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MoVimento 5 Stelle

Liguria - 

Nel gennaio di quest'anno la Asl 3 ha emanato una circolare per la riorganizzazione del servizio di radiologia sul proprio territorio. In questa circolare il poliambulatorio di Recco non viene minimamente citato, nonostante sia sempre stato un punto di riferimento fondamentale per tutto il comprensorio, che copre un bacino d'utenza elevatissimo e con molti anziani.

Da gennaio chi vuole accedere ai servizi radiologici è costretto a prendere la macchina o i mezzi pubblici e recarsi a Nervi o, peggio, a Struppa. Ben venga l'ampliamento del servizio ad altre strutture, con il conseguente potenziamento della fascia pomeridiana. Ma che ne è stato del poliambulatorio di Recco? Quale futuro devono attendersi i cittadini per il reparto locale di radiologia? Lo abbiamo chiesto all'assessore Viale oggi in Consiglio regionale con un'interrogazione che puntava l'accento anche sul caso del mammografo rotto e mai più ripristinato.
Il depennamento di Recco dalla riorganizzazione della Asl 3 rappresenta un'ulteriore beffa per i recchelini, già in grave disagio per le carenze di un reparto un tempo d'eccellenza e all'avanguardia.

Dall'assessore Viale abbiamo ricevuto in risposta l'ennesima risposta evasiva. E intanto l'intero territorio continua ad essere privato del servizio di radiologia. Quanto al mammografo, le procedure per il suo acquisto sarebbero state avviate, ma, ad oggi, sulle tempistiche tutto tace, mentre continuano ad allungarsi le liste d attesa.

Siamo al paradosso più totale: la Asl invia alle donne oltre una certa età la lettera con l'invito a far l'esame al seno, ma non esistono le strumentazioni per farlo, se non a costo di fare chilometri e chilometri verso le strutture genovesi. Risultato: chi se lo può permettere si rivolge ai privati; molti altri si ritrovano costretti a rinunciare alla visita. Una prospettiva indegna di un paese e di una regione in cui la sanità dev'essere pubblica e sociale e garantita a tutti, come prevede l'articolo 32 della Costituzione.

Fabio Tosi, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria


Liguria - 

Giù le mani della politica da Ingegneria! Non si capisce come mai i fondi destinati all'Università di Genova debbano essere gestiti dal braccio finanziario della Regione, Filse, e quindi dalla politica, per l'operazione di trasferimento della facoltà di Ingegneria a Erzelli. Operazione peraltro dai contorni molto discutibili, imperniata su un territorio che, a tutt'oggi, attende la messa in sicurezza da parte di Ght e una seria operazione di bonifica: non dimentichiamoci che per anni l'area è stata occupata dai container di Spinelli e dalla possibile presenza di materiale altamente tossico e inquinante.

Ma è solo la punta dell'iceberg di un progetto, quello del Parco Tecnologico, nato male e proseguito peggio per i meri interessi della vecchia politica, centrosinistra e centrodestra a braccetto: logistica lacunosa o inesistente, parcheggi solo a pagamento, nessun mezzo pubblico, aziende in fuga (vedi Ericsson) e, soprattutto, la minaccia di nuovo cemento che incombe con il progetto di 15 nuovi palazzi.

Nonostante l'evidenza del fallimento di Erzelli, Toti e Rixi non solo non staccano la spina al progetto ma anzi affidano a Filse la gestione dei fondi per Ingegneria, ignorando persino le opinioni espresse dagli stessi studenti che, in caso di trasferimento della facoltà in collina, sarebbero pronti a fare la valigia per Milano, destinazione Politecnico. Una facoltà di prestigio e riconosciuta a livello italiano rischia di sparire per i capricci del Partito Unico.

Ma vale davvero la pena sacrificare un dipartimento di studi genovese di prestigio e riconosciuto a livello italiano per salvare un'operazione fallimentare su tutta la linea? A beneficio di chi? Cui prodest?

Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria


Liguria - 

"Un anno fa avevamo presentato una mozione, poi respinta, con la quale impegnavamo la Giunta Toti a non sottoscrivere alcun protocollo d'intesa col Mise per la realizzazione del deposito di bitume a Savona. A distanza di 12 mesi, grazie al nostro pressing, la Giunta ha deliberato nel senso auspicato dalla nostra mozione, ponendo il veto su un'opera dai danni ambientali incalcolabili per tutto il territorio savonese."

