Selezione della Categoria Osservatorio Terzigno

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IL 7 marzo, nel municipio di Boscoreale, su invito del sindaco, si sono riuniti i rappresentanti di tredici comuni della zona vesuviana.
Erano presenti alcuni sindaci e alcuni delegati dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Pompei, Portici, S. Anastasia, S. Giuseppe V.,S. Giorgio a Cremano, S. Sebastiano al V., Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase.
Erano presenti anche i rappresentanti dell'Ente Parco del Vesuvio e della Sa.p.na.
L'accordo è solo un primo passo verso l'uscita dalla perenne emergenza e dall'utilizzazione della discarica Sari e deve comunque essere verificato all'interno di ogni amministrazione, perchè alcuni primi cittadini avevano inviato loro rappresentanti. Si riporta il testo effettivo, perchè qualche quotidiano l'ha stravolto in parte.

<<.....si conviene di
1) determinare una data certa entro la quale cesseranno i conferimenti nell'impianto di cava Sari;
2) obiettivo prioritario è la riduzione complessiva dei rifiuti, stimolando e promuovendo la raccolta differenziata sull'intero territorio e nei singoli Comuni;

3) le amministrazioni comunali formuleranno proposte complessive sull'impiantistica e sulle tecnologie da collocare sul territorio compreso tra i 18 Comuni della c.d. "zona rossa" impegnandosi ad associare tra di loro le forme di gestione, a tal proposito sono in campo proposte del Comune di Torre d. Greco per un impianto di smaltimento del secco indifferenziato; il Comune di Massa di S., di Ercolano, di Somma V. e S. Anastasia per impianti di compostaggio;

4) valutare che, nei termini della data di cessazione dei conferimenti in cava Sari, si possa conferire in cava Sari f.o.s. proveniente dallo s.t.i.r. di Tufino;

5) si chiede che la Provincia di Napoli, mediante la Polizia Provinciale, unitamente al Corpo Forestale dello Stato, provveda con continuità ed assiduità ai controlli sui conferimenti. >>

Seguono le firme dei 13 rappresentanti dei Comuni, del dirigente della Sa.p.na. e della rappresentante dell'Ente Parco.
Erano stati ammessi nella sala alcuni rappresentanti dei comitati - era stato chiesto un numero ristretto di persone - i quali non hanno sottoscritto alcun documento, ma sono intervenuti nella discussione con testimonianze ed osservazioni.


Fonte: Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti

13.03.11 00:04

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Campania, i rifiuti continuano ad arrivare
di Roberta-Lemma

Sul bollettino ufficiale pubblicato dalla Regione c'è la delibera che autorizza l'ingresso di rifiuti speciali.
A Terzigno il presidio si è spento, ma non è cambiato nulla: i camion continuano ad entrare in discarica senza essere controllati

Inizio 2011, Terzigno, Rotonda. Il presidio si è spento. Dopo mesi passati all'aperto, di giorno e di notte, dopo le manganellate, le mortificazioni, le occupazioni e le grida è venuta a mancare la voglia di continuare, di insistere e resistere. Come dar torto a questi vesuviani, presidiare ininterrottamente è un sacrificio che nessuno può pretendere, vegliare di notte è una costrizione disumana come e quanto tutta la storia di Terzigno, di cava Sari.
Lo Stato, con la compiacenza di tutta quanta la classe politica italiana, non ha soltanto sgombrato con la forza i vesuviani, non ha soltanto violato le leggi del codice civile e penale, non ha soltanto smontato con la forza i gazebo posti in una area privata, lo Stato italiano ha soprattutto ucciso la speranza di vivere nel rispetto delle regole, delle leggi, dei diritti umani. Non è cambiato nulla. I camion continuano ad essere scortati in discarica senza essere controllati; vedendoli passare si riesce ad intravedere il talquale trasportato che andrà a riempire la collinetta di Cava Sari.

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P.S.
Sono autorizzati:
- Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'art. 186;
- Rifiuti da lavorazioni industriali;
- Rifiuti da attività commerciali;
- Rifiuti derivanti dai fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
- Rifiuti derivanti da attività sanitarie;
- Macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
- Veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
- Combustibile derivato da rifiuti. Le scorie.

