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E' a questo punto dell'anno, come di consueto, che il Consiglio Regionale decide come integrare o adattare gli investimenti regionali deliberati nella seduta di bilancio di inizio anno. Inoltre l'intesa Stato-Regioni prevede la possibilità di beneficiare di alcuni vantaggi, ovvero di maggiori possibilità di spesa, a condizione che venga realizzato un ammontare minimo di investimenti aggiuntivi per importi pari a 53 milioni nel 2017 e a 58 milioni nel biennio successivo. Il 28 luglio si discuterà quindi in aula l'assestamento al bilancio regionale 2017-2019, e sono proprio questi fondi aggiuntivi, su cui Maroni non ha ancora messo le mani, che vogliamo arrivino direttamente ai comuni lombardi. Il M5S ritiene che gli interventi più urgenti non siano le grandi opere sui cui questa giunta continua a puntare, e dove questi fondi rischiano di finire, ma i piccoli interventi nei nostri comuni, problematiche e situazioni difficili che con cui la cittadinanza si scontra ogni giorno. Per questo chiediamo direttamente a voi cittadini quali sono le opere che ritenete più urgenti nelle seguenti aree di intervento: scuole, bonifiche amianto, infrastrutture, edilizia pubblica, barriere architettoniche. Aspettiamo al più presto le vostre istanze, che verranno raccolte dai consiglieri regionali per il territorio di riferimento e presentate nell'assestamento al bilancio. Potete mandare le vostre segnalazioni all'indirizzo email condivisione.m5slombardia@gmail.com, oppure scrivendoci un messaggio alla nostra pagina Facebook, entro e non oltre il 10 luglio, avendo cura di indicare il comune oggetto della richiesta, e i dati di contatto.

I portavoce del M5S Lombardia

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Sabato 6 maggio farà tappa a Bergamo "Ora tocca a noi", il tour in quattro appuntamenti del M5S Lombardia per sollecitare il dibattito sulle politiche regionali e raccogliere istanze che saranno valutate nell'elaborazione del programma elettorale per le prossime elezioni regionali del M5S Lombardia

La tappa di Bergamo affronterà temi legati alle politiche sanitarie regionali, al reddito di cittadinanza e alle politiche di rilancio e sostegno dei territori montani.
L'appuntamento è alle ore 10 presso la Casa del Giovane - Opera Diocesana Patronato San Vincenzo in Via Mauro Gavezzeni 13 (La location è raggiungibile in pochi minuti dalla stazione ferroviaria).

Nel corso dei lavori, dopo un'introduzione, i portavoce Regionali del M5S Dario Violi e Paola Macchi relazioneranno l'assemblea sul lavoro svolto in Consiglio regionale dal Movimento e sugli obiettivi più generali delle politiche sanitarie. Sarà poi affrontato il tema delle linee guida nazionali del Programma Sanità del M5S. Seguirà poi un intervento sul tema della Prevenzione e dei diversi modelli sanitari del Dottor Alberto Donzelli e una relazione sull'Edilizia Pubblica Residenziale in Lombardia della portavoce regionale del M5S Lombardia Iolanda Nanni. Dalle 14 alle 16.30 infine, si riuniranno i tavoli di lavoro.
Ingresso libero e gratuito. Si invita a confermare la partecipazione tramite l'EVENTO FACEBOOK.

Servono le tue idee e la tua partecipazione. Diamo ai cittadini una Buona Regione per votare 5 Stelle alle prossime elezioni regionali. Mettiamo in campo tutte le competenze, l'esperienza maturata fino a qui e l'intelligenza collettiva di un Movimento che oggi è pronto a governare la Lombardia.

Tutte le informazioni sul sito web dell'iniziativa

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Incomincerà l'1 aprile prossimo, con la tappa di Mantova, "Ora tocca a noi", quattro appuntamenti, organizzati in Lombardia per raccogliere contributi e idee per la costruzione del programma elettorale condiviso del M5S per le prossime elezioni regionali. L'appuntamento di Mantova, sabato 1 aprile al Centro Culturale San Giorgio affronterà, in chiave regionale, i temi legati all'Ambiente, all'Agricoltura e all'Energia. Nel corso dei lavori, dopo una breve introduzione, sarà presentato, dai portavoce regionali Gianmarco Corbetta, Andrea Fiasconaro e Giampietro Maccabiani lo studio per il Piano Energetico Regionale M5S e per il Piano Regionale M5S per l'Economia Circolare. Seguirà un intervento sul tema dell'Agricoltura di un consulente ambientale esperto in pianificazione integrata del territorio e di un imprenditore agricolo. Dalle 15 alle 17 infine, si riuniranno i tavoli di lavoro.

