Agosto 2010

BRIANZA CONNECTION

di Gianmarco Corbetta - MoVimento 5 Stelle Monza

Nelle scorse settimana in Brianza, sul fronte della criminalità organizzata, è successo di tutto.

Polizia e carabinieri hanno dato vita all'operazione "Infinito", che ha portato in carcere 35 persone affiliate alla 'Ndrangheta calabrese.

Che la 'Ndrangheta fosse presente da decenni in Brianza era cosa risaputa, ma non tutti sapevano che il radicamento fosse così profondo: sul nostro territorio sono presenti delle vere e proprie "locali", le Ndrine, a Desio, Seregno, Limbiate e Solaro, con tanto di estorsioni, omicidi, pizzo...

Non mancano i tentativi, riusciti, di infiltrarsi nel tessuto economico sano al fine di riciclare denaro sporco in aziende pulite nel settore rifiuti, edilizia, movimento terra, bar, ristoranti...

Inquietante il quadro delle connivenze con la politica locale. Sono emerse varie intercettazioni telefoniche dove venivano citati a vario titolo un ex assessore regionale (nonché coordinatore provinciale del PDL), un assessore provinciale del PDL, ora dimessosi, il presidente del consiglio comunale di Desio (anche lui del PDL), un consigliere comunale di Desio (sempre del PDL)...

L'ex assessore regionale all'ambiente Massimo Ponzoni, figura rilevantissima nel panorama politico brianzolo, viene addirittura definito dal Giudice per le Indagini Preliminari Giuseppe Gennari "coinvolto in un rapporto sistematico di cointeressenze" e "chiaramente avvicinabile e disponibile".

Al momento nessun politico è indagato... la cosa è sembrata strana a molti... fino a quando l'onorevole Angela Napoli, membro della commissione parlamentare antimafia, ha dichiarato ai giornali: «Mancano i politici. La 'ndrangheta si appoggiava a esponenti del mondo politico i cui nomi e i cui reati non sono ancora emersi e che aiutavano le cosche a inserirsi nel tessuto sociale ed economico della Lombardia e della Brianza. Purtroppo, c'è chi si è messo in mezzo e sta tentando di impedire che questi filoni di inchiesta vengano portati alla luce». «Nelle carte in mano al procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Milano Ilda Boccassini c'è tutto, emergono personaggi politici calabresi coinvolti anche nelle ultime elezioni regionali. Qualcuno ora sta tentando di bloccare questi filoni, ma confido nel procuratore Boccassini: so che si tratta di una persona che non si fermerà».

E' anche il nostro aupicio... ma l'onorevole Napoli non dice una cosa fondamentale: chi sta tentando di bloccare questi filoni?

scritto da: "cittadina di Valcamonica"

HANNO PERDUTO IL BUON SENSO E QUALCHE COSA D'ALTRO.....
Buongiorno a tutti,
vorrei proporre uno spunto di riflessione su un punto del programma  Salute del MoVimento 5  stelle. Nel capitolo sulla Sanità trovate scritto: Proponiamo che le nomine dei primari debbano essere decise per titoli ed esami e tramite concorso pubblico. C'è una ragione ben precisa in questa proposta.
Forse non tutti sanno i criteri per la nomina dei primari
: vi è una selezione tecnica, fatta da una commissione presieduta dal direttore sanitario, la commissione di solito conclude con una lista di idonei, tutti alla pari.
Il contratto è poi stipulato dal direttore generale, che può decidere chi vuole nella lista degli idonei. E' tanto ampia la discrezionalità di scelta, che i tentativi di attaccare la scelta da parte dei perdenti davanti al giudice amministrativo usualmente falliscono...Il direttore generale troppo spesso ascolta l'indicazione del politico di riferimento e fa le scelte che questi gli indica... magari il prescelto sarebbe stato ultimo nella graduatoria, qualora ci fosse stata. Ma tant'è: erano tutti idonei.
Il costo della democrazia

Ricordo che i direttori generali negli ospedali sono a nomina politica.
Lo sono spesso, anche i primari della regione in cui abitiamo, questo non ci garantisce sulle loro capacità, anzi...

