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Settembre 2013


Genova - 

Mercoledì ne abbiamo sentite

Alla Commissione per lo Scolmatore dopo un lungo discutere dove l'Ingegner Pinasco (responsabile del procedimento) presentava il progetto senza notificare mai con chiarezza quale sarebbe la portata d'acqua prevista dal nuovo scolmatore (dato determinante per la riuscita dell'intero progetto!)...e quale la portata cui bisogna far fronte in caso di alluvione, abbiamo sentito dire--solo in conclusione della seduta--che la portata è di 111 m3/s nel nuovo progetto, ma che all'occorrenza si presta a sostenere anche 160 m3/s, cioè la portata d'acqua in caso di alluvione, stimata in quel tratto secondo calcoli vecchi di 7 anni. Senza entrare nel merito dei dati non aggiornati, come questo accadrebbe non ci è dato sapere. Siamo sicuri che una struttura progettata per sostenere 111m3/s vada bene anche per 160m3/s?
Certi che i nostri tecnici sappiano quello che stanno facendo, vorremmo una spiegazione.
Abbiamo poi sentito dire che i prezzi sono proprio quelli che ci aspettavamo noi, e cioè ben più alti rispetto a quelli previsti dal progetto comunale: 59 mln (nelle stime più ottimiste) contro i 45 mln previsti dal progetto, ci sono cioè almeno 15 mln di differenza. Anche in questo caso, quando abbiamo chiesto spiegazioni abbiamo ricevuto una risposta curiosa: nonostante il costo effettivo possa essere più alto delle stime (sembra si siano basati anche sui prezziari dei progetti del 2007, senza fare i dovuti aggiornamenti...), ci garantiscono che all'occorrenza potranno farli abbassare. Quanto vogliono. Anche di questo, siamo sicuri?
Quel che è peggio è che chi avesse assistito alla Commissione di ieri avrebbe avuto la netta impressione che la Giunta si preoccupi essenzialmente non tanto della messa in sicurezza dei quartieri a rischio alluvione, né tantomeno il felice utilizzo dei soldi pubblici, quanto dell'urgenza di utilizzare subito il finanziamento concesso! Abbiamo sentito dire a gran voce, e con una certa urgenza, che se non useremo subito il finanziamento, lo perderemo! Bene. Ma se questo bramatissimo finanziamento lo useremo per un progetto impossibile da portare a termine, le ripercussioni saranno tremende, sia in termini di vite umane (!), sia in termini di costi e di pressione fiscale. Un progetto impossibile da concludere è un progetto INUTILE.
Con un progetto inutile, basato su stime e misurazioni non aggiornate, non si potrà mettere in sicurezza un bel niente, perché a un certo punto gli scavi dovranno per forza essere interrotti, vuoi per mancanza di soldi, vuoi perché le previsioni di misurazione risultano sbagliate (e non sarebbe la prima volta!).
L'obiettivo è sì usare il finanziamento, ma usarlo BENE. Noi non siamo contrari alle spese pubbliche, siamo contrari agli sprechi: nella situazione economica attuale non ce li possiamo più permettere, si è sprecato troppo prima e tutti gli sprechi di adesso, di questi anni, le generazioni future li dovranno ripagare centuplicati. Oppure falliamo. E non è bello essere dei falliti.
Chiediamo che siano fatti tutti gli accertamenti necessari. Accertamenti che la Giunta non sembra preoccupata o interessata a voler fare, accontendandosi un po' troppo semplicisticamente dei dati del 2007. Ma quei dati fotogravano una situazione idrogeologica assai diversa da quella post-alluvione del 2011. Chiediamo che le stime dei prezzi del progetto siano DA SUBITO aggiornate e che prevedano anche i costi di manutenzione: dobbiamo sapere a cosa stiamo andando incontro in termini di tempo e denaro.
Figurarsi che ieri abbiamo dovuto richiedere in extremis che fosse fatto almeno un sopralluogo prima di procedere con le decisioni al Consiglio Comunale di martedì. Il sopralluogo non era previsto! È stato concesso di farlo lunedì, ma ci chiediamo se con così poco preavviso sarà possibile portare le strumentazioni necessaria e convocare esperti di vaglia. Ci chiediamo anche se un sopralluogo fatto in giornata possa davvero curare nel dettaglio un'area così vasta. La sensazione è che si andrà ad aprire la galleria (già esistente), si darà un'occhiata e poi via di corsa al Consiglio.
C'è un ultimo punto oscuro. Perché è stato scelto di trasportare i detriti degli scavi via mare, visto che è un sistema estremamente lento e dispersivo? Le chiatte necessitano di condizioni climatiche molto particolari, sembra sia necessaria addirittura la calma piatta, ma con il nostro mare agitato questo significherebbe poter lavorare solo pochi giorni al mese, i tempi si dilaterebbero quindi oltre ogni dire e così i costi, perché la chiatta va pagata per tutto il periodo, anche per i giorni in cui non viene utilizzata. Ma se dall'ultimo disastro di due anni fa non è ancora stato fatto nulla di incisivo, per l'emergenza alluvione, non dovremmo ora agire d'urgenza?
Abbiamo chiesto conto alla Giunta, stiamo aspettando risposta.

