Agosto 2014 Archives


Attraverso l'"Operazione trasparenza sanità" il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle della Regione Lazio ha avviato una strutturata serie di richieste di accesso agli atti e ai dati inoltrate (a luglio) a tutte le Aziende sanitarie della Regione Lazio richiedendo i numeri dei flussi sanitari e quelli della contabilità analitica. Nello stesso tempo il Gruppo, con la propria Task Force sanità, ha iniziato un'analisi basata sulla valutazione delle problematiche delle singole realtà sanitarie locali utilizzando tutti i dati pubblici.
L'ultima mozione presentata dal Gruppo pochi giorni fa, e basata sul lavoro analitico, riguarda il ridimensionamento dell'Ospedale di Acquapendente e la situazione dell'Asl di Viterbo; è attualmente in corso l'analisi, a cui farà seguito relativa mozione, riguardante l'Asl di Rieti, il teorizzato ridimensionamento dell'Ospedale De Lellis di Rieti e la chiusura di quello di Amatrice. Il 27 agosto c'è stato a Rieti un' "Agorà" sulla sanità Reatina, a cui hanno partecipato le varie categorie e associazioni coinvolte nel processo "riorganizzazione della rete ospedaliera", per sensibilizzare ed informare la cittadinanza sulle modalità e sugli esiti potenziali dell'eventuale ridimensionamento del De Lellis e rivendicare la permanenza delle discipline attualmente presenti all'interno dell'ospedale. Nel corso dell'incontro è emerso il parere dell'Ordine dei medici, secondo cui le eventuali responsabilità di un ridimensionamento motivato da ragioni economiche non dovrebbero ricadere sulla gestione sugli operatori sanitari, già ridotti a seguito di un mancato reintegro dei primari, quanto sulla Regione.
E' utile un quadro che illustri, in termini più generali, cosa sta di fatto accadendo a livello regionale a seguito dei vari decreti emessi nel corso degli ultimi anni dai vari Commissari ad acta, incluso Zingaretti. Senza andare troppo indietro nel tempo e partendo dal famigerato decreto 80 del 2010 firmato dalla Polverini con cui la Regione veniva ripartita in 4 Macroaree che sarebbero dovute diventare autonome in termini di soddisfacimento del fabbisogno sanitario locale e che ha portato il 50% dei circa 250 mila pazienti o degenti ordinari che rappresentano il fabbisogno sanitario annuale di posti letto delle Province di Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone a rivolgersi presso aziende ospedaliere ubicate fuori dalla ASL di riferimento. L'indicatore della mobilità passiva verso altre asl e verso altre Regioni (ad esclusione di Roma che rimane il fulcro sanitario attrattivo regionale) ha raggiunto livelli tali da mettere in dubbio il concetto stesso di Livello Essenziale di Assistenza. Il flusso migratorio dei cittadini bisognosi di cure verso i Policlinici specialistici della Capitale o verso altre regioni, rappresentano il fallimento dell'idea di autonomia sanitaria delle province. Strutture accreditate e policlinici specialistici privati hanno tratto vantaggio da questa situazione a discapito di tutte le strutture pubbliche, soprattutto quelle extra capitoline e della cittadinanza da esse assistita. Le cifre certificano che alla riduzione di oltre il 25% delle degenze in poco più di un quinquennio non ha corrisposto un decremento proporzionale dei costi.
Ci sono altri aspetti da considerare che i decreti zingarettiani sembrano però ignorare del tutto: la tipicità geografica o geomorfologica territoriale delle province, il tasso di invecchiamento della popolazione, il tasso di saturazione dei posti letto degli ospedali in esse ubicati, le discipline rappresentative dell'esodo passivo verso altre asl (in pratica la domanda non soddisfatta) abbinata alla disponibilità effettiva dell'offerta sanitaria in termini di posti letto e discipline e specializzazioni presenti nelle singole strutture ospedaliere , la gestione manageriale economico finanziaria e quella riferita all'erogazione efficiente del servizio in termini di valutazione del potenziale produttivo.
La realtà della provincia di Rieti può essere considerata emblematica: popolata da 160 mila abitanti con un indice di vecchiaia della popolazione molto elevato (istat 2013: ci sono 194 ultra sessantacinquenni ogni 100 giovani). Questo indicatore è utile anche per stabilire l'incidenza delle cronicità che affliggono la popolazione ultra sessantacinquenne mediamente per oltre l'85%. Dall'analisi effettuata emerge che su un fabbisogno di circa 30.000 degenze annuali appena 16 mila vengono soddisfatte internamente alla asl di Rieti. Nello stesso tempo l'ospedale De Lellis, di fatto l'unico della provincia, risulta mediamente saturo in termini di occupazione media dei posti letto (oltre 85%). I reparti chirurgici, ortopedici, urologici, cardiologici, pediatrici, di medicina generale risultano avere indici massimi di saturazione dei posti letto, pertanto fronteggiano già al massimo dell'effettiva potenzialità la domanda assistenziale di ricovero. Nel contempo c'è un esodo passivo presso il Policlinico Gemelli di circa 2000 pazienti l'anno, altri 1300 circa presso il Bambin Gesù, circa altri 1000 presso l'Asl Roma E, altri 4000 presso le asl extraregionali, per un totale di circa 15 mila pazienti che chiedono assistenza altrove. La domanda insoddisfatta a livello territoriale riferita alle patologie neurochirurgiche, pneumologiche, ematologiche, cardiochirurgiche, di radiologia interventistica, di chirurgia addominale complessa, di medicina nucleare rappresentano l'essenza della mobilità passiva extraregionale, in prevalenza verso Terni.