È l'esito dell'interpellanza del MoVimento 5 Stelle discussa oggi in Consiglio regionale, a prima firma Andrea Melis. Che aggiunge.

"Si tratta del massimo risultato possibile, al netto delle competenze regionali, che rafforza una battaglia che vede da due anni il MoVimento 5 Stelle in prima linea sul territorio e a tutti i livelli istituzionali. Restano, tuttavia, alcune perplessità legate alle possibile localizzazioni alternative al progetto. Un nodo tutt'oggi irrisolto che lascia la partita tutt'altro che chiusa."

MoVimento 5 Stelle Liguria


Liguria - 

"Il pronto soccorso del San Martino non ha bisogno di passerelle ma di soluzioni concrete alle ormai croniche problematiche che affliggono il reparto."

Lo dice il portavoce del MoVimento 5 Stelle, Marco De Ferrari, nel giorno della presentazione del nuovo pronto soccorso dell'ospedale genovese, alla presenza del presidente della Regione Giovanni Toti, l'assessore alla Sanità Sonia Viale e i tre direttori sanitari Walter Locatelli, Giovanni Ucci e Giovanni La Valle.

Questa mattina De Ferrari ha presentato un'interrogazione urgente in Consiglio regionale per sapere quali misure intenda adottare la Giunta per garantire una rapida soluzione alle criticità del reparto.

"Mentre Toti e Viale si mettono in posa per i fotografi - attacca il portavoce M5S - il pronto soccorso del San Martino è ormai al caos totale, tra furti, code e liste d'attesa infinite, cronica carenza di posti letto. E a pagarne le conseguenze, come al solito, sono i cittadini e i pazienti che tutti i giorni si ritrovano alle prese con odissee quotidiane solo per vedere garantito il sacrosanto diritto alla salute pubblica, previsto dall'articolo 32 della Costituzione."

"In più è necessario avviare da subito lo sblocco del turnover, l'aumento del personale medico-infermieristico e dei posti letto, da rendere adeguato agli ingenti afflussi di pazienti, il potenziamento delle infrastrutture, e infine trovare una quadra sul capitolo vergognoso dell'eterno cantiere di largo Benzi - prosegue De Ferrari - Invece di rispondere a tutto ciò, l'assessore leghista spalanca la strada ai privati e a quel 'modello lombardo' che si è rivelato un fallimento su tutti i fronti, sanitario e giudiziario, coinvolgendo nelle inchieste anche esponenti di punta dello stesso partito di Viale. Uno schema fin troppo noto, da rigettare con forza al mittente!"

"In Aula l'assessore ha affermato che ha intenzione di mettere al centro la persona - conclude l'esponente M5S - Siamo d'accordo. Ma ci auguriamo che al centro ci sia concretamente la persona intesa come "ogni cittadino" e non come i soliti "amici degli amici" della Giunta Toti."

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Liguria - 

A soli tre mesi dall'inaugurazione, la nuova stazione ferroviaria di Imperia si sta rilevando una cattedrale nel deserto abbandonata a se stessa e in balia degli eventi.

L'ultimo disagio ieri mattina con il nuovissimo tabellone degli orari andato misteriosamente in tilt, rendendo impossibile la lettura delle informazioni e scatenando comprensibili proteste da parte dei pendolari, esasperati da continui e pesanti disagi.

Ma è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi che i pendolari del Ponente sono costretti a subire da quando la stazione è stata inaugurata, nel dicembre scorso, tra infiltrazioni di pioggia dal tetto, logistica carente, furti e atti di vandalismo alle auto parcheggiate nel piazzale antistante (vetri rotti, pneumatici rubati). Il tutto a causa della totale assenza di controlli.

A ciò si devono aggiungere i continui disagi sui bus di collegamento della RT, stracolmi perché rarefatti e sfasati rispetto agli orari di arrivo dei treni. Bus indispensabili perché la nuova stazione è lontana da tutti i servizi ed è utilizzata ogni giorno da circa 3000 persone, tra studenti e lavoratori.

Toti e l'assessore Berrino continuano a non voler ascoltare le critiche dei pendolari al "tavolo tecnico", mentre il Comune di Imperia continua non fornire risposte in termini di sicurezza alla cittadinanza. La vecchia politica ha preferito rincorrere l'inaugurazione della stazione per futili motivi propagandistici. E, come sempre, una volta fatta la passerella e tagliato il nastro, volta le spalle e lascia le cose fatte a metà (anzi meno), abbandonando i cittadini in balia dei soliti problemi e aggiungendone di nuovi.

