Febbraio 2013

Egregio Direttore,
Le scrivo una lettera aperta in merito alle comunicazioni intercorse in data odierna fra il Suo quotidiano e l'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle.

Un Suo collaboratore ha risposto al nostro comunicato stampa riguardo al luogo e orario del nostro post-election day, con una email che riteniamo fuori luogo, offensiva e non professionale. Il testo dell'email, che riporto integralmente, era:
"Visto che non fate lavorare i giornalisti agli show del vostro ducetto smettete di rompere il cazzo con le vostre mail grazie."
Guarda lo Screenshot n° 1

Il nostro ufficio stampa ha prontamente fatto fronte alla richiesta del Suo collaboratore rimuovendolo dalla nostra mailing-list e segnalandogli l'esistenza dell'opzione di disiscrizione cliccando l'apposito link in calce ad ogni nostro comunicato.

A seguito di questa nostra comunicazione, il Suo collaboratore ha ulteriormente risposto una frase nuovamente offensiva
"Vaffanculo. Per adeguarmi allo stile del vostro pifferaio"
Guarda lo Screenshot n° 2

Le allego le comunicazioni intercorse per darLe la possibilità di rilevarne i toni e giudicarne l'adeguatezza.
Visti i fatti sopra descritti, apprezzerei che intervenisse nei confronti del Suo collaboratore, al fine di ricordargli le regole minime di professionalità da mantenere nella comunicazione visto e considerato che è stata fatta a nome del Suo quotidiano (vostro dominio @repubblica.it).
Sono altresì convinta che il nostro ufficio stampa apprezzerebbe delle scuse formali per lo spiacevole incidente.
Colgo l'occasione per precisare, ai fini dell'informazione del Suo collaboratore e dei Suoi lettori, l'episodio della mancata ammissione dei giornalisti all'area riservata sotto il palco di Piazza San Giovanni durante la serata conclusiva dello Tsunami Tour, che sembra aver causato la risposta frustrata e infelice del Suo collaboratore:

  • tutti i giornalisti che si erano accreditati sono stati ammessi all'area

  • ai giornalisti che NON si erano accreditati, data la limitata disponibilità di spazio e le imprescindibili ragioni di ordine pubblico, era stato negato l'ingresso

  • a seguito della mediazione operata dalle forze dell'ordine, che avevamo chiamato a causa dell'aggressività dimostrata dai giornalisti non accreditati nei confronti del servizio d'ordine dell'area riservata, alcuni giornalisti non accreditati sono comunque stati ammessi all'area, in funzione dello spazio disponibile e delle norme di sicurezza vigenti.


Mi sembra un atteggiamento di buon senso e ritengo che i problemi che hanno causato tanta irritazione nei giornalisti esclusi avrebbero potuto essere evitati molto semplicemente: bastava effettuare la procedura di accreditamento, come peraltro era stato fatto da altri giornalisti italiani e da tutta la stampa estera.

Certa della Sua comprensione,
le porgo distinti saluti

___________________________________________________________________________


Il 27 febbraio il giornalista di Repubblica ci ha fatto pervenire la sua missiva di scuse che pubblichiamo. Per noi l'incidente è chiuso.

Ufficio Stampa Regionale

POST ELECTION V-PARTY


Dopo tanto lavoro, impegno, fatica e freddo, il Movimento 5 Stelle Lombardia si prepara a vivere in condivisione il weekend elettorale e i due giorni successivi necessari agli spogli delle urne.

Dal pomeriggio di domenica 24 Febbraio a martedi 26 sera, al Moonhouse di Via Pizzi 29 a Milano attivisti, candidati, simpatizzanti, curiosi e giornalisti sono invitati a unirsi a noi per seguire i risultati delle elezioni.

Il calendario è il seguente:

DOMENICA E LUNEDI IN GIORNATA, a partire dalle ore dalle 14 ci saranno attivisti disponibili per rispondere a domande/problemi dai seggi;

DOMENICA SERA usciti dai seggi, ci ritroveremo tutti assieme per chiacchierare e per alleviare la tensione dell'attesa;

LUNEDI POMERIGGIO/SERA, quando arriveranno i risultati delle politiche, ci ritroveremo nuovamente, a partire dalle ore 14, per discutere, commentare e, siamo sicuri, festeggiare i risultati con le cibarie che chiunque potrà portare e condividere (per le bibite c'è il bar interno).

MARTEDI POMERIGGIO arriveranno i risultati delle regionali, quindi stesso copione del giorno precedente, sempre a partire dalle ore 14. E dopo le 19 festeggeremo ancora questi nuovi risultati.

Vi aspettiamo, sarà un piacere.


MoVimento 5 Stelle - Lombardia

Oggi sul Corriere della Sera è apparso un articolo intitolato L'inesperienza al potere: ecco i grillini che saranno onorevoli Scelti via Internet, molti under 30, pochi con un passato politico.

Se anche voi non siete d'accordo con l'analisi del Corriere, inviate il testo qui sotto a questi indirizzi della direzione del corriere: 


L'onestà viene prima dell'esperienza

Gentile direttore,
a proposito dell'articolo L'inesperienza al potere: ecco i grillini che saranno onorevoli, i candidati e tutto il M5S si chiede e vi chiede su quali basi parlate di inesperienza?

Cos'è per voi l'esperienza?
E' gettare i soldi degli italiani per sovvenzionare una stampa asservita al regime?
E' fare riforme senza sapere quanti saranno gli esodati?
E' scavare dei buchi di 50 km per farci passare le tangenti?
E' scavare dei buchi negli Appennini per modificare il regime delle acque?
E' far costare le opere pubbliche tre volte di piu' che nei paesi civili?
E' rendere irrespirabile l'aria delle nostre città?
E' consumare ogni giorno in Lombardia una superficie pari alla piazza del Duomo?
E' favorire i candidati che hanno fatto parte del proprio CdA?

Preferiamo l'inesperienza.
Non siamo capaci di rubare, mangiare nutella a sbafo, andare a caccia con le cartucce pagate dalla collettività e farci rimborsare i pranzi al ristorante per ragioni istituzionali.
I nostri rappresentanti non vanno al potere .... vanno al servizio.
Al servizio dei cittadini.

Firmate con nome e cognome



ULTIM'ORA: Meglio tardi che mai, ora il titolo l'hanno cambiato.


Diapositiva1.JPG


I caregiver familiari offrono cura al proprio familiare che, a causa di una malattia o disabilità grave, richiede una vigilanza continua 24/24 ore per 365 giorni l'anno, senza alcuna interruzione di continuità.
In questa sua cura invisibile al caregiver familiare non viene riconosciuto alcun diritto umano: non può ammalarsi, non può riposare, non può accedere neppure ad una pensione dignitosa.
Eppure il suo lavoro è ricco di quei saperi e buone prassi derivate dalla relazione d'amore mentre svolge compiti sanitari, riabilitativi, educativi, amministrativi e di mediazione sociale...ma spesso non viene presa in considerazione nemmeno la sua competenza: non ha voce, anche quando, di fatto, è l'unica voce di chi assiste.

Per questo, attraverso il coordinamento Nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, è iniziato il percorso, per un ricorso collettivo, per il riconoscimento legislativo in armonia con la legislazione europea vigente, di carattere normativo, sanitario e previdenziale del ruolo di cura del caregiver familiare, definendo i vantaggi e i costi per la comunità che deriverebbero da tale riconoscimento.
Per maggiori informazioni e per aderire, compilare il modulo all'indirizzo http://la-cura-invisibile.blogspot.com
Nessuno deve essere lasciato indietro.

Ci vediamo in Parlamento.
Sarà un piacere.

I caregiver familiari offrono cura al proprio familiare che, a causa di una malattia o disabilità grave, richiede una vigilanza continua 24/24 ore per 365 giorni l'anno, senza alcuna interruzione di continuità.
In questa sua cura invisibile al caregiver familiare non viene riconosciuto alcun diritto umano: non può ammalarsi, non può riposare, non può accedere neppure ad una pensione dignitosa.
Eppure il suo lavoro è ricco di quei saperi e buone prassi derivate dalla relazione d'amore mentre svolge compiti sanitari, riabilitativi, educativi, amministrativi e di mediazione sociale...ma spesso non viene presa in considerazione nemmeno la sua competenza: non ha voce, anche quando, di fatto, è l'unica voce di chi assiste.

Per questo, attraverso il coordinamento Nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, è iniziato il percorso, per un ricorso collettivo, per il riconoscimento legislativo in armonia con la legislazione europea vigente, di carattere normativo, sanitario e previdenziale del ruolo di cura del caregiver familiare, definendo i vantaggi e i costi per la comunità che deriverebbero da tale riconoscimento.
Per maggiori informazioni e per aderire, compilare il modulo all'indirizzo http://la-cura-invisibile.blogspot.com
Nessuno deve essere lasciato indietro.
Ci vediamo in Parlamento.
Sarà un piacere.


Ultimatum di Silvana Carcano che chiede agli altri candidati una risposta da 35 milioni di euro

 

Sono passati 20 giorni da quando ho chiesto pubblicamente ai candidati per le elezioni lombarde di far sapere ai cittadini cosa intendono fare dei 35 milioni che la nostra regione prevede di versare ai partiti come rimborso delle spese elettorali. 

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/01/investi-sul-tuo-futuro.html

Nessuno ha risposto. E poiché non pensiamo che vivano in qualche magico mondo ciò non può che significare che quei soldi li prenderanno, anzi, forse se li sono già spesi, però hanno paura a dirvelo. 

