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MoVimento 5 Stelle

Aprile 2013


Genova - 


800px-Genova-Parco_di_Nervi-DSCF6704-300x225.jpg Testo dell'intervento di Alice Salvatore alla marcia della terra del 21 aprile 2013.
"I Parchi di Nervi sono oggi in pericolo. Opere dissennate hanno modificato la naturale distribuzione idrologica del parco, con conseguenze catastrofiche per l'inestimabile patrimonio floristico del parco monumentale più grande di Genova.
I vialetti interni sono stati asfaltati anche vicino ad alberi secolari, minacciandone le radici; i vialetti sono stati inoltre ampliati, penalizzando alberi e aiuole, per consentire il passaggio dei mezzi pesanti della ditta di manutenzione; molte canaline per la raccolta dell'acqua piovana s'interrompono contro i tronchi degli alberi, danneggiandoli con eccesso di umidità; e i prati sono stati rifatti, ma con errori nella realizzazione delle pendenze e del posizionamento dei tombini di raccolta, e come risultato si hanno zolle di erba secca alternate a pozze di umidità.
C'è poi il problema delle acque sotterranee. Mentre a inizio '800 chi disegnò i parchi aveva tenuto conto sapientemente dei rivoli sotterranei (il parco infatti si è mantenuto in buona salute fino a poco tempo fa), purtroppo ultimamente pini secolari crollano! Le loro radici marciscono a causa del ristagno dell'acqua, e le piante crollate non sono sostituite! Probabilmente si sono anche create gravi interferenze nel decorso delle acque sotterranee a causa della costruzione, a monte del parco, di grandi autosilos.
Potature sbagliate trasformano poi piante monumentali in tronchi secchi; i pochi alberi nuovi sono offerti dall'Associazione degli Amici dei parchi di Nervi, che da tempo si oppone a questi dissennati lavori di manutenzione, imposti dal Comune e decisi senza tenere in nessun conto le osservazioni delle associazioni ambientaliste.
I lavori di manutenzione sono suddivisi in due lotti, il primo è già terminato e ha dato questi risultati.
Il secondo dovrà concludersi entro il 2013 per non perdere i finanziamenti europei che ne consentono la realizzazione. Ma, anche per questo secondo lotto, non viene preso in considerazione il progetto di Italia Nostra, Legambiente e di altre associazioni ambientaliste, che vorrebbero veder destinati molti più soldi al verde dei parchi, anziché ai lavori edili (come le riasfaltaure o la creazione di parcheggi interni ad uso degli addetti ai lavori).
Ad oggi, la parte di finanziamento totale destinata al verde (del primo e del secondo lotto), corrisponde a un esiguo 27,4% su un totale di 3.545.000 Euro.
Le associazioni ambientaliste chiedono invece che l'intero secondo lotto sia riprogettato da un esperto di parchi storici. E propongono, ad esempio, di usare per i vialetti un materiale che consenta l'assorbimento dell'acqua, che libererebbe il terreno dei parchi dal dannoso ristagno di acqua piovana che oggi scivola sull'asfalto, e non è raccolta adeguatamente, formando le pozze di cui abbiamo parlato; il nuovo materiale darebbe sollievo alle radici degli alberi più grandi a bordo strada, e contribuirebbe a ridare bellezza al nostro parco storico, oggi asfaltato.
Le associazioni chiedono anche che vengano aggiunte nuove piante, e che il 51,5%, e non il 27% della somma complessiva (di 3 milioni e mezzo), sia destinato esclusivamente al verde.
Questa settimana il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle presenterà a Tursi una mozione a sostegno del progetto proposto dalle associazioni ambientaliste.
Sosteniamo questa iniziativa per dare una boccata d'aria, anzi di verde, al Parco storico più grande di Genova!"


