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Salute

M5S-Testamento biologico Emilia-Romagna copia.jpg16 FEBBRAIO 2018 - "Finalmente dopo anni di richieste, interrogazioni, risoluzioni e progetti di legge la Regione sembra aver accettato la nostra proposta di inserire il testamento biologico nel Fascicolo sanitario elettronico. Come abbiamo sempre quella di poter decidere autonomamente sul proprio percorso di fine vita è una questione fondamentale. Per questo siamo molto soddisfatti che la Regione, seppur a distanza di così tanto tempo, abbia deciso di convergere sulla nostra proposta".

È questo il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all'annuncio da parte dalla Regione di essere disponibili ad inserire il testamento biologico nel Fascicolo sanitario elettronico. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, in passato aveva chiesto a gran voce che la Regione desse la possibilità a tutti i residenti in Emilia-Romagna di registrare sulla propria tessera sanitaria la cosiddetta DAT (ovvero la dichiarazione anticipata di trattamento) all'interno della quale ognuno può essere libero di esprimere la propria volontà, in caso di malattie che determinino una perdita di coscienza definibile come permanente ed irreversibile, di essere sottoposto o meno a trattamenti terapeutici.

"Su questo tema nel corso di questi anni abbiamo presentato interrogazioni, fatto approvare una risoluzione e redatto un progetto di legge perché crediamo che non si possa più rimandare la regolamentazione di questo tema. Ecco perché - conclude Raffaella Sensoli - siamo molto orgogliosi di questo traguardo raggiunto e come sempre vigileremo sulla Regione affinché la disponibilità espressa in questi giorni trovi un riscontro immediato".

Ausl Romagna.jpg12 FEBBRAIO 2018 - "La Regione continua a negare le evidenti difficoltà che riguardano i servizi offerti dall'AUSL Romagna. Dalla gestione delle prenotazioni alle difficoltà legate all'utilizzo del software sui computer dei medici di base i punti critici restano molti e totalmente irrisolti da parte di una Regione che continua solo a fare propaganda invece che risolvere i problemi dei cittadini".

È questo il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo che questa mattina l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, ha risposto ad un question time sui tanti disservizi che riguardano l'AUSL Romagna.

"In base alle tantissime segnalazioni che ci sono arrivate solo negli ultimi tempi, le difficoltà che l'AUSL unica ha incontrato fin dal primo giorno della sua istituzione non sono ancora state risolte - spiega Raffaella Sensoli - Difficoltà che riguardano sia il sistema della gestione delle prenotazioni di esami e visite specialistiche, con pazienti costretti a spostarsi per tutta la Romagna, anche in condizioni oggettive di difficoltà, sia per quel che riguarda il sistema gestionale a disposizione dei medici di base, con un software che la Regione ha tentato di imporre a tutti i medici,  ma che molti non hanno accettato. Sistema che ha importanti limitazioni tecniche che impediscono al sistema di entrare a regime e quindi offrire ai cittadini un servizio completo e che sembra creato più per facilitare il controllo sui medici da parte dell'Asl che per rendere efficace il lavoro dei medici ed efficiente il servizio sanitario".

Criticità che l'assessore Venturi nella sua risposta in aula ha cercato di minimizzare. "Una visione ottimistica che noi non condividiamo assolutamente - conclude Raffaella Sensoli - Le difficoltà ci sono e sono confermate dai tanti cittadini e medici di base che quotidianamente si stanno scontrando con esse. Ecco perché, come chiediamo da tempo, la Regione dovrebbe smetterla di chiudere gli occhi davanti a questa situazione e prendere coscienza dei problemi. È inutile continuare a negare questa situazione quando invece, anche nel corso delle audizioni fatte in Assemblea Legislativa, poi puntualmente associazioni di categoria e sindacati hanno sempre confermato tali le criticità, per questo motivo chiameremo in audizione i rappresentanti del Medici di Medicina Generale per riferire in Commissione Politiche per la Salute in merito alle criticità evidenziate".

