Aprile 2014 Archives

Ecco tutti i retroscena del primo anno di legislatura

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I nostri avversari dicono che il Movimento 5 Stelle non propone mai nulla e che ci limitiamo a dire di no e segnalare illeciti. Come prova della falsità di queste accuse riportiamo 7 casi di proposte di legge avanzate dal M5S Lazio che sono state insabbiate o "scippate" nel primo anno di legislatura, abusando della nostra disponibilità e della nostra collaborazione.

I 7 casi proposti offrono una prospettiva per comprendere come non conti un'idea o una proposta che possa risolvere un problema dei cittadini rispetto a "chi" propone una legge e all'importanza dell' "influenza politica" per calendarizzare la proposta di legge.

Vi invitiamo a contattare i rappresentanti del Pd e della listaxilPdLazio per sentire la loro versione. Sicuramente smentiranno ogni parola, dando a noi ogni colpa e accusandoci di mentire.

Buona lettura di questi "retroscena". Scoprirete cosa avviene dietro le quinte dei comunicati ufficiali e dei tanti discorsi di facciata nelle conferenze pubbliche.


CASO 1: LEGGE SUL REGISTRO TUMORI

E' la prima legge in ambito sanitario alla quale abbiamo iniziato a lavorare appena insediati in consiglio regionale. Con la collaborazione di Airtum e diversi esperti in campo medico abbiamo elaborato una proposta di legge partendo da esperienze già attive in altre regioni. Dopo 3 mesi di lavoro è nata una legge partecipata e condivisa in rete.

Abbiamo contattato l'assessore al bilancio Sartore per capire la disponibilità della giunta a promuovere questa legge. Il parere è stato favorevole, tanto che diversi mesi fa (in settembre) si era già identificato l'IFO come struttura centrale dove far confluire tutti i dati dal territorio laziale per la gestione del registro tumori. La copertura economica era garantita con una piccola variazione, compatibile, al piano di rientro del deficit sanitario. Il messaggio era chiaro, dopo una riunione in via Colombo con assessore e cabina di regia: "si può fare."

Da allora sono passati oltre 4 mesi. Trascorsi a rincorrere la giunta per la conferma dell'impegno, comprendendo giorno dopo giorno che qualcosa non andava come previsto. D'Amato, il "regista della sanità" inquisito per truffa, sfuggiva alle risposte, e nei tanti decreti emanati da Zingaretti continuava a non esserci alcun accenno al registro tumori.

Dopo 4 mesi di attesa e solleciti, abbiamo presentato noi la legge, insieme a una mozione per sollecitare il rispetto dell'impegno preso. Da dicembre 2013 ad oggi la proposta di legge non è stata ancora calendarizzata.

CASO 2: LEGGE SUL PARTO NATURALE

Dal rischio chiusura della casa del parto di Ostia, unica struttura del Centro-Sud che accompagna le mamme ad un parto deospedalizzato, è nata la proposta di un gruppo di ostetriche per promuovere una legge sul parto domiciliare e naturale. Le ostetriche contattano tutte le forze politiche della Regione. Noi procediamo con molto interesse disposti a discutere con ListaperilPDLazio questa legge per svilupparla, sottoscriverla e promuoverla insieme. Anche in questo caso, grande interesse da parte nostra a lavorare insieme su un testo condiviso, a firme congiunte o così almeno sembrava dalle parole della consigliera Bonafoni.

Dopo qualche scambio di pareri tecnici e politici confermiamo il nostro interesse a lavorarci insieme. Sollecitiamo, scriviamo, chiediamo di vederci e parlarne. Nessuna risposta. Capiamo che nel nostro interlocutore non c'è una reale volontà a confrontarsi e a proporre una legge con le nostre firme congiunte.

Scopriamo poi, informalmente, che il Pd aveva messo il veto sulla nostra proposta di legge ("se la presenta il M5S noi non la votiamo"). Questo vero e proprio diktat ha spaccato il gruppo di ostetriche, la cui maggioranza ha preferito rivolgere l'attenzione solo al PD per avere la certezza che la loro legge possa passare facilmente.

