Ottobre 2012

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... se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi di questo governo regionale indecente, o prender coraggio e dimettersi subito e rinunciare al vitalizio!


Il 21 ottobre saranno decorsi i 30 mesi di versamento dei contributi dei consiglieri regionali della Lombardia che, ai sensi dell'art. 5 della L.R. 12/1995, avranno così maturato il diritto alla corresponsione dell'assegno vitalizio.

Abbiamo chiesto le dimissioni di Formigoni fin dal giorno della sua elezione, prima ancora degli scandali che hanno coinvolto lui, la sua giunta e il suo Consiglio regionale, in quanto incandidabile in violazione del dettato normativo che limita a due il numero di candidature e che Regione Lombardia non ha mai recepito nel ventennio formigoniano.
Abbiamo denunciato la situazione insostenibile del Consiglio Regionale più indagato della storia.
Abbiamo presentato un disegno di legge popolare "Zero privilegi" per l'abolizione del vitalizio
Abbiamo denunciato l'arroganza di un governo regionale che ignora sentenze del Tar, Consiglio di Stato e Cassazione assumendo in regione una classe dirigente di amichetti, braccio operativo di CL, malgrado il relativo concorso fosse stato annullato.

Denunciamo oggi lo scandaloso atteggiamento di Formigoni che anzichè rivolgersi ai cittadini e presentarsi in piazza si reca a Roma, da Alfano e Maroni; dichiara che si dimetterà solo se glielo chiede il partito; dichiara che si ricandida se glielo chiede il partito; Dichiara che se cade lui cadono Veneto e Piemonte (questo noi lo chiamiamo ricatto).
Chi governa realmente in Lombardia? Formigoni oppure la coppia Alfano/Maroni?

Assistiamo oggi alla convulsa mobilitazione delle opposizioni:
- le stesse opposizioni il cui capo gruppo non era presente in aula il giorno del voto di sfiducia allo stesso Formigoni
- le stesse opposizioni che hanno candidato come presidente Penati....
- le stesse opposizioni che non hanno mosso un dito per denunciare l'anomalia del ventennio formigoniano
- le stesse opposizioni che non hanno denunciato l'irregolarità e falsità delle firme delle liste del PDL

Queste opposizioni adesso minacciano dimissioni in massa..., dichiarando di averle già pronte ma si guardano bene dal depositarle e protocollarle, si limitano a consegnarle al loro capogruppo.

Invitiamo questa fervente opposizione che ha riscoperto il suo ruolo improvvisamente - appena prima delle elezioni politiche - a fare un gesto serio presentando le dimissioni oggi, prima della data di decorrenza dei 30 mesi di versamento dei contributi che, ai sensi dell'art. 5 della L.R. 12/1995, fanno scattare il diritto alla maturazione dell'assegno vitalizio.

Invitiamo la Lega Nord a smetterla con questa manfrina e staccare la spina subito, dimostrate tutti concretamente che le vostre dimissioni non sono dettate dal mero interesse personale o di partito ma dalla necessità di ridare credibilità ad una regione ridicolizzata a livello internazionale; dimettevi immediatamente e rinunciate a quello spregevole privilegio che consente a voi soli di beneficiare di un vitalizio al compimento del 60 anno di età dopo solo 30 mesi di servizio.
Non farlo renderebbe palese a tutti che il " bene comune" e' ormai un concetto che non vi appartiene o, forse, mai vi e' appartenuto.

DIMETTETEVI SUBITO!

Un ringraziamento speciale a Denis Ferro autore del video satirico


Integrazione delle ore 15.30 del 16 ottobre 2012.

ll PD ha emesso il seguente comunicato
Milano, 15 ott. - (Fonte Adnkronos) - Nessun consigliere del Pd in carica percepira' il vitalizio. Lo annuncia una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia. "Il decreto legge stabilita' da poco emanato dal governo Monti - afferma la nota - stabilisce come criteri per l'accesso al vitalizio la durata in carica di almeno dieci anni e il raggiungimento dei 66 anni d'eta'. Il Pd - continua - ha la regola del limite di due legislature, quindi i consiglieri di piu' lungo corso hanno svolto il loro mandato per sette anni e mezzo, essendo stati eletti la prima volta nel 2005 e la seconda nel 2010". Anche se questi consiglieri venissero eletti nella prossima legislatura, spiega la nota "le cose non cambierebbero, perche' nel frattempo il vitalizio in Regione Lombardia e' stato abolito".
Precisiamo in merito quanto segue:
- Benchè il PD come forza politica con quella denominazione abbia concorso solo alle elezioni del 2005 e del 2010, i consiglieri eletti nelle fila del PD potrebbero aver già effettuato altre legislature con altre casacche (DS, Margherita, Rifondazione Comunista, Ulivo, ecc. ecc. ) la stessa cosa vale per i consiglieri del PDL (ex AN, Forza Italia, ecc. ecc)  e per tutti gli atri, quindi verificheremo nominativamente la situazione di ogni consigliere.
- L'abolizione del vitalizio da parte di Regione Lombardia decorre solo dalla prossima legislatura, quindi i consiglieri che oggi abbiano maturato i 10 anni di attività consiliare matureranno il diritto al vitalizio ugualmente.

