Selezione della Categoria Sanità


Campania. Caldoro: "Azzerato deficit in sanità. Ora abbiamo un attivo di 6,1 milioni" ( quotidianosanita.it )

Puntuale come un orologio svizzero, il pareggio di bilancio
anzi l'attivo
Ovviamente se non si assume, si lasciano le strutture fatiscenti e si posticipano i pagamenti, si può anche ottenere un pareggio.
Ammesso che i conti siano esatti...
Esistono due rapporti: Osservasalute (redatto dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) e ISPE-Sanità che dimostrano che la Campania è la Regione che spende meno per la sanità, ma è quella che offre le peggiori condizioni sanitarie ai cittadini ed è la regione in cui i cittadini si sobbarcano una spesa per ticket pari al 15% contro la media nazionale del 12%; è quella dove il 35% dei cittadini ha rinunciato ad effettuare esami diagnostici e il 25% ha addirittura rinunciato a comprare le medicine per curarsi.
Le stesse valutazioni del Comitato Nazionale per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che dicono che abbiamo una Regione largamente inadempiente rispetto agli obiettivi del Piano di Rientro sull'assistenza.

scarica il rapporto Osservasalute

12.05.14 09:22

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

sanita9.jpg
**************************************************************************************************************

Sabato mattina 20 marzo 2010, dalle ore 8,00

a Piazza Miraglia abbiamo organizzato una giornata di donazione sangue collettiva, dalla quale sarà possibile anche l'iscrizione al registro italiano di donatori di midollo osseo.
DOVE ?
1° Policlinico, Seconda Università di Napoli - Settore per la Donazione di Sangue

(locali ubicati in prossimità del parcheggio, basta chiedere alle guardie giurate all'entrata,ci si arriva facilmente sia da Montesanto sia da piazza Cavour)

Il nostro caro candidato a presidente della regione Roberto Fico sarà in prima fila per donare 400cc di sangue (in genere ci vogliono appena 7min per la donazione) oltre ovviamente a tutti i candidati a consigliere regionale e a tutto lo staff organizzativo.

In questa giornata possiamo accendere i riflettori su un grosso problema che affligge la nostra regione: pochi donatori di sangue... pochissimi iscritti al registro italiano di donatori di midollo osseo (appena 3.000 in tutta la regione)
**************************************************************************************************************

La Campania è il fanalino di coda italiano per i donatori di midollo osseo. Circa 3200, ultima regione in classifica.

Tutti voi immaginate che donare vuol dire farsi una puntura ossea, piccola ma con dolore e fastidio, e dal fondo del vostro buon cuore dite: "... no grazie!".

Vi sbagliate.

La scienza medica ha messo a punto un trattamento farmacologico innocuo, che il donatore assume per due giorni, per cui un semplice prelievo del sangue al terzo giorno consente di prelevare e purificare le cellule che servono.

Servono a fare che? A salvare uno dei tanti (centinaia) di bambini con patologie oncologiche del sangue e del midollo osseo. Malattie mortali in cui la Campania ha percentuali sopra la media. (E' una cosa che in Campania succede spesso: tanti riceventi, pochi donatori...)

Due compresse e un prelievo. E voi non lo sapevate.

Siamo in contatto con i professori di ematologia dei policlinici campani, e stiamo sostenendo il più possibile questa battaglia, anche per altri due motivi, prettamente di gestione politico-sanitaria

Il primo è che i laboratori in grado di selezionare le cellule adatte al singolo bambino malato sono troppo pochi, ancora meno di quelli che risultano sulla carta. E' necessario investire in questi laboratori per tecnologia e per formazione. Usando i fondi regionali per questa emergenza vera.

Il secondo è monetario. Per ridurre la spesa pubblica e i passaggi burocratici, è necessario che la maggior parte delle donazioni (di midollo e di sangue) non sia fatta da donatori occasionali ma da donatori regolari e residenti.

Questo crea una trasparenza maggiore, un'affidabilità del sangue donato maggiore, una certa riduzione dei costi di controllo e soprattutto una spesa minore di trasporti e passaggi (volete mettere un'ambulatorio con la banca ematica in loco, rispetto ai costi del caro furgoncino che deve girare e poi trasportare e stoccare con autista+medico+infermiere?).

E quindi? Campani, nun jettate 'o sang! Donatelo regolarmente...

