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Servizi ai cittadini: Ottobre 2013


Genova - 

Due news sul Consiglio Comunale

Ad apertura di seduta abbiamo ritirato tutti gli ordini del giorno fuori sacco presentati, in quanto riteniamo di aver raggiunto 3 obbiettivi:
1) abbiamo dimostrato di portare all'attenzione del Consiglio argomenti importanti per la cittadinanza ed innovativi.
2) abbiamo dimostrato che gli argomenti cruciali per la città vanno affrontati nel merito, non forzando gli strumenti istituzionali come vie preferenziali.
Ad oggi, chiunque ci abbia provato ha trovato ad aspettarlo il nostro "costruttivismo" !
3) abbiamo dimostrato che noi teniamo molto al rispetto istituzionale dell'Aula, diversamente da come affermano i nostri detrattori!
Certo di più del PDL, che, con le sue 3 I (Impresa, Inglese, Informatica), ha letteralmente distrutto l'istruzione italiana e anche del PD, sempre molto impegnato in riunioni di maggioranza durante il Consiglio!

Nomi e cognomi di chi vuol privatizzare le partecipate, PER NON DIMENTICARE.

Ordine del Giorno proposto da Stefano Anzalone:

Mantenimento pubblico delle aziende partecipate fondamentali per i servizi:

AMT
AMIU
ASTER

Bocciato!!!

Con 15 voti contrari, 8 favorevoli e 6 astenuti su 29 consiglieri presenti.

Persone contrarie al mantenimento pubblico:

Baroni Mario
Bartolini Maddalena
Canepa Nadia
Chessa Leonardo
Farello Simone
Gozzi Paolo
Guerello Giorgio
Malatesta Giampaolo
Musso Enrico
Musso Vittoria Emilia
Nicolella Crizia
Padovani Lucio Valerio
Padolfo Alberto
Pignone Enrico
Russo Monica

I 6 coraggiosi che si sono astenuti:

Baleari Stefano
Campora Matteo
Caratozzolo Salvatore
De Benedictis Francesco
Gioia Alfonso
Repetto Paolo


Pastorino Gianpiero, ASSENTE !!!


Genova - 


Riassunto, Mauro Muscarà

Interventi dei consiglieri Andrea Boccaccio e Stefano De Pietro sulle modalità degli interventi e strumenti di attività consiliare.

Intervento del consigliere Andrea Boccaccio con interpellanza sui contratti lavorativi per mostre Fondazione Palazzo Ducale.

Intervento del consigliere Paolo Putti con interrogazione a risposta immediata sulla situazione del cantiere operante su oleodotto Iplom, sito in via alla Chiesa di Murta fermo da diversi mesi.


Genova - 


(di Stefano De Pietro)

In sordina e con molto lavoro preparatorio, sta per affiorare una proposta di delibera di Consiglio per la modifica del regolamento del Consiglio comunale. Un'operazione di rivisitazione dovuta alla necessità dei gruppi consiliari di rivedere le regole con le quali si decide l'ordine delle mozioni e delle interpellanze, che con il sistema attuale attendono anche sei mesi prima di essere iscritte all'ordine del giorno della sala rossa.

Anche il sistema di scelta degli articoli 54 (le domande a risposta immediata che precedono la seduta del Consiglio del martedi) è sotto accusa, e ci sono ben 4 proposte, due del Presidente Guerello, una del gruppo Udc (Gioia) ed una del nostro gruppo.
Prima di spiegare le proposte, occorre comprendere che gli articoli 54 sono considerati per i consiglieri un momento importante di apparizione televisiva e giornalistica, per cui viene data grande importanza sia alla possibilità di apparire che, eventualmente, a quella di non portare alcuni argomenti scottanti al di fuori del controllo sistematico del sistema (vedi i nostri tentativi di parlare in consiglio degli espropri del terzo valico).

Le due proposte Guerello in pratica cercano di prendere il controllo totale della scelta, da parte della Presidenza, degli articoli 54 da portare in Consiglio, addirittura facendoli "decadere", in quanto secondo la definizione un "54″ dovrebbe avere caratteristiche di urgenza e importanza. Massimo tre "54″ per consigliere.