I gruppi del Movimento 5 Stelle della Brianza condividono e appoggiano la presa di posizione dell'Anpi di Bovisio Masciago.


Associazione Nazionale Partigiani d'Italia 

Sezione Bovisio Masciago

Ente Morale: D.L n°224 del 5 aprile 1945 C.F. 4547330152
anpi.bovisiomasciago@gmail.com www.anpibovisiomasciago.it

Costernazione per la scelta fatta dall'amministrazione comunale di intitolare la sede della Protezione Civile a Gianfranco Ratti.
Richiesta di annullare tale intitolazione.

Per dieci anni è stato sindaco di Bovisio Masciago e dal dopo guerra è sempre stato confermato in consiglio comunale. Ma non è possibile dimenticare che
Gianfranco Ratti è stato un fervente e convinto fascista durante il ventennio della dittatura.
Anche dopo la Liberazione dal nazi-fascismo e l'avvento della Repubblica democratica, Ratti non ha mai abiurato la sua fede fascista, anzi l'ha ostentata per tutta la vita.
La decisione di dedicargli a futura memoria una palazzina comunale, lascia sgomenti i cittadini democratici ed antifascisti di Bovisio Masciago.
La memoria dei giovani partigiani di Bovisio, che diedero la vita per la libertà del proprio paese, è stata violata.
L'A.N.P.I. chiede all'amministrazione di ritirare tale denominazione e di dedicare le palazzine comunali ad altri illustri concittadini, che tanto hanno dato al paese, senza alcuna macchia, anzi con il merito di avere sacrificato tutta la vita per la libertà la pace, l'eguaglianza e la solidarietà.
Agostino Andermark, Amedeo Bettini, Mario Biga, Angelo Bignami, Umberto Carlini, Enrico Chilò, Francesco Ghianda, Pierino Giussani, Carlo Lavezzari, Antonio Moi, Mario Monguzzi, Vincenzo Pappalettera, Ferruccio Sala, Antonio Salada, Osvaldo Triulzi, e tutti gli altri partigiani di Bovisio Masciago, attendono da 67 anni che Bovisio Masciago renda loro l'omaggio ed il ricordo meritato.
Chiediamo a tutte le forze democratiche di prendere posizione pubblica contro tale intitolazione e chiederne la revoca.
Chiediamo a tutti i cittadini sinceri democratici ed a tutti i partiti democratici di aderire al presidio di protesta antifascista promosso dall'A.N.P.I. che si terrà a Bovisio Masciago domenica 14 ottobre alle ore 10.00 davanti alla sede della Protezione civile in via Bertacciola 100/102.
Fiduciosi di una risposta positiva, vi invio cordiali saluti.
il presidente A.N.P.I. Bovisio Masciago
Sergio Cucci

Arese è al secondo periodo di commissariamento nell'arco di un anno a causa delle dimissioni del sindaco neo eletto nel maggio 2012.
Ad Arese si trova un'immensa area, l'ex Alfa Romeo, sulla quale pende l'Accordo di Programma con il quale qualcuno spera di farci l'ennesimo mega centro commerciale e zona residenziale.
I cittadini hanno detto no a questa prospettiva scegliendo nella cabina elettorale le forze politiche che hanno dichiarato di essere contrari a questo scelta.
Ma le improvvise dimissioni del sindaco rimettono al commissario straordinario la scelta di sottoscrivere l'accordo di programma, rendendo vana la volontà espressa dagli elettori.
Confidiamo che nessuna scelta venga fatta sulla testa dei cittadini di Arese.

Riceviamo dagli amici di Arese 5 Stelle.

"Arese in provincia di Milano, nota al mondo come città dei motori, patria dell'Alfa Romeo, oggi viene soprannominata l'ingovernabile: siamo infatti al secondo commissariamento in pochi mesi.

La questione più urgente per il futuro del nostro territorio riguarda l'Accordo di Programma, nell'area ex-AlfaRomeo - con un business atteso a molti zeri: esso prevede la conversione da industriale a residenziale/commerciale, con la costruzione del più grande centro commerciale d'Europa, contro cui si sono schierate, in occasione della recente campagna elettorale, la maggior parte delle forze politiche aresine tra le quali quella uscita vittoriosa al ballottaggio di maggio.

