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Politica

Piccinini-Sangiorgi-Imola.jpg11 GIUGNO 2018 - "Dopo 73 anni abbiamo portato Imola al ballottaggio. Un risultato straordinario, del quale tutti dovremmo essere orgogliosi, frutto di un lavoro di squadra che ha portato attivisti e portavoce ad un traguardo davvero inimmaginabile fino a qualche anno tempo fa. Il bello però deve ancora venire, perché domenica 24 giugno il PD si può e si deve battere per far diventare Manuela Sangiorgi la prima sindaca a 5 stelle di Imola".

È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo il risultato delle elezioni di domenica 10 giugno che hanno portato il MoVimento 5 Stelle con la candidata a sindaco Manuela Sangiorgi al ballottaggio con il 29,3%. "Tra due settimane dovremo fare in modo di scrivere l'ultimo capitolo di questa straordinaria storia - aggiunge Silvia Piccinini - Il tempo passato sul territorio, ad ascoltare la gente, a portare avanti battaglie sacrosante come quella sulla discarica di Imola ci ha ripagato perché crediamo che sia l'unica strada per costruire un'alternativa credibile a chi ha amministrato la città per più di 70 anni. Ecco perché il 24 giugno sarà un giorno molto importante per Imola, perché si dovrà scegliere tra chi il potere vuole continuare a conservarlo per se stesso e chi, invece, vuole utilizzarlo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, come vuole fare la nostra Manuela Sangiorgi".

FICObus-pubblicità.jpg8 GIUGNO 2018 - "Visto che Comune e TPER fanno molta fatica, per usare un eufemismo, a rendere pubblici i dati sui passeggeri dei FICOBUS, crediamo che sia doveroso aiutare queste persone a dire le cose come stanno. Non è vero, come affermato oggi in Commissione in Comune a Bologna, che ci sono 13mila persone ogni mese che salgono sui 4 bus per andare al parco commerciale di Farinetti. Semmai sono la metà, ad essere molto generosi. Anche a marzo e ad aprile scorso, infatti, gli autobus per FICO hanno trasportato, al netto degli abbonamenti utilizzati da chi lavora lì, 19.621 persone in due mesi, con una media di 4,6 viaggiatori per corsa. Quindi senza registrare nessun tipo di aumento rispetto a quanto avveniva nei mesi precedenti, compresi i 6 passeggeri per corsa registrati nei primi due mesi di apertura". È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all'utilizzo dei FICOBUS, oggetto oggi anche di una Commissione comunale a Bologna.

Secondo gli ultimi dati ottenuti dalla consigliera del MoVimento 5 Stelle a marzo e ad aprile 2018 (con in mezzo molti ponti e le vacanze pasquali) sono stati 19.250 i biglietti obliterati dai passeggeri sui 4 FICOBUS, a cui si devono aggiungere poco più di 700 viaggi in due mesi utilizzati dai lavoratori del parco commerciale.

"Le cifre che abbiamo ottenuto grazie al nostro ultimo accesso agli atti smentiscono clamorosamente non solo quanto affermato nei mesi scorsi da Farinetti e da Tiziana Primori, che qualche mese fa che prospettavano una rinascita primaverile per i FICOBUS - aggiunge Silvia Piccinini - ma anche le parole di Comune e TPER pronunciate oggi in Commissione a Bologna. Evidentemente si vuole con tutti i mezzi continuare a difendere ciò che è indifendibile. Con una misera media di 4,6 passeggeri per corsa non si tiene in vita nemmeno uno scuolabus, figuriamoci un autobus snodabile da 148 posti. L'assessore Priolo e TPER dovrebbero spiegare innanzitutto questo ai cittadini prima di parlare a sproposito di rischio di impresa, che in ogni caso è a nostro carico visto che TPER è a totale controllo pubblico. Troviamo inoltre paradossale che oggi si parli addirittura di una 'concorrenza sleale' del bus 35 che toglierebbe passeggeri ai sempre vuoti FICOBUS di Farinetti. Dopo aver pagato 4,3 milioni per i nuovi bus, aver permesso di portare in giro la pubblicità di FICO a costi dimezzati e con un semplice accordo verbale, sarebbe davvero il colmo se TPER pensasse addirittura a sopprimere questa linea ordinaria che collega zone importanti della città. A meno che questo non sia l'unico modo per costringere le persone a salire sui FICOBUS. Lo ripetiamo, non bisogna aspettare altri dati e buttar via altri soldi. La sperimentazione deve finire qui".