(Alice Salvatore ed Alessandro Ravera)


Genova - 


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Buongiorno al Presidente dell'AATO e a tutti i Sindaci presenti,
innanzitutto mi presento: sono Andrea Tosa ed ho chiesto di intervenire in qualità di dirigente della Organizzazione Sindacale Confederazione COBAS della Liguria.

Per prima cosa voglio ringraziare per la possibilità di intervenire a questa assemblea, senza peraltro
fare a meno di rammentarvi che le sedute della Conferenza dei Sindaci devono essere pubbliche (vedi
art. 38 c. 7 del T.U. Enti Locali) e che quindi la normativa, almeno oggi, è stata applicata: bene, ma
vorremo lo fosse sempre perché pensiamo che la trasparenza sia uno di quei principi ineludibili in una società democratica e partecipata. E' peraltro evidente che non vogliamo solo fare un interventi di pochi minuti e poi uscire tranquillamente dalla sala e lasciare che voi - a porte chiuse- decidiate tranquillamente senza nessun "controllo"; la trasparenza e la partecipazione sono principi cui informare sempre - e non solo saltuariamente - il proprio agire.
Avevo qui scritto una considerazione che però ora non farò alla luce della decisione che pochi minuti fa avete assunto: quella non solo di consentire interventi di Comitati e Associazioni, ma anche di consentire di assistere a tutta la riunione. Considero positivo questo atto, ma voglio però puntualizzare che non si tratta di un atto di "generosità" ma di una applicazione di norme d legge e regolamentari.
Spero vivamente di sbagliarmi ma purtroppo penso che sarà, ma questo dipende anche da voi e dalle decisioni che assumerete, l'unico ringraziamento che farò a questa Assemblea.
Il Sindacato COBAS che io qui rappresento non è solo portatore di interessi diffusi in quanto rappresentante dei lavoratori, ma anche in quanto rappresentante dei cittadini in generale.
Per chi non ci conosce non siamo solo una organizzazione puramente sindacale, ma ci facciamo carico, con le nostre forze, di interpretare esigenze più generali che posso definire "di cittadinanza" ed in primo luogo di "difesa dei beni comuni".
E quale "bene comune " è più importante dell'acqua? Nessuno.
All'art.2 del nostro statuto sta infatti scritto che siamo e agiamo "contro il dominio del profitto e la mercificazione generalizzata della società".
E' per questo che siamo stati e continuiamo con convinzione ad essere parte di quel grandissimo Movimento che a partire da Comitati, Associazioni e singoli di ogni appartenenza sparsi in tutto il Paese ha negli scorsi anni costituito Il Forum Acqua Pubblica che ha dato vita ad un straordinaria mobilitazione popolare prima con la raccolta di firme (430 mila) per una Legge di iniziativa popolare (peraltro mai neppure discussa dal Parlamento), quindi la Proposta di referendum con oltre 1 milione di adesioni.
Come tutti sapete tutto ciò ha portato all'eccezionale risultato referendario del 13 giugno 2011 quando oltre 27 milioni di elettori (la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, cosa mai avvenuta prima; non solo: erano oltre 20 anni che nessun referendum aveva raggiunto neppure il quorum...) hanno scelto di votare SI' ai 2 quesiti: 1) contro la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali (e quindi non solo acqua, ma per es. anche trasporti e rifiuti 2) contro la c.d. "remunerazione del capitale" (cioè il "profitto")per quanto attiene il servizio idrico integrato.
L'acqua è quindi considerata dai cittadini italiani, supportati anche da importanti decisioni dell'Onu e dell'OMS, un bene primario per tutta l'umanità, il "bene comune" per eccellenza.
E' del tutto evidente quindi che su sulla gestione del servizio idrico NON DEVE quindi realizzarsi alcuna forma di profitto.
Ad oggi sono passati più di due anni da quello straordinario risultato referendario e non è più tempo di discutere i contenuti del referendum.
Si poteva fare prima, ora è legge e bisogna solo applicarla.
Una legge più forte delle normali leggi approvate dal Parlamento, perché voluta direttamente dal sovrano, il popolo. Tanto è vero che il Parlamento il giorno dopo può abrogare o modificare una sua legge. In questo caso invece non è possibile nemmeno al Parlamento modificare la norma uscita da un referendum per un tempo di almeno 5 anni.
Il Consiglio di Stato con il suo parere del 15 gennaio 2013 ha confermato che il referendum è immediatamente applicabile, e quindi che l'argomento portato il 18/10/2011 da questa Conferenza, era insussistente. Come Il Forum dell'Acqua , e noi, sostenevamo.


