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Genova - 

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I CITTADINI INCONTRANO I CITTADINI IN PARLAMENTO

IL 16 E IL 17 LUGLIO AVREMO L'OCCASIONE PER RIUNIRCI INTORNO ALLE IDEE
AI PROGETTI E ALLE PROPOSTE DEL M5S INSIEME A MOLTI DEI NOSTRI
PORTAVOCE ALLA CAMERA IN SENATO, nelle REGIONi E NEI COMUNI.

CI RACCONTERANNO DEL LAVORO SVOLTO IN QUESTI 3 ANNI IN PARLAMENTO
DELLE ESPERIENZE FATTE NELLE REGIONI E NEI COMUNI. SI PARLERA' DI
Reddito di Cittadinanza, Referendum SULLA Riforma Costituzionale
terzo valico, sanità, lavoro, Gestione dei rifiuti, dissesto idrogeologico
E DELLE PROSSIME AMMINISTRATIVE PER IL COMUNE DI GENOVA.

Insieme a Noi:
Tiziana Beghin, Ignazio Corrao (Parlamento Europeo)
Enza Blundo,
Mario M. Giarusso, Sara Paglini, Marco Scibona (senato della repubblica)
Luigi Gallo, Sergio Battelli, Simone VALENTE (CAMERA DEI DEPUTATI)
Francesca Frediani (Regione piemonte)
Stella Sorgente (vice sindaco di Livorno)
Francesco BATTISTINI, Marco DE FERRARI Andrea Melis, Gabriele PISANI,
Alice SALVATORE e Fabio TOSI (REGIONE LIGURIA) Emanuela BURLANDO, Andrea BOCCACCIO,
Mauro MUSCARA', Stefano DE PIETRO, Paolo PUTTI, (COMUNE DI GENOVA)

Menù

Antipasti

Pane e servizio 1,00€
Bruschetta 2,00€
(pomodoro basilico)
Piatto sott'olio 4,00€
( pomodori carciofi cipolle misto di verdure)
Salumi misti 4,00€
(salame sant'olcese, cotto, coppa)

Primi

Trofie al Pesto 5.00€
Linguine ai funghi 5.00€

Secondi

Bistecca di Matamà con contorno 8.00€
(patatine o insalata)
Grigliata di maiale mista 8.00€
(costina, coppa toscanello, wurstel)
tris torte salate 5.00€

Contorni

Patatine fritte 2.00€
Insalata mista 1,50€

Dessert

Crostata 3,50€
Brownie 3,50€

Bevande

Vino rosso di Montalcino 6.00€/litro
Vino bianco Riesling 6.00€/litro

Birra artigianale

La Superba prima consumazione 3.00€
dalla seconda se riutilizzi il bicchiere 2,50€

Bambini
7.00 €
Penne pomodoro
Würstel
Patatine

L'evento su facebook:
https://www.facebook.com/events/1770947229795558/

COME RAGGIUNGERCI:

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Genova - 

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I CITTADINI INCONTRANO I CITTADINI IN PARLAMENTO

IL 16 E IL 17 LUGLIO AVREMO L'OCCASIONE PER RIUNIRCI INTORNO ALLE IDEE
AI PROGETTI E ALLE PROPOSTE DEL M5S INSIEME A MOLTI DEI NOSTRI
PORTAVOCE ALLA CAMERA IN SENATO, nelle REGIONi E NEI COMUNI.

CI RACCONTERANNO DEL LAVORO SVOLTO IN QUESTI 3 ANNI IN PARLAMENTO
DELLE ESPERIENZE FATTE NELLE REGIONI E NEI COMUNI. SI PARLERA' DI
Reddito di Cittadinanza, Referendum SULLA Riforma Costituzionale
terzo valico, sanità, lavoro, Gestione dei rifiuti, dissesto idrogeologico
E DELLE PROSSIME AMMINISTRATIVE PER IL COMUNE DI GENOVA.

Insieme a Noi:
Tiziana Beghin, Ignazio corrao (Parlamento Europeo)
Enza blundo,
Mario M. Giarusso, sara paglini, Marco Scibona (senato della repubblica)
Luigi Gallo, Sergio Battelli, Simone VALENTE (CAMERA DEI DEPUTATI)
Francesca Frediani (Regione piemonte)
Stella Sorgente (vice sindaco di Livorno)
Francesco BATTISTINI, Marco DE FERRARI Andrea Melis, Gabriele PISANI,
Alice SALVATORE e Fabio TOSI (REGIONE LIGURIA) Emanuela BURLANDO, Andrea BOCCACCIO,
Mauro MUSCARA', Stefano DE PIETRO, Paolo PUTTI, (COMUNE DI GENOVA)

Menù

Antipasti

Pane e servizio 1,00€
Bruschetta 2,00€
(pomodoro basilico)
Piatto sott'olio 4,00€
( pomodori carciofi cipolle misto di verdure)
Salumi misti 4,00€
(salame sant'olcese, cotto, coppa)