Davanti a questo veto, a questa discriminazione, decidiamo di presentare noi la legge e dopo un mese dal deposito della Proposta di Legge (che ogni consigliere può firmare e sostenere) la ListaxilPDLazio presenta un suo testo con identico titolo e un contenuto che ricalca al 95% il nostro.

Ora abbiamo in consiglio regionale due leggi identiche, una proposta dal M5S e una della ListaxilPDLazio. Indovinate quale delle due verrà calendarizzata in commissione e poi votata in aula ? Dopo che il gruppo ListaxIlPDLazio avrà srotolato la propria bandierina, la legge verrà approvata con viva soddisfazione e presentata nei comunicati ufficiali e nelle interviste televisive come grande vittoria della maggioranza.

CASO 3: LEGGE SUL SOFTWARE OPEN SOURCE

Lavoriamo da febbraio a un testo di legge molto complesso per promuovere la migrazione del software installato in tutti gli uffici regionali da soluzioni proprietarie a codice aperto, con un enorme risparmio economico. Questa legge introduce concetti innovativi come l'hardware documentato, gli strumenti di democrazia diretta e i servizi telematici trasparenti.

Lo scopo è trasformare il Lazio nella prima regione in innovazione tecnologica aperta e trasparente. Zingaretti lo aveva promesso durante la campagna elettorale ma solo noi abbiamo redatto un piano concreto e dettagliato che permette alla pubblica amministrazione di non dover più pagare licenze ad aziende private. Nella fase di stesura, il MoVimento 5 Stelle apre un confronto con PD, ListaxilPDLazio e SEL, organizzando 2 riunioni nelle quali invitiamo tutte le forze politiche interessate a lavorare a questa legge.

Fin dal primo incontro si capisce che c'è qualcosa che non va, non viene nessun consigliere delle altre forze politiche ma solo collaboratori dello staff che a nome dei consiglieri regionali "che rappresentano" confermano il loro interesse sulla legge.
Noi continuiamo a sviluppare la legge, coinvolgendo le comunità e le associazioni che si occupano da decenni di Open source, raccogliendo in rete suggerimenti e modifiche e incontrando esperti e professionisti come Richard Stallman,. Il PD fiuta l'affare e si tuffa a pesce ma nelle 2 riunioni tecniche non arriviamo a nessuna conclusione, si limitano a criticare una parte del testo che noi modifichiamo venendo incontro alle loro osservazioni.

Arriviamo ad un testo finale, lo inviamo al PD e poi solo silenzio. Dopo oltre 10 giorni arriva Manzella in persona, consigliere della ListaXilPdLazio, che chiede un'ulteriore settimana di tempo per valutare e fare incontri di approfondimento: i sette giorni passano senza alcuna risposta.

La proposta di legge è pronta da oltre un mese, modificata seguendo le osservazioni giunte delle altre forze politiche per agevolarne l'approvazione, ma al momento c'è solo silenzio, quindi domani depositeremo la nostra proposta di legge, certi che il PD a breve proporrà qualcosa di identico con firme diverse sotto.

CASO 4: LEGGE SULLE AGENZIE FUNEBRI

A fine novembre 2013 abbiamo depositato un'interrogazione per scoperchiare il delicatissimo tema del business mafioso nella gestione delle camere mortuarie. Si tratta di un settore che da decenni è in mano a 2 imprese che, nell'assoluta mancanza di normative e regole trasparenti, stanno speculando sul dolore delle persone che perdono un proprio familiare grazie alla connivenza di politici e amministratori.

L'interrogazione è molto delicata ma ha l'obiettivo di sensibilizzare la giunta Zingaretti e aprire una discussione sull'argomento, mai sollevato da nessuna forza politica.

Effettuiamo un accesso agli atti in una ASL, per raccogliere più dati per capire le dimensioni del fenomeno criminale e nelle settimane successive alla presentazione dell'interrogazione, realizziamo una serie di incontri "confidenziali" con membri della giunta e della maggioranza per lavorare ad un testo base di una legge che possa finalmente regolamentare tutto il settore. L'interesse politico è alto e il senso di responsabilità di ognuno sembra sincero.

