MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Salute

sigaretta-elettronica-vietata-Ausl-e-ospedali-Emilia-Romagna.jpg27 LUGLIO 2017 - Le nuove sigarette elettroniche di ultima generazione saranno vietate nei locali delle Ausl e negli ospedali dell'Emilia-Romagna. È questo il risultato raggiunto dal MoVimento 5 Stelle grazie a una interrogazione presentata nelle scorse settimane da Andrea Bertani e Silvia Piccinini, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle. La Regione, infatti, ha accolto l'invito ad estendere il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche di ultima generazione e dell'apparecchio iQOS (il dispositivo che scalda e non brucia il tabacco) nelle Ausl, negli ospedali e in tutti quei locali nei quali già vige il divieto di fumo tradizionale.

"La Regione ha riconosciuto, così come sostenevamo, che questi apparecchi pur producendo una minore quantità di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, possono in ogni caso emettere porzioni significative di metalli, composti organici e aldeidi - spiegano Bertani e Piccinini - Un'esposizione prolungata a queste sostanze potrebbe essere pericolosa soprattutto per alcune fasce sensibili di popolazione come bambini, pazienti asmatici, anziani e donne in gravidanza".

Ecco perché nella risposta che la Giunta ha fornito alla interrogazione presentata dal MoVimento 5 Stelle, l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi ha ribadito come la raccomandazione già inviata nel 2013 alle Aziende sanitarie della regione a non utilizzare le sigarette elettroniche all'interno dei locali chiusi, verrà ribadita in questi giorni anche per quel che riguarda i prodotti di tabacco di nuova generazione, ovvero quelle che utilizzano un meccanismo elettronico di riscaldamento di uno stick di tabacco a temperatura inferiori alla combustione, generando un aerosol contenente nicotina (iQuos).

infermiere di famiglia-Emilia-Romagna.jpg27 LUGLIO 2017 - Istituire la figura professionale dell'infermiere di famiglia anche in Emilia-Romagna. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una risoluzione che verrà discussa nelle prossime sedute dell'Assemblea Legislativa.

"Si tratta di una figura che può contribuire in modo molto efficace al miglioramento dell'accesso ai servizi sanitari e all'integrazione con quelli assistenziali e sociali - spiega Raffaella Sensoli - Ecco perché pensiamo che la Regione debba accogliere la nostra proposta in modo da dare un'opportunità in più a quelle famiglie che molto spesso sono alle prese con servizi più che carenti per quanto riguarda l'assistenza sanitaria in condizioni particolari di disagio".

La figura professionale dell'infermiere di famiglia è stata descritta per la prima volta dall'Ufficio regionale Oms per l'Europa di Copenaghen nel gennaio del 2000: un health professional dedicato alla tutela della salute del nucleo familiare, come responsabile delle cure domiciliari, vale a dire l'insieme di tutti quei trattamenti medici, infermieristici, terapeutici e riabilitativi al fine di stabilizzare il quadro clinico e rendere migliore la qualità di vita. Un "facilitatore" di salute sul territorio, insomma, che entra nelle case per fare da tutor ai cittadini, sfruttando l'innovazione per aiutare le persone over 65 sane o malate a vivere autonomamente presso il proprio domicilio il più a lungo possibile e il più possibile in salute.

"L'introduzione dell'infermiere di famiglia e di comunità può concorrere alla riorganizzazione dei servizi territoriali e può essere una scelta strategica per potenziare l'offerta dei servizi territoriali e domiciliari al fine di migliorare l'accesso ai servizi sanitari, con integrazione tra quelli assistenziali, sociali e ospedalieri - aggiunge Raffaella Sensoli - Promuovere sani stili di vita, riconoscere precocemente gli stati di fragilità prima che insorgano stati irreversibili di disabilità, gestire in modo integrato le condizioni di cronicità in collaborazione con i medici di medicina generali e gli altri professionisti, sviluppare l'educazione terapeutica per l'autogestione della malattia oltre a gestire appropriati strumenti di tele-assistenza. Per quanto riguarda la formazione - conclude Raffaella Sensoli - quest'ultima può essere portata avanti grazie alla collaborazione con le università così come è stato per esempio con quella di Torino".

