Luglio 2013

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha presentato oggi una interrogazione sulle difficoltà per il nosocomio emerse con il licenziamento del dirigente sanitario e del dirigente amministrativo da parte del Commissario Straordinario.

In particolare, a poche settimane dalla sua nomina di Commissario Straordinario, Simona Bettelini - che stando al curriculum non ha mai rivestito il ruolo di Direttore Generale se non per pochi giorni quale Direttore Generale vicario, ha provveduto al licenziamento, per motivi ad oggi ignoti, del direttore sanitario Antonio Bonaldi e del direttore amministrativo Valentino Colao.

E' consuetudine che l'allontanamento e la nomina di queste due figure apicali siano effettuate dal Direttore Generale con l'assenso della Direzione Generale della Sanità.

Proprio per questo, e considerato anche che l'ospedale è alla vigilia dell'apertura del maxi cantiere di ristrutturazione, un'opera da 207 milioni, che durerà sette anni, vorremmo rassicurazioni sul fatto che la dottoressa Bettelini possegga i requisiti per essere nominata Commissario Straordinario.

Vorremmo anche capire i reali motivi di questi licenziamenti e se l'Assessore alla Salute Mantovani e il Direttore Generale dr. Bergamaschi ne fossero al corrente. Il sospetto è che ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di contrasto tra la Lega e il PDL per la gestione della cosa pubblica, considerata "cosa loro" a discapito dei cittadini; insomma la solita guerra tra comitati d'affari, quali sono ormai diventati i partiti" conclude il consigliere.

Il M5S Lombardia oggi in seduta Commissione Sanità ha pienamente condiviso le istanze delle Associazioni NAGA, Gris, Avvocati per Niente e Caritas ed è intervenuto riconoscendo il valore dell'alto impegno di queste associazioni che sopperiscono sul territorio a lacune e farraginosità normative che negano il riconoscimento di diritti fondamentali come quello dell'assistenza sanitaria a persone non regolarmente presenti nel nostro paese, negando anche alcuni diritti ai minori, che, in quanto tali, non possono essere considerati clandestini.

Pertanto, abbiamo dichiarato la nostra intenzione a promuovere una mozione in Consiglio Regionale che impegni la Giunta a recepire l'Accordo Stato-Regioni stipulato il 20 dicembre 201,2 già recepito da altre 6 Regioni italiane, e sul cui recepimento la Lombardia è in forte ritardo, chiedendo che anche la nostra regione dia un forte segnale di impegno per la tutela del legittimo diritto all'assistenza sanitaria dei cittadini stranieri.

Movimento 5 Stelle Lombardia ha accompagnato il Comitato Valorizzazione Tutela Piano Agricolo Bianzone (Sondrio) a depositare una petizione di 2500 firme in regione che chiede la sospensione del rilascio di autorizzazioni e concessioni all'attività estrattiva e della predisposizione della valutazione ambientale strategica del Piano cave della Provincia di Sondrio.

Il Comitato Valorizzazione Tutela Piano Agricolo Bianzone chiede: "la discussione della petizione depositata presso il Consiglio Provinciale e presso il Consiglio Regionale e supportata da 2500 firme di cui oltre duemila di cittadini di Bianzone e della Provincia di Sondrio. La petizione chiede che venga sospeso il rilascio di ulteriori autorizzazioni/concessioni all'attività estrattiva nelle more della predisposizione ed approvazione della VAS, valutazione ambientale strategica del Piano cave della Provincia di Sondrio".

Abbiamo atteso più di trenta minuti la ripresa dei lavori di un consiglio regionale che non era stato nemmeno ufficialmente sospeso. E' inaccettabile che un consiglio venga tenuto in ostaggio dal PdL che è in disaccordo sulle nomine, e che il presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, che dovrebbe essere super partes, avvalli questo stop ai lavori. Cattaneo è lo stesso presidente che in altre occasioni ha mostrato particolare zelo nel rispetto dei tempi di sospensione. L'obiettivo era la spartizione politica delle nomine di organi regionali.

Per questo M5S Lombardia ha abbandonato l'aula consiliare, per protesta, e non ha partecipato alla votazione per le nomine di organi del Consiglio Regionale come il Co.re.com e il Consiglio delle Pari Opportunità.

Per M5S abbandonare l'aula prima del voto rappresenta un atto di denuncia che si configura come un dovere istituzionale nel momento in cui i partiti, di maggioranza e minoranza, assegnano poltrone secondo criteri che non rispondono a logiche di competenza e di merito ma solo di prossimità partitica.

Non è quindi un problema di persone, ma di metodo, capacità e di totale trasparenza: il nostro drastico abbandono dell'Aula è un segnale forte contro un sistema, quello della lottizzazione partitica e dello spoil system, che non condividiamo e che non ci appartiene e a cui chiediamo di porre fine, come del resto chiedono i cittadini lombardi.

La Lombardia che ci ha consegnato questa classe politica è affetta da un clientelismo tossico. Enti, aziende partecipate, ASL e uffici pubblici hanno alla guida persone che nel curriculum hanno prima di tutto la vicinanza e la simpatia per questo o quel partito. E spesso si tratta delle stesse persone, come nel caso di ALER Milano coi suoi 80,5 MIL EUR di debito, che si rendono responsabili di clamorosi e intollerabili danni a carico dei cittadini e per le quali, in molti casi, neanche ci si scomoda ad accertare le responsabilità.

Le poltrone sono assegnate senza alcuna valutazione di opportunità di buon governo e rispondono solo a logiche di spartizione di potere interne ai partiti. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati e i pericoli per l'efficienza del sistema regione delle nomine partitiche.

M5S sta elaborando una proposta di legge per rendere il processo di nomina dei dirigenti degli enti pubblici totalmente orientato al bene comune, trasparente e lontano dalle logiche di partito.

Oggi l'Italia e la Regione Lombardia sono ad un punto di non ritorno, devono azzardare quel salto rispetto ad una logica passata gravemente dannosa, smontando il sistema della piovra politica i cui tentacoli si diramano in tanti settori.

Se non fosse per gli enormi interessi economici dei cittadini in gioco nell'affaire Città della salute sull'Ex Area Falk di Sesto San Giovanni, 330 milioni di euro di denaro pubblico, ci sono tutti gli elementi per una farsa.

È attesa l'annunciata firma del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin che arriverebbe in zona cesarini per consentire alle 20 di questa sera al Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni di deliberare la cessione dell'area.

Città della Salute è un progetto pericoloso nel quale il confine tra interessi e affarismo privato e benefici del pubblico è stato ampiamente superato. Al progetto, che si vuole su uno dei siti più inquinati d'Italia, manca una valutazione di impatto sanitario e non risponde a una coerente programmazione regionale sanitaria.

Al contrario,vergognosamente, soddisfa gli interessi della cerchia formigoniana e della longa manus di Penati. A monte del progetto ci sarebbe un sistema tangenti portato alla luce dalle denunce dell'imprenditore Pietro Di Caterina e ancora tutto da chiarire, il Sistema Sesto.

Restano poi i dubbi dei tecnici sulle possibilità di una completa decontaminazione dell'area, non c'è alcuna certezza dei tempi per la bonifica che si sovrapporrebbero all'inizio dell'edificazione della struttura. Si parla poi di una consegna dell'opera per il 2019.

Gli ospedali di Legnano, Como e Vimercate sono stati costruiti in soli 4 anni con costi di manodopera di molto inferiori.

Con l'edificazione della Città della Salute si esaurirebbero risorse per la Sanità lasciando sofferenze gravi in altre strutture ospedaliere pubbliche.

Insomma, la Regione non ha un euro per gli investimenti di edilizia sanitaria e impegna tutte le proprie risorse che realizzerà con la vendita delle aree dell'attuale Besta per una operazione dai contorni ambigui e problematici.

Questa matassa indistricabile di affarismo e interessi privati a presunto beneficio del pubblico deve essere fermata. Ci auguriamo che il Ministro della Salute e tutte le parti in causa abbiano le idee chiare su quello che stanno facendo.

In merito alle numerose email ricevute da tutti noi consiglieri, da cittadini che stanno lamentando il finanziamento di 150.000 euro per il contenimento delle nutrie approvato nella sessione di assestamento di bilancio 2013, desideriamo spiegare la nostra posizione.

Noi non vogliamo che quei soldi vengano impiegati per "sterminare" o uccidere nei modi più violenti quegli animali, ma che vengano impiegati affinché persone competenti, come biologi, ecologi e studiosi dell'ambiente trovino una serie di misure per far si che il numero dei roditori sia contenuto e che non ci sia una proliferazione eccessiva, possibile e già in atto, e che può arrecare danni soprattutto all'intero ecosistema della nostra zona.

Il tutto nel pieno rispetto degli animali. Ricordiamo che la nutria e un animale alloctono, senza predatori naturali (vista soprattutto la carenza di volpi e falchi ad esempio) immesso irresponsabilmente in un ambiente non pronto a sostenerne un numero eccessivo, pertanto misure contenitive sono necessarie, vista anche la facilità di riproduzione.

Quindi vogliamo misure non di sterminio, ma contenitive, e individuate da persone competenti (non certamente da chi non vede l'ora di premere un grilletto).

Prendiamo atto della denuncia di Maroni e cioè che Aler Milano sarebbe a rischio di insolvenza con un debito di 80,5 milioni, risultato palese di una scellerata politica delle nomine partitiche sulle quali ha responsabilità dirette il centro-destra, Lega compresa, che hanno governato la Lombardia gli ultimi vent'anni.
Invitiamo Maroni a non esitare a percorrere qualsiasi strada per tutelare gli interessi dei cittadini lombardi; valutando eventuali azioni di responsabilità verso gli amministratori e costituendosi parte civile negli eventuali processi.

Per diminuire il debito si è parlato di taglio dei dipendenti, ma i posti di lavoro vanno preservati. Ci auguriamo che siano invece decapitate le consulenze per le quali Aler Milano spende somme astronomiche. E questo è frutto di assunzioni per fini politici e sono i fatti di cronaca a dirlo. Sulle nomine la politica ha pesantissime responsabilità. Le nomine di favore non sono più tollerabili.

Fino a ieri l'orientamento del consiglio era quello di fare un agglomerato di Aler per creare un ente enorme di nome Alpe. Siamo davvero sicuri di voler proseguire sul progetto Alpe?
Una realtà come quelle di Aler Milano potrebbe compromettere tutte le altre. Movimento 5 Stelle chiede infine una azione di controllo a tappeto sullo stato di salute economico finanziaria di tutte le ALER.

Ieri, nel corso della riunione della Commissione Sanità, è stata presentata la relazione del comitato paritetico sulle funzioni sanitarie non tariffabili, finanziamenti poco trasparenti alla sanità Lombarda.

Il movimento 5 Stelle ha preso una posizione decisa nel denunciare l'incompletezza delle valutazioni presentate e ha invitato la Commissione a integrare il documento con analisi e dati più dettagliati. Da notare che le funzioni non tariffabili sono state all'origine di una serie di indagini giudiziarie, ancora in corso, a carico di noti politici e imprenditori lombardi.

Quello delle funzioni non tariffabili è un tema nevralgico: vale un miliardo di euro all'anno erogato in totale discrezionalità. Le funzioni cosiddette 'tossiche', quelle che hanno generato inchieste giudiziarie, riguardano strutture sanitarie private come San Raffaele e Maugeri.

Nessun consigliere della maggioranza, se escludiamo la Lista Maroni, era presente alla discussione. Sono assenze gravi che rimarcano ancora una volta l'ambiguità della linea politica dei partiti che evidentemente non vogliono entrare nel merito della questione. In linea con la maggioranza abbiamo assistito anche al pesante silenzio del PD.

