemente contaminati con diossine, metalli pesanti e sostanze genotossiche.

"ISPRA - dichiara Iolanda Nanni - ha riscontrato la contaminazione nel 2007. Ebbene, solo a novembre 2011, c'è stato il primo incontro tecnico in Regione in cui peraltro si confermava che l'area veniva regolarmente utilizzata dai conduttori a fini produttivi (specificatamente mais) e che NON vigevano limitazioni d'uso sui terreni interessati. A questo incontro i COMUNI interessati erano assenti. Poi inspiegabilmente c'è un vuoto assoluto fino al 31 maggio 2015 quando si avvia in Regione la Conferenza dei Servizi , gravemente in ritardo rispetto alle indagini di ISPRA del 2007, nonché ancora in alto mare e lacunosa sotto il profilo documentale. In questa sede, l'azienda proprietaria dei terreni ha presentato uno studio che ARPA giudica così: "si ritiene quanto presentato non sufficiente ed esaustivo". ARPA ha infatti prescritto tutta una serie di maggiori e più diversificati controlli nonché aggiuntive misure per la bonifica. Stavolta, erano assenti la Provincia di Pavia e l'ASL di Pavia."

"A questo punto - prosegue Nanni - abbiamo ritenuto doveroso depositare una nuova interrogazione per chiedere i motivi di tale ingiustificato ritardo e soprattutto per evidenziare all'Assessorato Regionale competente la presenza di alcune criticità su come è stata condotta la Conferenza dei Servizi. Siamo a un nulla di fatto: dopo 8 anni dalla scoperta della contaminazione dei 12 ettari di terreno, non c'è ancora né un piano di bonifica definitivo, né un divieto di coltivazione, né l'avvio di monitoraggi sull'area. Nulla di nulla. Naturalmente non c'è ancora neanche una risposta alla mia interrogazione del 14 settembre scorso, quando sollevai il caso in Regione."

"All'interno dell'interrogazione - continua Nanni - chiediamo conto alla Regione del perché ISPRA non sia stata convocata alla Conferenza dei Servizi e non sia stata audita per un autorevole parere anche sulla perizia di parte. Risulta infatti che Regione Lombardia abbia preso per buoni i contenuti dello studio di parte, commissionato dalla proprietà, considerandolo come punto di partenza del c.d. "piano di caratterizzazione" (documento necessario per avviare la bonifica). La presenza di ISPRA è tanto più importante perché, fra ciò che dice lo studio di parte e ciò che rileva ISPRA, c'è una grave divergenza sulle cause della contaminazione: lo studio di parte le individua nello stato delle acque dei corsi adiacenti i terreni, mentre ISPRA parla di possibile "spargimento pirata" di rifiuti tossici e pericolosi. Sono due cose ben diverse che necessitano di approfondimento da parte di Regione, possibile solo attraverso monitoraggi aggiornati e l'interlocuzione con ISPRA. A ciò si aggiunga un altro dettaglio non da poco:  mentre ISPRA individua ben 12 ettari di terreno contaminati, lo studio della proprietà li circoscrive a soli 2 ettari. Ora cosa succederebbe se la Regione prendesse per buono lo studio di parte che circoscrive l'area da bonificare a soli 2 ettari senza controllare gli altri 10?".

"ISPRA inoltre denunciava la possibile contaminazione delle falde acquifere: più tempo si aspetta a fare la bonifica, più alta è la probabilità che gli inquinanti si infiltrino nelle falde, sarebbe opportuno che Regione attivasse subito un monitoraggio costante e strutturale delle falde. Infine non è comprensibile il motivo per cui le Autorità competenti, e in particolare il Sindaco non abbiano ancora emesso un'ordinanza per vietare la coltivazione e l'allevamento sui terreni incriminati: proprio su questo punto intendo sollecitare nei prossimi giorni il Sindaco di Carpiano" -  conclude Nanni.

 

Al centro di Melzo (MI) c'è una vecchia area industriale (ex stabilimento Galbani) che è stata demolita alcuni anni fa per lasciare posto ad un nuova struttura urbanistica, ma l'azienda - che avrebbe dovuto portare avanti il progetto e che detiene la proprietà dell'area - è fallita e da circa 5 anni ha lasciato lo spazio abbandonato e in totale degrado.

12162120_10203604164543658_664232848_oAbbiamo ricevuto delle segnalazioni da parte dei cittadini di Melzo, che ci hanno espresso la loro preoccupazione; - dichiara il portavoce regionale del M5S Gianmarco Corbetta - difatti l'area costituisce un potenziale pericolo per la salute pubblica. La bonifica del sito risulterebbe ad oggi incompleta e il degrado derivante dalle voragini che si sono aperte sta diventando insostenibile. Ogni giorno migliaia di persone passano vicino alla zona recintata per prendere il treno. Inoltre le voragini sono coperte di vegetazione e rappresentano un rischio per i bambini. L'area è coperta da una fitta vegetazione che sta diventando un bosco totalmente incontrollato, dove vengono sversati rifiuti in modo abusivo.  Inoltre è noto che nelle indagini svolte sin'ora nei cunicoli interrati di collegamento si sia riscontrata una notevole quantità di amianto.

I cittadini di Melzo chiedono un intervento delle istituzioni ma il sindaco di Melzo, Antonio Bruschi (PD) si è interessato del problema? Come MoVimento 5 Stelle - conclude Corbetta - abbiamo fatto nostra la loro richiesta e abbiamo inviato ad ASL e ARPA una lettera affinché vengano effettuati dei sopralluoghi per verificare la situazione di degrado e fare le opportune analisi sui materiali e sull'eventuale pericolosità legata alla presenza di amianto.

Gianmarco Corbetta  - Portavoce Regionale M5S Lombardia

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Ieri, la Commissione Agricoltura ha approvato all'unanimità la proposta di legge per il "Diritto al Cibo". L'obiettivo della legge, che dovrà essere approvata il 27 ottobre dal Consiglio regionale, è ridurre gli sprechi alimentari e "garantire a tutti pieno accesso ai mezzi necessari al sostentamento alimentare". Il M5S Lombardia ha lavorato intensamente su questa legge, portando all'attenzione dei lavori della Commissione numerosi emendamenti innovativi che, approvati, sono entrati a pieno titolo nella proposta di legge. Tra questi:


  • L'introduzione di norme e la promozione di politiche per valorizzare i sistemi agroalimentari locali e sostenibili che garantiscono, tra le altre finalità, la riduzione dello spreco;

  • La logica che il tema del diritto al cibo necessita di interventi integrati tra tutte le politiche produttive, logistico-distributive, agricole e di sviluppo rurale, territoriali, ambientali, paesaggistiche, del commercio, economiche, socio-assistenziali, sanitarie, formative;

  • La definizione di diritto al cibo introdotta dalla FAO: "l'obbligo di ogni Stato ed amministrazione pubblica di rispettare, proteggere e realizzare il diritto di ogni essere umano residente nel suo territorio ad un cibo adeguato, sostenibile ed accessibile";

  • Il ricorso a misure e incentivi che favoriscano e promuovano sistemi alimentari più sostenibili e un consumo sostenibile;

  • Il sostegno alla ricerca e all'innovazione per la transizione a regimi agricoli e alimentari sostenibili;

  • Lo stimolo alla partecipazione attiva dei cittadini;

  • Azioni e campagne di comunicazione locale volte alla riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera agroalimentare;

  • Introduzione della Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo che vedrà la partecipazione dei rappresentanti di categoria, rappresentanti dei soggetti pubblici, privati e del settore non profit, esperti provenienti da università e centri di ricerca. La consulta, tra l'altro, contribuirà alla definizione degli obiettivi e delle strategie di medio e lungo periodo della Regione Lombardia per promuovere, rispettare, proteggere e realizzare il diritto al cibo; faciliterà l'integrazione tra le politiche e i programmi regionali, anche tramite un coordinamento inter istituzionale, al fine di garantire coerenza con obiettivi e strategie della promozione, protezione e rispetto del diritto al cibo.


Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il testo iniziale si occupava solo di risolvere il tema della gestione delle eccedenze alimentiari; obiettivo nobile, che però non interveniva sulle cause per cui si genera e si spreca cibo. I nostri emendamenti sono stati indirizzati proprio in tal senso: ad andare alla radice del fallimento degli attuali sistemi, e hanno migliorato il testo base con principi fondamentali tra i quali la promozione e il sostegno alla ricerca e all'innovazione per la transizione verso sistemi agroalimentari locali e sostenibili. Oltretutto, i numerosi esperti passati in Expo in questi mesi, non certamente esponenti del M5S, hanno più volte sollevato la necessità di lavorare sui temi da noi sollevati in commissione (temi a noi cari sin dalle nostre origini); sembrava davvero paradossale che fossimo solo noi, la forza politica che quell'Expo non l'ha mai voluto, ad aver inserito quegli stimoli traducendoli in emendamenti. Mi sarei davvero interrogata sul senso delle firme dei politici regionali sulla Carta di Milano; ma è andata bene: alla fine, anche i più ostinati avversari dei nostri emendamenti ne hanno colto l'importanza, inserendoli in legge."

"Tra i motivi di orgoglio per il M5S, l'introduzione di una Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo. Nel testo iniziale si parlava genericamente di un osservatorio "Spreco Zero", che avrebbe dovuto solo studiare le buone pratiche per ridurre gli sprechi di alimenti. Ma non si può solo osservare, senza pianificare azioni e politiche programmatiche di interventi correttivi e risolutivi nel lungo periodo. La consulta contribuirà significativamente proprio a questo: a definire obiettivi e a integrare le politiche regionali e i programmi per la realizzazione del  diritto al cibo per tutti. Questo è un ottimo risultato e motivo di orgoglio per il M5S", conclude Carcano.

Ieri, la Commissione regionale Antimafia della Lombardia ha approvato una risoluzione del Movimento 5 Stelle che, se approvata dal Consiglio regionale il 20 ottobre, impegnerà il Presidente Maroni a "intervenire presso la società Arexpo S.p.A. affinché venga firmato al più presto il Protocollo di legalità con la Prefettura".

Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S e relatrice della risoluzione, "i tempi stringono, il Governo è entrato in Arexpo, ma la società non ha ancora firmato il Protocollo di legalità. Il documento rende più stringenti le verifiche antimafia con forme di monitoraggio durante l'esecuzione dei lavori. L'area dell'esposizione sarà interessata da lavori e appalti:  non possono e non devono cominciare prima di quella firma".

"La nostra risoluzione chiede anche, sentita la Commissione Speciale Antimafia, di dare il via a un Tavolo che coinvolga gli enti competenti in materia di lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione perché vengano definiti sin da subito i criteri e le barriere all'ingresso alla corruzione e alle mafie per quanto attiene al dopo Expo e al suo periodo di smantellamento. Il dopo Expo non deve diventare la mangiatoia di nessuno", conclude Carcano.

cologno al serio
Con il patto di stabilità verticale Regione Lombardia sbloccherà 127 milioni di euro che entreranno nelle casse dei 1.540 comuni lombardi, distribuiti in base al così detto ISV (indice sintetico di virtuosità). Nell'elenco riportato sul sito dell'Anci Lombardia spicca il comune di Cologno al Serio, che riceverà ben oltre 9 milioni di euro, un'enormità rispetto agli altri comuni lombardi. Sarà un comune che ha fatto della virtuosità il suo modello? Sbagliato! Il comune in questione, amministrato dalla Lega Nord, ha un buco in bilancio di 8,3 milioni di euro ereditato dal fallimento del project financing con cui dovevano essere costruite le piscine della città. Ma come? Maroni è sempre pronto a puntare il dito contro il governo di Roma che sostiene anche le regioni non virtuose, a scapito della Lombardia, e poi tra le mura di casa propria tappa il buco al (suo) comune che ha sperperato i soldi dei cittadini? Sto già predisponendo un'interrogazione alla Giunta per capire come è stata calcolata questa assegnazione. A voi non sembrano soldi che cadono a fagiolo per coprire la voragine nel bilancio? Sarà che si tratta di un comune che andrà a elezioni il prossimo 2016? Quindi merita un'attenzione speciale? I figliocci fanno il danno e la mamma paga. Peccato che qui si tratta di soldi pubblici!
Dario Violi - Portavoce M5S Lombardia
 

 

 

 

Un appalto da 23910,73 euro per l'Asl Monza e Brianza. Angelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato alle Opere pubbliche per la Lombardia, arrestato nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere il numero due di Regione Lombardia Mario Mantovani, lavorava anche in Brianza e il 25 maggio 2015 si è aggiudicato un bando dell'Asl di Monza per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) legati all'individuazione di un immobile da destinare a nuova sede dell'Asl di Monza e Brianza.

Certo tutto si è svolto regolarmente: l'Asl ha avviato una "indagine di mercato" il 16 aprile 2015 (con chiusura il 3 maggio), invitando alla procedura tre aziende.  Di queste, solo la società "Ingegneria Civile di Angelo Bianchi" ha presentato un'offerta sei giorni dopo l'avvio della procedura...

Angelo Bianchi era già stato indagato dalla Procura di Sondrio nel 2008  per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina e rinviato a giudizio nel dicembre 2012.

E' sicuramente un caso che uno dei tre arrestati nel caso Mantovani, considerato un suo "fedelissimo", sia stato l'unico a fare un'offerta per un lavoro nell'ASL di Monza e Brianza diretta da Matteo Stocco, anch'egli considerato vicino a Mantovani... Mi domando se fosse proprio indispensabile invitare a partecipare alla procedura un soggetto già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d'asta. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga e non invitato a gare e relativi incassi di denaro pubblico!

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia

 


Meglio di così la Lombardia non poteva festeggiare la giornata della trasparenza: il vicepresidente Mantovani  e braccio destro di Maroni è stato arrestato per corruzione e turbativa d'asta in ambito sanità ed edilizia scolastica. Indagato anche l'Assessore al bilancio Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore.
Stiamo predisponendo  una mozione di sfiducia nei confronti di Maroni che si deve dimettere immediatamente. Ci auguriamo che il Consiglio regionale faccia un atto di orgoglio e che converga sulla nostra richiesta", così Dario Violi capogruppo del M5S Lombardia. "I lombardi non si meritano questa vergogna, loro sono evidentemente meglio di chi li governa. L'arresto di oggi è la prova provata che tante denunce che abbiamo sollevato negli ultimi anni sono fondate e che Maroni, che tra l'altro dovrà andare a processo per "perturbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita" in un'inchiesta legata a Expo, non è mai stato in grado di allontanare le lobby di affaristi e corruttori dalla cassaforte dei lombardi. E' necessario tornare al voto subito e Maroni e i suoi assessori devono tornarsene a casa a cercarsi un lavoro per la prima volta nella loro vita. Per riportare legalità, pulizia e onestà in regione c'è bisogno di una Lombardia a Cinque Stelle", conclude Violi.

