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Servizi ai cittadini

anziani.RSA-Er.jpg24 MAGGIO 2017 - Anziani "costretti" alle dimissioni dalle residenze sanitarie assistenziali (RSA). È il caso segnalato in una interrogazione presentata alla Giunta dalla capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, Raffaella Sensoli, che riporta la denuncia pubblica della Fondazione di Promozione Sociale Onlus che da tempo si batte per il riconoscimento del diritto dei malati cronici, soprattutto anziani non autosufficienti, alle cure e all'assistenza socio-sanitario.

"Questo caso riguarda un'ASL dell'Emilia-Romagna che, rispondendo alla contestazione della Fondazione che si opponeva alle dimissioni un anziano malato cronico, ha affermato che le norme regionali prevedono un ricovero temporaneo di al massimo 30 giorni a carico del Fondo regionale per non auto sufficienza - spiega Raffaella Sensoli - Si tratta palesemente di una bufala che ha solo come obiettivo quello di obbligare i familiari di queste persone a farsi carico in prima persona dell'assistenza al proprio caro, sollevando quindi le strutture sanitarie da questa responsabilità".

Per questo nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, chiede alla Regione di fare luce sul caso segnalato, provvedendo a tutte le verifiche del caso per accertare eventuali comportamenti scorretti da parte del personale dell'ASL. "Crediamo che sia doveroso chiarire una volta per tutte che non esistono norme che impongono alle famiglie di sostituirsi al sistema sanitario pubblico e regionale nel garantire il diritto alla salute dei propri cari - conclude Raffaella Sensoli - Per questo chiediamo alla Regione di invitare le strutture socio/sanitarie pubbliche a rispettare le norme in essere evitando di mortificare le famiglie con sollecitazioni di vario tipo per accettare le dimissioni di loro congiunti bisognosi di cure. Cure che molto spesso non possono essere garantite a domicilio e che richiedono interventi di natura sanitaria specifici".

disabili5.jpg23 MAGGIO 2017 - "La legge sul 'Dopo di noi' approvata dal Parlamento e il piano regionale che il PD vuole attuare in Emilia-Romagna concederanno solo le briciole a poche persone che aspettano da troppo tempo un livello di assistenza dignitoso. Una colossale presa in giro verso centinaia di famiglie solo nella nostra regione".

È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo allo stanziamento dei fondi regionali previsti dalla legge sul "Dopo di Noi" relativa all'assistenza alle persone disabili presentato questa mattina in Commissione Sanità. "In Emilia-Romagna per il 2017 arriveranno circa 9 milioni di euro che in base al numero dei residenti, e non in base alla numero di persone con disabilità presenti - spiega Raffaella Sensoli - Se si pensa però che oltre il 40% dei fondi elargiti dallo Stato finirà nelle casse di assicurazioni e fondazioni, alle famiglie che hanno a carico un disabile arriveranno davvero solo le briciole: si tratta di 400 euro ogni anno, 33 euro al mese, ovvero circa un 1 euro in più al giorno se spalmate sugli eventi diritto. Soldi che non aggiungeranno e non toglieranno nulla a quanto fatto fino ad esso. Una colossale presa in giro che non fa altro che creare un sistema di welfare dove man mano l'offerta di servizi pubblici viene indebolita e svenduta ai privati".

Per questo la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle aveva presentato in Commissione una risoluzione (bocciata però dalla maggioranza) per chiedere che la Giunta si impegnasse, all'interno nelle sedi di confronto con il Governo, a chiedere una revisione della nuova legge, eliminando quelle discriminazioni che anche le famiglie e le associazioni che si battono per la difesa dei diritti delle persone con disabilità chiedono da tempo di attuare. "Quello che adesso chiediamo è che quei 9 milioni destinati all'Emilia-Romagna siano realmente aggiuntivi rispetto al Fondo Regionale per la non autosufficienza e redistribuiti sul territorio in base alle esigenze delle famiglie con disabili - conclude Raffaella Sensoli - Diversamente creeremmo un ulteriore danno a chi da tempo aspettava un aiuto concreto per l'assistenza ai disabili e che invece, dopo tanto clamore, vedrà materializzarsi l'ennesima beffa".

