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Politica

stop-omofobia-Emilia-Romagna.jpg22 NOVEMBRE 2017 - "La vicenda degli insulti e delle minacce a due ragazze lesbiche che vivono in un condominio del Riminese è molto grave e dimostra quanto l'omofobia sia ancora particolarmente radicata nella nostra società. Per questo crediamo che le istituzioni non possano stare a guardare e tollerare ulteriormente la diffusione di questa becera mentalità. Ecco perché chiediamo che la Regione stabilisca come regola quella di costituirsi parte civile in tutti quei processi relativi ad aggressioni, violenze o atti omofobi".

È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una risoluzione che verrà discussa nelle prossime sedute dell'Assemblea Legislativa e che prende spunto dal caso di due ragazze residenti nel Riminese che sarebbero state minacciate ed insultate da una persona residente nel loro stesso condominio a causa del loro orientamento sessuale.

"Questo caso fa il paio con quello, altrettanto grave, accaduto a Cesena dove delle persone inscenarono un finto funerale per protestare contro l'unione civile di due ragazzi - spiega Raffaella Sensoli - In quel caso bene hanno fatto Comune e le associazioni che difendono i diritti degli omosessuali a costituirsi parte civile dopo il rinvio a giudizio degli autori della sceneggiata omofoba. Particolare che dovrebbe spingere anche la Regione a fare altrettanto nei confronti di episodi dello stesso tipo visto che è necessario assicurare il nostro massimo impegno nei confronti del contrasto dell'omofobia come battaglia di civiltà e come indispensabile affermazione dei valori di libertà e di democrazia".

Per questo nella sua risoluzione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di adoperarsi per "l'adozione anche nella nostra regione di una disciplina che promuova e sostenga la lotta all'omofobia" oltre a "valutare la costituzione a parte civile nei procedimenti relativi a violenze, aggressioni ed atti omofobi e attuare tutte le misure a sostegno delle possibili azioni legali tentate da associazioni, enti e singoli contro gli autori di questi gesti".

prov.Rimini-azzardo-2016.png16 NOVEMBRE 2017 - Quasi 570 milioni di euro: è questa l'impressionante cifra che ogni anno viene spesa nella provincia di Rimini nel gioco d'azzardo tra slot machine, Gratta&Vinci, SuperEnalotto, giochi virtuali, Lotto e Bingo. I dati arrivano direttamente dall'agenzia dei Monopoli e fotografano nel dettaglio la mole di gioco nelle singole province dell'Emilia-Romagna, facendo registrare in quella di Rimini una mole di giocate pari a 569.572.643,66 di euro giocati soltanto nel 2016.

"Se si divide questa cifra per il numero di famiglie residenti nella nostra provincia si scopre che la spesa annuale per il gioco d'azzardo sfiora i 4mila euro, ovvero più di 300 euro al mese - spiega Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle - Soldi che, oltre che andare letteralmente in fumo, rappresentano un danno economico e sociale all'economia reale della nostra provincia, al piccolo commercio, ai servizi, ai ristoranti, ai negozi, visto che questo denaro potrebbe in buona parte essere speso in acquisto di vestiti, ristoranti, viaggi, libri, cinema, cibo, elettrodomestici, giocattoli. Se poi a queste perdite aggiungiamo la spesa sanitaria per curare la ludopatia, i danni socio-economici generati da divorzi, licenziamenti, i costi sociali diventano enormi e molto preoccupanti".

Entrando nel dettaglio delle tipologie di giocate spulciando tra i dati forniti dai Monopoli per il 2016 si scopre che in provincia di Rimini a farla da padrone nell'universo dell'azzardo sono le slot machine e le ancor più pericolose videolottery che rappresentano il 56% delle giocate totali con più di 323 milioni di euro. Rilevante anche il gioco online che ha sfondato i 62milioni di euro (11% del totale). Sulla stessa linea sono i Gratta&Vinci (64 milioni) mentre più staccate restano le scommesse sportive (44 milioni), il Lotto (38 milioni) e il Bingo (13,9 milioni).

