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Il M5S ha il piacere di invitarvi ad una serata dedicata ad imprenditori, artigiani e giovani start-up.

In un periodo di forte affanno per le imprese locali abbiamo organizzato una serata pensata per aiutare chi è in difficoltà.

Con l'avvocato Marcello Pistilli parleremo di rapporti con le banche e degli strumenti a disposizione degli imprenditori indebitati.
Il Consigliere regionale Stefano Buffagni illustrerà gli strumenti di credito agevolato a disposizione di commercianti, imprenditori e start-up alimentati anche dal taglio degli stipendi dei portavoce del M5S.
Mentre tutti parlano di aiutare le imprese, il 5 Stelle è l'unica forza politica che ci mette i soldi di tasca sua per far ripartire l'economia italiana!

Ci preme ricordare di essere sempre stati attenti alla vicenda dei quadri e del loro innaturale "parcheggio", con il solo ed unico obiettivo di tutelare e salvaguardare un bene della città, sia sotto il profilo artistico che patrimoniale. Grazie al nostro intervento, alle segnalazioni fatte all'ANAC e alla Corte dei Conti, il Comune di Lodi ha dovuto adeguarsi alla legge predisponendo un bando per l'assegnazione del servizio di custodia delle opere d'arte del fu museo civico; un bando che permetterà di risparmiare oltre 2 mila euro al mese. In 3 anni quindi il Comune, grazie al nostro intervento, risparmierà oltre 70 mila euro. In periodi in cui l'ente continua a piangere miseria, ancora una volta abbiamo dimostrato che si possono ottimizzare le spese e liberare risorse per erogare maggiori servizi o, cosa sempre auspicabile, abbassare la pressione fiscale ai contribuenti.

Ora comunicheremo alla corte dei Conti l'esito della gara, in maniera tale da poterla "aiutare" nel definire l'entità del danno erariale qualora dovesse decidere di procedere.
A conti fatti si tratterebbe di oltre 120 mila euro di danno, uno spreco che si sarebbe potuto evitare se il Comune avesse fatto il bando, subito, nel 2010, quando era ovvio che una sede per il museo non si sarebbe potuta realizzare a breve, anziché aspettare il 2017.

Siamo rammaricati che il commissario non abbia preso in considerazione la nostra richiesta di redigere un bando di minor durata, così da non legare le future Amministrazioni per altri 3 anni. Il M5S infatti è già alla ricerca di una soluzione che possa consentire di ospitare le opere del museo, ma a causa della scelta di fare un bando così lungo, chiunque vincerà le elezioni si ritroverà in qualsiasi caso obbligato a sborsare per 3 anni oltre 3 mila euro al mese per la custodia dei quadri, anche se verranno recuperati dal magazzino dell'IVRI. Insomma, dopo 6 anni di totale disinteresse, ora l'ente lega le mani anche a chi verrà dopo. Una chiusura al dialogo che graverà ancora una volta sulle tasche dei cittadini lodigiani.

Ora che è stato appurato che le nostre iniziali preoccupazioni erano fondate, torniamo a chiedere al Comune di adoperarsi per predisporre una verifica sullo stato di conservazione delle opere in tempi brevi. Quei quadri sarebbero dovuti restare in quel magazzino solo per pochi mesi, mentre oramai sono 6 anni che giacciono impacchettati nel cellophane. Questo, come confermato anche dal restauratore Domenico Cretti, potrebbe aver causato dei danni alle opere e per tale motivo chiediamo che vengano subito ispezionate, così da scongiurare questo possibile rischio e nel caso sia necessario, si potrà intervenire per tempo e non rimandare il tutto fra 3 anni, quando potrebbe essere troppo tardi per poter rimediare.

Il disinteresse per la cultura del PD ha già causato un grave danno economico alla città, non vorremmo che anche le opere abbiamo subito un danno.
Il silenzio del Comune è inaccettabile e se non risponderà, saremo costretti a rivolgerci alla soprintendenza chiedendo di intervenire per tutelare le opere in questione.


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Il 24 Luglio scorso, come Movimento 5 Stelle Lodi, abbiamo presentato, un'esposto alla Corte dei Conti per il bar Paesaggio, il chiosco da 60mq costato 300.000 euro e mai aperto a causa delle infiltrazioni d'acqua (galleria fotografica) e di altre innumerevoli difetti di realizzazione.

