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Cultura: Settembre 2013


Genova - 


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Buongiorno al Presidente dell'AATO e a tutti i Sindaci presenti,
innanzitutto mi presento: sono Andrea Tosa ed ho chiesto di intervenire in qualità di dirigente della Organizzazione Sindacale Confederazione COBAS della Liguria.

Per prima cosa voglio ringraziare per la possibilità di intervenire a questa assemblea, senza peraltro
fare a meno di rammentarvi che le sedute della Conferenza dei Sindaci devono essere pubbliche (vedi
art. 38 c. 7 del T.U. Enti Locali) e che quindi la normativa, almeno oggi, è stata applicata: bene, ma
vorremo lo fosse sempre perché pensiamo che la trasparenza sia uno di quei principi ineludibili in una società democratica e partecipata. E' peraltro evidente che non vogliamo solo fare un interventi di pochi minuti e poi uscire tranquillamente dalla sala e lasciare che voi - a porte chiuse- decidiate tranquillamente senza nessun "controllo"; la trasparenza e la partecipazione sono principi cui informare sempre - e non solo saltuariamente - il proprio agire.
Avevo qui scritto una considerazione che però ora non farò alla luce della decisione che pochi minuti fa avete assunto: quella non solo di consentire interventi di Comitati e Associazioni, ma anche di consentire di assistere a tutta la riunione. Considero positivo questo atto, ma voglio però puntualizzare che non si tratta di un atto di "generosità" ma di una applicazione di norme d legge e regolamentari.
Spero vivamente di sbagliarmi ma purtroppo penso che sarà, ma questo dipende anche da voi e dalle decisioni che assumerete, l'unico ringraziamento che farò a questa Assemblea.
Il Sindacato COBAS che io qui rappresento non è solo portatore di interessi diffusi in quanto rappresentante dei lavoratori, ma anche in quanto rappresentante dei cittadini in generale.
Per chi non ci conosce non siamo solo una organizzazione puramente sindacale, ma ci facciamo carico, con le nostre forze, di interpretare esigenze più generali che posso definire "di cittadinanza" ed in primo luogo di "difesa dei beni comuni".
E quale "bene comune " è più importante dell'acqua? Nessuno.
All'art.2 del nostro statuto sta infatti scritto che siamo e agiamo "contro il dominio del profitto e la mercificazione generalizzata della società".
E' per questo che siamo stati e continuiamo con convinzione ad essere parte di quel grandissimo Movimento che a partire da Comitati, Associazioni e singoli di ogni appartenenza sparsi in tutto il Paese ha negli scorsi anni costituito Il Forum Acqua Pubblica che ha dato vita ad un straordinaria mobilitazione popolare prima con la raccolta di firme (430 mila) per una Legge di iniziativa popolare (peraltro mai neppure discussa dal Parlamento), quindi la Proposta di referendum con oltre 1 milione di adesioni.
Come tutti sapete tutto ciò ha portato all'eccezionale risultato referendario del 13 giugno 2011 quando oltre 27 milioni di elettori (la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, cosa mai avvenuta prima; non solo: erano oltre 20 anni che nessun referendum aveva raggiunto neppure il quorum...) hanno scelto di votare SI' ai 2 quesiti: 1) contro la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali (e quindi non solo acqua, ma per es. anche trasporti e rifiuti 2) contro la c.d. "remunerazione del capitale" (cioè il "profitto")per quanto attiene il servizio idrico integrato.
L'acqua è quindi considerata dai cittadini italiani, supportati anche da importanti decisioni dell'Onu e dell'OMS, un bene primario per tutta l'umanità, il "bene comune" per eccellenza.
E' del tutto evidente quindi che su sulla gestione del servizio idrico NON DEVE quindi realizzarsi alcuna forma di profitto.
Ad oggi sono passati più di due anni da quello straordinario risultato referendario e non è più tempo di discutere i contenuti del referendum.
Si poteva fare prima, ora è legge e bisogna solo applicarla.
Una legge più forte delle normali leggi approvate dal Parlamento, perché voluta direttamente dal sovrano, il popolo. Tanto è vero che il Parlamento il giorno dopo può abrogare o modificare una sua legge. In questo caso invece non è possibile nemmeno al Parlamento modificare la norma uscita da un referendum per un tempo di almeno 5 anni.
Il Consiglio di Stato con il suo parere del 15 gennaio 2013 ha confermato che il referendum è immediatamente applicabile, e quindi che l'argomento portato il 18/10/2011 da questa Conferenza, era insussistente. Come Il Forum dell'Acqua , e noi, sostenevamo.