Genova - 


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(di Stefano De Pietro)
Poco tempo da abbiamo presentato, come gruppo consiliare del M5S di Genova, un ordine del giorno per creare all'interno del comune un registro pubblico delle lamentele, sulla scia di quanto avvenuto in Portogallo nel 2005 (20130129.sdp.emendamento regolamento controlli) . Il registro, che avrebbe contenuto qualsiasi informazione di ritorno verso l'amministrazione pubblica, avrebbe dato modo ai cittadini si poter segnalare liberamente notizie riguardanti sia il comune che le sue aziende partecipate, costituendo quindi uno strumento centralizzato utilissimo per l'amministrazione, e liberamente consultabile a differenza di quanto avviene oggi con il sistema di qualità certificata ISO9000, dove le segnalazioni restano un dialogo chiuso tra il singolo cittadino e l'ufficio che le riceve, nella maggior parte dei casi.
l Registro proposto dal M5S sarebbe invece stato davvero pubblico, consentendo una libera consultazione delle segnalazioni e delle relative risposte degli uffici. La proposta M5S non è passata in consiglio per una manciata di voti, con il blocco quasi totale da parte della maggioranza.
Però c'è un però, ovvero che abbiamo scoperto che questo registro esiste già, lo cura l'Autorità dei servizi del comune (asplgenova.it) e che funziona esattamente come speravamo, anche se è certamente migliorabile su alcune caratteristiche. Nessuno lo sapeva, altrimenti la nostra proposta sarebbe stata respinta dalla giunta con motivazioni diverse da quelle usate della inapplicabilità di un servizio simile (eccetera eccetera). Visto che esiste, usiamolo! Vediamo come si fa.
Cliccate in alto a destra nel nel banner che trovate nella colonna di destra oppure andate sul sito www.asplgenova.it e registratevi con un indirizzo email o il vostro nome.

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Una volta effettuata la registrazione, sarà possibile inserire una nuova segnalazione:

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Compilare il modulo in tutte le sue parti

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Quindi inviare la segnalazione per concludere l'attività.

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E' possibile consultare l'elenco delle segnalazioni

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Genova - 


Adesso l'accordo sottobanco tra PDL e PD-L è evidente a tutti.
La rielezione di un Presidente della Repubblica ottantottenne è la beffa finale per gli italiani che contavano di aver votato, ognuno per la propria convinzione politica, un reale cambiamento. La casta di Roma risponde invece con un inciucio di proporzioni mirabolanti e aberranti scartando una Giurista di fama internazionale e di ampie garanzie come Stefano Rodotà, promettendo per i prossimi giorni il solito giro di cariche tra i soliti personaggi triti e ritriti. Crediamo che il Movimento 5 Stelle abbia dimostrato come si fa la vera politica, quella al servizio dei cittadini, con posizioni chiare, senza i giochi di palazzo al quale siamo stati tristemente e dolorosamente abituati.
Esprimiamo quindi la nostra totale e incondizionata solidarietà ai militanti degli altri Partiti che si sono rispecchiati nella limpida candidatura di Stefano Rodotà, a cui va il nostro più profondo ringraziamento, e che sono stati traditi dalla loro dirigenza.
Invitiamo tutti i Cittadini a vigilare sulla Democrazia e sulle Istituzioni del nostro amato Paese nuovamente violentate da accordi sotto banco volti a tutelare solo gli interessi di pochi noti.

Alla fine, tutti insieme, riusciremo "a riveder le stelle".

M5S Genova


Genova - 


È in corso la terza tornata delle votazioni per l'elezione del Capo dello Stato. Dopo il fallimento della candidatura di Marini e l'ormai evidente dissoluzione del PD, qualsiasi coniglio Bersani tirerà fuori dal suo cappello sarà agli occhi della Storia perdente. Il vero vincitore di questa fase politica resterà comunque, anche se purtroppo difficilmente Rodotà riuscirà a passare, il M5S, se resterà coerente senza tentennamenti sino alla fine. Ma sono certo che andrà così.

Chi erano gli irresponsabili?