IL PRIMO ESPOSTO

Da parecchi mesi ci stiamo occupando di questo scandalo Lodigiano e, dopo due sopralluoghi e una richiesta di accesso agli atti, avevamo già preparato un esposto sulle diverse anomalie emerse dallo studio delle carte. In quella versione, contestavamo la mancata esecuzione di diverse opere rispetto a quanto elencato nei progetti esecutivi, tra cui tutta la pavimentazione in parquet, il riscaldamento a pavimento, i pannelli solari, ecc... tutte opere previste a livello progettuale ma che non erano presenti all'interno della struttura.

In gennaio 2015 Abbiamo presentato anche una interrogazione in Consiglio comunale per avere chiarimenti in merito e soprattutto per richiedere alla giunta ed al Sindaco di attivarsi nell'individuare i responsabili dei danni e del malfunzionamento di tutta la struttura.

Nell'ultimo colloquio finale con il dirigente però è stata menzionata una variante di cui però non ci era stato consegnato nulla quando abbiamo fatto la prima richiesta di accesso a tutti gli atti relativi ai lavori per il Bar Paesaggio.

SECONDO ACCESSO AGLI ATTI, SECONDO ESPOSTO E TERZO ACCESSO AGLI ATTI

Il Comune ci aveva fornito le carte più vecchie e non quelle successive contenenti le varianti, per le quali poi abbiamo dovuto attendere ancora decine di giorni. Per finire, alcuni dei documenti fornitici con il secondo accesso non erano copie conformi all'originale, cosicché abbiamo dovuto fare una terza richiesta agli atti per evitare eventuali inconvenienti...

Dallo studio del progetto successivo alla variante è emerso che le opere stralciate avevano comportato un risparmio di circa 80.000 euro sul totale dei lavori, ma che allo stesso tempo erano stati maggiorati i costi di altre voci ed inserite opere alternative che, seppur tecnologicamente inferiori, avevano riportato il costo al valore iniziale.

In questo modo quindi è stato costruito un bar tecnologicamente più povero e con carenze strutturali talmente evidenti da renderlo inagibile, allo stesso prezzo del progetto iniziale !!

Solo per citare gli esempi più curiosi, abbiamo riscontrato ad esempio che la caldaia a pellet era stata sostituita con una tradizionale a gas e che il riscaldamento a pavimento era stato sostituito con uno tradizionale in battuto di cemento. Opere tecnologicamente inferiori (e più economiche) che hanno comportato un peggioramento energetico rispetto ai livelli del primo progetto, ma per le quali non è stata fornita nessuna motivazione circa le motivazioni del cambiamento. Così ad esempio non è stato realizzato l'impianto fotovoltaico, ne tanto meno è stato realizzato l'isolamento termico in "lana vergine di pecora sarda autoctona" (testuali parole dal computometrico).

Inoltre dalle carte in nostro possesso abbiamo visto come questi soldi risparmiati sono stati "spalmati" su altre opere già esistenti nel primo progetto. Dalla tabella comparativa che trovate a fondo pagina, si possono vedere dei bei. Incrementi del 933% per la fornitura la lavorazione e la posa del cemento armato per 4000 euro, maggiorazioni del 573% per il calcestruzzo, ecc...
Abbiamo addirittura trovato che i pannelli riflettenti del soffitto risultano essere stati pagati due volte, con un extracosto di quasi 10.000 euro
Abbiamo quindi chiesto alla Corte dei Conti di fare chiarezza circa questi aumenti.

Costi che inoltre a nostro avviso appaiono abbastanza anomali già di per loro, come il caso dell'operaio impiantistico specializzato che ha lavorato 1537 ore. Ad 8 ore al giorno fanno 192 giorni di lavoro, che per 5 giorni di lavoro alla settimana fanno quasi 7 mesi di lavoro... per 60mq di bar...

Allo stesso modo l'impregnante che dovrebbe essere stato applicato a pennello sulle assi di legno è stata applicata a forfait una superficie di 6.924 mq. Avete letto bene: SeiMilaNovecentoVentiQuattro metri quadri, quanto un campo di calcio per un bar che ne misura 50mq.... Pur considerando tutta l'area di ogni lato delle travi di legno, avrebbero dovuto dare decine di mani di impregnante su quelle assi, ma come tutti possono vedere dalle foto quelle assi stanno già marcendo, dopo neanche un anno dalla fine dei lavori.