Scrive il prof. Vittorino Andreoli in l'Uomo di Vetro:---"Conosco il sistema sanitario abbastanza bene per poter dire con certezza che la promozione a primario di un incapace, da parte di un piccolo clan di potere, paralizza un'unità operativa e si riversa negativamente su migliaia di pazienti che faranno ricorso a quel sistema".
Queste parole paiono addirittura profetiche per quel che sta accadendo presso il reparto di Chirurgia dell'ospedale di Esine, Vallecamonica (BS).

La trasmissione Report del 2 maggio 2010 ha ampiamente dato notizia e commentato, vi faccio una breve sintesi:
Nel 2008 alcuni medici dell'ospedale di Esine denunciarono al direttore generale Foschini delle problematiche, che da tempo si erano venute a creare nel reparto di Chirurgia, diretto dal dr. F. Colombo.
Il direttore generale liquidò la faccenda come beghe tra medici e si limitò ad un richiamo alla collaborazione.
Nell'ottobre dello stesso anno venne di nuovo segnalato da parte di alcuni medici, attraverso un esposto, una questione di "malapratica" chirurgica e sanitaria. La CGIL sollecitò una perizia, la valutazione fu affidata dal direttore generale ai prof. De Ferrari e S.M. Giulini dell'Università di Brescia ed il sindacato si rese conto che la valutazione fu effettuata sulla documentazione clinica dei casi sospetti di "malapractise" e sulle relazioni cliniche redatte dal primario di Chirurgia, non erano però stati ascoltati i medici che avevano presentato l'esposto, né il direttore sanitario.

La situazione è al momento attuale un gran pasticcio, la popolazione della Valle non si fida più e va altrove a curarsi per quanto riguarda l'aspetto chirurgico.
Il reparto di Chirurgia, a quanto riferisce il sindacato CGIL è sempre più vuoto, il Primario è rimasto al suo posto e tutto ciò in mezzo a tanta omertà e ad un silenzio assordante della politica valligiana. Vi è un esposto e si spera che la magistratura intervenga al più presto".

E ciò sarebbe di beneficio per tutti, valligiani e primario compreso....
Ma come mai una simile omertà e così tante resistenze, non sarà mai che il motivo risieda nella dichiarata fede ciellina del dr. F. Colombo????
Se fosse così, direi che si è perso il buon senso e forse qualche cosa d'altro!

C'è un detto che va per la maggiore negli ospedali pubblici lombardi: se non si è ciellini non si diventa primari...
Provate a fare una ricerca su google con le seguenti parole: primari regione lombardia Cl e né scoprirete delle belle...provate a leggere Comunione e Liberazione Assalto al potere in Lombardia (apri pdf)  ed avrete un'ulteriore conferma della piovra che ci attanaglia....

Quando Grillo disse che Formigoni non era un governatore, ma un primario, aveva ben ragione..ed attraverso la sanità si prendono voti..come insegna il caso di un noto chirurgo dell'ospedale di Niguarda (Milano) che nel 2005 scrisse una lettera ai suoi pazienti permettendosi di suggerire di votare Formigoni. (Annozero: nel nome dell madre)

Non ho la verità in tasca e quel che so è quello che vi ho scritto...ma il rapporto tra un medico ed un paziente deve essere basato sulla fiducia, la fiducia stessa è un atto terapeutico

....non mi sento di condividere il silenzio assordante..

Articolo pubblicato su: lombardia5stelle.org

Sulla stampa è stata anticipata la notizia che il 5 agosto (approfittando della "distrazione" delle vacanze...) la Giunta Regionale della Lombardia approverà un Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Pertanto anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.
Stiamo organizzando, assieme alle altre forze politiche, un presidio davanti alla Regione mercoledì 4 agosto alle 17:30 per denunciare pubblicamente la proposta e fare pressione sulla giunta che il giorno dopo dovrà decidere.
Qui la mappa per arrivare

Invitiamo anche ad un mailbombing presso i consiglieri regionali, da inviare oggi e domani, che è già iniziato e sta avendo uno straordinario successo.
Trovate qui testo e indirizzi: movimento per l'acqua - forum bergamasco

La stampa e le radio stanno dedicando molto spazio alla vertenza; tra le tante:
il riformista, liberonews, repubblica.

