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La notizia dell'arresto di Magrini, dirigente regionale, nell'inchiesta su Mafia Capitale non è una sorpresa per chi come noi da mesi denuncia in aula e sulle pagine di giornale i legami tra Magrini e Buzzi, quindi tra regione e Mafia Capitale. Magrini è colui che Buzzi definiva un "padreterno" e che Zingaretti ha nominato in una posizione dirigenziale 'di studio', un arresto quindi che, insieme a quello dell'ex capogruppo di FI, getta l'ennesima ombra sulle istituzioni regionali. Zingaretti venga oggi stesso in aula a riferire e a rispondere alle nostre domande, non cerchi come sempre un nastro da tagliare per sfuggire alle proprie responsabilità.

Ecco perchè Zingaretti dovrebbe dimettersi

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La nostra MOZIONE DI SFIDUCIA


 

PREMESSO CHE



  • in data 24 marzo 2015 si dimetteva il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione, Maurizio Venafro, poichè indagato in una inchiesta collegata a quella denominata "Mafia Capitale";

  • L'informazione di garanzia del Capo di Gabinetto risulta essere solo l'ultimo episodio di una serie di fatti che secondo il quadro investigativo offerto dagli inquirenti, porterebbe a comprovare l'influenza dell'associazione criminale facente capo agli arrestati Buzzi-Carminati sulla corrente Amministrazione regionale;

  • in particolare, nel materiale investigativo già pubblicato si fa riferimento al coinvolgimento del direttore regionale Guido Magrini, in relazione ad un finanziamento di circa 16 milioni di euro da parte della Giunta regionale, nonchè ad un soggetto non meglio identificato che percepiva da parte del sodalizio criminale uno stipendio di 2.500 euro al mese per tenere i rapporti con il presidente Zingaretti;

  • in data 2 aprile 2015 si apprende da un articolo del Corriere della Sera Online che sarebbe stata iscritta sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma, Elisabetta Longo, direttrice della centrale unica di acquisti della Regione il cui incarico risulta conferito con Delibera della Giunta n. 92 del 30 aprile 2013, per fattispecie di reato connesse alla predetta indagine, sebbene la Stessa abbia poi smentito di essere sottoposta ad indagine per le vicende di cui sopra;

  • risultano essere stati conferiti numerosi incarichi di responsabilità politica e amministrativa da questa Amministrazione a soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari, oltre al citato Venafro, che qui di seguito si riassumono:


-Raniero De Filippis, confermato dalla Giunta come Direttore delle Infrastrutture e politiche abitative, nonostante avesse avuto una condanna con patteggiamento dal Tribunale Penale nel 2002 per abuso d'ufficio e una condanna nel 2012 con sentenza della Corte dei Conti n.357/2012 a risarcire la Regione € 750.000,00 per danno erariale; nel 2014 arrestato per associazione a delinquere finalizzato a traffico di rifiuti nell'ambito dell'inchiesta "discarica di Malagrotta" e indagato anche per abuso di ufficio su una concessione di un'area nell'ambito dell'inchiesta su Marco di Stefano;


- Luca Fegatelli, è stato nominato dalla Giunta Zingaretti Presidente dell'Agenzia Regionale per i beni confiscati alla Mafia, nel 2014 arrestato per associazione a delinquere finalizzata a traffico di rifiuti nell'inchiesta "Discarica di Malagrotta";


- Bruno Placidi, rimosso in precedenza da direttore dell'ARPA, subentrato nel 2014 all'arrestato De Filippis, come Direttore delle Infrastrutture e politiche abitative, aveva subito una condanna da parte della Corte dei Conti per danno erariale e a risarcire la regione Lazio per quasi un milione di euro;


- Ilde Coiro, nominata Direttrice Generale dell'Ospedale San Giovanni in Roma, già condannata dalla Corte dei Conti in primo grado e in appello (sentenza n. 23581/2009 e 567/2012) per colpa grave relativa allo svolgimento di un corso risultato irregolare presso l'asl RM C;


- Alessio D'Amato, nominato nel 2013 dirigente alla Cabina di Regia SSR nell'ambito del Segretariato Generale, rinviato a giudizio per truffa su fondi pubblici;


- Luigi Macchitella nominato direttore generale dell'asl di Viterbo indagato per associazione a delinquere nell'inchiesta "caro estinto";


- Ottaviani Roberto, nominato direttore della Direzione agricoltura, sviluppo rurale, caccia e pesca, è indagato per abuso d'ufficio nell'inchiesta a Viterbo denominata "macchina del fango", in cui è indagata anche l'ex assessore regionale per l'Agricoltura, Angela Birindelli;


- Maria Grazia Pompa, prima rimossa dall'incarico di dirigente ottenuto grazie ad un concorso fantasma, creato da De Filippis, nominata lo stesso giorno Vicedirettrice dell'ARPA Lazio, è indagata nell'inchiesta sui rifiuti di Malagrotta che ha portato all'arresto di Fegatelli e De Filippis;



  • con sentenze del TAR Lazio n.3658/2015 e n.3670/2015 il Tribunale amministrativo regionale annullava per gravi irregolarità le procedure di assunzione di 44 dirigenti regionali esterni voluti dalla corrente Amministrazione;

  • stante il delicato momento storico-politico, caratterizzato da evidenti vicende di corruzione e malaffare aventi come protagonisti amministratori pubblici e pubblici dirigenti, la scelta dei vertici degli organi amministrativi e degli organi di diretta collaborazione deve essere ispirata al principio di "precauzione", che invece è stato sinora disatteso da codesta Giunta regionale, con grave compromissione degli interessi pubblici;

 

CONSIDERATO


- che la Giunta non ha posto in essere alcun atto concreto al fine di contenere detti fenomeni, e che anzi risultano coinvolti in gravi inchieste giudiziari i su citati soggetti;

- che è stata bocciata una precedente mozione con cui si chiedeva alla Giunta di non nominare tra i dirigenti persone indagate;

- Che non vi sia settore di Governo della Regione che non abbia visto aggravare la propria condizione di crisi e che questa Giunta ha disatteso numerosi atti di indirizzo e di controllo presentati dai consiglieri sottoscrittori inerenti la gestione di rifiuti, della sanità, dei trasporti, dei settori dell'ambiente, della trasparenza amministrativa, degli enti locali, delle infrastrutture, delle agenzie ed enti dipendenti dalla Regione e dei fondi dell'UE;

- che allo stato attuale, per le predette gravi negligenze inadempienze di questa Amministrazione non risulta garantita la governabilità della Regione Lazio nel rispetto del principio costituzionale di buon andamento dell'azione amministrativa e pertanto la detta esperienza di governo deve terminare onde evitare ulteriori gravi episodi di cattiva Amministrazione con sequenziale gravissimo pregiudizio per gli interessi pubblici;

 

PER QUANTO ESPOSTO


I sottoscritti consiglieri regionali esprimono la sfiducia nei confronti del Presidente della Regione Nicola Zingaretti e dell'intero Governo Regionale e chiedono la convocazione straordinaria del consiglio regionale ai sensi dell' art 43 dello Statuto per porre in votazione la su estesa Mozione che quivi formalmente presentano.

Roma, 7 aprile 2015


CONSIGLIERI SOTTOSCRITTORI

CORRADO VALENTINA
GIANLUCA PERILLI
DEVID PORRELLO
SILVANA DENICOLO'
GAIA PERNARELLA
DAVIDE BARILLARI
SILVIA BLASI



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