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MoVimento 5 Stelle

Novembre 2012


Genova - 


obbedienzaCivile.jpg (di Stefano De Pietro)
Mercoledi 28 novembre in sala rossa con i comitati dell'acqua e la direzione di Iren. Alleghiamo due documenti, il primo relativo alla presentazione del Dott. Ezio Tamburini (Iren acqua e gas) e della dichiarazione di Pino Cosentino per i comitati per l'acqua pubblica.

Dopo l'audizione, il comitato acqua pubblica di Genova ha fatto circolare il seguente comunicato.

COMITATO GENOVESE ACQUA BENE COMUNE
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

Oggi pomeriggio (mercoledi 29 novembre 2012, ndr) il Comitato genovese Acqua Bene Comune è stato audito dalla 3a e dalla 6a commissione consiliare del Comune di Genova. Il rappresentante del Comitato, Pino Cosentino, ha letto ai consiglieri una relazione, che si allega.

Desideriamo qui fare qualche puntualizzazione, a proposito delle conclusioni dell'assessore all'ambiente Valeria Garotta. Essa ha sostenuto, ignorando gli argomenti addotti dalla relazione del comitato, che il SII non può essere pubblico perché il Comune non ha i soldi per fare gli investimenti. Al proposito:

giudichiamo sorprendente che il potere esecutivo si permetta di seguire propri personali (e del tutto infondati) convincimenti, ignorando il chiaro, inequivocabile pronunciamento del sovrano, il popolo italiano.
la verità è che gli investimenti da compiere nel SII, come spiegato ampiamente nella relazione del comitato, nonrichiedono anticipazioni di capitale (o al massimo richiedono minime anticipazioni di cassa), in quanto il flusso di cassa annuale garantito dalle bollette fornisce la liquidità sufficiente a coprire tutte le spese, comprese le spese in nuove opere (si veda il manuale di Iren, Come si legge la bolletta: "le somme raccolte attraverso le bollette devono coprire completamente tutti i costi di gestione del servizio e anche i costi della realizzazione di nuove opere"; p. 2, sottolineatura nostra).
tutto questo non è una sorpresa, né un mistero, bensì il principio che regola la formazione della tariffa dell'acqua dal 1994, non da ieri. E' sufficiente un'analisi anche superficiale della programmazione degli investimenti, presentati dal Piano d'Ambito dell'ATO genovese, per scoprire questa sorprendente (!?!) verità (si veda la nota allegata, Remunerazione capitale e investimenti).

Siamo davvero stupiti e rattristati nel sentire, da questa amministrazione che si è presentata come una discontinuità rispetto al passato, argomenti e prese di posizione lontane dalla verità, dall'interesse pubblico, dalla volontà chiaramente espressa dal Popolo italiano.

Genova, 28 novembre 2012

Documenti:

Presentazione metodo tariffario - Iren Gas e Acqua

Relazione di Pino Cosentino per i Comitati per l'acqua pubblica

Remunerazione capitale e investimenti


Genova - 


brigid-marlin-3.jpg(di Iliana Pastorino)
Secondo me dobbiamo cambiare slogan.
"Uno vale uno" si presta a troppe cattive interpretazioni. Chiariamo una volta per tutte che non vuol dire "tutti devono fare quello che dico io, perchè io sono UNO e voglio contare a tutti i costi", no!
Vuol dire che io porto un'idea, tu ne porti un'altra, Pino una terza e TUTTI
INSIEME ci lavoriamo sopra cercando di ottenere consenso dal maggior numero possibile di persone, e alla fine le votiamo. E se la tua idea non viene accettata dalla maggioranza pazienza, e se per te sarà così importante vorrà dire che forse hai sbagliato gruppo e nessuno ti vieta di riproporla in altri gruppi di persone.

E non è così importante che IO, proprio IO, sia candidata, o possa votare, cavoli, se no senza di ME come si fa?!? Oggi ci sono io, domani ci sarà un altro, e tutti e due cercheremo di fare del nostro meglio per portare avanti quelle idee che abbiamo sottoscritto NON perchè ci siamo iscritti da qualche parte o candidati, ma perchè ci sbattiamo nel nostro tempo libero a fare riunioni, incontri, banchetti, articoli, filmati, per portare in giro un po' più di informazione libera e soluzioni per i problemi dei cittadini dettate dal buon senso.
Per me l'intercambiabilità e l'idea di essere parte di un tutto senza dover per forza emergere dal gruppo è il punto di forza del Movimento: stare lontano dai protagonismi è l'unico modo per portare avanti nel modo giusto le nostre proposte.

