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Politica

Italia5Stelle-Rimini.jpg22 SETTEMBRE 2017 - Manca ormai poco e l'edizione di quest'anno della manifestazione nazionale del MoVimento 5 Stelle sarà speciale, in quanto annunceremo il nostro candidato premier.

Sarà l'occasione per rivederci tutti insieme dopo un anno, ma anche l'occasione per aprire le porte a tutte le persone che vogliono collaborare alla creazione dell'Italia 5 Stelle. Ci confronteremo sulla nostra idea di Italia, sul sogno che abbiamo per il futuro del Paese. Sono sogni concreti, realizzabili e soprattutto condivisi.

Anche quest'anno troverete il gazebo della regione Emilia-Romagna, ricco di materiali informativi, video ed eventi dove verrà dato ampio spazio agli interventi e alle domande dei cittadini.

Di seguito l'elenco completo delle iniziative che si terranno all'interno dello stand:

SABATO 23 SETTEMBRE

Ore 12.30  - Contenimento emissioni climalteranti
Un focus su "Obbligo di chiusura delle porte di accesso al pubblico degli esercizi commerciali per evitare dispersioni energetiche" tenuto da Dora Palumbo.

Ore 13.30  - Tariffe di fognatura e depurazione
Un focus su : "Rimborsi dovuti al pagamento indebito delle tariffe di depurazione e fognatura per chi non è collegato o non ne usufruisce" tenuto da Emanuele Longhi e Cristian Cavina.

Ore 14.30  - Scuola e sicurezza
Un focus su "Edifici scolastici: manutenzione sicurezza competenze" tenuto da Elena Foresti.

Ore 15.30  - Accatastamento campi da golf
Un focus sulla verifica dell'accatastamento dei campi da golf in Emilia-Romagna tenuto da Gilberto Pedini.

Ore 16.30  - Realizzazione del PEBA
Un focus riguardante il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche tenuto da Massimo Galli.

 

DOMENICA  24 SETTEMBRE

Ore 13.30  - Sicurezza partecipata
Un focus sui progetti di sicurezza partecipata che vedono i cittadini collaborare in un diverso approccio sul tema della sicurezza, tenuto da Emanuele Longhi e Cristian Cavina.

Ore 14.30  - Scuola e sanità
Un focus sulle ripercussioni sulla quotidianità scolastica a seguito dell'abolizione dei certificati medici scolastici per assenze superiori ai 5 gg e dei certificati di riammissione dopo dimissione da scuola, tenuto da Elena Foresti.

Ore 15.30  - Utilizzo diserbanti
Un focus sull'uso di glifosate e i suoi derivati sul territorio comunale e sul monitoraggio dell'acqua potabile, tenuto da Dora Palumbo.

Ore 16.30  - Tariffe idriche e quota sociale
Un focus sulle tariffe idriche e sugli accordi ANCI-CONAI tenuto da Emanuele Longhi e Cristian Cavina.

Politecnico-reggio-emilia.jpg22 SETTEMBRE 2017 - Giulia Gibertoni presenterà una richiesta di audizione del presidente della Regione per poter conoscere i dettagli del progetto. "Fuga in avanti di Confindustria sulla localizzazione a Reggio Emilia della nuova struttura è condivisa dalla Regione?"


 

"Sulla realizzazione di un Politecnico regionale a Reggio Emilia crediamo sia necessario che il presidente Bonaccini faccia chiarezza al più presto, magari venendo in Commissione a spiegare un progetto che, per il momento, è rimasto confinato alle sole suggestioni di Confindustria sulle pagine dei giornali". È questa la richiesta di Giulia Gibertoni che nei prossimi giorni presenterà una richiesta di audizione del presidente della Regione Stefano Bonaccini in Commissione per poter approfondire i dettagli del progetto che sembrerebbe prevedere la nascita di un Politecnico regionale a Reggio Emilia, nelle vicinanze della stazione Mediopadana.