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Venerdì 23 ottobre si svolgerà all'Arci Tom di Mantova il convegno organizzato dal MoVimento 5 Stelle Lombardia "Mantova-Milano, una proposta concreta per ripartire."

Un incontro aperto ai cittadini, ai pendolari e agli amministratori locali per fare il punto sulle problematiche e le criticità della linea ferroviaria Mantova-Codogno-Milano. Un focus che non trascurerà il protocollo d'intesa siglato tra regione Lombardia, Trenord ed Rfi nel 2014 che prevede diversi interventi sul tratto ferroviario da finanziare nel più breve tempo possibile, compreso il controverso raddoppio della linea nel segmento Mantova- Codogno.

All'incontro verrà presentato lo studio sull'ipotesi di potenziamento della linea del Politecnico di Milano, affidato all'università dal portavoce regionale Andrea Fiasconaro e dal senatore Luigi Gaetti del M5S, secondo cui, come spiega il docente Paolo Beria, "basterebbe poco per rendere il traffico dei treni più fluido, senza ricorrere a un raddoppio che appare sovradimensionato per la domanda e le esigenze del territorio".

L'obiettivo è quello di coinvolgere gli amministratori locali e ragionare insieme sull'effettiva fattibilità delle proposte in campo da un lato, ponendo l'accento sulla trasparenza dei finanziamenti e sulle tempistiche reali dei progetti, e sulla possibilità di una maggiore integrazione tra trasporto su ferro e su gomma dall'altro, il tutto per migliorare la percorribilità della linea ferroviaria e la qualità del servizio offerto a cittadini e pendolari.

 

Locandina convegno treni MN

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Dall'analisi svolta dal nostro portavoce monzese Nicola Fuggetta e dal Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, è evidente come Brianzacque non abbia un'organizzazione in linea con l'esito referendario, che ha visto milioni di cittadini italiani esprimersi in favore della piena partecipazione dei cittadini alla gestione dell'acqua pubblica.

Partiamo dall'organigramma societario: salta subito all'occhio una scarsa attenzione verso gli strumenti partecipativi e di controllo. Pare che in diretta dipendenza dal Presidente vi siano solo un ufficio di Internal Auditing e uno per i Rapporti Istituzionali, ma non è nemmeno menzionata la figura del Responsabile Trasparenza e Corruzione, comunque nominato. Per non parlare del Comitato Tecnico di Controllo Analogo, previsto dall'articolo 25 dello Statuto aziendale, di cui mi domando se sia mai stato emanato il relativo Regolamento di funzionamento.

Già solo da questi primi rilievi appare evidente che la società non ha nella sua mission la trasparenza, il controllo e la partecipazione dei cittadini alla sua gestione, anche perché non è dato di sapere quali siano le procedure adottate per garantirle. D'altro canto, gli unici che hanno voluto ficcare il naso nelle vicende della società fino ad oggi, siamo stati noi del MoVimento, tramite una lunga serie di accessi agli atti.

Dall'analisi del numero dei dipendenti, delle retribuzioni e delle qualifiche appare evidente che ci sono tutte le possibilità per garantire una gestione virtuosa fondata sulla partecipazione e la trasparenza, senza che ciò determini un incremento di costi, ma solo una diversa e migliore organizzazione.

La professionalità delle risorse non è in discussione, quindi occorre individuare la modalità di impiego di queste risorse in modo proficuo e in linea con lo spirito referendario.

Purtroppo in Brianza, come in quasi tutto il resto d'Italia, lo spirito del referendum è stato tradito. Anche laddove ci sono società idriche dei comuni, queste sono nei fatti di proprietà dei partiti e non dei cittadini.

La partecipazione non è mai garantita e l'interesse pubblico va a farsi benedire. Basti pensare ad esempio all'incredibile vicenda del Master Plan di Brianzacque, che a seguito dell'istruttoria dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione, ha visto un repentino cambio di progetto con circa 50 milioni di euro risparmiati dai contribuenti brianzoli. E questo sempre grazie all'opera dei consiglieri del Movimento 5 stelle e del Comitato Beni Comuni, che avevano sollevato il caso!

La nostra lunga battaglia per fare di Brianzacque una società a totale partecipazione pubblica non è ancora terminata dato che una quota di circa il 4% è ancora in mano a società e non a enti locali. Ma anche se la società diventasse al 100% di proprietà di enti locali, non saremmo soddisfatti perché rimarrebbe comunque un ente di diritto privato, cioè una Società di Capitale (Srl).

E le scelte prese dagli organi decisionali tipici di una società di capitale non sono idonee a garantire la modalità di gestione che una società veramente pubblica dovrebbe avere.

Per questo vogliamo che Brianzaque, oltre ad intraprendere un percorso di impiego delle risorse umane che abbia come scopo la ricerca della trasparenza e della legalità, cambi il proprio assetto giuridico, trasformandosi in un'Azienda Speciale Consortile, cioè un ente di diritto pubblico.

Oltre quindi al completamento del percorso necessario affinché la società sia al 100% di proprietà di enti locali, è necessaria una riorganizzazione che faccia della trasparenza e della legalità un elemento imprescindibile della propria struttura.

Con il mancato pronunciamento del TAR in relazione al possesso o meno dei requisiti per l'affidamento del servizio in-house, si è fermato il processo di acquisizione delle quote da parte dei Comuni. La quota ancora in mano a AEB (e altri) impedisce la trasformazione in azienda speciale, obiettivo che perseguiamo da tempo e che sarà uno degli elementi fondanti della Proposta di Legge Regionale che depositerò nelle prossime settimane.

La nostra battaglia giudiziaria era finalizzata proprio a far avere i requisiti per l'in-house, per poi arrivare alla trasformazione in azienda speciale consortile, ma ciò non significa che nel frattempo la società non possa dotarsi di forme di partecipazione e controllo maggiormente performanti.

La società deve quindi cambiare rotta e seguire un percorso di riorganizzazione interna finalizzato alla costituzione di un'azienda speciale consortile. E' questo l'unico elemento che potrebbe garantire all'acqua brianzola di rimanere veramente pubblica e sotto il pieno controllo dei cittadini! L'alternativa porterà inevitabilmente a finire nell'orbita di qualche holding di diritto privato (seppur a partecipazione pubblica), con l'obiettivo finale della quotazione in Borsa.

E a quel punto lo spirito del referendum sarà bello che morto e sepolto!

