MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Giugno 2013


Genova - 

2011 06 17 - il secolo - terzo valico - boom dei costi.jpg

(Articolo del Secolo XIX del 17/06/2011)


Cari signori giornalisti,
faccio seguito agli articoli da voi redatti in occasione della decisione del Governo di "spostare" una parte del denaro previsto per i lavori del Terzo Valico, verso altre opere considerate di maggiore priorità.
Ho avuto modo di comprendere da questi articoli, comparsi su diversi quotidiani, quanto ci sia una certa propensione, da parte vostra, alla realizzazione dell'opera.
Ognuno, giustamente, ha il proprio parere in merito.
Questo deve essere però supportato dall'esistenza di alcune informazioni in grado di definire se l'opera sia o meno utile.
Purtoppo è diventata una prassi molto comune prendere per buone notizie fornite dall'uno o dall'altro politico, riportandole come se fossere oro colato.
Quando poi buona parte dei nostri amministratori concordano su temi come quelli delle cosiddette "grandi opere", e forniscono tutti la stessa versione (spesso, anzia, quasi sempre, NON supportata da dati reali...), ecco che allora la notizia pare sembrare "vera" a tutti gli effetti.
Comprendo che fare del giornalismo di inchiesta sia oggi, in Italia, difficile e spesso impossibile, per tantissimi motivi che spesso non dipendono direttamente da che scrive sui giornali.
Ritengo però corretto, verso chi vi legge, verso i cittadini, provare almeno a sentire tutte le campane.
Questo aiuterebbe a comprendere meglio le ragioni delle persone (e vi garantisco che ce ne sono, tantissime), contrarie a Gronda o Terzo Valico, ma favorevoli a soluzioni alternative (e anche queste, ci sono, tantissime: basterebbe ascoltarle per conoscerle).

Allora, fate una prova.

Provate a chiedere, ai nostri amministratori, se sanno cos'è il Terzo Valico.
Provate a chiedere loro se sanno che non serve per collegare Genova con Milano.
Se sanno che arriverà fino a Novi Ligure e Voghera, per poi ricollegarsi all'attuale "linea lenta", verso nord.
Se sanno che non è previsto il trasporto passeggeri, ma esclusivamente merci.
Se sanno che non ne è previsto nemmeno il collegamento con il porto di Genova.
Provate a chiedergli perchè oggi il 90% dei container oggi viaggia su gomma.
Perchè non viene sfruttata l'attuale linea ferroviaria, che potrebbe arrivare a trasportare oltre 2 milioni di teu.
Provate a fargli poi una domanda molto semplice:
perchè spendere 6 miliardi di euro per fare arrivare un container un'ora prima in Svizzera, quando poi lo stesso container è costretto a rimanere fermo in porto, per pratiche burocratiche, anche una settimana?

Dimenticavo una cosa.
Per conoscere informazioni e dati reali è sufficiente andare al seguente link e perdere qualche minuto:
http://www.notavterzovalico.info/lassurdita-del-terzo-valico/

Davide Spinella
Coordinamento Comitati Antigronda

e-mail: nogrondagenova@gmail.com

www.dibattitopubblico.it


Genova - 

600_250606492.jpeg


Abbiamo speso grandi energie in tutti questi anni per far capire alla gente in cosa il MoVimento Cinque Stelle si distingua dai Partiti.
Eppure oggi noi stessi sembriamo essercene dimenticati!
Davvero abbiamo dimenticato perché il MoVimento è nato? Davvero abbiamo dimenticato che nell'Italia del malgoverno siamo l'alternativa migliore?
IL MoVimento è uno strumento, lo strumento che mancava ai cittadini per far sentire la loro voce.

Alla base di tutto sta l'annientamento del principio di delega. Ricordate?
La "CASTA" arroccata nella propria inespugnabile fortezza imponeva la sua prepotenza sui cittadini, a cui veniva concesso soltanto lo strumento delle elezioni per esprimere i loro problemi e le loro richieste.
I nostri Politici/Dipendenti una volta superato lo scoglio delle elezioni dimenticavano il loro elettorato, lasciandolo in balia dei propri problemi, una massa da usare e da gettare via di cui ci si ricordava solamente alla successiva tornata elettorale.

Mancava quindi lo strumento che legasse direttamente il Delegato al Delegante.

Il MoVimento è quello Strumento,
unico nel suo genere squisitamente democratico, è un contenitore che raccoglie la naturale esigenza della cittadinanza di vivere una vita onesta e dignitosa.
Soltanto i cittadini informati e attivi conoscono le reali esigenze della cittadinanza, e soltanto la cittadinanza attiva e informata ha interesse a realizzare il Bene Comune.

