Giugno 2015

province del rio

Il Consiglio regionale ha votato il mantenimento delle provincie per quello che sono, un ente svuotato dalla Del Rio in mano ai partiti per mantenere i loro potentati locali e gestire quel poco di fondi pubblici che riusciranno ad accaparrarsi.

La schizofrenia è completa, la legge Del Rio è pura propaganda e questa legge regionale, approvata con il nostro voto contrario, è un toppa che è peggio del buco. Gli effetti dell'incapacità dei partiti di proporre una visione generale e coerente sul riordino dell'assetto istituzionale e dei ruoli intermedi sono sotto gli occhi di tutti: le strade provinciali sono disastrate, le strutture scolastiche fatiscenti e il trasporto pubblico locale ha subito tagli fino all'80% soprattutto nelle zone montane e ultraperiferiche.

In questa legge non c'è coraggio: si poteva ragionare su aree omogenee, unione di comuni,  comunità montane e consorzi BIM. I politici si sono limitati a difendere i loro territori a fini elettorali confermando lo schema che separa il cittadino dallo Stato in otto livelli.

Restano in vita le province: un mostro burocratico che non garantirà i servizi che meritano i cittadini!

Dario Violi - Capogruppo del M5S Lombardia

L'appello rivolto dall'assessore regionale Beccalossi al Governo Renzi di non cancellare la legge regionale "contro le moschee" votata lo scorso gennaio in relazione ai tragici fatti di venerdi scorso è assurdo e fuori luogo.

Innanzitutto l'impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale da parte del governo ad aprile è stato sostanzialmente un atto dovuto, tenendo conto dei pesanti dubbi che anche in consiglio regionale erano stati sollevati dall'opposizione in merito, sul quale non decide appunto il governo ma la Corte che potrà censurare le parti della legge che verranno ritenute incostituzionali. Inoltre l'accostamento tra i tragici fatti di venerdì scorso e questa legge regionale è molto labile, facendo leva sulla chiusura di 80 moschee in Tunisia da parte del governo. Quell'atto è stato assunto evidentemente in un momento di emergenza nazionale in cui si temono nuovi atti terroristici.

La legge regionale in questione è "solamente" una norma urbanistica che invade competenze nazionali sulla sicurezza, invade competenze comunali sulla pianificazione territoriale e soprattutto ha diversi profili di incostituzionalità in ordine alla libertà di culto (come anche evidenziato da ben tre pareri dell'ufficio legislativo regionale).

Mettere tutti questi temi sullo stesso piano cercando di strumentalizzare i morti e la legittima paura ed indignazione anche della popolazione italiana è la solita operazione squallidamente propagandistica di questa maggioranza di centrodestra su questi temi, sui quali invece ci vorrebbe maggiore riflessione. Abbia questa maggioranza invece il coraggio di andare in Parlamento e proporre modifiche alla nostra Costituzione, misure eccezionali per la sicurezza o sui flussi di immigrazione, tema che non sono mai stati capaci di gestire neanche quando erano al governo nazionale, al di là di annunci propagandistici e di misure molto discutibili e scarsamente efficaci come il reato di clandestinità o la legge Bossi Fini, per non parlare della Convenzione di Dublino II approvata dal Governo Berlusconi nel 2003.

Eugenio Casalino Consigliere Regionale - Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Consigliere Segretario dell'Ufficio di Presidenza

sanitopoly

Durante la seduta odierna di Commissione Sanità era presente, a sorpresa, anche l'attuale Assessore alla Ricerca, Mario Melazzini, rappresentante di NCD.
Dario Violi, capogruppo del M5S in regione, dichiara: «La presenza di Melazzini durante la fase finale della brevissima discussione in commissione è un indizio molto significativo, che fa pensare che la nuova carica di "super-assessore-tecnico" al welfare possa essere destinata proprio a lui»
Paola Macchi, che ha abbandonato l'aula in segno di protesta, subito dopo la dichiarazione di voto "convintamente contrario" del M5S, sia per l'iter di lavoro anomalo  che per  i contenuti della cosiddetta riforma sanitaria, aggiunge: «Melazzini è una figura nota, ha già ricoperto l'incarico di Assessore alla Sanità durante gli ultimi 6 mesi dell'ultima Giunta presieduta da Roberto Formigoni: sarà stata questa forse la richiesta fatta da NCD per dare il proprio appoggio a questa farsa di riforma? Peccato che, oltre a non essere mai stata "epocale", questa non si possa più nemmeno considerare una riforma. Ci chiediamo dove siano le soluzioni concrete alle problematiche sanitarie dei cittadini lombardi, le proposte di servizi reali e indispensabili sul territorio; in questa ennesima versione del testo di riforma vediamo invece chiaramente l'interesse prioritario: ridistribuzione di poltrone e incarichi dirigenziali»
Dario Violi, che non ha mancato di far notare le incongruenze presenti nella lunga lista di accorpamenti delle aziende sanitarie e ospedaliere, conclude: «La maggioranza ha dato l'ennesima prova del proprio dilettantismo, o, se vogliamo pensar male, della propria malafede: non si sono tenute in nessun conto le esigenze dei territori, emerse con forza dalle richieste degli amministratori locali, ma si è piuttosto giocato a Monopoli con le aziende ospedaliere, producendo accorpamenti di cui nessuno ha saputo o voluto indicare la ratio.»

 

I portavoce di M5S Lombardia provano "sdegno per i barbari attacchi sferrati oggi da presunte milizie terroristiche in Francia, Tunisia e in una moschea sciita in Kuwait, costati la vita a decine di persone. La decapitazione compiuta a Saint-Quentin-Fallavier, vicino Lione, nell'assalto compiuto in una fabbrica di gas desta sgomento e solleva serie preoccupazioni per la sicurezza del nostro Paese, da sempre utile passerella per lo sviluppo di cellule jihadiste".

Per Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia: "Oggi l'Italia è chiusa in una morsa, a Nord e a Sud, con i continui sbrachi irregolari provenienti dalla regione libica, dove proliferano pericolosamente gruppi integralisti. Il governo rafforzi subito le frontiere prima che sia una delle nostre città a divenire bersaglio di organizzazioni terroristiche. Ci auguriamo che i responsabili degli attacchi siano assicurati quanto prima alla giustizia ma che, soprattutto, i fatti di oggi non diano adito a sterili sentimenti islamofobi o a futili e ottuse generalizzazioni politiche".

Expo-parcheggi

Messaggio da EXPO: Dimenticate tutto quello che vi abbiamo detto sulla sostenibilità e sull'utilizzo virtuoso dei mezzi pubblici! Se non venite a EXPO in auto ci tocca pagare la penale!

Ovviamente queste non sono le testuali parole uscite dalla bocca di qualche dirigente EXPO, bensì l'inequivocabile messaggio che arriva con la decisione della Società di "promuovere" i parcheggi dell'area, regalando biglietti di ingresso all'esposizione a chi arriva con la propria auto e parcheggia negli spazi Arese, Trenno o Fiera.

Farebbe ridere, se non fosse l'ennesimo paradosso: nutrire il pianeta con McDonald's e riempirsi la bocca con la parola "sostenibilità" per poi incentivare l'uso delle automobili.

La realtà è che così si prendono in giro tutti quei visitatori responsabili che lasciano a casa l'auto e usano i mezzi pubblici e si ritrovano a pagare sia la tariffa extraurbana del metro che il biglietto di ingresso, mentre chi arriva in auto ha diritto a ben due ingressi omaggio.

Una nuova voce nella lunga lista delle scelte incoerenti di Expo, dettata, questa volta, dalla necessità di far fronte allo scarso utilizzo dei parcheggi connessi al sito da parte dei visitatori (a cui va il nostro plauso) che in base agli accordi stipulati comporterebbe il pagamento di una penale milionaria da parte della società ai gestori dei parcheggi.

A proposito, alla fine sono soldi nostri anche questi, giusto?

depuratore-Monza

Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede di Brianzacque (la società che gestisce il servizio idrico integrato in Brianza) un incontro tra Andrea Monachino, consigliere comunale 5 Stelle di Brugherio, Marco Fumagalli del Comitato Beni Comuni, Enrico Boerci, amministratore delegato di Brianzacque, Roberto Borin vicepresidente dell'ATO Monza e Brianza e Marco Troiano, sindaco di Brugherio. Temi in discussione: l'esecuzione dei lavori di riqualificazione dell'impianto di depurazione di Monza e la relativa convenzione con il Comune di Brugherio. Dall'incontro è emerso chiaramente che il progetto di riqualificazione dell'impianto - necessario per rientrare nei parametri consentiti dalla normativa e soprattutto mitigare il problema dei miasmi che da anni affligge il quartiere monzese di San Rocco - è stato radicalmente modificato a seguito dell'esposto all'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) presentato nei mesi scorsi da Nicola Fuggetta, consigliere 5 Stelle di Monza, e dal Comitato Beni Comuni brianzolo, per chiedere il rispetto della legge.

L'azienda è così passata da un Master Plan da 64 milioni di euro ad un progetto - di pari efficacia nel contenere gli odori - di 16 milioni di euro!

L'Amministratore Delegato di Brianzacque ha attribuito questo prodigioso risparmio di ben 48 milioni di euro alle minori dimensioni del nuovo impianto e all'ingegno dei progettisti interni all'azienda che hanno sviluppato il nuovo progetto. Si è però dimenticato di dire che se non ci fosse stato il nostro esposto all'ANAC l'azienda avrebbe sicuramente approvato il vecchio Master Plan (seppur con lievissime modifiche di costi)!

Ora le opere, frutto del lavoro di progettisti interni della Società, sono appaltate con scrupoloso rispetto delle norme di evidenza pubblica, senza condizionamenti esterni tesi a favorire questa o quella cordata pronta a realizzare inutili opere faraoniche.

Anche questa volta l'azione caparbia del Movimento 5 Stelle e del Comitato Beni Comuni ha determinato l'obbligo per la Casta di rispettare le leggi. E questo, in una Repubblica fondata sugli appalti, utili solo a sperperare danaro pubblico e mantenere il consenso alla Casta, non è poco!

25 giugno 2015 - "Siamo profondamente delusi dalla vicenda che ha visto coinvolto l'uscente sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, che, intervistato da «Seregno TV» poco dopo l'elezione del nuovo sindaco, Edoardo Mazza, ha insultato ed augurato la morte ai giornalisti della redazione di «Infonodo», seppur non nominando mai direttamente il blog in questione."
Così i deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle, insieme ai consiglieri regionali, a tutti i consiglieri comunali brianzoli e, in primis, al consigliere comunale neoeletto Mario Nava, riguardo l'inqualificabile situazione che vede coinvolti i giornalisti del blog che da anni si contraddistingue per le sue dettagliate inchieste locali.
"Definire il sito in questione come gestito «da animali, da banditi, da ladri e da schifosi» e aggiungere, sempre riferendosi ai giornalisti dello stesso, «queste persone devono morire», è per noi un atteggiamento vergognoso. Come Movimento 5 Stelle ribadiamo quanto già affermato a riguardo in altre sedi, ossia che abbiamo il dovere di dissociarci da tali espressioni minacciose perché lo riteniamo un comportamento assolutamente deprecabile. Ci rende altresì profondamente tristi il fatto che quelle parole siano state applaudite dallo stesso sindaco Mazza che era al fianco di Mariani mentre venivano pronunciate.
Rimaniamo attoniti" - continuano i 5 Stelle - "nell'apprendere da un articolo de «Il Fatto Quotidiano» del 24 giugno, che alla domanda posta dal giornalista al nuovo primo cittadino riguardo all'applauso rivolto a Giacinto Mariani mentre augurava la morte ai giornalisti del blog, Mazza specificava «né mi dissocio né posso avallare le parole di Mariani, che sono state pronunciate dopo una campagna elettorale cattiva messa in piedi da parte dei nostri avversari politici».
Non dissociarsi né avallare rabbiosi auguri di morte nei confronti di chicchessia, è per noi un atteggiamento gravissimo, tanto più se tenuto da un'importante carica pubblica quale è quella del Sindaco. Il suo non dissociarsi, lo mette al pari del riprovevole atteggiamento tenuto dall'ex Sindaco Giacinto Mariani."
"Come Movimento 5 Stelle, chiediamo a Edoardo Mazza se non ritenga opportuno non affidare a questa persona alcun tipo di incarico all'interno della nuova giunta del Comune di Seregno. E in ultimo, se non intenda finalmente dissociarsi dalle dichiarazioni in oggetto, formulando ufficialmente le scuse alla redazione di «Infonodo» e a tutti i brianzoli per tutto quanto accaduto."
I pentastellati chiudono augurando a Mazza "un mandato da sindaco che ponga dinnanzi a tutte le sue priorità la questione morale, elemento fondamentale dal quale non può prescindere la buona politica che tanto manca a questo Paese, anche a livello locale."
I portavoce M5S della Brianza

 

ITR-ALER-Milano

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato un'interrogazione a risposta scritta, a firma del consigliere regionale M5S Eugenio Casalino, che chiede una serie di dati sulla gestione di Aler Milano relativamente a morosità e sfratti. Casalino aveva effettuato già una richiesta di documentazione sull'area di decadenza, cioè quegli inquilini con un reddito di 28 mila euro all'anno e quindi senza più il diritto all'alloggio popolare, che risulterebbero 2.888 a fronte di 23 mila domande di alloggio accolte dal Comune di Milano. Peggio, tra gli inquilini senza diritto alla casa popolare, la morosità si attesterebbe a oltre 56 milioni di euro, gli sfratti eseguiti nel 2014 si fermerebbero al 14% del totale, mentre il 68% sarebbero stati rinviati e le somme recuperate relative agli affitti non pagati si confermano un irrisorio 1,5%.

Il M5S Lombardia con questa nuova interrogazione chiede di conoscere dettagliatamente la situazione degli inquilini nell'area di decadenza: quali interventi sono stati previsti per liberare gli alloggi di chi non ne ha diritto? Quante comunicazioni ha inviato il Comune agli assegnatari decaduti? Quanti inquilini hanno superato il requisito del reddito per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica? Quali sono i tempi e la programmazione per l'assegnazione degli alloggi a chi ne ha diritto?

Eugenio Casalino spiega: "Tra le innumerevoli piaghe di Aler Milano quella di chi occupa case Aler senza averne più diritto è oltremodo indegna a fronte del reale bisogno di tante famiglie con redditi esigui. Il Comune e la Regione possono trovare soluzioni insieme per risolvere la situazione, ma serve innanzitutto trasparenza e corretta informazione sulla reale situazione in essere".

 

Questa mattina i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani hanno visitato il Centro di Comando e Controllo dell'esposizione universale Expo Milano 2015, (EC3), che coordina e monitora, attraverso le tecnologie più avanzate, tutti i processi operativi, logistici e di pubblica sicurezza.

Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani, consiglieri del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiarano: "Siamo l'unica forza politica ad aver effettuato questa visita. I partiti si riempiono la bocca di Expo ma non si sono preoccupati in alcun modo di scoprire come sono stati spesi i soldi pubblici sia per il sito espositivo che per opere come il Centro di Comando e Controllo. Evidentemente, i partiti hanno nel loro DNA l'incapacità di controllo e trasparenza". "Nel caso specifico, al di là di dell'opinione negativa del M5S su Expo, il Centro di Comando e Controllo e la capacità di coordinamento delle nuove tecnologie rappresentano un'esperienza di valore per il futuro di Milano e della Lombardia. Il Centro, con i dovuti adattamenti, potrebbe prestarsi per la gestione di aziende pubbliche con dotazioni tecnologiche obsolete o di Milano come smart city. Non  va sottovalutato il lascito materiale sia in tecnologie sia in know how del Centro. Al momento non si sa nulla del suo futuro e il Comune e la Regione dovrebbero interessarsene. Non può diventare l'ennesima cattedrale a tecnologia avanzata abbandonata. Certo, che questo appello venga da una forza politica No Expo fa sorridere, ma i partiti evidentemente ignorano qualsiasi occasione che non porti loro un tornaconto diretto", concludono i consiglieri.

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione che chiede alla Regione Lombardia di attivarsi in tempi brevi perché l'elisuperficie sita nel Comune di Edolo possa essere operativa anche nelle ore notturne.

La mozione chiede che la Giunta Regionale e l'Assessorato alla Sanità si attivino: "coinvolgendo sia le Amministrazioni comunali del territorio che l'ASL della Vallecamonica e Sebino affinché in tempi brevi si possa arrivare ad avere attiva, anche nelle ore notturne, l'elisuperficie sita nel Comune di Edolo, affinché si possa offrire un servizio di elisoccorso efficace, efficiente  e sicuro per la cittadinanza della zona soprattutto in caso di urgenza sanitaria".

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: "L'elisuperficie va adattata anche per il volo notturno. Non è possibile che l'Alta Valle Camonica, di cui conosciamo le fragilità, non sia accessibile all'eliambulanza di notte e la sanità regionale non può isolare un territorio così vasto mettendo a rischio il primo intervento e la salute dei cittadini. Ci risulta che, nonostante gli accordi conclusi tra l'Amministrazione comunale edolese e la Direzione Generale che ha steso il Piano dell'Asl Vallecamonica e Sebino, in Regione Lombardia nulla di muove. La mozione vuole fare pressione perché si risolva una problematica concreta di migliaia di camuni, buoni per chiedere voti e poi totalmente ignorati dall'amministrazione regionale".

 

"Le chiacchiere tra politici di manifesta incapacità finiscono in nulla", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia sul nulla di fatto tre Renzi e Maroni sull'immigrazione.

"Con gli slogan elettorali e le boutade mediatiche non si va molto lontano nella soluzione dei problemi. Probabilmente la prossima puntata di "Chi l'ha visto" tratterà la scomparsa del piano B di Renzi sull'immigrazione mentre Maroni sta prendendo le misure per aprire campi profughi in Libia e affidarne la gestione ai soliti noti. Ogni soluzione semplicistica di questi due dilettanti allo sbaraglio svilisce il problema che deve essere affrontato in Europa e non con ricatti istituzionali. Certo la politica del dichiarare di questi due ha stancato: i cittadini meritano risposte urgenti", conclude Violi.

 

Continua la battaglia dei portavoce del M5S a difesa del verde a Milano, per salvare 573 alberi (molti dei quali di oltre 70 anni) a rischio di abbattimento per i cantieri della metropolitana M4. Venerdì 26 giugno i portavoce M5s faranno un'ispezione all'interno di cantieri sull'asse Argonne-Indipendenza  per controllare la qualità dei lavori svolti, il rispetto delle norme, delle autorizzazioni e della sicurezza dei lavoratori. La partenza della visita è alle 11.30 da Viale Argonne.

Saranno numerosi i portavoce M5S presenti: i consiglieri regionali Eugenio Casalino e Stefano Buffagni, i parlamentari Crimi, Toninelli, Carinelli,Caso, Cominardi, De Rosa, Mangili, Pesco, Tripiedi, Zolezzi, oltre ai portavoce M5s locali Bedori, Rovelli, e Calise, che per primo denunciò il piano di abbattimento della giunta Pisapia arrampicandosi su uno degli alberi ''condannati''.

 

I portavoce m5s sostengono che "la maggior parte degli abbattimenti non sono dovuti a una stringente necessità tecnica, ne a causa di interferenze con le strutture della metro ma sono solo per dei cantiere temporanei e a causa di una cattiva pianificazione dei lavori. La giunta di Pisapia lo ha permesso e ha sbagliato. Questo è assolutamente inaccettabile." E chiedono: "la revisione dei progetti della linea M4 e progetti alternativi tesi alla conservazione del maggior numero possibile di alberi". Inoltre, i portavoce M5s ricordano che "la zona interessata è un bene paesaggistico di valore, sottoposto a tutela ambientale" e che "gli alberi sono patrimonio dei cittadini e non delle imprese. Noi siamo per la M4, ma non per il taglio selvaggio degli alberi"

 

Alla visita parlamentare seguiranno poi altre azioni: sabato 27 e domenica 28 giugno i comitati e i cittadini hanno organizzato lungo tutta l'asse dei cantieri (da Lorenteggio ad Argonne) decine di punti di raccolta firme per un referendum teso a salvare gli alberi, i cui risultati saranno poi consegnati all' amministrazione comunale. I portavoce M5s rivolgono un appello a tutti i cittadini di Milano affinché partecipino alla raccolta firme e offrano il proprio contributo per la difesa degli alberi.

 

I portavoce m5s annunciano infine che "il 3 luglio noi  portavoce m5s ci  ritroveremo insieme ad esperti del settore ed artisti  della scena milanese in viale Argonne per "la notte degli alberi"  per presentare il risultato del referendum.

Finalmente è stato riattivato l'Osservatorio sul lago di Varese, che ha il compito di far partire iniziative atte al risanamento del lago medesimo. Speriamo che ciò avvenga al più presto.
A tale proposito alcune settimane fa sono state consegnate, da una delegazione del M5S, le firme dei Cittadini al presidente della Provincia dr. Gunnar Vincenzi.
Le 1500 firme raccolte sono il grido di disperazione di comuni Cittadini che a gran voce denunciano lo stato di degrado delle acque del lago di Varese e chiedono di iniziare azioni concrete per il suo risanamento, firme che testimoniano l'amore e il grande interesse per il lago e la sua vita.
L'incontro è stato anche occasione per un discorso più ampio sul tema del risanamento delle acque insubriche, tema che, ci ha fatto piacere riscontrare, sta a cuore anche al dr. Vincenzi.
Si è convenuto, infatti, che debba essere l'Osservatorio sul lago ad individuare tutte quelle azioni che portino al risanamento dello stesso.
A questo proposito abbiamo accolto con favore la notizia del coinvolgimento al tavolo della discussione, da parte di questa amministrazione, di alcune associazioni ambientaliste.
Come M5S siamo sempre convinti che i primi interventi debbano riguardare la divisione delle acque nere e bianche che confluiscono nel lago, l'individuazione e chiusura di tutti gli scarichi abusivi e il ripristino del collettore attorno al lago in modo da eliminare le cause inquinanti esterne al lago medesimo.
Queste azioni, se portate a compimento, garantirebbero già un miglioramento delle condizioni delle acque sul medio periodo.
Considerando anche l'interesse dimostrato sinora sul tema dall'assessore Santinon, sembra che ci sia realmente la volontà, da parte di tutti, di arrivare finalmente ad iniziare un percorso per risanamento del nostro lago.
Speriamo sia la volta buona.
Il M5S continuerà comunque certamente, e come sempre, ad essere sentinella e pungolo per il nostro lago.

Francesco Cammarata e il GdL Ambiente del gruppo M5S Varese

visita-antimafia-expo2Domani i portavoce regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia Silvana Carcano, Giampietro Maccabiani e Gianmarco Corbetta, accompagnati dal dottor Ottorino Passariello, Direttore Generale Operations di Expo, visiteranno il Centro di Comando e Controllo (EC3) di Expo, la struttura che gestisce sistemi di sicurezza, i sistemi di supporto tecnico e il centro di controllo operativo dell'esposizione universale. Vi daremo un report descrittivo delle informazioni raccolte a visita terminata per fare, come sempre, attività di informazione a 5 stelle.

ITR Censimento amianto ALER 24-6-2015Il M5S Lombardia torna ad interrogare l'Assessore Regionale alla Casa sul tema della rimozione dei materiali contenenti amianto dagli stabili lombardi di proprietà delle ALER.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione (scarica qui), dichiara: "E' noto che l'amianto rappresenta un pericolo costante per la salute dei cittadini e la presenza di materiali contenenti amianto all'interno del patrimonio pubblico delle ALER è attestata in maniera consistente sin dal 2011, anno in cui è avvenuta la prima verifica della Direzione Regionale Casa sullo stato di attuazione dei programmi di ciascuna ALER per la rimozione e messa in sicurezza dell'amianto del patrimonio ERP lombardo pari a circa 110.000 alloggi, di cui l'85% con più di 25 anni. Nel mese di settembre 2014, la stessa Direzione Regionale ha provveduto ad un aggiornamento da cui è emerso che le ALER avevano provveduto ad effettuare un censimento sulla presenza di amianto, stimando per un ammontare pari a circa 21 milioni di euro il fabbisogno finanziario necessario alla sua rimozione e messa in sicurezza. All'interno di questo censimento, sono stati individuati alcuni interventi, classificati come "urgenti", da effettuare con priorità entro 12 mesi. Questi dati non sono mai stati pubblicati on-line sul sito della Regione, né sui siti delle ALER lombarde a disposizione della collettività"

"Dando voce alle legittime preoccupazioni degli inquilini ALER, con la nostra interrogazione - continua Nanni - abbiamo richiesto all'Assessore Regionale alla Casa la pubblicizzazione sui siti web della Regione e delle ALER lombarde dei dati del censimento sulla presenza di amianto in stabili ALER. Riteniamo infatti doveroso un regime di massima trasparenza che consenta agli inquilini ALER e alla cittadinanza tutta di accedere a questi dati, in particolare a quelli relativi agli interventi urgenti che le Istituzioni, in ossequio al principio della trasparenza, hanno il dovere di pubblicare, tenendo informata la popolazione. Abbiamo richiesto inoltre che sia pubblicato il cronoprogramma dei lavori per la rimozione dell'amianto che deve essere costantemente aggiornamento sullo stato di avanzamento."

"Con delibera di Giunta - conclude Nanni - di ottobre 2014, Regione Lombardia ha assegnato oltre 8 milioni di euro, come contributo a fondo perduto, per gli interventi di rimozione dell'amianto dal patrimonio di proprietà delle ALER. Sappiamo che sono state ammesse 23 richieste di intervento, giunte dalle ALER di Milano, Bergamo-Lecco-Sondrio, Brescia-Cremona-Mantova e Varese-Como-Busto. Per ciascuna di queste domande abbiamo richiesto di sapere quali stabili riguardano, il cronoprogramma e l'entità del contributo richiesto. Mancando all'appello, l'ALER Pavia-Lodi, abbiamo chiesto se sono state presentate domande considerate inammissibili e con quali motivazioni".

infonodo
"Un sindaco (uscente) che augura la morte a dei giornalisti locali ancora ci mancava in Brianza... ci ha pensato quello di Seregno a colmare la lacuna. Esprimiamo solidarietà ai collaboratori di Infonodo, vittime di violenza verbale indegna e intollerabile", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia, i parlamentari e i consiglieri comunali M5S di Monza e Brianza.

"Tutti i portavoce del M5S della Brianza, insieme agli attivisti, augurano alla redazione di continuare a lavorare con serietà e autorevolezza. Il rispetto delle regole etiche e deontologiche della professione, è un anticorpo  alle volgari pretese intimidatorie di chi pensa di condizionare la stampa", concludono.

 

post-prideIl Movimento 5 Stelle Milano e Lombardia aderisce al Milano Pride 2015 che si terrà il prossimo sabato 27 giugno e sarà presente alla manifestazione con uno striscione. Il movimento poi, per la giornata di venerdì 26 giugno, vigilia della manifestazione, ha organizzato un'Agorà pubblica rivolta a tutti i cittadini. Sarà un'occasione per confrontarsi sul tema dei diritti civili, sul ruolo delle istituzioni e delle sue insufficienti politiche di parità e uguaglianza del Governo Renzi. Dalle ore 17, a Milano, in Via Veneto (all'altezza di Via Lecco) sarà allestito un gazebo e sarà distribuito materiale sulle tematiche lgbt. Alle 20 e 30 incominceranno  i lavori dell'Agorà pubblica.

Parteciperanno all'evento, fra gli altri, Paola Macchi e Iolanda Nanni Consiglieri Regionali del M5S Lombardia, l'Europarlamentare Eleonora Evi e il senatore Alberto Airola.

"Sul rendiconto del consiglio regionale ci siamo astenuti:continuiamo ad avere perplessità soprattutto sulla trasparenza. Quello del Consiglio Regionale è un bilancio del tutto particolare, che non risente in alcun modo di tensioni sul fronte dell'entrata, non è soggetto al patto di stabilità, non ha praticamente problemi di equilibrio in quanto non prevede spese di investimento, se non di minima entità. Fino allo scorso anno nemmeno era soggetto al controllo del collegio dei revisori, anomalia finalmente sanata solo di recente", così Eugenio Casalino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

"Per il futuro - continua - ci aspetteremmo una programmazione delle spese precisa, con lievi e fisiologici scostamenti tra gli importi delle spese di funzionamento previste e quelli relativi alle spese impegnate a consuntivo. E invece troviamo sempre risultati elevati, come i 7 milioni e 800 mila euro circa alla voce "restituzione dell'avanzo alla giunta regionale"".

"Entrando nel merito delle singole voci rileviamo l'opacità delle voci relative ai rimborsi delle spese di funzionamento alla Giunta e al 'facility management'. Abbiamo già avuto modo di criticare tale impostazione lo scorso anno, e lo ribadiamo in questa sede. La spesa per i patrocini onerosi poi, ridottasi dal 2012 al 2013, torna a salire nel 2014 a quasi 430 mila euro. In coerenza con i progetti di legge da noi depositati che ne prevedono l'abolizione, non possiamo votare a favore di un rendiconto che non veda la cifra "zero" alla voce patrocini onerosi", conclude Casalino.

