Ottobre 2014 Archives

Due cose importanti ottenute durante l'audizione di ieri: innanzitutto aver raccolto informazioni in commissione (fino al 21/10 non circolava nulla) e avere la certezza che la Regione Lazio si sta preoccupando (seppur in ritardo) della gestione di un' ipotetica emergenza Ebola nel nostro territorio.

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Le assenze importanti: Zingaretti, De Grassi e D'Amato (sub commissario sanità e cabina di regia regionale). La loro presenza era stata formalmente richiesta. Evidentemente non interessa loro relazionare il consiglio regionale sulla propria attività e quindi ieri si è fatta sentire la loro pesante assenza ingiustificata, dimostrando per l'ennesima volta uno sprezzo istituzionale verso il consiglio regionale e la commissione sanità, nonché' verso i cittadini che tramite l'audizione potevano avere informazioni e chiarimenti.

Altre assenze ingiustificate: tutti gli altri consiglieri regionali, di maggioranza ed opposizione, dimostrando sia un assoluto disinteresse per un tema importantissimo per la sicurezza di tutti i cittadini laziali, e sia l'inutilità del proprio ruolo di commissari nominati nella VII CCP . Solo Barillari e Porrello, del MoVimento 5 Stelle (che per altro avevano richiesto l'audizione) sono stati presenti dall'inizio alla fine, ponendo domande tecniche approfondite e raccogliendo informazioni importanti. Ci rendiamo conto che se la commissione sanità svolge un minimo di lavoro propositivo e costruttivo, è solo grazie ai solleciti costanti del MoVimento 5 Stelle e alla presenza dei suoi membri della commissione che garantisce il numero legale per poter svolgere l'attività.

Entrando nel merito della discussione: lo scopo dell'audizione era evitare sia inutili allarmismi (se e quando ebola arriverà in Italia) e sia la mancanza completa di informazioni (va tutto bene non vi preoccupate di nulla).

All'audizione erano presenti Vitagliano, Direzione regionale salute e integrazione socio sanitaria, Petrosillo UOC malattie infettive Spallanzani, Ippolito direttore scientifico Spallanzani e Alberti, commissario straordinario Spallanzani. L'audizione è stata aperta da una relazione delle parti, che hanno aggiornato la commissione riguardo il lavoro della direzione regionale nella gestione dell'emergenza e il ruolo dell'IRCSS Spallanzani nel contesto regionale e nazionale.

Fino al giorno dell'audizione non esistevano protocolli ed indicazioni regionali per la sorveglianza ed il controllo, se non le indicazioni ministeriali emanate lo scorso agosto.

Guarda caso, il giorno stesso dell'audizione vengono resi pubblici questi documenti: "epidemia da virus ebola in Africa occidentale: indicazioni per la sorveglianza ed il controllo, protocollo regionale" e "protocollo per la gestione extra-ospedaliera dei casi di malattia da virus ebola". Datati entrambi 21/10/14.

Eppure da marzo/aprile 2014 l'OMS ha allertato gli Stati mentre fonti mediche e giornalistiche da agosto hanno alzato il livello di attenzione.
3 mesi fa. Non siamo certi di una relazione fra la "presa in carico del problema" da parte della regione e il pressante sollecito del MoVimento 5 Stelle tramite le 2 interrogazioni urgenti e la richiesta di audizione in commissione sanità.

Durante l'audizione, le osservazioni dei consiglieri Barillari e Porrello hanno evidenziato i seguenti punti:

- CARENZA DI PERSONALE PER SODDISFARE UN AUMENTO DI DOMANDA SANITARIA IN CASO DI EMERGENZA: i 7 reparti malattie infettive di ogni provincia, e in particolare l'hub centrale Spallanzani, soffrono di insufficienza cronica di personale (medici, infermieri), turnistica eccessiva e poco riposo, esternalizzazioni e precariato (le cooperative gestiscono in subappalto , a fronte di un aumento del carico di lavoro legato alla gestione dei casi sospetti/conclamati, come può una struttura che ha già difficoltà a gestire l'ordinario (vedi emergenza gestione Pronto Soccorso in periodo influenzale "tradizionale") poter rispondere alla domanda straordinaria (comprese le necessarie assenze per la quarantena)? Zingaretti aveva promesso uno sblocco del turnover. Così come il ruolo dei pronto soccorso regionali spesso declassati a "punti di primo intervento" e delle strutture già depotenziate e con meno risorse del necessario per poter funzionare con efficienza. Nessuna risposta chiara in merito. Non sono previste nuove assunzioni.

