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Mobilità e trasporti


Desenzano del Garda - 

Durante la campagna elettorale del 2012 la questione TAV (Treno Alta Velocità) fu uno dei temi più trattati, al centro di dibattiti e confronti pubblici tra i candidati alla carica di Sindaco, nonostante all'epoca il progetto fosse ancora in fase preliminare e molti dettagli non fossero ancora conosciuti.

Ad oggi invece, a pochi giorni dalla scadenza elettorale dell'11 di giugno, dopo che in più occasioni i vertici di RFI hanno ribadito con determinazione l'imminente inizio dei lavori e dei cantieri che riguarderanno da vicino il nostro territorio, quasi nessuno dei candidati in corsa per le elezioni si è espresso chiaramente in merito alla propria posizione sulla questione e su come intenderà affrontare la minaccia sempre più incombente di questa opera inutile, devastante e costosa.
Se questo progetto dovesse diventare realtà, con l'avvio dei cantieri anche sul nostro territorio, verrebbe messo a serio rischio il presente e il futuro dell'intero sistema turistico desenzanese e gardesano, che si basa sul lago, ma che ha nell'entroterra e nelle ricchezze del territorio una risorsa insostituibile. Il tutto per realizzare un'opera INUTILE, dato che la linea storica risulta ampiamente sottoutilizzata, DEVASTANTE, con più di 5 anni di cantieri previsti che taglieranno a metà il nostro entroterra, COSTOSA, con un costo di più di 70 milioni di Euro al km, tra i più alti d'Europa, in assenza totale di una qualsiasi forma di valutazione costi-benefici che ne giustifichi la realizzazione.

Ancora più fantasiosa e totalmente priva di qualsiasi fondamento tecnico è l'ipotesi di realizzare una "stazione del Garda" in prossimità del casello autostradale di Sirmione, a due passi dalla Torre di San Martino. Ipotesi non contemplata nel progetto definitivo e se possibile ancora più impattante di quanto già non lo sia il progetto originale.
Il Movimento 5 Stelle si batte da anni, insieme ai comitati e ai gruppi attivi sul territorio, affinché questa opera venga annullata, e si investano invece i soldi nell'ammodernamento della linea storica, attraverso interrogazioni, mozioni, interventi in Consiglio Comunale, banchetti informativi e presenza costante in prima linea in tutte le iniziative svolte a livello locale e territoriale (tra cui la passeggiata NO TAV di ottobre 2014 a San Martino con più di 1500 persone).

Se verremo eletti abbiamo intenzione di continuare questa battaglia, con gli strumenti che avremo a disposizione, per difendere il nostro territorio e il futuro del turismo nel basso Garda, in contrasto a questa opera che nulla di buono può portare alla nostra comunità e al benessere della collettività.


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Desenzano del Garda - 

Sabato 18 febbraio si è tenuta nei locali comunali di Desenzano una interessante conferenza sul tema della TAV, il quale diventerà probabilmente anche nel nostro territorio l'argomento di rilievo dei prossimi anni. Alcuni di noi hanno partecipato in qualità di spettatori interessati; eccone una breve sintesi:

Report della conferenza sulla TAV - Palazzo Todeschini - sabato 18 febbraio 2012; organizzata dalla coalizione di Sinistra Ecologica e Libertà, Italia dei Valori e Desenzano in Movimento rappresentata da Annamaria Damiano candidato sindaco.

Temi trattati:
Differenza tra alta velocità e alta capacità
Passaggio della Tav a Desenzano
Danno economico
Danno ambientale

Relatori:
Ivan Cicconi - Esperto in appalti pubblici
Giovanni Contiero - Consigliere Comunale a Lonato
Assente per lutto Giovanni Cemmi - Comitato elettorale
Intervento staordinario del segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche Gabriele Lovisetto.

Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti italiani di appalti pubblici, ha affrontato il progetto Tav dal punto di vista economico. Ha evidenziato il problema del debito pubblico, la vera storia dell'Alta velocità, le scelte tecniche e finanziarie note e occulte, le bugie consapevoli e inconsapevoli, la truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea, la clamorosa bugia del finanziamento privato di una delle opere più controverse degli ultimi decenni.
Il progetto Tav risale agli anni '90, è stato gestito con uno schema finanziario, il famoso "project financing", che consiste in un'operazione finanziaria attraverso la quale le pubbliche amministrazioni realizzano opere pubbliche il cui onere finanziario è ufficialmente parzialmente o totalmente a carico del privato sulla base di un piano finanziario in grado di garantire l'autofinanziamento dell'operazione stessa (art. 153 Codice degli appalti): in pratica il garante ultimo dell'operazione è l'amministrazione o l'ente pubblico stesso.
Questo sistema, deleteriamente riutilizzato per quasi tutte le grandi opere, permette di creare un debito pubblico occulto che a tutt'oggi si può calcolare attorno al 20% di quello ufficiale.
Ha poi dimostrato l'inutilità dell'opera e sottolineato più volte le colpe della mala politica, nessun partito escluso.
A fine conferenza ha precisato che se davvero non si può abolire questo sistema di partiti, si traduca almeno in norma il principio delineato nell'art. 49 della nostra Costituzione "I cittadini sono liberi di associarsi in partiti politici", condizione necessaria per poter anche solo tentare il contrasto di corruzione e criminalità organizzata, limitare lo spreco di beni e risorse pubbliche e salvare il Paese dalla catastrofe.
(Per chi desidera approfondire l'argomento è a disposizione il libro di Ivan Cicconi "Il libro nero dell'alta velocità").


Impatto ambientale secondo l'ipotesi di progetto originale

L'emergenza principale è creata dall'escavazione di gallerie fino ai 70/100 mt. di profondità in una zona ricca di falde acquifere a vari livelli di cui si conosce poco; un assaggio di quello che ci si può aspettare è emerso nello scavo delle gallerie della tangenziale che necessitano di una manutenzione continua.
Si fa presente che le dimensioni sono tre volte tanto, con contestuali rischi di contaminazione, calo o essiccazione dei pozzi e delle sorgenti a valle dell'intervento. In altri tempi, nella realizzazione dell'adiacente autostrada si è saggiamente preferito mantenere la salita con tutte le conseguenze del caso piuttosto che affrontare l'incognita dello scavo.
Le gallerie previste sono una che bypassa le colline di Lonato con ingresso zona Wierer e uscita vicino S. Lorenzino a Desenzano (zona scavi archeologici), l'altra che sottopassa il casello autostradale di Sirmione.

Buona parte del resto del percorso è previsto in trincea e seppur realizzato a profondità minore, circa 10 mt., rischia di influire ugualmente in modo pesante sul reticolo idrico.
I residuati dei cantieri operativi di superficie sono notevoli, solo per quello logistico che dovrebbe ospitare gli alloggi degli operai e gli uffici si ipotizza una gettata di cemento dell'estensione di 40/50.000 mq. destinata poi a essere abbandonata in loco.
E' necessaria la demolizione di varie unità abitative esistenti, sia relativamente recenti (3 villette) che storiche (3 cascine), in zone limitrofe a S. Martino.
Per quanto riguarda la zona del Lugana la perdita di territorio unico ad alto pregio è prevista intorno al 20%.
Nel corso dei lavori si evidenzieranno ulteriori problematiche attinenti le aree di ammasso del materiale di riporto, i cantieri di deposito, lo sconvolgimento e creazione della viabilità per consentire lo spostamento dei mezzi d'opera con conseguenti pesanti effetti sul flusso turistico, disturbo acustico e inquinamento atmosferico da polveri e emissioni.
Si calcola quindi che la superficie interessata dal cantiere sarà almeno di 200 mt. di larghezza per circa km. 20 solo per quanto inerente al nostro comune.
Tutto questo viene a insistere in un territorio unico a livello nazionale e di alto pregio ambientale.
Il costo previsto ad oggi per la tratta Brescia-Verona si aggira attorno ai 2.800milioni di euro per 72 km. (all'incirca 40 milioni di euro a chilometro!)
Se venisse preso in considerazione il progetto alternativo presentato dal Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, a fronte di un insignificante incremento chilometrico di circa 5 km. si avrebbe un notevole abbattimento dei costi, forse anche del 90 % e il transito attraverso un territorio di minor pregio e scevro dagli irreparabili danni sopra esposti.
La competenza sull'argomento è purtroppo a livello nazionale, rendendo quindi senza utilità iniziative di livello locale a meno di riuscire a creare un movimento di opinione globale che coinvolga la cittadinanza, i Consorzi, le Associazioni le Amministrazioni Pubbliche e di conseguenza gli Enti Territoriali ( Provincia e Regione).
Il ministro dell'economia Monti dovrebbe opportunamente valutare se nell'odierna situazione congiunturale sia il caso di spendere miliardi di euro per le gallerie o spendere centinaia di milioni per il progetto alternativo.


Luisa Sabbadini

Purtroppo, come troppo spesso accade, si arriva a discutere di questi argomenti quando ormai è tutto pressochè deciso, prossimo alla cantierizzazione, e gli strumenti di intervento risultano limitati e poco efficaci; tuttavia non mancheremo di monitorare assiduamente la situazione e le evoluzioni dei prossimi mesi.