"Si tratta di numeri impressionati e che dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che l'azzardo è una vera e propria piaga sociale che anno dopo anno erode l'economia dei nostri territori, delle nostre famiglie - aggiunge Andrea Bertani - Senza contare che parte di questo enorme flusso di denaro molto spesso viene ripulito dalle mafie proprio attraverso le VLT, Slot e giochi online, formalmente legali che però poi si scopre essere legate a società riconducibili alla 'ndrangheta, alla camorra e alla mafia. Ecco perché diventa di fondamentale importanza cercare di mettere un freno a questa situazione".

"Per questo ogni Comune della provincia di Rimini dovrebbe approvare e rendere subito operative le delibere no-slot per limitare orari e fissare distanze dai luoghi sensibili, così come sancito dalla legge regionale che il M5S ha fortemente voluto. Si segua almeno l'esempio di Cattolica dove l'amministrazione ha imposto lo spegnimento dello slot machine dalle 12.30 fino alle 15.30 e dalle 19.30 in poi. Orari in cui moltissime persone, nelle pause dal lavoro o a fine giornata, giocano bruciando ogni giorno centinaia di euro".

"Allo stesso tempo - concludono Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani - vista l'entità del fenomeno è necessario un impegno in prevenzione trasversale a tutte le fasce di età. Chiediamo anche che in Parlamento si approvi al più presto la legge bipartisan per vietare la pubblicità, presentata dal Movimento 5 Stelle-Gruppo interparlamentare contro l'azzardo, ferma ormai da 2 anni nonostante il Senato ad ottobre 2015 avesse firmato l'urgenza".

Bertani (aula-novembre 2017).png15 NOVEMBRE 2017 - "Sul problema del rischio allagamenti a causa del ponte sulla provinciale Cervese in località Pontecucco, nelle campagne di Cesena, sembra che tutti giochino allo scaricabarile, soprattutto la Regione che fa spallucce sostenendo che la legge le impedisce di intervenire. Peccato però che a Gambettola, per un problema molto simile, si sia riusciti a risolverlo con la realizzazione di un nuovo ponte che inaugurò proprio il presidente della Regione. Per questo invitiamo Bonaccini a fare lo stesso anche a Pontecucco e non far attendere altri 12 anni i cittadini di San Giorgio".

È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo che questa mattina l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini ha risposto in aula a una interpellanza riguardo la situazione del ponte sul Rio Granarolo, in attesa ormai da molti anni di un intervento visti i continui allagamenti che si susseguono ormai da tempo.

"Oggi in aula l'assessore Donini si è limitato a ricordare come la normativa attuale impedisca alla Regione di intervenire per finanziare la realizzazione di un nuovo ponte - spiega Andrea Bertani - Noi crediamo che questa sia una posizione inaccettabile visto che quella che realmente manca è la volontà politica per portare avanti un'azione del genere. Tutti ricordano che solo qualche tempo fa il presidente Bonaccini inaugurò, a favore di fotografi e televisioni, un nuovo ponte a Gambettola per lo stesso motivo per cui a Pontecucco i cittadini stanno aspettando da ormai 12 anni. Per questo - conclude Andrea Bertani invitiamo la Regione a smetterla di giocare allo scaricabarile e a intervenire al più presto. Il tempo delle scuse è finito".

Regione Emilia-Romagna.jpg14 NOVEMBRE 2017 - "Siamo molto soddisfatti di esser riusciti a convincere Bonaccini e il PD a ridare centralità all'Assemblea Legislativa all'interno della trattativa con il Governo sulla questione dell'autonomia. Per la Giunta continuare ad andare avanti in completa solitudine sarebbe stato altamente controproducente".

È questo il commento del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle riguardo al dibattito che si è tenuto oggi in aula riguardo alla trattativa sull'autonomia che la Regione Emilia-Romagna sta portando avanti a Roma assieme alla Lombardia e che ha portato all'approvazione di una risoluzione unitaria da parte di tutte le forze politiche.