Movimento 5 Stelle, oltre a chiedere di integrare l'analisi, ci ha tenuto a evidenziare la necessità di una totale inversione di rotta: le funzioni non tariffabili devono essere gestite con la massima trasparenza. Oggi non accade poiché i finanziamenti sono erogati, per molte funzioni, senza vincolo di destinazione e senza obbligo di rendicontazione. Sarebbe finalmente ora di chiudere un capitolo nero della sanità lombarda.

I Consiglieri regionali di Movimento 5 Stelle Lombardia ci tengono ad esprimere totale solidarietà, vicinanza e affetto al consigliere comunale di Monza del Movimento 5 Stelle Gianmarco Novi che è stato oggetto di pesanti minacce, insieme all'altro consigliere 5 stelle Nicola Fuggetta.

Il Consigliere Novi ha ricevuto una lettera anonima nella quale si legge: "Stai molto attento a quello che fai e dici sull'Autodromo di Monza. Attento a come ti muovi, sappiamo dove abiti e possiamo spaccarti le gambe quando vogliamo".

Gli avvertimenti mafiosi non fanno altro che spronare la voglia di democrazia di Movimento 5 Stelle, che respinge con fermezza qualsiasi forma di violenza e che non si farà in alcun modo intimidire. Le intimidazioni non fermeranno il rinnovamento che il Movimento 5 Stelle sta imponendo democraticamente al paese dando voce ai cittadini nelle istituzioni.

I Consiglieri di Movimento 5 Stelle Lombardia

Il Cosniglio regionale ha approvato una risoluzione per potenziare la rete di accompagnamento per le imprese in difficoltà (RAID) attraverso la realizzazione di ulteriori azioni finalizzate all'attrazione di potenziali investitori, anche tramite l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi in raccordo con Finlombarda

Movimento 5 Stelle, che ha votato favorevolmente alla risoluzione spiega: "Abbiamo contribuito con il nostro voto favorevole e numerose proposte sui temi della sostenibilità accolte in Commissione, all'avvio di un nucleo operativo per il potenziamento di azioni a favore delle principali crisi aziendali e l'accompagnamento alla riconversione industriale di siti produttivi da parte di nuove imprese. L'urgenza di risposte politiche alla crisi è sotto gli occhi di tutti, ora è necessario che alle belle parole seguano fatti concreti".

Ieri in Ufficio di Presidenza (UdP) del Consiglio Regionale M5S ha votato contro la variazione di bilancio per spostare 200 mila euro sui patrocini onerosi.

Le iniziative per le quali dovevano essere stanziati avevano dubbio valore sociale e culturale e altrettanto dubbia rilevanza regionale.

Di conseguenza l'UdP ha pensato di rivedere i trenta patrocini onerosi da deliberare nella seduta, concedendo per alcuni solo il patrocinio gratuito, per altri rinviandoli a settembre e per il resto dimezzando i contributi, passando ad un totale di 96 mila euro stanziati, meno della metà.

M5S ha comunque votato contro tutti i patrocini onerosi, tranne uno, una gara sportiva per disabili.

Per il movimento i patrocini onerosi vanno gestiti con criteri più stringenti, trasparenti e oggettivi e non demandati ad una banale istruttoria di uffici interni priva di filtri.

M5S si è inoltre astenuto su di una delibera per una mostra fotografica ANSA sull'istituzione regionale. Pensiamo che possa essere troppo autocelebrativa del ventennio formigoniano.

La presidenza ha offerto garanzie che tutto l'Ufficio di presidenza parteciperà alla progettazione e relativa selezione delle immagini. M5S ha rilanciato proponendo in parallelo alla mostra che evidentemente si farà, un concorso fotografico sullo stesso tema per giovani fotografi.

Il 28 maggio il Consiglio Regionale lombardo impegnava la Giunta Regionale a fare il possibile, presso il Ministero competente, per la riapertura del presidio DIA di Malpensa. Il presidio era stato chiuso il 13 maggio.

Il 22 luglio il Governo, nella persona del sottosegretario Martina, è stato ascoltato dalla Commissione regionale antimafia e ha manifestato disinteresse per il presidio giustificando la chiusura per motivi organizzativi ed economici. Movimento 5 Stelle Lombardia ha considerato la giustificazione strumentale. Il 25 luglio, in Parlamento, è stato accolto un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegnava il governo a revocare la chiusura.

Considerato l'allarme per le infiltrazioni mafiose in Lombardia contenuto nella relazione parlamentare antimafia e del Comitato antimafia del Comune di Milano, il gruppo consigliare Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato una interrogazione con risposta in aula per sapere quali azioni sono state intraprese per "la riapertura del presidio di Malpensa".

Il nucleo informativo della DIA di Malpensa ha sempre garantito il contrasto alla criminalità organizzata.

Il Senato, il Consiglio Regionale della Lombardia e la relativa commissione antimafia, la commissione comunale antimafia di Milano, le associazioni, i sindacati e i cittadini chiedono la riapertura di quel presidio.

Maroni dichiarava "chiamerò il ministro Alfano e il presidente del Consiglio e dirò loro che il presidio DIA di Malpensa non deve essere chiuso. Punto".

Evidentemente le telefonate di Maroni a Roma sono andate a vuoto, al di là degli impegni che assume la sua giunta su mandato del Consiglio regionale e con il voto favorevole persino di Lega nord e Pdl.

Resta che la Lombardia è stata privata di un argine alla criminalità organizzata e alla sue possibili infiltrazioni esattamente nel momento nel quale incomincia a muoversi la macchina dei lavori di Expo. Con l'interrogazione chiediamo che Maroni si prenda le sue responsabilità, e che la Giunta intervenga rapidamente per la riapertura della DIA di Malpensa.

Non ci sorprende l'ennesimo stop alla firma definitiva sul progetto Città della Salute. L'assenza del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin alla firma prevista per oggi è un segnale da non sottovalutare rispetto a quello che solo venerdì era un accordo già concluso.

Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario all'opera perché è inconcepibile pensare di curare un malato di cancro in un ospedale costruito sull'Ex Falk a Sesto San Giovanni, uno dei terreni più inquinati d'Italia. Questo è quello che succederà se andrà in porto il progetto che vedrà trasferiti dal territorio milanese a quello sestese i due più grossi ospedali per la cura dei tumori e per le malattie neurologiche, l'Istituto dei tumori e il Besta. Proprio per questo i portavoce di M5S a Roma, la settimana scorsa, hanno depositato due diverse interrogazioni, una al Ministro dell'Ambiente e l'altra a quello della Salute. Che nei ministeri si siano finalmente resi conto dell'assurdità del progetto?

Abbiamo letto fiumi di inchiostro sul progetto urbanistico Città della Salute, e sui costi per la cittadinanza di circa 330 milioni di euro; purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di leggere uno straccio di valutazione preventiva dell'impatto sanitario dell'opera.

Non vorremmo, tra un anno, vederci costretti a dichiarare: noi ve lo avevamo detto.

Proprio per questo ribadiamo, a differenza degli esponenti del PD in consiglio regionale, il nostro no alla Città della salute: Istituto neurologico Besta e Istituto dei Tumori possono trovare facilmente una collocazione separata in edifici attualmente esistenti sul territorio. Avevamo ad esempio proposto di collocare il Besta presso spazi già disponibili presso l'ospedale Niguarda. Cemento, mattoni e consumo del suolo non sono sinonimi di salute, tantomeno se il suolo in questione è pesantemente inquinato.

Come promesso abbiamo incontrato ieri cittadini, attivisti e assessori coinvolti direttamente nella ricerca di una soluzione per gli intollerabili ingorghi sulla statale Regina.

Nonostante le vaghe dichiarazioni di Maroni che, nei giorni scorsi, ha promesso di trovare, senza però dire in quali tempi e dove, il denaro per la variante della Tremezzina, la realtà è che le risorse in regione non ci sono o sono impegnate in altre speculazioni.

L'opera faraonica poi, comporterebbe anni di scavi, detriti, cemento, occupazione del suolo, espropri e un ulteriore aggravio dei problemi di traffico con mezzi pesanti in circolazione per anni. Si prevedono quindi costi immani di costruzione e gestione dell'opera, problemi di sicurezza e problemi di circolazione delle acque.

La costa, per molti anni, diventerebbe un polveroso cantiere a cielo aperto con ingenti perdite per il turismo non recuperabili nel medio-lungo periodo.
La splendida cornice della costa lariana del Lago di Como verrebbe squarciato.

Questi aspetti non si possono certo sottovalutare tanto che la popolazione del lago rifiuta l'opera. Si potrebbero prevedere per migliorare la situazione, interventi di importi inferiori ma maggiormente mirati a sostenere la vivibilità ed il traffico dell'area.

Movimento 5 Stelle è contro la politica degli slogan e per una politica delle risposte concrete.

Nel corso dell'incontro sono emerse numerose idee, ad esempio sulla gestione del traffico, percorribili da subito. Perché non incominciare proprio da questo?

A settembre organizzeremo incontri per definire una serie praticabile di interventi concreti e in tempi certi per alleggerire il problema degli ingorghi.

Movimento 5 Stelle ha depositato una interrogazione a risposta in commissione all'Assessore regionale alla sanità Mario Mantovani sull'ipotesi di chiusura della guardia medica di Menaggio.

Il movimento è preoccupato perché, stando a fonti di stampa, non sarebbe garantito, per l'immediato futuro, il servizio di guardia medica a Menaggio, e perché la centrale operativa di Como, che già risponde alle chiamate dei pazienti di Sondrio, dovrà rispondere anche per Maneggio con un surplus di lavoro al quale non corrisponderebbero nuove assunzioni.

La guardia medica è un servizio necessario perché risponde alle richieste delle fasce più deboli della popolazione come persone non autosufficienti, bambini e anziani.
Non è chiara la logica per la quale la ASL, secondo quello che dice la stampa, ha deciso la chiusura della guardia medica e se ci saranno altre chiusure.

Negli ultimi sei mesi, dalle 20 alle 8, quel centralino aveva effettuato ben 866 visite domicilio.

Movimento 5 Stelle chiede all'Assessore Mantovani se è vero quanto riportato dalla stampa, quali sono le motivazioni che hanno portato allo smantellamento del servizio e se su quel territorio sono previsti provvedimenti di riduzione per servizi simile.

Movimento 5 Stelle ha depositato oggi una interrogazione a risposta in Commissione all'Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani sull'assunzione di personale alla Fondazione IRCCS del policlinico San Matteo di Pavia.

Nell'interrogazione, firmata da M5S, si legge che "nel prossimo ottobre 2013 è prevista l'apertura del nuovo DEA che dovrebbe avere - per il pieno funzionamento - una copertura pari a 253 risorse fra infermieri, tecnici e operatori sanitari" e che "attualmente risulta esserci una copertura pari a soli 33 infermieri".

Movimento 5 Stelle chiede all'Assessore se dalla Fondazione Policlinico San Matteo è arrivata richiesta formale per l'apertura di bandi per l'assunzione di nuovo personale, se esistono garanzie sulle assunzioni, necessarie, qual è lo stato di avanzamento della procedura e se l'assessorato garantirà le risorse necessarie per il mantenimento delle eccellenze e per il pieno funzionamento del nuovo DEA.

Domani M5S incontrerà a Pavia il personale del San Matteo.

Questo atto chiede garanzie di piena operatività, e di trasparenza del nuovo DEA la cui apertura è stata ampiamente annunciata.

L'ampliamento di una struttura di pronto soccorso è utile e necessario per Pavia, ma solo se insieme alle risorse tecnologiche, ci saranno tutte quelle risorse umane necessarie per il pieno funzionamento della struttura.

E' bastata una mail per avere tutti i verbali del "Sottotavolo per le Infrastrutture" legate ad Expo 2015.

Stiamo vagliando attentamente il contenuto, prima di renderlo pubblico, e non mancheremo di chiedere il contributo di tutti i cittadini e attivisti per verificare se la montagna di soldi che sarà spesa per queste opere sia giustificata e se davvero saranno realizzati in tempo per expo o se invece saranno l'ennesimo sperpero di denaro pubblico, ancor più grave vista la crisi economica, sul modello Mondiali Italia 90 (stadi e opere pubbliche mai completate per tempo).

