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Aprile 2014


Genova - 

MERCOLEDI 30 APRILE 2014, h 21.00 su GENOVIRUS.IT
In diretta quelli che sono i nostri obiettivi per Europa 2014, complicati "concetti" portati alla comprensione di tutti, una traduzione che permetterà a chiunque di comprendere e dare un proprio giudizio. Interventi del pubblico in diretta (010 8601325 - genovirus.live@libero.it).
A fine programma sarà evidenziato l'incontro con due candidate alle elezioni europee 2014, sempre su questo canale.


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Genova - 

CIAO A TUTTI.
Oggi il tour dei nostri candidati gira tra Recco e Lavagna.

Oggi #LiguriaTour SABATO 26 APRILE:

10.30 Recco - piazza Nicoloso

12.00 Santa Margherita - piazza Caprera

15.30 Casarza Ligure - piazza Aldo Moro

17.00 Chiavari - piazza Mazzini

19.00 Lavagna - piazza Marconi

#vinciamonoi #M5S


seguiteci su:
http://www.genova5stelle.it/vinciamonoi-tour-tappe-del-26-aprile-2014/


Genova - 

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Chi ha parlato della conferenza stampa di Beppe Grillo su Equitalia?
Praticamente nessuno!

Sabato 19 Aprile 2014 dalle ore 14.30, tutti in Piazza Piccapietra.

Unisciti a noi per il diritto ad una vera informazione in Italia!
Siamo al 49esimo posto per libertà di stampa nel mondo.
Basta con la censura!


Vogliamo vera informazione e vogliamo
#AbolirEquitalia

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Genova - 


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(di Stefano Camisasso)

Questa nota nasce a seguito dello stimolo fornito dall'articolo del collega Ing. Domenico Pino sulla rivista dell'Ordine Regionale degli Ingegneri della Liguria.

Posto che il 60% del patrimonio edilizio italiano è antecedente al 1974, data di emissione della prima normativa sismica nazionale, pare evidente che il futuro dell'edilizia sarà votato sempre più verso il recupero dell'esistente.

Analoga situazione per quanto riguarda le strutture ad uso produttivo: su 326 mila fabbricati esistenti, i due quinti sono stati realizzati tra il 1971 ed il 1990. Ben 95 mila capannoni sono in aree ad alto rischio sismico.

In Italia, sulla base della superficie territoriale esposta ad elevato rischio naturale, si stima che la popolazione potenzialmente esposta ad elevato rischio sismico sia pari a 21,8 milioni di persone, e che nelle aree ad elevato rischio sismico si trovino circa 5,5 milioni di edifici.

Una stima ANCE-Cresme del 2012 segnala che lo Stato ha speso 181 miliardi di euro per danni da terremoti dal 1944 al 2012, pari a una costo medio annuo di 2,6 miliardi di euro. Tutto ciò è anche sicuramente riconducibile al fatto che il territorio italiano è sempre stato soggetto, per le sue peculiarità, ai rischi di natura geologica, idrogeologica e sismica. Ma non è possibile trascurare anche gli effetti più o meno incidentali dell'azione dell'Uomo: la crescente spinta all'antropizzazione ha portato all'urbanizzazione anche di aree particolarmente sensibili ai citati rischi, caricando il peso economico, emergenziale (in termini di sicurezza per l'incolumità delle persone) e di gestione del territorio sulla società in generale, non solo sugli Enti Locali preposti.

E' altresì noto che la Vita media per un organismo edilizio e per le opere strutturali di media importanza, come i muri di contenimento dei terreni in corrispondenza degli scavi di preparazione delle aree, agli interventi edificatori con le relative reti di smaltimento delle acque meteoriche, è stimata in 50 anni (si richiama qui il D. M. Infrastrutture del 14 gennaio 2008): si può quindi ragionevolmente attendere un decadimento delle prestazioni e della sicurezza delle opere strutturali di cui sopra negli prossimi anni a venire.

Non sempre le istituzioni infatti possono intervenire, anzi, da un lato il patto di stabilità interno, dall'altro il fatto che molte volte i disastri trovano innesco in aree e proprietà private coinvolgendo successivamente le infrastrutture pubbliche, impediscono più o meno correttamente una puntuale ed efficace azione dello Stato. Altrettanto vincolante alla limitazione della manutenzione delle opere, è il perdurare dell'attuale congiuntura economica, che si sta traducendo in un costante impoverimento delle famiglie italiane e nella negazione del diritto all'accesso al credito se non a costi difficilmente sostenibili. Va da sé che ciò si traduce, da parte del privato, nel procrastinare gli interventi di manutenzione anche straordinari.