area-muzzano.jpg8 GIUGNO 2018 - "Il Comune dia vita al più presto a un reale processo partecipativo per decidere il futuro dell'ex area militare di Muzzano stralciano l'area di Muzzano dal POC adottato con deliberazione del Consiglio comunale n.27/2017". È la richiesta di Giulia Gibertoni contenuta in un'interpellanza riguardo all'area di proprietà del Demanio, utilizzata in passato come deposito di artiglieria, e nel 2014 passata nella disponibilità al comune di Valsamoggia, tramite quello di Monteveglio: si tratta di un'area di circa 10 ettari su cui insistevano 6 capannoni da circa 500 mq, 2 stabili abitativi per altri 400 mq ed una corte colonica con due stabili ormai fatiscenti.

"La condizione per far passare definitivamente al Comune l'area era quella che venisse presentato, entro tre anni, un progetto di riqualificazione - spiega Giulia Gibertoni - Un gruppo di cittadini aveva costituito un comitato raccogliendo adesioni e disponibilità di singoli, gruppi, associazioni e, soprattutto, dimostrando un'ampia ricchezza di idee e punti vista per progettare il migliore utilizzo di un patrimonio collettivo condiviso e di quella che veniva valutata come una grande risorsa per la loro comunità. L'intenzione del Comitato era quella di supportare tutta la comunità e l'amministrazione comunale nella scelta della destinazione d'uso dell'area attraverso un percorso trasparente, condiviso, partecipato e basato su principi etici come cura della terra, cura delle persone ed equa distribuzione delle risorse e per questo proponevano un percorso pubblico e partecipato che coinvolgesse dal basso tutti i soggetti". Percorso partecipativo che però non ha mai avuto luogo tanto che ad aprile del 2017 il Consiglio comunale, ignorando le possibilità della legge regionale 3 del 2010 che offre fondi per processi partecipativi, ha deliberato la realizzazione, per l'area, di un insediamento integrato, costituito da sedi produttive e terziario.

"Si tratta di una scelta sbagliata contro cui i cittadini stanno raccogliendo anche delle firme attraverso una petizione - conclude Giulia Gibertoni - Ecco perché noi chiediamo che sia la Regione ad intervenire sollecitando il Comune di Valsamoggia ad avviare un processo partecipativo, così come previsto proprio dalla legge regionale 3/2010 affinché siano proprio i cittadini a decidere sul futuro dell'area di Muzzano, ma condizione necessaria è che il soggetto decisore, cioè proprio il Comune, sospenda ogni ipoteca futura sull'area, stralciandola dal POC"

Bertani-aula-maggio2018.jpg6 GIUGNO 2018 - "In questi due giorni abbiamo assistito a una strumentalizzazione indegna da parte del PD di un tema fondamentale e importante come il reddito di cittadinanza. Fino a qualche anno fa quando il MoVimento 5 Stelle, sia in Parlamento che in Regione, ne parlava il PD sosteneva che si trattasse di un provvedimento irrealistico, demagogico, populista. Oggi, che gli italiani li hanno per fortuna relegati all'opposizione, sembrano essere improvvisamente diventati tutti paladini del reddito di cittadinanza. Un' incoerenza non da poco, non c'è che dire".