A questo si aggiunge un quesito al quale non possiamo esimerci: pensate che senza la presenza del M5S in Regione Lombardia queste informazioni sarebbero diventate di pubblico dominio?

La risposta la conoscete.

Silvana Carcano, capogruppo e portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia spiega, nel corso del Consiglio regionale del 23 luglio 2013 il voto è contrario di movimento 5 Stelle all'approvazione del bilancio.

I politici non hanno ragionato sui contenuti, ma si sono limitati a votare solo sulla base di ordini di scuderia dei partiti. Su disabili, scuola, sanità e comunità montane gli stessi politici che lottano nelle commissioni su questi temi, hanno votato irrimediabilmente contro le proposte di Movimento 5 Stelle.
Questo è un atteggiamento irresponsabile che rende la politica lontana dai cittadini. Ancora una volta prevalgono le logiche di partito e le incongruenze di una democrazia che a causa dei partiti non esercita la democrazia.

La vecchia politica non appartiene al Movimento 5 Stelle che valuta la bontà dei contenuti proposti. Le enormi incongruenze alle quali abbiamo assistito non consentono che il voto contrario all'assestamento del bilancio.

Mentre si taglia su tutto i partiti in Regione Lombardia non interrompono il flusso di denaro pubblico a sostegno della scuola privata.

Il Consiglio regionale del 23 luglio 2013, su proposta del PdL, con il favore della giunta Maroni e l'inqualificabile astensione del PD, ha approvato un ordine del giorno che finanzia ancora una volta il sistema dei buoni scuola, milioni di euro alle famiglie di ragazzi che frequentano gli istituti privati con una "dote scuole per il sostegno alle famiglie per la libertà di scelta educativa". E la "libertà di scelta educativa" non è altro che un modo per camuffare un buono alle famiglie che iscrivono i figli alle scuole private.

Nel 2012 sono stati erogati 30 milioni di euro per la dote scuola, un provvedimento di sostegno agli studenti delle scuole pubbliche, il 91% degli studenti lombardi, mentre ben 33 milioni sono stati destinati alle famiglie "per l'accesso e la libera scelta dei percorsi educativi", cioè ai buoni scuola per le private. Altri 350 mila euro sono stati destinati per il processo di attuazione degli interventi all'accesso e la libera scelta educativa. Gli stanziamenti rappresentano perfetta continuità con l'opera di Formigoni che per anni ha massicciamente e, spesso indirettamente, sovvenzionato la scuola privata.

Il voto contrario all'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle è solo il primo atto di contrasto ad una politica di bilancio che offre sostegno a chi non ne ha effettivamente bisogno. L'obiettivo di M5S è lo spostamento di finanziamenti indiretti alla scuola privata , tramite buoni che possono essere richiesti da famiglie già benestanti, a quella pubblica in grave stato di crisi.

Tre no alla manovra finanziaria di Regione Lombardia. Così il Movimento 5 stelle ha bocciato con altrettanti voti contrari, nel corso del Consiglio regionale, la manovra finanziaria presentata dalla Giunta Maroni.

No al conto consuntivo 2012 del Consiglio Regionale. Il no nasce dalle anomalie rilevate nella documentazione del bilancio sul finanziamento di stampa e testate radiotelevisive. Per il movimento, la spesa di decine di migliaia di euro per pubblicizzare le attività del consiglio è immotivata. Movimento 5 Stelle ha chiesto anche l'accesso al sistema di contabilità del consiglio e della Giunta per esercitare un'ulteriore attività di confronto e controllo puntuale e precisa.

No al rendiconto 2012. Movimento 5 Stelle non era ancora in Regione Lombardia nel 2012 ma quell'anno, ha rappresentato il momento più basso a livello morale ed etico per la regione. Il rendiconto del 2012 rappresenta gli scandali, gli arresti di assessori per voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e per finanziamento illecito. L'uso improprio dei fondi pubblici è denunciato da più parti. Proprio per questo Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario al rendiconto 2012.

No all'assestamento del bilancio 2013. Il voto è contrario di movimento 5 Stelle è motivato dal comportamento illogico al quale il movimento ha assistito in aula. Una vera e propria farsa.

I politici non hanno ragionato sui contenuti, ma si sono limitati a votare solo sulla base di ordini di scuderia dei partiti. Su disabili, scuola, sanità e comunità montane gli stessi politici che lottano nelle commissioni su questi temi, hanno votato irrimediabilmente contro le proposte di Movimento 5 Stelle. Questo è un atteggiamento irresponsabile che rende la politica lontana dai cittadini. Ancora una volta prevalgono le logiche di partito e le incongruenze di una democrazia che a causa dei partiti non esercita la democrazia. La vecchia politica non appartiene al Movimento 5 Stelle che valuta la bontà dei contenuti proposti. Le enormi incongruenze alle quali abbiamo assistito non consentono che il voto contrario all'assestamento del bilancio.

Il Movimento 5 Stelle, nell'ottica di una opposizione costruttiva, ha comunque presentato nel corso della seduta numerosi emendamenti e ordini del giorno per orientare verso un futuro sostenibile la distribuzione delle risorse pubbliche in Lombardia. Tutti gli atti presentati sono stati respinti a colpi di maggioranza, spesso con il voto favorevole della presunta opposizione di Partito Democratico e Lista Ambrosoli.

Tra gli emendamenti, in particolare, è stato ritenuto non ammissibile quello che chiedeva l'abrogazione dell'articolo 25 della legge regionale 33 del 2009, la cosiddetta "legge Daccò". Movimento 5 Stelle prende atto che il Consiglio regionale, con dei tecnicismi, non vuole chiudere il capitolo nero della sanità Lombarda in tema di finanziamento alla sanità privata. La "legge Daccò" con il sistema criminoso che ha generato, ha portato al crollo della giunta Formigoni e ad un netto squilibrio tra privato e pubblico nella distribuzione delle risorse nella sanità lombarda tutto a favore del privato.

Il Consiglio regionale ha bocciato, con il voto bipartisan di Pdl, Pd, Lega e Lista Ambrosoli e Lista Maroni, la proposta di M5S di istituire un fondo per il microcredito.

Doveva essere quello il luogo nel quale il Movimento 5 Stelle Lombardia, in accordo con gli uffici della Giunta, avrebbe destinato le risorse decurtate dallo stipendio dei consiglieri del gruppo. Il fondo, con un regolamento di utilizzo, avrebbe consentito, l'accesso trasparente a piccole e medie imprese al microcredito. I Consiglieri del Movimento 5 Stelle, riducendosi lo stipendio, hanno già accantonato più di 200 mila euro.

Per Movimento 5 Stelle la bocciatura è un atto strumentale dei partiti che impedisce al movimento, per ora, di mantenere un preciso impegno elettorale.

Questa è una ulteriore dimostrazione di quanto PD e PDL siano uniti ed allineati quando si parla di soldi. Evidentemente temono quelli che concretamente pretendono di mantenere quando promesso in campagna elettorale ai cittadini.

Per Movimento 5 Stelle è inaccettabile che chi è stato incapace di ridursi concretamente lo stipendio strumentalizzi la volontà politica di un gruppo che ha effettivamente decurtato gli stipendi dei consiglieri.

Nel corso della discussione i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno parlato di elemosina alle imprese. E' un punto di vista inaccettabile: quel denaro è pubblico ed è stato sottratto ingiustamente dai partiti dalle casse regionali.

Movimento 5 Stelle valuterà, nei prossimi giorni, altri percorsi per restituire finalmente denaro pubblico alle piccole e medie imprese.

Il Consiglio regionale ha anche respinto, con il voto contrario di tutte le forze politiche eccetto M5S, un ordine del giorno sul rendiconto di bilancio 2012 della Regione Lombardia che imponeva maggior trasparenza e una più corretta informazione rispetto a quanto rilevato dalla Corte dei Conti sul bilancio 2012. In particolare Movimento 5 Stelle chiedeva di aggiungere sul sito della regione, nella sezione "Trasparenza", al titolo inutilmente propagandistico "Regione, conti in regola" l'assunto "con rilievi della Corte dei Conti".

Il Consiglio ha poi respinto un ordine del giorno di M5S sul fondo famiglia, risorse che la giunta vorrebbe destinare i gruppi familiari fragili. Il movimento, favorevole alla destinazione di denaro ai nuclei familiari in difficoltà, ha però denunciato che la somma per la costituzione della somma è stata sottratta, in parte, ai fondi destinati alla salute e non, come promesso, attraverso il reperimento di nuove risorse. Il fondo famiglia risulta oggi a tutti gli effetti uno spot elettorale delle maggioranza che non è stata in grado di offrire una visione trasparente della costituzione del fondo e dei suoi destinatari.

M5S è intervenuto anche su ARPA, l'agenzia ambientale della regione, con la richiesta di maggiori risorse quale investimento a protezione dell'ambiente utile al miglioramento della salute dei cittadini con una conseguente diminuzione della spesa sanitaria. L'ordine del giorno di Movimento 5 Stelle è stato respinto.

Quanto alla scuola, un ordine del giorno che chiedeva la diminuzione dei fondi erogati per la libera scelta dei percorsi educativi. Per la dote scuola sono stati stanziati 34 milioni di euro, per la libera scelta la stessa cifra. La dota scuola si rivolge al 91% dei ragazzi, solo il 9% alle scuole private. Movimento 5 Stelle ritiene del tutto squilibrata la destinazione delle risorse. Il consiglio regionale ha bocciato, ancora una volta, la proposta.

(fonte: ANSA) - MILANO, 23 LUG - L'emendamento alla legge di
assestamento di bilancio 2013 che chiedeva l'abolizione delle funzioni non tariffabili in sanità (giornalisticamente ribattezzata 'legge Dacco'' dopo le inchieste sulla sanità lombarda) proposto dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Silvana Carcano è stato dichiarato non ammissibile dal presidente del Consiglio della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.

La non ammissibilità è stata decisa sulla base del fatto che si sarebbe emendato un articolo di una legge regionale non oggetto di discussione nella seduta in corso, la legge 33 del 2009, il testo unico in materia di sanità..

Il capogruppo ha chiesto di intervenire dopo la comunicazione del presidente Cattaneo e quest'ultimo ha replicato spiegando che interventi in proposito delle decisioni di ammissibilità non sono previsti dal regolamento.

Riguardo la vicenda, il M5S Lombardia ha scritto anche un post sul blog di Beppe Grillo sostenendo che ''da questa mattina abbiamo assistito ad un tira e molla negli uffici tecnici
sull'ammissibilità, o meno, dell'emendamento'' e che ''il Consiglio regionale deve assumersi la responsabilità'' di metterlo in votazione. (ANSA).

1069909_10201635043977691_769368961_n.jpgIl Consiglio regionale ha bocciato, con il voto bipartisan di Pdl, Pd, Lega e Lista Ambrosoli e Lista Maroni, la proposta di M5S di istituire un fondo per il microcredito.

Doveva essere quello il luogo nel quale il Movimento 5 Stelle Lombardia, in accordo con gli uffici della Giunta, avrebbe destinato le risorse decurtate dallo stipendio dei consiglieri del gruppo. Il fondo, con un regolamento di utilizzo, avrebbe consentito, l'accesso trasparente a piccole e medie imprese al microcredito. I Consiglieri del Movimento 5 Stelle, riducendosi lo stipendio, hanno già accantonato più di 200 mila euro.

Per Movimento 5 Stelle la bocciatura è un atto strumentale dei partiti che impedisce al movimento, per ora, di mantenere un preciso impegno elettorale.

Questa è una ulteriore dimostrazione di quanto PD e PDL siano uniti ed allineati quando si parla di soldi. Evidentemente temono quelli che concretamente pretendono di mantenere quando promesso in campagna elettorale ai cittadini.

