MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Settembre 2011


Genova - 



29 settembre 2011 - Per oggi è stata convocata la conferenza stampa di presentazione del portavoce del Movimento 5 Stelle Genova, che sarà candidato capolista per la lista civica alle prossime elezioni comunali del 2012 a Genova.
La conferenza si tiene presso la sala stampa del locale "m-café" a Palazzo Ducale, alle ore 13,30. Il nome del portavoce sarà indicato durante la conferenza.


Genova - 


marco doria.bmp

L'articolo sul secoloXIX


Sembra non ci sia più limite al teatrino politico che noi genovesi siamo costretti ad assistere nell' ambito delle candidature del Pd per le prossime elezioni amministrative. La sfida tra Vincenzi e Pinotti ormai è un dato di fatto a cui ci siamo presto abituati e non fa più notizia perché come in tutti i casi in cui i pretendenti alla carica siano uomini, o come in questo caso donne, di partito si sa bene che la scelta finale spetta ai vertici del pd e i cittadini hanno solo il dovere di ratificare una scelta appunto presa altrove. In attesa della decisione romana la recente notizia della candidatura di Marco Doria fa quasi sorridere e da un lato suscita tenerezza per una persona che si sa già non avrà alcuna possibilità di scalfire il potere consolidato del partito, dall'altro lato le dichiarazioni del professore danno una chiara idea di quanto sia inconsistente la sua strategia politica, quasi ridicola. Dice di essere l'uomo nuovo, di essere fuori dalla casta, ma non anti politico come i grillini - magari spiegategli la differenza tra anti politico e anti partitico - eppure cerca il sostegno e l'appoggio proprio di coloro che critica. Come dire: non faccio parte della cricca ma se mi fate diventare sindaco ci entrerò presto. Siamo ormai abituati a tattiche politiche così meschine e non ci lasciamo più incantare, un motivo in più per cui siamo convinti e decisi a giocare la partita delle amministrative genovesi, per dimostrare davvero cosa voglia dire essere fuori dai giochi di potere tradizionali.

Carlo Di Bernardo

Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 

Atto I


Teatro della gioventù.

Oggi, 26 settembre 2011, dopo oltre sei anni, cessa la gestione del teatro della gioventù da parte del direttore Giunio Lavezzari Cuneo.
Non vogliamo qui disquisire se il bando è stato emesso in modo corretto, se il nuovo gestore ha i requisiti richiesti dal bando, o sulle accuse che reciprocamente le parti si scambiano.
Non intendiamo entrare nel merito della disfida sulle questioni tecnico legali. Vorremmo invece, soffermarci a riflettere sul perché una gestione artistica apprezzata, visto gli esiti di pubblico e una gestione amministrativa che riflette con la positività dei bilanci una sana amministrazione, debba essere interrotta.
Aggiungiamo inoltre come nota di non poco conto che l'amministrazione Lavezzari non ha mai ricevuto contributi di sorta da nessuna agenzia o ente pubblico.

In questo quadro per dir poco, anomalo per il settore cui facciamo riferimento, troviamo una amministrazione regionale, che incurante delle espressioni di solidarietà rivolte alla precedente gestione più volte espresse proprio dai frequentatori paganti della struttura teatrale, procede imperterrita sulle sue direttive senza minimamente prendere in esame la minima forma di mediazione o considerazione alle istanze avanzate dal Lavezzari.

Questo atteggiamento di chiusura e completo rifiuto a considerare la peculiarità della struttura, da considerarsi come uno degli ultimi baluardi rimasti a difesa della tradizione teatrale genovese, fa dubitare che altro sia l'intendimento degli amministratori che quello a salvaguardia delle tradizioni, della genovesità, e della commedia dialettale.

Il silenzio tombale degli amministratori regionali, sulle motivazioni che hanno indotto a queste scelte, ferisce nel profondo tutti coloro che continuano a chiedersi "perché"?
Perché una cosa che non costa all'amministrazione della cosa pubblica deve venire a cessare?
Perché una struttura che dava voce alla commedia dialettale, alle compagnie di sperimentazione, al bel canto, all'opera, alla musica in genere ed al jazz deve essere chiusa?
Perché una struttura che si rivolgeva anche al sociale con iniziative rivolte agli anziani sopperendo a lacune della gestione pubblica deve essere sostituita da chi non ha nulla di tutto questo nella programmazione dichiarata?
Tanti altri sarebbero i perché, ma fra tutti me ne sovviene uno in particolare;
ma perché alla prossima dichiarazione di voto dovrei fare una scelta rivolta a chi non presta la minima attenzione alle esigenze di chi vive sul territorio ed esprime queste esigenze con forza, con determinazione, con insistenza, ma rimane inascoltato?

