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MoVimento 5 Stelle

La Spezia - 

Alluvionati, non vorrete mica pretendere che ci pensi lo stato alle vostre misere esigenze? Se vivete in una zona fragile (qualunque cosa questo significhi) sono fatti vostri.
In un Italia che cambia verso non pretenderete mica che siano la protezione civile o lo stato a pensare a voi?. Compratevi le paratie che così fate girare anche un po l'economia.
E poi diciamocela tutta, se siete in una zona a rischio esondazioni, non vorrete dirmi che non avete due soldi da spendere per l'acquisto di pompe? Ma dove li avete messi gli 80 euro che vi ha dato Renzi?

Cari amici non abbiamo capito niente, meno male che c'è Maurizio Bocchia, coordinatore della protezione civile della provincia a spiegarci che dobbiamo "autoproteggerci".

Io sono indignato, anzi, sono adirato per l'intervista uscita sul secolo XIX e per le parole di quest'uomo.
Ho ancora negli occhi l'alluvione di Genova e le facce degli abitanti di Marina di Carrara e non oso pensare cosa troveremo a Chiavari non appena andremo a dare una mano e questo signore si permette di affermare che siccome non ci sono risorse è sui cittadini che cade l'onere della "autoprotezione".

Signor Bocchia, i cittadini ci provano già anche senza il suo suggerimento a "autoproteggersi".
Faccia una bella cosa, si licenzi. Con i soldi che lo Stato risparmierà forse due risorse in più le racimola.

La sua ignoranza del fatto che in Liguria praticamente TUTTI viviamo in una zona "fragile" è preoccupante, visto il ruolo che ricopre. Davvero pensa che siano i Cittadini a doversi fare carico degli strumenti per difendersi dalle esondazioni dei vari Bisango, Entella o Carrione? Oppure quelle per lei non sono zone fragili?

Lei dice che non ci sono risorse. Vogliamo parlare del premio di produzione che la regione e la provincia si danno per l"ottimo lavoro svolto per il dissesto idrogeologico"?

O magari preferisce che rispolveriamo un po di "vecchie nuove" sui 9 milioni di euro in consuleze e gettoni sputtanati a suo tempo da Bertolaso?

Quanto ci costa l'ente a nome di cui lei parla e che per sua bocca ci dice che dobbiamo fare da soli? Quanto ci costa la sua inutile e vergognosa intervista?

Lei caro signor Bocchia dovrebbe rassegnare le dimissioni solo per l'indelicatezza di un uscita del genere con Chiavari ancora allagata, ma prima di darle segua il mio consiglio e faccia una bella cosa, si metta stivali e tuta da lavoro e vada a spalare via un po di fango dalle case degli alluvionati e se quando è li ne ha il coraggio li guardi in faccia e gli racconti la bella favoletta delle paratie ai fondi e delle pompe che si dovevano comprare.
Vada da chi ha i propri mobili lungo la strade di Marina di Carrara e spieghi loro che se l'azienda locale non porta via tutto quel che avevano e che l'alluvione ha trasformato in rifiuti, sono loro che devono auto organizzarsi e portarli in discarica da soli.

Solo dopo di allora poi si dimetta.

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La Spezia - 

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Questa mattina i consiglieri del Movimento 5 Stelle Ivan Mirenda e Christian Bertagna hanno chiesto, nel corso di una conferenza stampa, le dimissioni immediate del direttore amministrativo dell'ASL 5 Renata Canini, condannata per danno erariale dalla Corte dei Conti con sentenza 15/2014 del 17 febbraio 2014. I fatti risalgono agli anni 2005/2008 quando Canini era direttrice dell'ASL 1 di Imperia e fece assumere il direttore amministrativo Damonte Prioli che all'epoca era privo dei titoli richiesti. Durante l'incarico triennale il Prioli percepì un compenso di oltre 370mila euro. Renata Canini è stata condannata per danno erariale e le è stato riconosciuto il dolo cosidetto contrattuale.

In base al D.Lgs n.39 dell'8/04/2013 a coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione non possono essere attribuiti incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nella aziende sanitarie locali del servizio sanitario nazionale.