Con questi interlocutori giungiamo all'accordo che nessuna forza politica si prenda il merito di promuovere la legge, essendo un lavoro condiviso: il MoVimento 5 Stelle ne discute a lungo con membri di punta della giunta Zingaretti e con loro effettuiamo un lungo lavoro di valutazione legislativa, riguardo ogni possibile problema di costituzionalità e legittimità.

Nel frattempo riceviamo informazioni e dettagli molto delicati da diverse fonti del settore funebre, che il M5S Lazio riporta direttamente alla Questura di Roma tramite un esposto. Chiediamo a Zingaretti di intervenire urgentemente, con la promulgazione di un decreto commissariale, giorni prima che esploda l'inchiesta con i conseguenti arresti. Dalla giunta nessuna risposta all'interrogazione o alle richieste di intervento del presidente.

Il 14 marzo 2014 esplode l'inchiesta "caronte" su tutti i giornali: 29 indagati, compresi politici e dirigenti ASL per corruzione, associazione a delinquere, associazione mafiosa e scambio politico elettorale (lo stesso 416 ter per il quale il parlamento ha recentemente abbassato le pene).

Lo stesso giorno che arriva il caso sulla carta stampata, Zingaretti (pur essendo stato informato della situazione ben 4 mesi prima) si affretta ad affermare pubblicamente la propria volontà di intervenire con un decreto urgente (violando quindi l'accordo con noi, secondo cui nessuna forza politica avrebbe messo la propria bandiera sulla legge).

Il MoVimento 5 Stelle non poteva fare altro che aspettare che la giunta emanasse il decreto urgente che sarebbe arrivato in commissione in parallelo alla proposta di legge alla quale abbiamo lavorato per diversi mesi.

Dalla giunta ci confermano una data per emanare il decreto. Poi ci arriva voce che Zingaretti in quella riunione "non ha fatto in tempo a firmare".

Ci confermano un' altra data, questa volta sicura.

Passa anche questa. Email, telefonate, solleciti. Nessuna risposta. Silenzio.

Informalmente scopriamo che servono ancora 2 settimane prima di una nuova data, nella quale Zingaretti dovrebbe firmare quindi ci appare chiaro che o sono intervenute pressioni (e ce ne sono di forti!) per bloccare questa legge o è solo semplice incompetenza ma quest' ultima ipotesi, nonostante tutto, sembra essere la meno plausibile.

Arrivati a oggi diamo un ultimatum: o si fa finalmente il decreto senza ulteriori rinvii e reticenze o mercoledì presenteremo noi la legge, rischiando di persona.

Perché abbiamo capito che il MoVimento 5 Stelle, non avendo alcuna lobby o pressione alle spalle, è l' unico soggetto politico nel Consiglio Regionale del Lazio che ha il coraggio di andare fino in fondo, mettendoci la faccia e rischiando le ritorsioni della mafia.

***Aggiornamento 22/04: a fronte della pressione dell'uscita di questo comunicato, ieri fra telefonate, mediazioni e SMS abbiamo appreso che la giunta Zingaretti sta correndo per firmare la legge prima che noi presentiamo la nostra. L'ultima notizia confermata ieri sera è che oggi stesso il presidente di tutti firmerà .

***Aggiornamento 23/04, ore 15.40: in corso riunione con Zingaretti. La firma sembra imminente..

CASO 5: LEGGE SUI VITALIZI

Abbiamo tentato in diverse occasioni di proporre un taglio ai vitalizi per gli ex consiglieri regionali (spesa annuale: 20 milioni di euro). Mozioni, emendamenti, proposte portate in aula. Tutte bocciate, con la maggioranza Pd arroccata insieme alla destra a difenere questi "diritti acquisiti" e accusandoci di populismo.

Dopo aver fatto uscire sui mezzi di informazione la lista aggiornata dei beneficiari del privilegio e la seguente ondata di indignazione che ha scosso l'opinione pubblica sembrava che Zingaretti ci avesse ripensato, mandando avanti la sua costola chiamata ListaXilPDLazio i cui esponenti iniziano a rilasciare interviste dove si afferma che il taglio ai vitalizi è sacrosanto (cambiando idea rispetto a ciò che avevano bocciato, per ben 3 volte, solo poco tempo prima).