Com'è noto invece il M5S quei soldi - più di 7 euro per ogni elettore lombardo - li lascerà nelle casse della regione così come già avviene in Piemonte, Sicilia e Emilia dove il movimento è presente. 

E questo è solo il primo dei tanti risparmi che la presenza degli eletti a 5 stelle nelle istituzioni garantirà ai lombardi.


Silvana Carcano
Candidata Presidente Regione Lombardia m5s

Arese.png


A cura della lista m5s di Milano


Nell'area della gloriosa ex Alfa Romeo sorgerà un grande centro commerciale (uno dei più grandi d'Europa), con supermercati e ipermercati,  palazzi residenziali, uffici e terziario. È l'Italia che va. Ad aprile 2012 Beppe Grillo ha fatto visita all'area ex-Alfa Romeo. Qui il post http://www.beppegrillo.it/2012/04/litalia_e_un_capannone_vuoto.html

E qui il video del capannone della sala prova motori: http://www.youtube.com/watch?v=l9watBdqzJQ&feature=player_embedded

 

LA STORIA

A fine ottobre 2012, in un ultimo sussulto prima dell'inevitabile fine, la (rinnovata) giunta Formigoni ha approvato con procedura d'urgenza un numero incredibile di delibere in poche ore: tra queste troviamo la delibera  IX/4318 dedicata all'Accordo di Programma dell'area ex Alfa Romeo.

È un progetto voluto da una Giunta Regionale di indagati e arrestati o finiti sotto inchiesta, per reati quali lo scambio di voti con la 'Ndrangheta; è un progetto votato in meno di mezzo minuto da componenti messi in Giunta  per votare un giorno e farli decadere il giorno successivo.

L'iter burocratico è proseguito con la firma dell'Accordo da parte del consiglio comunale di Lainate e del commissario prefettizio di Arese. Quest'ultimo ha approvato un piano cui tutte le forze politiche elette alle  comunali del 2012 si erano dichiarate contrarie. Il commissario, dotato di potere decisionale praticamente illimitato, non possiede alcun mandato elettorale e, soprattutto, è destinato a sparire dallo scenario locale, lasciando sul groppone dei cittadini, unici veri 'padroni di casa', le conseguenze delle sue insindacabili decisioni.

Il 5 dicembre 2012 il Commissario prefettizio di Arese, Anna Pavone, pur nel rispetto della normativa ma fuori dal buon senso, dall'opportunità politica e ai confini della corretta prassi amministrativa che vorrebbe che decisioni di grande portata strutturale e di grande peso politico fossero prese non da funzionari di passaggio, ha di fatto esercitato un piccolo golpe. È lecito chiedersi se le 'misteriose' dimissioni del sindaco Ravelli, durato meno di due mesi, non fossero state indotte da quelle forze che contavano su una reggenza commissariale per mandare avanti il progetto senza ostacoli politici e senza sporcarsi le mani.

La commissaria, "nell'interesse degli Aresini" (sue parole), ha firmato l'Accordo di Programma che riguarda un'area di 1 milione 600 mila mq, prevede 77.000 mq di commerciale, 15.000 mq tra artigianato e terziario, una parte di residenziale e una serie di modifiche sulla viabilità per Arese. Stiamo parlando del più grande centro commerciale d'Europa, accessibile con auto, rifornito con autocarri e affiancato da residenze: sembra pensato nel secolo scorso. Con la miracolosa méta a  portata di mano di far convertire le aree da industriali a commerciali/residenziali, è più che comprensibile che si siano accuratamente evitate le trattative con la Volkswagen per una possibile riqualificazione industriale. 

A luglio 2012 il M5S di Arese aveva inutilmente tentato la via delle osservazioni alla VAS, (LA VAS NON CI VA!) e aveva ottenuto delle NON risposte:  http://grilliaresini.blogspot.it/2012/11/cosi-e-se-vi-pare-ovvero-le.html

Abbiamo anche incontrato ufficialmente il commissario Pavone, cercando in tutti i modi di distoglierla dal suo proposito (http://grilliaresini.blogspot.it/2012/09/la-faraona.html) e, all'indomani della firma, abbiamo provveduto a illustrare con il seguente video il devastante progetto: http://www.youtube.com/watch?v=8VAcdSqg5sQ&feature=player_embedded

 

LE CIFRE

Per i curiosi dei bilanci, qui il quadro economico del Piano.

In sintesi: 320 milioni di ricavi; 283 milioni di costi; 29 milioni di utile ante imposte pari al 9% sui ricavi. Cifre da capogiro.

Purtroppo per noi, si tratta non certo di un'occasione di sviluppo come ce la raccontano, ma di una mostruosa speculazione edilizia organizzata da Comunione&Fatturazione, che contempla la calata su un terreno industriale di milioni di metri cubi di cemento,  i quali si porteranno dietro milioni di metri cubi di CO2 e circa 2 milioni di automobili in più ogni anno all'interno del nostro Comune.

L'Accordo di Programma è un 'regalo' inutile, se si pensa che a un paio di chilometri sorge un centro commerciale avviato (Rho), a un chilometro si trova un Megastore e a 700 metri sono cominciati i lavori per il nuovo centro commerciale di Garbagnate, il PE4.

Quello che conta è che al bieco politico aresino fa gola l'appetitosa torta degli oneri di urbanizzazione; impossibile rinunciare a tanta grazia e allora la sorte dei cittadini viene così svenduta in favore dei soliti speculatori con il beneplacito della politica più vetusta e vanagloriosa. Dopo la messa sul lastrico di migliaia di famiglie di dipendenti Alfa Romeo, la tratta degli schiavi continua con gli Aresini, la cui pelle è stata venduta all'offerente al modico prezzo di 450 euro per ognuno dei 19.506 abitanti. Il cospicuo gruzzoletto spettante al nostro Comune ammonta infatti a circa € 8.780.000.

La cifra astronomica di oneri di urbanizzazione è più importante del rispetto della salute dei cittadini e delle necessità del territorio e della società,  è molto più forte della volontà espressa da oltre 4000 firme raccolte dai comitati locali e della contrarietà delle amministrazioni comunali di Rho e Garbagnate, lasciate poi fuori dall'accordo. Tali cifre, peraltro, non entreranno nelle casse dei comuni firmatari, ma saranno commutate in opere edilizie a scomputo e pertanto realizzate dalla stessa società che ha in mano la committenza dell'area ex Alfa. Come dire: fregati due volte! La prima per il mega centro commerciale, la seconda per l'impossibilità di controllare COME saranno spesi questi soldi. Il dettaglio delle opere pubbliche promesse a scomputo oneri consente di risolvere annosi problemi di passate male gestioni, in un solo colpo.

 

CONSEGUENZE

Nella questione Alfa non c'è stato solo il disprezzo della volontà dei cittadini dei comuni di Arese, Rho, Lainate e Garbagnate, la distruzione dell'ambiente, lo spreco di denaro, ma anche la distruzione del lavoro e la necessità di ridurre tanti piccoli commercianti e operai a braccianti sottopagati della grande distribuzione. Una logica che è quella del consumo del territorio e del gigantismo dove non c'è spazio per la creatività e l'iniziativa dell'individuo, dove non si prendono impegni a ridurre l'inquinamento, né impegni a favorire lo sviluppo sostenibile o le forniture a filiera corta. L'accordo sottoscritto è vantaggioso per una società privata che naturalmente persegue i propri interessi, non certo per il tessuto sociale e il territorio circostante.

In dettaglio, infatti, vengono previsti vasti parcheggi per auto private;  il verde attrezzato o i parcheggi alberati vengono considerati come aree di compensazione; il sostegno del tessuto economico è stato proposto solo per rientrare nei parametri di sostenibilità commerciale, ma i commercianti la chiamano 'liquidazione'.

Quanto all'offerta occupazionale, molto pubblicizzata (il PDL in campagna elettorale lo spacciava come creatore di 6500 posti di lavoro), i dati mancano di uno sguardo globale sull'impatto territoriale: non possono essere contabilizzati solo i posti offerti nel nuovo centro commerciale, bensì anche quelli persi nel vicinato. Confcommercio Milano, in uno studio, ha calcolato che a fronte di 723 posti effettivi per nuovi addetti è prevista una perdita di 949 addetti nei dintorni, con un saldo effettivo, in negativo, di 246 posti persi.

In tutto questo, da ormai quasi due anni circa 200 lavoratori ex Alfa, licenziati dopo essere stati spostati di società in società,  presidiano con le loro tende il cancello di ingresso degli stabilimenti per vedersi riconoscere un loro diritto, il lavoro. A questo link (http://www.cobasptcub.it/cobaspt-cub-comunicati-2/contributi-esterni/551-caro-vendola-ricordati-di-noi-ex-alfa-di-arese.html) troviamo una lettera degli operai ex Alfa, dove spiegano che SEL e PD alla fine non fanno gli interessi dei cittadini (disoccupati in questo caso), ma delle lobby e consorterie varie. Nell'accordo di riqualificazione dell'area ci sono dentro tutti: Sel, PD, PDL, Acli, Udc, CL, CGIL, Cooperative varie. Dal seguente comunicato (http://files.meetup.com/1631451/20130107_Vendola%2C%20all%27Alfa%20Romeo%20di%20Arese%20sei%20peggio%20di%20Monti%20e%20.pdf) apprendiamo inoltre che il sig. Imberti, braccio destro di Pasquarelli di Euromilano, la società costruttrice, è candidato nelle liste SEL.

