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Politica

vitalizi-ER-basta-privilegi.jpg26 LUGLIO 2017 - "È assolutamente incoerente che l'Assemblea Legislativa continui a riservare comodi uffici e segreterie all'associazione degli ex consiglieri regionali quando in questi anni non sono stati capaci di produrre nulla di concreto e utile se non organizzare un ricorso per conservare i vitalizi per se stessi, contro la legge che la Regione ha approvato molto faticosamente e tra le mille titubanze del Pd".

È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla bocciatura da parte della maggioranza dell'emendamento in cui si chiedeva di revocare la concessione gratuita di uno spazio all'interno dei locali dell'Assemblea Legislativa all'associazione degli ex consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna.

"Rifiutando la nostra proposta il Pd continua a preservare un privilegio che nessuna altra associazione in Emilia-Romagna ha mai ottenuto e mai otterrà - spiega Andrea Bertani - Una situazione che si va a sommare al paradosso in cui da qualche tempo siamo piombati, con l'associazione che sta preparando un ricorso sulla legge che taglia i vitalizi proprio agli ex consiglieri. Noi non volevamo attuare nessuna ripicca ma solo risolvere una situazione chiaramente anomala. Se l'Assemblea Legislativa non è in grado di garantire uno spazio a tutte le associazioni regionali non vediamo il motivo per il quale si voglia continuare a riservare un trattamento di favore agli ex consiglieri regionali".

Assemblea Legislativa ER.jpg26 LUGLIO 2017 - "Anche se Bonaccini e il Pd hanno preferito, ancora una volta, scappare davanti alla proposta di confrontarsi con i cittadini attraverso lo svolgimento di un referendum, siamo riusciti lo stesso ad ottenere che sul tema dell'autonomia la Giunta si confronti con l'Assemblea Legislativa. Bonaccini non può e non deve portare avanti una trattativa privata con il Governo senza avere un mandato specifico. Noi lo ribadiamo: su questo tema serve interpellare i cittadini e il referendum è la strada più efficace".


È questo il commento del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle riguardo alla bocciatura della proposta di istituire un referendum consultivo per permettere ai cittadini di esprimersi sulla richiesta da parte della Regione di muoversi sulla strada dell'autonomia così come fatto da Lombardia e Veneto.


"Senza la nostra proposta di oggi in Assemblea Legislativa non si sarebbe mai parlato di un argomento così importante - spiegano i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle - ma soprattutto Bonaccini sarebbe andato a Roma ad intavolare una trattativa quasi privata senza nessun tipo di mandato. Il fatto quindi che già domani la presidenza dell'Assemblea abbia deciso di calendarizzare la discussione di questo tema è un primo punto a favore dei cittadini e della trasparenza e, soprattutto, uno stop al finto protagonismo mascherato da intraprendenza del presidente Bonaccini al quale suggeriamo di aspettare prima di portare avanti iniziative personali su questo tema. Se, come sembra, si rifiuta di coinvolgere per l'ennesima volta i cittadini, di cui ha paura, che almeno ascolti e rispetti il mandato di un'Assemblea democraticamente eletta. Fino ad oggi, se Bonaccini ha lavorato in silenzio forse lo ha fatto come leader regionale di un partito politico e non in veste di Presidente. Questo modo di agire non è rispettoso nei confronti dei cittadini che hanno eletto dei loro rappresentanti in Assemblea Legislativa per svolgere un ruolo di fatto esautorato da Bonaccini. Tutto ciò è stato sanato dall'iniziativa del M5S che ha portato in Assemblea questa discussione".

profilo-Piccinini.jpg26 LUGLIO 2017 - "La risoluzione messa a punto dalla Santa Alleanza di PD, MDP e SI sulla Fiera di Bologna è aria fritta. Non c'è nessuna traccia negli impegni che dovrebbe attuare la Giunta rispetto ad un fantomatico patto di sindacato tra i soci pubblici né tantomeno salvaguardia dei lavoratori. Anzi, dopo aver già rinunciato anche in regione a tutte le prerogative date dai cosiddetti "poteri speciali", a farne le spese saranno proprio quest'ultimi".

È questo il commento di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all'ordine del giorno presentato in Assemblea Legislativa da PD, MPD e SI riguardo alla Fiera di Bologna.

"Calvano e Taruffi sono stati molto abili a costruire un castello di carta, che di fatto non esiste, visto che sostengono che questo documento di fatto possa garantire ai soci pubblici una posizione predominante negli equilibri della Fiera quando invece nulla di tutto questo è vero - spiega Silvia Piccinini - Se questo fosse il loro reale obiettivo a nostro avviso si sarebbe dovuto inserire chiaramente il limite minimo del 50% più 1 che di fatto però non c'è. Limite che invece noi abbiamo inserito chiaramente nella nostra proposta, proprio per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio o interpretazione. In più nell'ordine del giorno addirittura si prospetta l'eventualità che le quote detenute dei soci pubblici scendano al di sotto della quota di controllo, quasi un auspicio per PD e soci più che un'eventualità da scongiurare".