anziano-maltrattato-ER.jpg19 MAGGIO 2017 - Maltrattamenti ai danni di anziani ospiti e un esposto presentato ai Carabinieri. È questa la situazione che riguarderebbe la Casa-Residenza per Anziani "Lorenzo Peracchi" di Fontanellato al centro di una interrogazione presentata alla Giunta dal consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Gianluca Sassi. "Secondo quanto abbiamo potuto ricostruire - spiega Gianluca Sassi -  nei mesi scorsi all'interno della casa di riposo si sarebbero verificati dei ripetuti maltrattamenti ai danni di alcuni anziani ospiti da parte di un numero limitato di operatori di uno dei due nuclei in cui è suddivisa la CRA. Episodi poi che sono stati raccontanti anche in un esposto presentato ai Carabinieri di Fontanellato proprio dalla coordinatrice della casa di riposo. Se i fatti che ci sono stati riferiti dovessero trovare conferma ci troveremmo davanti a una situazione molto grave che necessiterebbe un immediato intervento della Regione".


Nella sua interrogazione il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle cita la Pro.Ges., la cooperativa sociale con sede a Parma che gestisce proprio la struttura di Fontanellato, nella quale alcuni lavoratori in queste settimane, avendo ricevuto un invito a comparire, sarebbero proprio stati ascoltati dagli inquirenti per verificare i contorni della vicenda. "Quello che vogliamo capire è se la Regione abbia già ricevuto notizia di un'indagine in corso per la struttura di Fontanellato e se nel caso contrario, davanti all'evidenza dei fatti, reputi necessario segnalare alla Procura il caso - aggiunge Gianluca Sassi - Comunque crediamo utile sia che la Regione avvii al più presto una sua indagine ispettiva a tutela innanzitutto delle persone anziane ospitate, ma anche di quei lavoratori che svolgono il loro lavoro all'interno della struttura. Su questo caso deve essere fatta massima chiarezza e al più presto".

NOVO.jpg19 MAGGIO 2017 - "Il ritardo siderale della Regione nell'applicare la delibera che vieta l'apertura di sale slot a meno di 500 metri da scuole e ospedali sta favorendo l'iniziativa delle società che fanno business con il gioco d'azzardo. E il caso della mega sala slot Novomatic a Rimini ne è la conferma più lampante visto che si trova a poche centinaia di metri da una scuola". È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito alle recenti polemiche sull'apertura di una nuova sala per il gioco d'azzardo lecito in via Crimea.


"Come Movimento 5 Stelle eravamo riusciti a far approvare una norma che vieta l'apertura di nuove sale troppo vicini a luoghi sensibili come parchi pubblici, scuole e ospedali. Norma che però da ormai quasi sei mesi è di fatto inapplicata visto che la Regione tarda ad approvare il regolamento attuativo che ne darebbe efficacia - spiega Andrea Bertani - Un ritardo che, sommato alla posizione prona e silenziosa del presidente Bonaccini in Conferenza unificata, dove è in corso il confronto con il Governo sui poteri degli Enti locali proprio sulle norme anti slot, sta di fatto agevolando e generando scempi come quello di via Crimea".


Andrea Bertani, assieme alla capogruppo Raffaella Sensoli, ha presentato una interrogazione alla Giunta per chiedere i motivi di questo ritardo e se non ritenga opportuno emanare il provvedimento in tempi celeri. "Quello che vogliamo evitare è che situazioni come quella di Rimini possano ripetersi anche in altre città - aggiunge Raffaella Sensoli - Il gioco d'azzardo ha un costo sociale molto alto ed il dovere delle istituzioni dovrebbe essere quello di limitarlo, nei limiti ovviamente consentiti dalla legge, non di certo agevolarlo o restare immobile per favorire gli interessi di chi gestisce le sale slot. Per questo chiediamo al Comune di intervenire al più presto, con il supporto anche della Regione, per chiudere la sala di via Crimea". "Serve tempismo, basta perdere tempo - conclude Andrea Bertani - A Savignano sul Rubicone due sere fa consiglio comunale, ovviamente a maggioranza PD, ha bocciato una proposta di regolamento sulle distanze proprio con la scusa che la Regione a questo proposito non ha ancora norma chiara. Il paradosso è che la Regione ce l'ha, grazie al MoVimento 5 Stelle, ma di fatto non la vuole applicare".

