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Salute

tatuaggi medici.jpg21 NOVEMBRE 2017 - Una formazione più completa per gli operatori in modo da inserire i "tatuaggi medici" tra i servizi di assistenza ambulatoriale: è quanto chiede Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, all'interno di una interrogazione indirizzata alla Giunta.

"Il tatuaggio con finalità mediche e la dermopigmentazione correttiva costituiscono la punta di diamante di un intero settore e potrebbero rappresentare il punto di riferimento per tutti gli operatori e produttori che hanno a che fare con tatuaggi e trucco permanente - spiega Silvia Piccinini - Questo tipo di tatuaggi, infatti, vengono utilizzati soprattutto da persone che hanno subìto interventi importanti o a seguito di cicli di chemioterapia, trasformando così i clienti in veri e propri pazienti. Per questo, a nostro avviso, serve una maggiore attenzione per i livelli di sicurezza, puntando sulla formazione degli operatori".

Nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle ricorda come attualmente in Emilia-Romagna la formazione specifica per poter esercitare questo lavoro è di circa 15 ore, numero molto inferiore rispetto ad altre realtà dove è necessaria una formazione di quasi 300.

"Per questo chiediamo che la Regione si impegni a migliorare la formazione degli operatori prevedendo apposite linee guida dedicate al tatuaggio con finalità mediche, prevedendo così il riconoscimento della figura del tatuatore, a garanzia della necessaria professionalità nel rapporto tra cliente/paziente - conclude Silvia Piccinini - Un'opportunità che quindi potrebbe aprire la strada anche per il riconoscimento all'interno del LEA (i livelli essenziali di assistenza) di interventi come il tatuaggio della cornea o la pigmentazione dell'areola-capezzolo tra quelli garantiti dall'assistenza specialistica ambulatoriale".

medici_ospedale_infermieri.jpg20 NOVEMBRE 2017 - Avviare al più presto un tavolo di incontro con il sindacato nazionale autonomo dei medici: è questa la richiesta contenuta in una interrogazione presentata da Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla rete di emergenza-urgenza e al personale impiegato nelle strutture sanitarie della regione alla luce dell'estrema carenza degli organici.


"Lo stato di agitazione proclamato dai medici dell'emergenza sanitaria territoriale arriva alla fine di una serie di richieste di intervento e di confronto con la Regione che non sono mai andate a buon fine - spiega Raffaella Sensoli - Agitazione che rischia di avere anche delle pesanti ripercussioni sui servizi offerti alla collettività. Per questo chiediamo alla Giunta di avviare al più presto un tavolo di confronto e cominciare ad intervenire con atti concreti a tutte quelle criticità segnalate dal sindacato".


Tra le criticità evidenziate all'interno dell'interrogazione ci sono il diffuso utilizzo, anche in contraddizione con i disposti della DGR 2324 del 2000, in varie AUSL regionali dei medici convenzionati per l'emergenza territoriale come sostitutivi dei medici dipendenti SSN, in funzioni proprie dell'assistenza ospedaliera; l'organizzazione insufficiente di corsi per l'idoneità all'emergenza sanitaria territoriale e il dilagare di incarichi precari, rinnovati per anni con gli stessi compiti e le stesse funzioni senza alcuna previsione e prospettiva di stabilizzazione.


"In più c'è anche da rilevare come non ci sia stata ancora la discussione e il raggiungimento di un accordo regionale omogeneo rispetto alla formazione specifica per i medici destinati alle aree di chiusura dei Punti Nascita, che hanno visto in questi anni ribaltate sulle loro spalle le incombenze derivanti da un maggior rischio e aumentato numero di parti extra ospedalieri. Visto che poche settimane fa è stato approvato un nostro emendamento che chiedeva un aumento del personale soprattutto negli ospedali di zone disagiate, la Regione dovrebbe intervenire al più presto. Per questo - conclude Raffaella Sensoli - ci aspettiamo che venga convocato a breve e con tempestività un tavolo di confronto con il sindacato dei medici".

retinografo.jpg20 NOVEMBRE 2017 - Uniformare l'assistenza dei malati diabetici in tutta la Romagna e dotare di nuovo personale il reparto di Diabetologia di Rimini che al momento non è in grado di ricevere uno strumento molto utile per la prevenzione come il retinografo. È quanto chiede Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, all'interno di una interrogazione presentata alla Giunta riguardo alla dotazione degli ospedali dell'AUSL Romagna per combattere le patologie legate all'insorgenza del diabete, soprattutto nei bambini.


