Gennaio 2013

La scorsa settimana gli altri candidati hanno lanciato una gara per l'attribuzione del titolo di "candidato più virtuoso", sostenendo di autofinanziare le spese della propria campagna.

"Ancora una volta ci stanno prendendo in giro - dice Silvana Carcano - nessuno di loro ha risposto alla mia lettera aperta inviata 5 giorni fa che ripropongo e riproporrò ogni giorno di questa campagna fino a quando non otterrò una risposta".

 

Caro Ambrosoli, caro Albertini,

ho letto con interesse la polemica che avete sviluppato con Maroni rispetto all'uso del finanziamento pubblico per la campagna elettorale. Entrambi vi siete detti contrari a tale uso  dichiarando di voler utilizzare esclusivamente fondi provenienti dai vostri sostenitori.

Non posso che essere felice di questa vostra presa di posizione perchè il rifiuto del finanziamento
pubblico è da sempre alla base del nostro programma. Vorrei però capire se davvero mi trovo di fronte a un mutamento delle posizioni dei partiti che vi esprimono o come spesso accade, alla solita propaganda elettorale.
Per fare chiarezza vi chiedo di rispondere a una semplice domanda. Come ben sapete la regione Lombardia, durante la prossima legislatura, effettuerà un rimborso spese elettorali pari a 35 milioni. Il M5S si è impegnato per iscritto - e gli eletti in Sicilia, Piemonte ed Emilia lo hanno già fatto nel
concreto - a non toccare neanche un euro della somma che gli toccherebbe, oltre 7 milioni nel caso di un  risultato pari al 20%.

Siete pronti a fare altrettanto? E, in caso positivo, a far si che la prima legge del nuovo Consiglio cancelli completamente tale contributo?
In attesa di una vostra pronta e, spero positiva, risposta vi saluto cordialmente.

Silvana Carcano

 

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Comunicato Stampa Numero 12
data: 24/01/2013

Sabato 26 gennaio i candidati del Movimento 5 Stelle lombardo alle Elezioni Regionali e alle Politiche 2013, incontreranno attivisti e rappresentanti delle principali associazioni LGBT a "PAVIA PER I DIRITTI".

Per il Movimento 5 Stelle saranno presenti:
Silvana Carcano, candidata Presidente Regione Lombardia
Paola Carinelli, candidata capolista alla Camera in Lombardia 1 
Luis Alberto Orellana, candidato al Senato
Laura Castelli, candidata capolista alla Camera in Piemonte 1
Vito Crimi, candidato al Senato

Parteciperanno i Presidenti nazionali delle quattro principali associazioni LGBT:
Flavio Romani, Presidente di ARCIGAY
Rita De Santis, Presidente di AGEDO
Giuseppina La Delfa, Presidente di FAMIGLIE ARCOBALENO
Yuri Guaiana, Presidente di CERTI DIRITTI

Qui l'evento su facebook e l'evento sul MU regionale

"PAVIA PER I DIRITTI",
Sabato 26 gennaio 2013, dalle 10.30
al Broletto in Piazza della Vittoria, Pavia

"MENO" COSTI PER LA POLITICA

Il MoVimento 5 Stelle rivoluziona la politica a partire dagli stessi candidati-portavoce, come primo esempio per restituire credibilità alle nostre Istituzioni, danneggiate dai reiterati comportamenti irrispettosi del più elementare diritto di essere governati da rappresentanti politici onesti.
Tutti noi, in prima persona, ci impegniamo a ridurre i costi della politica e a svolgere una campagna elettorale a basso costo. E' nostra convinzione che l'esempio debba partire da noi stessi, dobbiamo essere i primi ad esprimere il cambiamento a cui miriamo, dimostrando coerenza e serietà soprattutto durante la campagna elettorale.

1) SPESE ELETTORALI: Per legge, le spese elettorali regionali di ogni forza politica possono essere pari a 38.000 euro circa per ogni candidato. Ciò significa almeno 350.000 a disposizione di ogni singola forza politica, come minimo.
Solo noi invece avremo un unico mandatario per tutta la Regione Lombardia e limiteremo il nostro budget regionale ad un massimo di 38.000 euro, limite sotto il quale conteremo di rimanere ampiamente.
Per realizzare questo obiettivo a basso costo, utilizzeremo tutti quegli strumenti oggi a disposizione grazie alla rete e ci impegneremo a limitare al minimo la realizzazione di volantini e manifesti (fonte di sprechi economici e di produzione di rifiuti), che saranno, inoltre, solo a carattere generale, al fine di valorizzare tutto il gruppo e non il singolo portavoce.

2) RIMBORSI ELETTORALI: Non accetteremo i rimborsi elettorali, mai. I cittadini italiani avevano già espresso posizione contraria rispetto ai finanziamenti ai partiti, nel 1993, con un referendum abrogativo. Nello stesso anno, una legge ha stabilito la riduzione dell'aliquota applicata alle spese sostenute dai partiti per il materiale attinente la campagna elettorale. E così i partiti, mentre aumentano al 22% l'IVA che pagano i cittadini, lasciano la loro al 4%: ciò significa che oltre al finanziamento pubblico ai partiti sotto forma di rimborso elettorale si aggiunge il finanziamento pubblico sotto forma di sgravio fiscale. Accettare ancora oggi i finanziamenti ai partiti significa denigrare il voto degli italiani. E significa considerare l'apparato politico qualcosa di "migliore"rispetto ai cittadini, piuttosto che l'emanazione pratica della democrazia. Se davvero vogliamo che il termine "politica" torni ad essere l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano, è fondamentale allora che i politici siano al servizio dei cittadini e come tali si comportino.

3) PRIVILEGI DELLA POLITICA: tutti i portavoce eletti del M5S si ridurranno lo stipendio a 5.000 euro lordi mensili. Proporremo inoltre il nostro Progetto di Legge di Iniziativa Popolare ZeroPrivilegi www.zeroprivilegi.org. per obbligare i politici ad affrontare con urgenza e senza indugi il problema dei loro compensi e dei loro privilegi: vitalizi, diarie, indennità, emolumenti, rimborsi spese.

Siamo in guerra, ma con il sorriso sui nostri volti. E affronteremo tutte le battaglie partendo da noi stessi.
Ci vediamo in Regione, sarà un piacere!

Silvana Carcano

Il 25/26 gennaio 2013 il Movimento 5 stelle aderirà alla giornata di mobilitazione nazionale convocata dal Forum dei Movimenti per l'Acqua contro il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato, approvato il 28 Dicembre 2012 dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas.

Il Movimento 5 stelle Lombardia accoglie con vero piacere, inoltre , l'appello del Coordinamento regionale lombardo dei Comitati Acqua Pubblica a rispondere alle loro sei domande sulla gestione e le politiche dell'acqua. I principi che ispirano il documento inviato ai candidati regionali per la Regione Lombardia sono perfettamente aderenti agli obiettivi che si è proposto il Movimento 5 stelle.

Il testo integrale del nostro punto di programma, qui. Nel nostro programma, Il Movimento 5 stelle alla voce "Acqua Pubblica" (una delle sue 5 Stelle) presenta due obiettivi inderogabili e non negoziabili:

1.    Modificare la legge regionale 26/2003 , per permettere il viatico di ripubblicizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato (SII). Al punto 2 del programma si comunica : "Avvio di una procedura per la discussione di una nuova Legge Regionale in ordine a 'Disciplina dei servizi pubblici locali. Norme in materia di gestione dei rifiuti, energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche ' che sostituisca la LR n°26 del 2003"

2.    Avviare una procedura di applicazione delle norme che prevedono la tutela, il risparmio, la conservazione della risorsa acqua dalla captazione alla depurazione, nell'ottica della miglior gestione possibile, pubblica e partecipata, nei criteri di economicità e salubrità, della risorsa e diritto universale "acqua", rigettando completamente il suo utilizzo come bene mercificabile.

