Settembre 2015

pedemontana-fallimento

Gli istituti di credito hanno disertato la gara che avrebbe permesso alle casse di Autostrada Pedemontana Lombarda di  racimolare i soldi per i lotti B2 e C, oltre ai 200 milioni di euro per la copertura del prestito ponte che scadrà il 31 gennaio 2016. Il motivo è semplice, come sottolineato anche da Legambiente e come ripetuto da noi più volte nei mesi scorsi: le banche non credono in un progetto che ritengono vecchio, costoso e non profittevole e, memori anche del recente caso della deserta BreBeMi (Link), temono che l'investimento non rientri dai ricavi dei pedaggi.

I dettagli di questa gara sono degni di un film di Totò. Doveva chiudersi il 14 settembre con l'avviso perentorio che non sarebbe stata "praticabile" la valutazione di "richieste di proroga al termine di presentazione delle offerte". Poi però di offerte non se ne è vista nemmeno una, quindi la gara è stata puntualmente prorogata al 25 settembre. Peccato che anche in questa data nessuna banca si sia fatta viva con un'offerta. Quindi non si è trovato di meglio da fare che prorogarla nuovamente al 16 novembre.

Per salvare il progetto faraonico dell'autostrada Pedemontana le hanno provate tutte, ma il buco da 3 miliardi (tanto serve per finire il mostro) resiste alle balle spaziali dei vari assessori alla Fabrizio Sala e Alessandro Sorte che in Regione fingono che l'opera "si farà tutta". Ora che è conclamato che anche le banche abbandonano la nave, ad affondare insieme ad essa dovrebbero essere anche i politici che l'hanno prima voluta e poi difesa ad ogni costo.

E che dire della cosidetta opposizione del PD? Ieri il Capogruppo in Regione Enrico Brambilla ha dato il meglio di sé dichiarando "Che qualcosa non andasse lo avevamo percepito due settimane fa" (quando Pedemontana non si è presentata in Commissione Territorio)... ma noi è da anni che denunciamo questa situazione! Verrebbe da dire: "buongiorno Brambilla, ben svegliato!". Il nostro poi prosegue: "Prima di far partire qualsiasi cantiere chiederemo che vi sia l'intera copertura finanziaria. Non vorremmo che si iniziasse a sventrare la Brianza senza conoscere la conclusione dei lavori". Per la serie, sventriamola pure la Brianza, ma tutta eh! non solo un pezzettino!

Ora, dopo la debacle delle banche, non resta che sperare che i politici di destra e di sinistra, ugualmente amanti del cemento, si tolgano una buona volta le fette di salame sugli occhi e capiscano che non ci sono più le condizioni per gettare inutile asfalto in giro per la Lombardia e che bisogna cominciare a riqualificare la rete stradale esistente e potenziare il trasporto pubblico, senza inutili devastazioni del nostro già martoriato territorio. Basta autostrade pacco!

"La teoria gender è una frottola e l'insistenza della Lega per approfondire un tema che non esiste e che interpreta a suo piacimento, con ben tre convegni sul tema organizzati fin qui Regione Lombardia, conferma il ruolo di un partito che è ormai solo un agente di disinformazione di massa. Le campagne propagandistiche fondate sulla paura sono nel dna dei i regimi totalitari che ne fanno un uso scientifico. Il delirio ideologico della Lega ritarda la comprensione delle tematiche della parità di genere, fa crescere l'odio omo-transfobico e allontana la possibilità per migliaia di persone di godere di pari diritti. Non ci sorprende che la Lega utilizzi sedi pubbliche e il logo di Expo per dare un alone di istituzionalità per dare spazio a strumentalizzazioni inutili e pericolose: è un partito che vive in perenne campagna elettorale sulla pelle di disperati e oppressi e che non vanta nessun risultato concreto nell'amministrazione del Paese", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

I gruppi regionali del M5S stanno depositando un'interrogazione alla Giunte  Regionali sul caso Volkswagen. La ditta ha truccato i test ambientali e i veicoli inquinano molto di più di quanto comunicato dalla casa produttrice. Si stimano emissioni superiori 40 % rispetto a quanto dichiarato di monossido di azoto, sostanza responsabile di asma e malattie respiratorie. In Italia circolano circa un milione di auto della Volkswagen e sono in corso verifiche sulle loro emissioni ed è stata sospesa la vendita dei veicoli Euro 5.

E' necessario agire a tutti i livelli istituzionali per ripristinare il pieno rispetto delle norme sulle emissioni delle auto. Ogni alterazione o manipolazione impatta pesantemente sulla salute dei cittadini, sull'aria che respiriamo e sull'ambiente. Senza contare che gli ecoincentivi statali potrebbero essere stati attribuiti in base a dati taroccati sulle emissioni.  E' poi necessario tutelare i cittadini  che hanno acquistato auto che potrebbero risultare non omologate.

Le interrogazioni dei gruppi regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono ai presidenti di Regione di agire in tutte le sedi per avere sistemi rigorosi di omologazione delle auto, norme più stringenti in materia di informazioni agli acquirenti di automobili, maggiori investimenti per ridurre l'inquinamento dai mezzi di trasporto privati. Soprattutto occorre tutelare i cittadini che sono stati truffati nell'acquisto della propria autovettura attivandosi affinché i danni siano risarciti.  Ma non basta: anche le stesse Regioni devono essere risarcite dei danni causati all'ambiente e gli introiti vanno impiegati a sostegno del miglioramento della qualità dell'aria che tutti noi respiriamo!

I portavoce regionali del M5S

La riforma della sanità passata lo scorso agosto in Coniglio Regionale sta per rivoluzionare in peggio la rete degli ospedali della Brianza ovest (Desio - Seregno - Carate - Giussano) che  sono da anni un punto di riferimento per i cittadini. L'intento è quello di separare l'ospedale di Desio da quelli di Seregno, Giussano e Carate Brianza, che verrebbero accorpati all'ospedale di Vimercate, e unirlo al S. Gerardo di Monza.

Questa decisione, puramente politica, avrà delle conseguenze enormi sulla vita delle persone. Non solo l'ospedale di Desio, sarà destinato inesorabilmente a diventare una succursale svuotata dell'ospedale di Monza, ma gli abitanti di tutti i comuni del seregnese dovranno giocoforza essere ricoverati nella lontanissima Vimercate, almeno per le malattie importanti del cuore, per quelle del cervello e dei reni  (né Giussano né Carate sono dotate di una stroke unit per la cura dell'ictus, una nefrologia con la dialisi e una vera urologia).  Peccato che per arrivare a Vimercate si impiegano in media 40 minuti, un'eternità nei casi di emergenza!

Inoltre, dato che tra questi comuni e Vimercate non esiste alcun collegamento con i mezzi pubblici, come faranno le persone senza auto, specialmente gli anziani, a recarsi così lontano?

Questa decisione non ha alcun senso, se non politico. A maggior ragione se si guardano i dati sui flussi che mostrano come su 1.211 malati di cuore provenienti dai comuni del territorio di Seregno nel 2014, solo l' 1%  si è fatto ricoverare a Vimercate.

Qual è la logica di questa decisione? Cosa si nasconde dietro questa strategia? È quello che si chiede anche il Comitato Ovest Brianza, un gruppo di cittadini che conosce il territorio e che non ci sta ad accettare questa decisione così lontana dalle esigenze di questa parte di Brianza. Per questo ha promosso un'azione politica nei consigli comunali del territorio, un Ordine del giorno (già passato all'unanimità a Nova Milanese e Bovisio Masciago) intitolato "Salviamo i nostri ospedali".

Originariamente la riforma sanitaria lombarda prevedeva l'accorpamento dell'ospedale di Vimercate con il S. Gerardo di Monza, ma tutti i sindaci piddini del vimercatese hanno alzato la voce contro questa ipotesi (che avrebbe penalizzato il loro ospedale), tanto che il capogruppo del Pd in Regione, Enrico Brambilla (ex sindaco di Vimercate), si è prontamente attivato per "cambiare le carte in tavola" all'ultimo minuto utile: così ora l'ospedale di Vimercate è salvo, ma a discapito di tutta la Brianza Ovest che subirà enormi disagi e una perdita di offerta sanitaria notevole.

Sia chiaro, noi non siamo come il Partito Democratico. Non facciamo manovre politiche per salvare il nostro orticello elettorale e scaricare i problemi sui cittadini di altri territori. Per questo facciamo nostre le ragioni della protesta del Comitato, ma riteniamo che la soluzione più equilibrata per tutti i cittadini della Brianza (vimercatesi, desiani, seregnesi, monzesi...) sia quella di mantenere l'attuale impostazione con Desio e Vimercate insieme e il San Gerardo di per sé.

Il comparto sociosanitario non dovrebbe essere terreno di caccia della politica come per il Pd, e non dovrebbe essere nemmeno un settore in cui fare riforme azzardate e senza un minimo di criterio (come per la Lega e il centrodestra regionale), ma un patrimonio della collettività da tutelare e valorizzare!

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale M5S Lombardia

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Lo scandalo tangenti si abbatte anche sul Comune di Milano. Come riporta il comunicato stampa del procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberatisono stati arrestati Luigi Mario Grillone in qualità di ex dirigente del Comune di Milano e di procacciatore di contatti di affari per aziende private nonché di socio occulto della società Professione Edilizia Srl, Marco Volpi, titolare della società Professione Edilizia Srl e Giuseppe Amoroso e Angelo Russo, dipendenti del Comune di Milano presso l'ufficio settore manutenzione e ritenuti anch'essi soci occulti della società edile. Le autorità hanno eseguito sequestri di documenti presso gli uffici comunali e nella sede dell'Aler, l'azienda lombarda di edilizia residenziale che si occupa degli alloggi popolari. Le accuse sono di associazione per delinquere corruzione.

Il giochino è sempre il solito, secondo l'accusa Volpi sarebbe riuscito ad ottenere appalti pubblici in ambito edile attraverso gare truccate grazie alla collaborazione dei due dipendenti del Comune e dell'ex dirigente. I reati sarebbero stati commessi tra il 2005 e l'ottobre 2012 e, dunque, durante le amministrazioni dei sindaci Letizia Moratti e Giuliano Pisapia.

"I reati contestati ad alcuni dipendenti e dirigenti del Comune di Milano sono gravissimi. Chiediamo che si vada fino in fondo e che siano accertate rapidamente le responsabilità, sia dei singoli a tutti i livelli, che di coloro che avrebbero dovuto controllare. Il Comune di Milano, accertati i fatti, si deve costituire parte civile per recuperare la dignità infangata dall'ennesimo caso di tangenti. Evidentemente certe priorità nella gestione degli appalti non sono solo prerogativa di Infrastrutture Lombarde, con appalti gestiti in maniera discrezionale, ma le cupole agiscono anche nel Comune di Milano. Gli inquisiti lavoravano anche per l'ex sindaco Moratti. Pisapia non ha rinforzato i meccanismi di controllo comunale. Non è un caso che la manutenzione e l'edilizia pubblica scolastica sia di scarsa qualità. Se i bandi si facessero in piena legalità e trasparenza, non saremmo qui a commentare questo scempio", così i portavoce comunali, regionali e nazionali del M5S Milano sul caso delle tangenti nell'edilizia pubblica a Milano.

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Con voto segreto, è stato approvato un emendamento del M5S Lombardia (uno uguale presentato anche dal PD) alla proposta di legge dal titolo "Disposizioni per la valorizzazione del ruolo istituzionale della Città metropolitana" che abroga l'articolo 7 del provvedimento che prevedeva la gestione unificata dei parchi Nord Milano e Parco agricolo sud Milano.

Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Sono due parchi profondamente diversi, con caratteristiche non equiparabili, che è impensabile unificare con un semplice articolo. E addirittura non collegati territorialmente. Come è stata concepita, una realtà priva di futuro e di progettualità. L'idea di una cintura verde metropolitana intorno a Milano è condivisa dal M5S ma non all'interno di una legge omnibus come quella in discussione in consiglio regionale. Sui parchi è necessario un provvedimento specifico ed approfondito. Inoltre in questo progetto, fortunatamente bocciato, è mancata totalmente la condivisione con gli enti e i portatori di interesse, che una volta interpellati, tardivamente, hanno espresso in vari modi  la loro perplessità al progetto. Il tema non è esaurito, il compito della Giunta ora è quello di avviare i tavoli per un vero parco unitario intorno alla città di Milano, indispensabile per la tutela delle poche aree verdi rimaste".

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Il Consiglio regionale ha approvato, con il voto contrario del M5S Lombardia, la legge dal titolo "Disposizioni per la valorizzazione del ruolo istituzionale della Città metropolitana."

Eugenio Casalino, portavoce del M5S Lombardia, dichiara: "La nostra posizione nazionale sulle province e sugli enti d'aria vasta è chiara: sono poco utili e hanno poche funzioni e con la legge Delrio sono stati ulteriormente svuotati. Qui ci troviamo a discutere di una città metropolitana che è la fotocopia sbiadita della provincia, e questo progetto di legge le toglie ulteriori funzioni prima delegate dalla regione , come quelle su agricoltura, foreste, caccia e pesca. Certo si parlasse di grandi città metropolitane come Parigi o Londra che hanno anche competenze forti sulla governance del Trasporto Pubblico Locale, sulla gestione integrata e virtuosa dei rifiuti e in materia ambientale, non saremmo contrari. Ma stiamo parlando di una città metropolitana che ha imboccato un binario morto. Su alcuni punti significativi del Progetto di Legge, come l'agenzia del TPL siamo contrari. Non si può dare un ruolo privilegiato alla Città Metropolitana rispetto alle altre province nell'Agenzia di Bacino del TPL che comprende anche Pavia, Lodi e Monza e Brianza. Sono stati inoltre respinti nostri emendamenti sulla trasparenza e partecipazione dei cittadini e uno sulla migliore definizione degli insediamenti di portata sovra comunale nel Piano Territoriale Metropolitano per i quali chiedevamo anche la valutazione degli impatti sul territorio. Da qui il voto contrario del M5S Lombardia su questo Progetto di Legge. Sono 25 anni che in Italia è stata introdotta la Città Metropolitana nelle leggi e poi anche nella Costituzione. Sarebbe ora che si cominciasse a fare sul serio a partire dal livello nazionale ".

. Maroni, rito immediato ma le ombre restano. Si deve dimettere

 

"La richiesta di rito immediato non cancella le ombre sull'attività politico istituzionale del Presidente della Regione Lombardia. Chi amministra il pubblico deve essere al di sopra di ogni sospetto e ai lombardi andava risparmiata la vergogna di un presidente sotto processo.

Se fosse stato sicuro della sua innocenza perché non è andato in udienza il 30 settembre per ottenere un'archiviazione che avrebbe chiarito ogni addebito nei suoi confronti?

