Giugno 2012

Il 7 luglio tutti a Milano dalle 17 in Piazza Castello/L.go Cairoli
per chiedere le dimissioni immediate di Formigoni.
Perché chiediamo le dimissioni immediate di Formigoni?
Perché come da notizia riportata da tutti i giornali, Formigoni risulta indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in relazione ai rapporti equivoci con il faccendiere Daccò. Quest'ultimo è accusato della bancarotta del San Raffaele e di aver sottratto oltre 70 milioni di euro alla fondazione Maugeri per presunte consulenze. La Sanità, di cui Formigoni si vanta sempre come eccellenza, è in realtà la gallina dalle uova d'ora per faccendieri e politici. Sulla barca di Daccò Formigoni ha trascorso le sue vacanze, prima negando con forza, poi tentennando e infine confermando (dopo aver consultato la sua agenda). Già questo atteggiamento è sospetto, ma quale è la contropartita per Daccò e i personaggi che rappresenta?

Perché Formigoni è a capo del consiglio regionale più indagato della storia, 12 su 80 consiglieri dei quali 2 ancora agli arresti, 4 facenti parte dell'ufficio di Presidenza e tanti funzionari e dirigenti. I reati più gettonati truffa e corruzione. Non si tratta più di casi personali ma di un vero e proprio sistema malato. Un Consiglio Regionale da commissariare.

Ma che questo consiglio regionale fosse nato sotto una cattiva stella lo si sapeva fin dall'inizio. Formigoni innanzitutto era incandidabile, perché è al suo quarto mandato consecutivo, benché la legge 165/2004 vietasse più di due mandati consecutivi, con il silenzio complice del PDmenoELLE in analoga situazione in Emilia con Vasco Errani. Un giudice ha definito questa situazione "un'inquietante anomalia".

Perché anche il Consiglio di Stato ha trovato da ridire sul suo operato, giudicando la giunta lombarda illegittima per il mancato rispetto dell'equilibrio tra i generi (1 donna su 13), in violazione dello statuto regionale, che evidenzia ancora una volta l'arroganza di chi si sente al di sopra della legge.

E in ultimo, ma non per questo meno importante, perché la sua candidatura è stata sostenuta da firme irregolari, salvato poi dall'intervento del decreto salvaliste, e inoltre da quasi 1.000 firme false. Il presidente della Provincia di Milano, insieme ad altri 15 funzionari, sono sotto inchiesta  per aver certificato le firme false, quindi sulle elezioni regionali del 2010 pesa un gravissimo dubbio, anzi una certezza, di illegittimità. Per molto meno vengono sciolti comuni e annullate elezioni, mentre Formigoni e questo consiglio regionale sono ancora lì, illegittimamente.

Per non parlare di sanità e scuola, un'eccellenza secondo Formigoni, secondo noi un flusso continuo di soldi pubblici che sono stati spostati dal pubblico al privato, dopando il sistema e creando quelle aberrazioni che hanno portato agli scandali (quelli finora scoperti) di San Raffaele e Fondazione Maugeri.

Formigoni tra l'altro non risulta avere neanche una casa, abbiamo verificato e alla sua residenza risultante dall'anagrafe del comune di Milano c'è un'abitazione in costruzione, disabitata, ma ben sorvegliata da guardie armate. Ritiene il Pirellone casa sua... pensando di rimanerci a vita... e di acquisirlo per usu capione.

E' il momento di dire basta, i cittadini lombardi non meritano questo, un ventennio di governo in cui Formigoni ha trattato la Lombardia come il suo feudo personale, piazzando i suoi uomini nelle posizioni chiave della sanità e negli altri luoghi di potere. Un ventennio che ha visto incancrenirsi rapporti equivoci con personaggi di dubbia onestà.
E' ora di dire basta e per questo vi invitiamo il 7 luglio a Milano tra Piazza Castello e Largo Cairoli dalle ore 17.00, perché se non si dimette lui lo licenziamo noi!