Mauro Assanti

Movimento 5 Stelle Genova


Atto II



Atto III



Genova - 

26 settembre 2011 - Sembra che nel nostro Parlamento, sia che si tratti di Camera dei Deputati che del Senato, la cultura relativa alla rete non riesca proprio ad entrare.
M'immagino persone "di una certa età" che, piegate sui loro fogli di cartapecora, cercano di inquadrare all'interno di schemi ottocenteschi i concetti moderni e per loro estranei di "internet, tcp/ip, email, sito web, blog, server, client, cavo di rete, wireless". giustizia-282x300.jpgUn sintomo evidente di quanto la mia fantasia debba corrispondere ad un'amara verità si ha nel DDL sulle intercettazioni, in disussione dal 2009 a fasi alterne, con vari tentativi di far passare delle emerite porcate quali l'obbligo di pubblicazione della rettifica senza possibilità di opposizione in un blog qualsiasi. Il testo dell'articolo a pagina 127 recita "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".
Ma qualcuno per fortuna se ne accorge e l'articolo non passa l'esame della Commissione, al punto che la stessa richiede per la sua l'approvazione una rettifica basilare: "La IX Commissione della Camera dei deputati, considerato che la disposizione in esame estende ai siti informatici le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, "osservato che tale previsione, in quanto riferita ad un termine generico come "siti informatici", sembra porre l'obbligo di rettifica a carico, piuttosto che degli autori dei contenuti diffamatori, dei gestori di piattaforme che ospitano contenuti realizzati da terzi, che, in considerazione del volume dei contenuti ospitati dalla piattaforma, non sarebbero in grado di far fronte a tale obbligo", ha espresso parere favorevole a condizione che il riferimento ai "siti informatici" sia sostituito da "giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all'obbligo di registrazione di cui all'articolo 5".
Insomma, il legislatore, facendosi prendere in castagna dalla Commissione, sembra ignorare la presenza della signora che magari commenta l'ennesima porcata di qualche politico a lei antipatico su Facebook e si trova a dover pubblicare una smentita che magari non sta, come numero di caratteri, nel format di Facebook stesso.
Oltre a questa prima scrematura, si nota però l'assoluta carenza di descrizione di "come" dovrebbe essere inoltrata una comunicazione. Vediamo di approfondire il resto del marasma di questa proposta di legge, fino ad ora non commentato da alcun giornalista o blogger in questo senso.
Primo punto: cosa s'intende per comunicazione? Il modo più classico per interagire con un sito web (sito informatico è un termine troppo generico che può comprendere mille cose della rete) è quello del form: l'utente si trova di fronte una pagina del sito web dove deve riempire una casella per inviare un messaggio. E' di gran lunga il sistema più usato perché si evita di pubblicare una email, soggetta allo spam. Di solito i siti non mandano una copia di quanto inviato col form, per una sorta di dimenticanza nella netiquette (le abitudini di buona creanza della rete): quindi, di primo acchito, chi potrebbe dimostrare di avere scritto qualcosa? Se proprio si volesse costringere un sito web ad avere un sistema di comunicazione nel quale ci sia la producibilità di prove, piuttosto un DDL come questo dovrebbe prevedere l'utilizzo di una mail certificata, dove la prova dell'avvenuto invio e ricezione, ai fini sia del contenuto che della data certa, siano a carico di un ente certificatore, tra l'altro già esistente. Ma è fantascienza, nemmeno il sito della Camera invia al mittente una copia di quanto scritto ad un deputato e non si riesce a trovare una mail certificata in tutto il sito: se ci fosse è introvabile ... da che pulpito arrivano le regole!
Ma torniamo alle nostre comunicazioni. Supponiamo che un blogger sia così matto da aver pubblicato in chiaro la propria email. Non avendo un obbligo di legge per una Pec (posta certificata), la stessa viaggerebbe sul classico protocollo SMTP, quello che ogni giorno viene usato più volte da circa 4 miliardi di persone per darsi un appuntamento, litigare con la moglie, mettersi d'accordo con l'amante, ordinare la pizza, comprare in un Gas, scrivere a Di Pietro per fargli notare che il suo articolo su questo DDL non tiene conto della rettifica della commissione: questa è l'email. Il protocollo SMTP non dà alcuna garanzia, di nulla e di nessuno. Non dà garanzie sul mittente, sul destinatario, sull'effettiva ricezione, sul fatto che un filtro antispam non cacci via tutto per errore, alcuna certezza della data, del testo, degli allegati. Mandare una mail dà la certezza della avvenuta comunicazione solo se qualcuno ci risponde. Un po' come parlare urlando nel buio, solo un urlo di ritorno ci dice che c'era qualcuno ad ascoltare. E su questa cosa assolutamente inaffidabile un giudice dovrebbe decidere d'infliggere una muta di 12.000 euro per non aver pubblicato una smentita, magari effettivamente non ricevuta? Bersani direbbe "moh sciamo passi, ragassi? no sciamo mica qui ad annodare i cavi di rete!". Rob de matt, aggungo io.
Pochi lo sanno ma anche la classica raccomandata in busta chiusa costituisce prova solo se la stessa viene riconosciuta come tale dal destinatario. Eh sì, perché chiunque potrebbe inviarmi una busta vuota e poi produrre un documento in effetti mai spedito nella sostanza: non c'avevate mai pensato? Ecco un consiglio utile che il Parlamento ignora, se volete scrivere con la certezza che la prova non possa essere disconosciuta, fate un piego postale raccomandato, ovvero spedite "il foglio" senza la busta: l'uovo di Colombo. Altro problema: ma a chi lo mando questo bel piego non impugnabile? La legge mica mi obbliga a pubblicare un indirizzo (che sarebbe presumibilmente posto alle Isole Fiji, scatenando anche l'invidia dell'offeso oltre che l'incazzatura per aver visto pubblicato una notizia su sé stesso molto scomoda ma anche molto vera).
Insomma, riassumendo: possibile che non riescano ad assumere alla Camera qualche ragazzo sveglio che possa aiutarli e guidarli nel redigere una norma di legge non derisibile dal punto di vista tecnico? Ma poi, quando la smetteranno di cercare di bloccare una rete nata a fini militari per resistere ad un'esplosione nucleare? Non hanno ancora capito che fanno prima a cambiare "loro" piuttosto che cercare di cambiare "internet"?
(Stefano De Pietro)