Per Movimento 5 Stelle è inaccettabile che chi è stato incapace di ridursi concretamente lo stipendio strumentalizzi la volontà politica di un gruppo che ha effettivamente decurtato gli stipendi dei consiglieri.

Nel corso della discussione i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno parlato di elemosina alle imprese. E' un punto di vista inaccettabile: quel denaro è pubblico ed è stato sottratto ingiustamente dai partiti dalle casse regionali.

Movimento 5 Stelle valuterà, nei prossimi giorni, altri percorsi per restituire finalmente denaro pubblico alle piccole e medie imprese.

1069909_10201635043977691_769368961_n.jpgMovimento 5 Stelle con un emendamento che chiede la cancellazione dell'articolo 25 della legge regionale 33 del 2009, ha proposto al Consiglio regionale di abrogare la cosiddetta "legge Daccò", dal nome del noto faccendiere, ciellino lobbista della sanità privata lombarda, arrestato e condannato. Pierangelo Daccò per tre anni ha pagato vacanze di lusso all'ex governatore Formigoni.

La legge, in soli tre anni, ha consentito l'erogazione di circa 180 milioni di euro alla sanità privata accreditata, la metà dei quali sono stati destinati alla Fondazione San Raffaele e alla Fondazione Maugeri da cui sono originati gli scandali con le note inchieste giudiziarie tuttora in corso.

"Da questa mattina", spiegano i consiglieri nel corso di una conferenza stampa, "abbiamo assistito ad un tira e molla degli uffici tecnici sull'ammissibilità, o meno, dell'emendamento".

"Chiediamo finalmente di mettere una pietra sopra a questa pagina nera della sanità lombarda tra arresti, processi e condanne per reati come associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali, appropriazione indebita, corruzione e turbativa d'asta.
I cittadini lombardi non meritano tutto questo. A dispetto degli azzeccagarbugli della vecchia politica l'emendamento è ammissibile.

Proprio per questo il Consiglio regionale deve assumersi la responsabilità di approvare il nostro emendamento onde evitare di perpetrare il prolungarsi di pratiche illegali ai danni dei malati della sanita pubblica che si vede depauperata di ingenti risorse utilizzate per "dubbie" finalità private".

I consiglieri regionali M5S Lombardia

I Consiglieri regionali di Movimento 5 Stelle Lombardia ci tengono ad esprimere totale solidarietà, vicinanza e affetto al consigliere comunale di Monza del Movimento 5 Stelle Gianmarco Novi che è stato oggetto di pesanti minacce, insieme all'altro consigliere 5 stelle Nicola Fuggetta.

Il Consigliere Novi ha ricevuto una lettera anonima nella quale si legge: "Stai molto attento a quello che fai e dici sull'Autodromo di Monza. Attento a come ti muovi, sappiamo dove abiti e possiamo spaccarti le gambe quando vogliamo".

Gli avvertimenti mafiosi non fanno altro che spronare la voglia di democrazia di Movimento 5 Stelle, che respinge con fermezza qualsiasi forma di violenza e che non si farà in alcun modo intimidire. Le intimidazioni non fermeranno il rinnovamento che il Movimento 5 Stelle sta imponendo democraticamente al paese dando voce ai cittadini nelle istituzioni.

I Consiglieri di Movimento 5 Stelle Lombardia

Il Consiglio regionale lombardo di domani, grazie ad uno dei numerosi emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle Lombardia, avrà finalmente l'occasione per abrogare la cosiddetta Legge Daccò.

Con la semplice approvazione dell'emendamento, che chiede la cancellazione dell'articolo 25 della legge regionale 33 del 2009, i consiglieri regionali potrebbero dire la parola fine a un sistema opaco di assegnazione di denaro pubblico a enti privati che ha causato i noti scandali che hanno portato al crollo del sistema politico formigoniano. Sono degli ultimi mesi le prime condanne a imprenditori, politici e lobbysti per reati gravi come associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali e appropriazione indebita.

Molti dei protagonisti di quella stagione, come Roberto Formigoni, restano ancora in attesa di giudizio con capi di imputazione come corruzione, turbativa d'asta e associazione a delinquere.

Con un atto concreto Movimento 5 Stelle chiederà ai consiglieri regionali di seppellire quel sistema di malaffare e uno stop al drenaggio discrezionale di denaro pubblico all'imprenditoria privata.

Per M5S è un atto dovuto ai cittadini lombardi che hanno visto un'intera classe politica, insieme a numerosi imprenditori del settore della sanità, adottare comportamenti opportunistici e non orientati a una gestione virtuosa della cosa pubblica con un danno enorme per la collettività.

Movimento 5 Stelle presenterà domani emendamenti e ordini del giorno al rendiconto generale per il 2012 e assestamento al bilancio per il 2013 nel corso di una conferenza stampa a partire dalle 13.30 presso Palazzo Pirelli - sala B primo piano Consiglio regionale della Lombardia, via Fabio Filzi 22.

I Consiglieri di Movimento 5 Stelle Lombardia

I consiglieri lombardi del Movimento 5 stelle, esprimono la loro incredulità per quanto accaduto a Laura Prati. Laura Prati era una madre di famiglia ed è a tutti i suoi cari che va il nostro pensiero. Siamo preoccupati da questa violenza latente che periodicamente si esprime con atti inconsulti.

Gli amministratori pubblici devono poter fare il proprio lavoro in serenità, senza temere raptus di folli che si sentono autorizzati ad attentare alle loro vite per una vendetta personale o per dare sfogo a violenza repressa.

L'attenzione verso lo stato psicologico di chi ha la possibilità di utilizzare armi deve essere più alta perché non succeda mai più che una persona, una donna, un amministratore pubblico, rimanga vittima di una simile follia.

Questa mattina si è tenuta la seduta della Commissione Antimafia. All'ordine del giorno l'audizione del Sottosegretario del Governo con delega EXPO, Maurizio Martina (PD) e del Sottosegretario all'attuazione del programma ed EXPO 2015 della Regione Lombardia, Fabrizio Sala (PDL).

Purtroppo l'audizione si è rivelata di dubbia utilità.

Il Sottosegretario Martina ha rilasciato numerose dichiarazioni non supportate da documenti ufficiali. In particolare, sul presunto potenziamento dell'attività investigativa e di controllo della DIA non ha saputo dare spiegazioni in merito alla decisione del Governo Letta di chiudere la sede della DIA presente nell'aeroporto di Malpensa; nonostante il parere contrario di tutto il Consiglio Regionale, il Sottosegretario Martina si è limitato a sostenere che le attività di controllo antimafia verranno ampliate senza però produrre alcun atto a supporto di tale tesi.

Il Sottosegretario Sala ha parlato della manifestazione Expo senza entrare in questioni riguardanti la lotta ai tentativi di infiltrazione criminale e ha lasciato la Commissione prima ancora di potergli esporre delle domande.

Come M5S abbiamo messo in evidenza che la Commissione Antimafia deve lavorare in maniera sostanziale e non solo formale, necessita quindi della documentazione a sostegno di quanto esposto dagli auditi.

La sensazione del M5S è che il ritardo conseguito nell'eseguire le opere connesse e nelle misure antimafia possano determinare quanto temuto dal Comitato Antimafia milanese, presieduto dal prof. Dalla Chiesa: che il fattore tempo abbassi le soglie di legalità e stigmatizzi i controlli come impacci controproducenti:

Dove sono le relazioni della Prefettura sui controlli degli appalti e subappalti di Expo S.p.A? Che risultati hanno prodotto? E perché la Commissione Antimafia non ha i verbali dei Tavoli Lombardia per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori? Molte opere connesse a Expo non hanno ancora copertura finanziaria, come si realizzeranno? Con che soldi? Con che tempistiche? Andando in deroga alla legislazione vigente così come da poteri ora disponibili dall'ing. Sala, Commissario Unico per Expo?

A maggio 2013 il Comitato Antimafia presieduto da Nando Dalla Chiesa ha scritto nella relazione che a) sembra che non si tenga nel debito conto la diffusione di cantieri e lavori esterni all'area Expo b) non si consideri l'importanza di efficaci e tempestive misura di intervento nel caso di violazioni del medesimo protocollo c) si faccia comunque eccessivo affidamento sull'osservanza delle procedure formali. Cosa è cambiato da maggio ad oggi? Cosa è peggiorato visto il passaggio ad una situazione d'urgenza che consente la deroga alle legislazioni vigenti?

Queste le domande poste oggi al Sottosegretario Martina e Sala alle quali non abbiamo ottenuto risposta.

Aspettiamo. Chiederemo di avere risposta scritta. Non vogliamo che la Commissione Antimafia Regionale sia solo formalmente costituita. Pretendiamo che sia tenuta in stretta considerazione in maniera sostanziale, rispondendo alle domande poste e presenziando per tutta la durata della stessa, in segno di collaborazione e di proficua lotta alla criminalità organizzata.

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Martedì 16 luglio la Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio regionale ha visitato l'azienda "Caffaro spa" a Brescia, nota per essere stata la causa del vasto inquinamento da PCB che interessa una ampia zona del Comune di Brescia e limitrofi. Al mattino presso lo STER di Regione Lombardia a Brescia si è svolto un incontro pubblico fra la Commissione stessa, la Provincia di Brescia, il Sindaco di Brescia ed i capigruppo consiliari, i Sindaci di Castegnato e Passirano, i rappresentanti di ASL di Brescia, ARPA e dell'azienda e gli Assessori regionali Terzi e Bordonali.

Al pomeriggio si sono visitati l'azienda e i luoghi pubblici sotto sequestro ed interessati dalla contaminazione.

"Dopo 12 anni siamo ancora qui a discutere di come iniziare la bonifica, di come trovare i finanziamenti. Dall'incontro non è uscito nulla di nuovo. Le priorità non sono il Commissario, che non avrà la bacchetta magica, nemmeno la riperimetrazione del sito di interesse nazionale e nemmeno nuove indagini epidemiologiche. Tutto quello che c'è da sapere lo sappiamo già, è lì sotto i nostri occhi da 12 anni. La priorità è mettere a disposizione fondi per la bonifica, stanziati con regolarità nel corso degli anni e con cifre adeguate (non certo i quasi 7 milioni di euro ora disponibili) e certe, in modo che le azioni di bonifica possano essere programmate e definite nel migliore dei modi. Questo sia per quanto riguarda i fondi nazionali per le aree interessate dal SIN, sia per i fondi comunali e regionali da mettere a disposizione per le aree non comprese nel SIN". Commentano i commissari Gianmarco Corbetta, Andrea Fiasconaro e Giampietro Maccabiani.

Siamo assolutamente contrari alla costruzione di una discarica di amianto a Ferrera Erbognone che si collocherebbe su un'area già ampiamente compromessa da un punto di vista ambientale e, di conseguenza, della salute umana, dalla presenza della raffineria ENI di Sannazzaro e da numerosi altri impianti fortemente impattanti su un'area storicamente da sempre vocata alla risicoltura ed all'agricoltura.

Grazie a un ordine del giorno del M5S approvato dal Consiglio Regionale, il Programma Regionale di Sviluppo di questa Giunta dovrà presto introdurre un sistema di valutazione dell'impatto sanitario delle politiche pubbliche regionali anche a fronte della progettazione di nuovi impianti sul territorio, come le discariche di amianto.

Ad oggi purtroppo, non solo l'impatto sanitario non è preso in considerazione, ma non viene neanche adottato il principio di precauzione che dovrebbe sempre ispirare le Istituzioni nell'adozione di politiche cautelative su decisioni di carattere politico ed economico che espongono la popolazione a potenziali rischi. E sappiamo che la sinergia di agenti patogeni scatenata dalla presenza di più impianti sulle stesse aree eleva di molto l'alto tasso di rischio per la salute dell'ambiente e delle persone, come per il caso della discarica di amianto

Esattamente mentre l'Assessore alla Sanità Mario Mantovani, in visita a Bergamo, dichiarava che "la nostra sanità lombarda opera con eccellenza e con grande riguardo per la spesa" e che "le cose a Bergamo funzionano bene" una azienda odontoiatrica accreditata al Servizio Sanitario Regionale è stata chiusa per una truffa da 170 mila euro proprio ai danni della Lombardia.