Primi

Trofie al Pesto 5.00€
Linguine ai funghi 5.00€

Secondi

Bistecca di Matamà con contorno 8.00€
(patatine o insalata)
Grigliata di maiale mista 8.00€
(costina, coppa toscanello, wurstel)
tris torte salate 5.00€

Contorni

Patatine fritte 2.00€
Insalata mista 1,50€

Dessert

Crostata 3,50€
Brownie 3,50€

Bevande

Vino rosso di Montalcino 6.00€/litro
Vino bianco Riesling 6.00€/litro

Birra artigianale

La Superba prima consumazione 3.00€
dalla seconda se riutilizzi il bicchiere 2,50€

Bambini
7.00 €
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Würstel
Patatine

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COME RAGGIUNGERCI:


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Genova - 


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Due giorni di Incontri con portavoce Nazionali Regionali e Comunali del Movimento 5 Stelle.

Alcuni dei portavoce che parteciperanno:

Tiziana Beghin (Parlamento Europeo)
Ignazio Corrao (Parlamento Europeo)
Marco Scibona (Senato)
Sergio Battelli (Camera)
Simone Valente (Camera)
Michele Giarusso (Senato)
Rosetta enza Blundo (Senato)
Francesca Frediani (Regione Piemonte)
Fabrizio Gallo (Novi Ligure)
Il gruppo regionale Ligure del M5S
Portavoce eletti nei diversi comuni liguri

e molti altri

entrambi i giorni dalle 16:30 in poisino alla sera per confrontarsi con i cittadini e per comunicarci le battaglie che il M5S porta avanti nelle istituzioni.


Si parlerà di:
Terzo Valico
Dissesto Idrogeologico
Sanità
Lavoro
Riforma Costituzionale

ma non solo

A pranzo e a cena e durante la giornata potrai assaggiare le specialità Genovesi.

La manifestazione si terrà presso l'area verde di Casella a pochi passi dalla stazione del trenino da poco riattivato.

A Riveder le Stelle!


Condividete l'evento su facebook ed invitate i vostri amici:
https://www.facebook.com/events/1770947229795558/


Genova - 


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Novembre 2013 - Novembre 2014

E' trascorso un anno e purtroppo siamo di nuovo qui, nelle stesse identiche condizioni, questa volta a richiedere, oltre a interventi urgenti per la prevenzione, anche IMMEDIATI provvedimenti per la salvaguardia delle persone e del quartiere.

Noi abbiamo una proposta concreta, siamo di nuovo in via Fereggiano per condividerla con i cittadini e chiedere a gran voce che venga realizzata.


Video di approfondimento "Dopo il Fango"

Donazioni per l'alluvione

Iscriviti e partecipa alle attività del M5S di Genova


Genova - 

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Genova: prosegue l'attività di divulgazione sui rifiuti curata dal coordinamento dei Meetup liguri del Movimento 5 Stelle e organizzata a Genova dal Gruppo di lavoro sui rifiuti del Movimento genovese.

Dopo i due incontri a Genova e Sestri Levante (video) dei mesi scorsi, sabato 12 aprile 2014, nella mattina, è prevista unavisita alla discarica di Monte Scapino da parte di alcuniparlamentari M5S, tra i quali la senatrice portavoce genoveseCristina De Pietro, accompagnati da consiglieri comunali e alcuni tecnici.

A Genova, presso Palazzo Fieschi in via Sestri, sede del Municipio Medio Ponente, nel pomeriggio alle ore 15.30Luca Roggi, esperto di riferimento del M5S in Parlamento sul tema dei rifiuti, terrà una conferenza tecnica in tema di strategie per la riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata, a cui seguirà la sera alle ore 21.00 una sessione pubblica e divulgativa con l'intervento di Samuele Segoni, deputato portavoce M5S, che introdurrà le novità sul reato ambientale, proposto per l'introduzione nel Codice Penale italiano.

L'incontro sarà trasmesso in streaming sul sito genova5stelle.it

Il Movimento 5 Stelle di Genova, insieme agli altri gruppi consiliari liguri e ai numerosi Meetup, che da sempre auspicano il superamento del concetto di rifiuto a favore di una società che ricicli e riutilizzi la materia, stigmatizza sulla recente normativa regionale in tema di rifiuti, intravedendo nel piano dei rifiuti deliberato dalla Consiglio ligure un notevole peggioramento della gestione di questa importantissima risorsa, con l'utilizzo del CSS ("combustibile solido secondario", da bruciare in cementifici e centrali elettriche) e della produzione di biogas da digestione anaerobica: tecniche costose orientate a risultati di breve periodo, che non risolvono il problema alla radice.