Riunione Movimento 5 Stelle Genova


Genova - 

OdG

1) organizzazione su stampa dei volantini (confronto fra vari preventivi)
2) presentazione e sviluppi dei gruppi di lavoro:


  • gruppo incontri per programma

  • gruppo gadget

  • gruppo segreteria/ufficio stampa

  • gruppo filmati

  • gruppo ricerca sede.


3) Organizzazione banchetti (per raccolta fondi e pubblicità al movimento)
4) Varie ed eventuali

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Mercoledì 21 settembre 2011, 21.00


Chiesa di Murta

Piazza della Chiesa di Murta, Genova, GE


Ciao a tutti per la prossima riunione.

ODG:

Votazione Portavoce del Movimento 5 Stelle di Genova

In calendario sul Meetup


Genova - 

15 settembre 2011 - Consiglio comunale di Genova. In quello che il sindaco "Martarambla" Vincenzi (*) definisce un "momento storico" per la storia italiana, per la prima volta l'assemblea dell'Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) decide alla unanimità di esternare il proprio malcontento sulla manovra finanziaria restituendo per qualche ora le deleghe all'anagrafe e allo stato civile ai prefetti. Il Sindaco ha preferito l'anfiteatro del Consiglio piuttosto che recarsi direttamente dal Prefetto, con la sala gremita di cittadini, ex dipendenti "ballerini" di Amiu e Amiu bonifiche.
Il discorso ha spaziato nei vari campi della manovra, raccogliendo il voto di maggioranza delle forze politiche su una mozione del Sindaco, dopo una serie di interventi dei capigruppo dove ognuno ha recitato la propria parte ideologica secondo lo schema ormai ben noto. Le sinistre, supportando il Sindaco, hanno posto l'accusa sul governo di Roma, che blocca di fatto la possibilità di pagare i debiti comunali, di effettuare qualsiasi nuovo investimento, di assumere personale anche quando il settore sia visibilmente sotto organico minimo, eccetera eccetera. L'opposizione di destra, quasi difendendo l'operato del governo centrale, ha invece posto il dito sul problema del debito dei Comuni, quello di Genova si attesta su cifre iperboliche di oltre un milardo e mezzo di euro, sviluppato in un ventennio d'amministrazione dello stesso colore, evitando quindi di alludere nella maniera più assoluta alla mancanza di tagli struttuali alle spese della politica di Roma, rimasta di fatto al di fuori della manovra finanziaria: si, ok, è una manovrona, ma la colpa non è del governo. Come se difinire la colpa di questa cosa sia necessario, visto che finta destra e finta sinistra sono vicendevolmente al governo ovunque e da sempre, come se nei comuni amministrati da una fazione piuttosto che dall'altra andasse meglio. Nel battibecco tra un consigliere di opposizione e il Sindaco nasce il video satirico che segue: ma siamo o no un "Comune virtuoso"? Cosa conta di più, non avere affatto debiti piuttosto che avere la possibilità di fruire di prestiti? E' meglio vivere all'interno delle proprie possibilità o contrarre prestiti (quindi un debito) da saldare nel tempo? Ha ancora un senso che un'agenzia di rating internazionale o una banca decidano il futuro di centinaia di migliaia di persone, dopo che loro stesse hanno fatto fiasco su Parmalat, su Enron e su tutte le migliaia di aziende che hanno in questi anni trascinato nel baratro persone e stati?

La politica del "consumare e spendere ad ogni costo", del Pil invece che del Fil (la Felicità interna lorda), è evidentemente arrivata al capolinea, siamo di fronte ad un cambiamento epocale che non sappiamo come potrà progredire. Di certo c'è che ci saremmo aspettati ben altre azioni se davvero l'Anci avesse voluto dare un segnale forte al Governo. Ci saremmo aspettati le dimissioni dei sindaci, vere, tangibili, ci saremmo aspettati il reale blocco dei servizi dei comuni, complici anche i funzionari dell'anagrafe che invece a Genova rispondono telefonicamente che si è trattato solo di un'azione simbolica, che nessun effetto ci sarebbe stato sul reale funzionamento degli uffici. A La Spezia sono state osservate alcune ore di chiusura reale degli sportelli, a Genova non ci sono notizie in tal senso su nessun organo d'informazione istituzionale. Che si tratti in generale di una finta opposizione così come si tratta di "finto comune virtuoso" e di finta restituzione di deleghe al Prefetto?