I nostri consiglieri chiedono quindi l'immediata rimozione della dottoressa Canini, il cui incarico scadeva il 31/07/2014 e che invece è stato impropriamente prorogato fino al 2016, riservandosi di valutare se gli atti compiuti dalla stessa nell'esercizio delle sue funzioni siano impugnabili e quali siano le responsabilità del direttore generale Gianfranco Conzi e dell'assessore Claudio Montaldo perchè anche precedentemente il contratto di Renata Canini era stato comunque rinnovato nonostante sussistesse già il carico pendente.


La Spezia - 

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Leggo sempre più pareri favorevoli ed entusiasti per l'arrivo delle Crociere alla Spezia. E' innegabile che la città stia traendo un beneficio apparente dovuto alle presenze di turisti (anche se sarebbe meglio definirli attraversamenti) sul territorio. D'altra parte se la previsione fatta da MSC a fine 2013 dovesse prendere corpo si realizzerebbe il passaggio di 415 mila croceristi nel 2014 e con questi numeri è chiaro che l'economia della città ne trarrebbe un beneficio concreto ed immediato in un periodo di profonda crisi.
MSC si è spinta a definire strategico lo scalo spezzino il che farebbe pensare alla possibilità di sviluppare una strategia a medio lungo termine basata sulle crociere.
Io non mi sento di unirmi al coro degli entusiasti, che si va via via allargando, per diverse ragini che ora cercherò di spiegare..
Innanzitutto c'è una ricerca di Federconsumatori i cui risultati, se confermati, potrebbero deludere le aspettative di crescita del settore. Intendiamoci, per noi che partiamo come termini di raffronto da una assenza quasi completa del turismo da crociera il computo a fine anno sarà comunque positivo, ma se davvero la stagione crocieristica 2014 segnerà, dopo anni di crescita costante, una contrazione del mercato crocieristico nazionale, come l'analisi di Federconsumatori lascia intendere, significherà che come al solito siamo arrivati tardi, in un settore che non è detto continui a crescere.
Stando a Stefano Cipolli, ricercatore di Federconsumatori, due sono i motivi alla base della contrazione di mercato:il primo riguarda una riduzione sia del numero che degli itinerari di navigazione, la seconda il minor numero di navi, spostate in aree extraeuropee dalle principali compagnie di mercato.
Chi sostiene che si possa investire a lungo termine (e quindi anche con la realizzazione di "grandi opere") nelle crociere, potrebbe quindi essere in errore.
Se fosse solo la ricerca di Federconsumatori a darci indizi sul fatto che questa possibile eldorado si riveli una cava di pirite si potrebbe anche scommettere su un loro errore di valutazione, ma ci siamo chiesti come mai La Spezia diventa "Improvvisamente" srategica nel 2012/2013 e non prima? Al di la delle belle parole di MSC, che ci lusingano per la nostra posizione geografica invidiabile si dovrebbe fare mente locale sul fatto che non ci siamo spostati di un metro nelle ultime ere geologiche, così come non lo hanno fatto le mete che noi ora, improvvisamente, saremmo strategicamente utili a raggiungere.
Per capire l'origine dell'interesse del settore per La Spezia (e per altri porti considerati fino a un certo punto della storia "minori") si deve andare a rileggere le parole di Michael Bayley, vice presidente di Royal Caribbean Cruise Line, in occasione di un'altra grande crisi recente, quella del 2008. In tale frangente RCCL (Royal Caribbean Cruiser Line) affrontò la prima grande crisi di un settore che pareva non conoscerne sopprimendo quattrocento posti di lavoro, e soprattutto abbattendo le spese di gestione di 125 milioni di dollari, oltre a un secco no ai dividendi agli azionisti. Per reggere il mercato sul momento si tennero le navi piene grazie alle offerte che le compagnie come RCCL effettuarono, ma come disse lo stesso Bayley in una intervista "questi "prezzi ridicoli" permettono di non affondare ma "questo non aiuta" a risollevarsi".
Fu a seguito di quella crisi che si pose il problema della ricerca di nuove strategie.
"La parola chiave ora è "differenziare", dichiarò Bayley, cioè essere presenti ovunque, senza trascurare nessuno, neanche il più piccolo mercato a disposizione nel mondo.
E torniamo a noi, come spesso accade gli americani indicano la rotta e il resto del mondo la segue. MSC sta applicando la stessa strategia per evitare che la nuova grande crisi intacchi posti di lavoro, ma sopratutto i dividendi dei suoi azionisti.