Altra sentenza cui fare riferimento sempre in questa direzione è quella del Tar Toscana del marzo 2013.
Inoltre qui vicino a noi lo scorso 6 agosto c'è stata la sentenza del Giudice di Pace di Chiavari che aa accolto il ricorso di una cittadina che con assoluta determinazione ha chiesto nient'altro che il rispetto del referendum che ha - lo ripeto - valore di legge. Notate bene: la Giudice di pace ha riconosciuto il rimborso dell'intero 22% sulla tariffa, così come richiesto, senza detrarre gli "oneri finanziari"
E' inutile affermare che in fondo si tratta solo di una sentenza di un Giudice di pace. Quella sentenza si basa sul pronunciamento, ben più autorevole, del Consiglio di Stato, ne è un'applicazione.
Dopo oltre due anni non ci sono più scuse.
Conosciamo e capiamo benissimo le pressioni fortissime che Iren e i suoi padrini politici esercitano su di voi. Sono in ballo grossi interessi.
Ma anche i comuni cittadini sono in difficoltà. Sono stufi di essere spremuti come limoni, mentre la grande finanza non ha pagato e non paga niente, niente viene fatto contro di essa, anzi tutto viene fatto per mantenere i suoi privilegi; i suoi furti sono considerati "legittimi".
Gli Stati si sono svenati per salvare le banche con migliaia e migliaia di miliardi di dollari. Tutto ricade sulle spalle dei comuni cittadini, mentre chi ha rubato va a casa con liquidazioni milionarie e pensioni da capogiro.
Gli errori imprenditoriali di Iren dovremmo forse pagarli noi, con le bollette dell'acqua? E poi ci si riempie la bocca con concorrenza, mercato, merito.
Nel 2012 Mediterranea delle Acque ha realizzato un utile netto di oltre 18 milioni, mentre la Corte Costituzionale ha sentenziato che scopo del referendum era di rendere estranea la gestione dell'acqua alle logiche del profitto.
Gli amministratori locali hanno inoltre negli anni compiuto anche scelte vergognose ed incredibili; mi riferisco alla città di Genova dove nel 2003 la C.A. guidata dal sindaco Pericu ha addirittura venduto le dighe del Brugneto Valsoci: una roba scandalosa !!!
Il referendum ora è legge, ma si continuano a fare profitti sull'acqua, eccome!
Come mai? Perché tutto questo è stato e viene permesso anche con la responsabilità dei Sindaci?
Ognuno di voi rifletta bene sulle responsabilità che oggi è chiamato ad assumersi.
Voi Sindaci siete la prima istanza istituzionale cui si rivolgono i cittadini e non potete tirarvi fuori senza assumervi la responsabilità di applicare una norma.
Sempre più spesso si parla di "antipolitica" ma questo, secondo me, è un termine sbagliato: i cittadni vogliono un' "altra politica", e chiedono democrazia, trasparenza e partecipazione.
Noi siamo qui oggi, e lo saremo al di fuori di qui insieme ai cittadini ed ai Movimenti, per ricordarvi che dovete applicare ed obbedire alla legge.
All'inizio ho detto che temevo che il ringraziamento appena fatto fosse l'unico; lo ripeto: spero di sbagliarmi e vorrei potermi rallegrarmi con voi e ringraziarvi al termine di questa assemblea , ma dipende solo da voi e dalla decisione che assumerete
Anche se in grave ritardo siete ancora in tempo per applicare ed obbedire alla legge: FATELO !!

Grazie.

Andrea Tosa
Attivista a 5 Stelle


Genova - 


NO-GRONDA-1-300x224.jpg

In risposta a Mauro Avvenente, Presidente del Municipio VII.


