Aprile 2013


Come sapete il Movimento 5 Stelle non condivide la "bizzarra" idea per cui le poltrone dei Consigli di amministrazione degli Enti regionali devono avvenire in base a nomine politiche e non a logiche di competenza e di merito.

Il 22 e il 17 aprile Regione Lombardia ha aperto le nomine e designazioni di competenza della Giunta Regionale per diversi ruoli:

- Eupolis Lombardia: DETTAGLI QUI

- Consorzi di bonifica (Consorzio Est Ticino Villoresi; Consorzio Muzza Bassa Lodigiana; Consorzio della Media Pianura Bergamasca; Consorzio Dugali, Naviglio, Adda Serio; Consorzio Oglio Mella;
Consorzio Chiese; Consorzio Garda Chiese; Consorzio Territori del Mincio; Consorzio Navarolo - Agro Cremonese Mantovano; Consorzio Terre dei Gonzaga in destra Po): DETTAGLI QUI

- A.R.P.A.: DETTAGLI QUI

- ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste): DETTAGLI QUI

- Infrastrutture Lombarde spa: DETTAGLI QUI

- Lombardia Informatica: DETTAGLI QUI

- Comitato dei Controlli: DETTAGLI QUI

- Comitato Tecnico Consultivo Nomine: DETTAGLI QUI

- Comitato tecnico-scientifico legislativo: DETTAGLI QUI

Le candidature possono essere proposte dalla Giunta regionale, dai consiglieri regionali, dagli ordini e collegi professionali, da associazioni, enti pubblici oprivati operanti nei settori interessati, organizzazioni sindacali, fondazioni o da almeno cento cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Lombardia, con competenza in materia.

Il nostro invito è di leggervi i comunicati regionali, diffonderli al massimo affinché tutti coloro che siano competenti in materia abbiano la possibilità di candidarsi in questi ruoli.

Avanti il merito!

Basta con le nomine politiche!

san_raffaele.jpgLa giornata odierna è stata segnata da una piccola grande vittoria per i cittadini lombardi, per i lavoratori e gli utenti del San Raffaele. La nostra caparbietà ha prodotto i suoi frutti. Il Consiglio Regionale ha votato all'unanimità una mozione urgente, che prendeva spunto dalla nostra originaria, che impegna seriamente la Giunta lombarda affinché:

  • Si adoperi per il congelamento delle procedure di licenziamento già attivate e per il reintegro dei lavoratori già licenziati;
  • sia reso noto, e trasparente, il piano di rilancio aziendale e sia previsto il monitoraggio continuo dello stesso;
  • si adoperi con tempestività per la riapertura di un tavolo di trattativa nel quale si possano trovare soluzioni alternative al licenziamento.

E' stata anche una giornata carica di emozioni per l'appoggio continuo e sentito che i lavoratori del San Raffaele ci hanno fornito, anche con preziosi suggerimenti, sia dentro il Consiglio Regionale, con la loro rappresentanza sindacale, sia dal presidio, dove i nostri attivisti hanno organizzato la diretta streaming.

Oggi abbiamo dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, che il M5S è davvero in grado di portare le istanze del territorio direttamente nelle istituzioni e che, oltre alla sacrosanta protesta, sappiamo confrontarci con le altre forze politiche senza venir meno ai nostri impegni e nel rispetto del nostro programma.

E siamo solo all'inizio. Domani si replica, San Raffaele al Senato!

Buona democrazia a tutti

SilVana Carcano


Discorso San Raffaele (leggi qui)


pcb_caffaro.jpgOggi il Consiglio Regionale della Lombardia ha bocciato con 27 voti favorevoli e 44 contrari la mozione presentata dal M5S sul caso Caffaro, (prot. n.8/2013 del 17.4.2013) che chiedeva l'adozione immediata ed urgente di provvedimenti da parte della Regione, che in questi 12 anni nulla ha fatto per dare voce alle migliaia di cittadini bresciani interessati dal problema.

Il consiglio invece ha approvato la mozione avanzata dalla Lega avente lo stesso oggetto, protocollata successivamente a quella del M5S (n. 12 del 18.4.2013) dai contenuti molto meno impegnativi per la Regione. Curioso l'improvviso interesse della Lega alla questione, visto che in questi 12 anni è stata sostanzialmente assente, come su tutte le tematiche ambientali, privilegiando invece una politica di consumo dissennato del suolo, grandi opere inutili, scarsa sensibilità verso la salute dei cittadini.

Con la mozione del M5S veniva richiesto alla Regione non solo di impegnarsi seriamente per sbloccare una volta per tutte la situazione della bonifica Caffaro, ma, superando le inadempienze del Ministero dell'Ambiente competente rispetto al SIN, di progettare nel più breve tempo possibile un piano di bonifica (con relativo piano di finanziamento regionale, nazionale ed europeo) dell'intero territorio contaminato, per porre fine al balletto di responsabilità fra Comune, Regione e Stato che da 12 anni sta bloccando ogni tentativo di messa in sicurezza. La mozione del M5S chiedeva inoltre capillari studi epidemiologici sul sangue e sul latte materno della popolazione coinvolta.

Il consiglio Regionale ha preferito approvare la mozione con le piuttosto "blande" richieste avanzate dalla Lega, in cui ci si limita a invitare la Giunta a "sollecitare il Governo per lo stanziamento di ulteriori fondi" mai sollecitati prima, "attivare il comitato di indirizzo e controllo di cui all'Accordo di Programma del 29.9.2009", che giace sulla carta da quasi 4 anni ed è palesemente inadeguato rispetto alla vastità del problema. Le mozioni non sono confluite in un'unica perché la Lega era contraria al dirottamento, verso la bonifica dei siti, dei fondi per le grandi opere in progetto in Lombardia e perché il M5S non ha voluto rendersi complice di una mera azione di propaganda politica in vista delle elezioni amministrative di fine maggio a Brescia.

Vigileremo e continueremo a pretendere che anche Regione Lombardia decida una volta per tutte di assumere un ruolo attivo sulla questione delle bonifiche del sito Caffaro e non solo, opponendoci con forza a queste strategie pre elettorali tipiche dei partiti.