Gli indizi quindi diventano due: il settore si potrebbe contrarre e la presenza nei porti medio piccoli è una strategia usata in passato per affrontare una crisi e mitigarne gli effetti.
Già questo dovrebbe smorzare un po certi entusiasmi, sopratutto in chi pensa valga la pena di stravolgere l'assetto economico della città per votarsi anima e corpo alla crocieristica.
Ma c'è un terzo aspetto che a prima vista può apparire secondario ma che non lo è in un computo economico di medio lungo periodo per chi amministra la cosa pubblica.
Si tratta dell'impatto ambientale provocato dalle navi da crociera e da un turismo che se non viene ben gestito è tutto tranne che sostenibile.
Una attività turistica mirata al profitto immediato e ad obiettivi di breve termine, comporta costi sociali e ambientali di gran lunga superiori ai benefici economici.
Il turismo e l'ambiente naturale sono strettamente interconnessi e se non si gestisce in maniera corretta, la natura e la biodiversità possono essere seriamente danneggiate da uno sviluppo incontrollato del turismo. Viene spontaneo chiedersi se La città della Spezia e il territorio circostanti sono pronti ad accogliere un incremento improvviso di presenze, anche temporanee, un turismo non sostenibile infatti può essere causa di degrado ambientale e di una forte perdita delle identità locali.
Occorre incentivare politiche basate sulla qualità, intesa come qualità ambientale e culturale e sinceramente, tra tutte le tipologie di turismo quello crocieristico è forse il peggiore in questo senso.
Le crociere sono associate all'idea del lusso, al comfort e allo spreco.
Ragionando alla "spezzina", cioè come si dice in dialetto "battendocene il belino" possiamo guardare al vantaggio apparente imemdiato che le crociere ci portano e ignorare il fatto che il Mediterraneo è già il bacino marino più inquinato da idrocarburi e sostanze chimiche tossiche di tutto il pianeta, che raccoglie il 25% del traffico del greggio mondiale pur rappresentando solo lo 0,7% delle acque mondiali e che è anche soggetto ad eutrofizzazione, ossia a quel processo di arrichimento di nitrati e fosfati che comporta la comparsa di fioriture di alghe sulla superficie dell'acqua, le quali decomponensosi in seguito portano alla perdita progressiva di ossigeno nel mare e alla fine della vita al suo interno.
Forse però potremmo essere interessati a effetti più immediati e che possono riguardarci più da vicino.
Le navi da crociera sono dei veri e propri alberghi viaggianti il cui inquinamento non impatta solo sul mare che attraversano (inquinamento proprio della nave, atmosferico e marino) ma anche sulle destinazioni raggiunte dai turisti durante la scesa a terra.
I possibili impatti ambientali che derivano dal settore crocieristico comprendono l'attività svolta dai turisti una volta scesi. Di solito il crocierista è un turista giornaliero o a breve permanenza. Le località visitate sono letteralmente invase e sottoposte ad una forte pressione dal punto di vista ambientale e sociale. Tra gli impatti principali vi sono la
degradazione ecologica e l'aumento nella produzione di rifiuti.
Ora pensate ad ACAM e chiedetevi se siamo nelle condizioni di ospitare un turismo di questo genere senza che il beneficio economico iniziale venga superato dai costi di gestione e di non gestione del rifiuto, tipici della nostra provincia.
In conclusione penso che nonostante le green stars del RINA e i miglioramenti che col tempo il settore crocieristico sta portando avanti per diminuire l'impatto ambientale del trasporto di massa, non sia questo il futuro su cui dovremmo scommettere.
Il che, sia chiaro, non implica rigettare di netto e in toto le crociere. Si deve prendere coscienza che il crocierismo va sfruttato finché dura, senza investire in grandi opere spropositate e cercando nel frattempo di ridurre il più possibile il danno che può portare al turismo di domani, che io immagino più come un turismo ambientale che conservi la diversità biologica e paesaggistica. Un turismo basato su una gestione corretta del patrimonio naturale e di quella che è l'eredità culturale del nostro territorio.
Il lavoro da portare avanti è far si che chi oggi transita come turista crocierista nella nostra provincia possa assaggiarne la storia, la cultura e apprezzarne le bellezze naturali, in modo che domani abbia motivo di tornare, a prescindere dalle crociere stesse, in questi luoghi, ritrovandole intatte, possibilmente.


