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Energia, ambiente e territorio

Biciclettata a 5 Stelle!


Desenzano del Garda - 

Domenica 4 giugno saremo in tour per Desenzano con la nostra Biciclettata a 5 Stelle, per farci conoscere e coinvolgere la cittadinanza! La biciclettata è aperta a tutti, chiunque volesse partecipare si presenti alle ore 8.30 presso il Bar Bianco di via Garibaldi 144 a Desenzano! Contemporaneamente saremo presenti al mercato di Rivoltella con il nostro consueto banchetto informativo! Venite a trovarci per discutere insieme del futuro della nostra città!!!

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Desenzano del Garda - 

"CRIMINALI"!!!
Così il presidente dell'Arpa di Cremona Paolo (sonni) Beati ha definito i cittadini dei Comitati di Spinadesco e Cavatigozzi (Cremona) preoccupati per le emissioni dell'acciaieria Arvedi. Sia quelle rumorose che quelle inquinanti, in particolare la diossina. Per (sonni) Beati "parlare di diossina è criminale". Ma i "criminali"vogliono parlarne invece e vogliono vederci chiaro!

E non si accontentano delle tonnellate di valium diffuse da politici e parlamentari locali del Pd e del Pdl, a braccetto nella difesa di Arvedi. Una nobile gara a chi regge meglio le code del Cavaliere dell'acciaio iniziata nel 2008 quando la Regione Lombardia (l'Illegittimo Forminchioni) graziosamente esentò con un decreto ad hoc il (più che) raddoppio dell'acciaieria dalla Valutazione di impatto ambientale. Un'acciaieria che, è bene ricordarlo, si è ampliata fino ad invadere (letteralmente) il cortile di alcune case di Spinadesco. La Provincia(giunta Giuseppe Torchio, PDmenoELLE), invece di ricorrere al Tar e opporsi al decreto regionale, si è opposta ai cittadini che il ricorso l'hanno fatto (vincendolo).

Nel frattempo aree agricole con un tratto di penna sono diventate industriali e al posto dei campi è sorta anche una zincheria, sempre senza alcuna VIA. Il Tar ha poi dato ragione ai cittadini, la Regione allora ha emanato un decreto-fotocopia del primo e la Provincia ha cucito intorno ad Arvedi una Autorizzazione integrata ambientale su misura con la quale il (più che) raddoppio è stato portato a termine. Ora i cittadini aspettano che il Consiglio di Stato si pronunci su questo secondo decreto regionale (che il Tar ha "promosso"). Colpito da tanta sollecitudine, il re dell'acciaio cremonese ha donato nel novembre 2007 300mila euro all'allora Forza Italia e all'Espresso (13 marzo 2008) annunciava: "Ho appena versato altri 300mila euro al Partito democratico per essere equidistante". E infatti sono entrambi equidistanti dai cittadini i quali sono preoccupati.

Scottati forse dal fatto che Enti locali e Acciaieria hanno barato sulle promesse mitigazioni ambientali (bosco-filtro per finta, pannelli anti-rumore inutili, strumenti di monitoraggio non funzionanti o affidati allo stesso Arvedi), che le vantate soluzioni viabilistiche in grado di mitigare il disagio dovuto al transito di centinaia di camion al giorno sono rimaste sulla carta, i cittadini di Cavatigozzi e Spinadesco e Cremona ora hanno appreso che le rilevazioni di diossina presso l'Acciaieria Arvedi NON le effettua l'Arpa od un ente terzo ma la stessaARVEDI in regime di autocontrollo. Curiosamente, secondo l'Arpa, le uniche rilevazioni affidate ad una società esterna (quelle del 2009) sono le uniche che evidenziano quantità significative di diossina (0,16 ng/nm3). Le rilevazioni di diossina non avvengono in continuo ma due volte all'anno. E gli altri 363 giorni? Le rilevazioni di diossina avvengono solo sulle emissioni aeree (ma, scrive l'Arpa "l'azienda ha dichiarato difficoltà di carattere tecnico derivanti dalle dimensione dei camini dei forni e dalle portate degli effluenti gassosi...") e non nel terreno.