Il nuovo commissario, che non è vincolato a rispettare i programmi politici neppure della lista civica vincente alle elezioni, potrebbe prendere impegni su un tema significativo per la nostra città, con ricadute considerevoli e pesanti sui cittadini e sulla qualità della loro vita.
Sarebbe una vera beffa per i cittadini di Arese se, dopo aver scelto a grandissima maggioranza di votare per i partiti e i movimenti che promettevano il rifiuto di tale Accordo, queste promesse venissero ora vanificate per le improvvise dimissioni del neo eletto Sindaco. Intanto alcuni dei lavoratori ex Alfa licenziati sono in presidio permanente e lottano per riottenere un lavoro: Beppe Grillo li aveva incontrati in aprile durante i tour elettorale

Nell'assordante silenzio delle istituzioni, dei politici coinvolti, dei media, abbiamo scoperto sul sito della Regione, in un link non troppo facile da trovare, che i destini di una parte della zona ex Alfa Romeo (77.000 mq per il Centro commerciale più grande d'Europa e 15.000 mq di terziario e artigianato) potrebbero essere stati decisi e definiti da lorsignori in maniera molto precisa e in gran segreto evitando accuratamente qualsiasi fuga di notizie.

Dopo la messa sul lastrico di migliaia di famiglie dei dipendenti Alfa Romeo, la tratta degli schiavi continua con noi aresini; la nostra pelle è stata venduta all'offerente al modico prezzo di 450 euro per ognuno dei 19.506 abitanti.
Il fatto che la maggioranza dei cittadini abbia votato contro questo accordo si dimostra veramente carta straccia; dell'incremento esponenziale del traffico e delle polveri sottili quella gente se ne frega, quello che conta sono le redditizie speculazioni edilizie che gonfieranno le tasche dei soliti noti.


Il conteggio è semplice e si ricava dal Piano Attuativo Ambito di Trasformazione, datato aprile 2012:


1. Contributo integrativo: nuova biblioteca comunale, ristrutturazione vecchia biblioteca (come nuova sede del Consiglio Comunale e di alcune associazioni) e interventi manutentivi su immobili del Centro sportivo €€ 3.940.000,00.


2. Contributo opere di mitigazione ambientale €€ 1.520.000



Per inciso: ma qualcuno ci ha mai interpellati in merito alla necessità di queste opere da realizzare? In questo periodo di crisi profonda, quando molti precari o senza lavoro faticano a sopravvivere, può il nostro Comune permettersi questi lussi? Non è un affronto anche nei confronti dei pensionati e lavoratori che versano allo Stato fior di tasse per vederle poi dilapidate o disperse in mille rivoli al momento non indispensabili?



3. Contributi per oneri di urbanizzazione.

 Tenendo conto che a fronte di una licenza rilasciata alla società Tea per la realizzazione di nuovi magazzini costruiti solo in parte, il Comune di Arese ha già ricevuto €€ 3.381.110, questi vengono detratti dall'importo degli oneri di urbanizzazione; dell'importo residuo di €€ 5.531.531 riteniamo che circa il 60% (€€ 3.320.000) spetti al Comune di Arese


Il cospicuo gruzzoletto spettante al nostro Comune ammonta pertanto a circa €€ 8.780.000.


Secondo inciso: quanti di questi ritenete andranno effettivamente alle opere sopra menzionate? Certamente il nostro Comune è la perla rara nel marasma della corruzione che dilaga su tutto il paese, ma non potrebbe fare gola a qualche malintenzionato? 

Ma veniamo all'articolo del Notiziario secondo il quale il Commissario potrebbe firmare questo Accordo che prevede il mega centro commerciale, soprattutto per evitare richieste di danni al Comune. Riteniamo abbia in mente l'eventuale richiesta di rimborso di quota parte dei €€ 3.381.110 degli oneri di urbanizzazione relativa ai capannoni non costruiti, frettolosamente ed incautamente spesi (anche malamente: vedi rifacimento piazza) o utilizzati per la gestione ordinaria (vedi i €€ 2.600.000 destinati alla nuova biblioteca).

Alcuni Tribunali hanno sentenziato che gli oneri di urbanizzazione devono essere restituiti nel caso le opere non vengano eseguite.
Un altro atroce dubbio ci assale e cioè che anche questo sia un altro marchingegno escogitato a suo tempo dalle solite menti per poter "ricattare" il Comune e mettere l'attuale Amministratore con le spalle al muro costringendolo a firmare l'AdP.
In questo sciagurato evento, cosa possono fare i cittadini? "

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Le aree dismesse

Come nasce un Fiorito?