Infine c'è grande preoccupazione per l'inquinamento atmosferico: 2 milioni di auto in più all'anno in un'area dove spesso sforiamo le soglie massime consentite per gli inquinanti. Con l'aumento dei veleni aumenteranno le patologie collegate. Rivediamo questo video di Corniani/Seregni con l'analisi dei dati e delle possibili conseguenze dell'incremento del PM10 sulla nostra salute: http://www.youtube.com/watch?v=ESHJ8SzAYFo&feature=player_embedded

 

LO STORICO MUSEO DELL'ALFA ROMEO

ll Museo Storico Alfa Romeo è chiuso ormai da alcuni anni per non ben chiari lavori di ristrutturazione. L'Alfa Romeo, simbolo di eccellenza italiana, un marchio storico che rappresentava l'Italia dell'innovazione, è oggi una realtà industriale vergognosamente cancellata. Un Mito Oscurato, come ben ricordato in questo video del 2011: http://www.youtube.com/watch?v=sv16LWmjTJo&feature=player_embedded

Avremmo desiderato che Arese tornasse a essere conosciuta nel mondo, non tanto per il più grande centro commerciale d'Europa, ma per il grande, inestimabile contributo all'industria automobilistica, di cui il Museo rappresenta una testimonianza di grande valore che richiamava decine di migliaia di visitatori ogni anno da tutto il mondo.

 

IL BUON SENSO

Nessuno ha sentito il dovere di interpellare le cittadinanze coinvolte in merito alla necessità della mega-opera da realizzare in cambio degli oneri di urbanizzazione. Altro che sovranità del popolo! Tener conto del parere dei cittadini tramite un Referendum consultivo è la democrazia vera. 

Ci sarebbe piaciuto vedere in una pubblica piazza il plastico dell'area 'come potrebbe essere', perché è necessario che i progetti così impattanti per il futuro di un territorio si rivolgano direttamente ai cittadini, inclusa una presentazione ufficiale da parte della proprietà. E invece, come al solito, sulla nostra testa hanno scelto in pochi.

Il caso dell'Accordo di Programma per l'area ex-Alfa Romeo, così come il caso della Città della Salute a Sesto San Giovanni appena approvato, è l'ennesima dimostrazione di come vengano presi impegni destinati a gravare sulla
collettività senza neanche provare a sentire cosa ne pensino i cittadini.


CONCLUSIONI

In Lombardia abbiamo a cuore il nostro territorio: abbiamo assistito impotenti a un'inaccettabile e continua cementificazione, alla distruzione del paesaggio, tutelato dall' art. 9 della Costituzione, e allo sperpero del bene comune, secondo un piano dissennato, che non prevede alcun coinvolgimento della popolazione.  Per citare Don Gallo:"lo scontro oggi in atto è quello tra democrazia ed economia".

Noi del MoVimento 5 Stelle ci batteremo contro il sistema degli affari istituzionalizzati e organizzati, badando a costruire l'alternativa di governo che crei vantaggi e qualità per la popolazione, chiedendo che ogni spesa regionale di grossa entità venga sottoposta a referendum consultivo. Ci batteremo affinché le scelte che riguardano il nostro territorio siano trasparenti, condivise e partecipate con i cittadini e appoggeremo ogni alternativa a quei modelli di sviluppo che devastano il paesaggio e che non ascoltano il cuore pulsante, la voce dei cittadini e del loro territorio. Grazie all'unione di competenza e partecipazione diffusa, il M5S propone modelli produttivi sostenibili e condivisi per consentire il benessere e la salute al maggior numero di persone possibile.

 

"quando lottiamo per l'ambiente il primo elemento dell'ambiente si chiama Felicità Umana." (JoSé Mujica)

Non chiamateli esodati !!

Ci fanno sapere subito che ci tengono alla differenza.
Sono stati licenziati, senza incentivi all'esodo e spesso a pochi mesi dal pensionamento; dimenticati nel cono d'ombra di chi è troppo vecchio per un lavoro, che dopo i trentacinque anni svanisce, e troppo giovane per la meritata pensione. Eppure loro i contributi li hanno versati regolarmente, arricchendo il fondo pensionistico di 400.000 euro durante tutta la loro vita, ma oggi si sentono dire che i soldi non ci sono, che la pensione la vedranno nel 2018. Il moVimento cinque stelle incontra ATDAL (Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dei lavoratori over quaranta) che propone pochi punti per salvare almeno quello che resta: l'abrogazione della riforma Fornero, la revisione di tutto il sistema di previdenza e la sua distinzione dall'assistenza e reddito minimo garantito. Nessuno deve essere più schiavo del lavoro, che deve tornare a nobilitare l'uomo, non legarlo al compromesso e alla rinuncia dei propri diritti di base. Nessuno deve essere lasciato indietro.

Ci vediamo in Parlamento.
Sarà un piacere


A cura della Lista 5 Stelle di Brescia

Brescia Caffaro.png

 

Tra i primati di cui la Lombardia non può certamente essere orgogliosa annoveriamo la presenza di 7 dei 15 siti contaminati di interesse nazionale: aree che, a causa del grado di pericolosità, sono state prese direttamente in gestione dal Ministero dell'Ambiente. Uno di questi casi è situato a Brescia e risponde al nome di 'Area ex-Caffaro'.

Il caso 'scoppia' nel 2001, in seguito alla pubblicazione di un articolo sul quotidiano La Repubblica intitolato  "A Brescia c'è una Seveso bis", che illustra i risultati della ricerca condotta dallo storico ambientalista Marino Ruzzenenti sulla storia dell'industria chimica Caffaro; l'articolo seguiva la pubblicazione del libro Un secolo di cloro e ... PCB. Storia delle industrie Caffaro di Brescia (Jaca Book, Milano, 2001). 

Prima di allora tutto era passato sotto silenzio o quasi, nonostante lo stabilimento fosse attivo da circa un secolo e la pericolosità e tossicità di alcuni prodotti e, in particolare, del PCB, fosse nota già da almeno un ventennio. Basti pensare che nel 1977 la multinazionale americana Monsanto ne cessò la produzione proprio in relazione alla pericolosità ambientale e che, per il medesimo motivo, nel 1979 il Congresso degli Stati Uniti  lo bandì da tutto il territorio nazionale. Possibile che per 20 anni la Caffaro non venne informata dei pericoli derivanti dalla dispersione in ambiente dei PCB e che le autorità italiane non fossero a conoscenza della pericolosità dei rifiuti prodotti dall'attività dell'azienda? Difficile da credersi.

L'impianto Caffaro iniziò la propria attività nel 1906, producendo soda caustica con processo elettrolitico a catodo di mercurio. A partire dagli anni '30 l'azienda si concentrò sulla produzione di cloroderivati (i principali erano i PCB che derivavano dalla lavorazione del benzene) su concessione della Monsanto, titolare del brevetto.

La produzione arrivò a circa 150.000 tonnellate tra il 1983 e l'84; una quantità enorme se paragonata alle 670.000 tonnellate complessivamente prodotte in tutti gli Stati Uniti in oltre 50 anni di attività. Al tempo non si conosceva la reale pericolosità degli agenti chimici e quindi le lavorazioni venivano condotte senza particolari precauzioni. I lavoratori della Caffaro raccontano che, almeno fino agli anni '80, il PCB veniva immagazzinato in cisternette di alluminio e spedito all'estero in vagoni ferroviari; gli sversamenti accidentali per i vari travasi del prodotto durante le fasi di lavorazione e la movimentazione all'interno dello stabilimento erano quindi abituali. Lo stoccaggio di macchinari danneggiati o in riparazione sporchi di PCB avveniva su terrapieni esterni non pavimentati né impermeabilizzati, con la conseguenza di una penetrazione dei PCB nel terreno a causa dell'esposizione alla pioggia. Esisteva inoltre una vasca interrata di decantazione acque di processo produttivo, in cui il PCB veniva fatto convogliare con scarico diretto in roggia. La pericolosità del PCB non era minimamente percepita, tant'è che, come ricordano gli ex impiegati, alcuni lo usavano per lavarsi le mani "perché profumato".

A Brescia la produzione continuò anche dopo il 1981, quando accadde un grave incidente a un distillatore di PCB con fuoriuscita di una nube tossica, presumibilmente carica di diossine.  

Nel 1980 dalle analisi eseguite dal Laboratorio provinciale di igiene risultò la presenza di PCB nello scarico della Caffaro, ma la legge Merli non conteneva indicazioni a riguardo e quindi non vennero prese iniziative nel merito. L'impiego di PCB come materia prima o sostanza chimica intermedia fu vietato nell' Unione Europea dal 1985. Le prime norme sull'argomento sono del 1982, con il DPR 915 che fissava il limite di 500 mg/kg nei rifiuti prodotti. Nel 1988 e nel 1992 con il DPR n. 261 e il D. Lgs. N. 22 vennero poste delle restrizioni sull'uso del PCB e sul riciclaggio degli oli usati. Nel settembre 1996 venne adottata la direttiva 96/59/CE (recepita in Italia con il D.Lgs. N. 209 del 22 maggio 1999) per il controllo dello smaltimento dei PCB e dei PCT e gli impianti impiegati per lo smaltimento stesso. Questa, in breve, la storia del complesso produttivo Caffaro.

