Luglio 2015

Buonascuola_mozione

"Il Movimento 5 Stelle della Lombardia ha depositato una mozione per impegnare la nostra regione ad impugnare la riforma dell'istruzione, licenziata dal Parlamento il 2 luglio. Il deposito avverrà nelle prossime ore in tutti i consigli regionali nei quali è presente il Movimento 5 stelle. Auspichiamo che la mozione, che sottolinea l'incostituzionalità, la disparità di trattamento degli insegnanti, la lesione dell'autonomia degli organi collegiali e della libertà di insegnamento,  raccolga il più ampio consenso possibile, anche alla luce dell'atteggiamento critico tenuto dall'Assessore Aprea nei confronti della 107", così Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Nella mozione sono indicati tre profili di incostituzionalità, contenuti all'interno della legge 107, che le Regioni possono impugnare ricorrendo alla Corte Costituzionale. In particolare, si fa riferimento alla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici, l' articolo 1 comma 73 , all'alternanza scuola lavoro (art.1 comma 33) e all'autonomia degli organi collegiali rispetto al dirigente scolastico (art. 3 comma 4). La riforma va impugnata: smantella infatti le scuole pubbliche e, nonostante non ci siano risorse, foraggia a piene mani le scuole paritarie", conclude Macchi.

Il 24 Luglio scorso, come Movimento 5 Stelle Lodi, abbiamo presentato, un'esposto alla Corte dei Conti per il bar Paesaggio, il chiosco da 60mq costato 300.000 euro e mai aperto a causa delle infiltrazioni d'acqua (galleria fotografica) e di altre innumerevoli difetti di realizzazione.

IL PRIMO ESPOSTO

Da parecchi mesi ci stiamo occupando di questo scandalo Lodigiano e, dopo due sopralluoghi e una richiesta di accesso agli atti, avevamo già preparato un esposto sulle diverse anomalie emerse dallo studio delle carte. In quella versione, contestavamo la mancata esecuzione di diverse opere rispetto a quanto elencato nei progetti esecutivi, tra cui tutta la pavimentazione in parquet, il riscaldamento a pavimento, i pannelli solari, ecc...  tutte opere previste a livello progettuale ma che non erano presenti all'interno della struttura.

In gennaio 2015 Abbiamo presentato anche una interrogazione in Consiglio comunale per avere chiarimenti in merito e soprattutto per richiedere alla giunta ed al Sindaco di attivarsi nell'individuare i responsabili dei danni e del malfunzionamento di tutta la struttura.

Nell'ultimo colloquio finale con il dirigente però è stata menzionata una variante di cui però non ci era stato consegnato nulla quando abbiamo fatto la prima richiesta di accesso a tutti gli atti relativi ai lavori per il Bar Paesaggio.

SECONDO ACCESSO AGLI ATTI, SECONDO ESPOSTO E TERZO ACCESSO AGLI ATTI

Il Comune ci aveva fornito le carte più vecchie e non quelle successive contenenti le varianti, per le quali poi abbiamo dovuto attendere ancora decine di giorni. Per finire, alcuni dei documenti fornitici con il secondo accesso non erano copie conformi all'originale, cosicché abbiamo dovuto fare una terza richiesta agli atti per evitare eventuali inconvenienti...

Dallo studio del progetto successivo alla variante è emerso che le opere stralciate avevano comportato un risparmio di circa 80.000 euro sul totale dei lavori, ma che allo stesso tempoerano stati maggiorati i costi di altre voci ed inserite opere alternative che, seppur tecnologicamente inferiori, avevano riportato il costo al valore iniziale.

In questo modo quindi è stato costruito un bar tecnologicamente più povero e con carenze strutturali talmente evidenti da renderlo inagibile, allo stesso prezzo del progetto iniziale !!

Solo per citare gli esempi più curiosi, abbiamo riscontrato ad esempio che la caldaia a pellet era stata sostituita con una tradizionale a gas e che il riscaldamento a pavimento era stato sostituito con uno tradizionale in battuto di cemento. Opere tecnologicamente inferiori (e più economiche) che hanno comportato un peggioramento energetico rispetto ai livelli del primo progetto, ma per le quali non è stata fornita nessuna motivazione circa le motivazioni del cambiamento. Così ad esempio non è stato realizzato l'impianto fotovoltaico, ne tanto meno è stato realizzato l'isolamento termico in "lana vergine di pecora sarda autoctona" (testuali parole dal computometrico).

Inoltre dalle carte in nostro possesso abbiamo visto come questi soldi risparmiati sono stati "spalmati" su altre opere già esistenti nel primo progetto. Dalla tabella comparativa che trovate a fondo pagina, si possono vedere dei bei. Incrementi del 933% per la fornitura la lavorazione e la posa del cemento armato per 4000 euro, maggiorazioni del 573% per il calcestruzzo, ecc...
Abbiamo addirittura trovato che i pannelli riflettenti  del soffitto risultano essere stati pagati due volte, con un extracosto di quasi 10.000 euro
Abbiamo quindi chiesto alla Corte dei Conti di fare chiarezza circa questi aumenti.

Costi che inoltre a nostro avviso appaiono abbastanza anomali già di per loro, come il caso dell'operaio impiantistico specializzato che ha lavorato 1537 ore. Ad 8 ore al giorno fanno 192 giorni di lavoro, che per 5 giorni di lavoro alla settimana fanno quasi 7 mesi di lavoro... per60mq di bar...

Allo stesso modo l'impregnante che dovrebbe essere stato applicato a pennello sulle assi di legno è stata applicata a forfait una superficie di 6.924 mq. Avete letto bene: SeiMilaNovecentoVentiQuattro metri quadri, quanto un campo di calcio per un bar che ne misura 50mq.... Pur considerando tutta l'area di ogni lato delle travi di legno, avrebbero dovuto dare decine di mani di impregnante su quelle assi, ma come tutti possono vedere dalle foto quelle assi stanno già marcendo, dopo neanche un anno dalla fine dei lavori.

Abbiamo inoltre chiesto parere alla Corte circa i ritardi con cui sono stati svolti i lavori. Il contratto tra il Comune di Lodi, la EDIL PCR e la OM.M.G. indicava come termine massimo 120 giorni, ma i lavori in realtà sono durati quasi due anni. Stando alle carte in nostro possesso le sospensioni dei lavori sono state autorizzate in maniera continuativa e senza che vi fossero delle motivazioni specifiche, facendo ritardare la fine dei lavori di oltre un anno e mezzo.

In ultimo, abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di quantificare l'insieme dei danni subiti dalla comunità lodigiana, in termini di danni erariali (sprechi e costi di future ristrutturazioni), in termini di danni dal mancato introito (il Comune, e quindi noi cittadini, abbiamo perso un incasso di 700 euro mensili) sia in termini di mancato beneficio (quei 300.000 euro dovevano servire per fornire un servizio alla cittadinanza che evidente non è stato dato)

Ma oltre alla verifica delle cifre e alla legittimità dei numeri e delle procedure, che sarà la Corte dei Conti a stabilire, la considerazione politica che riteniamo debba essere fatta, è la grave inerzia e disinteresse della Giunta e del Sindaco nel prendere provvedimenti per tutelare gli interessi collettivi. Un buon amministratore infatti, a fronte di un danno o una mancanza di requisiti di un opera pagata con denari collettivi, avrebbe dovuto intraprendere nelle sedi opportune azioni di recupero dei danni.

Gli strumenti sono quelli che avevamo indicato nella nostra interrogazione a Gennaio scorso, come la ritenzione delle fideiussioni di garanzia, l'azione risarcitoria attraverso la Assicurazione decennale postuma che ogni opera pubblica dovrebbe avere, e la garanzia di legge delle imprese costruttrici. Certo che chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati è un po frustrante, dopo mesi di lassismo, il neo assessore Tadi sussurra timidamente che qualcosa non ha funzionato.Troppo poco e troppo tardi. Come al solito i responsabili saranno lontani ed imprendibili, e chi lo prenderà in saccoccia, saranno come sempre le casse del comune ed i cittadini.

Abbiamo infine chiesto che venga fatta chiarezza circa le responsabilità delle persone coinvolte nei lavori, chiarendo se la condotta dei responsabili del Comune di Lodi costituisca danno rilevante per l'erario e per la collettività, sia in termini diretti, che indiretti in termini di mancata rivalsa sulle aziende esecutrici. Il fine ultimo di questo lavoro infatti non è solamente la denuncia di uno spreco, ma è l'identificazione degli eventuali responsabili, i quali, sempre se dimostrato, auspichiamo che verranno chiamati a rispondere per il danno arrecato.

E' ora che inizino a pensare ai soldi dei contribuenti lodigiani come un bene scarso e prezioso, non come una risorsa infinita a disposizione per le loro porcate.

Caro PD lodigiano, è ora di finirla di fare i ricchi con i soldi degli altri !!

MoVimento 5 Stelle Lodi


Clicca qui per vedere le foto dell'interno del bar

Il quadro di raffronto tra computometrico e perizia di variante, dove è possibile vedere la differenza tra i costi tra il primo e il secondo progetto (a destra, le differenze in percentuali).

Per chiunque volesse visionare gli altri documenti che sono in nostro possesso e sufficiente che ci invii una mail a lodi@lodi5stelle.it

Lotta senza quartiere all'impermeabilizzazione dei suoli lombardi, una tra le cause degli allagamenti e dei dissesti idrogeologici che affliggono la Regione. Grazie a un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, approvato dal Consiglio regionale, la Giunta Maroni dovrà investire risorse pubbliche in interventi strutturali per sostenere la deimpermeabilizzazione dei suoli urbanizzati ed edificati. L'ordine del giorno chiede poi il recupero di aree dismesse con meccanismi di miglioramento delle prestazioni ambientali di edifici e incentivare l'introduzione dell'invarianza idraulica e tecniche di infiltrazione e laminazione diffuse, cioè più aree verdi, pavimentazioni filtranti insieme all'imboschimento degli argini dei corsi d'acqua.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Più volte il M5S ha sottoposto il problema dell'impermeabilizzazione dei suoli lombardi al Consiglio senza ottenere risultati. Finalmente abbiamo convinto le forze politiche a fare un passo verso la tutela del nostro territorio che negli ultimi decenni ha visto un'enorme crescita dell'urbanizzazione e la scomparsa di migliaia di ettari di suolo agricolo. L'ordine del giorno, che auspichiamo sia applicato alla lettera dalla Regione Lombardia, è un primo passo per incominciare a lavorare nell'ottica della prevenzione di allagamenti, nella tutela delle acque di falda e della portata dei corsi d'acqua e per un controllo dell'inquinamento di acque superficiali e sotterranee. La situazione è compromessa e bisogna rimboccarsi da subito le maniche".

Più trasparenza per tutti i contributi regionali. E' questo, in estrema sintesi, quanto chiede un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle della Lombardia approvato ieri nel corso della discussione sull'Assestamento al Bilancio regionale.

L'ordine del giorno, a firma Eugenio Casalino, consigliere segretario alla presidenza del Consiglio regionale di M5S, chiede espressamente di "porre in essere gli adempimenti necessari affinché tutti i contributi regionali concessi in base a leggi regionali vigenti, indipendentemente da quanto previsto dalle medesime leggi, siano erogati con contestuale richiesta di rendicontazione analitica relativa alle attività da svolgere e alle voci di spesa da rimborsare, prevedendo sempre e in ogni caso, una opportuna documentazione giustificativa di tutte le spese finanziate".

Casalino spiega: "L'assestamento stanzia contributi e assegna fondi pubblici a associazioni e enti per iniziative o progetti. Purtroppo le leggi regionali spesso non prevedono modalità di controllo e rendicontazione analitica. Non sono tollerabili nell'esborso di fondi dei cittadini rendicontazioni non supportate da documentazione o autodichiarazioni. Con questo ordine del giorno si va verso un maggior controllo e trasparenza nella erogazione di risorse pubbliche di competenza regionale, un obiettivo prioritario per il M5S della Lombardia".

La provincia di Brescia ha diffidato la Ecocalvina srl per la gestione del depuratore che da mesi sta sversando inquinanti nelle rogge di Visano!
Le proteste e le continue segnalazioni dei cittadini e del comitato Visano Respira "acqua e aria pulite" cominciano, lentamente, ad ottenere risultati, dopo che da marzo hanno visto le loro rogge inquinate e respirato odori emanati da quell'impianto.

La diffida di ottemperanza alle prescrizioni autorizzatorie è stata emessa venerdì 24 luglio scorso e rappresenta anche comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell'AIA; nell'atto si legge che la provincia concede 15 giorni ai gestori per inviare copie di numerose analisi da effettuare, il rispetto delle prescrizioni e dimostrare di aver superato le criticità emerse dalla recente indagine ispettiva di ARPA. Inoltre i gestori in 30 giorni devono presentare alla Provincia un nuovo progetto di copertura e aspirazione delle vasche.

Vedremo alla scadenza di questi termini quale sarà il risultato e se le prescrizioni imposte dalla diffida non fossero rispettate ci sarebbero tutti gli estremi per la revoca dell'autorizzazione.

Come un mese fa avevamo chiesto la diffida, così, se i gestori non si mettessero in regola, chiederemo la revoca dell'autorizzazione

M5S Brescia

Il rapporto ISPRA (2014) sulla qualità delle acque superficiali nei punti di prelievo di Rovato per la Seriola Nuova, di Chiari e di Cazzago San Martino per la roggia Castrina non lasciano dubbi rispetto ai livelli di contaminazione del fiume Oglio che risultano superiori al limite consentito per legge. A questi dai si aggiunge Il recente monito dell' ASL sul divieto di balneazione del fiume Oglio a Paratico, Capriolo e Palazzolo s/O a causa del malfunzionamento del depuratore di Paratico.

A destare più preoccupazione è il Glifosate, un erbicida largamente utilizzato nelle aree agricole, industriali e civili che secondo studi scientifici potrebbe causare problemi neurologici, gastrointestinali e persino dare dei problemi allo sviluppo dei neonati.

"A nulla sono valse le segnalazioni, le denunce insistenti dei gruppi ambientalisti è ora di intervenire drasticamente" dichiara il portavoce Cominardi.

Con un'interrogazione al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e al Ministro delle politiche agricole, i parlamentari bresciani Cominardi, Alberti, Basilio, Crimi e Sorial chiedono di accertare se sussista o meno una corrispondenza tra l'utilizzo dei pesticidi chimico - sintetici e l'elevata incidenza tumorale nell'area della Franciacorta.
I pentastellati chiedono inoltre maggiori controlli sul corretto utilizzo di tali prodotti e che vengano adottate misure urgenti nel limitarne l'uso, tenuto conto dell'orientamento a livello legislativo assunto da altri paesi UE.

In conclusione si chiede di aprire un tavolo di confronto con le istituzioni e i soggetti interessati nella zona della Franciacorta, al fine di salvaguardare l'igiene, la salute pubblica e la qualita delle acque di balneazione e più in generale delle acque utilizzate anche per l'irrigazione agricola.



Claudio Cominardi
Portavoce M5S alla Camera dei deputati

Voto contrario del Movimento 5 Stelle della Lombardia all'Assestamento al bilancio 2015/17.

Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, spiega: "Nessun taglio alle spese improduttive e totale incapacità di concentrare le poche risorse disponibili dove sono veramente utili, questo assestamento al bilancio non cambia di una virgola la gestione della Lombardia e non elimina le storture del passato. L'approvazione della legge era un'occasione per fermare lo sfascio del trasporto pubblico locale con fondi per la manutenzione dei treni-forno, accelerare sugli investimenti e ridare fiato alle scuole pubbliche penalizzate dai finanziamenti alle scuole private. Maroni preferisce spendere in infrastrutture stradali inutili e sicurezza velleitaria. Insomma in Lombardia le risorse ci sono ma vengono usate in maniera errata".

"Tra i risultati ottenuti dal M5S - continua Violi - l'esenzione del ticket per fasce di reddito che è un tema collaterale al bilancio ma che conferma il valore della sanità come diritto. Finalmente poi ci sono a bilancio risorse, seppure ancora marginali, legate al reddito di cittadinanza: sono due anni che siamo l'unica forza politica  che ha sostenuto quel provvedimento e finalmente abbiamo ottenuto una voce specifica di bilancio e una sperimentazione che partirà a ottobre in Lombardia. Chi esce dal mercato del lavoro deve essere sostenuto economicamente e in percorso per il rientro nel mondo del lavoro, di questo risultato siamo molto orgogliosi".

Dario Violi - Capogruppo M5S Lombardia


Nel giro di pochi mesi si è passati dalle dichiarazioni bellicose dell'Assessore al Bilancio Garavaglia ("Noi non accetteremo che arrivino rifiuti da altre regioni. Piuttosto boicottiamo gli impianti.") ad una rassegnata e passiva accettazione del diktat renziano da parte dell'Assessore all'Ambiente Terzi.

La Lombardia sta diventando la terra dei fumi, l'Assessore non può rimanere così passiva di fronte a questo scempio.

Come ha ammesso la stessa Assessore Terzi, la Regione è l'autorità deputata da norma dello Stato a pianificare in materia di rifiuti. Proprio per questo occorre più coraggio nell'affrontare il problema e vanno utilizzati tutti gli strumenti normativi e autorizzativi a disposizione della Regione per contrastare l'arrivo di rifiuti da ogni parte d'Italia!

 

Polo-Ospedaletto-consumo-ZERO

Il Consigliere regionale del M5S Lombardia Gianmarco Corbetta ha partecipato alla riunione, con il sottosegretario Ugo Paroli, il consigliere Pietro Foroni e alcuni rappresentanti locali e delle associazioni del territorio lodigiano, nel corso della quale si è chiarita la posizione della Regione Lombardia sul tema specifico del Polo Logistico nei Comuni di Ospedaletto Lodigiano e Livraga che dovrebbe sorgere su 200 mila metri quadri di terreno agricolo.