Discorso mozione Caffaro (leggi qui)

Ieri 17 aprile, il Movimento 5 stelle ha protocollato una mozione urgente in merito alla gravissima situazione occupazionale e finanziaria dell'Ospedale San Raffaele che prevede 244 licenziamenti.

La mozione - che verrà discussa nel corso del prossimo Consiglio regionale previsto per martedì 23 aprile - e' stata sottoscritta anche dal consigliere regionale dei Pensionati, Elisabetta Fatuzzo.

Da mesi gli attivisti a 5 stelle seguono la difficile e ormai tragica situazione del San Raffaele. In questi giorni, a seguito del drastico peggioramento delle informazioni in merito ai licenziamenti. martedi scorso Silvana Carcano, capogruppo del M5S alla Regione, si è recata al San Raffaele per avere accesso agli atti e al bilancio consolidato 2012 su cui si basano le lettere di licenziamento. Dopo un breve scambio telefonico con l'amministratore delegato Bedin, che ha confermato che fino a fine giugno il bilancio non sarà pubblico, Carcano si è recata sul tetto della struttura a incontrare alcuni lavoratori, che sono stati intervistati per spiegare le loro ragioni (video allegato).
Anche a seguito del suo impegno, i lavoratori in presidio dalla mattina, sul tetto dell'Ospedale San Raffaele, ieri hanno deciso di scendere e di proseguire la legittima e civile protesta insieme ai loro colleghi.

Il M5S ribadisce che questi 244 licenziamenti sono inaccettabili e i portavoce regionali hanno agito con urgenza per chiedere e ottenere dalla Giunta Regionale che si attivi nei confronti della proprietà per l'immediato reintegro dei lavoratori e per una celere riapertura del tavolo di trattativa tra le parti al fine di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il rilancio della struttura.

Il M5S ha chiesto inoltre l'intervento dei colleghi parlamentari affinchè questa brutta vicenda ottenga il dovuto interesse anche da parte delle istituzioni centrali.

Dice Carcano: "Continueremo a lottare affinchè i deliranti anni di scempio politico che hanno creato quei buchi di bilancio, non vengano fatti pagare ai lavoratori onesti e non colpevoli. La democrazia è giustizia sociale. E la giustizia è l'esatta misura del dovuto ad ogni persona. Nessun lavoratore merita questo trattamento, se crediamo davvero nella giustizia sociale."

Questo il testo integrale della mozione.

San Raffaele: Protocollata la mozione urgente. Verrà discussa nel corso del prossimo Consiglio regionale previsto per martedì 23 aprile.

Questa mattina abbiamo protocollato la mozione urgente, (MOZ7) sottoscritta anche dal consigliere regionale dei Pensionati Fatuzzo, in merito alla gravissima situazione occupazionale e finanziaria dell'Ospedale San Raffaele (in allegato)

Da mesi i nostri attivisti a 5 stelle seguono la difficile e ormai tragica situazione del San Raffaele. In questi giorni, a seguito del drastico peggioramento delle informazioni in merito ai licenziamenti, abbiamo trascorso la mattina del lunedì e il pomeriggio del martedì al presidio dei lavoratori. Abbiamo tentato di fare accesso agli atti per avere il bilancio consolidato 2012 su cui si basano le lettere di licenziamento, ma non siamo nemmeno riusciti ad entrare negli uffici competenti. Ho avuto solo un breve scambio telefonico con l'amministratore delegato Bedin, che mi ha confermato che fino a fine giugno il bilancio non sarà pubblico.

Abbiamo ritenuto opportuno che io mi recassi sul tetto della struttura a incontrare alcuni lavoratori, a cui abbiamo fatto un'intervista per dare voce alla loro protesta.

Questi 244 licenziamenti sono inaccettabili. Abbiamo ritenuto indispensabile agire con urgenza per chiedere e ottenere dalla Giunta Regionale che si attivi nei confronti della proprietà per l'immediato reintegro dei lavoratori e per una celere riapertura del tavolo di trattativa tra le parti per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il rilancio della struttura.

Anche a seguito del nostro impegno, i lavoratori in presidio dalla mattina, sul tetto dell'Ospedale San Raffaele, hanno deciso di scendere e di proseguire la legittima, e civile, protesta insieme ai loro colleghi. Abbiamo inoltre chiesto l'intervento dei nostri colleghi parlamentari affinchè questa brutta vicenda ottenga il dovuto interesse anche da parte delle istituzioni centrali.

Continueremo a lottare affinchè i deliranti anni di scempio politico che hanno creato quei buchi di bilancio, non vengano fatti pagare dai lavoratori onesti e non colpevoli. La democrazia è giustizia sociale. E la giustizia è l'esatta misura del dovuto ad ogni persona. A questi lavoratori non può essere dato questo trattamento, se crediamo davvero nella giustizia sociale.
Buona democrazia a tutti!
Noi non molleremo mai!

CS 12 APRILE 2013 


I rifiuti romani verranno smaltiti in Lombardia, la regione più inquinata d'Europa?

Il finanziamento della cassa integrazione in deroga per la Lombardia, dovuta a migliaia di lavoratori lombardi e fonte di sostentamento per molte famiglie, nella Giunta di "Prima il Nord" 

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è per caso diventata oggetto di trattativa in cambio della disponibilità a incenerire i rifiuti della discarica romana di Malagrotta in impianti lombardi? 

La domanda nasce spontanea leggendo le dichiarazioni alla stampa del Presidente Maroni e dell'Assessore all'Economia Massimo Garavaglia. La giunta lombarda ha ricevuto dal Ministero dell'Ambiente una nota in cui si chiede la disponibilità di varie regioni, fra cui appunto la Lombardia, a ricevere i rifiuti romani della discarica di Malagrotta: si tratterebbe di 350 tonnellate al giorno per 30 giorni, per un totale di 10.500 tonnellate. 

Come mai in tutti questi anni non è stato approntato un piano urgente, serio ed efficace per implementare un ciclo completo di raccolta differenziata puntuale porta a porta e di riciclo/riuso per il Comune e la Provincia di Roma, come chiede inascoltato da anni il M5S locale? 

Mancano poche settimane alle elezioni comunali di Roma: solo in periodo elettorale la politica si ricorda delle emergenze? 