"Fino ad oggi Bonaccini è stato completamente scavalcato dall'intraprendenza di Confindustria che avrebbe già in tasca la location e il progetto della nuova università - spiega Giulia Gibertoni - Un aspetto a dir poco strano visto che fu lo stesso Bonaccini a parlare dell'idea della creazione di un Politecnico regionale, pur non individuando una zona previsa dove collocarlo. Ecco perché vorremmo capire se questa fuga in avanti di Confindustria sia in qualche modo condivisa dalla Regione oppure no, se nel frattempo siano stati coinvolti altri distretti, oltre a quello di Reggio Emilia, che possono essere potenzialmente interessati alla collocazione della nuova università, come magari Modena con la sua vocazione alla meccanica oppure Bologna. E, soprattutto, se le stesse università siano state messe al corrente di questa iniziativa. Da quello che abbiamo potuto leggere in questi giorni sui giornali, infatti, ci sembra che ci sia un'eccessiva attenzione più sul contorno che sul contenuto di questa proposta visto che non si sta ancora parlando di offerta formativa ma solo di ruspe, cemento e collegamenti ferroviari. Ecco perché - conclude Giulia Gibertoni - ci aspettiamo che Bonaccini venga al più presto in Commissione a spiegare i dettagli di un progetto che, a quanto supponiamo, dovrebbe essere finanziato con soldi pubblici".

Giulia-Gibertoni-Fino alla fine del suolo.png21 SETTEMBRE 2017 - "A quasi tre mesi dal concerto di Vasco Rossi a Modena non è ancora possibile capire quale sia la cifra esatta spesa dalla sanità regionale per sobbarcarsi la spesa sanitaria dell'evento. Su quest'argomento persiste ancora la confusione più totale, con un balletto di cifre a dir poco paradossale che nemmeno l'assessore Venturi oggi in Commissione è riuscito a risolvere. L'unica certezza è che, per dei costi che dovevano essere totalmente a carico degli organizzatori del concerto, si siano spesi invece più di 270mila euro di soldi pubblici". È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo che questa mattina la Giunta, con l'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, ha risposto in Commissione alla sua interrogazione riguardo ai costi sanitari a carico delle casse regionali riguardo al concerto di Vasco Rossi che si è tenuto a Modena lo scorso 1^ luglio.


"Leggendo una delibera firmata dal direttore generale Annichiarico lo scorso 25 luglio, avevamo scoperto che il Piano sanitario per Modena Park era costato quasi 500mila euro, dei quali solo una minima parte a carico degli organizzatori, ovvero 65mila euro. Tutto il resto era stato messo a bilancio sia dell'Azienda USL che del Policlinico - spiega Giulia Gibertoni - Oggi dalle parole dell'assessore Venturi abbiamo appreso che la cifra contenuta nella delibera di luglio era sballata visto che i costi complessivi del Piano si sono attestati a quota 336.871,84 euro così ripartiti: 182.213,74 a carico dell'AUSL, 89.655,10 per il Policlinico, 65mila per gli organizzatori del concerto. Cifre che però non contribuiscono a dissipare i nostri dubbi visto che non si capisce non solo come sia possibile che il Policlinico abbia in un primo momento previsto una spesa di 243mila euro ma soprattutto come abbia fatto l'AUSL a mettere nero su bianco in una delibera redatta a quasi un mese dalla fine del concerto una cifra a consuntivo, e poi affermare di averne spesa un'altra (182mila invece che 247mila). L'unica cifra che non è cambiata è quella a carico degli organizzatori del concerto, che a nostro avviso avrebbero dovuto sobbarcarsi l'intero costo del Piano sanitario, e che invece hanno pagato solo 65mila euro, il 23% del totale, a fronte di oltre 12 milioni di ricavi.  In questo modo le casse della sanità regionale, che dovrebbero servire a garantire l'assistenza e la cura dei cittadini, hanno dovuto far fronte a un evento che, seppur molto importante, resta pur sempre privato e molto redditizio per i suoi organizzatori".