"Nonostante un'iniziale chiusura da parte della maggioranza, siamo riusciti ad ottenere quelli che erano due dei nostri obiettivi riguardo a questo tema e che avevamo messo nero su bianco nel documento che avevamo depositato questa mattina - spiega Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle - Innanzitutto ottenendo un maggiore coinvolgimento dell'Assemblea Legislativa all'interno del tavolo di trattativa aperto con il Governo, trasformando le prese d'atto dell'Assemblea alle comunicazioni del Presidente in un percorso in cui i consiglieri possono fare proposte e modifiche concrete. Per noi era fondamentale che fosse prevista anche una rappresentanza di tutte le forze politiche, così come ha deciso la Lombardia, oltre che degli enti locali. In più abbiamo chiesto ed ottenuto che l'individuazione di nuove competenze da sottoporre al Governo avvenga solo al termine di una discussione che deve nascere all'interno delle Commissioni, evitando che solo la Giunta o la maggioranza targata PD facciano quello che deve essere un lavoro svolto nell'interesse di tutti i cittadini. Adesso - conclude Raffaella Sensoli - ritorneremo nelle Commissioni per lavorare su questi temi e monitoreremo attentamente il lavoro fatto da Bonaccini a Roma visto che abbiamo ottenuto anche che periodicamente nelle Commissioni si discuta del procedere della trattativa, fino all'Accordo finale che andrà comunque approvato in Assemblea".

m5s-codice.jpg13 NOVEMBRE 2017 - In merito alla notizia riportata questa mattina da alcuni organi di stampa riguardo ad un esponente del MoVimento 5 Stelle che risulterebbe indagato per utilizzo indebito di carte di credito e bancomat, vorremmo precisare che gli "esponenti" del MoVimento 5 Stelle sono esclusivamente i rappresentanti eletti nelle istituzioni (consiglieri comunali, regionali e parlamentari).

Qualora quindi questa persona risultasse realmente essere tra gli eletti M5S, e qualora le accuse a lui mosse dovessero trovare conferma da parte della magistratura, il MoVimento 5 Stelle pretenderà il rispetto del codice di comportamento dei portavoce eletti in caso di coinvolgimento in procedimenti giudiziari e l'adozione quindi dei provvedimenti del caso previsti proprio dal suddetto codice, come da prassi all'interno del M5S e contrariamente a quanto invece avviene negli altri partiti.

Raffaella Sensoli  e Giulia Sarti

whistleblower Emilia-Romagna.jpg13 NOVEMBRE 2017 - "La pessima gestione da parte della Regione di una delle ultime segnalazioni fatta da un dipendente su irregolarità che riguardano i controlli sull'utilizzo dei fondi per l'agricoltura è la dimostrazione di come non si voglia puntare con decisione sullo sviluppo del sistema del whistleblowing".

È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al cosiddetto wistleblowing (ovvero il sistema che permette a un dipendente di segnalare una possibile attività illecita all'interno del proprio luogo di lavoro) al centro di una interrogazione presentata alla Giunta e che prende spunto dal caso di una delle ultime segnalazioni registrate dalla macchina amministrativa regionale.

"Si tratta di una segnalazione circa presunte irregolarità nella gestione e nei controlli dei finanziamenti pubblici, in particolare riguardo i fondi per l'agricoltura - spiega Andrea Bertani - e che descriverebbe carenze e ricorrenti sottovalutazioni sul fronte della verifica campionaria dei progetti annualmente finanziati nell'ambito della legge regionale n. 28 del 1998. L'aspetto paradossale di questa vicenda è che oggi si è giunti alla conclusione della verifica avviata senza che la persona che ha segnalato le presunte irregolarità, e che aveva offerto la più ampia disponibilità a collaborare alle indagini, sia mai stato ascoltato per approfondire gli aspetti della sua denuncia, limitandosi, invece a sentire solo una voce, quella dei soggetti eventualmente responsabili delle irregolarità indicate.  Il tutto in un quadro che vede nel 2016 appena 5 segnalazioni arrivate attraverso lo strumento del wistleblowing".

