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MoVimento 5 Stelle

Servizi ai cittadini: Marzo 2012


Genova - 

30 marzo 2012 - di Stefano De Pietro

Col motto di "Mille firme in 5 giorni" ci siamo apprestati a metà marzo a scendere in strada per raccogliere le firme di sottoscrizione della lista comunale, per poterci presentare alle consultazioni amministrative comunali del 6 e 7 maggio 2012.
Con l'impossibilità di fare i presidi fissi, visto che "qualcun'altro" ha pensato bene di occupare ogni angolo di Genova, mercati compresi, chiedendo i permessi senza poi effettivamente realmente effettuare alcuna attività, ci siamo organizzati per fare una raccolta in piedi, con il solo apporto di due biciclette per poter attirare quel minimo di attenzione dei passanti, sfruttando solo in due occasioni la possibilità di mettere un banchetto grazie ad un permesso chiesto già da tempo. Lanciati a cento all'ora, ci siamo fiondati in cinque differenti posti a Genova, raggiungendo il bel risultato delle 800 firme in venti ore complessive: 40 firme all'ora, 4 firme ogni 6 minuti.
Questo è il sentimento che anima i genovesi nei confronti del Movimento 5 Stelle: fiducia, voglia di cambiare, di partecipare di nuovo avendo la possibilità di contare ancora qualcosa.
Le firme sono pronte, controllate, diciamo un GRAZIE molto sentito ai certificatori che ci hanno seguito e quindi permesso di arrivare a questo bel risultato.
Siamo contenti, non lo nascondiamo, E carichi come molle per entrare in Consiglio Comunale: "à bientôt", genovesi!

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PRESENTAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 


venerdì 30 marzo 2012, 21.00

Sala Consigliare ex-Municipio

Via Pallavicini, 5 , Genova


PRESENTAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA

Durata 21:00 ore 22:00

Sono invitati tutti i cittadini che volessero conoscere i candidati, il programma e la scelta innovatrice del Movimento. E' previsto uno spazio nel quale i cittadini potranno parlare dei problemi del loro quartiere, delle istanze verso la Pubblica amministrazione e dei progetti alternativi che gli abitanti del posto vorrebbero vedere realizzati.

Il volantino dell'evento

http://files.meetup.com/1545211/Volantino%20Pegli.pdf

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Ciao a tutti

ecco gli impegni settimanali

presentazione del Movimento
http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/55557272/

Riunione plenaria
http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/57806872/

presentazione del Movimento
http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/57234912/

siete invitati a partecipare.

Salva il gettone, aiuta i poveri consiglieri - M5S Genova


Genova - 


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A seguito del recente scandalo riguardante i gettoni di presenza incassati da alcuni "poveri" consiglieri comunali di Genova, i quali, gravidi di faticosissimi impegni, sono costretti a saltare di commissione in commissione come le api, che di fiore in fiore svolazzano alla ricerca dello "zuccherino", al Movimento 5 Stelle di Genova pare opportuno ricambiare tanto impegno e tanto sforzo raccogliendo i necessari contributi in denaro, in cambio di scherzosi "gettoni di presenza", con cui alleviare la fatica dei nostri vigorosi ed amati Rappresentanti, tra cui molti "giustamente" riconfermati dal PD al grido di "facciamoci riconoscere!!!". Eccoli, Grazie Signore Grazie!!!, i nomi nuovi di Marco Doria!!! Forza quindi fortifichiamo il loro "amore" per l'ambita poltrona con un ulteriore ricco contributo, potranno certamente comprarsi l'ultimo modello di "Supercazzola Sbiancacoscienza turbo delux" che lava sempre più bianco!!! Il denaro raccolto sarà consegnato ai gruppi consiliari presso Palazzo Tursi, quale ulteriore sarcastico contributo dei genovesi allo stipendio degli amministratori locali al ben noto grido di battaglia che eleva lo spirito di Noi Movimento 5Stelle. Vi aspettiamo tutti, Cittadini e Giornalisti domani 24 marzo a partire dalle ore 15.00 ognuno con il suo simbolico contributo in via Cesarea. Non gli daremo respiro!!!!



Genova - 

21 marzo 2012 - di Stefano De Pietro.