Tornando all'articolo di Ruzzenenti, siamo nel 2001 quando il sito Caffaro esce alla ribalta come uno dei peggiori disastri ambientali riscontrati sul territorio italiano in relazione alla vastità dell'area interessata (circa 7 kmq), alla varietà e alla persistenza degli inquinanti (PCB, PCDD, PCDFA, metalli pesanti, mercurio, etc.), alla durata degli accumuli (oltre mezzo secolo) e, non in ultimo, al numero di persone esposte accertate (quasi 30.000).

I rischi per la salute correlati a questo sostanze sono ben noti: cancerogenicità,problemi di fertilità sia maschile che femminile, patologie polmonari ed epatobiliari. Come se non bastasse, le dimensioni della molecola (PM 0,05) consentono al PCB di insinuarsi nel DNA, quindi esiti patologici posso manifestarsi anche molto dilatati nel tempo.

Il perdurare degli sversamenti ha inoltre consentito un'espansione dell'area di diffusione delle sostanze inquinanti, che ha interessato tutta la rete delle rogge presenti sul territorio circostante abitualmente utilizzate per irrigare, penetrando quindi nella catena alimentare dell'uomo con conseguenze non ancora indagate su un numero di persone incalcolabile.

Un recente studio dello storico ambientalista Marino Ruzzenenti ha comparato il livello di diossine presenti nel sito Caffaro all'Ilva di Taranto. Se il picco massimo di diossine misurate relativamente all'interno dell'azienda Ilva arriva a 351 nanogrammi per ogni chilo di terra, nell'area Caffaro le diossine arrivano a 325 mila nanogrammi/kg. Se invece si prende in considerazione il territorio circostante le due aziende, a Taranto le diossine arrivano a poco più di 10 nanogrammi/kg, mentre nell'area Caffaro le concentrazioni di diossine risultano 300 volte superiori. A conferma di quanto emerso dagli studi di Ruzzenenti, secondo uno studio Asl del 2008 i cittadini che vivono dentro il sito Caffaro presentano concentrazioni di diossine in corpo quasi dieci volte superiori a quelli che vivono nei pressi dell'Ilva.

Bastino questi dati a evidenziare la gravità e l'attualità del 'problema Caffaro'.

Nel 2001, quando ormai il problema era conclamato e il danno ambientale accertato, il Comune di Brescia tentò pretestuosamente di sottrarsi alla bonifica e venne quindi commissionata un'analisi di rischio allo scopo di innalzare di 290 volte i livelli accettabili dei PCB nei terreni; lo studio intendeva dimostrare come, in altri Paesi, i limiti di contaminazione nel suolo fossero maggiori che in Italia e che i limiti del DM 471/99 per i PCB non avrebbero avuto dunque fondamento. Guarda caso, in quel periodo il maggiore azionista di Caffaro, la finanziaria Hopa di Brescia, era anche il principale partner privato del Comune di Brescia in Asm.

Forse anche per questo, in alcun modo venne tenuto in considerazione il fattore di aggregazione delle tossine, ovvero che molti PCB sono diossine-simili e, di conseguenza, l'accumulo nel sangue di tali inquinanti aumentava esponenzialmente i rischi per la salute umana, in particolare nei bambini.

Pare quindi che le Istituzioni (Comune in primis, ARPA e ASL a seguire) abbiano dedicato tempo e risorse non tanto a tutelare la salute pubblica, quanto a cercare di convincere la popolazione che il livello di inquinamento potesse essere tutto sommato tollerabile, evitando quindi la bonifica. Tutto questo nonostante l'insurrezione di associazioni ambientaliste, comitati, medici, tecnici e soprattutto famiglie che hanno lottato per anni al fine di far emergere la proporzione di questo caso per decenni occultato.

Oggi siamo nel 2013 e, a 12 anni dalla ribalta pubblica del caso, la situazione è tutt'altro che risolta. Il rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Ministero, ha fornito alibi a tutti per inadempienze e ritardi nella bonifica.

Quanto si era iniziato a fare nei giardini di via Nullo (all'inizio di via Milano) ha finito per rivelarsi una flop, visto che l'amministratore delegato della ditta incaricata, Stefano Vezzosa, è risultato indagato dai magistrati di Brescia per aver versato illecitamente 20.000 euro all'ex vicepresidente del Consiglio Regionale del Pdl Franco Nicoli Cristiani. Ma non è tutto.: la bonifica dei giardini di via Nullo era già stata fermata dalla magistratura nel 2009, in quanto la ditta Moviter, incaricata dal Comune, falsificava le bolle di trasporto per smaltire illegalmente il terreno in una cava nella bassa bresciana. L'amministratore della Moviter era stato quindi condannato per smaltimento illecito di rifiuti. Insomma è bastato muovere la 'prima pietra' per ricadere nell'immobilismo generale e pare che il milione e mezzo di euro (soldi pubblici) messi in campo per i giardini di via Nullo siano stati spesi invano.

Nel frattempo la vera emergenza ecologica, ovvero i terreni e la falda del sito Caffaro, non è stata ancora aggredita con efficacia. Dentro la Caffaro risultano operative 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno, pompe idrovore (in gestione alla Ditta Fedeli di Pisa subentrata dopo il fallimento Snia Caffaro) che impediscono all'acqua di falda di diffondere verso le aree limitrofe e, attraverso la rete idrica sotterranea, di venire a contatto con gli abitanti. Trattasi di una situazione di tamponamento temporanea e parziale, che non affronta la questione alla radice, rimuovendo la contaminazione. Chi vive nell'area Caffaro vive una situazione di continua emergenza, per la quale non è stata definito nulla di certo e risolutivo.

Chiudiamo la rassegna con un interrogativo. Il perimetro riportato nell'immagine seguente è quello del sito nazionale Caffaro. Pare proprio che l'inquinamento sia dotato di 'intelligenza', visto che segue l'andamento della strada Via Fornaci. Siamo così sicuri che la contaminazione sotterranea dell'area segua un andamento così lineare come quello di Via Fornaci? Il confine di un'area contaminata non dovrebbe seguire l'andamento idrogeologico dell'area? E soprattutto, se fossimo abitanti del Villaggio Sereno, dormiremmo sonni tranquilli?

 

 

La burocrazia in Italia

A cura della Lista 5 Stelle di Como


Como Burocrazia 1.jpeg Come ben sappiamo, per poter presentare le liste e candidature il Movimento 5 Stelle ha dovuto raccogliere migliaia di firme. Poiché si voterà domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013, gli attivisti hanno dovuto sacrificare tutti i fine settimana e anche giorni lavorativi del mese di dicembre e la prima settimana di gennaio. Le temperature medie sono state piuttosto rigide, ma il freddo non è stato sufficiente a spegnere il coraggio, lo spirito e la voglia degli attivisti a 5 Stelle, come pure la preziosa collaborazione dei certificatori e, soprattutto, il senso democratico di chi è venuto a firmare.

Quando il grosso del lavoro sembrava ormai alle spalle, si è dovuto prendere atto che invece era solo l'inizio di un'interminabile trafila di lavoro estenuante e meticolosa: smistamento firme, centinaia di fotocopie per la presentazione delle medesime al Comune di pertinenza, richieste, ritiro moduli certificati, invio di quest'ultimi con l'augurio che non accadesse nulla di imprevisto.

Questa esperienza dimostra, ancora una volta, come uno dei temi che l'Italia dovrà apprestarsi ad affrontare e a mettere al centro della sua Agenda, per essere competitiva verso gli altri Paesi europei, è quello della burocrazia. Per la realizzazione di un'ottimale sburocratizzazione occorre prima esaminare quelli che sono gli aspetti salienti che rendono impossibile la sua gestione.

E' necessario innanzitutto riformare il sistema burocratico-amministrativo concernente anzitutto i seguenti punti:

  • Como Burocrazia 2.jpegsemplificazione degli obblighi informativi per le imprese, anche sulla base dei modelli già sperimentati in altri Paesi europei quali Germania, Gran Bretagna, Olanda e Norvegia;
  • riduzione dei tempi delle procedure autorizzative, anche tramite un maggiore utilizzo degli strumenti elettronici;
  • promuovere un ulteriore ricorso all'autocertificazione, prevedendo nel contempo sanzioni certe per le dichiarazioni false.

Possiamo immaginarci tre punti fondamentali, di cui una P.A. dovrebbe tenere conto per essere competitiva:

1. obiettivi e misurazione dei risultati:
Occorre misurare in modo sistematico i risultati ottenuti dalla Pubblica Amministrazione
e compararli in una prospettiva competitiva con gli altri Stati della Comunità Europea; ad
esempio, sotto il profilo della qualità e della professionalità, a tutti i livelli, dei funzionari
pubblici;

2. trasparenza:
Occorre combattere sistematicamente e seriamente gli sprechi, per esempio rendendo sempre pubblici gli incarichi affidati dalla P.A. a soggetti terzi. Il grado di trasparenza è strettamente connesso all' accessibilità delle informazioni da parte dei cittadini. Soprattutto in questo periodo di crisi, in cui si sente spesso pronunciare la fatidica parola 'sacrificio', è necessario introdurre dei meccanismi che consentano ai cittadini di verificare come vengono gestite le risorse pubbliche.
Quando tutto rimane nell'ombra, le occasioni per abusi e appropriazioni illegittime si moltiplicano e le recenti cronache giudiziarie ci hanno insegnato quanto poco la vecchia classe politica abbia saputo resistere alle tentazioni.
Sotto un altro profilo, la lotta agli sprechi si combatte anche tramite una gestione oculata delle informazioni già in possesso degli enti pubblici. È noto a tutti quanto eterogenea sia la nostra Pubblica Amministrazione, considerati scuole, università ed enti di ricerca, magistratura, Province autonome, sicurezza e difesa, sistema sanitario, sistema penitenziario ecc. Una gestione centralizzata, su piattaforme elettroniche condivise, consentirebbe di evitare la frammentazione delle informazione, con un conseguente risparmio, a beneficio dei cittadini, di tempo e costi per reperire e presentare le informazioni richieste negli atti pubblici.