Non è possibile quindi per Movimento 5 Stelle condividere l'entusiasmo dell'Assessore. Il privato, soprattutto nel campo dell'odontoiatria ma non solo, sta sostituendosi prepotentemente al pubblico. E vuole fare profitti.

Da qui nascono storture come prestazioni odontoiatriche eccessive ed inutili e rendiconti di prestazioni mai rese. Da questo punto di vista, oltre ad un impegno per controlli informatici a tappeto delle fatturazioni e delle prestazioni dei privati, anche di quelli che operano con gestione in service presso aziende ospedaliere che nessuno penserebbe di verificare perché "coperte" dalla figura pubblica, chiediamo all'Assessore un netto cambio di rotta. La Sanità lombarda ha bisogno di più pubblico e meno privato. Non è mai troppo tardi.

M5S Lombardia ha presentato oggi una interpellanza alla Giunta Regionale per approfondire, anche su sollecitazione del Comitato Difesa Salute e ambiente di San Polo, il punto di vista sull'impianto di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi che si vorrebbe realizzare a Rezzato, in provincia di Brescia.

L'area rigurgita di discariche come l'ex Cava Piccinelli contenente rifiuti radioattivi, la discarica di rifiuti tossico nocivi VePart o in via Brocchi la discarica di amianto sottoposta a sequestro; sono numerosi gli stabilimenti inquinanti tra acciaierie e bitumifici.

L'ASL ha ampiamente confermato che una nuova discarica nella zona non è sostenibile dal punto di vista igienico sanitario e i cittadini che vivono lì, i comuni coinvolti dal progetto e la Provincia hanno detto molto chiaramente il loro no all'impianto.

Il 2 luglio scorso è stata approvata in Consiglio Regionale una mozione che impegna la Giunta regionale a valutare una moratoria sulle autorizzazioni per impianti di smaltimento rifiuti in zone già compromesse, con particolare attenzione all'area di Montichiari (BS).

La zona di San Polo-Buffalora-Rezzato ricade ampiamente nella triste categoria delle aree già sottoposte in maniera eccessiva a stress ambientali e sanitari per la popolazione, pertanto un ulteriore aggravio della situazione lo riteniamo inaccettabile.

Con l'interpellanza chiediamo alla Giunta una valutazione di opportunità del progetto, soprattutto alla luce dei continui pareri negativi delle Autorità competenti, degli Enti locali e delle rappresentanze dei cittadini.

Ieri la Commissione Sanità della Regione Lombardia ha ascoltato i referenti regionali e nazionali del CIPOMO, il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, il professor Roberto Labianca ha rimarcato che all'Ospedale Carlo Poma di Mantova da tempo è scoperto il posto di primario di oncologia medica.

La figura è contemplata nel piano di organizzazione dell'ospedale. Manca solo il bando.
Mantova è una zona altamente endemica per i malati oncologici sfugge il senso di non dotarsi di un primario proprio su questa materia. M5S chiederà ufficialmente all'Assessore Mantovani di procedere per far sì che si apra il bando.

Abbiamo letto con interesse il vivace e importante dibattito relativo alla variante della Tremezzina.

Al di là dei titoli altisonanti, come portavoce e consiglieri eletti di Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ci teniamo a sottolineare che quel voto contrario all'inserimento nel piano regionale di sviluppo della variante voleva essere un segnale chiaro di diffidenza del Movimento 5 Stelle a quella che è solo una promessa, l'ennesima ai cittadini, del Consiglio regionale e dei partiti.

Siamo insomma ancora lontani da quell'atto concreto, che invece vorrebbe il Movimento 5 Stelle, che finalmente dia una risposta realistica alle difficoltà che vivono i cittadini. La priorità è quella di riqualificare la strada prima di tutto, studiando contestualmente come risolvere il problema di traffico ed ingorghi al più presto.
Proprio per questo siamo pronti a confrontarci direttamente con la cittadinanza, come di consueto facciamo per qualsiasi iniziativa, per trovare insieme soluzioni realistiche, anche per le casse della Regione, in tempi certi.

Fare promesse con titoloni, senza sostanza alle spalle non rientra nelle nostre corde. Ogni
decisione senza il benestare dei cittadini è da considerarsi priva di sostanza per il Movimento 5 Stelle. I cittadini devono essere messi in condizione di prendere le decisioni consapevoli di tutte le variabili in gioco, comprese disponibilità reali di risorse, progetti chiari,definiti e tempistiche di realizzazione degli interventi.

I Consiglieri di movimento 5 Stelle Lombardia

Diaria sempre, anche da assenti, è questo in parole povere il contenuto della delibera 120 votata a maggioranza l'8 luglio scorso dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale Lombardo, con il solo voto contrario di Eugenio Casalino, portavoce del M5S.

Ancora una volta i partiti si ergono a paladini dei loro privilegi e si garantiscono la diaria anche in caso di assenza "giustificata" per partecipazione ad altri riunioni, missioni, incarichi e in caso di assenza per malattia.

Questo è un privilegio bello e buono. Tutti lavoratori dipendenti, e in particolare quelli pubblici, subiscono la decurtazione degli stipendi (la diaria non esiste) in caso di malattia.

I consiglieri regionali percepiscono uno stipendio, l'indennità di carica di circa quattromila euro netti, che non viene sfiorata in alcun modo dalle assenze più l'indennità di funzione (se dovuta) e rimborso forfettario mensile di 4.200 euro netti. In sede di definizione della legge regionale 3/2013 avevamo chiesto che questo forfait venisse decurtato di 280 euro giornalieri per qualunque assenza, proposta bocciata con rimando, appunto, alla definizione di regole da parte dell'ufficio di presidenza.

La casta colpisce ancora ma noi non smetteremo di denunciare le loro furberie.

Non ci soddisfa la composizione della commissione-consulta Sviluppo Sanità voluta da Roberto Maroni per la riforma del sistema sanitario della Lombardia. Per carità, una riforma che vada oltre il sistema formigoniano è utile e necessaria, ma solo se si muoverà da principi chiari e condivisi dalla popolazione come più sanità pubblica, più prevenzione e no alla logica del profitto nella sanità lombarda.

Da questi punto di vista, per Movimento 5 Stelle, la composizione della consulta, con dodici luminari a titolo gratuito, non offre sufficienti garanzie. Tra i luminari c'è chi ha importanti conflitti di interesse e sta lavorando attivamente su progetti di sanità privata fortemente impattanti per la Regione Lombardia dal punto di vista del consumo di suolo e degli investimenti pubblici, ci sono inquisiti e indagati e c'è persino un tecnico come il medico personale di Silvio Berlusconi.

Il primato dei tecnici, o presunti tali, sulla politica, una moda che dal Capo dello Stato, alla presidenza del Consiglio è arrivata fino alla regione Lombardia, fin qui non ha offerto risposte all'altezza delle aspettative. Sempre che abbia offerto delle risposte.

Peggio i tecnici hanno sempre lavorato nell'ottica di subordinare interessi meramente privati a quelli pubblici. Ci piacerebbe che la Commissione ci offrisse maggiori garanzie in questo senso. Per di più l'opposizione, come al solito, ha appreso di decisioni già prese senza aver alcuna voce in capitolo sulle persone scelte a immaginare il futuro della sanità lombarda.

I consiglieri di M5S Lombardia

Seguiamo con attenzione le vicende legate agli ingenti danni causati da una forte tempesta di vento e grandine abbattutasi nella mattinata di sabato nel territorio casalasco-viadanese tra le provincie di Mantova e Cremona e nella bassa bresciana. I danni più gravi li ha riportati il settore agricolo, porteremo, già mercoledì prossimo, la grave situazione all'attenzione della Commissione Agricoltura chiedendo alla Commissione a all'Assessore Fava tempestivi interventi.

Siamo stati dal sindaco di Torre de' Picenardi (Cr), Mario Bazzani, e da alcuni agricoltori della zona duramente colpiti, per sentire dalla loro voce quanto successo. Anche igli agricoltori più anziani sostengono che non si era mai vista una situazione del genere.
Fa specie ricordare che poche settimane or sono, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento, l'ex Governatore Formigoni, abbia tweettato scomuniche contro gli ambientalisti che lamentano i drammi dei cambiamenti climatici, per lui inesistenti.

I drammi ambientali sono inevitabilmente drammi sociali, ogni giorno ne abbiamo conferma, se ancora ne avessimo bisogno. Chi nega i primi declassandoli a turbe mentali di pochi ambientalisti preoccupati per le sorti di qualche albero, evidenzia un'ignoranza tale da compromettere il significato del suo ruolo politico.

Noi portavoce del M5S in Regione Lombardia manterremo i contatti con gli agricoltori e i cittadini colpiti da questo evento climatico inaspettato e ci informeremo anche, tramite l'Assessore alla protezione civile, circa le azioni di messa in sicurezza del territorio e di ripristino dei fabbricati danneggiati.


Movimento 5 Stelle ha depositato una interrogazione a risposta in commissione sulle problematiche del Polo materno infantile di Varese.

Il polo, ospitato presso l'Ospedale Del Ponte, è oggetto di un costoso ampliamento. Tra le opere in fase di realizzazione, per esempio, l'abbattimento del Padiglione Vedani di cinque piani e la costruzione di un nuovo edificio nel quale ospitare la nuova struttura sanitaria insieme alla creazione di un parcheggio interrato sotterraneo nel parco secolare vicino a "Villa Augusta" che non coprirebbe nemmeno le necessità del personale.

Ci giungono segnalazioni di fortissimi disagi, oltre che per la viabilità a causa dei lavori, per i pazienti e il personale che devono fare la spola per esami e visite specialistiche tra l'Ospedale Del Ponte, che ha tre reparti, e l'Ospedale Di Circolo.

Il polo poteva benissimo essere collocato senza creare doppioni poco efficienti, inutili e costosi presso l'Ospedale Di Circolo che ha molti padiglioni vuoti e un reparto di Geriatria e maternità già operativo. Per questo chiediamo alla Regione il dettaglio dei costi dell'opera e dei costi di gestione annuale ed eventuali penali in caso di stop dei cantieri. Di più, ci interessa sapere se e dove si intendono fare parcheggi per il personale e i visitatori. L'idea è quella di mettere le basi per fermare l'opera inutile e investire meglio le risorse pubbliche.

Nelle falde acquifere di numerosi Comuni della Bassa Bergamasca (certamente Verdellino, Ciserano, Arcene, Castel Rozzone e Treviglio) è nota da tempo la presenza di cromo esavalente, uno degli agenti cancerogeni e mutageni più pericolosi che esistano e il cui raggio d'azione si allarga progressivamente col passare del tempo.

Una soluzione al problema esiste e si chiama biorisanamento: esso impiega alcuni particolari microrganismi che trasformano chimicamente il cromo esavalente nell'innocuo cromo trivalente, eliminandolo direttamente alla fonte di contaminazione in un breve lasso di tempo (tempi di bonifica pari a circa due mesi). Tale soluzione è stata già sperimentata con successo nelle aree inquinate intorno all'azienda Cromoplastica di Verdellino, sotto il monitoraggio di ASL ed Arpa Lombardia che hanno definito "notevoli" i risultati delle sperimentazioni data la bontà dei parametri di inquinamento del terreno a seguito della bonifica.
Tale metodo è stato proposto in via ufficiale a Regione Lombardia dalla Ditta Galium di Brescia per la bonifica su larga scala della zona industriale di Ciserano, ad un costo di 1,4 milioni di euro.