caos-TARI.jpg12 MAGGIO 2017 - "Le cartelle pazze arrivate negli ultimi giorni ai cittadini di Rimini sono solo l'ultimo caos generato dalla gestione a dir poco surreale della TARI. Per questo nei prossimi giorni depositeremo una interrogazione alla Giunta per chiedere l'istituzione di un organismo di conciliazione che intervenga al più presto a tutela dei cittadini che oggi si trovano a dover pagare cifre esorbitanti anche per persone decedute. Semplicemente assurdo". È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al caso delle cartelle pazze in arrivo in questi giorni ai cittadini di Rimini riguardo al pagamento della TARI.


"Nonostante ci raccontino che la quota di raccolta differenziata sia cresciuta la TARI non è diminuita, anzi è aumentata rispetto allo scorso anno. Un dato che dovrebbe già bastare per chiedere al Comune, e quindi ad ATERSIR, delle spiegazioni approfondite - spiega Raffaella Sensoli - Purtroppo però questo tema è avvolto da una fitta nebbia visto che proprio ATERSIR fa di tutto per non rendere trasparenti i propri calcoli". "Quello che sta succedendo a Rimini non è che l'ultimo tassello di un puzzle sempre più ingarbugliato che i Comuni non sembrano interessati a risolvere, tanto alla fine di tutto sarà sempre il cittadino a pagarne le conseguenze come sta accadendo con l'invio di queste cartelle pazze" aggiunge il consigliere regionale Gianluca Sassi. Ecco perché il MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di intervenire e provare almeno a limitare i danni. "In questi giorni le cronache dei giornali raccontano di cittadini costretti a pagare cifre esorbitanti per parenti anche deceduti o per metrature irrealistiche - concludono Sensoli e Sassi - Per questo la nostra proposta è quella di creare un organismo regionale di conciliazione che intervenga in casi come questi e che cerchi di tutelare i cittadini davanti a queste palesi irregolarità. La Regione si muova".

anziani3.jpg10 MAGGIO 2017 - "L'ennesima indagine della magistratura su presunti maltrattamenti in una casa di riposo per anziani, questa volta a Rimini, è la dimostrazione che servono maggiori controlli su queste strutture. La Regione non può sempre correre ai ripari". È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all'indagine della Procura di Rimini su un caso di presenti maltrattamenti in una struttura della provincia dove le cronache dei quotidiani parlano di anziani presi a pugni in casa di riposo, ipotesi anche di violenze sessuali e personale che si sarebbe recato al lavoro ubriaco.


"Solo qualche mese fa un caso del genere si verificò a Parma e in quell'occasione l'assessore Venturi comunicò la sospensione della convenzione con la struttura - spiega Raffaella Sensoli - Crediamo però che questa soluzione non sia adeguata a prevenire questo tipo di fenomeno ed evitare che si verificano nuovi casi di questo tipo. Non si può sempre aspettare le indagini della magistratura o i fatti di cronaca". Per questo nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di sollecitare le AUSL ad effettuare un controllo straordinario di tutte le strutture che accolgono persone fragili, per l'età, per la disabilità e per fragilità multipla.


"La Regione non può restare immobile, permettendo di fatto che possano esistere sul territorio strutture che abusano di chi è fragile e indifeso - conclude Raffaella Sensoli - occorre agire con maggiori controlli da parte dei servizi dell'AUSL competenti, in modo straordinario e superando l'attuale regolamentazione dei controlli rilevatesi non efficaci".

cohoung-vecchi-giovani-risoluzione-M5SER.png10 MAGGIO 2017 - Il Movimento 5 Stelle porta il "cohousing" in Emilia-Romagna. Ieri l'Assemblea Legislativa, infatti, ha approvato una risoluzione presentata dalla capogruppo Raffaella Sensoli e dal consigliere regionale Andrea Bertani che impegna la Regione a sperimentare di progetti che riguardano "l'abitare collaborativo" in cui anziani, famiglie e studenti, sotto lo stesso tetto o in appartamenti separati, condividono non solo spazi ma anche una vera e propria esperienza di vita.

