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MoVimento 5 Stelle

Settembre 2014


Genova - 
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Il volantino di una protesta contro la privatizzazione di Amt nel 2013

(di Stefano De Pietro - in collaborazione con Daniel Rinaldi e Marco Marsano, Orsa Tpl Genova di Amt)

In questi giorni assistiamo al solito teatrino tra governo ed amministrazioni locali (regionali e comunali) sulle modalità di salvataggio del sistema del trasporto pubblico locale, passando attraverso la agenzia regionale del tpl e altre misure che sortiranno il solito effetto di salvaguadia dei posti di direzione delle aziende, garantiti attraverso la garanzia politica, mentre è evidente a tutti che senza una vera riorganizzazione del sistema non si potrà arrivare ad alcuna soluzione accettabile e duratura.

Diamo spazio sul nostro blog ai lavoratori di Orsa Tpl Genovadi Amt, che riuniti intorno ad un tavolo di studio hanno messo a punto un documento (vedi allegati) dove sono indicati gli elementi che a loro avviso potrebbero, se correttamente messi in pratica, dare un futuro "pubblico" alla nostra azienda cittadina, mettendola al sicuro dalle privatizzazioni che paiono invece essere l'unica via di uscita per la politica oggi al timone del paese.

Sono opinioni in parte concordanti con quelle del Movimento, ma ricordiamo che non possono comunque essere isolate rispetto ad una riorganizzazione dell'azienda che oggi presenta un eccesso di personale non viaggiante e da declinarsi tenendo anche conto della possibilità di una "tassa di scopo" che consentirebbe, con un esborso contenuto ma collettivo, il raggiungimento dei livelli economici necessari, dopo gli interventi necessari dal punto di vista degli sprechi e dei clientelismi politici.

Aggiungeremmo a questo piano di Orsa Genova il ritorno di Amt alla forma di azienda speciale, un modo nuovo per parlare delle vecchie municipalizzate, con un controllo interno anche da parte dei cittadini, così come proponiamo da tempo anche per Amiu e Aster. Una forma "speciale" garantisce un capitale sociale monolitico, ossia non divisibile in quote e quindi al sicuro dalla vendita ai privati, e il reinvestimento degli eventuali utili nel servizio stesso. Infatti lo scopo statutario dell'azienda speciale non è l'utile economico, ma la fornitura di un servizio. Cosa di meglio si attenderebbero i cittadini?

Con l'interrogativo di dove trovare le risorse economiche per l'acquisizione dell'area Iren, citata nel documento, e consci del complesso argomento del bilanciamento tra personale impiegatizio e quello viaggiante, altro nodo complesso da districare e che prima o poi andrà affrontato in Consiglio comunale, e l'altro nodo della reinternalizzazione dei lavoratori oggi dipendenti di Servizi & Sistemi, vediamo quali sono le idee di Orsa Genova.

Innanzitutto hanno definito le aree di intervento, che sono la manutenzione, la gestione e il movimento, l'aumento della velocità commerciale e gli investimenti, concludendo con la ricerca dei finanziamenti anche attraverso nuove forme pubblicitarie. Queste necessità sono quindi declinate nelle rispettive competenze di Stato, Regione e Comune, oltre che naturalmente dell'azienda stessa.

La manutenzione

La manutenzione operata con il sistema degli appalti ha manifestato tutta la sua inadeguatezza. La qualità meccanica dei mezzi è crollata a precipizio, non i riesce ad operare controlli adeguati sulle riparazioni, i tempi di atttesa tengono i bus inchiodati in officina privi dei pezzi necessari al loro funzionamento. Inoltre le manutenzioni sono affidate per tipologia, questo aumenta ancora i tempi di rimessa su strada per la complessità del sistema organizzativo.

Occorre riportare in casa la manutenzione dei mezzi, con la creazione di due nuovi poli manutentivi in grado di occuparsi di tutte le tipologie di macchine oggi in uso. Il primo a Gavette, acquisendo l'area Iren, il secondo nell'area ex Morini a Pra'. Con queste due officine Amt sarebbe in grado di operare con notevoli risparmi e soprattutto garantendo un'efficienza e pulizia dei mezzi oggi perdute nel sistema privatizzato. Efficienza riguadagnata anche in termini di tempi di riparazione e di ottimizzazione dei magazzini. I mezzi non ricoverabili in questi due poli troverebbero posto a Staglieno. Inoltre i due poli sarebbero perfetti anche per i mezzi di Atp, vista l'incombente necessità di amonizzazione per il trasporto provinciale con l'arrivo della città metropolitana.

Attraverso qualche forma legalmente percorribile, si potrebbe anche pensare di utilizzare le officine per garantire la manutenzione anche ai mezzi di Amiu e di Aster, visto che spesso esistono delle sovrapposizioni sulle tecnologie dei motori e addirittura dei modelli di motrice.

Per ridurrei consumi sarebbe poi indispensabile acquistare mezzi a metano ed elettrici, mentre oggi si continua a sostituire i vecchi mezzi con altri nuovi ma basati sulle solite superate tecnologie del diesel alimentato a gasolio.