19.03.10 12:00

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita


sanita8.jpg

Riusciamo ad immaginarci un futuro che includa anche i diversamente abili? Non so se l'argomento è sanitario, sociale, economico, di pari opportunità o di civiltà. Se un disabile non può prendere un autobus o la metropolitana dovrebbe poter prendere un taxi con un biglietto dei mezzi pubblici senza far avviare il tassametro.
Una comunità che non considera i disabili, e li imprigiona nell'immobilità perché il loro corpo funziona meno, regredisce sempre. Così come regredisce quando non vede gli anziani, i bambini che chiedono l'elemosina, o che non hanno un posto dove giocare a pallone.

Mentre in genere stiamo pensando a generare soluzioni a costo zero, questa non lo è, questa è a costo elevato, perché è alto l'obiettivo, cioè pensare di cambiare una capillare rete di ostacoli, per una capillare facoltà di accesso.

Nei centri urbani più caotici, dove tutto deve andare veloce (anche se poi tutto è molto lento perché ingorgato nel traffico), non c'è spazio per chi va molto piano, su una carrozzina, con una stampella o zoppica.

Bisognerà chiedere a chi è in carrozzina; chiedere una consulenza dell'esperto, bisognerà trovare chi ha creato una città senza barriere architettoniche e copiare.

Facciamo questo gioco insieme: provate ad immaginare Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Andretta (AV), Nola (NA), Teano (CA), Casal di Principe (CE) o la vostra città senza barriere architettoniche... se riusciamo ad avere nel nostro immaginario Napoli fruibile ai disabili è fatta. Dobbiamo solo tra trasferire questa immagine a tutta la città. E che ci vuole? Niente basta avere solo politici che sentano il fiato sul collo dei cittadini; o no? Esercitiamo i fiati, alitiamo tutti insieme... su su.. forza.

Se ci date una mano possiamo addirittura pensare che è possibile, possibilissimo.

24.02.10 17:00

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

sanita7.jpg

Punto primo: la ricerca è una risorsa pubblica. La ricerca è un'azienda pubblica. Non dovrebbe esserlo, lo è già. È pubblica in tutto il mondo, ad esempio negli Stati Uniti, il National Institute of Health (NIH) è sostanzialmente il posto dove qualsiasi ricercatore vorrebbe finire o almeno passarci un po' di tempo. Perché lì c'è un illimitato flusso di denaro per la ricerca biomedica. Ovviamente denaro pubblico.

Punto due: il modello scientifico deve essere onesto. Deve essere onestissimo, perché il ricercatore sa che quando disegna un esperimento sta cercando di generare un modello semplicissimo di un qualcosa di complessissimo per vedere se un determinato intervento porti un cambiamento. Dopo di che il cambiamento registrato va discusso e considerato se eticamente applicabile o meno alla complessità del tutto.
Ciò significa che la discussione e i risultati di una ricerca scientifica devono essere liberi da conflitti di interesse altrimenti se bisogna soddisfare le esigenze di un privato si forzerebbe la mano in una direzione o nell'altra.


Punto tre: i risultati scientifici, una volta prodotti, vanno applicati. Che ricerchiamo a fare la cura al cancro, al diabete, all'infarto del miocardio, se poi quando ci dà delle soluzioni non vengono applicate? Certe soluzioni fanno fatica addirittura ad essere semplicemente divulgate.

Punto quattro: trasparenza spinta anche per la ricerca. Ci vorrebbe un sito internet dove siano elencati tutti i progetti di ricerca avviati quelli conclusi e quelli in assegnazione, con tanto di responsabile del bando, gruppo di ricerca, finanziamenti stanziati, e capitolati di spesa. Ogni cittadino curioso deve poter sapere senza tribolare in che ambiti e in modalità la sua azienda pubblica sta facendo ricerca.
Questo potrebbe aiutare a togliere il grigio dalle facce di tutti i nostri ricercatori umiliati e seppelliti dal calpestio della loro cultura, della loro serietà e dalle dinamiche di potere universitario.

Aiutateci; ricercatori espatriati, reimpatriati, cervelli fuggiti o in catena, raccontateci, partecipate. Se non siamo soli cambiamo tutto, a misura di futuro dignitoso e prospero.

16.02.10 16:30

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

montagne-sul-lago.jpg


La politica non governa delle persone, ma governa un Ecosistema. Qualsiasi azione o omissione ha effetto sull'intero ecosistema.
Si pensa e si discute di salute in modo 'antropocentrico'. L'uomo è al centro; è il solo, anzi è solo! Tutto il resto non esiste. Che errore.

Dobbiamo pensare a dare salute all'intero ecosistema, che includa il mare, i pesci, la terra, gli animali, l'aria, gli uccelli, gli insetti e l'uomo.
Da poco sappiamo che nelle acque del Golfo di Napoli sono state affondate decine e decine (nessuno sa quante) di navi con rifiuti speciali, tossici, radioattivi.