Per Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "La Regione si è detta disponibile ad avviare le trattative per la sottoscrizione di un Accordo di Programma a valenza regionale per dare il via al polo logistico. Le condizioni poste sono: la qualità dell'occupazione prevista, un ritorno economico per le amministrazioni coinvolte e la compensazione del consumo di suolo delle superfici occupate tramite il cambio di destinazione di aree equivalenti di terreni già destinati a edificazione dai Comuni."

"Per noi non sono condizioni accettabili. Occorre prima di tutto insistere affinché vengano utilizzate le aree industriali dismesse. In quella zona ce ne sono tante e bisogna offrire condizioni favorevoli alla FM Logistic affinché si orienti su una di queste. Se invece la multinazionale francese dovesse insistere sull'idea di realizzare la sua struttura nell'area agricola individuata tra Ospedaletto e Livraga, allora le condizioni da porre nell'Accordo di Programma devono prevedere, oltre alle garanzie sulla qualità occupazionale (lavoro qualificato alle dipendenze dirette della società) e i ritorni economici per il territorio, anche una compensazione reale del consumo di suolo previsto."

"Non ha senso chiedere come compensazione il cambio di destinazione di terreni da edificabili ad agricoli nei PGT. Si tratta di aree verdi allo stato di fatto che con ogni probabilità verdi rimarranno comunque: sappiamo tutti che le previsioni espansionistiche contenute nei PGT comunali sono sovrastimate e nei fatti irrealizzabili. Avremmo una compensazione che non compensa nulla. L'accordo regionale deve prevedere tassativamente la bonifica di siti industriali dimessi e la loro restituzione a suolo agricolo, altrimenti è una presa in giro: non si consumano 200 mila metri quadri di suolo agricolo senza restituire ai Comuni interessati altrettanto suolo agricolo. Solo a queste condizioni per noi l'accordo si può fare".

Idroscalo

C'era una forte preoccupazione per il passaggio della gestione dell'Idroscalo di Milano dalla Provincia di Milano alla Città Metropolitana a inizio 2015 e, nostro rammarico, le peggiori aspettative sono diventate realtà.

Infatti, ad oggi non è ancora chiaro, chi e con quali soldi dovrà finanziare la manutenzione di quello che viene definito il "mare dei milanesi", già a rischio di dissesto finanziario, che con il passaggio delle competenze alla Città metropolitana, e con le conseguenti difficoltà finanziarie che il nuovo ente si trova a dover affrontare, si trova con l'acqua alla gola nella gestione ordinaria dell'impianto (cura del verde, pulizia delle acque, sicurezza, spese ordinarie).

Per questo abbiamo chiesto alla Regione, in occasione della seduta di bilancio di questi gironi, di intervenire finanziariamente per fare in modo che l'Idroscalo non torni ad essere il luogo degradato che era tanto tempo fa. Ci riteniamo parzialmente soddisfatti, il nostro ordine del giorno è passato in aula e grazie alla nostra sollecitazione il governo regionale si è impegnato a trovare il modo di salvaguardare un patrimonio del nostro territorio, anche se non ci sarà un finanziamento diretto di Regione Lombardia.

Per altro, quello della manutenzione e della salvaguardia di un pezzo di storia del territorio milanese, inaugurato nel 1930, non è certamente l'unica problematica della struttura. Molto ci sarebbe da fare anche per favorire e migliorare il collegamento con la città tramite mezzi pubblici.

L'Idroscalo è una struttura storica che, oltre a garantire importanti servizi alla cittadinanza, è un importante polo per le attività sportive agonistiche. Per questo come consiglieri regionali faremo di tutto perché l'istituzione regionale non lo abbandoni a se stesso!

 

COMMISIONE ANTIMAFIA A SUZZARA: APPROVATA MOZIONE DEL M5S

Ieri sera il consiglio comunale di Suzzara ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle per l'istituzione di una Commissione consiliare antimafia. Accogliendo un emendamento presentato dal Pd, non sarà istituita una nuova commissione, ma l'attuale Commissione affari generali e finanze assumerà la denominazione e le funzioni di Commissione affari generali, finanze e antimafia.
Grazie a un emendamento dello stesso M5S, inoltre, è stato stabilito che ai lavori della commissione parteciperanno, senza oneri a carico dell'Ente, professionisti, esperti, comitati di cittadini e associazioni di volontariato e di categoria al fine di indirizzare l'Amministrazione comunale alla predisposizione di idonei e incisivi strumenti per contribuire alla prevenzione e al contrasto del radicamento delle associazioni di tipo mafioso.
Si tratta di un'altra importante vittoria del M5S a Suzzara e di una vittoria di tutto il mondo politico suzzarese che ha lanciato un segnale forte per la promozione della cultura della legalità democratica e dell'antimafia come elemento fondamentale per la crescita sociale, civile, economica di Suzzara.

 

VIADANA. COMMISSIONE ANTIMAFIA APPROVATA ALL' UNANIMITA' GRAZIE ALLA MOZIONE DEL M5S

Viadana avrà per la prima volta nella storia del Comune una commissione antimafia, tutto questo grazie alla mozione presentata dal M5S durante il Consiglio Comunale di Martedi 28 Luglio.

La mozione è stata approvata all'unanimità da tutto il consiglio dopo la presentazione dei 5 stelle in cui hanno ricordato gli omicidi del 1992, le intercettazioni e gli arresti delle operazioni Pandora e Aemilia e le dichiarazioni del procuratore generale Dall'osso.
La *" "*Commissione sarà composta dai capigruppo o loro delegati, potrà effettuare anche attività di controllo e verifica sulle attività svolte dall'Ente comunale e dalle sue società partecipate, e alle attività più esposte ai rischi di corruzione.

Il coinvolgimento sarà totale a partire dalla collaborazione dei dipendenti comunali, professionisti, comitati e associazioni di volontariato e di categoria per indirizzare l'Amministrazione comunale nella predisposizione di idonei e incisivi strumenti per contribuire alla prevenzione e al contrasto del radicamento delle associazioni di tipo mafioso. Infatti la Commissione lavorerà per promuovere la cultura della legalità e dell'antimafia come elemento fondamentale per la crescita sociale, civile, economica della comunità.
Sarà prevista anche la possibilità di proporre convenzioni e protocolli d'intesa con Prefettura, Camera di Commercio, pubbliche Amministrazioni, ordini professionali, sindacati, enti e associazioni per la raccolta di dati utili nella lotta al riciclaggio e per la creazione di sportelli di sostegno alle vittime del racket, dell'usura, di minacce o atti intimidatori.
Il tutto senza incidere nulla sulle casse del Comune, infatti la partecipazione alla stessa sarà gratuita e i partecipanti rinunceranno al gettone di presenza.

Un segnale forte da parte delle istituzioni viadanesi che non si piegano alla criminalità organizzata, un nuovo passo importante verso la promozione delle legalità voluto fortemente dal M5S affinchè il nome di Viadana non venga mai più associato a fenomeni mafiosi.

gp monza

"Rimaniamo contrari all'investimento pubblico di 20 milioni di euro da parte della Regione perché, come abbiamo sottolineato più volte, non esistono dati certi sull'indotto del Gran Premio che possano giustificare quell'esborso. I numeri di cui si parla sempre arrivano dagli studi della Camera di Commercio di Monza, ma sono solo stime, approssimative per loro stessa natura; nessuno cita mai dati reali a consuntivo.  Oltretutto, i 20 milioni della regione servono, secondo Maroni, per riqualificare il complesso autodromo, villa e parco, ma la sola riqualificazione dell'autodromo, secondo gli studi noti, richiede 70 milioni di euro di cui 34 per le sole opere urgenti. E' quindi evidente che questi 20 milioni di soldi pubblici non risolvono in alcun modo il problema. Senza contare naturalmente l'esborso dei 20 milioni di dollari che la SIAS deve fare a Bernie Ecclestone per ottenere il rinnovo del contratto della Formula 1 dopo il 2016", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Siamo quindi ben lontani dalla soluzione del problema della riqualificazione dell'autodromo e del rinnovo del Gran Premio di Monza; questo esborso di denaro pubblico della regione rischia di essere del tutto inutile. Li si destini piuttosto alla manutenzione straordinaria del Parco e al recupero dell'edificio ex Borsa e dell'ala nord della Villa, che versano in condizioni disastrose", conclude Corbetta.

"Sulla Sanità italiana sta per abbattersi una vera e propria scure con cui il governo taglierà in maniera lineare servizi e prestazioni mediche. E' macelleria sociale e i tagli, come ha fatto intendere il commissario alla revisione della spesa Gutgeld, serviranno a finanziare la campagna d'autunno di Renzi, cioè quell'annunciato taglio delle tasse in pieno stile berlusconiano che gli italiani pagheranno direttamente sulla propria pelle", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

Per Paola Macchi, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "Il piano del governo è chiaro: andare verso una privatizzazione della Sanità per poi spostare i soldi sul presunto taglio delle tasse con cui Renzi tenterà di recuperare consensi. Da questo punto di vista la riforma della Sanità che vuole Maroni dovrebbe essere più cauta nel sostegno assoluto alle strutture private. Ci sta già pensando Renzi a smantellare la sanità pubblica e su questo punto pare che sia in assoluto accordo anche la maggioranza della Lombardia, evidentemente quando c'è da privilegiare chi guadagna sulla salute dei cittadini i partiti sono tutti d'accordo".

macelleria

"Il M5S e il coordinamento 573alberi si dissociano dalle scritte rinvenute questa mattina in Viale Argonne contro Pisapia e Maran. La nostra unica "firma" sono i cuori e gli occhi sugli alberi, una protesta pacifica e artistica che portiamo avanti da mesi", questo il commento di M5S Milano alla luce delle scritte rinvenute in Viale Argonne.

alberi-milano

Cologno Monzese, Consiglio Comunale del 27/7/15 - Presentata d'urgenza un'interpellanza riguardo l'assunzione di una nuova figura a tempo pieno da affiancare al Sindaco. Questa risorsa costerà molto ai cittadini, ricoprendo il suo ruolo in categoria D; inoltre è stata scelta attraverso un sistema di selezione "ad intuito personale", ovvero secondo il gradimento del signor Sindaco (ed era nei suoi diritti poterlo fare).
La scelta è ricaduta però su un referente provinciale della Lega Nord, attuale commissario della locale sezione della Lega e uomo molto vicino al segretario provinciale Riccardo Pase, da molti riconosciuto come "l'uomo ombra" di questa giunta.
Un'assunzione politicamente inopportuna a nostro avviso che dovrebbe comportare, sempre a nostro giudizio, le dimissioni del neo-assunto da ogni suo incarico Politico; mantenere entrambi non è accettabile!
A nostra specifica richiesta di chiarimenti in merito (leggi l'interpellanza) il sindaco, nonostante sia stata data lettura completa dell'interpellanza in aula, ha preferito rimandare a una risposta scritta futura il suo intervento. Ricordiamo che però ognuna delle varie domande è legata alla procedura di selezione di questo "amico"... una procedura "ad intuito personale"... ad intuito personale... che il signor Sindaco si sia dimenticato che intuito abbia usato? Attendiamo con pazienza!! Noi siamo per la trasparenza, il merito e i diritti... altri 3 lavoratori sono stati scartati nella selezione; è nella difesa dei loro diritti e della legalità che porteremo avanti questo discorso!!

Movimento 5 Stelle Cologno Monzese

scuole-ICI

l M5S Lombardia ha depositato un ordine del giorno, che sarà discusso nel corso della due giorni di consiglio regionale sul bilancio di assestamento a partire da domani, perché la Giunta Maroni si attivi "presso le Pubbliche Amministrazioni affinché venga assicurata la regolare applicazione delle sentenze della Corte di Cassazione" che hanno riconosciuto la legittimità della richiesta del pagamento dell'ICI avanzata nel 2010 dal Comune di Livorno agli istituti scolastici paritari gestiti nel territorio da enti religiosi.

Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: "La sentenza di Livorno ripristina la giustizia fiscale: le scuole private di ogni ordine e grado sono attività commerciali e devono pagare le tasse come gli altri. Garantire l'equità fiscale evitando di continuare a elargire privilegi anacronistici è un obiettivo prioritario anche per la Regione Lombardia e ci attendiamo che il Consiglio Regionali approvi il nostro ordine del giorno e che Maroni si adoperi presso le amministrazioni locali perché le scuole paritarie, cui sono già destinati fondi che per il M5S dovrebbero essere invece destinati alle scuole pubbliche statali, paghino finalmente l'ICI".

trenordpatrocini

"Egregi consiglieri, faccio seguito alla vostra contenente la richiesta di informazioni in merito ai patrocini, onerosi e non, concessi da TRENORD negli ultimi quattro anni, per rappresentare che, ai sensi dell'art. 112 del Regolamento generale del Consiglio Regionale, non si ritiene sussistano i presupposti per l'esercizio del diritto di accesso."

Questa è la risposta che Trenord, un'azienda finanziata con milioni e milioni di euro da Regione Lombardia, quindi dai cittadini lombardi, ha dato ai consiglieri regionali M5S Iolanda Nanni e Stefano Buffagni che con un'interrogazione avevano chiesto informazioni riguardanti i patrocini onerosi concessi dall'azienda. La motivazione? Trenord non è direttamente partecipata da Regione Lombardia.

Una risposta, anzi una non risposta, che dà la misura sul livello di trasparenza che regna in quest'azienda.

Volevamo vederci chiaro sulla questione dei patrocini, una sorta di zona grigia su cui andrebbe fatta definitivamente luce, uno strumento che nel passato è stato usato dal sistema Formigoni per finanziare questo o quell'amico. E dato che rumors parlerebbero di strane contribuzioni ad università, concorsi letterari e amicizie con professori, abbiamo provato a chiedere all'azienda tramite un atto istituzionale, in qualità di cittadini eletti. Ma è stato un buco nell'acqua.

Per tentare di riacquistare il consenso dei cittadini, perso a colpi di ritardi, treni affollati, soppressioni e disagi cronici, Trenord e Regione Lombardia non perdono occasione di convocare conferenze stampa per sbandierare ogni minimo investimento. Ma quando il consiglio regionale della Lombardia chiede di vederci chiaro su come vengono spesi i soldi dei lombardi, allora la risposta è no.

Per un'azienda che dipende dalla Regione la trasparenza dovrebbe essere la norma, non un optional!  Ma noi non ci arrendiamo. Arriveremo alle informazioni che stiamo cercando per  renderle note a tutti i cittadini. Anche i vertici di FNM (Ferrovie Nord Milano) avevano lo stesso atteggiamento, eppure siamo riusciti a far venire a galla le spese pazze dell'ex-presidente Achille e tutto lo sporco che l'azienda nascondeva sotto il tappeto.

Iolanda Nanni e Stefano Buffagni - Portavoce regionali del M5S Lombardia

 

puzza_def

Condividiamo e rilanciamo sul nostro sito questo comunicato per dare pieno sostegno al nostro portavoce di Lachiarella: le diffide non ci fermeranno!

CASO "PUZZE", IL SINDACO VUOLE METTERCI IL BAVAGLIO!


Come ben sanno i cittadini, da molti giorni, il paese viene invaso da una nauseabonda puzza di spazzatura, soprattutto nelle ore serali e notturne.

Nel noto gruppo Facebook "Lacchiarella", che conta ormai più di 1.000 iscritti, sono numerosissime le segnalazioni degli stanchi cittadini che si lamentano dei miasmi in Paese e che chiedono all'amministrazione semplicemente l'adozione di misure concrete per arginare il suddetto fenomeno.

In questo luogo di incontro virtuale tra cittadini, ci si confronta, si parla, si esprime la propria idea. Ed è proprio questa ultima cosa che ha scatenato per l'ennesima volta la scomposta reazione del Sindaco e della Giunta che, invece di concentrare le loro attenzioni sul suddetto problema, trascorrono le giornate a leggere i post dei cittadini sui Social network.
Infatti in questi giorni stiamo ricevendo le segnalazioni di cittadini che ci informano di essere stati  DIFFIDATI DAL SINDACO tramite una lettera scritta da un Avvocato di Pavia, semplicemente per aver espresso una opinione non allineata alla Giunta-pensiero.

Anche il nostro portavoce Alfredo Gentili, non nuovo a diffide da parte della democraticissima e trasparente Giunta di Lacchiarella Bene Comune, ne ha ricevuta una!!
La frase incriminata, come riportato anche dalla lettera dell'avvocato, è questa:

" Sindaco Violi, hai le finestre aperte? Lo senti il profumino? Puoi rispondere alle segnalazioni dei cittadini, che sono i tuoi datori di stipendio? Ricordati sei una dipendente a tempo pieno dei Ciarlaschi"

Adesso noi lasciamo ai cittadini la responsabilità di stabilire se in questa frase ci sono minacce, ingiurie, o diffamazioni.
Le azioni intraprese dalla amministrazione a noi sembrano solo un modo per mettere il bavaglio ai cittadini e impedirgli di esprimere disagi o pareri non allineati verso questa giunta. A questo atteggiamento, risponderemo con i fatti e con il nostro lavoro che ha portato importanti risultati nel corso di questo anno.
Chiediamo ai cittadini di non piegarsi a queste azioni di forza dell'amministrazione comunale, che denotano l'atteggiamento poco democratico di una Giunta, che del dialogo e della trasparenza, aveva fatto il suo cavallo di battaglia in periodo elettorale.
Chiediamo, inoltre, di continuare a segnalarci eventuali situazioni di disagio riscontrate nel paese.

Alfredo Gentili - Portavoce M5S Lacchiarella 

A2A-brescia

Abbiamo una Regione che da torto al proprio Ente, quindi a se stessa, e un Governo che in 6 mesi non è in grado di interpretare una sua legge. In che mani siamo?