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Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Desio

Pedemontana Devasterà il territorio così come farà in tutti i comuni coinvolti dall'opera.
Desio sarà particolarmente "fortunata" per la presenza contemporanea sul proprio suolo del 2° svincolo più grande d'Europa, dell'area di servizio comprensiva di Autogrill e dei capannoni per i mezzi adibiti alla manutenzione dell'intera tratta.
Nessuna amministrazione in questi anni ha mai interpellato i cittadini, nessuno ha mai spiegato come sarà questa autostrada che attraverserà il nostro territorio, a chi servirà e chi ci guadagnerà... ma lo possiamo immaginare.
Dobbiamo ringraziare il Governo Prodi e l'allora Ministro Di Pietro per aver permesso ad 1.000.000 di metri quadri di asfalto e cemento di coprire terreni su cui sono presenti aziende agricole che perderanno TUTTO.
I ragazzi del MoVimento 5 Stelle di Desio hanno realizzato un plastico in scala 1-1000 che presenteremo alla cittadinanza e che mostra senza alcun dubbio la follia in nome di un "progresso" inesistente e dannoso.

Bruno Marton (MoVimento 5 Stelle - Desio)

Formgoni dimissioni 1.jpgAltra tegola su Formigoni e la sua giunta, che fosse nata sotto cattivi auspici lo si intravedeva fin dall'inizio, ma che saremmo arrivati a questo punto nessuno poteva immaginarlo.
Agli scandali giudiziari e finanziari si aggiunge adesso la giustizia amministrativa a dare il colpo di grazia.

La Giunta Lombarda è ILLEGITTIMA... Questo è il termine usato dal Consiglio di Stato nella sentenza 3670 del 21 giugno 2012 per definire gli atti con cui il Presidente Formigoni ha nominato la Giunta in quanto non rispetta l'equilibrio tra i generi.

L'art. 11 (comma 3) dello Statuto lombardo stabilisce che "La Regione promuove il riequilibrio tra entrambi i generi negli organi di governo della Regione".
La sentenza, a seguito di un ricorso presentata dall'associazione Art. 51 - Laboratorio di Democrazia Paritaria, in primo grado aveva visto il TAR dare ragione alla giunta regionale, ma il supremo organo amministrativo oggi ha definitivamente sancito quanto segue:
"... la nomina degli assessori ("organi di governo della Regione") è subordinata, per espressa autolimitazione statutaria, all'espletamento di tale azione positiva, ovvero alla "promozione del riequilibrio tra entrambi i generi".
La violazione di tale vincolo (previo esperimento dell'azione positiva descritta) determina l'illegittimità della o delle nomine, in quanto gli spazi della discrezionalità politica hanno superato i confini stabiliti dai principi di natura giuridica posti dall'ordinamento, tanto a livello costituzionale quanto a livello legislativo.
Nel caso di specie, è evidente la violazione di legge, atteso che la nomina di un solo assessore di genere femminile contrasta con il vincolo di attuare la suddetta azione positiva per assicurare il rispetto del principio di una equilibrata presenza di donne e uomini nei componenti della Giunta; equilibrata presenza che non può certo esser assicurata dalla presenza di un solo assessore donna (in tal senso, la pur coesistente discrezionalità realizzativa del principio di"riequilibrio" non è in sé compressa oltre i suoi limiti, essendo la violazione rilevata risultante da un "test" di legittimità afferente alla sproporzione manifesta e ad un assetto in concreto sotto la soglia della ragionevolezza)."

P.S. TENETE A MENTE LA DATA...
MILANO, 7 LUGLIO 2012, ORE 17.00 PIAZZA CASTELLO

patanè-presidente-arcigay.jpgPaolo Patanè, Presidente nazionale dell'Arcigay, ci ha rilasciato questa intervista.
Nel ringraziarlo per la sua disponibilità e il tempo dedicatoci, confermiamo il nostro impegno per la garanzia di tutti i diritti facendo nostre le sue parole: "...Partiamo invece da un vero progetto complessivo di Paese. Che Paese vogliamo? Se siamo d'accordo che vogliamo un Paese diverso, più giusto, più equo, più moderno e progredito, è da lì che in modo naturale derivano tutti i diritti che oggi non sono riconosciuti. Compresi quelli per le persone e le coppie omosessuali..."


1 - Una recente ricerca dell'Istat racconta un'Italia ben disposta ad accettare due persone dello stesso sesso che si amano, eppure ancora molti sono gli episodi anche gravi di aggressione a LGTB a causa dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere. Secondo te, questa contraddizione è invincibile o parafrasando G. Falcone possiamo dire che l'omofobia "è solo un fatto umano e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una sua fine?"