L'Unione europea ha stabilito, da maggio 2011, limiti di emissioni più stringenti per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, rispetto a quelli adottati da Regione Lombardia!

Se l'Acciaieria Arvedi già ora, come afferma, rispetta già tali nuovi limiti perchè i Comuni e la Provincia non chiedono che vengano applicati da subito, modificando l'AIA? E perchè i sindacati invece di attaccare i comitati di cittadini non si uniscono a tale richiesta che tranquillizzerebbe lavoratori e cittadini? L'unica rilevazione condotta (con fatica) dall'Arpa riguarda il rumore e l'Agenzia certifica con la relazione del 15 marzo 2012 lo sforamento notturno dei limiti di legge. Ma istituzioni ed enti locali tacciono.

Il M5S non lascerà soli questi Comitati di cittadini ed abbraccia con loro questa battaglia per la salvaguardia della salute umana, sicurezza sul lavoro, ma soprattutto per un ambiente sano dove i nostri figli possano crescere ed avere un futuro!
Qui non si molla!


Mercoledì 20 giugno 2012 a Spinadesco (Cremona) ore 20.45

Si terrà un'importante conferenza

che avrà per relatori due GURU della DIOSSINA:

- Ing. Paolo Rabitti (Autore del libro: "Diossina, la verità nascosta" e uno fra i più importanti consulenti tecnici in Italia, coinvolto nei maggiori processi su disastri ambientali ed inquinamento; e la
- Dott. Patrizia Gentilini (oncologa ed ematologa, nonché Presidente della Sezione di Forlì dell'ISDE, nota per la sua battaglia sulla nocività degli inceneritori)
Entrambi porteranno la loro testimonianza in un territorio sul quale le Istituzioni paiono voler far calare il silenzio.


Desenzano del Garda - 

Mentre il resto del panorama politico desenzanese si arrovella su alleanze e apparentamenti in vista del ballottaggio di domenica prossima noi abbiamo già iniziato a rimboccarci le maniche.
Data la moltitudine di argomenti e problematiche che si presenteranno nei prossimi 5 anni è indispensabile fin da ora prendere coscienza della situazione attuale, per predisporre al meglio iniziative e progetti futuri; questo vale per moltissime tematiche differenti, dalla tutela dell'ambiente e del territorio, alla gestione dei trasporti, alla rete di servizi al cittadino e molte altre ancora.

Iniziamo a discuterne venerdì 18 maggio alle ore 21:00 alla Sala Brunelli di Desenzano;
il primo tema sarà "Desenzano verso RIFIUTI ZERO".
Non sarà una conferenza ne una lezione, ma piuttosto un dibattito e un confronto tra cittadini, chiunque voglia portare il proprio contributo di idee, esperienze, proposte è ben accetto.
Vi aspettiamo!


Desenzano del Garda - 

Riportiamo qui il collegamento al documento presentato dal gruppo di lavoro "Energia, Ambiente e Territorio" in occasione della serata del 15 marzo scorso.
Vengono illustrati i punti toccati nelle varie riunioni del gruppo nei mesi appena trascorsi e le proposte scaturite dalle varie discussioni.
Tali proposte andranno a breve a costituire parte del programma elettorale da presentare per le elezioni amministrative 2012.
Buona lettura!!!

DOCUMENTO GRUPPO DI LAVORO


Dalle parole ai fatti


Desenzano del Garda - 

In data 26 febbraio 2012 si è tenuta presso i canneti desenzanesi una lodevole iniziativa.
Gli Enti e le Associazioni ambientaliste del "Tavolo di Coordinamento Canneti", tra i quali la Lega Navale di Brescia-Desenzano, le Province di Brescia e Verona, il Comune di Desenzano ed altri Comuni del basso Garda, hanno organizzato una mattinata dedicata alla pulizia delle principali aree a canneto della costa lacustre in territorio desenzanese; in particolare la zona del Vò e dell'oasi San Francesco.