Ma purtroppo vedo sempre più frequentemente tanti "IO" sgomitare e affannarsi per emergere, persone che non hanno neanche l'umiltà di conoscere un attimo le realtà in cui sono appena arrivate, ma subito battono i pugni sul petto o fanno la ruota per farsi notare...

l'IO arriva e vuole cambiare le regole (che spesso neanche conosce): "così non va bene, bisogna fare ecc. ecc.",
ma se indici una riunione di gruppo di lavoro in cui si studiano le proposte non si presenta;

vuole dire la Sua in plenaria perchè ha un'idea fantastica che certo nessuno prima di LUI può aver avuto e la deve dire davanti ad un pubblico, altrimenti non ne vale la pena;

l'IO vuole candidarsi, e magari non ha neanche mai letto il Non-statuto, o le regole per le candidature...ma non gli serve, perchè tanto "IO sono così importante e indispensabile che non potranno fare a meno di ME";

l'IO fa qualcosa soltanto se ne ha un tornaconto personale in termini di visibilità perchè l'idea di fare qualcosa semplicemente perchè è giusta e perchè può far migliorare la società, anche se altri andranno avanti anche grazie alla sua silenziosa e anonima attività, non lo sfiora neppure.

Scusate il lungo e forse ai più incomprensibile sfogo ma non ce la facevo più...e tra l'altro non avrei neanche finito... ma so che qualcuno mi capirà.


Genova - 


report_politecnico_copertina-300x269.jpg

(di Stefano Camisasso)

Il Danno: c'è da farsi del male a leggere le conclusioni dell'ultimo ENERGY EFFICIENCY REPORT del Novembre 2012.

Questo pericolosissimo gruppo di cospiratori all'interno del Politecnico di Milano, noto grumo di Demagoghi e Antipolitici, dimostra numeri alla mano e quindi laicamente, senza posizioni preconcette da difendere, come contribuire ad una seria politica energetica in Italia.

Quest'anno il tema era "fare chiarezza sul concetto di efficienza energetica negli usi industrialie di comprendere le dinamiche imprenditoriali e di mercato ma anche tecnologiche e normative che ad esso sono legati" e le conclusioni sono dirompenti.

Il costo dell'energia in Italia è del 25% superiore rispetto alla media europea soprattutto a causa del mix energetico fortemente dipendente dall'estero del nostro Paese che si sposa con un'efficienza sempre più in calo, immaginiamo come questo si traduca in termini di competitività delle merci sul mercato internazionale o sulla capacità di attrarre investimenti industriali, abbiamo presente Alcoa nel Sulcis? Si chiude tutto e si mandano i lavoratori per la strada perché non sono più sostenibili i costi energetici nonostante il sostegno dello Stato. Magari questa posizione è un alibi ma di fronte alle conclusioni del Politecnico, non un'associazione di ambientalisti talebani, c'è poco da aggiungere.

Si può agevolmente tagliare, meglio dimezzare, la bolletta energetica dell'industria italiana, per quel che riguarda la sola elettricità, di 64 TWh entro il 2020 e questo facendo ricorso a tecnologie già esistenti con investimenti in grado di ripagarsi nell'arco di 7 anni anche in assenza di incentivi. Certo i tempi di rientro sono un po' più lunghi rispetto alle soglie massime di accettabilità tipicamente fissate dalle imprese per questo tipo di investimenti ma questo limite attivando un circuito banche-industrie-finanza con la regia istituzionale un po' meno incestuoso, sarebbe abbondantemente ripagato in un orizzonte temporale accettabile.

Eppure nonostante l'enorme potenziale, nei prossimi anni si taglieranno, per inerzia probabilmente, solamente 16 TWh.

Tutto ciò evidenzia ancora una volta e ancora di più, il ritardo culturale degli operatori industriali, quanti di loro hanno, a mero titolo di esempio, un Energy manager? ma anche nelle banche e negli istituti di credito per tacere del quadro normativo che nel nostro Paese sconta un ritardo non più giustificabile.