Il M5S è stato, da subito, accusato di non volersi assumere alcuna responsabilità di fronte al Paese, di essere una forza puramente ostruzionistica, il cui obiettivo sarebbe stato quello di "bloccare" il funzionamento delle istituzioni ed il ritorno alla "normalità" della vita democratica dopo l'esperienza del Governo "tecnico".
Ebbene, cos'è accaduto in questo mese? L'esatto contrario. Il M5S è stata l'unica forza politica ad opporsi alla decisioni di PD e PDL di paralizzare il Parlamento fino all'accordo sul nuovo Governo. L'unica forza che ha denunciato la violazione, da parte dei partiti politici, del dettato costituzionale e la sospensione della democrazia, realizzata impedendo la formazione delle commissioni permanenti ed il conseguente inizio dei lavori parlamentari. Chi ha difeso il Parlamento? Chi è stato irresponsabile?
Non bastava, però. Con un Parlamento bloccato, si èdefinito, dopo lunghe trattative rigorosamente riservate, quello che quasi nessuno si aspettava: l'accordo, l'inciucio tra Berlusconi e Bersani per la Presidenza della Repubblica.
Inciucio, e non accordo. Un accordo, infatti, è il risultato di una trattativa politica; l'inciucio, uno scambio di favori privati. Le votazioni di queste ore hanno confermato che si trattava di un inciucio: larga parte del PD, infatti, ha dimostrato di ritenere incomprensibile ed irresponsabile il "patto" con Berlusconi.
E il M5S non è forse stato responsabile? Ha proposto un nome di spessore, un grande giurista, d'area culturale vicina alle stesse istanze del PD, chiedendo semplicemente a Bersani: votatelo, sarà anche il vostro presidente. E su Rodotà, infatti, non stanno convergendo solo i voti del movimento, ma anche quelli di larga parte della sinistra.
Di cosa stiamo parlando,allora? Di tre semplici fatti, che le votazioni di queste ore dimostrano:

1) Il M5S si afferma come una forza che rappresenta almeno la volontà di metà di questo Paese, una forza responsabile e coerente che è in grado di esprimere proposte politiche che possano trovare ampio consenso anche all'interno dei partiti della sinistra.

2) Il vero irresponsabile del"blocco" politico è Bersani, il quale ha scelto di rifiutare ogni proposta del M5S, tentando un folle scambio con Berlusconi.

3) Qualunque candidato proporrà ora Bersani, non rappresenterà il popolo italiano e di ciò dovrà assumersene la responsabilità politica.

Siete circondati, arrendetevi ... finché siete ancora in tempo.

PAOLO BECCHI


Genova - 


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Scusate se abbiamo fatto passare un emendamento che :

va nella direzione di mantenere calmierato il prezzo del biglietto per consentirne l'utilizzo del mezzi pubblici al maggior numero possibile di persone. Non possiamo sempre chiedere a cittadini comuni di caricarsi di tutti gli oneri (vedi aree blù), devono essere le istituzioni a farlo.
Come asserisce anche il WWF nel suo commento alla delibera in oggetto dicendo"Ai ricatti non si dovrebbe mai cedere e in ogni caso deve esser palesato dai consiglieri che di questo si tratta, e che il colpevole è chi ricatta, sapendo che se da un lato l'aumento tariffario viene imposto come l'unica mediazione possibile per salvare una cosa fondamentale come la tariffa integrata, dall'altro subire gli aumenti significa per i consiglieri comunali diventare agli occhi dell'opinione pubblica i responsabili di un ulteriore sciagurato aumento delle tariffe, che porterebbero Genova non tra le più care in Italia, ma ad essere la più cara in assoluto."

Ci consente finalmente di capire chi prende più soldi dal biglietto integrato.Abbiamo messo in atto l'unico mezzo veloce ed inconfutabile per capire finalmente a chi vanno i soldi del biglietto integrato tra AMT E TRENITALIA, in modo tale che potremo così non assistere il prossimo anno a teatrini tra i due sul chi ci deve mettere i soldi perché ci guadagna. Probabilmente questo non interessa ad alcuni paladini del trasporto pubblico che preferiscono non sapere e soprattutto non far sapere chi prende più soldi e quindi chi può mettercene di più, temendo forse che la gente capisca e possa valutare; mi ricordano quelli che temono la valutazione, non comprendendo che, è vero, una valutazione può essere negativa ma è anche l'unico mezzo per sentirsi riconosciuto, invece, il buon lavoro eventualmente fatto.
Lo stesso WWF nel documento di commento alla delibera afferma" Il problema non è la presunta onerosità della tariffa integrata, ma casomai il criterio di valutazione di ripartizione degli introiti, che è cosa ben diversa."

Riesce a far rimanere soldi, l'Assessore dice 800000 euro, ai cittadini, altrimenti richiesti loro per un motivo non trasparente. Tanto è vero che poi non abbiamo sostenuto una delibera che ,in maniera non corretta, pretendeva di prendere risorse dai cittadini giustificandole come necessarie al mantenimento di un servizio ( il biglietto integrato) per cui in realtà, allo stesso dire della giunta, mancano molte meno risorse.

