Febbraio 2017 Archives

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I 280.000 mq dell'area dell'ex ospedale Forlanini e il suo enorme patrimonio culturale, storico ed architettonico si trovano in pieno centro a Roma e da tempo fanno gola agli speculatori, al pari del contestatissimoo Stadio della Roma.

Raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, il M5S ha presentato fra il 2015 e il 2016 ben 5 interrogazioni in Consiglio Regionale per fare un po' di luce sul misterioso futuro del Forlanini, ma a nessuna di esse Zingaretti ha mai risposto.
Così come non è stata mai effettuata un'audizione per discuterne in Commissione sanità, richiesta dal M5S 1 anno e mezzo fa.

Silenzio ed omertà.
Nemmeno in aula, con un question time, si riescono a capire le sorti del Forlanini...

La Regione (almeno pubblicamente) ha sempre escluso la privatizzazione e Zingaretti si è sempre vantato di avviare progetti per il rilancio, ma ad oggi non si è visto nulla.
Nel 2015 Zingaretti annunciava un grande "bando delle idee" subito incensato dal suo fedele gregario PD Valeriani ...e a ruota tutti i giornali rilanciavano con vibrante passione la notizia ai quattro venti ("parte la rivoluzione al forlanini" "Zingaretti chiude il forlanini e apre ai cittadini"
"tempi brevi per la riqualificazione" .
Peccato che dal 2015 al 2017 non si sia mossa una foglia.

Di colpo tutto si sblocca, per magia, guarda caso proprio negli ultimi giorni della scorsa settimana.....quando il M5S accede a documenti "scottanti" (accesso agli atti del 2/2/17 che oggi rendiamo pubblici) e quando i cittadini e i comitati si fanno sentire e il gia' malandato PD romano si rende conto di perdere un altra carrettata di voti nella Capitale (assemblea cittadina del 6/2/17 molto partecipata, in programma una manifestazione contro Zingaretti verso meta' marzo).

Ed ecco che di colpo Zingaretti si sveglia dal suo letargo biennale 2015-2017: con fervente passione, lancia "una grande consultazione per raccogliere idee"
ma anche i sassi capiscono che non e' altro che la stessa minestra del 2015 riadattata un po' per il 2017, niente di nuovo.
Lo stesso Valeriani che nel 2015 si era complimentato con Zingaretti per l'idea del bando delle idee, oggi promosso a capogruppo piddi', addirittura ricicla la stessa vecchia idea sul suo autorevole "blog personale":


MA PERCHE' HANNO CHIUSO IL FORLANINI E OGGI FANNO IL POSSIBILE PER VENDERLO ?
La Regione non ha mai risposto.

D' Amato, assessore ombra di Zingaretti alla sanità, ad inizio 2016 asseriva che il Forlanini era stato chiuso perché' "costava troppo". Ma i fatti stanno proprio cosi' ?

La risposta arriva dal lavoro dei comitati per salvare il Forlanini, che non si sono mai arresi, e dai documenti raccolti dal M5S:

La Regione Lazio tramite i suoi funzionari conferma che sull'area del Forlanini c'è una "esigenza di Stato", e la Regione ha "solo" accettato la proposta di alienazione, accogliendo il loro "invito". Falso.
Non ci sono relazioni scritte o verbali delle riunioni del tavolo tecnico che ha valutato i presupposti alla vendita, poiché' a detta dei funzionari erano riunioni "informali".
La Regione dice che il Forlanini "andava venduto per rilocazioni passive", ma non è stata fatta alcuna analisi per ricollocare altri uffici e direzioni PA (in data 14/6/16). Il Forlanini "non era pronto all'uso e quindi l'unica soluzione era valorizzarlo"!
Non è mai arrivata la risposta del Mibact alla richiesta del 2014 sull'inalienabilità dell' immobile, e nonostante questo la giunta (verbale 14 giugno 2016 seduta 31) dà il suo ok ad "esperire apposita procedura concorrenziale ad evidenza pubblica". Un bel profilo di illegittimità alla vendita senza autorizzazione. Il censimento poi è stato fatto da Lazio Crea e dall'Agenzia del Demanio, senza coinvolgere la direzione sanitaria regionale, e il prezzo non tiene conto del valore storico ed architettonico, sottostimato a 70 milioni di euro. Praticamente una svendita!
Da tutti i documenti non esiste alcuna evidenza dei progetti presentati per il bando delle idee 2015, ne' la valutazione di ALCUN progetto alternativo (i dirigenti regionali confermano)....confermando che il "bando delle idee" era una grande bufala zingarettiana, peggio delle case della salute spuntate come funghi in tutto il Lazio.