E' pacifico che gli interventi di messa in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture anche di carattere locale e privatistico e al di fuori del regime emergenziale, si traducono nel medio-lungo periodo in un considerevole risparmio per la comunità, non costretta, in caso di calamità naturali, a sostenere più o meno direttamente i costi ingentissimi del ripristino in somma urgenza e della messa in sicurezza del territorio soggetto a tali avversità.

Si stima, inoltre, che il costo per la messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico dovuto a terremoti di media intensità sia pari a 5,5 miliardi di euro per le zone classificate 1 (rischio alto), 30 miliardi di euro per le zone 2 (rischio medio) e 27 miliardi di euro per le zone 3 (rischio basso).

Soprattutto, con il già citato D.M. Infrastrutture del 14 gennaio 2008 (N.T.C.), il calcolo statico nella progettazione ha fatto un considerevole balzo in avanti. Nell'ambito dei criteri generali posti a base delle N.T.C., assumono infatti particolare rilievo le problematiche legate alla necessità di contemperare le esigenze di sicurezza, intesa come tutela dell'incolumità anche sotto il profilo sismico, con quelle di sostenibilità ambientale degli interventi, anche in relazione al loro impatto sociale ed economico e quindi alla relativa "governance", nonché di salvaguardia del patrimonio edilizio ed urbano.

Tutto ciò si è tradotto in una richiesta maggiore in termini progettuali, quindi prestazionali, dell'opera, a seguito dell'esigenza di un approccio normativo multidisciplinare di tipo sistemico in relazione alla complessità delle problematiche poste dagli interventi in ambiti urbani e territoriali. Le nuove norme possono quindi consentire alle opere esistenti soggette a interventi, un incremento dei fattori prestazionali e di sicurezza.

Con altri interventi legislativi, il Parlamento ha riconosciuto anche l'importanza della leva fiscale ai fini del miglioramento generale degli organismi edilizi, favorendo le manutenzioni straordinarie, anche ai fini del risparmio energetico, di cui ne ha favorito il perfezionamento consentendo opportune agevolazioni fiscali a chi installa prodotti atti al contenimento delle dissipazioni energetiche, sino al rinnovo totale degli impianti di riscaldamento; si richiamano quindi a mero titolo di esempio il Decreto Legislativo  29 dicembre 2006, n. 311 "Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell'edilizia" modifica ed integra il D.lgs.192/2005 nell'ambito del risparmio energetico e nell'ambito strettamente edilizio il seguente excursus:


  • Finanziaria 2008: aveva rinnovato, fino a tutto il 2010, le agevolazioni tributarie in favore di chi avesse effettuato interventi di recupero del patrimonio edilizio degli immobili esistenti, limitatamente alle case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.



  • Finanziaria 2009: aveva esteso l'agevolazione al 2011.

  • Finanziaria 2010 ulteriore proroga a tutto il 2012.

  • Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito in Legge 214/2011): ha annullato la proroga al 2012 e ha reso stabili le detrazioni fiscali del 36% inserendole nel Dpr 917/86 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

  • D.l. 22 giugno 2012 n. 83: conosciuto come "Decreto crescita", aveva cambiato il meccanismo dell'incentivazione aumentando la percentuale dal 36% al 50% e l'importo massimo detraibile da 48.000 a 96.000 euro. Questa ultima modifica rimaneva in vigore solo fino al 30 giugno 2013.

  • D.l. 4 giugno 2013: convertito nella Legge 3 agosto 2013, n. 90, ha aggiunto tra le spese detraibili anche quelle sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione e ha aggiunto altri sei mesi di tempo alla scadenza di giugno, portandola al 31 dicembre 2013. Alla lettera i dell'articolo 16 bis si introducono proprio gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.


(http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917!vig=)

Infine, la Legge di stabilità 2014 ha ulteriormente prorogato la detrazione, con le seguenti modalità:


  • detrazione del 50%, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014;

  • detrazione del 40%, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015;

  • detrazione del 36% (e importo massimo detraibile che ritorna a 48.000 euro), per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016.


Altrettanto pacifici sono gli effetti benefici di queste legislazioni sulle piccole e medie imprese edilizie e impiantistiche italiane: non pare di essere arditi affermando che questi provvedimenti hanno salvato un gran numero di imprese dagli effetti della crisi economica in atto. Nel citato e recente dossier della Camera dei Deputati in collaborazione con il CRESME, si specifica come le detrazioni fiscali per ristrutturazione e risparmio energetico abbiano generato un sensibile incremento dei lavori con un altrettanto importante impatto sull'occupazione, stimata in 283 mila unità con proiezione in aumento per il 2014.