07.01.11 15:55

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Non sarebbe andata a discarica una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio se fosse stata attuata la legge regionale campana n. 10 del 1993.

Partiamo dai conti: la produzione dei rifiuti in Campania è mediamente di duemilioni e settecentocinquantamila tonnellate all'anno che corrispondono ad un volume compattato di tremilioni e ottocentomila metri cubi: per i 17 anni trascorsi dall'approvazione della legge n.10 il totale della produzione dei rifiuti solidi urbani è pari a sessantaquattromilioni e seicentomila metri cubi.

La legge 10 prevedeva già per il 1995 il 25% della raccolta differenziata che poi sarebbe dovuta progressivamente crescere negli anni successivi: ma restiamo al 25% del 1995; anzi prendiamo solo il 20%. Questo significa che si sarebbe dovuto realizzare un differenziato di 12 milioni e novecentomila metri cubi.
Prendiamo una superficie di 100 metri per 100 metri (10 mila metri quadrati); se la moltiplichiamo per..... l'altezza del Vesuvio, pari a 1281 metri, abbiamo un volume di dodici milioni e ottocento dieci mila metri cubi; possiamo perciò affermare una incontestabile verità e che cioè se si fosse fatta la differenziata, anche a valore ridotto rispetto agli obbiettivi della legge 10, non sarebbe andato a discarica un immenso parallelepipedo di rifiuti largo 100 metri per cento metri, alto come il Vesuvio: se poi ragioniamo in termini di rifiuto non compattato allora non ci possiamo più rivolgere all'amato Vesuvio, ma dobbiamo fare riferimento al più alto monte dell'Europa, il monte Bianco, perché i rifiuti che non sarebbero andati a discarica con la differenziata per una superficie di riferimento di 100 metri per 100 metri, con un impegno inferiore all'obbiettivo minimale della legge 10, avrebbero superato i cinquemila metri di altezza.
Allo stesso monte Bianco dovremmo poi fare riferimento se tutti i rifiuti della Campania fossero andati al riciclaggio e non alle discariche, anche se compattati. E Naturalmente ciò che vale per la Campania, vale per ogni altra realtà del Mondo.
E naturalmente questa stessa quantità di materia sarebbe stata riutilizzata per un nuovo ciclo di produzioni e consumi e non sarebbe stata estirpata in vario modo e con le gravissime conseguenze alla Terra.

Qui, nella mancata attuazione della legge 10 del 93, sta la ragione del disastro di Chiaiano e Terzigno, delle emergenze permanenti di Napoli e della Campania, passate, presenti e future. La legge 10 fu il frutto di una asprissima battaglia combattuta in Consiglio Regionale, contro il Partito trasversale delle discariche e degli inceneritori e fu vinta perché c'erano stati processi importanti e pesantissime condanne penali per quanto avvenuto negli precedenti sul malaffare dei rifiuti, che aveva portata la Campania ad essere la "discarica" dell'Italia: in realtà, a differenza di quanto avvenuto dopo, processi come quelli dei rifiuti (o della malasanità) venivano celebrati e conclusi e non si portavano alla prescrizione per scadenza dei termini.

La domanda vera sulla crisi dei rifiuti in Campania, incomprensibilmente assente anche in Saviano nei recentissimi, sempre opportuni richiami - da alcuni di noi fortemente denunciati negli anni 90 - sui rifiuti (di ogni natura, tossici e nocivi) che dal Nord venivano in Campania, al Sud e probabilmente in molti altri paesi del Mediterraneo, è perché né il centro destra di Rastrelli, né il centro di Losco, né il centro sinistra di Bassolino ed oggi ancora il Centro Destra di Caldoro diedero e danno attuazione alla legge 10? Quali furono gli immani interessi che portarono al Commissariamento e che hanno condizionato e continuano a condizionare tutta la politica dei rifiuti in Campania. Chi, malavita organizzata e non, ed anche del mondo "ecologista", ne trasse grandi vantaggi? Se, detto con brutalità, non si vogliono dire cose ben note, in fondo utili ad una buona pubblicità anche personale, è in questa direzione che bisogna fare una indagine vera ed affrontare anche con massimo coraggio del perché dei ritardi - sia chiaro sicuramente in perfetta onestà, ma non si possono chiamare diversamente - della Magistratura nei processi che vedono coinvolti i responsabili delle varie emergenze.