In questo scenario si colloca il progetto regionale e nazionale di ridimensionamento dell'unico ospedale esistente, ridimensionamento che, oltre alla già avvenuta perdita del laboratorio di analisi di fatto trasferito presso il S. Filippo, potrebbe portare alla soppressione di reparti fondamentali per il territorio quali la Radiologia Oncologica, la perdita di ulteriori posti letto nel reparto di Oncologia, la soppressione di Nefrologia e Dialisi (patologia strettamente correlata all'invecchiamento della popolazione), ecc. per rispettare quanto previsto dal Decreto Lorenzin del 5 agosto che vuole la ripartizione degli Ospedali per livelli proporzionati al volume della popolazione. Così facendo non si considera la peculiarità territoriale del Reatino, prevalentemente montana che rappresenta una realtà logisticamente priva delle importanti reti stradali di collegamento verso gli Hub specialistici previsti per soddisfare il fabbisogno. Non si considerano nemmeno l'invecchiamento progressivo della popolazione e la relativa difficoltà a qualsiasi forma di mobilità esterna al territorio e il livello essenziale di assistenza che non può assolutamente essere rappresentato dalla presenza di circa 2 posti letto ogni mille abitanti.
Ma veniamo al motivo del ridimensionamento e alle responsabilità. Il motivo è naturalmente di carattere economico, tutte le scelte relative alla sanità, a partire dalla "spending review", sono basate sul concetto o idea di contenimento della spesa. Potremmo metaforicamente paragonare le scelte regionali a quelle di chi rinuncia al lavaggio dei propri panni per eliminare le spese della corrente elettrica, piuttosto che verificare la dispersione elettrica degli elettrodomestici e porvi opportuno rimedio. Prima di arrivare alla riorganizzazione della rete ospedaliera si è forse tentato preventivamente di individuare e correggere le inefficienze? Perché non si è mai fatto uso della contabilità analitica a livello regionale, la sola che avrebbe consentito non solo la puntuale individuazione dello scorretto utilizzo delle risorse, ma anche la puntuale individuazione delle responsabilità? Questo resta un mistero. E' stato infatti più facile sopprimere la soddisfazione del bisogno sanitario in termini di riduzione dei posti letto, senza che a questo sia corrisposta alcuna riduzione dei costi, piuttosto che individuare realmente sprechi e responsabilità e utilizzare le risorse per potenziare ed incrementare la produttività degli stessi ospedali esistenti. Con una corretta riallocazione e controllo delle spese e della produttività questo è realisticamente possibile. E possiamo dimostrarlo.
La direzione che vuole imprimere il Movimento 5 Stelle in materia di sanità è contraria a qualsiasi ridimensionamento dell'offerta che preceda la preventiva e necessaria verifica e controllo dei costi, delle efficienze, degli standard di produttività e individuazione delle responsabilità. La sanità è nei fatti una vacca da mungere senza limiti. L'unico limite finora posto è stato quello all'assistenza. Rieti rientra proprio nella casistica esemplare che esplicita il concetto. La dottoressa Degrassi in Regione, a cui il Gruppo aveva chiesto collaborazione, ha minimizzato l'utilità della contabilità analitica e giustificato il mancato utilizzo di questo strumento da parte di Regione e Giunta per effettuare le scelte strategiche che stanno prendendo la forma degli atti aziendali che verranno a breve partoriti dalle singole Asl.
Navigando attraverso i link della sanità reatina, pur restando in attesa dei dati ufficialmente richiesti, la Task Force 5 Stelle ha insperatamente acquisito dei dati pubblicati e accessibili riferiti alla contabilità analitica dell'Asl di Rieti. Un breve inciso: quante ASL della Regione Lazio hanno la contabilità analitica?
Tornando ai dati acquisiti, sarebbe lecito chiedersi se qualcuno li abbia mai letti, soprattutto considerando che la visione degli stessi, per quanto fermi all'anno 2012, non potrebbe che suscitare sgomento, o nel caso più ottimistico ilarità, e dovrebbe sollecitare o solleticare l'intervento di Corte dei Conti o della Magistratura, sempre che non siano frutto di sbadataggine o invenzione contabile. Questo dubbio in effetti è inerente all'attendibilità del dato, ma considerando che questo dato è acquisibile dal sito ufficiale dell'Asl di Rieti e che la Task Force, per evitare qualsiasi fraintendimento, ha contattato direttamente la dottoressa Evangelista responsabile del Controllo di Gestione per confermarne la veridicità, è quindi possibile procedere alle considerazioni.
In primo luogo emerge che a livello di bilancio consolidato, a fronte di un valore della produzione pari a circa 78 milioni di euro, il solo costo del personale che ammonta a circa 100 milioni di euro produce già una perdita. Il costo del personale sanitario da solo annulla l'intero valore della produzione! Già questo dato preliminare dovrebbe far pensare che qualcosa di macroscopico non funziona. Eppure si paventa necessità di personale medico non rimpiazzato.
E gli altri costi? Nello stesso report vengono indicati i costi diretti, ovvero quelli necessari all'erogazione del servizio e non inclusivi dei costi comuni di struttura che portano già a una perdita aziendale annuale di oltre 120 milioni di euro. Ometto il fatto che sono stati inseriti tra i costi diretti gli ammortamenti, mentre sono stati metodicamente e scrupolosamente esclusi i costi (presenti nella contabilità analitica per centro di responsabilità) riferiti alle manutenzioni, alla lavanderia, alla vigilanza, alla mensa, allo smaltimento rifiuti, alla pulizia, in pratica quelli dei servizi non sanitari, che pur non essendo costi diretti ci avrebbero illustrato quale impennata macroscopica questi hanno avuto a partire dal 2010. Stiamo parlando di costi che prevedono bandi di gara nell'ordine di decine e decine di milioni di euro! Ma a livello consolidato il conto economico ci dice ancora poco.