Con questa mossa Maroni cerca mediaticamente di autoassolversi per non trovarsi sui giornali in veste di rinviato a giudizio. Chiediamo a Maroni di fare un passo indietro perché, come lui stesso ha chiesto a Errani, un presidente a processo si deve dimettere", così Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia.

 


Nella seduta di martedì scorso il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato un'importante legge sull'illuminazione pubblica. Il M5S Lombardia ha votato positivamente il provvedimento in quanto introduce tematiche importanti sui cui ci siamo sempre battuti, fuori e dentro le istituzioni, come il risparmio e l'efficientamento energetico, l'orientamento della rete di illuminazione pubblica verso il concetto di "smart city" e la lotta all'inquinamento luminoso. In particolare, sull'inquinamento, grazie a una serie di nostri emendamenti approvati all'unanimità, la norma diventa più stringente nel garantireuna maggior tutela della biodiversità e degli ecosistemi.


Grazie a questa legge, i Comuni lombardi potranno partecipare al bando gestito dalla Regione che nei prossimi mesi erogherà 40 milioni di euro di fondi europei per la riqualificazione delle propria rete di illuminazione pubblica. Naturalmente per accedere a questi fondi, i Comuni dovranno interamente possedere la rete di illuminazione, oggi in molti casi di proprietà parziale o esclusiva di soggetti privati; si tratta quindi di un forte incentivo per provvedere a riscattarla e farla tornare in mano pubblica.


Una svolta importante anche perché le amministrazioni locali saranno tenute a conoscere direttamente e analiticamente lo stato della propria rete di pubblica illuminazione, i consumi energetici e i costi di manutenzione. In questo modo si potrà fare buona progettazione di impianti pubblici di illuminazione, efficienti e pochi inquinanti. Al giorno d'oggi il "singolo palo" non può più essere utilizzato per la sola illuminazione ma va inquadrato nel concetto di "smart city", integrandolo ad altri servizi come il wifi, il controllo del traffico, dei parcheggi, ecc.


Verificheremo che la legge trovi piena applicazione nel più breve tempo possibile. Certo una buona legge non basta, occorre sempre controllarne l'applicazione, perché dietro ogni appalto o esecuzione di progetto è sempre presente il rischio di favorire le grandi realtà imprenditoriali poco interessate ed attente all'interesse pubblico. Anche su questo aspetto terremo gli occhi aperti.


Gianmarco Corbetta - Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia

"La promessa dell'apertura di un tavolo con il Governo è puro opportunismo politico: il PD lombardo sta cercando di uscire dall'angolo in cui si è cacciato sul tema delle autonomie.

I democratici si proclamano a favore del regionalismo, ma per noi contano solo i fatti. A Roma il Governo, a colpi di maggioranza, sta togliendo potere alle regioni con una riforma costituzionale ipercentralista e usa a piene mani la ghigliottina di Renzi per tagliare i fondi ai territori. Gli enti locali sono costretti a cancellare corse di autobus e servizi sanitari e sociali ai cittadini per ripagare lo spottone di Renzi degli ottanta euro. Accettare di sedersi al tavolo con il Governo accantonando il referendum è una cambiale in bianco a Renzi che nessun lombardo firmerebbe", lo dichiara Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, commentando la conferenza stampa del PD sull'autonomia.

foto vigilantes

Iolanda Nanni consigliere regionale M5S dichiara: "Mentre l'Assessore Sorte va in giro a farsi scattare foto-ricordo con i "vigilantes", sui treni lombardi continua la debacle e si preannuncia un inverno disastroso per i pendolari. Dopo un'estate di fuoco con soppressioni di treni a raffica a causa di impianti di condizionamento mal funzionanti, a settembre è ricominciata la via crucis di ritardi, soppressioni e viaggi della speranza ammassati nei treni. Sorte, in risposta a una nostra interrogazione, ha dichiarato che, quest'estate, era colpa del caldo che mandava in tilt gli impianti di condizionamento, ora c'è da aspettarsi che scarichi tutto sulle piogge in arrivo. A una nostra interrogazione che intendeva far luce sulle pecche di TRENORD in campo di manutenzione, l'Assessore Sorte ha dichiarato che "è in atto un significativo incremento della forza lavoro delle ditte terze finalizzato ad aumentare la capacità di riparazione dei guasti". A noi risulta che TRENORD stia lasciando a casa gli operai specializzati dopo 48 mesi di formazione professionale e che Regione Lombardia abbia sborsato 7 milioni di euro per assumere 150 operatori che non hanno alcuna qualifica per garantire la sicurezza sui treni. Maroni ci aveva promesso di rendere pubblici i dati TRENORD sui piani di manutenzione dei treni, stiamo ancora aspettando..."

ASL-Desio

Il M5S Lombardia ha depositato un accesso agli atti per chiedere conto a Maroni e a tutti gli organi competenti della grave situazione che sono costretti a vivere da anni disabili, anziani e le mamme di Desio, che per accedere all'Asl cittadina sono costretti a dover superare ostacoli insormontabili.

Il montacarichi funziona a singhiozzo (per la mamme con il passeggino l'utilizzo è addirittura vietato) e l'ascensore che serve per raggiungere i reparti ai piani più alti è talmente piccolo che nessuna carrozzina o passeggino può entrarci.

Oggi la comunità è davvero stanca a ha deciso di alzare la voce. La protesta monta sui social network dove le persone si chiedono perché l'accesso una struttura che dovrebbe essere la più confortevole possibile, sia invece una vera e propria montagna da scalare!

Nel silenzio dei politici il MoVimento 5 Stelle ha deciso di prendere in mano la situazione. "Il Presidente della Regione faccia sentire la sua voce da neo assessore ad interim alla sanità anche per risolvere i problemi quotidiani dei cittadini e non solo per raccontare in giro quant'è bella la "sua" riforma del sistema sanitario" - ha scandito Gianmarco Corbetta.

Anche per la nostra portavoce comunale a Desio Sara Montrasio, cittadina e mamma che vissuto il problema in prima persona "Maroni deve spiegare se è al corrente dello stato in cui versa la nostra struttura e, ancor più importante, se è previsto che Desio abbia ancora un Als sul proprio territorio a seguito della recente riforma della sanità".

Abbiamo raccolto le segnalazioni dei cittadini e le abbiamo portate in Regione Lombardia che ora deve prendersi le sue responsabilità, dato che i politici locali se ne sono sempre fregati! Sono anni che l'accessibilità all'Asl di Desio è problematica, per usare un eufemismo, e oggi i cittadini sono arrivati al limite della sopportazione: pretendiamo risposte e soluzioni.

M5S Lombardia

Sul dopo Expo si sono sprecate tantissime parole ma a regnare è ancora la confusione. Mentre l'idea del polo scientifico dell'Università Statale di Milano con quello tecnologico di Assolombarda sono work in progress, Maroni parla di un fantomatico Expo provvisorio, un piano B in perfetto stile Renzi. Progetti aleatori che si scontrano con tutti gli interrogativi ancora irrisolti legati al futuro dell'area e che si scontrano con le normative in tema di sicurezza nei cantieri. Proposte utili a riempire le pagine dei giornali di fronte alle legittime domande dei cittadini, che su Expo hanno investito di tasca propria in tasse (e purtroppo, a volte, anche in corruzione, tangenti  e speculazioni edilizie).

In questo caos, gli unici a cui sembra davvero interessare il destino di un patrimonio pubblico siamo noi del MoVimento 5 Stelle. Sono mesi che lavoriamo e sollecitiamo la Giunta perché alcuni nodi vengano finalmente sciolti, ma a 40 giorni dalla chiusura abbondano le nubi e scarseggiano le certezze. E mentre la maggioranza lombarda è impegnata a risolvere le spaccature interne o a sfruttare l'emergenza migranti per racimolare voti, noi abbiamo studiato le carte, chiesto documenti e lavorato duramente per far si che i cittadini non spendano più un euro in nome di Expo2015, e che la sua eredità sia un valore aggiunto per la città e non una zavorra.

Un lavoro che ha portato al proficuo confronto di venerdì scorso tra i portavoce regionali del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano, Giampietro Maccabiani e Gianmarco Corbetta, insieme al senatore Bruno Marton e il consulente tecnico Giovanni Navicello, con l'Amministratore Delegato e Commissario Unico di Expo S.p.A Giuseppe Sala, che alle sollecitazioni del M5S ha risposto impegnandosi su diversi aspetti problematici legati in particolari al tema delle bonifiche ambientali, smantellamento sito, costi, legalità, sicurezza e progettualità futura.

Expo S.p.A. rendiconterà entro il 30 settembre prossimo ad Arexpo (la società proprietaria dei terreni) i costi ambientali delle bonifiche. Circa 60 milioni di euro che poi, come abbiamo ripetuto più volte, dovranno essere rendicontanti su chi ha inquinato quei terreni, dunque i proprietari privati iniziali, tra cui Fondazione Fiera e Cabassi, e non i cittadini! Il dott. Sala ci ha garantito, inoltre, che sarà effettuato un nuovo carotaggio per verificare la situazione ambientale dei terreni dopo l'esposizione e ha preso impegni anche in tema di zonizzazione acustica, falde acquifere e problematiche chimico industriali, garantendo che sollecità Arexpo affinché il progetto definitivo contempli tutti i rischi ambientali che fino ad oggi non sono stati valutati.

Il dott. Sala ha infine, in pieno accordo con il M5S, riconosciuto che Arexpo dovrà trasformare la sua azione da società impegnata nella vendita dell'area a società di gestione e sviluppo. Visto il ruolo prioritario che rivestirà  Arexpo nello smantellamento dell'area, abbiamo evidenziato l'importanza della sottoscrizione del protocollo di legalità affinché tutti gli appalti di questa nuova fase vengano gestiti con un altissimo livello di controllo per evitare corruzione e infiltrazioni della criminalità organizzata. Il protocollo di legalità è un problema che riguarda anche i padiglioni stranieri, firmato purtroppo solo da 5 Paesi. Per questo, di fronte alle nostre preoccupazioni, il dott. Sala ha garantito che Expo Spa, per la parte che le compete riguardo lo smantellamento, eserciterà la stessa attenzione adottata in fase di montaggio, mantenendo un contatto diretto con la prefettura.

Come sempre, da quando siamo entrati nelle istituzioni, la nostra forza politica lavorerà affinché siano garantite legalità, trasparenza, sicurezza e progettualità futura, non speculativa, su quell'area. Da tempo il M5S ha sollecitato le istituzioni a tutti i livelli perché si arrivi concretamente a garantire un coordinamento per il dopo Expo. Ora chiederemo un incontro ad Arexpo e al Governo per dare forma al futuro di Expo, che al momento è una scatola vuota. L'incontro con i vertici di Expo Spa è stato importante ma vano se questi impegni non saranno rispettati. Per questo saremo sempre presenti, sempre pronti a controllare e a denunciare.

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"La legge 257 approvata oggi in Consiglio Regionale sull'illuminazione esterna, il risparmio energetico e il contrasto all'inquinamento luminoso è positiva nel suo complesso. Saranno i Comuni, e non le società che gestiscono il servizio a conoscere direttamente e analiticamente lo stato della propria rete di pubblica illuminazione, i consumi energetici e i costi di manutenzione di un sistema che non può essere più, su ogni singolo palo, solo illuminazione ma anche servizi integrati inquadrabili nel concetto di smart city. In questo modo si potrà fare buona progettazione di impianti pubblici di illuminazione efficienti e pochi inquinanti", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"E' un progetto di legge che impone di pianificare, nel dettaglio per ogni realtà territoriale,  l'efficientamento energetico, di ridurre l'inquinamento luminoso e orienta il pubblico nel perseguire l'acquisizione della proprietà degli impianti, anche con la possibilità del riscatto. Bisogna evitare altri casi come Milano dove l'illuminazione led è arrivata senza una progettazione coerente. Certo una buona legge non basta: occorre sempre controllarne l'applicazione. Dietro ogni appalto o esecuzione di progetto è sempre presente il rischio di favorire le grandi realtà imprenditoriali poco interessate ed attente all'interesse pubblico", conclude Corbetta.

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"Un emendamento discriminatorio della Lega che avrebbe ostacolato l'accesso ai corsi professionali agli stranieri si è trasformato, dopo una riscrittura imposta dall'assessorato, in una misura che aiuta l'integrazione con un aumento degli investimenti per la Regione. Da un ostacolo all'integrazione ad un investimento per l'integrazione: noi siamo favorevoli, ma si tratta di un autogol della Lega Nord che voleva solo alzare il polverone per raggranellare due voti. Anche l'emendamento sulle quote calmierate degli alunni stranieri nelle classi è stato accantonato (a favore di una mera raccomandazione al governo) perché palesemente inutile, essendo una competenza statale", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento5  Stelle della Lombardia.

"Più in generale la legge approvata, con l'astensione del M5S, non porta nulla di nuovo rispetto a quanto si fa già oggi. Anzi, erigendo a principio di legge alcune pratiche utilizzate fino ad oggi, si rischia di irrigidire il sistema che invece dovrebbe essere molto reattivo ai mutamenti della società. La legge inoltre porta con sé il rischio di ridurre l'offerta di formazione da parte di enti pubblici. Bene il "sistema duale" con l'alternanza tra scuola-lavoro, la promozione delle tecnologie digitali per la didattica, il sistema di rating per gli enti formativi, il supporto alla vocazione imprenditoriale, la promozione dello "smartworking" ma fino ad oggi sono mancati totalmente i monitoraggi e i controlli sul sistema di erogazione dei fondi di formazione professionale della nostra regione e in particolare sulla dote. Siamo quindi contrari che la dote diventi un rigido principio di legge."

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Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimita'un ordine del giorno del M5S Lombardia che impegna la Giunta regionale "ad attivarsi per attuare, in tempi brevi, un'iniziativa transitoria per consentire la ripresa dei servizi formativi orientati al reinserimento e all'integrazione nel mercato del lavoro dei giovani ospiti del carcere minorile C. Beccaria" in attesa che venga predisposta la programmazione delle doti lavoro specifiche, che avra' durata settennale.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Abbiamo visitato settimana scorsa il carcere minorile e abbiamo appreso che il 31 luglio i fondi per la formazione professionale dei minori detenuti e' terminata il 31 luglio  e non e' stata fatta la programmazione successiva in tempo perche' i corsi potessero riprendere a settembre, nonostante ci siano molti progetti in atto per dare una professionalita' che questi ragazzi possano spendere una volta usciti dall'istituto. Ci chiediamo come mai non sia stata predisposta la programmazione in tempi utili e come mai vengano impiegati solo fondi regionali ed europei per i corsi che hanno il duplice scopo di impiegare il tempo dei ragazzi durante la reclusione e di dar loro una speranza per il futuro. Ora ci auguriamo che venga fatta in termini brevissimi la delibera transitoria".