Tra i candidati alle primarie dell'aggregazione di centro sinistra a Napoli c'è anche l'ex Giudice Libero Mancuso, sostenuto - non abbiamo compreso bene il perché, ovvero del suo essere stato simbolo dell'impegno in generale, di sinistra e progressista, ed in particolare civile e democratico per la nostra Città - dalla sinistra della coalizione, SEL e Federazione della Sinistra: in realtà, per quanto a nostra conoscenza (possiamo ovviamente sbagliarci) Mancuso non si è mai interessato come Persona della Società Civile di Napoli, della grave questione dei rifiuti; quale candidato con le conoscenze tecniche giuridiche che ha, attiverà, sin da subito della sua campagna elettorale, un contenzioso per la verità, tutta la verità, niente altro che la verità su quanto avvenuto per i rifiuti a Napoli ed in Campania sin dal tempo della mancata attuazione della legge 10, senza guardare in faccia a nessuno? Questa si che sarebbe una testimonianza forte di voler cambiare.
La montagna ipotetica di rifiuti alta fino al Vesuvio, eliminabile senza problemi, dice chiaro che cosa bisogna fare!
Il Sindaco di Napoli, il Presidente della Regione, la gran parte dei Sindaci e dei responsabili istituzionali si muovono senza vedere questa montagna con scelte del tutto contrarie agli interessi della gente e dell'ambiente: fra diciassette anni vi sarà il buon Saviano di turno che denuncerà la enorme gravità delle scelte che oggi, ovvero diciassette anni prima, erano state fatte e la montagna di rifiuti che poteva non essere portata a discariche o ad inceneritori sarà alta, assolutamente non in senso metaforico, come l'EVEREST.

Antonio D'Acunto

Presidente Onorario
VAS Campania

28.12.10 12:40

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Terzigno non si ferma. Tutta la Campania cerca il riscatto sociale

di Roberta Lemma

Chi ha dato ordine alla polizia di smontare i gazebo?
Siamo alla Rotonda, Terzigno.
I comitati anti discarica fanno una colletta e acquistano due gazebo che dovevano servire a dare riparo, in vista del gelo e della pioggia, ai presidianti, di giorno e di notte. È inverno, fa un freddo boia, spesso piove, ma loro sono sempre là a vigilare la loro Terra di giorno e di notte. Hanno degli elenchi in mano, sono i numeri di targa degli autocompattatori autorizzati a sversare a Terzigno, dentro cava Sari

Il capo del governo italiano ha acconsentito, con lo scopo di tenere a bada i presidianti vesuviani, che fossero soltanto i 18 comuni del Vesuvio a sversare dentro il Parco Nazionale del Vesuvio. Quante volte hanno riscontrato camion non autorizzati e provenienti fuori dalla zona vesuviana? Quante volte, i presidianti hanno bloccato camion perdenti percolato? Quante volte hanno trovato questi mezzi privi del tagliando dell'assicurazione? Moltissime volte garantendo addirittura dei sequestri e tutti i casi sono ben documentati; è normale debbano essere dei cittadini a vigilare, controllare, si sversi nel nome della legge? I due gazebo vengono montati in una area privata con il permesso del proprietario del terreno; non intralciano il traffico, non toccano il suolo pubblico. Praticamente è come se i due gazebo fossero stati montati nel giardino di un amico e affacciassero sulla strada.
È come se all'improvviso degli agenti di polizia entrassero, senza mandato, nel giardino di questa persona e, usando la forza, smontassero i gazebo. Violazione di domicilio?
Proprio così è andata. Un abuso di potere in piena regola.

"Hanno abbattuto i gazebo che servono da punto di ritrovo per la popolazione civile che ogni notte scende in strada per dare un segnale, costante e permanente e non violento sulla necessità di chiudere e bonificare la mortifera Cava Sari", si legge in una nota dei comitati. Alla richiesta di esibire un mandato, le forze dell'ordine hanno risposto di non essere tenute a farlo e senza aggiungere parole o spiegazioni hanno proceduto allo smantellamento delle tende, dei gazebo e di tutte le strutture che davano riparo durante le notti di protesta. "
Uno sgombro, forzato, in violazione di ogni procedura.