Diventa "divertente" percorrere l'illustrazione delle spese per singolo centro di responsabilità: a livello di Direzione Aziendale si vede un raddoppio rispetto al 2010 del costo del personale sanitario che passa dai 280 mila euro agli oltre 500 mila. Verrebbe da chiedersi a cosa serve un macroscopico incremento di costo del personale sanitario presso la direzione aziendale quando si paventa la scarsità di personale sanitario presso i reparti, soprattutto a fronte di una sestuplicazione del costo del personale non dipendente che nel 2012 ha raggiunto i 619 mila euro. Per non parlare dei compensi agli organi direttivi che sono passati dai 309 mila euro del 2010 ai quasi 490 mila del 2012! Alla faccia della spending review! Il servizio lavanderia o quello dei rifiuti o dei servizi informatici o ancora delle manutenzioni, misteriosamente imputati a tale direzione, hanno visto un incremento del costo complessivo che è passato dai 4 milioni del 2010 ai quasi 13 milioni del 2012. E sono solo i costi riferiti alla direzione aziendale, non quelli dei reparti che dovrebbero produrre valore!
L'occhio poi cade su alcuni centri di costo, come l'assolutamente necessario ufficio comunicazione e marketing, che da solo assorbe con il costo per il personale oltre 200 mila euro. Scorrendo ci intratteniamo sull'imputazione dei costi di lavanderia, mensa, vigilanza e pulizia anche sulla direzione amministrativa della funzione ospedaliera, oppure presso l'UOC Acquisizione beni e servizi, per un ammontare rispettivo superiore ai 2 milioni di euro nella prima e a oltre 2 milioni nella seconda; o ancora sul costo del personale adibito al coordinamento tecnico del recup o all'audit clinico che ammonta rispettivamente a circa 370 mila euro e a 440 mila euro. O ancora al costo delle manutenzioni imputate al centro di responsabilità UOC tecnico patrimoniale, in cui si vede la levitazione improvvisa del costo di manutenzione da poche centinaia di migliaia di euro (si fa per dire) a circa 1,3 milioni di euro. Stiamo parlando finora di UOC o unità operative che potremmo definire di staff direzionale, quindi non produttive. Anche il servizio informatico vede una levitazione clamorosa del costo che tra personale e macchinari supera abbondantemente 1,5 milioni di euro lasciando preludere all'esistenza di un'informatizzazione talmente all'avanguardia da poter garantire in tempo reale la fornitura di qualsiasi informazione. La Task Force probabilmente non dovrà temere la mancata fornitura dei dati richiesta.
Dando un'occhiata alle unità produttive e prendendo a titolo di esempio soltanto uno dei tanti centri di responsabilità in quanto il dato, nella sua drammaticità documentale si ripete, soprattutto a livello di servizio distrettuale. La Direzione Distrettuale Montepiano Reatino N.1, per esempio, raggiunge mediante erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di diagnostica strumentale un valore della produzione pari a 1,3 milioni di euro. Salvo poi constatare che il solo costo del personale medico per erogare queste prestazioni ammonta a 6,1 milioni di euro! E il solo costo dei prodotti farmaceutici e galenici per erogare la prestazione ammontano ad oltre 3 milioni di euro! Sarebbe come dire che vendo una bottiglia di vino a 10 euro dopo essermi accertato che il costo del solo vino ammonta a 30 euro, il costo del personale per produrla ammonta a 60 euro e tutti gli altri costi ammontano a 300 euro! Proprio così, perché vengono imputati al tale centro di costo un ammontare complessivo di costi per servizi sanitari pari a circa 30 milioni di euro. In definitiva, per guadagnare 1,3 milioni di euro spendo 50 milioni di euro! C'è o non c'è qualcosa che non va in questa gestione? Non basterebbe da solo il fatto che le spese dei costi variabili diretti, ovvero i farmaci, superino il valore della produzione per farci sorgere il dubbio che vi sia un uso o abuso improprio della risorsa produttiva? Tale dato non induce forse la Guardia di Finanza all'effettuazione di un controllo? Solo per curiosità, si intende... E tutto quel personale medico per produrre solo un milione di euro? E' ridondante o improduttivo? E chi è il direttore di questa unità produttiva? Non è forse egli responsabile del funzionamento della stessa? E in base al piano della performance come è stato valutato?
Queste osservazioni servono soltanto per dimostrare che l'attenta analisi basata sulla contabilità analitica non lascia dubbi sull'individuazione dell'inefficienza e delle responsabilità. Pertanto resta confermata la tesi secondo cui, una rivisitazione generale dei costi e della loro origine è il preludio per la rifondazione di una sanità potenziata a livello locale. Altro che riequilibrio della rete ospedaliera. Altro che taglio dei posti letto e ridimensionamento! L'unica cosa che andrebbe cambiata radicalmente dovrebbe essere semplicemente la gestione. Pertanto non è possibile parlare di deresponsabilizzazione della gestione amministrativa e da parte delle professioni sanitarie, in quanto, carte alla mano, hanno concorso attivamente nella creazione di un deficit pubblico complessivo che ha comportato provvedimenti approssimativi a livello regionale che hanno penalizzato soltanto la popolazione. Che paga due volte: lo sperpero del denaro pubblico sovvenzionato con l'imposizione fiscale e l'assenza del servizio essenziale di assistenza sanitaria.