Altra sentenza cui fare riferimento sempre in questa direzione è quella del Tar Toscana del marzo 2013.
Inoltre qui vicino a noi lo scorso 6 agosto c'è stata la sentenza del Giudice di Pace di Chiavari che aa accolto il ricorso di una cittadina che con assoluta determinazione ha chiesto nient'altro che il rispetto del referendum che ha - lo ripeto - valore di legge. Notate bene: la Giudice di pace ha riconosciuto il rimborso dell'intero 22% sulla tariffa, così come richiesto, senza detrarre gli "oneri finanziari"
E' inutile affermare che in fondo si tratta solo di una sentenza di un Giudice di pace. Quella sentenza si basa sul pronunciamento, ben più autorevole, del Consiglio di Stato, ne è un'applicazione.
Dopo oltre due anni non ci sono più scuse.
Conosciamo e capiamo benissimo le pressioni fortissime che Iren e i suoi padrini politici esercitano su di voi. Sono in ballo grossi interessi.
Ma anche i comuni cittadini sono in difficoltà. Sono stufi di essere spremuti come limoni, mentre la grande finanza non ha pagato e non paga niente, niente viene fatto contro di essa, anzi tutto viene fatto per mantenere i suoi privilegi; i suoi furti sono considerati "legittimi".
Gli Stati si sono svenati per salvare le banche con migliaia e migliaia di miliardi di dollari. Tutto ricade sulle spalle dei comuni cittadini, mentre chi ha rubato va a casa con liquidazioni milionarie e pensioni da capogiro.
Gli errori imprenditoriali di Iren dovremmo forse pagarli noi, con le bollette dell'acqua? E poi ci si riempie la bocca con concorrenza, mercato, merito.
Nel 2012 Mediterranea delle Acque ha realizzato un utile netto di oltre 18 milioni, mentre la Corte Costituzionale ha sentenziato che scopo del referendum era di rendere estranea la gestione dell'acqua alle logiche del profitto.
Gli amministratori locali hanno inoltre negli anni compiuto anche scelte vergognose ed incredibili; mi riferisco alla città di Genova dove nel 2003 la C.A. guidata dal sindaco Pericu ha addirittura venduto le dighe del Brugneto Valsoci: una roba scandalosa !!!
Il referendum ora è legge, ma si continuano a fare profitti sull'acqua, eccome!
Come mai? Perché tutto questo è stato e viene permesso anche con la responsabilità dei Sindaci?
Ognuno di voi rifletta bene sulle responsabilità che oggi è chiamato ad assumersi.
Voi Sindaci siete la prima istanza istituzionale cui si rivolgono i cittadini e non potete tirarvi fuori senza assumervi la responsabilità di applicare una norma.
Sempre più spesso si parla di "antipolitica" ma questo, secondo me, è un termine sbagliato: i cittadni vogliono un' "altra politica", e chiedono democrazia, trasparenza e partecipazione.
Noi siamo qui oggi, e lo saremo al di fuori di qui insieme ai cittadini ed ai Movimenti, per ricordarvi che dovete applicare ed obbedire alla legge.
All'inizio ho detto che temevo che il ringraziamento appena fatto fosse l'unico; lo ripeto: spero di sbagliarmi e vorrei potermi rallegrarmi con voi e ringraziarvi al termine di questa assemblea , ma dipende solo da voi e dalla decisione che assumerete
Anche se in grave ritardo siete ancora in tempo per applicare ed obbedire alla legge: FATELO !!

Grazie.

Andrea Tosa
Attivista a 5 Stelle


Genova - 


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In risposta a Mauro Avvenente, Presidente del Municipio VII.