Ingresso libero e gratuito. Si invita a confermare la partecipazione tramite l'EVENTO FACEBOOK.

Cinque anni di lavoro intenso nelle istituzioni hanno portato il Movimento 5 Stelle a ottenere importanti risultati: dallo stop agli inceneritori alla nuova legge antimafia, dal taglio dei vitalizi al finanziamento dei contratti di solidarietà per dare ossigeno alle piccole e medie imprese. E ancora importanti interventi sull'ambiente, l'edilizia pubblica, i trasporti, la trasparenza, il consumo di suolo. Senza dimenticare le manifestazioni e le denunce per portare alla luce scandali e sprechi di denaro pubblico: Expo, assunzioni illecite, appalti truccati, spese pazze.Eventi che hanno portato anche ad arresti di figure chiave della politica lombarda. Tutto questo però non basta. Se siamo riusciti a fare molto stando all'opposizione, ora è tempo di dimostrare come può cambiare la nostra Regione con un governo a 5 Stelle. Tutti siamo chiamati a dare un contributo perché questo accada: ora tocca a noi! Tocca a noi governare la Regione, ma prima ancora tocca a noi, a tutti gli attivisti e cittadini lombardi, decidere quali sono le priorità e gli obiettivi da perseguire. Tocca a noi incontrarci e sviluppare la nostra idea di Lombardia a 5 Stelle!

Quattro appuntamenti:

1 APRILE-MANTOVA

Energia
Ambiente
Agricoltura

6 MAGGIO-BERGAMO

Sanità
Edilizia pubblica
Reddito di cittadinanza

8 LUGLIO-BRESCIA

Trasporti Infrastrutture
Consumo di suolo
Anticorruzione Antimafia
Società partecipate

16 SETTEMBRE-MILANO

Sviluppo economico Imprese
Lavoro Formazione
Istruzione Cultura

Questa mattina in Commissione Ambiente al Pirellone c'è stato un incontro con gli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura Claudia Terzi e Gianni Fava. Il tema era lo spandimento di fanghi da depurazione civile e industriale sui suoli agricoli. L'audizione non ha risolto questioni che rimangono aperte e problematiche come i forti odori legati agli spandimenti, i rischi di contaminazione dei suoli, del sottosuolo e delle falde acquifere (peraltro già inquinate) oppure come la grande quantità di fanghi importati da fuori regione (400 mila tonnellate all'anno di cui 15 mila in provincia di Mantova). Su questo punto l'assessore Fava ha dichiarato che può essere aperto un ragionamento sulla qualità dei fanghi importati e ciò sarebbe veramente il minimo dato che la provenienza di questi fanghi alle volte è da luoghi con forti contaminazioni (si pensi per esempio al Veneto e alle contaminazioni da PFAS). Interessante il dato esposto riguardo l'apporto di azoto di cui hanno bisogno i nostri campi: 180 mila ton equivalenti anno di cui solo 3 mila ton derivano dai fanghi quindi l'apporto di nutrienti al nostro terreno è parecchio limitato. Unica nota positiva dell'incontro è stata l'apertura e la disponibilità da parte degli assessori ad affiancare i comuni e le provincie nella formazione degli agenti di polizia locale, che dovranno mettere in atto i  controlli su chi spande applicando le delibere regionali ed anche i regolamenti comunali vigenti o in corso di redazione, come sta avvenendo in molti comuni della provincia di Mantova. Avere il supporto della regione per rendere più capillari ed efficaci i controlli di competenza delle provincie e degli enti locali sicuramente sarà di aiuto. Ora si passi dalle intenzioni ai fatti.

Andrea Fiasconaro - Consigliere regional del M5S Lombardia.