Abbiamo inoltre chiesto parere alla Corte circa i ritardi con cui sono stati svolti i lavori. Il contratto tra il Comune di Lodi, la EDIL PCR e la OM.M.G. indicava come termine massimo 120 giorni, ma i lavori in realtà sono durati quasi due anni. Stando alle carte in nostro possesso le sospensioni dei lavori sono state autorizzate in maniera continuativa e senza che vi fossero delle motivazioni specifiche, facendo ritardare la fine dei lavori di oltre un anno e mezzo.

In ultimo, abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di quantificare l'insieme dei danni subiti dalla comunità lodigiana, in termini di danni erariali (sprechi e costi di future ristrutturazioni), in termini di danni dal mancato introito (il Comune, e quindi noi cittadini, abbiamo perso un incasso di 700 euro mensili) sia in termini di mancato beneficio (quei 300.000 euro dovevano servire per fornire un servizio alla cittadinanza che evidente non è stato dato)

Ma oltre alla verifica delle cifre e alla legittimità dei numeri e delle procedure, che sarà la Corte dei Conti a stabilire, la considerazione politica che riteniamo debba essere fatta, è la grave inerzia e disinteresse della Giunta e del Sindaco nel prendere provvedimenti per tutelare gli interessi collettivi. Un buon amministratore infatti, a fronte di un danno o una mancanza di requisiti di un opera pagata con denari collettivi, avrebbe dovuto intraprendere nelle sedi opportune azioni di recupero dei danni.

Gli strumenti sono quelli che avevamo indicato nella nostra interrogazione a Gennaio scorso, come la ritenzione delle fideiussioni di garanzia, l'azione risarcitoria attraverso la Assicurazione decennale postuma che ogni opera pubblica dovrebbe avere, e la garanzia di legge delle imprese costruttrici. Certo che chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati è un po frustrante, dopo mesi di lassismo, il neo assessore Tadi sussurra timidamente che qualcosa non ha funzionato. Troppo poco e troppo tardi. Come al solito i responsabili saranno lontani ed imprendibili, e chi lo prenderà in saccoccia, saranno come sempre le casse del comune ed i cittadini.

Abbiamo infine chiesto che venga fatta chiarezza circa le responsabilità delle persone coinvolte nei lavori, chiarendo se la condotta dei responsabili del Comune di Lodi costituisca danno rilevante per l'erario e per la collettività, sia in termini diretti, che indiretti in termini di mancata rivalsa sulle aziende esecutrici. Il fine ultimo di questo lavoro infatti non è solamente la denuncia di uno spreco, ma è l'identificazione degli eventuali responsabili, i quali, sempre se dimostrato, auspichiamo che verranno chiamati a rispondere per il danno arrecato.

E' ora che inizino a pensare ai soldi dei contribuenti lodigiani come un bene scarso e prezioso, non come una risorsa infinita a disposizione per le loro porcate.

Caro PD lodigiano, è ora di finirla di fare i ricchi con i soldi degli altri !!

MoVimento 5 Stelle Lodi

PORTA A PORTA. I NUMERI NON TORNANO

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Il Comune di Lodi e l'ufficio stampa ben remunerato, hanno rincominciato a dare i numeri, e questa volta il "totonumero" riguarda la raccolta porta a porta.

Stando a quanto riportato dal Comune fino ad metà 2015, la percentuale di raccolta differenziata a Lodi fino a prima dell'estensione della raccolta porta a porta in zona laghi e Oltreadda, si attestava al 52%.

Nei dati pubblicati il 3 Luglio invece il Comune ha "ritoccato" questo dato facendolo scendere al 48%, affermando contemporaneamente che, con l'estensione del porta a porta la percentuale di differenziata è arrivata al 56%.

Così facendo il Comune ha avuto modo di vendere ai cittadini un successo che in realtà non esiste.
Con i numeri "ritoccati" infatti il Comune ha affermato che la raccolta differenziata ha registrato un +8% in sole due settimane, mentre stando ai valori diffusi per mesi da loro stessi e da Astem, il balzo sarebbe solo del 4%.

Quali sono quindi i dati veri? Parlano di legalità e trasparenza, ma questi comportamenti vanno nella direzione contraria.

Inoltre, ci preme sottolineare altre due punti fondamentali.

Il primo è che i dati "ottimistici" diffusi fanno riferimento ad un periodo che va dal 16 al 28 Giugno, neanche due settimane. Valutarne quindi con un riferimento di appena 12 giorni appare quantomeno rischioso, per non dire azzardato.