Il Ministro dell'Ambiente Clini cerca di metterci una pezza, chiedendo di scaricare su altre Regioni i fallimenti decennali della partitocrazia nel programmare e organizzare un ciclo intelligente del trattamento rifiuti improntato alla loro valorizzazione come risorsa secondaria grazie alla raccolta differenziata e al riciclo/riuso. 

La nota in cui il Ministero dell'Ambiente chiede alle Regioni di smaltire i rifiuti di Malagrotta interessa la Lombardia per le Provincie di Monza, Milano (impianto di Lacchiarella), Pavia (impianti di Giussago e Corteolona), Lodi (impianto di Montanaso Lombardo).

Di fronte a questa richiesta, il Presidente Maroni dice di no: "La posizione di Regione Lombardia è di assoluta contrarietà". L'aggettivo "assoluta" abbinato al termine "contrarietà" non dovrebbe lasciar spazio a nessuna trattativa. Ma sappiamo come la politica partitica parli spesso un linguaggio doppio, fatto di messaggi e contro-messaggi. Infatti l'Assessore all'Economia Massimo Garavaglia interviene subito con dichiarazioni discordanti rispetto a Maroni, la Lombardia potrebbe accettare le richieste del Ministero "a patto che il Governo trovi subito i 300 milioni di euro necessari per finanziare la cassa integrazione in deroga in Lombardia". 

Il caso vuole che nello stesso giorno in cui Garavaglia si dichiara possibilista sul "patto" col Governo per incenerire i rifiuti del Lazio in Lombardia in cambio del finanziamento della cassa integrazione in deroga per la Lombardia stessa, in Consiglio regionale sia passata una mozione riguardante, sarà una coincidenza, la necessità di trovare fonti di finanziamento per la cassa integrazione in deroga. Chiamiamole se vogliamo, coincidenze. Peccato solo che questa mozione non faccia alcun riferimento ai rifiuti romani...

Secondo Iolanda Nanni, Consigliera M5S Lombardia, prima firmataria, insieme ai consiglieri del gruppo M5S di due interrogazioni e di una mozione al Presidente Maroni e agli assessori all'ambiente e al bilancio: "La garanzia sugli ammortizzatori sociali è una priorità che deve trovare immediata risposta dal Governo e dallo Stato, al contempo è inaccettabile che queste misure di equità, redistribuzione e sostegno all'economia divengano oggetto di trattativa in cambio di interventi che possono impattare sull'ambiente e soprattutto sulla salute dei cittadini lombardi. Se quella dichiarazione dell'Assessore Garavaglia è seria, questo pone un grave problema. Se invece era solo una battuta, come si è giustificato in seguito lo stesso Garavaglia, siamo comunque di fronte a un gesto irresponsabile, in quanto l'Assessore all'Economia non dovrebbe fare battute sulle condizioni dei cassaintegrati. E' questo che la Giunta Maroni intende quando proclama "Prima il Nord"?. 

Insomma, in questa vicenda il Presidente Maroni pare dica no, mentre al contempo l'Assessore Garavaglia apre spiragli di trattativa. Sempre secondo Nanni, "Questo gioco delle parti richiama alla mente la tecnica del poliziotto buono/poliziotto cattivo, atta a far accettare l'inaccettabile. La partitocrazia, lo sappiamo bene, è maestra nella tattica del poliziotto buono/poliziotto cattivo, da decenni impiegata per far ingoiare ai cittadini ogni porcheria. Si rilasciano dichiarazioni alte e nobili, contemporaneamente si lanciano messaggi in codice per aprire le trattative fra partiti, si cucina l'inciucio e infine lo si rifila ai cittadini pronto e servito".

In questa vicenda il M5S Lombardia vuole vederci chiaro e ha quindi depositato un'interrogazione urgente per chiedere all'Assessore Garavaglia di presentarsi in Consiglio per spiegarci le dichiarazioni rilasciate alla stampa e presenteremo lunedì una richiesta anche all'Assessore all'ambiente per avere il dettaglio della situazione degli impianti lombardi che, ad oggi, già smaltiscono rifiuti di altre regioni. 

L'Assessore Garavaglia intende smentire le sue dichiarazioni riportate dalla stampa, per pretendere invece una risposta immediata del Governo circa la cassa integrazione in deroga per i lavoratori lombardi? 

I consiglieri M5S ora attendono risposte chiare e si adopereranno anche nelle loro funzioni di controllo dell'operato della Giunta a richiedere una svolta nelle politiche ambientali, conciliando in tal modo tutela della salute dei cittadini lombardi e rilancio dell'economia lombarda nell'interesse esclusivo dei cittadini.



Venerdì scorso prima "missione" da consigliere regionale per Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani. In qualità di membri della costituenda Commissione Ambiente, sono recati in visita ai Comitati di cittadini che lottano per difendere il loro lago.

La storia del lago di Idro (sul confine con il Trentino) è una classica storia all'italiana: la politica, per favorire gli interessi privati, non si preoccupa di causare gravi danni ad un'intera comunità e al suo lago.

Ma a Idro, come sempre più spesso succede in giro per l'Italia, i cittadini non ci stanno e si ribellano, spalleggiati dall'amministrazione locale.

I due consiglieri hanno incontrato delle bellissime persone, uomini e donne di tutte le età, che da 4 mesi danno vita ad un presidio permanente (giorno e notte) per difendere il loro diritto di vivere in un ambiente naturale.

Da 100 anni avviene la captazione artificiale delle acque e per lunghi decenni vi è stata una regolazione con escursioni di livello di 7 metri, pari ad uno sversamento di 75 milioni di metri cubi d'acqua, con una variazione media della superficie del lago attorno a 1,10 km quadrati.

Il tutto ha comportato una notevole riduzione della presenza di pesci nel lago, la crisi della pesca, danni ingenti alla vocazione turistica del bellissimo lago e al suo ecosistema.

Dopo un periodo di tranquillità, oggi il lago è nuovamente minacciato da un progetto voluto da Regione Lombardia. I cittadini di Idro non sono contrari alla produzione di energia idroelettrica e nemmeno contro le esigenze dell'agricoltura locale, ma pretendono che il loro lago non venga trattato come un diga e che si tutelino anche gli interessi di chi intorno al lago vive.