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"Le misure di sostegno ai cittadini in difficoltà sono un contributo diretto della presenza del Movimento 5 Stelle nelle Istituzioni che ha posto un problema politico trascurato dai partiti e cioè quello delle nuove povertà. Certo le misure sul reddito approvate dalla Giunta sono deboli, spezzettate e rischiano di escludere centinaia di migliaia di lombardi che versano in condizioni di difficoltà: in Lombardia c'è urgenza e necessità di introdurre il reddito di cittadinanza in modo strutturale e che risponda in toto alle difficoltà dei nuclei familiari più deboli", lo afferma Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"La tutela delle persone in difficoltà deve essere prioritaria in Lombardia; dal Governo arrivano infatti solo tagli e misure frammentarie e elettoralistiche come gli 80 euro di Renzi. Per questo va rinnovato l'impegno al tavolo regionale sul reddito di cittadinanza che fin qui non ha fatto passi avanti. E' inaccettabile che disoccupati, giovani e cinquantenni senza lavoro e pensionati che non raggiungono la soglia minima siano abbandonati a loro stessi", conclude Violi.

 

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Lunedì 21 settembre, i portavoce del M5S Emiliano Abbati (consigliere nel Comune di Paderno Dugnano), Silvana Carcano (Regione Lombardia) e Claudio Cominardi (Camera dei Deputati), insieme ad alcune lavoratrici addette mensa, dipendenti di una delle aziende che hanno in appalto il servizio di Milano Ristorazione, ai rappresentanti dell'Unione Sindacale di Base della Lombardia, hanno fatto visita alla sede di un gruppo di enti bilaterali tra i quali Ebtpe e Ebiter, con lo scopo legittimo, in qualità di rappresentanti delle istituzioni, di farsi consegnare i bilanci o i registri contabili dei due enti. Ma la tensione è salita subito alle stelle, tant'è che è stata necessaria la presenza di venti agenti della polizia di stato e degli uomini della Digos e della Questura per poter parlare con i responsabili degli enti.

Oggi sono passate già due settimane da quella mattina di tensione e ancora i documenti non arrivano e gli Enti Bilaterali appaino sempre più come istituti inavvicinabili e oscuri, che hanno tutto l'interesse per continuare a rimanere tali.

Cosa hanno da nascondere questi enti? Perché, nonostante non abbiano l'obbligo rendere i documenti consultabili, hanno negato con tale forza il confronto con i nostri, con l'atteggiamento di chi sa di non avere la coscienza pulita? Ve lo spieghiamo noi il perché. Quella dei sindacati è una lobby che solo in minima parte si finanzia con le quote degli iscritti. Il grosso del "bottino" lo fa tramite gli Enti Bilaterali, istituti privati costituiti pariteticamente dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro. Obbiettivo di questi enti sono le attività come la formazione professionale e di sicurezza del lavoro tramite l'erogazione di prestazioni assistenziali ai lavoratori, le certificazioni dei contratti di lavoro e le conciliazione. Se poteste accedere ai registri degli Enti Bilaterali queste prestazioni sono raggruppate nei registri sotto le voci "quote di assistenza contrattuale" o "gettoni di presenza". Ad esempio analizzandole cifre della Filcams, sindacato di categoria della Cgil, si scopre che, come riportato in un articolo del Fatto Quotidiano (link) , "i ricavi per contributi sindacali, le tessere, ammontavano a 1,7 milioni di euro mentre quelli per le "quote di assistenza contrattuale" erano molto più alti, 2,15 milioni e 685 mila euro provenivano da "gettoni di presenza". Solo il 37 per cento delle entrate, quindi, proveniva dalle tessere degli iscritti, meno della metà del totale." In totale, per quanto riguarda i contratti del Commercio e del Terziario, - riporta ancora il Fatto Quotidiano - i 2,15 milioni vanno moltiplicati per tre, anche per Cisl e Uil, e poi per due considerando la parte datoriale: un business da 15 milioni di euro che entra nelle tasche dei sindacati grazie alla pratica del "silenzio assenso". Se non si vuole che il sindacato prelevi la tassa, è il dipendente a dover mettere per iscritto il rifiuto, ma ovviamente sono in pochissimi a saperlo!
Una cosa è certa: questi enti bilaterali sono un sistema ben congegnato e confuso di sigle, organismi, cariche difficilmente districabili. Dato che sono regolati dal diritto privato non sono soggetti a particolari controlli, e in un contesto simile è facile farsi scappare la mano. Proprio per questo, il M5S vuole vederci chiaro. A questo punto ad ogni livello istituzionale i pentastellati andranno a fondo della questione per mettere fine a questa mangiatoia senza fine sulla pelle di chi lavora!

 

Oggi in Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale lombardo si è tenuta l'audizione delle organizzazioni sindacali che hanno manifestato forte preoccupazione per i livelli occupazionali dei lavoratori del trasporto pubblico locale in Provincia di Pavia. Il nuovo bando di gara avviato dalla Provincia di Pavia pone infatti a rischio circa 100 lavoratori attualmente impiegati sul TPL pavese.

 

La consigliera regionale M5S Iolanda Nanni attacca la Provincia di Pavia e dichiara: "Siamo di fronte ad una ennesima scelta dissennata della Provincia di Pavia che avrà gravi conseguenze sui lavoratori del TPL pavese. La Provincia di Pavia, come denunciamo da mesi, deve assumersi la responsabilità politica di aver aperto un bando in barba alla normativa regionale che prevede invece che detti bandi siano avviati non PRIMA, ma solo DOPO la costituzione delle nuove Agenzie di Bacino per il TPL. E' evidente che si tratta di una scelta politica di una giunta provinciale che non ha a cuore i lavoratori del territorio pavese che saranno i primi, insieme all'utenza, ad essere penalizzati da questa decisione unilaterale assunta senza aver effettuato, come le Istituzioni dovrebbero fare, un serio confronto e concertazione con le OO.SS., con le aziende trasporti e con tutti gli stakeholders interessati."

 

"Non bisogna essere dei maghi - prosegue Nanni - per capire che i  lavoratori messi a rischio saranno in primis le categorie più deboli come gli addetti al call-center, nonchè i controllori e gli operatori della manutenzione, almeno 80 di loro saranno tagliati fuori grazie a questo bando. Questo drammatico scenario, per una Provincia che in Lombardia è fanalino di coda per l'occupazione, porrebbe a rischio non solo i lavoratori ma anche l'utenza, poiché è evidente che un personale sotto organico non potrà garantire livelli di qualità e efficienza del servizio. La Commissione regionale richiederà un parere legale all'ufficio legislativo rispetto alla scelta della Provincia di Pavia di bypassare la normativa regionale ingenerando gravi conseguenze sui livelli occupazionali e sulla qualità del nostro già precario servizio di TPL."

 

 

"Da buon democristiano Cattaneo annuncia strappi sulle amministrative che NCD non farà mai, tante sono le dimostrazioni di affetto alle poltrone con cui il partito ci ha deliziato fin qui sia in regione che al Governo. Certo anche la Lega Nord, che in regione è ormai inerte e ostaggio di un partito che ha percentuali di voto vicine allo zero assoluto, dovrebbe riflettere sulla qualità di un mandato elettorale che si è ampiamente esaurito. E' chiaro che l'interesse della regione e del Paese è distante anni luce da questi giochetti tra segreterie di partito che nulla hanno a che vedere con il buon governo e l'amministrazione", così Dario Violi, commenta le dichiarazioni di Raffaele Cattaneo di NCD e Roberto Maroni sul futuro della coalizioni NcD e Lega Nord a Milano e in Lombardia.