Mentre l'attuale Classe Politica, fautrice di questi ed altri disastri, rivendica per sé un'improbabile "competenza" usata contro il Movimento 5 Stelle e i suoi candidati a mo' di clava, si evidenzia sempre più che lo "sfarinamento" dell'Italia non sarebbe accaduto se non con la complicità diffusa anche della classe imprenditoriale; tornano agli occhi le immagini di Giovanni Calvini, Presidente di Confindustria Genova, che marcia a braccetto con Ipazia e con la Cgil rivendicando, al grido di "lavoro! lavoro!", un modello di sviluppo infinito e senza soste già confinato nel campo del ridicolo: che Fiera del Provincialismo!, ma tant'è questi soggetti abbiamo, assieme alla nostra rabbia sia ben chiaro!

Noi, con la nostra impreparazione, la nostra inadeguatezza e soprattutto con la nostra paura di sbagliare e di non essere all'altezza, proveremo con tutte le nostre forze a cambiare il Paese, ma saprà la classe imprenditoriale rinnovarsi da sola?


alcuni siti
http://decrescitafelice.it/2012/11/efficienza-energetica-miniera-non-sfruttata-lindustria-potrebbe-dimezzare-i-consumi/

http://qualenergia.it/articoli/20121120-efficienza-energetica-e-industria-italiana-panorama-con-luci-e-ombre

http://www.qualenergia.it/articoli/20121115-efficienza-energetica-per-dimezzare-i-consumi-della-industria-italiana

AGGIORNAMENTO DAL COMUNE
La settimana consiliare dal 26 al 30 novembre


Genova - 


CONSIGLIO COMUNALE DEL 13 NOVEMBRE 2012

ART. 54 INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

PRESENZA IN AULA ORE 14.00 - APPELLO ORE 15.00

DE PIETRO/PUTTI/BURLANDO (ASS. MICELI) - CIRCA RISPARMIO ENERGETICO COMPLESSO DI PALAZZO TURSI (TERMICO ED ELETTRICO)
RIXI/DE BENEDICTIS ( ASS. BOERO) - DATI ALLARMANTI IN LIGURIA SULLA DISPERSIONE SCOLASTICA: QUAL'E' LA SITUAZIONE A GENOVA?/LIGURIA RECORD DI ABBANDONI A SCUOLA. LA SITUAZIONE NELLE SCUOLE GENOVESI. QUALI INTERVENTI POSSIBILI E QUALI RIMEDI
BRUNO/LAURO ( ASS. GAROTTA) - USO DEI PARCHI STORICI ( NERVI) PER FESTE PRIVATE
BALLEARI (ASS. CRIVELLO) - IN MERITO AL DEGRADO DI VIALE PARTIGIANE E SISTEMAZIONE AIUOLA CENTRALE

Gli interventi dei consiglieri 5 stelle

Consiglio comunale del 6 novembre 2012

i documenti:
consiglio comunale del 6 novembre 2012

Consiglio comunale del 13 novembre 2012

i documenti:
consiglio comunale del 13 novembre 2012

La settimana consiliare dal 19 al 23 novembre 2012

i documenti:
Dal 19 al 23 novembre 2012


Genova - 


raccolta_differenziata_0.jpg

(di Cristina De Pietro)

Raccolta differenziata e riciclaggio ottimale dei rifiuti, produzione di materie prime secondarie come risultato del trattamento dei rifiuti al fine di ridurre in modo significativo l'importazione di costose e rare materie prime naturali ed incrementare l'autonomia del sistema produttivo europeo, divieto di incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili, con obiettivo ultimo: Rifiuti Zero.

Non sono utopici desideri "verdi" ma precisi obiettivi di miglioramento delle politiche europee delle risorse, dei rifiuti e di protezione dell'ambiente contenuti nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 2012 su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse 2011/2068 (UNI).

Tale Risoluzione è stata adottata dal Parlamento Europeo in seguito alla comunicazione della Commissione Europea dal titolo "Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" (COM(2011)0571) Iniziativa faro nell'ambito della strategia Europa 2020.