"L'associazione Diabete Romagna, che raggruppa diverse storiche realtà sul territorio, ha avviato un progetto di crowdfunding per dotare gli ospedali di Cesena e Rimini di un retinografo, uno strumento non invasivo per controllare una delle complicanze croniche più frequenti del diabete soprattutto nei bambini - spiega Raffaella Sensoli - Ma mentre Cesena ha dato ampia disponibilità a partecipare a questo progetto, Rimini ha rinunciato all'inserimento del retinografo nel reparto di diabetologia per mancanza di personale. Visto che Forlì già oggi dispone di questa strumentazione, la rinuncia di Rimini sarebbe ancor più grave visto che creerebbe una evidente disparità nell'assistenza ai malati di diabete all'interno dell'AUSL Romagna".


Ecco perché nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di sollecitare i vertici dell'AUSL ad assegnare nuovo personale all'ospedale di Rimini in modo che il retinografo possa essere utilizzato per i pazienti. "Quella che si è creata a rimini è una situazione a dir poco paradossale visto che si potrebbe avere un nuovo e importante strumento di prevenzione e diagnosi senza costi aggiuntivi; inoltre è la dimostrazione che abbiamo una seria emergenza legata alla carenza di personale in tutta la regione, che rischia di portare un ulteriore vantaggio alla sanità privata e un'ulteriore discriminazione per i cittadini emiliano-romagnoli che non possono permettersi cure ed esami a pagamento. Per questo chiediamo alla Giunta di intervenire per eliminare quella che potrebbe essere una evidente disparità di trattamento nella cura dei pazienti diabetici tra Forlì, Cesena e Rimini. Inoltre - conclude Raffaella Sensoli - crediamo che anche le attività messe in campo da Diabete Romagna vadano opportunamente supportate".

vaccini4.jpg16 NOVEMBRE 2017 - "Da un lato a livello nazionale un lato si aumenta il numero dei vaccini obbligatori e dall'altro, a livello locale, si rende assai problematico l'accesso agli stessi servizi vaccinali, come testimonia perfettamente il caso della provincia di Parma".

È questa la denuncia di Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in un'interrogazione presentata alla Giunta riguardo all'interruzione dei servizi vaccinali a Busseto, Fontanellato e Salsomaggiore ai quali si somma la chiusura dei punti di Colorno e Sorbolo.

"In questo modo si obbligano tantissime famiglie a fare la spola con Parma, percorrendo in alcuni casi moltissimi chilometri - spiegano Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi - Anche perché alcune delle zone dove questo servizio è stato interrotto si trovano, dal punto di vista geografico, molto distanti da altri luoghi di cura. In questo modo di fatto viene meno la prossimità territoriale dei servizi sanitari che dovrebbe costituire un'azione indispensabile per tutelare le zone disagiate".

Ecco perché nella loro interrogazione i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Regione di sollecitando l'AUSL di Parma a riattivare al più presto i servizi e più in generale a garantire, in particolare nelle zone disagiate, l'accesso ai servizi sanitari di base per avvicinarli ai bisogni degli utenti. "Bisogna puntare con decisione sul concetto di sanità di prossimità e non limitandolo invece come sta succedendo a Parma" concludono Sensoli e Sassi.

prov.Rimini-azzardo-2016.png16 NOVEMBRE 2017 - Quasi 570 milioni di euro: è questa l'impressionante cifra che ogni anno viene spesa nella provincia di Rimini nel gioco d'azzardo tra slot machine, Gratta&Vinci, SuperEnalotto, giochi virtuali, Lotto e Bingo. I dati arrivano direttamente dall'agenzia dei Monopoli e fotografano nel dettaglio la mole di gioco nelle singole province dell'Emilia-Romagna, facendo registrare in quella di Rimini una mole di giocate pari a 569.572.643,66 di euro giocati soltanto nel 2016.