pillola del giorno dopo-interrogazione in Regione Emilia-Romagna.jpg26 LUGLIO 2017 - Il caso della ragazza di Savignano che ha dovuto affrontare una vera e propria odissea per la prescrizione della pillola del giorno dopo dimostra come sul tema ci sia, purtroppo, moltissima disinformazione. A Bologna nonostante vi sia un trend crescente di ricorso alla Ru486, la cosiddetta pillola abortiva, il metodo farmacologico sembra sia praticabile solo all'Ospedale Maggiore. In molti Paesi del mondo le "pillole abortive" vengono dispensate in regime ambulatoriale, in strutture analoghe ai nostri consultori o addirittura dai medici di medicina generale. Per questo crediamo sia necessario che la Regione avvii in primo luogo una campagna informativa ad hoc e che inoltre consenta la somministrazione del farmaco anche nelle strutture extraospedaliere, in particolare nei consultori familiari".

È questa la proposta di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta sul caso della pillola RU486 negata a una donna di Savignano.

"La confusione su questo argomento credo che regni sovrana e ne è la dimostrazione il cartello esposto dal medico di base al quale la donna si era rivolta - spiega Silvia Piccinini - Per questo crediamo che sia necessario da parte della Regione impegnarsi a migliorare la comunicazione su questo argomento, avviando fin da subito una campagna informativa capillare e puntuale sul tema".

Inoltre nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di consentire" la somministrazione della pillola RU486 da parte delle strutture del Servizio sanitario regionale che offrano le relative prestazioni sanitarie in regime extraospedaliero, in particolare nei consultori familiari potenziandone i servizi sanitari".

ambulanza-ER2.jpg26 LUGLIO 2017 - "Le parole del direttore Vagnini sono a dir poco imbarazzanti. Il suo tentativo di arrampicarsi sugli specchi pur di non ammettere che il problema dei mezzi non a norma esiste così come quello dei controlli carenti è patetico". È questa la replica di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, alle affermazioni del direttore generale dell'AUSL di Ferrara sul caso dei controlli sulle ambulanze oggetto di una interrogazione presentata dalla stessa consigliera nei giorni scorsi.

"Dai documenti che abbiamo ottenuto emerge un dato incontrovertibile che Vagnini non può di certo negare ovvero che c'erano delle ambulanze che non erano a norma con la regolamentazione in essere - spiega Silvia Piccinini - Se oggi grazie al nostro interesse i mezzi sono stati messi a norma non si può che esserne contenti, ma non si può accusare di allarmismo chi prova le proprie affermazioni e si ferma all'analisi dei dati. Che ci sia un problema di carenza di personale è un fatto noto a tutti, e che questa carenza si ripercuota negativamente sul personale in servizio è altrettanto noto a tutti. Come è chiaro che l'AUSL non abbia ben rilevato anomalie sui mezzi. Per questo - conclude Silvia Piccinini - non capiamo la meraviglia del direttore Vagnini, che invitiamo invece ad agire con la massima severità sul rispetto delle norme di sicurezza, tenendo conto del fatto che se in questi anni non si sono verificati eventi avversi non significa che vada tutto bene. C'è da dire poi che riguardo alla mancata formazione del personale Vagnini non ha speso una parola forse pur di non ammettere che si tratta di una grave mancanza che il Movimento 5 Stelle vuole colmare con la presentazione del nostro progetto di legge sulla figura dell'autista-soccorritore".

Alzheimer-82enne-Imola.jpg25 LUGLIO 2017 - "Il caso dell'anziano malato di Alzheimer respinto dall'ASP di Imola è la dimostrazione che, come abbiamo sempre denunciato, questa Regione abbia di fatto introdotto un universalismo selettivo attraverso proprio l'ultimo Piano socio-sanitario. A questo punto chiediamo alla Giunta di intervenire, in primo luogo sgravando da ogni costo per i servizi residenziali le persone colpite da malattie gravi come l'Alzheimer".

Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sul caso della protesta di una donna di 82 di Imola non più in grado di sostenere i costi esorbitanti per il soggiorno in una struttura privata del marito malato di Alzheimer dopo che non è stato più possibile prolungare la degenza all'interno di una RSA.