Il giorno dopo la risicata fiducia rinnovata a questo governo la Camera doveva discutere il decreto legge sui rifiuti in Campania con alcune modifiche approvate dalla commissione Ambiente, poi slittata a martedì prossimo, questi i punti del decreto ; il presidente della Regione, Caldoro, potrà nominare commissari ad hoc non solo per realizzare i termovalorizzatori, ma anche per individuare i siti di discarica. Prevista, inoltre, la proroga delle competenze alle province in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E ancora: i lavoratori in esubero impiegati nei consorzi dei rifiuti dovranno essere obbligatoriamente riassorbiti dalle province campane e fino alla fine del 2011, comunque, potranno godere degli ammortizzatori sociali. Ricordiamo lo scandalo delle assunzioni in Campania? Quando si scoprì che molti impiegati veniva assunti perchè uomini del padrone e quindi, come le tre scimmiette, non devono parlare, sentire o vedere? Anche questi devono essere obbligatoriamente riassorbiti? Gli stessi consorzi sono ancora nelle grinfie dei magistrati incatenati: il gup Alessandra Ferrigno, accogliendo la richiesta della procura, ha inoltrato al Parlamento la richiesta di utilizzare le intercettazioni telefoniche tra il deputato e vice-coordinatore regionale del Pdl, l'imprenditore Sergio Orsi e l'ex presidente del consorzio intercomunale Ce 4, Giuseppe Valente. Per lo stesso motivo è stato sospeso il procedimento che riguarda il parlamentare Pdl. Anche la posizione del coordinatore regionale del partito in Campania, Nicola Cosentino, era stata oggetto di interesse dei pm: accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per rapporti col clan e costretto alle dimissioni da sottosegretario all'Economia. Nei suoi confronti una richiesta d'arresto era stata respinta dalla Camera.

Nessuna voce si leva contro la società che gestisce cava S.a.r.i., la Società Agricola Recupero Industriale srl di Somma Vesuviana. Questo decreto legge non ha i concetti di progettualità idonei a traghettare la Campania verso un futuro fatto di diritti garantiti e di legalità gestionale; ancora una volta si punta tutto sugli inceneritori. Ma senza un ciclo dei rifiuti, cosa bruceranno negli inceneritori? Il talquale. Ancora oggi non si è pensato ad allestire un solo impianto per il compostaggio, ancora oggi non sappiamo dove vengono spediti la carta, il vetro e la plastica, ancora oggi i campani non sanno dove smaltire elettrodomestici da buttare o rifiuti particolari, speciali. Ancora oggi troviamo non autocompattatori, ma enormi tir con rimorchio e senza copertura trasportare tonnellate di rifiuti misti a terra, come foto dimostrano, e diretti in discarica. Questa è l'idea che il governo ha di ciclo integrato dei rifiuti? Poi perchè altri comuni di Italia possono dotare i propri cittadini e in forma gratuita, di impianti di compostaggio domestico mentre ai campani vengono negati?