La gestione e il movimento

Tra le azioni fondamentali c'è sicuramente quella di impegnarsi con i livelli nazionali della politica per abbattere il costo del carburante, che oggi paga una parte dell'accisa, attraverso la suadefiscalizzazione per l'uso pubblico. Questo consentirebbe un risparmio di alcuni milioni di euro. Oggi l'accisa non è scaricabile per le aziende del tpl private (anche se di proprietà pubblica), per motivi di concorrenza rispetto ai privati. Con un'azione come questa, il trasporto pubblico potrebbe trovare nuove risorse. Richiamando l'idea cinquestelle di una azienda speciale, sarebbe da valutare se tale sgravio sarebbe possibile già con la normativa attuale se Amt cambiasse natura societaria.

Non di secondaria importanza è il capitolo delle spese dovute agli sprechi. Luci accese, consumi di energia per riscaldamento sono argomenti che presentano ampissimi spazi di miglioramento, ad esempio con l'installazione di sensori di presenza per l'accensione (e lo spegnimento) automatico dell'illuminazione. Ma non ci limitiamo alle spese energetiche, ci sono anche enormi possibilità di ottimizzazione nella gestione dei ricambi e delle forniture.

Velocità commerciale e investimenti

L'efficienza del trasporto pubblico si misura in termini di velocità commerciale, che dipende direttamente da due fattori: una rete ben disegnata e le strade libere. Oggi la velocità dei percorsi è costantemente ostacolata sia dal traffico che da una rete semaforica che non favorisce i mezzi pubblici. Aggiungiamo che le corsie riservate sono ostacolate da soste selvagge e mal disegnate, sono presenti solo in alcuni dei percorsi, necessitano di manutenzilone e di sistemi di rilevamento dell'uso improprio.

Maggiore velocità commerciale si declina in risparmio di carburante, di tempo e maggior predisposizione dei cittadini all'uso del mezzo pubblico invece che di quello privato, quindi un aumento di introito da bigliettazione e abbonamenti, un traffico più scorrevole per tutti, minor inquinamento ambientale.

Per aumentare la velocità commerciale si può anche intervenire sulle modalità di trasporto, ad esempio creando delle piazzole di accosto che riducono il tempo di sbarco e imbarco e creando linee "celeri", come esistevano molti anni fa, adatte a chi deve effettuare spostamenti a distanze elevate. Questo tipo di trasporto contribuirebbe sia al risparmio di carburante che all'aumento di viaggiatori.

Anche creare delle aree di sosta dei Bus privati a pagamento potrebbe contribuire ad aumentare gli introiti per il tpl, fornendo al tempo stesso alle società di trasporto in cambio del costo un servizio di guardianaggio e di riposo per gli autisti, a tutto vantaggio della sicurezza stradale.

La pubblicità su tutti questi servizi è fondamentale, per cui sarebbe indispensabile una collaborazione con chi gestisce i portali web turistici della città per poter offrire direttamente la vendita delle offerte di trasporto già ancor prima della partenza dei turisti.

La creazione di posteggi di interscambio ai bordi della città, gratuiti o con un costo molto ridotto che comprenda un percorso in in bus potrebbe essere la soluzione per tutti quei pendolari che per motivi organizzativi non possono servirsi del treno. Questo servizio potrebbe anche essere abbinato ad un car, bike e motorbike sharing.

Occorre modernizzare il sistema di bigliettazione, offrendo tessere magnetiche e facendo largo uso del biglietto sms, svincolandosi dai fornitori attuali che comportano un costo aggiuntivo per i viaggiatori e riportando in casa il servizio. L'intera gamma offerta deve trovare uguale sistemazione in tutte le modalità di pagamento, oggi non è così.

Per il controllo del pagamento a bordo, i controllori dovrebbero essere dotati di apparecchiature collegate alla rete internet, per poter usufruire dei servizi di accesso alle banche dati al fine di verificare i documenti e di compilare rapidamente i verbali senza errori. In sede, occorre potenziare l'ufficio deputato alla verifica dei pagamenti delle sanzioni, oggi troppe restano inevase.

Non dimentichiamo che non esistono solo bus e treni: in una città montuosa come Genova gli ascensori, le funicolari, le cremagliere rivestono un'importanza fondamentale per la buona riuscita del servizio. Riteniamo fondamentale investire sugli storici impianti di risalita (ascensori e funicolari) e sulla ferrovia a scartamento ridotto Genova-Casella, veri e propri veicoli di attrazione turistica.

Sul fronte pubblicitario, sfruttare i servizi audio a bordo del bus apre un nuovo fronte di introito da messaggi commerciali. Il sistema di comunicazione esistente sul bus consente con sole modifiche software di implementare lo "Spotbus", un sistema già presentato all'azienda da alcuni autisti e mai preso in seria considerazione dalla stessa.

Come cinquestelle, auspichiamo che il sistema di trasporto integrato bus+treno possa restare in vigore, e che Trenitalia possa partecipare a questo percorso di miglioramento del tpl genovese, urbano e provinciale, in quanto il trasporto su ferro è un tassello fondamentale del muoversi nel territorio.

Questo conclude l'analisi dei lavoratori del sindacato Orsa Tpl Genova, già presentata ad Amt e della quale si attendono adesso le risultanze della lettura da parte dei vertici aziendali.

Documenti:

 

 

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini

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