Una risposta dei comuni della Bassa Bergamasca e di Regione Lombardia a tale proposta non c'è mai stata e neppure un qualsiasi confronto. Attualmente le bonifiche da cromo esavalente nella zona sono condotte sulla base di un progetto che prevede la costruzione di barriere idrauliche, ovvero linee di pozzi che prelevano l'acqua dalla falda scaricandola nelle rogge. Non è affatto chiaro se tale progetto sia stato scelto attraverso un bando di gara e non è pubblico alcun dettaglio del progetto che chiarisca se e in quale modo avvenga la depurazione delle acque. Ciò che sappiamo è che la cifra impegnata per la realizzazione e gestione della barriera è di 5 milioni di euro (pertanto circa 4 volte la soluzione del biorisanamento) ed è lecito supporre che la complessità delle opere idrauliche coinvolte richiederà non pochi interventi di manutenzione negli anni e quindi oneri aggiuntivi.

Il M5S ha presentato in Regione Lombardia un'interrogazione in cui viene richiesto il monitoraggio di tutte le aree interessate, oggi e in passato, dall'attività di aziende che hanno impiegato cromo esavalente, ed un'altra per chiedere spiegazione del silenzio sulla proposta del biorisanamento e quali siano le modalità di affidamento degli appalti inerenti le bonifiche ambientali.
Per informare e sensibilizzare i cittadini su tali questioni, il M5S di Bergamo e provincia sarà presente con banchetti informativi sabato 13 luglio a Dalmine (in Largo Europa dalle 8.30 alle 12.30, in Piazza Caduti 6 luglio 1944 dalle 18.00 alla mezzanotte) e domenica 14 luglio a Bergamo (dalle 10.30 alle 19.00 in via XX Settembre).

L'idea di edificare una struttura ospedaliera d'eccellenza, anche per la cura dei tumori, su di un terreno pesantemente inquinato e su di una falda acquifera ricca di sostanze chimiche pericolose per la salute è assurda.

Immaginarsi un ospedale per la cura dei tumori in una zona fortemente inquinata è esattamente quello che si sta facendo in Lombardia con la Città della Salute, un polo ospedaliero che si vorrebbe edificare sulle aree della Ex Falk a Sesto San Giovanni. Una follia.

ll sito è tra quelli riconosciuti dallo Stato a più alto rischio sanitario ed ecologico per concentrazione di inquinanti e pericolosità. Nonostante questo, il 25 luglio prossimo, sarà probabilmente sottoscritto l'accordo per l'avvio dei lavori. Saranno coinvolte le istituzioni locali, tra cui la Regione Lombardia, la proprietà dell'area, la Fondazione IRCCS Carlo Besta e la Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori.

Il progetto scellerato, va fermato con tutti i mezzi possibili. M5S, con l'intento di giungere ad uno stop definitivo del progetto, ha presentato un'interrogazione al Presidente della Regione Roberto Maroni, e all'Assessore alla Salute Mario Mantovani, dopo aver appreso, da fonti a stampa, della presentazione di un ricorso al Capo dello Stato e di un appello al Consiglio di Stato, da parte dei proprietari dell'area, riguardo agli eccessivi aumenti per i costi della bonifica dell'area.

Con questa interrogazione chiediamo al Presidente e all'Assessore di Regione Lombardia di verificare se gli atti resi noti dalla stampa rispondono al vero e sono stati effettivamente depositati. Qualora fosse così, in attesa di un eventuale pronunciamento sul tema della più alta carica dello Stato, chiediamo alle parti in causa di bloccare l'accordo di programma del prossimo 25 luglio sulla Città della Salute. Loro non si fermeranno mai. Noi neppure.

Domenica 7 luglio si è tenuta, presso la Villa Reale di Monza, "Verso Expo 2015", l'iniziativa istituzionale, alla quale sono intervenuti il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio, diversi Ministri della Repubblica, il Corpo Consolare, i rappresentanti delle principali organizzazioni e agenzie internazionali in tema di alimentazione, i Commissari Expo di Onu e Unione Europea, i Presidenti delle Regioni Italiane, le autorità locali lombarde e altri stakeholder economici e scientifici.

M5S Lombardia, verificato che i costi dell'iniziativa sono stati sostenuti "dalla società Expo, da sponsor e da Regione Lombardia", secondo la delibera 336/X del 27 giugno 2013, ha depositato una interrogazione al Presidente della Giunta Roberto Maroni e all'Assessore competente in materia per conoscere i costi complessivi dell'evento.

M5S Lombardia ha chiesto di conoscere anche la ripartizione delle spese tra società EXPO, di cui Regione Lombardia è socio, gli sponsor e Regione Lombardia stessa; quali sponsor sono stati coinvolti nell'iniziativa e a quali capitoli di spesa si riferiscono le spese sostenute.

La richiesta di verifica dei costi di questo evento promozionale è utile e necessaria. Sono mesi che sentiamo parlare dei supposti e mai dimostrati benefici di Expo. Parliamo anche dei costi vivi per i cittadini lombardi, a partire da questo evento monzese. La nostra iniziativa, per nulla ideologica, vuole informare i contribuenti su come e quanto tali eventi incidono sui conti regionali.

Su invito dell'Associazione "Noi, Ambiente e Salute" e di cittadini residenti nella zona M5S Lombardia ha depositato una interrogazione a risposta scritta sui problemi idrogeologici nell'area tra la confluenza dei fiumi Oglio e Po nel tratto di San Matteo delle Chiaviche e Cizzolo.

Il tratto di argine maestro è danneggiato, la sponda interna sta franando nonostante i lavori di consolidamento effettuati nel 2012 con spese importanti.

La regione Lombardia dovrebbe garantire risorse fresche per 600 mila euro. Proprio per questo chiediamo di sapere con certezza quando inizieranno i lavori di ripristino e messa in sicurezza dell'argine e di valutare eventuali responsabilità per lo smottamento solo apparentemente consolidato nel 2012.

Chiediamo poi lumi su eventuali piani di evacuazione della zona in caso di alluvione e un incontro tra le istituzioni e i residenti per discutere in che modo si intende affrontare la problematicità idrogeologica del territorio.

Oggi, l'Assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava ha risposto all'interrogazione presentata da Movimento 5 Stelle Lombardia sul tema del consumo di suolo agricolo connesso alla realizzazione dell'Autostrada Cremona-Mantova.

Nell'ottava commissione, l'Assessore ha ribadito la sua storica contrarietà all'opera, già espressa anche in altre occasioni, perché la realizzazione dell'autostrada non avrebbe un equilibrio costi-benefici. Tra i costi il sacrificio di suolo agricolo che non avrebbe corrispettivo in benefici: solo nel 2012, per esempio, stando ad un bollettino di AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) il traffico autostradale sarebbe diminuito del 7 %.

L'Assessore, qualora si dovesse tenere la conferenza dei servizi sul tracciato definitivo, farà quello che è in suo potere per ribadire al sua contrarietà all'infrastruttura non limitandosi a richiedere opere compensative.

La risposta dell'Assessore è in netto contrasto con le intenzioni espresse dall'Assessore alle infrastrutture Maurizio Del Tenno, favorevole all'autostrada.

Anche alla luce della posizione dell'Assessore gli attori in campo dovrebbero riflettere sulla reale necessità di quest'opera fermo restando i problemi di viabilità e di ammodernamento della rete viaria locale che potrebbero essere risolti valorizzando l'esistente con soluzioni molto meno impattanti. M5S continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione del progetto.

Ieri, durante la seduta del Consiglio Regionale, abbiamo votato contro il Piano Regionale di Sviluppo proposto dalla Giunta Maroni. I motivi che ci hanno portato a questa decisione sono spiegati nel comunicato stampa che potete leggere qui.

Siamo però soddisfatti per essere riusciti, ancora una volta, a piazzare alcuni nostri ordini del giorno tra i quali uno in particolare davvero importante che riprende, parola per parola, uno dei punti del Programma Nazionale a 5 Stelle (pag. 14), adattato a livello regionale.

"Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell'OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell'impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell'urbanistica, della gestione rifiuti, dell'ambiente, del lavoro e dell'educazione"

Ciò significa che da domani, ogni volta che la Giunta volesse realizzare un'autostrada, un inceneritore, un ecomostro, e altre opere inutili, dovrà passare al vaglio di uno strumento in più a tutela dei cittadini e della loro salute.

Il PRS, Piano regionale di sviluppo per il prossimo quinquennio, è la palestra nella quale misurare le priorità e gli indirizzi del lavoro della Maggioranza e della Giunta Maroni per i cinque anni di governo della regione.

In quest'ottica il movimento ha lavorato duramente, sia nelle Commissioni, che nell'aula consiliare, perché alcuni dei suoi obiettivi, soprattutto sui temi dell'ambiente, della trasparenza, della sanità e del lavoro, entrassero a pieno titolo nell'agenda della giunta regionale attraverso ben 40 emendamenti, la metà della totalità di quelli presentati,e numerosi ordini del giorno.

Una strategia opposta a quella del PD e della Lista Ambrosoli che ha scelto la strada di una opposizione sterile non presentando alcun emendamento al PRS. Il centrosinistra si è astenuto su tutte le proposte di M5S anche, a sorpresa, quelle che riguardano obiettivi storici per il centro-sinistra come il sostegno della scuola pubblica.

Ma M5S, che ha votato contro il Piano regionale di sviluppo non condividendone l'impianto generale, è comunque riuscito ad inserire tra gli obiettivi della legislatura Maroni diverse idee e obiettivi del movimento.

E' stato accolto, per esempio, un emendamento sulla riduzione del digital divide e sul potenziamento dell'integrazione tra aree montane e capoluoghi di provincia.

L'emendamento per la riduzione del digital divide e sull'incentivazione del telelavoro, in particolare, invita la Regione a fare investimenti sulla banda ultra larga, alla diffusione del telelavoro, a corsi di formazione, alla diffusione di software a licenza aperta. Sul tema è da registrare il voto contrario, e inspiegabile, del centrosinistra.

Il Consiglio regionale ha poi approvato un ordine del giorno che invita la giunta a trovare forme di coordinamento delle polizie locali con il fine di strutturare una centrale unica.
Sono stati poi approvati all'unanimità gli ordini del giorno di M5S relativi alla Sanità. Nel PRS, grazie a M5S, entrano le valutazioni dell'impatto sanitario delle politiche pubbliche regionali, l'incentivazione di campagne di informazione sulla promozione di stili di vita e consumo salutari e la promozione di modelli di salute naturale, anche in collaborazione con operatori di scienze motorie, alimentari e di medicina complementare.

Ancora la Regione si impegna a prendere atto dell'emergenza dell'aumento delle patologie croniche e a promuovere studi e ricerche sul tema, a verificare la sperimentazione dei CReG, in termini di efficienza, e a sperimentare forme di medicina preventiva.

Il Consiglio regionale ha, al contrario, bocciato l'introduzione del bilancio ambientale, mentre ha approvato la proposta di M5S relativa alla diffusione dell'educazione ambientale per la modifica dei modelli di consumo.

M5S giudica infine molto grave e deludente la bocciatura di due ordini del giorno relativi alla trasparenza nelle nomine degli enti e delle partecipare della Regione Lombardia.

Il Consiglio regionale è ancora sordo e impermeabile all'acquisizione di politiche che premino il merito e la capacità nelle nomine. In Lombardia prevalgono le logiche partitiche di spartizione e la piena trasparenza è un traguardo lontano dalle corde della Giunta Maroni.

Quello che poteva essere un documento innovativo che facesse sognare, che segnasse una svolta, è piatto, vuoto, vecchio. Il sistema economico va rivoluzionato e questo documento programmatico non rivoluziona nulla. Non innova su Expo, non fa alcun accenno a legge regionale antimafia, non parla di agricoltura biologica, non immagina una sostenibilità energetica per la Regione.

Per M5S questo documento non si mette in ascolto della società civile e va bocciato perché manca di un'idea finalmente sostenibile di futuro.

M5S Lombardia giudica molto negativamente la bocciatura in Consiglio Regionale del Bilancio Ambientale.