A proposito: eravamo andati in forze in Consiglio comunale per sentir parlare di progetti di inceneritore a Scarpino, ma di questo non si trova mai il tempo per fare un vero dibattito pubblico, questi argomento si risolvono nelle stanze blindate di Tursi, nelle commissioni, nelle stanze degli amministratori di aziende private e sono progetti che non sembrano mai risentire della mancanza di risorse finanziarie. L'inceneritore di Scarpino, nella mostra sul Puc in questi giorni alla Loggia di Piazza Banchi, è indicato come un fabbricatore di ecologia, non come un produttore di polveri sottili. Di riuscire invece a spostare la parola rifiuti dal ciclo passivo a quello attivo di un comune non se ne parla proprio, se non nelle promesse elettorali mai onorate, esempio ne è l'ampliamento della centrale Tirreno Power di Savona.
Per concludere, un operatore "datato" di Amiu che sedeva vicino a me nulla sapeva dell'affare Tia e Tarsu che si stanno consumando a lato dei mezzi d'informazione, ossia della riduzione delle imposte sulla "spazzatura" che i comuni dovranno sopportare a causa di un'applicazione semplicistica della norma fatta fino ad ora a proprio vantaggio (oltre all'Iva, mai restituita), portando nelle loro casse cifre molto superiori a quelle dovute per legge, che dovranno non solo ridurre per il futuro ma anche restituire per il passato. Anche questi lavoratori dovranno svegliarsi prima o poi e capire che il voto dato ai soliti partiti porta ai soliti risultati: ora tocca a noi cittadini, direttamente, agire per cercare di recuperare lentamente e con fatica la nostra vita futura.
Stefano De Pietro

(*) Il nome di battesimo del nostro Sindaco è "Marta", ma in onore dell'opera definita "la Rambla di Genova" durante l'Euroflora 2011, pensiamo di dare un contributo alla Storia associando il suo nome ad un'iniziativa di tale levatura artistica e di grande utilità per le ambulanze che avrebbero atteso in coda agli autobus in cima a Via XX Settembre, nota strada di periferia della nostra città: Martarambla ci sembra quindi che suoni bene.


Genova - 


RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA

mercoledì 14 settembre 2011, 21.00


Chiesa di Murta

Piazza della Chiesa di Murta, Genova, GE

Ciao a tutti per la prossima riunione.

Odg:

1)Modalità di votazione del portavoce e scelta candidati.

2)Relazione vari gruppi di lavoro

3)Varie ed eventuali


Genova - 

PD vs M5S Genova


Genova - 

Mercoledì 7 settembre sfidando il nostro stomaco di ferro oramai abbondantemente provato, decidiamo, novelli Ghostbusters, di partire alla caccia dei seguenti ectoplasmi:

Mario Margini, Ass. lavori pubblici Comune di Genova

Sergio Gentili, coord. forum ambiente PD,

Alessandro Bianchi, già ministro dei Trasporti,

Riccardo Conti, Dip. infrastrutture e trasporti

Che avrebbero, bontà loro, dovuto "animare" il dibattito dall'altisonante titolo di "Non solo grandi opere-la nuova sfida infrastrutturale: le città."

Ovviamente noi non è che si parte a mani vuote, infatti sfoderiamo il portentoso striscione dei No-Gronda che su Margini ha lo stesso effetto dell'aglio sui vampiri.

Ora a parte che "ri-animare" un dibattito con questi soggetti è impossibile anche a al Dott. Green ed al Dott. House, il risultato lo potete vedere sul video. Ma, dico, "come è possibile ridursi così?": platea vuota a parte qualche intrepido (occhio che una parte sono le gentili signore No Gronda stanche di stare in piedi!!!), logorrea dei partecipanti con l'ex ministro Bianchi che sfodera quaranta (diconsi 40!!) minuti di farfugliamenti consecutivi senza capo ne coda, Mario Margini con faccia color "grigio politburo" impassibile in altrettanta spaventosa ed inconcludente loquacità, assenza totale di interrelazione non dico con Noi ma almeno tra di loro.

Questo è il risultato di questa politica, solo un susseguirsi di inutili liturgie con svariate perle di manifesta incompetenza da parte del Bianchi. Un incontro che, svolto logicamente e normalmente, dovrebbe consentire almeno di "tastare il polso" ai Cittadini viene sviluppato stancamente sul tema "quando si prende una decisione bisogna portarla in fondo" con allusione al nostro striscione e, come diceva R. Vecchioni, tanti "bla bla bla fratelli". Mi piacerebbe commentare il contenuto dell'incontro, mi avrebbe fatto piacere anche dissentire, ma siamo di fronte al nulla assoluto, al vuoto spaziale, alle distanze siderali dalla "polis". Ma davvero il Bianchi è stato Ministro? D'altronde questi signori non sopportano davvero i loro iscritti, ne sono prova proprio questi dibattiti, figurarsi interloquire con Noi.

Che analisi politica si può tentare di fronte a tutto ciò? Che lezione si può apprendere? Si può commentare il Vuoto? Non è più un problema di "fiato sul collo", questi vanno semplicemente ed umanamente spazzati via!!!