Eravamo rimasti all'approvazione, da parte del consiglio regionale, di una mia proposta in materia di smaltimento di amianto dagli edifici scolastici. Insomma, il più sembrava fatto, ma da allora nessuna buona nuova. Tutto è rimasto immobile. Ma facciamo un passo indietro: dagli atti dell'anagrafe dell'edilizia scolastica si stimano circa 886 edifici con la presenza di amianto in Lombardia. Seppur in tutti gli edifici l'amianto è in sicurezza va in ogni caso rimosso. Esiste un fondo di rotazione per l'edilizia scolastica, in cui attualmente ci sono circa 14 milioni di euro. Questo fondo si autoalimenta con le restituzioni periodiche dei prestiti agevolati per gli interventi. La mia proposta, approvata dal consiglio regionale, è stata quella di dare priorità di finanziamento a quei progetti che prevedessero interventi di smaltimento di amianto nelle 800 scuole censite. Il mio intento era quello di attivare il fondo, dando la priorità dello smaltimento in modo da finanziare le scuole che avessero i progetti pronti e utilizzare nel modo più efficace quei 14 milioni di euro. Tutto questo è avvenuto nel settembre 2016, stando a quanto stabilito entro fine 2016 doveva essere deliberato l'avviso di apertura del bando per dare tempo agli enti pubblici di organizzarsi con i progetti: ad oggi invece, e siamo già a febbraio 2017, nulla è stato ancora deliberato. Con una nuova interrogazione ho chiesto di sapere come mai non sia stato dato seguito a quanto stabilito e quali tempistiche siano previste. Non possiamo aspettare oltre, i soldi ci sono: utilizziamoli per smaltire l'amianto"".

Andrea FiasconaroConsigliere del M5S Lombardia.

La competenza e il merito in Regione Lombardia sono un miraggio. In vista della nuova nomina ad amministratore unico di Infrastrutture Lombarde (LISpa), l'imponente società partecipata che gestisce infrastrutture milionarie, già nell'occhio del ciclone dopo l'arresto nel 2014 dell'ex direttore generale Rognoni per truffa e turbativa d'asta, i partiti tramano e si accordano per decidere a chi tocca il giocattolo. Così mentre la Lega pare soddisfatta per la scelta dei vertici di Lombardia Informatica e Finlombarda, LISpa è la fetta di torta che spetta a Forza Italia, che infatti candida cinque uomini di fiducia, compreso l'architetto di Paolo Berlusconi, autore del fallimentare progetto della Cascinazza a Monza e già sottosegretario regionale alla moda con Formigoni. Un ennesimo valzer di poltrone che si balla su un pavimento sconnesso, quello di una una maggioranza che fa più acqua che proposte, e non è un segreto che le dinamiche elettorali nazionali allettano strategicamente anche Maroni, che vorrebbe approfittare delle spaccature nei moderati di Forza Italia e Lombardia Popolare, per serrare le fila, con lui al comando, contando su un appoggio elettorale che lui immagina forte. Ma Maroni, alle prese anche con il processo che lo vede imputato per le presunte pressioni esercitate sui vertici Expo allo scopo di favorire una sua ex collaboratrice, non fa i conti con i cittadini. I cittadini sono stanchi della logica della poltrona, che ha portato a una stagione di scandali e gestioni dissennate nell'ultima amministrazione regionale (Mantovani, Rizzi, Aler Milano, Rognoni) in perfetta continuità con quella precedente di Formigoni, recentemente condannato a 6 anni per corruzione nella vicenda della Fondazione Maugeri. E' un film horror quello della Lombardia degli ultimi 20 anni, eppure proseguono ancora sulla linea della nomina politica in enti strategici. Perché finché c'è poltrona c'è... speranza per i partiti di addomesticare e coltivare i propri bacini di voto. Ed è qui che bisogna mandare in corto circuito un sistema malato che non fa gli interessi dei cittadini. Ancora una volta il M5S si oppone fermamente a questa operazione e a tutte le nomine "politiche": merito e competenza sono le uniche garanzie che chiediamo! In una regione a 5 stelle nessun amministratore si sentirà mai in dovere di chiudere un occhio o assecondare un interesse che no sia il bene della comunità. E' ora di togliere il giocattolo ai partiti.

