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MoVimento 5 Stelle

Ottobre 2011


Genova - 


In data 29 ottobre 2011, i comitati si riuniscono davanti alla centrale Tirreno Power per manifestare contro le centrali a carbone..
..l'intervento di Beppe Grillo - parte 1

parte 2

Riunione Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 

Mercoledì 2 novembre 2011, h. 21.00
Società di Geminiano
Via Superiore Geminiano 63, Genova

OdG
1) Presentazione preliminare incontro pubblico
2) Resoconto gruppi lavoro
3) Organizzazione banchetti
4) Varie ed eventuali


Genova - 

27 ottobre 2011 - di Carlo di Bernardo -
Il Movimento 5 Stelle di Genova esprime profonda commozione per le recenti tragedie che hanno colpito il levante della nostra regione e dà la massima solidarietà soprattutto alle famiglie che hanno perso i propri cari, ma anche agli abitanti e alle attività commerciali che hanno subito ingenti disagi a seguito dell'alluvione e delle frane provocate dalle forti piogge. E' sicuramente un grave danno per tutta la Liguria e l'Italia intera.

Pensiamo non sia il caso fare polemiche in circostanze come questa, d'altra parte saremmo degli incoscienti se dopo quest'ultimo fatto di cronaca non ci interrogassimo a fondo sulle fragilità del nostro territorio e sulle scelte che spesso possono facilitare disgrazie come questa. Non è una fatalità se giusto un anno fa è accaduta una tragedia simile a Genova nel quartiere di Sestri Ponente.

Ripetiamo con forza che la politica deve prendere decisioni per limitare gli effetti catastrofici degli eventi naturali ai quali la nostra regione è soggetta. Dobbiamo recuperare la logica della manutenzione, della cura dell'esistente. Bisogna tornare a ripensare a degli investimenti di medio-lungo periodo, i cui costi immediati devono essere pensati con la prospettiva di evitare disastri di quest'entità, risparmiando a posteriori molto di più. Per non parlare poi delle vite umane che nessuno potrà restituire.

Dobbiamo anche dire con forza basta a cementificazioni e speculazioni sulle nostre terre. I numeri ci dicono che la Liguria è la regione con la più alta percentuale di cementificazione rapportata all'estensione. Non si può pensare di costruire e costruire ancora! Basta consumo del territorio in nome di uno sviluppo indefinito che ormai su più fronti dimostra di avere troppe conseguenze negative.


Genova - 

24 ottobre 2011 - di Carlo Di Bernardo -
Un movimento davvero nato dal basso, senza identità partitiche, senza verticismi e inclusivo. Una battaglia d'altri tempi, in difesa dell'acqua, il bene comune per eccellenza, che noi come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto e supportato fin dall' inizio. Una lotta fatta in mezzo alla gente, nell'interessato silenzio di tutti i mezzi di comunicazione del paese.
acqua.JPG
Una partita persa in partenza, perché sembrava impossibile portare a votare la maggioranza degli italiani, e invece qualcosa di straordinario è avvenuto: una coscienza politica risvegliata, un senso di attaccamento alla "cosa pubblica" che da decenni non si vedeva, e il referendum è vinto!
View imageProprio adesso che dovremmo raccogliere i frutti di questa vittoria, ci dobbiamo invece scontrare ancora una volta contro il sistema dominante che ha più paura di intaccare consolidati interessi economici di pochi, invece che obbedire alla maggioranza del paese.
Ne abbiamo avuto un altro esempio qui in provincia di Genova, come si legge dal resoconto della riunione di ieri dell'AATO (Autorità per l'Ambito Territoriale Ottimale) fatta da Alessio del comitato genovese due sì per l'acqua pubblica che riportiamo per intero.