Dal Corriere della Sera Milano, pag 5, 22/09/2015

Dopo la riunione di ieri del gruppo di lavoro sul reddito di autonomia nel M5S la delusione è totale. «Così è una farsa» sbotta Stefano Buffagni. «Maroni vuole fare passare come reddito di cittadinanza due misure già previste. Il superticket per cui c'è uno stanziamento di 8 milioni di euro, già annunciato lo scorso maggio, per ridurre la compartecipazione alle spese sanitarie dei cittadini con reddito inferiore ai 18 mila euro. E la Dote unica Lavoro per la formazione di giovani inoccupati e disoccupati: vengono messi altri 40 milioni di euro che andranno alla fine alle imprese, non ai cittadini. Noi non ci stiamo».

reddito farsa ok

Il tema è delicato: per il M5S portare a casa il risultato sul reddito di cittadinanza in Lombardia, sarebbe un successo senza precedenti e rompere con Maroni adesso potrebbe essere controproducente. Ma l'amarezza è troppa. «Noi siamo disponibili a lavorare insieme per dare risposte concrete ai cittadini - scandisce Buffagni -. Ma non a farci prendere in giro»

Il M5S guarda oltre: «Per i primi tre mesi di sperimentazione (ottobre-dicembre) ormai c'è poco da fare - ammette Buffagni -. Ma per l'anno prossimo, tra i 200 milioni della regione e i 250 del Fondo europeo, c'è quasi mezzo miliardo in gioco. Soldi che vanno spesi al meglio» La proposta del M5S non ha nulla a che vedere con l'assistenzialismo («Nessuno deve rimanere con le mani in mano»), ma ci devono essere misure di sostegno economiche intorno ai 700 euro per una platea ipotetica di 200 mila cittadini che non hanno i soldi neppure per comprarsi i beni necessari per vivere. «Gli interventi vanno poi mirati a seconda del beneficiario, anche con voucher come propone la Lega - dice Buffagni -. Per un anziano la pensione potrebbe essere integrata con i fondi regionali, per chi ha figli ci può essere il bonus bebè, per i giovani e i disoccupati soldi per le attività di formazione e come ricompensa per possibili lavori utili alla collettività».

Per il M5S è una questione di orgoglio: «Bisogna restituire credibilità alla politica e Maroni non lo sta facendo».

"L'Intesa tra Regione Lombardia e Canton Ticino è quanto meno sbilenca: noi mandiamo a loro materiali inerti per edilizia  come sabbia e ghiaia e loro ci mandano rifiuti edili (inerti) di origine minerale. Tradotto: noi mandiamo a loro "terra buona" e loro mandano a noi "scarti"", così Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia sul progetto di legge di intesa che verrà ratificato domani tra la Lombardia e il Canton Ticino dal Consiglio regionale.

"Non capiamo cosa ci guadagneranno i lombardi da un accordo che sembra scritto da chi ha  un interesse economico diretto sulla questione e cioè i cavatori e coloro che gestiscono gli impianti di trattamento. Avremo più rifiuti, più traffico e inquinamento per il loro trasporto e più cave e non è possibile fidarsi di un gruppo di concertazione costituito dai due enti che definirà le modalità di gestione del traffico. Per fare un regalo a pochi Maroni e la sua giunta ci rimpinzano di rifiuti; alla faccia della Lombardia verde che meritano i lombardi", conclude Maccabiani.

Dopo la sollecitazione di tantissimi genitori abbiamo deciso di lanciare una raccolta firme per consentire l'introduzione del pasto da casa in alternativa a quello offerto dal servizio di ristorazione scolastica.

Una soluzione che farebbe felici tutti, grandi e piccini. Il pasto da casa è infatti di gran lunga più economico rispetto a quello della mensa privata (che spesso incide pesantemente sul bilancio familiare costringendo i genitori a indebitarsi con la società di ristorazione o con il comune), e in questo modo nessun bambino rischierebbe più di rimanere a digiuno quando il menù fisso della mensa non consente alternative, o nel caso di diete etico e religiose.

Come previsto dall'Art. 32 della Costituzione, che garantisce il diritto a "scelte alimentari autonome", ogni genitore dovrebbe essere libero di poter scegliere cosa far mangiare ai propri figli. Non esiste nessuna normativa o direttiva regionale, nazionale, europea che vieti il consumo dei pasti portati da casa eppure, mentre negli altri paesi europei questa possibilità c'è da sempre, in Italia, sebbene in Lombardia ci sono scuole che in autonomia si stanno muovendo in questa direzione, siamo parecchio indietro. Per questo, porteremo le firme all'Assessore alla Scuola Valentina Aprea perché si attivi presso i comuni per permettere ai bambini lombardi di andare a scuola con il pranzo da casa. Così, anche i genitori che portano i figli in scuole che non hanno la stessa lungimiranza, o che semplicemente non sono informate, avranno la possibilità scegliere liberamente e in autonomia.

Un documento di Regione Lombardia farebbe chiarezza sull'iter che le scuole dovrebbero seguire indicando, ad esempio, anche le specifiche per la separazione tra i locali della mensa e quelli per il consumo della schiscetta, tutelando così anche le società di ristorazione per evitare ogni rischio di "contaminazione esterna".

Se il tasso di genitori che portano a casa i bambini per il pranzo è in continuo aumento il motivo è da ricercare proprio nei disagi che il pasto della mensa spesso porta al bambino e alla famiglia. Di fronte a questi svantaggi le istituzioni non possono stare a guardare senza intervenire:  è giunto di il momento di garantire la libertà di scelta dei cittadini, anche se questo dovesse significare meno introiti per le grandi società della ristorazione!

Paola Macchi - Portavoce Regionale M5S Lombardia

Negli ultimi giorni i cittadini dell'Oltrepò hanno assistito, sulla stampa, a una girandola di accuse e scaricabarile reciproci fra Provincia di Pavia e Regione, in particolare a riguardo della variante del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). La Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni dichiara: "Innanzitutto, è opportuno fare una doverosa premessa per riportare l'attenzione dei cittadini, dal teatrino mediatico orchestrato ad arte fra Provincia di Pavia e Regione Lombardia, al vero punto ostativo che riguarda questo progetto di inceneritore: e cioè, la pirolisi. Il battibecco sui giornali fra Regione e Provincia ignora questo punto che sarebbe sufficiente di per sé a rigettare l'intero progetto, come accaduto a Casalino, in Provincia di Novara, dove un progetto analogo è stato rigettato - senza se e senza ma - sulla base della non conformità della tecnologia di pirolisi all'ordinamento nazionale in tema di tutela della salute e dell'ambiente... "

"La Provincia di Novara, a differenza di quella di Pavia, non ha arzigogolato su PTCP o RER (Rete Ecologica Regionale), basterebbe infatti il richiamo alla normativa nazionale: un vincolo macroscopico che pare sfuggire ai nostri governanti."

"Entrando nel merito del "battibecco" fra Presidente della Provincia e Assessore Regionale all'ambiente in merito alla variante al PTCP - che noi del M5S abbiamo esaminato - abbiamo verificato (carta canta!) un effettivo ed allarmante stralcio, operato dalla Provincia di Pavia, di tutti i criteri ostativi a nuovi impianti di smaltimento rifiuti del PTCP."

"Sul punto in questione - osserva Nanni - è necessaria una premessa: quando, a fine 2014, la Provincia di Pavia ha rinnovato l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) all'ex impianto ormai dismesso Laterlite s.p.a., erano con tutta probabilità già in corso contatti informali per la presentazione del progetto di pirolisi a Retorbido, contatti testimoniati sulla stampa dai soci IET e riguardo ai quali ho chiesto che venga reso pubblico il carteggio. De facto, la Provincia di Pavia ha lanciato un enorme assist alla società IET, concedendo il rinnovo dell'AIA dell'ex Laterlite e quindi mantenendo questo sito "industriale/produttivo", nonostante - essendo inserito in un corridoio ecologico - ci si attendesse una sua bonifica e rinaturalizzazione."

"Quando l'iter autorizzativo - prosegue Nanni - del progetto di pirolisi/incenerimento è diventato oggetto della legittima e comprensibile contestazione del Comitato no-pirolisi a Retorbido, con una mobilitazione di massa raramente vista in Oltrepò, solo allora Provincia e Regione si sono "svegliate" impaurite dalla prospettiva di perdere decine di migliaia di voti. Ma a tutt'oggi né l'una, né l'altra hanno fermamente dichiarato la cosa più semplice e più banale da farsi: l'impianto va rigettato in quanto non conforme all'ordinamento nazionale di tutela della salute e dell'ambiente."

"Già e proprio qui entra in gioco la parolina magica, che ho più volte espresso agli incontri pubblici: la VOLONTA' POLITICA di rigettare tout court il progetto. E questo sulla scorta e sull'esempio di quanto già avvenuto a Casalino. Un precedente che pare essere assolutamente dimenticato sia dalla Regione che dalla Provincia di Pavia, sicuramente non oggetto del "teatrino in corso".

"E' un fatto, comprovabile dai documenti che noi abbiamo esaminato, che la Provincia di Pavia abbia STRALCIATO E CANCELLATO dal PTCP tutti i vincoli alla realizzazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti! Allora qualcuno sta ciurlando nel manico: per dovere di trasparenza, come gruppo M5S Lombardia pubblichiamo la variante del PTCP che documenta inequivocabilmente la cancellazione dei vincoli a nuovi impianti rifiuti. La Provincia non solo ha cancellato il vincolo ostativo a nuovi impianti di rifiuti all'interno della Rete Ecologica Regionale, che interessa direttamente Retorbido, ma ha anche cancellato il vincolo ostativo a nuovi impianti con emissioni inquinanti all'interno della Rete Ecologica Regionale, ed ancora, ha cancellato il principio di autosufficienza provinciale sulla cui base valutare i nuovi impianti di rifiuti, principio che sarebbe stato fondamentale sia per il progetto di pirolisi di Retorbido, sia per i progetti di discariche di amianto di Cava Manara e Ferrera: tutti questi progetti prevedono l'importazione da fuori Provincia di rifiuti, altro che autosufficienza provinciale! Sconcertata da questa scelta politica dissennata, pubblico il testo emendato dalla nuova variante contenente i precedenti vincoli del PTCP, cancellati dalla recente decisione della Provincia."

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PTCP STRALCIA-TUTTO (clicca per ingrandire)

"Questa mossa della Provincia di Pavia, - prosegue Nanni - già gravissima in riferimento a Retorbido e all'Oltrepò, potrebbe produrre un ulteriore danno a tutta la Provincia, indebolendo come già detto l'opposizione alle discariche di amianto progettate a Cava Manara e Ferrera, e inoltre creando di fatto un vuoto o purgatorio amministrativo nel quale la Provincia si trova di conseguenza sprovvista dei criteri localizzativi provinciali per nuovi impianti rifiuti contenuti nel precedente PTCP e rimandati, non si sa quando né come, a un futuro aggiornamento del Programma di governo dei rifiuti provinciale del quale non è nota la data di futura approvazione. Un minimo di serietà avrebbe preteso che lo stralcio dei criteri localizzativi dal PTCP avvenisse in contemporanea con il trasferimento degli stessi nel nuovo Programma di governo provinciale dei rifiuti, invece tale programma ancora non c'è né sappiamo quando mai sarà deliberato! Ci troviamo a livello provinciale in un limbo amministrativo creato da un capolavoro di incapacità e ipocrisia."

"A questo punto rimarchiamo anche l'infondatezza delle parole del Presidente Bosone il quale asserisce che la Regione avrebbe puntato una sorta di pistola virtuale alla tempia alla Provincia di Pavia, imponendole di non poter inserire vincoli all'interno del PTCP. Il Piano Regionale Rifiuti, approvato non oggi, ma nel 2014, da Regione Lombardia definisce la cornice e gli indirizzi entro i quali le Province, per il tramite dei loro strumenti di pianificazione del territorio, come il PTCP, possono rendere detti indirizzi ancor più stringenti proprio apponendo dei vincoli, non VIETA certamente alla Provincia di inserire nel PTCP quei vincoli che sono coerenti con gli indirizzi dettati dal Piano Regionale Rifiuti. Con un PTCP mozzato, oggi si è raggiunto solo il pessimo risultato di rendere il nostro territorio pavese una sorta di terra di nessuno, facile preda di appetiti di speculatori senza scrupoli che possono ora facilmente trovare terreno fertile. La Provincia di Pavia deve pertanto assumersi la paternità e responsabilità politica per questa scelta."

"Mentre Regione Lombardia tergiversa e gioca al rimpallo con la Provincia di Pavia, come gruppo regionale M5S - conclude Nanni - richiamiamo sia la Provincia sia la Regione alle rispettive responsabilità chiedendo ad entrambe di ottemperare ai seguenti punti:

- La Provincia di Pavia approvi il prima possibile il nuovo Piano provinciale di governo dei rifiuti includendovi i vincoli e criteri localizzativi stralciati dal PTCP.

- Regione Lombardia non assecondi i bizantinismi sul PTCP, e semmai prima di approvarne la variante chieda alla Provincia di re-inserire i vincoli stralciati. Al contempo Regione rigetti il prima possibile il progetto di pirolisi/inceneritore di Retorbido, sulla scorta e sull'esempio della Provincia di Novara in quanto tecnologia incompatibile con l'ordinamento nazionale sulla tutela dell'ambiente e della salute. Se Regione vuole, come di più, potrà anche far valere nel rigetto tutti i criteri ostativi già segnalati a Gennaio 2015 dal M5S riguardanti la Rete ecologica regionale, il PTCP provinciale, la fascia di rispetto concernente l'aeroporto di Rivanazzano.

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 Nel pomeriggio di oggi, 18 settembre 2015, il Movimento 5 Stelle ha incontrato Giuseppe Sala, amministratore unico di Expo S.p.A., per approfondire le tematiche legate alla chiusura dell'esposizione universale e del futuro del sito.  Erano presenti all'incontro i portavoce regionali Silvana Carcano, Giampietro Maccabiani, Gianmarco Corbetta, il portavoce nazionale Bruno Marton e il consulente tecnico Giovanni Navicello.

Alle sollecitazioni del Movimento 5 Stelle l'amministratore unico di Expo S.p.A Giuseppe Sala ha risposto impegnandosi su diversi aspetti problematici per il futuro dell'area:

Bonifiche. Expo S.p.A. rendiconterà ad Arexpo entro il 30 settembre prossimo i costi ambientali delle bonifiche.  Sala ci ha garantito che sarà effettuato un nuovo carotaggio per verificare la situazione ambientale dei terreni dopo l'esposizione e sarà affrontato anche il problema della zonizzazione acustica, della falde acquifere e le problematiche chimico industriali che fin qui non era rientrate nei controlli e nei piani di bonifica. Giuseppe Sala si è impegnato a sollecitare Arexpo perché il progetto definitivo contempli tutti i rischi ambientali che fino ad oggi non sono stati valutati.