In coerenza con i principi del M5S in merito ai tagli ai costi (e privilegi) della politica ed in attuazione del proprio programma regionale abbiamo proposto nel febbraio 2014 una legge sui vitalizi dei consiglieri regionali . La nuova disciplina comporterebbe un notevole risparmio per l'amministrazione regionale da utilizzare per questioni più serie.

La nostra proposta di legge mira a ristabilire una situazione di equilibrio ed equità tra i trattamenti economici dei vitalizi riservati ai soli consiglieri regionali e i trattamenti pensionistici pubblici attualmente in vigore ed applicati a tutti i cittadini. Tali risultati vengono raggiunti mediante quattro tipologie di intervento:

a) Innalzamento della soglia di percepimento del vitalizio a 65 anni conformemente a quanto stabilito dalla normativa nazionale in tema di pensioni di anzianità;

b) Previsione di un contributo di solidarietà sui vitalizi in erogazione in una misura conforme e proporzionale alla riduzione delle indennità stabilite dalla Legge Regionale 4/2013;

c) Divieto di cumulo dei vitalizi con altri vitalizi, forme previdenziali pubbliche ed altri emolumenti pubblici. Nel caso in cui intervengano altri redditi da lavoro o pensioni pubbliche la corresponsione del vitalizio è sospesa o ridotta automaticamente in misura tale da garantire il livello economico individuato dal vitalizio;

d) Applicazione del calcolo contributivo ai vitalizi ancora non in erogazione. Le somme versate dai consiglieri delle passate legislature come contributi per ottenere vitalizi verranno agli stessi riconosciute al fine della percezione di un trattamento economico calcolato sulla se del metodo contributivo. La Regione non dovrà provvedere ad alcuna integrazione di detti importi.

Dopo che il M5S ha presentato la legge, Storace ne propone una sua una settimana dopo.

Da Pd e ListaxilPDLazio solo un imbarazzante e colpevole silenzio.

CASO 6: LEGGE SULL'ALTRECONOMIA

E' la prima legge che nasce grazie ad un' iniziale collaborazione nei primi mesi della X legislatura. Barillari (M5S), Avenali e Bonafoni (ListaxilPDLazio) si incontrano e lavorano ad una revisione della legge che coinvolge il mondo del commercio equo e solidale, della finanza etica e di tutto il terzo settore. L'obiettivo comune è di aggiornare la legge ultra-datata e trovare una copertura economica per rilanciare il settore, con la giunta disponibile a finanziare questa legge.

La collaborazione sembra proficua, organizziamo insieme la prima riunione e diffondiamo comunicati congiunti ma in poche settimane iniziano le manovre di distanziamento da parte di XilPDLazio, i nostri rapporti si fanno più difficili (non a causa di questa legge, ma per l'attività legislativa in aula nella quale per diverse questioni prendiamo posizioni distinte, vedi l'approvazione del bilancio e i vitalizi) e l'idillio sulla legge sfuma.

Il silenzio del gruppo XilPDLazio e la rottura unilaterale della collaborazione sono l'unico risultato che ci è rimasto in mano per aver cercato di coinvolgere "gli altri" e chi ne paga le conseguenze sono solo le associazioni che avevano creduto in un lavoro condiviso di due forze politiche per aggiornare una legge importante e finanziare la promozione dell'Altreconomia nella nostra regione.

CASO 7: BLOCCO DELL'AUMENTO DELL'ADDIZIONALE IRPEF PER I REDDITI BASSI

La Giunta Zingaretti ha previsto un raddoppio dell'addizionale regionale IRPEF nei prossimi due anni. Ci siamo battuti contro questa misura, passata senza prevedere correttivi che potessero mitigare gli effetti di questo aumento smodato della tassazione regionale (pari al 100%) per i redditi più' bassi.

Il M5S ha appena presentato una proposta di Legge che prevede un blocco dell'aumento per i redditi inferiori a Euro 28.000 riprendendo un' analoga misura contenuta nella proposta di legge collegata presentata dalla Giunta. La differenza è che la proposta di Legge collegata, che contiene norme di natura diversa e scollegate tra di loro, impiegherà molto tempo prima di essere discussa, emendata ed approvata, mentre i cittadini hanno bisogno di una risposta immediata.