Essendo la tutela del territorio e l'attenzione al paesaggio naturale fra i principi fondamentali del MoVimento, nonchè elementi che dovrebbero necessariamente caratterizzare ogni buon cittadino, abbiamo voluto a tutti i costi prenderne parte, e portare il nostro contributo.
Senza alcuna intenzione di rivendicazione politica o secondo fine, ma semplicemente con sincera voglia di partecipare e contribuire ad una iniziativa che abbiamo reputato meritevole, abbiamo infilato guanti e stivali e ci siamo messi all'opera.
Seppur in numero contenuto, a causa della concomitanza con i banchetti per la raccolta delle firme per la presentazione della lista, alle 9 di domenica eravamo all'appuntamento, presso la sede della Lega Navale di Desenzano in lungolago Cesare Battisti 134: Alessia De Munari, Andrea Spiller, Paolo Foggetti (poco più tardi) e la nostra portavoce e candidata sindaco Luisa Sabbadini.

Dopo aver fatto conoscenza con gli altri presenti, qualche foto insieme e due chiacchiere, sacchetti alla mano ci siamo diretti a piedi verso la zona interessata, qualche centinaio di metri più avanti in direzione Padenghe.
Già dando un primo sguardo dall'alto, lungo la scarpata si potevano scorgere qua e là pezzi di plastica, bottiglie e oggetti vari, che poco hanno a che vedere con l'ambiente naturale circostante.
Senza perdere altro tempo ci siamo messi tutti all'opera, senza una organizzazione precisa ma disponendoci in modo da occupare la maggiore superficie possibile, percorrendo l'intera lunghezza del bagnasciuga.

Il clima è splendido, sia dal punto di vista meteorologico, con una temperatura da primavera inoltrata e un lago senza la minima increspatura, sia dal punto di vista umano, percepibile dalle espressioni sorridenti e compiaciute dei presenti e dal gran via vai di sacchi pieni e di oggetti vari.
C'è chi, più temerario, si arrampica sul ripido pendio che separa il canneto dalla strada statale, altri che si limitano alla più agevole raccolta dei rifiuti tra le canne o lungo il sentiero.

Poco dopo l'inizio dei lavori si può già notare un certo numero di sacchi neri rigonfi, accatastati alla base del sentiero di discesa, insieme a qualche oggetto più ingombrante, in attesa di essere trasportati altrove.
Si può trovare un po' di tutto lungo la sponda, bottiglie di birra in vetro, lattine, cartacce e confezioni, ciabatte da mare, pezzi di barca.
Il tempo scorre rapidamente e senza nemmeno che ce ne accorgiamo si fanno le 11, chi si occupa di organizzare la raccolta invita tutti a risalire per raccogliere i sacchi e tornare alla sede.
Forse si sarebbe potuto restare un altro poco, e completare al meglio il lavoro, ma tutto sommato il grosso è stato raccolto.

L'ammasso di immondizia è notevole, circa una trentina i sacchi contenenti i rifiuti indifferenziati, quattro o cinque quelli riempiti di bottiglie e contenitori in vetro, e tanto altro materiale, principalmente ferraglia o elementi ingombranti.
Spiccano in particolare cartelli stradali e voluminosi spartitraffico in plastica, evidentemente "dimenticati" dalla ditta che ha costruito la passeggiata lungo la statale.
Nonostante la mole dei rifiuti, qualcuno dei presenti ci racconta compiaciuto come questa diminuisca di anno in anno, segno forse della crescente attenzione da parte della popolazione verso la natura, e di una maggiore consapevolezza della necessità di rispettare il patrimonio che abbiamo a disposizione.
Un addetto di GardaUno, con il camioncino, si occupa della raccolta dei sacchi e del trasporto nelle apposite aree di stoccaggio; speriamo che venga rispettato quel minimo di raccolta differenziata che è stato fatto durante la mattinata.