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GUERRA AI TAGLI INDISCRIMINATI DEL PARTITO DEMOCRATICO ALLA SANITA' LAZIALE.

Rieti e Viterbo: le due province del Lazio dove il diritto alla salute e' negato.
Anche Latina e Frosinone soffrono per mancanza di personale ed ospedali sovraccarichi. Le province laziali sono allo stremo!
Lasciare migliaia di cittadini senza un ospedale nell'arco di 50-60km, non e' interruzione di pubblico servizio?
Avere tempi di attesa di 6 mesi per fare un esame, favorendo intramoenia e cliniche private (solo per chi se lo puo' permettere), non e' un interruzione di pubblico servizio?
Zingaretti ha avuto un anno e mezzo di tempo: la qualita' dell'assistenza sanitaria in tuttto il Lazio e' peggiorata e non sono stati fatti gli interventi che tanti si aspettavano, anche gli stessi elettori del Pd.
Risultato: immobilismo politico della regione Lazio, demotivazione del personale sanitario sfruttato e sottopagato, spreco di 40 milioni di euro di soldi pubblici per aprire inutili e vuote case della salute, boicottaggio di tutte le proposte 5 stelle che risolverebbero i maggiori problemi della malasanita', e tagli ingiustificati a tutte le strutture pubbliche, favorendo le cliniche private convenzionate.
Una sola parola d'ordine: ORA BASTA !