Emendamenti alla delibera da noi presentati:
1- mantenere prezzo invariato su tutti gli abbonamenti annuali=bocciato
2- mantenere prezzo invariato su abbonamento giovani=bocciato
3- abbassare prezzo abbonamento giovani ad €199,00=bocciato
4- introdurre abbonamenti trimestrali/semestrali=bocciato
5- annullare aumenti su biglietti non integrati (ascensori, funicolari, etc.)=bocciato
6- introdurre biglietto 100 minuti €1,50 solo AMT=approvato

Ordine del giorno da noi presentato su piano mobilità integrata, che comporta impegno a realizzare posteggi di interscambio.=approvato

Contrari agli aumenti , infine, ci siamo astenuti sulla delibera.
Scusate lo abbiamo fatto solo per cercare di sostenere una comunità in profonda crisi ed un settore strategico della mobilità cittadina.

Movimento 5 stelle Genova

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Apprendiamo dalla stampa cittadina che Carige Italia ha rinnovato i suoi vertici. Escono di scena il presidente Giovanni Berneschi e il vicepresidente Alessandro Scajola sostituiti dal Principe Cesare di Castelbarco e da Sandro Repetto.

Un po' di sorpresa ovviamente suscitano in noi questi nomi, mai avremmo pensato che queste pratiche d'antan venissero così amabilmente e celermente riscoperte in questa dura fase di transizione politica.

Stupisce ancora di più proprio in ragione dell'altrettanto nobile e amabile invito di Bersani rivolto al Movimento ad entrare al Governo con il suo partito così democratico in nome del totem chiamato "Cambiamento". D'altronde malpensanti noi a credere che il PD lasciasse senza lavoro Alessandro Repetto in questo duro periodo di crisi, tra i licenziandi dipendenti AMT e i licenziati della Centrale del Latte: meno male altrimenti chissà che zavorra sugli ammortizzatori sociali!

E altrettanto stupore, sempre in noi che male pensiamo, ha suscitato anche la nomina del Nobile Principe: lo pensavamo tenacemente impegnato alla Presidenza di Primocanale di proprietà del Sen. Maurizio Rossi. Quest'ultimo, a quanto ci è dato sapere, è tuttora principale azionista della citata Rete televisiva cittadina ed è approdato a Roma chiamato dal suo mentore Mario Monti in nome di non si sa quale ben definito principio di modernità e si è ben guardato dal dare corso al blind trust di cui menava vanto in campagna elettorale: potenza della precarietà del Parlamento!

Sempre noi malpensanti in queste scelte vediamo gli echi delle pratiche abituali di questi logori partiti: una bella triangolazione politica-televisione-finanza, quella che una volta si chiamava "conflitto di interessi" ma, come si poteva immaginare, i Berluschini crescono e si fanno più esigenti soprattutto se il PD ligure e nazionale riesce sempre e comunque a ritagliarsi, con il prode Repetto, la sua bella fetta!


Movimento 5 stelle Genova


Genova - 

silos parcheggio.jpg Comunicato stampa del Movimento 5 Stelle Genova a risposta dell'articolo "San Fruttuoso, sull'autosilo l'incubo frane" Secolo XIX del 11 aprile 2013

Dunque il Movimento 5 stelle fa terrorismo. E lo dice il sig. Gianluigi Magaglio, caspita.

Chiedere la massima attenzione su un progetto così massivo così invadente è fare terrorismo, è sfruttare la cronaca. Mentre loro sono i "buoni", i Cavalieri dello Sviluppo, gli Alfieri del Lavoro. E questo perché? Perché " loro" il progetto lo hanno presentato "ben" sei anni fa. Quindi di "loro" sono tutti i diritti.

Non puoi presentargli in faccia la Cronaca cittadina con via Ventotene perché è fare terrorismo. Si chiama così adesso valutare, finalmente ma purtroppo, le esperienze di 50 anni di interventi devastanti per il territorio genovese, di pura e semplice speculazione travestita da sviluppo, appena giustificata dalla realtà sociale dei primi anni sessanta e dei successivi decenni.

Quando la natura ti presenta il suo drammatico conto, tu, se ti preoccupi, fai nelle parole del sig. Magaglio, del "terrorismo".