Queste strategie mirano all'ottenimento di finanziamenti, non sono economicamente sostenibili, sono poco efficaci in termini di energia prodotta e affatto rispettose dell'ambiente, producendo materiale e acque di scarto da trattare con ulteriori impianti. L'ennesima scelta sbagliata, con il sicuro l'effetto di generare ulteriore debito, aumento delle tariffe nei confronti dei cittadini spostando il problema un po' più in là ma senza mai risolverlo.

Alcuni volantini dell'iniziativa.

20140401.volantini rifiuti320140401.volantini rifiuti2

 



Genova - 


percolato-scarichi-fogne-liquame-300x207.png(Letto da Stefano De Pietro)

Testo dell'intervento del M5S in merito al problema del percolato finito nel rio Cassinelle.
Consiglio comunale del 28 gennaioo 2014.

Proprio ieri sera il Movimento 5 Stelle ha registrato una conferenza organizzata con un esperto tecnico del problema di Scarpino, "dal non progetto al percolato", prossimamente in onda sui nostri siti per informare i cittadini, durante la quale la storia della discarica ha delineato una situazione senza scampo che la ventennale politica pd di questa città è riuscita a produrre.

Una discarica, specialmente la vecchia, realizzata su un torrente, quella stessa via d'acqua che oggi pare ribellarsi alla follia di tecnici e politici senza scrupoli che hanno voluto tenere nascosto il problema da essa derivante: il percolato tossico e inquinante.
Improvvisamente (si dice) il rio Cassinelle, sepolto da metri e metri di spazzatura senza alcune protezione e con i residui degli incendi degli anni iniziali della discarica, ha raddoppiato la sua portata, questo viene dato di sapere. E la linea tubiera che dovrebbe portare il percolato al mare senza inquinare il rio Cassinelle e il torrente Chiaravagna non è più sufficiente. Si procede quindi al bypass delle vasche di accumulo, inviando il liquame di scarpino 1 nel rio.

Comunque scopriamo che le assicurazioni della dirigenza di Amiu durante la visita a Scarpino del maggio scorso sul fatto che "il problema del percolato è ormai sotto controllo" non corrisponde a verità.

Lo stesso, diluito al punto di rendere inefficace qualsiasi depurazione per osmosi inversa, e comunque ricco di sostanza come metalli pesanti ed ammoniaca, anche nelle normali condizioni di funzionamento e non in emergenza come adesso, disturba i processi di depurazione dei reflui urbani, per la presenza dell'ammoniaca. Che fine ha fatto il progetto Amiu di "strippare" l'ammoniaca a Scarpino per distillazione, usando il biogas prodotto dalla discarica? Forse è meglio, per Amiu, potersi fregiare di produrre energia elettrica dallo stesso gas, invece che pensare ad un problema di salute pubblica.
E dove finisce adesso tutto questo? In mezzo alle barche del porto turistico di sestri, tra le case di recente costruzione, in un'area che si chiude su se stessa per la presenza di dighe e moli, quindi con il pericoloso effetto di una possibile concentrazione in zona di metalli pesanti sul fondo e si miasmi in aria.

Anche il recente scandalo oggetto di indagine della magistratura ci lascia esterefatti. Non si vuole parlarne, essendo in atto un'indagine, come si usa in questi casi, invece bisognerebbe avere il coraggio di raccontare quanto si sa, di informare le persone, i cittadini, che ogni anno si vedono pelare le tasche da un'azienda che non ha voluto (non "non ha potuto o saputo", non ha proprio voluto adattare la propria raccolta differenziata ai numeri europei, e che riceve dalla regione, invece che un richiamo ufficiale, un aiuto insperato con la proroga dei termini richiesti dal Presidente Claudio Burlando alla conferenza delle regioni ad aprile 2013. Proroga subito fatta propria da Amiu, che invece che partire con la Raccolta Differenziata porta a porta (PAP), come tra l'altro indicato da un nostro odg votato a maggioranza dal Consiglio Comunale, ha prodotto un piano industriale dove parla di continuare a bruciare, furbescamente in casa d'altri, la nostra rumenta sotto la mentitrice forma di "CSS", il Combustibile Solido Secondario, un'altra bugia per indicare il CDR, quello che ben conosciamo. E dico bugia perché il CSS è considerato un prodotto, una specie di cippato industriale, che sarà bruciato in forni inadatti, come cementifici e centrali elettriche. Il business prima della salute, come al solito.