Dunque è questa l'alternativa al Mov. 5 stelle? Sono gli iscritti ed i simpatizzanti del PD? A loro va comunque e nonostante tutto la nostra simpatia e comprensione, capiamo che possa essere difficile lasciare il bagnasciuga per nuotare al largo come noi facciamo e ci dispiace dell'acredine e del livore che sentiamo montare, ma a tutto c'è un limite e questo è pericolosamente vicino. Lo abbiamo visto con gli ultimi Referendum: i loro iscritti erano tutti dalla parte giusta ma la loro Dirigenza non sapeva che pesci prendere salvo cercare di saltare sul carro a risultato certo.

E i loro Iscritti ora cosa dicono?

Niente dicono, andava bene prima, va bene ora, andrà benissimo domani. Il Festival dell'acqua è sponsorizzato dal Comune di Genova, e allora? Il Comune non è il PD! Il presidente di IREN e di Federutility è "vicino" (sic!!!) al PD? Ma quando mai!!! Ecco cosa volete, volete rovinarci la festa!!! E il Porto Antico è nostro, UFFA!!!.

Quindi, cari amici Cacciatori di fantasmi, non ci resta che prepararci a "incrociare i flussi" nel 2012.

Noi ci saremo e Voi?

Stefano Camisasso


Genova - 

V-day: amarcord da Genova

Di quell'8 settembre ricordo la fatica dell'organizzazione: è stato il primo evento di una certa portata organizzato totalmente da noi del meet up di Genova, contando sulla generosità di sostenitori ed amici che gratuitamente ci hanno affidato locali ed attrezzature, ci hanno prestato materiali, hanno messo a nostra disposizione la loro professionalità ed il loro tempo.
Mi ricordo i crampi alle mani di chi prendeva le firme, e le file per firmare, infinite, sotto il sole, davanti ai banchetti che avevamo sparpagliato per la città, e nonostante questo non c'è stata una sola lamentela, non un litigio o un mugugno (...e siamo a Genova!) tra le circa 10000 persone che al termine della giornata avevano firmato.
Mi ricordo la tensione per lo spettacolo serale organizzato a Villa Croce, con quella distesa di sedie davanti allo schermo del cinema all'aperto che ci sembrava impossibile riuscire a riempire...e invece oltre alle sedie abbiamo riempito anche il prato, lo spettacolo è filato via che più liscio e gradevole non si poteva e alla fine della serata abbiamo dovuto chiedere agli ultimi gruppetti di persone se per favore potevano uscire perché il parco doveva chiudere.
Non mi ricordo invece gli articoli di stampa e i servizi della televisione per annunciare l'evento...ah sì, forse non me li ricordo perché i nostri media, con la solita lungimiranza che li contraddistingue, non ci avevano filato proprio...salvo il giorno dopo accorgersi, in tutta Italia, di aver completamente ignorato una tra le più grandi mobilitazioni di piazza degli ultimi anni...
Mi ricordo che da quel giorno il movimento è finito sulla bocca di tutti: giornalisti, politici, opinionisti... spesso e volentieri a sproposito. Da un lato, i "grillini" sono stati liquidati come qualunquisti seguaci un po' appecorati di Grillo, i cui atteggiamenti e le cui contraddizioni (spesso prelevate dal passato e trasportate come se niente fosse ai giorni nostri, vedi la Ferrari, l'incidente, ecc.) sono diventati l'argomento principe di tutte le trattazioni superficiali e approssimative al riguardo. Dall'altro lato, le nostre proposte, ratificate dalle firme di più di 350000 cittadini, richiedevano - loro malgrado - un minimo di attenzione da parte dei nostri politici, sempre pronti a sfruttare quei 15 minuti medi di attenzione dati all'argomento del giorno da parte dei media.
Quindi a parole tutti d'accordo, "riprendere la questione morale", "basta con gli sprechi", "tagliare i costi della politica" ed altri slogan simili sono diventati i cavalli di battaglia del linguaggio politico, salvo poi...
Salvo arrivare al 2011, la bellezza di quattro anni dopo, con una classe politica, sia a destra che a sinistra, sempre più implicata in situazioni se non legalmente quantomeno moralmente discutibili, con la stessa porcata di legge elettorale ed i promessi tagli alla politica sempre rimandati o in attesa di decreti specifici che probabilmente non vedranno mai la luce.
Ecco perché, 4 anni dopo, siamo ancora una volta in piazza a chiedere CHE FINE HANNO FATTO QUELLE FIRME? Perché purtroppo non è cambiato niente.
Di quel giorno ci resta la soddisfazione di aver dato una spallata, anche se momentanea; si stanno riassestando come sempre - si sa che alle catastrofi nucleari sopravvivrebbero soltanto gli scarafaggi e i politicastri - ma adesso, con i "granelli" che siamo riusciti ad inserire nei loro ingranaggi, per loro è più difficile e lo sarà sempre di più...chissà che con un'altra spallata non si riesca a finire il lavoro?