Per saperne di più: http://www.salviamoillagodidro.it/

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Amici di Idro, grazie della vostra calda accoglienza! Difficilmente saremo "i salvatori del lago" come ci avete definito, ma ce la metteremo tutta per aiutarvi!
Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani

di Silvana Carcano

Dalla stampa abbiamo appreso di un possibile conflitto di interessi per Mario Mantovani,Mantovani.jpg neo-nominato Assessore lombardo alla Sanità (nonché vicepresidente di Regione Lombardia, e, almeno per ora, Senatore PDL, Sindaco di Arconate, coordinatore regionale del PDL).

Mantovani, come stiamo per vedere, ha ed ha avuto direttamente o indirettamente, tramite la sua famiglia e tramite imprese o Fondazioni a loro collegati, diversi interessi nel settore della Sanità lombardo, come segnalato dalla stampa in numerosi articoli a cui ho fatto riferimento nel discorso di insediamento come Capogruppo M5S Lombardia. A quanto da me sostenuto in Consiglio Regionale Mantovani non ha risposto nel Consiglio stesso, come sarebbe stato opportuno, ma con una Nota in cui dichiara: "le testate che hanno riportato tali false notizie sono state formalmente diffidate dal diffonderle nuovamente" e mi invita "ad approfondire e verificare le notizie prima di parlarne in Aula consiliare". Nel frattempo, conclude la Nota "si valuteranno eventuali azioni legali anche nei suoi confronti".

Vorrei subito rassicurare l'Assessore Mantovani: i Consiglieri M5S approfondiscono sempre le notizie prima di riportarle in Consiglio. E, dall'"approfondimento" che ho fatto, risulta come la stampa abbia riportato una serie di notizie, mai smentite, sugli interessi economici nella Sanità lombarda di diverse imprese, cooperative e Fondazioni a Lei collegate (in diversi articoli fra gli altri di Luigi Franco e Francesca Martelli).

Iniziamo con la Cooperativa Sodalitas (Cooperativa Sociale di Solidarietà), da Lei fondata nel 1990, che in Lombardia gestisce sette case famiglia per anziani: il patrimonio netto di questa Cooperativa è quasi raddoppiato fra il 2009 e il 2011. Nella mission di Sodalitas leggiamo che la sua attività: "si caratterizza in progetti di assistenza per la persona anziana e, successivamente, anche nella progettazione, costruzione e gestione di RSA".

Oggi alla guida di Sodalitas nel Cda troviamo sua sorella, e come Direttore Generale troviamo Michele Franceschina. Lo stesso Michele Franceschina presiede la Opera Pia Castiglioni srl, Società che nel 2012 si aggiudica un bando pubblico, di cui è anche l'unica partecipante. Il bando riguarda la "progettazione, realizzazione e gestione funzionale" di una residenza per anziani. Dove? Nel Comune di Arconate, di cui Lei era ed è Sindaco.

Su queste vicende Lei risponde che attualmente non ricopre incarichi direttivi in Sodalitas, nel cui Cda siede "unicamente" sua sorella, e che il business delle residenze per anziani dipende non dall'Assessorato alla Sanità bensì da quello alla Famiglia, dimenticando però di segnalare che i fondi trasferiti per il sostegno alle famiglie fanno parte del budget dell'Assessorato alla Sanità.

Sempre nel campo delle Residenze per anziani si distingue la Fondazione Mantovani, da Lei fondata, che gestisce quattro RSA in Provincia di Milano. Le RSA gestite complessivamente da Sodalitas e Fondazione Mantovani assommano a 11 per circa 830 posti letto.

C'è infine da notare l'Immobiliare Vigevanese srl, Società che opera nel campo immobiliare e in particolare, indovinate?, in quello della costruzione di residenze socio-assistenziali!

Non so se da queste vicende possa risultare un conflitto di interessi, ma sicuramente ci sono gli interessi!

E' tempo che in Regione Lombardia, che ha avuto fino a pochi giorni fa un Presidente oggi indagato con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione nelle inchieste riguardanti il S. Raffaele e la Fondazione Maugeri, si inizi a fare chiarezza e soprattutto pulizia. Iniziando anche a scindere l'interesse generale dalle private speculazioni e posizioni di rendita, districando i grovigli di interessi incrociati che gravano così pesantemente nel settore Sanità.

Iolanda3.jpg

Il video integrale al minuto 213,25
http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/mediafiles/view/1913/2


Presidente Maroni, Assessori della Giunta, Presidente Cattaneo, Consiglieri tutti,

Abbiamo ascoltato con attenzione il suo programma di governo, come pure il discorso di insediamento del Presidente Cattaneo. Come cittadina eletta al Consiglio Regionale per il M5S, le mie preoccupazioni maggiori vanno alle priorità ed urgenze presenti sul territorio pavese, che sono tuttavia immanenti in ogni area dell'intera Regione Lombardia.

La Provincia di Pavia ha tre vocazioni principali: agricoltura, turismo e ricerca scientifica. Se guardiamo a come le Istituzioni abbiano promosso o meno queste caratteristiche del territorio, possiamo osservare uno spaccato della paralisi di una politica autoreferenziale se non, troppo spesso, connivente con interessi economici dubbi.

La Provincia di Pavia è diventata la "discarica" della Lombardia, in un senso sia metaforico che letterale. Diversi progetti di discariche insistono sul nostro territorio, che vanno ad aggiungersi a quelle abusive già esistenti.

Cito ad esempio il progetto di discarica di amianto di Cava Villa, con una capienza stimata di 550.000 metri cubi, attigua a terreni dedicati a risicoltura. Altre discariche sono progettate a Ferrera e Gambolò. Noi ci opponiamo fermamente al proliferare di simili progetti che garantiscono lauti profitti senza però beneficiare il territorio: supportiamo i numerosi Comitati e Associazioni che si battono per la salute dei cittadini, per l'ambiente e per lo sviluppo sostenibile ai quali vogliamo fermamente aprire le porte della Regione.

Mentre spuntano come funghi sempre nuove discariche di cemento amianto, dobbiamo constatare l'assenza a tutt'oggi di un serio studio scientifico e quadro normativo vincolante circa i criteri di smaltimento dell'amianto stesso, nonostante Regione abbia legiferato anche recentemente sulla materia.