È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle recenti polemiche che hanno accompagnato l'approvazione in Assemblea Legislativa delle modifiche al reddito di solidarietà regionale. "Invece che avviare un confronto serio sul Piano regionale per la lotta alla povertà, la maggioranza che sostiene il governo Bonaccini ha concentrato tutti i suoi sforzi in una discussione surreale su un ordine del giorno strumentale - spiega Andrea Bertani - Documento che sosteneva tutto e il contrario di tutto, mescolando provvedimenti importanti come il reddito di cittadinanza con il REI che ha dato dei risultati totalmente inconcludenti, definito ieri anche dalla vicepresidente Gualmini come "indecoroso".

Il tutto con il solo obiettivo di innalzare un polverone contro un governo partito nemmeno 5 giorni fa. Ecco perché abbiamo deciso di presentare un ordine del giorno diverso, in accordo con la Lega, proprio per ribadire come il tema del reddito di cittadinanza sia un provvedimento serio che non può essere oggetto di una strumentalizzazione di così bassa caratura politica solo per raccogliere qualche titolo sui soliti giornali. Scegliendo, inoltre, di non partecipare al voto sull'ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Il vero reddito di cittadinanza, e non quello attuato in Emilia-Romagna che ha dei limiti che abbiamo più volte evidenziato, - conclude Andrea Bertani - è uno dei punti cardine del nostro contratto di governo e da quest'ultimo verrà attuato. Il PD se ne faccia una ragione".

Piccinini-aula-giugno2018.jpg5 GIUGNO 2018 - "Su BolognaFiere la Regione è andata completamente in tilt. Non si può, così come ha fatto oggi in aula l'assessore Petitti, sostenere tutto e il contrario di tutto. Dire che si va avanti con il progetto di una holding regionale e poi benedire l'alleanza con Milano, sperare nel potenziamento del polo di Bologna quando un'alleanza del genere comporterà quasi certamente una fuga degli eventi più importanti verso la Lombardia. Ecco perché oggi ci aspettavamo che la Giunta avesse l'onestà di ammettere che, nonostante 2 anni di proclami, il progetto di Bonaccini oggi sta naufragando".

È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, alla risposta che oggi la Giunta ha fornito in aula al question time presentato sulla situazione di BolognaFiere e in particolare sul progetto di scorporo in due società di cui si sta parlando ormai da molte settimane.

"Non è vero che gli accordi con le fiere venete, la holding regionale e l'accordo con Milano possono convivere - spiega Silvia Piccinini - Quello che sembra a tutti chiaro è che in questa operazione decidono tutti tranne la Regione, che dimostra ancora una volta di avere un atteggiamento passivo davanti a scelte strategiche che riguardano il futuro della nostra fiera, nonostante abbiamo messo a disposizione subito cinque milioni di euro al buio ma con la promessa di raggiungere quanto prima la tanto agognata holding unica regionale. Il particolare più desolante è il fatto che i tre capisaldi citati oggi dall'assessore Petitti, ovvero holding regionale, potenziamento del polo bolognese e salvaguardia occupazione, di fatto sono messi in forte crisi dal nuovo progetto di scorporo propedeutico all'alleanza con Fiera Milano, votato in Cda anche dal componente espresso proprio dalla Regione. Il che dimostra il loro totale stato confusionale".

Imola-insegnante-gay-insultato.jpg30 MAGGIO 2018 - "Quello che è successo a Imola è la dimostrazione di come l'Emilia-Romagna abbia urgentemente bisogno di una legge contro l'omotransfobia. Episodi di questo genere, per di più accaduti all'interno di una scuola, non possono essere tollerati, o peggio, messi sotto silenzio anche da chi avrebbe il dovere di fermarli e denunciarli". È questo il commento di Silvia Piccinini e Manuela Sangiorgi, rispettivamente capogruppo regionale e candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla lettera pubblicata dal portale Gaynews che riporta la storia di un insegnante di un istituto superiore di Imola insultato da oltre un anno da quattro suoi alunni perché omosessuale.