 

ALER Milano, l'Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale della provincia di Milano, è un cumulo di macerie. Decenni di gestione dissennata, folle, hanno portato a un disastro di dimensioni epocali che ha pochi precedenti nella storia della pubblica amministrazione. Formigoni ha seminato, Maroni ha continuato a innaffiare la pianta marcia, perseverando nel gestire come poltronificio della politica un ente che ha accumulato un debito di mezzo miliardo di euro, a scapito dei più poveri in primis, e di tutta la comunità poi. Il conto è salato, ed è ora che a pagarlo siano i responsabili, per ripristinare un diritto che in Lombardia è stato demolito, il diritto alla casa. Questa mattina ho depositato presso la Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano un esposto, frutto di due anni di lavoro del M5S, con scritto nero su bianco tutti gli scempi gestionali di ALER Milano, a partire dai mutui milionari e le ipoteche accese su interi quartieri di Milano con l'obiettivo dichiarato investire i soldi nella riqualifica degli alloggi, usati in realtà per nascondere i buchi di bilancio e coprire le spese correnti dell'ente (stipendi, costi di gestioni, etc.). Un circolo vizioso senza fine: più il rosso aumentava, più l'ente si indebitava per rimanere a galla, più le condizioni degli alloggi peggioravano, contribuendo anche ad alimentare le tensioni nei quartieri popolari. Oltre 250 milioni di garanzie ipotecarie prestate. Immaginate quale sarebbe il destino degli inquilini che non sanno di vivere in alloggi ipotecati, se gli immobili ALER finissero nelle mani delle banche. Ma non solo, ci domandiamo che fine hanno fatto i 300 milioni di euro fra mutui, contratti derivati e conti correnti ipotecari richiesti alle banche, e fagocitati dal buco nero di ALER Milano e dalle sue "scatole cinesi", prima fra tutte ASSET, controllata al 100% da ALER Milano, tramite la quale si avviavano operazioni immobiliari improbabili e fallimentari, come quella di Pieve Emanuele e di Garbagnate, che hanno generato un'ulteriore esposizione finanziaria per altri 150 milioni di euro. Le Giunte regionali che si sono susseguite sono riuscite nell'impresa di demolire un patrimonio catastale di 5 miliardi di euro, invece di sfruttarlo e riqualificarlo per migliorare la vita dei cittadini più poveri. 72 mila unità immobiliari, distribuite su Milano città e su 134 comuni della Città Metropolitana, in cui alloggiano circa 105 mila inquilini. Inquilini a cui troppe volte è stata addossata la colpa dei debiti di Aler, quando invece sono gli amministratori in giacca e cravatta che siedono a Palazzo Lombardia ad avere le mani sporche. L'ente è affondato, e con lui, la politica sociale di Regione Lombardia che doveva tutelare i più deboli, garantire loro un tetto sotto il quale vivere dignitosamente. Ci auguriamo che, nell'interesse dei cittadini, venga aperto un fascicolo d'indagini al più presto, per chiarire le responsabilità amministrative, contabili ed erariali e per la mala gestione. I lombardi pagheranno un conto salatissimo, perché il debito prima o poi dovrà essere saldato, ma ora che la Corte dei Conti ha in mano tutte le carte, i cittadini sapranno anche chi dovranno ringraziare.

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Il consigliere regionale Luca Daniel Ferrazzi, ex assessore all'agricolltura della giunta Formigoni, è stato condannato insieme all'ex assessore alla casa ed altri tre ex consiglieri regionali per aver fatto pagare alla Regione consulenze false! Ferrazzi, ora Lista Maroni, prima An poi transitato nel Pdl, è attualmente il presidente della Commissione cultura al Pirellone. Ferrazzi, dopo Rizzi, è il secondo consigliere e presidente di Commissione regionale (Cultura e Istruzione ) condannato in Lombardia, un bel record per questa consiliatura che continua a collezionare indagati e condannati nelle file della maggioranza. Le scope di Maroni sono la più grande fake news di questa legislatura regionale. A questo punto si applichi immediatamente al consigliere Ferrazzi la Legge Severino che prevede la sospensione da consigliere regionale e la decadenza immediata dalla sua carica di Presidente di Commissione Cultura. Certo è che se si fosse applicato il codice etico del Movimento 5 Stelle, il consigliere si sarebbe dovuto dimettere immediatamente!