Intanto la Puglia rispedisce al mittente i sei tir carichi di 180 tonnellate di rifiuti prelevati nei giorni scorsi dagli Stir di Giugliano e Tufino. I mezzi, arrivati nella discarica Italcave di Statte, in provincia di Taranto, sono stati rigettati dopo i controlli effettuati dai tecnici dell'Arpa che hanno contestato le modalità di trasporto. Secondo gli accordi, i camion avrebbero dovuto avere chiusure ermetiche per evitare dispersioni nell'ambiente. L'Arpac della Puglia esercita controlli e blocchi, in Campania si autorizza tutto, senza verificare nulla. A fine settimana sarà programmato lo svuotamento dei magazzini degli impianti Stir anche della frazione secca destinata all'impianto di termovalorizzazione di Acerra. Il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano, Comitato civico Cambiamo Mugnano, ha diffuso un comunicato stampa che riguarda l'Interdittiva antimafia alla Ibi. Ecco i punti da sottolineare: - Abbiamo appreso di ritorno dalle manifestazioni di Roma della notifica alla Ibi Idrocarburi di una interdittiva antimafia che nei prossimi giorni porterà alla cessazione di ogni rapporto tra la Provincia di Napoli, ente competente della gestione delle discariche e la stessa Ibi che gestisce la discarica di Chiaiano.
Da due anni denunciamo con forza che la Ibi non ha mai presentato la certificazione antimafia. La stessa Ibi che gestisce anche la discarica di Savignano Irpino ed ha vinto diversi appalti anche per la realizzazione di isole ecologiche per il Comune di Napoli oltre a gestire uno dei depuratori del litorale campano, si è resa responsabile di diversi episodi controversi in particolar modo nella gestione scellerata della discarica di Bellolampo a Palermo. Abbiamo denunciato in tutte le sedi l'assenza di garanzie sulla Ibi, non ultimo nella nostra audizione alla commissione ecomafie della Regione Campania che si sta occupando della vicenda di Chiaiano.
Grazie al commissariamento ed alla gestione della Protezione Civile la concessione di appalti avveniva, ed avviene, in deroga ad una miriade di regolamenti e procedure. Non è un caso dunque che la Ibi abbia potuto lavorare per oltre due anni senza il benché minimo disturbo. Ciò che ci preoccupa, dopo che le nostre ragioni denunciate per anni si sono rivelate tali, è ovviamente cosa succederà adesso. La procedura infatti prevede che la Sap.Na. la municipalizzata della Provincia di Napoli guidata da Luigi Cesaro, personaggio di pessime frequentazioni e su cui pende un mandato d'arresto bloccato solo dall'immunità parlamentare che il presidente-deputato possiede, debba assegnare a chiamata diretta e senza gara d'appalto ad una nuova ditta la gestione di transizione. In pratica va via una ditta che non possiede certificazione antimafia e ne arriva un'altra senza nemmeno la gara d'appalto ma a chiamata diretta. Ci chiediamo dove sia la garanzia per i cittadini e la trasparenza ! Rischiamo di finire dalla padella alla brace!
La discarica di Chiaiano dovrebbe chiudere nei prossimi mesi, ma a Cava del Poligono c'e' ancora da gestire la tombatura, un affare da 7 milioni di euro e la gestione post mortem della discarica che prevede l'estrazione di biogas per 11 anni. Inoltre appare singolare che proprio a tre mesi dalla chiusura ci si ricordi che la Ibi non ha la certificazione antimafia, è legittimo pensare che in una fase di crisi come questa Provincia e Regione possano pensare di mandare a Chiaiano rifiuti di ogni tipo. Per questo ci mobiliteremo nei prossimi giorni, a partire dalla manifestazione di sabato 18 dicembre insieme a tutti gli altri comitati di Napoli e provincia per chiedere la raccolta differenziata e l'installazione di impianti alternativi al posto di discariche ed inceneritori.
Alla Provincia di Napoli, ente responsabile delle discariche del territorio, chiediamo chiarezza immediata sulle procedure, ed un controllo dei cittadini sulle modalità di assegnazione della gestione della discarica nel periodo di transizione. -

Ai disagi di una popolazione in lotta, alla dura repressione esercitata da questo governo a danno di questi uomini e di queste donne, fatti oggetto di manganellate e offese verbali, si aggiungono gli iter biblici di questa Giustizia macchinosa e spesso super controllata. Si aggiungono alle inchieste Globalservice, Magnanapoli, Ecoballe, Pianura, e sul porto di Napoli da dove verrebbero spediti rifiuti pericolosi in qualche "colonia " italiana, le ultime vicissitudini di personaggi capaci di offendere, con un sorriso fisso sul volto, Stato e popolazione.

Che dire poi del piano regionale dei rifiuti che riposa, da lunghi mesi, nei cassetti della Regione soltanto perchè non fa contenta la lobby che da 20 anni gestisce i rifiuti in Campania? La tracciabilità dei rifiuti, il progetto Sistri, altro affare milionario e coperto dal segreto di Stato; sono settimane che la Prestigiacomo lancia l'invito per la conferenza stampa, puntualmente annullata.

Napoli è zozza come tutta la Regione, le strade laterali offrono spettacoli vergognosi con collinette di rifiuti che danno l'idea di esser scivolati dal rimorchio di qualche camioncino.

