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Luglio 2013


Genova - 


I lavoratori del Carlo Felice si rivolgono al Sindaco Marco Doria

Paolo Putti e Stefano De Pietro intervengono sulla Tares

Andrea Boccaccio intervento sulla Tares

Andrea Boccaccio intervento sulla Tares


Ps: ancora oggi il Consiglio Comunale veniva BLINDATO al pubblico

Ps2: ancora oggi il PD ha aumentato le tasse, il Sindaco Doria e la sua Lista (civetta) ne sono totalmente alla mercè, come tutta la città.



Genova - 

INTERVENTO IN SALA ROSSA


Genova - 

La Giunta del Comune di Genova lascia fuori i lavoratori dalla Sala Rossa.


Genova - 


Condividiamo il comunicato stampa del sindacato USB

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Genova - 


Consiglio Comunale del 29/07/2013

La Giunta Doria tenta di Privatizzare le Partecipate.
I video della giornata.


Genova - 

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Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Quindi a chi va il Foglio di Via? Chi è "socialmente pericoloso"?
In una realtà ribaltata come quella italiana il Falso diventa Vero e il Giusto diventa Reato e chi ci governa, invero
alquanto malamente, pensa con i Fogli di Via di legittimare opere inutili, pericolose e dannose per le persone e per
l'ambiente, pensa di operare laboriosamente per il "Bene Comune". Ecco la realtà ribaltata: il profitto di pochi
venduto come vantaggio di Tutti, la repressione di chi con il proprio corpo, con la propria voce, con le proprie idee
difende nei fatti la Costituzione Italiana, la tronfia sicumera di una Classe Politica arroccata nella propria
autoreferenzialità.


Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Non è più questione di essere pro o contro un opera grande solo per la sua inutilità, oramai è una questione di
democrazia: una Classe Politica che non tutela i Diritti fondamentali dell'Individuo è esautorata da ogni legittimità.
I caporioni locali, mantenuti da questo o quel partito con la "L" o senza, sappiano che per ogni manganellata, per ogni
vigliacco Foglio di Via, cento e più volte aumenterà la nostra Resistenza e la nostra Determinazione: se difendere la
Democrazia, la Salute, il Libero Pensiero e quindi la Costituzione Italiana vuol dire essere "Socialmente Pericolosi"
allora anche Noi siamo ben lieti di essere annoverati tra i "Pericolosi"!
La nostra massima Partecipazione e Solidarietà ai "10" No Tav colpiti dai Fogli di Via e a tutte le Comunità aggredite
dai Cantieri!

A SARA' DÜRA !

Movimento 5 Stelle Genova

in questi giorni presidi in Via Trasta e Via dei Molinussi
http://www.notavterzovalico.info/lassurdita-del-terzo-valico/


Genova - 



17 luglio 2013 San Fruttuoso, Genova.

Bosco Pelato: si farà!

E' stata la precedente amministrazione a dare l'autorizzazione.

L'incontro tenutosi a Tursi il 17 Luglio ha confermato le intenzioni del Comune di Genova sulla questione "Bosco Pelato".
Il parcheggio sotterraneo si farà. A nulla sono valsi gli sforzi dei cittadini, dei comitati, degli abitanti di San Fruttuoso. Lo stato di avanzamento della pratica è tale impedirne il blocco. Il Comune non se la sente di accollarsi la responsabilità politica e amministrativa di bloccare l'opera. Il Municipio III Bassa Val Bisagno ha espresso parere favorevole, ma condizionato.
"Quando si ricoprono cariche istituzionali, ci si assumono le responsabilità ereditate dalla precedente amministrazione" prosegue nel suo intervento il Vicesindaco Bernini, ribadendo al tempo stesso l'importanza di questi percorsi partecipativi, e aggiunge"noi possiamo agire su alcune scelte che possono mitigare l'impatto ma non possiamo pensare in tutta coscienza di dare un parere contrario sull'opera".

La commissione tecnica che si occupa di verificare la fattibilità del parcheggio, ha affermato che il corso d'acqua o rio presente sulle mappe del 1930 non esiste più. Ma dove sia finito? Non è dato sapere.