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Riceviamo e pubblichiamo.

Possibile che er Batman, Lusi, Tedesco, il deputato/sindaco Nespoli siano spuntati dal nulla, possibile che uno si trasformi da Madre Teresa di Calcuta a Fiorito nel giro di pochi anni? Da dove arrivano tutte queste persone che spaziano dal condannato, all'indagato, fino a gente senza la minima moralità, come è possibile che si arrivi ad essere Batman?
Se ci si armasse di pazienza, tanto spirito di sopportazione e una dose massiccia di coraggio, (più di quanto possiate immaginare!!) e si iniziasse a frequentare anche solo per un mese, i consigli comunali, le commissioni, ci si accorgerebbe in brevissimo tempo di come il processo di trasformazione da cittadino normale a possibile Batman, parte dal basso nel momento esatto in cui, un cittadino entra a fare politica all'interno di uno qualsiasi dei partiti che ormai da troppo tempo governano il nostro paese.
L'unica cosa che può variare è la velocità con cui, un cittadino che entra in questo meccanismo perverso, si trasforma e si eleva ad una categoria superiore fino ad arrivare a casi estremi come "er Batman"
Ovviamente non tutti ci diventano, per fortuna molti mantengono un senso civico e morale che gli impedisce di esagerare, ma quasi la totalità subisce un processo di cambiamento in cui l'essere eletto prevede l'abituarsi ad avere dei privilegi.
Prendiamo come esempio un consigliere comunale di Milano, si parte con piccole cose come: lo sconto del 30% sull'abbonamento ai mezzi pubblici, oppure il pass per le corsie preferenziali, o ancora la possibilità di parcheggiare gratis sulle strisce blu e gialle, poi ci sono i biglietti omaggio per le partite di calcio, i concerti allo stadio, i concerti ai teatri, e ovviamente non potevano mancare gli ingressi alla scala, fino ad arrivare al riconoscimento del gettone di presenza (lo stipendio per capirci) anche se non si partecipa all'intera durata delle sedute, basta la metà del tempo, o addirittura rispondere all'appello durante i consigli comunali, non so voi ma io se lavoro la metà divento disoccupato abbastanza in fretta, e se a scuola dopo l'appello andavo a casa saltava la paghetta.
Tutto questo suscita una domanda a che serve, perché un consigliere comunale ha la necessità di tutte queste cose?
Proviamo ad affrontare alcuni punti nel dettaglio, il comune è al centro di Milano ed essendo il luogo di lavoro dei consiglieri è corretto che questi non paghino i parcheggi blu. Giusto corretto può sembrare anche sensato, ma allora scusate non bisogna far pagare neanche il commesso o qualsiasi lavoratore che ha il luogo di lavoro avvolto da strisce Blu, lo stesso discorso vale per lo sconto sui mezzi pubblici. Che differenza c'è fra un consigliere comunale e un altro lavoratore pubblico o privato? Per me nessuna, poi se per l'armata arancione ci sono delle differenze, per lo meno abbiano la decenza di venirci a dire che "mi dispiace ma io so io e voi non siete un ca---o"
Per i biglietti ai teatri e stadio si capisce ancora meglio il processo di ABITUDINE al privilegio, che i futuri potenziali Batman subiscono più o meno consapevoli, è stato edificante ascoltare gli interventi fatti dai consiglieri in commissione trasparenza proprio sul tema biglietti omaggio, dove il problema da affrontare non era se accettare o meno gli ingressi, ma piuttosto che bisognava fare in modo che ci sia trasparenza, e che i biglietti diventassero nominali così da evitare che un consigliere li regalasse a un amico, o li metta all'asta su fb (una specie di enalotto parallelo), o ancora lo doni ad associazioni o a chi abita nelle case popolari (un po' come la accade in campagna elettorale, dove il candidato di turno, porta pane latte uova e promesse ai bisognosi, con la differenza che ora si fa campagna elettorale per 5 anni, durante tutte le partite di campionato, ovviamente a spese dei cittadini), fino ad arrivare a casi estremi dove addirittura i biglietti finiscono non si capisce bene come nelle mani dei bagarini.
Attenzione non stiamo parlando di noccioline, come ha scoperto Mattia Calise grazie ad una interrogazione, parliamo di 20 mila ingressi omaggio solo nei primi 10 mesi di giunta Pisapia, quella del cambiamento per intenderci. Piccola parentesi Calise ha sempre riconsegnato i biglietti a lui destinati, fin quando non hanno smesso di consegnarglieli, e non usufruisce di nessuno dei benefit sopraelencati, addirittura una consigliera di zona 2 del MoVimento, Elena Re, ha rifiutato un gettone di presenza per una seduta del consiglio sospesa dopo l'appello dei presenti.
E' di qualche giorno fa la notizia che il comune ha cambiato i telefonini dei consiglieri comunali, sono arrivati i Samsung S3, l'unico a rinunciarvi è stato Mattia Calise, ora è sicuramente corretto che un consigliere comunale non debba pagarsi le telefonate e il traffico dati, ma come fa giustamente notare Calise nella sua pagina FB, allora il cellulare deve essere dato come frange benefit, con relativo addebito di una voce forfettaria sulla busta paga.
Come funziona allora la gestione dei cellulari dei consiglieri Milanesi?
Attualmente il corretto utilizzo è demandato al singolo il quale deve inserire un codice quando la telefonata o la connessione a internet è privata, per carità una scelta di responsabilizzazione che può anche essere condivisa, ma i tempi di Pertini, Berlinguer e Moro sono passati, oggi abbiamo Batman, la nipote di Mubarack, gli ingressi allo stadio, e la banda bassotti, all'appello manca solo lo jus primae noctis, però c'è lo jus primae Teatro alla Scala.
A me fa schifo questo modo di fare politica, e mi indigna profondamente, però se ti incazzi e fai notare queste cose sei tacciato di demagogia o populismo, bene se pretendere trasparenza e l'abolizione di privilegi vuol dire essere un demagogo allora io sono fiero di esserlo.
Il processo di trasformazione, che vede un politico alle prime armi arrivare ad essere un potenziale Batman, passa anche da agevolazioni, benefit, favori e privilegi, come questi, e nonostante gli scandali stiano spuntano come i funghi, continua ad esserci ancora reticenza da parte dei politici a rinunciare a tutto questo.
Oltre ad una cattiva abitudine che come la gramigna è dura a morire, credo che ci sia anche una volontà molto chiara da parte dei vertici di partito ad inculcare l'assuefazione al privilegio, anche nella mente del più bravo ragazzo, o la più retta ragazza che incomincia la carriera politica, li si deve abituare che è normale che un eletto abbia lo sconto sulla metro, non paghi i parcheggi, possa circolare nelle corsie preferenziali, abbia ingressi omaggio ai teatri e allo stadio, bisogna inculcarli l'appartenenza ad un cerchio magico fin da subito, perché così se mai riuscirà a fare carriera, avrà un atteggiamento meno critico a privilegi ben più grossi, insomma da cittadino a batman la strada passa per Robin, purtroppo non Hood quello che rubava ai ricchi per dare ai poveri, ma il compare de Fiorito....