Il secondo, più importante, è che il Comune ha fornito solamente valori in percentuale, tralasciando sapientemente di fornire ai cittadini i numeri assoluti, ovvero le quantità. In questo modo quindi non è possibile valutare l'impatto del fenomeno degli abbandoni e delle migrazioni dai quartieri dove è stato introdotto il porta a porta verso quelli dove invece ci sono ancora i cassonetti.

Le foto scattate dai cittadini e il degrado di alcune zone sono la dimostrazione palese di quanto stiamo denunciando, solamente l'assessore Ferrari e la sua maggioranza sembrano ignorare il problema, arrivando al punto di mistificare i dati pur di portare a casa una vittoria che non esiste.

Il MoVimento 5 Stelle è favorevole al sistema porta a porta, se applicato con una tariffa puntuale e con criterio. Quello che quindi contestiamo sono le modalità con cui è stato applicato a Lodi.

Questo valzer dei numeri la dice lunga sulla mancanza di trasparenza di questa amministrazione. Non hanno capito che il modo migliore per incentivare i cittadini a collaborare è dimostrargli che i benefici economici del porta a porta finiscono nelle loro tasche, anziché diventare un aumento di ricavo per i soliti noti ...

http://www.lodi5stelle.it/2015/07/porta-a-porta-i-numeri-non-tornano/

Lavoro non pagato in Comune? A Lodi, anche questo, è possibile.

Non stiamo parlando di lavoratori che prestano il loro servizio fuori dalle pareti del Comune. No. Questo lavora in Broletto, in Consiglio Comunale, e non percepisce lo stipendio da Settembre 2014. Il nome del lavoratore non possiamo diffonderlo per privacy, ma la vicenda merita di essere letta.

Tutto inizia nel Dicembre 2012, quando il Comune di Lodi indice un appalto per affidare il servizio di trascrizione dei verbali dei Consigli Comunali. A vincere l'appalto con soli 2 centesimi di scarto è la Blue Marine Services, un'azienda di Taranto leader nel settore delle pulizie, [fonte: il loro sito web] che si aggiudica l'appalto di 14.442 euro per la fornitura del servizio trascrizione da Giugno 2013 a Giugno 2016.

Per questo lavoro l'azienda decide di avvalersi di un cittadino lodigiano che a Giugno 2013 incomincia a lavorare presso il Consiglio. A Settembre 2014 il Comune di Lodi, non avendo ancora ricevuto il DURC, ne sollecita la consegna e interrompe il pagamento delle fatture alla società, ma fino a Febbraio 2015 non interviene più per sollecitare tale documento, e men che meno interviene per rescindere il contratto. Intanto insieme al blocco dei pagamenti delle fatture da parte del Comune, si interrompe anche il pagamento del lavoratore.

Tra Febbraio e Maggio il Comune rientra in letargo e non interviene in alcun modo per risolvere la situazione, almeno fino a quando il 9 Maggio il Consigliere del MoVimento 5 Stelle di Lodi Luca Degano viene a conoscenza della vicenda e presenta subito una richiesta di accesso agli atti per approfondire e verificare la vicenda. Due giorni dopo, l'11 Maggio 2015, il Comune di Lodi invia una raccomandata in cui sollecita il DURC, ma questa volta richiede anche una copia del contratto di lavoro del trascrittore, e, finalmente, impone un termine oltre il quale provvederà ad annullare il contratto (termine fissato al 31 Maggio 2015). Un termine imposto dalla legge entro 30 giorni ma che a Lodi arriva con un enorme ritardo.

Dopo questi fatti, ci chiediamo come sia possibile che in un Comune che tanto parla di legalità, e che addirittura ha un assessore alla legalità, possa accadere tutto ciò.

Non invochiamo chissà quale capacità investigative o super poteri da parte di questa amministrazione, ma un impegno concreto per il rispetto della legge.

Chiediamo come sia possibile che il Comune di Lodi abbia temporeggiato così a lungo per far rispettare la legge.

Ora, a 2 anni dall'inizio della vicenda, in Comune si svegliano e richiedono anche il contratto di lavoro, perché, forse, "insospettiti" dal fatto che l'azienda non abbia mai dimostrato il versamento dei contributi al lavoratore...

In tutta questa vicenda a rimetterci, neanche a dirlo, è stato il lavoratore, a cui probabilmente per due anni non sono stati versati contributi e che sicuramente aspetta ancora 1400 euro di compensi non pagati. A lui va la nostra massima solidarietà e la promessa che continueremo a lavorare per fare luce su questa vicenda affinché ottenga giustizia vera e non solo a parole.

MoVimento 5 Stelle Lodi