"In più - conclude Giulia Gibertoni - non capiamo perché a ormai tre mesi dalla fine del concerto la Regione non abbia la minima idea di quale sia stato il costo sociale scaturito da Modena Park né abbia una analisi dettagliata dei costi complessivi, oltre a quelli del piano sanitario, sostenuti dalla collettività. Un particolare che dalle parole pronunciate dall'assessore Venturi oggi in Commissione sembra non interessare più di tanto la Giunta".


 

Piccinini Silvia - aula 2.JPG19 SETTEMBRE 2017 - Più agenti e risorse alle polizie locali in modo da garantire un controllo più efficace sul territorio. È questa la richiesta di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una risoluzione che verrà discussa nelle prossime sedute dell'Assemblea Legislativa.

"La Regione, a cui spetta il potere legislativo in materia di polizia locale, ha stabilito degli standard minimi per il personale, stabilendo dei criteri precisi da rispettare riguardo a turnazione, orario di servizio e numero degli agenti in base alla popolazione di riferimento - spiega Silvia Piccinini - Standard che però molti Comuni fanno fatica a rispettare e che in ogni caso non tengono conto delle particolari esigenze dei territori, come magari quello di assicurare più sicurezza in determinate fasce orarie piuttosto che in altre".

Per questo nella sua risoluzione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di prendere in esame con il concorso degli Enti locali, la rivisitazione dei vincoli che legano le turnazioni orarie, in modo da permettere alle Forze di Polizia di poter meglio presidiare il nostro territorio, soprattutto nelle fasce orarie maggiormente colpite da furti e rapine nelle abitazioni e nelle attività commerciali.

"Servono più fondi anche per assumere nuovo personale e rispondere così in modo adeguato alla richiesta di più sicurezza che arriva dai cittadini. Per questo la Regione chiede al Governo un intervento immediato in questo senso".

Marco Di Maio - bingo Cesenatico.jpg18 SETTEMBRE 2017 - "Dopo l'emendamento 'ad aziendam' presentato in primavera dall'onorevole Marco Di Maio oggi, con l'inaugurazione della nuova sala bingo a Cesenatico, il Pd raccoglie i frutti di quel lavoro certosino fatto nell'interesse di pochi. Un banchetto al quale siederanno festanti anche Lottomatica e funzionari del Ministero dell'Economia con la promessa di nuovi posti di lavoro. Ma a che prezzo?".

È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle riguardo all'inaugurazione di una nota sala bingo di Cesenatico che è riuscita a mantenere la concessione governativa nonostante il cambio sede. "Fino al maggio scorso la legge vietava di spostare una sala bingo in un diverso immobile ma un emendamento alla 'manovrina' fiscale presentato dall'onorevole Marco di Mario alla Camera ha cambiato le carte in tavola - spiega Andrea Bertani - Il MoVimento 5 Stelle, grazie a un emendamento presentato da Giovanni Endrizzi, cercò di evitare una porcata del genere ma naturalmente il PD difese a spada tratta il provvedimento mettendo addirittura la fiducia. Oggi, con l'inaugurazione della nuova sede della sala bingo, il cerchio si chiude e Di Maio e il Pd possono esultare per essere riusciti a far approvare una norma che aveva visto la contrarietà addirittura di Federbingo, smascherando così il loro unico scopo, ovvero quello di tutelare esclusivamente gli interessi di una singola azienda. Peccato però che questa decisione avrà sicuramente delle pesanti ripercussioni di carattere generale visto che quella che inaugura oggi è un piccolo casinò che non farà altro che aggravare la dipendenza patologica dal gioco d'azzardo di moltissime di persone".

debiti-coop-ER.png18 SETTEMBRE 2017 - Vigilare e tutelare sui risparmi che molti cittadini hanno affidato alle coop della nostra regione. È quanto chiede Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, all'interno di una interrogazione presentata alla Giunta e che ha come obiettivo quello di evitare che si ripetano casi come quelli della Coop Miratori di Reggiolo o della Orion dove le cooperative fallite non hanno rimborsato tutta la quota del prestito sociale ottenuto negli anni dai cittadini.