Questa vicenda evidenzia, non solo l'incapacità di correggere i propri errori, ma anche l'inefficacia di questi falsi percorsi partecipativi e la totale mancanza di un sistema informativo capillare che permetta ai cittadini di conoscere per tempo le iniziative che riguardano il proprio quartiere.


M5S Municipio Bassa Valbisagno


Genova - 

Una storia semplice, la storia di Carla, come il libro di Sciascia...
Una storia semplice, una storia di giustizia negata come tante altre ...
una storia che testimonia cosa si debba sopportare qualora si decida di non subire in silenzio ...
Oltre al dolore personale, l' indifferenza delle istituzioni e la mancanza della certezza della pena ...
C'è un che di disumano nella negare giustizia ad una famiglia che abbia perso un suo caro e nel costringerla a lottare per anni, rimbalzando da un'istituzione all'altra, da un ministero all'altro, da un medico legale ad un altro, in un crudele gioco dell'oca in cui si ritorna alla casella di partenza , amplificando un dolore già profondo.
Tutto ciò solo per aver avuto la balzana idea di chiedere giustizia in un Paese cosiddetto civile.
Tutto ciò solo per aver osato far valere i propri diritti in un Paese cosiddetto civile.
Tutto questo , nonostante i risultati della perizia richiesta dal tribunale, quindi non di parte, che dichiara come "certamente possibile che l'infarto sia stato determinato da una compressione della coronaria dall'esterno e che può essere dipeso da un errore ".
Tutto questo, nonostante un documento firmato e siglato dove si evidenzia un numero di sacca diverso da quelli inviati dal centro trasfusioni... indi, nonostante un accertato caso di malasanità.
Tutto questo, nonostante un esposto al Ministero della Salute, a cui è seguita una risposta dove il suddetto si prendeva impegno di proseguire la disamina del caso, chiedendo esplicitamente e urgentemente chiarimenti all'assessorato alla Sanità della Regione Lombardia.
Ad oggi, la famiglia sta ancora aspettando una risposta ...
La lettera recava la data del 07/09/2012.
Questa è l'Italia che uccide lentamente la PMI, che fa tagli indiscriminati a welfare e alla sanità ...
Questa è l'Italia che vota contro al reddito di cittadinanza, che accetta pluricondannati in parlamento ...
Questa è l'Italia degli F35, delle larghe intese...
Questa è l'Italia che parla di diritti e, girato l'angolo, li baratta con chi gli fa l'offerta più conveniente ...
Questa è l'Italia che mette il cittadino all'ultimo posto ...
Questa è l'Italia che non ci rappresenta ...
Grazie a queste testimonianze e grazie all'attivismo di tutti i giorni, ci riprenderemo la nostra Italia!

Carla Venturelli


Genova - 

Dopo il Consiglio del 18 Luglio vale la pena spendere due parole in più per spiegare le ragioni dell'Ordine del Giorno presentato dal Movimento 5 Stelle e per trarre le dovute conclusioni politiche. Come abbiamo già sostenuto precedentemente non ha senso una nuova Governance se non c'è un nuovo Piano Industriale e questo Piano DEVE inderogabilmente segnare una svolta nella gestione di IREN. Per cui cosa c'è di meglio se non partire proprio dalla "Mission" della Partecipata?

Il Gruppo IREN fa dello sviluppo sostenibile, dell'efficienza energetica e della tutela ambientale, uniti all'innovazione tecnologica e ad una particolare attenzione ai territori in cui opera, i propri caratteri fondamentali."

Ecco le ragioni della Premessa:

far ripartire IREN dal Compito che gli è stato affidato.

La risposta della Maggioranza, tranne i Consiglieri Bruno e Pastorino, è stata di diniego.
Di diniego verso le linee esistenti, verso il contenuto del nuovo statuto e verso il risultato dei referendum di Giugno 2011.
Siamo tanto per cambiare al comportamento bipolare nell'azione della Maggioranza:

sono riusciti a votare contro lo scopo stesso di IREN!