La dirigenza di Amiu ha mentito, lo ha fatto in questi anni parlando di inceneritore come un toccasana, lo abbiamo trovato citato e citato tra i parametri per la purificazione dell'aria (pagina 167 della risposta alla Vas regionale sul Puc, come riscontrato da Legambiente, un refuso che pare più un lapsus freudiano messo nelle mani della dirigenza che spingeva questa corbelleria chiamata incenerimento, gassificazione, insomma distruzione termica). Ricordiamo come anni fa un'inchiesta avesse denotato la presenza di IPA e PCB in discarica, sostanze che inducono mutazioni generiche, e a seguire adesso i numerosi scandali sia amministrativi (dei quali saranno da verificare eventuali ricadute sanitarie). Lo ha fatto adesso, trattando con la leggerezza di un incompetente, ma essendo competente, quindi con doppia colpa, il problema delle vasche, appena sufficienti al contenimento del percolato prodotto in situazioni meteorologiche normali. Amiu, a nostro avviso, sottovaluta ad arte il vantaggio di una RD PAP, che crea posti di lavoro e riduce il volume e il peso dei rifiuti, risolve un problema vero ma che "rischia" di sottrarre importanza al pozzo di San Patrizio chiamato discarica.

Proprio perché non crediamo ad Amiu, da tempo, dai tempi delle lotte contro l'inceneritore, e prima ancora, abbiamo chiesto con un accesso agli atti i risultati delle analisi di Amiu sul percolato, per verificare cosa cercano in quella sostanza, perché come si sa, in chimica "si può trovare ciò che si cerca", e noi vogliamo che i cittadini sappiano se quell'acqua sporca del rio cassinelle possa o meno costituire un rischio per la loro salute.
Ricordiamo che abbiamo chiesto da tempo i dati statistici sulle malattie e le cause di morte nel comune di genova, mappate per quartiere, tipo di malattia, causa di morte, ma questi dati non ci sono forniti. Indagini epidemiologiche di questo tipo fanno paura, rivelano gli scheletri negli armadi, e sono tenute segrete o addirittura non eseguite affatto. Noi le chiediamo, e le avremo, se non dal Comune, potete starne certi tra poco, quando saliremo in regione, manca poco ormai.

Esiste una soluzione al problema del percolato? La conferenza di ieri terminava con "è stato creato un mostro difficilmente domabile". Noi speriamo che ci sia una soluzione.
Solo delle ipotesi, per ora, non conoscendo la situazione idrogeologica di Scarpino 1. Dei pozzi che dall'alto possano succhiare l'acqua prima che questa entri sul fondo della discarica, per cercare di limitare la quantità e la diluzione del percolato. Sono questi gli argomenti che vorremmo vedere nel piano industriale di Amiu, insieme alla PAP, alla RD all'80% entro pochi anni, non un 2020 al 65%, E tante certificazioni di enti terzi, perché si sa che chi "si guarda allo specchio" spesso vede solo quello che crede.
Dopo questo, solo la "soluzione Chernobyl" parebbe risolutiva: un enorma sarcofago che copra la valle e asciughi per sempre la sorgente sotterranea.

Chiediamo quindi le dimissioni dell'intera dirigenza di Amiu, immediate e senza ulteriori indugi, ed invitiamo l'Assessore Garotta a rassegnare le proprie per l'evidente incapacità di tenere le briglie di questa ennesima emergenza.



Genova - 


Rilanciamo il comunicato del Comitato acqua bene comune e del comitato Gestione corretta rifiuti riguardo lo sversamento di percolato nel mare genovese.