"Si tratta di una vicenda grave e sulla quale la Regione ha il dovere di intervenire - spiega Raffaella Sensoli - Le rette per i cittadini ospiti di strutture per anziani non autosufficienti affetti da demenza senile rientrano nell'applicazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) definiti a livello nazionale. L'attuale normativa nazionale sui Lea prevede il pagamento a carico del fondo sanitario delle prestazioni sanitarie e di una quota degli altri costi. Nessuna prestazione sanitaria erogata a pazienti affetti da demenza utenti dei servizi socio-sanitari è pertanto a carico degli ospiti. La restante quota del 50% è a carico dell'ospite, integrata dal Comune qualora l'ospite sia indigente. Qualche anno fa poi anche la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulle spese di degenza in RSA di un paziente affetto dal morbo di Alzheimer e sul soggetto che debba farsene carico, ha ritenuto che nel caso in cui oltre alle prestazioni socio assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l'attività va considerata comunque di rilievo sanitario, e pertanto di competenza del Servizio Sanitario Nazionale".

Ecco perché nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di intervenire. "Crediamo sia necessario avviare da subito una valutazione finalizzata a sgravare da ogni costo per i servizi residenziali offerti alle persone affette da Alzheimer - conclude Raffaella Sensoli - tenuto conto che in questa patologia non possono essere scisse le attività socioassistenziali da quelle sanitarie e che per questo si tratta di prestazioni totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale".

zanzare-emilia-romagna.jpg24 LUGLIO 2017 - "Le continue segnalazioni che ci arrivano riguardo a una poca efficacia dei metodi utilizzati nella lotta alla zanzara tigre e non soltanto dovrebbero spingere le amministrazioni pubbliche a rivedere il sistema fino ad oggi utilizzato. Come sostengono diverse ricerche scientifiche, le nebulizzazioni di insetticidi non sono i metodi migliori e il fatto che alcuni aree verdi, soprattutto nella Bassa modenese, siano sistematicamente off limits per la presenza continua di questo insetto ne è la dimostrazione. Anzi, se la diffusione di grandi dosi di sostanze chimiche di sintesi riduce pure la popolazione dei predatori delle zanzare, come ad esempio i pipistrelli e le libellule, il danno è doppio".

Nei prossimi giorni Giulia Gibertoni presenterà una interrogazione alla Regione per chiedere il dettaglio di quanto è stato fatto fino a questo momento nella profilassi antizanzare, soprattutto per quel che riguarda il monitoraggio delle disinfestazioni portate avanti da Comuni.

"La presenza del virus West Nile è stata riscontrata recentemente in alcuni comuni vicini a Modena - spiega Giulia Gibertoni - Nell'area a nord della via Emilia le autorità sanitarie hanno chiesto di elevare il livello di attenzione, segnale che un problema esiste e va affrontato. A nostro avviso andrebbero individuati nuovi, ulteriori e diversi metodi per cercare di affrontare questo problema, tenendo in considerazione il rispetto dell'ambiente e degli operatori agricoli presenti nel nostro territorio e dei tanti cittadini che si dedicano per hobby alla coltivazione o alla gestione del verde nei dintorni della propria abitazione. Le nebulizzazioni di insetticidi contro le zanzare sono evidentemente poco efficaci, a quanto pare non bastano proprio a far fronte all'emergenza e rischiano di fare male alla salute dell'uomo e all'ambiente, conclusione a cui è giunto anche l'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Nei prossimi giorni quindi presenteremo una interrogazione per cercare di fare chiarezza su questo tema e chiedere un aggiornamento e un monitoraggio degli interventi".

ambulanza-ER-anteriore.jpg24 LUGLIO 2017 - Ambulanze troppo vecchie o con troppi chilometri percorsi, controlli molto spesso lacunosi e che non sempre hanno tenuto conto di tutti i parametri necessari. È questo il bilancio delle verifiche che l'ASL di Ferrara ha portato avanti nel periodo che va da maggio del 2016 a giugno del 2017 sui mezzi appartenenti alle associazioni di volontariato che gestiscono, non senza polemiche, il servizio di soccorso. A renderlo pubblico è Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione per capire il perché la Giunta in risposta ad una nostra richiesta di marzo, e anche nelle scorse settimane abbia negato l'esistenza di irregolarità nei controlli effettuati dall'ASL sui mezzi di soccorso.