Il 3 febbraio scorso, quindi oltre sei mesi fa, in una interrogazione in aula chiedevamo all'assessore all'Ambiente Claudia Terzi se Regione Lombardia intendesse prendere provvedimenti contro A2A alla luce di quanto emerso dopo una visita ispettiva di ARPA presso l'inceneritore di Brescia, in cui si evidenziava una lunga serie di malfunzionamenti dell'impianto avvenuti in soli due anni e, soprattutto, che A2A non aveva pienamente superato una criticità (assicurazione del rispetto dei limiti di Co e COT in tutte le condizioni, anche emergenziali) oggetto di diffida da parte di Regione Lombardia nel 2012.

Secondo l'art. 29 decies comma del  TU Ambientale, se non vengono osservate le prescrizioni (anche alcune) a seguito di diffida, l'autorità competente (in questo caso Regione Lombardia) al rilascio della autorizzazione per l'esercizio dell'impianto (AIA) può revocare l'autorizzazione e chiudere l'impianto. Esattamente quello che chiedevamo noi del M5S!

La risposta dell'Assessore è stata sconcertante: non si fa nulla perché se da un lato ARPA interpreta in modo "restrittivo" la normativa sui limiti di Co e COT, A2A invece no, quindi senza la violazione dei limiti emissivi, e in questa "diatriba" gli uffici di Regione Lombardia cosa fanno? La risposta più ovvia quale è? Dare ragione ad ARPA, al proprio Ente, pagato dalla Regione, quindi da noi cittadini. Invece no! Danno ragione ad A2A Anzi, per evitare di prendere comunque una posizione, la Regione il 21 gennaio 2015 chiede al Ministero una interpretazione "autentica" della normativa.

ARPA Lombardia è l'ente regionale per la tutela dell'Ambiente, con personale qualificato e competente, che svolge le sue funzioni nell'interesse pubblico, mentre A2A è una società per azioni che svolge le sue funzioni esclusivamente per il proprio interesse (la storia di Brescia lo insegna): è sconcertante che Regione Lombardia dia ragione ad A2A ed ignori quello che dice il proprio Ente! Ma Regione Lombardia cosa è? Una S.p.a.?
Da allora sono passati 6 mesi, dal Ministero il 19 maggio scorso è arrivata solo una comunicazione che dice che la Direzione Generale per i rifiuti e l'inquinamento ha predisposto un parere tecnico, ma che per dirimere questa questione dovrà essere convocato un tavolo di coordinamento.

Regione Lombardia ha a sua volta chiesto il parere tecnico della Direzione Generale per i rifiuti e l'inquinamento in modo "informale" e, non essendo arrivato, "solleciterà" ancora. Ma se questa "interpretazione" non dovesse arrivare, che fa Regione Lombardia? Zitti e muti, tanto la gente dimentica? Continuerà a dare ragione ad una società per azioni che continuerà a far funzionare (male, come si legge nella relazione ARPA) il suo inceneritore? E il Governo cosa fa? Continuerà a non sapere cosa dice una sua legge?

Alla luce anche della richiesta di adeguamento dell'AIA allo "sblocca Italia" fatto da A2A, chiediamo una immediata presa di posizione di Regione Lombardia, altro che richieste "informali"! E' tutto sommato facile cara Regione Lombardia: basta dare ragione a se stessa!

I portavoce del M5S Lombardia Brescia

 

Martedì 22 luglio i portavoce regionali del MoVimento 5 Stelle Silvana Carcano e Eugenio Casalino hanno effettuato una visita ispettiva nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Rho dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, riportate anche dalla stampa locale, sulle condizioni di caldo torrido che i pazienti gravi e terminali sono costretti a subire.

La situazione che abbiamo trovato è davvero al limite: in una stanza la temperatura, misurata davanti ai nostri occhi da un tecnico, raggiungeva i 31,5 gradi!

I responsabili e i tecnici che abbiamo incontrato ci hanno spiegato che l' "impianto di raffrescamento" (non di climatizzazione), di fronte alle temperatura record di questi giorni, fatica rinfrescare l'aria, e l'impossibilità di controllare che tutte le finestre del piano rimangano chiuse ha fatto in modo che si creasse questa situazione di emergenza. Per mettere una pezza al problema la direzione ha acquistato dei condizionatori portatili ma di fatto la soluzione e' assolutamente insufficiente.

Suscita sconcerto pensare in quali condizioni vertano, nella "regione dell'eccellenza", i nostri ospedali pubblici| in molti casi edifici obsoleti, con carenza di personale e strumentazioni: un mondo sommerso fondato sul dualismo impari pubblico-privato, fatto di ticket eccessivi, liste d'attesa lunghe e pronto soccorso intasati. E poi c'è la sanità che funziona, le strutture private convenzionate, dove l'aria condizionata funziona sempre e le liste d'attesa magicamente scompaiono pagando la prestazione. La sanità che i politici vendono ai giornalisti e su cui Maroni sta impostando in queste settimane la sua non-riforma. E gli ultimi? Alle fasce più deboli della società non è concesso soffrire con dignità in una camera d'ospedale?

Dopo la visita all'ospedale di Rho ci siamo trasferiti all'ospedale di Garbagnate, sede della direzione dell'Azienda Ospedaliera Guido Salvini, per parlare con il Direttore Generale Ermenegildo Maltagliati e aumentare la pressione istituzionale sui vertici dell'azienda. Ci hanno assicurato che la situazione cambierà, che è in corso un'opera di ristrutturazione dell'ospedale di Rho.

Torneremo per verificare che il crono programma che ci hanno illustrato venga attuato. Intanto grazie alla nostra visita, la sera stessa, nella stanza in cui si registravano 31,5 gradi, è stato sistemato un pinguino a tempo pieno. E' una piccola soddisfazione, ma almeno gli ospiti di quella stanza riusciranno a dormire.

Silvana Carcano e Eugenio Casalino - Portavoce del M5S Lombardia

"Quello di Emanuela Marinello è un caso scuola nella sanità lombarda. Pur non avendo i requisiti per esercitare la funzione di direttore sanitario del San Carlo di Milano, dal 2012 è stata nominata a rivestire quel ruolo. Grazie al lavoro dei sindacati e un'interrogazione che abbiamo depositato nel maggio scorso sono arrivate le dimissioni della Marinello", così Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Efficienza nella sanità per il Movimento 5 Stelle è sinonimo di merito e curriculum idonei; da questo punto di vista è ancora la sanità Lombarda, colonizzata da nominati, è ancora molto lontana dall'essere un sistema realmente valido", conclude Carcano.

 

https://www.youtube.com/watch?v=iXD0mec31Nc

L'Assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi ha risposto a un'interrogazione del Movimento 5 Stelle Lombardia relativa a vari episodi di emissione di fumi dal tetto dell'Acciaieria Arvedi di Cremona tra maggio e giungo 2015. I fumi avevano creato allarme tra i cittadini. Il M5S chiedeva se ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, aveva effettuato dei controlli sulle emissioni e se non intendesse agire a tutela della salute pubblica.

L'Assessore Terzi ha dichiarato che ARPA, attraverso i controlli ordinari delle centraline non ha rilevato criticità nel periodo in oggetto. L'Assessore ha aggiunto che ARVEDI dovrà presentare, entro il 24 agosto 2015,  una relazione dettagliata riguardo all'aspirazione dei fumi da siviera.

Iolanda Nanni e Andrea Fiasconaro, consiglieri del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiarano: "Prendiamo atto dell'assenza di criticità durante il periodo di fuoriuscita dei fumi almeno sulla base di controlli ordinari. Le centraline di rilevazione sono distanti dall'acciaieria e avremmo auspicato un controllo più diretto con l'installazione di centraline nei pressi dell'acciaieria come chiedono da anni i comitati locali dei cittadini.

Bene poi che Arvedi debba presentare un documento dettagliato sull'aspirazione dei fumi, è un'azione attesa da anni, se ne parla almeno dal 2012. A distanza di tre anni finalmente verrà presentata una relazione dettagliata e, entro l'anno prossimo, attuati gli interventi previsti per l'aspirazione dei fumi di certo con tempi troppo lunghi quando si parla di fugare ogni dubbio riguardo la tutela della salute dei cittadini".

"Condividiamo l'obiettivo di non abbandonare le aree Expo al degrado alla fine dell'esposizione ma la proposta di Maroni di un uso temporaneo dell'area Expo è inconsistente. Si parla genericamente, senza alcuna previsione di costi e senza un progetto concreto, di asili, biblioteche, uffici pubblici, auditorium e spazi espositivi, ma non vorremmo che al vuoto di contenuti di Expo segua il nulla pneumatico dell'uso temporaneo di un'area di cui nessuno sentiva il bisogno", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Spiace poi che queste proposte imposte senza un minimo di contraddittorio istituzionale. Da questo punto di vista un dibattito in Commissione Territorio sul tema avrebbe potuto meglio indirizzare la Giunta e la Presidenza su di un progetto condiviso: i cittadini sono stanchi di non essere coinvolti nelle scelte che la politica assume e di pagare scelte calate dall'alto", conclude Violi.

efficientamento

Ieri mattina, mercoledì 22 luglio, sono intervenuto al Convegno Habitami, campagna pubblica di riqualificazione energetica dei condomini a Milano, alla Triennale (http://www.habitami.it/dibattito-pubblico-nuove-rigenerazioni-urbane-a-milano/).

Ho parlato di come Regione Lombardia abbia redatto un ottimo piano energetico regionale, davvero molto dettagliato e approfondito nell'analisi della situazione energetica della nostra Regione. Dal piano si evince tra l'altro che ben il 45% del fabbisogno energetico nella nostra regione è assorbito dagli edifici (residenziale e terziario), mentre il trasporto ne assorbe il 25%, l'industria il 28% e l'agricoltura il 2%. E di tutta l'energia consuma negli edifici, ben il 68% serve per il riscaldamento/raffrescamento degli ambienti.

Quindi se vogliamo fare efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili è proprio qui il cuore del problema: il riscaldamento/raffrescamento degli edifici!

Servirebbe un enorme piano di investimenti finanziari nella riqualificazione energetica degli edifici, che rappresenterebbe (anche e soprattutto) una formidabile leva per il rilancio dell'economia (fatta di tante piccole opere diffuse sul territorio al posto delle grandi opere inutili) e dell'occupazione in un'ottica di sviluppo sostenibile, rispetto dell'ambiente, rilancio delle piccole e medie imprese e del lavoro qualificato.

Questo tema dovrebbe essere all'ordine del giorno di ogni governo (centrale e regionale) e dovrebbe essere dibattuto su tutti i media... invece se ne sa poco o nulla. E anche in Regione Lombardia, al di là dell'apprezzabilissima opera di elaborazione teorica dei tecnici della giunta, il problema è poco sentito a livello di decisori politici.

Il piano energetico sarà attuato con soli 235 milioni di euro (di provenienza UE), di cui una novantiva per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici. Nessun incentivo, nemmeno sotto forma di agevolazione all'accesso al credito, è previsto per gli interventi sugli edifici privati.

Troppo poco! D'altronde non ci si può aspettare nulla di buono da un Governatore che spende 60 milioni di euro per salvare l'agonizzante BreBeMi e ne vuole spendere altri 20 per l'autodromo nel Parco di Monza.

La green revolution in Lombardia può attendere...

Gianmarco Corbetta -  Portavoce regionale M5S Lombardia

foto tavolo maroni

 

Secondo incontro oggi del tavolo Maggioranza e Opposizione sulla Riforma della Sanità dopo le barricate in aula della scorsa settimana, con cui, abbiamo ritardato l'approvazione del testo di riforma della sanità lombarda, un copia incolla inaccettabile del modello formigoniano.

Maroni è entrato nel merito dei 10 punti che avevamo presentato insieme alle altre opposizioni per (ri)scrivere una riforma in modo che sia finalmente a misura di cittadino.

Il presidente si è mostrato meno conciliante rispetto al primo incontro all'accoglienza delle nostre proposte e il tutto è stato aggiornato a un tavolo tecnico che valuterà come tradurre le proposte in emendamenti e ordini del giorno. Insomma, al momento la strada appare ancora lunga, e sui nostri obiettivi non molliamo, a costo di tenere i consiglieri della maggioranza fino a notte fonda nelle sedute di settimana prossima in Consiglio Regionale, quando inizierà il secondo round sulla riforma.

Raccogliamo comunque con cauta soddisfazione la timida apertura di Maroni, ad oggi solo sui principi, in merito a un'agenzia di controllo indipendente capace di monitorare con maggior efficenza un sistema che ha sempre lasciato la porta aperta a scandali e dispersione di patrimonio pubblico, come da esplicita richiesta del M5S, mentre non accettiamo la risposta del governatore sulla stabilizzazione dei precari. Con la scusa delle "indicazioni governative" ha parlato solo di un 50 % di stabilizzazioni di chi lavora da almeno tre anni nel settore sanitario, mentre per noi si può e si deve fare molto di più. Ci sembra davvero il minimo, di fronte a una riforma che va ancora a foraggiare i privati, a mettere soldi pubblici nelle tasche di pochi, garantire quanto meno sicurezza e un futuro certo a chi lavora con dedizione e onestà!

Pesa infine, come un macigno, il no alla revisione dell'organizzazione dei servizi sui territori. Per noi si devono tagliare poltrone ed enti inutili, quindi chiediamo di portare a 5 le ats, dalle attuali 15 asl, ma rigettiamo la proposta di una ats unica, che rischia di abbandonare i territori a se stessi.

Il cambio di passo che ci eravamo auspicati fatica ad arrivare. Evidentemente sono troppi gli interessi in ballo che Maroni deve tutelare: tutti fuorché quelli dei cittadini! Se al prossimo tavolo la situazione non cambierà Maroni e la maggioranza sanno cosa li aspetterà nelle prossime sedute d'aula: vietnam parte seconda, tutte le notti a discutere le migliaia e migliaia di ordini del giorno del M5S con un unico obiettivo: ostacolare questa riforma e mettere i bastoni nelle ruote al presidente Maroni che vuole portare a casa la riforma prima della nuova spartizione delle poltrone di dicembre, quando scadranno le nomine di tutti i direttori generali della sanità.

Dario Violi - Capogruppo MoVimento 5 Stelle Lombardia

mafie-miti nord

Oggi la Commissione regionale Antimafia ha incontrato il professor Nando Dalla Chiesa, che ha illustrato il Secondo Rapporto Trimestrale sulle Aree Settentrionali per la Presidenza della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul fenomeno mafioso, a cura dell'Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell'Università degli Studi di Milano.

Questo secondo rapporto ha studiato le attività formalmente legali svolte dalle organizzazioni mafiose al Nord. Dalla Chiesa si è concentrato su tre aspetti molto interessanti.

Il primo, le attività lavorative dei mafiosi nelle nostre regioni. Nell'immaginario collettivo la mafia al Nord è rappresentata dai colletti bianchi, uomini di borsa e della finanza, architetti, tributaristi ecc... Invece gli studi empirici dimostrano che il mafioso al nord svolge attività di livello basso o medio basso, come il muratore, il falegname, il fruttivendolo, il serramentista, il pensionato ecc. Hanno titoli di studio bassi e spesso una moglie che fa le pulizie presso enti o aziende. Queste persone si avvalgono di professionisti, i quali mettono a disposizione del capo mafioso le loro competenze professionali.

C'è quindi una sorta di incongruenza di status nel nostro immaginario collettivo: sono uomini poco colti che svolgono lavori umili ma hanno grandi ricchezze e grande potere.

Il secondo aspetto riguarda il rapporto tra le imprese sane e le organizzazioni criminali. Spesso si pensa che le imprese sane ricadano nell'orbita delle mafie per via di minacce, intimidazioni e violenze da parte di quest'ultime.  Nella realtà succede il contrario: sono le aziende pulite che cercano l'organizzazione mafiosa, vuoi per avere capitale fresco a disposizione, vuoi per porre rimedio a conflitti contrattuali. Ma una volta che la mafia è entrata nell'azienda cominciano i guai, perché non si riesce più a rescindere il legame e la mafia tende a svuotare l'impresa.

Il terzo luogo comune è  pensare che l'impresa mafiosa abbia come unico e principale scopo il profitto. Si tratta di un grosso abbaglio e si considera la mafia per quello che non è.  L'impresa mafiosa al nord è soprattutto una forma di esercizio di potere che oltre al profitto persegue vantaggi indebiti: il riciclaggio del denaro, il controllo del territorio, il consenso (anche elettorale), le relazioni, le informazioni, l'impunità, la protezione e la commissione di reati.

Basti pensare che le organizzazioni mafiose sono molto interessate ad aggiudicarsi gli appalti per le pulizie presso gli edifici della pubblica amministrazione. Un uomo delle pulizie che entra in un Tribunale in orari poco frequentati, ha accesso a tutta una serie di informazioni molto importanti. Un altro caso eclatante è quello di un infermiere in un ospedale, che ha la possibilità di mettere a disposizioni spazi sicuramente non soggetti ad intercettazioni telefoniche per i summit di mafia. La forza della mafia sta quindi nell'essere presente non nei livelli alti ma in quelli bassi: attraverso un uomo delle pulizie, un bidello, un infermiere...

Per quanto riguarda i principali campi di attività nell'economia legale, il professor Dalla Chiesa ha ricordato  - il ciclo del cemento e del movimento terra (che ha Milano non è infiltrato dalla mafia, ma è un monopolio della mafia!)

-il turismo con particolare riferimento agli alberghi di lusso, i lidi balneari e gli affittacamere

-il commercio all'ingrosso (settore ortofrutticolo e grandi centri commerciali)

-il commercio al dettaglio dove il problema della contraffazione sta assumendo proporzioni enormi con fatturati per le mafie in crescita che si avvicinano a quelli della droga!

-il gioco d'azzardo, connesso all'usura

-lo sport dilettantistico

-i rifiuti, che per le mafie sono un affare sempre crescente; al nord non si conoscono i livelli di contaminazione dei veleni nei terreni... la terra dei fuochi in Campania la si è scoperta con vent'anni di ritardo, qui in Lombardia invece ancora non si sa nulla.