Ecco perché secondo il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle "senza entrare nel merito del caso specifico, elementi come questi sembrerebbero essere fra le vere ragioni del numero modestissimo di segnalazioni pervenute, che può quindi essere determinato dalla scarsa fiducia nell'imparzialità e nella proattività della funzione di prevenzione della corruzione e forse della stessa amministrazione".

Per questo Andrea Bertani nella sua interrogazione chiede alla Giunta spiegazioni riguardo alla procedura eseguita nella verifica del presunto illecito invitando anche la Giunta a adoperarsi per "migliorare la regolazione dell'istituto del whistleblowing, assicurando meccanismi che garantiscano terzietà, imparzialitàl'assenza di rischi, di azioni di mobbing o demansionamenti nei confronti di chi avanza segnalazioni e il rafforzamento dei meccanismi diretti ad acquisire elementi documentali o probatori".

bonaccini-gentiloni.jpg10 NOVEMBRE 2017 - Martedì prossimo verrà data all'Assemblea Legislativa la comunicazione della Giunta sull'avvio del negoziato con il Governo per il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia ma si tratta dell'ennesimo teatrino messo in piedi da Bonaccini. Il presidente verrà in aula anche per chiedere all'Assemblea di aggiungere altre 4-5 competenze a quelle molto sommariamente individuate. Un bluff visto che Bonaccini non chiederà niente all'Assemblea, come non lo ha chiesto qualche settimana fa. Per chiedere bisogna poter discutere e bisogna presentare documenti da analizzare prima del dibattito: quindi più che una richiesta sarà una comunicazione verso la quale l'Assemblea potrà solo prendere atto. Anche perché la risoluzione approvata dai consiglieri PD, MDP e SI (in Emilia-Romagna bersaniani e sinistra sono alleatissimi dei renziani) non prevede che l'Assemblea eletta dai cittadini si pronunci più, se non alla fine, prima dell'accordo.

In più ci sembra di capire che adesso la priorità è quella di arrivare prima delle prossime elezioni di primavera (anche se il sottosegretario Bressa ha detto chiaramente che si tratta di lasciare alla prossima legislatura un accordo quadro...). Insomma il vero obiettivo di questo teatrino non è né l'autonomia né tantomeno il bene dei cittadini emiliano-romagnoli. È solo un calcolo elettorale.

Prima c'era bisogno di arrivare prima dei referendum di Veneto e Lombardia, per sfruttare il grande impatto conseguente, esautorando i cittadini emiliano-romagnoli che non si sono potuti esprimere in merito e ad oggi ancora sanno poco o nulla dell'argomento. Poi l'esigenza di portare a casa un foglietto un po' più lungo delle dieci righe anonime di quasi un mese fa, con cioè l'accordo quadro da consegnare al futuro Governo e Parlamento. L'esigenza vera è stare sotto i riflettori, provare a togliere peso ai referendum (che effettivamente al PD non portano bene), provare a fare litigare Maroni e Zaia, cercare di far fare il primo della classe al Presidente visto che con l'aria che tira nel PD dopo le elezioni o anche prima ci saranno delle poltrone importanti da sostituire. Bonaccini oggi tifa per Maroni. Ma come sempre le copie sono peggiori dell'originale. Soprattutto se non si copiano i compiti giusti. E le cose da copiare erano il referendum e una delegazione come quella lombarda, con amministratori e consiglieri di tutte le formazioni politiche. Di là dal Po tutti. Di qua solo lui.  Questo Paese è già stato sufficientemente martoriato dagli "uomini soli al comando".