La proposta Udc vede invece un sistema "first in first out", ovvero secondo un ordine di presentazione temporale (uno per consigliere) che andrebbe rispettato anche per l'uscita in consiglio. Il lavoro del Presidente in questo caso si ridurrebbe ad una mera organizzazione dei lavori, senza possibilità di scelta sui contenuti (il che ci piace molto).
La nostra soluzione invece tiene conto che la nostra possibilità di "apparire" in televisione è di scarso interesse, in quanto siamo più interessati a ricevere le risposte per i cittadini da parte degli assessori. Abbiamo quindi presentato un sistema più complesso, che vede la possibilità per i consiglieri di presentare i 54, uno per settimana, chiedendone la risposta orale in aula o scritta entro 48 ore, eventualmente utilizzando il "metodo Udc" per la scelta ed accodando alla lista della risposta scritta "48 ore" quei 54 che non trovassero spazio nel consiglio. A noi pare una soluzione ottimale per ottenere il massimo di informazioni dalla giunta, sacrificando eventualmente l'apparizione televisiva.

C'è poi, per concludere, una proposta Malatesta (Pd) di revisione del funzionamento del Consiglio per quanto riguarda la possibilità di presentare emendamenti e Odg collegati alle proposte di delibera della giunta o alle mozioni. Inutile dire che, leggendolo, si resta esterefatti per il taglio alla libertà dei consiglieri di creare opposizione. Pare una mossa tattica di preparazione strategica alle delibere sulla Gronda, sulle privatizzazioni e sull'inceneritore che prima o poi arriveranno in consiglio (quando non se ne sente parlare, significa che ci stanno lavorando).

DEL. CC_2013_0000246_TESTO_MODIFICA ARTT. 22 e 24 REGOLAMENTO CC

RCC versione definitiva aggiornata 4 10 2013


Genova - 


Buongiorno a tutti

vi aggiorniamo sui risultati delle ricoferme ai consiglieri Municipali del Movimento 5 Stelle
per poter votare le riconferma dei gruppi occorreva possedere i seguenti 2 requisiti:

residenza o domicilio a Genova
iscrizione certificata al portale nazionale del Movimento

Qui il post con la votazione

Risultato:
Votanti on-line 38 tutti SI
da aggiungere gli attivisti che hanno votato in plenaria totale numero 65, tutti SI
totale : 103 voti di riconferma nessun voto negativo

La prossima settimana ci sarà la riconferma dei Consiglieri Comunali.

Per una maggiore partecipazione iscrivetevi alla nostra piattaforma meet-up



Genova - 


La giunta Doria ci riprova, con una "delibera bis" sulla privatizzazione delle principali aziende partecipate. Il documento, con una operazione di facciata che ha solo tolto o cambiato alcuni passaggi, ripropone di fatto le stesse identiche azioni della sua precedente versione di fine luglio, nonostante una serie di incontri con le parti sociali giusto per dare un barlume di partecipazione.

Il Movimento 5 Stelle di Genova rigetta l'idea di continuare a seguire le regole che hanno portato l'Italia, e il nostro Comune in particolare, nella triste condizione di vita precaria, in bilico tra la sopravvivenza delle proprie aziende e la loro caduta nel baratro del fallimento, situazione che ci viene presentata, ogni volta, a giustificazione delle continue azioni di salvataggio in extremis, di privatizzazione e liquidazione.

Continuiamo a non capire come mai si voglia privatizzare Amiu, azienda in attivo che con i prossimi gettiti fiscali della Tares potrebbe diventare la miniera del bilancio attraverso delle "vere" azioni di rilancio della raccolta differenziata, e anche a rifiutare di considerare le Farmacie Comunali e i Bagni Marina come aziende non strategiche.

Daremo battaglia, secondo la nostra tradizione di trasparenza, supportati dai cittadini e dai lavoratori che abbiamo incontrato, con i quali abbiamo condiviso l'idea di una gestione diversa del patrimonio pubblico del Comune.

Preparate l'elmetto.

Documenti:
PROP_2013_0069_TESTO_PARTECIPATE

M5S Genova


Genova - 


Buongiorno a tutti

come promesso in campagna elettorale, daremo la possibilità agli elettori di valutare il lavoro dei Consiglieri e di riconfermarli per il futuro semestre.
Potranno votare solo le persone iscritte e certificate al portale del Movimento e residenti a Genova.
A breve vi invieremo il Report delle attività, basterà seguire il link, per potersi documentare e procedere alla votazione.
A presto.