Iliana Pastorino

MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA SARA' PRESENTE ALL'EVENTO

un pullman partirà da Savona
http://www.facebook.com/event.php?eid=192665430797563


Genova - 

Genova, 4 settembre 2011 - Come se ce ne fosse stato bisogno, nel pomeriggio abbiamo avuto l'ennesima prova dell'arroganza del PD genovese, che considera i cittadini alla stregua di allocchi.
Con ancora nella memoria il Bersani che celebrava la straordinaria partecipazione degli italiani ad un referendum nel quale il PD si è distinto per il record di "salto nel carro del vincitore" (non avendo raccolto una singola firma per permettere che i cittadini si esprimessero su argomenti cruciali per la loro vita), oggi è stato dato il via al Festival dell'Acqua, una straordinaria manifestazione mistificatrice inaugurata a Genova e che girerà tutta l'Italia.
Il sito internet del festival ( http://www.festivalacqua.org/]www.festivalacqua.org ) dà già un'impareggiabile dimostrazione della presunzione con la quale questa classe politica prende in giro i cittadini.
Infatti "dopo un referendum che ha coinvolto 26 milioni di cittadini" ad organizzare il festival ci pensano:


  • IREN - presidente Roberto Bazzano

  • FEDERUTILTY - presidente Roberto Bazzano

  • con il patrocinio del Comune di Genova - targato PD


Basta dare un'occhiata agli azionisti di Iren ( http://ir.gruppoiren.it/opencms/opencms/AEM_Torino/AzionariatoIT.html?tipo=1.4 ) per rendersi conto che i suoi vertici sono nominati da politici del PD e banche amiche del PD.
Quindi sgombriamo il campo da un primo equivoco, questo festival è stato voluto dal PD per dare una mano ai dirigenti di queste società che dopo il referendum hanno ricevuto una sonora batosta dagli italiani.
La volontà dei cittadini è stata inequivocabile: vogliono che l'acqua sia affidata direttamente ai Comuni che devono garantirne una gestione efficiente, e non utilizzata per fare profitti da società quotate in borsa.
La volontà del PD è altrettanto chiara: non potendo regalare la gestione dell'acqua direttamente ai privati sottraendola ai cittadini (come hanno fatto con le autostrade, costruite con le tasse di generazioni di italiani ed i cui profitti adesso vanno ad arricchire esclusivamente le tasche di alcune famiglie amiche di politici), la preoccupazione è quella di non farsi sfuggire la gestione di questo enorme affare.
Finchè i dirigenti di queste società quotate in borsa saranno nominati dai politici, sfuggendo al controllo diretto del cittadino-elettore, la posizione di rendita dei partiti è assicurata. Queste società per azioni quotate in borsa e controllate dai partiti sono un affare che va difeso ad ogno costo.
L'operazione ha naturalmente un sacco di sponsor, spudoratamente sbandierati sul sito del festival: Veolia (multinazionale francese dell'acqua), Hera, Acea, Unicredit ed amici vari.
Esattamente tutto quello che non vogliono gli italiani.......
Con queste premesse abbiamo assistito al primo atto del festival, con l'inaugurazione del "Chiosco dell'Acqua di Genova" dotato di "fontana del terzo millennio" (che oltretutto testimonia anche l'incapacità di generazioni di raccomandati del PD, che nel 2011 propongono un marketing così vecchio da spiegare l'incolmabile inferiorità rispetto al marketing berlusconiano).
La "fontana del terzo millennio" sarebbe in realtà un grosso distributore collocato in una posizione seminascosta di piazza Caricamento. Il distributore può riempire una sola bottiglia d'acqua alla volta, oppure un bicchiere di plastica in vendita a 5 centesimi, è collegato alla corrente elettrica, racchiude al suo interno un sistema frigorifero, racchiude un sistema di "affinazione organolettica", ed in conseguenza di tutto ciò sarà un ottimo soggetto di facili atti di vandalismo.
Tutto questo alla modica cifra di... gratis.
Il Comune ha infatti pure la faccia tosta di scrivere che è "una moderna fontana donata alla citta' dalla societa' Cillichemie (Anima)" ... "struttura ad elevato contenuto tecnologico" ... "l'installazione si inserisce nel solco del progetto 'Acque del bronzino' " ... "progetto volto alla riduzione di bottiglie in pet e alla promozione dell'acqua del rubinetto".
Naturalmente niente è gratis, e tutti noi cittadini ripagheremo profumatamente questo dono al donatore.
Come lo ripagheremo?
Se il Comune di Genova deciderà di installare la "fontana del terzo millennio" in altre parti della città (3 sono già state annunciate), garantirà al donatore la vendita di questi distributori, ad una cifra che possiamo ipotizzare sarà altrettanto generosa quanto il dono ricevuto.
Parliamo dello stesso Comune che non ha i soldi per riparare le fontanelle cittadine e preferisce sigillarle rendendole inutilizzabili.
I cittadini in cambio avranno la possibilità di riempirsi la loro bottiglia da un distributore che è costoso sia nel momento dell'acquisto, sia nella gestione, sia nella manutenzione, sia nello smantellamento.
Se penso alle sorgenti d'acqua, con le persone che fanno la coda per prendere l'acqua con recipienti da 5, 10, 20 litri, capisco quanto l'acqua pubblica sia pericolosa per questo sistema politico-affaristico che vede nell'acqua solo un modo per garantirsi un posto di potere ben remunerato, ed è chiaro che, se le sorgenti sono state date in concessione a cifre ridicole a società di imbottigliamento che hanno riempito i supermercati e la spesa delle persone di bottiglie di plastica, questa buffonata della fontana tecnologica è stata studiata per non dare alcun fastidio agli imbottiglitori di acque minerali, ma solo per fare un po' di propaganda elettorale e far vendere qualche distributore che tra qualche anno sarà già inutilizzabile, e quindi solo un rifiuto tecnologico da smaltire.
Come cittadini consapevoli pretendiamo da chi ha il dovere di amministrare i nostri Comuni di avere una fontanella sotto casa che venga pulita giornalmente, che sia di ferro, indistruttibile, senza costi di gestione, con bassissimi costi di manutenzione, senza sprechi di energia, con l'erogazione di acqua gratuita, pulita, fresca.
L'acqua è fresca quando le condutture sono sotterranee e l'acqua si raffredda naturalmente, senza sistemi frigoriferi, come facevano i nostri nonni.
L'acqua è pulita quando le società di gestione del servizio idrico svolgono il loro compito di garantire la qualità dell'acqua, senza ulteriori sistemi di affinazione organolettica al rubinetto, e non pensano a garantire i profitti agli azionisti.
E nonostante tutte le balle dei politici sulle virtù delle società per azioni, la logica del profitto fa ipotizzare che una gestione a scopo di lucro possa solo far peggiorare la qualità dell'acqua distribuita, per permettere così ulteriori affari, magari con la vendita di sistemi casalinghi di filtrazione dell'acqua.
Con un totale di 25 visualizzazioni, su YouTube si trova un'intervista all'organizzatore del festival, il presidente di Iren, Federutility e amico del PD, Roberto Bazzano, che esprime chiaramente il suo pensiero dopo l'esito referendario ( http://www.youtube.com/watch?v=Si3nYedgz2A ).
Quando il PD nominava presidenti e amministratori delle municipalizzate, il risultato della gestione finiva con enormi perdite e sprechi, ma come per magia, adesso che il PD nomina gli stessi uomini presidenti e ammnistratori di società per azioni quotate in borsa e controllate dai partiti e dalle banche, le perdite si trasformano in profitti, e quello che era il disastro della gestione pubblica si trasforma in "professionalità", "forti investimenti", "capacità imprenditoriale". Ipse dixit.