Esprimiamo inoltre parere FAVOREVOLE in merito ai 6 punti richiesti dal Coordinamento Lombardo dei Comitati Acqua:

1.     Ci impegniamo a proporre e discutere entro i primi 100 giorni dall'insediamento la nuova Legge Regionale, dopo averne concertato la forma migliore che risponda in pieno ai principi condivisi.

2.     L 'acqua non è un bene mercificabile: questa sarà la premessa essenziale della nuova Legge Regionale sul servizio pubblico locale. L'acqua è un diritto universale, la cui gestione deve essere pubblica. 27 milioni di italiani si sono espressi in tal senso inequivocabilmente.

3.    "Individuazione dei reali ambiti ottimali di gestione del SII al fine di favorire una corretta gestione pubblica, a carico degli Enti Locali, consorzi di comuni, comuni". È necessario avviare uno studio sui bacini idrografici come reali ambiti ottimali, ridisegnando i nuovi 'AATO' per superare la logica dei confini amministrativi come bacini di gestione.

4.     È necessario modificare l'impianto legislativo regionale per programmare la ripubblicizzazione dell'acqua e per permettere agli Enti Locali di svincolarsi dalla gestione privata. A titolo d'esempio, l'attuale normativa non ha consentito il passaggio ad azienda speciale pubblica nel comprensorio di Lecco, a causa del prevalere di scelte politiche particolari.

5.     Siamo completamente d'accordo. Ci impegneremo a rendere pubbliche e facilmente fruibili online le analisi dell'acqua come previsto dal d.lgs 195/2005.

6.     Favoriremo l'uso dell'acqua di rubinetto con opportune campagne di sensibilizzazione e promuoveremo l'installazione delle Case dell'acqua pubblica.

 

MoVimento 5 Stelle Lombardia


http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1827:lauthority-approva-la-nuova-tariffa-dellacqua-in-violazione-del-referendum&catid=53&Itemid=67

 

 

A cura della Lista 5 stelle Milano

"Un'Expo innovativa, partecipata e diffusa, che non lasci il cemento dei privati". 
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La promesssa in dettaglio

Dal programma ufficiale del candidato sindaco Giuliano Pisapia e delle liste che lo sostengono:

"Milano e l'Expo, perché il 2015 lasci lavoro, intelligenza e spazi pubblici, non il cemento dei privati; un'Expo diffusa in città, nell'area metropolitana, nel Parco Agricolo Sud" ( pag. 2);

"Una città che costruisce il suo futuro nel mondo anche grazie ad una Expo innovativa, partecipata e diffusa. Noi vogliamo un'Expo diffusa e sostenibile, un'Expo che garantisca, mediante adeguati meccanismi di controllo urbanistico, che l'area dopo l'evento mantenga le sue caratteristiche verdi e l'edificazione non rientri nel quadro di operazioni speculative" (pag 15).

L'impegno elettorale iniziale di Pisapia era inoltre coerente con la petizione del 28 marzo 2009, per un'Expo diffusa e sostenibile di cui era stato firmatario: http://bit.ly/UqJxQw.


Come è stata disattesa
Ad attestare la mancata attuazione dei suddetti punti programmatici sono, in primo luogo, diversi componenti della stessa maggioranza arancione. Qui le pesantissime parole del presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo. Di analoga gravità quelle del consigliere Anita Sonego: "se era un furto dalle tasche dei Milanesi, allora lo è ancora, e l'urgenza non è condivisibile". Si tratta di veri e propri atti d'accusa verso il resto della maggioranza di 'cementosinistra'.

Un altolà viene espresso anche dalle associazioni ambientaliste, come nel caso di Legambiente e del WWF espressesi a febbraio 2012 , peraltro sei mesi dopo l'iniziale allarme-denuncia del MoVimento 5 Stelle Milano, che risale invece a luglio 2011: http://on.fb.me/pAhUhA .

Come sarebbe andata col #M5S al governo cittadino?

Già in campagna elettorale, ad inizio 2011, il MoVimento 5 Stelle Milano aveva condiviso l'adesione all'idea di un'Expo diffusa e sostenibile così come ipotizzato sin dal 2009 negli studi di www.expodiffusa.it (sui quali, all'epoca, come abbiamo visto concordava anche Pisapia). Avrebbe quindi perseguito l'obiettivo di una modifica al progetto dell'Expo morattiana, come sostenuto anche da Marco Boschini,coordinatore dei Comuni Virtuosi: "Quante sale, fiere, centri congressi, piazze pubbliche esistono, a Milano e dintorni, in grado di accogliere l'esposizione, gli incontri, le mostre, i convegni, previsti nel 2015? Nella città più cementificata del Paese non sarebbe un grande segnale di discontinuità politico-amministrativa scegliere sobrietà, parsimonia, tutela del territorio e della spesa pubblica, dicendo stop al consumo di suolo e lavorando per utilizzare al meglio ciò che esiste?"

Una modifica del genere avrebbe consentito di lasciare a verde l'80% e oltre delle aree, accogliendo così la volontà chiaramente espressa dai cittadini con i cinque referendum milanesi.
Intervento in consiglio comunale di Mattia Calise sull'approvazione dell'accordo di programma sull'EXPO a luglio 2011: http://www.youtube.com/watch?v=k0l6MAWpidA

Pavia, 20/01/2013

Assessore Osculati: chi vuole "STERMINARE i sindacati"?

Franco Osculati, Assessore provinciale nonché candidato al Senato per SEL, circa il dibattito sui sindacati ha pubblicamente dichiarato: "Grillo non è quello che vuole sterminare i sindacati?". Probabilmente la sua voleva essere una boutade, ma visto che una simile affermazione sugli stermini viene da un rappresentante delle Istituzioni cogliamo l'occasione per contribuire al dibattito sulla rappresentanza sindacale.

Sui sindacati Grillo ha affermato: "I sindacati minori e la Fiom hanno cercato come hanno potuto, sbertucciati, emarginati dai tavoli di discussione, di rappresentare i diritti dei lavoratori che oggi di diritti non ne hanno più. Le aziende, le fabbriche devono appartenere in parte a chi ci lavora. Non è utopia. E' già successo e succede. Chi viene assunto deve poter diventare azionista, con una piccola quota data dalla società".

Le altre nostre proposte sul lavoro sono da chiunque consultabili sul sito web del M5S, e vanno dal reddito di cittadinanza alla difesa dello Statuto dei Lavoratori, compreso l'articolo 18 oggi smantellato anche grazie agli alleati di SEL.

Gli stermini dei sindacati evocati da Osculati sono un fatto storico noto, una delle pagine più oscure del secolo scorso, ad esempio numerosi esponenti sindacali vennero assassinati nei regimi dittoriali europei e sudamericani. Commentando questo oscuro passato "di due decenni di soli aggiustamenti" che hanno desertificato i diritti dei lavoratori e le economie sudamericane, una donna che visse in prima persona la violenza politica, la Presidente del Brasile Dilma Rousseff ha denunciato l'autolesionismo della risposta europea alla crisi: "L'esperienza dimostra che quando l'austerità è esagerata è autolesionista. La revoca dei diritti non può essere l'unica risposta a una crisi del debito".