Soluzioni urgenti per Broni
Raccogliamo l' S.O.S. del Sindaco di Broni, nell'Oltrepo' pavese, dove il Sito di interesse nazionale, per la presenza della Ex Fibronit, azienda produttrice di manufatti contenenti amianto, costituisce per la Lombardia un'emergenza assoluta dal momento che sono stati colpiti da malattie asbesto correlate 3.800 ex lavoratori, i loro familiari, direttamente o indirettamente a contatto con la fonte di inquinamento e cittadini che hanno soltanto la colpa di aver respirato - all'epoca della produzione - l'aria malsana di Broni perché - come noto - la conseguenza del grave inquinamento ambientale causato dalla dispersione di fibre, ha generato conseguenze disastrose a distanza di 35-40anni circa, come previsto dalla medicina.

Parliamo di un'area di circa 13,5 ettari situata all'interno del centro abitato e a poche centinaia di metri da un plesso scolastico. Si tratta dell'unico Sito di interesse nazionale in Lombardia, inquinato da amianto e che necessita oggi una bonifica non più procrastinabile!

Abbiamo la drammatica statistica di un morto al mese da mesotelioma pleurico (patologia causata dall'amianto) con urgente necessità di reperire circa 16 milioni di euro per la bonifica dell'area ex-Fibronit, una cifra minuscola, Presidente Maroni, per il bilancio di Regione, quello che è mancato sino ad ora è stata la volontà politica di reperire risorse per priorità assolute come il problema dell'amianto.

Chiedo a Lei, Presidente Maroni, giacchè la richiesta di intervento da parte del territorio è stata sottoscritta, oltre che dal Sindaco di Broni, anche da Lega Nord Padania, e a Lei Presidente Cattaneo, visto che è stata sottoscritta anche dal Popolo delle Libertà di intervenire insieme con la massima urgenza.

Ci impegneremo affinché la nostra Regione finanzi direttamente o anticipi gli interventi necessari per portare a termine le attività di bonifica del Sito di Broni e di smaltimento del materiale contenente amianto.

Il denaro dei contribuenti viene sperperato in opere faraoniche a beneficio dei grandi costruttori, e al contempo si negano cifre ben più modeste, come quella occorrente per la bonifica dell'ex Fibronit, per interventi essenziali e urgentissimi volti a garantire un diritto primario e inalienabile come quello alla salute.

Una Lombardia malata di mafia
A proposito di opere faraoniche, Presidente Maroni e Presidente Cattaneo, la Commissione Antimafia del Parlamento Europeo, in una serie di audizioni nell'ottobre 2012 a Milano, ha dichiarato: «Non esiste un solo grande cantiere pubblico lombardo che non abbia problemi di criminalità e che non sia stato oggetto di un provvedimento di interdizione da parte dell'Antimafia».

Tra le grandi opere che hanno visto indagini su interventi della criminalità troviamo Expo, i lavori all'Ospedale San Paolo e, nel settore trasporti e viabilità, Brebemi, Tav, Pedemontana, la nuova metropolitana 5 e la SS42 a Bergamo. Le indagini mostrano un quadro inquietante in cui, secondo i magistrati inquirenti, la 'ndrangheta opererebbe non solo nel settore dei subappalti ma anche in quello del movimento terra e delle cave, ambiti strettamente connessi alle grandi opere lombarde, e il tutto avverrebbe anche con gravi rischi ambientali e sanitari (rifiuti tossici illegalmente accumulati sotto le autostrade Bre.Be.Mi e Brescia-Padova).

Il M5S intende fermamente opporsi a tutte quelle infrastrutture che, oltre ad essere inutili, come ad esempio la Broni-Mortara, TEM, Pedemontana, la Rho-Monza, abbiano un alto impatto ambientale ed intende invece dedicarsi e chiedervi un fermo intervento sulla riqualificazione, manutenzione e il pieno efficientamento della rete stradale attuale, provvedendo contestualmente al potenziamento dell'offerta e della qualità degli standards del servizio di trasporto pubblico su ferro e su gomma per alleviare i drammatici disagi vissuti da migliaia di pendolari tutti i giorni.

No alla Broni-Pavia-Mortara
Proprio le Associazioni e i Comitati si interessano ogni giorno di una serie di criticità della Provincia di Pavia, sulle quali daremo battaglia. Ho già citato il caso Fibronit: l'altra grande problematica è connessa all'autostrada Broni-Pavia-Mortara. Quest'opera non risolve il problema della mobilità nel pavese, che interessa principalmente l'asse sud-nord e non quello est-ovest, peraltro già servito da un'autostrada che correrebbe parallela a quella progettata, e andrebbe ad aggravare pesantemente l'inquinamento dell'aria. Inoltre la Broni-Pavia-Mortara andrebbe a danneggiare il tessuto agricolo, soprattutto in Lomellina, terra di eccellenze nella risicoltura. Abbiamo bisogno di migliorare la manutenzione del tessuto viario già esistente, non certo di nuovi ecomostri. Abbiamo bisogno di promuovere l'agricoltura e di fermare il consumo di suolo: l'agricoltura non solo è come ovvio essenziale per garantire la sovranità alimentare, un bene che sta venendo eroso, ma anche per i suoi intrecci col turismo. L'Oltrepò merita di veder valorizzato il suo potenziale turistico, ricco come è di aziende vinicole e agricole di eccellenza.

La nostra Provincia necessita di un modello di sviluppo incentrato sulle piccole e medie imprese che sia sostenibile sia da un punto di vista ambientale che sociale. Vediamo subito un esempio concreto: il ciclo dei rifiuti. Dicevo prima che la nostra Provincia sta diventando la discarica della Lombardia: vi operano ben due inceneritori, a Corteolona e Parona, il primo dei quali è attualmente oggetto di un progetto di triplicamento. I nostri inceneritori importano rifiuti dal resto della Lombardia e d'Italia, a fronte dell'assenza di un piano coordinato a livello provinciale e regionale per l'implementazione del ciclo della raccolta-riciclo-riuso del rifiuto. Invece di favorire i grandi speculatori del rifiuto, che senza i contributi pubblici garantiti dal meccanismo dei Cip6 chiuderebbero i battenti domani, dobbiamo creare una rete virtuosa di piccole e medie imprese della raccolta differenziata, del riciclo, del riuso.