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

mercoledì 7 settembre 2011, 21.00

Chiesa di Murta

Piazza della Chiesa di Murta, Genova, GE

1) Organizzazione gruppo di lavoro logistico per incontri.
2) Organizzazione primo incontro (iniziare a scegliere date ed altro).
3) partecipazione agli eventi della festa del pd.
4) Liste, sviluppo modulistica e completamento
5) Programma: pubblicazione informazione e condivisione.
6) Incontro a Roma 10 Settembre.


Genova - 

Domenica 4 settembre 2011, 15.30
Porto Antico
Caricamento, Genova, GE (map)

Ora domenica alle 16.00 - 09 settembre alle ore 23.00 Luogo Genova, Porto Antico, Piazza Matteotti Creato da Daniela Napoli Per Comitato Acqua Pubblica Genova

NOI L'ACQUA (PUBBLICA) - LORO LA SETE (DI PROFITTI)

Dal 4 al 10 settembre si svolgerà a Genova il primo Festival Internazionale dell'Acqua, organizzato da Federutility, a loro dire, in continuità con il referendum. Una lettura che distorce la realtà che ha visto Federutility tra gli avversari più convinti della campagna referendaria per l'Acqua Bene
Comune. Il Festival partirà da Genova e girerà tutta l'Italia con la cosiddetta "S taffetta dell'acqua", per portare dovunque il suo ingannevole messaggio pubblicitario.
Le società consorziate a Federutility (Iren, Acea, Hera...) gestiscono il Servizio idrico in Italia (e all'estero), oltre ad altri servizi come i trasporti, i rifiuti e l'energia; sono Società per Azioni, alcune delle quali quotate in borsa, che nulla hanno a che vedere con la gestione pubblica dell'acqua essendo quelle che fanno profitti sull'acqua. Sponsorizzano il Festival multinazionali come Veolia, che con le speculazioni sull'oro blu ha fondato un impero facendo pagare salatissimo il conto ai cittadini.
I Comitati per l'Acqua Bene Comune, dopo aver scritto il 12 e il 13 giugno 2011 un'importante pagina della politica e della partecipazione democratica in questo paese, sono oggi impegnati nel difendere i risultati della consultazione. Per questo motivo nei giorni del Festival e della staffetta organizzeremo proteste e eventi alternativi per smascherare i veri intenti del Festival dei privatizzatori.
Con il Sì di 28 milioni di persone, i cittadini italiani hanno chiaramente espresso la volontà di sottrarre al mercato la gestione dei beni e dei servizi pubblici, e di avviare una gestione pubblica e partecipativa dell'acqua. Oggi il governo italiano, con l'alibi della crisi e con l'appoggio di Confindustria, banche e sindacati confederali, si appresta invece ad avviare un piano di privatizzazioni del patrimonio pubblico e delle società di servizi. Kermesse come quella di Genova rappresentano il grimaldello per invalidare la volontà della maggioranza assoluta degli italiani.
Chiamiamo i Comitati referendari e tutti i cittadini che hanno levato la loro voce per l'Acqua Bene Comune a una mobilitazione:

