Scuole vietate a chi non si vaccina? NO a metodi coercitivi, SI a informazione e prevenzione!

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E' la prima volta che una legge di giunta arriva in commissione sanita' nel tempo record di soli 2 giorni, e un consigliere di maggioranza tenti addirittura di farla votare in pochi minuti, in una seduta carbonara convocata in sole 24 ore.
Perche' tutta questa fretta ?
La proposta di legge 361/2017 prevede l'obbligatorieta' delle vaccinazioni per poter iscrivere i propri bambini nei nidi pubblici e privati di tutta la Regione Lazio, fin dal prossimo anno scolastico.

Il MoVimento 5 Stelle ha richiesto una semplice seduta di audizioni, in modo da affrontare un tema cosi' complesso e delicato con il supporto di medici ed esperti indipendenti, ma la richiesta e' stata bocciata senza giustificazioni dal Partito Democratico.
Perche' in questo caso viene negata la possibilita' di effettuare audizioni pubbliche, come avviene per tutte le altre proposte di legge ?

Riteniamo che Zingaretti sia fomentato dall' "allarmismo mediatico" creato dai casi di meningite in Toscana. Eppure la condizione epidemiologica nel Lazio NON E' CAMBIATA, ne' esiste un'emergenza vaccinale o epidemie in corso.
La fretta nell'approvare sottobanco questa legge e' nella sola volonta' (malata e antidemocratica) di OBBLIGARE i cittadini anziche' INFORMARLI, come giustamente previsto dalla normativa nazionale attuale.
O pensando male, rendere il Lazio una Regione "ospitale" per gli investitori (o meglio speculatori) farmaceutici.

Per il Codacons, che ha gia' impugnato la norma nazionale al Tar del Lazio e fatto ricorso in sede europea, e' uno "stupro nei confronti delle famiglie" poiche' in commercio esiste solo l'esavalente e quindi si obbligano i cittadini ad effettuare 4 vaccinazioni obbligatorie e 2 facoltative, a vantaggio dell'enorme business delle case farmaceutiche.
L'imposizione dell'esavalente quindi si potrebbe configurare come un illecito aiuto di stato alle aziende farmaceutiche produttrici del vaccino.

Scuole vietate a chi non si vaccina?
Anche il ministro Lorenzin si e' espressa chiaramente: non si puo' negare il diritto all'istruzione a un bambino che non si e' vaccinato, magari proprio per motivi di salute.

L'obbligo di vaccinazioni per l'accesso ai nidi e' un metodo coercitivo inaccettabile.
Per difendere un diritto, quello della salute, se ne calpestano altri.
Per contrastare il calo di vaccinazioni, non e' questa la strada: imporre decisioni ledendo il diritto all'educazione e alle scelte di quelle famiglie che rifiutano il vaccino.
C'e' una legge da far rispettare: convincere i genitori dell'importanza dei vaccini, non costringerli con ricatti incostituzionali.


Se applicassimo la stessa logica coercitiva del Partito Democratico di Nicola Zingaretti, dovremmo allora pretendere la verifica delle vaccinazioni obbligatorie a chiunque venga in contatto con i bambini negli asili nido: maestri e maestre, tutto il personale interno di assistenza, nonche' gli stessi genitori o nonni che portano i figli a scuola.
Tutti potenziali portatori di malattie infettive.

La proposta di legge della giunta regionale del Lazio n.361 del 16/01/17 pone per la prima volta nella nostra Regione un obbligo coercitivo che contrasta:
- gli articoli 3 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana
- il Decreto del Presidente della Repubblica n.355 del 26 gennaio 1999
- la circolare del Ministero della Salute n.6 del 20 aprile 2000
- l'articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
- l'articolo 5 della Convenzione internazionale di Oviedo (ratificata con legge 145/2001)
- la Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo
- la Convenzione sui diritti dell'infanzia
- l'articolo 4 del Codice deontologico medico

Se passasse questa legge, inoltre, gli asili che applicheranno la norma rischiano di essere denunciati per abuso d'atti di ufficio e violenza privata, non potendo somministrare ai figli i soli 4 vaccini obbligatori previsti (in Italia esiste solo l'esavalente).


Il calo delle vaccinazioni si combatte facendo informazione, seria, scrupolosa e soprattutto indipendente rispetto ai tanti e troppi interessi commerciali che ruotano intorno alle forniture alle Asl.
Affermare che se il Lazio scende sotto il 95% dei vaccinati ritorneranno pericolose epidemie del passato, e' un dogma vecchio e ormai superato dagli stessi epidemiologici.
Vaccinare non vuol dire immunizzare.
Nella provincia di Bolzano, ad esempio, le coperture vaccinali risultano inferiori all' 87% e non sono in atto epidemie di difterite, polio o epatite.
In Veneto, nonostante la sospensione dell'obbligatorieta' vaccinale dal 2008, ad oggi non si sono verificati cali di vaccinazioni.

Cosa fare al posto di un obbligo coercitivo ?
Il MoVimento 5 Stelle vorrebbe avere la possibilita' di discuterne in commissione sanita', ma questo diritto democratico e' stato negato non solo alla nostra forza politica, ma anche a tutti i genitori e alle associazioni che avevano qualcosa da dire.