"Visti i tanti casi di questo tipo a cui purtroppo abbiamo assistito negli ultimi tempi crediamo che sia necessario trovare un sistema che riesca a salvaguardare i risparmi dei cittadini - spiega Raffaella Sensoli - di chi pensava di partecipare a un prestito sociale per finanziare l'attività e invece si è trovato suo malgrado ad essere partecipe di investimenti spesso in titoli azionari. A questa situazione si aggiungono le indiscrezioni degli ultimi giorni che parlano di 9 miliardi di risparmi a rischio in tutta Italia proprio a causa del legame sempre più traballante tra sistema cooperativo e finanza".

Nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle ricorda i casi più eclatanti che si sono verificati negli ultimi tempo in Emilia-Romagna, casi dove le cooperative saltate hanno rimborsato solo una parte del prestito sociale. Per esempio per la Coop Muratori di Reggiolo (su 49 milioni di prestiti ne sono stati rimborsati 19, gli altri 30 sono andati in fumo), la Orion (su 5 milioni di prestiti ne sono stati rimborsati 2, gli altri 3 sono andati in fumo), la cooperativa di costruzioni Di Vittorio di Fidenza, la Coopsette e la Unieco di Reggio Emilia.

"Per questo crediamo che la Regione debba intervenire, anche attivandosi nelle sedi di confronto con il Governo nazionale e proponendo modifiche normative per introdurre un nuovo sistema di governance e di controllo terzi, come per esempio un'authority, affinché non vengano messi a rischio i risparmi di tanti soci" conclude Raffaella Sensoli.

pari opportunità.jpg12 SETTEMBRE 2017 - "Dei quattro Comuni nella sola provincia di Modena che, ad inizio anno, non avevano ancora rispettato il principio della parità di genere, solo uno ad oggi continua ad ignorare quanto stabilito dalla legge Delrio: quello di Bomporto. E il tutto nonostante un chiaro richiamo del Difensore civico regionale che però il sindaco Borghi sostiene di non aver mai ricevuto. A questo punto, pur di non perdere ulteriore tempo, sarò io stessa nei prossimi giorni a segnalare l'anomalia di Bomporto all'organo regionale in modo che l'amministrazione comunale possa finalmente colmare questa grave lacuna".

Giulia Gibertoni torna ad occuparsi del caso delle Giunte comunali all'interno delle quali non è garantita la rappresentanza equilibrata tra uomini e donne sancita dalla legge Delrio. Dopo aver presentato nello scorso marzo una risoluzione approvata dall'Assemblea e una interrogazione sul tema, oggi Gibertoni chiede che l'unico Comune ancora inadempiente, quello di Bomporto, si metta al più presto in regola.

"Il ritardo dell'amministrazione comunale sono inaccettabili - spiega Giulia Gibertoni - come inaccettabile è la spiegazione con la quale il sindaco Borghi avrebbe giustificato la mancata messa in regola, ovvero il non ricevimento di nessuna segnalazione da parte del Difensore civico regionale. Visto che dei quattro Comuni modenesi che a marzo erano ancora fuorilegge, ovvero Modena, Zocca, Castelfranco e Bomporto, solo quest'ultimo non ha modificato la composizione della giunta, provvederò io stessa a segnalare al Difensore civico questa grave mancanza. A quel punto - conclude Giulia Gibertoni - crediamo che il sindaco Borghi non abbia più scuse per non adeguarsi alla legge e quindi modificare la composizione della sua giunta che al momento prevede la presenza di una sola donna".

aeroporto rimini.jpg8 SETTEMBRE 2107 - Che peso hanno avuto gli accordi di co-marketing che la Regione, attraverso APT, ha attuato e finanziato per portare turisti e passeggeri all'aeroporto di Rimini sul numero totale arrivi del 2017 al Fellini? È quanto si chiede Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, all'interno di una interrogazione presentata alla Giunta e che fa seguito all'audizione di qualche giorno fa in Assemblea Legislativa degli assessori regionali ai Trasporti e al Turismo sulla situazione dello scalo aeroportuale riminese a cui non hanno partecipato, inspiegabilmente, i vertici di AiRiminum.