DOMENICA 4 SETTEMBRE, ore 15.30 al Porto Antico:
MANIFESTAZIONE

VENERDI' 9 SETTEMBRE ore 16:
Piazza Matteotti
FESTA PER L'ACQUA PUBBLICA

l'evento su facebook


Genova - 

Genova, 31 agosto 2011 - Sulle comunali 2012, dice "sceglierà Genova, ma nel modo corretto": Bersani che consiglia di votare il 5 Stelle? Ma che roba è? Eh già, è difficile credere che un membro dell'establishment del Pidimenoelle faccia un'uscita simile, anche se a dire il vero avrebbe avuto l'opportunità, facendolo, di dire finalmente qualcosa di nuovo. Perché, nel discorso di Bersani al Porto Antico ieri sera, così come nelle interviste al Secolo XIX non si è sentita una sola parola di novità. E' venuto fin qua per dire che la proposta di legge di tagliare i costi dei consiglieri regionali è cosa del Pd, che faccia tosta! E' venuto a dire che sempre del Pd è l'idea di tornare al voto nominale, altra faccia tosta. Ci manca solo che la prossima volta si riempia la voce di "più wi-fi libero e gratuito per tutti" per chiudere il cerchio della vecchia abitudine del Pd di rubacchiare idee a destra e a sinistra, facendole poi risultare come proprie.
E' venuto a parlar male di Tremonti, ma non ha speso una parola per i recenti scandali tutti legati al Pd in Liguria, come ad esempio il potenziamento della centrale Enel a Savona, ampiamente osteggiata in campagna elettorale e puntualmente autorizzata una volta eletti. Bersani arringa sulla trasparenza della politica ma si dimentica di parlare del terzo mandato di Vasco Errani in Emilia Romagna, per non parlare dei suoi delfini in mezzo agli scandali penali più avvilenti. Non una parola sulle "grandi" opere come gronda di ponente e terzo valico, solo una serie di considerazioni relative ai temi caldi del momento: finanziaria e bunga bunga. In un'intervista si fa vanto di essere riuscito a "far comprare ai militari un po' di aerei della Piaggio" per non farla fallire, e che l'aiuto di stato all'industria è cosa sacra se fatta a colpi di commesse (magari anche inutili). Così si giustifica il Pd sulle scelte delle grandi opere, il lavoro prima di tutto. Il solito schema, insomma.
Ovviamente per qualsiasi cosa "noi lo avevamo detto da tempo", frase stampino applicabile a qualsiasi cosa il Pd affronti nei rapporti con gli elettori. Avevano già detto da tempo, da tantissimo tempo così tante cose e non sono riusciti a realizzarne nemmeno una. E c'è scontro in casa democratica, anche sullo sciopero di settembre, Pinotti non lo appoggia, arriva il "capo" da Roma a redarguire e impostare: s'ha da fare, lo fa la Cgil.
Sul Secolo XIX la visita diventa una vetrina per le due canditate, le due superdonne del Pd genovese, che si affrontano a colpi di silenzio di tomba proprio di fronte al palco del monologo bersaniano: una sistemazione di tre foto a inizio pagina 19 espone in modo inequivocabile la situazione di squarcio interna al partito di governo a Genova: sulla sinistra una sorridente Vincenzi che abbraccia il "suo" segretario, a destra Pinotti ripresa di schiena mentre si saluta con Bersani (che sia una cortesia del redattore all'attuale sindaco la scelta di quella foto senza volto?), al centro il gelo tra le due. Una nota a vantaggio delle due candidate: ma sarà vero? Ultimamente sulla veridicità del Secolo sugli argomenti 2012 avrei dei dubbi ...
Non c'è molto di politico da dire di più: la politica del Pidimenoelle si limita ormai a questi temi da operetta di fine ottocento. Anche un tentativo di avvicinare Bersani da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle si dimostra inefficace per l'intervento di alcune guardie del servizio d'ordine che lo hanno all'ultimo momento deviato lontano da noi. Avremmo voluto solo fargli una domanda pertinente, una delle tante che non abbiamo sentito da nessuno, ma l'abitudine al preordinato li rende immuni da questi rischi.
Ci dispiace non tanto per noi, che ormai conosciamo i personaggi e non ce ne curiamo, quanto per i cittadini genovesi che non hanno sicuramente trovato sul giornale le cose che si aspettavano di veder commentate: dove hanno intenzione di spendere i soldi pubblici i prossimi amministratori?
Stefano De Pietro

I candidati a Genova

  • user-pic
    Luca Pirondini
  • user-pic
    Fabio Ceraudo
  • user-pic
    giuseppe immordino
  • user-pic
    MARIA TINI
  • user-pic
    stefano giordano

About this Archive

This page is an archive of entries from Settembre 2011 listed from newest to oldest.

Agosto 2011 is the previous archive.

Ottobre 2011 is the next archive.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.

Partecipa ai nostri eventi