Sempre a piedi ci avviamo al punto di ritrovo, ancora presso la sede della Lega Navale, dove sono allestiti un tavolo e qualche sedia, in vista dell'imminente conferenza stampa.
Iniziano ad arrivare i rappresentanti delle istituzioni invitate, chi in rappresentanza di alcuni dei comuni del basso Garda, chi delle Province coinvolte, chi delle associazioni che supportano l'iniziativa.
Ognuno si congratula pubblicamente con gli organizzatori per il successo della manifestazione e ribadisce il proprio appoggio ad iniziative di questo tipo.
Viene poi annunciato che questo evento verrà ripetuto con cadenza annuale, intorno all'ultima settimana di febbraio, in modo da garantire un livello minimo di pulizia alle zone di questo tipo, dove trovano casa molteplici specie animali.

La mattinata si conclude con un buffet e la soddisfazione generale per il buon esito della pulizia.
Dal nostro punto di vista è stata una esperienza positiva, piacevole e divertente; l'organizzazione è stata buona e il risultato finale soddisfacente.
Per noi è stata l'occasione di ribadire il nostro modo di intendere la vita pubblica e l'impegno verso la comunità e il territorio, fatto di gesti semplici e concreti ma che, se condivisi da un buon numero di persone, possono portare a risultati entusiasmanti.
Vorremmo quindi che iniziative come queste fossero sempre più frequenti, allargate magari a zone differenti, come l'entroterra e altre aree che per vari motivi risentono negativamente della presenza dell'uomo.
Tutti noi saremmo ben lieti di portare il nostro contributo e partecipare attivamente, nella speranza che si diffonda sempre più la consapevolezza dell'importanza di tutelare e rispettare il patrimonio comune.

Andrea Spiller


Desenzano del Garda - 

Sabato 18 febbraio si è tenuta nei locali comunali di Desenzano una interessante conferenza sul tema della TAV, il quale diventerà probabilmente anche nel nostro territorio l'argomento di rilievo dei prossimi anni. Alcuni di noi hanno partecipato in qualità di spettatori interessati; eccone una breve sintesi:

Report della conferenza sulla TAV - Palazzo Todeschini - sabato 18 febbraio 2012; organizzata dalla coalizione di Sinistra Ecologica e Libertà, Italia dei Valori e Desenzano in Movimento rappresentata da Annamaria Damiano candidato sindaco.

Temi trattati:
Differenza tra alta velocità e alta capacità
Passaggio della Tav a Desenzano
Danno economico
Danno ambientale

Relatori:
Ivan Cicconi - Esperto in appalti pubblici
Giovanni Contiero - Consigliere Comunale a Lonato
Assente per lutto Giovanni Cemmi - Comitato elettorale
Intervento staordinario del segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche Gabriele Lovisetto.

Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti italiani di appalti pubblici, ha affrontato il progetto Tav dal punto di vista economico. Ha evidenziato il problema del debito pubblico, la vera storia dell'Alta velocità, le scelte tecniche e finanziarie note e occulte, le bugie consapevoli e inconsapevoli, la truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea, la clamorosa bugia del finanziamento privato di una delle opere più controverse degli ultimi decenni.
Il progetto Tav risale agli anni '90, è stato gestito con uno schema finanziario, il famoso "project financing", che consiste in un'operazione finanziaria attraverso la quale le pubbliche amministrazioni realizzano opere pubbliche il cui onere finanziario è ufficialmente parzialmente o totalmente a carico del privato sulla base di un piano finanziario in grado di garantire l'autofinanziamento dell'operazione stessa (art. 153 Codice degli appalti): in pratica il garante ultimo dell'operazione è l'amministrazione o l'ente pubblico stesso.
Questo sistema, deleteriamente riutilizzato per quasi tutte le grandi opere, permette di creare un debito pubblico occulto che a tutt'oggi si può calcolare attorno al 20% di quello ufficiale.
Ha poi dimostrato l'inutilità dell'opera e sottolineato più volte le colpe della mala politica, nessun partito escluso.
A fine conferenza ha precisato che se davvero non si può abolire questo sistema di partiti, si traduca almeno in norma il principio delineato nell'art. 49 della nostra Costituzione "I cittadini sono liberi di associarsi in partiti politici", condizione necessaria per poter anche solo tentare il contrasto di corruzione e criminalità organizzata, limitare lo spreco di beni e risorse pubbliche e salvare il Paese dalla catastrofe.
(Per chi desidera approfondire l'argomento è a disposizione il libro di Ivan Cicconi "Il libro nero dell'alta velocità").