Il Cittadino sostituisce il Politico.

Ma questo non basta, servono più strumenti per la partecipazione, il Cittadino nelle Istituzioni va seguito ed aiutato. Come?

Con la Rete.

Nessun'altra forza politica in Italia si è mai dotata di strumenti democratici così potenti come la votazione online.

Immaginate se l'elettorato del Pd avesse potuto scegliere il proprio candidato Presidente della Repubblica come è accaduto per M5S.

Immaginate se all'indomani delle dichiarazioni di Violante di appoggio a Berlusconi, gli attivisti si fossero potuti esprimere come solo può il M5S.

Immaginate se l'attuale alleanza Pd-Pdl sarebbe stata possibile, se lasciata in mano alla base.

Immaginate se, all'indomani di una qualsiasi condanna, l'elettorato potesse decidere, in maniera diretta, cosa fare del condannato in Parlamento

Non a caso questi preziosi strumenti costituiscono l'elemento di maggior disturbo per lo status quo, ecco perché diventano oggetto di pubblico ludibrio e di continui attacchi mediatici.

La Classe Politica ha fornito al proprio elettorato gli strumenti per il proprio mantenimento, ma MAI quelli per la propria disfatta, ecco perché non ha bisogno della cittadinanza che una volta ogni 5 anni.

Chiediamo quindi agli attivisti degli altri schieramenti di pretendere, a loro volta, uno strumento forte che leghi gli eletti all'elettorato, uno strumento che riduca la distanza di una Classe Politica, trincerata in un iperuranio di privilegi: auto Blu, indennità da capogiro, stipendi e pensioni d'oro, agevolazioni e sgravi fiscali di ogni tipo etc, rispetto alla quotidianità della cittadinanza italiana a essa ormai aliena.

Strumento che solo gli iscritti al M5S hanno.

Chiediamo quindi ai giornali di occuparsi assai meno delle polemiche e assai più di quello che facciamo. Della devoluzione di centinaia di migliaia di Euro a favore dei terremotati emiliani, ad esempio, o del fatto che per la prima volta nella storia della Repubblica, una forza politica, anziché rubare i soldi allo Stato (e cioè agli italiani), li restituisce. O ancora, che chiediamo che il costo di un F35 sia usato per il microcredito alle imprese, e che i finanziamenti per la TAV (che non è di certo un'emergenza) siano usati per la ricostruzione dell'Abruzzo (grave emergenza sociale), e che proposte di buon senso come queste sono puntualmente accolte da gelidi dinieghi in Parlamento.
E NOI, anziché dare corso alle sterili polemiche dove ci trascinano questi pennivendoli, concentriamoci sulle nostre battaglie, sulle proposte di legge che i nostri cittadini in Parlamento portano avanti in un clima d'indifferenza e ostilità.
Ricordiamoci che abbiamo bisogno di persone che abbiano a cuore il BENE COMUNE,
il M5S è un contenitore e ne è pieno,
c'è chi perde tempo prezioso ed energie a discutere della forma,
occupiamoci invece dei contenuti:

c'è il rischio che anche gli altri cittadini capiscano come stanno le cose.

Ricordiamoci, insomma, quello che stiamo facendo.

(di Alice Salvatore e Cristian Panzera)


Genova - 


smart city 2 .bmp

"Inclusione dei cittadini e cittadinanza attiva"

Il Movimento 5 stelle di Genova desidera riportare al centro dell'attenzione la dimensione locale, il quotidiano, l'individuo; ingredienti essenziali per traghettare la società genovese di oggi verso nuove soluzioni.
Il modello che crediamo possa sostenere questa visione non può che essere ampiamente partecipativo; gli attori sono molteplici , sia nel pubblico , sia nel privato, e la loro interazione deve essere concertata e stimolata, creando sinergie che ottimizzano gli investimenti per il bene comune, per i cittadini ed il lavoro.
Bisogna ricordare che tutto comincia e tutto finisce con l'individuo più modesto, e che le imprese più grandi sono vane se non lo riguardano almeno un po'.
La città intelligente non è necessariamente la più avanzata dal punto di vista tecnologico; essa dovrebbe essere il luogo in cui la tecnologia e la politica sono finalizzate a sostenere il benessere e le aspirazioni dei cittadini ; per noi la città intelligente può sorgere solo attraverso una sfida sociale.
Un Paese con la "P" maiuscola "più smart" non è un'opzione: è una necessità, perché il mondo cambierà comunque, qualunque siano le nostre scelte o non scelte.
E' necessaria ed urgente una campagna conoscitiva non solo cittadina ma nazionale, che raggiunga un'ampia platea in tempi brevi, perché i temi smart sono tenuti come dominio e privilegio di pochi e rischiano di essere percepiti come elitari.