In definitiva, è bene avere le idee chiare su cosa siano realmente le mafie in Lombardia e al Nord, guardando i fatti, cercando di evitare abbagli e superando false convinzioni. Solo in questo modo potremo contrastare il fenomeno seriamente.

Per questo motivo è importante studiare e diffondere documenti preziosi come questo!

Le organizzazioni mafiose non sono (solo) multinazionali del profitto o holding finanziarie, ma organizzazioni che perseguono più obiettivi, il primo dei quali è il potere. Il potere di radicarsi sul territorio come forza antistato.

Explora per sito2A Lodi, Expo, non è mai arrivato. Gli albergatori lamentano che non hanno avuto turisti per Expo e anche i dati sul cicloturismo e il noleggio delle biciclette, (l'attività di spicco secondo l'assessore al turismo ed Expo di Lodi Andrea Ferrari) non sono rincuoranti. A Giugno le biciclette sono state utilizzate 0 volte. ZERO.

L'assessore Ferrari, da politicante navigato, si è difeso innanzitutto dicendo che non accetta consigli dai maestrini del 5 Stelle, e in secondo luogo scaricando la colpa su Explora (la società creata da Regione Lombardia, Unioncamere e Expo) la quale avrebbe consigliato al Comune di Lodi di concentrarsi su cicloturismo e percorsi naturali.

A seguito quindi alle affermazioni di Ferrari siamo andati a vedere cos'era stato fatto in realtà da Explora per promuovere il turismo nel lodigiano.
Abbiamo così visto che nel sito wonderfulexpo2015.com gestito dalla Explora, di Lodi non dicono quasi nulla. Ad esempio, le uniche informazioni generali disponibili su Lodi in lingua inglese sono:

"Cosa fare a Lodi durante Expo? Mercati, cinema, teatri, festivals e musica aspettano tutti quelli che sceglieranno di restare in questa città durante l'evento di Milano".

Di biciclettate in campagna e gite sul fiume non vi è traccia... idem nella versione in italiano.

Scopriamo così che gli "esperti" di Explora a cui il Comune di Lodi si era affidato si sono dimenticati di pubblicizzare le attività su cui vi avevano detto di puntare.

Ma ancor più interessante è vedere come Explora sta realmente promovendo l'offerta turistica del nostro territorio.

Nel portale del turismo di Expo, non c'è neanche un hotel di Lodi. Sempre nello stesso sito vi è un solo ristorante, tra l'altro non di Lodi ma di un paese della provincia.
Ovviamente tutto quanto riportato è direttamente consultabile dal sito gestito da Explora wonderfulexpo2015.com e dal nostro sito www.lodi5stelle.it

L'assessore Ferrari quindi eviti in futuro di banalizzare le nostre critiche dandoci dei maestrini, perché le osservazioni che noi facciamo sono sempre frutto di attente riflessioni, spesso più valide di quelle dei professionisti a cui è affidata la promozione del turismo del nostro territorio.

Gli altri espertoni invece che hanno contribuito al flop di Expo è la classe politica che, sempre nel lodigiano, ha fatto installare 3 sistemi di bike sharing incompatibili tra loro, come denunciato qualche giorno fa dal quotidiano locale il Cittadino, riportando che a Giugno 2015, in pieno Expo, NESSUNA bici era mai stata utilizzata su tutto il territorio provinciale (e in totale, da inizio Expo, 30 noleggi, di cui molti per selfie con cui l'amministrazione comunale ha venduto ai cittadini lodigiani quest'investimento)

Per quanto riguarda la Cattedrale vegetale ci sembra che il suo #Expottimismo di inizio anno si sia ridimensionato parecchio e che ora quella che doveva essere l'attrattiva lodigiana di Expo non è più legata ai sei mesi della manifestazione ma bensì alla sua chiusura. La cosa non ci stupisce molto poiché, a quanto dichiarato dal Comune, i lavori dovrebbero finire verso la metà di Ottobre. Viene da dire giusto in tempo per dimostrare a qualche povero turista straniero che verrà fin qui pensando di trovare una magnifica cattedrale vegetale, che in Italia gli ottimisti ad Expo ci credono fino in fondo...

M5S Lodi

 

treni-collasso"Per l'ennesima debacle di Trenord non ci bastano le scuse, quelle semmai potranno soddisfare il Governatore Maroni la cui Giunta ha impunemente rinnovato il contratto per la gestione del servizio ferroviario lombardo con affidamento diretto senza controllare le capacità e i numeri di un'azienda evidentemente non in grado di garantire il servizio", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, commenta le scuse dell'azienda di trasporto pubblico per i continui disservizi, tra soppressioni di treni, ritardi e aria condizionata non funzionante.

"Maroni dovrebbe assumersi la piena responsabilità politica per quanto sta accadendo. Non solo gli indici di puntualità sono i più bassi dal 2012, quando si sfioravano il 90%, ma non è stato attuato alcun piano per la manutenzione pre-estiva degli impianti di condizionamento. Trenord scopre solo oggi le condizione della propria flotta? Maroni si accorge solo oggi di quanto sia stato grave e miope affidare a Trenord la gestione del servizio? L'8 luglio scorso presentavamo un'interrogazione sul collasso dei treni lombardi, tra soppressioni e ritardi. Sono mesi che con Trenord siamo al limite; chi guida la Regione evidentemente non è in grado di cambiare le cose", conclude Nanni.

concorrenzaL'Assessore Valentina Aprea, nell'aprile scorsoaveva invitato gli studenti lombardi a Expo offrendo agevolazioni per il pranzo da McDonald's : "McDonald's: per il solo mese di Maggio offrirà una soluzione ristorativa scontata. Per i più piccini che tipicamente mangiano l'Happy Meal, sarà offerto gratuitamente il gelato (o equivalente). Per i più grandi, il menu sarà scontato del 50%.".

Il M5S Lombardia si era rivolto con una segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha esaminato il caso l'1luglio scorso ravvisando la sussistenza di una pratica di concorrenza sleale nell'invito rivolto ai giovani studenti lombardi. L'AGCM ha inviato una lettera di richiamo al Presidente della Lombardia Roberto Maroni e all'Assessore all'Istruzione Valentina Aprea.

L'AGCM scrive: "l'Autorità ha deliberato di inviare un parere [...] al Presidente della Regione Lombardia e all'Assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Lombardia nel quale viene sottolineata l'esigenza di non adottare nuove iniziative, quale quella esaminata nel caso di specie, che, favorendo un operatore a discapito degli operatori concorrenti, appaiono avere portata discriminatoria e anticoncorrenziale".

Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle Lombardia, commenta: "Con  troppa leggerezza Aprea aveva archiviato la questione e non aveva ritirato la convenzione come chiedeva una nostra mozione; Maroni e la sua Giunta hanno preso un cartellino giallo dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Al di là del grave invito agli studenti lombardi a nutrirsi di junk food, che non è certo educazione alimentare utile a prevenire malattie in età evolutiva, dimostra che i partiti usano Expo solo per fini strumentali. Maroni lo fa come il Pd che in Expo organizza le sue assemblee nazionali. Ai lombardi evidentemente mancava una Giunta regionale che fa pubblicità alle multinazionali alterando il mercato e favorendo la concorrenza sleale".

In Italia, è un dato di fatto, per spostarsi si usa principalmente l'automobile, infatti il tasso di motorizzazione e di pluri-motorizzazione delle famiglie italiane è tra i più alti d'Europa. Ma la crisi finanziaria ha in parte incrinato questa tendenza e i proprietari di auto sono diventati sempre più sensibili all'aumento dei prezzi del carburante, dei costi di parcheggio e alle imposizioni locali come pedaggi e tasse sul traffico.

In questo contesto è compito delle istituzioni, non solo attrezzare le città di sistemi di car e bike-sharing, ma anche promuovere concretamente buone pratiche e forme di mobilità che possano migliorare la qualità della vita dei cittadini, come quelle basate sulla condivisione di un'auto privata da parte di un gruppo di persone che si muovono per lavoro, studio o altre attività lungo lo stesso percorso: il car pooling.

Si tratta di una applicazione al settore del trasporto della cosiddetta sharing economy, una forma di economia della condivisione in via di diffusione soprattutto nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti, e su cui, come accade spesso in tema di innovazione, l'Italia è rimasta indietro.

Basta analizzare un po' di dati per capire quali vantaggi porterebbe la diffusione del car pooling. La mobilità nel nostro paese e' sempre più un fenomeno locale con spostamenti a breve raggio che, per lo più, avvengono all'interno della città o nel suo hinterland, e la somma degli spostamenti passeggeri al di sotto di 10 Km vale infatti il 70% del totale. Quindi aumentare il tasso di occupazione dei veicoli in città e zone limitrofe, che oggi è pari a 1,2 passeggeri, comporterebbe un immediato abbattimento della congestione del traffico veicolare e dell'inquinamento, un risparmio energetico nonché unariduzione del rischio di incidentalità e un'ottimizzazione dei parcheggi. Insomma, se viaggiassimo con automobili piene, condividendo i posti liberi, risparmieremmo nel nostro Paese ogni anno  ben 40 miliardi di tonnellate di CO2!

Allora perché non cambiare marcia? Perché non mettere in campo delle politiche capaci di mutare nel tempo l'approccio culturale delle persone? Perché non fare in modo che il sistema passi da una nicchia, dai "pionieri" della mobilità alternativa, alla gente comune?

Questo è lo scopo del nostro progetto di legge, ad oggi depositato sul LEX Lombardia (link Yt) per il confronto con i cittadini, che prevede:

-          forme di promozione e di comunicazione capillare: fare in modo che enti pubblici e imprese con più di 250 addetti riservino nel loro sito internet uno spazio alle informazioni sul car pooling. Questi soggetti, fornendo informazioni ai propri dipendenti o clienti sui sistemi di mobilità alternativa per muoversi  per raggiungere le proprie sedi, diventerebbero così parte attiva e responsabilizzata di un processo di informazione e di formazione dei cittadini;

-          campagne annuali di informazione e di educazione alla mobilità alternativa e sostenibile, con particolare riguardo al car pooling, promosse dall'Assessorato infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia.

Appena la proposta di legge avrà terminato il suo iter sul LEX la depositeremo ufficialmente in Regione. Su questo tema ci aspettiamo una risposta positiva da tutte le forze politiche: iniziamo a dare il buon esempio!

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale M5S Lombardia

carpooling

 

Certosa-esposto-archiviato

Riconosciuto il degrado del monumento e la mancata titolarità dei frati, ma il GIP non va oltre. Proseguiremo con nuove azioni legali a tutela del monumento.

A dicembre 2013 la Consigliera Regionale M5S presentò un esposto alla Procura della Repubblica sullo stato di avanzato degrado del complesso monumentale in cui segnalava due possibili filoni di inchiesta. Il primo concerneva l'avanzato stato di degrado del monumento e il secondo la sua occupazione e gestione da parte dei frati cistercensi nonostante non esista alcuna "convenzione" con il Demanio che è proprietario del complesso monumentale.
Iolanda Nanni dichiara: "La mia denuncia era basata su una serie di documenti ufficiali del Demanio, fra cui i verbali dei tavoli tecnici sulla gestione della Certosa e la scheda dello studio ARCUS 2009 dai quali emergeva che il monumento necessita d'interventi ordinari e straordinari per un valore di 30 milioni di euro che certificano che il complesso monumentale "non presenta requisiti minimi indispensabili di messa a norma e sicurezza" e versa in una situazione "di imminente pericolo" per via della presenza di "strutture pericolanti" e "a rischio crollo", di conseguenza "non vi è garanzia per l'incolumità dei visitatori". Inoltre, i verbali che ho prodotto agli atti attestano che "Attualmente il monastero è occupato da otto frati cistercensi: fra Demanio e frati non è stato sottoscritto alcun contratto d'uso, perché tale atto potrebbe configurarsi come convenzione a titolo gratuito e comporterebbe per i frati un obbligo di manutenzione"; di conseguenza "essi risultano occupanti senza un preciso titolo".

"A seguito dell'esposto -  continua Iolanda Nanni -  fu subito ordinata una ricognizione dei Vigili del Fuoco presso il monumento, in cui furono effettivamente riscontrate e transennate parti del monumento in grave stato di degrado che potenzialmente ponevano a rischio l'incolumità pubblica. Ciò nonostante, fu disposta l'archiviazione del mio esposto. A questo provvedimento, mi sono opposta nel 2014 mediante un atto di opposizione all'archiviazione. Ad aprile 2015 il GIP mi notificò una convocazione per sentirmi, dopo di che dispose la riserva. A fine aprile 2015 fu sciolta la riserva e fu disposta la definitiva archiviazione con un decreto che ne indica le motivazioni (SCARICA QUI) e che mi è stato notificato il 10 luglio scorso"

"Dall'esame delle motivazioni del GIP,  - prosegue Iolanda Nanni - emerge che il mio esposto sia stato archiviato sulla base di due argomentazioni. La prima è la non sussistenza del pericolo per la pubblica incolumità: il Giudice ha infatti riconosciuto lo stato di degrado del monumento, ma sostiene che non sussista pericolo per la pubblica incolumità poiché i Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza le parti a rischio. Nessun accertamento è stato invece disposto rispetto alle responsabilità sullo stato di grave degrado che ha portato al transennamento e chiusura al pubblico di quelle parti che evidenziavo essere in grave stato di degrado. I turisti quindi potranno sempre meno godere della visita al monumento, la cui fruibilità è stata ulteriormente limitata proprio a causa del grave stato di degrado di alcune parti dello stesso."

"La seconda argomentazione del giudice, che, peraltro ha del surreale - continua Nanni - è relativa alla mancanza di titolarità dei frati sul bene demaniale che viene riconosciuta come tale ma, al contempo, il GIP osserva che non vi è alcun reato in quanto si deve presumere che detta occupazione "abusiva", ovvero senza alcun titolo, sia priva di scopi di lucro poiché i frati si sono insediati nella Certosa con finalità religiose nel lontano 1968. Pazienza se la convenzione, regolarmente stipulata in quegli anni, è poi scaduta nell'ormai lontano 1983, e non più rinnovata, ciò viene considerato del tutto normale. E francamente mi risulta incomprensibile la ratio della presunta assenza di fini di lucro, dato che i frati da anni gestiscono un negozio che vende prodotti all'interno del complesso e ricevono cospicui "oboli" in danaro dalle migliaia di visitatori, al termine della visita al monumento."

"Per questi motivi - conclude Iolanda Nanni - tale archiviazione mi appare surreale. Sembra che sulla Certosa di Pavia sia calato un incantesimo e nessuno, a partire dalle forze politiche alla magistratura,intenda fare nulla per accertare le responsabilità sullo stato di degrado di un bene che è patrimonio dello Stato e quindi della collettività, né voglia ripristinare la legalità, chiudendo gli occhi di fronte a una situazione palesemente irregolare che, oltre tutto, danneggia lo Stato perché priva il bene della possibilità di essere fruito appieno dai turisti e di generare quei benefici, in termini di indotto economico ed occupazionale, al territorio pavese che un complesso monumentale meraviglioso e di grande pregio artistico e architettonico potrebbe portare. Il M5S è l'unica forza politica che ha denunciato (documenti alla mano!) questa situazione e non ci fermeremo ma, nell'interesse dei cittadini e a tutela del monumento, ci riserveremo ulteriori vie legali."

 

VIADANA - 20 LUGLIO. Il M5S Viadana ha protocollato Lunedì 20 Luglio una mozione, da inserire nell'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale del 28  Luglio, per la costituzione della COMMISSIONE ANTIMAFIA E DI PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITA'.

Un'altra tappa importante del percorso ANTIMAFIA e della promozione della LEGALITA' da parte del M5S Viadana, partito nel 2011 con diversi incontri pubblici e informativi grazie alla collaborazione di esperti del settore, e che ora potrebbe vedere per la prima volta nella Storia viadanese la costituzione di una commissione  antimafia.

La novità della mozione sará appunto l'istituzione di una commissione permanente che preveda la partecipazione di tutte le forze politiche elette in consiglio comunale, ma sostenuta  anche dalla collaborazione di professionisti, comitati di cittadini e associazioni di volontariato e di categoria al fine di indirizzare l'Amministrazione comunale alla predisposizione di idonei e incisivi strumenti per contribuire alla prevenzione e al contrasto del radicamento delle associazioni di tipo mafioso.

La commissione lavorerà inoltre per promuovere la cultura della legalità e dell'antimafia come elemento fondamentale per la crescita sociale, civile ed economica della comunità,  coinvolgendo in modo particolare le scuole grazie alla promozione di progetti didattici.
Secondo la proposta presentata, la nuova Commissione non comporterà ulteriori spese alle casse del Comune, infatti la partecipazione dei consiglieri alla stessa dovrà essere gratuita e i partecipanti rinunceranno al gettone di presenza.

La Commissione Antimafia, oltre ad essere uno strumento concreto di proposte per l'amministrazione, sarà un forte segnale istituzionale di contrasto alle organizzazioni mafiose dopo le intercettazioni del 2006 del boss Lentini "Viadana è nostro" emerse nell' "Operazione Pandora" e le dichiarazioni importanti del procuratore generale Pier Luigi Maria Dall'Osso che, all'inaugurazione dell'anno 2015 giudiziario,  confermò il forte radicamento dell' 'ndrangheta nel territorio viadanese.

Da parte del Gruppo consiliare M5S si auspica la discussione in aula nel prossimo consiglio e l' adesione unanime dei consiglieri sia per il valore della proposta, sia per le adesioni positive dei due candidati sindaco al ballottaggio in merito alle proposte avanzate dal M5S Viadana.