Il MoVimento 5 Stelle della Lombardia si è attivato per raccogliere le testimonianze di una tra le fasce di persone più fragili della nostra società: i disabili. Al giorno d'oggi ogni disabile dovrebbe avere la possibilità di muoversi liberamente nelle nostre città, al pari di qualunque altro cittadino. Eppure sono ancora tantissimi gli ostacoli, spesso insormontabili, che queste persone devono superare per fare azioni normali come prendere un autobus, andare in posta, entrare in banca o semplicemente fare la spesa.
Per questo abbiamo deciso di "dare una svegliata" alla giunta, perché si attivi per fare in modo che le cose cambino, una volta per tutte! Anche perché esiste una legge regionale che specifica come almeno il 10% degli oneri di urbanizzazione raccolti dai comuni debbano essere utilizzati per l'abbattimento delle barriere architettoniche nel comune stesso. Ma se ci sono tante persone in difficoltà che continuano a segnalarci problematiche relative alla propria mobilità, forse questa legge non viene presa alla lettera dalle amministrazioni locali.

Mandateci il vostro video o la vostra segnalazione all'indirizzo videom5slombardia@gmail.com , le raccoglieremo e le pubblicheremo sui nostri canali: aiutateci a passare parola!

 

 

 

 

La settimana scorsa il Consiglio Comunale di Desio ha approvato l'ordine del giorno del M5S che chiede che vengano fatte accurate indagini epidemiologiche circa gli effetti sulla salute dei cittadini provocati dalle emissioni dell'inceneritore di Desio.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "Dopo l'ottimo lavoro della nostra portavoce Sara Montrasio, quello che potevamo fare in consiglio comunale come opposizione è stato fatto. Il consiglio di Desio aveva già approvato una nostro atto identico nel 2010, votato allora anche dall'attuale sindaco Roberto Corti, all'epoca consigliere di minoranza. Negli ultimi 5 anni il sindaco non ha avviato l'indagine epidemiologica che non può più essere rimandata. Io non mi fido né gli credo. Sfido quindi pubblicamente Corti a smentirmi avviando l'indagine al più presto evitando il solito balletto su chi deve pagare lo studio. Non vorrei mai che l'approvazione della nostra mozione sia la solita mossa pre-elettorale del sindaco che si trasformerà, in  ultima analisi, nell'ennesima presa in giro per i cittadini. Attendo fatti concreti".

Tratto dal resoconto del consiglio comunale del 28/09 u.s., con chiarimenti del M5S su altri importanti temi discussi, dalle variazioni di bilancio approvate, tra cui 38000 euro per gli emolumenti del vicesindaco Morello, al bilancio consolidato, alla Centrale Latte, all'ampliamento del centro sportivo Giubiano, qui per intero : http://www.varese5stelle.com/2015/10/resoconto-consiglio-comunale-28-settembre-2015/.
PROGETTO UNITARIO RELATIVO ALLA COSTRUZIONE DI UN PARCHEGGIO MULTIPIANO IN VIA SEMPIONE RICHIEDENTE AVT S.P.A.. APPROVAZIONE.
Come M5S vogliamo chiarire la nostra posizione "ostinata e contraria" sul progetto presentato in comune relativamente al parcheggio di via Sempione.
Una prima serie di motivazioni di carattere generale sono le seguenti:
• ci saranno sempre più auto che parcheggi
• questi ultimi sono un incentivo all'uso dell'auto, che porta traffico, che porta inquinamento, che non porta benessere
• cercare di soddisfare il desiderio della "gente" di parcheggiare davanti alla destinazione desiderata è miope, in tanti paesi si sta andando nella direzione opposta eliminando i parcheggi (vd Londra), ma noi ci crediamo più furbi
• una politica non improntata sul rispetto dell'ambiente non è più sostenibile oggi e le sue conseguenze le subiamo sulla nostra pelle ogni giorno (malattie, cambiamenti climatici, etc...)
• la politica di questa Giunta è improntata sull'amore per i parcheggi

Una seconda serie di motivazioni è legata invece alle cifre del progetto, elencate di seguito:
• 5,6mln di euro il costo dell' opera, 6.8 totale (su cui AVT recupera parte dell'IVA)
• 250 posti auto e 50 box semi-interrati previsti
• 5mln di euro di mutuo da stipulare con Cassa Depositi e Prestiti
• alienazione box per 1mln di euro circa (stima per 50 box a 20000 euro cadauno)
• superficie commerciale di circa 185mq a circa 2500 euro/mq (stima)

Sono state poi effettuate da AVT stime (al ribasso) per verificare la sostenibilità economica del progetto nel caso "pessimo", che porta ad avere una rata di mutuo di 270 000 euro/anno (per 29 anni).
Considerando un'occupazione media del 35%, AVT stima un incasso di circa 500.000, a fronte dei 340000 euro derivanti dal parcheggio odierno (economicamente sostenibile, da considerare però i 2/ 3 anni di mancati introiti dovuti ai lavori).
Nel piano del traffico è prevista però l'eliminazione di alcuni parcheggi lato-strada, per cui, se la situazione odierna conta 130 parcheggi + 99 posti lato strada, in futuro si prevederanno 250 posti auto + 41 posti posti lato strada + 50 box, questi ultimi probabilmente dipendenti dalle valutazioni sulle infiltrazioni ancora in atto (sarebbe bello fossero stati fatti prima, ma la procedura non lo prevede).
Stimiamo poi 1.5mln di euro (ottimistici) derivanti dalla vendita dei box (sempre che vengano venduti tutti, chi lo sa); rimane quindi una spesa di 4mln di euro per avere circa 60 posti auto in più, una cifra molto elevata, per la quale avremmo preteso anche una riqualificazione completa del comparto, che, a nostro parere, non si verificherà con la costruzione del solo parcheggio, anche se presenta elementi architettonici di pregio, come la copertura della facciata e la rampa (porteremo i turisti ad ammirare il parcheggio, quando sarà pronto).
Sono stati poi presentati emendamenti da ML, UdC e PD per mantenere gli stalli eliminati nel piano del traffico, peccato che quest'ultimo, realizzato da professionisti del settore, preveda l'eliminazione di questi posti; forse un qualche motivo tecnico alla base di questa scelta ci sarà, magari sarebbe stato meglio che il politico non avesse fatto il tecnico in questa situazione, ma non è stato così e questa raccomandazione è stata accolta(solo M5S contrario a questi emendamenti).
Nota di colore, durante un passato consiglio comunale (n° 59) UdC e M5S unici e soli avevano votato contro alla realizzazione di questo parcheggio, oggi hanno votato a favore e uno di loro è assessore; siamo rimasti soli...

Il M5S Lombardia ha votato contro la mozione della Lega Nord sulle fantomatiche teorie del gender e il loro insegnamento nelle scuole lombarde.

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Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "In Consiglio regionale la Lega Nord sta perdendo tempo a spese dei lombardi. Si insiste nel parlare di una teoria inesistente: non  ha teorici di riferimento né un supporto bibliografico utile se non scritto da coloro che la contestano. La teoria gender è un'enorme montatura utile a fare terrorismo psicologico che confonde elementi come il rapporto tra sessi, la pianificazione familiare, l'educazione sessuale a scuole e le nuove famiglie lgbt che meritano diritti. E' un minestrone assurdo e se vogliamo davvero proteggere i nostri figli dovremmo proteggerli dalle panzane dei politici e dalle falsificazioni del dibattito pubblico. L'educazione sessuale e l'educazione all'accettazione di ogni diversità a scuola oltre che utile è fondamentale per costruire una convivenza civile".