La popolazione non è coinvolta nei progetti di innovazione in chiave smart: trattandosi di un tema a forte connotazione sociale, che rivoluzionerà il modo di vivere e la città, non è pensabile avviare alcun processo senza che i cittadini siano adeguatamente informati, preparati e motivati rispetto alle potenzialità ed ai benefici.
La comunicazione dovrà fare emergere con forza il concetto di inclusione. Soprattutto, è determinate un'azione di "chiamata in causa".
Il concetto di cittadinanza attiva si fonda su principi quali inclusività - creatività - interdisciplinarietà , caratteristiche proprie della partecipazione. Si tratta di processi di trasformazione collettiva che avvengono ad un livello popolare , veramente democratico, attraverso il dialogo, la collaborazione, la riscoperta della quotidianità.
La capacità creativa di risolvere i problemi del territorio è l'approccio alla partecipazione che potenzia l'immaginazione e l'inventiva dei cittadini, degli esperti, degli attivisti M5stelle, in sforzi condivisi che rendono la città inclusiva , innovativa ed interattiva.
Quindi:

- Per noi del M5S, che conosciamo e viviamo Genova e i suoi quartieri, innovazione è da intendersi come un catalizzatore di cambiamento sociale, un processo collaborativo attraverso il quale i cittadini possono essere direttamente coinvolti nel definire il modo in cui un progetto, un programma, un servizio viene costruito; così facendo, i cittadini non solo possono sfidare l'idea comune di cosa sia la competenza, ma possono ridefinire concretamente il concetto di cittadinanza di per se stessa. Il loro coinvolgimento dimostra che la cittadinanza è molto di più che doveri e tasse.

- Per noi del M5S, che conosciamo e viviamo Genova e i suoi quartieri , essere cittadini significa senso di appartenenza ed espressione del proprio potenziale.

- Per noi del M5S, che conosciamo e viviamo Genova e i suoi quartieri , il contributo dei cittadini in questo processo di cambiamento è spesso sottostimato, e ha bisogno di essere reso visibile, comunicato, pubblicizzato; anche perché il tempo dell'innovazione istituzionale è arrivato e siamo pronti a prendere in mano come M5S la direzione della "Governance" della città , ma in modo trasparente, aperto e inclusivo.

Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 


Credevo che un buon amministratore dovesse domandarsi se spendere 3,6 miliardi di euro (facendoli peraltro pagare ai cittadini) per la gronda (per il terzo valico, i famosi f35 o per qualsiasi altra opera) sia utile per la sua comunità e non dovesse preoccuparsi che vengano spesi comunque, a prescindere; di sprechi e sperperi ne abbiamo pieni gli occhi , le orecchie e i canali di informazione onesti intellettualmente ( temo sempre meno).

Nel momento in cui milioni di persone perdono il posto di lavoro, le scuole e la sanità rischiano di non rispondere più ai bisogni minimi di bambini e ammalati si spera ancora di abbagliare i cittadini parlando di opere che non servono (i traffici autostradali sono diminuiti di quasi il 30% in Italia e la gronda al massimo ne intercettava a malapena il 18% in Liguria, fonte Autostrade), che non producono posti di lavoro: le stime più ottimistiche delle banche e dei promotori parlano di 4.000 posti di lavoro (circa 1 posto di lavoro prodotto a milione di euro; dando un vitalizio a persona basterebbe meno) mentre giornali più vicini ai grandi costruttori che a me come il quotidiano della Confindustria, indicano ad esempio che 1 milione di euro investito nelle fonti rinnovabili crea da 3 a 4 posti di lavoro e quello investito in progetti di efficienza energetica ne genera 13(Il Sole 24 ore, 13 febbraio 2012).
Aggiungo che dati forniti dai sindacati mostrano come le grandi opere in atto, sulle quali c'è condivisione rispetto alla utilità come il nodo ferroviario attualmente occupino a fronte di almeno 300 milioni di euro di appalti ben 15 cittadini genovesi; quindi le persone, già pochissime, impiegate nelle grandi opere non sono mai provenienti delle professionalità locali.
Come vede apprezzo molto i numeri, meno gli slogan, perché coi numeri si può fare una valutazione oggettiva, poi si fanno le scelte e queste possono essere legate ai numeri oppure no, ma devono comunque tenerne conto .
Sempre a proposito di numeri personalmente, poi, apprezzerei molto che ogni 5 annunci pro gronda di: rappresentante spedizionieri (almeno 4); ex? proprietario della televisione (1), ce ne fosse almeno uno che, dando appunto numeri reali e precisi, spiegasse le tesi contrarie.

