apt-scandalo.jpg"Le conclusioni a cui il consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti è arrivato sulla vicenda APT sono la dimostrazione che il giornalismo nel nostro paese, non solo non è libero, ma non ha nemmeno nessuna intenzione di esserlo. Affermare che il rapporto fra giornalismo e promozione turistica è un problema 'antico', e che per questo non vale la pena affrontarlo, è francamente desolante. Uno schiaffo per tutti quei lettori inconsapevoli che ogni giorno leggono o guardano in tv servizi su una particolare iniziativa e che non immaginano nemmeno che per realizzarli gli stessi giornalisti sono stati ospitati in hotel a 5 stelle a spese della Regione". È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla conclusione dell'istruttoria sulle ospitate promosse da APT che proprio il M5S svelò lo scorso anno presentando anche un esposto alla magistratura.


"Sostenere, come fa l'Ordine, che senza questo sistema solo le grandi testate potrebbero permettersi di seguire determinati eventi è doppiamente fuorviante - spiega Raffaella Sensoli - In primo luogo perché tra gli ospiti fissi di APT, in Riviera come in Appennino, c'erano soprattutto giornalisti di grandi testate nazionali, non certo solo freelance o collaboratori pagati vergognosamente  3 euro a pezzo, e che quindi potevano tranquillamente pagarsi vitto e alloggio. E poi perché in questo modo, di fatto, si sostiene che il giornalismo sia totalmente subordinato al potere e alle disponibilità economiche. Seguendo questo ragionamento chi più paga, chi più offre soggiorni in hotel, buffet e pranzi in ristoranti stellati, avrà sempre una copertura mediatica maggiore. E che sia l'Ordine a metterlo nero su bianco è davvero molto grave, come se volesse gettare la spugna. Per quanto riguarda invece le sanzioni ai giornalisti coinvolti in questa vicenda, sarebbero molte le considerazioni da fare - aggiunge Raffaella Sensoli - Ci limitiamo però a far notare due aspetti che ci sembrano particolari. Il primo riguarda la sospensione di soli 5 mesi per l'ex capo ufficio stampa di APT, colui che oltre a coinvolgere inconsapevolmente colleghi nel tentativo di farsi rimborsare spese non dovute, ha anche tentato di mettere sotto silenzio lo scandalo offrendo bottiglie di vino in cambio di comprensione e benevolenza nel caso qualcuno avesse fatto degli accertamenti. La seconda è che nell'elenco dei giornalisti ospitati da APT ci sono professionisti che a fronte di una settimana di soggiorno all inclusive in Riviera non hanno prodotto nemmeno un servizio in tv o un articolo sul giornale della propria parrocchia. Oltre a quelli che hanno ritenuto lecito farsi ospitare per la notte da APT dopo una lunga giornata di lavoro a parlare, guarda caso, delle iniziative di APT. Visto i tanti procedimenti di archiviazione a cui si è arrivati, tutto questo per l'Ordine è tremendamente normale mentre per noi resta una scandalo".

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