Debbo dire che è insita in una certa cultura la resistenza ai cambiamenti, ma mi piace pensare che l'affermazione del principio di eguaglianza configuri un meccanismo invincibile: puoi rallentarlo ma non arrestarlo. E' chiaro che da Rosa Parks non si è arrivati subito ad Obama, e che è stato necessario un percorso, ma ci si è arrivati, e non certo a caso. Proprio da quei dati ISTAT si evince in modo molto netto che donne e giovani sono largamente più evoluti sul tema dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali, e questo significa che occorrono, anche per questa ragione, molte più donne in politica per far crescere e progredire il Paese, e che i giovani di oggi, ovvero gli adulti del prossimo futuro, rappresenteranno la prossima società e classe politica costruita secondo quel modello di eguaglianza,libertà e rispetto di ogni dignità di cui già oggi sono portatori. Gli orizzonti sono interessanti direi.


2 - Il Vaticano non fa mancare il suo appoggio a chi quotidianamente si oppone all'avanzata dei diritti civili in Italia e, al tempo stesso, i partiti sembrano sempre più in difficoltà ad affrontare il tema. Ma a tuo parere è la Chiesa che frena il processo di apertura o sono piuttosto i partiti che se ne fanno scudo per scaricare la responsabilità politica della propria inadeguatezza?

Il Vaticano ha un'indiscussa tendenza ad interferire su alcune questioni che percepisce strategiche per la conservazione della sua influenza politica, e soprattutto nel nostro Paese. Non dimentichiamo che all'ONU è proprio dal Vaticano, oltre che dai paesi integralisti musulmani o ortodossi, che sono sistematicamente arrivati gli ostacoli più severi all'avanzamento del dibattito sulla depenalizzazione dell'omosessualità. E badate che lì si discute di vite umane, quelle dei tantissimi omosessuali che in giro per il mondo vengono torturati, incarcerati, uccisi solo in ragione del loro orientamento sessuale: mi pare un argomento che mette a dura prova la credibilità di chi pretende di agire in nome dell'amore e della carità. Detto questo, però, mi sembra che le responsabilità della classe politica siano largamente prevalenti, perché è l'ignavia, l'inconsistenza politica, e spesso la mancanza di senso dello Stato, che porta qualunque classe politica a lasciarsi sopraffare dalle interferenze di chicchessia. Sono i partiti chiamati ad animare il dibattito politico in seno al Parlamento, e sono i partiti che dovrebbero compiere il massimo sforzo possibile per agire nel pieno rispetto della società per com'è: adoperandosi per conoscerla, comprenderla e rispettarla. Molto banalmente dovrebbero viverla,ma l'assenza di iniziativa sulle questioni dei diritti delle persone lgbt, dell'affermazione del principio di eguaglianza, e dei diritti civili in generale, testimoniano la distanza siderale, scandalosa, dell'attuale classe politica dai nostri temi come da tanta parte delle tematiche vere che coinvolgono la vita reale della gente nel nostro Paese. E poi, detto chiaramente, il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali è un fatto di civiltà: non può essere usato per becere strategie elettorali e per trascinarci in giochini di partito che non ci interessano per nulla.


3 - Piergiorgio Paterlini ha dichiarato a L'Espresso: "Quando qualcuno se ne esce con la faccenda che l'Olocausto non c'è mai stato, non è che ci mettiamo a discutere con lui o proviamo a convincerlo con le buone. Ne siamo indignati, offesi, scandalizzati e prendiamo provvedimenti. [...] Non è che se qualcuno oggi se ne uscisse con la teoria che i negri sono bestie, Porta a porta farebbe una bella puntata bipartisan, con contraddittorio alla pari davanti al plastico della capanna dello zio Tom". Questo tuttavia accade ancora con alcune questioni Lgbt di fondo, come ad es. l'orientamento sessuale. A fronte di qualcuno che dice che l'omosessualità è una patologia o un disordine morale e psichico, il giornalista passa la palla ad una controparte, anziché citare lui stesso gli studi scientifici che chiariscono il punto della situazione. La cattiva informazione quanto è responsabile dell'omofobia strisciante del Paese?