Chiediamo a tutti di fare quello che possono per partecipare alla protesta.


Movimento 5 stelle - Lombardia


by Silvana Carcano - Paderno Dugnano (MI)

L'operazione contro la 'ndrangheta di queste settimane sfociata con la video-ripresa dell'elezione del boss de "La Lombardia", Pino Neri, avvenuta nel Centro di aggregazione Falcone-Borsellino, nel mio Comune, vicino a casa mia, suscita in me differenti sentimenti, anche opposti tra di loro. Il primo è di grande soddisfazione e riconoscimento per il lavoro dei veri "eroi" italiani, magistrati e forze dell'ordine non corrotti, che ogni giorno rischiano la loro vita per difendere questo nostro sgangherato Paese. Poi emerge e prevale il sentimento della rabbia per l'ipocrita sorpresa e le dichiarazioni della classe politica che dice "io non sapevo", "quello proprio non lo conoscevo", "tutto ciò qui è incredibile", e la nausea per tutti quei cittadini che si svegliano inorriditi e increduli per quello che sta succedendo a Paderno Dugnano. Il nostro Comune è solo salito agli onori della cronaca per quest'ultimo summit mafioso, ma da anni il loro lavorio era continuo e imperterrito; la Lombardia, grazie anche all'Expo 2015, è diventata la base strategica degli affari criminali, la scena era a noi rubata da comuni limitrofi come Desio, Limbiate, Varedo, o da altri a sud di Milano. La criminalità organizzata si sapeva operare già in tutta la Lombardia da anni. Solo per fare degli esempi, non ho sentito nessun grido di protesta quando Ponzoni operava già in maniera illecita a Desio, nessuno si è indignato quando a Buccinasco le famiglie Papalia e Barbaro commettevano ogni abuso edilizio grazie a frequentazioni compromettenti, nessuno si è preoccupato di dare un significato all'accoltellamento a Besnate del capo ufficio tecnico del Comune, o dell'incendio dell'autovettura di un dirigente comunale a Lonate Pozzolo. Le infiltrazioni mafiose per il controllo dell'Expo 2015 sono sempre state raccontate e denunciate da giornalisti seri eppure ricordo bene, a titolo di esempio, ad un confronto politico in vista delle regionali 2010, come risposero, diversamente da me, Arianna Cavicchioli (PD, ex Sindaco di Rho) e Francesco Pappalardo (UDC): l'Expo 2015, una grande occasione da dover sfruttare! Per noi invece l'Expo 2015 assume un solo significato: una grande occasione per la 'ndrangheta che non vuole rimanere fuori dagli appalti dell'Expo e per questo infittisce gli incontri e i rapporti con imprenditori e politici.

Quello che provo in questi giorni non è quindi sorpresa, ma solo rabbia. Da anni l'Italia, la Lombardia, i singoli Comuni raccontano di un declino inesorabile verso l'illegalità "istituzionalizzata": perché allora l'incredulità delle istituzioni e dei cittadini padernesi? Credere di vivere in un'oasi felice, inattaccabile e ancora roccaforte di valori morali e civili è impensabile, è da irresponsabili, da persone patologicamente ingenue, o in malafede o, infine, da rane bollite lentamente. La partecipazione cittadina alle manifestazioni di fine luglio cosa rappresenta? il risveglio del popolo che da anni si ritrova in coma assistito, messo a riposo dal valium televisivo, allentato nella spinta morale che non ha più riflessi, intorpidito da anni di disimpegno? Ma è corretto alzare le antenne quando il pericolo è così vicino a noi da non poterlo più evitare? Ed è stato moralmente accettabile il silenzio quando il pericolo attanagliava apparentemente solo i vicini di casa, come se la mafia si fermasse al cartello che segnala l'ingresso in Paderno Dugnano?