Probabilmente per Osculati è problematico giustificare l'alleanza del suo partito con il PD che, insieme a Berlusconi e Casini, è il principale autore della "revoca dei diritti" in corso in Italia, avendo sostenuto la riforma Fornero del lavoro e delle pensioni, lo smantellamento dell'articolo 18, i tagli lineari e indiscriminati alla Scuola, all'Università e alla Sanità. Tali eventuali imbarazzi non giustificano frasi ambigue come quella sullo "sterminare i sindacati", come se gli avversari di SEL e PD fossero dei criminali che pianificano stermini di massa.

In tema di diritti del lavoro, i candidati del M5S di Pavia auspicano che il confronto possa avvenire sui temi e sulle proposte e senza derive retoriche.


Iolanda Nanni, Cesare Del Frate, Luis Alberto Orellana, Candidati M5S Pavia

Oggi, in contemporanea con il banchetto a Lodi, si è svolto l'evento di inaugurazione della rinnovata sede della biblioteca Laudense, a cui ha preso parte, tra gli altri, anche il Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.
A pochi minuti dal mio arrivo a Lodi, poco distante dal nostro banchetto, è iniziata una protesta da parte degli Agenti della Polizia di Lodi (delegazione UIL), approfittando della presenza del Ministro.

Abbiamo chiesto di poter fare due chiacchiere con loro, riprendendo tutto quanto ci saremmo detti, e abbiamo ascoltato, come giusto che sia, le loro istanze.
Gli agenti ci hanno spiegato che il rapporto tra criminalità organizzata e abitanti lodigiani è tra i più alti della Lombardia e il crescente aumento della penetrazione mafiosa sul territorio richiederebbe un potenziamento degli apparati investigativi.

In città invece opera solo una volante, guidata spesso da due agenti a bordo di autovetture non blindate, mentre le disposizioni ministeriali prevedono che su tali auto ci siano almeno tre operatori. Non solo. A Lodi, mancano le volanti e mancano anche i computer e tutti gli altri mezzi tecnologici per l'attività di prevenzione e repressione dei reati.
Infine, come se non bastasse, gli agenti trasferiti d'ufficio in provincia, devono pagarsi vitto e alloggio, al contrario di quanto previsto per il questore i cui gratuiti, comodi e ben arredati appartamenti sono a carico dei contribuenti.

Gli Agenti devono, quindi, garantire la tutela dei cittadini e lo devono fare accettando uno stipendio assolutamente non adeguato, condizioni lavorative inaccettabili, mentre qualcuno posto al vertice della catena di comando gode dei classici privilegi della Casta.

Dopo la nostra chiacchierata, la delegazione sindacale ha chiesto al Ministro Cancellieri di essere ricevuta. Nel momento in cui scrivo non so ancora quale sia stata la risposta del Ministro. Verificheremo con gli interessati il prosieguo della giornata.

Abbiamo chiesto ai rappresentanti della Polizia di Stato cosa ne pensavano di alcune nostre proposte di programma, che qui riporto, e di suggerirci altri interventi a livello regionale per dare loro ossigeno e forza:

  • proposta di una centrale operativa unica a livello regionale per la polizia locale lombarda.
  • Numero Unico di Emergenze europee, (NUE): avviare un progetto sperimentale di una vera centrale operativa che ottimizzi l'operato di tutte le forze dell'ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza, etc.).

L'accordo è unanime, come potete sentire nel video.

Speriamo che altri consigli arrivino, da tutte le Forze dell'Ordine, al M5S così da poter essere anche i loro portavoce. C'è uno spesso muro da abbattere, abbiamo bisogno di tutti coloro che vogliono migliorare il nostro paese, la nostra Regione. Anche delle Forze dell'Ordine

A tutti i lavoratori delle Forze di Polizia diciamo "Buon lavoro". Siamo con Voi

A cura della Lista 5 Stelle di Brescia

La provincia e il Comune di Brescia rappresentano un "Non-Modello" di gestione dei rifiuti urbani. La loro recente esperienza testimonia come la presenza di un inceneritore, in un dato contesto territoriale, conduca alla morte della raccolta differenziata, del riciclo dei rifiuti e ad una iper-produzione dei rifiuti stessi.

Conseguenze, queste, totalmente in disaccordo con le indicazioni provenienti dall'Unione Europea (Direttiva 98/2008), dalle leggi statali (D. lgs n° 205 del 2010) e perfino dalle leggi regionali (LR n° 26 del 2003 e successive modificazioni), che identificano come obiettivi prioritari la prevenzione, la riduzione e il riciclo dei rifiuti, con particolare attenzione alla frazione umida.

Secondo i dati pubblicati nel rapporto ARPA del 2011, la provincia di Brescia vanta il peggior dato di produzione pro-capite di rifiuti urbani totali al giorno, con un valore che si attesta a 1,57 kg/ abitante/giorno, contro una media regionale di 1,33 kg/abitante/giorno.

Inoltre, è la seconda peggior provincia lombarda per percentuale di raccolta differenziata, 'preceduta' solo da quella di Pavia, ferma al 44,8%, a dispetto del 50,6% conseguito a livello regionale (a tenere a galla il risultato di RD della provincia di Brescia sono le numerose realtà locali che, praticando il metodo 'porta a porta', contribuiscono ad elevare la media provinciale).Brescia1.jpg

Questi record negativi sono dovuti alla presenza di un inceneritore che, ogni anno, brucia 800.000 tonnellate di materia, di cui la metà rifiuti urbani provenienti non solo dalla provincia di Brescia, ma sempre più da realtà extra-provinciali, come ad esempio quella di Bergamo.
Per soddisfare la fame dell'impianto e dei portafogli dei suoi principali azionisti - in primis i Comuni di Brescia e di Milano -questa quantità deve rimanere costante: ecco perché non vi è alcun interesse a ridurre a monte la produzione dei rifiuti e a stimolare a valle la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio.

Quello che dovrebbe essere l'obiettivo principe di un'amministrazione pubblica - la salvaguardia della salute dell'uomo e dell'ambiente in cui egli vive - è stato sistematicamente assoggettato a logiche di profitto insane. D'altronde, quale comunità di cittadini potrebbe mai ritenere 'economicamente sostenibile' una spesa pubblica di quasi un miliardo di euro - tali sono i soldi investiti negli anni in questo impianto - per giustificare un inceneritore che dà lavoro a 70 dipendenti in una regione che conta 10 milioni di abitanti?

Per motivare l'avvio dell'inceneritore, il Comune di Brescia e l'allora municipalizzata ASM avevano elaborato, nei primi anni '90, il cosiddetto sistema integrato 'a doppio binario': il 50% delle circa 500.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotte all'epoca dall'intera provincia sarebbe stato destinato ad una raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio; la restante metà, ovvero la 'frazione secca dei rifiuti non altrimenti riciclabile', stimata in 266.000 tonnellate, sarebbe stata invece destinata all'inceneritore. Con queste premesse, il Comune di Brescia sottoscrisse un 'patto ambientalista' con la città. Il risultato, nel 2013, è una raccolta differenziata comunale ferma da tre anni al 40% e un inceneritore che brucia materia in quantità tre volte superiori rispetto a quanto promesso. Oramai è evidente: o si differenzia, o si brucia. Delle due l'una, non entrambe.