Sottoscrivo pienamente la riflessione di Paterlini. Esiste un approccio logoro ,retaggio di una subcultura, ma ancora troppo presente nei tanti salotti televisivi. L'omosessualità infatti non viene ricostruita per quello che è, ovvero non un mero comportamento sessuale, ma un orientamento, che è cosa ben diversa e ben più complessa. Nell'orientamento c'è evidentemente il comportamento sessuale, la sessualità, per gli omosessuali come per gli eterosessuali, ma ci sono anche le emozioni, l'affettività,la vita pubblica, la visibilità, i progetti di vita, le reciproche solidarietà morali e materiali, la coppia, il futuro. Per gli omosessuali come per gli eterosessuali. Per ogni uomo come per ogni donna. Perché dunque parlare di un'identità innata, qual è l'orientamento sessuale, come se fosse possibile averne un'opinione? Non si può parlare di omosessualità come se fosse una questione "eticamente sensibile" su cui ci si divide .Non lo si può fare come non lo si può fare per l'eterosessualità, il colore della pelle, la provenienza etnica e qualunque altra cosa che definisce naturalmente una persona per quello che è. Se i media partissero dalla serietà di questa posizione, forse ne parlerebbero fuori dalla tentazione dell'arena mediatica o della spettacolarizzazione dell'argomento. Sì, è vero, l'informazione deve fare un salto di qualità.


4 - Percepiamo ancora una certa reticenza soprattutto tra gli e le omosessuali a fare coming out e, in generale, a vivere con serenità e alla luce del sole la propria identità. Ci sbagliamo clamorosamente oppure anche questo è un fattore che frena il processo di rivendicazione dei diritti civili?

La reticenza c'è, ma è conseguenza di tanta parte di quello che ci siamo detti prima. E' chiaro che in un Paese in cui l'odio omofobico può spingersi impunito, ed il Legislatore osserva silenzioso e inerte, senza produrre norme di contrasto e prevenzione, ...e in cui il vuoto normativo rispetto al diritto all'eguaglianza delle coppie omosessuali certifica la diseguaglianza e l'iniquità, la percezione che ne deriva è di insicurezza, e spesso di marginalità. Non tutti hanno strumenti per affrontarla e vincerla e questo incide sulla visibilità serena delle persone e quindi sul conseguimento dei diritti. Quanto è ancora rischioso manifestare il proprio orientamento sul posto di lavoro, anche semplicemente dicendo di essere gay e di avere un compagno da portare alle cene aziendali e non una compagna? Purtroppo più di quanto si pensi, e questo è spaventosamente ingiusto.


5 - In Italia, le battaglie Lgbt sono portate avanti soprattutto dall'associazionismo e dalle organizzazioni non governative (penso all'ultimo appello di Amnesty International http://www.amnesty.it/lgbti-italia), eppure esistono tanti modi e luoghi diversi per fare attivismo per i diritti Lgbt. Che cosa consiglieresti a chi vuole "attivarsi" e perché è giusto farlo?

Io credo che le associazioni rappresentino un patrimonio di storia, cultura e sogni che mantiene ancora un fascino particolare. Mi impressiona pensare quante vicende personali, quante scelte difficili e rischiose abbiano contribuito nell'arco di 40 anni di storia del Movimento omosessuale italiano a cambiare la società, a renderla migliore e più avanzata della politica che non è riuscita a rappresentarla, e a come tutto questo abbia contribuito alla mia libertà. Siamo sempre debitori verso qualcuno della nostra libertà. E' vero però che ognuno può scegliere come testimoniare o supportare una battaglia civile, anche attraverso la propria attività di studente o docente, oppure attraverso l'arte, la narrazione, il modo di interpretare il proprio ruolo nella società. Io credo fortemente che Arcigay non debba occuparsi solo dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali, ma debba riuscire a trasmettere la necessità di un cambiamento che accresca la libertà e la giustizia per tutti. Allo stesso modo penso che i diritti delle persone omosessuali debbano stare a cuore agli eterosessuali perché la loro realizzazione è garanzia di un'effettività del principio di eguaglianza di cui si avvantaggia tutta la società. Perché attivarsi? Perché nulla è più forte e bello, e offre un senso alla vita, del credere di poter comunque cambiare le cose. Mi piace pensare che ogni persona abbia il diritto di essere felice e che la felicità di ciascuno debba contribuire al diritto alla felicità per tutti.


6 - Ci racconti qualcosa che ti sta a cuore?
Ci dai la risposta alla domanda che avresti sempre voluto sentirti chiedere e che nessuno ti ha mai fatto?