Per questo sarà altresì necessario offrire le condizioni ideali di lavoro ai dipendenti della P.A., affinché accrescano in loro gli stimoli per fare al meglio e con maggiore responsabilità il proprio lavoro in cambio di opportuni riconoscimenti remunerativi, oltre a offrire loro l'opportunità di fare carriera, onde evitare inclinazioni al clientelismo e insediamenti della corruzione.
Un funzionario pubblico più motivato crea meno assenteismo e meno 'menefreghismo', con
un conseguente aumento della produttività, che va a beneficio di tutti i cittadini. In ogni Stato democratico dovrebbero esserci regole e regolamenti per attuare decisioni, assicurandone la massima trasparenza, garantendo di diritto la tutela dell'individuo contro un'azione arbitraria. In sostanza, meno burocrazia e più diritti.

Como Burocrazia 3.jpeg

3 uguaglianza,
Ultimo, ma non meno importante desiderio è chesituazioni simili debbano essere trattate allo stesso modo in Lombardia come in Campania, onde evitare l'aumento conflittuale tra cittadini e Stato.

In Italia deve essere risvegliata la consapevolezza che non solo la politica e la P.A. sono in grado di garantire una buona burocrazia, ma anche l'economia, la società e il sistema giudiziario, su cui grava maggiormente la responsabilità della sua riduzione, al fine di garantire a tutti di andare avanti insieme, riducendo così gli eccessivi oneri amministrativi.

 

Lettera inviata il 13 febbraio 2013 al Movimento Se Non Ora Quando

cc: Il Fatto Quotidiano

 

Il Movimento 5 Stelle della Lombardia e la sua portavoce candidata alla Presidenza della Regione Silvana Carcano trovano incomprensibile la presa di posizione del movimento Se Non Ora Quando, che nell'assemblea di Roma ha reso nota la sua bocciatura al M5S per quanto riguarda le politche contro le discriminazioni di genere.

Il video, riportato su Il Fatto Quotidiano in data 12/2/2013, esordisce con l'attivista che dichiara "vogliamo siano candidate ed elette molte donne..."

Si vuole pertanto fare osservare al movimento Se Non Ora Quando e al Fatto Quotidiano, oltre a tutta la stampa nazionale che non ha speso una riga su questo, che

  1. Il Movimento 5 Stelle in Lombardia ha eletto per la Regione 8 donne capolista (su 12 provincie)
  2. Il Movimento 5 Stelle in Lombardia ha eletto una candidata Presidente donna, Silvana Carcano
  3. Il Movimento 5 Stelle in Lombardia ha eletto una capolista donna per la Camera in Lombardia 1, Paola Carinelli
  4. Il Movimento 5 Stelle in Lombardia ha eletto una capolista donna per il Senato in Lombardia, Giovanna Mangili

In sintesi, per la prima volta nella storia della Repubblica un movimento politico ha votato per scegliere i propri Portavoce ed ha eletto ben 11 donne capolista in Lombardia e nessuno sembra essersene accorto. Questi sono fatti, non parole o programmi.

Sempre, nel video, un'intervistata al minuto 2.20 sostiene che "il programma 5 stelle non è chiaro", e al minuto 2.18 circa aggiunge che "è triste constatare che per il M5S proprio non esiste l'idea del genere".

Un'altra attivista, smentendo le colleghe, al minuto 2,24 circa dice "io mi sono studiata tutti i programmi di tutti i partiti, senza dubbio chi ha portato avanti meglio il nostro programma è il Partito Democratico".

Allora invitiamo ufficialmente tutte voi a prendere visione del nostro Programma Regionale, dove a pag 3, capitolo DIRITTI CIVILI E PARI OPPORTUNITÀ, per esempio, si leggono punti interessanti.

Sia per quanto riguarda i diritti delle donne...:
★ Modificare lo statuto sul modello della regione Toscana per le equiparazioni di tutti i    cittadini, indipendentemente dall'identità di genere.
★ Condurre azioni concrete finalizzate all'effettiva applicazione della legge 194.
★ Adottare il Gender Mainstreaming (Integrazione della dimensione di genere) valutando le diverse implicazioni per uomini e donne di ogni azione politica prevista, compresa la legislazione e i programmi, in tutti i settori e livelli,

...che per quanto riguarda i diritti di tutti i cittadini:
★ Proporre una legge regionale per la tutela dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere.
★ Promuovere campagne di sensibilizzazione sui temi LGBT e contrastare l'omotransfobia.
★ Formare il personale socio-sanitario sui temi LGBT.

Non ci pare che alcuna forza politica abbia dato prova di tanta attenzione e centralità delle donne nelle candidature, e che nel programma dica parole più chiare di queste sul tema delle uguaglianze nel rispetto delle differenze.

Siamo molto deluse che Se Non Ora Quando si presti a queste strumentalizzazioni propagandistiche pre-elettorali e speriamo che conoscendo meglio il nostro programma saprete rettificare le opinioni espresse in quel video.

Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento,
Distinti saluti,

 

Ufficio Stampa Regionale Movimento 5 Stelle Lombardia

A cura delle Lista 5 Stelle di Milano

L'ipotesi dell'ulteriore vendita del 50,1% della SEA da parte del Comune di Milano rappresenta un grande errore e una grave perdita economica per la città di Milano e il territorio. Anche la 'svendita' del 29,75% al fondo F2i è stata una operazione sbagliata, che produrrà in futuro un minore introito per il Comune e quindi per la collettività. Ricordiamo che, a riguardo, è tuttora in corso un'inchiesta della magistratura per turbativa d'asta.

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E' sorprendente che il fondo F2i, con il suo 29,75% ricevuto dal Comune di Milano (a cui va aggiunto il 18% acquisito dalla Provincia), non abbia finora contribuito all'elaborazione di un vero piano industriale. Dov'è quindi il suo valore aggiunto? Che dice, in proposito, la Giunta Pisapia? Come mai, invece di dare una vera svolta rispetto a decenni di mala gestione della politica, si pensa direttamente a privatizzare l'azienda anziché a valorizzarla opportunamente, mantenendone il controllo pubblico e creando valore per la collettività tutta?

L'ipotesi alternativa alla privatizzazione (tramite la quotazione in Borsa) che proponevamo era di arrivare al 65% nelle mani del Comune di Milano attraverso lo scambio di azioni SEA/Serravalle con la Provincia, la cui differenza a favore di quest'ultima (circa 40 milioni) poteva essere recuperata con la vendita, da parte del Comune, del 3% di SEA ai lavoratori ed ai cittadini (parliamo ovviamente di una società non quotata). Consideriamo quella della quotazione un'ipotesi distruttiva, resa ancora più tale dal futuro incerto dell'euro, dello spread e dalla crisi strutturale della Borsa Italiana.

Dal punto di vista strategico, questo piano industriale alternativo all'ulteriore svendita o alla quotazione che proponiamo consentirebbe al Comune, e quindi alla collettività, di incassare tutti gli anni dei congrui dividendi da utilizzare per le necessità della città, anziché di ottenere degli introiti una sola volta, lasciando così ai privati la ricchezza che la SEA produce e che potrebbe essere ancora maggiore con una più efficiente gestione. 

Il potenziale di sviluppo degli scali di Linate e Malpensa è davvero molto elevato, ma purtroppo è bloccato da politiche protezionistiche a favore della CAI (ex Alitalia/Airone). 

Il nostro piano industriale alternativo consiste innanzitutto in una condizione imprescindibile e cioè la completa e totale liberalizzazione degli slot su Linate e Malpensa, che invece sono bloccati da quattro anni.

Riguardo Linate, pur rispettando il decreto Bersani e le limitazioni orarie imposte dall'Enac, si potrebbe passare dai 260 movimenti/giorno attuali a 340 movimenti, circa 3 milioni di passeggeri in più all'anno rispetto agli attuali 9. La nascita di Lufthansa Italia, ad esempio, prevedeva il posizionamento di questa compagnia anche sullo scalo cittadino con voli nazionali ed europei. Tale progetto è stato fatto naufragare.

La tesi che Linate cannibalizzi Malpensa è del tutto fuorviante e strumentale per proteggere CAI a svantaggio degli utenti, dei contribuenti italiani e dei lavoratori SEA, in quanto è la mancata liberalizzazione degli slot che non permette allo scalo di svilupparsi. Ricordiamo che nel 2009 arrivarono 54.000 richieste di slot, equivalenti a 150 movimenti in più al giorno. Tali richieste rimasero inevase. A tal proposito ricordiamo che a Londra coesistono ben 5 scali e a nessuno viene in mente di chiuderne o limitarne uno.