"Se si divide questa cifra per il numero di famiglie residenti nella nostra provincia si scopre che la spesa annuale per il gioco d'azzardo sfiora i 4mila euro, ovvero più di 300 euro al mese - spiega Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle - Soldi che, oltre che andare letteralmente in fumo, rappresentano un danno economico e sociale all'economia reale della nostra provincia, al piccolo commercio, ai servizi, ai ristoranti, ai negozi, visto che questo denaro potrebbe in buona parte essere speso in acquisto di vestiti, ristoranti, viaggi, libri, cinema, cibo, elettrodomestici, giocattoli. Se poi a queste perdite aggiungiamo la spesa sanitaria per curare la ludopatia, i danni socio-economici generati da divorzi, licenziamenti, i costi sociali diventano enormi e molto preoccupanti".

Entrando nel dettaglio delle tipologie di giocate spulciando tra i dati forniti dai Monopoli per il 2016 si scopre che in provincia di Rimini a farla da padrone nell'universo dell'azzardo sono le slot machine e le ancor più pericolose videolottery che rappresentano il 56% delle giocate totali con più di 323 milioni di euro. Rilevante anche il gioco online che ha sfondato i 62milioni di euro (11% del totale). Sulla stessa linea sono i Gratta&Vinci (64 milioni) mentre più staccate restano le scommesse sportive (44 milioni), il Lotto (38 milioni) e il Bingo (13,9 milioni).

"Si tratta di numeri impressionati e che dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che l'azzardo è una vera e propria piaga sociale che anno dopo anno erode l'economia dei nostri territori, delle nostre famiglie - aggiunge Andrea Bertani - Senza contare che parte di questo enorme flusso di denaro molto spesso viene ripulito dalle mafie proprio attraverso le VLT, Slot e giochi online, formalmente legali che però poi si scopre essere legate a società riconducibili alla 'ndrangheta, alla camorra e alla mafia. Ecco perché diventa di fondamentale importanza cercare di mettere un freno a questa situazione".

"Per questo ogni Comune della provincia di Rimini dovrebbe approvare e rendere subito operative le delibere no-slot per limitare orari e fissare distanze dai luoghi sensibili, così come sancito dalla legge regionale che il M5S ha fortemente voluto. Si segua almeno l'esempio di Cattolica dove l'amministrazione ha imposto lo spegnimento dello slot machine dalle 12.30 fino alle 15.30 e dalle 19.30 in poi. Orari in cui moltissime persone, nelle pause dal lavoro o a fine giornata, giocano bruciando ogni giorno centinaia di euro".

"Allo stesso tempo - concludono Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani - vista l'entità del fenomeno è necessario un impegno in prevenzione trasversale a tutte le fasce di età. Chiediamo anche che in Parlamento si approvi al più presto la legge bipartisan per vietare la pubblicità, presentata dal Movimento 5 Stelle-Gruppo interparlamentare contro l'azzardo, ferma ormai da 2 anni nonostante il Senato ad ottobre 2015 avesse firmato l'urgenza".

cartella-clinica-elettronica.jpg14 NOVEMBRE 2017 - Difficoltà affrontate dai medici di base per la gestione delle cartelle cliniche dei pazienti a causa del ritardo con cui la Regione sta affrontando il problema della piattaforma di interconnessione dei dati. È quanto denuncia Giulia Gibertoni all'interno di una interrogazione presentata alla Giunta e che riguarda la gestione del software regionale da far utilizzare ai medici di medicina generale per la gestione delle cartelle cliniche dei rispettivi assistiti.