Per una cittadinanza attiva
Ho parlato di "ascolto della cittadinanza". Ebbene, prima di candidarmi in Regione sono stata la fondatrice del Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi, e ho fatto parte di numerosi comitati e coordinamenti civici di cittadini che si spendono per il bene comune. Quando parlo di partecipazione e di ascolto, sto parlando anche della mia personale esperienza di lavoro sul territorio, dal basso, per portare la voce dei cittadini nelle Istituzioni. Produrre dossier, interfacciarsi con Regione, coordinare gli attivisti, è stato per anni il mio pane quotidiano. Spesso i 5 stelle vengono raffigurati come neofiti della politica. Noi, 9 consiglieri lombardi, così come i tanti altri consiglieri e parlamentari eletti, non siamo neofiti. Di politica ci occupiamo da anni lottando contro gli inceneritori, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile, denunciando le infiltrazioni mafiose. Veniamo da un lungo percorso, e portiamo ora queste nostre esperienze e testimonianze direttamente nelle Istituzioni. Troppo a lungo le Istituzioni hanno ignorato e tenuto a distanza l'associazionismo, i comitati, le libere organizzazioni di cittadini. E' ora che Regione cambi, che diventi una casa di vetro, accogliente e capace di dare risposte effettive e concrete ai cittadini. I cittadini e le loro libere organizzazioni non dovranno più essere il soggetto passivo di scelte calate dall'alto, dovranno anzi essere consultati a monte del processo deliberativo, affinché il loro punto di vista venga integrato nel processo stesso di decision making. Altrimenti parole come partecipazione e sussidiarietà rimarranno mere invocazioni prive di contenuto. E noi favoriremo questo processo di partecipazione diretta per il bene comune.

Presidente Cattaneo, Consiglieri tutti, Presidente Maroni, Assessori della Giunta,

il Gruppo Consiliare del M5S, nell'augurare buon lavoro a tutti, auspica che quell'azione volta al cambiamento, di cui parla il Presidente Maroni, sia intrapresa innanzitutto dicendo la verità ai cittadini lombardi che, da 20 anni hanno assistito ad un peggioramento delle condizioni di vita, lavorative, ambientali, di convivenza sociale, di legalità, di giustizia. Di sfregio alla morale.

A fronte del fatto che la Regione Lombardia rimane a stento la Regione Locomotiva d'Italia, l'ultima legislatura lombarda ha dato un'evidenza di "eccellenza", purtroppo con accezione gravemente negativa. Un'"eccellenza" di cui tutti i lombardi avrebbero fatto a meno, eccellenza negli illeciti, nelle ruberie e nell'incremento della presenza della criminalità organizzata. Eccellenza nello spreco di denaro pubblico, nel consumo di suolo, nel degrado ambientale, atmosferico, idrico, del suolo e sottosuolo. Nel degrado culturale.

E' inaccettabile che in una regione come la nostra nessuno paghi per i danni causati alla salute delle persone e all'ambiente. Il quadro gravissimo di inquinamento delle acque è intollerabile. Parlare di ambiente significa parlare di salute delle persone. Siamo la Regione più inquinata d'Europa

Pensiamo al Sito di Interesse Nazionale dell'area del Polo industriale di Mantova: le indagini ambientali hanno evidenziato nei suoli e nei sedimenti. Una contaminazione da metalli pesanti, idrocarburi, solventi, PCB. Con tutto quanto ne consegue per la salute dei cittadini.

Pensiamo all'inquinamento tragico prodotto dall'azienda Caffaro, a Brescia, altro Sito di Interesse Nazionale, dove il PCB è stato rinvenuto oltre i limiti di legge nel sangue e nel latte materno dei bresciani e l'incidenza di malattie spia quali tumori al fegato e tiroide a Brescia è oltre il 50% più alta della media del Nord Italia ( a sua volta superiore alla media italiana).

Così come la concentrazione di cromo esavalente nella bassa bergamasca.

In queste zone deve essere immediatamente attivata la bonifica con tutti i mezzi a disposizione, di concerto con il Governo Nazionale e la comunità Europea. Proprio ieri abbiamo chiesto al Presidente Cattaneo e ai colleghi Presidenti dei Gruppi Consiliari di aprire una commissione speciale sull'inquinamento industriale e le relative bonifiche richieste perchè crediamo che la vita e la salute dei cittadini lombardi possa valere almeno una commissione ad hoc. Richiesta che però non è stata supportata, da nessuna forza politica.Di questo ne dovrete rendere conto voi ai cittadini lombardi. Che continuano ad ammalarsi. E mi sorprende che non sia stata appoggiata nemmeno dal collega Parolino di Brescia. E' "Eccellenza", Presidente Maroni, il crescente e selvaggio consumo di suolo lombardo? Solo a titolo esemplificativo, la provincia di MB è la più cementificata d'Europa!

E' inaccettabile che nel vostro discorso di insediamento, Presidente Cattaneo e Presidente Maroni, abbiate chiesto di sbloccare i PGT dei comuni per far ripartire i cantieri edili. I settori edili, delle grandi opere e del consumo di suolo sono da fermare e noi ci opporremo con tutta la nostra determinazione: abbiamo piuttosto bisogno urgente di un cambio di paradigma a favore della riqualificazione delle aree dismesse e per l'ammodernamento in un'ottica eco-sostenibile degli edifici esistenti. L'espansione edilizia dovrebbe essere strettamente vincolata alle dinamiche demografiche, sul modello ad esempio di Monaco di Baviera.

I settori trainanti su cui RL deve investire, per generare occupazione stabile e sicura, saranno quelli di una mobilità su ferro e decongestionante, dei servizi alla persona, della digitalizzazione e informatizzazione, quello agricolo, artigianale, del commercio di vicinato, del risparmio energetico mediante le ESCO, dello sviluppo del patrimonio artistico, culturale, ambientale, musicale e sportivo. Quello della PMI e della ricerca scientifica e quello del 3° Settore che non deve essere più la stampella a supporto dello Stato.