Uno sciopero dei 450 lavoratori prima inquadrati da Enerambiente ha fatto saltare questa notte la raccolta in diversi quartieri di Napoli. I lavoratori di Enerambiente, trasferiti a due nuove società di Genova che hanno vinto l' appalto per la raccolta dei rifiuti non hanno ancora percepito le spettanze arretrate di novembre ed hanno indetto uno sciopero. Nel quartiere collinare del Vomero ed in diverse zone del centroi sacchetti di rifiuti hanno ripreso ad accumularsi. Il Comune di Napoli ha reso noto di aver saldato «ogni spettanza» ad Enerambiente, azienda veneta che ha operato nella raccolta di rifiuti a Napoli fino al 30 novembre scorso.

Non si tratta di scoprire la verità, si tratta di riuscire a portare la verità in una aula di tribunale.

Questa è la vera sfida!

18.12.10 19:05

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Sabato 11 dicembre 2010, alle ore 14.00


CORTEO:
DA VIA GIOVANNI DELLA ROCCA
BOSCOREALE
[Nei pressi della ex Stazione FS].

CONCERTO:
presso l' Area Mercato - Boscotrecase
99 POSSE
PENNELLI DI VERMEER
'E ZEZI (Gruppo Operaio di Pomigliano D'Arco)
DANIELE SEPE

11 DICEMBRE 2010
UNA GIORNATA DI LOTTA PER DIFENDERE IL NOSTRO FUTURO!


All'inizio di Ottobre 2010 si erano svolte nel nostro paese significative iniziative di lotta contro le grandi opere: Messina, Firenze e la Val di Susa avevano lanciato un appello per una settimana di mobilitazione "per riunire, dall'estremo Nord al profondo Sud una Italia impoverita dalla speculazione, rassegnata al degrado, narcotizzata da una informazione distorta, devastata da una enorme colata di cemento". All'appello avevano risposto in decine di migliaia, per dire NO al Ponte sullo stretto, NO al sottoattraversamento AV di Firenze, NO al TAV Torino-Lione. In quegli stessi giorni anche i cittadini di Stoccarda scendevano in piazza per respingere il progetto di una megastazione riprendendo le nostre stesse ragioni: un ponte di solidarietà aveva unito le loro e le nostre lotte.
La risposta di Messina, di Firenze e della Valsusa è stata anche un segnale di ripresa di un paese che resiste: di un paese che combatte l'intreccio politica/affari/mafia, che si oppone alla distruzione dell'ambiente e difende i beni comuni, che non accetta la logica dell'emergenza e pretende una politica capace di guardare al domani, che si oppone alla militarizzazione dei territori, al ritorno al nucleare, che rifiuta la cancellazione dei diritti e difende gli spazi di partecipazione democratica. E' un paese che vuole essere protagonista del proprio futuro e non intende consegnarlo alle lobby che governano la politica, un paese che pratica l'altra politica, quella capace di rispondere ai bisogni e non ai ricatti delle segreterie dei partiti, dando voce a chi si organizza dal basso.

Oggi lanciamo un nuovo appello: una giornata di lotta che veda mobilitazioni diffuse a livello locale unirsi con la forza della ragione contro la violenza di un potere politico/mafioso che attacca le condizioni di vita in nome del profitto. Da Vicenza sommersa non solo dall'acqua dell'alluvione in una regione consumata dalla cementificazione ma soprattutto dal fango di una base militare che rappresenta uno strumento per la politica di aggressione verso altre popolazioni e di militarizzazione del territorio, a Messina che non si rassegna a dover subire il ponte dei desideri e degli affari; dalla Val di Susa che con la sua determinazione conduce da vent'anni una resistenza popolare mai vinta, a Napoli e tutta la Campania sommersa dai rifiuti e dalle menzogne di chi scarica sui cittadini colpe e responsabilità che sono di politici e camorristi con nomi e cognomi; da L'Aquila che ha saputo alzare la voce e da sotto le macerie di un terremoto che ha rappresentato un tragedia per molti e una nuova opportunità di business per pochi ha levato la sua voce per denunciare una militarizzazione camuffata da ricostruzione, alle tante realtà sparse per il paese che resistono a grandi opere che di grande hanno solo la distruzione e le dimensioni del business.