 

M5S VIADANA

hacking team

Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione a risposta scritta sul caso di Hacking Team, azienda specializzata nello sviluppo e gestione di software-spia utilizzati da forze dell'ordine e agenzie di sicurezza interna ed esterna di molti Paesi, che nei giorni scorsi è stata vittima di un attacco informatico grazie al quale sono stati diffusi on-line documenti interni e codici sorgenti dei prodotti. Hacking Team ha il 26,03% del capitale detenuto dalla società di investimento Finlombarda Gestioni SGR, una società per azioni, il cui capitale sociale è detenuto al 100% da Finlombarda S.p.A., la società finanziaria di Regione Lombardia.

Il M5S vuole fare chiarezza sui rapporti tra l'Azienda e Regione Lombardia, anche sulla base delle notizie di stampa che sono uscite in questi giorni sull'attività di Hacking Team, come ad esempio la vendita dei propri prodotti a Paesi come Azerbaijan, Egitto, Etiopia, Kazakistan ecc. e che i vertici di HT cercavano di avvantaggiarsi attraverso materiale sottratto da altri ai concorrenti e ne rendevano edotti i soci-investitori, tra cui appunto Finlombarda. Il M5S chiede in particolare a partire da quale anno Regione Lombardia tramite Finlombarda Gestioni SGR finanzi o abbia finanziato l'azienda Hacking Team; quanto ammonti l'investimento di Finlombarda Gestioni SGR in Hacking Team; quali pratiche etiche Finlombarda Gestioni SGR applica nell'erogazione di finanziamenti alle imprese; quali controlli abbia effettuato Regione Lombardia sull'azienda Hacking Team, e le conclusioni di tali controlli; se corrisponda al vero che Hacking Team abbia inviato comunicazione a Finlombarda Gestioni SGR dei dati violati ad altra società concorrente, se Regione Lombardia, tramite Finlombarda Gestioni SGR, sia entrata in possesso di questi dati e  come abbia agito una volta avuti; quali determinazioni intenda prendere Regione Lombardia alla luce dei fatti accaduti sulla partecipazione, tramite Finlombarda Gestioni SGR, alla società Hacking Team.

I consiglieri regionali del M5S spiegano: "Tra i file riservati violati, emergono fatture per la fornitura di sistemi informatici ai nostri servizi segreti e a quelli di alcuni regimi dittatoriali nel mondo, rapporti di cui  l'azienda era già stata accusata in passato. Sul rapporto tra un'istituzione pubblica come Regione Lombardia e Hacking Team va fatta totale chiarezza".

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Dura opposizione in aula (VIDEOdel Movimento 5 Stelle sulla Riforma della Sanità. Grazie a oltre 15 mila ordini del giorno e circa 150 emendamenti la seduta del consiglio si è protratta anche in notturna per quattro giorni. Una dura resistenza per fermare una riforma, scritta in pieno stile formigoniano,  che ha costretto Maroni, per evitare almeno 100 sedute di consiglio prima di arrivare al voto finale sul testo di legge, ad aprire un tavolo con le minoranze.

Al tavolo il M5S ha presentato le sue priorità sulla riforma che riguardano in particolare la stabilizzazione dei precari, i controlli per evitare gli scandali e lo stop alla svendita del patrimonio pubblico:

TICKET: introdurre il principio della progressività del superticket e l'esenzione totale per redditi annui al di sotto dei 32 mila euro

AGENZIA di CONTROLLO: rafforzarne l'indipendenza; prevederne l'attività diretta sugli erogatori con diffusione pubblica dei risultati; prevederne anche attività di valutazione della soddisfazione degli utenti.

STABILIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO

NOMINE MANAGER: prevedere la creazione di una short-list dei migliori candidati, individuata dalla Commissione di valutazione; prevedere la valutazione dei manager anche secondo criteri attinenti i risultati di salute e i miglioramenti organizzativi.

RUOLO ENTI LOCALI: individuare e organizzare i Distretti sociosanitari come articolazione delle ASST prevedendo la partecipazione degli Enti Locali anche a questo livello, anche attraverso la previsione del Piano Sociosanitario Territoriale.

PREVENZIONE: rafforzare gli interventi di prevenzione favorendone una gestione integrata tra i sistemi delle politiche ambientali, formative e culturali, attraverso un'integrazione tra i dipartimenti delle ATS e i servizi territoriali delle ASST.

SPOSTAMENTO PRESA IN CARICO E CURE PRIMARIE DA ATS NELLE ASST: prevedere gestione, organizzazione, amministrazione dei Medici di Medicina Generale nelle ASST.

REVISIONE DEL SISTEMA DI FINANZIAMENTO: abolizione della ex l. 34/2007 (Legge Daccò); funzioni non tariffabili: drastica riduzione degli indicatori delle FnT, lasciando a forfait solo quelle impossibili da tariffare; individuare un sistema di DRG premiante l'appropriatezza.

SEMPLIFICAZIONE DELL'ACCESSO AI SERVIZI E TRASPARENZA: prevedere il pagamento del ticket e il ritiro dei referti degli esami anche on line e in tutte le farmacie. Trasparenza e obbligo pubblicazione delle performance degli ospedali.

RIDUZIONE DELLE ATS, semplificazione dell'organismo di programmazione.

Maggioranza e opposizione torneranno a incontrarsi mercoledì 22 luglio per valutare proposte emendative che possano migliorare una riforma che al momento non pone alcuna discontinuità con la Sanità voluta da Formigoni, che accelera la privatizzazione e lascia annegare le strutture pubbliche nei soliti problemi di ticket eccessivi, liste d'attesa infinite che magicamente scompaiono pagando la prestazione a una struttura privata e pronto soccorso intasatissimi.

Sulla sanità i lombardi chiedono un cambio di passo: stiamo combattendo con tutte le nostre forze per questo!

I portavoce del M5S Lombardia

risposta-Maroni

Ancora non possiamo cantare vittoria ma sicuramente, grazie al nostro lavoro come consiglieri regionali e al supporto degli attivisti, la nebbia che avvolge la questione delle bonifiche dei terreni su cui sorge Expo2015, per cui abbiamo imbastito un'azione potente di trasparenza fatta di richieste di accesso agli atti, audizioni e interrogazioni, che hanno fin qui sbattuto contro il muro di gomma delle istituzioni, inizia a diradarsi.

Infatti abbiamo avuto risposta alla lettera aperta rivolta al Presidente Maroni in cui chiedevamo espressamente che i costi di bonifica, circa 25 milioni di euro, non ricadano sui cittadini, cittadini che per questa esposizione universale hanno già pagato abbastanza con la speculazione iniziale dei terreni, la corruzione e i tentacoli d'asfalto che in nome di Expo hanno cancellato per sempre terreni trasformandoli in nuove autostrade e tangenziali totalmente inutili e a tutt'oggi deserte.

Il Governatore ha quindi dato mandato al consigliere di Regione Lombardia presente nel Consiglio d'Amministrazione Domenico Aiello di inserire all'ordine del giorno del prossimo CdA (a fine luglio) le tematiche relative alle bonifiche ambientali dei terreni Expo 2015, come da nostra richiesta! E lo stesso Aiello ha richiesto espressamente la mia presenza durante la seduta del Cda in questione.

Siamo di fronte a un primo passaggio importante per arrivare alla quantificazione "reale" dei costi delle bonifiche ambientali e, soprattutto, per rivalersi nei confronti di Arexpo e mettere al riparo i cittadini lombardi da un nuovo salasso.

Su questo tema niente e nessuno potrà distoglierci dal nostro obbiettivo finale: il conto delle bonifiche dei terreni sui cui sorge Expo non deve ricadere sui contribuenti ma deve essere fatto pagare ai proprietari iniziali dei terreni, famiglia Cabassi e Fondazione Fiera, principalmente!

Silvana Carcano - Portavoce Regionale M5S Lombardia

pedemontana generico

Fin ad oggi la politica locale aveva raccontato favole su Pedemontana. Mi fa piacere che i sindaci e il presidente della Provincia comincino a fare i conti con la realtà, dicendo quello che noi del M5S raccontiamo ai cittadini da anni: mancano miliardi di euro per concludere il progetto e le stime di traffico previste nel progetto originale sono del tutto sballate. E finalmente anche la Regione Lombardia, tramite l'assessore regionale Sorte, sta dando qualche segnale di abbandono della ridicola difesa ad oltranza di Pedemontana.

Ora i sindaci e la provincia propongono un piano B, che prevede alcune modifiche tra cui lo stralcio dell'ultimo tratto (quello bergamasco), l'eliminazione della terza corsia del tratto B2 e il mantenimento dello svincolo esistente a Desio al posto di quello faraonico previsto dal progetto originale. Con questi adeguamenti si risparmierebbero 1 miliardo e 300 milioni.

Peccato che anche questo piano B sia del tutto insostenibile dal punto di vista finanziario, si passerebbe da un buco di 3 miliardi ad uno di 1 miliardo e 700 milioni... non proprio bruscolini! Ed è anche sbagliato perché, ancora una volta, insiste sulla mobilità stradale e sul consumo di suolo e non sul trasposto pubblico e sull'efficientamento della rete stradale esistente. Lo capirebbe anche un bambino che le previsioni di traffico (-42% rispetto ai piani originari) e la mancanza di fondi impongono l'abbandono totale del progetto e non la proposta miope di una "Pedemontana in tono minore". Questo accanimento terapeutico su Pedemontana è miope e senza senso.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia

Protesta in consiglio regionale dei nostri portavoce contro la riforma della #sanità di Maroni! Ora pronti alle barricate, giorno e notte! I cittadini volevano un taglio netto col passato, Maroni invece accelera la privatizzazione messa in atto da Formigoni. Per questo ci siamo presentati in aula così, tutti devono sapere! DIFFONDI IL VIDEO!Le ragioni del NO e le nostre proposte -> http://goo.gl/9Jzz2g

Posted by MoVimento 5 stelle Lombardia on Martedì 14 luglio 2015




Non abbiamo depositato oltre 15 mila ordini del giorno e centinaia di subementamenti per tirarla per le lunghe, ma per utilizzare gli strumenti a disposizione per migliorare il progetto di legge e per aprire un dibattito che non c'è mai stato e che ci è stato negato in Commissione. Vogliamo che i lombardi abbiano un servizio degno delle tasse che pagano e inserire nella sanità anticorpi che impediscano gli scandali del passato con controlli seri e appropriati. Come sempre entriamo nei contenuti, ci sederemo al tavolo con questo spirito nella speranza che non sia l'ennesimo giro a vuoto per la Sanità lombarda!

Dario Violi - Capogruppo portavoce regionali M5S Lombardia

 

Dopo le notizie di stampa nazionali, Danino Toninelli deputato del M5S, e Iolanda Nanni consigliera regionale in Lombardia, due portavoce provenienti dal quel territorio, hanno voluto toccare con mano la situazione in cui versa l'Istituto Superiore Ciro Pollini di Mortara (Pv).

Il resoconto, riassunto nel commento dei due portavoce, mette i brividi.

"Ne siamo usciti feriti, pervasi dalla vergogna verso quella parte di Stato che ha permesso questo scempio. Ventuno classi con 500 studenti, ospitate in un fabbricato degradato, maleodorante e pericolosoper la salute fisica e mentale di studenti e operatori scolastici.

Il tutto nella "grande" Lombardia tanto osannata dai leghisti, nella Lombardia dell'"efficienza.  Il tutto nonostante la propaganda del Presidente del Consiglio sulla sua "buona scuola".

Un inferno che va avanti dal 2004 e che le Istituzioni, a tutti i livelli, hanno sino ad oggi ignorato. Un inferno in cui studenti, insegnanti e genitori sono uniti nell'avvilente sensazione di impotenza.Abbandonati anzi offesi dalle Istituzioni che a Roma tagliano fondi per la scuola pubblica e a livello locale (provincia e comune) non si muovono nemmeno per accedere agli spiccioli del fondo statale per laristrutturazione edilizia delle scuole più degradate.

Per tutti questi motivi, ci attiveremo immediatamente, sia in sede regionale per consentire a questi 500 studenti di poter ricominciare l'anno scolastico in aule più dignitose, sia in sede nazionale, per segnalare questa e tutte le altre scuole che si trovano in questo vergognoso stato di degrado ed abbandono istituzionale, individuando le responsabilità politiche di quanto sinora accaduto.

Ci metteremo subito a lavorare e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Un grazie particolare alla Preside dott.ssa Elda Frojo per la disponibilità che ci ha concesso e per il coraggio e la passione con cui difende il diritto allo studio dei suoi 500 ragazzi."

Danilo Toninelli, Portavoce M5S Camera e Iolanda Nanni, Portavoce M5S Lombardia

Protesta in consiglio regionale dei nostri portavoce contro la riforma della #sanità di Maroni! DIFFONDI IL VIDEO!I cittadini volevano un taglio netto col passato, Maroni invece accelera la privatizzazione messa in atto da Formigoni. Per questo ci siamo presentati in aula così, tutti devono sapere!Faremo le barricate, giorno e notte! Le ragioni del NO e le nostre proposte ->

Posted by MoVimento 5 stelle Lombardia on Martedì 14 luglio 2015




La riforma della sanità di Maroni, in discussione da oggi in Consiglio Regionale, non smantella il sistema formigoniano ma accelera la privatizzazione messa in atto da Roberto Formigoni. Chiediamo a Maroni, in difficoltà nel soddisfare le richieste cielline e dei privati, di rispedire il testo di legge in Commissione. Sulla sanità i lombardi chiedono un cambio di passo e il superamento di un sistema che ha generato fin qui scandali e la sottrazione di risorse pubbliche a favore di aziende private. Questa legge invece mantiene in vita il poltronificio sanitario lombardo e il clientelismo dei partiti e introduce inutili e meccanismi di controllo.

Se così non fosse, se intenderanno approvare una legge che non migliorerà i servizi nell'ambito socio-sanitario lombardo, promettiamo a Maroni un "Vietnam" in aula, giorno e notte, per ostacolare il testo della maggioranza a favore delle proposte emendative, a misura di cittadino, del Movimento 5 Stelle:

1) impossibilità di aprire un servizio sanitario privato immediatamente dopo che è stato tolto lo stesso servizio a una struttura pubblica

2) l'agenzia di controllo deve essere indipendente e controllare gli enti erogatori

3) istituzione di un osservatorio epidemiologico che renda pubblici tutti i dati sulla Sanità lombarda

4) uffici di pubblica tutela dei cittadini

5) maggior coinvolgimento dei medici di famiglia per la sanità territoriale

6) ticket progressivi in base al reddito

7) stabilizzazione del personale precario

A meno di un atteggiamento più dialogante della Maggioranza, non concederemo sconti, a costo di sacrificare le nostre notti in Consiglio Regionale.  Eccellenza non può essere sinonimo di ticket eccessivi, liste d'attesa infinite che magicamente scompaiono pagando la prestazione a una struttura privata, pronto soccorso intasatissimi, lotta agli appalti e direttori generali indagati. I lombardi meritano davvero di più!

Dario Violi e Paola Macchi - Consiglieri Regionali del M5S Lombardia

 

 

E' un no  senza sconti quello del Movimento 5 Stelle Lombardia alla riforma della Sanità Regionale di Roberto Maroni. Il Movimento ha predisposto oltre 10 mila ordini del giorno e 1500 emendamenti (attualmente sono stati depositati 5 mila ordini del giorno e oltre 400 emendamenti) per bloccare il dibattito sulla riforma e costringere la Maggioranza a emendare una legge che i 5 stelle definiscono "una truffa: è solo make up legislativo, si promette di cambiare tutto per non riformare nulla".

Per Dario Violi, capogruppo di M5S Lombardia, e Paola Macchi, consigliere regionale di M5S Lombardia, che hanno tenuto una conferenza stampa alla vigilia della discussione in Consiglio regionale, "l'aula sarà un Vietnam: questa riforma non è stata discussa in Commissione e deve essere ripensata per la gente e non solo per fare i comodi dei politici, a partire dalla sua evidente intenzione di privilegiare il privato a scapito del pubblico. La legge mantiene in vita il poltronificio sanitario lombardo e il clientelismo dei partiti e introduce inutili e meccanismi di controllo. Se approvata così com'è la riforma non migliorerà i servizi nell'ambito socio-sanitario lombardo".

Sono sei i punti di questa riforma sanitaria maggiormente contestati dal Movimento 5 Stelle della Lombardia:

1) soldi pubblici alla sanità privata con reinserimento della Legge Dacco e le funzioni non tariffabili

2) mancanza di controlli sugli erogatori di servizi

3) riduzione delle ATS da 8 a 5 per aree omogenee

4) mancanza di soluzioni concrete per i problemi quotidiani lamentati dai cittadini come il costo eccessivo dei ticket e le liste d'attesa infinite

5) riduzione solo apparente di poltrone

6) presunto efficientamento e riduzione della spesa sanitaria regionale non supportati da dati concreti

7) assenza di qualunque iniziativa per la salute mentale

Tra le proposte emendative del Movimento 5 Stelle:

1) impossibilità di aprire un servizio sanitario privato immediatamente dopo che è stato tolto lo stesso servizio a una struttura pubblica

2) l'agenzia di controllo deve essere indipendente e controllare gli enti erogatori

3) istituzione di un osservatorio epidemiologico che renda pubblici tutti i dati sulla Sanità lombarda

4) uffici di pubblica tutela dei cittadini

5) maggior coinvolgimento dei medici di famiglia per la sanità territoriale

6) ticket progressivi in base al reddito

7) stabilizzazione del personale precario

"I nostri ordini del giorno - spiegano i portavoce del M5S - affrontano temi ignorati da una Maggioranza più attenta a generare nuove poltrone che ai bisogni concreti dei lombardi. Chiediamo innanzi tutto che la prevenzione  sia una priorità che deve essere portata avanti da tutti gli operatori sanitari e non solo, la sanità deve occuparsi anche di prevenzione primaria a livello ambientale. Il nostro obiettivo deve essere mantenere le persone sane, ancor prima di curarle quando si ammalano".