Si è assistito a un' interruzione di mezz'ora per consentire alla Maggioranza di comprendere concetti banali e terra-terra, Noi non abbiamo mai eccessive attese e quindi voliamo bassi ma non basta! e a un intervento del Capo Gruppo S. Farello del PD surreale:

non si può dare indirizzi al Piano Industriale perché questo Piano non c'è.

Ohibò ma non è compito dell'azionista dare indirizzi prima che il Piano sia formato?

E come si potrebbe emendare un Piano successivamente all'approvazione del C. d. A.?

La verità è che IREN e le altre partecipate sono il vero "nervo scoperto" del PD e di questa Amministrazione!
Molto meno stupefacente è il comportamento della Lista Doria a nostro avviso sempre più allineata ai "desiderata" del PD, almeno questa volta, rispetto ad altre occasioni, ci sono stati risparmiati le Belle Parole e i Gesti Dissociati dei suoi Consiglieri.

Altro capitolo sono i Dividendi di IREN, formati anche dalle bollette gonfiate da tariffe non rispettose dei citati risultati referendari (+22% circa) e a cui il Sindaco, amante probabilmente del Beau Geste, ha rinunciato.

Qui noi Genovesi siamo proprio "cornuti e mazziati",i Dividendi (circa 12 milioni di €) si formano con bollette gonfiate e poi, quando potremmo godere un minimo del ritorno economico che avrebbe consentito di contenere magari l'aumento dell'IMU, ci si rinuncia.

Si dovevano tutelare gli interessi dei Creditori cioè le Banche; come se quei 12 milioni di € salvassero una società piagata da 2,5 miliardi di deficit.

(Stefano Camisasso)

RICHIESTA MONOTEMATICA SU IREN, M5S

IREN ODG

IREN emendamento 1

IREN emendamento 2


Genova - 

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Video

Con il termine sacrificio si intende uno sforzo e, unitamente, una rinuncia a qualcosa in vista di un fine. Nel caso dei lavoratori del Teatro Carlo Felice , il fine (nel biennio 2010/2012) era, come oggi, salvare il teatro dal default. Il sacrificio erano, come oggi, i Contratti di Solidarietà. Da questo sacrificio il Teatro ha incassato circa 9 milioni di euro, che evidentemente non sono bastati a risanarne il bilancio. A nostro avviso, a fronte di un sacrificio, si devono proporre garanzie sostenibili ed efficaci. Cosa che, fino ad ora, non è avvenuta.
Veniamo all'oggi.
Il Teatro è nuovamente in default perché questi 9 milioni sembra siano stati utilizzati per la spesa corrente.
Inevitabilmente, sorgono svariati interrogativi:

- Secondo l'accordo sindacale controfirmato dalle parti relativo al 2012 il Consiglio di Amministrazione si impegnava a reperire finanziamenti privati per un valore di circa 4 milioni di euro, ci è riuscito? Sembra di no...

- Nel 2013 si è fatto ricorso a nuove produzioni e ripreso allestimenti costosi, perché, data la conclamata indigenza?

- Durante i 2 anni di CDS non si è avviata la riorganizzazione del teatro e del lavoro, come mai?

Pensiamo siano piuttosto ovvi i motivi per cui i lavoratori rifiutano l'idea di un altro anno (l'ultimo possibile per legge) di CDS. Non si fidano della controparte. E come dargli torto! Chiedono garanzie patrimoniali, in primis, il celeberrimo bilancio consuntivo dell'anno corrente (vorrebbero tanto sapere, nello specifico, come sono stati investiti i loro 9 milioni!), una programmazione triennale basata sulle risorse interne al teatro e la presenza di una rappresentanza dei lavoratori all'interno del CDA ( visto il loro ruolo di "azionisti"). Non ci sembrano richieste fuori dal senso...anzi! Come cittadini, crediamo che un teatro come il nostro vada salvaguardato, avviando una gestione più oculata, al fine di non perdere un potenziale culturale ed economico per tutta la città. Si dovrebbe avviare una seria promozione dello stesso sia nelle scuole, sia creando sinergie con altri teatri europei e sviluppando progetti ad hoc per valorizzare eventi come il Premio Paganini, il Festival dei Balletti di Nervi...La lirica deve uscire dai suoi luoghi abituali e creare commistioni con altre realtà culturali cittadine e non. Insomma deve partecipare attivamente a produrre cultura.
Il Comune e la Regione devono decidere se credere al rilancio del Carlo Felice come volano per l'economia e la Cultura non solo di Genova e agire risolutamente di conseguenza. Se così è, allora palesino in modo chiaro ed inequivocabile la loro posizione. Lo devono ai lavoratori e alla cittadinanza tutta.