"Ad oggi sono oltre 1 milione gli anziani residenti in Emilia-Romagna. Di questi più della metà sono 75enni, mentre 338 mila hanno oltre 80 anni - spiegano Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani - Negli ultimi 20 anni l'aspettativa di vita, già aumentata di 6 anni per gli uomini e di 4 anni per le donne, aumenterà ancora di più. Questi dati dimostrano con chiarezza che l'aspettativa di vita si sta allungando, ed è perciò necessario trovare una soluzione di assistenza non invasiva, autonoma e dignitosa, e che sia economicamente sostenibile. Per questo crediamo che lo strumento del cohousing, soprattutto in città dove la presenza di studenti è rilevante, possa essere uno strumento interessante da sperimentare".

La risoluzione approvata ieri in Assemblea Legislativa propone di sperimentare progetti in cui, per esempio, anziani e studenti vivono sotto lo stesso tetto, condividendo spazi ed esperienze, e al tempo stesso creando una sorta di "welfare domestico".

"Spesso gli anziani si trovano a fronteggiare la solitudine che si traduce nel timore di vivere da soli - concludono Sensoli e Bertani - Quello della coabitazione intergenerazionale rappresenta un esperimento interessante che mette in contatto esperienze di vita differenti e offre nuove forme abitative e siamo soddisfatti che l'Assemblea Legislativa abbia dato approvato e apprezzato la nostra proposta".

Slot_machine.jpg5 MAGGIO 2017 - "La bozza di accordo presentata dal Governo ieri in Conferenza Stato-Regioni sull'azzardo è irricevibile. Per questo ci aspettiamo che Bonaccini, a cui l'Assemblea Legislativa ha dato nelle scorse settimane un mandato chiaro, già oggi si dica contrario. Sarebbe gravissimo se firmasse un documento dove si prevede che le sale slot possano aprire a 151 metri da una scuola quando invece in Emilia-Romagna la distanza necessaria è quella di 500 metri". È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla bozza di accordo sul gioco d'azzardo depositata ieri dal sottosegretario Baretta.


"Se Bonaccini firmasse questo accordo senza pretendere di più, cioè piena autonomia e più garanzie e vincoli, il potere giù oggi debole dei sindaci e degli enti locali si ridurrebbe a una sostanziale beffa - spiega Andrea Bertani - Le distanze e la definizione dei luoghi sensibili sono prerogative dei sindaci che non possono essere svendute e per questo ci attendiamo che Bonaccini, assieme alle altre Regioni, facciano muro contro la proposta del Governo che, tra l'altro, non prevede nessun limite all'apertura delle sale slot per esempio dagli ospedali o centri anziani. Bonaccini aveva un preciso incarico dettato dalla risoluzione del MoVimento 5 Stelle approvata all'unanimità in Commissione solo qualche settimane fa. È incredibile inoltre come la delibera che definisce l'applicazione del distanziometro dai luoghi sensibili in Emilia-Romagna, si sia persa nei meandri della regione. La delibera doveva essere emanata entro gennaio di quest'anno, non vorremmo che anche qui si stesse giocando il pericoloso gioco del rinvio per accontentare qualcuno e indebolire il potere dei sindaci".


"Le nuove regole presentate ieri servono solo a prendere tempo e a delegittimare le Regioni e i Comuni - conclude Bertani - Baretta ben sa che presto ci saranno nuove elezioni e dunque è inutile costruire un percorso che certamente poi dovrà realizzare il nuovo governo. E se dovesse toccare al Movimento 5 Stelle di certo questi accordi pro-lobby non avranno più motivo di esistere".

azzardopatia-parkinson-emilia-romagna.jpg27 APRILE 2017 - Corsi di formazione ad hoc per i gestori, diffusione di materiale informativo nelle sale slot ma soprattutto il divieto d'ingresso per i giocatori che soffrono di malattie neurodegenerative come il Parkinson e il diritto alla restituzione delle somme eventualmente giocate. Dopo il caso delle 65enne riminese affetta da Parkinson che nel giro di pochi mesi ha perso tutti i suoi risparmi giocando alle slot machine, il MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di trovare degli accorgimenti per evitare che situazioni del genere possano ripetersi. Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del M5S, hanno presentato una interrogazione per sollecitare la Giunta a prendere provvedimenti.