PROCURATA EMERGENZA - IL COLLASSO DI SCARPINO SMASCHERA DECENNI DI BUGIE

In merito alla situazione di collasso del sito di Scarpino il Comitato genovese gestione corretta rifiuti e il Comitato genovese Acqua bene comune osservano quanto segue.
1) Riteniamo quantomeno inaccettabile il basso profilo tenuto dalla Giunta, da Amiu, da Arpal e da ASL sulla pericolosità per i cittadini e per l'ambiente dei continui sversamenti di percolato nel Rio Cassinelle e quindi in mare.
La Giunta non può pensare di "cavarsela" lamentando che le condizioni meteorologiche attuali non prevedibili sono la causa principale della situazione.
Riteniamo urgentissimo che Amiu dia ufficialmente risposte responsabili e non "propagandistiche" ai cittadini sulla reale situazione ambientale del sito di Scarpino e sugli interventi (modalità e tempistica) che intende effettuare per evitare che gli sversamenti di percolato nei rii genovesi e quindi in mare continuino per tutta la stagione invernale.
Arpal e ASL, ciascuna secondo le proprie responsabilità, devono uscire dall'inerzia verso un fenomeno che hanno tollerato per anni, informando sui rischi che cittadini e ambiente stanno correndo ed esigendo provvedimenti concreti.
2) C'è un legame molto stretto tra i miseri risultati della raccolta differenziata (circa 30%, contro il 65% fissato dalla legge per il 2012) e il collasso di Scarpino.
Oggi due terzi dei rifiuti raccolti da AMIU va ancora in discarica, mentre dovrebbero essere appena un terzo (il 35%). Il rifiuto da parte di AMIU e delle amministrazioni comunali negli ultimi 20 anni di puntare sulla raccolta differenziata porta a porta, necessaria premessa del riciclo dei materiali, e sulla realizzazione di adeguati impianti di compostaggio, ha saturato Scarpino e ha creato una bomba ecologica che ora sta collassando, riversando sulla città migliaia di tonnellate di liquami tossici che in parte si depositano dove capita, in parte finiscono in mare.
I costi umani ed economici di quel misto di arretratezza culturale, incompetenza e meschini interessi di bottega che hanno guidato il Comune e Amiu sono e saranno ingenti. Già ora la tassa che paghiamo per il servizio è salatissima, dentro ci sono anche le multe che dobbiamo pagare per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Le inchieste della magistratura stanno portando alla luce i soliti maneggi, quelli che tutti conoscevano e qualcuno denunciava, ma la politica o era complice, o pensava ad altro.
La responsabilità degli sversamenti di percolato tossico nel Cassinelle non è tanto di chi l'ha deciso come misura estrema per evitare guai peggiori (così affermano gli interessati), quanto di chi in tutti questi anni ha guidato il Comune di Genova e AMIU. I quali a fronte di ripetute denunce hanno mentito asserendo che a Scarpino tutto era sotto controllo.
Ci sono anche responsabilità di chi ha guidato e guida il servizio idrico. Il depuratore di Cornigliano non ha mai funzionato bene, gli abitanti sono esasperati per i miasmi che emana tutto l'anno, 24 ore al giorno. Lì va a finire il percolato che arriva da Scarpino. Il depuratore è da rifare, ma Mediterranea delle acque non ha soldi da investire, e negli ultimi 3 anni ha dovuto dare tutti i suoi guadagni agli azionisti, come dividendi (65 milioni, addirittura 17 milioni in più degli utili realizzati). Ecco i vantaggi della privatizzazione! Continuano a dirci che i privati portano soldi per fare gli investimenti.... Invece vengono per prenderseli, e c'è ancora chi si stupisce...
Questa amministrazione, guidata dal sindaco Doria, è in carica da poco più di un anno e mezzo. Ma ha deciso di privatizzare AMIU, forse perché fa gola a Iren, che gestisce già il servizio idrico genovese attraverso la controllata Mediterranea delle Acque. E Iren SpA è un gioiello di famiglia del PD. Il Comune rinuncia a essere potere pubblico, diventa un proprietario-azionista come gli altri, alla ricerca di profitti.
Sembra che ora il Comune e AMIU intendano seguire due vie apparentemente convergenti: potenziare la raccolta differenziata da un lato, dall'altro attuare una separazione successiva alla raccolta con un impianto per il trattamento meccanico-biologico (TMB), per produrre CSS, ossia un combustibile solido secondario che può essere bruciato negli inceneritori classici, per rifiuti, oppure in cementifici e centrali elettriche.
C'è il pericolo che questa scelta, che può avere una sua convenienza dal punto di vista di un investitore privato, grazie anche agli incentivi statali, nuovamente porti a frenare la raccolta differenziata porta a porta, in quanto per avere un adeguato potere calorifico il CSS ha bisogno di contenere materiali quali carta e plastica che non verrebbero quindi riciclati, ma bruciati. I danni li pagherebbe la collettività, sotto forma di danni alla salute, di danni ambientali e infine di danni economici.
Il collasso di Scarpino dovrebbe essere di ammonimento per tutti. Siamo all'emergenza, un'emergenza costruita dal misto di stupidità e di avidità che guida ormai la sfera pubblica in Italia, e non solo.
Gli amministratori pubblici facciano la loro parte, non imbocchino la via della cessione ai privati di funzioni che sono fondamentali per le comunità e per i territori che dovrebbero rappresentare.
Sono stati eletti per gestire i beni e le funzioni pubbliche in nome dell'interesse collettivo, non per dismetterli. Se ritengono di non avere alternative a fare i curatori fallimentari, se non sono capaci di gestire decentemente i beni e le funzioni che la comunità gli ha affidato, ebbene, se ne vadano, la smettano di fare danni.

Genova, 16 gennaio 2014

Comitato genovese gestione corretta rifiuti
Comitato genovese Acqua bene comune


Genova - 

Due news sul Consiglio Comunale

Ad apertura di seduta abbiamo ritirato tutti gli ordini del giorno fuori sacco presentati, in quanto riteniamo di aver raggiunto 3 obbiettivi:
1) abbiamo dimostrato di portare all'attenzione del Consiglio argomenti importanti per la cittadinanza ed innovativi.
2) abbiamo dimostrato che gli argomenti cruciali per la città vanno affrontati nel merito, non forzando gli strumenti istituzionali come vie preferenziali.
Ad oggi, chiunque ci abbia provato ha trovato ad aspettarlo il nostro "costruttivismo" !
3) abbiamo dimostrato che noi teniamo molto al rispetto istituzionale dell'Aula, diversamente da come affermano i nostri detrattori!
Certo di più del PDL, che, con le sue 3 I (Impresa, Inglese, Informatica), ha letteralmente distrutto l'istruzione italiana e anche del PD, sempre molto impegnato in riunioni di maggioranza durante il Consiglio!