"In quell'occasione abbiamo avuto conferma che la Regione, attraverso APT, ha promosso dei bandi per individuare dei tour operator che organizzano e vendono viaggi e soggiorni anche per l'Emilia-Romagna - spiega Rafaella Sensoli - Per Rimini, in particolare, i tour operator individuati gestiscono soprattutto i mercati dell'Est Europa, e soprattutto quello russo, che poi rappresenta l'unico bacino di utenza del Fellini visto che nel corso degli anni si sono persi i voli per la Germania e per altre destinazioni europee. Alla luce di questi elementi sarebbe utile sapere quanti dei 213mila passeggeri registrati da AiRiminum nei primi 8 mesi del 2017 siano arrivati a Rimini grazie a questi accordi di co-marketing ideati e pagati da APT e quanti invece derivino dalla sola capacità imprenditoriale del gruppo che gestisce il Fellini". Secondo la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle i già deludentissimi dati sui voli al Fellini potrebbero diventare ancor più negativi se l'apporto dei bandi di co-marketing fosse preponderante.


"Noi crediamo che su questi dati sia necessario fare molta chiarezza e sgombrare il campo da ogni qualsiasi dubbio - conclude Raffaella Sensoli - D'altronde lo ha ricordato anche l'assessore Corsini l'altro giorno durante l'audizione in Commissione: la quota di 213mila presenze annunciata trionfalmente da AiRiminum a suon di comunicati stampa vada specificata meglio, dichiarando se sia la somma degli arrivi e delle partenze dal Fellini o relativa solo agli sbarchi. E visto che fino ad oggi AiRiminum si è sempre sottratta al confronto, come dimostra l'assenza in audizione, chiediamo che su questo aspetto venga fatta chiarezza al più presto".

AirRiminum-audizione-Sensoli-ER.jpg6 SETTEMBRE 2017 - "La decisione di AiRiminum di disertare l'audizione di questo pomeriggio in Assemblea Legislativa è molto grave anche perché totalmente ingiustificata, visto l'ampio preavviso con il quale era stata convocata. A questo punto ci aspettiamo che i vertici della società che gestisce l'aeroporto Fellini si presentino in Commissione quando incontreranno la Giunta per discutere del nuovo masteplan".

È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito alla mancata presenza di AiRiminum questo pomeriggio in Assemblea Legislativa. Audizione che, nelle scorse settimane era stato proprio il MoVimento 5 Stelle a richiedere assieme alla presenza anche degli assessori regionali al Turismo e ai Trasporti proprio per cercare di far chiarezza sui tanti nodi irrisolti che ancora orbitano attorno alla gestione dello scalo riminese.

"Vista l'assenza di AiRiminum, che ci è stata comunicata solo qualche giorno fa, avevamo chiesto di annullare l'audizione - aggiunge Raffaella Sensoli - Senza poter interloquire direttamente con i diretti interessati l'incontro ha di fatto perso gran parte del suo obiettivo, ovvero cercare capire fino in fondo quali sono le strategie del gruppo che è alla guida del Fellini, lasciando per un attimo da parte gli annunci trionfalistici che sono stati fatti sui giornali, parlando per esempio degli investimenti in programma e i risultati raggiunti. A loro, per esempio, avremmo voluto chiedere come mai si celebra come un risultato straordinario ave fatto atterrare a Rimini 230mila passeggeri nell'ultimo anno quando l'obiettivo previsto per il 2017 nel piano presentato ad ENAC era di 852mila. Davanti a questi numeri dubitiamo fortemente che si possa arrivare a quel milione previsto per il 2019. Domande che - conclude Raffaella Sensoli - anche oggi resteranno senza risposta".