M5S Genova


Genova - 


genova-periferia-300x186.jpg
(di Andrea Boccaccio)
Ieri sera ho partecipato per la prima volta all'assemblea di un condominio dove mia mamma ha recentemente acquistato un appartamentino per ristrutturarlo ed affittarlo. E' un condominio che definirei "popolare" come ce ne sono tanti a Genova; perdipiù in una zona piuttosto degradata con le classiche situazioni di disagio delle periferie metropolitane. 3 scale di 6 piani ciascuna, un cortile interno, 45 condomini. Tetto e facciate vetuste, interni comuni scrostati: tutto piuttosto pulito ed ordinato, a testimonianza della volontà di chi vi abita di resistere nel decoro.

Assemblea condominiale come da copione: tante parole inutili, alcuni condomini "tuttologi" sempre con soluzioni migliori di quelle adottate dagli altri, qualche battuta e l'occasione per una stilettata al vicino che sta antipatico. In mezzo l'esame dei conti: qui, come ti ripetono fin da piccolo, la matematica non è opinione.

Sono rimasto sorpreso (e preoccupato) nello scoprire che la situazione esplosiva è dentro le mura del palazzo e non sulla strada.

Rendiconto dell'amministratore:

  • 2 inquilini "super-morosi": migliaia di euro ciascuno pari ad almeno 7-8 anni di mancati pagamenti (le spese annuali pro-capite di tutti gli appartamenti sono piuttosto contenute);

due banditi, ho pensato: quelli che non pagano nulla, hanno 3 telefonini, non si fanno mancare l'ultimo modello di TV, magari subaffittano i locali mentre sono altrove e se ne fregano del pignoramento perché tanto hanno avuto molte più somme a credito di quello che perderanno.

Procedure di vendita all'asta della loro casa sono avanzate; bene, mi sono detto, avranno quel che meritano anche se il condominio già sa che recupererà solo le spese legali o, se proprio va bene, la metà del dovuto. Poi ce ne sono altri 2 che non hanno debiti così elevati ma che nell'ultimo anno non hanno versato neppure 1 euro.

Stai a vedere che si preparano altri due cumuli di debiti, riflettevo mentre chiedevo all'amministratore se avesse verificato (ovviamente no) i motivi di questo azzeramento dei versamenti. Non sopporto quelli che fanno i furbi, che vanno in vacanza, che cambiano frequentemente i mobili poi magari non pagano l'affitto oppure escono spesso a cena e vestono i bimbi firmati dimenticandosi di saldare il dovuto delle spese condominiali.

Scendendo nelle tabelle ho, poi, notato che 15 condomini (1 su 3, quindi) che pure hanno pagato qualcosa negli ultimi 12 mesi sono indietro di una somma pari a circa 1 anno intero di spese. Qui mi s'è accesa una lampadina: non è possibile che un terzo dei condomini facciano i furbi. Ci dev'essere dell'altro.

Purtroppo dell'altro c'è: lo stesso "altro" che si legge spesso sul Blog, nei giornali e che ascoltiamo ogni giorno dalle persone che vengono a parlarci al gruppo consiliare. Persone che hanno perso il lavoro (alcune coppie in cui entrambi sono stati licenziati), giovani sottopagati per lavori faticosissimi, anziani che hanno finito i risparmi.
Ecco la vera bomba ad orologeria: la bomba delle spese condominiali.

Non è bomba sanitaria, non è bomba demografica, assomiglia alla bomba sul debito pubblico ma è più silenziosa, più diffusa, più infida e morde alle caviglie di tutti direttamente dentro casa. Il 30% condomini morosi (per necessità non per scelta) produce:

1) acrobazie per pagare le spese comuni

2) rischio di insolvenza sulle forniture di gas/acqua/luce e quindi possibili distacchi dalle forniture

3) nessuna manutenzione ad edifici ed impianti e quindi minor sicurezza e maggiori costi futuri di ripristino

4) effetto "domino" con aumento del numero di morosi

Non serve essere esperti di sociologia per prevedere che tra 10 anni avremo:


  • molte più case pignorate (tra l'altro invendute perché nessuno le compra),

  • palazzi molto più fatiscenti,

  • impianti vecchi, inefficienti e pericolosi,

  • molti più conflitti tra condomini,

  • operai delle multi-utility incaricati dei distacchi gas-acqua-luce respinti a bastonate.

Il "Far-West" sull'uscio di casa.