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria


Liguria - 

Dopo l'incontro con l'assessore allo Sviluppo Economico in Commissione III


Dopo tanta attesa, temporeggiamenti e audizioni disertate, l'assessore Rixi si presenta in Commissione III e dimostra di non saper dire nulla di chiaro e specifico sulla riorganizzazione di Liguria Digitale. Ora abbiamo capito perché ha aspettato tanto a parlare: l'assessore ha le idee parecchie confuse sul tema.

Rixi sostiene, infatti, che non ci sarà alcuna alienazione dei rami d'azienda, quel che preoccupa di più i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Eppure nella delibera di Giunta c'è scritto chiaro e tondo, che si intende procedere con una riorganizzazione straordinaria che metterebbe sul mercato rami d'azienda considerati non più strategici, ad eccezione delle sole server farm. Compare infatti la parola "cessioni".

Di tutto ciò Rixi non sembrava essere minimamente al corrente. Tanto fumo, molti slogan e pochissima chiarezza. Più che ad un incontro di approfondimento, è parso di assistere ad un mero spot elettorale. Tutte le preoccupazioni sono rimaste intatte.

Non ci accontenteremo delle parole dell'assessore e provvederemo a richiedere ufficialmente e con gli opportuni atti tutte le risposte mancanti. I lavoratori di Liguria Digitale meritano di ricevere una risposta.

Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria


Liguria - 

Una delegazione del MoVimento 5 Stelle, formata dai consiglieri regionali Andrea Melis e Fabio Tosi, è scesa in piazza questa mattina per la 22esima giornata della memoria e dell'impegno, in ricordo delle vittime innocenti e delle mafie.

"Oggi più che mai siamo vicini e solidali con Libera e il suo fondatore don Luigi Ciotti per le scritte intimidatorie apparse ieri a Locri, che dimostra quanto lavoro è stato fatto nel contrasto alla criminalità organizzata e quanto, purtroppo, resta ancora da fare" dicono gli esponenti pentastellati.

"La lotta quotidiana a tutte le mafie passa anche dal commemorazione delle circa 900 vittime innocenti, il cui ricordo va mantenuto vivo ogni giorno con iniziative e atti istituzionali concreti - proseguono i M5S - Il mese scorso, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la nostra Proposta di legge che impegna la Regione a costituirsi parte civile nei processi per 416 bis e ter e destinare i risarcimenti in favore di iniziative per la legalità."

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Liguria - 

Pronta un'interrogazione del MoVimento 5 Stelle sul San Martino Ist in Consiglio regionale

Ancora caos e disagi negli ospedali genovesi. Dopo le tac, ad andare in tilt sono stati i computer di Villa Scassi, costringendo il personale sanitario a dirottare i pazienti urgenti al San Martino e al Galliera. È la fotografia, impietosa, dello stato drammatico in cui versa la sanità ligure.

E, invece di intervenire per risanare un settore pubblico in caduta libera, Toti cosa fa? Continua a privatizzare, svendendo letteralmente la sanità regionale al migliore offerente. L'ultimo fronte si è aperto al Santa Corona di Pietra Ligure con l'avvio di un progetto pilota che appalterà a un'agenzia privata il Cup: ovvero la gestione della prenotazione di visite ed esami. E presto la sperimentazione potrebbe estendersi anche alle altre Asl regionali, con ricadute devastanti sulla qualità dei servizi e sul personale, con tagli annunciati fino al 50%.

Il "modello lombardo", a cui la Giunta Toti si ispira, si è rivelato un fallimento su tutti i fronti ovunque sia stato messo in pratica: oggetto perfino di inchieste giudiziarie che hanno coinvolto, fra l'altro, anche personaggi di punta della stessa Lega Nord. Uno schema fin troppo noto, da rigettare con forza al mittente!

Mentre i cittadini e i pazienti genovesi e liguri si ritrovano tutti i giorni alle prese con odissee quotidiane, Toti svende un altro pezzo di sanità pubblica, in barba al diritto sacrosanto alla salute pubblica previsto dall'articolo 32 della Costituzione.