pronto-soccorso-pediatrico.jpg9 FEBBRAIO 2018 - Dotare di un ortopedico il Pronto soccorso pediatrico dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna. È la richiesta di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta. "I pazienti del Pronto soccorso in mancanza di un ortopedico dedicato, dopo l'accertamento da parte di un medico chirurgo e degli esami diagnostici, di solito sono invitati a trasferirsi con mezzi propri o al Rizzoli oppure all'ospedale Maggiore quando le loro condizioni di salute lo permettono - spiega Silvia Piccinini - Si tratta di una procedura che deve essere migliorata in quanto non corrisponde a una presa in carico globale di chi si rivolge al Pronto soccorso del Sant'Orsola. Molto spesso, infatti, trattandosi di bambini le informazioni per i genitori non sempre sono così chiare da permettere loro di stabilire in anticipo a quale struttura rivolgersi. Ecco perché pensiamo che la Regione possa e debba intervenire per cercare di migliorare questa situazione".


Nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede di "potenziare il Pronto soccorso pediatrico con l'inserimento di un ortopedico per rispondere ai bisogni della struttura e quindi evitare il trasferimento dei giovani pazienti in altre strutture ospedaliere".

disabili-scuola-ER.jpg5 FEBBRAIO 2018 - Evitare che i bambini ancora non in regola con le vaccinazioni non possano finire regolarmente l'anno scolastico. È quanto chiede Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, presentando una interrogazione e una risoluzione che prendono spunto dalla recente mozione approvata dal Consiglio comunale di Roma e dalla successiva presa di posizione dell'ANCI.

"Come abbiamo sempre sottolineato la legge nazionale e le successive circolari regionali non sono state garanzia di una interpretazione uniforme della normativa - spiega Raffaella Sensoli - Il risultato è che il prossimo 10 marzo i bambini non in regola con la documentazione di autocertificazione sui vaccini rischiano di essere allontanati dalle scuole. Un'eventualità che è assolutamente necessario evitare se non si vuole creare un danno a livello didattico ed educativo, configurabile come una vera e propria violenza istituzionale nei loro confronti". La richiesta contenuta nei due documenti presentati alla Giunta e all'Assemblea Legislativa si basano anche sulle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha aperto alla possibilità di togliere l'obbligo vaccinale qualora si superi la soglia del 95%. Percentuale che sembra essere già stata raggiunta secondo gli ultimi dati dei vaccinati relativi al 2015.

"Proprio per questo chiediamo alla Regione di avviare tutte le attività nei confronti del Governo, dell'Anci e degli altri enti, per escludere che i bambini e le bambine non ancora vaccinati, ma regolarmente iscritti, non siano allontanati dalle strutture educative e scolastiche e che sia consentito loro di giungere alla conclusione dell'anno senza alcuna interruzione della continuità educativa e didattica. Allo stesso tempo - conclude Raffaella Sensoli - è necessario un potenziamento delle campagne informative sui vaccini rivolte ai genitori, l'unico modo per poter convincere gli scettici sulla loro utilità senza passare per i metodi coercitivi che il PD, a Roma come a in Emilia-Romagna, vogliono attuare. Campagne che devono essere realmente efficaci e non portate avanti, così come è stato fatto, coinvolgendo persone che hanno provocato divisioni e frizioni, e attraverso procedure di dubbia trasparenza".

smog-Sassi-Bonaccini-Emilia-Romagna.jpg31 GENNAIO 2018 - "Davanti a un'emergenza continua sul fronte dello smog in tutta la regione vorremmo chiedere al presidente Bonaccini, che solo qualche settimana si faceva vanto di aver dato vita a un'azione coordinata tra le Regioni del Nord per migliorare la qualità dell'aria, quali sono i fantastici risultati di questo accordo. A noi sembrano totalmente inesistenti visto che la qualità dell'aria da Piacenza a Rimini è pessima, per usare un eufemismo".

È questo il commento di Gianluca Sassi, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito ai recenti dai sulla qualità dell'aria nelle principali città dell'Emilia-Romagna e l'emergenza smog.