E' "Eccellenza", Presidente Maroni, l'aver condotto la Lombardia ad essere la regione con più inceneritori e discariche d'Europa? Pensiamo a Montichiari (BS), la città con più discariche d'Europa. Gli interessi legati all'ecomafia nella gestione dei rifiuti ormai sono sotto gli occhi di tutti, come denunciato anche nei rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, è quindi da criminali non puntare su una gestione dei rifiuti alternativa, così come richiesto dall'Unione Europea, che chiede che la politica dei rifiuti avvenga con una gerarchia del trattamento degli stessi (in ordine di priorità, riduzione dei rifiuti, riuso, riciclo). La politica degli inceneritori è ormai obsoleta e dannosa all'ambiente e alla salute umana, nonché fortemente penalizzante in termini di creazione di lavoro sul territorio. Finchè saranno dati incentivi alle aziende che costruiscono inceneritori o intendono raddoppiarli o triplicarli e finchè le società in questione saranno partecipate direttamente e vergognosamente dalle Istituzioni locali, come possiamo sperare in un cambiamento?

I Paesi del Nord Europa, la Germania e molti altri vengono a studiare il nostro centro di smaltimento e riciclo a Vedelago (Veneto) perché hanno capito che il rifiuto è una RISORSA e che bisogna adottare la politica delle tre "R" se vogliamo garantire un futuro alle prossime generazioni, in termini di sostenibilità ambientale, di salute e di occupazione. Perché in questi anni, non si è stati capaci di dotare la Lombardia di un centro come Vedelago? Perché non è stata data questa nuova opportunità di lavoro ai cittadini lombardi?

Il compito del M5S sarà quello di offrire un nuovo modello di progresso, l'unico ormai possibile: quello che coniuga un modello economico di "decrescita felice" - intesa non come un ritorno al passato ma come una lungimirante visione della nostra società nei prossimi 30 anni - con un modello politico rigoroso, di esempio, di alto valore morale e di spinta democratica e partecipativa. Decrescita felice significa creare ricchezza per le generazioni future, significa imparare ad utilizzare risorse sulla base della loro effettiva necessità, significa fare i conti con la naturale "finitezza" delle risorse del pianeta e imparare a non sprecarle ma a valorizzarle; significa creare occupazione sul territorio, garantire ai cittadini un ambiente sano e salubre in cui far crescere le proprie famiglie, significa creare nuove opportunità.

L'overshooting day, cioè la giornata ufficiale in cui si esauriscono le risorse rinnovabili che il pianeta è in grado di generare in un anno, nel 2012 è caduto il 28 agosto, da quel giorno in poi siamo andati in debito di risorse rispetto a quanto il pianeta è in grado di generare e rigenerare. Questo dato ci obbliga a ripensare al modello economico in cui viviamo, se davvero vogliamo dare un futuro ai nostri figli, oppure dobbiamo trovare un altro pianeta terra da sfruttare. Temo che non lo troveremo facilmente. Credito esaurito!

Chiediamo impegno per la tutela della salute dei cittadini, del loro accrescimento culturale, aggregativo e sociale; per la tutela ambientale e per favorire la diffusione di tecnologie che riducano l'impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce che si deve tutelare la salute come fondamentale diritto dell'individuo e ne garantisce cure gratuite. Per farlo l'unico strumento è la prevenzione, cosa ben diversa dalla diagnosi precoce. La Regione Lombardia, negli ultimi venti anni, ha innalzato il livello di rischio della salute dei cittadini esponendoli a rischi ambientali elevatissimi che nulla hanno a che vedere con la prevenzione (parola da lei mai citata)

Abbiamo immediato bisogno di un new-deal che rimetta al centro il lavoro e non lo sfruttamento, le piccole-medie imprese, la giustizia sociale, la speranza in un futuro che ai nostri giovani sembra sia stato sottratto. Le aziende lombarde devono tornare a lavorare La sofferenza dei cittadini chiede un cambiamento radicale che dia la priorità non più alla finanza speculativa ma alla vita delle persone, ai bisogni della gente e in definitiva all'economia reale. Non più alle speculazioni edilizie e ai finti project financing. Noi siamo per le idee, indipendentemente dalla loro provenienza. Siamo aperti, ricettivi ma ci piacerebbe che ci fosse un nostro coinvolgimento con un "filo diretto" e non a mezzo stampa. Noi alle parole preferiamo i fatti. Sarà inoltre importante e fondamentale sostenere con i fatti le imprese, sulla base di concetti di meritocrazia , efficienza e trasparenza o anche con la riforma della governance di Finlombarda abbandonando la strada dello stretto clientelismo. Anche in questo ambito il nostro apporto e lavoro sarà proattivo, trasparente e, nel merito, senza pregiudizi ma con un forte orientamento ai risultati

Vogliamo essere chiari sin dall'inizio. E lo saremo sempre. La moderazione in questo momento storico difficile e gravissimo per noi significa "corresponsabile viltà" insieme a chi non sarà duro e determinato nel voltare pagina in maniera rigorosa.

Per questo noi non saremo mai corresponsabili con chi manterrà lo status quo, in continuità con il degrado politico, economico e culturale del lungo passaggio formigoniano. La nostra opposizione sarà dura e ostinata contro tutti gli eccessi di ogni genere. Dagli eccessi politici, a quelli delle speculazioni edilizie che sono solo distruzione senza sviluppo. Dagli eccessi nel campo sanitario, a quelli riguardanti il consumo di suolo.

Saremo duri e rigorosi nei confronti di chi non ricorda l'esistenza dell'art. 54 della Costituzione Italiana che recita che "tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore"

L'angoscia quotidiana delle aziende che chiudono, dei giovani che non trovano più lavoro, dei pensionati affamati e senza cure dignitose, degli spazi vitali ridotti alla mera sopravvivenza, obbliga tutti, e lei in primis, Presidente, a capire che il cambiamento politico non può essere solo accennato. Deve essere rivoluzionario e condiviso. Deve mettere a fuoco la tragedia che stiamo vivendo.

A partire da noi stessi, dal ruolo politico che tutti noi in questa sala ricopriamo da oggi.

Presidente Maroni,

I cittadini lombardi, da questa nuova legislatura, hanno una nuova consapevolezza, di cui lei dovrà tener conto. Si sono risvegliati nel dolore per tutto ciò di cui sono stati derubati in questi decenni.