Come si è arrivati ad un così perverso scenario? Soldi. ASM/A2A, ora società per azioni, ha potuto beneficiare, fino al 2007, di quasi 500 milioni di euro di finanziamenti pubblici, tali da giustificare in taluni casi quasi metà dell'attivo di bilancio (fonte: bilanci consolidati del Gruppo ASM): è il cosiddetto CIP6, tassa con la quale gli italiani hanno finanziato per anni inceneritori e rigassificatori. Senza di esso l'inceneritore non avrebbe potuto sopravvivere.

Nel complesso, la regione Lombardia può oggi essere considerata 'fuorilegge', in quanto non ha ottemperato agli obiettivi previsti dall'articolo 205 del D. lgs 152 del 2006, che imponeva il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata per ogni ambito territoriale entro il 31 dicembre 2012.

La raccolta differenziata della Lombardia nel 2011 si è attestata al 50,6% e dubitiamo che in un anno sia riuscita a colmare un deficit del 15%. Ma la Regione è addirittura fuorilegge rispetto alle sue stesse leggi: l'art. 23 della LR n°26 del 2003 e successive modificazioni, infatti, indica come obiettivo di RD per tutte le province il raggiungimento del 60% entro il 31 dicembre 2011. Solo quattro province hanno superato questo livello: Cremona, Lecco, Monza e Brianza e Varese. Evidenti sono quindi le carenze nella gestione dei rifiuti urbani delle amministrazioni lombarde, a tutti i livelli, soprattutto regionale e provinciale.

La Lombardia deve cambiare rotta. Deve orientarsi a una politica di recupero della materia (non energetico) a discapito dello smaltimento e deve avviare la progressiva chiusura degli impianti, a cominciare dagli inceneritori, col progressivo aumento della frazione di materia da destinare a riciclo. Per tale motivo il MoVimento 5 Stelle Lombardia propone l'adozione della strategia 'Rifiuti Zero' su tutto il territorio lombardo, fra i cui obiettivi vi sono la riduzione a monte dei rifiuti prodotti (attraverso una nuova progettazione industriale, lo scambio, il riuso, il regalo, la riparazione degli oggetti e molto altro) e il loro recupero a valle, tramite la raccolta differenziata domiciliare ("porta a porta"), il riciclaggio, i centri di separazione e di compostaggio, pratica da stimolare soprattutto a livello domestico.

In regione avremo la responsabilità necessaria per ottenere questo risultato, diffonderemo il metodo e lo stile di vita 'Rifiuti Zero', con iniziative volte alla responsabilizzazione delle aziende e dei cittadini, la sensibilizzazione e degli studenti di scuole e università in riferimento al recupero della materia, al riuso degli oggetti, alla riparazione e al dono.

Il rifiuto NON è una risorsa, il rifiuto è un errore di progettazione e NON deve esistere.

A cura della Lista 5 Stelle di Monza e Brianza

Ammettiamolo: non vediamo l'ora di poter andare in auto da Malpensa a Bergamo in soli 60 minuti, contro gli attuali 90. Non è così? Guardate in faccia i Lombardi, ma guardateli bene: quelli stipati nelle metropolitane, quelli accatastati sui treni bestiame, quelli imbottigliati sulle strade. Leggete nei loro occhi: nessuno di loro vuole mezzi pubblici efficienti, treni suburbani veloci e puliti, piste ciclabili, centri pedonali e aria pulita. Hanno in testa una cosa sola: nuove autostrade. E soprattutto la mitica Pedemontana che collegherà in soli 60 minuti Bergamo con Malpensa, per l'appunto.

Roba da non credere. L'investimento vale oltre 5 miliardi di euro: 1,2 miliardi sono stati già stanziati dallo Stato (quindi li pagano tutti gli Italiani) mentre la parte restante, finanziata dalle banche, sarà profumatamente remunerata con i pedaggi incassati nei prossimi 30-40 anni. Il pedaggio chilometrico sarà più che doppio rispetto alla media delle autostrade italiane. Che volete che sia? Del resto la provincia di Monza e Brianza, in cui si snoda gran parte del percorso, non è forse una delle aree più ricche d'Italia, oltre a essere la più cementificata e la seconda per densità di popolazione? Il pedaggio non sarà un problema, nemmeno per gli utenti della Milano-Meda, oggi Superstrada a libero accesso, i quali potranno viaggiare a velocità superiori - traffico permettendo, ovviamente!

Monza 1.jpegLa questione è serissima, in realtà. Per adeguare il percorso e la velocità ai livelli autostradali, la Seveso Pedemontana entrerà nel Bosco delle Querce, simbolo del disastro dell'Icmesa, sorto sulla discarica che accolse enormi quantità di manufatti e materiali terrosi contaminati dalla diossina nel 1976.Monza2seveso.jpeg Nei prossimi mesi il bosco, interdetto a qualsiasi attività con la Legge Regionale 60/85, sarà pericolosamente violato. Come se si potesse negare il disastro, riscrivere la storia, cancellare la memoria di una terribile tragedia umana e ambientale. Come se la diossina non esistesse più, non solo nelle vasche, ma anche nei terreni mai bonificati. Invece la diossina è ancora lì, i carotaggi e le analisi lo dimostrano, i medici lanciano allarmi e la gente si preoccupa.


Eppure gli scavi nel Bosco, prima proibiti, sono improvvisamente diventati legali. Infatti con la legge 15/2008 Regione Lombardia ha istituito un'apposita deroga (art. 4, comma 9) proprio per permettere a Pedemontana di scavare nel Bosco. Una legge con cui la Regione ha smentito se stessa e ha messo gravemente a rischio l'ambiente e la salute dei cittadini. Una legge 'ad magnam operam' che permette alla Regione di lucrare con le concessioni autostradali.

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A cura della Lista 5 Stelle di Mantova

Il territorio della provincia di Mantova è strategico e ricco di risorse. L'aver costituito per secoli una realtà che si è confrontata al pari con regni e imperi testimonia l'importanza della nostra area.

Acqua, spostamenti agevoli e movimentazione di merce, agricoltura, allevamento e settore alimentare hanno costituito storicamente la forza economica locale, a cui si sono aggiunte, dal dopoguerra, realtà distoniche con la naturale vocazione ambientale e paesaggistica: polo petrolchimico e industria pesante.

Il territorio agricolo, che costituiva un serbatoio alimentare nazionale, è stato gradualmente soppiantato da svariate attività industriali, da urbanizzazioni spesso selvagge, mentre le aree mantenutesi agricole sono state riservate in maggioranza a realtà intensive zootecniche e monoculturali.

In molti casi lo stravolgimento dell'originaria distribuzione delle attività produttive non ha prodotto un ammodernamento, ma ha spesso determinato l'inflazionamento delle attività presenti, la riduzione della qualità dei prodotti, l'inquinamento del territorio e i conseguenti danni per la salute.

 

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Il polo chimico di Mantova è un esempio rilevante: attualmente la crisi economica rende inutili e desuete alcune lavorazioni, senza contare che una rilevantissima quantità di materiali tossici e nocivi rischia di restare in eredità alle generazioni future. Affrontare con competenza e onestà le tematiche della bonifica deve essere la priorità degli attuali amministratori pubblici.

Come Movimento 5 Stelle di Mantova abbiamo iniziato un percorso di studio e di confronto su questo tema e a breve si terranno incontri sul tema 'polo chimico: rischio di gravi danni da inquinamento; dalla possibile e necessaria bonifica, passando per riconversione urbana ed industriale, arrivando a un'opportunità per la nostra comunità'.