Mi sta a cuore continuare a combattere per le cose in cui credo, ma riuscire a farlo difendendo la mia vita privata, i miei affetti, il mio diritto alla felicità. Non credo a certe esperienze totalizzanti e penso che perdere di vista se stessi per una battaglia politica significhi viverla male. Come si fa a combattere credibilmente per la felicità degli altri se ci si dimentica della propria? Mi sta a cuore non trascurare le persone che amo: la mia famiglia, il mio compagno, i miei amici.
Mi sta a cuore dimostrare che esiste una relazione tra cultura, arte e diritti, perché i diritti sono bellezza e l'assenza di diritti è innanzitutto assenza di cultura.
La risposta mai data alla domanda mai fatta?
Nessuno mi ha mai chiesto quanto sia stato aiutato dalla mia famiglia a realizzare la mia personalità. Posso dire che è stata fondamentale e che da questo punto di vista sono una persona fortunata per l'accoglienza serenissima della mia omosessualità e per il costante sostegno e la condivisione dei miei ideali. Credo che sia determinante che ogni contesto familiare garantisca la libertà ad un figlio di essere se stesso, perché può condizionarne, distruggerne o salvarne la vita per sempre.


7 - I ragazzi del M5S di Palermo, sabato, parteciperanno al Pride che si svolgerà, appunto, nel capoluogo siciliano. Vuoi approfittare di questa intervista per mandare un messaggio a loro e a tutti gli altri manifestanti?

Intanto grazie di cuore di esserci. Penso di essere uno dei tantissimi che spera sinceramente che anche da M5S possa arrivare un contributo al vero cambiamento del Paese anche attraverso l'estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, e della Legge Mancino ai reati caratterizzati da odio omofobico e transfobico. Mi sembra che tutti parlino di diritti, e civili e sociali, uno per uno, come se fossero qualcosa che procede per compartimenti stagni. E' un grande errore. Se si parte dal dibattito sui singoli diritti si rischia sempre di andare subito al muro contro muro, e di trasformare qualunque contesto e momento in un terreno di scontro. Partiamo invece da un vero progetto complessivo di Paese. Che Paese vogliamo? Se siamo d'accordo che vogliamo un Paese diverso, più giusto, più equo, più moderno e progredito, è da lì che in modo naturale derivano tutti i diritti che oggi non sono riconosciuti. Compresi quelli per le persone e le coppie omosessuali. E' mai possibile che chiunque possa sposarsi: assassini, ladri, stupratori ....ma l'estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso sia uno scandalo per i benpensanti? A chi sarà al Pride di Palermo voglio dedicare questo semplicissimo concetto: la stridenti contraddizioni e iniquità del nostro sistema ci dicono già oggi cosa è giusto e cosa non lo è. Non scivoliamo nel gioco di troppa politica di complicare le cose per deformare ideologicamente la realtà: chi si ama e costruisce un percorso comune ,contribuisce al bene collettivo, ed ha diritto a diritti pieni ed eguali. Penso che Palermo abbia dimostrato con il Pride questa straordinaria verità, semplicemente declinando il Pride come "Palermo Pride", ovvero un momento di orgoglio e visibilità di tutta la città e non solo della su comunità gay e lesbica e transessuale. Questo è forse il messaggio migliore: siamo tutti parte della stessa società che vuole riprendere a costruire il bene del Paese.
Aiutiamoci tutti a realizzarlo una volta per tutte.

(Ringraziamo Paola e Michele che hanno materialmente realizzato l'intervista)

"CRIMINALI"!!!
Così il presidente dell'Arpa di Cremona Paolo (sonni) Beati ha definito i cittadini dei Comitati di Spinadesco e Cavatigozzi (Cremona) preoccupati per le emissioni dell'acciaieria Arvedi. Sia quelle rumorose che quelle inquinanti, in particolare la diossina. Per (sonni) Beati "parlare di diossina è criminale". Ma i "criminali" vogliono parlarne invece e vogliono vederci chiaro!

E non si accontentano delle tonnellate di valium diffuse da politici e parlamentari locali del Pd e del Pdl, a braccetto nella difesa di Arvedi. Una nobile gara a chi regge meglio le code del Cavaliere dell'acciaio iniziata nel 2008 quando la Regione Lombardia (l'Illegittimo Forminchioni) graziosamente esentò con un decreto ad hoc il (più che) raddoppio dell'acciaieria dalla Valutazione di impatto ambientale. Un'acciaieria che, è bene ricordarlo, si è ampliata fino ad invadere (letteralmente) il cortile di alcune case di Spinadesco. La Provincia (giunta Giuseppe Torchio, PDmenoELLE), invece di ricorrere al Tar e opporsi al decreto regionale, si è opposta ai cittadini che il ricorso l'hanno fatto (vincendolo).