La Spezia - 

Come commentare l'audizione di oggi, in commissione congiunta lavoro/scuola e sanità dei rappresentanti dei lavoratori addetti ai servizi di pulizia e ristoro nelle aree militari e nella scuola (a breve anche gli addetti nella sanità)? Le dichiarazioni dei sindacalisti, davanti ad una sala gremita di lavoratrici stremate ci ha fatto fare un viaggio indietro nel tempo e nello spazio, al sud degli Stati uniti di 12 anni schiavo. Non credo si possa commentare in altro modo quello che ho sentito: riduzione dell'orario di lavoro del 30%, in alcuni casi dell'80%; contratti di 8 ore SETTIMANALI; clima di lavoro al limite del vessatorio e del ricattatorio; aule che hanno ospitato decine di bambini da ripulire in 9 MINUTI, con tanto di cronometratore alle costole; ore di lavoro non retribuite, ma de facto da svolgersi vista l'inconsistenza del tempo concesso per le pulizie; ambienti da manutenere in relazione alla metratura e non al loro effettivo uso...Il tutto in un universo kafkiano di deroghe-non deroghe, di decreti che garantivano la proroga del vecchio orario di lavoro NON PERVENUTI al datore di lavoro o semplicemente PRIVI DI COPERTURA, incontri regolarmente risoltisi in bolle di sapone. La mia prima domanda è stata: come è stato possibile? Come abbiamo potuto togliere al lavoro sino a questo punto la sua dignità? Forse quando abbiamo cominciato le esternalizzazioni selvagge di servizi pubblici basilari, mettendo ad appalto anche l'inappaltabile? Una volta inserite le logiche del mercato tout court, l'arrivo dei tagli delle varie spending review ha avviato un processo di erosione dei redditi e dei diritti di queste lavoratrici ora giunto al suo apice. Non posso accettare che venga chiamato lavoro un contratto da 200 euro mensili, non posso accettare che servizi basilari come la pulizia nelle scuole, nelle aree militari e nella sanità siano svenduti con appalti a ribasso continuo che umiliano i lavoratori e danneggiano l'utenza a tutto vantaggio del profitto privato. Non posso accettare che queste forme di sfruttamento siano avvallate nelle cooperative, la cui ragione d'essere in origine era ben altra. Non posso accettare di vedere una vera e propria schiavitù nella mia città. Questo è il VERO ATTENTATO ALL'ONORE DI LA SPEZIA. Il documento emerso dalla seduta di Commissioni è condivisibile, ma in fondo poco più che una manifestazione di solidarietà, si deve fare di più. Bisogna ripartire da zero, rivedere la logica dell'appaltatura ai privati, reinternalizzare con vere garanzie i servizi, imporre la qualità del servizio e del lavoro come discrimine prima dell'offerta economica. Questo mercato del lavoro deve diventare inaccettabile così come nell'Ottocento divenne inaccetabile la schiavitù.


La Spezia - 

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Il provvedimento della Direzione dei Beni culturali della Regione Liguria di fatto annulla il progetto Vannetti- Buren nella forma in cui questo era stato concepito e rappresenta una autentica Caporetto per l'amministrazione comunale spezzina e una grande vittoria per il M5S di Spezia e per il Comitato cittadino, sempre presenti e in prima linea nel dar battaglia a questo ennesimo scempio perpetrato nella nostra città .
Infatti il decreto attesta ufficialmente e in modo incontrovertibile il valore storico del filare di pini di Piazza Verdi nell'architettura del centro città.
Ovvio che qualsiasi trasformazione del progetto stesso dovrà da oggi in avanti tener conto di questo provvedimento e noi vigileremo assiduamente affinché questo avvenga.
La ragione oggi è di tutti quei cittadini che da tempo manifestano la loro avversità allo sventramento della storica Piazza Verdi e rafforza i numerosi esposti fatti alla Procura della Repubblica.

Il M5S della Spezia farà di tutto per attivare nuovamente tutti i canali istituzionali tramite i propri parlamentari, per far sì che sulla vicenda Piazza Verdi sia fatta piena luce, al fine di rendere nuovamente fruibile la storica piazza alla cittadinanza e ancor più di accertare se e chi su questa vicenda abbia compiuto irregolarità legali o amministrative.