Smantellamento del sito. Giuseppe Sala, concorde con noi, ha riconosciuto che Arexpo dovrà trasformare la sua azione da società impegnata nella vendita dell'area a società di gestione e sviluppo. Visto il ruolo prioritario che rivestirà  Arexpo nello smantellamento, abbiamo evidenziato l'importanza della sottoscrizione da parte di Arexpo del protocollo di legalità affinché tutti gli appalti siano gestiti con le stesse modalità di quelli gestiti da Expo. Per la parte che compete a Expo, minoritaria sullo smantellamento, Giuseppe Sala ha garantito un impegno costante su sicurezza, trasparenza e legalità. Sala ha preso l'impegno nei nostri confronti che userà la stessa tensione utilizzata per il cantiere Expo anche nei confronti dei padiglioni stranieri che gestiranno lo smantellamento autonomamente, nonostante l'extraterritorialità.

Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "La nostra forza politica lavorerà affinchè siano garantite legalità, trasparenza, sicurezza e progettualità futura, non speculativa, su quell'area. Crediamo sia importante un passaggio ad una governance di Arexpo in grado di sviluppare il sito e da tempo il M5S ha sollecitato le istituzioni a tutti i livelli perché si arrivi concretamente a garantire un coordinamento per il dopo Expo.  Chiederemo un incontro ad Arexpo e al Governo perché al momento il dopo esposizione è una scatola vuota. L'incontro con Sala è stato proficuo e non mancheremo di valutare quanto e come i numerosi impegni presi saranno rispettati".

 

"Della fusione tra Sea e Sacbo e della creazione di un sistema aeroportuale della Lombardia  non si sa nulla, non abbiamo visto progetti né ipotesi di prospettive future che già Maroni butta nel piatto i centinaia di milioni di euro della regione per entrare in società.  Ovunque vada Maroni promette sempre gli stessi 700 milioni di euro, è ora che la smetta: il Consiglio ha già indicato come investire quel denaro nella seduta di bilancio, non sono a sua disposizione per fare propaganda.  Prima di qualsiasi accelerazione o ipotesi di esborso pubblico è necessario vedere e verificare i piani: non è così che si pianifica il futuro del sistema aeroportuale, bisogna tutelare l'ambiente, i cittadini che usano gli aeroporti o che ci lavorano", così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Sulla fusione vanno coinvolti gli operatori di settore, i cittadini e i lavoratori ai quali va chiarito una volta per tutte che cosa si intende fare del futuro del nostro sistema aeroportuale. Abbiamo già assistito in Lombardia a fusioni che si sono rivelate dei disastri: su Sea e Sacbo vogliamo vedere le carte prima di dire sì o no nell'interesse della collettività".

L'Agenda Digitale Italiana, l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale, non è mai decollata per colpa di una governance non chiara e definita, che ha portato a una frammentazione degli interventi sia su scala nazionale sia regionale.

Nonostante il recente documento programmatico di Crescita Digitale emanato dal Governo abbia abbozzato un processo di collaborazione interregionale per la digitalizzazione, la Lombardia di Maroni è andata avanti a tentoni, inanellando errori e deprimendo le possibilità di innovazione, crescita economica e competitività.

Ne è un chiaro esempio il progetto regionale "Generazione Web", un investimento da 41 milioni di denaro pubblico che, non solo è stato lanciato con un bando a fondo perduto al primo che avesse presentato il progetto, ma che era soprattutto  decontestualizzato dalle indicazioni dell'Agenda Digitale Lombarda stessa e dall'andamento del mercato ICT orientato alla formazione, prevedendo la distribuzione "random" nelle scuole, senza un fine didattico, di migliaia di dispositivi tablet.

Altro esempio il ruolo della società controllata al 100% Lombardia Informatica, incaricata direttamente da Regione Lombardia senza gara a evidenza pubblica o trattativa diretta per la gestione degli investimenti dell'"agenda digitale" che di fatto congela qualsiasi possibilità di intervento su soggetti economici del libero mercato che qualsiasi Pubblica Amministrazione dovrebbe sostenere nell'ottica di un sano e trasparente Partenariato Pubblico Privato, finanziando ad esempio una rete di imprese (micro e PMI), favorendo la creazione di un ecosistema che lavora in una direzione comune, che possa metterci al riparo da progetti che non si integrano perché sviluppati con logiche non condivise.

Connettività: la nostra stella

 Da quando siamo entrati in Regione Lombardia abbiamo lavorato duramente, seguendo un punto cardine del programma M5S, la connettività, a un piano di implementazione che oggi converge definitivamente in un corposo documento pronto per essere presentato a Maroni, con l'obiettivo di far risalire la Lombardia (e tutto il paese in ottica nazionale) nella classifica digitale europea che attualmente ci vede arrancare agli ultimi posti su qualsiasi variabile venga analizzata (dalla velocità di download al numero dei cittadini che utilizzano internet, etc).

I 4 punti cardine della proposta M5S

 1.La Scuola Digitale

Dall'approccio miope di Generazione Web, che ha dotato gli alunni dei dispositivi ma non dei contenuti al cosiddetto BYOD Bring Your Own Device: porta il tuo device personale a scuola che io (scuola) lo riempio di contenuti strutturati, possibilmente open.

2.Gli Open (Big) Data

Investire sui big data significa investire nel futuro. Perché da sempre le aziende investono in base a indicatori concreti, e il digitale offre una serie nuove possibilità che la pubblica amministrazione deve saper cogliere e sfruttare, se no vuole rimanere tagliata fuori.

Per questo, nel più breve tempo possibile, Regione Lombardia deve realizzare l'infrastruttura fisica che possa permettere la raccolta dei big data in tutti i settori, dall'energia alla comunicazione, dai trasporti all'agricoltura, dati che poi deve rendere disponibili all'utente finale (privato, PMI, etc) per far crescere un mercato in cui le banche sostengono finanziariamente le aziende perché inserite in un Piano Industriale sostenibile.

3.L'OpenSource

Considerando gli incipit del Codice dell'Amministrazione Digitale, che promuove per le pubbliche amministrazioni l'adozione di piattaforme non proprietarie aperte,  e le tendenze del mercato dell'Information Technology, anche Regione Lombardia dovrebbe orientarsi alla Third Platform, fondata sull'utilizzo integrato di Big Data, Social Media, Cloud e Mobility.

Questa ricetta permetterebbe all'amministrazione regionale un forte risparmio di denaro pubblico, che potrebbe essere reinvestito in altri servizi per il cittadino.

Immaginate quali vantaggi la 3rd platform, applicata alla Scuola Digitale, porterebbe ai nostri studenti: una scuola in rete e connessa con contenuti condivisi, collaborazione in tempo reale, didattica online e strumenti innovativi (Lavagna Interattiva Multimediale, software opensource, stampante 3D, etc).

4.La BUL: Banda Ultra Larga

Regione Lombardia deve favorire la realizzazione dell'infrastruttura fisica (fibra ottica) in un'ottica di Marketing Territoriale. Cosa vuol dire? Vuol dire lavorare insieme a tutti gli operatori del mercato, i fornitori dei servizi internet, mettendo a disposizione le infrastrutture fisiche passive quali i fiumi, le fogne, e cedendo i diritti d'uso della strutture (che rimangono di pubblica proprietà) agli operatori. In questo modo si abbatterebbero drasticamente i costi di connessione tra le proprie sedi sul territorio e da e verso gli altri Enti locali (Comuni e Province).

Basta esitare

In conclusione, in campo digitale l'amministrazione pubblica regionale potrebbe, con le stesse risorse economiche investite, fare molto di più. Non è una questione di soldi, ma di come questi soldi vengono spesi. E come vi abbiamo spiegato la strategia messa in campo dalla giunta è "culturalmente" sbagliata. Cambiare approccio su questo tema, abbandonare il sistema attuale in favore di un ingranaggio capace di far leva sul mercato, permetterebbe al digitale di intervenire sul PIL incrementandolo anche di 10 punti.

Abbattiamo il Digital Divide Culturale per dare nuovo slancio alla nostra economia! I cittadini lombardi e italiani non possono più permettersi di attendere i timori e le indecisioni della politica.

expo

Nel pomeriggio di domani, 18 settembre 2015, i portavoce del M5S, dopo una visita conoscitiva con la Prefettura alla centrale operativa, incontreranno Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, e i vertici di Expo SpA.

Sarà l'occasione per approfondire le tematiche legate alla chiusura dell'esposizione universale e al futuro del sito.

"Chiusi i cancelli di Expo si aprirà un nuovo capitolo per l'area che ospita l'esposizione universale. Il M5S sta facendo verifiche e approfondimenti da più di un anno. C'è in ballo la bonifica del sito che non deve essere pagata dalla collettività, gli appalti pubblici che devono essere trasparenti e maggiormente controllati da chi si occupa di antimafia e anticorruzione, la gestione dello smantellamento dei padiglioni, in primis quelli stranieri, e soprattutto la progettualità futura. Il post Expo può essere un'opportunità solo se immaginato nell'interesse dei cittadini e con una chiara idea del futuro dell'area. Ma soprattutto vanno gestiti con trasparenza, professionalità e legalità i soldi pubblici che ruotano intorno a questa nuova fase dell'esposizione universale", spiega Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Parteciperanno all'incontro i portavoce regionali Silvana Carcano, Giampietro Maccabiani, Gianmarco Corbetta e i portavoce nazionali Bruno Marton e Vito Crimi.

dote sport

"Anche sul sostegno ai giovani talenti sportivi, un provvedimento del tutto condivisibile, la Lega impone i suoi fantasmi ideologici con il requisito di cinque anni di residenza in Lombardia. Così una misura rivolta a un mondo che fa dell'inclusione il suo modello, esclude.

Sulla dote sport il requisito di residenza ha creato lo stesso paradosso per cui non si realizza uno dei principi fondanti dello sport, e della legge regionale sullo sport, che è proprio l'inclusione", così Andrea Fiasconaro, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia, motiva l'astensione di M5S sul provvedimento approvato oggi in Commissione cultura.

pdl-vita-indipendente

Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, parteciperà, martedì 22 settembre, al presidio indetto dal Comitato lombardo per la Vita Indipendente per chiedere alla regione una delibera regionale in materia di vita indipendente.

Macchi dichiara: "Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato a febbraio un progetto di legge dal titolo: "Interventi regionali per la vita indipendente frutto di un confronto con le associazioni di persone portatrici di disabilità che hanno più volte espresso l'insoddisfazione di come attualmente vengono trattati i problemi legati alla disabilità da parte del sistema Socio Sanitario. Sul tema tutto tace in Lombardia dove si preferisce l'ospedalizzazione delle persone con disabilità piuttosto che imboccare senza indugi la via della vita indipendente. E' necessario cambiare paradigma: il disabile, da soggetto passivo di politiche assistenzialiste deve diventare soggetto attivo e protagonista delle scelte relative alla propria vita".

desio

Il M5S Lombardia ha scritto al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per chiedere di rivedere l'accorpamento dell'Ospedale di Desio con il San Gerardo di Monza previsto nella riforma sanitaria lombarda e di incontrare le amministrazioni locali nella figura dei sindaci per discutere delle criticità relative a questa scelta.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara:

"Riteniamo indispensabile consultare, oltre agli operatori sanitari (già incontrati da Maroni la settimana scorsa a Monza), anche i sindaci, cioè coloro che saranno parte attiva negli organi consultivi previsti dalla legge, in modo da poter arrivare a definire soluzioni ottimali e pienamente condivise dai territori.

Ad oggi né la prima ipotesi di accorpamento, voluta dalla Giunta regionale (San Gerando con Vimercate) né la seconda ipotesi (San Gerando con Desio), approvata ad agosto e fortemente caldeggiata dal PD, rispondono alle effettive esigenze dei cittadini.

Maroni ha portato avanti una politica di accorpamenti senza un minimo di criterio, ma il Partito Democratico, tramite il suo capogruppo Enrico Brambilla (di Vimercate), non ha fatto altro che scaricare su Desio il destino infausto che attendeva l'ospedale di Vimercate. Noi vogliamo fare gli interessi di tutti i cittadini, non quelli di un territorio a discapito di un altro. Né Desio né Vimercate devono essere accorpate al San Gerardo perché verrebbero nei fatti declassati a ospedali minori, con meno risorse e un'offerta sanitaria meno qualificata rispetto ad oggi. E' bene che Desio e Vimercate continuino a restare insieme e che il San Gerardo costituisca una ASST a se stante".

"Con la lettera chiediamo a Maroni di attivarsi in tempi brevissimi per invitare tutti i sindaci dei comuni lombardi che avessero riscontrato criticità negli accorpamenti previsti dalla riforma a segnalarglielo, in modo da poter organizzare opportuni incontri in tempo utile; la scadenza prevista in legge per rivedere la configurazione delle Asst è il 31 ottobre. Il Presidente ci ha già rassicurato verbalmente che concorda con la nostra richiesta, ora attendiamo i fatti."

Il MoVimento 5 Stelle Lombardia continua a battersi affinché il farmaco  Avastin, utilizzato nella cura della degenerazione maculare senile,  terza causa di cecità nel mondo, venga adottato nelle strutture ospedaliere della Regione al posto del suo equivalente Lucentis. Il motivo è semplice. Lucentis costa 40 volte in più dell'Avastin, e questo comporterebbe un sostanziale risparmio per i cittadini.
Già nel 2014 la portavoce M5S Silvana Carcano aveva portato il caso all'attenzione dell'assessorato alla Sanità. La procura di Torino aprì un'indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa  ai danni del sistema sanitario nazionale nei confronti di Roche e Novartis, le due aziende farmaceutiche produttrici rispettivamente dell'Avastin e del Novartis, rei, come poi confermò l'Antitrust con una multa di 180 milioni, di aver fatto cartello per nascondere il farmaco low cost favorendo le vendite del medicinale identico.
"Vogliamo sapere se la Lombardia ha sollecitato AIFA nel fare controlli sul numero dei farmaci Avastin e Lucentis prescritti in Regione Lombardia con il Sistema Sanitario nazionale e quali sono state le forme di controllo sulla valorizzazione e commercializzazione sui farmaci svolte direttamente o indirettamente dalla regione" aveva ribadito in aula Silvana Carcano.
E quando pochi mesi anche l'AIFA da il via libera all'utilizzo di Avastin, l'8 settembre 2015 la portavocel M5S Paola Macchi presenta un'interrogazione al presidente Maroni  (assessore alla Sanità ad interim) per capire perché il Lucentis viene ancora usato nel 90% delle nostre strutture pubbliche  costringendo i  contribuenti italiani a spendere 1 milione al giorno! "Non comprendiamo per quali ragioni il ministro Lorenzin non obblighi gli ospedali a usare il meno costoso di due farmaci definiti dallo stesso Consiglio superiore della Sanità, equivalenti. L'unico problema è la necessità di frazionare in ambiente sterile il farmaco Avastin, che per misteriose ragioni non è fornito in monodosi come Lucentis, abbiamo quindi esortato Regione Lombardia ad attivarsi perché si frazioni il farmaco in un unico posto e poi lo si distribuisca agli altri centri"
Il M5S non si arrenderà finché l'Avastin non verrà distribuito nei nostri ospedali. Le strutture pubbliche sono in molti casi obsolete, con carenza di personale e strumentazioni, e ci permettiamo di sperperare una valanga di soldi per un farmaco che costa 40 volte di più del suo equivalente, quando la cifra ingente che si potrebbe risparmiare, in Lombardia e nelle altre regioni, potrebbe essere impiegata per i cittadini invece che per foraggiare una casa farmaceutica.