Iolanda Nanni - Capogruppo del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia ha chiesto un'audizione urgente con l'Assessore Garavaglia, l'Assessore Aprea e tutti i Presidenti delle Province sul tema dell'erogazione dei fondi per gli assistenti scolastici alla comunicazione per i disabili sensoriali, per verificare quale sia stato il seguito della mozione urgente del M5S (approvata all'unanimità dal Consiglio regionale il 10 gennaio scorso) che impegna la Giunta a stanziare le risorse necessarie a garantire questo servizio. La richiesta segue la denuncia del mancato arrivo dei fondi della Dirigente scolastica Elvira Ferrandino sulle pagine de "Il Giorno Milano" e le segnalazioni dell'Ente Nazionale Sordi.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta ad attivarsi urgentemente perché siano garantiti alle scuole lombarde i fondi necessari all'inclusione scolastica degli studenti disabili sensoriali. Abbiamo avuto verbalmente garanzie dallo stesso Assessore Garavaglia che è stata data disponibilità di questi fondi alla Città metropolitana. Concretamente, i fondi non sono ancora arrivati alle scuole. Con questa audizione vogliamo quindi chiarire a che livello sua il blocco che impedirà ai ragazzi di avere un diritto sancito dalla Costituzione. Ribadiamo però l'assurdità di dover continuamente intervenire perché non ci siano discriminazioni verso le persone disabili. Gli enti devono imparare a comunicare e a snellire le pratiche".

LA GIUNTA SE NE LAVA LA MANI COME PONZIO PILATO ED EMANA UN DOCUMENTO PRESSOCHE' INUTILE

In commissione agricoltura è stato dato il parere alle linee guida che la Giunta ha emanato per "guidare" (secondo loro) gli enti gestori delle aree protette nel processo di accorpamento e integrazione previsto dalla legge regionale.
Noi abbiamo dato parere contrario poiché quel documento è solo un resoconto dello stato attuale delle aree protette e non dà alcuna indicazione agli enti gestori su come dovranno accorparsi e integrarsi. Solo dati, nessuna linea guida, nessuna visione regionale, nessun indirizzo.
Come già durante la discussione del progetto di legge in commissione, è evidente che la Regione non vuole (o non può?) mettere becco nella riorganizzazione delle aree protette, lascia tutto nelle mani degli enti gestori. Rischiando così che il processo di riorganizzazione non segua fini ambientali e di efficientamento delle risorse, ma logiche di potere e partitiche all'interno del mondo degli enti gestori. Che ci sta a fare un assessore se non indica niente? Chi realmente determina la politica regionale in questo settore?

Giampietro Maccabiani, Silvana Carcano

La Commissione regionale Ambiente e Protezione civile ha approvato oggi una proposta di risoluzione del Movimento 5 Stelle che chiede più risorse e attenzione per i Piani di Emergenza Comunale: lo strumento che consente alle autorità territoriali di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un'area a rischio nell'eventualità di una qualsiasi calamità. La proposta  è nata dopo una visita della Commissione alla sala operativa regionale della Protezione Civile. In quella sede sono emersi ragionamenti riguardo l'importanza dei Piani di Emergenza Comunale e il fatto che per essere veramente efficaci devono essere costantemente aggiornati e resi noti alla popolazione. Non dimentichiamoci che circa il 10% dei Comuni lombardi ci risulta non abbia ancora adottato un piano di emergenza nonostante l'obbligo di legge. Consideriamo, inoltre, la delicatezza del nostro territorio e le numerose fonti di pericolo ed emergenza che interessano i nostri Comuni: rischio sismico, rischio idrogeologico, rischio legato alla presenza di industrie sotto direttiva Seveso (rischio incidente rilevante) solo per citare alcuni esempi. Da qui lo scopo della Risoluzione che punta sia a sensibilizzare i Comuni a prevedere una pianificazione di emergenza efficace, sia a impegnare Regione a finanziare bandi con premialità per i Comuni che hanno adottato i Piani che siano di qualità ed efficaci, sia a valutare l'opportunità per Regione Lombardia di diventare Ente supervisore, per verificare efficacia e aggiornamento dei Piani anche attraverso una esplicita interazione fra i Piani e i PGT. Sono molto soddisfatto dell'approvazione di questa risoluzione, mi auguro venga approvata anche in Consiglio al più presto, così da poter continuare a garantire ai nostri Comuni supporto per scrivere i Piani e per quelli virtuosi anche qualche contributo economico. La sicurezza dei nostri cittadini deve essere sempre al meglio tutelata e al centro delle politiche degli enti locali.