Gentile Presidente, dopo il suo intervento televisivo del 24 agosto scorso ci siamo sentiti di presentare questa espressione di sentimenti e farle un regalo speciale da parte di tutto il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Questo perché siamo rimasti allibiti dal suo intervento sulla gronda autostradale di Ponente e visto che, come ha detto, non ha gli strumenti tecnici per poter dare una valutazione definitiva le regaliamo un bel cd dove potrà trovare tutti i dati ufficiali e i documenti che attestano che questa è un'opera inutile, dannosa e costosissima.
Ci teniamo a precisare due cose:

1) quando i cittadini coinvolti dall'esproprio chiedono lumi sulle loro sorti è perché vogliono sapere cosa sta succedendo, non perché vogliono la Gronda.
Lo vada a chiedere al Consigliere comunale del vostro schieramento Paolo Gozzi (rappresentate dell'osservatorio locale Gronda), che con una lettera chiede al Sindaco il perché l'Osservatorio non si è mai riunito ed esprime preoccupazione in merito "richieste di informazioni e chiarimento da parte di alcune piccole aziende insistenti sul territorio voltrese che, interessate da un eventuale procedimento di esproprio, avrebbero necessità di conoscere i dettagli di un'operazione che coinvolge così profondamente la pianificazione del proprio futuro"
Ma questo si può ascrivere ai vostri tanto sponsorizzati "percorsi partecipativi" (vedi P.O.R.) che lasciano il tempo che trovano.
Lei parla di cittadini che le bussano alla porta per chiederle di fare la Gronda, a me risultano invece cittadini che le bussano forte alla porta per chiederle più vivibilità nel nostro Municipio.

2) Tra i vari luoghi comuni che sentiamo dai sostenitori della Gronda, sempre nella trasmissione televisiva in oggetto lei parla di dare respiro al traffico che spesso è congestionato ed impossibile.

"La Gronda risolverà il problema della congestione del nodo"
Sicuramente sa che l'attuale tracciato urbano svolge anche la funzione di tangenziale urbana (i classici spostamenti interni). Di fatto i genovesi per sopperire all'inefficenza del trasporto pubblico usano la macchina anche per brevi spostamenti casa-lavoro.
Ne conseguono livelli di congestione elevata, specie nelle ore di punta dei giorni feriali, con ovvie ripercussioni anche sulla viabilità urbana.
Quindi la capacità della Gronda di attirare il traffico di attraversamento, separandolo dal traffico cittadino, e sgravare del 50% il tratto A10 Ge -Voltri-Ge -Aereoporto è falsa. Dati ufficiali dimostrano che l'A10 bis sottrarrebbe solo il 19%.
Ma allora di cosa stiamo parlando? Ci rendiamo conto che stiamo parlando di un'opera che prevede 45 Km di gallerie (4 volte il traforo del Monte Bianco), 11 milioni di metri cubi di smarino (pari a 50 volte il Matitone) con presenza rilevante di materiale amiantifero e almeno 9 anni di cantieri?

Riuscite a rendervi conto che:

- il problema che è male inquadrato. Un ByPass non può essere risolutivo
- Gli scenari futuri descritti da ASPI presentano crescite inverosimili . La stessa non ha mai dimostrato di risolvere il problema, anzi ha dimostrato di essere in grado di raddoppiarlo.
Il riprodursi di analoghe condizioni di congestione determina un singolare circolo vizioso per cui il traffico genera congestione, si realizzano nuove strade che si riempiono di traffico, riproducendo la congestione. Per cui ogni tentativo di contenimento sarebbe vano.
- Gli impatti sociali ed ambientali sono elevatissimi e irreversibili (l'elevata presenza di serpentiniti, lo stoccaggio dello smarino potenzialmente contaminati quasi 7 Mln di metri cubi di terra, eliminazione di numerosissime sorgenti, grotte ecc... interferenze con parchi storici ecc..)
- ci sarà maggiore sottrazione di spazi pubblici: più auto meno spazio= nuovi silos=nuovi parcheggi/ maggiore inquinamento.
- è un'opera non etica e non garantisce il diritto di mobilità di tutti. Non la userà chi non ha un auto, chi non può permettersela e chi non può guidarla.
- bisogna concentrarsi sulle componenti più importanti del problema (traffico interno e di scambio) intervenendo seriamente sul TPL urbano ed extraurbano dando ai genovesi una reale,efficiente ed economica alternativa all'utilizzo del mezzo individuale.
Occorrono studi seri ed indipendenti, non fatti da chi guadagnerebbe dalla costruzione dell'opera.