Altro punto che non convince la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle quello che riguarda i tanto reclamizzati "patti parasociali" che nel testo dell'ordine del giorno non sono mai citati.

"Oltre ad un impegno molto vago sulla salvaguardia dei livelli occupazionali non c'è altro - conclude Silvia Piccinini - Per questo siamo convinti che questo documento sia semplicemente aria fritta, e una foglia di fico utile solo a conquistare qualche titolo sui giornali più che salvaguardare realmente l'anima pubblica della Fiera".

Autonomia-ER-cittadini.jpg25 LUGLIO 2017 - "Una eventuale decisione se andare avanti sulla strada dell'autonomia dell'Emilia-Romagna deve passare necessariamente dai cittadini e per questo crediamo che sia necessario un referendum consultivo. Non possiamo affidare questa responsabilità a chi, come Bonaccini, nemmeno un anno fa difendeva a spada tratta una riforma che azzerava i poteri delle Regioni. Con che credibilità oggi andrà a negoziare con il Governo un passo così importante per il futuro dell'Emilia-Romagna".

Il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione, che verrà discussa in Assemblea Legislativa, per chiedere la realizzazione di un referendum consultivo per chiedere se la Regione debba intraprendere la strada dell'autonomia così come annunciato qualche giorno fa dal presidente Bonaccini.

"Su questo tema a decidere devono essere i cittadini non il presidente di una Regione che di solito cambia direzione molto più velocemente di quanto non lo faccia il vento - spiegano i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle - La richiesta di autonomia è una cosa seria non una manovra politica per smuovere le correnti del proprio partito. Il M5S lo sa bene visto il lavoro fatto sia in Lombardia che in Veneto dove ha voluto con forza intraprendere la strada del referendum che si terrà il prossimo 22 ottobre e che ha avuto il merito di far naufragare definitivamente le utopie indipendentiste della Lega. Con la richiesta di autonomia in determinate materie, crediamo che ci possa essere una importante opportunità di sviluppo e crescita per l'Emilia-Romagna. Ma ogni decisione su questo tema deve necessariamente essere avallato dai cittadini. E lo strumento del referendum consultivo è l'unico strumento per capire quale sia la loro volontà. Anche se capiamo che a Bonaccini e al PD di certo i referendum non piacciono - concludono i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle - non si perda tempo ulteriore tempo in annunci improbabili e si concentrino tutti gli sforzi negli eventuali adeguamenti normativi per poterlo svolgere nel più breve tempo possibile. Per questo, oltre alla risoluzione, oggi abbiamo presentato anche un emendamento al bilancio regionale proprio per indire fin da subito il referendum".

Discarica-Castel-Maggiore.jpg25 LUGLIO 2017 - Dopo che la Regione ha dato il via libera all'ampliamento della discarica ASA di Castel Maggiore, il MoVimento 5 Stelle è pronto a portare il caso in Procura. È quanto sostiene Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che nelle scorse settimane aveva già anticipato le conclusioni della Conferenza dei servizi sul rapporto ambientale che di fatto aveva dato l'ok alla realizzazione dell'ennesima discarica in regione e che adesso ha presentato una interrogazione sul caso.

"Dopo la pubblicazione della delibera i lavori potrebbero già partire nel giro di pochi giorni - commenta Silvia Piccinini - Quello che verrà realizzato sarà un ampliamento che porterà la discarica all'altezza di metri 23,45 sul piano di campagna, cioè di un palazzo di 8 piani. In questo modo la Regione fa della legge sull'economia circolare e del nuovo Piano Rifiuti, approvato poco più di un anno fa, carta stracciaIl sistema regionale delle discariche non solo non va verso un progressivo azzeramento, come annunciato ai quattro venti da Bonaccini e dell'assessore Gazzolo ma si moltiplica, aumentando volumi e quantitativi disponibili. Senza contare l'autentica beffa per gli stessi cittadini di Castel Maggiore che, con impegno e solerzia, quotidianamente si sono impegnati nella raccolta porta a porta dei rifiuti e che adesso vedranno spuntare davanti alle loro case letteralmente una montagna di spazzatura".

Inoltre la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle presenterà un esposto in procura riguardo al caso della mancanza di conformità urbanistica che il Comune ha risolto in tempi record.

"Quando, nell'ultima conferenza dei servizi il 27 aprile 2017, era emersa la mancanza di una conformità urbanistica del nuovo lotto infatti, il Comune aveva fatto aggiornare la seduta al 16 maggio ed incaricato, a tempo di record un avvocato amministrativista affinché, a suon di denaro ed in soli tre giorni di lavoro, certificasse che questa mancanza non c'era - conclude Silvia Piccinini - Un aspetto che merita di essere approfondito da parte della magistratura".