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Raccogliendo la mobilitazione del territorio e le legittime preoccupazioni dei cittadini mi ero permesso, più di un anno fa, di interessare direttamente l'Assessore Terzi sul destino della ex Cava Pirossina. Una mia recente interrogazione sul tema ha trovato risposta solo oggi, risposta che però non trovo del tutto soddisfacente nel senso che, di fatto, è un rimando alla provincia e quindi un ulteriore allungamento dei tempi. Il colloquio odierno tra il presidente della provincia Morselli e l'assessore Terzi, a quanto pare ha avuto un esito che va nella direzione di risolvere la questione aperta da più di un anno: Morselli dovrà concretarsi con gli alti attori coinvolti per trovare una quadra che consenta all'area dell'ex cava Pirossina di rimanere escludente per l'insediamento di discariche come previsto nella vecchia pianificazione provinciale. Penso che sia trascorso fin troppo tempo e che sia arrivato il momento di dare ai cittadini risposte definitive. Tecnicamente il criterio escludente può essere applicato considerando un area sito-specifica che comprenda anche il territorio di Castiglione e la ex Cava, alla luce del progetto di realizzare un campo pozzi per l'acqua potabile che prenderà l'acqua dalla stessa falda superficiale su cui insiste la Pirossina. E' evidente che questo è l'unico modo per tutelare quel territorio e per evitare che i progetti di discariche che aleggiano da decenni sul luogo si possano realizzare.  Mi sembra che sia trascorso fin troppo tempo: i cittadini si aspettano che la questione venga chiusa definitivamente. Ricordo che la vulnerabilità delle falde superficiali e delle zone di ricarica degli acquiferi profondi dell'Alto mantovano imporrebbe di essere molto più celeri nel tutelare quella zona, regione e provincia hanno tergiversato fin troppo.

Andrea Fiasconaro, consigliere M5S Lombardia.

Il Premio Rosa Camuna di Regione Lombardia viene assegnato a tutti coloro che si distinguono nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia e che sono riconosciuti pubblicamente per l'impegno, l'operosità, la creatività. Aiutateci a trovare persone e realtà meritevoli che hanno dato valore alla nostra regione: non permettiamo che a ricevere questi premi siano sempre gli amici degli amici, cambiamo le regole del gioco e premiamo il merito! Potete mandare le vostre segnalazioni, con relativi riferimenti e descrizione, a segreteria@lombardia5stelle.it  

La Vigevano-Malpensa non se ne deve fare nulla! Il M5S sin da subito si è opposto a tutti i livelli istituzionali alla costruzione di questa superstrada che sarebbe un ennesimo spreco di risorse pubbliche oltre che costituire un danno irreparabile ai nostri territori a vocazione agricola. Il territorio non la vuole, i Comitati ambientalisti e le numerose imprese agricole situate sulla tratta non la vogliono, e non per pregiudizio, ma per fondate ragioni: la superstrada comprometterebbe in maniera irreversibile le aree comprese fra Parco del Ticino e Parco Sud e non risolverebbe comunque i problemi logistici del nostro territorio. Anche per questa superstrada, come per tutte le grandi infrastrutture care a Maroni, come Pedemontana, Bre.be.mi, o Broni-Mortara, manca totalmente uno studio serio ed attuale che dimostri il rapporto costi/benefici per i territori. La Giunta Maroni deve smetterla di investire le già risicate risorse regionali che abbiamo a disposizione per il trasporto su queste infrastrutture inutili. Regione Lombardia ha già buttato dalla finestra 60milioni di Euro dei contribuenti per un'autostrada i cui costi dovevano essere integralmente a carico del privato. Quei 60milioni di euro potevano essere investiti sul raddoppio ferroviario della Mortara-Milano e per la manutenzione della viabilità esistente. Forse Maroni e Garavaglia non conoscono i nostri territori e non si è accorto che è finita l'era delle speculazioni e delle colate di cemento, ed è finito il tempo di prendere in giro i cittadini sprecando danaro pubblico in progetti che sono già falliti in partenza. Regione Lombardia si attivi piuttosto per stanziare risorse sui nostri ponti e sul trasporto pubblico e la smetta di far passare infrastrutture come la Vigevano-Malpensa come prioritarie per il territorio.