Denis Ferro - MoVimento 5 Stelle Milano


Come promesso lo scorso 7 luglio nel corso della manifestazione "Formigoni, licenziamolo noi", proseguiamo il pressing nei confronti di Formigoni e della giunta Lombarda.

Infatti, oggi pomeriggio presso il comune di Milano Mattia Calise, Enrico De Alessandri e Vito Crimi hanno presentato le ragioni a sostegno dell'esposto denuncia, da essi sottoscritto, e depositato alla Procura presso la Corte dei Conti di Milano per possibile danno erariale causato dal segretario generale di Regione Lombardia e dal consiglio regionale, per l'assunzione illegittima di 31 dirigenti regionali, danno quantificabile in quasi 14 milioni di euro.
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In Regione Lombardia sono stati assunti (e ancora operano) 31 dirigenti (molti dei quali legati a personaggi influenti di Comunione e Liberazione) illegittimamente immessi in servizio dal Segretario Generale di Regione Lombardia, Nicolamaria Sanese, a seguito di un concorso poi annullato per omessa pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale", dal TAR della Lombardia (sent. 53 del 17/1/2008) confermata dal Consiglio di Stato (sent. 2077 del 1/4/2009) e definitivamente dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 14495 del 16.6.2010!
I contratti di assunzione di detti dirigenti prevedevano una clausola di licenziamento "automatico e senza preavviso" in caso di annullamento del concorso da parte della giustizia amministrativa, essendo pendenti le relative cause.
Malgrado ciò il Sanese, nella sua qualità di Segretario Generale della Regione, non ha provveduto a licenziare i suddetti 31 dirigenti come avrebbe dovuto già dopo la sentenza del TAR e Consiglio di Stato, ma come se ciò non bastasse ancor più allucinante il comportamento del Consiglio Regionale che tre mesi dopo la notifica in Regione della decisione del Consiglio di Stato, pur di conservare il posto ai 31 dirigenti, ha adottato uno scandaloso provvedimento legislativo - la cosiddetta legge "parentopoli" - che stabilisce che in Regione Lombardia i concorsi non debbano essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (art.1, comma 7, L.R. n. 14 del 3 agosto 2009).
La cosiddetta legge parentopoli, promulgata proprio da Formigoni il 3 agosto 2009, fu poi definita dal TAR della Lombardia di "illegittimità pur palese" (Sentenza n. 3149 del 13 dicembre 2011).
Credere di poter sanare attraverso la cosiddetta "legge parentopoli" le sentenze della giustizia amministrativa, non è soltanto oltraggioso nei confronti degli altri dipendenti regionali e dell'intera collettività, ma significa abbandonare la Regione Lombardia agli orrori dell'illegalità!
Abbiamo informato tutti i consiglieri regionali, con nota del 24 settembre 2012, della nostra denuncia invitandoli a prendere gli opportuni e urgenti provvedimenti di competenza per sanare la situazione illegittima e il licenziamento del segretario generale Nicolamaria Sanese che con le sue responsabilità ha causato il danno erariale in questione. Da allora si sono svolti due consigli regionali e nessun provvedimento è stato preso.
Denunciamo quindi un comportamento lesivo degli interessi della collettività, un tentativo di sottrarsi alle decisioni del giudice con provvedimenti legislativi regionali privi di legittimità, nonché l'assalto alla "dirigenza" da parte di una casta da sempre impunita, che piazza illegittimamente i suoi uomini nei posti chiave.
Sottrarsi alle regole adottando leggi regionali illegittime, o in alcuni casi omettendo di adottarle quando richieste, è una prassi di Regione Lombardia, basti pensare alla legge elettorale che non è mai stata recepita dalla Regione e pertanto non impedisce a Formigoni di ricandidarsi all'infinito disattendendo la normativa nazionale che stabilisce un limite di due mandati per i presidenti di regione.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure!