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Iolanda Nanni, consigliere M5S Lombardia, ha chiesto il voto segreto e attaccato duramente la maggioranza: "Sono indignata, invece di parlare di case popolari, di sfrattati, di trasporti pubblici allo sfascio e di trasparenza noi siamo qui a parlare di cazzate. Siete degli agenti di disinformazione di massa. Il vostro delirio ideologico, la vostra bieca propaganda fondata sulla paura, è solo ostacolo alle politiche di parità di genere e vi serve per continuare a discriminare chi ha un orientamento diverso dal vostro".

Il Consiglio regionale ha approvato una mozione sul caso Volkswagen del M5S Lombardia, abbinata a una mozione del Patto Civico, che richiede che la Regione Lombardia si attivi per ripristinare il pieno rispetto delle norme sulle emissioni delle auto, di agire in tutte le sedi per avviare controlli rigorosi sull'omologazione delle auto, norme più stringenti in materia di informazioni agli acquirenti di automobili e maggiori investimenti per ridurre l'inquinamento dai mezzi di trasporto privati.

Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: "Siamo di fronte a una vera e propria truffa di una casa automobilistica che ha abusato della fiducia dei consumatori e che ha fatto una operazione di "taroccamento" dei dati delle emissioni. Siamo soddisfatti che la Regione si è impegnata a intraprendere ogni azione possibile di risarcimento danni sia per i cittadini lombardi truffati che per se stessa, visti i danni causati all'ambiente. E' opportuno colpire duro tutte quelle azioni che peggiorano l'ambiente, il superamento dei limiti di inquinamento dell'aria è una costante ogni anno per i lombardi, con extracosti per la salute intollerabili. Chi truffa deve pagare".

"Sempre pronti a rompere, ma sempre a sostegno della maggioranza Maroni, NCD, un partito che ha più consiglieri che elettori e che ha percentuali di voto prossime allo zero assoluto, sta paralizzando l'attività regionale a suon di veti.

In attesa che la maggioranza trovi una quadra che non esiste, il Consiglio regionale perde tempo su fantomatici documenti sulle riforme che l'accentratore Renzi, che a Roma sta in piedi proprio grazie alla stampella NCD, nemmeno vedrà.

La maggioranza deve decidere una buona volta che cosa vuole fare: a Roma NCD ha sposato Renzi, in Lombardia Maroni e a Milano cincischia offrendosi e negandosi, e viceversa.

Il giochetto rende quanto mai chiaro che Maroni non ha più una maggioranza e la Lombardia non è governata ma è gestita secondo tira e molla che nulla hanno a che vedere con il benessere dei cittadini e la soluzione dei problemi del territorio. Sarebbe bene tornare al voto regionale al più presto in modo che siano gli elettori a fare chiarezza ai partiti che hanno perso la bussola", così Dario Violi, capogruppo regionale del M5S Lombardia sul dibattito nella maggioranza sulle elezioni amministrative di Milano.

fotoIl M5S Lombardia ha presentato oggi in Aula una mozione (SCARICA QUI) per chiedere un impegno della Giunta a porre in essere tutte le azioni e iniziative necessarie affinché sia garantita la trasparenza di TRENORD, FerrovieNord e della holding FNM, nonché il pieno diritto all'accesso agli atti da parte dei Consiglieri Regionali.

La consigliera regionale del M5S Iolanda Nanni, prima firmataria della mozione dichiara: "Da inizio legislatura a oggi, non facciamo che ricevere risposte negative da Trenord, FNM o Ferrovie Nord di fronte alle nostre legittime richieste di accesso agli atti. Ciò, oltre che indice di scarsa trasparenza, è inammissibile perché non ci consente di monitorare e controllare l'operato di enti e società partecipate da Regione Lombardia, direttamente o indirettamente, cosa che rientra fra le nostre funzioni istituzionali. Ci siamo visti costretti a portare in Aula la questione della trasparenza, rivolgendoci al Governatore Maroni e alla Giunta affinché sia preso un impegno nero su bianco che renda concreto e possibile lo svolgimento delle nostre funzioni di controllo su aziende che si occupano di un servizio pubblico essenziale alla popolazione lombarda, come quello dei trasporti, e che ricevono vagonate di milioni di euro da Regione Lombardia".
"La votazione - continua Nanni - ha visto 21 consiglieri a favore, 13 astenuti e ben 14 contrari e ciò nonostante non è passata! E' significativo che ben 14 consiglieri della maggioranza, fra cui anche il Presidente della Commissione Trasporti, che spesso per primo si lamenta dei treni, abbiano votato "contro se stessi" cioè in maniera contraria alla trasparenza degli atti di società ai quali essi per primi dovrebbero poter accedere. Significativo il voto contrario dell'Assessore Sorte che predica bene ma razzola male dato che, nonostante i guai continui di TRENORD, non fa nulla per orientare l'indirizzo dell'azienda a una maggiore trasparenza e addirittura ci invita a fare un esposto alla Procura per diniego di accesso agli atti, il che espone al ridicolo, dato che il diniego non è un reato".
"È evidente che Consiglio Regionale e Giunta non facciano della trasparenza la loro bandiera, ma è anche palese che il loro voto contrario o di astensione va in direzione di una legittimazione attiva delle politiche di FNM, TRENORD e FerrovieNord, senza alcuna preoccupazione di verificare come si spendano milioni di euro pubblici per foraggiare aziende che, come TRENORD, hanno visto recentemente la Guardia di Finanza nei propri uffici per controlli e che fanno viaggiare i pendolari lombardi in condizioni sempre più degradanti" conclude la consigliere regionale.

"L'eccellenza lombarda non trova riscontro nelle leggi che propone la Giunta e la Maggioranza che regge la Lombardia: l'assestamento in bilancio, dopo la legge sulle moschee, è il secondo provvedimento regionale che viene cassato a Roma.

I lombardi sono ostaggio tra due fuochi, da una parte l'inconsistenza governativa di Maroni, dall'altra la prepotenza del Governo Renzi che sta cancellando gli enti locali e taglia risorse con l'accetta. Che i due litiganti si trovino a un tavolo a discutere di autonomia regionale non produrrà alcun risultato utile ai cittadini che vanno interpellati con il referendum.

La nostra regione ha poi urgente bisogno di un governo forte e capace di imporsi a Roma e non del pressapochismo di chi inciampa in impugnazioni e errori grossolani manco fosse in politica da ieri", così Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, sull'impugnazione dell'Assestamento di bilancio del Consiglio dei Ministri di oggi.

NO INCE

All'interno dell'iter autorizzativo del progetto di impianto a pirolisi nel Comune di Retorbido, il Comune di Rivanazzano Terme ha inviato il 10 luglio 2015 all'Assessore Regionale Terzi una Relazione Sanitaria, redatta dalla dott.ssa Cristiana Crevani e dal dott. Guido Gardumi, entrambi chirurghi nonché specialisti in Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica.