Il primo incontro si terrà il 24 gennaio, ore 21, presso la sala Isabella d'Este di via Giulio Romano a Mantova. Si parlerà di bonifiche con l'Ing. Rabitti, supertecnico ambientale e consulente di molte procure. Con l'occasione verranno presentati i candidati alle elezioni regionali e politiche.

Il secondo incontro verterà sul recupero urbano e sulla possibile parziale soluzione dei problemi di quell'area, integrando la bonifica in un piano di investimento che concentri eventuali nuove edificazioni in quella zona, così da rendere più sostenibile e appetibile la bonifica e la riconversione.

Nel terzo incontro si parlerà di recupero industriale e di parco scientifico e tecnologico.

Il polo chimico di Mantova è stato inserito fra i siti inquinati di interesse nazionale (S.I.N).  Gli studi realizzati hanno dimostrato oltretutto un aumento significativo di natimortalità e malformazioni nei bimbi nati nell'area SIN rispetto a quelli nati al di fuori nella stessa città di Mantova (studio 'Inquinamento ambientale e salute riproduttiva a Mantova. Ricci, Guarda, Pironi. Osservatorio epidemiologico ASL 307 provincia di Mantova. 2011').

I danni alle nuove generazioni non possono essere trascurati, nulla è prioritario rispetto al futuro. Studi sull'incidenza di malattie rare hanno dimostrato incidenza significativa di sarcomi dei tessuti molli nelle aree prossime al polo chimico ed è stata altresì dimostrata nei decenni trascorsi la presenza di diossine sprigionate da varie attività ivi presenti.

 

Distretto Viadanese (comune di Viadana e dintorni)

Recenti studi di confronto fra diverse aree della provincia di Mantova hanno portato a certificare la maggiore incidenza di patologie infantili nel viadanese rispetto ad altre aree provinciali. I risultati delle indagini epidemiologiche evidenziano una relazione di causalità tra esposizione agli inquinanti emessi dalle aziende del pannello truciolare ed effetti sulla salute della popolazione pediatrica che vive in prossimità degli impianti.

ll territorio viadanese vive direttamente un problema d' inquinamento ambientale legato alle emissioni di diossine e formaldeide. L'ASL di Mantova e l'Università di Verona, hanno condotto in questi anni due studi di indagini epidemiologiche-ambientali. È emerso che nel distretto viadanese i bambini che vivevano in prossimità delle aziende del pannello truciolare avevano eccessi statisticamente significativi di sintomi respiratori e irritativi delle mucose degli occhi e delle prime vie aeree rispetto ai bambini che vivevano più lontani; si è inoltre registrato un eccesso di ricoveri per patologie respiratorie nella popolazione pediatrica del distretto.

Grazie a campagne di monitoraggio ad hoc si è potuta creare una mappa dei livelli di inquinamento nel territorio del distretto viadanese. Dalle analisi preliminari effettuate, si è osservata  direttamente l'esistenza di un danno cellulare 'precoce' e lo studio di genotossicità ha presentato l'esistenza di un aumento significativo del danno genotossico nei bambini esposti a maggiori livelli di formaldeide e NO2 (diossido di azoto). Il tutto riscontrabile nella relazione Indagine Epidemiologica Viadana II, scaricabile sul sito http://www.comune.viadana.mn.it/?q=content/doc_indagine-epidemiologica-viadana-ii.

Tra i possibili interventi di prevenzione primaria da attuare tempestivamente, si consigliano:

·         la ricerca e l'adozione di misure impiantistiche in grado di ridurre le emissioni d'inquinanti, in particolare di formaldeide, NO2 e degli altri inquinanti atmosferici emessi delle aziende del comparto;

·         la conduzione di un'ulteriore indagine ambientale per verificare se, dopo gli interventi di prevenzione primaria, vi sia  un effettivo abbattimento di formaldeide e NO2;

·         la riduzione del trasporto merci su gomma a favore di quello su rotaia;

·         la digitalizzazione di tutti i dati ambientali, in modo trasparente, sul sito dell'Arpa e della Regione Lombardia.

Consideriamo alquanto anomalo che in un polo chimico cosi ampio e a forte rischio ambientale e sanitario, con in aggiunta la presenza di arsenico nelle falde acquifere (da cui gli abitanti delle zone periferiche sono costretti ad attingere, visto che la rete dell'acquedotto non copre tutto il territorio viadanese), vi siano in atto tagli sanitari presso la struttura Ospedaliera Oglio Po (trasferimento del Centro Trasfusionale,del Laboratorio d'Analisi e del reparto di Diabetologia. Non riconfermati i Primari di Pediatria ed Ortopedia).

Senza dimenticare inoltre il disagio a raggiungere eventualmente gli ospedali più vicini (Cremona, Mantova, Parma), a causa della assenza di trasporti pubblici validi ed efficienti (no tratte ferroviarie e corse bus limitate).

 

Inquinamento in dati e cifrearticolo mantova 2.jpg

Si sottolinea la difficoltà di condurre studi epidemiologici di confronto fra popolazioni esposte in maniera pressoché omogenea a inquinanti da decenni (le emissioni di anidride carbonica in provincia di Mantova (M) sono fra le più elevate al mondo) e si rileva soprattutto la maggiore incidenza di malformazioni congenite in questa provincia rispetto ad altre aree come la regione Toscana (T) ed Emilia Romagna (ER), con incidenza di malformazioni congenite pressoché dimezzata in queste aree altrettanto evolute e prospere economicamente (232 per 10.000 nascite T, 180 ER, 420 M; dati ASL provincia di Mantova).

A livello internazionale, dal 1998 in poi studi pubblicati sulle più importanti riviste del settore (studio Apheis) hanno poi dimostrato l'incremento della mortalità e della morbilità legato all'eccessiva concentrazione di materiale particolato (PM) nell'aria che respiriamo. Le polveri sottili (PM2.5), in concentrazione media annua superiore a 10 microgrammi per metro cubo, sono state considerate, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), possibile causa di patologia e decesso prematuro in importanti studi di popolazione.

La concentrazione media annuale del PM2.5 non è mai stata inferiore a 29 microgrammi per metro cubo da quando è possibile valutarla (2007). L'Unione Europea ha stabilito un parametro suggerito di 25 mcg/m3 come limite massimo; tale parametro diventerà obbligatorio dal 1 gennaio 2015, pena importanti sanzioni agli Stati inadempienti.

Nel 2012, nella città di Mantova,  la media giornaliera del PM2.5 è stata di oltre 31 mcg per m3 (dati ARPA in corso di validazione). Tali dati rendono improbabile l'abbassamento della concentrazione ai livelli di legge (peraltro sproporzionati rispetto a quanto richiesto dall'OMS). Le emissioni del pM2.5 a Mantova sono dovute in particolare alla produzione energetica e all'industria (60%); le emissioni da traffico e domestiche costituiscono circa il 20% l'una.

L'inquinamento dell'aria è una delle componenti preoccupanti per la salute umana ma l'inquinamento della falda e dei terreni nella zona limitrofa al polo chimico non è di secondaria importanza. Inquinamento necessario per garantire occupazione e benessere? Non sembrerebbe, vista la crisi attuale.

Il Movimento 5 Stelle, grazie all'unione di competenza e partecipazione diffusa, propone modelli produttivi sostenibili e condivisi per consentire il benessere e la salute al maggior numero di persone possibile, non solo ai membri della casta.

