confcommercio-legacoop-Sensoli-Sassi.jpg12 OTTOBRE 2017 - "Gli unici a cadere dalle nuvole sul tema delle disparità di trattamento economico tra dipendenti pubblici e quelli delle cooperative sono esclusivamente Legacoop e Confcooperative visto che ignorano, o forse fingono di farlo, che è ormai da tre anni che il MoVimento 5 Stelle in Regione porta avanti delle battaglie per eliminare questa disuguaglianza, nella totale indifferenza e ostinata contrarietà del loro partito di riferimento, ovvero il PD".

È questa la replica di Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle recenti affermazioni di Confcooperative e Legacoop sulle polemiche che stanno riguardando la disdetta del contratto integrativo per i lavoratori delle cooperative a Reggio Emilia.

"Come abbiamo sempre sostenuto, il problema che riguarda la disparità di trattamento è prima di tutto negli appalti, quindi nei meccanismi di regolazione della Regione attraverso il sistema dell'accreditamento - spiegano Sensoli e Sassi - Per questo, attraverso decine di interrogazioni, interpellanze e risoluzioni fin dalla fine del 2014, abbiamo sempre chiesto di garantire parità di trattamento fra dipendenti pubblici e dipendenti delle aziende appaltatrici, cooperative soprattutto. Richieste che sono tutte cadute nel vuoto tra l'indifferenza e la contrarietà di Giunta e PD. Ecco perché siamo d'accordo con Legacoop e Confcooperative quando sostengono che la prima responsabilità è del settore pubblico, ovvero di chi da decenni governa una regione a braccetto proprio del sistema delle cooperative. Ultimamente poi lo sostengono anche autorevoli esponenti del PD che tra partito di maggioranza e mondo cooperativo c'è più che una semplice affinità, visto che molto spesso chi governa le due realtà sono sempre le stesse persone, la stessa classe dirigente. Per questo motivo le amministrazioni pubbliche non fanno niente per aiutare i lavoratori delle coop, perché le amministrazioni pubbliche sono costituite dagli ex capi delle cooperative e viceversa".

"Per quanto riguarda la disdetta del contratto integrativo - concludono Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi - Confcooperative e Legacoop si arrampicano sugli specchi con un inutile giro di parole che non cambia la realtà dei fatti: ovvero che per il 2018 l'integrativo non ci sarà se non a quelle condizioni che il sindacato per il momento ha rigettato con forza".

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