La Spezia - 

Riporto la replica del portavoce spezzino all'ultimo articolo di Scalfari sul Movimento.

Gentile Direttore Scalfari,
ho letto come sempre con interesse il suo editoriale di domenica 3 novembre sul quotidiano da Lei fondato, e probabilmente già questo La stupirà, poiché dal suo editoriale si ravvisa un certo accostamento tra gli esponenti del M5S (di cui mi onoro di far parte) e una sorta di specie ferina, neanderthaliana, capace solo di esprimersi con la gutturalità dei primati e avulsa dalle correnti pratiche del vivere civile. Mi sento in questo di rassicurarLa, affermando senza timore di smentita che il M5S è costituito in massima parte da antropoidi evoluti, della specie sapiens sapiens, usi a comunicare con il linguaggio verbale e sinanco con quello scritto, nonché moderatamente capaci di fruire delle moderne tecnologie digitali. Preso atto quindi che appartengo grosso modo alla sua specie ominide, prendo atto dalla lettura del suo editoriale che il M5S non gode della sua simpatia, cosa tra l' altro alquanto risaputa e per la quale Lei è liberissimo di avere la Sua opinione. Ciononostante, tra l' esporre una propria opinione e lo scrivere delle inesattezze ce ne passa. Mi permetta pertanto, ferma restando la mia disponibilità ad un confronto, di segnalarLe quelle che a mio avviso sono FALSITA' sul M5S, rese ancor più gravi dal fatto che a scriverle non è stato un mero consigliere del comune di La Spezia, bensì quello che dovrebbe essere uno dei decani del giornalismo italiano. Innanzitutto, l' aver definito la campagna elettorale del M5S una campagna elettorale "di destra, una destra xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti (tutti i partiti, nessuno escluso) e contro le istituzioni, dal capo dello Stato al presidente del Consiglio ai ministri (tutti i ministri) e contro la magistratura e la Corte costituzionale." A parte che oramai nell' M5S siamo abituati ad essere definiti una volta maoisti e l' altra volta nazisti (dipende dalla testata), vorrebbe Lei illustrarmi ove il M5S ha avuto una politica di destra xenofoba? Ha forse organizzato, come Alba Dorata (o la Lega!), milizie paramilitari, cooptando pezzi dello Stato? Abbiamo forse assaltato un tribunale, come l' attuale Ministro dell' Interno, o ci siamo riempiti la bocca con i "fora di ball" (spero si scriva così) di bossiana memoria? Abbiamo votato e poi mantenuto per anni la Bossi-Fini? Abbiamo forse votato per una politica estera muscolare, con militari sparsi in mezzo mondo, e per l' aumento delle spese militari (do you remember F-35?)? O abbiamo fatto l' esatto contrario? Prendere atto che il reato di CLANDESTINITA' esiste in Paesi che hanno ben altra tradizione migratoria (USA, Australia, Gran Bretagna solo per citarne alcuni) è essere xenofobi o asserire un fatto? Che lo ius soli è assai poco praticato nel resto d' Europa non è una verità pura e semplice? Sottoporre una legge che muterebbe de facto la società italiana come non mai ad un referendum è qualunquismo o semplice esercizio della democrazia? Ha Lei letto la nostra proposta sullo ius soli "temperato"? La reputa xenofoba? Che l' Italia, con 8 milioni di poveri o quasi poveri, NON ABBIA le risorse per gestire una crisi umanitaria è demagogia o amara constatazione? "Non è più anti-politico il Movimento 5 Stelle poiché ora una politica ce l'ha, l'ha scelta. È a suo modo una politica rivoluzionaria perché vuole abbattere tutta l'architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua. Il movimento di popolo che le sue parole d'ordine indicano con chiarezza fa leva sui sacrifici, le speranze frustrate e la rabbia che ne deriva, ormai molto diffusa, che gli italiani sentono con sempre maggiore acutezza." Siamo talmente fautori della dittatura da avere, caso unico, un capo politico che si è AUTO-ESCLUSO dalla tornata elettorale nonché dalla candidatura al Quirinale (nota la passione dei dittatori in pectore di evitare come la peste le poltrone!). Talmente fautori del regime dell' uomo forte da aver tuonato contro la riforma costituzionale, aborrita financo dall' insigne costituzionalista Zagabrewsky e da oltre MEZZO MILIONE di firmatari sul Fatto Quotidiano, protestato contro le iniziative, tutt' altro che in linea con i poteri concessigli dalla Costituzione, del Capo dello Stato, reclamato come da dettato costituzionale la centralità del Parlamento, oramai ridotto ad ufficio di ratifica di decisioni prese in altro loco. "Di chi è la colpa, chi ne sono i responsabili, stando alle indicazioni di Grillo? I partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l'establishment economico, i sindacati, l'Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare." Caro Direttore, che i partiti oggi in Italia siano oramai indifendibili ce lo rivela la cronaca economico- giudiziaria dell' ultimo ventennio, flagellata di scandali, sciupinìo di denaro e beni pubblici, nomine vergognose, corruttela e conflitti d' interessi vari. Innanzi a oltre 2 MILA MILIARDI di debito pubblico, di fallimenti a catena e di complicità vergognose, come si può non tuonare contro il sistema dei partiti, che questa rovina l' ha causata e/o tollerata, con tutto il contorno degli enti di garanzia che hanno taciuto o sono stati silenziati? Debito pubblico, corruzione, evasione fiscale, malavita organizzata dilagante sono REALTA', caro Direttore, e tuonare contro questo stato di cose non è populismo xenofobo. Si chiama DECENZA e DOVERE CIVICO. Quando scrive del M5S, si prenda la briga di ricordare i MOTIVI che ci hanno fatto nascere, lo stato dell' Italia, gli scandali di questi anni. e si domandi se il M5S è la MALATTIA o la CURA. In attesa di una Sua replica, sempre disponibile al confronto