Due appuntamenti su tutti: in Val di Susa e Terzigno. L'appuntamento del Sud tenterà di riunire, in un unico corteo interregionale, tutte le esperienze che da tempo rivolgono la loro critica ad una aggressione ai territori e all'ambiente che determina solamente inquinamento generalizzato. L'elevato livello di conflittualità espresso dalle resistenze di Terzigno e Giugliano ha mostrato come sia possibile non cedere di fronte all'arroganza di un potere politico corrotto. Dopo anni di uso strumentale dell'emergenza, caratterizzata dalla sospensione dello stato di diritto (commissariati straordinari, produzione di leggi speciali e militarizzazione del territorio), è il momento di ribadire, facendo corpo unico, che non saremo più disponibili ad accettare la degradazione imposta dal profitto. L'esigenza è quella di ritrovarsi in una giornata unitaria, provenienti da territori diversi ma allo stesso modo contaminati, per dare un orizzonte condiviso di concretezza ai contenuti delle vertenze che in questa fase la lotta pone: respingere le conseguenze delle attuali politiche ambientali, mettere al primo posto i bisogni/desideri della popolazione, la difesa dei beni pubblici dall'aggressione privatizzatrice, produzione della politica come autodeterminazione del sociale nella diretta ed autonoma organizzazione della sua vita.
Il prossimo 11 Dicembre diventi una giornata di lotta per dire NO alla devastazione dell'ambiente e alla militarizzazione dei territori, NO alle grandi opere inutili, devastanti e dai costi insostenibili, No alla logica dell'emergenza sul tema dei rifiuti, NO alla cancellazione dei diritti. Una giornata di lotta per la difesa dei territori e per far valere gli interessi delle popolazioni, e un segnale ai migranti costretti a salire sulle gru per essere visibili per dire loro che il paese che scende in piazza è al loro fianco.
Nella stessa data si terranno anche manifestazioni in altre città dell'Europa, promosse da un coordinamento di comitati che vede riuniti spagnoli, francesi, italiani, tedeschi e sloveni che si oppongono al TAV; anche in questa occasione possiamo costruire un ponte tra le diverse lotte: più lungo di quel ponte sullo stretto che non vogliamo si faccia mai.

Movimento No Tav Valle di Susa, Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana, Movimento disoccupati organizzati Banchi Nuovi, Rete campana salute e ambiente, Rete anticapitalista campana.

Per adesioni: vesuvioinlotta
Contatto su Facebook

10.12.10 11:50

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Campania - basta con l'utilizzo delle discariche, è ora di porre in atto delle iniziative

La Campania non si sta solo avviando verso una nuova emergenza rifiuti, ma anche verso una grave situazione ambientale ed una completa rottura della fiducia tra il Governo e i cittadini.

Nel periodo intercorso tra la missione volta a verificare i fatti sulla questione rifiuti in Campania (aprile 2010) e l'adozione del verbale di questa missione (vedi sotto) il 30 settembre 2010, il Governo nazionale e quello regionale hanno promesso di rispettare i regolamenti dell'UE su ambiente, rifiuti e discariche. È stato promesso di non aprire nuove discariche sul Vesuvio, di non aprire Cava Vitiello e di non riempire a dismisura il sito di Terzigno. L'ultima di queste promesse era stata fatta durante la nostra visita: il governo regionale affermò che Cava Vitiello non sarebbe stata aperta e utilizzata come discarica, un impegno che fu reiterato dal Primo Ministro Berlusconi al momento della pubblicazione del nostro verbale.

Queste promesse stanno per essere disattese.
Un Governo è serio solo se si dimostra affidabile. L'affidabilità nasce dal mantenimento degli impegni.

Un dialogo costruttivo inizia con il confronto reciproco sugli argomenti e quando l'altro si dimostra affidabile mantenendo i propri impegni. L'attuale situazione non appare quella di un dialogo costruttivo e non dà prova di affidabilità dal momento che gli impegni e le promesse non sono stati mantenuti.

L'Italia e la Campania devono iniziare ad adottare provvedimenti reali e non temporanei.