"I sindacati avevano hanno raggiunto un'intesa con la Regione che prevedeva che i medici potessero adottare la cartella clinica informatizzata preferita, e che meglio si adattava alla propria attività professionale, tra quelle certificate per la connessione alla rete SOLE - spiega Giulia Gibertoni - Spettava alla Regione poi dover garantire la piattaforma di interoperabilità delle cartelle cliniche informatizzate attraverso un software ad hoc che permettesse di leggere di dati indipendentemente dai sistemi utilizzati. Ad oggi però, nonostante la migrazione di molti medici al nuovo software, la Regione non ha ancora garantito il funzionamento della piattaforma di interconnessione dati, provocando così il conseguente blocco degli strumenti informatici di associazionismo medico, come le strutture che si basano sulle medicine di gruppo e di rete, rendendo così impossibile per un medico in gruppo accedere ai dati del collega".


Per questo nella sua interrogazione Giulia Gibertoni chiede alla giunta per quale motivo  non sia ancora stata attivata la piattaforma di interconnessione nonostante l'avvio della migrazione al nuovo software regionale di alcuni medici, come sia avvenuta o debba avvenire la scelta del software di interconnessione dati, ed i relativi costi sostenuti dall'amministrazione per la sua implementazione e se per il software sia prevista una gara europea o un altro tipo di procedura di pubblica evidenza. "Quello che vogliamo capire è se questo ritardo sia attribuibile in qualche modo alle scelte che sono state fatte da parte della Regione - conclude Giulia Gibertoni - Scelte che potrebbero essere state orientate, più che sull'efficacia e l'efficienza dei servizi offerti, alla vicinanza politica".

Elisoccorso-Novafeltria.jpg7 NOVEMBRE 2017 - "La patetica gara a chi è arrivato primo sulla richiesta di elisoccorso per Novafeltria dimostra l'assoluta inadeguatezza di PD e Lega. Invece di preoccuparsi di assicurare un servizio realmente efficiente per i cittadini si perde tempo a cercare di intitolarsi meriti inesistenti e al tempo stesso inconsistenti. Ecco perché abbiamo presentato e fatto approvare oggi in Commissione un emendamento che impegna la Regione ad aumentare il personale di terra medico, infermieristico e tecnico proprio in virtù dell'arrivo dell'elisoccorso".

È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al dibattito che sta andando in scena in questi giorni sull'ospedale di Novafeltria, in particolare sulla dotazione di un elisoccorso per l'ospedale della Valmarecchia.

"Senza un reale potenziamento del personale, così come ha chiesto e ottenuto il MoVimento 5 Stelle, questo servizio sarebbe stato totalmente inutile - spiega Raffaella Sensoli - perché non si saprebbe come gestire al meglio le eventuali criticità. In ogni caso riguardo al poco edificante teatrino in corso tra PD e Lega, continuato anche questa mattina in Commissione Sanità, vorremmo ricordare ai due litiganti che l'unica forza politica a difendere e a tutelare l'ospedale di Novafeltria è stato il Movimento 5 Stelle. Se non avessimo fatto approvare, nel marzo del 2015, un emendamento che prevedeva che il Sacra Famiglia di Novafeltria fosse inserito fra i nosocomi delle zone svantaggiate, come prevede il Decreto Balduzzi, a quest'ora forse non esisterebbe nemmeno più l'ospedale, visto la politica scellerata in sanità che sta portando avanti la Giunta. Per questo - conclude Raffaella Sensoli - la diatriba tra PD e Lega diventa ogni giorno di più ridicola oltre che totalmente inconsistente".

centri-malattie-sessualmente trasmissibili-Emilia-Romagna.png2 NOVEMBRE 2017 - "La Regione potenzi i centri per le malattie sessualmente trasmissibili presenti sul nostro territorio, centri dove è possibile recarsi gratuitamente e senza impegnativa del medico di base. L'aumento della diffusione di malattie che pensavamo fossero ormai scomparse, come la sifilide, deve far riflettere e spingere le istituzioni a mettere in campo tutti gli strumenti per aumentare l'informazione, soprattutto tra i giovani".