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese del M5S, dichiara: "All'incontro pubblico a Rivanazzano Terme, tenutosi il 24 settembre scorso, ho appreso che la Relazione Sanitaria inviata dal Sindaco non ha ancora ricevuto, ad oggi, alcun riscontro dall'Assessorato Regionale all'Ambiente. In qualità di rappresentante istituzionale del territorio e di Regione Lombardia ho pertanto ritenuto doveroso sollecitare la Terzi (scarica qui) a riscontrare le obiezioni e criticità sollevate da questa relazione sull'impianto di pirolisi a Retorbido, nonché a dare risposta ai Sindaci, come correttezza e collaborazione fra Istituzioni richiederebbe. L'Assessore Terzi, in diverse occasioni, ha pubblicamente dichiarato che avrebbe ascoltato le ragioni dell'Oltrepo'. Sinora queste parole, sono rimaste lettera morta. Le ragioni del territorio sono state spiegate, argomentate e sostenute da diverse manifestazioni, incontri pubblici, eventi, assemblee, approfondimenti tecnici, azioni istituzionali, le quali tutte, nessuna esclusa, hanno evidenziato le gravissime criticità e i vincoli ostativi di legge alla costruzione dell'impianto di pirolosi sul quale il territorio ha espresso l'inequivocabile contrarietà al progetto. Cosa si sta ancora aspettando?"

La Relazione Sanitaria, che abbiamo esaminato, solleva numerosi dubbi relativi al progetto di impianto a pirolisi, e ne richiede esplicitamente il rigetto sulla base del principio costituzionale di tutela della salute e dell'ambiente, è possibile infatti leggere nelle conclusioni, a pagina 11:

"riteniamo che l'impianto non debba essere autorizzato in quanto gli inquinanti emessi anche nel rispetto dei limiti autorizzativi, arrecherebbero comunque ulteriori danni alla salute della popolazione". 

Le "emissioni inquinanti" citate nella relazione, che "arrecherebbero comunque ulteriori danni alla salute della popolazione", sono: polveri sottili, ossidi di azoto e ossidi di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici, metalli, ammoniaca, monossido di carbonio, composti organici volatili, polverino di carbone o carbon black, diossine.

I possibili effetti tossicologici sull'organismo di tali emissioni sono riassunti nella Relazione Sanitaria a p. 8, e comprendono:

-         Irritazione

-         Tossico

-         Mutageno

-         Genotossico

-         Cancerogeno

La Consigliera regionale M5S Iolanda, già firmataria di due interrogazioni la prima delle quali depositata a Gennaio nelle quali chiedeva il pronto rigetto del progetto per motivi ambientali e sanitari, dopo aver esaminato la Relazione Sanitaria ha protocollato una lettera aperta all'Assessore Terzi in cui chiede nuovamente il rigetto dell'istanza del Proponente e si unisce all'appello inviato oggi dal Comune di Rivanazzano Terme all'Assessore regionale all'Ambiente per avere una risposta istituzionale alle allarmanti criticità sanitarie ed ambientali esposte nella Relazione Sanitaria.

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese del M5S

Schermata 2015-10-01 alle 17.17.18La Vallecamonica è un territorio ferito e malato a causa dell'ex impianto di smaltimento di rifiuti industriali Selca di Berzo Demo, un'azienda, ora fallita, che ha smaltito per anni rifiuti pericolosi che giorno dopo giorno stanno contaminando tutta la zona. I partiti, di destra e di sinistra, non solo hanno abbandonato i cittadini, ma nulla hanno fatto di fronte alla nomina - voluta da Regione Lombardia - di Giacomo Ducoli come nuovo componente del collegio sindacale dell'Asl Vallecamonica-Sebino, con l'incarico di occuparsi della revisione contabile dell'ente. Peccato che il personaggio in questione è l'ex curatore fallimentare della Selca, ed è indagato per disastro ambientale nello scandalo Berzo Demo, in quanto, secondo la procura, non avrebbe impiegato i 9 milioni di euro accantonati dal fallimento dell'azienda per le operazioni di messa in sicurezza e bonifica della così detta "montagna dei veleni": ventitremila tonnellate di rifiuti contaminati da floruri e cianuri che la Selca avrebbe dovuto rendere inoffensivi.

Se l'ASL ha il compito di vigilare sulla salute dei cittadini, e spesso si è occupata della questione Selca, com'è possibile che a Regione Lombardia venga in mente di nominare nel collegio sindacale dell'ente un indagato per disastro ambientale nello scandalo della stessa Selca? Com'è possibile che a Regione Lombardia venga in mente di nominare nel collegio sindacale dell'ente una persona che da sempre intrattiene rapporti con l'Asl, vista l'enorme quantità di rifiuti pericolosi che la società di cui è curatore ha abbandonato a Berzo Demo? Per il MoVimento 5 Stelle gli indagati devono rimanere fuori dagli enti pubblici, e dopo la nostra dura opposizione a questa nomina Giacomo Ducoli ha rinunciato all'incarico. Ma la storia non finisce qui. Perché la Lega Nord, dopo lo stop a Ducoli, ha provato ad allungare i suoi tentacoli sull'Asl Vallecamonica proponendo Guido Foresti, un commercialista già revisore dei conti per la stessa Selca Spa, quindi coinvolto nelle vicissitudini dell'azienda. Ma non solo, secondo il Corriere della Sera di Brescia, Foresti ha organizzato nel suo studio un incontro con il gruppo in odor di camorra Catapano per la compravendita della stessa Selca!

Come ha sottolineato Dario Violi, portavoce M5S in Lombardia che ha seguito tutta la vicenda, "il lavoro del M5S è anche quello di spulciare le nomine in enti pubblici importanti e strategici. In questo caso parliamo di chi avrebbe dovuto collaborare con l'azienda che tutela la salute dei cittadini ma ha un passato legato a un'azienda che ha inquinato e intossicato il nostro territorio. Grazie alla nostra ferma opposizione anche questa scriteriata nomina è saltata, e nell'ultimo Consiglio Regionale è stato nominato un nuovo componente del collegio sindacale dell'ASL non collegato all'azienda che ha lasciato una ferita profonda nelle terre della Vallecamonica, e che speriamo farà gli interessi dei cittadini."