Anche riguardo Malpensa, la condizione imprescindibile è costituita dalla completa e totale liberalizzazione degli slot e dall'applicazione dell'accordo Openskies in vigore dal 2008 tra l'Europa e gli Stati Uniti.

Anche Malpensa è stata finora frenata dalle politiche protezionistiche a favore di CAI. Il problema è che mancano collegamenti di lungo raggio su di un aeroporto intercontinentale che ha potenzialità, con le due piste e le infrastrutture attuali, per gestire 40 milioni di passeggeri rispetto ai 19 di oggi ed ai 24 del 2007 anno del dehubbing Alitalia.

Il progetto Lufthansa prevedeva il posizionamento di questa compagnia sullo scalo di Malpensa anche con voli diretti intercontinentali, con grande vantaggio per gli utenti e per lo sviluppo dell'aeroporto. Purtroppo anche questo progetto è stato fatto naufragare.
Il rilancio di un'importante piattaforma aeroportuale, quale gli scali milanesi rappresentano, deve necessariamente essere preceduta da un'efficiente infrastruttura organizzativa, produttiva e di management.
L'analisi dei bilanci della società costituisce un punto di partenza fondamentale per eliminare sprechi, inefficienze e consulenze inutili valutabili in alcune decine di milioni di euro. Nessun controllo viene esercitato dal Comune. I parametri crescita, equità ed efficienza sono gli strumenti indispensabili per creare ricchezza per la città, per i cittadini contribuenti, i lavoratori e il territorio.

Il Contratto di Programma approvato dal governo Monti dopo la vendita del 29,75% al fondo F2i porterà nelle casse della SEA un incremento di ricavi, con gli attuali 28 milioni di passeggeri, di circa 160 milioni. Un terzo di questi andrà al fondo F2i, ogni anno. Se ci saranno ulteriori dismissioni di quote da parte del Comune, questi ricavi andranno ai nuovi acquirenti.

L'efficienza è la più importante infrastruttura che deve animare sia il piano industriale alternativo, sia la valorizzazione della società. Occorre tagliare tutte le spese improduttive e favorire quelle che creano sviluppo e occupazione.

Sono stati fatti errori gravissimi che hanno prodotto enormi danni al patrimonio SEA. Con l'esperienza dei 33 aeroporti argentini sono stati sprecati milioni di euro. E' stato venduto il 75% di MLE ad Argol. Ciò ha creato una grande instabilità nel settore cargo. Sono scaturite perdite d'esercizio ed è nata la macelleria sociale in questo settore. Sono state vendute rilevanti quote della SACBO (aeroporto di Bergamo) in un momento di forte crescita di questa infrastruttura. E' stata venduta la quota del 5% dell'aeroporto di Napoli al fondo F2i.

Gli azionisti attuali di maggioranza, Comune di Milano e F2I, vorrebbero vendere la SEA SpA. Poi si avanzano proposte per quotarla in Borsa. Ma perché si vogliono liberare di questa società? Ci piacerebbe conoscere i vantaggi di una simile azione di disinvestimento rispetto al mantenimento del controllo pubblico con un vero piano di sviluppo che finora è mancato.
Si è parlato di referendum, giusto! Chiediamo ai cittadini se vogliono che si venda SEA SpA. 

La SEA ha speso nel 2012 quasi 4 milioni di Euro in consulenze per quotarsi in Borsa. E' come se si dovesse fare il referendum sul nucleare, ma in attesa del risultato si iniziasse a spendere qualche milione di euro per fare le fondamenta della prima centrale nucleare!
Attraverso la valorizzazione della SEA in tutti i suoi aspetti, i benefici economici ricadrebbero sulla città e i cittadini di Milano e della Lombardia. Inoltre, si potrebbero creare alcune migliaia di posti di lavoro stabili e di qualità che, nell'acuta fase di recessione in cui ci troviamo, rappresenterebbe un processo virtuoso in controtendenza, per il quale il Comune di Milano potrebbe fare da capofila.

Vogliamo una gestione del Gruppo SEA trasparente, a partire dalle assunzioni e alle carriere, che vanno realizzate in base alla capacità, alle competenze, ai curricula ed esperienze dei candidati. Si può pensare in tal senso a un Comitato di Sorveglianza sul modello tedesco, onde coinvolgere nel processo di rinnovamento i lavoratori e i cittadini.
Dall'analisi dei bilanci SEA emerge che il management vive felicemente e con convinzione un immobilismo dinamico: faremo, decideremo, ci impegneremo. Ma in tre anni il volume dei ricavi è rimasto invariato. Siamo curiosi di sapere quali azioni correttive sono state intraprese per migliorare i volumi dei ricavi.

La SEA non cresce in ricavi, produce utili finti e spreca tante risorse. Il management ha fallito? Noi pensiamo di si. Ma in SEA chi sbaglia non viene rimosso, o forse viene addirittura promosso, o più semplicemente non accade proprio nulla.
Il vero valore della SEA SpA è dato dal suo avviamento e dalle enormi potenzialità di sviluppo che ha, ma abbiamo la netta sensazione che vi sia una precisa volontà politica, anche a livello nazionale, che tutto questo non accada. Noi ci opporremo a questa tendenza in tutte le sedi. 

Dobbiamo impedire la vendita ai privati in qualsiasi modo, anche se è già stata prevista una quotazione in Borsa che, lì per lì, della quotazione farebbe fare cassa ma, nel momento in cui l'azione si raffreddasse, sarebbe preda degli amici squali, i soliti furbetti che trasformerebbero SEA nella gallina dalle uova d'oro nelle proprie mani, dopo la pluridecennale malagestione da parte della politica a scapito della collettività.

In proposito si veda anche l'intervento di Mattia Calise in consiglio comunale su SEA risalente al settembre 2012.

Comunicato Stampa Numero 15
data: 11/02/2013


Il 7 febbraio scorso, Silvana Carcano è ospite a TGr e improvvisamente le TV scoprono che il M5S è contrario ad Expo2015. Una sorpresa inaspettata? Da sempre siamo contrari alla cementificazione e all'esproprio di terreni agricoli, contrari ad uno sviluppo economico che consenta alle mafie del "movimento terra" di esibirsi nella danza dell'appalto, dell'appalto del subappalto, speculando come sempre sulle grandi opere e infischiandosene della salute pubblica.

La mafia al nord esiste, e ormai da anni il M5S lo grida. E non siamo i soli, perché leggendo la relazione della "Commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti connessi ai cicli di rifiuti" troviamo: "Non appare episodico il coinvolgimento della 'ndrangheta nei lavori dell'Expo2015 e almeno in due episodi nella fase iniziale dei lavori, non ha funzionato l'attività amministrativa di prevenzione volta a impedire l'intervento subdolo e indiretto della 'ndrangheta nelle opere dell'Expo2015." 

E ancora: "Si deve ritenere che la 'ndrangheta ha ripartito il territorio di gran parte, se non di tutta, della ricca regione lombarda, secondo un criterio a zone, che non lascia fuori nulla e garantisce un controllo pressoché assoluto su tutte le attività oggetto d'interesse." Innumerevoli fonti parlano di Expo e mafia: da Nando dalla Chiesa ad associazioni, blog, giornali, fino alle stesse istituzioni che poi promuovono e sostengono Expo, ignorando le indagini della Dia e i loro sconcertanti esiti. 

Nel resoconto svolto dal colonnello Di Vito davanti alla commissione antimafia europea ad ottobre 2012 leggiamo che "Non esiste un solo grande cantiere pubblico lombardo che non abbia problemi di criminalità e che non sia stato oggetto di un provvedimento di interdizione da parte delle autorità." Il colonnello riporta dati inquietanti con più di cinquecento fascicoli già avviati e due accessi diretti della Dia nei cantieri di Expo. Indicativo il caso dell'azienda messinese Ventura S.p.A., iscritta alla Compagnia delle Opere: dopo essersi aggiudicata, insieme ad altre imprese, l'appalto più grosso di Expo, la costruzione della piastra sulla quale sorgeranno gli edifici, appalto da 165 milioni ottenuto con un ribasso del 43%, è stata oggetto dell'interdittiva della prefettura di Milano venendo quindi sospesa dall'appalto stesso.

Le nostre ragioni di opposizione all'Expo non riguardano comunque unicamente le possibili infiltrazioni mafiose.

Il MoVimento 5 Stelle si domanda come un evento dal titolo "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" possa essere trasformato in una colossale cementificazione, che riguarderà oltre 2 milioni di mq di terreni e centinaia di chilometri di autostrade, devastando un territorio che in Lombardia viene già consumato al ritmo di ettari all'anno.

Per rispettare il senso del titolo ci saremmo almeno aspettati un Expo diffuso, con la ristrutturazione e il riuso degli edifici abbandonati, la riqualificazione delle aree dismesse e l'utilizzo degli spazi fieristici esistenti. Un evento sensato avrebbe coinvolto tutta la provincia senza consumo di aree agricole ma con l'aumento degli spazi verdi in città, degli orti urbani e con la valorizzazione del Parco Sud, area di produzione agricola di qualità a "chilometri zero" unica nel mondo. Speravamo almeno che Expo portasse edifici pubblici produttori di energia pulita, interventi alla mobilità e al trasporto pubblico, piste ciclabili, riduzione d'inquinamento, valorizzando le attuali strutture (come la Fiera di Rho) salvando i terreni, e allo stesso tempo riscoprendo il patrimonio artistico/culturale.