È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta e che prende spunto dalla pubblicazione dei nuovi dati che hanno visto un consistente aumento delle malattie sessualmente trasmissibili in Italia.

"Il rischio di contrarre questo tipo di malattie è sottovalutato soprattutto dai giovani e dai giovanissimi, che ancora confondono la contraccezione con la prevenzione - spiega Raffaella Sensoli - Un'informazione che spesso si affida al passaparola, al sentito dire, all'interazione con coetanei e che per questo non può essere esaustiva e completa. Ecco perché serve uno sforzo delle istituzioni per cercare di creare una rete informativa, che coinvolga famiglia e scuola, per fornire un quadro il più possibile completo e che si focalizzi anche sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulla cura".

Nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle ricorda come in Emilia-Romagna siano presenti dal 1991 i Centri Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) dove è presente una équipe costituita da medici e infermieri specializzati in questo campo, e dove le persone possono rivolgersi gratuitamente e senza impegnativa del medico curante.

"Purtroppo queste strutture al momento meriterebbero un altro tipo di valorizzazione - aggiunge Raffaella Sensoli - anche perché, come i dati dimostrano, molti giovani incontrano diverse difficoltà a rivolgersi a un ospedale per la diagnosi e la cura di una malattia di questo tipo, sia per questioni di poco rispetto della privacy, o per vergogna e pudore. Ecco perché riuscire a valorizzare il lavoro di queste strutture, anche attraverso un potenziamento dell'assistenza psicologia, potrebbe rappresentare un strumento efficace per cercare di limitare la diffusione delle malattie sessuali" conclude Raffaella Sensoli.

Gibertoni_aula2.jpg31 OTTOBRE 2017 - "Nella ricostruzione fatta dall'assessore Venturi oggi in Commissione c'è qualcosa che non torna. Una circostanza che di fatto non risolve, anzi semmai alimenta, i nostri dubbi sulla vicenda. Innanzitutto non si capisce il perché sia stato attribuito un codice di media gravità, cioè quello giallo, a una situazione che gli stessi vertici dell'ASL non hanno esitato a definire come grave e molto raro. Perché l'auto medicalizzata è arrivata solo diversi minuti dopo l'ambulanza? Come mai la Regione ha segnalato il caso di Pavullo come evento 'sentinella' al Ministero se tutte le garanzie per donna e bambino sono state rispettate? Davanti a tutti questi interrogativi crediamo che sia necessario attuare degli ulteriori approfondimenti e per questo ci aspettiamo che la Procura apra al più presto un fascicolo contro ignoti, sia pur come atto dovuto, per una verifica puntuale di quanto successo domenica mattina". È questo il commento di Giulia Gibertoni riguardo l'audizione dell'assessore regionale Sergio Venturi che si è svolta questa mattina in Commissione Sanità sul caso della morte del neonato di Pavullo all'ospedale di Sassuolo. Audizione che era stata la stessa Gibertoni a richiedere ieri.

"Abbiamo apprezzato la disponibilità di Giunta e ASL a raccogliere il nostro invito e a cercare di fare chiarezza su un evento che tanto ha scosso l'opinione pubblica e i cittadini di Pavullo. Disponibilità che però non è riuscita, a nostro avviso, a fare la dovuta chiarezza sulla vicenda - spiega Giulia Gibertoni - Nella ricostruzione fatta da Venturi c'è qualcosa che andrebbe sicuramente approfondito. In primo luogo sul perché, dopo alla telefonata arrivata al 118 alle 5.45, non si sia attribuito immediatamente il codice di massima gravità al caso. Un particolare che avrebbe comportato l'invio immediato di un'auto medica sul posto, e non dopo diversi minuti come poi è successo. È possibile che questa sottovalutazione sia dipesa dall'assenza al centralino del 118 di un medico di centrale operativa, come previsto  purtroppo dal protocollo messo a punto dalla Regione? Affidarsi a un algoritmo non basta. Siamo consapevoli che stiamo parlando di qualche minuto, 10 forse 15, ma che per un caso così particolare e nel quale la variabile temporale e la tempestività degli interventi assumono un ruolo preponderante, potrebbe rivelarsi fondamentale".