Per questi motivi il Movimento 5 Stelle si batterà con tutte le forze per evitare la costruzione della Gronda e non vi permetterà di deturpare ulteriormente il nostro territorio per interessi di pochi.


Gabriele Fiannacca
Consigliere Municipale M5S VII Ponente

Qui l'articolo completo


Genova - 


federico-valerio.jpg (di Federico Valerio - Referente tematiche ambientali di Italia Nostra)
La privatizzazione di una quota AMIU, l'azienda che gestisce i rifiuti di Genova, presenta incognite che potrebbero mettere in discussione il ciclo virtuoso che la giunta Vincenzi, pur con carenze, aveva avviato per la gestione dei materiali post consumo prodotti dalla città: Ridurre, Differenziare, Riciclare e Compostare.
Non sono un economista, ma il "core business" che può fare gola ai privati è proprio la chiusura del ciclo dei "rifiuti" con incenerimento e recupero energetico.
Se la legge che assimila i rifiuti a fonte di energia rinnovabile non sarà abolita, la "termovalorizzazione" continuerà ad essere generosamente foraggiata con denaro pubblico, a carico delle bollette della luce di famiglie e aziende italiane.
Non bisogna essere indovino per predire che gli utili della "termovalorizzazione" saranno a favore dei privati, mentre i debiti della raccolta cadranno sulle spalle del Comune e dei cittadini.
A livello planetario stiamo vivendo una lunga fase di passaggio da una società basata sui consumi e debiti crescenti, senza futuro, ad una nuova, necessariamente più sobria e duratura organizzazione sociale, in cui le pratiche "usa e getta" saranno ridotte al minimo essenziale (presidi igienico-sanitari) e quelle "usa e termovalorizza" saranno abolite, per la loro macroscopica insostenibilità.
Certamente questo passaggio durerà ancora per qualche decennio, durante i quali, la gestione degli inceneritori sarà sempre più problematica, quantomeno perché ci saranno sempre meno materiali da bruciare, materiali sempre più richiesti dalle nuove attività produttive di riciclo e riuso.
Come sta succedendo nei Paesi del nord Europa, poiché gli inceneritori, per i contratti capestro imposti dalle banche che finanziano l'operazione, non possono spegnere prima di aver ammortizzato i loro investimenti (20 anni), anche in Italia, una volta che i nuovi impianti fossero realizzati, per tutti questi anni ci sarà una lotta impari tra incenerimento e il riciclo, lotta che, come sempre, sarà pagata dai cittadini, in questo caso, con la nuova tassa che, mettendo più gabelle nello stesso calderone, impedirà di fare chiarezza su "chi paga che cosa": la Service Tax.
Alla luce di quanto sta avvenendo a Genova, a partire dal nuovo ciclo amministrativo, ho la sensazione che si stia avverando quanto temevo.
Il gassificatore congelato, la cancellazione di qualunque progetto di raccolta porta a porta, la mancata verifica che il 65% di raccolta differenziata poteva essere raggiunto a Sestri e Pontedecimo, il freno alla raccolta differenziata, la "difficoltà" di trovare aree per gli impianti di compostaggio, sono tutte scelte che aprono la porta al ritorno del mega "termovalorizzatore " di Scarpino, possibilmente a servizio dell'intera Regione.
Per evitare che questo avvenga e che muoia il "Modello Genova" che la nostra Associazione ha caldeggiato da tempo, Italia Nostra esprime la sua forte contrarietà alla proposta di privatizzazione di AMIU e, come segno di radicale cambiamento, invita il Sindaco di Genova a deliberare, nei prossimi giorni, l'adesione di Genova al progetto dei Comuni a Rifiuti Zero, in sintonia con le più avanzate e lungimiranti scelte europee.


Genova - Fleischmann-cf.jpg

9 settembre 2013 - di Stefano De Pietro


Per chi si ostinasse a parlare male della "fusione fredda", la notizia negativa è che la tendenza del mondo della ricerca scientifica in questo tema ha ormai superato la vergogna di doversi in qualche modo rapportare con la gettonatissima cugina fusione "calda", ereditando da lei il nome e cambiandone la temperatura. Oggi il fenomeno del secolo viene chiamato LENR, acronimo di Low Energy Nuclear Reaction, reazione nucleare a bassa temperatura, che richiama in modo più esplicito e preciso l'insieme degli eventi fisici che la caratterizzano.