Sarebbe potuta essere l'occasione per trasformare Milano in un esempio per gli altri, cui i cittadini potessero contribuire con orgoglio, invece si sta rivelando un'operazione di finanza speculativa.

Considerando che le fiere sono retaggio del XIX secolo e che oggi, con un click del pc, tutto è visibile, qual è il senso di costruire capannoni e grattacieli per una fiera? All'Expo del 1992 di Siviglia parteciparono 42 milioni di visitatori, il doppio di quelli previsti per Milano. Fu un fallimento economico, come per Saragozza in Spagna, le Olimpiadi di Atene e Torino del 2006, dove il debito che era già di 1,7 miliardi nel 2001 arriva alla cifra di 2,97 miliardi dopo le Olimpiadi, ed è cresciuto fino a sfiorare i 4 miliardi di euro di oggi. Cifre che metterebbero in allarme qualunque buon amministratore pubblico sul rischio di prosciugare ogni risorsa degli enti pubblici e di accumulare debiti difficilmente recuperabili. Invece il Comune di Milano si sta indebitando ulteriormente a nostre spese per coprire i costi di Expo.

Tutto questo è stato più volte denunciato dal Movimento 5 Stelle di Milano in consiglio comunale.

Tutto il resto è online, a vostra disposizione affinché siate voi a formare la vostra opinione su queste grandi opere che, per un'esposizione temporanea, distruggeranno il paesaggio, l'ambiente e la salute di un'intera regione, arricchendo solo chi lucra e opera nell'illegalità.
Ci vediamo in Regione, sarà un piacere.


Costituzione e Democrazia sono oggi parole spesso usate dai nostri politici per riempirsi la bocca, perché ci piace sentirne parlare, ci emoziona, ci fa sentire orgogliosi di essere Italiani. Peccato poi vengano calpestate ogni volta che quegli stessi politici finanziano missioni di guerra o ignorano la volontà dei cittadini, espressa nei referendum e con le leggi di iniziativa popolare, proprio secondo le regole della Costituzione.

Tutelando questi due valori lo Stato dovrebbe puntare naturalmente alla felicità del cittadino, considerandolo la forza decisionale che muove il Paese e conferendogli nuovamente un ruolo attivo nella politica.

E ricordiamo che prima di salire in campo noi cittadini abbiamo proposto 2 leggi di iniziativa popolare una per un parlamento pulito e l'altra per abolire i finanziamenti pubblici ai giornali.

Un cittadino informato è capace di scegliere nell'interesse della collettività, di dire no quando la sua voce viene messa a tacere; per questo la connessione libera alla rete dovrebbe essere un diritto di nascita, per contrastare i bavagli alle ultime voci di informazione libera.

Lo Stato dovrebbe tutelare la salute del cittadino, tramite ricerca e sviluppo sostenibili e con la cura dell'ambiente in cui egli vive, abbandonando inceneritori e discariche e puntando al rifiuto zero. Dovrebbe ricordarsi che il Popolo si è espresso contro la privatizzazione dell'acqua, che è parte di ogni individuo e che lasciata nelle mani di privati ci renderebbe tutti schiavi di chi la possiede.

Dovrebbe promuovere una mobilità diversa, sostenibile, basata sul km zero, senza ricorrere a colate di cemento per grandi spostamenti di merci estere e opere pubbliche inutili e dannose. Oggi, insieme alla nostra terra, è calpestata la nostra possibilità decisionale che Costituzione e Democrazia proclamano.

Invece noi, la Democrazia, la immaginiamo così...

E voi ???

Cosa decidete ???

State ancora a guardare ???

Roma, #SaraUnPiacereDay

Lo Tsunamitour si stà rivelando l'evento politico di questa campagna elettorale. 

Tappa dopo tappa Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle stanno attraversando tutta Italia al ritmo di 2 comizi al giorno incontrando e parlando con i cittadini italiani direttamente nelle piazze.

Le piazze sempre piene dimostrano che siamo di fronte ad un momento storico in cui a seguito di 20 anni di malapolitica e di fronte ad una sfiducia altissima dei cittadini verso i partiti, nessun traguardo è impossibile.

Per questo abbiamo organizzato un pullman per andare a seguire il comizio di chiusura dello tsunamitour a Roma in Piazza San Giovanni il 22 febbraio. Perché?

  • Perché vogliamo contribuire a riempire la piazza di Roma per dare un ultimo segnale fortissimo agli italiani che il Movimento 5 Stelle c'è e vuole vincere queste elezioni per proporsi alla guida del paese.
  • Perché sarà un evento che probabilmente passerà alla storia del nostro paese e quindi sarebbe veramente un peccato non avervi partecipato.

Il 22 Febbraio tutti a Romaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Di seguito i dettagli del viaggio:

PARTENZA PER ROMA: dalla Stazione Centrale di Milano (a breve il luogo preciso) verso le 09:00 / 10:00 del 22 febbraio
ARRIVO A ROMA: verso le 18:00 in Piazza San Giovanni

PARTENZA DA ROMA: verso le 01:00 del 23 febbraio
ARRIVO A MILANO: verso le 09:00 del 23 febbraio

COSTO DEL BIGLIETTO: 50 euro 40 euro (nuovo prezzo)

PER PRENOTARE: compilare il seguente modulo

PAGAMENTO:

  • in contanti da consegnare al Blues Illy Cafe, in viale Bodio 6 a Milano, chiedendo di Roberto
  • con bonifico bancario 
    • beneficiario: luigi carinelli 
    • Iban: IT78J0501801600000000154041
    • causale: contributo pullman 
    • Presso: banca popolare etica 
    • In caso di pagamento con bonifico bancario vi chiediamo di inviarci la stampa del pagamento fatto a segreteria5stellemilano@gmail.com

SUGGERIMENTO: per sicurezza, a prenotazione completata scrivete a segreteria5stellemilano chiedendo se la vostra prenotazione è stata da noi correttamente registrata

ATTENZIONE: assegneremo l'ordine dei posti del pullman sulla base non della prenotazione ma della effettiva ricezione del pagamento fatto (per il bonifico conterà la ricezione della stampa del bonifico fatto alla seguente mail: segreteria5stellemilano@gmail.com

PER INFORMAZIONI: scrivere a segreteria5stellemilano@gmail.com

IMPORTANTE: gli orari di partenza e ritorno sono ancora provvisori ma dovrebbero essere quelli ufficiali. Nel momento che diventeranno ufficiali ve lo comunicheremo
Preghiamo chi compila il modulo di adesione di farlo solo se sicuro di venire. Nel caso in cui le adesioni fossero molte potremmo pensare di organizzare un altro pullman

Il M5S avvia la ricerca degli assessori; per candidarsi si parte dall'invio di un curriculum


"L'anti-politica" sceglie le persone destinate alla gestione della macchina amministrativa sulla base di convenienze, scambi di favori e bacini elettorali che poi si traducono in decisioni che vanno a favore del partito o della lobby che le ha sostenute, con gravi danni per la collettività.

Il M5S Lombardia vuole porre fine a questa vergognosa consuetudine e  tornare a mettere la competenza al centro delle scelte politiche della nostra Regione. Gli stessi assessorati verranno ridotti e accorpati in base alla logica del nostro programma (es: valuteremo l'accorpamento dell'assessorato allo Sport e Tempo Libero in quello della Sanità).

Per questo, nella selezione degli assessori che andranno a lavorare per la prossima giunta regionale a 5 stelle,  abbiamo deciso di seguire l'esempio di Parma, la cui amministrazione  ha scelto i propri sulla base dei loro curricula e della loro competenza specifica.
Lanciamo, quindi, un appello pubblico a chi ritiene di avere le competenze adatte per ricoprire il ruolo di assessore regionale e per chiedere a queste persone di inviarci il curriculum con lettera di presentazione alla seguente mail:lavoraconoi@lombardia5stelle.org

Per ogni candidatura è necessario allegare le seguenti informazioni:
1) Curriculum vitae
2) Lettera di presentazione che includa:
  • a) per quale assessorato ci si propone
  • b) il consenso alla pubblicazione della propria autocandidatura e, nel caso contrario, le motivazioni
  • c) eventuali ruoli politici svolti in passato (anche di semplice candidatura o di organizzazione interna) per un qualsiasi movimento politico/lista civica
  • d) eventuali iscrizioni ad altri partiti
  • e) cosa si pensa del programma regionale del M5S nella parte relativa alla propria competenza, specificando eventuali critiche o proposte aggiuntive
  • f) l'indicazione di eventuali partecipazioni o ruoli dirigenziali nei consigli di amministrazione in società pubbliche/private che hanno interessi economici con Regione Lombardia
Poiché un altro punto fondamentale del nostro modo di intendere la politica è la trasparenza, renderemo pubbliche sui nostri canali informativi tutte le autocandidature, con relativi CV. Ci impegniamo comunque a garantire la riservatezza ove richiesta e motivata.
Il processo di selezione valorizzerà le competenze pregresse e la sua attinenza con il nostro programma.
I curricula saranno conservati e utilizzati nel caso in cui il risultato elettorale affidi al M5S la scelta degli assessori.

Qualora non dovessimo avere l'opportunità di nominare la giunta, metteremo a confronto i nostri candidati con quelli indicati dalla maggioranza. E vedremo se le nomine politiche che oggi tutti dichiarano di voler abolire saranno davvero basate su concetti di competenza e non di affiliazione al partito.