"Quando solo qualche settimana fa il MoVimento 5 Stelle chiedeva di dare vita a un'azione coordinata fra Regioni del Nord contro l'inquinamento nel bacino padano Bonaccini rispose piccato che tutto ciò era stato già fatto, ovviamente da lui - spiega Gianluca Sassi - Peccato però che questo accordo non abbia praticamente portato a nessun miglioramento, anzi. Oggi tutte le grandi città della nostra regione stanno soffocando sotto una nube di smog senza che la Regione abbia mosso un dito per migliorare la situazione. Come al solito ci si aggrappa solo al caso, alla pioggia e al vento. È questa - conclude Gianluca Sassi - l'azione promessa da Bonaccini? Nei prossimi giorni depositeremo una interrogazione per chiedere che la Regione metta nero su bianco quello che è stato fatto e soprattutto quello che non è stato fatto. Basta promesse, il miglioramento della qualità dell'aria deve essere una priorità assoluta non uno spot ogni giorno smentito dalla realtà dei fatti".

Gibertoni - ottobre 2017.jpeg30 GENNAIO 2018 - "Sulla carenza di farmaci a base di cannabis terapeutica che ormai da tempo si sta registrando in tutta l'Emilia-Romagna la Regione può e deve fare di più. Innanzitutto pianificando meglio il sistema di approvvigionamento che al momento resta totalmente inadeguato". È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo che questa mattina l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, ha risposto a un question time presentato dalla stessa Gibertoni in apertura della seduta odierna dell'Assemblea Legislativa.


"A nostro avviso la Regione continua a sottovalutare questo problema negando a chi, per necessità deve far ricorso a questi farmaci, un modo di poter far svolgere loro una vita normale - spiega Giulia Gibertoni - Non è possibile che le scorte del 2017 siano state esaurite già a giugno dello stesso anno e che i farmaci siano praticamente introvabili dopo solo pochi mesi. La Regione ha tutti gli strumenti per poter pianificare in modo puntuale e preciso il fabbisogno di questi farmaci visto che attraverso il portale Sole è possibile mappare e controllare tutte le prescrizioni. Ci aspettiamo dunque che l'analisi dell'assessore Venturi trovi un reale riscontro nella realtà dei fatti, spingendo la Regione a fare di più per garantire a queste persone la garanzia del diritto alla cura". Nel suo intervento in aula Giulia Gibertoni ha chiesto ancora una volta che la Regione pensi seriamente ad avviare una produzione su base regionale di farmaci a base di cannabis terapeutica, così come un'attenzione verso quei pazienti che fino ad oggi lamentano di essere stati completamente abbandonati dalle istituzioni. "Invece di continuare a sostenere che si tratta di un numero limitato di persone visto che le segnalazioni ufficiali sono poche, è necessario che ASL e Regione dialoghino e ascoltino questi pazienti per poter garantire loro il sacrosanto diritto alla salute" conclude Giulia Gibertoni.

nuovo ospedale Cesena-rendering.jpg29 GENNAIO 2018 - "Il ruolo dell'opposizione è quello di controllare l'attività della Giunta, a questo compito non abbiano nessuna intenzione di sottrarci", è questo il commento di Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, che durante l'informativa hanno incalzato l'Assessore alla Salute con una serie di domande volte a dirimere i dubbi che sono emersi durante l'informativa sul nuovo ospedale di Cesena che era stata oggetto di una conferenza stampa tenutasi in aperto contrasto con le norme in materia di par condicio.

"Da subito è emerso con chiarezza che la conferenza stampa a Cesena era funzionale alla propaganda politica non certo a dare certezze al territorio. Un primo risultato utile è stato che l'attività svolta in questi anni dal gruppo consiliare del M5S, volta a mettere in evidenza l'inutilità della costruzione attraverso project financing, ha finalmente fatto aprire gli occhi anche alla Giunta regionale, che in passato ha utilizzato questo strumento con esiti disastrosi, in particolare nella costruzione dell'Ospedale di Cona. La Giunta ha assicurato che non utilizzerà il sistema per la realizzazione del nuovo ospedale di Cesena, tuttavia restano dei dubbi sui finanziamenti utili alla costruzione dell'ospedale".