Il contesto politico

L'uso più efficiente delle risorse è una componente essenziale di Europa 2020, la strategia dell'Unione europea (UE) per favorire la crescita e l'occupazione nei prossimi dieci anni.

Secondo la Commissione: "La crescita dell'economia mondiale e l'aumento della popolazione del pianeta (9 miliardi di persone entro il 2050) sono chiari segnali del fatto che le risorse della terra vengono consumate rapidamente. Risorse quali acqua, suolo, aria pulita e servizi ecosistemici sono vitali per la nostra salute e la qualità di vita, tuttavia sono disponibili solo in quantità limitate. La sempre maggiore concorrenza per determinate risorse provocherà scarsità e aumento dei prezzi, con ripercussioni sull'intera economia europea. È necessario un uso più efficiente delle risorse lungo il loro intero ciclo di vita, dall'estrazione, il trasporto e il consumo, fino allo smaltimento dei rifiuti "http://ec.europa.eu/environment/pubs/pdf/factsheets/resource_efficiency/it.pdf.

Di seguito un estratto della comunicazione della Commissione Europea "Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" (COM(2011)0571). Iniziativa faro nell'ambito della strategia Europa 2020.

"...omissis

3.2. Trasformare i rifiuti in una risorsa

Ogni anno nell'Unione europea buttiamo via 2,7 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 98 milioni di tonnellate sono rifiuti pericolosi. In media solo il 40% dei rifiuti solidi viene riutilizzato o riciclato, il resto è messo in discarica o è destinato all'incenerimento. La produzione totale di rifiuti è stabile nell'UE, ma è in aumento la produzione di alcuni flussi di rifiuti, come i rifiuti da costruzione e demolizione, i fanghi di depurazione e i rifiuti marini. I rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dovrebbero aumentare di circa l'11% tra il 2008 e il 2014.

Alcuni Stati membri riciclano oltre l'80% dei rifiuti, a dimostrazione di come sia possibile utilizzarli come una risorsa fondamentale nell'UE. Il miglioramento della gestione dei rifiuti contribuisce a un miglior utilizzo delle risorse e può aprire nuovi mercati e creare posti di lavoro, favorendo una minore dipendenza dalle importazioni di materie prime e consentendo di ridurre gli impatti ambientali. Se i rifiuti sono destinati a diventare una risorsa da reintrodurre nell'economia come materia prima, occorre attribuire una priorità di gran lunga maggiore al riuso e al riciclaggio.

Una combinazione di varie politiche contribuirebbe alla creazione di una vera economia del riciclaggio, tra cui la progettazione di prodotti che integrino un approccio basato sul ciclo di vita, una migliore cooperazione tra tutti gli operatori del mercato lungo l'intera catena di valore, processi di raccolta perfezionati, un quadro normativo adeguato, incentivi per la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, nonché investimenti pubblici in impianti moderni per il trattamento dei rifiuti e il riciclaggio di alta qualità.

Tappa prevista dalla UE: entro il 2020 i rifiuti saranno gestiti come una risorsa.

I rifiuti pro capite saranno in fase di netto declino. Il riciclaggio e il riuso dei rifiuti saranno opzioni economicamente interessanti per gli operatori pubblici e privati, grazie alla diffusione della raccolta differenziata e allo sviluppo di mercati funzionali per le materie prime secondarie.

Sarà riciclata una quantità maggiore di materiali, inclusi quelli che hanno un impatto ambientale considerevole e le materie prime essenziali. La legislazione in materia di rifiuti sarà pienamente applicata. Le spedizioni illecite di rifiuti saranno state completamente eliminate.

Il recupero di energia sarà limitato ai materiali non riciclabili, lo smaltimento in discarica praticamente eliminato e sarà garantito un riciclaggio di alta qualità.