Nel frattempo aree agricole con un tratto di penna sono diventate industriali e al posto dei campi è sorta anche una zincheria, sempre senza alcuna VIA. Il Tar ha poi dato ragione ai cittadini, la Regione allora ha emanato un decreto-fotocopia del primo e la Provincia ha cucito intorno ad Arvedi una Autorizzazione integrata ambientale su misura con la quale il (più che) raddoppio è stato portato a termine. Ora i cittadini aspettano che il Consiglio di Stato si pronunci su questo secondo decreto regionale (che il Tar ha "promosso"). Colpito da tanta sollecitudine, il re dell'acciaio cremonese ha donato nel novembre 2007 300mila euro all'allora Forza Italia e all'Espresso (13 marzo 2008) annunciava: "Ho appena versato altri 300mila euro al Partito democratico per essere equidistante". E infatti sono entrambi equidistanti dai cittadini i quali sono preoccupati.

Scottati forse dal fatto che Enti locali e Acciaieria hanno barato sulle promesse mitigazioni ambientali (bosco-filtro per finta, pannelli anti-rumore inutili, strumenti di monitoraggio non funzionanti o affidati allo stesso Arvedi), che le vantate soluzioni viabilistiche in grado di mitigare il disagio dovuto al transito di centinaia di camion al giorno sono rimaste sulla carta, i cittadini di Cavatigozzi e Spinadesco e Cremona ora hanno appreso che le rilevazioni di diossina presso l'Acciaieria Arvedi NON le effettua l'Arpa od un ente terzo ma la stessa ARVEDI in regime di autocontrollo. Curiosamente, secondo l'Arpa, le uniche rilevazioni affidate ad una società esterna (quelle del 2009) sono le uniche che evidenziano quantità significative di diossina (0,16 ng/nm3). Le rilevazioni di diossina non avvengono in continuo ma due volte all'anno. E gli altri 363 giorni? Le rilevazioni di diossina avvengono solo sulle emissioni aeree (ma, scrive l'Arpa "l'azienda ha dichiarato difficoltà di carattere tecnico derivanti dalle dimensione dei camini dei forni e dalle portate degli effluenti gassosi...") e non nel terreno.

L'Unione europea ha stabilito, da maggio 2011, limiti di emissioni più stringenti per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, rispetto a quelli adottati da Regione Lombardia!

Se l'Acciaieria Arvedi già ora, come afferma, rispetta già tali nuovi limiti perchè i Comuni e la Provincia non chiedono che vengano applicati da subito, modificando l'AIA? E perchè i sindacati invece di attaccare i comitati di cittadini non si uniscono a tale richiesta che tranquillizzerebbe lavoratori e cittadini? L'unica rilevazione condotta (con fatica) dall'Arpa riguarda il rumore e l'Agenzia certifica con la relazione del 15 marzo 2012 lo sforamento notturno dei limiti di legge. Ma istituzioni ed enti locali tacciono.

Il M5S non lascerà soli questi Comitati di cittadini ed abbraccia con loro questa battaglia per la salvaguardia della salute umana, sicurezza sul lavoro, ma soprattutto per un ambiente sano dove i nostri figli possano crescere ed avere un futuro!
Qui non si molla!

______________

Mercoledì 20 giugno 2012 a Spinadesco (Cremona) ore 20.45

Si terrà un'importante conferenza

che avrà per relatori due GURU della DIOSSINA:

- Ing. Paolo Rabitti (Autore del libro: "Diossina, la verità nascosta" e uno fra i più importanti consulenti tecnici in Italia, coinvolto nei maggiori processi su disastri ambientali ed inquinamento; e la
- Dott. Patrizia Gentilini (oncologa ed ematologa, nonché Presidente della Sezione di Forlì dell'ISDE, nota per la sua battaglia sulla nocività degli inceneritori)
Entrambi porteranno la loro testimonianza in un territorio sul quale le Istituzioni paiono voler far calare il silenzio.

P1260456.JPGA Bedizzole, vicino al lago di Garda, un comitato di cittadini è riuscito a bloccare la realizzazione di un inceneritore (o gassificatore) sperimentale di cacca di pollo (pollina).