 

Da notizie di stampa apparse in questi giorni, abbiamo appreso che: "La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati i vertici dell'Asl di Brescia e i rappresentanti legali di 24 associazioni di volontariato che si occupano del trasporto in ambulanza di pazienti sottoposti a dialisi. Carmelo Scarcella e Francesco Vassallo, direttore generale e direttore sanitario dell'Asl di Brescia, devono rispondere di abuso d'ufficio, mentre i rappresentanti dell'associazioni sono accusati di truffa aggravata e falso documentale".  Il M5S Lombardia ha presentato oggi una mozione urgente al Consiglio regionale di oggi, che a larga maggioranza ha rifiutato la discussione, per chiedere di sollevare "dall'incarico  il Direttore Generale Carmelo Scarcella e il Direttore Sanitario Francesco Vassallo".

"L'ennesimo caso che scuote la sanità non vuole essere affrontato da Lega, Ncd, Forza Italia e PD che scegliendo di non discutere la nostra mozione hanno voluto, ancora una volta, mettere la testa sotto la sabbia", spiega Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

"In attesa che l'inchiesta faccia il suo corso, il Consiglio regionale aveva il dovere etico di esprimersi e di tutelare i cittadini bresciani. Non si vogliono prendere provvedimenti verso una dirigenza che ha già gravi responsabilità verso i cittadini bresciani, vedi ad esempio la mancanza di azione e di presa di posizione verso un disastro ambientale senza precedenti come l'inquinamento da PCB e diossine causato dalla Caffaro, conclude Maccabiani.

"L'indisponibilità totale da parte del presidente della Commissione regionale Sanità Rizzi, a riconoscere le correzioni necessarie alla Riforma della Sanità proposte dal Movimento 5 Stelle ci lascia sconcertati. Avevamo deciso di entrare nel merito delle  questioni e, come al solito, questa maggioranza si chiude a riccio e non ha l'intenzione di cambiare realmente la sanità lombarda. Siamo molto preoccupati, è di oggi la notizia dell'incompetente gestione di Lombardia Informatica dei dati sanitari dei cittadini lombardi. Con una gestione così irresponsabile si fanno solo gli interessi di chi vuole speculare sulla salute dei cittadini. Nei prossimi giorni si dovrà fare chiarezza anche su questo", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, commenta i lavori della Commissione regionale Sanità.

"Con un iter legislativo quantomeno creativo stanno approvando, tra accantonamenti e rinvii di subemendamenti, il de profundis della Sanità Lombarda. Certo partecipiamo ai lavori per spirito istituzionale, ma la sostanziale incapacità della Maggioranza di interloquire con noi  non consentirà alla riforma di essere realmente tale. Rimangono poi i bisticci della Maggioranza, che, guarda caso, hanno solo a che vedere con la spartizione delle poltrone", conclude Violi.

ITR-sicurezza-treni 18-6-2015A seguito del ripetersi di tragiche e preoccupanti aggressioni, fra cui le ultime a Villapizzone e sul treno che da Milano P.ta Garibaldi era diretto a Cremona, nei confronti del personale ferroviarie, ma anche della stessa utenza, il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (scarica qui) diretta all'Assessore Regionale Infrastrutture.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione, dichiara: "La sicurezza sui treni e nelle stazioni non si garantisce con proclami e parole al vento, né militarizzando i treni. Occorrono azioni concrete, programmate seriamente nel tempo, di concerto fra le aziende ferroviarie, la Regione e lo Stato, ciò che evidentemente in questi anni la politica che si è alternata al Governo di Regione Lombardia e del Paese non ha fatto. Per questo abbiamo depositato un'interrogazione all'Assessore Regionale ai Trasporti che chiede di attivare una serie di azioni mirate ed adottare misure preventive per garantire il ripristino di condizioni di sicurezza nel viaggio sui treni. Per esempio, abbiamo richiesto che TRENORD rediga il Documento di Valutazione dei Rischi, d'obbligo per le aziende, e che a tutt'oggi non risulta ancora essere stato depositato. Chiediamo anche di sapere in cosa consiste il "servizio di security" attivato da Trenord nel 2015 con un investimento pari a 5 milioni di euro e sul quale non si capisce come siano stati reclutati i 63 operatori security, quali requisiti professionali abbiano, dove siano collocati, né che grado di copertura sono in grado di garantire sulle 50 direttrici ferroviarie lombarde.

Chiediamo inoltre all'Assessore Sorte di dare riscontro alla richiesta delle organizzazioni sindacali di poter consentire ai capotreni la chiusura vetture nella fascia della tarda serata, e in special modo sui treni "a rischio",  in modo da convogliare l'utenza in poche carrozze, garantendo un maggiore controllo delle condizioni di sicurezza."

"C'è poi - continua Nanni - un capitolo dedicato ai tagli delle risorse: in questi anni, è cresciuto il numero di stazioni lombarde non più presidiate, molte biglietterie sono state chiuse e sostituite da DAB, ciò in ossequio a una politica delle aziende ferroviarie tesa a risparmiare sui costi del personale. I costi indiretti che sono derivati da questa politica di tagli, però rischiano di rivelarsi superiori al risparmio di costi ottenuto dalle aziende e di avere gravi ricadute sulla collettività: infatti si sono ridotti gli standard di sicurezza, il decoro e la piccola manutenzione delle nostre stazioni lombarde"

"Infine - conclude Nanni - abbiamo analizzato la situazione dei presidi Polfer in Lombardia: sappiamo che i tagli operati dallo Stato sulle forze di polizia hanno avuto gravi ricadute, in termini di risorse e di strumentazione a disposizione della Polfer. A Milano Rogoredo, grosso nodo di interscambio, non esiste un presidio Polfer e la tendenza è quella di ridurre sempre più le risorse. Con una mano si taglia per risparmiare i costi e con l'altra si vanno a caricare sulla collettività i costi onerosi della perdita di sicurezza e decoro. Questo è ciò che è stato fatto in questi anni, nonostante dal 2008 ad oggi i Comitati dell'utenza, i sindacati, le forze dell'ordine e lo stesso personale ferroviario abbia più volte segnalato le conseguenze di scelte politiche miopi sulle quali poi la politica di Governo piange lacrime di coccodrillo."

 

Mai prima di oggi i rappresentanti delle associazioni che chiedono i diritti per le famiglie omogenitoriali si sono trovati qui ad un convegno. Per la prima volta in questo palazzo finalmente si svolge un dibattito pacifico, democratico, sul tema delle nuove tipologie di famiglie. E' una risposta, la nostra, a un convegno organizzato dalla Maggioranza che proponeva un modello unico di famiglia composto da coniugi eterosessuali con figli.

convegno famiglie

Mentre, con l'evolversi dei tempi e della società, si evolvono anche le tipologie di famiglie, alcuni rappresentanti istituzionali continuano ad abbracciare una visione a 'modello unico' del concetto di famiglia intraprendendo addirittura una sorta di crociata medievale pregna di pregiudizio e con grave scollamento dalla realtà.

Nessuno dei rappresentanti dell'Esecutivo ha presenziato, nonostante gli inviti, da Maroni in giù, ne si sono degnati di ascoltare i bisogni di queste formazioni sociali che da anni fanno parte del tessuto sociale italiano. E' un atteggiamento di chiusura inaccettabile:  le Istituzioni dovrebbero adoperarsi per tutelare tutte le forme familiari garantendone la tutela dei diritti.  M5S continuerà a promuovere confronti e dibattiti in piena coerenza con l'evoluzione della società e delle tipologie familiari senza paure, né pregiudizi o inaccettabili scollature dalla realtà che un buon rappresentante istituzionale non può permettersi. È anche questo compito delle Istituzioni: favorire il confronto e l'abbattimento di assurde barriere ideologiche, arcaiche ed anacronistiche.

Hanno affrontato e discusso le problematiche delle nuove famiglie e dei diritti: Giuseppina La Delfa, Presidente nazionale Famiglie Arcobaleno, Fiorenzo Gimelli Presidente nazionale AGEDO, Antonio Rotelli CoFondatore di Rete Lenford e Gisella Bassanini, Fondatrice e Presidente dell'Associazione Smallfamilies. Introdurrà l'evento la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni. Al dibattito parteciperà anche il Senatore M5S Alberto Airola.

Iolanda Nanni, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia

 

Si terrà Sabato 20 giugno a Varese, alle ore 16.30 presso la Sala Convegni di Villa Recalcati, in Piazza Libertà 1, un incontro pubblico nel quale verranno affrontati i temi dell'Anticorruzione, dei progetti di legge ora in discussione per la tutela e l'anonimato delle fonti di indagine, e degli strumenti nuovi ed innovativi per permettere già direttamente ad ogni cittadino di non cedere più al malaffare, sia in ambito Pubblico che Privato.

 

Coloro che decidono di portare alla luce e denunciare fenomeni di corruzione sul posto di lavoro, sono persone che aiutano a migliorare il nostro sistema, a liberarlo dall'illegalità, e per questo vanno incoraggiate e protette da possibili ritorsioni.

 

Il Whistleblowing è uno strumento necessario a denunciare e prima ancora prevenire fenomeni di corruzione all'interno di enti o organizzazioni, ma anche a coinvolgere i cittadini e la società civile nell'attività di controllo e contrasto dell'illegalità, responsabilizzandoli e richiedendo la loro partecipazione attiva per migliorare la società.

 

L'importanza del whistleblowing deriva infatti dall'essere, per sua natura, strumento che richiede il coinvolgimento della società civile. La sua diffusione e applicazione non può che giovare in un contesto come quello italiano, in cui essa appare sempre più prona a subire passivamente i ripetuti scandali, apprendendo ex-post dai media ciò che è già successo, piuttosto che agendo ex-ante per evitare che gli stessi accadano.

 

Interverranno al dibattito :

 

- VicePrefetto di Novara Dott. Marco Baldino, esperto di Whistleblowing, sul contesto normativo e le disposizioni ANAC su anticorruzione e tutela delle fonti di indagine

 

- Capogruppo M5S alla Camera dei Deputati Francesca Businarolo, sulla proposta di legge a sua prima firma su Whistleblowing e tutela delle fonti di indagine appena calendarizzata e in via di discussione a Montecitorio

 

- Responsabile progetto Expoleaks, Lorenzo Bagnoli, sulla piattaforma di segnalazione anonima di notizie di reato relative ad Expo, su come viene garantito l'anonimato ai whistleblowers attraverso la piattaforma GlobaLeaks, e sul panorama internazionale di piattaforme omologhe

 

Modererà  interventi e dibattito il giornalista Marco Tavazzi.

macchi-emendamenti

"La maggioranza parla di un "evento storico", del provvedimento più importante della legislatura e poi vuole licenziare la legge entro il primo di luglio con quattro sedute di commissione. Considerando che vengono accorpati diversi e corposi progetti di legge presentati da tutte le forze politiche, questo non ci sembra un modo serio di lavorare" dichiara la portavoce del MoVimento 5 Stelle Paola Macchi a margine della prima seduta di Commissione Sanità per la stesura del testo che arriverà, secondo l'ottimista Maroni, a metà luglio in Consiglio Regionale per la votazione finale.

"Non c'è logica nella maggioranza se non quella del mero interesse politico, dato che per un anno ha cambiato le carte in tavola e ora decide di accelerare i tempi costringendoci a un lavoro frettoloso. Non c'è logica in questa maggioranza, se ci chiede di valutare degli accorpamenti senza averci fornito i dati sui servizi sanitari e le prestazione delle aziende ospedaliere in oggetto".

"E' il solito metodo di cambiare tutto, in questo caso i nomi alle Asl,  per non cambiare niente. In questo modo i cittadini continueranno a subire i classici disagi delle liste d'attesa infinite, dei pronto soccorso intasati e dei costi del ticket tra i più alti in Italia" - dichiara il capogruppo M5S Dario Violi.

Paola Macchi - Consigliere M5S Lombardia

Dario Violi - Capogruppo M5S Lombardia

Arvedi-fumi ITR 17-06-2015

Il M5S Lombardia torna sull'acciaieria ARVEDI di Cremona con un'interrogazione (SCARICA QUI) sul caso dei fumi diffusi in atmosfera fuoriusciti dai tetti dell'acciaieria nel periodo intercorso fra il 9 maggio 2015  e il 7 giugno 2015. L'interrogazione, depositata dai consiglieri regionali Iolanda Nanni e Andrea Fiasconaro, è diretta all'Assessore Regionale all'Ambiente, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dal M5S da cittadini  che hanno assistito ed hanno testimoniato la fuoriuscita di questi fumi con questo video.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Ancora una volta, per dare risposte alle continue segnalazioni e preoccupazioni dei cittadini cremonesi, abbiamo portato il caso dell'Acciaieria ARVEDI in Regione Lombardia segnalando il ripetersi di queste fuoriuscite di fumi diffusi (non da camino) dai tetti dell'acciaieria. L'acciaieria ARVEDI è tra le aziende di maggior rilevanza sotto gli aspetti ambientali, sia per la sua specificità e capacità produttiva, sia per il numero di attività IPPC e non IPPC, sia per quanto riguarda le matrici ambientali interessate dalle sue emissioni. Il problema delle emissioni di fumi diffusi in atmosfera era peraltro già stato evidenziato dall'ultima ispezione ARPA che risale, ormai, all'anno 2012 e riguardava lo sversamento delle siviere a cielo aperto, ora tali fumi escono anche dal tetto sopra il forno elettrico."

"Abbiamo anche segnalato alla Regione  - continua Nanni -  le criticità dovute alle polveri da movimentazione rottame che avviene a cielo aperto, mentre il lavoro ed i depositi dovrebbero essere e svolgersi completamente al chiuso, chiedendo all'Assessore Regionale di intervenire presso l'acciaieria affinchè sia garantita la copertura del rottame e che i lavori avvengano in luoghi chiusi e non a cielo aperto. A ciò si aggiunga il preoccupante silenzio delle Amministrazioni locali e degli organi di stampa rispetto al ripetersi, in un lasso temporale brevissimo, di fuoriuscita di fumi diffusi dal tetto dell'acciaieria e che sta creando un forte senso di disorientamento e preoccupazione presso la popolazione che non viene puntualmente informata sulla eventuale pericolosità di tali fumi".

"Riteniamo doveroso - conclude Nanni - che l'Assessore Regionale all'Ambiente ci informi innanzitutto se è o meno a conoscenza di questi episodi e se ARPA sia uscita ad effettuare tutti i controlli del caso e quali siano i dati rilevati relativi alle emissioni ed alle cause della fuoriuscita di fumi diffusi. In caso di risposta negativa, abbiamo chiesto all'Assessore di avviare con urgenza ispezioni ed accertamenti, nonché abbiamo chiesto se l'acciaieria abbia o meno presentato uno studio di fattibilità per il miglioramento delle prestazioni del sistema di captazione dei fumi diffusi, come del resto chiedeva già nel 2012 la stessa ARPA. Infine, abbiamo richiesto a Regione Lombardia di intervenire presso l'acciaieria con specifiche prescrizioni affinchè provveda ad effettuare tutto il necessario per evitare lo svuotamento a cielo aperto delle scorie delle siviere senza nessun tipo di captazione."