Nomi e cognomi di chi vuol privatizzare le partecipate, PER NON DIMENTICARE.

Ordine del Giorno proposto da Stefano Anzalone:

Mantenimento pubblico delle aziende partecipate fondamentali per i servizi:

AMT
AMIU
ASTER

Bocciato!!!

Con 15 voti contrari, 8 favorevoli e 6 astenuti su 29 consiglieri presenti.

Persone contrarie al mantenimento pubblico:

Baroni Mario
Bartolini Maddalena
Canepa Nadia
Chessa Leonardo
Farello Simone
Gozzi Paolo
Guerello Giorgio
Malatesta Giampaolo
Musso Enrico
Musso Vittoria Emilia
Nicolella Crizia
Padovani Lucio Valerio
Padolfo Alberto
Pignone Enrico
Russo Monica

I 6 coraggiosi che si sono astenuti:

Baleari Stefano
Campora Matteo
Caratozzolo Salvatore
De Benedictis Francesco
Gioia Alfonso
Repetto Paolo


Pastorino Gianpiero, ASSENTE !!!


Genova - 

fereggiano.jpg

E' difficile inquadrare compiutamente la questione dello scolmatore del Fereggiano tale e tanto è il caos progettuale prodotto da questa Amministrazione e dal trio Garrotta - Bernini - Crivello.

Innanzi tutto come al solito si è giunti a una situazione di tempi contingentati stante il ritardo che la Giunta ha accumulato nell'approvazione del Bilancio programmatico, ritardo che si è riverberato anche su questo tema, per cui "o la va o la spacca" se non passa si perdono i finanziamenti. E tutto questo senza aver affrontato in maniera seria un approccio diverso, una soluzione differente.
Prima di tutto l'oggetto è il complesso di opere che dovrebbe mettere in salvaguardia il torrente Bisagno: il I lotto sono le opere riguardanti il torrente Fereggiano, il II Lotto è lo scolmatore del Bisagno. Il I Lotto viene diviso in due stralci funzionali: I Stralcio lo scolmatore del Fereggiano il II Lotto le opere di captazione dei Torrenti Noce e Rovare e le opere di protezione a mare dove lo scolmatore trova sfogo.
Comunque intanto affrontiamo il progetto dal punto di vista economico: balza all'occhio la discrepanza tra importo dell'opera, circa 58.300.000€, e la cifra a copertura 45.000.000€: mancano circa 13.300.000€ secondo il progettista e secondo la Stazione Appaltante (il Comune di Genova) per "coprire" dal punto di vista finanziario l'intera opera e cioè il I Lotto I Stralcio e II Stralcio.
L'importo del I Stralcio è 36.500.000€, del II stralcio invece è 21.800.000€: queste cifre comprendono, come dal documento denominato Quadro Economico, ogni onere cioè Lavori, oneri per la Sicurezza nel Cantiere, IVA e, tra l'altro, come prevede il DPR 207/2010, anche:

1) Somme per imprevisti
2) Fondi per accordi Bonari

Queste ultime due sono molto importanti perché possono spostare il valore economico dell'appalto di cifre molto significative. Infatti in questa delibera per gli imprevisti (1) sono stanziati 131.000€ e per accordi bonari (2) 10.000€.
Qui escono le prima anomalie: in sostanza mentre normalmente gli imprevisti sommano il 5% dei lavori, 2.500.000€, qui siamo allo 0,26% per un opera che somma per i soli lavori 50.500.000€: devono essere proprio fortunati per non avere praticamente imprevisti durante l'esecuzione!

Per non dire dei Fondi per accordi bonari: la legge è chiara, 3% sull'importo lavori e cioè devono essere 1.500.000€ contro i ripetiamo 10.000€ stanziati!

Ma non finisce qui:
Come finalmente hanno risposto in sede di Commissione i Tecnici sotto lo sguardo (compiaciuto?) degli Assessori, il Computo Metrico estimativo a subito un "taglio" dei prezzi unitari di circa, stimiamo noi, il 18-20% (vi fidate? Abbiamo fatto un po' di ricerche anche se non è la percentuale il dato più interessante).

Quindi l'importo globale dei lavori impenna a 75.000.000€.

Mancano quindi circa 23.000.000€: anche qui non vi chiediamo un atto di fede, per chi è interessato ci sono i conti fatti.

Uno può pensare: bravissimi fanno con 45 un lavoro da 75!! Magari fosse così ma le imprese esecutrici non stanno certo a guardare! E tali pratiche sono pure state censurate da più di una sentenza!
Il contenzioso economico in Italia nelle gare d'appalto è oramai una vera e propria forma di business e gli appalti sbagliati, sottostimati o mal gestiti sono causa di infiniti problemi e ritardi nell'esecuzione delle opere.