Sappiamo che l'aria, il cielo della provincia di Napoli e Caserta è usata come discarica delle centinaia di roghi di rifiuti tossici. (www.laterradeifuochi.it)

Sappiamo che la terra e le acque sono inquinate da metalli pesanti, diossine, e le pecore morte nei pascoli di Acerra presentavano grossolani e gravi difetti dei cromosomi (che contengono il DNA)

Sappiamo che sono sempre più rari gli spazi di libera socialità nelle città della nostra regione che rendono le persone marginalizzate, deboli e non libere.
Sappiamo che il latte e la carne che mangiamo viene spesso da allevamenti intensivi, dove l'uomo diventa bestia, carnefice, e infierisce sugli animali con una violenza immorale.

Nonostante questo scenario, noi abbiamo cominciato ad immaginarci un ecosistema salubre.
Vogliamo le bonifiche della terra e delle acque, e lo vogliamo subito.
Vogliamo accompagnare una nuova forma di economia che non scarichi sull'ambiente i costi che le aziende e il mercato non vuole accollarsi.
Vogliamo spegnere l'inceneritore di Acerra e tenerlo come memoria per le future generazioni della stupidità e della follia che ha attraversato la nostra epoca.
Vogliamo che le prove scientifiche siano al servizio della collettività e non della opportunità strumentale della politica.

La nostra idea continua ad arricchirsi di nuovi apporti intellettualmente onesti, non remunerati, che hanno come unico obiettivo il tornaconto collettivo. Si può cambiare. Si può diventare modello per gli altri. In Campania abbiamo visto tutto, senza troppi filtri. Abbiamo visto il saccheggio della vita del nostro ecosistema, per soddisfare facili guadagni e dinamiche di potere. Noi vogliamo un'altra cosa.

10.02.10 19:34

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

sanita5.jpg

Bisogna fare un passaggio. Fare un salto. Fare un cambio di prospettiva.
Nella nostra esperienza di confronto con le persone, la prevenzione non ha un reale significato pratico; e viene ritenuto sinonimo di 'screening'.
Si può fare in modo che una cosa non si verifichi (prevenzione primaria), si può fare in modo che qualcosa venga scoperta il prima possibile per prendere subito provvedimenti (prevenzione secondaria); questo è lo screening.
Ad esempio la mammografia è uno screening, per trovare il prima possibile un tumore al seno per trattarlo prima che diventi grosso e metastatizzi. È descritta anche una prevenzione terziaria, ma ora la tralasciamo.

Il 70% dei soldi in sanità vengono spesi per malattie e condizioni prevenibili. Prevenibili in modo primario. Vuol dire che sappiamo perché ci si ammala di determinate malattie, ciononostante non facciamo praticamente nulla per impedirlo. Non facciamo nulla come comunità, includendo medici, operatori, cittadini e politici. Come comunità dobbiamo chiederci: abbiamo bisogno di tutta questa sofferenza? Di tutto questo spreco? Li vogliamo davvero gli strumenti, le informazioni e le conoscenze per cambiare rotta? Per cambiare prospettiva?
La ricerca biomedica ci ha detto molto chiaramente come si previene a costo zero il cancro al seno, il cancro al colon, alla prostata, obesità, diabete tipo 1 e tipo 2, cardiopatia ischemica. Volete davvero cambiare? Sentite il bisogno di un respiro di aria fresca? Non fermatevi a leggere, chiedetevelo ad alta voce, e provate a rispondervi onestamente. E poi chiedetevi: cosa sono disposto io a fare per me stesso e per i miei cari?
Noi ci siamo risposti che siamo disposti a fare tutto ciò che è possibile in condivisioni. Non vogliamo e non possiamo sentirci soli. Se cominciamo ora, tra 15 anni, ci guarderemo indietro e ci chiederemo come è stato possibile tutto ciò.

Ovviamente,la prevenzione non è solo dell'uomo, ma è necessaria la stessa attenzione per gli animali, inclusi i pesci e gli uccelli. Per quanto ci può umiliare come specie, noi umani abbiamo molto bisogno della salute dei maiali, degli uccelli e dei pesci.
Chiediamo incontri e confronti pubblici ai candidati delle altre forze che si presentano alle elezioni.
Vogliamo partecipare ad incontri pubblici dovunque saremo invitati.

03.02.10 20:00

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

centrodirezionale.jpg

Per fare cambiare rotta alla sanità campana, ci siamo posti un vincolo: generare soluzioni applicabili a costo zero o minimi derivanti dal risparmio sugli sprechi più evidenti.

