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Comunicati stampa: Ottobre 2013


Genova - 


La giunta Doria ci riprova, con una "delibera bis" sulla privatizzazione delle principali aziende partecipate. Il documento, con una operazione di facciata che ha solo tolto o cambiato alcuni passaggi, ripropone di fatto le stesse identiche azioni della sua precedente versione di fine luglio, nonostante una serie di incontri con le parti sociali giusto per dare un barlume di partecipazione.

Il Movimento 5 Stelle di Genova rigetta l'idea di continuare a seguire le regole che hanno portato l'Italia, e il nostro Comune in particolare, nella triste condizione di vita precaria, in bilico tra la sopravvivenza delle proprie aziende e la loro caduta nel baratro del fallimento, situazione che ci viene presentata, ogni volta, a giustificazione delle continue azioni di salvataggio in extremis, di privatizzazione e liquidazione.

Continuiamo a non capire come mai si voglia privatizzare Amiu, azienda in attivo che con i prossimi gettiti fiscali della Tares potrebbe diventare la miniera del bilancio attraverso delle "vere" azioni di rilancio della raccolta differenziata, e anche a rifiutare di considerare le Farmacie Comunali e i Bagni Marina come aziende non strategiche.

Daremo battaglia, secondo la nostra tradizione di trasparenza, supportati dai cittadini e dai lavoratori che abbiamo incontrato, con i quali abbiamo condiviso l'idea di una gestione diversa del patrimonio pubblico del Comune.

Preparate l'elmetto.

Documenti:
PROP_2013_0069_TESTO_PARTECIPATE

M5S Genova


Genova - 


Abbiamo ben presente, perché lo viviamo nella nostra attività di Consiglieri Comunali, la discrasia tra la fedeltà agli elettori ed agli impegni presi e la necessità di dare risposte rapide e incisive nelle sedi istituzionali. Noi, almeno per ora, lo abbiamo risolto vincolando la nostra attività e le nostre azioni ad un Programma realmente scritto insieme a chi si riconosce nel Movimento e confrontandoci costantemente con i Cittadini Genovesi interessati. Per questo comprendiamo la reazione di Beppe Grillo all'azione dei Cittadini Senatori pentastellati che tende all'abolizione degli effetti penali del reato di clandestinità per gli immigrati. Ma la comprensione legata alla sorpresa evidenzia, ancora di più e ancora una volta, l'impellente necessità che vengano quanto prima proposti gli strumenti che consentano un rapido e virtuoso confronto tra i cittadini e tra i cittadini e i tecnici, perché un reale percorso partecipativo e fatto dall'incontro tra chi detiene il sapere "locale"dato dal vivere la quotidianità dei problemi e chi detiene le conoscenze tecniche per comprenderne le cause e tracciarne le strade per le possibili soluzioni: in assenza di questo è normale che accada che i Cittadini parlamentari del Movimento agiscono con autonomia secondo le loro convinzioni.
A margine troviamo comunque opportuno sottolineare come l'azione del Movimento e in special modo in questa circostanza, abbia fatto emergere l'ennesima contraddizione all'interno della pericolosa Maggioranza delle Grandi Intese e soprattutto nella finta opposizione di SEL messa lì apposta per marcarci strettamente. Anche questa è Politica Virtuosa soprattutto visto che siamo momentaneamente all'opposizione: sarebbe stato possibile tutto ciò se si fosse passati attraverso la consultazione della Base? Certamente qui si torna al nostro corto circuito di partenza risolvibile solo attraverso un Programma nazionale ancora più puntuale e completo, da cui nasce quindi l'assoluta centralità della condivisione e dell'uso dell'Intelligenza collettiva. Ma questa condivisione non è possibile se non si fa opera di informazione, di confronto e di sintesi tra tutti i Portatori di Interesse.
Ci è ben noto che già ai tempi del decreto Maroni e financo ai tempi della Turco-Napolitano, ci furono molteplici obiezioni sia di natura Costituzionale che di natura etica e queste contestazioni non ci paiono tutt'ora superate.

È quindi dovere del Movimento, operare affinché si giunga a una sintesi efficace che tenga conto delle perplessità di alcuni come dei doveri e dei diritti di tutti i soggetti, in primo luogo dei più Deboli, perché veramente "nessuno deve rimanere indietro", neanche gli immigrati.
Il Movimento tutto è l'unico soggetto politico che può compiere questa sintesi proprio perché ha l'ambizione di parlare sia all'intelligenza (la Testa) e al cuore dei cittadini ma anche alla pancia di chi sente gli umori e i brontoli di una vita fatta di lotte quotidiane, ansie e svalutazioni subite. Quindi nessuna volontà di "educare" o assecondare indifferentemente l'opinione pubblica ma l'imperativo di contribuire, ognuno di noi con le nostre "Parole guerriere", alla formazione di un percorso che porti il Movimento stesso a essere "Opinione Pubblica" dentro le Istituzioni. Diversamente forse non avremo percentuali da "prefisso telefonico" ma certamente avremmo mancato clamorosamente l'occasione unica di essere appunto quella sintesi tra "Testa" e "Pancia" cioè la capacità di servire l'Italia liberi da condizionamenti ideologici e partitici, con la massima onestà in primo luogo verso se stessi. E' il senso di questo odierno nostro contributo: contribuire alla formazione di un pensiero condiviso sul tema senza alcuna pretesa di sostituirsi a nessuno, senza essere Dottor Stranamore ma da cittadini tra cittadini.