CORDIALI SALUTI

IVAN MIRENDA CONSIGLIERE COMUNALE M5S LA SPEZIA"


La Spezia - 

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Inizieremo una raccolta firme a supporto della relazione sul gruppo Acam preparata dal dottor commercialista Mario Bonelli e diretta alla procura della Corte dei conti di Genova.
I comportamenti degli amministratori della multiutility vanno ricondotti al giudizio del Giudice contabile, così come i comportamenti dei sindaci dei comuni soci vanno sottoposti al Giudizio dell Corte dei conti.
Si deve verificare se hanno attuato il cosiddetto "controllo analogo" nei confronti delle società Acam Ambiente e Acam Acque (società in house) e della capogruppo o se si è in presenza di un'omessa vigilanza.
Il nostro Portavoce, Ivan Mirenda, ha confermato l'appoggio alla relazione del dottor Bonelli. Bisogna conoscere i responsabili ed essere sicuri che paghino per quello che hanno fatto. Acam è la madre di tutte le problematiche: c'è un piano industriale di ristrutturazione di natura finanziaria, a tutela di chi in realtà ha ridotto in questo modo un'azienda sana. Il debito lo sta pagando la gente, mentre il Sindaco della Spezia vorrebbe scaricare la colpa di 500 milioni di euro di debiti all'assenteismo. Non si può salvare Acam se non si sa chi è stato a ridurla così.

Acam spa è un soggetto soltanto formalmente privato, essendo in realtà una società pubblica, come decretato dal Tribunale della Spezia lo scorso 20 marzo.Pertanto, le due società in "house" devono seguire i tre presupposti secondo la giurisprudenza comunitaria: la sussistenza della partecipazione pubblica totalitaria, la circostanza che l'affidamento abbia luogo in favore di soggetti sottoposti al 'controllo analogo a quello esercitato sui servizi' dell'ente, il fatto che il destinatario dell'affidamento diretto svolga la parte più importante della propria attività in favore dell'amministrazione o delle amministrazioni che lo controllano.

L'ente o gli enti soci devono esercitare un controllo preventivo ed effettivo sulla gestione della società, così come avviene per i servizi interni degli enti pubblici interessati.
La riduzione del patrimonio netto di Acam avvenuta nel 2011 ha avuto una ricaduta diretta sul valore delle partecipazioni. Nel caso del Comune capoluogo, che ha un 37,8% di quota, si parla di una perdita patrimoniale di oltre 20 milioni di euro. E poi ci sono gli altri Comuni...