Impatto ambientale secondo l'ipotesi di progetto originale

L'emergenza principale è creata dall'escavazione di gallerie fino ai 70/100 mt. di profondità in una zona ricca di falde acquifere a vari livelli di cui si conosce poco; un assaggio di quello che ci si può aspettare è emerso nello scavo delle gallerie della tangenziale che necessitano di una manutenzione continua.
Si fa presente che le dimensioni sono tre volte tanto, con contestuali rischi di contaminazione, calo o essiccazione dei pozzi e delle sorgenti a valle dell'intervento. In altri tempi, nella realizzazione dell'adiacente autostrada si è saggiamente preferito mantenere la salita con tutte le conseguenze del caso piuttosto che affrontare l'incognita dello scavo.
Le gallerie previste sono una che bypassa le colline di Lonato con ingresso zona Wierer e uscita vicino S. Lorenzino a Desenzano (zona scavi archeologici), l'altra che sottopassa il casello autostradale di Sirmione.

Buona parte del resto del percorso è previsto in trincea e seppur realizzato a profondità minore, circa 10 mt., rischia di influire ugualmente in modo pesante sul reticolo idrico.
I residuati dei cantieri operativi di superficie sono notevoli, solo per quello logistico che dovrebbe ospitare gli alloggi degli operai e gli uffici si ipotizza una gettata di cemento dell'estensione di 40/50.000 mq. destinata poi a essere abbandonata in loco.
E' necessaria la demolizione di varie unità abitative esistenti, sia relativamente recenti (3 villette) che storiche (3 cascine), in zone limitrofe a S. Martino.
Per quanto riguarda la zona del Lugana la perdita di territorio unico ad alto pregio è prevista intorno al 20%.
Nel corso dei lavori si evidenzieranno ulteriori problematiche attinenti le aree di ammasso del materiale di riporto, i cantieri di deposito, lo sconvolgimento e creazione della viabilità per consentire lo spostamento dei mezzi d'opera con conseguenti pesanti effetti sul flusso turistico, disturbo acustico e inquinamento atmosferico da polveri e emissioni.
Si calcola quindi che la superficie interessata dal cantiere sarà almeno di 200 mt. di larghezza per circa km. 20 solo per quanto inerente al nostro comune.
Tutto questo viene a insistere in un territorio unico a livello nazionale e di alto pregio ambientale.
Il costo previsto ad oggi per la tratta Brescia-Verona si aggira attorno ai 2.800milioni di euro per 72 km. (all'incirca 40 milioni di euro a chilometro!)
Se venisse preso in considerazione il progetto alternativo presentato dal Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, a fronte di un insignificante incremento chilometrico di circa 5 km. si avrebbe un notevole abbattimento dei costi, forse anche del 90 % e il transito attraverso un territorio di minor pregio e scevro dagli irreparabili danni sopra esposti.
La competenza sull'argomento è purtroppo a livello nazionale, rendendo quindi senza utilità iniziative di livello locale a meno di riuscire a creare un movimento di opinione globale che coinvolga la cittadinanza, i Consorzi, le Associazioni le Amministrazioni Pubbliche e di conseguenza gli Enti Territoriali ( Provincia e Regione).
Il ministro dell'economia Monti dovrebbe opportunamente valutare se nell'odierna situazione congiunturale sia il caso di spendere miliardi di euro per le gallerie o spendere centinaia di milioni per il progetto alternativo.


Luisa Sabbadini

Purtroppo, come troppo spesso accade, si arriva a discutere di questi argomenti quando ormai è tutto pressochè deciso, prossimo alla cantierizzazione, e gli strumenti di intervento risultano limitati e poco efficaci; tuttavia non mancheremo di monitorare assiduamente la situazione e le evoluzioni dei prossimi mesi.