Al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati,

la Commissione intende:

stimolare il mercato delle materie secondarie e la domanda di materie riciclate, attraverso incentivi economici e l'elaborazione di criteri per smettere di produrre rifiuti (2013/2014);

riesaminare gli obiettivi esistenti in materia di prevenzione, riuso, riciclaggio, recupero e di alternative alla discarica per progredire verso un'economia basata sul riuso e il riciclaggio, con l'eliminazione quasi completa dei rifiuti residui (2014);

valutare l'introduzione di quote minime di materie riciclate, di criteri di durabilità e riutilizzabilità ed estendendo la responsabilità del produttore per i prodotti principali (2012);

valutare i settori in cui la legislazione sui vari flussi di rifiuti potrebbe essere allineata ai fini di una maggior coerenza (2013/2014);

continuare a lavorare in seno all'UE e con i partner internazionali per eliminare le spedizioni illegali di rifiuti, in particolare dei rifiuti pericolosi;

garantire che il finanziamento pubblico proveniente del bilancio dell'Unione europea dia priorità alle attività ai livelli più alti della gerarchia dei rifiuti definiti nella direttiva quadro sui rifiuti (per esempio, ad impianti di riciclaggio rispetto allo smaltimento di rifiuti) (2012/2013);

agevolare lo scambio delle migliori pratiche in materia di raccolta e trattamento dei rifiuti tra gli Stati membri e elaborare misure per combattere più efficacemente le violazioni della normativa UE sui rifiuti (2013/2014).

Gli Stati membri dovrebbero:

assicurare la piena attuazione dell'acquis dell'UE in materia di rifiuti, stabilendo inoltre obiettivi minimi attraverso le loro strategie nazionali di prevenzione e gestione dei rifiuti (impegno continuativo)."
Omissis....

Anche il Parlamento Europeo si è espresso, in seguito alla citata comunicazione della Commissione Europea (COM(2011)0571).

La Risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 2012 su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse 2011/2068 (UNI), esorta la Commissione Europea e gli Stati membri a migliorare la normativa vigente e a intraprendere una serie di azioni prioritarie per raggiungere gli obiettivi auspicati, la cui attuazione passa anche per un più efficiente trattamento del ciclo dei rifiuti. In tale premessa si inscrivono le indicazioni migliorative contenute nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 2012.

Il Parlamento Europeo sottolinea che la crisi economica spinge verso il reperimento di nuove fonti di crescita economica sostenibile, data la scarsità di risorse e la necessità di un uso efficiente delle materie prime, considera che riciclare non significa solamente raccogliere i rifiuti riciclabili e che le futute misure dovrebbero assolutamente tenere conto di tutte le fasi della catena di creazione del valore,sottolinea che l'Europa è una società fondata sul riciclaggio e che necessita di riutilizzare e di riclicare un'ampia porzione dei propri rifiuti e di produrre materie prime secondarie nel modo più efficiente possibile.

Azioni prioritarie

Il Parlamento esorta la Commissione e gli Stati membri a eliminare gli ostacoli a un mercato del riciclo e del riutilizzo, a promuovere tecnologie innovative per la raccolta e per la separazione dei rifiuti, entro il 2013, sottolineando inoltre l'urgente necessità di attuare pienamente l'intera legislazione esistente in materia di rifiuti, potenziandone l'applicazione e il controllo.

Programma per la crescita futura

Al punto 12. il Parlamento sottolinea che l'Europa, in qualità di società fondata sul riciclaggio, necessita di riutilizzare e di riciclare un'ampia porzione dei propri rifiuti e di produtte materia prime secondarie nel modo più efficiente possibile.

Trasformare l'economia

Il Parlamento Europeo

al punto 22. esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare, senza indugio ed entro il 2014, piani concreti basati su una definizione chiara per abolire tutte le sovvenzioni dannose per l'ambiente entro il 2020, comprese le sovvenzioni che incentivano l'uso inefficiente delle risorse rinnovabili;

al punto 29. esorta la Commissione e gli Stati membri a dare piena attuazione all'acquis comunitario in materia di rifiuti, rinforzare gli obiettivi per ottenere il massimo recupero e qualitativamente migliore. Ribadisce la necessità che i finanziamenti UE diano priorità alle attività che risultano ai più alti livelli nella gerarchia dei rifiuti, come sancito nella Direttiva quadro sui rifiuti (ad esempio conferendo priorità agli impianti di riciclaggio rispetto allo smaltimento dei rifiuti);

al punto 31 sottolinea che oltre il 20% dei prodotti alimentari è smaltito come rifiuto e chiede alla Commissione e agli Stati membri di agire concretamente per ridutte in modo significativo i rifiuti alimentari; sottolinea inoltre che lo spreco riguarda anche le risorse impiegate per la preparazione e l'imballaggio di tali prodotti;