Iolanda Nanni - Capogruppo M5S in Regione Lombardia


In Consiglio Regionale è stato votato il progetto di legge su bullismo e cyberbullismo per prevenire questi fenomeni, sensibilizzare i più giovani e mettere in rete le buone pratiche. Abbiamo contribuito in maniera importante a questa legge. Verrà istituita una Consulta regionale che coordinerà e ottimizzerà le iniziative proposte da scuole, famiglie e istituzioni per contrastare questi comportamenti violenti. Un esperto del web e un rappresentante del mondo accademico farà parte di questa Consulta, i soggetti chiamati a fare prevenzione nelle scuole dovranno esibire adeguate certificazioni come il certificato penale antipedofilia, la Lombardia organizzerà una campagna di comunicazione con un minisito dedicato, parteciperà a progetti europei e valuterà il sostegno economico nei procedimenti giudiziari per le vittime di bullismo. Sono queste alcune delle proposte del M5S Lombardia, accolte dal Consiglio regionale, che rendono la legge contro il bullismo e il cyberbullismo più completa e efficace. Siamo soddisfatti ma resta il problema delle risorse troppo scarse. Registriamo infatti che l'aula ha bocciato, oltre ad altri emendamenti del M5S che avrebbero contribuito a rafforzare la legge come il "focus su bullismo omofobico, disabili e stranieri", "l'educazione sessuale per prevenire il fenomeno del sexting", anche la richiesta di incrementare le risorse previste per questa legge da 3o0 a 500 mila euro. Era una legge attesa, come dimostrano i dati del Corecom, quello del cyberbullismo è un fenomeno in costante crescita in Lombardia. La discriminazione dei giovani che sfocia in atti di violenza deve essere contrastata con decisione a tutti i livelli istituzionali.


Andrea Fiasconaro - Portavoce regionale del M5S Lombardia.

Il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione del M5S Lombardia per l'attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l'iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all'inceneritore di Valmadrera.

Il lavoro del tavolo si concentrerà sull'esito:


  1. a) dell'indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall'impianto;

  2. b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento;

  3. c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo - a parità di calore generato - tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell'impianto di incenerimento e d) dell'analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell'inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento. La risoluzione dovrà ora essere sottoposta ad approvazione anche da parte del Consiglio regionale nelle prossime settimane.


Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia e primo firmatario della risoluzione, dichiara: "Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell'impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell'efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti - che arrivano da chissà dove - per riscaldare le case. Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull'idea affiancare l'iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno. Siamo soddisfatti perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l'unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovraccapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche - a parole - dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi".

"Un esperto del web e un rappresentante del mondo accademico farà parte della Consulta regionale sul bullismo e cyber bullismo, i soggetti chiamati a fare prevenzione nelle scuole dovranno esibire adeguate certificazioni come il certificato penale antipedofilia, la Lombardia organizzerà una campagna di comunicazione con un minisito dedicato, parteciperà a progetti europei e valuterà il sostegno economico nei procedimenti giudiziari per le vittime di bullismo. Sono queste alcune delle proposte del M5S Lombardia, accolte dal Consiglio regionale, che rendono la legge contro il bullismo e il cyberbullismo più completa e efficace. Era una legge attesa, la discriminazione dei giovani che sfocia in atti di violenza deve essere contrastata con decisione a tutti i livelli istituzionali", così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Questa legge è ovviamente un buon punto di partenza - continua Fiasconaro - ed è un progetto ambizioso che vuole mettere in rete i progetti di tutti i soggetti interessati: scuole, enti locali e associazioni. Manca alla legge purtroppo, come abbiamo denunciato, un impegno di risorse adeguato laddove 300 mila euro impegnati sono troppo pochi per attuare gli interventi previsti. Il provvedimento non prevede poi, strategie efficaci contro nuove forme di bullismo e di prevenzione del bullismo sessuale in rete. Questo, aggiunto alle forzature nell'iter legislativo, ci costringe, nonostante la condivisione dei contenuti della legge, a non partecipare al voto".

"Prendiamo atto - aggiunge Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia - dell'ennesima occasione persa, avevamo presentato due ordini del giorno, per istituire corsi di educazione sessuale nelle nostre scuole al fine di dare informazioni corrette ai ragazzi educandoli anche al rispetto di genere e di scelte sessuali personali, base indispensabile per evitare i frequenti episodi di bullismo e cyberbullismo a sfondo sessuale che avvengono nelle nostre scuole. La Lombardia continua a voler rimanere indietro, insieme a tutta l'Italia, rispetto a quasi tutti gli altri paesi europei alcuni dei quali hanno istituito l'obbligo dell'educazione sessuale nelle scuole addirittura dagli anni 70".