IMU-stabilimenti-balneari.jpg25 LUGLIO 2017 - "La Regione faccia chiarezza sui versamenti IMU relativi agli stabilimenti balneari. Tra i Comuni non c'è uniformità e il risultato è che si stanno creando spiacevoli situazioni di vantaggio o svantaggio tra gli operatori già pesantemente colpiti dal clima di incertezza sulle modalità e i tempi di attuazione della direttiva Bolkestein".

È questa la richiesta di Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, consiglieri regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta riguardo al pagamento dell'IMU per i fabbricati posti su aree demaniali.

"Su questo tema la confusione regna sovrana - spiegano Bertani e Sensoli - ecco perché crediamo che sia doveroso da parte della Regione provare a fare chiarezza, richiamando i Comuni e l'agenzia del Demanio responsabile degli accatastamenti, a seguire delle direttive univoche. Non è accettabile che i pagamenti siano differenti, oltre che da Comune a Comune, anche all'interno dello stesso territorio per difficoltà legate alla corretta classificazione o per omissioni da parte delle amministrazioni".

Per questo nella loro interrogazione i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Regione di intervenire innanzitutto specificando se sia in possesso di un quadro generale dei versamenti IMU per i fabbricati posti su aree demaniali e quanto questo abbia fruttato ai Comuni del litorale dell'Emilia-Romagna.

"Non è giusto che chi ha investito denaro non sia messo nelle condizioni di avere delle certezze su come e quanto pagare per essere in regola - concludono - Per questo la Regione, una volta per tutte, dovrebbe anche avviare un'indagine sui criteri di accatastamento di questi manufatti, chi li ha individuati e quando sono stati aggiornati".

Pd-lottizzazione-Fiera-Bologna.jpg24 LUGLIO 2017 - "Il sistema utilizzato dal PD per la lottizzazione di BolognaFiere è degno della migliore Democrazia Cristiana. Si sta utilizzando il potere di nomina di Comune e Regione per piazzare amici e parenti e tenere buone le correnti che animano un partito ormai allo sbando, a Bologna come nel resto d'Italia".

È questo il commento di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle polemiche sulle nomine per il CDA di BolognaFiere.

"Dopo lo scandalo della nomina della moglie del capogruppo PD in Consiglio Comunale a Bologna, anche Bonaccini sembra aver calato il suo asso, ovvero quel Giulio Santagata, ex ministro prodiano di cui nessuno sentiva la mancanza, che oggi ritrova lustro proprio grazie alla nomina della Regione - spiega Silvia Piccinini - Con questa scelta si conferma la strategia politica del PD che tratta gli enti e le società partecipate come uffici di ricollocamento per politici, amici e parenti. Tutti funzionali a tenere in equilibrio il suo sempre più traballante sistema di potere. Come le cronache di questi giorni hanno dimostrato, di fatto la Regione non si è minimamente preoccupata di non svendere ai privati il patrimonio della Fiera e dei suoi lavoratori, ma trovare esclusivamente un nome che potesse tenere a bada chi aveva cominciato a storcere il naso dopo il caso della nomina della signora Schwarz in Mazzanti".

conservatorio-bologna-interno.jpg19 LUGLIO 2017 - Destinare i fondi che la Regione vorrebbe regalare alla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII all'abbattimento delle barriere architettoniche al Conservatorio di Bologna, dove ancora oggi per uno studente o professore disabile è praticamente impossibile accedere.

È questa la proposta che Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, presenterà in aula la prossima settimana quando sarà discusso il contestato emendamento della Giunta che stanzia ben 1,5 milioni di euro per i prossimi tre anni alla Fondazione che ha sede in via San Vitale 114 a Bologna.

"Si tratta di un finanziamento inopportuno e totalmente ingiustificato - spiega Silvia Piccinini - soprattutto per quel che riguarda l'ammontare della cifra, ben mezzo milione di euro per ogni anno fino al 2019 e la promessa di fare qualcosa di simile anche per il 2020 e il 2021. La Giunta, che ha presentato la proposta in Commissione, non ha saputo spiegare il motivo di questo regalo, se non ribadendo l'attività di ricerca sui fenomeni religiosi che la Fondazione porta avanti da tempo e che gode, abitualmente di contributi pubblici anche regionali. Noi crediamo però che prima di tutto, in particolare quando si parla di cultura, la priorità assoluta sia quella di garantire a tutti l'accesso. E la situazione in cui versa il Conservatorio musicale di Bologna rappresenta l'esempio più lampante".