Non offre né consolazione né sollievo il sapere che "noi l'avevamo sempre sostenuto", che facevamo nostre le informazioni che ormai da anni circolavano ed erano disponibili grazie a libri coraggiosi e ad articoli temerari. Abbiamo urlato contro i funzionari di Stato che sostenevano, in maniera irresponsabile, che "a Milano la mafia non esiste" (il Prefetto di Milano!). Abbiamo urlato e manifestato contro i politici che non hanno voluto la Commissione cittadina antimafia che controllasse sugli appalti dell'Expo 2015 (Il Sindaco e la maggioranza a Milano!).

Abbiamo costruito un programma elettorale con un capitolo specifico per la lotta alla criminalità organizzata.

Ma serve a qualcosa tutto ciò?

Quanti hanno seguito le lezioni offerte gratuitamente, al maggior numero di cittadini possibile, con la nostra diretta streaming del corso tenuto anche da Nando Dalla Chiesa dal titolo "Le organizzazioni mafiose a Milano e in Lombardia", corso promosso dalla Scuola "A. Caponnetto" in collaborazione con Libera, per diffondere la conoscenza di quanto stava accadendo in Lombardia? No, "tutta roba che da noi non esiste", sostenevano i più, sbeffeggiandoci.

Abbiamo ripetuto all'infinito i legami esistenti tra politica, criminalità organizzata e gestione dei rifiuti (discariche e inceneritori in prima fila).

Abbiamo agito anche con piccoli progetti locali chiedendo, ad esempio, a marzo ad alcune scuole padernesi (a Palazzolo in particolare) di onorare la 'Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia' con attività ludico/formative (che "Libera" mette a disposizione sul sito) per diffondere concetti di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Ma anche questa iniziativa non ha suscitato alcun interesse: tematiche che non ci riguardano, vero? I soliti grillini esagerati e pessimisti, vero?

Non offre sollievo perché ciò che continuo a vedere è ciò che la criminalità organizzata vuole ottenere: silenzio, gente che dorme, un popolo mantenuto in coma, persone credulone, con riflessi morali e capacità critiche allentati, spenti, annullati. Così da poter agire indisturbata. Ed è corresponsabile chi sostiene che libri, testi, articoli anti mafia danneggiano il nostro Paese, rovinandone la reputazione. Ormai anche i muri sanno che la criminalità organizzata si combatte con l'educazione, con le parole, con gli occhi aperti, con le denunce, con l'informazione.

Provo rabbia perché da anni non possiamo più essere considerati un Paese normale. Sì, perché un Paese normale avrebbe già da tempo dato lettura macro di ogni singolo avvenimento ancorché locale come quello padernese. E la cittadinanza ne avrebbe preso le conseguenze in termini elettorali. Sì, perché l'Italia, è bene ricordarlo, è il Paese in cui il Presidente del Consiglio ha in corso due processi (uno per frode fiscale e appropriazione indebita e l'altro per corruzione giudiziaria), alcune prescrizioni, reati depenalizzati, amnistie, insufficienze di prove, viene nominato da pentiti che trattano il periodo 1992-1993; l'Italia è il Paese che ha tra i suoi parlamentari Dell'Utri, condannato anche in appello per concorso esterno in associazione mafiosa, ora indagato per associazione segreta (P3, violazione della legge Anselmi), che inneggia a un boss mafioso pluriomicida come ad un eroe; l'Italia è il Paese che ha avuto un indagato per camorra, Cosentino, come Sottosegretario all'Economia, è il Paese che ha cercato di sistemare Marra e Miller in punti strategici del sistema giudiziario e che ha invece ingiustamente allontanato dai loro posti De Magistris, la Forleo, Nuzzi, Verasani e Apicella; l'Italia è il Paese che ha come coordinatore del partito di maggioranza, il PDL, Verdini, indagato per corruzione e associazione segreta, ha come Ministri Matteoli e Fitto, sotto processo rispettivamente per favoreggiamento e corruzione, ha come Capo della Protezione Civile, Bertolaso, indagato, Brancher imputato, ed altri ancora, l'elenco sarebbe troppo lungo; l'Italia è il Paese che ha mandato in Parlamento Europeo degli indagati di dubbio profilo etico (Mastella) e dei condannati (Patriciello, condannato in Cassazione a quattro mesi per un finanziamento illecito e nel giugno 2010 condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione per truffa aggravata in concorso, abuso d'ufficio e malversazione ai danni dello Stato, Borghezio, condannato in Cassazione nel 2005 per l'incendio scoppiato presso i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino, Bonsignore, condannato, con sentenza passata in giudicato, a 2 anni definitivi per tentata corruzione); il comune di Milano è in mano alla Moratti, indagata per smog e abuso, alcuni governatori regionali sono indagati, a partire dal nostro Formigoni (indagato per smog e ora il suo nome circola nel giro di chi ha chiesto favori alla P3 per riammettere la lista Formigoni esclusa dalle scorse regionali), ma anche il governatore siciliano Lombardo (indagato per mafia e abuso), Scopelliti , governatore della Calabria (nel novembre 2009 condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l'erario per 1.300.000 euro e di recente beccato a cena con un boss mafioso); per non parlare di Cuffaro (UDC) condannato anche in appello per favoreggiamento mafioso. Senza entrare nell'infinito elenco di indagati, condannati, sotto processo tra imprenditori, faccendieri, funzionari pubblici.