L'appuntamento con Cristina e Massimiliano è per le quattordici di un sabato che ha voluto regalarci qualche raggio di sole, a scapito di una previsione di pioggia intensa: si vede che il destino è stato favorevole alla produzione di questa testimonianza, la solita storia di ordinaria follia alla quale l'amministrazione genovese ci ha ormai abituato.
Siamo a Fegino, già teatro dello scandalo del cantiere della galleria ferroviaria trentaquattro metri sotto il pavimento della casa di Barbara, lei non dorme bene da mesi, non si trova un accordo ma il cantiere va avanti, nonostante il disturbo notturno. Sempre a Fegino oggi è la Scuola di Villa Sanguineti ad essere colpita, un polo con scuola materna ed elementare, un piccolo paradiso in una valle decapitata dallo sviluppo industriale degli anni 60-80, autostrade, binari, inquinamento, rumore, centri commerciali, traffico pesante, adesso anche i cantieri del terzo valico. Un cuore verde che si scopre subito dietro alla centrale del latte, circondato da un muro antico, con piante secolari e un prato ben curato nei limiti di quelle che sono le finanze della scuola italiana. Centotrentasei bambini trovano giornalmente alcune ore di tranquillità in questo spazio, contatto con il verde, sicurezza sociale. La scuola è un riferimento per tutti nella zona, i bambini arrivano fin da Murta, il paese della Festa della zucca, e gli stessi genitori che oggi sono qui con noi, davanti al cancello pieno di disegni preoccupati dei bambini, sono stati alunni tanti anni fa. Spunta anche una nonna, lei è cresciuta "alla Sanguineti", poi i suoi figli, oggi i suoi nipoti. La comunità ha chiesto al Preside di poter usare il giardino della scuola "fino alle diciotto", in mancanza di altre aree verdi protette nella zona.
A Cristina e Massimiliano si aggiungono due maestre della scuola, anche loro molto preoccupate di quello che è successo, poi un passante, poi la nonna. Tutti superano la timidezza dell'obbiettivo e accettano di parlare ai cittadini di Genova, con il video che proponiamo.
Un giorno del mese di febbraio alla scuola sono arrivati dei tecnci. Volevano vedere i lavori da fare per trasformarla negli uffici del cantiere. "Quale cantiere? Quali uffici? Nessuno alla scuola sapeva nulla, gli stessi tecnici sono rimasti stupiti che ci fossero ancora i bambini", racconta Massimiliano, spiegando che di fronte alla scuola qualcuno ha previsto un grande cantiere di servizio allo scavo della galleria ferroviaria del terzo valico, una galleria di servizio ma comunque un'opera di quelle che durerà decenni. E nessuno sembra aver avvisato la scuola che la sua presenza è forse incompatibile con il polverone. "Ma qui dietro ci sono anche un ricovero per anziani e molte case", si stupisce Laura, maestra della scuola, chiudere la scuola significa ammettere la pericolosità delle polveri e quindi spostare anche un sacco di persone, sarebbe più logico trovare un altro posto per il cantiere. Come non essere d'accordo? Anzi come non pensare che quei cantieri non debbano essere proprio aperti, perché il terzo valico è un'opera inutile, costosissima e dannosa, e quanto sia dannosa s'inizia a toccarlo con mano.
Spunta una cartina dove la scuola viene segnata sottoposta ad un vincolo, essendo usata dal comune da più di cinquant'anni, gli alberi sono protetti. La preoccupazione di tutti è anche questa, che una volta presa in carico dalle ferrovie si seguano altre logiche, che il giardino verde diventi un magazzino, che mani troppo pratiche possano tagliare le piante, non ci si fida per nulla, anche a causa dell'esperienza fatta sull'altra galleria, quella da Barbara.
Cristina, Massimiliano e gli altri hanno subito formato un comitato per difendere la scuola, su Facebook. Noi li appoggeremo, da cittadini con i cittadini.