Gentile Presidente, dopo il suo intervento televisivo del 24 agosto scorso ci siamo sentiti di presentare questa espressione di sentimenti e farle un regalo speciale da parte di tutto il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Questo perché siamo rimasti allibiti dal suo intervento sulla gronda autostradale di Ponente e visto che, come ha detto, non ha gli strumenti tecnici per poter dare una valutazione definitiva le regaliamo un bel cd dove potrà trovare tutti i dati ufficiali e i documenti che attestano che questa è un'opera inutile, dannosa e costosissima.
Ci teniamo a precisare due cose:

1) quando i cittadini coinvolti dall'esproprio chiedono lumi sulle loro sorti è perché vogliono sapere cosa sta succedendo, non perché vogliono la Gronda.
Lo vada a chiedere al Consigliere comunale del vostro schieramento Paolo Gozzi (rappresentate dell'osservatorio locale Gronda), che con una lettera chiede al Sindaco il perché l'Osservatorio non si è mai riunito ed esprime preoccupazione in merito "richieste di informazioni e chiarimento da parte di alcune piccole aziende insistenti sul territorio voltrese che, interessate da un eventuale procedimento di esproprio, avrebbero necessità di conoscere i dettagli di un'operazione che coinvolge così profondamente la pianificazione del proprio futuro"
Ma questo si può ascrivere ai vostri tanto sponsorizzati "percorsi partecipativi" (vedi P.O.R.) che lasciano il tempo che trovano.
Lei parla di cittadini che le bussano alla porta per chiederle di fare la Gronda, a me risultano invece cittadini che le bussano forte alla porta per chiederle più vivibilità nel nostro Municipio.

2) Tra i vari luoghi comuni che sentiamo dai sostenitori della Gronda, sempre nella trasmissione televisiva in oggetto lei parla di dare respiro al traffico che spesso è congestionato ed impossibile.

"La Gronda risolverà il problema della congestione del nodo"
Sicuramente sa che l'attuale tracciato urbano svolge anche la funzione di tangenziale urbana (i classici spostamenti interni). Di fatto i genovesi per sopperire all'inefficenza del trasporto pubblico usano la macchina anche per brevi spostamenti casa-lavoro.
Ne conseguono livelli di congestione elevata, specie nelle ore di punta dei giorni feriali, con ovvie ripercussioni anche sulla viabilità urbana.
Quindi la capacità della Gronda di attirare il traffico di attraversamento, separandolo dal traffico cittadino, e sgravare del 50% il tratto A10 Ge -Voltri-Ge -Aereoporto è falsa. Dati ufficiali dimostrano che l'A10 bis sottrarrebbe solo il 19%.
Ma allora di cosa stiamo parlando? Ci rendiamo conto che stiamo parlando di un'opera che prevede 45 Km di gallerie (4 volte il traforo del Monte Bianco), 11 milioni di metri cubi di smarino (pari a 50 volte il Matitone) con presenza rilevante di materiale amiantifero e almeno 9 anni di cantieri?

Riuscite a rendervi conto che:

- il problema che è male inquadrato. Un ByPass non può essere risolutivo
- Gli scenari futuri descritti da ASPI presentano crescite inverosimili . La stessa non ha mai dimostrato di risolvere il problema, anzi ha dimostrato di essere in grado di raddoppiarlo.
Il riprodursi di analoghe condizioni di congestione determina un singolare circolo vizioso per cui il traffico genera congestione, si realizzano nuove strade che si riempiono di traffico, riproducendo la congestione. Per cui ogni tentativo di contenimento sarebbe vano.
- Gli impatti sociali ed ambientali sono elevatissimi e irreversibili (l'elevata presenza di serpentiniti, lo stoccaggio dello smarino potenzialmente contaminati quasi 7 Mln di metri cubi di terra, eliminazione di numerosissime sorgenti, grotte ecc... interferenze con parchi storici ecc..)
- ci sarà maggiore sottrazione di spazi pubblici: più auto meno spazio= nuovi silos=nuovi parcheggi/ maggiore inquinamento.
- è un'opera non etica e non garantisce il diritto di mobilità di tutti. Non la userà chi non ha un auto, chi non può permettersela e chi non può guidarla.
- bisogna concentrarsi sulle componenti più importanti del problema (traffico interno e di scambio) intervenendo seriamente sul TPL urbano ed extraurbano dando ai genovesi una reale,efficiente ed economica alternativa all'utilizzo del mezzo individuale.
Occorrono studi seri ed indipendenti, non fatti da chi guadagnerebbe dalla costruzione dell'opera.