- MANCANZA DI FORMAZIONE PER LA GESTIONE DEI CASI PRESUNTI DI MALATTIA: la formazione è stata avviata solo per un gruppo di medici dello Spallanzani (una task force) e prossimamente per i triagisti. Restano tagliati fuori tutti quegli operatori che hanno a che fare direttamente con la gestione dei reparti di malattie infettive (imprese di pulizie, cooperative, ecc). La risposta sia dello Spallanzani che della regione e' che i corsi saranno avviati, ma non riguarderanno tutti gli operatori (per le diverse responsabilità che hanno nella gestione del malato). La vestizione e la svestizione sono momenti critici per la possibile propagazione del virus (vedi casi usa e spagna) e per ora risulta che siano state fornite solo "informative" al personale, e non a tutti per altro. Ci e' stato risposto che sarà disponibile un supervisore durante la procedura di preparazione dell'operatore.
Grosse perplessità espresse sui soccorritori dell'Ares 118 e soprattutto delle ambulanze delle società private convenzionate, con le chiamate a spot, che già hanno evidenti difficoltà nel garantire la presenza di personale a bordo dei mezzi ( e in questo caso servirebbero mezzi di biocontenimento e aree di decontaminazione). Alla domanda diretta di un crono programma per i corsi di formazione, non sono arrivate risposte.

- ORGANIZZAZIONE REGIONALE: abbiamo espresso soddisfazione per la preparazione, con estremo ritardo, dei protocolli regionali e dell'Ares (in buona parte un copia-incolla del protocollo elaborato dallo Spallanzani), ma abbiamo ribadito la mancanza di un piano pandemico regionale molto più completo ed organico, così come dei piani pandemici aziendali per capire lo stato di preparazione di ogni struttura sanitaria e di ogni ASL nella gestione di un'epidemia (l'ultimo piano e' fermo al 2008). La regione Lazio ha affermato che attende il piano nazionale del ministero della salute, e non ha in programma alcuna azione proattiva di preparazione di piani territoriali. Nessuna programmazione quindi, si attende passivamente il ministero. Non è stata svolta dalle strutture sanitarie una simulazione di emergenza per valutare il grado di risposta e di preparazione, se non, come abbiamo riportato in commissione, un caso sospetto (poi scoperto negativo ad Ebola) i primi di ottobre al San Giovanni, quando è stato chiuso completamente il pronto soccorso. Succederà lo stesso anche negli altri ospedali? Ci e' stato risposto di no, perché' ora esiste un protocollo al quale tutte le strutture devono attenersi.

- INFORMAZIONE AI CITTADINI: a seguito di una nostra richiesta di avere sul portale della Regione Lazio informazioni sull'evoluzioni dell'epidemia e i riferimenti delle strutture sanitarie per fornire informazioni ai cittadini, e' stato confermato che non esiste una pagina dedicata per aggiornare i cittadini, ma si rimanda al sito del ministero e dello Spallanzani per avere i documenti rilasciati da tali strutture.

- TEMPI DI RISPOSTA: in quanto tempo verranno completate le azioni previste e dichiarate durante l'audizione (formazione completa e costante agli operatori, verifica dell'adeguamento delle strutture PS per canali diretti e percorsi idonei per isolare i casi sospetti in stanze d'isolamento, valutazione dell'efficacia delle procedure per ora "solo sulla carta", ecc) ? In quanto tempo saremo pronti ? Nessuna risposta.
I responsabili dello Spallanzani ci hanno confermato che esistono 2 stanze ad alto isolamento e che in caso di emergenza altri reparti e posti letto saranno utilizzati per soddisfare le richieste. Così come la struttura di bioterrorismo (ferma da anni, perche' nell'appalto da 20 milioni di euro c'erano problemi legali e inchieste aperte) sarà attivata a breve, seppur parzialmente.

La discussione ha toccato anche la verifica alle frontiere dei migranti, il cordone sanitario degli aeroporti. Il rischio non sono direttamente le persone che giungono nel nostro paese via mare, considerata l'attuale diffusione del virus nelle aree geografiche africane e il periodo di incubazione, ma gli scali nei diversi paesi degli operatori sanitari a contatto con i casi sospetti e conclamati della malattia.
L'emergenza è in evoluzione e gli Stati, in coordinamento internazionale, stanno svolgendo un ruolo di monitoraggio su tutte le possibili variazioni. Non si è discusso del vaccino e del farmaco, oggetto invece di un'audizione svolta alla camera fra IRBM e portavoce nazionali/regionali 5 stelle, della quale abbiamo già redatto una relazione precedentemente.

Attendiamo la risposta scritta alla nostra interrogazione urgente, per valutare nei dettagli responsabilità e mancanze della direzione sanitaria regionale. Attendiamo le risposte in aula di Zingaretti settimana prossima alla seconda interrogazione urgente posta dal M5S.

Continuiamo a tenere alta l'attenzione, poiché le informazioni fornite non ci hanno tolto i dubbi di una gestione approssimativa della programmazione sanitaria in caso di emergenza.



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