Genova - 

18 marzo 2012 - A cura dell'Ufficio stampa del M5S di Genova.
amiu-scarpino.jpgGentile Dott.ssa Martina Zavagna,
leggiamo la sua valutazione del 16 marzo u.s. , riguardo l'affermazione del Movimento 5 Stelle di Genova che "Investendo nella differenziata porta a porta si possono creare nuovi posti di lavoro e si può evitare la costruzione dell'inceneritore", da Lei classificata come "Balla" perché, Lei sostiene: "L'ampliamento della raccolta differenziata non porterà a nuovi posti di lavoro, ma al riutilizzo dell'attuale personale in quanto nuove assunzioni sono bloccate dal Patto di Stabilità. Con i numeri attuali (300 mila ton/anno di rifiuti e differenziata al 33%) e i problemi logistici di raccolta in tutte le vie della città non si possono mettere sullo stesso piano la differenziata porta a porta e l'eventuale inceneritore".
Ci permetta di replicare con lo stesso tono scherzoso: la Balla è tutta Sua e del Politicometro!
Ad un recente convegno sulla "rumenta" all'auditorium di Palazzo Bianco, è stato spiegato che l'esperienza di comuni italiani che hanno adottato il porta a porta dimostra che la percentuale di differenziata "raddoppia in una settimana".
Dovreste anche approfondire meglio il fatto che l'Inceneritore di Scarpino, anche trascurando i costi materiali dell'opera, non è comunque gratis, nonostante il project financing che dovrebbe sostenerlo, ma ha oneri sociali e sanitari ben evidenti a tutti tranne che a chi non vuole considerarli. Conosce il Comune di Vedelago ed il suo modello di raccolta differenziata? Ritiene impossibile un corretto piano di investimenti che coniughi la raccolta differenziata, il patto di stabilità e l'occupazione, anche a fronte del fatto che la voce rifiuti potrebbe passare dal ciclo passivo a quello attivo per il comune, come dichiarato dallo stesso comune nei suoi documenti? Crede che non sia possibile una migliore gestione delle risorse interne di Amiu? Crede che non pesino sul Comune di Genova le multe che ogni anno paghiamo per non avere ancora raggiunto il limite minimo del 66% di differenziata? Per questo fatto, il patto di stabilità lo dimentichiamo?
Senza avere la pretesa di insegnare niente, ormai gli esempi sono infiniti e la letteratura scientifica più che vasta. In quanto ai "problemi logistici di raccolta in tutte le vie della città", ci creda, approfondisca le molteplici esperienze maturate in Italia ed in Europa (per non dire nel mondo...) eviterà di dare retta ciecamente all'Ufficio Stampa di Amiu. Al quale rinnoviamo l'invito a farci conoscere le ormai famose 350 slides sulla "Nuova Scarpino" del Presidente Casale, che si ostina a non pubblicarle sul sito di Amiu.