Basta contare sull'apertura di nuove discariche per sconfiggere l'emergenza. Bisogna invece porre in atto dei sistemi di selezione e classificazione dei rifiuti e chiedere la fattiva e volontaria collaborazione dei cittadini a ridurre, ri-usare e riciclare i rifiuti. Scrivere piani e far trascorrere anni per metterli in pratica stanno solo acutizzando il problema.

In breve noi chiediamo alle autorità italiane di:

- Mantenere gli impegni.
- Cominciare a parlare seriamente con i cittadini e ad ascoltare i loro argomenti.
- Cominciare a mettere in pratica azioni reali :
- No a nuove discariche - soprattutto non nei parchi nazionali (chiudere Terzigno e non aprire Cava Vitiello) - Aprirsi a nuovi sistemi di selezione e classificazione dei rifiuti
- Cominciare a migliorare la cooperazione inter-regionale sui rifiuti e sulla capacità di selezione e classificazione.

Siamo una società moderna. Basta discariche!
L'Europa deve contare sulla sua capacità di porre in atto delle iniziative.

Verbale del Comitato Petizioni, letto il 30 settembre 2010.

Judith Merkies
ex responsabile della delegazione del Parlamento Europeo in Campania, Membro del Parlamento Europeo - Socialist&Democrats- PvdA Olanda

Margrete Auken
membro della delegazione in Campania, Membro del Parlamento Europeo - Verdi - Socialistik Folkeparti Danimarca

Link correlati:
LA COMMISSIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO IN CAMPANIA
Commissione UE in Campania, com'è andata?

27.10.10 15:45

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Mercoledì 27 ottobre · Ore 17:30
P.zza Rossini, Fusaro (nei pressi della Casina Vanvitelliana)
Bacoli, Napoli

CORTEO DI SOLIDARIETA'

alla gente di Terzigno


PERCORSO: Partenza da p.zza Rossini, Via Vanvitelli, Via Virgilio, via Ottaviano Augusto, Sottopassaggio Sepsa Fusaro, p.zza Rossini

1. Bacoli RIFIUTA la Costruzione di una Nuova Discarica a Terzigno
No all'apertura della nuova discarica di Cava Vitiello all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio.
Si tratterebbe della più grande discarica a cielo aperto d' Europa.
Un oltraggio all'immenso patrimonio ambientale dell'Area Vesuviana.
Una palese violazione del Diritto alla Salute riconosciuto dalla Costituzione Italiana.

2. Bacoli CHIEDE SCUSA ai Comuni dell'Area Vesuviana
I ritardi nell'attivazione del servizio di raccolta differenziata contribuiscono a rendere impellente l'apertura di nuove discariche.
Bacoli, come la stragrande maggioranza dei comuni della Provincia di Napoli, raggiunge una percentuale di differenziata inferiore al 10%, trasferendo il restante 90% di indifferenziato proprio a Terzigno.

3. Bacoli RECLAMA un sistema di Gestione dei Rifiuti per la Campania a misura "europea"
L'attuale ciclo dei rifiuti privilegia la costruzione di nuove discariche piuttosto che puntare sulla riduzione dei rifiuti (riciclaggio, riutilizzo, recupero, strategie rifiuti zero, ecc.) come prescrivono le direttive europee.
L'attuale sistema non garantisce la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente.

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Link correlati: ANCHE TORRE DEL GRECO DICE "NO" ALLA DISCARICA DI TERZIGNO!

26.10.10 13:35

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Riunione Movimento 5 Stelle Napoli 22 Ottobre 2010 from movimentocampania on Vimeo.


ORDINE DEL GIORNO -STRAORDINARIO: TERZIGNO

24.10.10 13:51

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Chiamarla discarica è gia' troppo. Una discarica, fatta secondo la legge, richiede tutt'altra cura e organizzazione (come ad esempio un impianto per la raccolta del percolato o del biogas).
Quella di Terzigno, invece, è speciale. E' realizzata in deroga a tutte le leggi nazionali ed europee ed il suo funzionamento è molto semplice: si sversa qualsiasi tipo di rifiuto e si lascia li' a marcire!!! (la schiuma\percolato che fuoriesce stile geyser è abbastanza eloquente!)

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23.10.10 18:00

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Nessuno da la parola alla gente di Terzigno, ma ascoltatela qui.

21.10.10 20:00

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