"La Lega, ancora una volta, stravolge un provvedimento utile, e su cui abbiamo lavorato per un anno, e lo trasforma in una caciara senza ne capo ne coda sugli immigrati con la solita baracconata alla Salvini. Il turismo lombardo è una risorsa anticrisi che va sostenuta con ogni mezzo in una regione devastata economicamente. Potevamo discuterne seriamente, la promozione del turismo ha bisogno di un coordinamento di sistema, ma la Lega ha preferito tenere ferma un'aula consiliare per due giorni per strumentalizzare il tema del turismo e speculare sugli immigrati per prendersi quattro voti e due titoli di giornale. E' una scelta scellerata che mostra totale disinteresse per i lombardi e per gli interessi della Lombardia vanificando il lavoro del Consiglio e delegittimando la Regione stessa.", così Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

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"Stando a quanto si legge sui giornali, la fusione delle due società pare imminente ed impossibile da fermare, ma fin qui nessuno ha parlato in modo chiaro di dati, prospettive future, dei vantaggi e degli svantaggi di questa possibile operazione. Da questo punto di vista è incomprensibile l'entusiasmo per la fusione espresso dal Pd con Misiani e di Forza Italia con Sorte" così Dario Violi sulle ipotesi di "matrimonio" tra Sea e Sacbo le società che gestiscono gli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio.

"Chiediamo al Presidente della Provincia Rossi ed il Sindaco Gori, in quanto azionisti di SACBO,", continua Violi, " trasparenza e coinvolgimento dei cittadini sul futuro dell'aeroporto. Attendiamo la pubblicazione dei documenti e degli studi in possesso degli azionisti pubblici sulle prospettive di fusione. I cittadini devono essere coinvolti, con assemblee pubbliche organizzate nei territori interessati, per spiegare le prospettive e i pro e i contro di questa ipotesi. Il tema dell'aeroporto di Orio al Serio è troppo importante per essere lasciato in mano a pochi, dato che si sta parlando del futuro di una delle strutture più importanti della bergamasca, sia in termini economici che di impatto ambientale e acustico".

"E' ancora troppo recente la questione della fusione del 2008 tra la bresciana ASM ricca, senza debiti e vicina al mondo industriale e la milanese AEM indebitata fino al collo e vicina al mondo della finanza. Allora illustri consulenti, tra tutti Gregorio Gitti  che oggi guarda caso è parlamentare del PD, producevano costosissimi studi a favore della fusione, e i cittadini non furono coinvolti. La fusione si è dimostrata per quello che doveva essere: un totale fallimento. Con questo non voglio dire che la fusione non si debba fare, ma pretendo che si giochi a carte scoperte e che i cittadini siano informati e coinvolti nella decisione dai rappresentanti pubblici".

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"Dall'analisi del curriculum del nuovo dirigente di Arpa Michele Camisasca non riscontriamo esperienze professionali coerenti con il ruolo che è chiamato a rivestire. L'Arpa ha un ruolo strategico nella protezione dell'ambiente, Camisasca non ha alcuna competenza sulla materia", così Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia che ha depositato un'interrogazione  a Maroni perché chiarisca i requisiti e l'opportunità della nomina nell'agenzia regionale per l'ambiente.

"Fino a ieri Camisasca era dirigente del personale in Regione Lombardia ed era fra i 31 dirigenti assunti da Formigoni qualche anno fa grazie a un concorso illegittimo e annullato in tre gradi di giudizio. L'idoneità alla carica, il curriculum e il merito dovrebbero essere prerequisiti essenziali nella scelta di chi guida un'agenzia regionale strategica. In questo caso questi requisiti ci sembrano stati ignorati", conclude Maccabiani.

terra fuochiC'è una "terra dei fuochi" nel Parco Agricolo Sud di Milano. Un disastro ambientale che le istituzioni lombarde non potevano non conoscere, e che ora, grazie alle segnalazioni che ci hanno fatto alcuni cittadini è venuto finalmente a galla. Circa 12 ettari di terreni attualmente coltivati, con relativa commercializzazione di prodotti agro-alimentari, sono contaminati da metalli pesanti, diossine, PCB, furani e composti geno-tossici, come certificato da ben due ricerche dell'agenzia ambientale e sanitaria europea ISPRA.

"Ho iniziato a scavare tra le carte dopo le denunce dei cittadini ed è emersa una situazione inquietante, sui cui ho già presentato un'interrogazione al Pirellone. Le due ricerche ISPRA attestano la contaminazione da diossine fino a 25 volte oltre i limiti di legge, vale a dire in grado di alterare il Dna, scatenando nel medio-lungo periodo l'insorgenza di tumori. E la cosa ancor più grave è che le istituzioni sapevano da anni, ma nessuno è mai intervenuto: il primo dossier  risale al 2007 ma finora una fitta coltre di silenzio ha avvolto quel «quadrilatero nero» tra Carpiano, Landriano, Pairana e Bascapè, a sud di Milano. E quando ISPRA nel 2011 denunciò alle istituzioni competenti che "la maggior parte dei terreni analizzati deve essere ritenuta pericolosa per la salute degli animali e dell'uomo" Regione Lombardia non alzò un dito lasciando che i campi continuassero ad essere coltivati e i prodotti commercializzati.

Inoltre è la stessa ISPRA a ipotizzare uno "spargimento pirata" di rifiuti tossici sui terreni, per questo non è un azzardo parlare di una "terra dei fuochi» a Carpiano". Sia per la pericolosità sanitaria della situazione, sia perché le Procure Antimafia di tutta Italia da tempo denunciano che lo spargimento criminale di rifiuti tossici sui terreni è molto spesso responsabilità diretta di associazioni criminali di stampo mafioso. Come è possibile che le Istituzioni competenti non abbiano immediatamente denunciato la situazione alla Procura Antimafia di Milano? 

Ora chiediamo a Regione Lombardia, che dorme da otto anni, di intervenire con urgenza per bonificare i terreni e vietare la coltivazione e la commercializzazione dei prodotti, a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente, nonché ai fini del rispetto della legalità. L'omertà della Regione questa volta potrebbe avere conseguenze gravissime sulla salute dei suoi cittadini. Per questo andremo fino in fondo per far luce su questa vicenda."

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale M5S Lombardia

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Dopo la class action contro l'accoglienza dei profughi della settimana scorsa arriva l'ennesima sparata della Lega Nord, che presenta un emendamento alla legge sul turismo che prevede una sanzione da cinque a diecimila euro e sospensione dell'attività da sei mesi a un anno per gli albergatori che ospiteranno, anche temporaneamente, i migranti.

Non c'è niente da fare, invece di proporre soluzioni concrete la Lega continua ad affrontare questa grave crisi internazionale per suo tornaconto elettorale, peraltro suonando l'ennesima nota stonata in consiglio regionale su un progetto di legge che dovrebbe puntare a migliorare le condizioni dei nostri albergatori, e non a discriminarli e ricattarli per questioni ideologiche. Altro che difesa e tutela del territorio lombardo e della sua economia. La Lega per un voto in più rischia di mettere in serie difficoltà dei lavoratori onesti.

E' l'ennesima dimostrazione di come i partiti abbiano affrontato fin qui il problema migranti "all'italiana": c'è chi fa affari d'oro ai danni dei cittadini che con le loro tasse vedono finanziati i traffici sporchi di Mafia Capitale, e chi, come la Lega, ci specula politicamente.

La nostra proposta è seria: le commissioni che devono valutare il diritto di asilo vanno potenziate e devono esprimersi entro un mese dalla richiesta. In media il sette per cento di coloro che chiedono l'asilo lo ottengono, solo così si risolverà il problema non più come un emergenza ma come un paese civile degno di questo nome", conclude Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia.

finlombarda

"Altichieri a Finlombarda è la scelta giusta per la Lombardia? Il suo recente passato lavorativo nel ruolo di Deputy Head of Finance della Banca Popolare di Vicenza non può passare inosservato alla luce degli incresciosi avvenimenti che stanno vedendo come protagonista la sua ex banca. Altichieri, per il ruolo che ricopriva, poteva non sapere quanto gli accadeva intorno tra maxi perdite, vendita di azioni sopravvalutate   ai clienti, svalutazioni e perdite per oltre un miliardo di euro? Non vorremmo trovarci al termine delle indagini di Banca d'Italia a dover avere al vertice della finanziaria lombarda un manager coinvolto in uno scandalo bancario di grossa portata." dichiara Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che ha depositato oggi un'interrogazione alla Giunta regionale sulla nomina del nuovo Direttore Generale di Finlombarda SpA Paolo Altichieri.

"Avvallare questa nomina è molto rischioso. Prevenire è sempre meglio che curare e la regione deve tutelare Finlombarda e i lombardi sollevando Altichieri dall'incarico e provvedendo immediatamente a una nuova nomina. Possibile che Maroni non ha mai la "fortuna" di scegliere manager esterni a problematiche? Ci auguriamo il Dott. Altichieri non sia coinvolto in alcuno dei procedimenti in cui è e sarà coinvolta la Banca Popolare di Vicenza, ma al contempo pensiamo sia doveroso tutelare l'immagine della Lombardia", conclude Buffagni.

 

Voto favorevole del M5S Lombardia al progetto di legge 248 che prevede nuovi investimenti nel comparto della Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0.

"Abbiamo collaborato al provvedimento, è un passo avanti ma i bandi dovranno essere assolutamente accessibili e trasparenti e scritti nell'interesse della collettività e non cuciti addosso a questo o quell'amico del politico di turno. Il sistema artigiano è molto frammentato e troppo ignorato dalle istituzioni. In Lombardia abbiamo tante eccellenze da valorizzare, questo provvedimento può davvero aiutare", così Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, commenta l'approvazione della legge per il sostegno alla manifattura creativa approvata dal Consiglio regionale lombardo questa mattina.

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Il Consiglio regionale lombardo ha approvato due provvedimenti che disciplinano le cessioni a fini solidaristici degli enti non commerciali e le fiere. Su entrambi il Movimento 5 Stelle della Lombardia si è astenuto.

Per Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "Finalità e principi dei provvedimenti sono condivisibili, ma con queste leggi si interviene per l'ennesima volta in modo confuso, parziale e non applicabile in concreto sul territorio. E' oltre un anno che chiediamo una riforma complessiva del testo unico sul commercio, la legge 6, perché con interventi come quelli discussi oggi non risolviamo problemi gravi come la concorrenza sleale di alcune finte associazioni con scopi solidaristici nei confronti delle attività commerciali. Manifestazioni temporanee e sagre hanno portato alla chiusura di numerosissime attività. Quanto discusso oggi è quindi del tutto marginale, da qui l'astensione del M5S Lombardia su entrambi i provvedimenti".

terra fuochi

Il M5S Lombardia, sulla base di una segnalazione dei cittadini residenti nell'area di Carpiano (MI), limitrofa ai Comuni pavesi di Landriano, Pairana e Bascapè, ha depositato un'interrogazione (SCARICA QUI) sullo stato di contaminazione oltre i limiti di legge da metalli pesanti, diossine, PCB, furani, composti geno-tossici, certificata da ben due ricerche dell'agenzia ambientale e sanitaria europea ISPRA, riguardante circa 12 ettari di terreni attualmente coltivati, con relativa commercializzazione di prodotti agro-alimentari potenzialmente contaminati.

La Consigliera regionale Iolanda Nanni, prima firmataria dell'interrogazione, dichiara: "E' un caso gravissimo da "terra dei fuochi" sul quale è caduto da anni un vergognoso silenzio istituzionale. Già dal 2007, ISPRA, dapprima su commissione prima della Provincia di Pavia, e poi, nel 2011, della stessa Regione Lombardia, ha pubblicato i risultati di monitoraggi scientifici dei terreni che attestano lo stato di contaminazione oltre i limiti di legge di circa 12 ettari di terreni nel Comune di Carpiano (MI), con rischi per la salute e l'ambiente che riguardano anche i Comuni limitrofi fra i quali Landriano e frazioni (PV). Le due ricerche ISPRA attestano la contaminazione oltre i limiti di legge dei terreni da metalli pesanti, PCB, furani, composti geno-tossici (vale a dire in grado di alterare il DNA scatenando nel medio-lungo periodo l'insorgenza di tumori), che avrebbero inquinato i suoli con ricadute tossiche e nocive sulla catena agro-alimentare."

"Questi terreni - continua Nanni - erano e sono purtroppo tutt'ora coltivati a fini agro-alimentari, e ciò nonostante ISPRA già nel 2011 abbia denunciato alle Istituzioni competenti  che "la maggior parte di essi [dei terreni analizzati ndr.] deve essere ritenuta di qualità insufficiente in quanto direttamente e soprattutto indirettamente pericolosa per la salute degli animali e dell'uomo". La denuncia di ISPRA è stata sostanzialmente ignorata dalle Istituzioni competenti, a partire da Regione: i terreni suddetti sono infatti a tutt'oggi coltivati senza che i cittadini siano a conoscenza dei rischi per la salute".

"Secondo ISPRA - continua Nanni - la contaminazione da diossine in numerose parti dei terreni esaminati sarebbe pari a 25 volte i limiti di legge! A ciò si aggiungano la contaminazione da metalli pesanti, PCB, furani, composti geno-tossici potenzialmente cancerogeni, e avremo il quadro di un possibile disastro sanitario ed ambientale in atto, previsto e pre-annunciato dall'agenzia europea ISPRA nel 2007 e poi ancora nel 2011, e recepito da un muro di gomma omertoso da parte di quelle Istituzioni che dovrebbero tutelare la salute di tutti i cittadini. Terreni contaminati che avrebbero necessitato un'azione tempestiva ed immediata di bonifica, a carico dei proprietari, sono ancora lì, a distanza di 8 anni dalla prima ricerca ISPRA, non solo contaminati, ma persino coltivati con grave rischio di contaminazione della catena alimentare. Appaiono del tutto insufficienti anche le bozze di progetti di bonifica avanzate ad oggi dall'azienda proprietaria dei terreni, la quale ha la responsabilità giuridica della bonifica, bozze ben inteso ad oggi non approvate dalle Istituzioni e rimaste sostanzialmente lettera morta."