Violi e Macchi concludono: "Sulla Riforma della Sanità, a meno di un atteggiamento più dialogante della Maggioranza, non concederemo sconti, a costo di sacrificare le nostre notti in Consiglio Regionale.  Eccellenza non può essere sinonimo di ticket eccessivi, liste d'attesa infinite che magicamente scompaiono pagando la prestazione a una struttura privata, pronto soccorso intasatissimi, scandali per appalti e direttori generali indagati. I lombardi meritano davvero di più".

 

Milano, 13 luglio 2015

 

Avete sentito l'ultima idea del Pd? Vogliono fare l'assemblea nazionale a #Expo.Quando l'abbiamo saputo abbiamo registrato questo messaggio per loro!Condividetelo con tutti! STOP all'arroganza del Pd!

Posted by MoVimento 5 stelle Lombardia on Venerdì 10 luglio 2015




E' oltremodo da parte del Partito Democratico pretendere di appropriarsi di un'esposizione universale per fare da vetrina a un'assemblea nazionale di partito. Expo non è il cortile del PD e non può prestarsi a questa strumentalizzazione smaccata. Non ci prendano poi in giro rassicurandoci sul fatto che pagheranno quanto dovuto. Quanto dovuto non è mai abbastanza visto che i cittadini stanno pagando i danni enormi che il partito ha fatto, e continua a fare al Governo del paese. Se poi pagheranno lo faranno con i rimborsi elettorali,  denaro sottratto ai cittadini che il M5S ha restituito al pubblico. Peggio, la maggior parte dei parlamentari e consiglieri regionali del PD che parteciperanno a Expo hanno richiesto il pass gratuito e rischiano di non sborsare nemmeno un euro per il biglietto di Expo. Insomma, sarà un'assemblea nazionale a sbafo e l'auspicio è che chi di dovere dica un no chiaro ad un ospite sgradito che si è autoinvitato e pretende di pagare con soldi di altri"

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia

trita-inerti

La Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni ha inviato una lettera aperta (SCARICA QUI) al Presidente della Provincia di Pavia per segnalare la grave compromissione, sotto il profilo ambientale e sanitario, del territorio pavese. In particolare, la lettera fa riferimento all'ennesimo progetto industriale per un impianto di trita-inerti da 400.000 tonnellate/annue a Landriano (PV) che rischierebbe di compromettere ulteriormente un territorio che non può più sopportare nuove fonti inquinanti.

"Mi domando - dichiara Iolanda Nanni - se la cittadinanza sia stata dovutamente informata di quello che sarà il più grosso impianto industriale trita-inerti di Italia. Sul territorio di Landriano e Comuni limitrofi, dove la ditta proponente vorrebbe insediarlo, insistono già impianti fortemente impattanti: una cava per l'estrazione di ghiaia (Cava ATE g60), un impianto di trattamento fanghi (ALAN s.r.l.), tre allevamenti intensivi e tre impianti energetici a biogas, nonché l'impianto chimico, a rischio di incidente rilevante, Bitolea. Inoltre, sempre nel medesimo territorio sorgono già tre logistiche e due sono in fase di approvazione. Il progetto di impianto di trita-inerti da 440.000 tonnellate annue è, peraltro, proposto da ECOGREEN s.r.l., società avente lo stesso proprietario e legale rappresentante di SIB s.r.l., proponente della logistica da 200.000 mq, sulla quale mi sono attivata in Regione depositando l'8 luglio un'interrogazione".

"Nella mia lettera aperta alla Provincia di Pavia, che dovrà decidere sull'autorizzazione, ho ritenuto doveroso sollevare alcune gravi criticità relative a questo progetto industriale di trita-inerti che, date le dimensioni, sarebbe il più grande impianto industriale di questa tipologia in tutta Italia. E' evidente che la movimentazione in entrata ed uscita di rifiuti edili per un totale di 440.000 tonnellate annue comporterà un ingente passaggio di camion, con relative emissioni di polveri sottili e diossine, in un territorio su cui già insistono 5 logistiche. Peraltro, in un contesto con un'infrastrutturazione viaria debole e inadatta a sopportare un tale peso. Inoltre il diritto comunitario prevede la consultazione dei cittadini residenti di fronte a progetti potenzialmente impattanti, ma non ci risulta che la cittadinanza sia stata informata e pertanto ho invitato la Provincia di Pavia a coordinarsi con i Comuni interessati per informare i cittadini delle conseguenze che, sull'area, porterebbe un impianto industriale di tale portata, nonché avviare una consultazione che consenta alla cittadinanza di esprimersi al riguardo."

"Ancora una volta denunciamo che non siano avviate analisi sull'effetto inquinante cumulativo di tutti gli impianti che insistono su un determinato territorio, a livello inter-comunale (e non solo comunale come troppo spesso avviene). Nessuna Istituzione dovrebbe procedere al rilascio di autorizzazioni, con superficialità, in assenza di tali fondamentali dati. Ho proposto infine di aprire un tavolo di confronto istituzionale sulle criticità ambientali e sanitarie non solo del Comune di Landriano ma anche di quelli limitrofi o prossimi interessati da impianti impattanti sulla salute e l'ambiente, al fine di individuare modalità concrete di maggiore tutela di un territorio già gravemente compromesso che non può più ospitare nuovi impianti impattanti, a partire proprio dall'enorme impianto industriale di trita-inerti sul quale chiedo di aprire un confronto con la cittadinanza."

Dopo-EXPO-labirinto

Il M5S Lombardia ha ribadito, nel corso della seduta della Commissione Territorio, la necessità di un'audizione urgente con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il Commissario Sala.

"Maroni, piuttosto che perdere il tempo a rispondere al Commissario Sala a mezzo stampa, deve spiegare ai lombardi la strategia politica della sua Giunta, visto che dice di avere le idee chiare sul dopo Expo. Al momento la sua idea di un Expo provvisorio potrebbe essere paragonata ai piani b a cui ci ha abituato il Governo Renzi, e cioè è inesistente", dichiara Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Sul Dopo Expo abbiamo bisogno di discutere di progetti realistici, anche per il rispetto dovuto al Rettore Vago che ha proposto alla città e alla regione un'idea concreta. C'è poi da valutare attentamente il tema delle bonifiche che spettano ai proprietari del sito e non ai cittadini e su cui abbiamo sollecitato ieri Maroni senza aver ricevuto alcuna risposta. Un'audizione insomma potrebbe chiarire numerosi questioni aperte, le istituzioni elettive esistono per questo motivo", conclude Carcano.

 

Aler-pulizie

A seguito della decisione unilaterale di ALER Milano di tagliare i servizi di pulizia delle case popolari di Milano, con l'assurda motivazione dell'elevato tasso di morosità, la consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, durante la seduta di Commissione V tenutasi in data 9 luglio 2015 ha protestato e invitato l'Assessore Regionale alla Casa a intervenire per impedire la riduzione del servizio.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S dichiara: "Ieri ho interrogato l'Assessore Sala sul caso del taglio dei servizi di pulizie annunciato da ALER Milano, denunciando che un'azienda pubblica con scopo sociale come ALER Milano non può permettersi azioni punitive verso gli inquilini. Inoltre, ho rilevato che fosse quanto meno imbarazzante che l'azienda regionale prenda certe decisioni senza informare, né confrontarsi preliminarmente con l'Assessorato Regionale alla Casa. Prendiamo atto che, a seguito delle nostre proteste, l'Assessore Sala, ammettendo di non essere stato informato della cosa che ha appreso dagli organi di stampa, ha dichiarato che non vi sarà interruzione o riduzione del servizio di pulizia."

"ALER Milano - prosegue Nanni - non si è certo dimostrata un'azienda virtuosa in questi anni, accumulando un'esposizione finanziaria pari a circa mezzo miliardo di euro, esposizione che è causata - come accertato dalla Commissione di Inchiesta -  da inefficienza e incapacità gestionale, nonché conseguenza diretta dei mancati controlli da parte di Regione Lombardia. Sul punto, in seduta di Commissione V, l'Assessore Sala ha risposto alla mia interrogazione sul debito astronomico accumulato anche dalla sua società partecipata ASSET (controllata al 100% da ALER Milano), confermando che sarà ALER Milano ad accollarsi questo ulteriore buco finanziario pari a oltre 100 milioni di euro. Ho chiesto anche se fosse stata attivata una struttura di controllo presso la Direzione Generale Casa e mi è stato risposto affermativamente: la struttura è operativa da tre mesi."

"L'ospitalità delle istituzioni dovrebbe essere impostata sul rispetto dei valori fondanti la nostra democrazia come l'antifascismo. Da questo punto di vista l'invito di un esponente di Forza Nuova, un movimento estremista di destra, a un dibattito regionale risulta imbarazzante e inopportuna", così Dario Violi, portavoce del Movimento 5 Stelle della Lombardia, commenta l'iniziativa organizzato da "Fuxia People people".

"Peraltro un convegno dal titolo 'Muro: protezione o divisione?' non ha nulla a che vedere con le politiche regionali a meno che Maroni voglia mettere un muro sul Po per fermare l'immigrazione. Da questo punto di vista invitiamo il Presidente Cattaneo a una maggiore attenzione nella concessione indiscriminata di spazi pubblici a consiglieri in cerca di facile polemica e altrettanto facile pubblicità", conclude Violi.

2 milioni

Altri due milioni di euro per la comunicazione legata all'evento Expo rastrellati nel misero bilancio dell'Assessorato alla Cultura nell'assestamento in bilancio sono un insulto ai cittadini. Per la cultura non si trovano risorse aggiuntive se non poche centinaia di migliaia di euro, per la comunicazione di Expo si impegnano 2 milioni" così Andrea Fiasconaro, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia commenta l'approvazione, con la non partecipazione al voto del M5S Lombardia, del documento di assestamento al bilancio in Commissione Cultura.

"500 mila euro andranno al discutibile padiglione Pianeta Lombardia a Expo, già oggetto di rifacimento, 500 mila in organizzazione, 500 mila in pubblicità e 700 mila in prodotti informativi e di comunicazione. Al momento non sono disponibili i dettagli delle spese e le somme erogate non hanno nessuna previsione di un ritorno certo. E' insomma la Lombardia che si guarda all'ombelico e parla di se stessa a se stessa: in questo stanziamento non c'è che scarsa utilità in una concreta promozione culturale", conclude Fiasconaro.

 

 

Le bonifiche di Expo non sono a carico dei cittadini: M5S scrive lettera aperta a Maroni

A quanto ammontano i costi per le bonifiche Expo? Per circa 8 mesi abbiamo chiesto documenti tramite accesso agli atti,  studiato tutte le carte ricevute, abbiamo fatto audizioni e interrogazioni, lottato contro il muro di gomma delle istituzioni ma alla fine lo abbiamo scoperto, con il fondamentale supporto degli attivisti: sono oltre 25 milioni di euro!

6 milioni di euro stimati da MM (non tutti trattenuti negli atti di compravendita), ulteriori 18 milioni di euro circa di costi aggiuntivi emersi durante i lavori di cantiere e provati da numerosi atti ufficiali, come gli atti di sottomissione di CMC e Mantovani, società vincitrici rispettivamente degli appalti "rimozione delle interferenze" e "realizzazione piastra" e icosti di bonifica, di cui attendiamo ancora una quantificazione,  che saranno necessari alla fine dell'evento espositivo per rendere  parte di quei terreni a destinazione d'uso residenziale e verde.

La nostra denuncia finora è stata ignorata, per questo chiediamo direttamente l'intervento del presidente Maroni, in qualità di socio di Expo e di primo cittadino della regione, perchéquesta spesa non ricada sui lombardi bensì su privati ed ex proprietari di quei terreni!

 Gent.mo Presidente Maroni, il M5S Lombardo si rivolge a Lei in qualità di socio al 20% di Expo 2015 che, attraverso un rappresentante, siede nel Consiglio d'Amministrazione della società stessa. 

La nostra richiesta, mediante questa lettera aperta, ha come obiettivo la salvaguardia degli interessi economici dei cittadini lombardi. Più volte abbiamo fatto presente che i terreni su cui sorge l'esposizione universale hanno subìto e subiranno attività di bonifiche ambientali con costi che si aggirano, almeno!, intorno ai 25 milioni (come da valutazioni e stime da noi effettuate, peraltro confermate dalla stessa società EXPO). A questi costi devono essere aggiunti quelli da stimare per far tornare i terreni a destinazione d'uso residenziale e verde, per consentire ai proponenti di progetti sul futuro di quell'area di immaginare attività non solo industriali o temporanee.

Come sa, in base al principio "chi inquina paga", Expo deve rendicontare con precisione i costi di bonifica ambientale, deve sottoporli ad Arexpo (la società proprietaria dei terreni) affinché quest'ultima si rivalga sui proprietari originari (tra cui Cabassi e Fondazione Fiera, socia di Arexpo).

Il nostro timore è che nell'inattività di tutti gli enti coinvolti siano sempre i contribuenti a pagare per le bonifiche mentre invece, a nostro avviso, quei soldi devono essere chiesti ai proprietari iniziali. 

Le chiediamo cortesemente di indicarci tempi e modalità con le quali porterà in Consiglio d'amministrazione di Expo 2015 il tema bonifiche ambientali.

Certi di un Suo positivo riscontro, La ringraziamo e La salutiamo.

 Il Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Lombardia

treni-collasso

Mentre in Lombardia, con l'arrivo dell'estate, stiamo assistendo a continue ondate di calore, con temperature elevate al di sopra dei valori usuali che perdurano da settimane, sulle linee ferroviarie si aggravano le condizioni di viaggio dell'utenza lombarda, costretta a subire giornalmente ritardi e soppressioni, problemi sulle linee elettriche e a viaggiare in vagoni-forno. Il M5S Lombardia, facendosi portavoce dell'utenza lombarda, ha depositato un'interrogazione per richiamare l'attenzione dell'Assessore Sorte sul caos treni.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione (SCARICA QUI): "Si tratta di una vera e propria emergenza sul servizio ferroviario regionale. Da settimane, continuiamo a ricevere segnalazioni dai Comitati pendolari e dall'utenza sulle pessime condizioni di viaggio e sui numerosi ritardi e soppressioni dei treni che sono costretti a subire ogni giorno. Fra i casi più gravi, c'è quello della linea Alessandria-Mortara-Milano dove da giorni i pendolari assistono a ritardi pesantissimi e soppressioni dovute al mancato funzionamento degli impianti di condizionamento. Idem sulla Stradella-Milano dove si viaggia in vagoni-forno oppure eccessivamente refrigerati. Anche dai Comitati della Cremona-Mantova, della Bergamasca e del bresciano, la situazione non cambia. Il Comitato Pendolari Gallarate Milano denuncia che, a fronte delle promesse dell'Assessore Sorte, i treni viaggiano ancora a composizione ridotta, con il risultato di carrozze stipate e condizioni di viaggio agghiaccianti."

"Così - continua Nanni - mentre l'Assessore Regionale ai Trasporti è tutto concentrato a investire ben 7 milioni di euro dei contribuenti lombardi per 150 nuovi vigilantes sui treni lombardi, le linee del servizio ferroviario regionale sono al collasso. Nella nostra interrogazione, chiediamo dunque conto all'Assessore Sorte di come intende gestire questa situazione di caos totale. E' stata fatta la manutenzione pre-estiva del materiale rotabile per assicurarsi il funzionamento degli impianti di climatizzazione? Riscontriamo che dall'estate scorsa a quella attuale, siamo sempre alle solite e i pendolari sono costretti a subire passivamente tutti i disagi causati da una politica trasporti troppo distratta a fare propaganda e poco attenta alle esigenze dell'utenza lombarda. Nessun miglioramento anche per i servizi informativi all'utenza che viene lasciata allo sbaraglio e non sa a che santo votarsi per poter capire quale sarà l'orario in cui riuscirà a rientrare a casa".

Ieri sera la Fondazione Fiera, tramite il suo Presidente Benedini, ha deliberato sul progetto da presentare al Comune di Milano per la riqualificazione urbanistica delle sue aree al Portello e decidendo per il progetto di un nuovo Stadio del Milan.

Il M5S Lombardia ritiene questa un'ipotesi sciagurata per il quartiere e tutta Milano in quanto risponderebbe unicamente ai desiderata della Famiglia Berlusconi e non alle esigenze ed alle necessità del quartiere nel quale si andrebbe ad inserire, con un progetto che lo violenterebbe in termini di flussi di traffico, inquinamento ambientale, acustico e problemi di sicurezza.

Contrasteremo questo progetto dando supporto in tutte le sedi istituzionali alle proteste ed alle ragioni del Comitato di cittadini "NO Stadio al Portello", evidenziando in particolare come una scelta del genere, un secondo stadio cittadino a 1.800 metri da San Siro ed a 3.600 metri dal Duomo non ha uguali in altre città europee e mondiali, dove sono stati collocati in aree del tutto periferiche o extraurbane.

A questo punto la palla è in mano al Comune di Milano che è il soggetto che deciderà. Chiederemo un incontro al più presto con il Vicesindaco di Milano De Cesaris insieme al Comitato "No Stadio al Portello"per illustrare le tante valide ragioni contro questo aberrante progetto . Il PD che governa oggi Milano si trova di fronte ad una pesante responsabilità: quella di scegliere fra le ragioni della Famiglia Berlusconi e quelle sacrosante delle migliaia dei cittadini della zona 8 di Milano giustamente indignati ed allarmati di fronte a questo folle progetto.

Ci rammarichiamo infine che il Presidente Maroni abbia finora pubblicamente sponsorizzato il progetto senza conoscerne gli impatti su Milano, dimostrando così la sua inadeguatezza al ruolo di amministratore locale che ricopre, avendo tenuto conto su questa questione solamente della sua fede calcistica e della amicizia con Berlusconi!