Noi invece pensiamo di fare "prevenzione", autotutela della Comunità laddove le Istituzioni si dimostrano incapaci di arrivare. Per l'appunto anche in Via Ventotene come altrove avevano tutti i permessi e quindi di che ci preoccupiamo? Per caso del traffico di camion per smaltire lo smarino di scavo con il suo apporto di polvere e smog? Della profonda ferita, l'ennesima, al reticolo idrogeologico dell'area di via Amarena manco non fosse già in sofferenza? Della privatizzazione del guadagno contro la socializzazione delle perdite? Dell'elemosina alla comunità dei Cittadini sotto forma di modestissime e patetiche opere a Compensazione?

Per l'ennesima volta chiediamo ma sempre meno sommessamente, con sempre meno educazione, all'ineffabile Ass. Bernini: vuole questa Giunta piantarla di mettere le radici ai futuri disastri ambientali? Vuole fare lo sforzo di non ragionare solo nei termini di un mandato elettorale ma provare a ragionare a venti-venticinque anni proponendo un'idea di città diversa? Che non metta l'automobile al centro dei pensieri? Volete "gentilmente" piantarla, nel dualismo tra sviluppo e ambiente, di far pendere la bilancia sempre dal lato sbagliato? Dal lato si dello sviluppo ma quello malato, perverso? Che usa l'occupazione dei 46 Docenti come arma di ricatto?

Cari Cittadini chi è il vero "terrorista"?

per il Movimento 5 Stelle Genova
il capogruppo Municipio III Bassa Val Bisagno
Cosimo Carlo Gastaldi


Genova - 


monti1-681x1024.jpg (di Giulio Gras)
A molti appare paradossale che, per poter pagare una parte dei propri debiti nei confronti delle imprese, si debba ricorrere ad un apposito decreto legge (decreto che oltretutto inizialmente avrebbe previsto, coerentemente a tutta la politica portata avanti dall'attuale Governo Monti, che i soldi andassero però alle banche invece che alle aziende creditrici).
Il motivo di tante difficoltà a che anche lo Stato e le pubbliche amministrazioni paghino i propri debiti sarebbe la mancanza di disponibilità economica.
Un motivo certamente non sufficiente a giustificare, visto anche che lo Stato non si preoccupa minimamente della mancanza di disponibilità economica di cittadini e imprese quando avanza le proprie esose pretese fiscali, ma che potrebbe rendere quantomeno comprensibile il suo comportamento.
Non può però più essere comprensibile se chi amministra lo Stato trova invece sempre di che pagare sé stesso.
Gli amministratori di una qualunque azienda privata, intendendo con aziende private quelle dove l'imprenditore davvero investe, lavora e rischia per cercare di portare avanti la propria attività, se le loro aziende versano in cattive condizioni economiche non possono certo permettersi di continuare a pagare profumatamente se stessi per anni lasciando non pagati i propri creditori.
Non potrebbero perchè saprebbero che così porterebbero evidentemente alla rovina la propria azienda, non potrebbero in alcuni casi per motivi morali e di correttezza, ma non potrebbero soprattutto perchè verrebbero chiamati a rispondere della cattiva gestione davanti ai terzi con il proprio capitale personale, e poiché il comportamento tenuto sarebbe considerato in malafede, rischierebbero anche il carcere.
Ben diverso sembra essere invece per chi ha amministrato, e purtroppo ancora amministra, lo Stato.
La classe politica e dirigenziale in questi anni si è arricchita impoverendo sempre più ciò che amministrava, ed oggi non sembra neppure immaginare di dover rispondere di alcunché.
Anzi, sono gli stessi soggetti che hanno ridotto il paese nelle condizioni in cui si trova che oggi fanno a gara a proporsi come rinnovatori della politica e risanatori dell'economia.
Se non fosse per la tragicità della situazione tutto, ciò apparirebbe come una grande farsa: la finanza e la politica, che hanno spogliato la Nazione di ogni risorsa, rendendola schiava di un debito ingiustificato ed ingiustificabile, vengono ora a proporre la "ricette" per salvare il paese, appellandosi al senso di responsabilità e facendosi paladini del rigore.
Il Gatto e la Volpe del resto non possono che provare a continuare nel loro lavoro. Non ci si può certo aspettare che rinuncino di loro iniziativa, per il bene del povero Pinocchio. Abbiamo sentito Bersani rivolgere dure parole a Berlusconi: "Penserà mica che ci siamo dimenticati. Ti conosco mascherina"!