Iolanda Nanni - M5S Lombardia

Avete acceso la TV ieri sera? Avete letto i giornali stamattina? Sì? Allora probabilmente NON saprete che ieri un istituzione ha finalmente lavorato nell'interesse dei cittadini, non saprete che il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all'unanimità una legge Antimafia per la nostra Regione. Una legge che serve a garantire la legalità e la sicurezza delle persone e che rafforza le difese immunitarie di Regione Lombardia contro le mafie. Una legge che nessun'altra regione italiana ha, una legge che ha visto la luce grazie all'essenziale contributo del MoVimento 5 Stelle, che ha trainato tutte le forze politiche!

Non lo sapete perché i media non ne hanno parlato e i pochi che lo hanno fatto ne hanno approfittato per dare voce a parti politiche che non hanno minimamente contribuito al lungo lavoro, durato un anno, di scrittura di questa norma.

Una legge di vitale importanza, votata all'unanimità (ha votato in via eccezionale anche il Presidente del Consiglio che solitamente si astiene per garantire la sua imparzialità) e voluta con forza dal Movimento 5 Stelle per una Regione in cui, è utile ricordarlo, le mafie continuano a crescere, a consolidarsi, a espandersi e a colonizzare.

Da oggi però la Lombardia dispone di nuove armi contro la criminalità organizzata.

Ora lo sapete, ma non grazie alla TV o alla carta stampata, perché loro preferiscono occuparsi più spesso di gossip o di Expottimismo a pagamento.

M5S Lombardia

Retorbido-risposta

In un recente Comunicato stampa la Italiana Energetica Tire, società proponente del progetto di un inceneritore a Retorbido, ha scritto: "Nessuna emissione di nano-particelle dall'impianto di pirolisi di Retorbido". Tale comunicato stampa vorrebbe rassicurare la cittadinanza riguardo la bontà del progetto di impianto di trattamento di pneumatici fuori uso (PFU) a Retorbido. Mentre la Giunta lombarda sta esaminando il progetto e il gruppo Consiliare M5S replica alle affermazioni della società Italiana Energetica Tire (IET) invitando i cittadini a non prendere per oro colato queste affermazioni e mettendoli in guardia con una più completa e corretta informazione.

La Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria di due interrogazioni che chiedono il rigetto del progetto sulla base di criteri ostativi vincolanti, dichiara: "Nel suo comunicato la IET non fa che contraddirsi e rivelare una sostanziale e preoccupante ignoranza sulle conseguenze per la salute e l'ambiente del progetto di un inceneritore a Retorbido. Partiamo dalla loro affermazione secondo cui "Nessuna emissione di nano-particelle dall'impianto di pirolisi di Retorbido" avallato dalla tesi secondo cui  la bruciatura dei fumi di risulta annullerebbe l'emissione di nano-particelle dannose per la salute. Detta affermazione è semplicemente smentita a una legge fondamentale della chimica e fisica, risalente al 1774, e cioè la c.d. "legge di conservazione della massa", secondo cui "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"; secondo la quale, invece, le nano-particelle, a seguito del processo di bruciatura, non scompaiono nel nulla bensì si trasformano in particelle ancora più piccole e, di conseguenza, potenzialmente ancor più pericolose per la salute umana."

"Inoltre - prosegue Nanni -, nel medesimo comunicato stampa, la IET afferma che le principali emissioni di nano-particelle pericolose per la salute umana sono imputabili più al traffico di camion che alle emissioni industriali. Anche in questo caso IET si dimentica di citare un dato fondamentale al riguardo: gli pneumatici fuori uso (PFU) da trattare nell'impianto progettato, sono pari a 100 tonnellate al giorno e non arriveranno a Retorbido passeggiando sulle proprie gambe: bensì verranno trasportati in entrata e uscita proprio da camion, con le annesse e connesse emissioni di nano-particelle pericolose per la salute umana!"

"Ed ancora - prosegue Nanni - il comunicato stampa di IET pone l'accento sulle politiche energetiche UE, richiamando il fatto che la pirolisi è una tecnologia contemplata dalle direttive e regolamenti comunitari. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una affermazione solo parziale e potenzialmente fuorviante in quanto non la dice tutta. Si "dimenticano" infatti di dire che le politiche energetiche UE contemplano la tecnologia di pirolisi unicamente a livello sperimentale, mentre tutti - nessun escluso - gli impianti industriali di pirolisi in UE sono stati chiusi da anni. La sperimentazione scientifica è sempre promossa in ogni ambito, ma è cosa ben distinta dall'installazione di impianti industriali potenzialmente nocivi per la salute. Ad esempio, la ricerca scientifica sull'energia nucleare è finanziata e promossa in tutti i Paesi UE, ma questo non significa che insediare una centrale atomica su un territorio sia una scelta benefica o salutare."

"Tentare goffamente - conclude Iolanda Nanni - di giustificare un progetto industriale pesantemente impattante sul territorio e l'ambiente con argomenti scientificamente peregrini e balzani è una mossa spregiudicata e cinica per gettare fumo negli occhi dei cittadini, i quali invece meriterebbero un'informazione corretta, seria, completa, al fine di decidere in autonomia, consapevolmente e democraticamente il destino dei territori che abitano e su cui crescono i loro figli. Regione Lombardia è stata avvisata, informata ed avvertita, attraverso le mie interrogazioni, l'audizione tenutasi in Commissione Ambiente, la grande manifestazione popolare a Retorbido che ha visto oltre 4.000 cittadini mobilitarsi contro questo progetto, che la legislazione regionale e nazionale non consente la realizzazione di impianti di questo genere: Regione dia allora in tempi rapidi una risposta ai cittadini legittimamente preoccupati e rigetti un progetto che presenta tali e tante criticità!"

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale M5S Lombardia

Dopo un anno di lavoro e di dibattito politico è stata votata all'unanimità (ha votato in via eccezionale anche il Presidente del Consiglio che solitamente si astiene per garantire la sua imparzialità) la legge antimafia voluta con forza dal M5S Lombardia. Un passo in avanti per una Regione in cui, è utile ricordarlo, le mafie continuano a crescere, a consolidarsi, a espandersi e a colonizzare. Il crimine organizzato, 'ndrangheta, mafia, camorra e mafie straniere, dimostra di essere caratterizzato, infatti, da una crescente capacità di penetrazione e mimetizzazione nel tessuto sano della nostra società e della nostra economia.

A solo titolo d'esempio, se consideriamo uno dei processi lombardi più importanti, collegato al filone di Reggio Calabria, che ha visto alla sbarra 308 imputati per associazione a delinquere di stampo mafioso, il numero di anni di condanna lascia senza parole: 12 secoli di carcere, di cui 711 per i 181 condannati a Milano nell'ambito dell'inchiesta "Infinito" (più i 548 anni per i 127 condannati a Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta "Crimine").

Da oggi in poi, con questa legge, Regione Lombardia avrà un testo completo di riferimento, un provvedimento di svolta, nelle pieghe della competenza regionale, e che ha importanti novità.

Novità nella struttura, che si articola su 3 livelli: quella primaria, volta a prevenire, quella secondaria, volta a contrastare e quella terziaria, volta a recuperare i danni della criminalità organizzata. La potatura dei rami non era sufficiente, puntiamo a tagliare le radici del malaffare, con la prevenzione.

Ma ci sono delle novità anche nei contenuti, per spiegare i quali devo fare una constatazione: i gruppi mafiosi necessitano di un elevato grado di segretezza per le proprie strategie, per godere della maggiore libertà di azione possibile. E si alimenta delle disattenzioni e della non conoscenza ambientale, culturale e istituzionale. Questa precisazione è importante perché sottolinea che necessitiamo di antenne vigili, di maggiore conoscenza. In assenza di conoscenza e di lettura dei segnali pericolosi si crea una distanza, difficile poi da colmare, tra la realtà criminale e la sua percezione sociale e istituzionale. Per questo uno dei pericoli maggiori nel contrasto alle mafie è costituito dalla sottovalutazione del loro fenomeno, delle loro modalità operative, delle loro modalità di inserimento in affari, delle loro abilità organizzative, della loro capacità di adattarsi ai vari ambiti territoriali e sociali. Ecco allora il punto chiave e innovativo della legge: spezzare il pericoloso elemento dell'invisibilita della criminalità organizzata di stampo mafioso in Lombardia.

Detto con una metafora e semplificando il discorso: puntiamo fari sulle zone oscure affinché anche l'importante lavoro di repressione sia più efficace.

Con queste premesse l'art. 13 (Comitato regionale per la legalità e la trasparenza dei contratti pubblici) risulta maggiormente rinforzato e più collegato con l'attività consiliare elettiva e non solo con quello della Giunta, per operare all'unisono, nella stessa direzione. Con un riferimento importante alla trasparenza e tracciabilita dei flussi finanziari nella fase esecutiva dei contratti, mediante linee guida e best practice. L'art. 14 permetterà poi a un Comitato tecnico-scientifico, composto da soggetti di riconosciuta esperienza nel campo del contrasto dei fenomeni di stampo mafioso sul territorio lombardo, nonché da un rappresentante delle istituzioni scolastiche e uno in rappresentanza del mondo delle associazioni che svolgono attività di educazione alla legalità, di svolgere le sue funzioni a supporto della commissione consiliare competente e di altri organismi consiliari.

L'ente regionale diverrà così un centro documentale, informativo, di conoscenza a cui anche gli enti locali, anelli deboli della catena, potranno fare riferimento. L'educazione e la cultura diventeranno i primi strumenti da utilizzare per sconfiggere le mafie: una persona istruita, consapevole di cosa sia la mafia, e di cosa provoca, difficilmente accetterà di scendere a compromessi con i mafiosi. La cultura dell'anti-mafia è la base di questa legge!

Ma la lotta alle mafie e alla corruzione lo si fa anche dando l'esempio, politici in prima linea. Ecco perché in questa legge vorrei sottolineare un'altra importante novità: l'art. 15, che tratta il Codice di autoregolamentazione dei gruppi consiliari. La legge 190 introduce l'obbligo di redazione del Piano Triennale Prevenzione Anticorruzione per la Pubblica Amministrazione. Noi estendiamo questo obbligo ai gruppi consiliari eletti in Regione Lombardia, facendo riferimento alle migliori pratiche in materia di legalità, trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione.

Garantire la legalità e la sicurezza per i cittadini significa dichiarare che lo Stato di diritto, che costituisce la base delle libertà ed è il fondamento per il pieno sviluppo di ogni individuo, è più forte dell'anti-Stato, che sono le mafie. E con questa legge lo Stato regionale ha più strumenti a propria disposizione per dimostrarlo. Strumenti che l'organo legislativo mette a disposizione da oggi, e che l'organo esecutivo dovrà attuare da domani. Non aspetteremo nemmeno un giorno affinché queste nuove armi, volute con tutta la forza che il MoVimento 5 Stelle aveva in corpo, vengano utilizzate al meglio per alzare le difese immunitarie di Regione Lombardia contro le mafie.

Silvana Carcano - Consigliere Regionale del M5S Lombardia e relatrice del progetto di legge

 

"Prendiamo atto che l'assessore regionale Cappellini abbia deciso di snobbare il convegno organizzato per il 19 giungo a Palazzo Pirelli dal M5S Lombardia a difesa di tutte le famiglie, comprese quelle omogenitoriali e monoparentali, e si recherà il 20 giugno a Roma in rappresentanza della Regione alla manifestazione della così detta 'famiglia naturale'", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

"La presenza istituzionale a una tale manifestazione di fondamentalisti del "modello unico" di famiglia "naturale" è sconcertante. Mentre, con l'evolversi dei tempi e della società, si evolvono anche le tipologie di famiglie, alcuni rappresentanti istituzionali continuano ad abbracciare una visione a 'modello unico' del concetto di famiglia intraprendendo addirittura una sorta di crociata medievale pregna di pregiudizio e con grave scollamento dalla realtà."

" Le Istituzioni al contrario - conclude Nanni - dovrebbero adoperarsi per tutelare tutte le forme familiari garantendone la tutela dei diritti. La Cappellini e Maroni evidentemente non hanno capito che questa crociata provocherà solo gravi discriminazioni e servirà solo a sedimentare una profonda arretratezza culturale"

Locandina Famiglie AUT

 

 

sanità-lombardia

"Il focus della riforma sanitaria lombarda deve essere migliorare i servizi ai cittadini e non le poltrone dei direttori generali da spartirsi tra partiti. Non aiutano le costanti liti su questo punto nella maggioranza, con Forza Italia che ha predisposto ben 100 emendamenti sul testo", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia.

"Al momento nella riforma in discussione non ci sono risparmi di spesa e un miglioramento concreto dei servizi. Lo denunciamo da tempo: la riforma della sanità lombarda deve affrontare il problema delle liste di attesa infinite, l'eccesso di privato sul pubblico e il sistema dei ticket", conclude Violi.

Per Paola Macchi, consigliere del M5S Lombardia: " Vedere l'ennesima versione del testo di questo rimpasto di potere sulla sanità,  venduto come riforma è veramente sconfortante. E' da più di un anno che ci prendono in giro dicendo a noi e a 10 milioni di cittadini che si vogliono migliorare le cose, soprattutto sul territorio , trascurato da una sanità sempre più centrata sugli ospedali e sui servizi privati e continuano a cambiare le carte in tavola. La maggioranza in regione manca evidentemente di basi solide e su questa partita da 18 miliardi è decisamente spaccata. E' davvero vergognoso che gli interessi dei partiti vengano sempre messi davanti a quelli dei cittadini. ".

Con questo astensionismo che ha ampiamente superato la soglia di allarme è incomprensibile la gara patologica tra partiti a dichiarare la propria vittoria: il PD perde, la Lega perde e il centro-destra perde".

Al secondo turno in Lombardia, ancora più che al primo, ha vinto l'astensionismo, metà dei lombardi non è andata al voto, e se da una parte non possiamo non registrare che il M5S è entrato in numerosi consigli comunali, dall'altra è necessario aprire una discussione sulla disaffezione al voto e sulle sue cause. Certo per PD, Lega  e Centro-destra governare con percentuali misere non è un problema, ma i numeri contano e maggioranze senza sostegno popolare sono destinate a non durare.

Infine un "in bocca al lupo" ai nuovi sindaci 5 stelle eletti a Quarto, Augusta, Venaria Reale, Gela e Porto Torres.

