Luglio 2016 Archives

Il gioco delle tre carte: scopri chi sta mentendo sulla triste vicenda delle lavoratrici Ma.Ca che garantiscono il servizio di pulizia di molti grandi ospedali a Roma, senza ricevere lo stipendio. Di chi e' la colpa ? Dove sono finiti i loro soldi ?

LAVORATRICI MA.CA.
molte delle loro famiglie sono monoreddito, hanno evitato pochi mesi fa di essere licenziate grazie a ricorsi e ripensamenti dell'azienda per cui lavorano. Sono ricascate ancora nella terribile condizione di non ricevere lo stipendio e non sanno perche'. Accusano di subire pressioni per non protestare e di lavorare in un clima di estrema precarieta'.
Hanno presidiato pacificametne venerdi' scorso la direzione della ASL RM2, riuscendo solo a parlare con un dirigente amministrativo e a strappare una incerta promessa di un pagamento completo o parziale del proprio stipendio...e quindi domattina sono pronte a nuove azioni di protesta.
Al consigliere M5S Barillari, presente al loro presidio venerdi' sotto la Asl, raccontano di essere deluse, stanche, ma profondamente decise a lottare con tutta la loro dignita' per far rispettare il diritto di essere pagate per il proprio lavoro.

REGIONE/ASL
Barillari al termine del presidio delle lavoratrici, sale in direzione e riesce a parlare con il direttore generale della RM 2, che si era negata alle stesse lavoratrici. Per il direttore generale, disponibile e cordiale, e' tutto a posto: la Asl non ha contenziosi aperti con la Ma.Ca., le fatture vengono saldate regolarmente seppur con una diffida relativa a quanto la Ma.Ca. ha dichiarato di pulire negli ospedali, e quanto invece realmente fa.
Per la Asl, che rappresenta la Regione Lazio, e' la Ma.Ca. che non paga i lavoratori.

MA.CA.
Barillari dopo aver ascoltato prima le lavoratrici e poi la direzione generale della Asl, si reca proprio nella sede della Ma.Ca. e parla con il dirigente amministrativo...che non aspettandosi questo incontro tanto da apparire all'inizio alquanto sospettoso, dopo poco racconta tutto a ruota libera.
Secondo il dirigente, è la Asl a non rispettare l'accordo: la liquidazione delle fatture non è corretta, passano 3 mesi di ritardo prima di ricevere i soldi (fattura di marzo, i soldi arrivano a settembre). Questo dei pagamenti in ritardo di diversi mesi da parte della Regione Lazio e' un problema costante. Addirittura esistono fatture sospese dalla RmD dal 2013.
Questa situazione di ritardo nell'arrivo dei soldi da parte della Regione, mette a rischio la liquidita' dell'azienda, e quindi la regolarita' del pagamento degli stipendi ai lavoratori. La colpa e' della Asl, cioe' della Regione Lazio, che non rispetta il contratto.

La domanda ora e'....
CHI STA MENTENDO ?

http://www.lazio5stelle.it/wp-content/uploads/2016/07/GraviInadempienzeMaca.pdf

Oggi altri due avvisi di garanzia sono stati recapitati a dei consiglieri regionali del Pd del Lazio: il presidente della commissione bilancio Marco ‪‎Vincenzi‬ e l'ex presidente della commissione cultura Eugenio ‪‎Patanè‬. Vincenzi è l'ex capogruppo del PD, dimessosi dopo lo scoppio di Mafia Capitale e per questo promosso dal suo partito, con la compiacenza del resto della maggioranza .a presidente della commissione bilancio. Dallo scorso 10 febbraio, quando è stata formalizzata la nomina di Vincenzi, abbiamo abbandonato i lavori delle commissioni attirandoci le critiche di tutto il resto dell'aula, ma il tempo anche in questo caso è stato galantuomo. L'ex capo di gabinetto del Presidente, l'ex capogruppo di Forza Italia, l'ex capogruppo del PD e il consigliere regionale del PD, la lista degli indagati per Mafia Capitale aumenta e l'unica forza politica che continua a rimanere estranea dalle indagini è il M5S. Oggi cessano le ipocrisie dei consiglieri di maggioranza che hanno difeso l'indifendibile per paura di perdere la poltrona, la vaghezza di Zingaretti, rapido a scaricare il suo ex capogruppo durante l'audizione nella commissione parlamentare Antimafia e inizia una nuova epoca nel Lazio. Il re è sempre più nudo e stavolta la propaganda non potrà salvare Zingaretti dall'assumersi le proprie responsabilità politiche per essere stato sordo alle nostre segnalazioni e per aver voluto perpetuare, per amore di partito, un sistema che ogni giorno rende il Lazio peggiore, sottraendo risorse alla collettività per favorire interessi privati, quando non criminali.



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