I documenti ufficiali raccolti dal M5S dimostrano nero su bianco che l'unico e solo interesse della Regione Lazio era ed è sempre stato la VENDITA.

Che ha veramente in mente di fare Zingaretti nell'area del Forlanini ?
Nessuno lo sa. Non esiste nessun business plan, nessun progetto, nessun programma.

E quindi, come è scappato da dire al presidente della Commissione Sanità Rodolfo Lena, messo alle strette in una diretta radio, magari si può pensare di privatizzarne una parte. I grossi dubbi del M5S quindi sono pienamente legittimi.

Che fare ?
Forze politiche, giornalisti e cittadini dovrebbero mettere con le spalle al muro il presidente Zingaretti sui contenuti del progetto, visto che ormai è assodato (come confermano i suoi stessi dirigenti regionali!) che lui non ha la minima idea di che fare a parte dire ai giornali che un giorno aprirà la "cittadella della pubblica amministrazione".

Il M5S parte dal vecchio progetto Martelli (mai reso pubblico) e grazie allo studio della Sapienza e all'esperienza comitati cittadini a salvaguardia dell'ex ospedale, potrebbe lanciare un VERO percorso partecipato per dire un forte e netto NO alla privatizzazione (diretta e indiretta) e rilanciare tutta l'area con strutture polifunzionali pubbliche
come ad esempio:
- area storica/culturale: museo anatomico, altri musei e centri culturali (biblioteca, area free internet, area studio, area mostre artistiche ed espositive)
- area sociale: ipotesi spazio associazioni, aree sociali ed aggregative, coworking, startup
- area medico/assistenziale (servizi sociali territoriali): ipotesi RSA pubblica e servizi saniari, hospice/riabilitazione, asilo nido, casa maternità, casa della salute.
- area amministrativa: uffici ministero, uffici municipio, uffici comune, uffici regione, presidi forze dell'ordine
- area esterna: vari progetti di orti urbani, terapie verdi

La discussione è aperta e il vero percorso di riqualificazione del Forlanini parte oggi.

Un punto per noi resta fermo: tutta la destinazione pubblica deve essere definita in base alle esigenze attuali e future della popolazione di chi vive sul territorio, tramite l'avvio di un percorso partecipato condiviso ed aperto.

Ma il primo passo, e su questo Zingaretti è completamente nudo in mezzo al deserto, è il ritiro immediato della delibera 766 del 13/12/16 con la quale lui da l'ok alla svendita per 70 milioni di euro.
Se non ritira la delibera (sulla quale siamo pronti insieme ai comitati a fare ricorso) il resto è solo fuffa.


DOCUMENTI
1. Accesso atti M5S
2. Relazione accesso agli atti M5S
3. Procedura vendita mibact
4. Richiesta regione per vendita
5. Verbale giunta 060916
6. Verbale giunta 140616
7. Analisi agenzia del demanio
8. Atto indirizzo assessorato regione
9. Decreto Mibact
10. Lettera mibact a regione
11. Lettera Zingaretti e lista affitti passivi
12. Nota regione a mibact


In questi anni siamo riusciti, grazie a continue e pressanti segnalazioni di cittadini ed operatori sanitari, a costruire una prima mappa delle ingerenze politiche e sindacali nella gestione dei nostri ospedali.