Per questi motivi il Movimento 5 Stelle si batterà con tutte le forze per evitare la costruzione della Gronda e non vi permetterà di deturpare ulteriormente il nostro territorio per interessi di pochi.


Gabriele Fiannacca
Consigliere Municipale M5S VII Ponente

Qui l'articolo completo


Genova - 


federico-valerio.jpg (di Federico Valerio - Referente tematiche ambientali di Italia Nostra)
La privatizzazione di una quota AMIU, l'azienda che gestisce i rifiuti di Genova, presenta incognite che potrebbero mettere in discussione il ciclo virtuoso che la giunta Vincenzi, pur con carenze, aveva avviato per la gestione dei materiali post consumo prodotti dalla città: Ridurre, Differenziare, Riciclare e Compostare.
Non sono un economista, ma il "core business" che può fare gola ai privati è proprio la chiusura del ciclo dei "rifiuti" con incenerimento e recupero energetico.
Se la legge che assimila i rifiuti a fonte di energia rinnovabile non sarà abolita, la "termovalorizzazione" continuerà ad essere generosamente foraggiata con denaro pubblico, a carico delle bollette della luce di famiglie e aziende italiane.
Non bisogna essere indovino per predire che gli utili della "termovalorizzazione" saranno a favore dei privati, mentre i debiti della raccolta cadranno sulle spalle del Comune e dei cittadini.
A livello planetario stiamo vivendo una lunga fase di passaggio da una società basata sui consumi e debiti crescenti, senza futuro, ad una nuova, necessariamente più sobria e duratura organizzazione sociale, in cui le pratiche "usa e getta" saranno ridotte al minimo essenziale (presidi igienico-sanitari) e quelle "usa e termovalorizza" saranno abolite, per la loro macroscopica insostenibilità.
Certamente questo passaggio durerà ancora per qualche decennio, durante i quali, la gestione degli inceneritori sarà sempre più problematica, quantomeno perché ci saranno sempre meno materiali da bruciare, materiali sempre più richiesti dalle nuove attività produttive di riciclo e riuso.
Come sta succedendo nei Paesi del nord Europa, poiché gli inceneritori, per i contratti capestro imposti dalle banche che finanziano l'operazione, non possono spegnere prima di aver ammortizzato i loro investimenti (20 anni), anche in Italia, una volta che i nuovi impianti fossero realizzati, per tutti questi anni ci sarà una lotta impari tra incenerimento e il riciclo, lotta che, come sempre, sarà pagata dai cittadini, in questo caso, con la nuova tassa che, mettendo più gabelle nello stesso calderone, impedirà di fare chiarezza su "chi paga che cosa": la Service Tax.
Alla luce di quanto sta avvenendo a Genova, a partire dal nuovo ciclo amministrativo, ho la sensazione che si stia avverando quanto temevo.
Il gassificatore congelato, la cancellazione di qualunque progetto di raccolta porta a porta, la mancata verifica che il 65% di raccolta differenziata poteva essere raggiunto a Sestri e Pontedecimo, il freno alla raccolta differenziata, la "difficoltà" di trovare aree per gli impianti di compostaggio, sono tutte scelte che aprono la porta al ritorno del mega "termovalorizzatore " di Scarpino, possibilmente a servizio dell'intera Regione.
Per evitare che questo avvenga e che muoia il "Modello Genova" che la nostra Associazione ha caldeggiato da tempo, Italia Nostra esprime la sua forte contrarietà alla proposta di privatizzazione di AMIU e, come segno di radicale cambiamento, invita il Sindaco di Genova a deliberare, nei prossimi giorni, l'adesione di Genova al progetto dei Comuni a Rifiuti Zero, in sintonia con le più avanzate e lungimiranti scelte europee.

I candidati a Genova

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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    Luca Pirondini
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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