Dari Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia.

sindaci 5 stelle

corbetta lodigiano polo logistico

Il 20 novembre 2014 il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e l'assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi hanno dichiarato "Con la nuova Legge sul Consumo di suolo, in Lombardia, le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale." Era una delle poche cose buone previste dalla legge: non si fermava la cementificazione delle aree verdi che i piani comunali prevedevano di urbanizzare, ma almeno le aree agricole di fatto e di diritto erano tutelate.

 Le ultime parole famose. Non è passato nemmeno un anno dall'approvazione della legge che le aree agricole della nostra regione sono di nuovo in pericolo. Nella fattispecie  il territorio in questione è quello tra i comuni di Ospedaletto Lodigiano e di Livraga, nel Lodigiano, dove il colosso francese Fm Logistic intende costruire un immenso polo logistico che si estenderebbe per circa 200.000 mq su aree agricole! (LINK)

Ma come  è possibile che si possa pensare di continuare a cementificare le aree agricole se c'è una legge che afferma il principio contrario? La parola magica è "Accordo di Programma". Basta che gli enti coinvolti si mettano d'accordo tra loro e il gioco è fatto!

La politica in Italia funziona così, si fanno le leggi e si affermano dei bellissimi principi, ma poi dopo si fanno gli "accordi" per non rispettarli.

Molti sindaci del territorio pare stiano facendo a gara per far rientrare il proprio comune nell'imponente progetto, accecati dalla promessa di nuovi posti di lavoro per la comunità, il che significa consenso elettorale. Ma a quale prezzo? Secondo la Coldiretti con questa operazione si brucerebbero 200.000 mq di terra agricola fertile. Quella che viene definita la  "culla" del Grana Padano, con 1.377 aziende agricole, sarebbe così irrimediabilmente coperta da capannoni e attraversata ogni giorno da centinaia di tir.

Il gioco vale la candela? No. Scambiare la terra del nostro territorio in cambio di capannoni significa privare la popolazione, non solo della propria identità, ma anche del proprio futuro. Perché di capannoni abbandonati e aree industriali dismesse il territorio del Lodigiano, come tutta la Lombardia, è già tristemente ricco. E di fronte al fallimento di questo modello di mercato, la Regione, invece di tutelare i piccoli produttori, vuole sedersi a un tavolo per trattare l'eventuale costruzione di un polo logistico di tali dimensioni? Peccato che un altro di quei bei principi contenuti nella legge regionale sul consumo di suolo era proprio quello di favorire il riuso delle aree dismesse, per contrastare nuove colate di cemento. Ha ragione Coldiretti quando dice che si tratterebbe di una "tomba di cemento" per una zona che ha già perso il 16% del proprio suolo fertile negli ultimi anni.

Il M5S Lombardia ha già presentato un'interrogazione per capire quale posizione intende assumere la giunta nei confronti di questo progetto che contraddice la legge sul consumo di suolo con cui solo pochi mesi fa si è orgogliosamente riempita la bocca.

Maroni vuole assumersi questa responsabilità e essere complice dell'ennesimo saccheggio di terreno fertile ai danni dei suoi cittadini? Attendiamo risposte, noi non staremo certo a guardare.

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale M5S Lombardia

 

"Sulla soluzione dei problemi del Seveso rifiutiamo ogni forma di logica di scambio con opere compensative come proponeva la mozione del Partito Democratico discussa in aula del consiglio regionale lo scorso 9 giugno. Non possiamo comprare i cittadini promettendo loro alberi e verde intorno ad un'opera impattante come le vasche di laminazione che non trova alcun consenso locale. La logica degli 'appaltoni' e delle grandi opere pubbliche sulle quali speculare non ci appartiene e, in tempi non sospetti, abbiamo presentato le nostre proposte sul Seveso come una mozione urgente che non è stata discussa dal Consiglio regionale", così Eugenio Casalino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Tra le priorità individuate dal movimento per la messa in sicurezza del Seveso: il contrasto all'impermeabilizzazione dei suoli nel bacino di fiume e l'incentivazione alla deimpermeabilizzazione.  Sono poi da prevedere e incentivare  azioni per ridurre l'inquinamento delle acque", così Eugenio Casalino motiva il voto contrario del M5S Lombardia a una mozione del PD che sosteneva la necessità di opere compensatorie per le vasche di laminazione del Seveso nel Comune di Senago.

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100 milioni, questa è la cifra che serve per pulire le acque del Seveso e farlo tornare un fiume degno di questo nome; un fiume, cioè, che chi vive come me da 40 anni in un comune rivierasco, non ha mai visto!

Ieri mattina in commissione ambiente abbiamo ascoltato i tecnici della Regione che hanno relazionato circa i problemi e gli interventi che servirebbero per riportare il Seveso in condizioni dignitose. Servirebbero da un lato degli interventi di potenziamento della rete fognaria dei comuni lungo l'asta del fiume e dall'altro occorrerebbe evitare il drenaggio delle acque meteoriche.

Bisognerebbe mettere in atto delle operazioni complesse e costose ma non si ha nemmeno un'idea chiara su cosa serva e cosa si debba fare in alcune zone, a causa della mancanza di un gestore unico del servizio idrico integrato (previsto dalla legge) che possa fare da regia e coordinatore degli interventi.

Qualche opera la regione la sta facendo, ma complessivamente siamo ben lontani dal riportare le acque del fiume in condizioni degne di un paese civile e il Contratto di Fiume stipulato da tutti gli enti interessati stenta a trovare attuazione.

Anche perché il Governo latita. Lo scorso anno, sull'onda emotiva delle esondazioni che avevano mandato sott'acqua una buona fetta di Milano (causando danni per svariate centinaia di milioni di euro), il Governo aveva promesso stanziamenti sia per risolvere il problema degli straripamenti che per pulire le acque del fiume.

Ma ad un anno di distanza, il fondi che dovrebbero arrivare sono davvero modesti e quei 100 milioni (cifra sottostimata secondo gli stessi tecnici della Regione) per pulire il Seveso sono ancora un miraggio e temo lo resteranno per lungo tempo. E intanto l'Italia subisce le condanne dell'Unione Europea e rischia di pagare multe salatissime per l'inquinamento dei nostri corsi d'acqua.

Welcome to Banana Republic!

Stazione Centrale di Milano: emergenza migranti. Decine di profughi vengono "alloggiati" nell'angusto spazio del mezzanino, proprio sopra l'ingresso principale della stazione. Mangiano e dormono per terra, tra viaggiatori che vanno e vengono e volontari che fanno del loro meglio per accudirli. Viene da chiedersi se siamo davvero in Italia. Purtroppo sì.

Purtroppo, perché l'Italia è il paese stretto tra due fuochi: il regolamento di Dublino, che impone a chi arriva in un Paese per chiedere rifugio politico di non poterne uscire, e il trattato di Schengen, che gli altri Paesi europei usano come una porta scorrevole, da aprire e chiudere secondo necessità, ma che rende l'Italia un immenso campo profughi, costretti come siamo a farci carico di migranti che pur arrivando da noi vorrebbero andarsene al più presto, per raggiungere Germania, Francia o Austria.

Mentre l'Europa resta a guardare, in Italia diventano sempre più chiari i motivi per cui si è arrivati a questa situazione: l'immigrazione è un business e chi la gestisce fa affari d'oro ai danni dei cittadini che con le loro tasse vedono finanziati i traffici sporchi di Mafia Capitale e dei migranti stessi, ostaggi di questa situazione kafkiana.

In tutto questo, il Governo italiano da un lato non è capace di far sentire la propria voce in Europa, dall'altro si ritrova a camminare nel campo minato degli scandali e degli arresti romani, senza mostrare alcuna volontà o competenza per reagire alla grave situazione di illegalità e corruzione legata a doppio filo con il "business immigrazione".

E intanto i cittadini soffrono e pagano per questa situazione che rischia sempre più di generare problemi sanitari e di ordine pubblico.

Bisogna uscire dall'emergenza, pretendere che il problema venga gestito a tutti i livelli istituzionali. Perché l'emergenza fa sì che soldi e incarichi finiscano sempre nelle mani sbagliate. Ormai noi italiani questa prassi la conosciamo molto bene.

E' ora di dire basta!

machete_post

Siamo sgomenti per i fatti accaduti a due ferrovieri di Trenord, attaccati a colpi di machete in una stazione nella periferia di Milano da un gruppo di giovani tra i 20 e i 30 anni, che durante il controllo del biglietto ha estratto da una borsa l'arma che ha rischiato di amputare il braccio del capotreno. Alle vittime e alle loro famiglie va tutto i sostegno e la solidarietà del Movimento 5 Stelle. E' chiaro che sui treni, come sul territorio, non c'è più sicurezza e chi ci lavora non è tutelato. Le forze dell'ordine sono abbandonate a se stesse, sotto organico e sottopagate : è sempre più urgente aumentarne l'organico, le dotazioni e la presenza capillare sul territorio. Diciamo però no con forza alle guardie private sui treni e sul territorio, i cittadini pagano le tasse e devono vedersi riconosciuti servizi e sicurezza pubblica. Quanto accaduto oggi è il risultato della incapacità di garantire sicurezza e dei tagli di Renzi e Alfano e dell'inerzia di Maroni.

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

Su iniziativa del Movimento 5 Stelle, i vertici della Call&Call di Cinisello Balsamo sono stati auditi dalla Commissione regionale Attività produttive, insieme ai rappresentati dei lavoratori, per discutere della situazione occupazionale dell'azienda.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: "Bisogna agire rapidamente per mantenere Call&Call a Cinisello Balsamo. Non possiamo permettere che 186 lavoratori finiscano per strada a causa della delocalizzazione. L'azienda, in commissione, ha esposto le sue richieste, a mio avviso accettabili, a INPS; ha chiesto di essere iscritta come azienda industriale al fine di poter utilizzare la cassa integrazione, per rimanere sul territorio. Inps deve dare rapidamente seguito alla richiesta. Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro in Lombardia e vanno difese queste realtà sul nostro territorio.".

Il consigliere Antonio Saggese, della Lista Maroni, ha chiesto formalmente la sospensione del convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle della Lombardia che ospiterà e darà parola in Regione agli omosessuali e alle famiglie monoparentali venerdì 19 giugno prossimo.

"Siamo allibiti: la Lista Maroni pretende, con una lettera alla Presidenza del Consiglio regionale, di sospendere un convegno che mette al centro del dibattito istituzionale la dignità di tutte le famiglie nella richiesta di uguaglianza e diritti. E' un gesto grave: vorrebbero impedire alle famiglie omosessuali e monoparentali di avere voce. Ciò va contro ogni garanzia costituzionale", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia e organizzatrice del convegno.

E aggiunge: "Dopo aver escluso, a gennaio, gli omosessuali e le famiglie monoparentali da un convegno che hanno organizzato a sostegno della famiglia tradizionale, l'unica che esiste nei loro orizzonti limitati, ora pretendono di tappare la bocca a chi rivendica il matrimonio egualitario e il sostegno delle istituzioni".

"Le ragioni che accampa Saggese per chiedere la sospensione del nostro convegno sono ridicole e strumentali.  Si parlerà anche di famiglie monoparentali con il contributo dell'Associazione SmALLfamilies, e quindi parleremo, di madri sole con figli e padri soli con figli. Forse il consigliere Saggese se l'è presa perché, fra i relatori, non c'è la sua Associazione di padri separati, ma visto che noi abbiamo a cuore i diritti dei padri ex-coniugati e quelli dei padri che fanno parte di famiglie di fatto, abbiamo reputato opportuno invitare un'altra associazione che fosse più rappresentativa dei diritti di tutte le famiglie monoparentali. E troviamo una caduta di stile che Saggese strumentalizzi il nostro convegno per farsi pubblicità con accuse infondate, rendendosi ridicolo agli occhi degli stessi padri separati. ", conclude Nanni.



corb tar punt

Nei giorni scorsi l'Assessore Regionale all'Ambiente Claudia Terzi ha risposto ad una mia interrogazione, in cui chiedevo di predisporre appositi bandi per incentivare i comuni lombardi ad adottare la tariffa puntuale per i rifiuti.

 

La tariffa puntuale permette ai cittadini di pagare il servizio di igiene urbana in base a quanti rifiuti indifferenziati producono. E' uno strumento, riconosciuto anche dal Piano Regionale dei Rifiuti, molto efficace per ridurre la produzione dei rifiuti indifferenziati e quindi i costi di smaltimento. Si tratta dunque di un beneficio ambientale, sanitario e anche economico per cittadini.

Il Piano Regionale certificava che al 2013 c'erano solo 39 Comuni che avevano adottato la tariffa puntuale in Lombardia e si prevedeva che al 2015 ce ne fossero circa 150, mentre la previsione al 2020 era di arrivare al 20% dei comuni lombardi, quindi a circa 300.

Oggi abbiamo a disposizione i dati al 2014 e i comuni che hanno adottato la tariffa puntuale sono passati da 39 a 85! Decisamente un bel salto in avanti, che testimonia l'interesse dei comuni verso questo strumento.

C'è però ancora molto da fare in tema di informazione alle amministrazioni locali: c'è ancora molta ignoranza, c'è un po' di diffidenza e ci sono anche oggettivamente dei costi iniziali di attivazione del servizio che però poi vengono ripagati con i risparmi a regime, nel giro di pochissimi anni.

Da qui la mia richiesta alla Regione di fare informazione e incentivare con un bando l'adozione della tariffa puntuale.

L'Assessore ha risposto che nel giro di pochi mesi verranno pubblicate le linee guida utili per l'attivazione della tariffa puntuale, che potrebbero essere promosse anche tramite un convegno. Si valuterà poi (in un futuro non meglio precisato), a seconda del successo dell'iniziativa, se fare dei bandi per mettere a disposizione dei comuni delle risorse per partire.

E' una risposta parzialmente soddisfacente. Se da un lato è positivo che la regione faccia informazione presso i comuni, non condivido l'idea di rimandare al futuro l'attivazione dei bandi. E' provato e universalmente riconosciuto che la tariffa puntuale porta benefici sotto tutti i punti di vista... perché aspettare?

A conclusione dei lavori del Consiglio regionale lombardo di ieri (9 giugno 2015) è stata approvata all'unanimità una mozione urgente proposta dal Movimento 5 stelle che sollecita la giunta ad occuparsi di un problema che potrebbe presentarsi per 4650 studenti lombardi disabili all'apertura del nuovo anno scolastico.

Paola Macchi, prima firmataria della mozione spiega: "Ci siamo fatti portavoce di un appello lanciato da alcune associazioni su un problema molto grave creato da una non chiara attribuzione di funzioni da parte della legge Del Rio. In questo periodo dell'anno infatti le famiglie degli studenti disabili si sono sempre recate nei comuni di residenza per presentare le domande di attivazione del servizio di assistenza alla comunicazione per alunni disabili di ogni ordine scolastico e di assistenza educativa e trasporto per gli alunni con disabilità sensoriali delle scuole superiori. Quest'anno però hanno avuto un'amara sorpresa: la legge Del Rio non assegna in modo chiaro questa competenza, definita " non fondamentale" ad alcun ente".