"Dopo quasi due anni di ipotesi e parole al vento, speriamo che con oggi si sia concluso il periodo di annuncite portato avanti da Comune e Regione - aggiungono Sensoli e Bertani - Oggi abbiamo potuto ascoltare dalla Giunta i primi dettagli del progetto sulla nuova struttura così come avevamo chiesto a gran voce molto tempo fa. Se da un lato siamo sollevati dal fatto che sembra che il sistema del project financing non venga utilizzato, i dubbi sul sistema di finanziamento restano perché non ci sono state date molte rassicurazioni soprattutto per quel che riguarda la vendita di terreni e strutture che dovrebbero far incassare parte delle cifre necessarie per la realizzazione dell'opera. Un sistema che in altre realtà, in primis quello di Cona, si è dimostrato essere un pericoloso boomerang. Ecco perché- conclude Andrea Bertani - su questo ultimo aspetto ci aspettiamo da parte della Giunta un ulteriore chiarimento. Altri punti ancora da chiarire, sono il destino dell'area del Bufalini (parco urbano o "valorizzata" con cambio destinazione residenziale?), lo spostamento del laboratorio unico di Pievesestina e l'ipotetico potenziamento dei servizi sanitari che dall'informativa non è emerso. Anzi da un'attenta analisi sembrano calare i posti letto".

Circostanza su cui i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle manterranno una costante pressione affinché i trionfalismi non si trasformino in depotenziamento dopo il periodo elettorale. "Non vogliamo che da "Ospedale della Romagna - oggi in commissione già ridimensionato ad ospedale sostitutivo - si arrivi fra 10 anni ad un ospedale, sì nuovo, ma svuotato di eccellenze e servizi".

Pronto-Soccorso_bologna.jpg26 GENNAIO 2018 - "Le persone colpite da SLA dovrebbero aver garantito un percorso terapeutico ed assistenziale a loro dedicato. Per queste scene come quelle che sono andate in scena a Lugo qualche giorno fa sono intollerabili. La Regione deve intervenire al più presto". Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, hanno presentato una interrogazione in Regione sul caso della lunga attesa che ha dovuto subire una signora malata di SLA per poter effettuare una visita pneumologica al Pronto soccorso dell'ospedale di Lugo.


"Far attendere una persona così in quelle condizioni per 5 ore, in mezzo ad altri pazienti e in una condizione di precarietà assoluta, è un fatto molto grave  che non dovrebbe più ripetersi - spiegano Sensoli e Bertani - A nostro avviso è necessario che tutte le AUSL del territorio regionale,  riuniscano i professionisti che nelle diverse specialità si occupano della diagnosi e della terapia per la Sclerosi Laterale Amiotrofica in un team multidisciplinare con l'obiettivo proprio di collaborare nelle diverse fasi del percorso per fornire un'assistenza di elevata specializzazione e di assicurare tempestività e continuità di intervento".


Ecco perché nella loro interrogazione, integrata anche da una risoluzione presentata sullo stesso tema, i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Regione di impegnarsi per realizzare per ogni paziente affetto da SLA un Piano Assistenziale Integrato e l'individuazione di un professionista che svolga le funzioni di case manager. "Solo in questo modo si può attuare un percorso diagnostico terapeutico assistenziale ad hoc per la gestione dei pazienti affetti da SLA, articolato in diverse fasi secondo le necessità dei singoli pazienti ed omogeneo in tutte le AUSL della regione" concludono Sensoli e Bertani.