Come M5S abbiamo già numerosi punti nel programma per restituire dignità alle persone (reddito di cittadinanza, risparmi su grandi opere, etc.). Dal punto di vista giuridico valuterei una norma di legge per cui i crediti condominiali siano privilegiati rispetto ad ipoteche/mutui/etc. di banche/fiduciarie/etc.

I condomini non percepiscono interessi dal debito come le banche ma sopportano il rischio d'insolvenza più elevato in quanto creditori "semplici" senza garanzie. Non è giusto ed è molto pericoloso.


Genova - 

fereggiano.jpg

E' difficile inquadrare compiutamente la questione dello scolmatore del Fereggiano tale e tanto è il caos progettuale prodotto da questa Amministrazione e dal trio Garrotta - Bernini - Crivello.

Innanzi tutto come al solito si è giunti a una situazione di tempi contingentati stante il ritardo che la Giunta ha accumulato nell'approvazione del Bilancio programmatico, ritardo che si è riverberato anche su questo tema, per cui "o la va o la spacca" se non passa si perdono i finanziamenti. E tutto questo senza aver affrontato in maniera seria un approccio diverso, una soluzione differente.
Prima di tutto l'oggetto è il complesso di opere che dovrebbe mettere in salvaguardia il torrente Bisagno: il I lotto sono le opere riguardanti il torrente Fereggiano, il II Lotto è lo scolmatore del Bisagno. Il I Lotto viene diviso in due stralci funzionali: I Stralcio lo scolmatore del Fereggiano il II Lotto le opere di captazione dei Torrenti Noce e Rovare e le opere di protezione a mare dove lo scolmatore trova sfogo.
Comunque intanto affrontiamo il progetto dal punto di vista economico: balza all'occhio la discrepanza tra importo dell'opera, circa 58.300.000€, e la cifra a copertura 45.000.000€: mancano circa 13.300.000€ secondo il progettista e secondo la Stazione Appaltante (il Comune di Genova) per "coprire" dal punto di vista finanziario l'intera opera e cioè il I Lotto I Stralcio e II Stralcio.
L'importo del I Stralcio è 36.500.000€, del II stralcio invece è 21.800.000€: queste cifre comprendono, come dal documento denominato Quadro Economico, ogni onere cioè Lavori, oneri per la Sicurezza nel Cantiere, IVA e, tra l'altro, come prevede il DPR 207/2010, anche:

1) Somme per imprevisti
2) Fondi per accordi Bonari

Queste ultime due sono molto importanti perché possono spostare il valore economico dell'appalto di cifre molto significative. Infatti in questa delibera per gli imprevisti (1) sono stanziati 131.000€ e per accordi bonari (2) 10.000€.
Qui escono le prima anomalie: in sostanza mentre normalmente gli imprevisti sommano il 5% dei lavori, 2.500.000€, qui siamo allo 0,26% per un opera che somma per i soli lavori 50.500.000€: devono essere proprio fortunati per non avere praticamente imprevisti durante l'esecuzione!

Per non dire dei Fondi per accordi bonari: la legge è chiara, 3% sull'importo lavori e cioè devono essere 1.500.000€ contro i ripetiamo 10.000€ stanziati!

Ma non finisce qui:
Come finalmente hanno risposto in sede di Commissione i Tecnici sotto lo sguardo (compiaciuto?) degli Assessori, il Computo Metrico estimativo a subito un "taglio" dei prezzi unitari di circa, stimiamo noi, il 18-20% (vi fidate? Abbiamo fatto un po' di ricerche anche se non è la percentuale il dato più interessante).

Quindi l'importo globale dei lavori impenna a 75.000.000€.

Mancano quindi circa 23.000.000€: anche qui non vi chiediamo un atto di fede, per chi è interessato ci sono i conti fatti.

Uno può pensare: bravissimi fanno con 45 un lavoro da 75!! Magari fosse così ma le imprese esecutrici non stanno certo a guardare! E tali pratiche sono pure state censurate da più di una sentenza!
Il contenzioso economico in Italia nelle gare d'appalto è oramai una vera e propria forma di business e gli appalti sbagliati, sottostimati o mal gestiti sono causa di infiniti problemi e ritardi nell'esecuzione delle opere.