Giusto, certo, non ci siamo dimenticati, ma, vorremmo dire anche a Bersani: "E tu dov'eri ?" Dov'era il tuo partito in questi vent'anni ? In esilio ?" Neanche noi ci siamo dimenticati. E' molto evidente il tentativo di ribaltare oggi le responsabilità delle difficoltà in cui ci troviamo, per farle ricadere proprio su chi per la prima volta si sta opponendo a quella logica di spartizione del potere e del denaro pubblico, alle spalle ed in danno ai cittadini, che è ormai triste uso chiamare "politica".

La politica avrebbe ad essere ben altra cosa, e la crisi istituzionale ed economica in corso impone finalmente che qualcosa cambi seriamente, nonostante molti cerchino di far sì che tutto resti, in sostanza, come prima. Per questo siamo in tanti a sperare ed a chiedere a Grillo, e ad ognuno dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, di continuare a resistere, senza entrare nella logica di accordi per la spartizione del potere, essendo l'unica maniera effettiva con cui farsi carico del tentativo di provare a cambiare finalmente qualcosa.

Facciamo dunque nostre le parole del presidente Napolitano, che ci ha avvertito che "certe campagne moralizzatrici si rivelano distruttrici della politica". Sarebbe stato forse più puntuale, da parte sua, riferirsi non alla politica, ma a questa politica mercimonio del bene pubblico. Sì, Presidente, è necessario, con queste campagne moralizzatrici, distruggere finalmente questa modalità di intendere la politica, quella di tutta la classe dirigente che ha portato all'attuale rovina questo paese, con un continuo e costante saccheggio di ogni risorsa ed ogni energia, per tornare a poter pensare ed attuare una politica vera, che sia portata avanti da, con e per i cittadini.


Genova - 


download.jpgIn questi ultimi giorni il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, insiste imperterrito sulle pagine del Secolo XIX a dichiararsi favorevole alla Gronda di Ponente ed al Terzo Valico, viste da lui (e dal PD) come occasione di rilancio occupazionale e sviluppo economico.
Nelle scorse settimane ha addirittura invitato una serie di imprenditori e manager sodali ad un'iniziativa chiamata "Crescita Felice", compresi i nostri neoparlamentari liguri che hanno gentilmente declinato.

Non ci sono soldi per niente, ma chissà come mai per le Grandi Opere si trovano sempre. E' più facile costruire ciò che è inutile, che far funzionare ciò che esiste ed è utile.

Eppure non c'è nessuna opportunità di sviluppo, tanto meno felice, nel continuare a stuprare e indebolire il territorio con Grandi Opere, bucando montagne, innalzando palazzi e lanciando autostrade. Lo stesso sviluppo che foraggia una economia sconfinante nell'illegalità mafiosa, e che ci ha condotto al baratro economico e sociale in cui ci troviamo ora.

Inutile promettere 4000 posti di lavoro (e perché non un milione? Siamo in campagna elettorale...) a fronte di tutti quelli che verranno persi nel settore turistico e di quelle migliaia già scomparse in questi anni col declino industriale: per rilanciare l'occupazione e la ripresa economica si deve puntare su ben altro, su un deciso cambio di rotta.

Mentre già si registrano i primi mostruosi scavi di un mostro insensato e fuori tempo massimo, l'Aurelia bis savonese, per cui si parla di almeno 100 milioni di euro con opportuna variante, si sollecita lo sblocco di capitali da "gettare" in un'opera pericolosa, inutile e dannosa come il Terzo Valico.

«Resta l'incognita dei materiali di risulta degli scavi delle gallerie - ha precisato Burlando -. Siamo in attesa dello sblocco di 50 milioni per il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, dove dovranno essere portati i materiali».

Oppure gli sbancamenti finiranno, come opportunamente suggerito da COCIV, a tombare la rada di Vado ligure per la piattaforma porta-container della Maersk, altro esempio di infrastruttura sovradimensionata e superflua?

Mentre si gioca a spostare la terra e devastare il territorio, si sottraggono insostituibili risorse a quelli che sarebbero i veri investimenti, le vere urgenze, quelle sì, portatrici di rilancio non solo economico ma anche sociale.