Mattia Calise Portavoce M5S Comune di Milano

Stefano Limido Portavoce M5S Consiglio di Zona 8 Milano

Eugenio Casalino Portavoce M5S Consiglio Regionale della Lombardia

Silvana Carcano Portavoce M5S Consiglio Regionale della Lombardia

Stefano Buffagni Portavoce M5S Consiglio Regionale della Lombardia

"Nemmeno la norma finanziaria sulla legge sugli orti di Expo era scarna e improvvisata come la norma finanziaria da 20 miliardi di euro sulla riforma della sanità approvata con il voto convintamente contrario del movimento", così Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia commenta l'approvazione odierna della norma finanziaria sulla Riforma della Sanità in discussione in Commissione Bilancio.

"In Commissione - continua - i riformatori di Lega & C. si sono mostrati per quello che sono e cioè dilettanti allo sbaraglio. Il pasticciato documento è arrivato in ritardo, imbottito di errori formali e sostanziali tanto che la seduta è stata sospesa e l'Assessore al Bilancio e il direttore generale alla sanità Bergamaschi hanno snocciolato cifre e stime diverse. Il Movimento 5 Stelle e i cittadini non possono che respingere questo modo di scrivere e approvare leggi: non siamo qui per firmare cambiali in bianco da 20 miliardi a questa maggioranza".

Per Paola Macchi, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia, "In aula la settimana prossima andrà mezza riforma sanitaria, dell'altra metà si parlerà a ottobre. Ma se hanno stanziato tutto oggi, come finanzieranno la prossima legge? In Lombardia la fretta di mettersi una medaglietta sul petto prevale su qualsiasi  logica di buona politica. Oggi Lega, Ncd e Forza Italia hanno scritto l'ennesima brutta pagina di politica regionale e firmato una riforma della sanità inutile e dannosa".

"E' necessario fare tutto il possibile perché l'Ospedale San Giovanni Bianco venga afferito, come è naturale che sia, all'azienda ospedaliera di Seriate e non all'azienda ospedaliera di Bergamo. Il Papa Giovanni XXIII se vuole competere con i grandi ospedali lombardi con vocazione ad alta specializzazione non può occuparsi di ospedali satellite sul territorio, cosa che invece il Bolognini fa abitualmente da anni con buoni risultati in termini di servizi, soprattutto nelle zone montane.", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia.
"I cittadini devono sapere che l'azienda Ospedaliera di Bolognini di Seriate ha tutte le carte in regola per valorizzare al meglio un ospedale montano. Per questo, nel corso della discussione in Aula sulla riforma regionale della sanità, faremo il possibile per evitare un accorpamento con Bergamo che rischierebbe di privare i cittadini, nel giro di poco tempo, di un presidio sanitario montano strategico. Chiedo inoltre agli amministratori della zona e ai colleghi bergamaschi di fare una seria riflessione riguardo a questa possibilità", conclude Violi.

ITR Logistica-Bascape 8-07-2015

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e firmataria dell'interrogazione (SCARICA QUI) a tutela del territorio pavese, dichiara: "Su proposta della SIB, società Sviluppo Industriale di Bascapè, si pretenderebbe di insediare una nuova logistica di 200.000 metri quadri su un territorio già gravemente compromesso, come quello di Landriano e Comuni limitrofi, sul quale insistono già impianti fortemente impattanti: una cava per l'estrazione di ghiaia (Cava ATE g60), un impianto di trattamento fanghi (ALAN s.r.l.), tre allevamenti intensivi e tre impianti energetici a biogas, nonché l'impianto chimico BITOLEA a rischio di incidente rilevante. Inoltre è in fase di insediamento un impianto di trita-inerti da 440.000 tonnellate annue autorizzato dalla Provincia di Pavia, progettato da ECOGREEN s.r.l., società avente lo stesso proprietario e legale rappresentante di SIB s.r.l.. Come se non bastasse, ci sono già tre logistiche e due in fase di approvazione."

"Per questo - continua Iolanda Nanni - sono intervenuta depositando un'interrogazione che chiede alla Giunta regionale di intervenire per far valere i criteri ostativi a questo ennesimo progetto di logistica. Il territorio del Comune di Landriano e limitrofi è già stato martoriato sotto il profilo ambientale e sarebbe evidente anche agli occhi di un bambino che non possa più essere ricettacolo di nuovi impianti inquinanti. Ho chiesto quindi l'intervento degli Assessori Regionali competenti affinchè sia valutato "l'effetto cumulo" degli impianti già esistenti o programmati al fine di scongiurare l'eventualità di nuovi insediamenti potenzialmente inquinanti: la salute dei cittadini è un bene primario la cui tutela deve venire prima del profitto e di qualsiasi altra considerazione. L'ordinamento europeo ci dice due cose fondamentali: la prima è che le Istituzioni devono valutare l'effetto "cumulo" delle emissioni inquinanti degli impianti presenti su un territorio, la seconda è che i cittadini devono essere consultati, anche in ossequio al principio di precauzione, ogni qualvolta si presenti un progetto potenzialmente impattante sull'ambiente e la salute. Ebbene, nell'iter in discussione, i cittadini non sono stati consultati, e non è stato valutato il cumulo inquinante degli impianti già presenti nei Comuni limitrofi a Bascapè, dove si vorrebbe insediare l'ennesimo impianto logistico con tutte le conseguenze sul traffico e le emissioni dei camion. Già queste due ragioni basterebbero a rigettare il progetto, come chiediamo nell'interrogazione."

"Inoltre - conclude Nanni - sussistono altri motivi giuridici di opposizione al progetto di logistica a Bascapè: il terreno in oggetto è vincolato dal PGT ad attività produttive artigianali, e non industriali, quindi una logistica industriale non potrebbe insediarsi. E poi: sempre il PGT, nonché l'ordinamento regionale, prevedono una fascia di rispetto inedificabile di 50 metri rispetto alla Roggia Bascapera. Sussistono quindi diversi e tutti importanti motivi di opposizione al progetto, che se approvato comprometterebbe ulteriormente un territorio che sotto il profilo ambientale e sanitario non può più permettersi azzardi di questo tipo. Il tipo di sviluppo economico di cui il territorio di Landriano, e la Provincia di Pavia tutta, ha urgentemente bisogno è di segno opposto e contrario: abbiamo bisogno di uno sviluppo sostenibile che valorizzi le eccellenze locali nel pieno rispetto della salute e della vocazione agricola e paesaggistica dei nostri territori".

"Verrebbe da dire 'meglio tardi che mai' visto che i proprietari dei terreni espropriati per Brebemi e le aree interconnesse forse vedranno la luce in fondo al tunnel dopo una vicenda durata oltre sei anni. Finalmente il Consiglio regionale ha votato a favore della mia proposta che chiede di verificare, prima di erogare finanziamenti pubblici alla Brebemi, che si siano concluse le operazioni di rogito dei terreni dei cittadini che si sono visti espropriati e che hanno continuato a pagare le tasse sulla proprietà di un terreno che non avevano più a disposizione da anni".

"Siamo contrari all'erogazione di altri finanziamenti pubblici all'opera consideriamo assurdo che Brebemi, spacciata come l'autostrada pagata dei privati, sia pagata dai cittadini. Vista l'indisponibilità della Maggioranza a discutere di questo abbiamo almeno cercato di limitare i danni per coloro che sono stati espropriati e continuano a pagare tasse ingiuste".

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

Sì del Consiglio Regionale a una mozione che chiede l'applicazione di linee guida ministeriali e monitoraggi sugli impianti di stoccaggio gas e ricerca di idrocarburi e la realizzazione di piani di emergenza esterna per tutti gli impianti.

"Stoccaggi di gas e ricerca di idrocarburi impattano in maniera radicale su un territorio molto ampio e riguardano i cittadini di tutta la Lombardia. Bene quindi la mozione approvata dal consiglio regionale che obbliga tutte le attività sia autorizzate che in via di autorizzazione ad adeguarsi alle linee guida del Ministero dello Sviluppo Economico".

"Certo avremmo preferito la sospensione della ricerca degli idrocarburi in Lombardia anche considerando la possibilità di rischio sismico della regione e l'alta densità abitativa e industriale. Su questo tema abbiamo dato battaglia in consiglio in tempi non sospetti non trovando purtroppo terreno fertile nei partiti".

"La mozione approvata è resa maggiormente valida grazie ad una integrazione del Movimento 5 Stelle Lombardia con la richiesta di una verifica sulle attività di ricerca idrocarburi per tutti gli impianti e la richiesta che la Lombardia si impegni a far sì che tutti gli impianti assumano piani di emergenza esterna come prevede la legge. Tutti i siti di stoccaggio e ricerca idrocarburi sono a rischio di incidente rilevante, la salute e la tutela dei cittadini viene prima di tutto".

Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

Nel corso del consiglio regionale di oggi è stata discussa l'interrogazione del portavoce M5S Giampietro Maccabiani su gli avvisi di garanzia ai dirigenti dell'ASL Brescia.

"L'interrogazione nasce da notizie di stampa che vedono indagati il direttore generale Carmelo Scarcella e il direttore sanitario Francesco Vassallo dell'ASL Brescia. Abbiamo chiesto alla Giunta regionale che provvedimenti intenda prendere contro i due dirigenti, come per esempio rimuoverli dall'incarico. Il tema era già stato oggetto di una mozione urgente presentata due settimane fa ma non discussa dal Consiglio Regionale"

L'Assessore alla Sanità Mantovani ha spiegato che il giudizio sull'operato dei dirigenti dell'ASL deve essere complessivo, "sono ancora in corso le indagini e il reato di abuso di ufficio non fa venir meno il rapporto fiduciario con la direzione generale di Asl" e che "qualora sopraggiungessero ulteriori fatti la Giunta farà le valutazioni del caso".

"L'Assessore fa da scudo ai dirigenti dell'ASL Brescia indagati postulando che il vincolo fiduciario per un presidente di Asl sia solo nei confronti della Regione. Mantovani dimentica che esiste un vincolo fiduciario con i cittadini che si attendono nei posti di alta amministrazione persone distanti da qualsiasi sospetto. Le dimissioni dei direttori generale e sanitario dell'ASL Brescia, il cui operato sulle questioni ambientali e PCB in particolare è molto contestato, sarebbe stato un segnale di corretta amministrazione del bene pubblico. Evidentemente l'assessore risponde ad altre logiche".

Giampietro Maccabiani - Consigliere Regionale M5S

Expo-biglietti

Sul tema del numero di visitatori entrati in Expo si è sentito e letto di tutto, all'insegna, forse, di uno scontro tra visioni differenti tra chi non ama il modello Expo e chi quell'Expo l'ha realizzato.

Pur collocandoci nell'emisfero di chi è contrario al "modello Expo", ci siamo interrogati su questa diatriba e rileviamo che diventa utile ai cittadini solo quando soddisfa l'obiettivo che sta a cuore al Movimento 5 stelle (le altre questioni si addicono a quelle forze politiche che a parole si dichiarano contrari, ma nei fatti hanno dimostrato di aver accettato, voluto e votato per Expo). Il nostro obiettivo non è certamente quello di contare semplicemente i visitatori, bensì quello di controllare, come sempre facciamo, che il flusso di turisti garantirà il rientro dell'investimento pubblico.

Il numero di visitatori registrato al tornelli, infatti, può essere fuorviante poiché esistono situazioni che, a differenza dei biglietti emessi, rendono incerto questo numero. A titolo d'esempio:

-          quando ci sono picchi di afflusso e gente che spinge, a volte Expo ritira il biglietto e fa passare le persone in difficoltà,

-          problemi tecnici nei lettori (accentuatesi con il surriscaldamento delle macchine in questi giorni)

-          altre cause

Il M5S avrebbe investito diversamente i soldi spesi per Expo, e dunque oggi ci preme sincerarci che chi ha voluto questo modello anacronistico di finto sviluppo se lo paghi direttamente con l'acquisto del biglietto, sperando che nessun residuo di spesa pubblica debba poi essere suddiviso tra tutti i contribuenti.

Con queste premesse e in quest'ottica, questa mattina ho convinto il Commissario Expo dott. Sala a ricevermi.

I dati che a noi interessano sono i seguenti:

1. ad oggi sono stati firmati contratti per 15/16 milioni di biglietti, di questi più della metà sono stati contrattualizzati con i primi sette grandi distributori, i rimanenti con molti altri distributori minori. Expo sta facendo certificare alla società Deloitte la tenuta di questi contratti.

2. ai contratti attuali si aggiungeranno nei prossimi mesi:

-          i biglietti venduti giornalmente alle casse e via web,

-          i biglietti per le scuole in arrivo previste per settembre e ottobre (alcune centinaia di migliaia),

-          ulteriori richieste di biglietti da parte dei distributori, soprattutto i minori, che hanno già esaurito il loro stock.

3. come anche sottolineato dal BIE, i due mesi a più alta stagionalità saranno settembre e ottobre. Ciò per tre motivi: il ritorno delle scuole, il clima più favorevole (meno caldo) e il fatto che, avvicinandosi alla chiusura, tutti quelli che ancora non sono andati avranno un incentivo psicologico a visitare l'Expo.

Il totale sarebbe circa di 20 milioni di biglietti venduti, totale che garantirebbe quella copertura che a noi interessa.

Continuiamo a domandarci per quale motivo le altre forze politiche, soprattutto quelle proExpo, non si siano mai interessate a fare queste verifiche. Forse perché, in fondo, che Expo copra o non copra l'investimento fatto, i politici continueranno a percepire le loro laute indennità.

Faccio una proposta: se Expo non raggiungerà realmente quei 20 milioni di venduti, la differenza rimanente la togliamo dalle indennità dei politici che hanno voluto Expo?

Silvana Carcano - Consigliere Regionale M5S Lombardia

CrioSalento3

Non c'è pace intorno alla fornitura di ossigenoterapia che l'Asl di Monza e Brianza eroga a più di 1400 pazienti.

In passato avevo denunciato sia i disservizi che l'azienda aggiudicataria della fornitura (la Criosalento) aveva provocato ai pazienti, sia le presunte irregolarità nell'aggiudicazione della gara stessa.

E' dei giorni scorsi la notizia che la Direzione Generale dell'Asl ha depositato in Procura un esposto per raccontare le vicende legate all'assegnazione di questo servizio tramite gara d'appalto.

Stando alla ricostruzione del Cittadino di Monza e Brianza del 25 giugno, l'ASL avrebbe messo a conoscenza la Procura di "strane manovre" che avrebbero lo scopo annullare l'attuale affidamento alla Criosalento e di riportare alla situazione precedente la gara d'appalto, cioè tornare al vecchio accordo distributivo (fatto senza gara): una convenzione rinnovata dal 2007 al 2013 con Federfarma che prevedeva la distribuzione dell'ossigeno attraverso le farmacie.

Una delle precedenti aziende fornitrici, la Medicair, nelle settimane scorse ha mandato una lettera all'Asl elencando tutti i disservizi della Criosalento e chiedendo che venisse attivata una nuova procedura di gara o fosse ripristinato il precedente accordo distributivo.

Una richiesta considerata "inusuale", un'ennesima "prova" che attorno alla gara d'appalto ci sarebbe una "zona grigia" sulla quale l'Asl chiede alla Procura di indagare.

Secondo il Giorno del 2 luglio, in questo esposto sarebbero allegati anche gli atti istituzionali presentati in Consiglio Regionale dal MoVimento 5 Stelle.

Il fatto che l'Asl abbia fatto un esposto alla Procura mi sembra una notizia molto positiva, così finalmente si farà luce non solo su queste ipotetiche "strane manovre" per togliere il servizio alla Criosalento, ma anche e soprattutto sulla qualità del servizio che la Criosalento sta offrendo ai cittadini e sulle modalità di aggiudicazione della gara.

Per quanto riguarda quest'ultima vi è il sospetto che la Criosalento abbia dichiarato il falso negli atti della procedura di gara, assicurando di avere una sede operativa in Lombardia. Inoltre questa sede risulterebbe comunque chiusa da un paio di mesi. E' inutile sottolineare quanto sia importante che la produzione di ossigeno e l'assistenza tecnica avvengano in una sede il più possibile vicina a dove si deve erogare il servizio!

Per quanto riguarda i disservizi, ricordiamo il caso recente della bombola di ossigeno difettosa che avrebbe potuto costare la vita al signor Giovanni Longoni di Giussano, malato di SLA dal 2006; già lo scorso anno avevo sollevato la questione dalla fornitura di stroller con cannule non compatibili per eseguire un adeguato medicamento per alcuni pazienti.

L'ASL si difende sostenendo di aver ricevuto "solo" 14 segnalazioni di disservizio (pari all'1% dei pazienti serviti). Ma il vero problema è: su 14 che denunciano all'ASL, quanti altri subiscono senza avvisare l'ente?

Il sospetto è che siano molti di più i casi, solo a me sono arrivate varie segnalazioni:

"Ho visto che lei si è interessato alle vicende della Criosalento. Mio padre utilizza l'ossigeno e adesso che dovrebbe recarsi in montagna x stare meglio visto il clima della città... questi non mi garantiscono la fornitura prima di 8/10 gg dalla richiesta. ..pazzesco!!!!" Elisabetta

"I disservizi della Criosalento continuano. Mercoledì 24 giugno la Criosalento mi consegna la bombola di ossigeno. Il giorno dopo mi accorgo che la bombola perde, telefono al numero verde dicendo che il giorno prima avevo ricevuto la bombola che perdeva ed è già a meno di 3/4 , continuando a perdere così posso arrivare fino a domenica, sono stato rassicurato e ho tirato avanti fino a ieri (domenica) .....telefonando di nuovo, dicendo che ho la bombola a zero e continua a perdere, sperando che mi portavano la bombola, invece mi sento dire domani dopo le 8:30 devo chiamare il numero verde per farmi fare la consegna sono le ore 12.07 e non ho ricevuto ancora l'ossigeno.

Ho ricevuto la bombola.....Perde anche questa!