Esposto corte conti.pdf
Elenco Dirigenti Regionali da concorso annullato (Aggiornato al 1.10.2012).pdf
Richiesta chiarimenti al segretario regionale 31 luglio 2012.pdf
Risposta di Regione a De Alessandri.pdf
Sentenza Cassazione 14495-2010.pdf
Sentenza Consiglio di Stato 1 aprile 2009.pdf
Sentenza TAR Lombardia 17 gennaio 2008.pdf

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incmanette.JPG Riceviamo e pubblichiamo comunicato del MoVimento 5 Stelle di Brescia

Dal 2005, il Meetup Amici di Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle di Brescia, denunciano la scelta inutile e dannosa dell'incenerimento a Brescia, e chiedono trasparenza nei dati e verifiche continue sulle emissioni.
E' stato necessario un incidente, il banale black out avvenuto lo scorso 8 agosto, per far scattare i controlli straordinari che da tempo invocavamo. E, come si apprende, oggi, l'indagine ARPA ha rilevato l'inottemperanza ad alcune prescrizioni dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), alcune delle quali prevedono (D. Lgs. 133/2005) addirittura l'arresto da uno a due anni e un'ammenda da 10 a 50 mila euro per "chiunque effettui attività di incenerimento di rifiuti pericolosi in mancanza delle prescritte autorizzazioni all'esercizio".
L'ARPA ha rilevato innanzitutto delle inadempienze formali (mancanza della dichiarazione di messa in esercizio), cui si affianca una grave anomalia del sistema di emergenza: la mancata chiusura della saracinesca della linea 2 (la seconda di 3 linee da 266 mila tonnellate annue ciascuna) che avrebbe dovuto impedire il conferimento di ulteriori rifiuti nella camera di combustione a seguito dell'incidente rilevato.
Ancora più grave è il picco di emissione di diossine che, sulla linea 2, è superiore di tre ordini di grandezza rispetto all'andamento registrato nelle altre due linee e all'andamento storico, sfatando il mito dell'impianto "innocuo e sicuro". Nelle giornate di monitoraggio straordinario da parte di ARPA, 8 e 9 agosto scorsi, le emissioni di monossido di carbonio su tutte e 3 le linee hanno superato i limiti consentiti dalla legge, (parametri che "NON POSSONO ESSERE SUPERATI" come prescrive l'AIA) e vi sono state anomalie nel sistema di monitoraggio dei microinquinanti nella linea 2.
Chiediamo un intervento immediato di sequestro dell'impianto perché si proceda a verifiche approfondite e, nel contempo, una riconversione a metano anziché a rifiuti per le eventuali esigenze di teleriscaldamento.
Il "migliore inceneritore del mondo" (riconoscimento assegnato dalla stessa azienda costruttrice!) peggiora drammaticamente la pessima qualità dell'aria della città (secondo un rapporto dell'ISPRA, Istituto superiore per le protezione e la ricerca ambientale Brescia ha la peggiore aria d'Italia, seconda solo a Monza. E, nonostante la scarsa trasparenza, trapelano continuamente dati preoccupanti sulla salute della cittadinanza!) .
Ribadiamo che l'incenerimento dei rifiuti è una tecnologia vecchia e inquinante, culturalmente negativa, che deve essere subito abbandonata. Non a caso la risoluzione del Parlamento europeo del 20 aprile 2012 sulla revisione del 6°programma d'azione in materia di ambiente ha messo al bando gli inceneritori per tutti i rifiuti che possono essere riciclati o compostati.
L'inceneritore di Brescia potrebbe diventare la principale attrazione dal Museo dell'Industria e del Lavoro come esempio di archeologia industriale nonché Monumento alla stupidità umana.
Delle 800 mila tonnellate di rifiuti bruciati all'anno, inoltre, risultano ben 170 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, ceneri e polveri fini intercettate dai filtri, riproponendo il problema dello smaltimento.
Secondo il prof. Paul Connett, teorico della strategia Rifiuti Zero, "...il trattamento dei rifiuti non è un problema tecnologico, ma di strategia, organizzazione, educazione e progettazione industriale e, naturalmente, di corretta amministrazione pubblica."
Pertanto crediamo che anche l'Italia debba velocemente intraprendere la strada della strategia Rifiuti Zero, raccolta differenziata spinta porta a porta in tutta la città e interventi volti alla riduzione a monte dei rifiuti prodotti, seguendo l'esempio virtuoso di centinaia di altre città (da S.Francisco al comune di Capannori, vicino a Lucca).
Chiediamo, inoltre, che il Comune di Brescia si costituisca parte civile in un eventuale ulteriore sviluppo giudiziario della vicenda.
Se ciò non dovesse accadere, il MoVimento 5 Stelle Brescia dichiara fin da ora che si costituirà parte civile, per continuare nella propria azione di tutela della salute e dei diritti dei cittadini.
Ci vediamo in Loggia, sarà un piacere!
Movimento 5 Stelle Brescia