"Stiamo assistendo - continua Macchi - ad uno scarico reciproco di responsabilità e i comuni non ricevono le domande. Da questo punto di vista è eclatante il caso di Milano che ha mandato una lettera ai genitori per dire che la competenza ora è della Città Metropolitana, seguita però da un'altra lettera della Città Metropolitana che afferma che nessuno ha attribuito loro questa competenza. La regione dal canto suo , dopo essersi incontrata con Anci e Upl ha inviato una lettera al Ministero perché faccia chiarezza".

"La nostra mozione interviene a rafforzare la richiesta della Regione al Ministro perché si impegni in prima persona a risolvere il più velocemente possibile la questione, varando anche un provvedimento per garantire il servizio almeno fino alla fine del 2015. Crediamo che sia un preciso dovere degli amministratori pubblici fare in modo di evitare che a fare le spese di una norma approssimativa siano studenti e famiglie che già devono affrontare i disagi quotidiani che comporta la disabilità assicurando loro il diritto di poter frequentare la scuola come qualsiasi altro ragazzo", conclude Macchi.

Il gruppo di lavoro del Movimento 5 Stelle Lombardia impegnato sul tema del "Dopo Expo", in particolare sulle bonifiche, ha fatto centro! Per circa 8 mesi abbiamo chiesto documenti tramite accesso agli atti,  studiato tutte le carte ricevute, abbiamo fatto audizioni e interrogazioni per avere risposte istituzionali alle nostre domande: eppure niente, anche Arexpo e Regione non parevano interessati a sciogliere i nostri dubbi e la nebbia rimaneva fitta.

Sono o non sono stati bonificati i terreni Expo? E se sono stati bonificati, chi ha pagato o pagherà per quelle bonifiche? Visto che la legge parla chiaro, "chi inquina paga"! Dunque i proprietari privati iniziali, Fondazione Fiera e Cabassi in particolar modo, hanno bonificato i terreni prima di venderli ad Arexpo? Il peccato originale di Expo su chi sta ricadendo? E, infine, e soprattutto, i cittadini sono stati tutelati o qualcuno, zitto zitto, ha messo, o vuole ancora mettere, le mani nelle loro tasche?

Ora, grazie alla nostra tenacia, alla disciplina allo studio, la nebbia è stata diradata. Settimana scorsa, dopo aver studiato gli ultimi dati arrivati, per noi il quadro era definitivamente chiaro: ci sono costi aggiuntivi di bonifiche ambientali dei terreni Expo per circa 18 milioni di euro, e nell'incontro di giovedì scorso con l'ingegner Molaioni, responsabile dei lavori dei cantieri di Expo 2015, pur con la riserva di fare ulteriori verifiche all'interno della società Expo, abbiamo avuto conferma dei nostri ragionamenti. Ora, se nessuna forza politica si fosse presa la briga di studiare per l'interesse dei cittadini, rischiavamo che quei soldi venissero chiesti ai contribuenti. Invece i costi aggiuntivi devono essere sostenuti dai privati e dagli ex proprietari di quei terreni!

A questi soggetti devono essere addebitati, sia  i 6 mln di euro stimati da MM (non tutti trattenuti negli atti di compravendita), sia gli ulteriori 18 mln di euro circa di costi aggiuntivi emersi durante i lavori di cantiere e provati da numerosi atti ufficiali, come gli atti di sottomissione di CMC e Mantovani, società vincitrici rispettivamente degli appalti "rimozione delle interferenze" e "realizzazione piastra", e sia i costi di bonifica, di cui attendiamo ancora una quantificazione,  che saranno necessari alla fine dell'evento espositivo per rendere  parte di quei terreni a destinazione d'uso residenziale e verde.

Ora Expo porterà in consiglio d'amministrazione il tema delle bonifiche, grazie al nostro lavoro e alla nostra insistenza. La questione su cui continueremo ad essere pressanti è la tempistica entro la quale Expo attiverà la richiesta di rimborso ad Arexpo per permettere a quest'ultima di rivalersi nei confronti dei proprietari iniziali. Inoltre chiederemo al Ministro Martina, che ha delega in tema Expo e dopo Expo e che tanto si sta adoperando affinché quelle aree non tornino al degrado, di riceverci per mostrargli tutti quei passaggi documentali e necessari affinché quei milioni di euro vengano pagati dai privati e non dai contribuenti italiani.

Questo è quanto ha compreso un gruppo di persone, attivisti a 5 stelle, in maniera totalmente gratuita, impegnandosi dopo la loro giornata lavorativa, animate solo da buona volontà, desiderio di messa a disposizione e condivisione delle loro competenze, senso di responsabilità verso un amato e gravemente ferito Paese. Solo questa unione e caparbietà nel raggiungimento dell'obiettivo, tra attivisti e portavoce, ha portato a questo importantissimo risultato. Quando si dice che l'unione fa la forza, beh, si sottintende che la partecipazione attiva allora fa la forza al quadrato. Anzi, fa veder le stelle!

I portavoce del M5S Lombardia

 

Indagata e premiata

Bracco-premio

Apprendiamo dalla Gazzetta di Mantova che Diana Bracco, presidente di Expo 2015 Spa e presidente del consiglio d'amministrazione della Bracco spa, verrà premiata a Mantova il giorno 18 giugno 2015 nientepopodimeno che dagli Henokiens, associazione di imprese che si ispira al personaggio biblico Enok.

Ora crediamo che i cittadini mantovani più che ai patriarchi, debbano ispirarsi a Giobbe per la pazienza che portano. Infatti la suddetta Diana Bracco risulta da notizie di stampa di fine maggio 2015 indagata, in quanto presidente del consiglio d'amministrazione della Bracco spa. L'indagine è stata chiusa ed è stato effettuato un sequestro da circa 1 milione di euro. L'ipotesi è che fatture false siano servite in relazione a lavori su case private e barche.

Come si legge in un comunicato del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, nell'ambito dell'inchiesta condotta dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di finanza e coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giordano Baggio, "è stato notificato avviso di conclusione delle indagini" a carico di Diana Bracco, di Pietro Mascherpa, presidente del Cda di Bracco Real Estate srl, e di due architetti dello studio Archilabo in Monza, Marco Pollastri e Simona Calcinaghi. In particolare Bracco e Mascherpa sono accusati di evasione fiscale attraverso l'emissione di fatture false e di appropriazione indebita.

Dalle indagini "è emerso che fatture" per oltre 3 milioni di euro, confluite nella contabilità e nelle dichiarazioni fiscali "presentate dalle società del gruppo Bracco per i periodi di imposta dal 2008 al 2013″, erano riferite "all'esecuzione di forniture o di prestazioni rese presso locali in uso alle medesime società ma effettivamente realizzate presso immobili e natanti di proprietà, ovvero nella disponibilità" di Diana Bracco e del marito defunto Roberto De Silva.

Lo scorso 5 marzo, si legge ancora nel comunicato, la Guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip Roberta Nunnari nei confronti di Diana Bracco per 1 milione e 42 mila euro "corrispondente all'importo totale dell'imposta complessivamente evasa per effetto dell'utilizzo delle predette fatture". Nella nota si legge infine che lo scorso 21 maggio "sono stati depositati" in Procura da parte delle Fiamme gialle "i verbali di constatazione delle correlate violazioni di carattere amministrativo".

Non è la prima volta che Bracco ha problemi con il fisco. A fine maggio 2010 era stata denunciata dalla Guardia di Finanza di Genova per lo yacht "If Only", un 40 metri costruito nei cantieri olandesi Feadship e intestato alla Ceber, società di Milano che ha come ragione sociale il noleggio di unità da diporto. Le quote erano della signora Diana Bracco e della Dolfin srl, interamente detenuta dalla presidente del gruppo farmaceutico. Secondo la finanza, il panfilo, registrato a Sanremo e ormeggiato ad Antibes in Costa Azzurra, sarebbe stato usato privatamente dai Bracco. Il 9 aprile 2010 invece era andata a processo con l'accusa di evasione fiscale assieme a un manager della Bracco Imaging spa, in relazione ad alcune fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti indicate in dichiarazioni dei redditi della società.

Per cui riteniamo che sarebbe utile posticipare il ballottaggio per Mantova (o ammanettaggio visto che  concorrono due personaggi che non hanno preso le distanze dai fatti di "mafia capitale" e i cui rispettivi gruppi politici hanno attinto denaro da quel sistema) e lasciare che a premiare la Bracco sia l'attuale sindaco Nicola Sodano, che di indagini se ne intende.

Alberto Zolezzi - M5S Camera

Silvana Carcano - M5S Regione Lombardia

Andrea Fiasconaro - M5S Regione Lombardia

franco tosi

Dopo mesi di trattative che hanno messo seriamente a rischio il futuro della Franco Tosi Magneti e dei suoi lavoratori nella giornata di ieri, 9 giugno 2015, è stato finalmente siglato l'accordo per il passaggio di proprietà dell'azienda legnanese alla Bruno Presezzi, società brianzola che ha manifestato il miglior interesse per l'acquisizione.

"E' un primo passo concreto per il salvataggio dell'azienda e una buon notizia per i lavoratori, per centinaia di famiglie e per il tessuto industriale legnanese. Il Movimento 5 Stelle si è battuto fin dal primo momento affinché si cercasse qualsiasi soluzione per chiudere positivamente la vicenda", dichiarano Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia e il consigliere comunale di Legano Riccardo Olgiati.

"Attentiamo dalla Bruno Presezzi  un piano industriale serio di medio termine come da accordi stabiliti in fase di trattativa. Certo sul futuro della FTM incombe ora il ricorso al TAR in esame al 25 giugno presentato da Termomeccanica. Ci auguriamo che la FTM possa ricominciare la sua attività industriale a pieno regime: l'obiettivo per il Movimento 5 Stelle è il salvataggio di una delle più aziende che ha costruito la storia industriale ed economica del nostro territorio", concludono gli esponenti del M5S.

corb Formazione-Lavoro

 

In questo periodo sto studiando le leggi regionali che regolano il servizi per l'impiego e il sistema di istruzione e formazione professionale in Lombardia. Come è noto la nostra regione già da qualche anno ha scelto di abbandonare l'idea che i servizi per l'impiego e per la formazione professionale debbano essere gestiti da enti pubblici a favore di un modello in cui i destinatari di tali servizi possano disporre di una "dote" da spendere a loro scelta in strutture pubbliche (centri per l'impiego, enti di formazione) piuttosto che aziende private (agenzie per il lavoro, ecc).

 

Il presupposto di tale modello consiste nel fatto che i cittadini possano scegliere in base alla qualità dei servizi offerti e ai riscontri positivi ottenuti sul mercato del lavoro.

 

Per questo motivo sia la legge che regola i servizi per l'impiego che quella sulla formazione professionale prevedono la cosiddetta "clausola valutativa", cioè l'obbligo per la giunta regionale di predisporre ogni due anni una relazione sui risultati ottenuti nel promuovere lo sviluppo occupazionale e nel favorire le condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e il raggiungimento di più alti livelli di istruzione e formazione, chiarendo le modalità con cui sono state distribuite le risorse pubbliche destinate all'attività degli operatori.

 

Queste relazioni sono dunque degli strumenti fondamentali per capire come sono stati spesi i soldi pubblici e se hanno effettivamente prodotto dei risultati utili per i cittadini! E per correggere il tiro, nel caso ce ne fosse bisogno.

 

Considerato che le due leggi in questione sono del 2006 e del 2007, ad oggi la Regione avrebbe dovuto produrre sette relazioni valutative del sistema che è stato messo in piedi. In realtà è stata prodotta una sola relazione, nel 2012, sul mercato del lavoro, mentre sul sistema dell'istruzione e formazione lavoro non si è prodotto nulla!

 

Ma c'è di più. La legge prevede un sistema per la valutazione dei servizi per l'istruzione, la formazione e il lavoro finanziati o gestiti dalla Regione e che tale valutazione sia fatta da un soggetto terzo indipendente, il cosiddetto "valutatore indipendente". Anche questa è una figura fondamentale per capire se i soldi dei cittadini siano ben spesi o se finiscono ad enti di formazione che offrono servizi scadenti!

 

Ma anche questo valutatore indipendente, a ben nove anni dall'approvazione della legge, non è ancora stato istituito in via definitiva.

 

Di tutto questo abbiamo chiesto conto all'Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea attraverso un'interrogazione. Nelle prossime settimane si discuterà una proposta di revisione di queste leggi e non mancheremo di far sentire la nostra voce su questi aspetti fondamentali!




Il Movimento 5 stelle chiede, alle forze politiche che andranno al ballottaggio, di impegnarsi dopo l'elezione del Sindaco, ad eleggere un presidente del Consiglio Comunale che sia di garanzia e non un esponente della propria maggioranza come sempre accaduto fino ad ora.

Noi del M5S siamo pronti  ad assumerci la responsabilità di contribuire al corretto funzionamento del prossimo Consiglio Comunale e quindi pronti ad accettare un'eventuale investitura per questo ruolo.

Attendiamo una risposta positiva da parte del prossimo Sindaco e del Consiglio Comunale. In particolare, in virtù della nostra posizione di seconda forza politica Bollatese, riteniamo naturale che la scelta ricada su di noi.

Anche da qui comincia il cambiamento, scelte nuove per un futuro diverso!

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carta-milano-mozione

Il M5S Lombardia ha chiesto alla Giunta Regionale con una mozione, che è stata approvata, di esperire qualsiasi azione utile per migliorare la "Carta di Milano" su temi che meritano riflessione e approfondimento come gli EPA, il Land e Water grabbing, il diritto all'acqua potabile pubblica che non vada incontro a privatizzazioni, gli OGM, il forte utilizzo di pesticidi, l'utilizzo di terreni per coltivazioni destinate a diventare biocarburanti, la finanza etica applicata all'agroalimentare nella direzione di eliminare la speculazione, l'obesità soprattutto quella infantile, le conseguenze, ambientali e sulla salute che comporta un eccessivo consumo di carne, il sostegno a colture tradizionali lavorate con metodi naturali, sostenibili e biologici e l'attenzione all'etichettatura dei prodotti. Nella mozione anche la richiesta che Expo tratti in materia più approfondita i temi della sostenibilità del cibo, dell'educazione alimentare, del superamento del paradosso del cibo.

Per Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia: "La Carta di Milano rischia di non essere sufficientemente incisiva, e rappresenta un documento di intenti che non affronta in modo approfondito alcune tematiche importanti e nodi essenziali del superamento di quel paradosso legato all'accesso al cibo che la Carta si prefigge di superare. Expo, per parte sua deve trattare in maniera ancor più approfondita i temi della sostenibilità del cibo, dell'educazione alimentare, del superamento del paradosso del cibo".