"Grazie ad un dettagliato accesso agli atti abbiamo scoperto che la situazione idilliaca che l'assessore Venturi ha prospettato qualche settimana fa è lontana mille miglia dalla realtà dei fatti - spiega Silvia Piccinini - Dai verbali ispettivi redatti dal gruppo di controllo dell'ASL sull'attività delle associazioni di volontariato nell'ultimo anno sono diverse e ricorrenti le irregolarità che sono state riscontrate. La maggior parte riguarda la vetustà delle ambulanze utilizzate nonostante abbiano abbondantemente sforato sia il limite dei 7 anni dalla data dell'accreditamento o dei 300mila chilometri percorsi. In più in diversi casi sono stati riscontrate lacune nella formazione degli operatori con le associazioni che hanno dovuto ricorrere ai ripari. Quello che ci chiediamo è come abbiano fatto queste associazioni a ottenere e mantenere l'accreditamento in queste condizioni con criticità che forse non sarebbero mai emerse senza questa attività di controllo di tipo straordinario".

Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede, in vista del rinnovo delle convenzioni che andranno in scadenza tra qualche giorno, di escludere le associazioni che, nonostante i richiami, non abbiano sanato le criticità rilevate.

"Tutta questa situazione conferma quanto sosteniamo da tempo - conclude Silvia Piccinini - ovvero che la circolare 6 del 2014 in materia di accreditamento del trasporto infermi e soccorso, vada completamente rivista. Non si può basare un servizio importante come quello che riguarda il soccorso sanitario su un sistema che fa acqua da tutte le parti e che soprattutto non assicura il rispetto delle regole. La Regione non perda ulteriore tempo, tuteli gli utenti ed i tanti operatori sanitari pubblici che si ritrovano quotidianamente in difficoltà, per sovraccarico di lavoro e per la presenza di servizi mal gestiti dalle AUSL".

punti-nascita-emilia-romagna-M5S-obiettivo-raggiunto.jpg18 LUGLIO 2017 - "La decisione annunciata dalla Giunta di chiedere una deroga al Ministero per tutti i Punti nascita a rischio nella nostra regione è quanto il MoVimento 5 Stelle chiedeva ormai da 2 anni. Siamo soddisfatti che dopo il nostro pressing continuo e tutta la mobilitazione che i comitati di cittadini hanno saputo mettere in campo, Bonaccini e Venturi si siano finalmente svegliati".

È questo il commento del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle riguardo all'annuncio, fatto questa mattina in Commissione, da parte dalla Regione che chiederà al Ministero della Salute la deroga per non sospendere l'attività di assistenza al parto in sei punti nascita nei quali si registrano meno di 500 parti l'anno: tre in Appennino (Castelnovo ne' Monti a Reggio Emilia, Borgo Val di Taro a Parma, Pavullo nel Frignano a Modena), uno a Scandiano (Reggio Emilia) in pianura e due nell'area del cratere colpita dal sisma del 2012, Mirandola (Modena) e Cento (Ferrara).

"Ovviamente siamo soddisfatti di aver contribuito a raggiungere questo risultato che avevamo ribadito anche in una interrogazione presentata proprio in queste ore. Adesso però c'è da tenere alta la guardia, nulla è ancora deciso, e quello che la Giunta deve fare al più presto è accompagnare questa richiesta di deroga da un disegno preciso. Sarebbe un'autentica beffa quella di non riuscire ad ottenere le deroghe per la mancanza di una reale capacità di programmazione della politica, soprattutto per quel che riguarda la carenza personale che da anni ormai colpisce il nostro sistema sanitario. Per questo l'assessore Venturi, oltre ad annunciare questa richiesta di deroga - conclude il gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle - deve necessariamente integrarla con un piano specifico ed operativo che permetta la sopravvivenza di questi Punti nascita e che dia sicurezza alle future mamme di poter partorire senza correre il rischio di affrontare pericolosi spostamenti".

business intramoenia.jpg17 LUGLIO 2017 - Come dimostrano i dati che riguardano gli ospedali di Bologna, il rischio che il business dell'intramoenia abbia pesanti ripercussioni sul sistema sanitario "pubblico" è alto, altissimo. Da quando siamo entrati in Regione abbiamo sempre sostenuto la necessità di istituire un'unica lista di attesa per i ricoveri e gli interventi chirurgici evitando discriminazioni tra cittadini di serie A (che ricorrono all'attività libera professionale che garantisce servizi in giornata senza alcuna attesa, pagando i servizi ospedalieri con camere di lusso e ristorazione di alto livello) e cittadini di serie B che si servono del "normale" servizio costretti ad aspettare mesi per un ricovero o un intervento chirurgico.