"Carissimi,
La conferenza dell'AATO genovese si è riunita il 18 ottobre (2011, ndr) per deliberare sull'applicazione del secondo quesito a valle del nostro atto di significazione e diffida e l'esito è stato assolutamente negativo. L'assemblea ha sì accettato in maniera formale di udire il nostro parere di comitato acqua (il che non era mai capitato nelle precedenti assemblee d'AATO genovese) ma lo ha poi disatteso completamente.
Dal lato nostro abbiamo fatto presente l'obbligo di applicazione immediata dei risultati referendari citando la parte finale della sentenza 26/2011 (che dispone appunto l'immediata applicabilità) e il fatto che l'autorità d'ambito sia un organo autonomo dotato di personalità giuridica che non è quindi obbligato ad aspettare una decisione del ministero per applicare il referendum. Per forzare un po' la mano abbiamo anche detto loro che all'AATO di Forlì stavano dibattendo in quelle ore sugli stessi argomenti quindi non è vero che nessun AATO si sta preoccupando del problema...anzi per quello che ne sapevamo potevano già avere preso in quel mentre una decisione affermativa. Abbiamo poi fatto presente le diffide a loro carico per l'affidamento (illegittimo) a IREN acqua e gas s.p.a. e per la mancata applicazione del secondo quesito e ricordato loro che gli ammortamenti degli investimenti non sono pregiudicati dalla mancata remunerazione del capitale perché sono voce a parte in tariffa.
Perfigli (assessore all'ambiente provincia Genova), che presiedeva l'assemblea, e Baggiani (presidente dell'associazione nazionale enti d'ambito) hanno invece fin da subito esposto l'intenzione di attendere il parere del ministero e dell'ANVIRI: Baggiani ha anche indicato come pretesto l'articolo 170 lettera L comma 3 della 152/2006 (un'osservazione che meriterebbe attenzione da parte dei nostri giuristi). Molti sindaci e lo stesso Perfigli hanno paventato la possibilità di ritorsioni legali del gestore "che in mano ha un contratto" e hanno espresso la viva preoccupazione per il gestore "che allora non rientrerà negli investimenti" (ma l'AATO fa gli
interessi del gestore o dei cittadini?). Ci hanno anche contestato il fatto che l'AATO abbia personalità giuridica (il che a quanto ci risulta è invece nell'art.148 della 152/2006)
A queste osservazioni, corredate dal solito "io sono per l'acqua pubblica ma..." oppure "anche io ho votato ma poi..." e dalla litania dei soldi per gli investimenti non abbiamo avuto modo di replicare poiché astutamente ci hanno fatto parlare solo una volta prima del dibattito (nonostante le nostre richieste per un intervento in chiusura dibattito, motivato proprio da queste ragioni).
Il risultato è stata una mozione risibile (allegata) in cui l'AATO si "impegna" a "rivedere le tariffe nel 2012" (senza nemmeno specificare che ne sarà della remunerazione del capitale) e a chiedere al gestore che istituisca un fondo in cui venga accantonata la quota di remunerazione del capitale (senza nemmeno specificare se e quando questa quota andrà eventualmente restituita). La mozione purtroppo è stata approvata alla quasi unanimità (a parte tre astenuti tra cui il sindaco di Lavagna). Il sindaco di Chiavari ha detto che "votava a favore perché tanto è una mozione talmente inutile e priva di significato che non ci sono neanche gli elementi per non essere d'accordo". Non è stata neanche minimamente acccolta la mozione del sindaco di Lavagna (frutto di una precedente assemblea di sindaci del Tigullio e anch'essa allegata) che ipotizzava la restituzione postuma del 7% a partire dalla data di promulgazione dei risultati del referendum, si esprimeva contro l'ATO unico regionale e chiedeva i 50 litri d'acqua giornalieri gratuiti.
In definitiva le nostre aspettative sono state completamente disattese e abbiamo constatato, dai molti interventi, che i sindaci della provincia di Genova sono molto più preoccupati di far male al gestore che di rispettare referendum e volontà popolare."
(Fonte: http://www.acquapubblicagenova.org)

Riunione Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 

Mercoledì 26 ottobre 2011, ore 21.00
Il Formicaio - via S.Luca 15/7, Genova, GE
(mappa)

Odg:
1) Scelta sede
2) Report gruppi di lavoro
3) Varie ed eventuali


Genova - 

(di Daniele Cecere - 20 ottobre 2011)
Rispettare la legge in Italia non è un'abitudine consolidata, però riuscire a vendersi un'evidente carenza in un successo stratosferico è davvero troppo.
A questo riesce ad arrivare l'assessore Carlo Senesi del Comune di Genova, che forse per ignoranza della norma del D.L. 152/2006 (T.U. sull'ambiente), si vende il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal piano comunale come "consoni ai dettami dell'Unione Europea". Invece tali obiettivi sono ben distanti da quello che la legge impone. Vale la pena ricordare che questi obiettivi comunali sono stati "passare dal 12% scarso al 32% di raccolta differenziata, " ben lontani dal 45% del 2010 e del 65% del 2012 che di questo passo rimangono un miraggio.