Paolo Putti


Genova - 


iren spacchettata.jpg

Nel loro talk-show epistolare su questo quotidiano, Sindaco e Sconfitto affidano alla propria eloquenza ed allo stile narrativo i rispettivi giudizi sulla vicenda delle nomine IREN.
Il derby tra professori ha prodotto due pagine gradevoli da leggere, con spunti stimolanti e la giusta dose di accenni polemici.
Peccato che entrambi finiscano "involontariamente" per guardare il dito e non la luna.
Iren è una multi-utility costruita da successive fusioni di municipalizzate: i tanti sostenitori, tra cui incessantemente il Partito Democratico in tutte le sue depistanti varianti di nome dell'ultimo ventennio, hanno sempre giustificato l'operazione perché necessaria per avere una grande società che potesse competere sui mercati.
Strappare prezzi migliori in acquisto e cogliere opportunità di business che le singole realtà locali non avrebbero potuto sostenere.

I numeri sono impietosi.
Iren è un gruppo frastagliato di ca. 130 società (130 consigli d'amministrazione o amministratori unici, 130 linee di manager, etc.).
Ha un debito di oltre 2,5 MILIARDI di euro.
Guadagna poche decine di milioni di euro ogni anno quasi sempre usate per pagare dividendi ai comuni azionisti alla "canna del gas" (Torino in primis e poi a scendere, Genova, Reggio Emilia, etc.).
Ha PERSO IL 75% del prezzo di borsa dal collocamento ad oggi.
Le grandi opportunità di business colte sono investimenti di miliardi di euro in: 1 centrale di generazione TRM, 2 inceneritori Gerbido e Parma (qui appena persi 70 milioni per certificati verdi) 1 rigassificatore a Livorno (OLT cui accenna Musso) che, effettivamente, è la ciliegina: preventivo di costo 300, poi 400, adesso 800 (forse 1.000) milioni ormeggiati a Dubai in attesa di nuove.

Tutto questo in mercati "protetti": gas, acqua e luce, dove le tariffe sono fissate per legge, le barriere all'entrata sono altissime (quindi non ci sono concorrenti sul territorio) e i clienti sono tantissimi e debolissimi contrattualmente (noi, cittadini).
La situazione ideale per fare soldi: invece Iren ha distrutto ricchezza.
E i benefici per i genovesi?
Oggi paghiamo gas e acqua meno di prima? Abbiamo servizi di qualità migliore?
Domande retoriche, ovviamente: la risposta è no.
Genova (Pericu e la Sua Giunta e poi Vincenzi e la Sua Giunta e adesso Doria e la Sua Giunta, sempre lo stesso PD in plancia di comando) ha ceduto i propri tubi del gas, le proprie condutture, le proprie dighe, i propri acquedotti per inseguire una visione di gigantismo.
Ha progressivamente ceduto sovranità (sull'acqua per bere e lavarsi e gas per mangiare e scaldarsi mica cose di secondaria importanza) per ricevere cosa in cambio?
Oltre un secolo fa, Thomas Edison, uomo molto vicino al tema energia, diceva che "una visione senza esecuzione è allucinazione".
Nel caso di Iren, alchimia straordinaria della politica "Democratica" si è prodotto il caso in cui visione ed esecuzione hanno prodotto l'allucinazione.

In Commissione e Consiglio abbiamo lavorato a lungo sulle modifiche allo Statuto.
Ho sentito parlare di valore azionario, cariche sociali, geopolitica e bla, bla, bla.
In aula avevamo lamentato che fossero modifiche marginali, ininfluenti sui miliardari (democratici) affari che corrono in tubi e cavi.
Ma ci è stato risposto (Lei, Sindaco, ci ha risposto) che era comunque un inizio, un segnale, un modo per affrancare Iren dalla spartizione politica precedente che ne ha impedito lo sviluppo.
Il teatro delle nomine, ahinoi, ha dimostrato l'esatto contrario.
Perché il Consiglio d'Amministrazione non è stato azzerato? Com'è possibile che chi ha avuto un ruolo esecutivo centrale nella gestione precedente (Bazzano e Viero) siano stati riconfermati? Il secondo addirittura come VicePresidente!