al punto 32 invita la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi sull'informazione, l'educazione e la sensibilizzazione soprattutto per quanto concerne la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio;

al punto 33 invita la Commissione a razionalizzare l'acquis comunitario in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo ZERO; chiede alla Commissione di presentare proposte entro il 2014 allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale allo smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; invita la Commissione a rivedere gli obiettivi per il riciclaggio per il 2020 della direttiva quadro sui rifiuti;

al punto 34 invita la Commissione a promuovere un approccio anche nell'uso delle biomasse che favorisca il riciclaggio e i prodotti di più alto valore aggiunto;
al punto 40 ricorda che un efficiente impiego delle risorse dovrebbe puntare ad aiutare la UE ad incrementare le prestazioni tecniche al fine di sfruttare meglio le materie prime lungo tutta la catena di valore (attività estrattiva, trasformazione, raffinazione, riciclaggio)

al punto 43 esorta gli Stati ad istituire centri dedicati alle tecnologie dell'innovazione per sostenere l'estrazione, il riciclaggio e il riutilizzo dei prodotti di scarto dell'attività estrattiva e al successivo utilizzo di tali prodotti di scarto;

al punto 47 sottolinea l'importanza di investire nel riciclaggio delle materie prime e delle terre rare.

La normativa vigente in materia di rifiuti è costiruita dalla Direttiva 2008/98/CE.

Ricordiamo brevemente i principi ispiratori e le prescrizioni previste dalla Direttiva 2008/98/CE (recepita in Italia con il D.Lgs. 205/2010), che stabilisce il quadro giuridico per il trattamento dei rifiuti mediante la prevenzione degli effetti nocivi della produzione e della gestione dei rifiuti al fine di assicurare protezione alla salute umana e preservare l'ambiente.

La norma attribuisce fondamentale importanza alle misure per il trattamento dei rifiuti, classificate secondo una gerarchia ben definita.

La prevenzione è considerata misura di elezione e posta al primo posto nella scala gerarchica, seguono la preparazione per l'utilizzo, il riciclaggio, il recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia, infine lo smaltimento viene considerato come ultima misura da adottare e meno preferibile rispetto alle altre.

Gli Stati membri possono attuare misure anche più efficaci per rafforzare questa gerarchia e devono garantire che la gestione dei rifiuti non metta a rischio la salute umana e non danneggi l'ambiente.

La normativa detta regole sulla gestione dei rifiuti assegnando precisi incombenti in materia di trattamento ai produttori e ai detentori degli stessi: un sistema di autorizzazione e registrazione a cui sono sottoposti i soggetti che effettuano il trattamento, il tipo e la quantità di rifiuti trattati, il metodo da utilizzare, le operazioni di monitoraggio e di controllo.

Alle autotità competenti è attribuito l'onere di predisporre piani di gestione dei rifiuti che prendano in considerazione il tipo, la quantità e la fonte dei rifiuti, i sistemi di raccolta esistenti e i criteri di riferimento. Devono essere elaborati anche programmi di prevenzione per dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione di rifiuti.

La Direttiva prevede che siano rafforzate le misure in materia di prevenzione e di riduzione degli impatti ambientali della produzione e della gestione dei rifiuti e che sia incoraggiato il recupero dei rifiuti al fine di preservare le risorse naturali e l'ambiente.

Dopo aver esaminato i documenti approvati di recente nelle sedi istituzionali europee, si può in conclusione affermare che la Commissione Europea e il Parlamento Europeo hanno intenzione non solo di rendere operante in modo effettivo e pieno la Direttiva 2008/98/CE in tutti i Paesi membri ma che è attualmente allo studio una revisione delle norme in materia di rifiuti che prevede l'adozione di misure più favorevoli per l'ambiente e per la salute umana e un più efficiente uso delle risorse, sia naturali che derivanti dal ciclo dei rifiuti.