Silvana Carcano, consigliere del M5S Lombardia, aggiunge: "La Carta di Milano è un work in progress, non comprendiamo l'indole rinunciataria di Ambrosoli e apprezziamo tutti i contributi delle altre forze politiche che hanno permesso di mantenere vivo il dibattito su temi cosi importanti. Confidiamo ora sul fatto che Expo possa prendere a cuore maggiormente le tematiche che abbiamo portato in consiglio regionale e che non sono state approfondite a dovere".

Maroni-immigrazione

L'invito di Maroni ai Prefetti di sospendere le assegnazioni dei profughi nei Comuni lombardi, oltre che illegittimo è inutile: solo oggi 500 persone arriveranno da Reggio Calabria, è la solita propaganda sulla pelle dei cittadini e di queste persone in difficoltà. Peraltro è proprio Maroni tra gli artefici di una politica interna che ha lasciato in mano alle mafie la gestione di barconi e centri di accoglienza. Siamo al trionfo della demagogia, giusto per raggranellare qualche voto alle elezioni di domenica. Certo sull'assegnazione dei permessi temporanei la politica può fare la sua parte agendo per velocizzare le Prefetture che devono essere messe in condizione di valutare in modo celere chi ha diritto o meno all'accoglienza. Il problema immigrazione va poi governato a livello europeo dove Renzi e Mogherini hanno dato ampio sfoggio della loro totale incapacità quali membri del governo più debole d'Europa.

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Con il reddito di cittadinanza il Movimento 5 Stelle ha indicato la strada e ora la nostra proposta ha convinto Maroni e  i partiti. In Lombardia una lotta senza quartiere alla povertà e all'esclusione sociale con politiche attive non può attendere un minuto di più, al fine di sostenere lo sviluppo economico e sociale e chi si trova in difficoltà e incentivare il ritorno al mercato del lavoro. Contrastare la povertà significa offrire un futuro migliore a centinaia di lombardi. Siamo felici che la strada che abbiamo indicato abbia coinvolto i partiti e da parte nostra non abbiamo nessuna pretesa di imporre la nostra proposta che però riteniamo un importante punto di partenza. Siamo fieri di essere protagonisti di questo percorso e vogliamo chiudere al più presto per sostenere i cittadini in difficoltà", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

Un mix di politiche attive del lavoro e sostegno al reddito

Se porti nelle istituzioni i veri problemi delle persone, nessun partito potrà più voltare lo sguardo dall'altra parte.  Questo è quello che ha fatto il MoVimento 5 Stelle con il Reddito di Cittadinanza in Lombardia che è entrato nell'agenda politica dell'amministrazione regionale, tant'è che Maroni oggi verrà in Consiglio Regionale per un primo confronto con l'aula.

Meglio tardi che mai, perché la nostra proposta di legge è stata depositata ufficialmente in commissione oltre un anno fa.  Intanto, mentre i partiti litigano su come chiamarlo e su come prendersi il merito (come se la gente non sapesse a chi appartiene questa battaglia) noi abbiamo approfondito e delineato, insieme ai portavoce M5S a Bruxelles, i fondi europei che permetterebbero di finanziare l'intervento.

Il Reddito di Cittadinanza, non sarà una misura assistenzialista ma un mix di politiche attive del lavoro e sostegno al reddito volte a favorire l'inclusione sociale,  destinato a tutte quelle persone che vivono sotto la soglia di povertà. Uno strumento strutturato che integra l'utilizzo di diversi fondi sociali europei e regionali  per perseguire quattro obiettivi essenziali del Fondo Sociale Europeo: il sostegno al reddito e all'affitto, la formazione e gli LSU (Lavori socialmente utili), l'inclusione sociale e la lotta alla povertà.

Il sostegno viene strutturato e modulato in base alle caratteristiche del beneficiario, attingendo da un determinato fondo di riferimento. In questo modo la pensione di un anziano, a cui non serve fare formazione, verrebbe integrata con i fondi regionali prevedendo sconti per i superticket sanitari; i fondi europei verrebbero trasferiti ai giovani ed i disoccupati per le attività di formazione e per i lavori socialmente utili, producendo effetti "terapeutici" anche sull'economia reale e aumentando la domanda interna.

Quale sarebbe l'effetto di questa manovra? Una comunità senza esclusi che sopravvive e lavora.

Per questo a noi non interessa se Maroni lo vuole chiamare "reddito di inclusione sociale", "dote unica persona" o "reddito di emergenza", l'importante è che si dia al più presto una risposta alle richieste di aiuto dei cittadini lombardi in difficoltà.

Il MoVimento 5 Stelle è entrato nelle istituzioni con lo scopo di non lasciare nessuno indietro, e per raggiungere questo obiettivo è pronto a discutere sin da ora con tutte le forze in regione, perché come abbiamo sempre detto, le buone proposte non hanno colore politico.

 

 

bonomi post

Nel corso del consiglio regionale della Lombardia di questa mattina, l'Assessore Garavaglia ha risposto a un'interrogazione del Movimento 5 Stelle della Lombardia sui possibili conflitti di interesse dell'Avv. Giuseppe Bonomi nominato recentemente Segretario Generale della Presidenza di Regione Lombardia. La nomina di Bonomi risulta inopportuna a causa dei contratti di consulenza in essere con aziende del settore trasporto sul tema handling, e l'assessore, in risposta alla nostra interrogazione, ha confermato che effettivamente l'avvocato Bonomi ha una collaborazione a progetto con un emolumento al di sotto del 25% dell'emolumento che riceve dalla regione. Il rapporto non sarebbe vincolato e terminerà il 31 dicembre e, stando alla legislazione, non risulterebbero elementi ostativi alla nomina. E' evidente che la collaborazione esterna a regione dell'avvocato, che ha cambiato formulazione, è stata sistemata in modo da poter rientrare nelle pieghe regolamentari. Resta una situazione spiacevole con una carica regionale apicale  di un ente istituzionale a contratto per altri. Di chi farà gli interessi Bonomi?".

Stefano Buffagni - M5S Lombardia

 

La Valle Camonica sta ospitando due eventi all'insegna dell'omofobia e della discriminazione di genere. Uno di questi, agghiacciante, è ad Angolo Terme dove una "casa spirituale" si proporrebbe di "guarire" i "malati di omosessualità" in un percorso di cinque giorni, ovviamente con il pagamento di 185 euro per ogni persona partecipante. Lo scandalo omofobo, tuttavia, si espande ben oltre i confini di Angolo Terme arrivando al teatro "San Filippo" di Darfo, dove l'Avvocato Gianfranco Amato, il 9 Giugno, terrà addirittura una conferenza dal titolo "Gender, una minaccia per la famiglia".

Il movimento 5 stelle non può restare in silenzio perché ci siamo sempre battuti per tutelare la libertà sotto ogni punto di vista. E' assurdo che al giorno d'oggi pensieri ed eventi del genere trovino ancora posto nella nostra società, come è assurdo pensare che l'omosessualità sia una malattia o qualcosa da cui si debba guarire.

"Noi ci siamo sempre impegnati - afferma l'eurodeputato M5S Marco Zanni - a difendere i cittadini contro ogni forma di discriminazione della persona e contro ogni tentativo di alienazione dei diritti fondamentali. Ogni cittadino o portavoce ha il diritto ed il dovere di manifestare il proprio dissenso contro queste iniziative." Continuando ha ricordato che "Il mondo scientifico ha ribadito più volte la sua posizione: nel 1973 L'American Psychiatric Association (APA) ha dichiarato che l'omosessualità non è una malattia e, quindi, nel 1998 e poi nel 2000, ha affermato la propria opposizione verso qualsiasi trattamento psichiatrico basato sull'assunzione che l'omosessualità sia di per sé un disturbo psichico e che il paziente debba cambiare il proprio orientamento sessuale."

"Vogliamo ricordare a tutti che nel 1992 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiaramente dichiarato più volte che l'omosessualità non è una malattia, rimuovendola dall'elenco dei disturbi psichiatrici e definendola una variante naturale del comportamento sessuale umano. Ci dissociamo assolutamente da queste iniziative discriminatorie che non rappresentano in alcun modo il pensiero del popolo Camuno" ha sottolineato Dario Violi, Consigliere del M5S in Regione Lombardia.

Lottare per il rispetto dei diritti fondamentali della persona sarà sempre un punto fermo delle politiche del M5S. Ognuno deve essere libero di poter manifestare il proprio pensiero in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo possibile, senza dimenticare che : "La tua libertà finisce, dove inizia quella dell'altro".

 

Ufficio Stampa Movimento 5 Stelle Valcamonica - Alto Sebino

ciminiera teem



Venerdì scorso mi sono recato all'ASL Milano 2 a Cernusco sul Naviglio, insieme a due attivisti del M5S di Melzo per incontrare il Direttore Generale dott. Mobilia e il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Medica dott. Montanelli per discutere del caso dei fumi della ciminiera della cava di prestito della Teem tra Melzo e Trucazzano, che tanti disagi sta provocando ai cittadini della zona.

Dopo un paio di sollecitazioni all'Arpa, mi ero rivolto proprio all'ASL, da cui anche le amministrazioni comunali attendevano delle risposte sul caso.

Il dott. Montanelli ci ha consegnato la risposta scritta alla lettera di sollecito che avevo inviato qualche settimana fa.

Durante l'incontro abbiamo discusso delle rilevazioni dei fumi al camino certificate da ARPA e delle verifiche effettuate dagli ispettori ASL.

ASL Milano 2 ha confermato che esiste il problema dei cattivi odori percepiti dagli abitanti del luogo; secondo le rilevazioni ARPA si sono superate di 100 volte le soglie olfattive dei fumi emessi dall'impianto (si tratta di un calcolo scientifico come da letteratura, in base alla presenza di ossidi di zolfo e azoto nei fumi).

I fumi però, sempre secondo gli esperti dell'ASL, non sarebbero nocivi per la salute dei cittadini, in quanto il processo produttivo del bitume che avviene nella cava non avrebbe conseguenze tossicologiche.

Nonostante le rassicurazioni di ASL sulla bassa pericolosità dei fumi dal punto di vista della cancerogenicità dei composti emessi, è evidente che il disturbo è presente e i cattivi odori invadono quodidianamente l'area abitata tra Truccazzano e Melzo, provocando le lamentele dei cittadini che non possono più vivere e lavorare serenamente nelle proprie case, nelle aziende o nelle scuole più esposte alle emissioni.

Sono difatti pervenute moltissime segnalazioni a riguardo sui social network e ai vigili urbani di Melzo e Trucazzano; gli stessi gruppi locali del M5S hanno sentito e documentato il problema per mesi senza però ricevere alcun riscontro dalle autorità cittadine.

Dall'incontro con l'ASL è emerso un altro dato interessante: pur essendoci nel nostro Paese un vuoto normativo rispetto alle emissioni in atmosfera che comportano impatti odorigeni, da tre anni esiste una Delibera della Regione che consente ai sindaci di avviare delle indagini per rilevare i disagi dei cittadini per poi "porre in atto i provvedimenti amministrativi e tecnici che portino alla risoluzione della problematica".

Quindi i sindaci hanno gli strumenti per risolvere il problema. Che cosa aspetta il sindaco di Melzo ad applicare la delibera regionale?

Anche perché a molti è sfuggito un piccolo dettaglio (che non è sfuggito al MoVimento 5 Stelle di Melzo): l'impianto è stato autorizzato a lavorare fino al 2029! Si faccia quindi chiarezza una volte per tutte: l'attività, che si è sempre detto verrà dismessa con la fine dei lavori della Teem, sarà davvero chiusa a breve o i cittadini dovranno convivere con i disagi per altri 14 anni?

Considerata la situazione emergenziale che si è venuta a creare, il sindaco di Melzo deve immediatamente prendere provvedimenti contro i fumi della ciminiera e impegnarsi pubblicamente a chiudere definitivamente l'impianto entro l'estate!

ITR Mutuo prima casa 2010

Il M5S Lombardia ha presentato un'interrogazione all'Assessore alla Casa (SCARICA QUI) relativa alla mancata erogazione del contributo per l'acquisto della prima casa a centinaia di coppie lombarde che, nel 2010, hanno partecipato al Bando regionale e che, pur avendo i requisiti ed essendo in graduatoria, a tutt'oggi non hanno ricevuto il contributo pari a circa Euro 5.000 a coppia.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da coppie che nel 2010 hanno partecipato al Bando Regionale per il contributo per l'acquisto della prima casa e che, pur avendone i requisiti ed essendo in graduatoria, non hanno mai ricevuto dalla Regione alcun contributo. Il Bando stanziava circa 10 milioni di euro che pare siano stati assegnati, con priorità e fino ad esaurimento, a coppie che hanno presentato un reddito zero oppure sotto la soglia di povertà. Ci si domanda in base a quale criterio la Giunta abbia potuto pensare che coppie con questi requisiti, al di sotto della soglia di povertà, potessero stipulare un mutuo con qualsivoglia banca e richiesto di sapere se la Giunta abbia avviato controlli ed accertamenti per verificare l'effettiva stipulazione del mutuo da parte dei beneficiari del Bando, nonché se intenda ottemperare erogando il contributo a tutti gli aventi diritto in graduatoria."

"Inoltre, ci si domanda perché Regione Lombardia non abbia deciso di destinare le risorse residue del biennio 2012-2013 dei Bandi successivi che sono stati un totale fiasco: infatti, su 7 milioni di euro stanziate da Regione per il contributo acquisto prima casa, le domande, in tutta la Lombardia, sono state circa 70 per un totale di risorse erogate pari a sole 700.000 euro. Avevamo già segnalato che le nuove modalità del Bando, con contributo in conto interessi, sono fallimentari: il contributo viene infatti erogato, per il tramite di Finlombarda, direttamente alle banche, e non più direttamente alle coppie, come avveniva fino al 2010. Un affare per le Banche e per Finlombarda che, per la gestione del Fondo, riceve ben 250.000 euro dello stesso. E così le famiglie rinunciano a partecipare al Bando perchè il contributo, spalmato dalle banche nel piano di ammortamento, viene totalmente riassorbito e non viene più percepito come funzionale e attrattivo. Fino al 2010, invece, le domande d'accesso erano migliaia, essendo il contributo di circa 5.000 euro erogato direttamente alle coppie in fase di rogito. Ci si domanda perché la Giunta si ostini, anche con il Bando 2014-2015, ad adottare una modalità che, dati alla mano, si è mostrata poco efficace e funzionale alle esigenze delle famiglie. Abbiamo chiesto perché il disavanzo del biennio 2012-2013 non sia stato invece più utilmente destinato a quelle coppie che, pur avendone i requisiti, sono state escluse dall'erogazione del contributo del Bando 2010 e sono ancora in attesa del contributo".