Cmq verso le 14:00 mi hanno cambiato la bombola dopo che avevo telefonato all'incaricato della Criosalento" Franco

"Scusate ma sapete dirmi come faccio a segnalare all'ASL i vari disservizi della CRIOSALENTO? a quale ufficio mi devo rivolgere? Mia madre abita a Cesano Maderno, da marzo usa l'ossigenoterapia domiciliare e potrei scrivere un libro sulle varie incompetenze e superficialità di questa "società". Grazie!" Daniela

"Con la ditta di prima durava un mese..... con questa 3 settimane........se avvicini l'orecchio alla bombola si sente un sibilo.....x me non stringono bene qualche valvola e si consuma più rapidamente...in più ieri me ne hanno consegnata una BUCATA....hai capito bene una bombola bucata....si è formato del ghiaccio sulla parete esterna della bombola....l'ossigeno liquido a contatto con l'aria su una superficie come l'involucro della bombola ghiaccia.... ho chiamato hanno fatto storie x cambiarla....... gli ho detto che se non me la cambiavano immediatamente li denunciavo perché è pericolosissima." Giuseppe

A questo punto la proposta che faccio all'ASL è molto semplice: visto che c'è l'evidente sospetto che questo servizio venga gestito male, che si contatti telefonicamente un campione significativo dei 1400 pazienti sottoposti a ossigenoterapia in Brianza per verificare come stanno realmente le cose.

A quel punto l'ASL avrà tutte le informazioni necessarie per valutare se sussistono le condizioni per recedere dal contratto con la Criosalento per giusta causa e indire una nuova gara. E per sapere se la tanto decantata eccellenza lombarda esiste anche nel mondo reale e non solo nella testa dei politici e dei dirigenti della Regione.

Che cosa deve succedere ancora perché l'ASL intervenga? Le bombole d'ossigeno sono presidi salvavita! Se c'è di mezzo la vita delle persone non si deve lasciare nulla di intentato!

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale M5S Lombardia

expo e poi

Alla luce del dibattito tra Maroni e Sala sul dopo Expo è stata formalizzata dal Movimento 5 Stelle della Lombardia la richiesta di audizione in Commissione Territorio del Presidente della Regione Lombardia.

"Abbiamo appreso con una certa sorpresa dalla stampa che Maroni ha un suo personale progetto per il dopo Expo. E' urgente che si presenti in Commissione territorio a spiegarci le sue intenzioni. Il dopo Expo è un tema prioritario per la Lombardia sul quale il consiglio si deve esprimere. Il futuro dell'area non può prestarsi a iniziative di singoli considerato anche l'enorme investimento pubblico".

Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia

gp monza

"I 20 milioni che la Regione Lombardia mette sul piatto nella partita per trattenere il GP a Monza (condizionati alla possibilità di entrare esentasse nella proprietà del Parco di Monza)  non sarebbero affatto risolutivi del problema - dichiara Gianmarco Corbetta, Consigliere Regionale del MoVimento 5 Stelle Lombardia. Contrariamente a quanto si pensa, quei soldi servirebbero solo per riqualificare l'autodromo (qualche briciola dovrebbe auspicabilmente servire anche per il Parco) ma non certo per accontentare le esose richieste di Bernie Ecclestone."

"I soldi per il rinnovo del contratto con il patron della F1 - continua il portavoce pentastellato - non ci sono né ora, né con l'eventuale intervento di Regione Lombardia. Piaccia o no, questo è lo stato delle cose.  Per questo l'iniziativa 'Scendi in pista con la Lombardia. Firma anche tu per il Gp di Monza' è solo l'ultima trovata propagandistica di Maroni. Prima si rendano noti, se esistono,  dati certi sull'indotto economico del GP a Monza e nella nostra regione (al di là delle solite stime approssimative della Camera di Commercio di Monza), poi si dica chiaramente come la Sias intende reperire i 20 milioni che servono per il rinnovo del contratto e solo dopo si valuti se investire denaro pubblico nella riqualificazione dell'autodromo. Altrimenti si tratta dell'ennesimo sperpero di denaro pubblico, di cui faremmo volentieri a meno", conclude Corbetta"

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

ITR-sicurezza-treni 18-6-2015

"Apprendiamo dalle dichiarazioni di Maroni e dell'Assessore ai trasporti Sorte che Regione Lombardia - dichiara la portavoce regionale del MoVimento 5 Stelle Iolanda Nanni - si accinge a versare 7 milioni di euro per l'assunzione di 150 vigilantes sui treni TRENORD a garanzia della sicurezza. Forse il governatore dimentica che dai primi del 2015, l'AD di TRENORD aveva già annunciato l'assunzione di 63 operatori security per uno stanziamento di 5 MIL di Euro, a carico di TRENORD. Dove sono finiti? Ora questi 150 vigilantes per ben 7 milioni di euro si aggiungono ai 63 già assunti da TRENORD con 5 milioni? Oppure Regione Lombardia sta coprendo con soldi pubblici investimenti che l'azienda TRENORD si era già impegnata a fare dai primi del 2015? Maroni chiarisca i dati perché i conti non tornano!"

"Lo ripetiamo da tempo, per risolvere queste tipologie di problemi non basta mettere toppe qua e là, utili alla giunta per ottenere qualche titolo di giornale e per illudere i cittadini che l'amministrazione regionale stia operando realmente per trovare una soluzione concreta."

"Occorrono azioni programmate seriamente nel tempo, di concerto fra le aziende ferroviarie, la Regione e lo Stato, ciò che evidentemente in questi anni la politica che si è alternata al Governo di Regione Lombardia e del Paese non ha fatto. Per questo settimana scorda abbiamo depositato un'interrogazione all'Assessore Regionale ai Trasporti che chiede di attivare una serie di azioni mirate ed adottare misure preventive per garantire il ripristino di condizioni di sicurezza nel viaggio sui treni. Per esempio, abbiamo richiesto che TRENORD rediga il Documento di Valutazione dei Rischi, d'obbligo per le aziende, e che a tutt'oggi non risulta ancora essere stato depositato - conclude Iolanda Nanni".

Iolanda Nanni - Consigliere Regionale M5S Lombardia

 

PSR-2015

Durante la seduta di Commissione Agricoltura del 1/7, l'assessore Fava ci ha aggiornati sulla situazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Il Piano, predisposto da Regione Lombardia, deve essere ancora formalmente licenziato e approvato dalla Commissione Europea per poter essere esecutivo e poter partire con i finanziamenti e i bandi previsti dalle misure.

Siamo a metà 2015, quindi già in forte ritardo, e questo ha provocato pesanti disagi e problemi al mondo agricolo lombardo. L'assessore a fine anno scorso aveva previsto l'inizio del PSR ad aprile, poi corretto a giugno e adesso dice "a giorni".

Ha spiegato che il ritardo dell'UE nell'approvare il nostro PSR è dovuto ad una sorta di "... pregiudizio verso la nostra zootecnia ..." della Commissione Europea, che ci contesta un taglio troppo orientato verso le imprese, troppo poco "rurale".  L'assessore ha chiaramente detto che l'approvazione del PSR è vitale per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.

Da notare che quello che l'UE contesta è quello che noi abbiamo sempre contestato al nostro modello di sviluppo agricolo, schiacciato sia da un consumo di suolo selvaggio, responsabilità di tutte le amministrazioni lombarde degli ultimi 20 anni (in particolare quindi Lega e centrodestra), che ha ridotto sempre di più il terreno fertile, sia da un modello intensivo che provoca danni all'ambiente, sempre più povertà tra gli agricoltori e favorisce appunto le "grandi imprese" e non i piccoli soggetti, che operano in sintonia col territorio.

E' chiaro che non si può cambiare un sistema da un giorno all'altro, ma è evidente che questo PSR poteva essere un punto di svolta per la nostra agricoltura, che ha un destino segnato se continua di questo passo: cioè morire. Invece Regione Lombardia, viste le contestazioni dell'UE, non ha approfittato di questa occasione, e dovrà prendersi tutte le responsabilità per quello che accadrà in futuro.

L'assessore, in risposta a una nostra domanda, ha detto che certamente col prossimo PSR ci dovranno essere dei cambiamenti, ma temiamo che sia troppo tardi. Intanto il consumo di suolo andrà avanti (checché ne dica la Regione) e questo sistema continuerà a produrre le sue vittime.

Regione Lombardia continua a definire la nostra agricoltura una eccellenza e, a parole, la difende. Invece nei fatti è tutto il contrario, e grazie a questa amministrazione nei prossimi anni la crisi del nostro mondo agricolo si farà ancora più pesante.

Giampietro Maccabiani

ITR EXPO-Protezione Civile 2-07-2015

Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (SCARICA QUI) diretta all'Assessore Regionale Fabrizio Sala, competente per EXPO, riguardante il reclutamento in atto di volontari presso le Associazioni di Protezione Civile da destinare a funzioni di sorveglianza e controllo dei punti critici del sito EXPO di Rho-Fiera.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Ci è stato segnalato da alcune associazioni di Protezione Civile che le Province, coordinate da Regione Lombardia, da metà maggio stanno ricevendo inviti a dare disponibilità di volontari sul sito di EXPO, secondo una specifica turnazione per i mesi da luglio fino al termine della manifestazione. L'anomalia di questo reclutamento sta nel fatto che i volontari di protezione civile vengano richiesti in forma di "volontari di protezione civile alla stregua di privati cittadini" e non in quella di "incaricati di pubblico servizio". Ciò viene detto verbalmente alle Associazioni in sede di convocazione da parte degli Enti locali. Se ciò fosse vero, questo tipo di richiesta non consentirebbe a chi ne è investito di poter erogare un servizio completo e compatibile con la complessità dell'evento, né in linea con il dettato normativo vigente. Il volontario non investito dell'autorità di cui all'art. 358 del codice penale si troverebbe quindi nella delicata posizione di chi non può agire con quella libertà d'azione prevista di diritto per questo ruolo e risulterebbe pertanto problematico far fronte ad improvvise e complesse necessità o situazioni."

"Inoltre - prosegue la consigliera regionale Nanni - sappiamo che il 30 giugno la UO Protezione Civile di Regione Lombardia ha inviato a queste Associazioni una serie di documenti utili per lo svolgimento dell'attività di volontariato presso EXPO. In uno di questi si dichiara chiaramente che le squadre di presidio hanno un piano operativo quotidiano finalizzato alla sorveglianza continua del territorio nell'intorno dell'area EXPO, con il controllo dei punti critici e possono intervenire per allagamenti, caduta alberi, piccoli focolai di incendio o come primo supporto in caso di evacuazione dell'area EXPO. Responsabilità non da poco per volontari alla stregua di privati cittadini."

"Abbiamo chiesto all'Assessore Sala - conclude Nanni - di accertare se quanto ci è stato segnalato corrisponde al vero e, in caso affermativo, di verificare nell'immediato tutte le procedure alla luce della normativa vigente. Inoltre chiediamo di sapere se i volontari siano coperti dalle opportune garanzie assicurative per eventi dolosi o colposi derivanti da responsabilità civile verso terzi, nonché se sia rispettata la normativa sulla tutela e salute sui luoghi di lavoro".

poste_post

Non è accettabile che Poste Italiane porti avanti un piano di riorganizzazione che ha l'obbiettivo di massimizzare i profitti in vista della privatizzazione a scapito dei cittadini più deboli tagliando loro i servizi.

Secondo il sottosegretario regionale Daniele Nava, che e' intervenuto stamane in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio e Attivita' Produttive per fare il punto sulla trattativa con Poste Italiane in merito al piano di chiusure e razionalizzazioni che prevedeva per la Lombardia la chiusura di 61 uffici e l'apertura a singhiozzo per altri 121 sportelli,  "grazie all'azione di Regione Lombardia 15 sportelli sono stati salvati e altrettanti sono usciti dalla lista degli uffici soggetti alla razionalizzazione".

Altro che "buon risultato", come ha dichiarato il sottosegretario regionale! Molte zone periferiche, soprattutto quelle non servite dal trasporto pubblico, resteranno senza ufficio postale con gravi disagi per la popolazione. Gli uffici postali decentrati inoltre costituivano un presidio territoriale di servizi necessari ai cittadini . Da questo punto di vista la scelta di chiudere uffici da parte di un azienda da anni sul territorio, e quindi con un vantaggio competitivo, risulta quantomeno dubbia ed economicamente poco accorta sul lungo periodo.

Stefano Buffagni, consigliere regionale M5S Lombardia.

 

 

 

Una mozione del Movimento 5 Stelle della Lombardia che chiedeva di tutelare un bene confiscato alla mafia è stata trasformata in risoluzione e approvata all'unanimità dalla Commissione Antimafia.
Il Comune di Cisliano ha infatti chiesto l'assegnazione provvisoria de "La Masseria" all'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), senza però aver ottenuto alcuna risposta.
La risoluzione chiede che la Regione Lombardia si attivi presso l' ANBSC per avviare le procedure di assegnazione provvisoria in tempi brevissimi e "ad interessarsi, nel frattempo, circa le modalità di assegnazione definitiva del bene che permettano la predisposizione di progetti per l'utilizzo nel campo sociale e socio assistenziale dell'immobile oggi degradato e controllato solo grazie al presidio da parte della cittadinanza e associazioni".
Per Silvana Carcano, portavoce di M5S Lombardia: "Maroni in una conferenza stampa ha promesso di dare segnali chiari per la lotta alle mafie e di non lasciare in abbandono i beni sottratti alla criminalità. Bene, può incominciare a dare il buon esempio con "La Masseria" di Cisliano. Lo avevamo anticipato in Consiglio regionale. Con l'approvazione della legge regionale "Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità" non avremmo aspettato nemmeno un giorno per chiedere di rendere efficace la legge regionale di contrasto alla criminalità organizzata. La Giunta deve fare la sua parte subito".

bracco

Ancora nessuna risposta da parte di Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015, alla richiesta di audizione presso la Commissione Antimafia del Consiglio Regionale della Lombardia.

"Bracco ha fin qui ignorato i numerosi solleciti della Commissione antimafia regionale a presentarsi in audizione. E' un atteggiamento ingiustificabile e che denota scarsa se non nulla responsabilità istituzionale da parte della presidente di Expo Milano 2015", dichiara Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Al di là dell'indagine che la vede coinvolta, Diana Bracco avrebbe il dovere, in qualità di rappresentante di Expo 2015 S.p.A , la società a partecipazione pubblica che gestisce l'evento, di non sottrarsi alla legittima curiosità dei consiglieri regionali sul suo operato soprattutto nell'ottica del contrasto all'illegalità e nella promozione di una cultura della legalità. Da questo punto di vista Bracco ci risulta assente ingiustificata, un atteggiamento ambiguo e che non riusciamo a spiegarci", conclude Carcano.

Il Consiglio regionale della Lombardia, che si è riunito ieri, ha respinto la discussione di una mozione urgente presentata da Silvana Carcano, portavoce regionale del M5S, sull'aggiudicazione di appalti per l'accoglienza di cittadini stranieri alla società Domus Caritatis il cui Vice Presidente e fondatore, Tiziano Zuccolo, è stato arrestato lo scorso 4 giugno 2015 nell'ambito dell'inchiesta "Mafia Capitale".

La mozione chiedeva alla Giunta regionale di attivarsi "presso il Ministero dell'Interno e la Prefettura di Lecco per revocare, o quanto meno, sospendere provvisoriamente l'affidamento alla Domus Caritatis dell'appalto per il servizio di accoglienza di cittadini stranieri presenti ed eventuali futuri richiedenti protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi".

Per Silvana Carcano "la mozione avrebbe dovuto essere discussa e votata a occhi chiusi. Non è tollerabile che gli appalti pubblici finiscano a società i cui membri sono oggetto dell'attenzione delle Procure. La revoca dell'appalto si configura come una misura cautelativa, stiamo infatti parlando di risorse di tutti i cittadini. I partiti non conoscono evidentemente la parola legalità e prevenzione".

bollo-auto

Voto contrario, ieri nel corso del Consiglio Regionale, del Movimento 5 Stelle della Lombardia alla legge 249 di semplificazione.

Perché è' una legge priva di obiettivi coerenti e che accanto ad alcune semplificazioni procedurali e normative introduce elementi molto critici. Nel testo ci sono disposizioni di tutti i tipi, senza un filo logico introducendo però molte criticità senza dichiararlo.

Si abrogano leggi per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi ispirate alle dichiarazioni internazionali dei diritti dell'uomo, giusto per fare ancora un po' di propaganda sul tema da parte della Lega ma lasciando però un grave vuoto normativo che ha sollevato proteste anche all'interno della stessa maggioranza. Questo vuoto normativo lascerà i Comuni senza alcun riferimento per la gestione della problematica specifica, quando bastava inserirla all'interno di un altro Progetto di legge già depositato dalla maggioranza su questo tema e aprire un dibattito specifico in consiglio regionale. Oltretutto nella relazione della legge si parlava di normative superate, un falso clamoroso che lede le prerogative statutarie delle commissioni e del consiglio e per le quali ho protestato in aula", continua Casalino.

Che dire poi del condono sulle sanzioni relative al pagamento del bollo auto in ritardo, che premia i furbi e penalizza chi ha sempre pagato regolarmente e del differimento del termine di installazione delle termo-valvole negli impianti di riscaldamento centralizzati, che ha notevoli effetti negativi sulla lotta all'inquinamento ambientale?

Semplificazione poi non significa rendere insostenibile il lavoro del collegio dei revisori dei conti del bilancio regionale e nemmeno la dilazione dei termini per la restituzione del prestito di 30 milioni ad Aler Milano, dal 2014 al 2018. E' un 'regalino' che vale 9 milioni di euro sottratti alle casse regionali per i prossimi 3 anni.

Più che ad una legge di semplificazione siamo di fronte a un provvedimento che mischia poche cose buone e molte cose negative che si è cercato di nascondere, nel tipico stile della vecchia politica, da qui il nostro voto contrario.

Eugenio Casalino, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario alla Presidenza del Consiglio della Lombardia.