CITTADINI - INQUINATORI: 1-0

Dopo le amministrative di maggio 2012 e dopo la giornata di oggi si riaccende un barlume di speranza, potendo toccare con mano quanto possa essere importante il risveglio dei cittadini, per troppi anni controllati unidirezionalmente dai mass media, e che oggi possono, invece, attivarsi e moltiplicare il loro potere grazie alla comunicazione e alla collaborazione.

Il progetto era stato presentato oltre un anno fa da una azienda, che ne avrebbe ricavato finanziamenti pubblici milionari a favore delle energie rinnovabili.
La pollina, infatti, è stata recentemente equiparata per legge alle biomasse per poterne incentivare l'incenerimento.
Scelta in controtendenza rispetto allo smantellamento degli inceneritori in corso in America e in Europa, le cui linee guida per l'ambiente indicano il divieto di realizzazione di nuovi inceneritori per rifiuti che possono essere differenziati o compostati.
La pollina non è un buon combustibile e può essere trattata in molti modi più ecologici rispetto all'incenerimento: ma l'incenerimento permette anche di aggirare la direttiva nitrati (che impone agli allevatori l'onere di spargerla in superfici estese per diluire l'effetto dannoso sul suolo di un rifiuto pieno di antibiotici e sostanze chimiche: c'è poco di naturale negli allevamenti intensivi!).
La pollina, per di più, sarebbe stata per buona parte importata da altre zone, con un andirivieni di centinaia di mezzi pesanti al giorno.
L'impianto sarebbe, dunque, stato inefficiente, antieconomico, e con pesanti emissioni nell'atmosfera, già gravata dai record di inquinamento (e di tumori) della Pianura Padana.
Ma, secondo la legge, un inceneritore di biomasse fino a un MegaWatt può essere approvato dalla Provincia con iter semplificato, senza
Valutazione di Impatto Ambiantale (VIA) e senza parere vincolante dei Comuni. In tutta Italia fioriscono, pertanto, decine di progetti analoghi, che aspirano ad approfittare degli incentivi: un vero sperpero di denaro pubblico per progetti spesso di nessuna utilità pubblica, visto che, oltre tutto, il fabbisogno energetico del paese è già abbondantemente coperto.

Il comitato bedizzolese ha raccolto 10000 firme e ha ottenuto il coinvolgimento di
sette comuni di partiti diversi (ma concordi nella contrarietà al progetto!).
Grazie a cinque manifestazioni di protesta, tre conferenze con esperti per valutare rischi e alternative e una fiaccolata, è stata tenuta viva l'attenzione dei cittadini e dei media, anche grazie all'utilizzo massiccio dei social media.
Tutto ciò ha convinto i funzionari provinciali a ponderare con molta cautela una domanda che, senza la mobilitazione popolare, sarebbe stata pressoché automaticamente accolta.
Ben lontano dalla semplice mentalità "Nimby", il Comitato si è battuto non per spostare l'impianto, ma per dimostrare la dannosità sociale ed ecologica di questi progetti e di tante altre fonti di nocività non giustificate dall'interesse pubblico. E, nei mesi, il dialogo con altri comitati ha portato ad una vera e propria Rete provinciale per l'ambiente, con continuo scambio di informazioni, suggerimenti, manifestazioni condivise e un vero progetto: liberare la provincia più inquinata d'Italia dalle proprie fonti di nocività.

Il 13 giugno la risposta: la provincia di Brescia ha ascoltato le ragioni dei cittadini, degli imprenditori agricoli e turistici della zona, rifiutando l'approvazione al progetto: l'interesse di un privato non può e non deve schiacciare la salvaguardia della collettività.

(Articolo di Giorgio da Bedizzole)

p.s. nella foto della manifestazione di oggi, il consigliere della lista civica M5S del Comune di Desenzano del Garda Luisa Sabbadini insieme ai ragazzi del M5S che hanno aiutato con la loro presenza il comitato civico di Bedizzole.