Non potrà più permettere che, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, 31 dirigenti continuino a percepire uno stipendio nonostante tre sentenze abbiano annullato il concorso pubblico con cui sono stati assunti. Quei 13 milioni di euro da loro percepiti in questi anni sono un promemoria per chi ha sete di giustizia, perché giustizia è l'esatta misura del dovuto ad ogni persona. Qualora Lei non desse piena e totale esecuzione di quelle sentenze, e questa sembra essere la sua tendenza, sarà sua responsabilità spiegare ai cittadini lombardi che cosa intende lei per cambiamento. E perché quei soldi non vengono usati per sostenere, ad esempio, le piccole e medie imprese o i giovani disoccupati.

Gradiremmo ci chiarisse quel conflitto d'interessi che abbiamo appreso da alcuni giornali che sembrerebbero riferirsi al suo assessore Mantovani. Sicuramente, visto il suo passato da ministro, ricorderà le parole di Borsellino quando diceva che non basta essere onesti ma bisogna apparire tali.

Così come non potrà sentirsi portatore di cambiamento finché nella sua coalizione ci saranno tre consiglieri eletti che, ancorché non indagati, risultano essere stati nel passato, secondo le forze dell'ordine e la magistratura, in contatto con qualche amicizia un po' dubbia. Vede, la lotta alla criminalità organizzata parla molte lingue. Quella dei magistrati e delle FF.OO., quelle dell'aggressione ai patrimoni che i mafiosi accumulano con i loro delitti, con un sistema di drenaggio delle risorse, tolte al lavoro, ai giovani, alla PMI. Ma parla anche la lingua dei diritti elementari che devono essere assicurati ai cittadini. Ma parla sopratutto la lingua della cultura, dell'accrescimento democratico e dell'innalzamento della qualità della sola scuola pubblica, con percorsi di educazione che parlano di mafia perchè di mafia bisogna sopratutto parlarne, sopratutto nelle scuole.

Sbagliano coloro che pensano che non è sufficiente l'austerità nei costi della politica, che non basta il rigore dell'onestà, che non è tempo per ragionare sui valori. Sbagliano perché purtroppo il pesante lascito di questi decenni ha intaccato profondamente la cultura del nostro vivere. Ciò che serve oggi non sono solo ricette, inesistenti in quanto utopistiche, di corto se non cortissimo raggio politico. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi sono risposte di lunga visione politica che siano semi piantati per una nuova rivoluzione culturale, politica, ed economica i cui frutti non li vedremo noi oggi, ma li vedranno nuove legislature. I tempi del cambiamento non coincidono con quelli di una legislatura.

Infine, chiediamo che d'ora in avanti si abbia il coraggio di intraprendere politiche volte ad incrementare la partecipazione democratica dei cittadini lombardi, a ridurre lo scollamento della politica dalla vita reale, che, a differenza di quanto da lei dichiarato, Presidente Cattaneo, non avviene certo aumentando il prezzo del caffè alla «bouvette», prezzo che facilmente sarebbe poi messo in nota spese e ripagato con i soldi del contribuente, ma, seguendo il nostro esempio, in quanto i consiglieri del M5S come noto si auto riducono l'indennità di oltre il 50%, rifiutano il 100% delle indennità di carica, e non hanno richiesto i rimborsi elettorali per una cifra di 2.090.000 euro. Esempio che auspichiamo questo Consiglio voglia applicare a tutti con legge. Ne consegue un rispetto per il difficile periodo storico. E ne consegue il rispetto altissimo che noi attribuiamo alle Istituzioni. Mi rivolgo al collega Parolini, che evidentemente non ha colto il fatto che il M5S vuole restituire il valore alle Istituzioni, che qualcun'altro ha messo in discussione

In conclusione, visto che a lei, presidente C evidentemente non ha colto il fatto cattoliche, nonostante RL sia una regione laica e dovrebbe essere aperta alla multi religiosità, chiudiamo con una citazione cattolica, che è imbarazzante nel suo splendore e nella sua richiesta di cambiamento e che spero che lei e tutti i qui presenti, riescano a comprendere nel profondo. Il nuovo papa Francesco giorni fa disse, contro la sete di denaro: "il sudario non ha tasche".

Ed è con l'augurio dell'analisi profonda di questa frase, breve ma intensa e pregna di significato, che ci auspichiamo un buon lavoro da parte di tutti noi.

Silvana Carcano


qui tutti gli interventi del primo consiglio regionale  http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/mediafiles/view/1913/2

Nella seduta del 9 aprile p.v. il Consiglio Regionale dovrà indicare tre delegati che parteciperanno all'elezione nuovo Presidente della Repubblica.

Il Presidente del Consiglio Regionale Cattaneo, riprendendo quanto deliberato dall'Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, ha chiesto di seguire i suggerimenti della stessa delibera, che ha individuato i grandi elettori regionali nella seguente triade: Presidente della Regione, Presidente dell'Assemblea e vice Presidente di minoranza.

Ne risulterebbero quindi tre nomi: un esponente PDL, Cattaneo, uno della Lega Nord, ma non Maroni, che invierà un suo delegato, uno del PD, Ambrosoli, così come indicato oggi, 3 aprile, nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi consiliari.

Se seguissimo tale logica bizantina, ci troveremmo con il risultato paradossale che la terza forza politica lombarda, il M5S, non riuscirebbe ad esprimere nessun delegato.

L'elezione del Presidente della Repubblica è un momento istituzionale essenziale e di enorme valenza istituzionale: è giusto che la delegazione lombarda comprenda un esponente del M5S, sia in considerazione del risultato elettorale sia per dare un segno riscontro a quella volontà di cambiamento così sentita sia in Lombardia che in Italia.

Come scritto nella stessa delibera della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, i delegati devono essere grandi elettori regionali, dunque le prime tre forze politiche regionali: PD (22%), PDL (16%) e M5S (14%).

A questo proposito, è bene ricordare che il M5S sarà l'unica forza politica italiana a indicare un candidato alla Presidenza della Repubblica selezionato con votazione online da tutti gli iscritti, portando così nel cuore delle Istituzioni i metodi e i principi della democrazia diretta e della partecipazione dal basso.

La volontà popolare espressasi nel voto deve essere ascoltata e rispettata, indicando fra i tre delegati un esponente del M5S, terza forza politica in Lombardia.