Se Zingaretti ha veramente a cuore l'interesse dei cittadini e non vuole fare la solita propaganda a spese dei cittadini suggerisca alla sua maggioranza di discutere immediatamente la proposta M5S di blocco dell'aumento IRPEF, in modo che le famiglie bisognose possano immediatamente beneficiarne, senza aspettare l'approvazione del "collegato".
CONCLUSIONE:

Vi abbiamo esposto 7 casi, specifici e circostanziati, nei quali abbiamo cercato di collaborare con la maggioranza.

Siamo scesi a compromessi, per giungere ad un testo di legge condiviso che potesse essere firmato dal Pd e dal M5S.

Abbiamo ricevuto in risposta silenzi, ritardi, omissioni e le immancabili accuse di chiusura da parte del M5S.

Ora basta. Nel consiglio regionale del Lazio vengono discusse solo le proposte di legge promosse dal PD e dalle sue declinazioni (SEL, ListaperilPDLazio, Lista Zingaretti, PSI).

Il risultato è drammaticamente sotto gli occhi di tutti i cittadini di questa regione dove una legge sulla violenza "sulle donne" (nota bene, non di genere) è più importante dell'istituzione di un registro tumori e l'adeguamento alla normativa europea sui maestri di sci prioritario rispetto alle direttive comunitarie sulla gestione e smaltimento dei rifiuti.

E' evidente che la gestione autoritaria delle commissioni, dell'ufficio di presidenza e della conferenza dei capigruppo ha come obiettivo il boicottaggio costante dell'attività politica del Movimento 5 Stelle.

Leodori e Zingaretti sono i primi responsabili di questi comportamenti antidemocratici ed anticostituzionali e ne dovranno rispondere di fronte a tutti i cittadini.

Tutti i cittadini devono sapere quello che succede nella Regione Lazio, tanto sbandierata da Zingaretti come regione "pulita e trasparente".

Tutti devono sapere che il Lazio ha bisogno di un'altra maggioranza, perché con questa è impossibile lavorare e far progredire la nostra regione.

Davide Barillari e Devid Porrello, commissari del MoVimento 5 Stelle Lazio, attraverso una lettera inviata la scorsa settimana ai membri della VII Commissione "politiche sociali e salute" ed alla Giunta chiedono le dimissioni di Lena, Aurigemma e Zambelli (presidente e vicepresidenti VII commissione) per incompetenza, segnalando punto per punto tutte le criticità e le anomalie riscontrate in un anno di lavoro. La lettera non ha ancora ricevuto risposta.

Barillari ha dichiarato:

"Che la VII commissione non brillasse per organizzazione ed efficienza era noto a tutti ma che la commissione regionale più' importante, quella che lavora sulla sanità, si distinguesse per mancanza di trasparenza, assenze croniche dei commissari e addirittura decisioni prese in maniera antidemocratica, era noto a pochi.

Dopo un anno di attività si può affermare che la commissione non solo non affronta i temi urgenti della sanità del Lazio che noi segnaliamo puntualmente ma crea un danno ai cittadini privilegiando spudoratamente solo le proposte della maggioranza.

Abbiamo più volte segnalato come il Presidente Lena decida in maniera autoritaria senza condividere informazioni con i suoi stessi commissari. Le audizioni sono gestite in maniera non trasparente, le webcam non sono autorizzate, non esiste nessuna calendarizzazione delle leggi.

Non siamo più disponibili a partecipare a questa pagliacciata. Persone che si riempiono la bocca di parole come "trasparenza", "partecipazione dei cittadini", "apertura al dialogo ed alle opposizioni" e poi dimostrano con i fatti di volere esattamente l'opposto.

La mancanza assoluta di risposte alla nostra lettera dimostra inoltre un atteggiamento di profonda arroganza e dispotismo.

Ora basta, è ora che i cittadini sappiano come si comporta il cosiddetto partito "democratico" e come la cosiddetta "lista per il PD Lazio" sia prona alle imposizioni di Zingaretti e agli interessi della maggioranza."



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