Possiamo allora dibattere ore sulla clausola dello statuto, sul comma, sull'articolo, etc.
Possiamo ancora leggere decine d'articoli in cui si cerca la battuta migliore o la riflessione più puntuta.
Ma il vero dibattito dobbiamo farlo su qual è la visione che abbiamo noi (pro-tempore) istituzioni per noi cittadini.
Credo sia importante che Genova si rimpossessi di tutto quello che serve per garantire che due beni primari come gas ed acqua siano totalmente sotto il controllo dei genovesi.
Non è neppure difficile farlo: basta scorporare le aziende che operano a Genova dal Gruppo, restituendo il pacchetto azionario alla capo-gruppo.
Ricevere tubi e dighe (ma anche lavoratori) in cambio d'azioni sarebbe il modo (anche simbolico) per recuperare il primato dell'interesse della Comunità (e dell'economia produttiva) sulla finanza.
E Genova ne ha disperatamente bisogno.

(Andrea Boccaccio)


Genova - 


iren spacchettata.jpg


Il Movimento 5 Stelle è duramente contrario al modello di Multiutility, per noi IREN dovrebbe essere semplicemente spacchetta e consegnata, finalmente e per la prima volta, ai suoi legittimi proprietari: i Cittadini.
Purtroppo questa volontà non è ancora maggioritaria, per ora.
Abbiamo invece assistito ad uno scontro tutto interno al PD, il Bersaniano Fassino, il Renziano Del Rio, l'incompiuto Doria, più impegnati a farsi dispetti che a risolvere il nodo IREN, una società che opera in regime di monopolio con circa 2,5 miliardi di debito!

"IREN è talmente mal messa che qualcosa (qualunque cosa aggiungiamo noi) si deve pur fare": Doria Dixit!

Questo è il segno di quanto disperata e disperante sia la condizione di IREN a cui si è arrivati grazie anche alla gestione del PD (...e non solo) con le giunte Pericu e Vincenzi.
Pur con la nostra iniziale premessa abbiamo provato ad emendare il nuovo pessimo e inutile Statuto chiedendo di adottare una forma di governance duale, con un Consiglio di sorveglianza e di indirizzo, nato dalla trasformazione del Comitato del Territorio, in cui siano presenti tutti i Portatori di Interesse con funzione di garanzia della "Mission" che Iren si è data, Sviluppo sostenibile, Efficienza Energetica, Tutela Ambientale.
Le puntuali cronache del Secolo XIX con Gilda Ferrari bene hanno spiegato il disastro, uno fra i tanti, del Rigassificatore di Livorno e di come questa Mission sia rispettata. E il rifiuto del Sindaco di Genova di applicare i risultati del referendum di Giugno 2011 assumono la valenza di vero e proprio Atto politico contrario al risultato.
Posto che o si tutelano i Cittadini o si fabbricano Dividendi, non esiste nessuna ragione per creare holding che non hanno alcuna funzione industriale, perché non ci sono vantaggi dimensionali da cogliere. L'unica motivazione che ci avete sempre dato è che essendo grossi si possono avere prestiti dalle banche a tassi più bassi. A questo invece dovrebbe provvedere una finanza pubblica che ora non c'è, ma potrebbe esserci se solo si volesse: ci riferiamo alla Cassa Depositi e Prestiti.
Infine vi lasciamo con un quesito: vista l'invasività del PD in IREN (....e non solo!), non è meglio, più semplice e più breve, quotare direttamente in Borsa il PD medesimo?

Movimento 5 Stelle Genova

Oggi 11 Giugno in Consiglio Comunale il Comitato Acqua Bene Comune invita i cittadini alla partecipazione:

http://www.meetup.com/Genova-AmicidiBeppeGrilloGenova/events/123854952/


Genova - 


4 giugno 2013

- Intervento del consigliere Paolo Putti sulla tariffa sui rifiuti e servizi (Tares)


4 giugno 2013

- Interventi dei consiglieri Stefano De Pietro con ordini del giorno (o.d.g.) e Andrea Boccaccio con emendamenti alla delibera sulla trasformazione della società Farmacie Genovesi S.p.a. in società a responsabilità limitata.

I candidati a Genova

  • user-pic
    Luca Pirondini
  • user-pic
    Fabio Ceraudo
  • user-pic
    giuseppe immordino
  • user-pic
    MARIA TINI
  • user-pic
    stefano giordano

About this Archive

This page is an archive of entries from Giugno 2013 listed from newest to oldest.

Maggio 2013 is the previous archive.

Luglio 2013 is the next archive.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.

Partecipa ai nostri eventi