Entrando nel merito, non troviamo in questo emendamento alcunché di stravolgente e di pericoloso per l'Italia, troviamo infatti difficile che una donna incinta di Lagos che ha attraversato prima l'Africa poi il Mediterraneo a bordo di un guscio di noci si possa sentire incoraggiata dalla depenalizzazione del reato, probabilmente non ne è assolutamente a conoscenza! Ma ci è altrettanto ben chiaro che a Prato, dove l'economia è stata stravolta dalla clandestinità cinese, la situazione è ben complessa e non risolvibile con gli slogan, da qualunque parte ci si schieri: bisogna avere la correttezza di spiegare che non è la condanna penale del soggetto più debole che può offrire la soluzione definitiva o momentanea. Per essere ancora più chiari solo qualche celomollista padano può strumentalmente negare il legittimo sostegno a quegli adolescenti arrabbiati perché le loro madri li hanno lasciati soli per anni in qualche città del Sudamerica per venire ad accudire a basso costo i nostri anziani, così come solo gli ipocriti radical chic possono non riconoscere e sostenere la legittima paura e frustrazione dell'anziano di via Croce d'Oro che non esce di casa per timore di essere aggredito o spinto da un corpulento signore dall'accento ispanico pieno di birra.
Per questo, il "nessuno deve rimanere indietro", deve essere stato il principio ispiratore dei nostri senatori, principio vincente in campagna elettorale ma soprattutto vincente per i nostri cuori , per le nostre teste e per le nostre pance. Che poi possa essere mancato un passaggio tecnico, di fronte alla rapidità richiesta dall'Istituzione, crediamo possa essere considerato un problema non insormontabile.

Una piccola chiosa prima di chiudere: con queste nostre parole vogliamo rendere giustizia e riconfermare la fiducia posta da quelle persone che hanno sostenuto il Movimento attraverso noi volendo sostenere non i soliti soggetti che percorrono le vie più semplici e facili, utili al potere, ma quei cittadini come loro che cercano caparbiamente e con fatica le risposte più giuste. Inoltre vogliamo in queste poche righe rispondere, con stima, ad alcuni giornalisti che ci hanno sollecitato, aggiungendo una prece ed una speranza che trovino anche la forza di interessarsi non a noi che non siamo così importanti, ma agli argomenti che affrontiamo ogni giorno: il destino delle società partecipate del Comune, l'acqua pubblica, la salute dei cittadini, il buon governo, il trasporto pubblico, la cultura, l'istruzione i servizi sociali e via così purtroppo per un'infinità di temi che però renderebbero, se risolti correttamente, migliore questa Società di Uguali che dovrebbe essere la nostra Patria: veramente l'Informazione Pubblica pensa di non sacrificare niente parlando ogni giorno alla Pancia dell'Italia e solo quando conviene a comando al cuore ed alla testa?


I Consiglieri Comunali

Paolo Putti
Mauro Muscarà
Emanuela Burlando
Stefano De Pietro
Andrea Boccaccio


Genova - 


In seguito all'articolo "Politico ma quanto ci costi?" del 9 ottobre a firma di Alberto Maria Vedova, ci preme evidenziare che non differenziare il reddito professionale, per chi lo ha, dal "gettone" dell'attività di Consigliere non rende un buon servizio alla Politica ma anzi fa scadere il contributo del giornalista in quella demagogia che a torto ci viene contestata.

Così facendo appare che, come si suol dire, "di notte tutti i gatti sono grigi": infatti, operando questa distinzione si evidenzierebbe che i consiglieri comunali M5S si sono ridotti i gettoni mensili da 18 a 12 e che si sono privati di tutti gli altri privilegi quali pass gratuiti, aree blu gratuite, biglietti fiere, stadio, teatro, e soprattutto l'evidenziato, dagli intervistati, trasporto sui mezzi pubblici proprio per "pesare" il meno possibile sulle casse del Comune e quindi dei Cittadini genovesi.

Per tacere inoltre di quanto il Movimento ha restituito alle esangui Finanze dello Stato nell'ambito della propria attività a livello Parlamentare.

Noi non siamo in cerca di complimenti ma auspichiamo che questo primo tentativo di riequilibrare il rapporto tra Politica ed i suoi Costi venga accolto e migliorato anche dagli altri soggetti politici di Genova.

Per il Movimento 5 Stelle - Genova

Paolo Putti
Emanuela Burlando
Mauro Muscarà
Stefano De Pietro
Andrea Boccaccio

I candidati a Genova

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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    Luca Pirondini
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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