Insomma, un quadro italiano che dovrebbe far rizzare i capelli in testa ad ogni italiano "sano di mente", indipendentemente dalle ideologie politiche, che dovrebbe indignare da anni chiunque non sia ormai lobotomizzato. Un quadro che invece continua a non scandalizzare e a non influenzare le linee politiche dei partiti o le scelte elettorali dei cittadini.

Ecco perché provo rabbia. Chissà se viene prima l'uovo o la gallina, se gli italiani si meritano i politici che hanno o se i politici sono lo specchio degli italiani.

Mi auguro che questa nuova espressione padernese di "sorpresa" e di "indignazione" non rimanga ad un livello di superficialità e che non sia solo un'espressione temporanea e passeggera, per poi tornare alla realtà del silenzio e del coma abituale. Perché il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine sia efficace è necessaria una cultura cittadina differente, che rifiuta i favoritismi, il clientelismo, le frequentazioni compromettenti in cambio di benefici personali. Possiamo garantire lunga vita alla criminalità organizzata anche senza arrivare a commettere reati esplicitamente criminali, ma semplicemente rifiutando di agire nella trasparenza, chiudendo gli occhi, accettando e non denunciando situazioni opache.

Il Movimento 5 Stelle continuerà a fare la sua parte, continuerà a chiedere alla Commissione Parlamentare perché la nostra proposta di legge ad iniziativa popolare depositata quasi 3 anni fa sia ancora "dormiente" nelle stanze del potere. La nostra proposta, depositata con il giusto numero di firme di cittadini italiani, chiede:

* che in Parlamento non possano sedere condannati, indagati, processati
* che si imponga il limite dei due mandati elettorali per poi tornare alla propria professione (più anni al potere, più leggi ad castam e meno democrazia)
* che si possa votare direttamente l'eletto (no alla cooptazione come avviene oggi)

La Commissione è OBBLIGATA a trasformare questa proposta in legge ad iniziativa popolare, ma sa bene che l'effetto sarebbe lo svuotamento del Parlamento italiano pieno oggi di mele marce. Ma noi abbiamo buona memoria e continueremo a denunciare che la Commissione Parlamentare non esegue quanto il popolo sovrano (?) gli ha legittimamente chiesto di scrivere.

Se la Commissione facesse il proprio lavoro, l'Italia taglierebbe tanti ponti mafiosi e indebolirebbe la Casta che oggi controlla irresponsabilmente il nostro Paese; se la Commissione facesse il proprio lavoro la politica tornerebbe in mano a chi vuole il bene comune e non quello personale, approvando solo leggi ad personam, dimenticando la povertà, le difficoltà e le crisi che tutti gli italiani subiscono in maniera umiliante; se la Commissione facesse il proprio lavoro sarebbe necessario ripartire da zero e sarebbe l'unico modo per riprovare a ricostruire l'Italia democratica, oggi sconfitta.

Loro non molleranno mai. Noi neppure.