Ma ci sono altri giganteschi problemi che si aprono. Se io Stazione Appaltante abbatto il valore dell'opera ricorrendo ad equilibrismi vari restringo la Platea di imprese che possono sopportare prezzi al limite del ridicolo, anzi sappiamo bene quali sono le Imprese che si insinuano in queste opere: quelle che "lavano".
Avrà un valore la qualità? Se io ti pago 5 un lavoro che vale 8 qualcosa mi dice che non avrò in cambio la stessa cura, la stessa attenzione del caso in cui pago il giusto; d'altronde le imprese ci devono stare dentro in qualche modo e allora si taglia: sulla qualità dei materiali, sulla manodopera, sulla sicurezza, sull'accuratezza dell'esecuzione. Fermo restando che le pratiche di tagliare i Computi metrici sono state censurate con svariate sentenze al T.A.R. (1)

Insomma rischiamo di partire coi lavori e nella migliore delle ipotesi di non vedere mai la fine persi nei contenziosi! E qui mi fermo ma sulle opere a mare, 11.000.000€ previsti, si aprirebbe un altro bel capitolo.

Entriamo invece ora nella filosofia generale del progetto: quello che non ci piace del progetto è proprio il suo impianto generale: probabilmente alla fine quando e se riusciranno a farlo e a finirlo questo scolmatore in qualche modo funzionerà, pur con tutte le sue criticità tecniche di dettaglio, pozzi a vortice con correnti supercritiche, su cui non mi soffermo, ma che in qualche modo eludono il principio di precauzionalità che in idraulica ha più di un valore. L'approccio strettamente infrastrutturale al problema rimuove il fatto che il primo quesito è come fare in modo che l'acqua nel rivo ci arrivi il più tardi possibile e come fare a sistemare il territorio del bacino oramai reso fragilissimo dalla cementificazione selvaggia che ha impermeabilizzato l'impossibile. C'è il fondato rischio che questo approccio sposti il rischio idraulico altrove entrando nel loop emergenza idraulica-opera straordinaria che mostra da decenni tutta la sua intrinseca fragilità. Il rischio idraulico non è annullabile come queste opere tendono a far credere ma può solo essere mitigato e gestito. Accanto alle Opere più o meno massive o in sostituzione delle stesse è indispensabile un approccio differente basato sul Flood-Proofing cioè "tecniche di protezione permanenti, contingenti e di emergenza che possono essere utilizzate per impedire che l'acqua di inondazione raggiunga l'edificio o per minimizzare il danno nel caso in cui essa lo raggiunga o vi penetri "(2). Contestualmente a tali misure sarebbe stato necessario dare corso a tutta una serie di opere minori ma diffuse quali:

- adeguamento della rete bianca di smaltimento delle acque piovane e delle caditoie di raccolta alle nuove portate;

- formazione di vasche di laminazione per trattenere le precipitazione piovose in ogni condominio;

- ripristino della permeabilità del suolo in ogni distacco laddove possibile;
- adeguamento del tratto tombinato del torrente e della sua immissione nel Bisagno,

a questo punto solo se veramente necessarie si procederà con opere più massive.

Le ricadute positive di questo modo di operare sarebbero svariate sostenendo, tra l'altro, anche le imprese edilizie attualmente in crisi. Certo è che bisogna intervenire anche sul nodo della fiscalità legata al Flood-Proofing e alle Opere Diffuse innanzi tutto le spese private avrebbero potuto rientrare nel Decreto del Fare ampliando la portata delle norme e consentendo quindi un risparmio fiscale del 55% sulle tasse sul reddito in analogia agli interventi di risparmio energetico sugli edifici. Non si capisce infatti perché se è un obbiettivo virtuoso abbattere il consumo energetico non lo sia altrettanto investire in sicurezza anche nei riguardi dei disastri di natura idrogeologica: quello che lo Stato investe sostenendo fiscalmente questi interventi rientra attraverso il risparmio di interventi straordinari. In ultimo gran parte del finanziamento che il Comune ha ricevuto per l'Opera oggetto di delibera deriva dal cosiddetto Piano Città che però prevedeva esclusivamente interventi di ordinaria necessità e prontamente cantierabili, condizioni a cui, queste valutazioni danno soddisfazione al contrario della Delibera sullo scolmatore.

(1) TAR Puglia sentenza n. 3468 del 2007- TAR Liguria, sez. II, 11.6.2005 n. 887

(2) UNESCO, Guidelines on non-structural measures in urban flood management, Technical Documents in Hydrology, No 50, 2001.