Dai casi dello Spallanzani, all'IFO, passando dalla Asl di Frosinone e dall'ospedale di Tivoli siamo arrivati oggi al caso dell'ospedale Grassi di Ostia: appare chiaro che negli anni valori come merito, esperienza e professionalità hanno lasciato il posto ad opportunismo, clientelismo e nepotismo.

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Da tutti gli atti presentati dal M5S emerge un panorama nel quale direttori generali, primari o singoli professionisti vengono selezionati, nominati, assunti, promossi o spostati solo in base alla loro fedeltà ad un politico di riferimento (locale, regionale o nazionale) e in base alla loro tessera sindacale.
Le scelte relative a quali ospedali rafforzare oppure tagliare, sono frutto di questo scellerato "sistema di relazioni di potere" politica-sanità, che risponde solo a logiche di influenza partitica e ad interessi elettorali. Un sistema molto ben oliato negli anni, che si regge grazie a complicità di sindacalisti corrotti o compiacenti e grazie a funzionari regionali che non effettuano alcun tipo di controllo e verifica.
Ma il sistema stesso sta implodendo a causa delle pesanti disparità che esso stesso genera e per le pesantissime ricadute sulle stesse vittime: i pazienti, che hanno bisogno di cure ed assistenza di qualità nella sanità pubblica.


L'ultimo caso è, appunto, l'ospedale Grassi di Ostia (ricordiamo a tutti che Ostia e' l'unico municipio di Roma commissariato, a causa dello scioglimento per mafia con l'arresto del presidente del X municipio, Andrea Tassone, del Partito Democratico).

A differenza di tutti i casi segnalati precedentemente dal M5S, proprio su questo particolare ed importante ospedale, si è verificato un fatto molto strano: il MoVimento 5 Stelle ha regolarmente presentato agli uffici del Consiglio Regionale del Lazio l'atto tramite procedura di protocollo informatico standard. Questo atto, scopriamo dopo un paio di giorni quando la mozione viene pubblicata sul sito del Consiglio, che e' stato CENSURATO PER BEN 37 VOLTE.
Sono stati sbianchettati tutti i nomi che appaiono nella mozione 5 stelle originale, dal primo all'ultimo.

Se non ci credete, guardate con i vostri occhi:
- qui il testo originale presentato dal M5S
- qui il testo con i 37 omissis.

Eccesso di zelo dei funzionari nel prendersi cura della "privacy" delle persone menzionate nella brutta mozione dei 5 stelle?
Pressione politica dall'alto, censura o goffo tentativo di nascondere la fin troppo dettagliata denuncia m5s ?
Gli uffici hanno semplicemente esagerato nell'interpretazione delle norme su privacy, trasparenza e anticorruzione andando oltre i propri "doveri" ?

Presi probabilmente da panico euforico censorio, i solerti funzionari regionali sono arrivati addirittura a sbianchettare anche il nome dell'attuale Direttore regionale della sanità del Lazio, Vincenzo Panella, così come il nome del Commissario straordinario della ASL RM3, Giuseppe Legato....personaggi assolutamente pubblici e noti a tutti.

Ieri abbiamo segnalato pubblicamente l'inverosimile caso durante la seduta d'aula del Consiglio Regionale.
Oggi inviamo una lettera alla Presidenza del Consiglio Regionale e a tutti i membri dell'Ufficio di Presidenza, chiedendo anche un parere ufficiale al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza ed alla responsabile della Segreteria Generale.

Il MoVimento 5 Stelle non si ferma.
La mappa delle ingerenze politiche nella sanità del Lazio da oggi al 2018 (quando questo sistema crollerà per sempre grazie al prossimo governo 5 Stelle alla Regione Lazio) sarà sempre più nitida: abbiamo in programma un ulteriore atto di denuncia politica su un altro importante ospedale della provincia trasformato dalla politica in un "bancomat elettorale".

La mappa delle ingerenze politiche nella sanità del Lazio si allarga.



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