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, motiva la non partecipazione al voto finale del M5S sul complesso del progetto di legge (ma con voto favorevole ai singoli articoli): "E' evidentemente una legge che ci trova d'accordo. Abbiamo contestato però con fermezza la forzatura sull'iter legislativo: il progetto di legge è infatti stato calendarizzato in Aula senza il parere obbligatorio della Commissione bilancio. Ciò comporta un rischio di censura da parte della Corte dei Conti oltre che una lesione della procedura regolamentare. Un brutto precedente adottato dal Presidente del Consiglio regionale per la fretta di riempire in qualche modo i lavori d'Aula di oggi, aula che altrimenti sarebbe saltata per immobilismo dei lavori nelle Commissioni. Il M5S ha richiesto il rinvio del progetto di legge alla Commissione come un approccio serio alla legge avrebbe previsto. Peraltro la settimana prossima con molta probabilità salterà l'Aula per assenza di provvedimenti da votare e quindi sarebbe bastato far slittare di una sola settimana questo progetto di legge per garantire un iter normativo serio e scrupoloso. Purtroppo non è l'unica volta che in Consiglio si verificano gravi scorrettezze con erronee e discrezionali interpretazioni del Regolamento. In questo caso l'interesse del Presidente del Consiglio regionale era quello di riempire i buchi di un'aula consiliare che non avrebbe avuto altrimenti alcunché da discutere perché le Commissioni dormono, con i presidenti avvitati su se stessi e la maggioranza è troppo impegnata a pensare alle poltrone da spartirsi e alla campagna elettorale, mentre decine di proposte del M5S già bell'e pronte vengono lasciate a prendere polvere".

Il bello della politica è che a volte arrivano delle notizie di fronte alle quali non sai se ridere o piangere. Succede quando le proposte rasentano il ridicolo, come in questo caso, con il presidente di Pedemontana, il buon Tonino Di Pietro, che annuncia le "Pedemontagne"! Pedemontana ha un problema: trasportare la terra rimossa per costruire l'opera costa troppo per le sue misere tasche. E allora che si fa? Ci si inventa le Pedemontagne! Semplice, no? Ecco Di Pietro: "Per evitare il trasporto della terra abbiamo pensato di costruire delle montagnette lungo il tracciato della strada. Si potrebbero realizzare parchi giochi per bambini o cose simili". Insomma delle montagne in pianura, per i bambini, con vista autostrada...  Tutto ciò è fantastico! Quando ho letto delle Pedemontagne a me sono tornati alla mente i vecchi film Amici Miei. Qui siamo di fronte ad un "colpo di genio" degno della banda del Conte Mascetti! "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione." Già che ci siamo suggerisco di fare una Pedemontagna di diossina a Seveso, così risparmiamo anche sui costi della bonifica delle zone inquinate, no? E perché oltre al parco giochi non prevedere anche una pista da sci con annesso impianto di risalita? Basta sprecare tempo e soldi per andare a Champoluc o Ortisei! Caro Tonino, lascia stare le zingarate e torna coi piedi per terra! Non era più serio ammettere, una volta per tutte, che non ci sono le condizioni per proseguire l'opera e che il project financing è totalmente fallito?

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"Stamattina ho provato a raccogliere le firme necessarie per richiedere la discussione della mozione urgente che chiedeva la riapertura immediata del punto nascita di Angera. La risposta dei consiglieri del territorio degli altri gruppi consiliari non è però stata favorevole: hanno ritenuto di dover aspettare il 31 gennaio, data entro la quale l'assessore Gallera si è impegnato a riaprire il reparto di pediatria e il punto nascita di Angera, ormai chiusi dal 5 dicembre dello scorso mese. Se entro quella data , cioè fra una settimana, non verranno riaperti mi hanno assicurato il loro sostegno  per tradurre in azioni concrete quelle che finora sono state solo parole".

Paola Macchi - Consigliere regionale del M5S Lombardia.

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell'Assessore Terzi.

L'Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l'impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l'imposizione di un limite.

Mah... questo ragionamento non regge! Una cosa è l'imposizione di un limite, altra cosa è l'ammodernamento dell'impianto. L'ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l'impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d'impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l'impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall'Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l'inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell'inceneritore!