Genova - 


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(di Stefano Camisasso)

Questo Documento nasce sulla spinta della situazione di stallo post referendaria in cui, a seguito della vittoria ottenuta dai Comitati, l'establishment politico - economico - finanziario si è rifugiato per cercare di parare il colpo. E' nata quindi la necessità, in ausilio all'attività dei nostri Consiglieri, di indagare IREN per capirne al meglio la struttura e gli uomini che la governano e per affrontare al meglio il tema durate le sedute del Consiglio.Vuole anche essere, magari in maniera ardita ed arrogante!, paradigmatica di un certo modo di lavorare come è inteso dal Movimento 5 Stelle; nasce infatti dalla consapevolezza che solo la Condivisione dei Saperi, la messa in Rete della varie competenze e conoscenze ci possono rendere Cittadini più consapevoli e capaci di affrontare la lotta politica contro le lobbys partitico-affaristiche.
Traendo spunto dalla cronaca, posto che non passa giorno che IREN non compaia, a causa del suo debito spaventoso, su qualche giornale, questa Relazione trova vigore nella ricerca sul WEB di nomi, fatti, circostanze tutte documentate e giustificate nelle pagine pubblicate da giornalisti anche economici o da Associazioni attive sul tema, come i vari Comitati per l'Acqua Pubblica, vere miniere d'oro per questi argomenti. Ma altrettanto fondamentale è la Rete delle Persone, dei contatti vis a vis, del confronto e degli incontri che si sono instaurati durante la redazione: solo nel libero confronto delle Idee troviamo, come soggetti politici, la nostra piena realizzazione e possiamo esercitare il nostro doveroso "Diritto alla Resistenza".
E' quindi opportuno e necessario ringraziare Pino Cosentino del Nodo genovese del Comitato Acqua Pubblica, Matteo Olivieri e Alfredo Caprari del Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia e i gruppi di Torino, Piacenza Parma, Livorno e Rapallo che con i loro suggerimenti, i loro documenti e le loro critiche hanno fornito un contribuito essenziale.

documenti
Documentazione su Iren S.p.A. - a cura di Stefano Camisasso - 12 ottobre 2012


Genova - 

(di C.C.Gastaldi)

A distanza da un anno dell'ultima alluvione siamo andati a trovare gli abitanti di piazza Adriatico, a parte il fango, che per le strade non c'è più (ma è ancora tutto nelle cantine ci dicono gli abitanti) poco è cambiato, i giardini, gli anziani, la paura costante di quando piove, in questa che potrebbe essere un' isola di quiete a ridosso di una delle strade più trafficate di Genova, esiste un Comitato, che nonostante le continue avversità, l'ultima la perdita della piccola sede per la mancanza di agibilità, continua nella sua opera di affiancamento e di sostegno presso gli abitanti, spesso anziani, prodigandosi ad organizzare eventi, intervenire in piccoli lavori di manutenzione ecc. un gruppo di persone con un'idea in comune, l'idea di non far morire piazza Adriatico.
--
Il portavoce del Comitato Piero Del Bene.



Genova - 


(di Stefano De Pietro)

Piazza della Vittoria, Genova, 23 ottobre 2012, manifestazione di alcuni sindacati di Polizia, Guardie forestali, Polizia penitenziaria e Vigili del fuoco davanti al palazzo della Regione Liguria per protestare contro il riassetto del sistema pensionistico.


Genova - 


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L'area ex Mira-Lanza a Genova


(di Emanuela Burlando)

La volontà del Piano regionale in linea teorica e nell'ottica della Spending review di rigoroso Rito Montiano, si prefigge di operare su due direttrici:

la prima, riguarda il depotenziamento dell'offerta ospedaliera, attraverso il taglio di posti letto, che si traducono nella chiusura dei singoli presidi territoriali decentrati, quali, ad esempio, il Gallino nella Val Polcevera (il reparto cardiologia ha già chiuso i battenti);
la seconda, avrebbe dovuto riguardare il potenziamento della parte ambulatoriale e di primo soccorso, attraverso l'apertura di nuove piastre e/o Case della salute localizzate nelle aree Martinez, Coproma e Miralanza.

«Per il Comune è imprescindibile la presenza di una piastra ambulatoriale». Come ribadito dallo stesso Piano Urbanistico «a settembre si partirà con la discussione delle osservazioni al Puc - conclude Bernini - Questa sarà l'occasione per sciogliere i dubbi sul destino dell'area ex Mira Lanza».

(da"Val Polcevera, ex Mira Lanza: tra storia dell'industria e futuro dell'area" , 28 agosto 2012, genova.erasuperba.it.)