Alternative e soluzioni possibili ?
Eccone alcune ad esempio:

1) Favorire l'esercizio cosciente della libera scelta sia nell'interesse della salute dei propri figli e sia nell'interesse collettivo, sostenendo politiche di prevenzione tramite una corretta e completa informazione invece che imporre azioni sanitarie attraverso l'obbligo, la coercizione e provvedimenti restrittivi.
2) Avviare una campagna indipendente di informazione/educazione pubblica sulle vaccinazioni, coinvolgendo attivamente Asl, pediatri e medici, senza terrorismi psicologici, inutili allarmismi e senza colpevolizzare (o sanzionare) i singoli medici che esprimono legittime critiche e dubbi.
3) Rafforzare i centri vaccinali regionali, introducendo appropriate modalita' di counseling verso i genitori con i responsabili dei centri vaccinali, introducendo la possibilita' di effettuare le vaccinazioni in eta' piu' avanzata o con inoculamenti monovaccino scaglionati nel tempo, rivedendo anche il modulo di "scarico responsabilita'" attualmente verso i soli genitori.
4) Avviare politiche ed interventi per ricostruire la fiducia fra genitori critici e medici di base/pediatri
5) Richiedere alle case farmaceutiche la distribuzione di vaccini tetravalenti o in forma singola, interrompendo l'abuso della sola commercializzazione e distribuzione del vaccino esavalente (che costringe i genitori, per rispettare l'obbligatorieta', anche a inoculare 2 vaccini facoltativi), che per altro potrebbe rappresentare anche un illecito aiuto di stato alle multinazionali produttrici del vaccino (l'esavalente viene pagato praticamente il doppio).
6) Fornire a tutti i cittadini la "corretta informazione sull'uso dei vaccini, sui possibili rischi e complicanze" (art.1 e art.7 legge 210/1992) da parte delle ASL, potenziando la rete di assistenza e supporto, cosi' come gli studi indipendenti sugli eventi avversi di alcuni vaccini e sulle loro composizioni (metalli pesanti, contaminazioni di particelle inorganiche e adiuvanti)
7) Rendere pubblici i dati conoscitivi sulle complicanze da vaccino, al fine di adeguare a tali dati progetti di informazione e metodi innovativi di prevenzione (gia' previsto da legge 210/1992 ma non attuato) e rendere pubblici anche gli studi approfonditi, compresi i monitoraggi addizionali avviati e i vaccini sotto specifica osservazione.
8) Attuare riforme sociosanitarie per indirizzare piu' verso il vecchio approccio delle vaccinazioni di massa, ma su vaccinazioni personalizzate in base alla specifica anamnesi familiare, alla situazione epidemiologica e alle condizioni del singolo bambino valutate caso per caso dai pediatri (rapporto rischio-beneficio).
9) Informare i neogenitori, in modo proattivo, riguardo il calendario vaccinale regionale (che prevede 10 vaccini contro i 4 indicati dalla legge italiana), con la possibilita' di incontri preventivi e di counceling con i genitori che richiedono approfondimenti PRIMA dell'avvio dell' inoculamento vaccinale
10) Ridiscutere il piano regionale vaccini per aumentarne l'applicazione e l'efficacia, coinvolgendo nel confronto tutte le parti sociali interessate: genitori e loro associazioni rappresentative, comunita' scientifica, politici e decisori istituzionali.
11) Rafforzare la farmacosorveglianza, la farmacogenomica e la vaccinovigilanza (post-marketing)
12) Effettuare una revisione della gara regionale di acquisto delle dosi vaccinali, in base agli effetti della campagna vaccinale in corso e dei reali fabbisogni delle singole Asl in relazione al monitoraggio sull'utilizzo dei vaccini disponibili presso i centri vaccinali del Lazio: Infanrix (maggior diffusione), Boostrix, Tetravac, Polioboostrix, Pentavac e Infanrix hexa.
13) Migliorare il piu' possibile le condizioni igieniche delle scuole in modo da ridurre ulteriormente il rischio infettivo, nonche' sostenere la corretta e sana educazione alimentare per rafforzare il sistema immunitario.

La soluzione per il M5S e' combattere il calo delle vaccinazioni con l'informazione e NON con metodi coercitivi che ledono il diritto all'educazione dei nostri figli. Introducendo questo divieto si rischia l'effetto contrario, cioe' perdere il dialogo con le famiglie che in ogni caso hanno dei dubbi.

La richiesta di audizione a porte aperte presentata dal M5S e negata dal PD, era proprio con l'obiettivo di confrontarsi faccia a faccia con associazioni, genitori, esperti di epidemiologia, pediatri e medici. Ma questo diritto e' stato negato per approvare in tutta fretta, a porte chiuse, una legge profondamente sbagliata.

Il MoVimento 5 Stelle chiede di sospendere l'iter anomalo di approvazione della legge 361/2017 finche' non si sara' effettuata una analisi completa degli impatti della norma proposta (parere garante dell'infanzia e dell'adolescenza, analisi tecnico normativa da parte dell'ufficio legislativo regionale in merito ai profili di incostituzionalita'), e si sia svolto un corretto confronto pubblico e democratico attraverso le audizioni con gli esperti della comunita' scientifica, con le associazioni dei genitori e con i rappresentanti di medici e pediatri.

Se non sara' approvata la richiesta di audizioni e una dettagliata analisi su tutti gli impatti di questa norma, il MoVimento 5 Stelle chiede che la legge 361/2017 non venga recepita dal Lazio (come hanno gia' fatto la Liguria, il Veneto e la Lombardia), in modo che ad ogni bambino sia garantito il diritto costituzionale di usufruire del servizio pubblico, indipendentemente dalla scelta terapeutica che i genitori hanno ritenuto piu' giusta per lui, scelta che devono poter prendere in piena consapevolezza, coscienza e liberta'.



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