Martedì prossimo porteremo in Consiglio regionale un'interrogazione specifica sui disagi ormai all'ordine del giorno al San Martino Ist, per chiedere alla Giunta anche quali misure generali intende mettere in campo per porre fine a una situazione ormai fuori controllo.

I casi di San Martino e Villa Scassi sono solo tessere di un puzzle più ampio che mette a nudo il tentativo di lasciare andare in caduta libera la sanità pubblica per avallare e giustificare l'avvento dei privati e degli amici lumbard. Un gioco al massacro di cui a pagare il prezzo più alto, non solo dal punto di vista economico, sono e saranno ancora una volta i cittadini liguri.

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria


Liguria - 

Un mese fa il consigliere regionale pentastellato aveva fatto una richiesta d'accesso agli atti in Comune. Pochi giorni fa l'addio del sindaco dal cda di Fc Riciclaggi


Con un tempismo quantomeno curioso, Fulvio Briano lascia il cda di Fg Riciclaggi proprio all'alba della nostra richiesta d'accesso agli atti al Comune di Cairo con la quale abbiamo messo a nudo l'enorme conflitto di interessi del primo cittadino cairese.

Già, perché dal luglio 2016 (fino alle dimissioni di qualche giorno fa) il sindaco Briano è stato anche consigliere dell'azienda che detiene il 50% di Ferrania Ecologia Srl: ovvero la società che ha realizzato il biodigestore della Valbormida e che, attualmente, ha chiesto la VIA per il raddoppio della portata per il frazionamento dell'umido.

Non più tardi di un mese fa avevamo chiesto di visionare la documentazione delle delibere comunali eventualmente esistenti in merito al conferimento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani al biodigestore di Ferrania e quelle relative al trasferimento dell'Ecocentro di Cairo Montenotte nel sito di Fg Riciclaggi, in corso Stalingrado, con particolare riferimento agli anni 2014-17.

Delibere che metterebbero a nudo in maniera lampante il conflitto d'interessi in cui Briano si è trovato per otto mesi e che si è manifestato concretamente quando, in qualità di sindaco, ha conferito la frazione umida dei rifiuti solidi urbani al biodigestore della società partecipata al 50% dall'Spa di cui era consigliere di amministrazione. Insomma, siamo di fronte quantomeno a una condotta opaca. E lo sarebbe stata, a maggior ragione, qualora il primo cittadino avesse rilasciato in Conferenza dei servizi, come previsto per legge, pareri o osservazioni per il rilascio dell'Aia al progetto di raddoppio della portata del biodigestore.

Ma, prima che potessimo visionare le delibere in questione, Briano ci ha anticipato con uno scatto da centometrista, presentando le proprie dimissioni dal Cda di Fg Riciclaggi. Non sarà che il primo cittadino abbia sentito odore di bruciato e sia fuggito via prima che l'incendio divampasse? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Siamo ben lieti se nostra azione politica ha avuto il merito di spezzare un possibile conflitto di interessi dannoso per i cittadini e per la comunità cairese. Restano, tuttavia, parecchie ombre su quel doppio incarico sospetto che Briano ha mantenuto in piedi per otto mesi, e su cui il primo cittadino è chiamato al più presto a far chiarezza.

Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria



Liguria - 

"Il maxi-blitz di questa mattina a Lavagna mette a nudo in modo ormai inequivocabile e cristallino le infiltrazioni della malavita nel sistema dell'azzardo nel nostro paese. Ecco in quali mani finiscono i soldi e le risorse destinate al gioco che Toti e Rixi difendono per mero calcolo elettorale."

Lo dicono i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria e il deputato M5S Matteo Mantero, commentando il blitz della squadra mobile nel Tigullio che questa mattina ha portato all'arresto di 4 presunti affiliati alla 'ndrangheta.

"A meno di 24 ore dalle sparate di Toti, emerge in maniera lampante chi si nasconde davvero dietro le lobby delle slot e i loro reali interessi, ormai radicati da anni nel Tigullio e in tutto il territorio ligure - sottolineano i Cinque Stelle - Un cancro che va estirpato alla radice con leggi chiare e applicate efficacemente e non incentivato con i vergognosi balletti e rinvii messi in atto dalla Regione, di cui alla fine a beneficiare non sono tabaccai ed esercenti onesti ma le organizzazioni criminali e malavitose."

MoVimento 5 Stelle Liguria e Matteo Mantero, M5S Camera

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