 

Impianti termoelettrici a biomassearticolo mantova 3 .jpg

La risposta attuale, da parte dei nostri amministratori e di troppi imprenditori, al dissesto ambientale, territoriale ed economico è stata paradossale: cementificazione indiscriminata per garantire fatua occupazione, agricoltura sempre più intensiva, energivora e chimica con allontanamento dalla sovranità alimentare, produzione di energia da fonti illogiche inquinanti e ad elevato consumo di territorio. Il tutto calcolato sulla base degli incentivi anziché del rispetto e delle necessità del territorio e della società. Dalla fine del 2011, in tutta la regione è in atto un piano, a nostro parere dissennato, che prevede la costruzione di circa 500 impianti termoelettrici a biomasse.

Nella nostra provincia, record mondiale di inquinamento, ne stanno per partire oltre 70 e molti altri sono in via di approvazione senza alcun coinvolgimento della popolazione . Si tratta, in maggioranza, di impianti energetici da biogas ottenuto dalla digestione di mais. Per produrre 1 megawatt di energia di picco è necessario il mais coltivato su circa 350 ettari di terreno. Si tratta di un inaccettabile consumo e scempio di territorio e di un'inaccettabile sottrazione di materie prime alla alimentazione umana e animale. In Italia importiamo oltre il 60% del cibo consumato.

L'energia elettrica prodotta (e incentivata a 0.28 eurocent al Kwatt) è associata alla produzione di energia termica pari a circa il 50% delle calorie elettriche, di cui non è previsto nella nostra regione alcun obbligo di riutilizzo. L'energia prodotta viene dissipata in aria e in acqua (forse qualcuno ha pensato a un centro benessere per nutrie). Ciascuna centrale emette circa 25 kg di ossidi di azoto (NOx) al giorno, pari alle emissioni giornaliere di circa 10.000 automobili che percorrano 20 km; le circa 10 tonnellate di NOx all'anno emesse per impianto vanno a sommarsi alle emissioni già decisamente fuori norma nella nostra provincia.

Per quanto riguarda i nuovi impianti a biomasse legnose (nei paesi di Castelgoffredo, Felonica, Sustinente), i dati di inquinamento vanno moltiplicati almeno per 2 a parità di potenza. La costruzione degli impianti non segue alcun criterio paesaggistico (padiglioni di 20 metri che svettano nella nostra verde campagna), naturalistico (possibile la costruzione in aree di pregio), storico (neppure il reperimento di reperti archeologici ha fermato la costruzione degli impianti come nel paese di Buscoldo di Curtatone) o di protezione della salute (alcune a poche decine di metri dai centri urbani) e vi sono ancora molti punti da definire, per esempio in merito ai possibili danni alla salute e all'ambiente legati ai reflui (digestato) e al possibile utilizzo di mais OGM per l'alimentazione dei digestori, in caso venga approvata tale metodica nel nostro Stato.

Non da ultimo va considerato il grave danno economico alla nostra società in crisi finanziaria: i soli nuovi impianti previsti nel paese di Curtatone riceveranno incentivi pari al budget di due reparti ospedalieri ogni anno; per chi ritiene necessari tagli alla salute urge un esame di coscienza. Il business plan degli impianti a biomasse in provincia di Mantova prevede un esborso di circa 5 miliardi di euro nei prossimi anni. A livello occupazionale, l'agricoltura biologica genera un posto di lavoro ogni 0.8 ettari di terreno, le agro energie un posto di lavoro ogni 10 ettari.

Per chi ritiene necessaria la produzione energetica ,ricordiamo che in provincia di Mantova si producono circa 20.000 GWatt di energia all'anno, con un consumo inferiore ai 4.000 MW, 5 volte inferiore alla produzione (dati 2011). Riteniamo giusto rifiutare il fotovoltaico a terra, ma ricordiamo che, a parità di area occupata, ha una resa 33 volte maggiore e che di aree edificate da utilizzare ce ne sono davvero tante, senza consumare territorio.

Con un piano di risparmio energetico, con un minimo di programmazione e di buon senso, la crisi economica sarà l'unico reperto archeologico da non preservare.

Domani 16/1/2013, Silvana Carcano, candidata alla Presidenza della Regione Lombardia per il Movimento 5 Stelle, parteciperà al presidio organizzato dal "Comitato a sostegno dei famigliari delle vittime e dei lavoratori dell'Eureco" davanti al tribunale di Milano.

Sarà la quinta e decisiva udienza sul tragico incendio del 4/11/2010 a Paderno Dugnano, un incidente che non solo ha causato la morte di 4 persone ma ha lasciato i sopravvissuti senza lavoro e le loro famiglie senza aiuti economici.

Silvana Carcano che è intervenuta a tutti i presidi precedenti, afferma "Il caso Eureco è particolarmente grave, qui convergono diverse circostanze come lo smaltimento illegale dei rifiuti, l'inesistenza dei controlli ambientali regionali, fino all'incapacità delle istituzioni di tutelare tutte le persone coinvolte in questa tragedia."

Non a caso, il titolare della Eureco, Giuseppe Merlino, ora imputato di omicidio colposo plurimo, è stato definito dal gip un"imprenditore privo di scrupoli, dedito esclusivamente e ad ogni costo, a moltiplicare i propri profitti, abusando della sua posizione di datore di lavoro".

Si tratta dunque di un caso giudiziario e di una tragedia umana che dimostrano l'inadeguatezza dei controlli previsti per la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell'ambiente, due temi importanti per il Movimento 5 Stelle in Lombardia che ha fatto dell'economia etica un punto centrale del suo programma sin dall'inizio.

Sulla vicenda Eureco è stato girato un documentario "Uomini da bruciare" di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, disponibile anche in DVD, i cui proventi sono devoluti alla causa.

Per donazioni in supporto delle vittime e delle famiglie:

IBAN IT71P0760101600000009791656 - causale "PRO LAVORATORI EURECO "

L'avvicinarsi delle elezioni sembra aver scatenato la corsa a chi riesce a copiare (male e selettivamente) le proposte del Movimento 5 Stelle.

Roberto Maroni afferma che, se eletto, abolirà i contributi ai gruppi consiliari. Noi del M5s riteniamo che i rimborsi ai gruppi debbano essere strettamente limitati alle sole spese di funzionamento documentate con giustificativo fiscalmente idoneo. Non si possono tagliare i contributi ai gruppi, perché senza questi i consiglieri non potrebbero lavorare, a meno che l'obiettivo di Maroni sia proprio il blocco dei lavori del Consiglio Regionale. La demagogia e il populismo non rimetteranno in moto la Lombardia. Con l'obiettivo che le cariche pubbliche tornassero ad essere giustamente retribuite il Movimento 5 Stelle ha presentato un anno fa la proposta di legge Zero Privilegi, raccogliendo ben 12000 firme rimaste lettera morta.

Umberto Ambrosoli propone l'utilizzo di Liquid Feedback per «Costruire il progetto per amministrare la Lombardia, definire le linee guida che dovranno segnare lo sviluppo della Regione e individuare le priorità dell'azione di governo sono tappe di un percorso da condividere con i cittadini». Conoscendo lo strumento, abbiamo dubbi che lo scarso tempo a disposizione permetta di raggiungere un obiettivo così ambizioso.

In Lombardia, come già in Sicilia, Liquid Feedback, congiuntamente ad altri strumenti di partecipazione collettiva, sono di uso quotidiano per i cittadini che aderiscono al MoVimento in quanto strumenti di lavoro, condivisione e partecipazione. Il Programma Regionale, che è in corso di ultimazione, è stato elaborato e votato a partire da ottobre 2012 con incontri e votazioni sia online sia durante assemblee aperte.