Genova - 

Mercoledì ne abbiamo sentite

Alla Commissione per lo Scolmatore dopo un lungo discutere dove l'Ingegner Pinasco (responsabile del procedimento) presentava il progetto senza notificare mai con chiarezza quale sarebbe la portata d'acqua prevista dal nuovo scolmatore (dato determinante per la riuscita dell'intero progetto!)...e quale la portata cui bisogna far fronte in caso di alluvione, abbiamo sentito dire--solo in conclusione della seduta--che la portata è di 111 m3/s nel nuovo progetto, ma che all'occorrenza si presta a sostenere anche 160 m3/s, cioè la portata d'acqua in caso di alluvione, stimata in quel tratto secondo calcoli vecchi di 7 anni. Senza entrare nel merito dei dati non aggiornati, come questo accadrebbe non ci è dato sapere. Siamo sicuri che una struttura progettata per sostenere 111m3/s vada bene anche per 160m3/s?
Certi che i nostri tecnici sappiano quello che stanno facendo, vorremmo una spiegazione.
Abbiamo poi sentito dire che i prezzi sono proprio quelli che ci aspettavamo noi, e cioè ben più alti rispetto a quelli previsti dal progetto comunale: 59 mln (nelle stime più ottimiste) contro i 45 mln previsti dal progetto, ci sono cioè almeno 15 mln di differenza. Anche in questo caso, quando abbiamo chiesto spiegazioni abbiamo ricevuto una risposta curiosa: nonostante il costo effettivo possa essere più alto delle stime (sembra si siano basati anche sui prezziari dei progetti del 2007, senza fare i dovuti aggiornamenti...), ci garantiscono che all'occorrenza potranno farli abbassare. Quanto vogliono. Anche di questo, siamo sicuri?
Quel che è peggio è che chi avesse assistito alla Commissione di ieri avrebbe avuto la netta impressione che la Giunta si preoccupi essenzialmente non tanto della messa in sicurezza dei quartieri a rischio alluvione, né tantomeno il felice utilizzo dei soldi pubblici, quanto dell'urgenza di utilizzare subito il finanziamento concesso! Abbiamo sentito dire a gran voce, e con una certa urgenza, che se non useremo subito il finanziamento, lo perderemo! Bene. Ma se questo bramatissimo finanziamento lo useremo per un progetto impossibile da portare a termine, le ripercussioni saranno tremende, sia in termini di vite umane (!), sia in termini di costi e di pressione fiscale. Un progetto impossibile da concludere è un progetto INUTILE.
Con un progetto inutile, basato su stime e misurazioni non aggiornate, non si potrà mettere in sicurezza un bel niente, perché a un certo punto gli scavi dovranno per forza essere interrotti, vuoi per mancanza di soldi, vuoi perché le previsioni di misurazione risultano sbagliate (e non sarebbe la prima volta!).
L'obiettivo è sì usare il finanziamento, ma usarlo BENE. Noi non siamo contrari alle spese pubbliche, siamo contrari agli sprechi: nella situazione economica attuale non ce li possiamo più permettere, si è sprecato troppo prima e tutti gli sprechi di adesso, di questi anni, le generazioni future li dovranno ripagare centuplicati. Oppure falliamo. E non è bello essere dei falliti.
Chiediamo che siano fatti tutti gli accertamenti necessari. Accertamenti che la Giunta non sembra preoccupata o interessata a voler fare, accontendandosi un po' troppo semplicisticamente dei dati del 2007. Ma quei dati fotogravano una situazione idrogeologica assai diversa da quella post-alluvione del 2011. Chiediamo che le stime dei prezzi del progetto siano DA SUBITO aggiornate e che prevedano anche i costi di manutenzione: dobbiamo sapere a cosa stiamo andando incontro in termini di tempo e denaro.
Figurarsi che ieri abbiamo dovuto richiedere in extremis che fosse fatto almeno un sopralluogo prima di procedere con le decisioni al Consiglio Comunale di martedì. Il sopralluogo non era previsto! È stato concesso di farlo lunedì, ma ci chiediamo se con così poco preavviso sarà possibile portare le strumentazioni necessaria e convocare esperti di vaglia. Ci chiediamo anche se un sopralluogo fatto in giornata possa davvero curare nel dettaglio un'area così vasta. La sensazione è che si andrà ad aprire la galleria (già esistente), si darà un'occhiata e poi via di corsa al Consiglio.
C'è un ultimo punto oscuro. Perché è stato scelto di trasportare i detriti degli scavi via mare, visto che è un sistema estremamente lento e dispersivo? Le chiatte necessitano di condizioni climatiche molto particolari, sembra sia necessaria addirittura la calma piatta, ma con il nostro mare agitato questo significherebbe poter lavorare solo pochi giorni al mese, i tempi si dilaterebbero quindi oltre ogni dire e così i costi, perché la chiatta va pagata per tutto il periodo, anche per i giorni in cui non viene utilizzata. Ma se dall'ultimo disastro di due anni fa non è ancora stato fatto nulla di incisivo, per l'emergenza alluvione, non dovremmo ora agire d'urgenza?
Abbiamo chiesto conto alla Giunta, stiamo aspettando risposta.

(Alice Salvatore ed Alessandro Ravera)

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    Luca Pirondini

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