Ma è ormai evidente dai fatti che questo punto, che avrebbe per lo meno dovuto essere contestuale, è rimasto, insieme all'Ospedale di Ponente, nel limbo dei desiderata. Per mero scrupolo andiamo a "curiosare" tra le pagine del Programma del Sindaco.

"L'Amministrazione comunale si impegna a:

farsi garante tramite il sindaco, prima autorità sanitaria della città, nella programmazione dei servizi di una progettualità rispondente alle esigenze dei cittadini e non a mere logiche di bilancio aziendale;
(...)
Per quanto riguarda le politiche di localizzazione delle strutture ospedaliere, nel rispetto delle competenze dei diversi soggetti istituzionali, sarà compito dell'amministrazione comunale verificare che le stesse siano improntate a criteri di equilibrata distribuzione sul territorio, mantenendo nelle diverse parti della città una adeguata offerta di servizi ospedalieri con particolare attenzione alla loro accessibilità."

Indi la Giunta ci è sembrata palesemente immemore degli impegni presi, come appare chiaro da quanto citato, per cui noi, consiglieri del Movimento 5 Stelle Genova, durante il Consiglio Comunale del 31 ottobre 2012 abbiamo cercato di migliorare la mozione numero 152/2012/IMI, a firma del consigliere Clizia Nicolella (Lista Marco Doria) ed altri, presentando alcuni emendamenti (visibili sul sito genova5stelle.it ) che riportano richieste assolutamente chiare e basilari per l'attuazione del piano sanitario nella sua totalità.

Contrariamente alle aspettative, abbiamo incontrato l'opposizione di Giunta e Consiglio.

Per evitare che la mozione finisse votata nella forma originale, non ci è restato altro da fare che abbandonare l'aula, pur compiendo un gesto a noi non congeniale, al fine di far mancare il numero legale e sospendere la votazione, in quanto si è ritenuto inconsistente e vergognosa la posizione assunta dalla Giunta e dalla maggioranza.

Certamente questo gesto non sarà servito a convincere la Giunta a cambiare posizione, ma, se non altro, ha chiarito le reciproche posizioni: da una parte il Movimento 5 Stelle, che chiede e pretende certezza e trasparenza nelle scelte in materia sanitaria dalla Regione e dal Comune, affinché non prevalgano logiche aziendaliste improntate esclusivamente ad un rigore finanziario solo apparente e dall'altra una maggioranza (quasi nella sua interezza) e una Giunta assolutamente poco determinate nel prendere una posizione decisa e condivisa, a favore prettamente della cittadinanza tutta, nei confronti degli input regionali, che appaiono lontanissimi da quello che per noi è il senso di responsabilità politica, cioè l'obbligo a dare risposte precise, certe e con tempistiche reali ai cittadini.

Martedì 6 ottobre 2012 la mozione 152 sarà ripresentata in Consiglio per la votazione e ci sia augura di aver indotto la Giunta ad impegnarsi effettivamente a trovare una soluzione vicina alla cittadinanza e meno agli schieramenti.

Se questo non succederà, con queste righe, almeno riusciremo ad informare i Cittadini, visto la quasi totale assenza di "certa stampa" su queste tematiche centrali, che riguardano il diritto alla salute.

Stay tuned, e non mollate!


Documenti:

Mozione 152/2012/IMI - testo originale
Mozione 152/2012/IMI come modificata dai firmatari
Mozione 152/2012/IMI - emendamenti M5S
Mozione 152/2012/IMI - Odg Opsedale Galliera


Genova - 



(di Stefano De Pietro)

Una conferenza stampa congiunta dei capigruppo di Movimento 5 Stelle, Lista Marco Doria, Sinistra Ecologia e Libertà e della Federazione della sinistra sulla Via della Gronda autostradale di ponente a Genova.

La posizione dei quattro gruppi è granitica sul no a quest'opera inutile, costosa e dannosa. Si appresta un inverno all'insegna dello scontro in maggioranza, con il Pd che ha come unica alternativa quella di fare comunella con i propri oppositori politici.

Stay tuned!

I candidati a Genova

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    Luca Pirondini
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    Fabio Ceraudo
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    giuseppe immordino
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    MARIA TINI
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    stefano giordano

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