Iolanda Nanni - Consigliere Regionale M5S Lombardia

 

Se porti nelle istituzioni i veri problemi delle persone, nessun partito potrà più voltare lo sguardo dall'altra parte.  Questo è quello che ha fatto il MoVimento 5 Stelle con il Reddito di Cittadinanza in Lombardia che è entrato nell'agenda politica dell'amministrazione regionale, tant'è che Maroni oggi verrà in Consiglio Regionale per un primo confronto con l'aula.

Meglio tardi che mai, perché la nostra proposta di legge è stata depositata ufficialmente in commissione oltre un anno fa.  Intanto, mentre i partiti litigano su come chiamarlo e su come prendersi il merito (come se la gente non sapesse a chi appartiene questa battaglia) noi abbiamo approfondito e delineato, insieme ai portavoce M5S a Bruxelles, i fondi europei che permetterebbero di finanziare l'intervento.

Il Reddito di Cittadinanza, non sarà una misura assistenzialista ma un mix di politiche attive del lavoro e sostegno al reddito volte a favorire l'inclusione sociale,  destinato a tutte quelle persone che vivono sotto la soglia di povertà. Uno strumento strutturato che integra l'utilizzo di diversi fondi sociali europei e regionali  per perseguire quattro obiettivi essenziali del Fondo Sociale Europeo: il sostegno al reddito e all'affitto, la formazione e gli LSU (Lavori socialmente utili), l'inclusione sociale e la lotta alla povertà.

Il sostegno viene strutturato e modulato in base alle caratteristiche del beneficiario, attingendo da un determinato fondo di riferimento. In questo modo la pensione di un anziano, a cui non serve fare formazione, verrebbe integrata con i fondi regionali prevedendo sconti per i superticket sanitari; i fondi europei verrebbero trasferiti ai giovani ed i disoccupati per le attività di formazione e per i lavori socialmente utili, producendo effetti "terapeutici" anche sull'economia reale e aumentando la domanda interna.

Quale sarebbe l'effetto di questa manovra? Una comunità senza esclusi che sopravvive e lavora.

Per questo a noi non interessa se Maroni lo vuole chiamare "reddito di inclusione sociale" o "dote unica persona", l'importante è che si dia al più presto una risposta alle richieste di aiuto dei cittadini lombardi in difficoltà.

Il MoVimento 5 Stelle è entrato nelle istituzioni con lo scopo di non lasciare nessuno indietro, e per raggiungere questo obiettivo è pronto a discutere sin da ora con tutte le forze in regione, perché come abbiamo sempre detto, le buone proposte non hanno colore politico.

I portavoce del M5S Lombardia

ITR Castello Vigevano 8-06-2015Dopo essersi attivata per la salvaguardia e la tutela della Certosa di Pavia, la Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni ha depositato un'interrogazione (SCARICA QUI) sulla gestione del Castello Sforzesco di Vigevano chiedendo alla Giunta Regionale di attivarsi per la promozione e creazione di nuove opportunità di valorizzazione e di fruizione del Castello.

La Consigliera Nanni dichiara: "Grazie alla collaborazione attiva del M5S Vigevano, abbiamo tradotto in un atto istituzionale le richieste del territorio vigevanese in merito ad uno dei suoi patrimoni architettonici ed artistici più prestigiosi: il Castello Sforzesco che affaccia su una delle piazze più belle d'Italia. E' un vero spreco che il Castello abbia così tanti spazi inutilizzati e ciò nonostante nel lontano 1999 il Ministero dei Beni Culturali e Regione Lombardia avessero siglato un Accordo di Programma per il restauro e rilancio del Castello, e le numerose promesse delle Istituzioni, compresa la Regione, di arrivare a un pieno utilizzo e valorizzazione del complesso monumentale.

"Il Castello di Vigevano - continua Nanni - dovrebbe fare senza dubbio da epicentro delle attività culturali da integrare nel territorio. Per realizzare ciò, abbiamo richiesto, oltre al recupero e alla ri-funzionalizzazione delle sue strutture, anche la predisposizione di adeguati servizi aggiuntivi e soprattutto una seria programmazione culturale. In tale vicenda è da sottolineare che il Comune di Vigevano nel 2010 ha deciso di modificare la destinazione d'uso degli spazi previsti per la biblioteca, come stabilito nell'accordo di Programma con Regione, per destinarli a funzioni museali, di conseguenza rinunciando alla realizzazione della biblioteca nonché rescindendo il contratto, già stipulato e finanziato da un prestito regionale e pagando una penale di 20.000 euro per gli arredi della stessa. Nell'interrogazione chiedo alla Giunta se siano stati avviati accertamenti e verifiche in merito ad eventuali irregolarità sulla variazione d'uso e funzionale degli spazi del Maschio, oltre che sulla regolarità dei lavori effettuati successivamente alla decisione di variazione d'uso presa dalla Giunta Comunale, da biblioteca a spazio museale, in considerazione del progetto definito e approvato a biblioteca."

"La nostra interrogazione - conclude Nanni - invita la Giunta a erogare finanziamenti per la realizzazione della Biblioteca Civica che sarebbe un volano culturale per il territorio, nonchè per il recupero del loggiato bramantesco e dei tanti spazi inutilizzati del Castello, fra i quali ad esempio l'ala ottocentesca, in gestione alla Biblioteca Nazionale Braidense che l'ha utilizzata come sede staccata fino al 2014 e al momento risulta inutilizzata; la scuderia detta di Ludovico; il piano superiore della prima scuderia; i piani superiori del Maschio. Regione Lombardia, se ha a cuore lo sviluppo sostenibile dei nostri territori, non può ignorare la valorizzazione delle nostre bellezze né derogare al ruolo di promozione e salvaguardia delle stesse. "

 

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Una grande vittoria per la legalità, una grande soddisfazione per il M5S Lombardia che raccoglie i frutti di un lungo lavoro. Oggi la Commissione Regionale Antimafia, in seduta congiunta con la Commissione Affari Istituzionali, ha approvato all'unanimità il progetto di legge anticriminalità organizzata di stampo mafioso. Il testo approvato, che andrà in aula il 16 giugno, nasce dalla spinta determinata e costante del M5S sul tema. Il progetto di legge, che ha come relatrice la nostra portavoce Silvana Carcano, è stato depositato a luglio 2014 ed è stato discusso per mesi all'interno di un gruppo di lavoro dedicato. I suoi contenuti, oggi approvati all'unanimità, dimostrano che lavorare con competenza, serietà e trasparenza ripaga e offre un grande servizio ai cittadini. L'accordo unanime raggiunto oggi con la nuova legge, nata da un lungo dibattito e dal deposito di altri due pdl, è la prova che si può fare politica in maniera seria e non ideologica.

Per mesi il Movimento 5 Stelle Lombardia ha lavorato affinché la Regione si dotasse di una legge di contrasto alle mafie. E' evidente che, prima di ogni cosa, bisogna fermare le mafie e rendere puliti e trasparenti i controlli, le nomine e gli appalti. Il nostro progetto di legge contiene numerose novità, ma ciò che più conta è che Regione Lombardia abbia alzato l'asticella della legalità con lo strumento della legge. Certo, non si sconfiggono le mafie solo con le leggi, bisogna poi continuare col fiato sul collo affinché queste leggi abbiano valore concreto. E noi lo faremo.

Per scrivere il progetto di legge ci  siamo consultati con magistrati, docenti, forze dell'ordine e associazioni per la legalità: chi più di loro poteva aiutarci a scovare, nelle pieghe del diritto regionale, degli strumenti realmente efficaci?

La Lombardia è una regione d'insediamento storico delle organizzazioni mafiose: da decenni ospita e accoglie, in forme e in misure diverse, tutte le più importanti, che vi si sono stabilite non solo per le molte possibilità di arricchimento, attraverso investimenti nelle attività legali (grandi opere, imprese, locali notturni) e illegali, ma anche a causa della scarsa resistenza ambientale. La mafia uccide l'economia. La nostra battaglia contro la criminalità organizzata non si fermerà certo il 16 giugno, dopo l'auspicata approvazione in Aula, anzi, inizierà proprio con questa legge, grazie ai nuovi strumenti che avremo a disposizione: abbiamo in campo un importante lavoro antimafia di cui la legge è solo una parte. Agiremo poi su tutti gli altri campi. Questa legge offrirà alla Regione nuovi strumenti. Non aspetteremo un giorno in più per usarli!

 

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Operazione fiato sul collo!
I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle in questi giorni sta portando avanti una operazione a tappeto su tutto il territorio dell'Hinterland Milanese per fare luce nell'oscuro mondo degli appalti pubblici. In stretta e continua collaborazione con i nostri portavoce Regionali, gli ormai numerosi portavoce comunali del M5S stanno iniziando ad  inoltrare alle amministrazioni locali richieste di atti e documenti inerenti gli affidamenti di appalti pubblici.

La zona grigia su cui il Movimento 5 stelle vuole concentrare l'attenzione è quella degli appalti che vanno dai 40 mila ai 100 mila euro che secondo la legge devono prevedere una gara pubblica e che invece, troppo spesso, vengono assegnati in maniera diretta, scegliendo, cioè, in modo arbitrario la ditta a cui assegnare il lavoro. Solitamente, è proprio dietro questa illecita abitudine che si celano voti di scambio, favoritismi e corruzione. Un vero e proprio "sistema" che da decenni nel nostro Paese è alla base dei maggiori sprechi di denaro pubblico oltre che di loschi rapporti tra politica e criminalità organizzata. Il Movimento 5 Stelle, grazie ad una fitta rete di rappresentanti a tutti i livelli istituzionali, prosegue ufficialmente la propria battaglia in tema di appalti pubblici... La corruzione crea povertà!

MoVimento 5 Stelle

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Ormai la Teem e la Brebemi sono realtà e la ferita al territorio lombardo è stato inferta; si può comunque cercare di limitare i danni.

Sull'onda dell'approvazione della nostra mozione sull'inedificabilità e la protezione delle spazi aperti ai lati dei lotti già realizzati di Pedemontana, ho presentato un'interrogazione all'Assessore regionale ai Trasporti, Alessandro Sorte, affinché anche gli spazi aperti lungo i lati di Teem e Brebemi vengano tutelati e protetti dal rischio di colate di cemento per realizzare centri commerciali e quant'altro.
Evitiamo che queste nuove autostrade diventino il pretesto per cementificare il territorio, come è successo per l'A4 Milano-Venezia!

 

 

Paola Macchi, consiglier regionale del Movimento 5 Stelle dichiara: "Stanno prendendo in giro i lombardi. Oggi 3 giugno scadevano i termini per la presentazione dei subemendamenti alla riforma sanitaria proposta dalla maggioranza. Il percorso finora è stato denso di ostacoli, prima il libro bianco, poi una delibera di giunta diversa ma non approvata da tutti i gruppi di maggioranza, poi una modifica dei primi 32 articoli della delibera, i più importanti, visto che riguardano l'organizzazione  di Asl e ospedali e dell'intero sistema sanitario lombardo; a questo punto, ogni gruppo politico aveva tempo di presentare i suoi emendamenti entro oggi e quindi cominciare la discussione in commissione. E invece un ennesimo blocco da parte di una maggioranza evidentemente spaccata su questa riforma, che è diventata solo "evoluzione del sistema sanitario" durante il percorso, evidenziando così un'intenzione che a noi pare precisa: dare una spolveratina all'attuale sistema , impostato da Formigoni, cambiando qualche nome ma non la sostanza, senza toccare interessi pubblici e privati di chi non vuole rinunciare alla gestione di quasi 18 miliardi di euro".

"Il nuovo termine di presentazione degli emendamenti è stato fissato provvisoriamente per il 15 giugno, ma la data di discussione in aula è già stata fissata per il 14 luglio. Pare incredibile che si pretenda di discutere la riforma più importante degli ultimi 18 anni in un mese scarso,  eppure pare proprio quello che succederà, a questo punto è lecito domandarsi se per la maggioranza è più importante salvaguardare il proprio "potere"  oppure lavorare seriamente ed approfonditamente per dare una sanità più efficiente ai cittadini lombardi", conclude Macchi.

 

"Con il rinvio a giudizio, l'obbligo morale è dimettersi. E sono parole che Roberto Maroni, ha speso nel 2012 per il rinvio a giudizio di Formigoni ed Errani", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Ci aspettiamo che nel caso che lo vede coinvolto si comporti esattamente come ha dichiarato, parola per parola. L'indagine che vede coinvolto Maroni, e che lui stesso definisce una sciocchezza pare essere il solito caso di classe politica che piazza amici, amanti e parenti nei posti pubblici con stipendi pagati dalle tasse dei cittadini e senza alcuna valutazione di merito. Solo con il Movimento 5 Stelle la Regione Lombardia può ripartire mettendo le persone giuste al posto giusto".

Padiglione-Lombardia_post

I cittadini lombardi non meritano di essere rappresentati così a Expo. Il padiglione Lombardia è il frutto di una gestione approssimativa, prima da parte di Expo Spa, che avrebbe dovuto consegnare alla Regione il padiglione finito "chiavi in mano", poi da parte di Maroni che, per risolvere un problema, ha consegnato alla Lombardia e al mondo un sottospecie di opera d'arte contemporanea che potremmo intitolare "Vernice che cola su cemento, 2015 -  Roberto Maroni"

Dopo Giuseppe Sala anche Maroni aveva "commissariato" Diana Bracco, la presidente di Expo Spa (da una settimana indagata per evasione fiscale in qualità di presidente del cda delle società del suo gruppo Bracco Spa), e messo in campo un'opera di restyling del Padiglione che è terminata il 29 maggio, il giorno della "Festa della Lombardia", un mese dopo l'inizio della manifestazione universale. Il risultato è un disastro su tutta la linea.

Tutto quello che passa tra le mani di Diana Bracco non arriva mai a termine. Dopo l'allontanamento dal Padiglione Italia la Bracco ha compromesso anche l'immagine del Padiglione Lombardia, consegnando uno spazio imbarazzante, vuoto e non ultimato, come testimoniato anche dalla nostra visita ai cantieri. Ora Maroni ha completato l'"opera".

Su Diano Bracco abbiamo detto tutto quello che c'era da dire. Più volte abbiamo denunciato il conflitto di interesse della Bracco, più volte l'abbiamo chiamata in commissione Antimafia, in più occasioni le abbiamo chiesto di chiarire tutte quelle situazione grigie in cui era coinvolta, come il caso Acerbo e l'appalto sull'Albero della vita. Perché Diana Bracco non è mai venuta a relazionare in commissione come richiesto da rappresentanti di cittadini eletti? Questo comportamento continua ad alimentare dubbi sulla trasparenza del suo operato.

M5S Lombardia