La Spezia - 

La vicenda di Piazza Verdi a La Spezia non è semplicemente una questione architettonica... ma di legalità, democrazia e partecipazione dei cittadini. I comuni quando accedono ai bandi europei devono farlo in modo legale, non producendo documentazioni alterate!
L'Amministrazione Comunale si è infatti fortemente esposta, scegliendo da subito la via della intransigenza. Il Sindaco Massimo Federici afferma di avere inserito la riqualificazione della piazza nel suo programma. In realtà le cose non stanno esattamente così.
A pagina 18 del programma elettorale del Sindaco (allegato), si dedicano alla riqualificazione della Piazza solo due righe e non si specifica in nessun modo la natura architettonica dirompente degli interventi.
Quando su i giornali uscirono le prime fugaci immagini di come sarebbe diventata la piazza ci fu un coro di proteste generalizzato e varie raccolte di firme.

Si è voluti arrivare allo scontro frontale e solo un colpo di fortuna (il passaggio di Sgarbi in città, sigh!) e la tenacia di alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle hanno permesso a questa vicenda di vivere una continuazione e di salire sino alla ribalta nazionale ...
Si poteva ancora tornare indietro, magari aprendo un tavolo con i cittadini, ma non lo si fece ...
Perché?
Il motivo che diffusamente gira in città ha un nome: ACAM, l'azienda municipalizzata che non può fallire (secondo una sentenza del tribunale) ma che ha ormai uno debito di più di 500 milioni di euro....
Stipendi non garantiti e un futuro di discariche ad alto rischio da realizzarsi nello spezzino, pur di farle invertire la rotta.
Purtroppo ACAM ha pure da realizzare tutta una serie di strutture fognarie che gli spezzini hanno già pagato in anticipo e che in modo "furbesco, ma illegale" il Comune ha pensato di fare uscire da i fondi elargiti dalla Comunità Europea.
Dunque nei dieci progetti inseriti per aver accesso a circa 19 milioni di euro non si sono inserite zone realmente degradate, ma zone scelte ad hoc, tra cui la assolutamente non degradata Piazza Verdi ...

Lo si è dovuto fare prevedendo un progetto ardito e fortemente invasivo (perché era l'unico modo per farvi transitare anche spese e lavori assolutamente non di "competenza" europea e come detto per di più già pagati. ...Quindi Fontane, giochi ludici, anfiteatro interrato e chi più ne ha più ne metta....e via i dieci (prima 12) pini quasi ottuagenari, che per evitare rientrassero nei vincoli settantennali previsti dalla legge , si fa passare nella istruttoria comunale allegata al bando per cinquantennali (chiamasi falso in atto pubblico)...
Ciò impedisce al Comune pure il percorso partecipativo, esplicitamente richiesto dall'Europa per avere accesso ai fondi che viene sostituito, a bando già espletato, da un paio di "centri di raccolta pareri" situati in alcuni punti vendita della zona, ove si possono riempire delle cartoline prive di data e quindi post databili a cose fatte ove i cittadini possono esprimere le loro idee circa più che altro la cantieristica...Tali Cartoline circolano per poco poi vengono ritirate e non se ne sa più nulla.

Dulcis in fundo ed è storia recente il comune decide di fare periziare le dieci piante oggetto del contendere allo scopo di dimostrarne la pericolosità . Gli esiti della perizia commissionata dal Comune sono tiepidi... solo tre o quatto pini potrebbero avere qualche problema nel tempo. Gli altri sono sani e tutti hanno effettivamente circa ottanta anni.
La soprintendenza stabilisce lo scorso 17 Luglio che non solo i pini, ma tutta la piazza è sottoposta a vincolo storico, poiché facente parte di un prezioso quadro urbanistico dei primi del novecento... intanto però, nonostante il primo stop al cantiere avvenuto esattamente un mese prima per l'intervento del Ministro per i beni Culturali Bray, poi parzialmente revocato dalla Soprintendenza i lavori hanno portato alla distruzione di metà della storica piazza con l'espianto di altri alberi ugualmente storici, ma evidentemente meno monumentali dei dieci pini...
Non sappiamo come finirà questa vicenda anche perché ben due procure se ne stanno occupando, quel che è certo è che il Comune della Spezia non ha mai mandato alla Soprintendenza i documenti richiesti, ne prima , ne dopo lo stop temporaneo.