Riportiamo il comunicato del gruppo del MoVimento di Milano relativo al sit-in che si svolgerà oggi pomeriggio 4 ottobre 2012 davanti al Palazzo della Regione Lombardia a sostegno di Iolanda Nanni, ingiustamente discriminata perché attivista del MoVimento 5 Stelle.

Comunicato Stampa 4/10/2012

Sit-in di supporto a Iolanda Nanni, discriminata da Regione Lombardia per il suo orientamento politico verso il Movimento 5 stelle

NB.Il Sit-in si terrà precisamente in Piazza Einaudi (fermata Gioia della MM verde) in quanto la piazza interna al nuovo palazzo regionale, piazza Città di Lombardia, risulta "privata" e non può essere concessa per manifestazioni.

Oggi, 4 ottobre ore 17.30 presso i Palazzi della Regione Lombardia, Direzione Infrastrutture e Trasporti, p.zza Città di Lombardia 1, si terrà l'Assemblea che decreterà i nominativi dei primi 5 rappresentanti dei pendola ri lombardi che siederanno ai Tavoli del TPL.

Contestualmente, in loco, ci sarà un sit-in di protesta organizzato dal Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi a supporto della loro rappresentante, Iolanda Nanni, ingiustamente discriminata da Regione Lombardia per il suo orientamento politico per il MoVimento 5 Stelle.

La candidatura della Nanni è stata respinta a fronte di una errata interpretazione della Regione Lombardia del chiaro dettato della delibera regionale DGR 3594, che regolamenta quali debbano essere i requisiti minimi per l'accreditamento alla nomina dei 5 rappresentanti dei pendolari lombardi che siederanno ai tavoli del Trasporto Pubblico Locale portando in quella sede la voce autorevole dell'utenza dal basso.

La delibera chiaramente prevede che sia il Comitato a NON dover essere collegato con partiti o movimenti politici, e non chi legittimamente lo rappresenta che può ovviamente esprimere un proprio orientamento politico come tutti i cittadini italiani (art. 3 Cost.) e prevede che il rappresentante non debba ricoprire alcuna carica politica che Iolanda Nanni NON ricopre, NON avendo alcun tipo di incarico all'interno del MoVimento 5 Stelle, non essendo neppure depositaria del logo e non ricoprendo infine alcun incarico istituzionale. Una cittadina che NON si è mai iscritta ad alcun partito ma che ha un suo orientamento politico legittimo che non può determinare un pregiudizio al suo legittimo impegno civile in campo trasporti.