Per farlo bisogna capire bene il meccanismo e le sue regole, sia scritte che non. Quindi sia la rappresentazione in scena che quella dietro la scena (oscena)

Un punto fermo, emerso dal nostro confronto, è che la gestione del sistema sanitario debba essere sottratta alla politica, tra cui, ad esempio la nomina dei direttori generali, amministrativi e sanitari di un ospedale o ASL deve essere non per nomina politica.

Le istituzioni sanitarie oggi spesso "rischiano" di essere uno strumento di potere politico, una leva per creare consenso e pescare bacini di voto. Abbiamo bisogno di questa separazione perché un'istituzione sanitaria dovrebbe prendere una posizione netta in scienza e coscienza sulle questioni di salute generale che sono sempre più attuali: dalla gestione dei rifiuti, pericolosità degli inceneritori, roghi tossici e inquinamento cittadino. Se è ossequiosa della politica è castrata e paralizzata.

Infatti, un gruppo di cittadini e cittadine, a spese loro (circa 2000 €), si sono fatti dosare i livelli di diossina nel sangue, trovandoli drammaticamente alti; tali da rendere necessaria una presa di posizione intransigente delle istituzioni sanitarie. Oppure la morte, con lenta agonia, di interi greggi di pecore nell'acerrano per la gravissima intossicazione da diossina dei terreni. Invece la reazione è stata il silenzio, il fastidio. Ovviamente questo e innumerevoli altri esempi non accadrebbero se le persone ai vertici sanitari non dovessero troppo spesso dar conto ed essere riconoscenti a chi li ha nominati, ma dovessero davvero proteggere solo la salute pubblica.

La salute della nostra regione non è solo degli uomini ma anche degli animali, la salute è di un ecosistema non di una specie isolata.

Come separare la politica dalla sanità? Attualmente la dirigenza politica regionale nomina il direttore generale da un elenco pubblico di nominativi idonei , che a sua volta nomina in modo "fiduciario" il direttore sanitario e amministrativo. Crediamo che sia necessario un concorso pubblico che sia pubblico anche nella sua esecuzione, (pubblicazione dei compiti e ripresa video dei colloqui per esporre alla trasparenza i contenziosi senza muri di gomma), Creando una graduatoria per titoli, da curriculum, pubblicazioni, e non escluderemmo altri parametri (ad esempio: le progettualità dei candidati nei confronti delle strutture che prenderanno in carico). I punteggi per ciascuna voce e le voci da considerare saranno oggetto di confronto.
Aiutateci! Partecipate! Vogliamo generare il miglior criterio possibile.

27.01.10 18:00

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

sanita2.jpg

La gestione della sanità pubblica deve essere trasparente anche oltre l'osservazione delle leggi, perché è un questione etica non normativa.
La trasparenza si traduce immediatamente in efficienza. Consideriamo lo spreco di soldi pubblici in sanità, che diventa immediatamente burocrazia paralizzante, personale non motivato e caduta a picco della qualità del servizio erogato, portando ad indagini fatte senza giuste indicazioni, magari più volte, liste d'attesa inutilmente lunghe.

Lo spreco disarmante di soldi pubblici
genera quindi pessima percezione del servizio sanitario pubblico.

I bilanci sono già pubblici ma quanti sanno bene come accedervi? Quanti sono capaci di leggerli? Come fare: trasparenza "spinta".

Se i passaggi di soldi sono messi in una vetrina esposta al pubblico, molte dinamiche sottobanco si annulleranno da sole, al costo di qualche stampa, e qualche vetrinetta.

Ci siamo posti un vincolo: trovare soluzioni a COSTO ZERO, oppure minimi.

La trasparenza "spinta" va estesa ai risultati clinici e alle procedure amministrative, soddisfazione dell'utenza, rapporto orari degli ambulatori e costi, assegnazione di appalti, acquisto di forniture, finanziamento di progetti di ricerca ecc.

Il cittadino deve poter sapere, senza tribolare, il flusso di soldi pubblici che una struttura sanitaria riceve e i servizi che eroga.

Ogni struttura pubblica (quindi non solo sanitaria) ha l'obbligo di divulgare con trasparenza il suo operato in modo capillare e aggiornato tecnologicamente, e allo stesso modo deve mettere l'utenza nella possibilità di esprimere il proprio gradimento e dissenso.

I siti internet delle strutture devono avere ben in vista la pagina della trasparenza e devono essere usate a questo scopo gli spazi regionali pubblicitari oltre che le sale di attesa degli ospedali e ambulatori pubblici.