"L'agenzia europea ISPRA - continua Nanni - ipotizza uno «spargimento pirata» di rifiuti tossici sui terreni e nello studio 2011 denuncia uno «stato di compromissione del suolo e della stessa vita degli organismi vegetali e animali che sono presenti nel suolo». Ciò ci induce ad ipotizzare un caso «terra dei fuochi» a Carpiano: sia per la pericolosità sanitaria della situazione, sia alla luce del fatto che, in Lombardia come in Campania, le Procure Antimafia da tempo denunciano che lo spargimento criminale di rifiuti tossici sui terreni è molto spesso responsabilità diretta di associazioni criminali di stampo mafioso. Mi domando come sia possibile che le Istituzioni competenti non abbiano immediatamente denunciato la situazione alla Procura competente affinché si verificassero le responsabilità penali, allertando contemporaneamente la Procura Antimafia di Milano. E come sia possibile che dal 2007 ad oggi le Istituzioni competenti non abbiano vietato la coltivazione dei terreni contaminati, al contempo ingiungendo in modo perentorio all'azienda proprietaria dei terreni l'immediata e tempestiva bonifica dei terreni stessi, nonché il sequestro di qualsiasi prodotto agro-alimentare frutto dei terreni contaminati già presente sul mercato".

"Con la nostra interrogazione - conclude Nanni - chiediamo all'Assessore competente di far luce su tali fatti inquietanti, auspicando che le Istituzioni, che dal primo studio ISPRA 2007 ad oggi hanno dormito, si sveglino grazie all'azione del M5S e prendano provvedimenti urgenti e improcrastinabili a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente, nonché ai fini del rispetto della legalità.".

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale M5S Lombardia

Tavolo-RdC

 

Sono ricominciati oggi i lavori del tavolo di lavoro per il reddito di cittadinanza lombardo.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "Siamo soddisfatti dell'andamento del tavolo di lavoro. In Lombardia possiamo davvero battere l'incapacità di Renzi per dare un sostegno concreto ai cittadini in difficoltà. Tutti i gruppi politici hanno convenuto di seguirci su di una proposta strutturata come uno strumento unico che aiuti chi oggi vive in povertà a rientrare nel mondo del lavoro con politiche attive, sostegno al reddito con lavori utili alla collettività, sostegno all'affitto".

"I primi 50 milioni di euro nel 2015 saranno usati per la riduzione dei ticket su ai redditi più bassi e per sostenere la popolazione ultracinquantenne nel rientrare nel mondo del lavoro. Dal primo gennaio avremo la sperimentazione del reddito di cittadinanza vero e proprio. Troppi lombardi hanno perso il lavoro: grazie al Movimento 5 Stelle si iniziano a dare risposte concrete ai lombardi. ", conclude Buffagni.

schiforme"I cittadini vorrebbero che chi li governa parlasse di riforme economiche mentre l'unico scopo di queste  "schiforme" costituzionali è l'accentramento del potere nelle mani di una sola persona - così Danilo Toninelli, portavoce M5S al Senato, ha iniziato il suo intervento al tavolo organizzato dal Consiglio Regionale della Lombardia sul ruolo delle regioni nel contesto delle riforme costituzionali.

"Con queste riforme un Presidente del Consiglio, - ha continuato Toninelli - che è anche segretario del suo partito (un'operazione anti-democratica che nemmeno la Democrazia Cristiana si era mai azzardata a fare), non solo deterrebbe il potere assoluto del governo, nominando i propri ministri, ma anche il potere del parlamento. L'obiettivo è chiaro: fare in modo che il senato non possa più esprimere la fiducia al governo. Grazie all'Italicum poi, con un solo voto in più del proprio avversario verrebbero assegnati 340 seggi alla camera, che poi rimarrebbe l'unico organo a poter dare la fiducia. In sostanza avremmo un'aula di "schierati" che lascerebbe passare indisturbata qualunque legge porcata."

"Renzi punta a far durare il suo mandato 5 anni, ma un governo non ha un tempo di vita a prescindere. Il popolo, tramite il parlamento, deve avere la possibilità di farlo cadere. E con queste riforme il popolo perde questa possibilità, perde la sua sovranità."

"Ci auguriamo che da questo tavolo, indipendentemente dall'appartenenza alle forze politiche, si possa fare un fronte comune per fermare questa riforma" - ha concluso il deputato del M5S.

Presente al tavolo anche il capogruppo del M5S in Lombardia Dario Violi: "una riforma simile l'abbiamo vista negli anni '30, e tutti ci ricordiamo come è andata a finire. Il piano del Presidente del Consiglio è chiaro: monopolizzare il parlamento e togliere potere agli enti locali per rimanere un uomo solo al comando. Ma noi non ci stiamo. Le competenze devono rimanere vicine ai cittadini e ai territori: non lasceremo la Lombardia nelle mani dell'imbonitore."

vigilantes

L'operazione "vigilantes" sui treni messa in piedi dall'Assessore ai Trasporti si rivela subito in tutta la sua inefficacia: una rissa in treno con aggressione al controllore si è potuta concludere indisturbata (gli aggressori sono scesi dal treno senza conseguenze), poiché i suddetti vigilantes, per contratto, "non sono tenuti a intervenire". (leggi la notizia)

Se l'assessore fosse un'azienda, ora sarebbe costretto a rispondere all'accusa di pubblicità ingannevole, avendo dichiarato a destra e a manca che il proprio "prodotto" avrebbe garantito più sicurezza sui treni.

Invece Sorte ha venduto ai pendolari lombardi il classico mattone:
10 milioni di euro spesi per assumere persone che, alla luce dei fatti, hanno come unica funzione quella di "segnalatori che, in caso di aggressione, hanno il compito di raccogliere le testimonianze e di fornirle alla Polfer".

Sospettavamo già da giugno scorso che la storia dei "vigilantes"  fosse una bufala e per questo abbiamo interrogato l'Assessore Sorte sulle loro reali qualifiche e funzioni.

Non abbiamo ricevuto risposta, ma se i nostri dubbi fossero confermati sarebbe gravissimo che la Regione paghi 10 milioni di euro per quello che si configura come un costoso spot elettorale per Sorte.

Siamo certi che i cittadini e le migliaia di pendolari lombardi non facciano fatica a immaginare come e dove quei 10 milioni avrebbero potuto essere spesi per ottenere un piano di sicurezza sui treni serio e strutturato.

Chiamarli "Vigilantes" o "Security Team" è ingannevole e fuorviante. E l'Assessore Sorte dovrà rispondere alla nostra interrogazione (scarica qui) e ai cittadini lombardi per averli menati per il naso.

Iolanda Nanni, M5S Lombardia

"Vogliamo sapere qual è la verità su Zogno: l'Assessore Sorte ha promesso per l'ennesima volta i soldi per concludere l'opera mentre il segretario dell'Assessore Terzi Lucio Brignoli definisce l'Assessore su Facebook "un altro spacciatore di favole", così Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia.
"Speravo che i bergamaschi in giunta si preoccupassero di sistemare i problemi irrisolti da decenni della loro terra invece passano il tempo a insultarsi e a intestarsi vittorie e promesse. Sulla variante di Zogno sarebbe interessante sapere ufficialmente se i soldi ci sono e una data precisa di riapertura dei cantieri. In caso contrario i politici bergamaschi tacciano, chiudano i social network e si mettano a lavorare per risolvere i problemi dei cittadini", conclude Violi.

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L'Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte ha fatto appello al Governo perché versi la sua quota per la variante Tremezzina e promesso che con enormi "sacrifici" la Regione farà la sua parte.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "Dall'assessore Sorte arrivano gli stessi appelli dell'ex assessore Del Tenno. Sono richieste che non risolvono i problemi della Tremezzina su cui bisogna assolutamente cambiare strategia, finirla con le megaoperee ascoltare finalmente  i laghée. Non è bastato l'esempio delle paratie a Como o della Pedemontana realizzata con ingenti esborsi pubblici ed ora accessibile a costi folli?

Da subito si può "alleggerire" quel tratto di strada che crea infiniti disagi ai cittadini: con il 10 per cento delle risorse ipotizzate per l'opera faraonica si potrebbe investire nell'allargamento della strada nei punti critici, si potrebbe garantire risorse per una navigazione puntuale realmente efficiente, offrire un trasporto merci sensato e implementare il trasporto pubblico con bus adeguati a passare agilmente su quelle strade".

Dopo l'approvazione, martedì scorso, della mozione che invitava la Giunta regionale lombarda a fare ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 107, il DDL scuola di Renzi il M5S Lombardia torna a chiedere alla Giunta di attivarsi immediatamente.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il ricorso alla Corte Costituzionale deve essere fatto entro il 13 settembre e sappiamo che in Veneto si sono è già stato scritto dagli uffici regionali. La Giunta non faccia scadere il termine ultimo per la presentazione del ricorso: Renzi ha fatto scempio della scuola con un Ddl che ha ampi profili di incostituzionalità ed è necessario e urgente fermarlo. Appoggiamo le motivazioni degli insegnanti e il mandato del consiglio regionale è chiarissimo: no a questa scuola di Renzi che buona non è per niente"

scandalo-FNM_cop"L'uomo che vedete nel video è Arnoldo Schoch, l'ex presidente del organismo di vigilanza di Fnm (Ferrovie Nord Milano), e il video che vi mostriamo ci è stato inviato da una dipendente che ha chiesto di rimanere anonima. Come potete sentire dalla sua viva voce, Arnoldo Schoch ha ricevuto pressioni dai vertici dell'azienda perché stava facendo bene il suo lavoro, ovvero vigilare affinché la società non commettesse reati nei confronti dei suoi azionisti, vale a dire i lombardi. Dopo lo scandalo spese pazze che ha travolto la partecipata lombarda del trasporto pubblico emerso grazie al nostro lavoro di controllo, abbiamo partecipato lo scorso maggio all'assemblea dei soci con Beppe Grillo per denunciare la situazione ai soci, grandi e piccoli.

Abbiamo chiesto un taglio netto con il passato per far si che la società non potesse essere mai più il bancomat personale di dirigenti nominati dalla politica e che venisse valorizzato il personale che ha combattuto la malagestione. Cosa è successo invece? Hanno tentato di ammorbidire le posizione di "controllore" di Arnoldo Schoch che infine, con l'arrivo della nuova governance, è stato fatto fuori dall'organo di vigilanza. Tutto questo è inaccettabile! Chiediamo a Gibelli, il nuovo presidente nominato, di intervenire immediatamente per sanare le posizioni, per fare in modo che i dipendenti onesti vengano tutelati e allontanare invece chi non ha mai vigilato sul buon operato dell'azienda, portandosi a casa anche cospicui premi. Questo è il modo per far tornare credibile l'azienda agli occhi dei cittadini! A Roma abbiamo presentato un progetto di legge per introdurre in tutte le aziende la figura del Whistleblower, e anche in Lombardia abbiamo già esortato Maroni ad applicare questa soluzione per la tutela dei dipendenti coraggiosi che fanno emergere le irregolarità all'interno delle società pubbliche. Intanto noi chiediamo ai cittadini di continuare a mandarci le loro denunce e segnalazioni. Siamo stati eletti per questo, perché in un governo a 5 Stelle i lavoratori vengono difesi e tutelati, e non devono aver paura di perdere il proprio posto di lavoro"

Stefano Buffagni - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Il Gruppo Consiliare Regionale Lombardia del MoVimento 5 Stelle ricerca:

Collaboratore Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale

Compiti principali:


  • Supporto tecnico/giuridico nella valutazione delle delibere dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale;

  • Supporto tecnico/giuridico nella valutazione dei provvedimenti di competenza delle Commissioni Consiliari I (programmazione e bilancio) e II (affari istituzionali);

  • Supporto tecnico/finanziario nella valutazione di atti riguardanti il bilancio della Regione, del Consiglio Regionale e delle società partecipate dalla Regione (bilanci di previsione, rendiconti, leggi di stabilità, variazioni di bilancio, bilanci di esercizio e in generale atti amministrativi aventi natura finanziaria);

  • Supporto nella predisposizione di progetti di legge, interrogazioni, mozioni, emendamenti, accessi agli atti;

  • Gestione rapporti con le strutture della Regione e del Consiglio Regionale.


Requisiti:

  • Laurea in materie giuridico/economiche, preferibilmente con indirizzo pubblico;

  • Adeguata conoscenza del diritto pubblico, diritto e contabilità di enti locali e regioni, diritto amministrativo;

  • A titolo preferenziale conoscenza del funzionamento del Consiglio Regionale, della Giunta e delle società partecipate regionali della Lombardia e esperienze pregresse in ruoli analoghi.


Sede di lavoro: Milano zona Stazione Centrale, via F. Filzi

Inquadramento secondo il CCNL Regioni - Enti Locali con un contratto da dipendente per un anno eventualmente rinnovabile, livello e retribuzione annua lorda da concordare.

Si prega di inviare il proprio curriculum vitae entro il 25 settembre 2015 all'indirizzo mail udp5stelle@gmail.com, con la formula "Autorizzo il Gruppo Consiliare Regionale Lombardia del Movimento 5 Stelle a trattare i miei dati personali". Saranno presi in considerazione solo i CV attinenti ai requisiti indicati e pervenuti in tempo utile.

Il tempo scorre lento come un fiume di pianura e molte cose ritornano a risplendere quando lo si vuole, questo non succede per il lago  di Varese, non succede per la sua vita animale e vegetale, non succede per la  biodiversità persa e compromessa. Il tempo per il lago si è fermato inesorabilmente e  le acque stanche non scorrono più.

Esattamente un anno fa si verificò una spaventosa e dannosa fioritura algale, una  delle tante che da alcuni decenni ad oggi si sono susseguite nel più desolante silenzio senza lasciare traccia. Tutti i nostri politici si sono mossi, tutti ad elencare ricette, tutti  a proporre rimedi. Passato l'evento, le grandi strategie e le parole sono cadute in acqua, annegate, dimenticate, la memoria e il ricordo svaniti.

Oggi il lago di Varese, un angolo di mondo incantevole se non fosse ammalato, è li  dimenticato, immobile, malato e abbandonato al suo triste destino.