La proposta della consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, infatti, è quella di destinare gran parte delle risorse individuate dalla Regione per la Fondazione a una serie di interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche al Conservatorio bolognese che da tempo ormai lamenta una cronica carenza di fondi per poter rendere accessibile la struttura ai disabili.

"Invece che intervenire su esigenze concrete, la Regione sceglie di continuare a foraggiare le attività degli amici degli amici visto che tutti conoscono quale sia l'orientamento politico della Fondazione (delle cui attività di studio non si mette in alcun modo in dubbio il valore culturale e scientificoe quanto sia il suo peso all'interno delle dinamiche politiche che governano questa regione - aggiunge Silvia Piccinini - Un appoggio che è stato costante nel tempo se si pensa che alla fine degli anni '90 la Regione finanziò con 4 miliardi di lire anche il restauro dell'attuale sede della Fondazione, che è di proprietà dell'ateneo di Bologna ma che gli è stato concesso per mezzo secolo in comodato d'uso. Senza contare i tanti convegni e appuntamenti svolti dalla Fondazione che la Regione ha finanziato, come quello su Papa Benedetto XV a fine maggio, che ci è costato ben 8mila euro. A questo punto - conclude Silvia Piccinini - ci aspettiamo che la giunta e il PD abbiano il buon senso di rivedere in aula questa loro decisione. Qui si sta parlando della bellezza di 1,5 milioni di soldi dei cittadini il cui utilizzo è destinato a restare nell'ombra visto che i bilanci della fondazione, fino ad oggi, non sono pubblici".

risoluzione-parità-stipendi-pensioni-donna-emilia-romagna.jpg19 LUGLIO 2017 - Azzeramento del gap rispetto agli stipendi degli uomini, assicurazione di un'autentica parità di genere anche per quanto riguarda i livelli pensionistici. Via libera dall'Assemblea Legislativa alla risoluzione presentata Giulia Gibertoni che chiedeva alla Giunta di intervenire per azzerare le discriminazioni che riguardano il livello delle retribuzioni delle donne rispetto a quelle dei colleghi uomini. Il documento è stato approvato questa mattina nel corso della seduta della Commissione Parità.

"Come tutti i dati confermano le donne subiscono ancora una forte discriminazione a livello salariale in tutta Europa, guadagnano di meno rispetto agli uomini, hanno ruoli e responsabilità peggiori e spesso godono di contratti precari - spiega Giulia Gibertoni - In Emilia-Romagna, nonostante vi sia una buona produzione legislativa che tende a tutelare e proteggere il lavoro delle donne, non sembrano esserci ricadute positive significative sul versante delle differenze salariali, visto che la forbice tra gli stipendi oscilla anche oltre il 20%. Nella sua risoluzione Giulia Gibertoni chiedeva alla Giunta, oltre che di riconoscere l'esistenza di molte cause che esasperano il divario retributivo tra donne e uomini, soprattutto di "inserire nel "Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere" come obiettivo prioritario quella della parità e di intervenire subito nelle sedi di confronto Stato-Regioni introducendo dei correttivi affinché lo squilibrio salariale in essere, tra uomini e donne, non si avesse ripercussioni anche sul sistema previdenziale.

"Siamo molto soddisfatti che la nostra proposta sia stata accolta - conclude Giulia Gibertoni - Si tratta di un argomento sul quale la Regione deve fare di più e la nostra risoluzione sancisce proprio un punto dal quale partire per cercare di azzerare delle discriminazioni che sono ancora molto forti anche in Emilia-Romagna e che non possono essere più tollerate".

FSCIRE-soldi agli amici.jpg19 LUGLIO 2017 - Il finanziamento "eccezionale" di 1,5 milioni in tre anni che la Regione darà alla Fondazione per le scienze religiose "Giovanni XXIII" è totalmente inopportuno. Questi soldi potevano e dovevano essere investiti meglio, in primo luogo, come avevamo proposto, per una serie di interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche al Conservatorio di Bologna che oggi, nel 2017, non permette ancora il libero accesso ai diversamente abili.

E invece la Giunta ha scelto di dare una valanga di euro ai soliti amici degli amici, visto che tutti sanno quale sia l'orientamento politico di questa Fondazione. Un finanziamento che si va a sommare anche al restauro della sede di via San Vitale a Bologna che è costato alle casse della Regione la bellezza di 4 miliardi di vecchie lire.

Crediamo che questo incredibile e incessante sostegno economico nel tempo debba avere delle motivazioni che vanno ben oltre a quelle generiche individuate ieri in Commissione dalla Giunta. Anche perché i 500mila euro all'anno, per tre anni, non andranno a finanziare nessun nuovo progetto o investimento della Fondazione, ma la sua normale attività.
Noi di certo non ci fermeremo qui e la prossima settimana daremo battaglia in aula per denunciare questo ennesimo caso targato Bonaccini&PD.

Silvia Piccinini
M5S Emilia-Romagna

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