Il nostro provvedimento, accolto favorevolmente dalla Direzione Generale Ambiente della Regione e votato positivamente dalla maggioranza in Commissione Ambiente, è stato poi bocciato dalla Commissione I, in quanto l'assessore Garavaglia ha considerato erroneamente ridondante il concetto di "bilancio ambientale" rispetto al concetto di "contabilità ambientale", già contenuto nel testo originario. In realtà si tratta di un concetto molto meno evoluto del primo.

In Consiglio un emendamento di M5S aveva chiesto la reintroduzione del Bilancio Ambientale nel Piano Regionale di Sviluppo quale strumento utile ad elaborare "proiezioni di scenario" e a fornire delle indicazioni sulle direzioni delle politiche ambientali che si possono intraprendere nel medio/lungo periodo.

Il Consiglio Regionale ha respinto la reintroduzione del Bilancio Ambientale con il voto contrario anche di quegli stessi consiglieri che in Commissione Ambiente avevano votato a favore del provvedimento!

Quanto accaduto è molto grave: la Lombardia poteva essere la prima regione italiana a dotarsi del Bilancio Ambientale. Lo strumento avrebbe consentito di impostare politiche a lungo termine in favore dell'ambiente, ma inspiegabilmente i consiglieri di maggioranza sono stati richiamati all'ordine dalla Giunta.

Sul tema non faremo alcun passo indietro: forti del favore unanime della commissione ambiente e dei tecnici della Giunta, continueremo ad insistere.

valmaggi carcano nanni.jpgQuesta mattina le consigliere regionali di M5S Lombardia Silvana Carcano, Iolanda Nanni e Paola Macchi hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione dei progetti di legge di modifica della disciplina delle nomine della giunta e del consiglio regionale in modo che garantiscano totale equilibrio di genere.
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Il M5S si attesta sia in Regione che in Parlamento come la forza politica con maggiore rappresentatività femminile (33% in Regione) e riteniamo che ciò non sia casuale ma diretta conseguenza del fatto che i nostri candidati siano stati scelti direttamente dai cittadini sulla base delle loro capacità e competenze, battaglie sul territorio e risultati raggiunti, senza alcuna distinzione di genere. Al contrario di ciò che accade nei partiti dove le candidature vengono decise dall'alto di comitati direttivi costituiti al 90% da uomini.

Abbiamo condiviso questo progetto di legge con le consigliere della minoranza. E' solo una prima goccia nell'oceano, un passo necessario a dare una prima spallata al sistema, per garantire una maggiore rappresentatività e partecipazione delle donne in ruoli di governance all'interno delle società partecipate di Regione Lombardia. Ruoli in cui le nomine a tutt'oggi avvengono più per cooptazione e opportunità partitica che per competenza.

Riteniamo tuttavia che il solo progetto di legge non sia utile allo scopo di garantire in concreto le pari opportunità se non saranno introdotte le necessarie misure che garantiscano una reale conciliazione fra la vita familiare e politica/professionale delle donne. Viviamo infatti in un Paese in cui la centralità del ruolo delle donne che si fanno carico, in assenza di servizi, della gestione della famiglia, dai figli all'assistenza agli anziani, impedisce la naturale realizzazione professionale delle donne a tutto tondo.

Opereremo quindi in questa direzione, coordinandoci anche con la rete dei nostri parlamentari affinché il nostro Paese e la nostra Regione recepiscano al più presto la Direttiva Europea 2006/54 del gender mainstreaming come promozione di una politica attiva e di una prospettiva di genere in tutte le politiche e i programmi per assicurare che, prima di prendere decisioni, sia effettuata un'analisi degli effetti che esse hanno sulle donne e gli uomini.

Le donne del gruppo consiliare M5S Lombardia

Le opposizioni chiedono di modificare la legge regionale per garantire l'equilibrio di genere

Domani, martedì 9 luglio, alle 13, nella sala stampa del Consiglio regionale, in via Fabio Filzi 22 si terrà una

Conferenza stampa

di presentazione dei progetti di legge di modifica della disciplina delle nomine della giunta e del consiglio regionale di cui è prima firmataria la vicepresidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi (Pd) e sottoscritta dai consiglieri del Pd, Patto civico, con Ambrosoli presidente e Movimento 5 stelle.
I documenti prevedono che in tutti gli organismi nominati dalla giunta e dal Consiglio sia garantito l'equilibrio di genere e sia quindi prevista la presenza di almeno un terzo di donne.
Oltre a Sara Valmaggi, interverranno Laura Barzaghi (consigliera Pd), Lucia Castellano (capogruppo del Patto civico con Ambrosoli presidente), Silvana Carcano (capogruppo del Movimento 5 stelle) Paola Macchi e Iolanda Nanni (consigliere del Movimento 5 stelle).
Nel corso dell'incontro saranno resi noti tutti i dati relativi alla presenza femminile nelle società partecipate della Regione Lombardia dal 2003 ad oggi.

Milano, 8 luglio 2013

Venerdì si è tenuto in Regione Lombardia un seminario sul PRS (il piano regionale di sviluppo), rivolto a consiglieri, dirigenti e staff. Dei nove consiglieri regionali presenti, quattro erano di Movimento 5 Stelle.

Il PRS è la bussola della Giunta Regionale, verrà votato dal Consiglio regionale martedì prossimo e stabilirà le linee e gli indirizzi strategici delle politiche regionali per i prossimi 5 anni. All'incontro, presentato dal presidente del Consiglio Regionale Cattaneo e dai relatori consigliere Alessandro Colucci e dirigenti Carabelli e Melita.

Cattaneo ha espresso parole di disappunto nei confronti degli assenti, il PRS è un atto fondamentale della vita dell'Istituzione che i consiglieri devono conoscere e sfruttare.

La presenza dei consiglieri del m5s, a dispetto dell'assenza quasi totale degli altri consiglieri, racconta che il m5s vuole conoscere a fondo ogni strumento a disposizione del servizio del portavoce regionale, costruendo occasioni per fare della politica un momento di proposta. Il nostro obiettivo rimane sempre quello di tradurre le nostre linee politiche in enunciazioni e impulsi concreti ogniqualvolta sia possibile.

Anche sulle proposte di modifica al PRS ci siamo distinti positivamente: su questo PRS sono stati presentati più di 80 emendamenti, molti dei quali nostri. Su quello della precedente legislatura gli emendamenti erano stati solo 10. E' un segnale positivo, la macchina politica è costretta a tornare a dibattere nei luoghi preposti. E lo fa grazie al contributo concreto del Movimento.

Le modifiche da noi proposte in tutte le commissioni per modificare il PRS , di cui parecchie accettate, sono piccole gocce nell'oceano di un documento politico che non ci appartiene. Ma sono gocce che scavano nella roccia.

I cambiamenti culturali avvengono con continue azioni quotidiane su ogni fronte, sfruttando ogni momento istituzionale a nostra disposizione per raddrizzare queste storture.
Continua invece l'immobilismo del centro sinistra, praticamente assente oggi al seminario, che non ha presentato alcun emendamento al PRS abdicando di fatto al suo ruolo di opposizione.

Vedremo in aula, il prossimo 9 luglio, l'evolversi dell'approvazione di questo documento.

Venerdì 12 luglio 2013 dalle 17.30 alle 20.30

La cittadinanza è invitata a

PALAZZO MARINO - SALA ALESSI Piazza della Scala, MILANO

per il convegno:

Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto

Tutto è pronto per il 12 luglio, dalle 17.30 alle 20.30. durante il convegno verranno messe a confronto le più recenti proposte di livello nazionale sul consumo di suolo, ed in particolare: il DDL Letta, il Pdl Realacci, la proposta del WWF, quella di Eddyburg, quella di M5s.

Per il dibattito del convegno si è pensato di raccogliere in anticipo e principalmente in Rete alcune domande argomentate (di interlocutori "privilegiati/esperti" e non), sui temi specifici del convegno, come meglio spiegato al seguente link: http://cascinazerbone.wordpress.com/2013/07/01/spettatori-attivi/


Abbiamo invitato a Milano alcuni dei protagonisti dell'assemblea romana e sono proprio loro che ci hanno consigliato di non posticipare a settembre questo momento.. Anche il governo Letta si è mosso, riproponendo il disegno di legge Catania, facendo entrare anche la Commissione Agricoltura nella discussione, rendendo quindi improcrastinabile la necessità di aumentare il numero di cittadini informati che possano partecipare attivamente al dibattito adesso che è in corso e non a giochi avvenuti

Vi aspettiamo numerosi.

Moderatore:

Luca Martinelli - Giornalista di Altreconomia, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Relatori:

Paolo Berdini - Urbanista, docente e scrittore consiglio nazionale WWF
Massimo De Rosa - VIII Commissione Ambiente, Territorio Camera dei Deputati Movimento 5 Stelle
Damiano Di Simine - Presidente Legambiente Regione Lombardia
Domenico Finiguerra - Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Carlo Monguzzi - Consigliere comunale PD
Alessandro Zan - VIII Commissione Ambiente, Territorio Camera dei Deputati Sinistra Ecologia e Libertà
A cura di Mattia Calise - gruppo consiliare Movimento 5 Stelle e
di Luca Gibillini - gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà
del Consiglio Comunale di Milano

Con il Forum milanese del movimento
"Salviamo il Paesaggio, difendiamo i territori".

Abbiamo appreso di un blocco stradale davanti dell'Istituto Redaelli, contro il taglio degli operatori notturni, l'aumento delle ore di lavoro e tagli al personale che potrebbero persino compromette i livelli di assistenza.

Al blocco starebbero partecipando, secondo fonti a stampa, anche i degenti.

M5S Lombardia ci tiene ad esprimere solidarietà ai lavoratori dell'istituto coinvolti.
Dopo la vicenda del San Raffaele e del Fatebenefratelli, continuano le difficoltà per i dipendenti della sanità lombarda. Come per le altre realtà, porteremo all'attenzione dei lavori della commissione competente le problematiche sorte in questo istituto.
M5S Regione Lombardia

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, Roberto Maroni ha fatto il punto sui primi 100 giorni della legislatura regionale tra slogan buoni solo per le strategie di marketing aziendale, promesse elettorali dell'ultimo minuto e "non commento".

Tra i suoi slogan vuoti vari "detto fatto", "la Lombardia del fare", "poche chiacchiere, tanti fatti e risorse", "la Lombardia ha investito più di 20 milioni al giorno per i suoi cittadini", o peggio, "la regione della concretezza". Tra le promesse elettorali dell'ultimo minuto del governatore in affanno un bel "rompiamo le catene del patto di stabilità" e "entro fine legislatura cancelleremo i ticket sanitari".

La concretezza evidentemente non si deve misurare nei numerosi "non commento" del presidente alle domande che gli sono state sottoposte nel corso della conferenza stampa; nulla infatti ci è dato di sapere sui rapporti burrascosi all'interno della maggioranza, sulle nomine vacanti di decine di enti, sulla costituzione formale della regione della macroregione promessa entro i primi 100 giorni non mantenuta e sulla struttura che si vorrà dare ad Aler.

Per il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia la giunta Maroni non fa altro che riproporre l'operato della giunta Formigoni. Maroni e la sua maggioranza sono in affanno e i suoi toni da campagna elettorale non fanno ben sperare per il futuro. Vorremmo che i rapporti di maggioranza fossero chiariti pubblicamente e non con telefonate a Berlusconi o minacce a mezzo stampa. Chiediamo a Maroni di darci un esempio "concreto" della tanta decantata intenzione di questa Giunta alla massima trasparenza e non slogan vuoti.

Il portavoce M5S Lombardia Eugenio Casalino illustra, il 2 luglio 2013, la mozione che invita la Giunta Regionale a concordare convenzioni con istituti bancari per agevolare, rimodulare o sospendere i mutui sull'acquisto della prima casa almeno fino al 31 dicembre 2014. L'atto è approvato dal Consiglio regionale.