Dalle sue parole nel video del Consiglio comunale traspare che la strategia del comune è proiettata al futuro e sta tutta in un "ci muoveremo,ci sarà, faremo", dimenticandosi che è lì dal 2007 e che l'unica cosa che si vede è la "non volontà" di fare la raccolta differenziata, per giustificare la chiusura del ciclo con un cancro-valorizzatore, incurante delle multe che la Regione Liguria impone ogni anno per essere inadempiente e senza contare il mancato introito derivante dalla differenziata sotto forma di contributi. Questi soldi che spariscono provengono, manco a dirlo, dalle tasche dei genovesi. Appare anche strano che il capogruppo PD Danovaro lo supporti dicendo che nessuna grande città raggiunge gli obbiettivi di RD previsti: difatti a San Francisco, che per caratteristiche è simile a Genova, arrivano al 75%, a Vienna sono al 90%, ma basta guardare solo Torino "la rossa", dove sebbene nel 2010 fossero al 42% e rotti di RD (loro si molto più consoni ai dettami della Unione Europea), nei quartieri dove si fa il PAP (porta a porta) sono ben oltre le percentuali di legge con punte di oltre il 70%.
Il costo dell'operazione "cancro-valorizzatore" si aggira sui 300 milioni di euro, il tutto amabilmente presentato ai cittadini come un risultato importante e positivo del comune. Per la sola progettazione si prevede una spesa di 6 milioni di euro che saranno pagati, di nuovo manco a dirlo, con aumenti nella bolletta dell'Amiu.
Viene da chiedersi: ma dove li prenderanno i soldi per il polo impiantistico?
Considerato cha la tanto desiderata privatizzazione dell'Amiu non è più percorribile (speriamo) grazie ai referendum di giugno, cosa si dovranno inventare per riuscire a pagare tutto questo?
Forse potrebbe pagarlo Pantalone, con un Cip6 a garantire un utile ad un privato in project
financing; ovvio che in questo caso una differenziata spinta remerebbe
controcorrente alla necessità di garantire flusso di denaro, ops rifiuti, verso l'inceneritore...

Pensando a Bersanetor, il leader di questa coalizione di sinistra che pilota la città di Genova verso il baratro ecologico, che in ogni dove non fa altro che dire "di fare qualcosa per il lavoro", sorge il sospetto che "Senesi o ci fa o ci è", non capendo che una raccolta porta a porta creerebbe diverse centinaia di posti di lavoro e salvaguarderebbe quelli esistenti, pagati con gli stessi proventi del risparmio (cosa che dovrebbe sapere visto che la sua collega Pinuccia Montanari fa parte dell'Osservatorio Nazionale Rifiuti) e, soprattutto, costanti nel tempo .
Con vantaggio della salute della città, meno danni ambientali, limitazione dei livelli d'inquinanti previsti in aumento con il funzionamento dell'inceneritore.

E' questa la Smart City che "MartaRambla" Vincenzi ha in mente?

Fonti:
http://www.comune.torino.it/ambiente/rifiuti/raccolta_diff/raccolta-differenziata-i-risultati-bozza.shtml
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm
http://files.meetup.com/1545211/RAPPORTO%20ONR_28apr09.pdf

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Mercoledì 19 ottobre 2011, 21.00
Società di Geminiano
Via Superiore Geminiano 63, Genova

Odg
1)Relazioni gruppi di lavoro.
2)Raccolta fondi autofinanziamento campagna elettorale
3)Scelta sede Movimento
4)Varie ed eventuali


Genova - 

Il 15 ottobre sarà ricordata come la data della più grande manifestazione di indignati mai organizzata nel mondo. Presente in decine di città "worldwide", si è svolta anche a Roma con i noti problemi di ordine pubblico e con una manifestazione pacifica (ma non tranquilla) a Genova. Al richiamo lanciato in rete sono accorse circa 3000 persone (oltre alle moltissime già partite per Roma in pullman). Genova ha quindi dato il suo contributo, con una manifestazione davanti alla Banca d'Italia e un corteo ordinato ma non silenzioso, che ha sfilato fino alla vicina Prefettura, su per via Roma e attraverso piazza De Ferrari. Gli eventi negativi di Roma sono stati seguiti in diretta grazie ai numerosi collegamenti in diretta telefonica e web con persone presenti nella capitale.