(Emanuela Burlando)

Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle di Genova


Genova - 


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Era il paese dei balocchi? per tanti si.
E' il paese dei balocchi? per molti politici e amici degli amici lo è ancora !
Sarà ancora il paese dei balocchi? No! così non si salverà nessuno e lo sanno tutti.

Ma allora perché la classe intellettuale non si ribella?

Dove sono gli economisti che ci spiegano tutti i giorni che per salvarci dobbiamo tagliare
la spesa pubblica, dicendo l'ovvio? Il 90% di loro sà benissimo dove stà il problema!
Dove sono i filosofi, gli intellettuali sapienti che dovrebbero indicarci la via verso un nuovo
nuovo stile di vita e aiutare la nostra società a dirigersi verso un nuovo sistema politico?
Forse anno paura di bruciarsi la carriera accademica esponendosi contro l'attuale blocco
politico?
Sanno benissimo quali sono i problemi, sanno benissimo che gli attuali
schieramenti non faranno mai quello che serve e che così falliremo e non si salverà
nessuno, neppure loro!

Però stanno stanno tutti là seduti; una battutina qua, un' intervistina la.........e poi muti.

A noi del movimento manca un piano di governo affidabile? siamo un'armata
brancaleone?
Forse parzialmente è vero,
ma dateci il tempo di maturare aiutateci ad imparare e
impareremo.

Ma quelli che dovrebbero aiutarci ad usare la grande occasione storica che ci ha dato
Grillo e dare più forza e credibilità al movimento dove sono?
Forse viviamo nel paese dei codardi?
Forse sono una manica di codardi?
Non voglio offenderli ma il dubbio viene.
Qualcuno che si è esposto in realtà c'è, come Bagnai in campo economico, fermo
restando che non arriva mai fino in fondo, come a Genova il Professor
Paolo Becchi.
Ma qualche caso isolato non cambia realmente le cose , anzi espone i pochi coraggiosi
alle facili critiche per una battuta sbagliata o peggio ancora alle facili ingiurie da bar.
Ma se facendo un'esempio 10/15
economisti capaci e noti, aiutassero il Movimento, non
avrebbero alcuna difficoltà ad essere apprezzati , a far decollare definitivamente il
Movimento e probabilmente a salvare il paese.
Potrebbero aiutarci a stendere un vero piano di governo, con tanto di disegni di legge
necessari che in fondo conosciamo, ma da loro resi più sostanziosi e credibili, da
approvare uno dopo l'altro in una sorta di cura shock.
Tutto questo si può benissimo fare rispettando l'uno vale uno, ma ognuno con le sue
capacità e competenze.
Grillo ci ha messo la sua faccia e ha messo in campo un gran coraggio, molti cittadini ci
stanno mettendo il loro tempo e le loro capacità e se falliremo fallirete anche voi e avrete la colpa di chi non ci ha aiutato a fare una vera rivoluzione dando vigore intellettuale al
Movimento.