formigoni-DIMETTITI.jpg
La speranza che la Casta abbia capito la lezione impartitale dai cittadini è dura a morire. È più forte di noi. Un istinto quasi materno ci porta a credere che i nostri politici siano recuperabili, che un giorno ritroveranno il lume della ragione.
Poi, in un sol giorno, ci vomitano addosso una valanga di abusi di potere tale da far esaurire il senso di vergogna nazionale. E ci si rende conto che di quella lezione non hanno capito niente, che è già un ricordo, sepolto chissà dove. Il bollettino di guerra in questi giorni è impietoso.
L'Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM) vede le sue poltrone distribuite fra i partiti ed assegnate senza né meriti, né competenze
Il Senato respinge con voto segreto la richiesta d'arresto per il senatore Sergio De Gregorio, accusato di una truffa da 23 milioni di euro nell'inchiesta sul giornale "L'avanti", in cui è indagato anche l'ex direttore Valter Lavitola.
Infine, la Regione Lombardia respinge la mozione di sfiducia ai danni del governatore pluri-illegittimo Roberto Formigoni, presidente di una giunta falcidiata da indagini per illeciti vari.
La ciliegina sulla torta la mette il capogruppo del PD in Regione, primo firmatario della mozione: era assente alla votazione perché in vacanza. Il vento sta cambiando, anzi è già cambiato.
I cittadini sono stanchi, svuotati. La schiena, da dritta che era ha cominciato ad incurvarsi, fino a costringerci ad inginocchiarci e a ritrovarci per terra, schiacciati dal peso di una classe dirigente inadeguata, incompetente, irresponsabile, evolutasi negli anni in una Casta autoreferenziale di privilegiati e autonominati che si ritengono superiori alla legge, alla morale.
Formigoni è Presidente della Regione Lombardia dal 23 aprile 1995, malgrado una legge nazionale stabilisca un limite massimo di due mandati. Ciò è stato possibile perché la Regione non ha mai recepito la legge e mai la recepirà, fino a quando avrà vita il "Regno Formigoni". D'altronde è inutile chiedere ad un virus di auto debellarsi.
Ma è bene ricordare anche l'impegno e l'accondiscendenza del PDmenoL nell'aver trasformato in realtà il sogno di Don Roberto: con quale faccia la presunta opposizione avrebbe mai potuto opporsi, considerato che in Emilia Romagna il governatore PD Vasco Errani vanta lo stesso impero di Formigoni?
Il consiglio regionale ha al suo interno 10 membri tra indagati e arrestati, di cui ben 4 sono componenti dell'ufficio di Presidenza. Lo stesso Formigoni ha parecchio da spiegare in merito ai suoi rapporti con personaggi attualmente al centro di inchieste giudiziarie, rapporti economici poco chiari ai quali non ha ancora fornito spiegazioni soddisfacenti.
Malgrado ciò è ancorato alla poltrona, barricato nel suo ufficio all'ultimo piano del nuovo Pirellone, forse perché non ha una casa e ormai considera il Pirellone casa propria (ma ci pagherà l'IMU?).
Ci spiace, non funziona così.
Amici del MoVimento 5 stelle della Lombardia, se Formigoni non si dimette, dimissioniamolo noi!
Troviamoci tutti a Milano ad un mese da oggi... nella ricorrenza dell'anniversario della sentenza di primo grado del nostro ricorso contro la candidabilità di Formigoni, sentenza in cui il giudice parla di "... inquietante anomalia di un sistema che permette alle regioni di non dar applicazione a una così esplicita indicazione del legislatore nazionale, semplicemente astenendosi dal legiferare sul punto...la denunciata anomalia segnala una falla del sistema".
Pensate a slogan, cartelloni, installazioni, vignette da portare in piazza, raccogliamo tutte le idee e troviamoci su questa pagina facebook

Coraggio MuoViamoci!

Oggi al Pirellone si vota la mozione di sfiducia al Presidente Formigoni, mozione presentata dai partiti dell'opposizione, PD, IDV, SEL.
Nel 2009 furono decisive le assenze del PD perchè fosse approvata quella legge vergognosa dello scudo fiscale.
Ancora una volta il PD non si smentisce e nel giorno del voto più importante di tutta la legislatura, il primo firmatario, il capogruppo Gaffuri, è assente dall'aula per "congedo per motivi familiari" in quanto in vacanza all'estero.
Sicuramente il cons. Gaffuri avrà diritto di godersi qualche giorno di vacanza con la famiglia ma questo dipendente strapagato, a meno che non si trovi su Marte è debba aspettare il passaggio del Capitano Kirk sulla sua astronave Enterprise, in qualunque posto del pianeta si trovi poteva prendere un aereo, un elicottero, una mongolfiera, a piedi o a nuoto... ma oggi aveva il dovere di essere in aula!