Altre sono le "Grandi Opere" di cui la Liguria ha bisogno:
- la riduzione del rischio idrogeologico del territorio ligure in primis con una serie di piccoli e medi interventi in grado di diminuirlo immediatamente
- l'adeguamento ed il miglioramento sotto il profilo energetico, antisismico, funzionale e tecnologico degli edifici pubblici, in primo luogo le scuole e gli ospedali.

In questo modo si ridarebbe vitalità al settore produttivo e di piccola e media impresa, si creerebbe benessere diffuso in tutta la comunità ligure, (da qui il rilancio anche sociale!). Invece si preferisce concentrare mega appalti e denaro pubblico in poche mani, grossi nomi che fanno largo uso del subappalto a condizioni svantaggiose, strangolando le ditte edili più piccole, come dalle loro stesse associazioni denunciato in questi giorni.

Forse Burlando, scaduti i due mandati, ha bisogno di ricollocarsi, ed è già in campagna elettorale...per le prossime politiche? Naturalmente, spandendo improbabile grandeur costruttiva per accaparrarsi consensi di peso, con largo uso di fondi. Pubblici. Cioè, di tutti noi.

M5S Genova
M5S Savona
M5S La Spezia
M5S Imperia


Genova - 


PER RESTARE AGGIORNATI SULL'ANDAMENTO DELLA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE SUL REGISTRO DELLE UNIONI DI FATTO, CONSULTATE IL POST SUL SITO DEL GRUPPO CONSILIARE DEL M5S DI GENOVA (

http://www.genova5stelle.it/unioni-civili-i-documenti/


Giovedi 11 aprile 2013, ore 9.30, è prevista una commissione consiliare sulle unioni civili, siete invitati a seguirla sugli spalti del pubblico.

Volete fare una proposta di emendamento? Scaricate il modello per l'emendamento e scrivete le modifiche che proponete. Saranno pubblicate venerdi 12 e valutate online per costruire un dispositivo di delibera emendato secondo la partecipazione dei cittadini.

Inviateli a segreteria@genova5stelle.it.

Modello di Emendamento

DOCUMENTI:


Genova - 


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Il Coordinamento dei Comitati No Gronda sente il dovere di riepilogare e ricordare le proprie posizioni ai cittadini che nelle ultime settimane sono stati nuovamente investiti da una lunga serie di inesattezze sul tema della Gronda di Ponente ed in generale sulle grandi opere che dovrebbero gravitare sul nostro territorio.
Ci riferiamo, ad esempio, all'evento recentemente organizzato dal Presidente della Regione, il quale ha raccolto intorno a sé i soliti potenti con i loro slogan favorevoli alla realizzazione della Gronda di Ponente, ma che, a fronte dell'assenza assoluta del supporto di dati oggettivi, a nostro avviso è servito solamente a ribadire ancora una volta quanto siano distanti certi interessi da quelli dei semplici cittadini.
Rispetto al vuoto informativo che la cittadinanza sta subendo sulla realizzazione della Gronda di Ponente, vorremmo invitare i genovesi a diffidare da quanti negli ultimi tempi stanno in ogni modo cercando di vendere loro un elisir chiamato "Gronda", come la panacea di tutti i guai della nostra città.
Sono proprio coloro che oggi abusano della parola "progresso sostenibile" per giustificare grandi opere economicamente e socialmente insostenibili, a vacillare spesso in un'imbarazzante carenza di senso critico e di informazione, che li porta ad accettare, disdegnando qualsiasi contraddittorio, i dati così come vengono loro forniti dagli stessi costruttori dell'opera (come, ad esempio, quelli sull'inquinamento e sul traffico, a nostro avviso estremamente opinabili), sminuendo il rischio correlato al trattamento della grande quantità di materiali amiantiferi che sarebbero movimentati in città.
Altra "cecità", la ciclica riproposta del declassamento della A10 (ignorando che, secondo la stessa Società Autostrade, il declassamento minerebbe l'utilità della Gronda). Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell'imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l'ex Presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte "...potrebbe star su altri cento anni" a fronte di "...una manutenzione ordinaria con costi standard" (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova).
Ci chiediamo pertanto quale credibilità possano ancora avere coloro che si schierano a favore delle grandi opere e si accingono a misurare in metri cubi di nuovi sversamenti di cemento la "crescita felice" di Genova, mentre la nostra città sta annaspando fra alluvioni e frane,convivendo con il rischio permanente di contare nuovi morti. Non riteniamo, infatti, che ad oggi abbiano dimostrato di saper incidere positivamente nella salvaguardia del tessuto ambientale, economico ed infrastrutturale, né tantomeno di apportarvi significative innovazioni.
I risultati dell'idea di "crescita" fino ad oggi realizzata sono di fronte agli occhi di tutti. Ne ricorderemo solo alcuni:

  • i 25 anni trascorsi per ottenere una strada di sponda destra del Polcevera, ancora oggi priva di uno svincolo funzionale a lato mare;
  • l'estrema vulnerabilità della città, oramai ostaggio del dissesto, dove si continuano a rilasciare licenze edilizie in località improponibili;
  • i silenzi con cui negli ultimi anni alcune importanti realtà industriali le sono state scippate;
  • l'operazione edilizia degli Erzelli che, oltre ad aver incassato il dissenso di alcune voci eccellenti, a fronte di una pioggia di denaro pubblico e di un'opera non ancora completata, può già oggi incredibilmente contare su un un centinaio di lavoratori in esubero;
  • lo sfascio del trasporto pubblico, che trova il suo culmine con l'agonia del biglietto integrato, proprio in coincidenza dei lavori per la realizzazione del nodo ferroviario.

Vorremmo inoltre esprimere il nostro rammarico per le posizioni - a nostro avviso poco lungimiranti - espresse da alcuni Sindacati dei lavoratori, nel constatare come questi, sperando di poter raccogliere qualche briciola che potrebbe cadere dal tavolo delle grandi opere, dimentichino di reclamare a gran voce le risposte immediate delle quali la città e i suoi lavoratori hanno assoluto bisogno e che costituirebbero una sicura occasione di rilancio e di lavoro, quali ad esempio il risanamento del gravissimo dissesto idrogeologico in cui versano Genova e la Regione, il miglioramento della mobilità pubblica, la messa in sicurezza dei corsi d'acqua, le riqualificazioni di molte aree urbane ed ex-industriali abbandonate al degrado, il ripristino di infrastrutture fatiscenti e l'efficientamento energetico delle abitazioni.
In nome di qualche ipotetico e non garantito posto di lavoro, li troviamo purtroppo oggi schierati in prima linea a favore della costruzione della Gronda che, come ogni grande opera, finirebbe quasi certamente nel perverso meccanismo dei subappalti e del massimo ribasso, ciò a scapito dei piccoli ma per consentire lucro per pochi altri che, come unico risultato, terrebbe bloccata la città per l'intera durata decennale dei cantieri con conseguenti costi sociali e sanitari.
Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione: quella di realizzare la Gronda per risolvere i problemi del traffico è un'idea obsoleta e dai costi esorbitanti che, alla fine, si riverserebbero interamente sui cittadini, i quali ne pagherebbero il prezzo, a tempo indeterminato, attraverso pedaggi, costi ambientali e sociali, a fronte di asserito un minimo beneficio in termini di ottimizzazione dei flussi di traffico.
Il decongestionamento del traffico potrebbe invece essere ottenuto, con costi decisamente più contenuti, migliorando la ricettività delle zone di immissione dai caselli verso la viabilità ordinaria; creando una viabilità alternativa per i tir e manifestando, una volta per tutte, la volontà politica di incentivare l'uso del mezzo pubblico, investendo nella mobilità pubblica (e non distruggendola), nell'ottica di convincere il cittadino a rinunciare ad utilizzare la propria auto per spostarsi all'interno della città; dirottando, infine, quanto più possibile le merci su ferro e creando un distripark al di fuori della città.
Rimarchiamo nuovamente con forza il fatto che, in tutto l'iter burocratico del progetto, non è stata ancora prodotta neanche una pagina sulla valutazione costi/benefici dell'opera da parte di un ente che non ne sia coinvolto nella costruzione.
Cogliamo infine l'occasione per rinnovare il nostro ringraziamento al Presidente della Regione per aver firmato il protocollo d'intesa sulla Gronda con un'anno di ritardo, concedendoci in tal modo una forte arma legale e procedurale per corroborare il nostro ricorso al Tar contro la realizzazione dell'opera.

Coordinamento comitato Nogronda - www.dibattitopubblico.com

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini
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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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