20.01.10 20:11

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita

sanita.jpeg

La sanità in Campania (ma non solo) rappresenta il 70% della spesa regionale. È il "buco nero" della politica; è il campo di azione per lo scambio sottobanco di voti e per il controllo del potere. Tutto ciò non ha niente a che fare con la democrazia né l'interesse collettivo.

Spendere tantissimo non è nemmeno sinonimo di qualità del servizio sanitario e non solo in Campania. Ad esempio gli Stati Uniti che ha la spesa sanitaria pro-capite più alta al mondo sono oltre il 30° posto nella classifica sulla qualità dell'assistenza sanitaria.

Quindi spendere tantissimo, anche in un sistema che noi percepiamo come all'avanguardia (come gli USA) significa ugualmente non produrre salute.

Il prodotto della sanità deve essere la salute.
Attualmente non è così. Oggi il prodotto della sanità è la malattia.

Infatti si registra l'aumento di tutte le patologie croniche degenerative, e dei tumori che rappresentano costi di bilancio sanitario. (sorvolando, solo per ora, i costi umani che riteniamo molto più "salati").

L'argomento "salute" non si esaurisce in un ospedale o un ambulatorio. La Sanità non è un compartimento, ma è un Ecosistema: è armonia tra benessere degli uomini e degli animali, socialità, tutela della terra, dall'acqua e dell'aria.


PS :sostieni il MoVimento Cinque stelle Campania in tre modi:
1) Utilizzando il nostro link su Paypal

2) Effettuando un bonifico sul conto del Movimento:
conto intestato a "MOVIMENTO 5 STELLE CAMPANIA" N. 130366
IBAN IT56S0501803400000000130366

3) Mandando una email a info@movimentocampania.it con oggetto "donazioni" e descrivendo il modo più agevole per te. Per donazioni in contanti verrà rilasciata una ricevuta.

13.01.10 20:24

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita





Oggi si inaugura il primo di 12 articoli sulla sanità: il grande buco nero della regione campania e di tutte le altre regioni italiane.
Noi crediamo che sia lo stesso concetto di sanità che vada ribaltato.

Speriamo di dar vita ad una riflessione generale e libera sulla questione commentando qui di seguito o andando sul nostro wiki del programma.


Il "prodotto" dell'assessorato regionale alla sanità è la salute, come sancito chiaramente dalla legge (riforma sanitaria del 78 legge 883), quindi il sistema di valutazione deve misurare e pagare la salute, non la malattia, in base a quanto si migliorano e/o guariscono i pazienti, e non solo a tempo e/o prestazione.

Questa premessa delinea questo quadro: lavorare in direzione etico/morale, per prevenire realmente patologie croniche non necessarie, per curare e guarire significherebbe di fatto far collassare economicamente il sistema sanitario, più di quanto non sia al collasso già ora per l'incontrollabilità della spesa. Il sistema attuale non remunererà mai il medico o l'ospedale che sottrae un soggetto all'uso di farmaci a vita o interventi chirurgici costosi. Questo è un discorso che va oltre l'umana sciatteria con cui viene gestito un pronto soccorso nel sud rispetto al nord o le liste d'attesa, le prenotazioni o le barelle nelle corsie, e va oltre la gestione schifosamente politica della sanità pubblica, usata come strumento di potere e bacino di voti. Non crediamo che possa nascere come decisione posta dall'alto, con un pugno di ferro, ma bisogna avviare il dibattito, e quando la comunità (che comprenda sia i sanitari che i pazienti) si troverà d'accordo sulla interpretazione di questo mortale paradosso allora si dovrà approntare un cambio di direzione. Dal momento che il cambio di direzione prevede che in 30 anni, le indagini e gli interventi costosi siano relegati a solo un decimo o forse meno di quelli attuali, allora bisognerà finanziare progressivamente il resto degli interventi, e sostenere quelli costosi perché altrimenti essendo antieconomici non avrebbero possibilità di sviluppo, lasciando orfani i pazienti con gravi condizioni congenite, (in pediatria) e altre situazioni cliniche estreme e complesse.


Un aspetto chiave di questo discorso che diventa ampio e a 360° è come finanziare questo cambiamento. Questo discorso si intreccia sull'idea del futuro dell'economia e della moneta. Quindi vi invitiamo a approfondire l'aspetto di sviluppo ed economia del programma del moVimento 5 stelle.

P.S. iscriviti al gruppo facebook del MoVimento

05.01.10 17:36

Diffondi:

Diffondi nel tuo account Facebook Diffondi su OkNotizie Diffondi su Segnalo.com Diffondi su Technorati Diffondi su Digg Diffondi su Diggita