Queste le azioni del MoVimento 5 Stelle:

1) convocazione in commissione salute, in Regione, dei sindaci di Amatrice e Aquapendente, insieme al direttore generale della Asl di Rieti e al Commissario della Asl di Viterbo. Abbiamo sentito i sindaci personalmente negli ultimi giorni, e ieri abbiamo inviato la lettera ufficiale di convocazione al presidente Lena. Insieme ai sindaci di
Sora, Cassino, si sta creando un fronte di sindaci (anche Pd) che contestano apertamente la politica sanitaria zingarettiana/polveriniana.
Zingaretti e alcuni consiglieri fanno incontri riservati con i sindaci per tenerli buoni e fanno loro promesse da vecchia politica. Il MoVimento 5 Stelle chiede un confronto pubblico e trasparente fra commissione sanita' e sindaci: basta intrallazzi e scambi politici (vedi dca 8 agosto che favorisce alcuni comuni e ne discrimina altri)

2) stiamo fissando appuntamenti per andare da TUTTI i direttori generali delle asl del Lazio, ai quali prenderanno parte gli esperti della nostra task force sanita' M5S Lazio. Partiamo subito con Macchitella e Figorilli, poi tocchera' a Caporossi e Mastrobuono. Chiederemo loro le motivazioni degli atti aziendali effettuati (o non effettuati) e
valuteremo tutte le loro responsabilita' dirette ed indirette.

3) abbiamo avviato l'operazione #SANITATRASPARENTE (info su www.lazio5stelle.it/sanita). Abbiamo scritto a Zingaretti e Botti (nessuna risposta) e incontrato la DeGrassi (contraria) per poi abbiamo effettuato un accessi agli atti in TUTTE LE ASL del Lazio. Ora solleciteremo la nostra richiesta di fornirci i dati di contabilita' analitica: devono dimostrare, nero su bianco, che depotenziare gli ospedali e inaugurare casette della salute, e' a vantaggio dei cittadini. Tramite questi dati (che nemmeno la cabina di regia della sanita' e il subcommissario zingaretti possiedono) ci
renderemo conto di dove stanno i veri sprechi e le vere inefficienze, per centinaia di milioni di euro.

4) attendiamo risposte da Nicola Zingaretti alla sfida pubblica (in tv o in una piazza, a sua scelta) sul tema sanità. Dovrà convincerci che la sua opera serve a tagliare le spese, ma per ora sta tagliando solo servizi ai cittadini e assumendo/nominando dirigenti inappropriati. Se Zingaretti vincera' la sfida, Barillari si è impegnato a votare Pd alle
prossime elezioni regionali.

5) analisi territoriale su vasta scala: grazie al lavoro di mesi degli esperti della task force sanita' del movimento 5 stelle lazio...abbiamo proposte concrete e realizzabili per una sanita' che tagli DAVVERO gli sprechi, i favoritismi e i clientelismi. Abbiamo presentato una mozione per Frosinone, ieri Viterbo...ora continuiamo analizzando la situazione
di tutte le province e di tutti gli ospedali

6) prosegue l'analisi di 34 fascicoli di inchiesta sulla malasanita' nel Lazio, aperti grazie alle segnalazioni dei cittadini. Stiamo collaborando con questura e finanza nei casi piu' gravi, dove sono evidentissimi casi di corruzione, illeciti amministrativi, abuso di
potere e omissione d'atti d'ufficio.

7) stiamo organizzando agora' in piazza, per affrontare l'emergenza sanita' discutendone pubblicamente, insieme ai cittadini e agli operatori degli ospedali. Stiamo fomendando mobilitazioni e iniziative di protesta in ogni angolo della regione...dal profondo nord di
Acquapendente, nel viterbese, all'estremo sud a Fondi, coinvolgendo tutta la provincia di Latina e il basso Lazio.

8) in consiglio regionale, faremo una durissima opposizione sia in commissione sanita' che in consiglio. hanno avuto il coraggio di bocciare la commissione di inchiesta sulla malasanita', poi quella sul debito sanitario (in perfetta sintonia pd-forza italia-ncd) e insabbiare TUTTE le mozioni e le proposte di legge 5 stelle sulla sanita'.

