Recently in Sviluppo Category

Con una inversione nell'ordine del giorno della sesta seduta del Consiglio Regionale si è votata oggi, 19 giugno, anziché domani, la mozione n.16 che impegna la Giunta Regionale a interessarsi della vicenda "Costa Concordia".
La mozione presentata dal Movimento 5 Stelle è stata l'unica delle tre presentate che prevedesse una valutazione preliminare dei rischi ambientali derivanti dall'eventuale trasferimento del relitto all'interno del maggiore porto laziale; le altre due mozioni esaminate nella VI Commissione (Ambiente) non riportavano alcun riferimento a queste tematiche.
In luogo di tre mozioni presentate per lo stesso argomento, in sede di Commissione si è cercato di ricavarne una sola unificata, ma oggi in aula il Movimento 5 Stelle non ha potuto votare a favore della stessa: ha espresso invece un voto di astensione in quanto l'aspetto principale di questa mozione unificata è quello di attivarsi immediatamente al fine di ottenere lo smaltimento a Civitavecchia prima della valutazione generale dell'intero progetto e delle cause e le ricadute che il progetto stesso abbia in un territorio già messo in ginocchio dal punto di visto ambientale e che sta cercando a fatica di convertire la sua economia verso quella di tipo turistica.
Il Movimento 5 Stelle è comunque soddisfatto dell'inserimento all'interno degli impegni indicati nella mozione licenziata di prescrizioni ambientali e di controllo, con l'istituzione di un organo esterno composto anche da membri scelti tra le associazioni ambientaliste.

Giulio non mollare

user-pic
 

C'era una volta un mondo in cui lavoravi e venivi regolarmente pagato. In quel mondo c'erano degli imprenditori che aprivano una piccola attività con qualche decina di operai. Tutti insieme contribuivano allo sviluppo dei luoghi in cui vivevano, in cambio del piacere di farlo, e di un giusto guadagno da portare a casa ogni mese.

Erano una delle ricchezze principali del nostro Paese. Del resto era semplice. Ognuno aveva a disposizione mezzi e risorse con cui poteva lavorare perché era un cittadino Sovrano protetto dalle Leggi del proprio Stato, considerato da tutti un Bene Comune.

Quel mondo non esiste più. È rimasto il buon sole, l'intelligenza, la capacità manuale e la voglia di darsi da fare, ma al posto dei piccoli imprenditori sono arrivati gli speculatori del libero mercato. Il più delle volte provengono da altre nazioni, con soli 10.000 euro aprono una società nel nostro Paese, contrattano progetti con le amministrazioni, ottengono autorizzazioni e finanziamenti pubblici alla velocità della luce, richiedono l'ausilio della manovalanza locale, ma a lavori finiti spariscono nelle nebbie delle società fantasma, e chi ha lavorato per loro rimane con la truffa di tutte le responsabilità e un pugno di mosche in mano.

È il caso di Giulio Paoloni, un piccolo imprenditore della Tuscia che si è visto negare i compensi per circa 18 mesi di lavoro, 980.000 euro pattuiti in origine per lui e per i 15 dipendenti della sua ditta responsabile alla sicurezza e manutenzione dell'impianto fotovoltaico da 33 ettari in località Caprarecce, Montalto di Castro (Viterbo). Eppure l'impianto produce energia per 30.000 euro al giorno, circa 10 milioni all'anno. Ricavi che finiscono direttamente in fondi legati a finanziarie internazionali senza alcun tornaconto per le nostre economie locali. Senza considerare poi l'aggravio in bolletta per il consumo di energia, perché i finanziamenti pubblici, per chi ancora non lo sapesse, li paghiamo noi cittadini.

Non bastasse, per le autorità competenti Giulio rimane in ogni caso il responsabile del parco fotovoltaico. Ma non si dà per vinto. Si barrica nell'impianto, lo spegne per dare un segnale chiaro a chi lo deve pagare, e denuncia per l'ennesima volta la presenza di 3700 metri cubi di catrame sepolto nel cantiere all'avvio dei lavori dalla stessa società appaltante, ovviamente per non pagarne lo smaltimento in discarica.

La protesta si trasforma subito in una chiamata a raccolta per tutti gli imprenditori e gli operai nelle sue stesse condizioni. Ad oggi il presidio conta decine di persone accampate nei pressi dell'area. È la stessa situazione in cui si trovano le piccole imprese in ogni ramo produttivo. Solo nel fotovoltaico sono in procinto di chiudere a Colleferro, a Giulianova nelle Marche, Ferrara e Rimini in EmiliaRomagna, e così via in tutta Italia.

Sarà perché i finanziamenti per i pannelli a terra non sono più allettanti (e meno male..), e che quindi l'espediente del "non pagare" potrebbe rappresentare una strategia delle lobbies che speculano sulle rinnovabili, una specie di ricatto per spingere il nostro Governo a incentivare di nuovo la produzione di energia nei campi destinati all'agricoltura o al pascolo, che oltretutto sono anche protetti da Leggi di tutela paesaggistica. O sarà semplicemente perché le multinazionali hanno il solito vizio del massimo profitto a qualsiasi costo, compresa la truffa, sta di fatto che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" pertanto chi lavora ha il diritto di essere pagato.