Piccinini-esposto-cortedeiconti-stipendi-da-dirigenti-ma-senza-laurea.jpg6 SETTEMBRE 2017 - Venticinque nell'attuale legislatura, ben 56 dal 2010 al 2014: sono questi i dipendenti assunti dalla Regione Emilia-Romagna che, pur non essendo in possesso di una laurea, sono stati inquadrati e retribuiti secondo la categoria D per la quale la legge stabilisce come requisito fondamentale il possesso del titolo universitario.

Dopo la condanna definitiva del sindaco di Bologna Virginio Merola per il caso Lombardelli, il MoVimento 5 Stelle accende i riflettori su quanto è successo negli ultimi anni all'interno delle strutture della Giunta di Viale Aldo Moro. Questa mattina la consigliera regionale Silvia Piccinini ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei conti di Bologna per segnalare i casi più eclatanti e chiedere che si faccia luce sul possibile danno erariale perpetrato da chi ha guidato la Regione dal 2010 in poi e che, ignorando quanto previsto dalla legge, ha inquadrato e pagato con sostanziosi stipendi anche chi non era in possesso del necessario titolo di studio.

L'esposto fa seguito a quello presentato qualche mese fa, sempre dalla stessa consigliera Piccinini, all'indomani della richiesta di risarcimento della Corte dei conti per quasi 500mila euro ai vertici dell'Assemblea Legislativa per l'incarico affidato ad Alberto Allegretti, ex capo di gabinetto prima del presidente Matteo Richetti, e poi di Palma Costi, tra 2010 e il 2014.

"In quell'esposto - spiega Silvia Piccinini - facemmo presente che Allegretti aveva ricoperto un incarico analogo anche durante i primi sette mesi dell'attuale legislatura, all'interno del Gabinetto del presidente Bonaccini, naturalmente senza essere in possesso del titolo di studio adeguato, ovvero la laurea. Oggi al suo nome aggiungiamo quelli di altri 24 dipendenti di questa legislatura, tra personale assunto a tempo determinato e di ruolo, che stanno lavorando o hanno lavorato nelle strutture della Giunta con un inquadramento e trattamento economico a nostro avviso illegittimo. Anche se la Giunta lo scorso anno è corsa ai ripari approvando una legge che di fatto cercava di sanare queste posizioni, molti di questi incarichi erano partiti già ad inizio 2015, ovvero pochi giorni dopo l'insediamento del presidente Bonaccini".

Nell'elenco consegnato alla Corte dei conti ci sono anche casi particolari come quello della moglie dell'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti che, pur non essendo in possesso di laurea, oltre ad essere inquadrata nella categoria D ricopre attualmente anche un ruolo di responsabilità (la cosiddetta Posizione Organizzativa) all'interno della segreteria del presidente della Giunta con uno stipendio annuo di oltre 43mila euro. C'è poi il caso di Fabio Querci, attuale responsabile delle Feste dell'Unità del PD di Bologna che, senza laurea, ad inizio legislatura fu assunto e inquadrato come "D" all'interno dell'assessorato di Raffaele Donini per appena 13 giorni (dal 9 al 22 febbraio 2015) con uno stipendio annuo (poi annullato) di quasi 40mila euro.

"In questa legislatura sono in tutto 25 le situazioni sulle quali chiediamo che la Corte dei conti faccia chiarezza, mentre sotto l'ultimo mandato della presidenza Errani ce ne sono state 56. In qualche caso si tratta delle stesse persone che hanno lavorato in Giunta sia in questa che nella precedente legislatura e che hanno continuato a guadagnare come chi è in possesso di una laurea - conclude Silvia Piccinini - Dopo quello che è successo in Comune a Bologna crediamo che chi ha volontariamente ignorato una delle regole basilari della pubblica amministrazione ne debba pagare le conseguenze e di tasca propria. Solo nell'ultima legislatura i 25 dipendenti regionali senza laurea sono costati alle casse pubbliche quasi 1 milione di euro all'anno. Cifra che sarebbe stata certamente inferiore se ognuno di loro avesse avuto l'inquadramento legittimo, ovvero la categoria C, per la quale è necessario il diploma".




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