(Maurizio Bortolai)


Genova - 

Isolati e inebetiti da una comunicazione mediatica ammiccante e circense, che ripete ogni giorno che tutto "va bene" e che c'è un mondo là fuori (di fatto inarrivabile...) pronto a soddisfare i sogni più reconditi, ma solo comprando i prodotti A, B, e C, noi, italiani del futuro, siamo diventati il popolo dell'incertezza.
Solo il precariato ci attende, inesorabile.
Al termine di un - più o meno - lungo percorso di studi non c'è nessuna possibilità di costruire un futuro in territorio nazionale. Non possiamo sperare neanche in un futuro semplice, in quel futuro su cui i nostri genitori e i nostri nonni potevano invece contare. Intanto, ogni giorno, chi dovrebbe esserci da esempio, chi dovrebbe guidarci, e tutelarci, si rende complice, mandante, attore (!) delle peggiori ruberie, dei più nefandi scandali, e di dissennati sperperi di denaro pubblico.
Assistiamo sgomenti allo scempio di chi, senza meriti o competenze (se non quelle dell'ipocrita cialtrone), s'ingrassa sulle fatiche di generazioni! Per cupidigia, loschi individui si attaccano miopemente ai loro scranni e ai loro privilegi, infischiandosene di chi verrà dopo, infischiandosene del futuro della nazione ormai al collasso, preoccupati solo di favorirsi e favorire i propri "simili"; e incapaci di capire, nel loro cieco egoismo, che insieme all'Italia prima o poi affonderemo tutti!
Affonderà anche la Casta, con tutti i suoi cari.
E affonderà anche tutto quello che stupidamente diamo per scontato.
Ma l'Italia reagisce.

Quando due ragazzi scendono in piazza per giorni, pernottando all'addiaccio, elargendo conversazioni e perle di saggezza a tutti i passanti interessati, nel tentativo di ottenere visibilità, per interagire (finalmente) con la classe politica (ndr: del Consiglio comunale genovese solo i consiglieri del M5S sono andati ad ascoltare Nicolò e Marco), per protestare contro un sistema iniquo che non garantisce loro speranza alcuna per il futuro, e neppure la possibilità di mantenersi dignitosamente nel presente, significa che qualcosa si è mosso! Significa che la cittadinanza si desta dal suo lungo torpore.
Esempi come Nicolò e Marco (vedi: https://www.facebook.com/loschiavodeldenaro) restituiscono un senso alle nostre battaglie: un laureando in scienze politiche e un laureato in economia che si arroccano in Piazza De Ferrari (Genova), pretendendo - magari con un pizzico d'ingenuità ma anche con giusta spavalderia e coraggio - che siano le istituzioni ad andare da loro, è un primo passo verso la realizzazione del sogno movimentista: una cittadinanza attiva! Non per nulla dalle loro dichiarazioni emerge un quadro, assai familiare per i Cinque Stelle: Nicolò e Marco parlano di mettere al servizio della società le loro competenze, nella speranza che tutti i cittadini seguano il loro esempio. Parlano di una società che diventa COMUNITA', dove tutti contribuiscono al raggiungimento bene comune, dove il bene comune, cioè il bene di tutti (non dei pochi!), è sempre al centro. È proprio questo il concetto di cittadinanza attiva.
È questo il principio fondante del MoVimento, quello che i media, megafoni dello status quo decadente non trasmetteranno mai (non dimentichiamo MAI che, ad oggi, siamo al 57esimo posto nella classifica mondiale per libertà di stampa!).

Non ha nessuna importanza (se non per fini squisitamente pratici e aggregativi) che i portavoce di questo nuovo sentire appartengano o no al MoVimento, o ad altri comitati. Il fine ultimo del MoVimento e di tutti i movimenti che la pensano allo stesso modo è la cittadinanza attiva, vigile, e solidale.

Perché una cittadinanza che si occupa della cosa pubblica non permette ad affaristi senza scrupoli, malavitosi, o carrieristi, di mettere le mani sui soldi pubblici. Una cittadinanza attiva è l'opposto di quello che - citando Nicolò e Marco - siamo diventati, schiavi.

La cittadinanza attiva produce uomini liberi.
E allora, facciamoci sentire.

(Alice Salvatore)

PS: una buona notizia uno dei 2 ragazzi ha trovato lavoro dopo la protesta


Genova - 


... i cittadini protestano e l' audio viene tolto..

Consiglio comunale Genova 25-06-2013 - M5S su Terzo Valico
Intervento di Paolo Putti.

Intervento del consigliere Paolo Putti sulla mozione di proposta di Associazione Genova Smart City'

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini

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