Tenuto conto che il Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi è a oggi il Comitato per la tutela dei diritti dei pendolari più esteso (monitora 8 linee ferroviarie, trasporto su gomma, mobilità ciclistica e disabili) ed organizzato della Regione Lombardia, questa esclusione lede profondamente il diritto dell'utenza lombarda ad essere rappresentata in Regione da persona competente, determinata e il cui impegno in campo trasporti ha consentito all'intera provincia di Pavia di ottenere in soli 3 anni di attività la suburbana S13 ed il potenziamento di ben tre linee ferroviarie.

Alla luce di questa ingiusta e illegittima decisione, stasera, la delegata Iolanda Nanni, ha annunciato che si presenterà comunque in riunione.

I pendolari pavesi manifestano solidarietà e totale fiducia nella loro portavoce che ha mostrato in questi anni di avere tutte le competenze, la serietà e la determinazione per rappresentare le istanze dal basso dell'utenza pendolare e che non deve in alcun modo essere discriminata per il suo legittimo orientamento politico personale.

Al sit-in saranno presenti in segno di solidarietà oltre ai pendolari di tutta la Lombardia, anche gli attivisti del MoVimento 5 Stelle.

Per informazioni
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Vergognoso tentativo di discriminazione da parte della Direzione Generale Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia.
Iolanda è un'attivista del MoVimento 5 Stelle, non ricopre alcuna carica istituzionale e non ricopre alcun incarico nel MoVimento (incarichi che tra l'altro non ci sono) eppure basta il suo impegno di cittadina attiva per classificarla come legata ad un movimento o partito politico e pertanto non degna di rappresentare i comitati dei pendolari, benchè questi l'avessero indicata all'unanimità come loro rappresentante.
Secondo questa logica oltre metà degli italiani, avendo espresso un voto nelle cabine elettorali, potrebbero ritenersi collegati a partiti o movimenti politici, e ciò generare pregiudizio nei loro confronti, il tutto in aperta violazione dell'art. 3 della Costituzione

AGGIORNAMENTO: arrivata la risposta della Regione Lombardia vergognosa
Coordinamento provinciale pendolari pavesi accreditamento rappresentanti viaggiatori.pdf

Riprendiamo e diffondiamo l'appello del "Coordinamento pendolari della provincia di Pavia"

La D.G. Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia esclude la candidatura della nostra portavoce per il suo orientamento politico
Amici pendolari,

venerdì 28 settembre scorso abbiamo ricevuto una lettera dal Direttore Generale della direzione infrastrutture e trasporti di Regione Lombardia nella quale si respingeva la candidatura per la nomina dei 5 rappresentanti dei pendolari lombardi, della nostra portavoce, Iolanda Nanni, fondatrice del Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi ed eletta all'unanimita' dai membri attivi del Coordinamento, conosciuta in tutto il territorio provinciale pavese per il suo impegno nella causa trasporti. La motivazione indicata nella comunicazione fa riferimento ad un suo "collegamento" con il MoVimento 5 Stelle reputandolo un motivo ostativo alla sua candidatura a partecipare.

Qui potete scaricare la comunicazione del Direttore Generale: Comunicazione 27-09-2012

E' importante sottolineare che la delibera regionale (scarica qui DGR 3594 ) che regolamenta quali debbano essere i requisiti minimi per l'accreditamento alla nomina dei 5 rappresentanti dei pendolari lombardi che siederanno ai tavoli del Trasporto Pubblico Locale portando in quella sede la voce autorevole dell'utenza dal basso, prevede che sia il Comitato a NON dover essere collegato con partiti o movimenti politici, e non chi legittimamente lo rappresenta che può ovviamente esprimere un proprio orientamento politico come tutti i cittadini italiani (art. 3 Cost.).

Il Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi aveva già a suo tempo depositato e protocollato presso la Regione Lombardia tutta la documentazione rispondente ai requisiti richiesti, ottenendo l'accreditamento, compresa la dichiarazione di non essere collegato ad alcun movimento o partito, proprio perché i nostri membri sono pendolari che hanno i più diversi orientamenti politici, ma operano in piena collaborazione nell'esclusivo interesse del miglioramento dei trasporti e per la tutela dei diritti dei pendolari.

Pertanto, oggi 1° ottobre 2012 abbiamo inviato la nostra risposta alla Direzione Regionale Infrastrutture e Trasporti denunciando l'atto illegittimo e informando che Iolanda Nanni parteciperà regolarmente all'Assemblea per la nomina dei 5 rappresentanti fissata per il 4 ottobre p.v.

Manifestiamo la nostra solidarietà e totale fiducia nella nostra portavoce che ha mostrato in questi anni di avere tutte le competenze, la serietà e la determinazione per rappresentare le istanze dal basso dell'utenza pendolare e che non deve in alcun modo essere discriminata per il suo legittimo orientamento politico personale.

Scarica qui la nostra risposta alla Regione: Risposta CoordProvPV 1-10-2012