Qualche settimana fa l'Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, Maria Cristina Cantù si era presentata in Commissione Sanità per presentare la sua prima mossa di peso e cioè l'Istituzione del fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili. Tra queste, persone con gravi disabilità, persone affette da ludopatia, anziani non autosufficienti e vittime della violenza con particolare attenzione ai minori e alle donne.

Cantù, per l'occasione, dichiarava che "le risorse previste per il fondo in questione sono aggiuntive rispetto all'attuale disponibilità del bilancio dell'Assessorato".

E' molta la sorpresa di M5S Lombardia nel rilevare, nella discussione relativa sul bilancio di assestamento di questa mattina nella stessa commissione, che lo stanziamento iniziale è tutto meno che "aggiuntivo". Il fondo Cantù, nella sua parte relativa alla famiglia di 20 milioni, è rosicchiando da altri fondi.

5 milioni di euro sono sottratti a "interventi su minori e asili nido" e oltre 3 milioni e mezzo di euro a "interventi per le famiglie". Gli altri fondi, per i quali M5S ha interrogato inutilmente le dirigenti di giunta che non hanno offerto alcuna risposta, sembrerebbero prelevati dai LEA (Livelli essenziali di assistenza), che attingono da risorse nazionali dell'Assessorato alla Sanità.

Per M5S Lombardia altro che nuove risorse per le famiglie fragili e le vittime di violenza.!

Questo non è altro che un giroconto che sposta pericolosamente risorse necessarie da una parte all'altra del bilancio per fare uno spot alla Giunta usando lo spauracchio del sostegno alle famiglie.

Eravamo abituati alla propaganda di Formigoni. Questa Giunta e l'assessore Cantù lavorano in perfetta continuità.

Ci sentiamo presi in giro: le famiglie fragili vanno sostenute e le risorse trovate, ma non sottratte da Sanità e asili. Siamo molto preoccupati: dove troverà la Giunta Maroni i 330 milioni di euro stimati che ha promesso con la delibera 116 del 14 maggio alle famiglie fragili?

Non solo poi sul fondo famiglia M5S non ha ricevuto risposte in Commissione, ma nemmeno su temi su cui la giunta si è impegnata come la futura Città della Salute. Nel bilancio di assestamento non abbiamo trovato traccia di risorse per il progetto.

Quella di Maroni è, per ora, una Giunta di sole promesse.

M5S Lombardia, accogliendo le sollecitazioni di alcuni comitati locali , ha depositato, una interrogazione a risposta scritta sul ridimensionamento dei servizi offerti dall'Ospedale Oglio Po.

Sul tema infatti giungono segnali opposti: l'ASL di Cremona sembrerebbe orientata al depotenziamento della struttura mentre l'Assessore regionale alla salute Mario Mantovani, con una dichiarazione alla stampa, garantiva il suo potenziamento.

Proprio per questo M5S Lombardia ha depositato una interrogazione a risposta scritta. L'Assessore deve spiegare nero su bianco quale sarà la sorte dell'Ospedale Oglio Po.

Per M5S il presidio pubblico deve continuare a offrire servizi ai cittadini. La Lombardia, in un momento di forte crisi, deve investire con decisione su di una sanità pubblica e diffusa capillarmente sul territorio.

La portavoce Iolanda Nanni presenta il question time di M5S Lombardia sul possibile taglio del personale dell'Ambulatorio di Odontoiatria dell'Ospedale Sacco di Milano. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto all'Assessore alla Sanità Mario Mantovani di chiarire notizie diffuse dalla stampa e relative alla possibilità di chiusura di un servizio pubblico di eccellenza che assiste pazienti fragili.

Il consigliere Gianmarco Corbetta (M5S) presenta la mozione proposta da Movimento 5 Stelle Lombardia e approvata con con il voto unanime di Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni che ha bloccato l'ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all'unanimità una mozione del M5S Lombardia che invita la Giunta Regionale a concordare convenzioni con istituti bancari per agevolare, rimodulare o sospendere i mutui sull'acquisto della prima casa almeno fino al 31 dicembre 2014.
Si prevede anche di estendere tali forme di sostegno ai lavoratori autonomi e ad artigiani e commercianti che abbiano chiuso l'attività a causa della crisi e che siano in grave situazione finanziaria.
Il documento invita anche la Giunta farsi promotrice di una maggiore diffusione sul territorio del Fondo di solidarietà esistente, affinché le famiglie possano essere meglio informate.

E' stata rimandata la discussione di una mozione, nata dalla collaborazione tra l'Associazione brianzola "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile", il MoVimento 5 Stelle e il PD, che avrebbe voluto chiedere conto all'Assessore Maurizio Del Tenno del risultato delle indagini sulla bonifica dalla diossina sul territorio interessato alla costruzione della Pedemontana nella tratta briazola. La zona infatti, nel 1976, era stata investita dal così detto disastro di Seveso con la dispersione di una nube tossica che ha inquinato tra l'altro anche i terreni della bassa Brianza che ospiteranno l'autostrada.

In particolare la mozione impegna la Giunta a rispettare tutte le procedure di tutela della salute pubblica e ambientale in una zona ancora fortemente inquinata. I cittadini di Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Meda e Desio sono interessati a sapere se sarà effettuata una bonifica e uno smaltimento corretto degli inquinanti.
La discussione è stata rimandata a causa di un voto contrario di Lega e Pdl, che ha reputato non urgente la mozione presentata da PD, M5S, Lega e Lista Civica.

Il rinvio della discussione è quantomeno sospetto: l'assessore Maurizio Del Tenno si è assentato proprio quando ci apprestavamo discutere di un tema così importante per la salute pubblica e l'ambiente. Ci saremmo davvero aspettati più attenzione per i cittadini. Per parte nostra non ci fermeremo comunque alla sola mozione, che sarà discussa a breve, ma abbiamo ottenuto che una rappresentanza dei comitati locali sia ricevuta in audizione presso la commissione territorio a settembre. Sarà quello il luogo per far sentire in Regione Lombardia la voce del territorio.

Il Consiglio regionale ha approvato la richiesta di modifica di M5S Lombardia ad una mozione del Pdl sul tema della concentrazione di discariche sul territorio.

M5S ha così inteso offrire il suo contributo per completare un dispositivo sul tema della gestione dei rifiuti e dei criteri che stabiliscono il limite massimo di sostenibilità del numero e del volume delle discariche. Un intervento che vincola la Giunta tempi precisi e serrati per definire i criteri stessi.

E' un passo avanti importante nell'ottica della salvaguardia del territorio. Ci sono aree ormai sature di questi impianti e nelle quali l'unica operazione da fare deve essere il recupero ambientale e non certo aprire nuove discariche.

Per questo è necessario stabilire criteri coerenti che dicano dove deve essere una discarica e quale volume di rifiuti può accogliere. M5S ha chiesto una tempistica precisa per la definizione di questi criteri, entro fine anno, ed è stata accolta.


Grande risultato per M5S Lombardia!

Con il voto unanime di Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni è stata approvata una mozione proposta da Movimento 5 Stelle che blocca l'ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia.

Vista l'attuale gestione dei rifiuti solidi urbani in Lombardia e gli scenari evolutivi a cui il sistema andrà incontro nei prossimi anni, il consigliere Gianmarco Corbetta del MoVimento 5 Stelle ha elaborato un testo, con il contributo dei consiglieri Anelli (Lega), Magoni (Civica Maroni), Villani (PD) e Busi (Lista Ambrosoli) che impone uno stop a tutti i progetti di ampliamento degli inceneritori, a partire da Desio, Cremona, Trezzo sull'Adda, Corteolona e Dalmine.

Inoltre il provvedimento prevede che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (che andrà adottato entro fine anno) dia priorità alle politiche di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, con incentivi ai Comuni che si distinguono per virtuosità nella raccolta differenziata.

In prospettiva, Regione Lombardia si impegna a verificare la possibilità di passare ad un nuovo sistema integrato di gestione del rifiuto che marginalizzi il ricorso alla discarica e superi, gradualmente ma in modi e tempi certi, la pratica dell'incenerimento dei rifiuti.

"Lo scenario della gestione dei rifiuti è cambiato e sempre più cambierà nei prossimi anni - dichiara il consigliere 5 stelle Gianmarco Corbetta - E' un grande risultato quello di oggi, abbiamo impedito che la Lombardia continuasse a puntare su una dotazione impiantistica rigida e non in grado di adattarsi a questi cambiamenti. Per chi come me ha dedicato gran parte del proprio impegno civile nella lotta all'incenerimento dei rifiuti - prosegue Corbetta - l'approvazione di questo provvedimento rappresenta un obiettivo importantissimo e, in qualche modo, il punto di arrivo di un lungo percorso".

Abbiamo appreso durante lo svoglimento dei lavori del Consiglio regionale della sparatoria che ha visto coinvolti le figure istituzionali del sindaco e del vicesindaco del Comune di Cardano al Campo.
Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai feriti e ai loro familiari.
Per Movimento 5 Stelle la violenza non è mai la soluzione ai problemi di qualsiasi natura essi siano. Per questo condanniamo con fermezza ogni atto che possa mettere in pericolo la sicurezza e l'incomunità delle persone. Alla base della convivenza civile ci dovrebbe essere solo dialogo e rispetto.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia

E' stato discusso questa mattina un question time di M5S sul possibile taglio del personale dell'Ambulatorio di Odontoiatria dell'Ospedale Sacco di Milano. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto all'Assessore alla Sanità Mario Mantovani di chiarire notizie diffuse dalla stampa e relative alla possibilità di chiusura di un servizio pubblico di eccellenza che assiste pazienti fragili che incontrano difficoltà nell'essere presi in cura in altre strutture, come sieropositivi, cardiopatici, malati di tumore ed anziani e che potrebbe essere smantellato a favore del privato.
L'Assessore alla Sanità ha rassicurato il Consiglio regionale sulla continuità operativa del reparto di Odontoiatria dell'Ospedale Sacco.

Per Mantovani "Il rischo di chiusura della struttura complessa ventilato nell'articolo di stampa non corrisponde al vero. E' nelle intenzioni del'azienda proseguire nell'erogazione delle prestazioni. Il personale è tutto a tempo indeterminato".

L'Assessore Mantovani non ha fugato i dubbi di M5S in merito alla riduzione del personale, confermando peraltro che, a causa della spending review, coloro che hanno contratti a tempo atipici potrebbero non essere confermati. Resta quindi una concreta possibilità di riduzione dell'offerta di un servizio pubblico di odontoiatria che si rivolge anche a soggetti molto fragili. Non è questa l'idea di sanità pubblica lombarda del M5S.

Il Movimento 5 Stelle Lombardia, nell'ottica della trasparenza verso i cittadini lombardi, ha deciso di divulgare il prospetto dettagliato delle somme corrisposte dal Consiglio regionale a radio e tv private per la realizzazione di trasmissioni di informazione sul consiglio stesso. Le somme sono desunte dal bilancio consuntivo 2012.

Il dettaglio attesta a 565 mila euro la spesa complessiva per i servizi radio-tv. In media, ognuna delle 32 testate che collaborano con la Regione Lombardia riceve poco meno di 18 mila euro.

Per la struttura stampa del consiglio, con 11 giornalisti, sono allocate risorse per 947 mila euro.

L'abbonamento alle agenzie di stampa, di cui usufruiscono i consiglieri e i gruppi consiliari, ha un costo di 711 mila euro mentre circa 70 mila euro sono spesi per pubblicazioni periodiche e iniziative editoriali. La Regione Lombardia ha speso quasi 2 milioni di euro, solo nel 2012, per informare i cittadini sull'attività del Consiglio regionale.

Stiamo comunque approfondendo il bilancio voce per voce e, nel contempo, assumendo più informazioni sui regolamenti e sulle normative relativi a questi finanziamenti del consiglio regionale verso testate radio e tv.

Stiamo parlando infatti di denaro pubblico e l'obiettivo è quello che se ne limiti al massimo la discrezionalità d'uso.