Viene da chiedersi se i politici sappiano solo promettere, purtroppo sembra proprio di  si, quando passeranno dalle parole, anzi parolone, ai fatti? Quando seriamente si riporterà in vita il lago per consegnarlo alle nuove generazioni. Con questi politici che non hanno memoria e visti i trascorsi la risposta è mai. Mai riporteranno in vita il lago.

Le cose da fare per ridare vita al lago sono parecchie: separare le acque nere da quelle chiare, sistemare l'obsoleto collettore che circonda il lago e chiudere ogni scarico abusivo, quest'ultima operazione non peserebbe sulle casse della provincia o di nessun comune rivierasco. Si è a conoscenza che diversi scarichi abusivi sono stati identificati, ma l'incuria dei governanti è tale da non fare nulla, lasciare le cose come stanno, aspettare il domani sperando in un miracolo che non si avvererà mai.

Noi del M5S di Varese abbiamo smosso le acque con una raccolta firme, i cittadini desiderosi di un lago pulito hanno aderito al nostro invito ponendo la firma nella speranza che il loro gesto fosse ascoltato. Siamo stati in regione Lombardia con una audizione e nell'occasione abbiamo consegnato le firme dei Cittadini, abbiamo incontrato il presidente della provincia, anche qui abbiamo lasciato le firme, una nostra mozione è stata accettata con voto unanime al comune di Varese. Non contenti di tutto questo noi del Movimento ci siamo mossi con decine di articoli e interviste sui quotidiani, le televisioni ci hanno dato molto spazio e nei numerosi gazebo organizzati abbiamo fatto vedere la nostra faccia parlando dei problemi del lago di Varese con la gente comune che ci ascoltava e credeva in una svolta positiva e risolutiva. Tutto questo è stato inutile perché non ha portato frutti, alle nostre richieste, alle nostre democratiche dimostranze non è stato fatto seguire alcun atto, ma vorremmo ricordare ai politici che noi del M5S di Varese non ci arrenderemo così facilmente.

Lotteremo, ci batteremo con tutte le nostre forze per riportare le acque del lago di Varese all'antico splendore e per dare dignità a tutti i Cittadini che amano il lago e l'ambiente.

Gibelli-poltronificio

Il maggio scorso abbiamo scoperchiato il sistema marcio di FNM (acronimo della Holding che sta per Ferrovie Nord Milano), la società partecipata al 60% da Regione Lombardia che si occupa di trasporto pubblico finita al centro di uno scandalo sulle spese pazze, riconducibili all'ufficio di presidenza. Scarpe Hogan, abiti, profumi, toilettatura degli animali, tutto con i soldi dei cittadini. Quando abbiamo deciso di controllare e spulciare i dati, cifre, responsabilità, assunzioni e consulenze  l'inchiesta è partita.

Al posto dell'ex Presidente Norberto Achille (Forza Italia), allontanato con l'accusa di peculato, è stato nominato il leghista Andrea Gibelli. Ma la musica non sembra cambiata. Perché nella gestione del nuovo presidente non c'è nulla che faccia pensare al taglio netto col passato che abbiamo chiesto dopo lo scandalo. Gibelli ha letteralmente fatto il pieno di cariche, e conseguentemente di stipendi: Presidente, direttore generale e Presidente di FerrovieNord, una delle controllate di Fnm.

Un'opera di centralizzazione delle competenze, su se stesso, che più che a "snellire le cariche dirigenziali", pare servire a ingrassare il portafoglio.  Così  lo stipendio «normale» da presidente (168.750 euro) ha raggiunto, con l'integrazione di parte di quello di dg, i 225 mila euro. A cui va infine aggiunto il compenso per la terza carica. Per un totale di  288 mila euro annui!

Avevamo chiesto al presidente di far pulizia con il passato e valorizzare il personale che ha difeso la società combattendo la malagestione: al momento però la priorità di Gibelli è stata quella di accumulare incarichi per sommare emolumenti. Come farà a fare il presidente di due società e contestualmente il dg?

Noi non staremo a guardare. Non lasceremo che una società strategica del trasporto pubblico lombardo venga utilizzata come il bancomat di ex politici! Chiederemo sin dal prossimo cda che venga avviato finalmente il ricambio dirigenziale e che Gibelli ripensi a questa scelta decisamente inopportuna, completamente in antitesi anche con la richiesta dei cittadini di tornare ad avere una azienda di trasporti credibile!

Stefano Buffagni - Consigliere regionale del M5S Lombardia

"Parole, parole soltanto parole dall'Assessore regionale Sorte sui soldi che ancora non ci sono per la variante di Zogno. La variante si è ormai persa nei meandri della speculazione tra promesse, garanzie, giuramenti, accordi e patti.

Intanto dal 2012 a oggi sono stati spesi tutti gli oltre 44 milioni di euro e ne serviranno almeno altri 24 per completare l'opera. La variante di Zogno è l'esempio più lampante del disinteresse della Regione per il nostro territorio e delle promesse da marinaio dei principali esponenti degli enti locali bergamaschi che alla concretezza dei bergamaschi preferiscono promesse vane. Mi auguro che la prossima volta che li sentiremo parlare sarà il giorno dell'inaugurazione, magari con tanto di scuse per lo spreco di soldi di questi anni e per il grave ritardo nella consegna di un'opera fondamentale per quella zona", così Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le dichiarazioni rilasciate dall'Assessore ai Trasporti Alessandro Sorte sulla Variante di Zogno.

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L'Assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte ha dichiarato: "Abbiamo finanziato questa sperimentazione - ha proseguito - con 7 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi agli altri 3, con i quali già cofinanziamo l'impiego di 80 vigilantes, che, dunque, a regime saranno 230". Per Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia "i conti non tornano".

"L'Assessore Sorte - Spiega Nanni - dichiara che Regione Lombardia impiega ben 7 milioni di euro pubblici per 150 vigilantes assunti solo per 4 mesi (da settembre fino a dicembre 2015) e che altri 3 milioni di euro di soldi dei contribuenti lombardi sono andati a cofinanziare 80 vigilantes, per 63 dei quali TRENORD si era impegnata ad investire 5 milioni di euro. Come già avevamo denunciato in un'interrogazione di giugno scorso,che aspetta ancora risposta, (scarica qui), i conti non tornano. L'azienda TRENORD si assume l'impegno di assumere vigilantes con proprie risorse e poi la Regione inietta soldi pubblici che sarebbe piuttosto opportuno destinare al potenziamento e riqualifica delle nostre infrastrutture ferroviarie e per la manutenzione del materiale rotabile".

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"Con quali contratti è stato assunto questo personale? Quali qualifiche hanno per svolgere attività di vigilanza sui treni? C'è opacità su tutto questo piano di assunzioni che sembra più una trovata pubblicitaria con finalità propagandistiche che un serio approccio al problema della sicurezza. Sappiamo che decine di treni sono fermi a marcire nei Centri di Manutenzione di Novate e Milano Fiorenza semplicemente perché non vengono ordinati banalissimi pezzi di ricambi. Il risultato è che i pendolari continuano a viaggiare su treni scassati che vengono così sovraccaricati e che poi si guastano con gravi disservizi e onerosi costi per la manutenzione straordinaria", conclude il consigliere regionale.

penati ok

I Democratici di Sinistra non si sono presentati in aula per il processo 'Sistema Sesto' rinunciando così alla costituzione di parte civile contro l'ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati.

Per Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia: "L'ex DS Ugo Sposetti, oggi nel PD, ha fatto retromarcia sulla costituzione di parte civile presentata al processo. E' una retromarcia che non ci sorprende visto che tutto il gran parlare di legalità e trasparenza dai DS al PD continua a essere annegato in un oceano di ipocrisia.

Sul processo Penati si dovrebbe scrivere un ampio manuale sull'incoerenza di questa sinistra a partire da Penati stesso che aveva promesso che avrebbe rinunciato alla prescrizione e che si è smentito da solo: la prescrizione è arrivata prontamente a salvarlo. I lombardi meritano totale trasparenza sulle vicende dell'area ex Falck e sulla politica lombarda degli ultimi anni. Ormai da questa politica non ci aspettiamo più nulla, hanno perso la credibilità e i cittadini lo sanno" conclude il Consigliere.

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A seguito del parere negativo della Commissione tecnica di VIA sul progetto di autostrada Broni-Pavia-Mortara, i consiglieri regionali e parlamentari lombardi del M5S hanno inviato una lettera (SCARICA QUI) al Ministro dell'Ambiente per richiedere il rigetto definitivo del progetto.


La Consigliera regionale pavese Iolanda Nanni, prima firmataria della lettera, dichiara: "Le lungaggini del Ministero dell'Ambiente nel bocciare definitivamente il progetto dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara destano forte preoccupazione sul territorio pavese. Come portavoce dei cittadini, abbiamo promosso questa iniziativa, abbracciata da tutti i consiglieri regionali e parlamentari M5S lombardi, per chiedere al Ministro Galletti di mettere finalmente una pietra tombale su questo progetto che produrrebbe un impatto rovinoso sulla salute e l'ambiente."


"Ho aperto simbolicamente - continua Nanni - la legislatura regionale indossando una maglietta contro l'autostrada Broni-Mortara, sono passati due anni e il territorio pavese sta ancora aspettando il rigetto definitivo di questo progetto. Sempre nel 2013, ho depositato un'interrogazione che sollevava l'incostituzionalità dell'iter autorizzativo a cui Regione Lombardia rispose nicchiando e negando l'evidenza. Oggi abbiamo un nuovo parere negativo sull'opera, da parte della Commissione di VIA del Ministero, e ciò a conferma di tutte le criticità già evidenziate in questi anni dal Coordinamento di Comitati e Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara. Proprio grazie a questo instancabile e preziosissimo lavoro dal basso del territorio pavese, ci siamo fatti interpreti e portavoce di queste istanze, dall'interno delle Istituzioni, ed abbiamo chiesto al Ministro di mettere la parola fine a questa autostrada che, peraltro, non risolverebbe i problemi logistici del territorio e porterebbe gravi ricadute sul fronte dell'impatto sulla salute e l'ambiente."


I parlamentari M5S dichiarano: "Abbiamo aderito a questa iniziativa dei colleghi regionali per dare un segnale di vicinanza ai cittadini pavesi e lomellini che sono preoccupati per la loro salute e quella dei loro figli. Come M5S chiediamo di bloccare questi eco-mostri e di orientare le politiche verso un modello di sviluppo infrastrutturale funzionale alle reali esigenze del territorio, cioè imperniato sulla riqualificazione, manutenzione e potenziamento della rete viaria e ferroviaria esistente, orientando la movimentazione merci dalla gomma verso il trasporto su ferro".


Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia


 

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato  una mozione del Movimento 5 Stelle contro la riforma della scuola del Governo Renzi. Con questa approvazione la Lombardia è la terza regione, insieme a Puglia e Veneto  a votare la mozione del M5S ,presentata in tutte le regioni, che chiede il ricorso alla Corte Costituzionale perché valuti la legittimità del provvedimento.

Per Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, "Abbiamo chiesto alla Lombardia di dare un segnale forte utilizzando quello che ormai è l'unico strumento utile a bloccare un DDL che demolisce la libertà di insegnamento e disintegra la continuità didattica. Gli insegnanti, i genitori e gli studenti stanno continuando a protestare avanti le proteste per questo Ddl che dovrebbe essere rinominato"caos scuola"non trovando peò' sponde di dialogo e confronto con il Governo. L'approvazione di questa mozione dal consiglio regionale è un atto dovuto, la "buona scuola" voluta dal PD è oltre che cattiva è molto discutibile anche dal punto di vista costituzionale, discriminatoria com'è verso migliaia di insegnanti. L'unica cosa che il Pd ha saputo dire è che per rimettere ordine qualcuno deve soffrire un po', purtroppo con questo ddl si rischia di far soffrire tutto il comparto scolastico per fare solo confusione. Ora ci aspettiamo che la Giunta dia seguito alla mozione in tempi brevissimi visto che  il termine di presentazione della pregiudiziale di incostituzionalità è il 13 settembre."

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"Ci teniamo a segnalare ai colleghi della maggioranza che la ricreazione estiva è finita e che è anche ora di smetterla con le sparate da spiaggia come il test antidroga per i consiglieri o la class action contro l'accoglienza ai profughi. La class action era una soluzione ideologica e assurda. Certo non fanno una bella figura i politici che strumentalmente hanno dato fiato alle corde vocali promettendo la soluzione del problema dell'accoglienza con un atto inutile. L'invito alla maggioranza De Corato e 'compagni' è quello pensare prima di scrivere e divulgare atti che giocano sulla pelle dei disperati. Certo il ritiro dell'inutile mozione è la miglior fotografia dello stato di questa maggioranza che non ha idee e si divide anche sulla propaganda", così Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, commenta il ritiro della mozione di Riccardo De Corato su di una Class Action dei comuni per fermare l'accoglienza di profughi in Lombardia.

Masseria

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione per la tutela de "La Masseria" di Cisliano, un immobile confiscato alla mafia. Il bene simbolo della lotta alla mafia si trova in stato di sostanziale abbandono e degrado a causa di ripetuti atti di vandalismo. La denuncia, contenuta in una mozione del M5S Lombardia presentata nel maggio scorso, si è trasformata in una risoluzione della Commissione regionale Antimafia.
La relatrice della risoluzione Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, ha spiegato: "Un luogo simbolo della lotta alla mafia è stato visitato ripetutamente dai vandali e devastato. I cittadini e l'associazione Libera stanno organizzando un presidio permanente per La Masseria. Questa risoluzione porterà finalmente a un intervento istituzionale perché il bene non continui a perdere valore e perché si concluda al più presto lo sforzo dei volontari/cittadini per salvare il bene. E' l'istituzione che deve tutelare i beni confiscati alla mafia e il Presidente Maroni si deve attivare per far assegnare il bene al più presto al Comune di Cisliano anche in via definitiva. Questo impegno deve essere immediato e deve tradursi in tempistiche certe: i luoghi simbolo della lotta alla mafia hanno un valore enorme in Lombardia perché accendono un faro in una regione dove la criminalità organizzata ha gioco facile ad agire nell'ombra e nell'indifferenza delle Istituzioni".

 

avastin compar

Roberto Maroni ha risposto a un'interrogazione del Movimento 5 Stelle sull'utilizzo del farmaco  Avastin nella cura della degenerazione maculare senile, terza causa di cecita' nel mondo. Per Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "Le strutture pubbliche stanno ancora usando Lucentis, un farmaco definito anche dall'Organizzazione mondiale della sanità  di uguale efficacia rispetto ad Avastin ma che risulta 40 volte più costoso. Lucentis viene ancora usato nel 90% dei casi e si valuta che il suo utilizzo al posto di Avastin costi ai contribuenti italiani 1 milione al giorno. Abbiamo quindi richiesto già nel 2014 quali siano gli ospedali che utilizzano Avastin e quali sono i tempi di somministrazione".