"Oggi doversi studi dimostrano come i pazienti che soffrono del morbo di Parkinson, a causa dell'assunzione di terapie farmacologiche, sviluppino un comportamento compulsivo verso il gioco d'azzardo - spiegano Sensoli e Bertani - in pratica, è come se le persone colpite da questo morbo non fossero più in grado di valutare correttamente la gravità o meno della perdita economica dovuta al gioco. Una tesi che purtroppo ha trovato conferma nel caso della signora riminese che ha perso i risparmi di una vita giocando alle slot machine proprio dopo aver scoperto di essere malata di Parkinson. Per questo crediamo che si debbano prendere degli accorgimenti per cercare di limitare il più possibile questo fenomeno".

Per questo nella loro interrogazione i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Regione, oltre che di introdurre dei corsi di formazione obbligatori e materiale informativo per i gestori di sale da gioco sui rischi connessi all'utilizzo delle slot machine per i soggetti deboli e i pazienti affetti da malattie neurodegenerative, anche di pensare ad una norma che limiti l'ingresso di queste persone in sale da gioco e centri scommesse oltre quella di creare una rete di "protezione" fatta dall'interazione e l'informazione rivolta alle famiglie attraverso i medici di base e gli specialisti che hanno in cura il paziente.

"Bonaccini potrebbe portare in Conferenza Stato-Regioni questa proposta assieme a quella di prevedere una sorta di diritto alla restituzione delle somme giocate e perse da persone che soffrono di questo tipo di malattia in seguito, ovviamente, a una certificazione medica comprovata - concludono Sensoli e Bertani - Crediamo che siano piccoli accorgimenti da poter introdurre per tutelare fasce deboli della popolazione che molto spesso sono le vittime più numerose dell'azzardopatia".

polizia-provinciale.jpg21 APRILE 2017 - "È semplicemente vergognoso che il Governo abbia ripristinato la causa di servizio solo per la polizia municipale escludendo quella provinciale. Come testimoniano i recenti fatti di cronaca che proprio in Emilia-Romagna hanno visto un agente di polizia provinciale ferito gravemente da uno spietato killer ancora in fuga, queste persone lavorano quotidianamente per la nostra sicurezza ed è incredibile che lo Stato non assicuri loro le opportune tutele. Per questo chiediamo alla Regione e al presidente Bonaccini di portare questo tema al più presto in Conferenza Stato-Regioni". È questa la richiesta di Giulia Gibertoni ed Andrea Bertani riguardo al mancato riconoscimento della cosiddetta "causa di servizio" per il corpo della Polizia provinciale, ovvero la tutela dei dipendenti dello Stato e della pubblica amministrazione per infermità, lesioni, patologie varie causate proprio dall'attività professionale, anche in modo indiretto, che nel 2011 era stata eliminata per la Polizia Municipale ma che recentemente il Governo ha ripristinato.


"Non si capisce quale possa essere la motivazione, a parte un piccolo risparmio di cassa, per escludere dal ripristino di questo diritto la polizia provinciale - spiega Giulia Gibertoni, prima firmataria della risoluzione - i fatti di cronaca dimostrano come anche la polizia provinciale paghi un tributo di sangue nell'espletamento del proprio dovere. Basti citare quello che è successo lo scorso 7 aprile tra Bologna e Ferrara con il ferimento di Marco Ravaglia da parte del killer di Budrio". "La Polizia Provinciale è tra le istituzioni in divisa più a rischio, operando spesso in contesti territoriali isolati e periferici, oltre che spesso costituisce il primo presidio contro il bracconaggio il più delle volte perpetrato con armi da fuoco pure clandestine e modificate" aggiunge Andrea Bertani. Per questo il MoVimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione per invitare la Giunta a portare il tema in Conferenza Stato-Regioni. "Bonaccini si impegni perché questa grave e inspiegabile mancanza venga risolta al più presto" concludono Gibertoni e Bertani.

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