Con simpatia
Il Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 

3 marzo 2012 - di Paolo Putti
Mi sembra che le riflessioni portate dai vari politici di partito in questi giorni sull'ambito sociale siano da ascriversi genericamente o in una nuova casella da tenere pronta sul desktop del nostro computer a fianco al cestino o, per chi non è avvezzo od interessato all'uso multimediale, da inserirsi in un cassetto della scrivania vicino ai punti del latte. L'etichetta sia del cassetto che della cartella dovrebbe recare, a mio avviso, la scritta "demagogia".
Vengo all'ultima delle lettere scritte a questo giornale dal professor Enrico Musso (Il Secolo XIX - giovedì 23 febbraio 2012 - pagina 30):
nella sua, viene generalmente individuato il problema dei servizi sociali in due punti sostanziali: "il servizio è inadeguato perché non è determinato dalle reali necessità delle persone ma, spesso dalle esigenze dei produttori" e ancora "... i servizi alle persone gestiti direttamente dal Comune di Genova sono in sostanza monopolio, senza confronti sui costi e senza controlli sui risultati". Riguardo a queste affermazioni, dico, è vero che la Cooperazione Sociale ha avuto in questi anni un grande torto, non essere riuscita, partendo da quello che dice la legge quadro nazionale 381 (che recita: "Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e lo svolgimento di attività diverse finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate") a garantire sempre quella costruzione di capitale sociale, a restituire alla comunità da cui nasce ed in cui opera quel valore aggiunto di impresa sociale nata su un territorio, lì cresciuta con l'aspirazione di dimostrare che l'attivazione di cittadini esperti può generare impresa e può restituire servizi e politiche sociali di qualità. Ancora non si è riusciti come Cooperazione a costruire quell'alleanza sociale basata sul riconoscersi ed essere riconosciuti come risorsa, sulla capacità di sostenere i diritti ed i beni comuni indipendentemente dall'esserne beneficiari immediati.
Detto questo e fatto, come cooperatore sociale, un mea culpa, dico invece che non considero accettabile dire che i servizi sono fatti sulle necessità delle persone ma su quelle dei "produttori" perché non credo che se fossero così cinici i cooperatori guadagnerebbero, quando va bene, mille euro a fronte di interventi in molti casi vicini al terapeutico. Se così fosse non ci sarebbero, come ci sono, progetti cittadini fatti da cooperatori che partendo da cento restituiscono alla comunità centoquaranta, senza richiedere alcun soldo in più ma recuperando risorse. Anche l'affermazione riguardo ai costi ed ai controlli è inesatta: nell'ultimo appalto sui centri servizi del comune di Genova sono stati assegnati bandi di gara con ribassi del 93%, come vede con priorità assoluta sui costi: questo si che è socialmente terribile e mina la qualità dei servizi e dei rapporti professionali dei lavoratori, ma fosse per Lei arguisco dovremmo forse farli con ribassi del 99%, chiedendo ad un lavoratore, oltre di pagarsi poco, di pagare con i propri soldi anche l'affitto dei locali, le tasse di spazzatura, le utenze per un Centro Socio Educativo del Comune.
Vengo poi allo slogan che tutti gli aspiranti sindaco usano in questo momento, che per i servizi sociali bisogna sostenere il volontariato, perché son tanto bravi, perché c'è tanta gente che perde tempo in giro e che non vede l'ora di fare: rabbrividisco quando sento queste affermazioni, come cooperatore e come persona che è stata volontario per 12 anni; come cittadino mi sento preso per i fondelli. Ma come, prima i soliti politici (trasversalmente) mi vogliono mandare in pensione a 70 anni, sperando che muoia prima di pagarmi la pensione, devo nel frattempo aiutare le mie figlie perché l'asilo nido costa troppo e devo anche pagarmi le cure sanitarie perché sennò peso sullo stato, e magari a 70 anni qualche acciacco ce l'avrò, e dopo tutto questo si aspettano che nno essendo ancora rintronato su una sedia vada con gioia ad aiutare qualcuno; state descrivendo un mondo che non c'è più, lo avete disintegrato, tutte le associazioni di volontari sono in crisi perché non ci sono più i volontari, perché non ci sono più i pensionati, perché chi lavora non ha più tempo e perché avete promosso una cultura individualista del "guardo il mio e consumo", state descrivendo un mondo che avete abbattuto e che non ci sarà più; senza contare, cari professori Musso e Doria, che io non dico "la scuola e l'università sono fatte su misura dei maestri e dei professori e non degli alunni ... ci vogliono dei professori universitari volontari, ci sono tanti vecchietti che fanno le parole crociate tutto il giorno, sanno un sacco di cose potrebbero farla loro la lezione", perché è insensato e perché non lo credo, perché credo invece che le persone si meritino dei servizi professionali.
Infatti, come volontario, rabbrividisco quando sento queste proposte, perché mi restituiscono che io interesso non come persona apportatrice di risorse, custode di capacità da condividere, ma come "manovalanza gratuita". E' un po' come quelli annunci fuori da qualche ditta "cercasi giovane con esperienza" che sottendono giovane= pago poco e "con esperienza = già svezzato, perché non te la pago io la formazione". I volontari devono essere sostenuti con risorse per le organizzazioni, con mezzi per realizzare servizi migliori, ma questi servizi devono essere aggiuntivi, migliorativi, non quelli essenziali che dovremmo garantire istituzionalmente, sperando che un domani i servizi dei volontari si riescano ad istituzionalizzare e questi, formandosi e professionalizzandosi, realizzino una nuova cooperativa sociale. Il progresso e lo sviluppo per definizione preludono ad un mondo dove si sta meglio e dove ci sono più servizi, non in uno dove per mantenere l'economia e la finanza (tipo creature fatte dallo scienziato pazzo che bisogna rinchiudere e mantenere perché non si possono cambiare) si sacrificano diritti e beni comuni delle persone.
Certo come cittadini e come lavoratori dovremo sottrarci dai giochetti di questi politici dei partiti, che trovano sempre soluzioni facilone sulla nostra pelle (tipo quella dei servizi civili: forse non sanno, i professori, che i servizi civili sono percorsi in primis formativi e poi di utilità sociale, per cui un volontario non può accompagnare da solo un anziano o un disabile ma deve essere affiancato da un operatore professionale), non hanno scenari ed orizzonti e si rimpallano responsabilità tra partiti, tra istituzioni dello stesso partito, tra comune e regione, tra regione e stato. Il giochetto è ormai noto, sta a noi cambiare.
Paolo Putti
Cittadino, Cooperatore, Volontario, Portavoce e Candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle di Genova

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini
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    Fabio Ceraudo
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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