Armonizzare i benefici fiscali alla classificazione porterebbe evidenti vantaggi per Stato e Società, fatto recentemente ribadito anche da figure istituzionali quali il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, che in un suo intervento del 2012 affermava "... il ricorso a misure che richiedano ai privati azioni di adattamento autonomo, favorendone la tempestiva realizzazione, può consentire di limitare l'utilizzo di risorse pubbliche. In particolare, un uso appropriato degli strumenti fiscali e di eventuali obblighi assicurativi contro le calamità naturali può scoraggiare l'uso di suoli a maggiore impatto (...) compensando l'assenza di una valutazione di mercato di 'servizi ecologici' quali la stabilità del terreno e promuovere attività di manutenzione straordinaria di adeguamento antisismico".

Diventa particolarmente urgente che le istituzioni si pongano l'obbiettivo prioritario della sicurezza anche sostenendo una politica che incentivi il Cittadino a eseguire interventi strutturali ponendosi quindi il problema del prolungamento della vita degli edifici in condizioni di uguale o migliore servizio rispetto al regime prestazionale statico di progetto. Pare qui opportuno precisare che gli interventi strutturali volti alla mitigazione del rischio sismico per la loro natura non producono evidenti ed apprezzabili rivalutazioni economiche dell'immobile e spesso vengono eseguiti solo per sopperire a gravi carenze.

Tutto ciò premesso, pare quindi assolutamente evidente che sia inderogabile per l'Italia investire nella sicurezza dei manufatti edilizi con l'obbiettivo di favorire la spesa dei soggetti legittimati ai fini della messa in sicurezza, attraverso opere di natura strutturale, del patrimonio edilizio esistente con le relative pertinenze. Tali opere saranno volte a mitigare il rischio sismico, consentendo così di minimizzare l'impatto sulla popolazione e sulle infrastrutture pubbliche anche cittadine, di eventi calamitosi che giocoforza attiverebbero, come abbiamo visto precedentemente, risorse ben più ingenti


Genova - 

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Genova - 

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Genova: prosegue l'attività di divulgazione sui rifiuti curata dal coordinamento dei Meetup liguri del Movimento 5 Stelle e organizzata a Genova dal Gruppo di lavoro sui rifiuti del Movimento genovese.

Dopo i due incontri a Genova e Sestri Levante (video) dei mesi scorsi, sabato 12 aprile 2014, nella mattina, è prevista unavisita alla discarica di Monte Scapino da parte di alcuniparlamentari M5S, tra i quali la senatrice portavoce genoveseCristina De Pietro, accompagnati da consiglieri comunali e alcuni tecnici.

A Genova, presso Palazzo Fieschi in via Sestri, sede del Municipio Medio Ponente, nel pomeriggio alle ore 15.30Luca Roggi, esperto di riferimento del M5S in Parlamento sul tema dei rifiuti, terrà una conferenza tecnica in tema di strategie per la riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata, a cui seguirà la sera alle ore 21.00 una sessione pubblica e divulgativa con l'intervento di Samuele Segoni, deputato portavoce M5S, che introdurrà le novità sul reato ambientale, proposto per l'introduzione nel Codice Penale italiano.

L'incontro sarà trasmesso in streaming sul sito genova5stelle.it

Il Movimento 5 Stelle di Genova, insieme agli altri gruppi consiliari liguri e ai numerosi Meetup, che da sempre auspicano il superamento del concetto di rifiuto a favore di una società che ricicli e riutilizzi la materia, stigmatizza sulla recente normativa regionale in tema di rifiuti, intravedendo nel piano dei rifiuti deliberato dalla Consiglio ligure un notevole peggioramento della gestione di questa importantissima risorsa, con l'utilizzo del CSS ("combustibile solido secondario", da bruciare in cementifici e centrali elettriche) e della produzione di biogas da digestione anaerobica: tecniche costose orientate a risultati di breve periodo, che non risolvono il problema alla radice.

Queste strategie mirano all'ottenimento di finanziamenti, non sono economicamente sostenibili, sono poco efficaci in termini di energia prodotta e affatto rispettose dell'ambiente, producendo materiale e acque di scarto da trattare con ulteriori impianti. L'ennesima scelta sbagliata, con il sicuro l'effetto di generare ulteriore debito, aumento delle tariffe nei confronti dei cittadini spostando il problema un po' più in là ma senza mai risolverlo.

Alcuni volantini dell'iniziativa.

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I candidati a Genova

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    Luca Pirondini
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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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