Bonaccini-vaccini.png24 GENNAIO 2018 - "Quando eravamo noi a chiedere la sospensione dell'obbligo vaccinale il MoVimento 5 Stelle era quello che strizzava gli occhi ai no vax. Oggi che invece lo fa il presidente Bonaccini, con uno scopo chiaramente elettorale, va tutto bene. La verità è che quello che abbiamo sempre detto su questo tema era più che fondato ovvero che l'obbligo non era necessario a fronte di una informazione capillare sui vaccini. Cosa che è puntualmente avvenuta grazie all'ampia copertura dei media sull'argomento. Piuttosto Bonaccini la smetta di attribuirsi meriti che non ha e lanci un definitivo segnale distensivo nei confronti delle famiglie ancora scettiche: visto che la copertura vaccinale, dai dati che lui stesso ha snocciolato, è al di sopra delle aspettative eviti di lasciare fuori da scuola i bambini che non saranno ancora in regola con le vaccinazioni entro marzo".

È questa la proposta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo
le recenti dichiarazioni del presidente Bonaccini sugli ultimi dati della copertura vaccinale in Emilia-Romagna. "Certo è abbastanza surreale che oggi Bonaccini parli di sospendere l'obbligo quando ha sempre detto di no alla nostra proposta che prevedeva un periodo di due anni di sperimentazione - spiega Raffaella Sensoli - Anche se non lo ammetterà mai, di fatto si tratta di una nostra vittoria visto che si è dimostrato che l'obbligo non serviva. Bastava l'informazione, cosa che è avvenuta grazie ai media che si sono interessati del tema. Limitarsi però ad annunciare un provvedimento del genere non basta, visto che ci troviamo in piena campagna elettorale. Non vorremmo che questa apertura fosse una mossa per cercare di limitari gli inevitabili danni che il PD subirà alle urne il prossimo 4 marzo. Quindi - conclude Raffaella Sensoli - chiediamo al presidente Bonaccini di puntare sulla informazione, sul convincimento, sulla facoltà, e sulla valorizzazione dei pediatri e quindi di finirla con il sostenere l'obbligatorietà. Così come potrebbe fin da subito evitare che i bambini non ancora in regola con le vaccinazioni siano cacciati fuori da scuola il prossimo marzo e permettere loro almeno di poter finire l'anno scolastico in corso".

Ospedale Ravenna.jpg17 GENNAIO 2018 - "Regione e AUSL dovrebbero spiegare perché le richieste di potenziamento per far fronte all'emergenza influenza, presentate diversi mesi fa, sono state puntualmente ignorate, producendo così il caos che si sta registrando in questi giorni all'ospedale di Ravenna". Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, portano in Regione il caso delle lunghe attese all'ospedale di Ravenna in seguito al picco dei casi di influenza che si stanno registrando in questi giorni.

"Poco dopo la fine dell'estate il sindacato degli infermieri italiani, il Nursing up, aveva chiesto all'AUSL Romagna un piano di potenziamento per quanto riguarda l'organico in vista dell'emergenza influenza che, come tutti gli anni, si verifica a cavallo tra la fine del vecchio anno e l'inizio del nuovo - spiegano Sensoli e Bertani - Richiesta che ovviamente è stata fatta cadere nel vuoto con il risultato che oggi abbiamo il Pronto soccorso con code infinite, reparti intasati, pazienti costretti a passare molte ore su una barella in attesa di una visita. Una situazione che non si sta verificando solo a Ravenna ma che sta interessando diverse altre strutture sparse in tutta la regione".

Ecco perché secondo i due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Giunta e AUSL Romagna dovrebbero passare dalle parole ai fatti, dando vita ad una reale politica di potenziamento tante volte annunciata ma che nella realtà dei fatti non si è ancora verificata. "Chi lavora in sanità lamenta ormai da tempo un'emergenza sotto il profilo dell'organico che non viene mai efficacemente affrontata da parte dei vertici della Regione e delle AUSL, così come per esempio la FIALS ha denunciato attaccando Bonaccini e l'assessore Venturi - concludono Sensoli e Bertani - Servono investimenti concreti non le solite promesse che poi, come dimostra il caso di Ravenna, sono destinate a svanire davanti alle prime difficoltà che, tra l'altro, potevano essere ampiamente preventivate con una migliore organizzazione e ascoltando i lavoratori".

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