Dario Violi - Consigliere del M5S Lombardia

25 settembre 2015, La Legge Regionale 11 marzo 2005 n.12, legge per il governo del territorio prevede tra
l'altro il PGT quale strumento di pianificazione urbanistica comunale in sostituzione del
Piano Regolatore Generale (P.R.G.). Di certo nessuno avrebbe pensato che nel breve
volgere di dieci anni dall'entrata in vigore della citata legge, la classe politica lissonese
avrebbe raggiunto un record degno del miglior guinness dei primati: pagare ben 3 PGT
per non averne neanche uno.
Il primo PGT fu redatto dall'architetto Ranzani e sarebbe costato la modica cifra di
435.000 euro ai quali andrebbero aggiunti 29.000 euro per l'organizzazione degli incontri
pubblici, e 55.000 nel 2008 per far ripartire l'iter.
Il secondo fu affidato all'arch. Favole il cui incarico venne affidato a prezzo di saldo a
119.000 euro.
Il terzo atto ha come protagonista l'attuale giunta ed è la variante approvata dal c.c il
28/02/2014.
Il primo PGT, quello costoso e probabilmente il più equilibrato dal punto di vista della
programmazione urbanistica finì nei cassetti dell'allora giunta leghista, non soddisfatta
dai tagli edificatori proposti. Mancava il pesante imprinting padano del consumo di suolo.
Fu così trovato un professionista più accondiscendente alla volontà politica intenzionata a
far crescere la popolazione di Lissone fino a 50.000 abitanti. Peccato che trovare terreni
edificabili nel già congestionato territorio lissonese non era così facile, al punto che le
previsioni urbanistiche previste erano in contrasto con le prescrizioni del PTCP provinciale.
Questo grave peccato originale parrebbe avere invalidato anche la successiva variante in
quanto con decreto dell'agosto 2015 il Presidente della Repubblica accoglie il ricorso
presentato dalla provincia MB nel 2012 ed annulla il PGT vigente e tutti gli atti.
La questione divertente e misera allo stesso tempo e' il fatto che l'amministrazione
leghista di Lissone non ha tenuto conto delle prescrizioni della provincia di centrodestra,
quindi anche leghista. Come si dice, non gli darei mai le chiavi di casa.
E come si puo' ignorare il fatto che il sindaco Concettina Monguzzi si sia sentita in dovere
di commentare un articolo delirante del consigliere provinciale leghista Monti con un
comunicato sul sito del comune. Ma non ha pensato che FORSE sarebbe stato il caso di
pubblicare la sentenza firmata dal Presidente della Repubblica. E ben in evidenza.
Si torna insomma indietro al XX secolo.
Ecco l'ennesimo disastro del partito unico (ex)PDL-Pdmenoelle: centrosinistra e
centrodestra 2 facce della stessa medaglia più fasulla di un diesel VW!.
Ora ci poniamo alcune domande:
Ci troviamo di fronte ad esempi di puro dilettantismo politico?
E' possibile pagare 3 PGT per non averne nemmeno uno buono?
Quanto dobbiamo ancora pagare per avere un PGT regolare?
Chi pagherà per le incompetenze?
Ma è possibile che un ricorso impieghi 3 anni per arrivare a conclusione invalidando
oltretutto non solo gli elementi irregolari, bensì tutto il documento e gli atti successivi?
In questo caos i cittadini che certezze hanno?
Chi ha edificato con le regole del nuovo PGT cosa potrebbe subire?
Da parte nostra ci preme rimarcare quanto nei vari passaggi istituzionali gli interventi del
M5S Lissone furono coerenti con quanto previsto dai vari organi che legiferano in
urbanistica. Contro gli ambiti dichiarati irregolari dal decreto presidenziale ci siamo
battuti, così come abbiamo valutato negativamente le varianti "Corigliano" che
concentravano l'edificazione nel quartiere CIM - RUTUNDA, non impedendoci tuttavia di
approvare obtorto collo la variante che poneva un freno, senza tuttavia fermarlo, al
consumo di suolo.
La complessità della vita politica richiede competenza e dedizione. Il PGT lissonese non
ha ancora trovato le competenze politiche e professionali all'altezza.

Umberto Santamaria
GdL Urbanistica M5s Lissone
Con il contributo di Morris Valzania.

"I buoni per l'acquisto dei libri di testo e delle attrezzature informatiche non potranno essere consegnati prima di metà ottobre. Di conseguenza la loro scadenza è stata prorogata al 30 settembre 2016", così su Facebook, qualche giorno fa, la Regione Lombardia annunciava che la dote scuola di quest'anno sarebbe ulteriormente slittata e che potrà essere spesa anche nel 2016 per il prossimo anno scolastico. Abbiamo deciso di vederci chiaro e abbiamo scritto all'Assessore regionale all'Istruzione Valentina Aprea per chiedere di limitare al massimo i ritardi, per le famiglie in difficoltà,  nel sostegno al diritto allo studio (non ha senso che i libri di testo siano acquistati dopo un mese dall'inizio delle lezioni) e di estendere il sostegno anche all'acquisto di materiale scolastico come la cancelleria.

Dopo la lettera abbiamo incontrato questa mattina la dirigente che in Regione Lombardia si occupa di SISTEMA EDUCATIVO E DIRITTO ALLO STUDIO e ci ha spiegato che:


  • Il messaggio pubblicato su Facebook è errato: la dote scuola è già stata distribuita a Monza e Brianza e Mantova, domani sarà distribuita a Milano, Bergamo e Brescia e dal primo ottobre in tutte le altre province lombarde;

  • Per estendere la dote al materiale di cancelleria è necessario un passaggio formale in Giunta regionale che estenda il contributo. Al momento il materiale di cancelleria non è acquistabile con la dote perché i controlli risultano difficili e la spesa delle famiglia potrebbe non essere congruente con l'obiettivo della dote stessa.

  • La Regione ha mandato un invito ai commercianti per chiedere di consegnare anticipatamente i libri e ricevere poi i buoni della dote, in modo da ovviare ai ritardi nell'erogazione dei contributi.


Per Paola Macchi, consigliere del M5S Lombardia,  "La dote scuola è un esiguo aiuto alle famiglie fragili, è assurdo che si eroghi in ritardo ed è intollerabile che quei fondi non siano già a disposizione delle famiglie. Numerosi genitori ci hanno scritto denunciando i ritardi e per chiedere che la dote scuola possa essere spesa nel corso di quest'anno scolastico per la cancelleria, voce che impatta sulle finanze delle famiglie. Certo serve un passaggio in Giunta, ma è vero che un buon provvedimento potrebbe ovviare ai problemi che ci ha segnalato l'assessorato. Ci rivolgiamo ai genitori che hanno fatto richiesta della dote perché verifichino le parole dell'assessorato e ci raccontino qual è stata la loro esperienza con la dote scuola quest'anno".

Per contattare M5S Lombardia è possibile scrivere qui: https://www.facebook.com/Movimento5stellelombardia

 

Lasciato fuori dalla classe perché gay. Vittima della discriminazione sarebbe stato un ragazzo di 16 anni, di origine romena, studente in un istituto cattolico monzese.

"La vicenda raccontata dalla stampa, se confermata, è molto grave e merita tutta l'attenzione dell'Assessorato regionale all'Istruzione che deve  e può intervenire, oltre che con verifiche e controlli, per ribadire che la scuola lombarda si riconosce nei principi costituzionali della non discriminazione", così Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Certo sui principi dell'accoglienza e della non discriminazione non aiuta la battaglia antigender messa in campo dalle forze reazionarie che guidano la Regione Lombardia. Il bilancio delle politiche antidiscriminatorie in ambito scolastico della Regione Lombardia resta pesantemente in rosso. L'Assessore Aprea se ci fosse dovrebbe battere un colpo", conclude Corbetta.

Il consiglio di amministrazione di Arexpo ha revocato il rapporto con i due Advisor che avevano vinto l'appalto relativo e si profila l'ingresso nella società  del Governo.

Silvana Carcano, consigliere del M5S Lombardia, dichiara: "Il dopo Expo continua a essere avvolto nelle nebbie, che via via diventano più fitte. Abbiamo chiesto ad Arexpo di firmare il Protocollo di Legalità e di venire con i suoi vertici in Commissione regionale territorio a illustrarci quale sarà il destino dell'area alla fine dell'evento, ma al momento non è arrivata nessuna risposta. Qualcuno ci deve spiegare come mai i cittadini devono essere tenuti all'oscuro di decisioni così impattanti per il territorio, le risorse pubbliche e il futuro della Lombardia".