Nei territori di Montalto di Castro dicono che sia un folle. Al contrario, Giulio ha una testa che funziona benissimo, tant'è che è impossibile fargliela abbassare neanche con la proposta di pagarlo per far riaccendere l'impianto così come dichiarato dagli avvocati della società immediatamente arrivati (che tristezza..) dalla Spagna in questi giorni, infatti, è determinato ad ottenere i pagamenti per tutte le aziende raggirate.

Giulio rappresenta la metafora più evidente su quanto sta accadendo in tutta Italia: sa che loro, i "liberi mercanti" in complicità coi nostri politici, non si arrenderanno mai. Adesso però anche loro sanno la stessa cosa di lui, perfettamente.

*****

P.s.: oltre al sostegno dichiarato nel Programma nazionale, queste le misure per il riavvio della piccola e media imprenditoria previste nel Programma del M5SLazio:

. database unico informativo online su tutti gli incentivi disponibili nella regione

. sostegno e rifinanziamento del fondo rotativo e del fondo di accesso al microcredito

. portale di raccolta, premio e realizzazione migliori idee imprenditoriali

. portale PMI Lazio di supporto alle imprese con trasparenza dei finanziamenti

. ridefinizione aliquote IRAP

. incentivazione monete locali

. semplificazione delle procedure di accesso ai finanziamenti

. sviluppo piani industriali territoriali tramite rete Regione/imprese/università/enti di ricerca

. favorire diffusione mestieri tradizionali e artigianali

. promozione economia solidale tramite creazione di una rete di Distretti

Movimento 5 Stelle Lazio


Negli ultimi giorni vari esponenti delle diverse forze politiche hanno indicato nell'abbassamento dell'Irap (o la sua impossibile eliminazione proposta da Berlusconi) uno dei cammini da seguire per far ripartire le Piccole e Medie Imprese, con un discreto ritardo rispetto alla pubblicazione del programma partecipato per la Regione Lazio del Movimento Cinque Stelle che per primo tra le forze politiche aveva individuato questa soluzione. 

L'Imposta Regionale sulle Attività Produttive è l'unica imposta carico delle imprese (con aliquote distinte anche per produttori agricoli, enti non commerciali, enti pubblici, banche ed assicurazioni) proporzionale al fatturato e non applicata all'utile di esercizio perché si basa nel valore della produzione netta delle imprese, in altre parole, il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria. E' quindi una gabella che andando a colpire il reddito al lordo del costo del personale, grava in particolar modo su imprese ad alta intensità di manodopera riducendone la redditività ed aggrava la situazione economica di  imprese che sperimentano una perdita di esercizio.

Quello che il nostro programma propone è ridefinire le "aliquote in funzione della politica industriale regionale e in maniera da privilegiare i settori più innovativi, ad alto contenuto di occupazione. L'abbassamento dell'aliquota a 3.90%, con un punto percentuale meno di quanto attualmente stabilito, avrebbe sicuri benefici per la ripresa dell'economia e dell'occupazione laziale.

La domanda che solitamente accompagna qualsiasi proposta di diminuzione di imposte è: "dove prendere i soldi che non verranno introitati dalle casse pubbliche?"

La risposta  è stata a suo tempo parzialmente suggerita da Bondi. Basterebbe ridurre del 5% gli sprechi legati alla sanità pubblica per trovare i fondi necessari a garantire la liquidità pubblica.

Anche se l'abbassamento di questa bislacca imposta non rappresenta la panacea contro tutti i mali dell'economia e dell'occupazione laziale, è un significativo aiuto per tutte quelle imprese che tra mille difficoltà sono riuscite a non fallire, nonostante la totale assenza dello Stato e del settore creditizio.  

Movimento 5 Stelle Lazio

La crisi sociale ed economica incide pesantemente su una classe sociale del tutto ignorata e rimossa, quella dei cittadini immigrati in Italia negli anni del benessere economico e sociale.


Mentre facevo volantinaggio mi si è avvicinato un cittadino senegalese che ha chiesto se era stata confermata la presenza di Beppe Grillo al comizio di chiusura di San Giovanni, Ibra, il suo nome era informatissimo sulle tematiche del M5S e da lì è nato un lungo dialogo su vari temi politici, economici, religiosi, sia italiani che internazionali.
Persona di grande cultura Ibra è presente in Italia da oltre 15 anni, dopo aver svolto vari lavori è ora costretto dalla crisi economica a vendere oggetti per le strade.
Vorrebbe tornare in patria, nel Senegal, per aprire una azienda di agricoltura ecologica.
Dobbiamo fare di più per dare assistenza al rientro in patria di chi, dopo anni di duro lavoro e contributi, è messo ai margini della società dalla disoccupazione dilagante.


Servizio di Massimo Lazzari, M5S Lazio



Rimani in Contatto

Iscrivimi agli avvisi del blog M5S Lazio

Inserisci la tua email per rimanere informato sulle nostre attività




Tenetemi aggiornato