Negli ultimi tempi le LENR sono state rivalutate da tutti i ricercatori, anche se la tendenza resta quella di attendere, standoci ben lontani però, un qualche risultato di un qualche laboratorio. Pare che solo pochi pionieri abbiano mantenuto viva quella voglia di cercare in mezzo alle pieghe ormai atomiche della natura, affrontando i risolini dei colleghi, le bocciature degli ambienti scientifici, il rischio del ridicolo. Una manciata di persone che ancora crede nella possibilità di avanzare rispetto alle teorie di inizio '900, quando Einstein da una parte e Bohr dall'altra sconvolsero la fisica newtoniana, mentre Eisenberg seppelliva definitivamente il positivismo ottocentesco. Oggi tocca invece a questi ultimi essere corretti.

Ben lontani dalla soluzione teorica dei risultati di laboratorio, con alcune ipotesi rivoluzionarie che parlano di reazioni collettive di strutture cristalline, certi che le teorie ufficiali esistenti sulla struttura dell'atomo debbano in qualche modo essere riviste per poter a loro volta diventare una soluzione particolare di un nuovo disegno più ampio, i ricercatori LENR continuano, in pochi laboratori poveri di mezzi, a compiere esperimenti con reattori piccolissimi, semplici, geniali nelle soluzioni tecniche, girando intorno sempre più vicino alla soluzione.

Forse è proprio qui che sta il punto. Oggi pare che la ricerca classica debba avere due caratteristiche fondamentali: essere applicata, ossia partire dal presupposto che alla fine si debba avere un'applicazione industriale immediata e coperta da brevetto, ed essere ricca, al punto che i vari impianti per la fusione a caldo hanno bisogno dell'apporto economico di decine di stati e il lavoro di centinaia di tecnici, con indotti su aziende e industrie. Proprio la faraonicità del costo esclude per la ricerca così orchestrata una qualsiasi valenza solo speculativa.

Invece la ricerca LENR costa poco, si fa nel sottoscala, non muove miliardi, non necessita di centri di potere per accaparrarsi i finanziamenti, non interessa all'industria escludendo pochissimi casi, per la lontananza al momento di un'applicazione pratica, anche se la prospettiva sarebbe risolutiva per tutto il pianeta. 

Così, un po' per ciecità, un po' per politica, un po' per paura, quello che oggi viene considerato il laboratorio più avanzato in termini di risultati, quello dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati diretto dal Dott. Francesco Celani,, ha ricevuto dalla direzione dell'istituto l'ordine di chiusura.

Può apparire bizzarro, ma proprio nel momento in cui il suo laboratorio estrae degli assi dalla manica, con i suoi reattori riprodotti con successo in Giappone e negli Stati Uniti, lo stato italiano decide di ucciderne la ricerca: se non fosse che conosciamo fin troppo bene le logiche italiche, si potrebbe quasi parlare di intelligence, di equilibri politici mondiali, di guerre fredde industriali: purtroppo sappiamo che non è così, è semplice disinteresse delle lobby scientifiche italiane.

Tra l'altro, Celani collabora con il Martin Fleischmann Memorial Project, MFMP, una rete di laboratori intitolati al padre della "fusione fredda", i quali operano con il rivoluzionario (per gli ambienti scientifici lo è) sistema dell'open source, dove tutti i dati della ricerca sono immediatamente pubblicati via web, in modo da superare l'ostacolo dei brevetti e delle proprietà intellettuali a vantaggio della rapidità della ricerca, grazie ai dati open. Il sistema appare così utile, che viene lanciato un appello dal sito di Claudio Pace, che segue l'evolversi della ricerca LENR da molti anni, per candidare l'MFMP al Nobel per la pace.

E' un'idea anch'essa rivoluzionaria, che ben si adatta al nuovo corso che questi scienziati stanno cercando di dare alla ricerca, di utilità disinteressata per l'Umanità e per tutto il pianeta con i suoi abitanti animali e vegetali.

Invitiamo quindi a ripubblicare liberamente sia questo articolo che il link alla pagina dell'appello, dare massima diffusione a questa bella notizia e restare sintonizzati per conoscere gli altri sviluppi.


Genova - 


Il MoVimento 5 Stelle è pronto a dare battaglia sulla modifica dell'art.138 della Costituzione ad opera dei partiti.

Saremo presenti in tutte le piazze d'Italia insieme ai cittadini.
A Genova organizziamo un presidio con banchetti informativi in Piazza de Ferrari.

Facciamoci sentire!

Appuntamento Sabato 7

a Piazza De Ferrari

Dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini

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