 

Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi

Politecnico-reggio-emilia.jpg10 NOVEMBRE 2017 - La Regione non ha alcuna intenzione di sostenere la realizzazione di un Politecnico regionale a Reggio Emilia. A rivelarlo è Giulia Gibertoni che nelle scorse settimane aveva presentato una interrogazione alla Giunta dopo che Confindustria aveva presentato in pompa magna un progetto riguardo alla nascita di un nuovo Politecnico a Reggio Emilia nelle vicinanze della stazione Mediopadana. Progetto che portava la firma dell'architetto Santiago Calatrava.


"Visto che era stato il presidente Bonaccini a parlare di un progetto su base regionale, pur non individuando una zona geografica ben precisa dove collocarlo, abbiamo voluto chiedere alla Regione se la fuga in avanti di Confindustria e la localizzazione a Reggio Emilia, progetto per cui si faceva già il nome di Calatrava, fosse condivisa o no da viale Aldo Moro - spiega Giulia Gibertoni - Un dubbio che oggi siamo riusciti a sciogliere visto che rispondendo alla nostra interrogazione l'assessore Bianchi ha risposto chiaramente che il progetto non rientra nei piani della Regione".


Nella risposta all'interrogazione, infatti, Bianchi specifica che: "Pur apprezzando lo stimolo offerto dal Presidente di Unindustria Reggio Emilia e dall'architetto Calatrava non è intenzione della Regione sostenere un investimento di tale rilevanza per una nuova struttura politecnica. È intenzione della Regione, invece, rafforzare e implementare l'offerta formativa post-diploma della Rete politecnica regionale, al fine di rispondere al fabbisogno di tecnici specializzati più volte espresso dal sistema economico-produttivo regionale". Aggiunge Gibertoni: "Quest'ultimo resta un tema di grande importanza e lo porteremo al più presto in Commissione per poterlo sviluppare in modo efficace, chiedendo innanzitutto un confronto all'assessore per capire come si intende procedere - conclude Gibertoni - Prima dei progetti faraonici, che più che su contenuti e offerta formativa sembrano incentrati sui contenitori, cioè ruspe e cemento, va garantita una rete efficiente, innovativa e diversificata, all'altezza delle esigenze di tutti i nostri territori".

FICO-Assemblea Legislativa-sospesa.jpg8 NOVEMBRE 2017 - "La decisione di sospendere i lavori dell'Assemblea Legislativa per l'inaugurazione di FICO è inaccettabile, oltre che essere l'ennesimo segnale del totale asservimento del PD e di chi governa questa regione agli interessi privati, in questo caso a quelli delle Coop e di Farinetti".

È questo il commento di Raffaella Sensoli e Silvia Piccinini, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, dopo che questa mattina la conferenza dei capigruppo in viale Aldo Moro ha modificato l'ordine del giorno della prossima Assemblea Legislativa in programma per il 14 e il 15 novembre, decidendo la sospensione dei lavori per il pomeriggio di mercoledì 15 novembre in concomitanza con l'inaugurazione del parco alimentare che aprirà negli ex spazi del CAAB a Bologna.

"Inizialmente, come da prassi consolidata, era prevista anche una seduta pomeridiana dell'Assemblea Legislativa per mercoledì pomeriggio. Particolare confermato anche da una bozza di convocazione inviata a tutti i capigruppo - spiega Raffaella Sensoli - Bozza che il PD ha proposto di modificare facendo concludere i lavori dell'Assemblea alle 13 anziché alle 18 come di solito succede. Il tutto per non sovrapporsi alla contestuale inaugurazione di FICO. Una decisione inaccettabile e contro la quale abbiamo deciso di protestare formalmente attraverso una lettera indirizzata alla presidente Saliera".