Una sola parola d'ordine: ORA BASTA !

NO AI TAGLI ALLA SANITA' PUBBLICA DI NICOLA ZINGARETTI!!!
NO AL BLUFF DELLE CASETTE DELLA SALUTE!
TAGLIAMO I VERI SPRECHI: CLIENTELISMI PER FAVORIRE GLI AMICI DEL PD,
FAVORITISMI A COOPERATIVE E SINDACATI COMPIACENTI, NOMINE ILLEGITTIME DI
DIRIGENTI.
INVESTIAMO SULLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE DI ECCELLENZA, INVECE CHE CHIUDERLE UNA DOPO L'ALTRA !

Siamo arrivati ad un comune che chiede la secessione dal Lazio !

Sono sempre piu' i sindaci (molti del Pd) che trovano il coraggio di ribellarsi ai tagli INGIUSTIFICATI del governatore Nicola Zingaretti alla sanita' pubblica laziale.
Dopo Sora, Cassino, Frosinone, Alatri, Acquapendente ora anche Amatrice e' nella schiera dei comuni ribelli.
Zingaretti, esattamente come la Polverini, taglia solo per fare cassa.
Depotenzia il cuore di tante strutture sanitarie pubbliche,che da decenni offrono assistenza gratuita e di qualita' ai cittadini, chiudendo interi reparti che funzionano (irresponsabilmente, perche' la scure di Zingaretti si abbatte anche su ospedali di ECCELLENZA)
Senza ospedali, la gente quando sta male dove va ? In molti luoghi del Lazio ormai non ci sono ospedali nell'arco di 50, 70 km !!!
Nostro padre, nostra madre, i nostri bambini... a chi si rivolgeranno quando avranno bisogno di assistenza medica urgente ?

Questa politica irresponsabile di tagli, promossa ormai da un anno e mezzo dal Pd nel Lazio, costringe migliaia di cittadini a curarsi nelle CLINICHE PRIVATE o andare addirittura in altre regioni (hanno attivato zitti zitti convenzioni con Umbria e Toscana...quindi arriviamo a pagare noi altre regioni per curare i nostri cittadini!).

La scusa e' che mancano i soldi per pagare la sanita' pubblica ? BALLE.
Bisogna tagliare gli ospedali che funzionano perche' cosi' il governo fara' uscire il Lazio dal commissariamento ? BALLE.
E' necessario chiudere tutti gli ospedali per "riconvertirli" in inutili Case della Salute ? BALLE.
Il Partito Democratico non racconta ai cittadini che di soldi ce ne sono anche troppi...ad esempio recuperando i 20 milioni derivanti dall'abolizione dei vitalizi (privilegio medioevale mantenuto senza troppa vergogna)....con 20 milioni di euro quanti ospedali potremmo salvare ? Tagliando i dirigenti (che invece Zingaretti continua a nominare, anche violando la legge) e tutte le strutture inutili o duplicate che lui ha creato nell'amministrazione regionale, quanti altri soldi risparmieremmo ?
E invece, senza discuterne in consiglio regionale (e' il massimo assenteista), inaugura "casette della salute" in giro per la regione, buttando ulteriormente altri soldi pubblici in progetti fantasma (stimati 40 milioni di euro).

Il MoVimento 5 Stelle e' l'unica forza di opposizione attiva e propositiva, che si oppone a questa politica irresponsabile del Partito Democratico.

Abbiamo tantissimi progetti sulla sanita', elaborati insieme a tutti i professionisti sanitari che da mesi collaborano volontariamente con noi. Cittadini stufi di chi fa promesse in campagna elettorale e poi invece distrugge la sanita' pubblica.

Pochi ne parlano, ma la verita' e' che tutte le proposte 5 stelle per costruire una sanita' efficiente vengono rigorosamente bocciate e insabbiate (abbiamo piu' volte offerto disponibilita' a Zingaretti ma ci ha sempre chiuso la porta in faccia).

Ne Consiglio Regionale del Lazio abbiamo presentato mozioni, leggi, interrogazioni e risoluzioni per costruire una sanita' efficiente dimostrando che NON SERVONO ULTERIORI TAGLI ALLA SANITA' O CHIUSURE DI OSPEDALI PUBBLICI.

E continueremo a farlo, per dimostrare dati alla mano, asl per asl e ospedale per ospedale, che si possono lasciare aperti i nostri ospedali tagliando sulle vere inefficienze e sui veri clientelismi, ancora fortemente radicati nel Lazio grazie alle connivenze con chi sta governando.



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