Gli appartenenti al Movimento 5 Stelle Genova hanno partecipato in forma personale alla manifestazione e al corteo, unendosi ai moltissimi genovesi stufi non solo dell'economia globale che schiaccia gli strati più fragili dei cittadini, ma anche in gran parte dell'amministrazione comunale che segue senza alcuna volontà di reazione la strada segnata delle banche e dei centri di potere.
Stefano De Pietro


Genova - 

Repubblica avvisa dei nuovi tagli all'Ambiente. Dircelo tra noi serve poco, ma tagliare del 90% in quattro anni il bilancio del Ministero dell'Ambiente si chiama in un solo modo, si chiama omicidio.
Il ministero, Dio mio la Prestigiacomo..., che vigila (o dovrebbe vigilare) anche sul rischio idrogeologico; attraverso le provincie dovrebbe finanziare nei tratti di competenza cose solo apparentemente ordinarie come la pulizia dei rivi, o più visibili come il governo del dissesto idrogeologico, sia in condizioni ordinarie che straordinarie. La conclusione è che non si impiegheranno più soldi per azioni assolutamente fondamentali per l'incolumità pubblica. Ovviamente non è che "non ci siano più soldi" ma, come appena detto, che non se ne impiegheranno. Eccola qua la politica del Governo del Fare, ecco il Tempo delle Scelte: siamo curiosi di vedere se la Sindaco ed il Presidente della Provincia, per non dire il "Governatore" Burlando, si leveranno pateticamente ancora una volta la fascia, in attesa delle loro facce contrite al prossimo lutto.
Stefano Camisasso

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Riunione plenaria..

mercoledì 12 ottobre 2011

Il Formicaio
via S.Luca 15/7, Genova

ore 21:00

OdG

1)RESOCONTO ATTIVITA GRUPPI

2)QUOTA AUTOFINANZIAMENTO

3)ORGANIZZAZZIONE BANCHETTI INFORMATIVI

4)VARIE ED EVENTUALI

http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/36367602/


Genova - 

Wikipedia Italia chiude per protesta e finalmente qualcuno appartenente alla stampa "ufficiale" esce allo scoperto e parla chiaro, schierandosi fieramente! Un bello sfogo diretto, efficace, inatteso, profondo e liberatorio quello di Massimilano Parente su Il Giornale web del 6 ottobre 2011, "Wikipedia Italia chiude? E chisse­nefrega, anzi io festeggio, non ne potevo più". Un commento che esula non poco dal contesto del secolo nel quale viviamo. Speriamo che il link al suo articolo sia garantito stabile dalla serietà del giornale, sul quale pubblica il suo brindisi alla salute di quella che potremmo definire la "fossa biologica della libertà", leggi il Ddl intercettazioni in discussione in Parlamento in questi giorni. La stessa "serietà" che portò una testata "libera" e democraticamente gestita come Libero a rendere inattivo un articolo già pubblicato, una falsa intervista a Philip Roth, scandalizzando il mondo dell'informazione e che fu risolta in modo altrettanto funambolico: nessun richiamo ufficiale dell'Ordine dei giornalisti al direttore e, invece, disattivazione del collegamento all'articolo sul web: peccato che alla redazione, composta di espertissimi del web 2.0, fosse sfuggito che Google ha una cache e che quindi il doppio falso fosse stato tanto agevolmente scoperto e verificato da migliaia di persone. Consiglierei quindi al giornalista di denunciare Google per aver impedito il sacrosanto diritto di quel giornale a ripensarci, non smentendo ma cancellando, comodo, no? Certamente l'affidabilità di Wikipedia, che tiene traccia di tutti i cambiamenti in nome di una trasparenza genetica e non imposta da un Ordine, non è minimamente confrontabile con cotanta trasparenza editoriale.
Di una cosa abbiamo certezza, che Wikipedia ha già riaperto, perché una fonte di notizie gratuita, democratica, gestita da tutti sopravviverà certamente molto di più di certe testate del giornalismo di parte e di partito, sopravviventi solo grazie ai finanziamenti pubblici, mentre Wikipedia vive grazie alle donazioni: sarà questo il vero motivo di questo disegno di legge? Ci uniamo ai milioni di indignati, aggiungendo la nostra indignazione per chi brinda al ripristino dell'oligarchia dell'informazione, mettendo a nostra volta in fresco una bottiglia per festeggiare la fine di certi atteggiamenti ottocenteschi nella stampa italiana. Ah, tenete d'occhio la scheda di Parente su Wikipedia, magari verrà aggiornata con la marca di spumante che ha usato per il suo brindisi, "quelli" si che sono affidabili nella loro informazione.
Stefano De Pietro

I candidati a Genova

  • user-pic
    Luca Pirondini

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