Siamo contenti che le novità per le quali ci battiamo da anni stiano facendo breccia anche nei partiti tradizionali. Ma abbiamo difficoltà a credere che essi condividano il nostro obiettivo principale, cioè cambiare la politica attraverso azioni concrete, che ricordiamo in un breve elenco, a vantaggio di chi ci copia :

  1. Rappresentanti eletti come portavoce. Il Movimento 5 Stelle ha sempre dichiarato che le elezioni non costituiscono una delega in bianco e proprio attraverso strumenti quali Liquid Feedback i cittadini potranno continuare a partecipare al processo politico ed amministrativo pubblico, indirizzando i voti dei loro rappresentanti.I Portavoce eletti, nel rispetto delle regole del Movimento, chiederanno la riconferma del mandato ai propri elettori e si impegneranno a non superare 2 mandati.
  2. Cittadini Incensurati. I candidati del Movimento 5 Stelle hanno la Fedina Penale pulita, nello spirito della Proposta di Legge Parlamento Pulito, anch'essa rimasta lettera morta.
  3. Utilizzo della rete per rompere l'egemonia informativa "addomesticata" della televisione. Molti politici si stanno promuovendo online o hanno dichiarato di volerlo fare con risultati alterni. Su questo medium, infatti, le idee vanno avanti, chi non le ha lo usa a senso unico come strumento di propaganda e non di confronto con i cittadini.
  4. Politica a costo zero ovvero rifiuto dei rimborsi elettorali ed autoriduzione dello stipendio, come recentemente messo in atto dai Portavoce del MoVimento in Sicilia. In questo restiamo tristemente soli. Alcuni si fanno certificare i bilanci, ma anche i contributi ai gruppi della Lombardia erano certificati dalla Corte dei Conti, con i risultati che sappiamo.
  5. Primarie per i candidati. Nel MoVimento 5 Stelle le primarie sono totali, non esistono quote riservate, chi presenta i requisiti richiesti (fedina penale pulita e certificazione di identita') si può proporre liberamente ed essere votato per ogni appuntamento elettorale e senza possibilità di manipolazione dei risultati da parte di nessuno.

Altre importati innovazioni non sono invece recepite dalla partitocrazia: il rispetto del limite dei mandati, le liste pulite (si vedano i diversi inquisiti plurivotati nelle primarie del PD o i frutti del dibattito parlamentare di questi mesi), e la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte amministrative.

Noi continuiamo a guardare avanti, a proporre nuove idee e a comportarci coerentemente ai nostri principi, gli altri rincorrono faticosamente

Il Silenzio non è la Cura

La Regione Lombardia è malata di mafia. Consapevolezza e volontà di affrontare la terapia giusta sono l'unica alternativa per non soccombere.

A cura della Lista Civica Movimento 5 Stelle Varese

PalazzoLombardia.jpgLa regione Lombardia, e in particolare la provincia di Varese, ha un problema, ma non ne vuole parlare: si vergogna. Una mente capace di tali eccellenze con un fisico vigoroso e apparentemente in buona salute non dovrebbero soffrire di una simile, straziante malattia!

E' una regione omertosa, quella che emerge se si indagano a fondo i fatti che legano il nostro territorio alla realtà dell'infiltrazione mafiosa: un problema presente ma poco discusso, che invece permea e corrompe i principali settori produttivi.

Come ogni altra grave malattia anche questa, per essere combattuta e debellata, deve essere riconosciuta e combattuta con ogni cura possibile, senza pudori medievali. Nasconderla a se stessi equivarrebbe a lasciarsi morire.

Il MoVimento 5 Stelle è consapevole che - qualsiasi cosa vorrà fare di buono in Lombardia - dovrà scontrarsi contro gli interessi della criminalità organizzata, sapendo che è proprio nell'omertà e nel silenzio che 'ndrangheta e mafia trovano la loro forza.

Il triangolo Nord.

C'è un triangolo a Nord del Duomo tra Legnano, Busto Arsizio e Varese in cui 'ndrangheta e cosa nostra sono di casa. Sanno che le persone del posto non si intendono di queste faccende 'meridionali' e quindi riescono a muoversi, quasi con disinvoltura, arrivando a influenzare diversi settori produttivi e importanti ambiti della vita pubblica.

Ad esempio il 14 luglio 2008, al circolo 'Reduci e combattenti' di San Vittore Olona, venne ucciso Carmelo Novella, reggente della 'ndrangheta in Lombardia. Fu assassinato perché aveva manie secessioniste. Una notizia che meritò poche righe nei giornali dell'epoca, ma che è tuttora di grande rilevanza. Non si tratta comunque di un caso isolato: dal 2004 sono otto gli omicidi commessi in questo triangolo e riconducibili alla criminalità organizzata.

Già abbastanza per diagnosticare la malattia.

Legnano

Sul nostro territorio agiscono dei cattivi ragazzi, i 'Bad Boys' dell'omonima indagine che nel luglio 2011 portò all'arresto del boss Vincenzo Rispoli a Cirò Marina, in provincia di Catanzaro. Secondo quanto si legge nella sentenza dei tribunali di Busto Arsizio e di Milano, Rispoli risulterebbe legato a un famoso locale legnanese che sarebbe stato eletto a centro operativo per le attività illecite ai danni di imprenditori della zona. Dopo tre anni dall'arresto della banda, che operava tra Legnano e Lonate Pozzolo, sono stati recuperati circa 40 milioni di euro.

Busto Arsizio

Un calderone scoperchiato anche grazie all'indagine del tribunale di Busto Arsizio. Ad attirare l'attenzione su questa zona ci ha pensato la Direzione Antimafia, che nel 2007 riuscì a svelare che a Busto si pagava il pizzo. Anche questa è una realtà conosciuta ma poco raccontata.

Il fenomeno si è reso noto grazie all'arresto di cinque persone, avvenuto il 29 marzo 2011 su richiesta del Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del Sostituto Nicola Piacente. E' inquietante che, fino alla convocazione dei diretti interessati, nessuna denuncia fosse pervenuta.

Malpensa

Risaliamo così la strada verso Malpensa tra omicidi, estorsioni e omertà. Come si evince dall'operazione 'Tetragona' condotta dalla Dda di Caltanissetta, che ha toccato città come Genova e Busto Arsizio, il traffico di droga con Santo Domingo è senza dubbio una delle principali fonti di reddito della criminalità organizzata. Attorno all''Hub di Malpensa pare ruotare il perno di questo traffico internazionale, come dimostrano i numerosi sequestri.

Grandi Opere

Abbiamo raggiunto così il nodo principale da cui partono gli interessi della criminalità organizzata e che conduce allo spaccio di droga, principale fonte di reddito in tutta la regione.

La presenza capillare e diffusa delle organizzazioni criminali fu testimoniata nel luglio 2010 dai magistrati antimafia di Reggio Calabria e Milano, che fecero scattare l'operazione 'Infinito': un'operazione che, tra le altre cose, ha portato gli investigatori della Dia di Milano, Dia.jpgagli ordini del colonnello Alfonso Di Vito, a emettere 148 interdittive antimafia. Il dato, in testa alla classifica nazionale, fotografa un fenomeno allarmante: l'infiltrazione mafiosa nei cantieri pubblici.