Ma ci sono altri giganteschi problemi che si aprono. Se io Stazione Appaltante abbatto il valore dell'opera ricorrendo ad equilibrismi vari restringo la Platea di imprese che possono sopportare prezzi al limite del ridicolo, anzi sappiamo bene quali sono le Imprese che si insinuano in queste opere: quelle che "lavano".
Avrà un valore la qualità? Se io ti pago 5 un lavoro che vale 8 qualcosa mi dice che non avrò in cambio la stessa cura, la stessa attenzione del caso in cui pago il giusto; d'altronde le imprese ci devono stare dentro in qualche modo e allora si taglia: sulla qualità dei materiali, sulla manodopera, sulla sicurezza, sull'accuratezza dell'esecuzione. Fermo restando che le pratiche di tagliare i Computi metrici sono state censurate con svariate sentenze al T.A.R. (1)

Insomma rischiamo di partire coi lavori e nella migliore delle ipotesi di non vedere mai la fine persi nei contenziosi! E qui mi fermo ma sulle opere a mare, 11.000.000€ previsti, si aprirebbe un altro bel capitolo.

Entriamo invece ora nella filosofia generale del progetto: quello che non ci piace del progetto è proprio il suo impianto generale: probabilmente alla fine quando e se riusciranno a farlo e a finirlo questo scolmatore in qualche modo funzionerà, pur con tutte le sue criticità tecniche di dettaglio, pozzi a vortice con correnti supercritiche, su cui non mi soffermo, ma che in qualche modo eludono il principio di precauzionalità che in idraulica ha più di un valore. L'approccio strettamente infrastrutturale al problema rimuove il fatto che il primo quesito è come fare in modo che l'acqua nel rivo ci arrivi il più tardi possibile e come fare a sistemare il territorio del bacino oramai reso fragilissimo dalla cementificazione selvaggia che ha impermeabilizzato l'impossibile. C'è il fondato rischio che questo approccio sposti il rischio idraulico altrove entrando nel loop emergenza idraulica-opera straordinaria che mostra da decenni tutta la sua intrinseca fragilità. Il rischio idraulico non è annullabile come queste opere tendono a far credere ma può solo essere mitigato e gestito. Accanto alle Opere più o meno massive o in sostituzione delle stesse è indispensabile un approccio differente basato sul Flood-Proofing cioè "tecniche di protezione permanenti, contingenti e di emergenza che possono essere utilizzate per impedire che l'acqua di inondazione raggiunga l'edificio o per minimizzare il danno nel caso in cui essa lo raggiunga o vi penetri "(2). Contestualmente a tali misure sarebbe stato necessario dare corso a tutta una serie di opere minori ma diffuse quali:

- adeguamento della rete bianca di smaltimento delle acque piovane e delle caditoie di raccolta alle nuove portate;

- formazione di vasche di laminazione per trattenere le precipitazione piovose in ogni condominio;

- ripristino della permeabilità del suolo in ogni distacco laddove possibile;
- adeguamento del tratto tombinato del torrente e della sua immissione nel Bisagno,

a questo punto solo se veramente necessarie si procederà con opere più massive.

Le ricadute positive di questo modo di operare sarebbero svariate sostenendo, tra l'altro, anche le imprese edilizie attualmente in crisi. Certo è che bisogna intervenire anche sul nodo della fiscalità legata al Flood-Proofing e alle Opere Diffuse innanzi tutto le spese private avrebbero potuto rientrare nel Decreto del Fare ampliando la portata delle norme e consentendo quindi un risparmio fiscale del 55% sulle tasse sul reddito in analogia agli interventi di risparmio energetico sugli edifici. Non si capisce infatti perché se è un obbiettivo virtuoso abbattere il consumo energetico non lo sia altrettanto investire in sicurezza anche nei riguardi dei disastri di natura idrogeologica: quello che lo Stato investe sostenendo fiscalmente questi interventi rientra attraverso il risparmio di interventi straordinari. In ultimo gran parte del finanziamento che il Comune ha ricevuto per l'Opera oggetto di delibera deriva dal cosiddetto Piano Città che però prevedeva esclusivamente interventi di ordinaria necessità e prontamente cantierabili, condizioni a cui, queste valutazioni danno soddisfazione al contrario della Delibera sullo scolmatore.

(1) TAR Puglia sentenza n. 3468 del 2007- TAR Liguria, sez. II, 11.6.2005 n. 887

(2) UNESCO, Guidelines on non-structural measures in urban flood management, Technical Documents in Hydrology, No 50, 2001.

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini
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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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