"Quello delle aggressioni, soprattutto verbali, agli insegnanti è un tema molto seguito dai mass media che però cade quasi nel dimenticatoio quando l'oggetto degli insulti è l'orientamento sessuale - spiega Silvia Piccinini - Se i dettagli dell'episodio della scuola di Imola dovessero essere confermarti ci troveremmo davanti a una situazione molto grave visto il comportamento tenuto dai vertici dell'istituto scolastico. Tutto ciò dimostra, ancora una volta, l'assoluta necessità per la nostra regione di approvare al più presto una legge contro la omotransfobia. Il MoVimento 5 Stelle ne ha presentata una nella scorsa settimana e aspettiamo che venga calendarizzata quanto prima per poterla portare in aula. Come abbiamo già detto non c'è più tempo da perdere".

"Continuare ad ignorare questo stato di cose - aggiunge Manuela Sangiorgi - non fa altro che perpetrare un senso comune di impunità verso chi commette quelli che possono anche trasformarsi in veri e propri reati contro la persona, aumentando così la percezione che le persone LGBTI possano essere trattate come cittadini di serie B".

Tra le varie proposte avanzate dal M5S all'interno del progetto di legge contro l'omotransfobia sono previsti proprio interventi nelle scuole contro il bullismo, l'istituzione di un osservatorio regionale sulle discriminazioni, l'estensione delle competenze del Difensore civico per una maggiore tutela delle persone sui temi che riguardano proprio l'identità di genere oltre che la protezione, l'accoglienza e il sostegno alle vittime di atti di violenza. "Riguardo all'episodio di Imola vorremmo esprimere tutta la nostra solidarietà al docente e alla persona che ha denunciato il caso, entrambi vittime di queste aggressioni verbali - conclude Silvia Piccinini - sperando che sull'episodio venga fatta luce al più presto. Sul caso presenteremo un'interrogazione".

Elisabetta-Gualmini-Timbuku.jpg24 MAGGIO 2018 - "Se il M5S va al Governo, scappo a Timbuktu".  Bene, e come ama spesso ripetere il presidente Bonaccini le promesse vanno sempre mantenute. Ecco perché adesso ci aspettiamo che la vicepresidente Elisabetta Gualmini tenga fede alla promessa fatta in televisione, quando disse che se il MoVimento 5 Stelle fosse andato al governo lei sarebbe scappata a Timbuktu, in Mali. A questo punto non ci resta che farle i migliori auguri. Timbuktu le piacerà.

Buon viaggio vicepresidente!

Raffaella-Sensoli-11-ottobre-2016-768x491.jpg23 MAGGIO 2018 - Colpo di spugna sui problemi di bilancio che hanno riguardato la realizzazione dell'ospedale di Cona? A chiederselo è Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che sul caso Cona aveva presentato nelle scorse settimane una serie di esposti, sia alla magistratura ordinaria che a quella contabile, per sollecitare delle verifiche sulle procedure che avevano portato alla realizzazione dell'ospedale dopo il mancato finanziamento da parte dell'INAIL di oltre 60 milioni di euro.

"Adesso con un emendamento presentato e approvato ieri dal PD, all'interno dell'iter del progetto di legge sulla gestione sanitaria accentrata, a nostro avviso sembra che si tolga ogni responsabilità ai direttori generali che hanno approvato i bilanci preventivi, compreso quello di Cona - spiega Raffaella Sensoli - Un rischio che, se fosse confermato, sarebbe molto grave visto che avrebbe come unico scopo quello di cercare di silenziare quello che a nostro avviso resta il più grande scandalo che riguarda la nostra sanità regionale".

Il riferimento della consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle è a un emendamento presentato dal PD, e dal consigliere ferrarese Paolo Calvano, che ha eliminato nel testo di legge il riferimento all'art. 32 del decreto legislativo 118 del 2011 che regola proprio le alcune norme sul bilancio del Servizio sanitario regionale.