"C'è poi un altro punto sul quale crediamo che sia doveroso specificare meglio la posizione della Regione: perché non è stato detto chiaramente che l'evento di domenica è stato segnalato al Ministero come evento sentinella? Nessuno, fino alla Commissione di oggi, lo aveva mai detto. Per chi non lo sapesse gli eventi sentinella sono dei casi in cui si presume ci possa essere stato un errore e che vengono segnalati al Ministero proprio per effettuare accertamenti specifici ed evitare che si possano verificare di nuovo. Da parte nostra - conclude Giulia Gibertoni - non c'è nessuna volontà di strumentalizzazione ma al tempo stesso non possiamo tapparci gli occhi davanti a un evento così grave facendo finta che non sia successo nulla. Per questo ci aspettiamo che la Procura apra un fascicolo contro ignoti sul caso. Sarà pure un atto dovuto ma almeno contribuirebbe a sgombrare il campo dall'ipotesi che qualcosa poteva esser fatto meglio per salvare una vita. Resta il rammarico nel dover constatare che i cittadini di Pavullo, in caso di estrema emergenza, debbano rassegnarsi ad avere un'assistenza realmente efficace in quasi un'ora. Il che la dice lunga sul pesante fardello che chi vive nelle zone di montagna è costretto a portarsi sulle spalle e che deriva dalle scelte a dir poco scellerate di chi ha governato la nostra sanità negli ultimi anni".

Pizzolante.jpg30 OTTOBRE 2017 - "Le parole confuse e farneticanti di Pizzolante sui vaccini sono la dimostrazione che la campagna elettorale è già cominciata. Non si spiegherebbe altrimenti tanta superficialità nell'affrontare un tema così importante". È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, sulle dichiarazioni di Sergio Pizzolante, esponente di AP e Patto Civico, riguardo ai documenti sui vaccini approvati dal Consiglio comunale di Cattolica.

"Pizzolante o non sa di cosa parla oppure nel vano tentativo di capire qualcosa non fa altro che confondere la realtà - spiega Raffaella Sensoli - Il MoVimento 5 Stelle, in Parlamento come nelle Regioni e nei Comuni, ha avuto sempre una linea netta e chiara sul decreto sui vaccini chiedendo la sua immediata rimozione. L'obbligatorietà introdotta dalla Lorenzin, come sta puntualmente succedendo, non riuscirà a convincere nessun genitore dubbioso sugli effetti dei vaccini, contribuendo così ad alimentare il clima di sfiducia e di sospetto".

"Se Pizzolante - aggiunge Stefania Carbonari, consigliera comunale M5S Riccione - avesse avuto la compiacenza di leggere il testo della legge 119 insieme alle circolari del Miur e del Ministero della Salute oltre che le circolari regionali, diverse da regione a regione, avrebbe raggiunto forse conclusioni diverse. Ecco perché Pizzolante dovrebbe concentrare le sue attenzione altrove".

"Per quanto riguarda poi la sua delirante teoria sull'applicazione 'dell'uno vale uno' - conclude Raffaella Sensoli - vorremmo ricordargli che è lui stesso ad appartenere, e ad aver appartenuto, a una realtà politica che negli ultimi anni ha minato le fondamenta del nostro sistema sanitario. Se Pizzolante vuole fare campagna elettorale scelga almeno dei temi non controproducenti. Sempre che li riesca a trovare".

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