Silvana Carcano

Per saperne di piu':  Programma Lombardia 5 Stelle 2.0

Tsunami tour in Lombardia

Ci siamo!

Finalmente lo Tsunami tour sbarca in Lombardia.

Dopo aver toccato gran parte dell'Italia centro meridionale, comprese Sicilia e Sardegna, Beppe Grillo, con il suo camper, arriverà in Lombardia.

Si comincia con Mantova l'11/02/2013, Bergamo e Brescia il 12/02, Sondrio e Lecco il 13/02, poi bisognerà attendere fino al 18/02 con Cremona e Pavia, per concludere la partecipazione in Lombardia con Milano e Monza il 19/02.

La rete è piena di immagini con piazze stracolme fino all'inverosimile.

Anche in Lombardia la partecipazione sarà altissima, la voglia di cambiare è a livelli storici, gli Italiani sono stanchi e hanno voglia di vedere le istituzioni rappresentate da cittadini semplici. E onesti.

Le piazze stracolme lo dimostrano. Non mancate, noi ci saremo.


Questa sera, domenica 3 febbraio, il Suo TG delle 20.00 ha trasmesso un servizio sulle elezioni regionali lombarde, nel quale sono stati presentati solo 4 candidati alla Presidenza della Regione Lombardia. Non è stata data nessuna informazione sul MoVimento 5 Stelle e sulla sottoscritta.

Ci chiediamo se questa disinformazione sia frutto di una Sua scelta editoriale o se sia un'ennesima svista nei nostri confronti. Chiediamo pertanto un adeguato spazio informativo, in uno dei prossimi TG serali (non notturni).

Saluti
Silvana Carcano


PS
A seguito di questa comunicazione il Tg di Mentana si è affrettato a contattarci per un servizio che verrà realizzato domani martedì 5 febbraio e che andrà in onda la sera stessa, alle 20.

A cura della lista 5 Stelle di Como

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Como hanno già organizzato una serata dedicata all'informazione ai cittadini del metodo di raccolta rifiuti che dovrebbe essere applicato ovunque. Per l'occasione è stato invitato l'assessore del comune di Capannori (LU), Alessio Ciacci.

L'incontro si è tenuto di sera, al fine di permettere al maggior numero di persone di partecipare.
Abbiamo ritenuto opportuno distribuire dei volantini alla cittadinanza per segnalare una tematica di così grande rilevanza. Nonostante l'impegno che l'attendeva presso il consiglio comunale, il nostro consigliere comunale di Como, Luca Ceruti, non ha mancato di fornire il suo contributo facendo una breve introduzione della serata.

Ha preso quindi la parola l'assessore Alessio Ciacci del Comune di Capannori, provincia di Lucca, giunto appositamente da noi per spiegare ai cittadini presenti, con il supporto delle slide, cosa s'intende per strategia rifiuti zero.

  • Nel corso della riunione sono emersi i seguenti aspetti:
    Capannori è il primo comune in Italia ad avere aderito alla strategia dei rifiuti zero, tanto da aggiudicarsi il titolo di 'Comune a cinque stelle', riorganizzando il servizio di raccolta tramite l'eliminazione di tutti i cassonetti e l'attivazione di una raccolta a domicilio, cd. 'porta a porta'. Tale strategia ha consentito di ridurre i rifiuti dal 2004 al 2007 di oltre 10.000 tonnellate. Poiché questo tipo di raccolta richiede un maggiore numero di operatori, il loro numero è aumentato di oltre 30 unità, creando così posti di lavoro;
  • grazie alla raccolta differenziata di carta, il Comune ha ricavato un centinaio di migliaia di euro. In questo modo è stato possibile ridurre la tariffa ai suoi cittadini nella misura di circa il 20%;
  •  l'assessore Ciacci ha richiamato l'attenzione dei partecipanti sul degrado esponenziale dei ns. sistemi ambientali, per cui non è più possibile rinviare a date future la scelta di ricorrere a un progetto come quello già implementato a Capannori.

Si avverte la necessità di divulgare le informazioni emerse durante la riunione, al fine di sensibilizzare ogni singolo cittadino alle tematiche ambientali e garantire, di conseguenza, un migliore e maggiore rispetto dell'ambiente. Per questo si ritiene opportuno ripetere serate analoghe per una divulgazione di notizie. così importanti.

Thumbnail image for Como1.jpegPer raggiungere quest'obiettivo sono già stati avviati, oltre alla raccolta differenziata a domicilio, tredici progetti per la riduzione dei rifiuti quali:

  • acquisto di spazi verdi;
  • compostaggio domestico;
  • la via dell'acqua;
  • latte alla spina;
  • acqua buona nelle mense scolastiche;
  • detersivi alla spina;
  • ecosagre;
  • pannolini ecologici (lavabili);
  • mercatino di scambio e riuso;
  • eliminazione della plastica dalle mense;
  • gomme da masticare biodegradabili;
  • borse per la spesa in tela.

Fabio Barone, ripresa la parola, ha ricordato l'esistenza della normativa europea che regola il trattamento dei rifiuti, nei termini, secondo cui, per una maggiroe protezione dell'ambiente, gli Stati membri devono adottare delle misure per il trattamento dei loro rifiuti conformemente alla seguente gerarchia, che si applica per ordine di priorità:

  • prevenzione *
  • preparazione per il riutilizzo
  • riciclaggio *
  • recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia
  • smaltimento.

È stato anche menzionato l'articolo 2 della legge 13/2009, che bisognerebbe abolire il prima possibile per le evidenti ragioni che ne emergono dalla sua lettura:

"Art. 2.
Danno ambientale


  1. Nell'ambito degli strumenti di attuazione di interventi di bonifica e messa in sicurezza di uno o più siti di interesse nazionale, al fine della stipula di una o più transazioni globali, con una o più imprese interessate, pubbliche o private, in ordine alla spettanza e alla quantificazione degli oneri di bonifica, degli oneri di ripristino, nonché del danno ambientale di cui agli articoli 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e 300 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e degli altri eventuali danni di cui lo Stato o altri enti pubblici territoriali possano richiedere il risarcimento, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare può, sentiti l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e la Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali (COVIS) di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, predisporre uno schema di contratto, che viene concordato con le imprese interessate e comunicato a regioni, province e comuni e reso noto alle associazioni ed ai privati interessati mediante idonee forme di pubblicità nell'ambito delle risorse di bilancio disponibili per lo scopo.
  2. Entro trenta giorni dalle comunicazioni e pubblicazioni di cui al comma 1, gli enti ed i soggetti interessati possono fare pervenire ai partecipanti alla conferenza di cui al comma 3 note di commento sullo schema di contratto.
  3. Previa assunzione, sullo schema di transazione, del parere dell'Avvocatura generale dello Stato, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare svolge, nei successivi trenta giorni, una conferenza di servizi decisoria, fra i soggetti pubblici aventi titolo, per acquisire e comporre gli interessi di cui ciascuno risulti portatore, ai sensi dell'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, in quanto applicabile. Le determinazioni assunte all'esito della conferenza sostituiscono a tutti gli effetti ogni atto decisorio comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza.
  4. Acquisite le determinazioni di cui al comma 3, lo schema di contratto di transazione, sottoscritto per accettazione dalla impresa, è trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'autorizzazione da parte del Consiglio dei Ministri, sulla proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  5. La stipula del contratto di transazione, non novativo, conforme allo schema autorizzato ai sensi del comma 4, comporta abbandono del contenzioso pendente e preclude ogni ulteriore azione per rimborso degli oneri di bonifica e di ripristino ed ogni ulteriore azione risarcitoria per il danno ambientale, ai sensi dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, o della Parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noncheéper le altre eventuali pretese risarcitorie azionabili dallo Stato e da enti pubblici territoriali, per i fatti oggetto della transazione. Sono fatti salvi gli accordi transattivi già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' gli accordi transattivi attuativi di accordi di programma già conclusi a tale data.
    • 5-bis. La stipula del contratto di transazione comporta altresì la facoltà di utilizzare i terreni o singoli lotti o porzioni degli stessi, in conformità alla loro destinazione urbanistica, qualora l'utilizzo non risulti incompatibile con gli interventi di bonifica, alla luce del contestuale decreto direttoriale di approvazione del progetto di messa in sicurezza e di bonifica del suolo e della falda, sia funzionale all'esercizio di un'attività di impresa e non contrasti con eventuali necessità di garanzia dell'adempimento evidenziate nello schema di contratto.

6. Nel caso di inadempimento, anche parziale, da parte dei soggetti privati delle obbligazioni dagli stessi assunte in sede di transazione nei confronti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, quest'ultimo, previa diffida ad adempiere nel termine di trenta giorni, può dichiarare risolto il contratto di transazione. In tal caso, le somme eventualmente già corrisposte dai suddetti soggetti privati sono trattenute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in acconto dei maggiori importi definitivamente dovuti per i titoli di cui al comma 1".

In definitiva, ci si può reputare soddisfatti dell'ottimo lavoro svolto dallo staff Movimento 5 Stelle di Como, che con questa iniziativa ha voluto ancora una volta dimostrare come cambiare le cose nel nostro Paese sia possibile. Tuttavia, per centrare questo obiettivo è sempre più importante la PARTECIPAZIONE di tutti i cittadini residenti sul nostro territorio.
Ridiamo colore alla nostra città mostrando di meritarcela in tutto il suo splendore.