"Non applicare questo articolo creerà una evidente deresponsabilizzazione per chi ha compilato un bilancio con più di un problema come nel caso dell'ospedale di Cona - aggiunge Raffaella Sensoli -Su quel caso noi abbiamo il sospetto che ci sia stata un'imputazione contabile errata, che ha inglobato un debito classificandolo come anticipazione di cassa. Sospetto che abbiamo denunciato pubblicamente. Adesso, in virtù di questa nuova norma regionale appena approvata, quello che poteva configurarsi come falso in bilancio non sarà più tale visto che il bilancio preventivo non verrà più trasmesso alla Regione, sollevando quindi da ogni responsabilità i direttori generali. In questo modo il bilancio consolidato dell'Azienda sanitaria, anche se dovesse contenere un falso, non sarà più perseguibile perché presente nel preventivo autorizzato. Uno scenario che andrebbe allontanato il più possibile. Per questo - conclude Raffaella Sensoli - chiederemo alla Regione un chiarimento in tal senso anche quando il testo definitivo della nuova legge arriverà in aula".

asilo-Colorno-maestre-arrestate.jpg23 MAGGIO 2018 - "Quanto accaduto nella scuola materana di Colorno è davvero un fatto ignobile e increscioso". Sono queste le prime reazioni del deputato portavoce del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli e Silvia Piccinini, capogruppo M5S in Regione, riguardo al caso dell'arresto di due maestre dell'istituto comprensivo Belloli per maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini, un caso che conferma la drammaticità e la portata rilevante della questione. Secondo la ricostruzione dell'accusa, due maestre della scuola materna di Colorno sono state arrestate dai Carabinieri di Parma poiché accusate di aver maltrattato e terrorizzato bambini tra i tre e i cinque anni che frequentavano la scuola. Le vittime sarebbero state costrette a subire ripetute violenze fisiche, psicologiche e punizioni restrittive. Dalle indagini sono emersi comportamenti molto severi e aggressivi. Le accuse, ovviamente, andranno verificate.

"Confidiamo nella rapidità della magistratura", hanno poi aggiunto Zanichelli e Piccinini, "affinché si possa procedere con celerità nelle indagini nel rispetto delle famiglie vittime dei presunti maltrattamenti dei loro figli".

diritti.jpg16 MAGGIO 2018 - Sostenere i Comuni sia sul piano tecnico che quello giuridico nelle operazioni connesse all'iscrizione all'anagrafe di bambini di coppie omogenitoriali. È quanto Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, chiede alla Regione attraverso una risoluzione che verrà discussa nelle prossime sedute dell'Assemblea Legislativa.

"Crediamo che assicurare pari tutele e dignità ai figli di coppie di madri o di padri sia un obiettivo di civiltà - spiega Silvia Piccinini - Per questo è necessario che la Regione assicuri tutta l'assistenza necessaria a quelle amministrazioni comunali che volessero procedere in questa direzione iscrivendo all'anagrafe questi bambini. Fino ad oggi i Comuni che lo hanno fatto seguendo l'esempio di Torino e della nostra sindaca Chiara Appendino, in Emilia-Romagna sono troppo pochi. Ecco perché ci aspettiamo che la Regione faccia da apripista sostenendo, anche sul piano normativo, le diverse amministrazioni comunali".

La proposta della capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle arriva alla vigilia del presidio che si svolgerà davanti alla sede della Regione organizzato dalle associazioni Lgbt nella giornata mondiale contro l'omofobia. "Purtroppo la maggioranza in Regione su questo tema, e più in generale su quello che riguarda i diritti delle coppie omosessuali, è attraversata da fortissime divisioni - aggiunge Raffaella Sensoli - Il MoVimento 5 Stelle già da diversi mesi aveva presentato una risoluzione proprio per chiedere una nuova disciplina per promuovere e sostenere la lotta all'omofobia, anche attraverso dei provvedimenti concreti come per esempio la costituzione di parte civile in tutti quei processi per aggressioni o violenze omofobe. Risoluzione che però attende ancora di essere calendarizzate e discussa in aula".

"Adesso - conclude Silvia Piccinini - con questa nuova proposta chiediamo alla Regione di accelerare sul tema dei diritti dei figli di genitori omogenitoriali. I Comuni non possono e non devono essere lasciati da soli in quella che è, prima di tutto, una battaglia di civiltà".

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