"Sospendere i lavori di un'assemblea pubblica, regolarmente eletta dai cittadini e pagata con soldi pubblici, annullando la seduta d'aula in favore di una passerella dei consiglieri a Fico, oltre che essere un atto semplicemente vergognoso, crea un precedente davvero inquietante - aggiunge Silvia Piccinini - Se i consiglieri del PD hanno talmente tanta voglia di andare a visitare gli spazi di FICO possono tranquillamente farlo nel loro tempo libero, senza compromettere il normale funzionamento dell'aula. Anche se noi abbiamo più di una certezza sul fatto che il loro reale obiettivo sia esclusivamente quello di andare ad omaggiare Farinetti e gli amici della Coop nel giorno del taglio del nastro della loro nuova macchina da soldi, destinata tra qualche anno a trasformarsi in una desolante cattedrale nel deserto".

Azzardo-dati-Forlì-Cesena.jpg8 NOVEMBRE 2017 - Seicento milioni di euro: è questa l'impressionante cifra che ogni anno viene spesa nella provincia di Forlì-Cesena nel gioco d'azzardo tra slot machine, Gratta&Vinci, SuperEnalotto, giochi virtuali, Lotto e Bingo. I dati arrivano direttamente dall'Agenzia dei Monopoli e fotografano nel dettaglio la mole di gioco nelle singole province dell'Emilia-Romagna, posizionando quella di Forlì-Cesena in sesta posizione con 601.937.028,09 di euro giocati soltanto nel 2016.

"Se si divide questa cifra per il numero di famiglie residenti nella nostra provincia si scopre che la spesa annuale per il gioco d'azzardo è di 3.539 euro, ovvero 300 euro al mese che rappresentano esattamente il 10% della spesa delle nostre famiglie - spiega Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle - Soldi che, oltre che andare letteralmente in fumo, rappresentano un danno economico e sociale all'economia reale della nostra provincia, al piccolo commercio, ai servizi, ai ristoranti, ai negozi, visto che questo denaro potrebbe in buona parte essere speso in acquisto di vestiti, ristoranti, viaggi, libri, cinema, cibo, elettrodomestici, giocattoli. Se poi a queste perdite aggiungiamo la spesa sanitaria per curare la ludopatia, i danni socio-economici generati da divorzi, licenziamenti, i costi sociali diventano enormi e molto preoccupanti".

Entrando nel dettaglio delle tipologie di giocate spulciando tra i dati forniti dai Monopoli per il 2015 si scopre che in provincia di Forlì-Cesena a farla da padrone nell'universo dell'azzardo sono le slot machine e le ancor più pericolose videolottery che rappresentano il 59% delle giocate totali con più di 360 milioni di euro. Rilevante anche il gioco online che ha sfondato i 79milioni di euro (13% del totale) mentre più staccati restano i Gratta&Vinci (53 milioni), le scommesse sportive (39 milioni), il Lotto (33 milioni) e il Bingo (13 milioni).

"Si tratta di numeri impressionati e che dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che l'azzardo è una vera e propria piaga sociale che anno dopo anno erode l'economia dei nostri territori, delle nostre famiglie - aggiunge Andrea Bertani - Senza contare che parte di questo enorme flusso di denaro molto spesso viene ripulito dalle mafie proprio attraverso le VLT, Slot e Gioco online, formalmente legali che però poi si scopre essere legate a società riconducibili alla 'ndrangheta, alla camorra e alla mafia. Ecco perché diventa di fondamentale importanza cercare di mettere un freno a questa situazione e per questo ogni Comune della provincia Forlì e Cesena dovrebbe approvare e rendere subito operative le delibere no-slot-vlt per limitare orari e fissare distanze dai luoghi sensibili, così come sancito dalla legge regionale che il M5S ha fortemente voluto. Allo stesso tempo - conclude Andrea Bertani - vista l'entità del fenomeno è necessario un impegno in prevenzione trasversale a tutte le fasce di età. Chiediamo anche che in Parlamento si approvi al più presto la legge bipartisan per vietare la pubblicità, presentata dal Movimento 5 Stelle-Gruppo interparlamentare contro l'azzardo, ferma ormai da 2 anni nonostante il Senato ad ottobre 2015 avesse firmato l'urgenza".

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