Gli ospedali pubblici non possono e non devono essere un luogo di discriminazione tra chi è facoltoso e chi ha poche risorse economiche. In tutte le sedute di bilancio dell'Assemblea ed anche in Commissione siamo stati gli unici a fare questo tipo di proposta ma PD e Giunta hanno sempre rifiutato qualsiasi ipotesi di modifica a questo sistema sostenendo che il fenomeno dell'intramoenia rivestisse numeri insignificanti. Da quanto viene pubblicato oggi invece, con un giro di affare che solo a Bologna può contare sulla bellezza di oltre 50 milioni di euro, ci sembra che la realtà sia ben diversa. Noi crediamo che la Sanità non debba andare alla ricerca degli utili di bilancio ma il suo unico obiettivo debba essere quello di tutelare la salute dei cittadini ed in particolare degli indigenti, come recita la nostra Costituzione. Tutto il resto è semplicemente business sul quale da tempo chiediamo più controlli.

Silvia Piccinini
M5S Emilia-Romagna

Bonaccini-non-ammette-critiche.jpg12 LUGLIO 2017 - "Evidentemente il presidente Bonaccini è talmente tanto abituato ad avere attorno a sé donne disposte a tenergli un ombrello che quando ne incontra una che invece contesta nel merito le sue politiche preferisce passare direttamente agli insulti. Lo spettacolo a cui tutti hanno assistito oggi in Aula è stato vergognoso e di certo non si addice al ruolo di Presidente di una regione come l'Emilia-Romagna".

Sono queste le considerazioni di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito alle accuse e gli insulti pronunciati questa mattina durante la discussione del Piano socio-sanitario regionale in Assemblea Legislativa.

"Il nervosismo palesato questa mattina in Aula da Bonaccini dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che le nostre critiche su quello che la sua giunta e il suo partito stanno portando avanti sono più che fondate - spiega Raffaella Sensoli - Come relatrice di minoranza di un documento così importante come il PRS 2017/2019 ho semplicemente evidenziato quelle che a nostro avviso restano delle criticità irrisolte di un sistema che, seppur dimostrando livelli di eccellenza ormai consolidati, è lontano anni luce da quel mondo perennemente ovattato che Bonaccini racconta nei suoi discorsi e nelle interviste a tv e giornali. In primo luogo dicendo chiaramente che c'è il rischio molto concreto che si vada sempre più verso il criterio dell'universalismo selettivo, e cioè delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie concesse alla prova dei mezzi economici dei richiedenti, già presente nel Piano precedente e che secondo noi trova una definitiva affermazione in questo Piano. Bonaccini, però, più che rispondere nel merito ha preferito insultare chi ha semplicemente mosso delle critiche più che legittime anche su altri aspetti come la preoccupante crescita della corruzione in sanità. Gli interessi, non sempre legittimi, che ruotano intorno al sistema sanità e sociale hanno dimostrato come sia necessario mantenere alto il controllo e la vigilanza, come ben testimonia la relazione dell'ANAC, per evitare pericolosi fenomeni di malaffare che distruggono la funzione e il valore del sistema pubblico. Basti pensare alle inchieste da Rimini a Parma, che vedono coinvolti noti personaggi, che fino a pochi giorni prima venivano innalzati ad esempio di buona gestione dai vertici delle Aziende Sanitarie nominate dalla Regione. O il fatto che si continuino a smantellare servizi sanitari sui territori: nel PSR si fa riferimento ad un modello organizzativo territoriale che nella realtà non esiste. Si parla servizi sanitari territoriali che dovrebbero sopperire alla riorganizzazione ospedaliera territoriale, senza tener conto che i nuovi servizi sanitari sul territorio sono invisibili per i cittadini, mentre i tagli, gli accorpamenti, i ridimensionamenti, le declassificazioni delle strutture ospedaliere territoriali sono ormai una realtà ben conosciuta. Crediamo fermamente che prima andavano costruiti i servizi sanitari territoriali e poi eventualmente effettuata la riorganizzazione ospedaliera. Tutti aspetti che il nostro presidente fa finta di non vedere preferendo insultare e delegittimare chi non si allinea al suo pensiero che vorrebbe più che mai unico. Per questo - conclude Raffaella Sensoli - ci aspettiamo che Bonaccini non perda ulteriore tempo e si scusi una volta per tutte per l'atteggiamento arrogante ed intimidatorio che ha avuto questa mattina in aula".

« Politica | Blog Home | Archives | Servizi ai cittadini »
RSS