Maroni ha spiegato che Avastin, dopo il via libera di AIFA, è adottato da numerose strutture lombarde e i tempi di attesa per il farmaco sono brevi. I centri di riferimento operano con tempi molto limitati, generalmente con tempi non oltre i trenta giorni.

Per Macchi, "Non comprendiamo per quali ragioni il ministro Lorenzin non obblighi ad usare il meno costoso di due farmaci definiti dallo stesso Consiglio superiore della Sanità, equivalenti. L'unico problema è la necessità di frazionare in ambiente sterile il farmaco AVASTIN, che per misteriose ragioni non è fornito in monodosi come Lucentis, abbiamo quindi proposto  al neo assessore alla Sanità ad interim ad attivarsi perchè si frazioni il farmaco in un unico posto e poi lo si distribuisca agli altri centri. Fatte le debite proporzioni la cifra ingente che si potrebbe risparmiare in Lombardia potrebbe essere impiegata per i cittadini invece che per foraggiare una casa farmaceutica, peraltro sanzionata per 180 milioni dall'Antitrust per questa triste vicenda."

"Più 400% di tumori al colon retto, più 180% di tumori al polmone, più 190% di ipertensione, più 90% di malattie ischemiche del cuore, più 50% di bronco pneuropatologie cronico ostruttive. Sono i dati un uno studio realizzato da Arpa Piemonte sulle popolazioni residenti vicino all'inceneritore di Vercelli, un inceneritore simile a molti di quelli che abbiamo noi in Lombardia (Desio, Busto Arsizio, Cremona...). Questi sono i motivi per cui abbiamo insistito per la dismissione progressiva di parte del parco inceneritori presente in Lombardia, tramite una risoluzione definitivamente approvata dal Consiglio Regionale a novembre 2013, a fronte anche della situazione di sovra capacità degli impianti rispetto alle esigenze della Regione.

Poi però è arrivato lo Sblocca Italia che ci ha tagliato letteralmente le gambe, prevedendo una Rete Nazionale di Inceneritori che impone che in Lombardia arrivino i rifiuti di tutta Italia, creando così un danno non solo sanitario e ambientale ma anche economico ai cittadini lombardi (dato che i prezzi di smaltimento nella nostra regione si stanno già alzando). Questa è la super porcata di Renzi e del Ministro Galletti, che forse sarebbe meglio chiamare ministro delle lobby dell'incenerimento. E noi dobbiamo reagire, reagire in maniera forte contro questa prevaricazione delle competenze regionali, che includono quella della programmazione della gestione dei rifiuti, e che il governo Renzi ci sta scippando sotto mano. Ora è il momento di iniziare a fare azioni concrete, vogliamo vedere i fatti. Vogliamo sapere quando arriverà il piano di decommissionig, che era previsto per fine luglio e ancora non è arrivato, e qual è la linea di regione Lombardia su questo tema. Sarà una linea dura o la giunta intende subire passivamente le decisioni di Renzi?"

Come ci ha risposto la giunta? Per l'Assessore Terzi la Riunione tecnica della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre sarà il luogo di dibattito su questo tema. La Lombardia continua a essere fortemente contraria alle politiche di incenerimento indiscriminato di rifiuti di Renzi e ha portato la questione fino alla Corte Costituzionale. Quanto alle linee guida si vedrà di stringere i tempi.

Non ci basta. La Regione può già intervenire contro l'impostazione del Governo non rinnovando le autorizzazioni ambientali agli impianti o alzando le soglie degli inquinanti consentiti nelle emissioni tanto da rendere diseconomico il proseguimento dell'attività degli impianti! Vorremmo più coerenza da parte dell'assessorato all'ambiente che evidentemente subisce le scelte di Roma senza intervenire con la dovuta fermezza. Se l'Assessore Terzi è realmente favorevole alla chiusura degli inceneritori lo dimostri in modo più concreto e non solo a parole.

Gianmarco Corbetta - Portavoce del M5S Lombardia

 

Il consigliere regionale del M5S Lombardia Paola Macchi ha incontrato questo pomeriggio l'Assessore regionale all'Istruzione Valentina Aprea. Durante l'incontro la portavoce del M5S ha fatto presente all'Assessore di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di genitori riguardo l'impossibilità di acquistare libri scolastici per i propri figli a causa dei ritardi nel pagamento della dote scuola.

"La dote scuola è stata sconsideratamente ridotta e ormai serve unicamente per pagare i libri di testo, indispensabili per iniziare la scuola. Questo ritardo è un ulteriore mancanza di riguardo per le famiglie più fragili economicamente, i cui figli rischiano di partire svantaggiati rispetto ai compagni che non hanno problemi economici. L'Assessore ci ha spiegato che la dote scuola verrà pagata con un mese di ritardo, tempo che gli studenti non si possono sicuramente permettere. Per le famiglie che ne hanno fatto richieste anche queste poche decine di euro concesse dalla regione sono vitali. Proprio per questo il M5S chiede che l'Assessorato, in questo stato di emergenza riduca drasticamente i tempi di erogazione di quanto promesso", così Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

ASL-vallecamonica

In data 5 Agosto, la Giunta Regionale ha indicato Giacomo Ducoli come nuovo componente

del collegio sindacale dell'ASL di Vallecamonica, perché si occupi della revisione contabile dell'ente.

Ricordiamo che ad oggi egli risulta indagato per disastro ambientale all'interno della questione ex-Selca, perché secondo la procura, nonostante abbia a disposizione 9 milioni di euro rimasti dal fallimento dell'ex azienda che smaltiva rifiuti pericolosi, non li ha impegnati prioritariamente per le operazioni di messa in sicurezza e bonifica del sito.

Il M5S si oppone fermamente a questa nomina perché da sempre contrario al fatto che persone indagate entrino ed operino negli enti pubblici. E' doveroso sottolineare che l'ASL ha il compito di vigilare sulla salute dei cittadini e spesso si è occupata della questione Selca.

Possibile che non sussistano cause di incompatibilità? E' possibile nominare nel collegio sindacale un membro che da sempre intrattiene rapporti di interesse con l'ASL, vista l'enorme quantità di rifiuti pericolosi che la società di cui è curatore ha abbandonato a Berzo Demo?

«Come consigliere regionale» dichiara Dario Violi «se Regione Lombardia non tornerà sui suoi passi, farò tutto quanto è in mio potere per oppormi a questi continui giochi sulla pelle dei cittadini. Chi sbaglia paga, se Giacomo Ducoli ha sbagliato pagherà, ma nel frattempo è inammissibile che venga "promosso"»

«Non voglio pensare che questa vicenda sia un esempio di "meritocrazia camuna", mi auguro che in Regione ci si renda conto dell'errore e si prendano provvedimenti in merito» afferma l'eurodeputato loverese Marco Zanni.

Il Gruppo ZeroWaste Italia ha organizzato UN PRESIDIO in tutte le regioni d'Italia.
Martedì 8 settembre, sotto Palazzo Pirelli a Milano, dalle 10 alle 12.

+++ PARTECIPIAMO NUMEROSI +++

ZW-presidio

L'Italia in piazza contro l'art.35 e la nuova ondata inceneritorista del Governo Renzi.

Il 9 settembre si riunirà la Conferenza Stato-Regioni per approvare il decreto attuativo dell'articolo 35, parte integrante dello Sblocca Italia.
Se approvato, l'incenerimento diverrebbe "attività di recupero" (anziché di smaltimento) e si aprirebbe la strada a nuovi impianti di incenerimento, addirittura non previsti dai Piani regionali, insieme a una miriade di "ristrutturazioni" di impianti obsoleti allo scopo di bruciare rifiuti da tutta Italia.
Il Governo, invece di impegnarsi a promuovere un Piano Nazionale del Riciclo e della Riparazione-Riuso (ed anche la reintroduzione del vuoto a rendere), misura che darebbe lavoro a centinaia di migliaia di persone (pensiamo ad esempio a tutte le operazioni di estrazione di metalli preziosi dai Rifiuti elettrici ed elettronici!) ancora una volta con l'accoppiata Renzi-Galletti si sdraia ai piedi della lobby degli inceneritori e delle fameliche multiutilities.
Se questo tentativo passasse si brucerebbe l'opportunità di estendere sempre più le buone pratiche verso Rifiuti Zero, decisive non solo per la tutela sanitaria ed ambientale delle comunità e dei territori, ma addirittura per la nostra intera economia, bisognosa delle materie prime-seconde contenute nei rifiuti. Insomma, se il tentativo dovesse andare a buon fine significherebbe bruciare in un sistema già di per sé costosissimo ed inquinante (pagato dalle bollette dei cittadini) risorse che rappresentano una ricchezza economica in grado di connettere rispetto ambientale e promozione di impresa locale e posti di lavoro.
L'altro effetto collaterale di tale "incursione piratesca" sarebbe quello di trasformare in carta straccia i Piani regionali, con una deregulation incontrollabile dei conferimenti da fuori Regione. Il paradosso sarebbe quello di Regioni che puntano sulle buone pratiche (e per fortuna ce ne sono) e che già fanno registrare obiettivi superiori al 60%-70% di RD (e che magari prevedono obiettivi superiori al 70-75% oltre a piani di prevenzione dei rifiuti) costrette ad accogliere rifiuti da tutta Italia, magari da Regioni arretrate e impermeabili alle buone pratiche.
Non parliamo poi dei cittadini: da un lato impegnatissimi a ridurre e riciclare i loro scarti e dall'altro costretti a subire l'inquinamento di chi ancora questo sforzo non lo sta facendo. Altro che Sblocca Italia! Oggi occorre uno Sblocca Cervelli, che chiuda con questo ennesimo regalo alle multiutilities e con l'incenerimento, per marciare verso un ciclo economico basato sul contrasto a tutti gli sprechi e sull'efficienza (basta con l'industria sporca ed assistita!).
Per questo un ampio cartello di forze locali e regionali con il pieno sostegno di Zero Waste Italy ha promosso per il 7-8-9 settembre mobilitazioni territoriali da svolgersi preferibilmente di fronte ai palazzi regionali, in modo da chiedere agli Enti Regioni di non firmare questo atto di prepotenza avvelenato ed autoritario (si brucerebbe non solo la democrazia dei territori ma anche quella delle autonomie locali).
Nei prossimi giorni forniremo maggiori dettagli ma già da ora è disponibile un documento di "Osservazioni" curato dai vari tecnici ed esperti con i quali collaboriamo, da divulgare al massimo ed altri strumenti (bozze di comunicati stampa e brochure) da utilizzare da parte dei gruppi che aderiranno a questa mobilitazione.

Inceneritori Zero, Rifiuti Zero, Riciclo Totale dei Materiali: indietro non si torna!

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy

legaNgenderIolanda Nanni, consigliere regionale M5S, risponde al capogruppo della Lega, Romeo, sull'assurda mozione presentata dalla LEGA sull'introduzione nelle scuole della così detta teoria gender:  "Le tesi di Romeo sono fuffa, fondate sul nulla. Il fatto non sussiste. La teoria gender non esiste e pertanto non può neanche essere introdotta nelle scuole.

La LEGA vuole solo fare terrorismo psicologico sui genitori, paventando un indottrinamento dei loro bambini e ragazzi sulla presunta negazione dell'esistenza di differenze tra uomo o donna o, peggio, sulla possibilità per ognuno di loro di essere portati a scegliere arbitrariamente se essere uomini o donne. Questa vergognosa mistificazione nasce dalla strumentalizzazione di un documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità risalente al 2010 che analizza gli standard dell'educazione sessuale in tutta Europa, descrivendo scientificamente ciò che avviene nelle varie fasce d'età della vita dei bambini e dei ragazzi in relazione alla sessualità. Questo documento però è un testo scientifico per addetti ai lavori, non un testo normativo e, soprattutto, non ha nulla a che vedere con le proposte di legge esistenti sul tema dell'educazione affettiva."

"La LEGA affonda il suo ventre molle nel più becero pregiudizio rischiando, con queste mistificazioni, di alimentare il clima di odio omofobico che serpeggia in certe sacche della società, evidentemente con l'intenzione di voler impedire a una parte della popolazione di ottenere diritti, dignità e uguaglianza", conclude Nanni.

frame-copertina-Trenord

Da alcuni documenti in nostro possesso, ci risulta che circa 115 rotabili stiano circolando sulla rete ferroviaria regionale senza che sia stata effettuata la revisione annuale prevista dalla normativa.

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha subito presentato un'interrogazione (SCARICA QUI) all'Assessore Regionale ai Trasporti perché siano effettuate le doverose verifiche e si intervenga per individuare le responsabilità e sanare al più presto il problema.

Come ogni cittadino deve provvedere per legge alla revisione periodica della propria auto, anche i rotabili devono essere revisionati ogni anno. Ci risulta che circa 115 di questi stiano invece circolando senza revisione e siano stati immessi in esercizio, con decreto di Regione Lombardia, senza che sia avvenuta la prova di immissione su ogni singolo rotabile.

Dovete sapere che Trenord e FerrovieNord hanno sempre ostacolato la nostra attività di controllo del loro operato, negandoci la documentazione che ci spetterebbe come consiglieri regionali.

Pensavamo che dopo lo scandalo "spese pazze" di FNM, scoperchiato da noi del M5S, il management operasse un cambio di rotta in direzione della trasparenza nella gestione di beni e servizi pubblici. Ci sbagliavamo: il nuovo corso è in perfetta continuità con il passato Formigoniano.

Questo però non ci ha di certo fermati. Abbiamo comunque ottenuto la documentazione, analizzato le normative e verificato le irregolarità.

Ci sono responsabilità anche di Regione Lombardia, azionista di maggioranza di FNM, di FerrovieNord e socio al 50% di Trenord, alla quale versa più di 400 milioni di Euro all'anno.
Regione Lombardia dovrebbe costantemente controllare che, per i rotabili messi in circolazione, sia rispettata la normativa. Ad esempio, dopo l'immissione in servizio dei rotabili, dovrebbe controllare che sia effettuata annualmente la loro revisione.

Peraltro, anche gli uffici Ministeriali dovrebbero fare la loro parte, per questo i nostri parlamentari M5S solleciteranno il Ministro alle Infrastrutture Delrio sul tema, sempre che abbia il tempo di attivarsi, tra un Meeting di CL e una Festa dell'Unità.

Intanto, provate a domandare a Trenord quanti rotabili sono fermi da anni in officina. Quanto ci costano?

Quando si parla di sicurezza sui treni, l'Assessore Sorte e Trenord rispondono spendendo soldi per assumere 150 vigilantes. Intanto però si scopre che l'utenza viaggia su treni non revisionati.

È questa la sicurezza?
Siamo veramente preoccupati e non ci fermeremo.

Iolanda Nanni, M5S Lombardia