Al momento il Comitato dei cittadini sostenuto dal MoVimento e le associazioni Italia Nostra e Lega Ambiente si sono sostituiti nell'opera di controllo della legalità diventando di fatto l'interlocutore preferito della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria allertata a suo tempo dal Ministro Bray.
Spedizione di mail e foto inerenti i lavori sono quotidiane tra Comitato e Soprintendenza.
Il prossimo 3 Settembre è previsto a Genova un incontro tra le parti proprio nella sede della Soprintendenza
Tuttavia i lavori continuano e nessuno degli esposti fatti alla procura della Spezia sino a questo momento è riuscito a fermare lo scempio e lo spreco. Anche il capitolato tecnico, allegato alla perizia sulla stabilità dei pini di Piazza Verdi, prevede una serie puntuale e precisa di prescrizioni per la gestione del cantiere ai fini della preventiva tutela del filare che appare ormai con chiarezza parte integrante della facies storica della Piazza così come si è definita negli anni del 30 del secolo scorso.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure

MoVimento 5 Stelle La Spezia
Comitato Difesa Piazza Verdi


La Spezia - 

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Mi aspettavo una serata di accesi dibattiti su Piazza Verdi ma non avrei ma sospettato di vedere uno dei consiglieri comunali del mio movimento aggredito in modo fascista e costretto ad andare al pronto soccorso.
Andiamo con ordine: l'argomento della serata era piazza Verdi e lo scempio che la giunta ne vuole compiere con un progetto che definire ridicolo è poco. Il partito diversamente democratico ha montato in 24 ore un finto comitato a favore del progetto. Una claque in perfetto stile berlusconiano (si vede che chi va con lo zoppo..) formata da non più di 25 persone.
Al contrario di quanto capita usualmente a questi è stato aperto l'accesso ben prima dell'ora usuale e pur avendo assistito io stesso più volte a consigli comunali in cui la parte del pubblico era stracolma, per stasera la sala era riservata.
Gli altri, noi, i cittadini scomodi e incazzati potevamo usufruire dell'atrio e del megaschermo. Insomma, noi non degni della democrazia potevamo accontentarci della telecrazia, mentre le marionette del pubblico in sala, filmate ad arte mostravano cartelloni e striscioni a favore del progetto di "disfacimento" della piazza.
Inizialmente pochi di noi sono anche stati ammessi e nella sala e tra questi io stesso che dovevo far firmare un documento al nostro portavoce Mirenda. Che la serata sarebbe stata infuocata e che il pubblico presente era tutto tranne che espressione di democrazia avrei dovuto intuirlo dagli insulti che mi hanno rivolto un paio di vecchi arnesi perché appoggiandomi alla balaustra tappavo loro la visuale.
I tentativi di provocazione si sono succeduti e l'apoteosi è stata quando, mentre da fuori della porta i cittadini intonavano l'inno di Mameli e Bella Ciao un fascistamente democratico esce dalla sala e si avventa (pure scivolando) sul nostro consigliere Christian Bertagna, non contento si rialza e si riavventa su di lui prima di venire allontanato di peso da Carlo Colombini.
Tra noi e loro c'era una porta e dei vigili del comune (che tenevano noi ignorando quanto avveniva alle loro spalle) e a un certo punto sono stati chiamati a rinforzo carabinieri e polizia.
Una vigilessa da dietro la porta a vetri mi ha sparato anche una foto. L'ho rovato un atto cortese che ho prontamente ricambiato facendo altrettanto.
Il nostro Christina nel frattempo ha dovuto chiamare una ambulanza, è stato da poco operato a un ginocchio e dopo l'aggressione e gli spintoni ricevuti faticava a camminare.
Non c'è che dire, La Spezia ha da essere fiera della sua maggioranza e del suo Sindaco Massimo Federici.
Queste buffonate non le vedevo nemmeno al circo quando ero bambino. Chissà se domani la stampa locale riporterà un trafiletto dell'accaduto dopo la prima pagina che sarà sicuramente dedicata ai cittadini che sono accorsi "numerosi" a sostegno del progetto Buren..

I candidati a La Spezia

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    Donatella Del Turco
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    Jessica De Muro