Se si pensa che tra il 2008 e il 2011 gli appalti pubblici hanno toccato 16 miliardi di euro e la sola Expo è un affare da 1,4 miliardi, si può avere un'idea della proporzione della questione.

Sanità

Infine abbiamo l'argomento Sanità, il vero e proprio core business delle Regioni. Basti dire che il 23 dicembre 2010 il Governatore Formigoni nominò Pietrogino Pezzano direttore generale dell'Asl di Milano e che, per oltre un anno, questi fu indagato per associazione mafiosa.

Se da un lato è vero che un'indagine non implica un fatto, dall'altro bisogna aggiungere che, a causa di guai giudiziari, in Regione Lombardia sono stati sostituiti:

1. Guido Bombarda, ex assessore AN, agli arresti domiciliari per corruzione e truffa;

2. Piergianni Prosperini, accusato di tangenti quando guidava il Turismo;

3. Franco Nicoli Cristiani, ex assessore PdL, accusato di aver percepito tangenti;

4. Massimo Ponzoni, dimessosi per accuse di corruzione e bancarotta;

5. Domenico Zambetti, che avrebbe versato 200.000 euro per acquistare un pacchetto di 4.000 preferenze.

Inoltre, un totale di tredici consiglieri regionali dell'assemblea (su 80) sono finiti sotto inchiesta, a riprova che Regione Lombardia è divenuta permeabile alle logiche e dei comportamenti mafiosi fino a renderli strutturali. Tirando le somme, si può ben dire che la giunta Formigoni sia, di fatto, caduta per infiltrazione mafiosa.

La Cura

A questo punto la diagnosi è completa e drammatica.

Ancora più fastidiosi, però, sono il silenzio e l'apparente perbenismo dietro i quali la Lombardia nasconde la malattia a se stessa e agli altri. Un vero caso di omertà in cui nessuno sembra voler constatare un fatto assodato e che riguarda da vicino. Tutti noi.

La terapia è lunga, le cure dolorose, ma da subito il Movimento 5 Stelle si impegna per cominciare a rompere questo velo d'omertà e per fare la differenza: l'art. 19 dello Statuto Regionale prevede la possibilità di aprire una Commissione d'inchiesta su richiesta motivata di un terzo dei componenti del Consiglio Regionale.

Come disse Paolo Borsellino, solo "se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

I giornali devono vendere le loro notizie per campare e con le elezioni alle porte inizia per loro l'era delle vacche grasse: l'ultimo scoop sulla spartizione dei seggi tre Monti-Casini-Fini, l'ennesima riconciliazione pre-elettorale tra PDL e Lega, per non parlare della pioggia di inserzioni pubblicitarie elettorali. Tutto fa notizia perfino il dibattito interno del M5S su un candidato ex-PDL a Como.

Con questo, come con un osso da rosicchiare, il Fatto Quotidiano ha trovato il suo scoop del giorno. Chiaramente con qualche abbellimento qua e là: Endrizzi da secondo diventa capolista nel titolo del post di Barbacetto di ieri, che continua "Poiché le regole del movimento impongono l'alternanza in lista di un uomo e una donna", veramente a imporlo, mio caro dottore in scienze della comunicazione, e' una legge regionale.
Il giorno precedente, sempre il Fatto aveva aperto il ballo affermando: "la decisione di Silvana Carcano, capolista per la regione e vincitrice delle parlamentarie in Lombardia, di inserire in lista Antonio "Endrix" Endrizzi,". Suvvia ragazzi abbiamo fatto le elezioni sotto i vostri occhi le regole sono poche e chiare. Non ve le ricordate? Le riassiumiamo qui: niente tessere di partito attive, fedina penale pulita, iscrizione al portale, si vota, i piu' votati vanno in lista.

Ora veniamo ai fatti. Tutto comincia appena finiti i Firma-Day: nel Meetup Lombardia si inizia a discutere il caso Antonio Endrizzi. Fino a 7 mesi fa assessore o candidato in varie formazioni di centro-destra, Endrizzi e' riuscito a piazzarsi terzo nella lista di Como del Movimento 5 Stelle. Alcuni attivisti lanciano l'allarme, la notizia gira e il Meetup si infiamma. Benvenuti nella democrazia 2.0, dove le bugie e le omissioni hanno le gambe corte.

Silvana Carcano, candidata Portavoce Presidente e quindi responsabile della lista, interviene diverse volte con gli attivisti locali per arrivare ad una soluzione, Offre persino una mano da Milano per organizzare la raccolta di firme per una nuova lista. Tra i Comaschi trova poca collaborazione e profonde divisioni, mentre Endrizzi si nasconde dietro la conformita' alle nostre regole, senza dar segni di porsi il minimo problema di coerenza politica.

Nella sua posizione di portavoce Silvana Carcano non puo' prendere una decisione contro la volonta' espressa dai cittadini attraverso una votazione. Forse dopo questa vicenda sarà finalmente chiaro, che la rete verifica e gli attiVisti guardano con molta attenzione tutti i nostri portavoce, con un occhio ancora più critico a chi ha avuto un passato recente all'interno di un partito. Un consiglio spassionato se in voi il cambiamento culturale non è ben radicato, lasciate perdere non è aria e non sarà una vita facile.

"Formigoni e Penati si stanno avviando mestamente alla fine dei loro giorni da politici, ma i danni da loro provocati verranno pagati per decenni dai Lombardi" dice la portavoce del M5S Silvana Carcano con riferimento alla convenzione che il presidente della Regione Lombardia ha firmato col sindaco di Sesto S.G. per la costruzione della cosiddetta Città della Salute.

"E' vergognoso che un presidente dimissionato a furor di popolo nelle ultime ore della sua
gestione dia il via libero a un progetto il cui costo iniziale è già di 1000 vecchi miliardi di lire
e che se non verrà fermato rischia come ogni appalto in Italia di costarci il doppio."
Un colpo di mano che non sarebbe potuto avvenire senza il consenso di quel PD che
"avrebbe dovuto essere opposizione" e che ora si propone come "governo" della Regione.
Il candidato del PD Ambrosoli infatti proprio oggi conferma il suo favore all'operazione
Sesto.

"E come potrebbe d'altronde - continua Carcano - dire no al partito che l'ha scelto e che,
con Penati prima e Oldrini poi, ha dimostrato di voler portare a termine a tutti i costi,
nonostante le inchieste della magistratura, l'Operazione Falck. Inoltre, nel caso nella zona
fosse sopravvissuto qualche piccolo commerciante, l'accordo prevede anche la
costruzione di un altro megacentro commerciale il quarto della città di Sesto".
Sulla sanità la posizione del M5S è chiara ed è basata su due punti: fuori i partiti dalla
sanità e priorità alla prevenzione che fa risparmiare. La Città della Salute è fatta per
portare benefici a chi possiede i terreni, a chi ci costruisce sopra e a chi li riempe di
macchinari e medicine più che ai malati.

"Il caso della Città della Salute - conclude Carcano - è l'ennesima dimostrazione di come i
partiti (di destra, di sinistra, di centro) prendano impegni destinati a gravare sulla
collettività senza neanche provare a sentire cosa ne pensino i cittadini. Il M5S si impegna
invece a chiedere che ogni spesa regionale di grossa entità venga sottoposta a
referendum confermativo. Se una regola del genere fosse stata già in vigore sicuramente
Formigoni non avrebbe potuto farci uno scherzetto come quello del nuovo palazzo della
Regione, anch'esso costato alla collettività più di 1000 vecchi miliardi".


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